sabato 6 aprile 2013

“ LIBERAMENTE “ IN CENTRO STORICO A PISTOIA: MOLTO DI PIU’ DI UN SEMPLICE RISTORANTE.




Il sostantivo femminile “Libertà” deriva dalla parola latina “libertas”.
Il suo significato, in senso astratto, esprime la facoltà di pensare, di scegliere, di operare, secondo il proprio talento, in modo autonomo, senza costrizioni, senza vincoli e impedimenti.  

L’avverbio “Liberamente” è un derivato, nasce cioè da una base e un suffisso, la base è il sostantivo “libertà” e il suffisso (elemento linguistico che viene posto alla fine per formare una parola) è l’ablativo “mente” del sostantivo Latino “mens”.   
Il suo significato si riferisce letteralmente ad un positivo stato di libertà ma è anche un gioco di parole riferito ad una “mente libera”.

Nella magnifica Regione, che porta il nome di Toscana, nella pianura che si estende tra Firenze e la catena Montuosa del Montalbano, in direzione del Passo di Serravalle, sorge l’antica e monumentale Città di Pistoia.

Anche se recenti ritrovamenti possono far risalire alcuni insediamenti in zona all’epoca Etrusca, Pistoia nasce sicuramente come “oppidum” Romano, “Pistorium”, nel II Secolo a.C., per appoggiare le Legioni di  Roma in guerra contro i Liguri.
L’oppidum era per i Latini un centro abitato circondato da un “murus gallicus”, una fortificazione molto solida fatta di terra, grossi pali e pietre.

Una cosi lunga storia ha lasciato Pistoia circondata da mura trecentesche e ricca di bellissimi monumenti e palazzi in stile romanico, rinascimentale e barocco, tra cui si possono annoverare moltissime Chiese.

Non posso non ricordare, tra le altre, almeno la Basilica della Madonna dell’Umiltà con la sua Cupola Cinquecentesca, alta ben 59 metri, opera dello straordinario pittore e architetto Aretino Giorgio Vasari (1511-1574), o il Battistero di San Giovanni in Corte, costruzione a pianta ottagonale opera dello studio di un altro grande architetto e scultore Andrea d’Ugolino da Pontedera detto Andrea Pisano (1290-1349), con all’interno una preziosa fonte battesimale del 1226.  

Ora mettete insieme quanto vi ho raccontato, a cosa potrebbe portare ?

Porta all’idea che hanno avuto due amici (anche miei), Edoardo Chelucci e Vincenzo Volpe, di aprire, in pieno centro storico di Pistoia, un Ristorante che si chiama “LiberaMente”.

Il Locale è ubicato in Via Castel Cellesi a pochi passi dalla caratteristica e antica “Piazza della Sala” o “Piazza La sala” come viene comunemente chiamata dai Pistoiesi.

La Piazza “da sempre” è il mercato giornaliero degli alimenti, il “mercato delle cibarie”, con moltissime piccole botteghe, sia nella Piazza che nei vicoli vicini, caratterizzate da particolari elementi come porte e sportelloni in legno, bancali in pietra, tettoie fortemente sporgenti che vengono sorrette da mensoloni in legno.

Tutto ciò è integrato anche da moltissimi altri banchi degli ambulanti giornalieri e dal “Pozzo del Leoncino”, quest’ultimo, edificato nell’ VIII Secolo d.C., inizialmente veniva usato per gettarvi i rifiuti del mercato, successivamente prese la sua vera identità per il sollevamento dell’acqua.

Ma torniamo al RistoranteLiberamente” che ha aperto il 27 Agosto 2012.

Edoardo Chelucci, classe 1964, è nato nella magnifica Città di Firenze, ma praticamente da subito ha respirato i buoni profumi della cucina tradizionale fatta dai suoi genitori. 

Infatti il suo babbo, Romano, e la sua mamma, Mirella, sono i titolari dell’Hotel Ristorante Arcobaleno immerso in un bellissimo angolo verde delle colline Toscane in un piccolo Borgo di origine Longobarda a 13 km. da Pistoia, San Mommè.

Edoardo è cresciuto in questo contesto, tra moltissimi turisti provenienti da molti Paesi del mondo, che gli hanno “ampliato le conoscenze “, e le buonissime, indimenticabili,  preparazioni della sua mamma, come, tra le tante, gli straordinari zucchini ripieni e la pasta e fagioli.  

Edoardo fin da piccolo aiuta nell’Azienda di Famiglia, in particolare si appassiona al mondo del Vino, tanto che nel 1986 diventa Sommelier F.I.S.A.R. e nel 1990 anche dell’A.I.S..

A 39 anni Edoardo lascia al fratello Riccardo l’impegno di portare avanti l’Hotel, avventurandosi in nuove esperienze. 
Lavora in alcuni dei più importanti Locali della ristorazione Toscana, sempre in Sala, fino alla fine del 2006.

Nel Gennaio 2007, con un amico, il bravo Chef Massimo Neri, apre, in pieno centro a Pistoia sopra il Cinema Globo, al terzo piano, il panoramico RistoranteAoristò”. 
Questa positivissima esperienza dura cinque anni e mezzo, con lusinghiere recensioni da parte di tutta la stampa e ottimi punteggi su tutta le principali guide specializzate.

Dopo un breve periodo di organizzazione per lo sviluppo della nuova iniziativa e due mesi effettivi di lavori eccoci arrivati all’apertura del nuovo RistoranteLiberamente”.  

Vincenzo Volpe, classe 1982, è nato a Tubingen (in Italiano Tubinga) una delle più belle e antiche Città Tedesche, sembra uscita da una fiaba, nel Land del Baden-Wurttemberg nella Germania Sud-occidentale. Uno dei pochi centri abitati conservatosi intatto, con tutti i suoi palazzi e monumenti storici, dopo i devastanti bombardamenti a tappeto degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale.

I genitori di Vincenzo sono originari della Basilicata e si trovavano in Germania per motivi di lavoro.
Due anni dopo la sua nascita, nel 1984, tutta la sua Famiglia rientra in Italia stabilendosi in Toscana a Monsummano Terme in Provincia di Pistoia.

Fin da piccolissimo Vincenzo ha un grande amore per il pane, ciò lo porta a desiderare di fare da grande il fornaio.
Questa sua aspirazione si realizza con l’iscrizione al prestigioso Istituto Professionale di StatoF. Martiniper l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera.

Sia durante la Scuola che subito dopo il diploma frequenta alcuni locali e si specializza come Pizzaiolo.
Questa passione, tra l’altro, lo coinvolgerà anche nella Squadra Acrobatica Italiana di Pizza con la partecipazione ai campionati mondiali.

Vincenzo Volpe ha lavorato e fatto diversi stage nelle Cucine di grandissimi Chef in super famosi Locali: al Ristorante “Il Castagno” da Pier Angelo Barontini a Castagno di Piteccio (PT), alla “Locanda delle Tamerici” di Mauro Ricciardi a Fiumaretta (SP), da Gaetano e Giovanni Trovato al Ristorante Relais & Chateaux “Arnolfo” a Colle di Val d’Elsa (SI), dai fratelli Marcello e Gianluca Leoni al Ristorante “Il Sole” a Trebbo di Reno (BO), e da Enrico Bartolini al Ristorante “Le Robinie” Località Ca’ D’Agosto (PV).

Dal 2006 alla fine del 2011, Vincenzo ha lavorato come Sous-Chef di Massimo Neri al Ristorante “Aoristò” (PT).
In fine eccolo in società con Edoardo Chelucci.

Un grande arco con vetrata è il luminoso ingresso del RistoranteLiberamente”, appena entrati c’è il grande bancone squadrato, subito noterete che l’atmosfera è estremamente informale.
Il pavimento è in legno, intorno al bancone alcuni tavoli di diverse forme e grandezze con intorno seggiole “rigorosamente” scompagnate, in alto la tubatura in acciaio per il condizionamento.
Una scala porta al piano di sopra dove si trova un’altra luminosa saletta, una decina di tavoli, qui si affaccia anche la cucina.  

A pranzo l’apparecchiatura è più semplice rispetto alla sera.

L’arredo è vario, ma curato, alcuni tocchi di gusto rendono l’ambiente caldo e accogliente, molte le bottiglie esposte, prevale il bianco, macchie di “colore” sono date dai lampadari e da grandi mazzi di fiori.  

La Carta dei Vini è ricca e importante, conoscendo Edoardo non dubitavo, Bollicine Italiane, oltre 100 super selezionate etichette di Champagne, Vini bianchi e Rossi dall’Italia e dalla Francia, una piccola selezione anche da altri Paesi del mondo, Vini Rosati, Vini da Dessert, interessanti anche le 4 Aziende di Birre Artigianali scelte.

Il Menu offre una buona scelta sia di Terra che di Mare, oltre a ciò non mancano stuzzichini e preparazioni (ciotoline pronte solo da scaldare) per coprire le varie richieste nei diversi orari della giornata. 
A pranzo è di aiuto la lavagnetta con i piatti del giorno.

Ma veniamo alla degustazione che è stata accompagnata da una bottiglia di “Moscato Giallo 2011”, Moscato Giallo Alto Adige D.O.C., 100% Moscato Giallo, 12,5% Vol., prodotto con uve coltivate in Agricoltura Biologica, dell’Azienda Manincor di Caldaro (BZ).

In tavola il piattino con il pane, quello della casa (schiacciata con pomodoro secco, schiacciata bianca e pan brioche), e quello casalingo Toscano del forno di fiducia.

E’ stato servito:

- Tartare al coltello di branzino, arancia, finocchio e pane croccante;

- Sandwich croccante di acciughe con insalata di puntarelle;

- Zuppetta calda di mare;

- Mezzemaniche, del rinomato e antico (1872) Pastificio Benedetto Cavalieri di Maglie (LE), con sugo bianco di coniglio e rucola;

- Maialino arrosto e patate alla senape;

- Assaggi - Tortino morbido di cioccolata e arance - Bavarese cocco e mango.

Tutto buono e ben presentato, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

In Cucina lo Chef Vincenzo Volpe è ben coadiuvato dal Sous-Chef Alessandro Galardini e dalla brava ed esperta Chef Patissier Francesca Baldi (anche lei proveniente dall’Aoristò), oltre che dalla moglie di Vincenzo, Manuela Penna.

In Sala, in aiuto di Edoardo, sua moglie, la super premurosa e gentilissima Monica Torrigiani insieme alla figlia più grande, diciannove anni, Francesca (la più piccola Elisa ne ha sedici).

Edoardo Chelucci ha improntato il nuovo Ristorante sul principio, indiscutibilmente giusto, di mettere tutti, non solo i clienti ma anche tutto lo staff, a proprio agio, solo chi è sereno e tranquillo può godersi in pieno i sapori della vita e lavorare con passione divertendosi.

Questo che vi ho raccontato è un posto molto particolare, non solo un buon Ristorante ma un Locale dove potete “LiberaMente” mangiare, bere, socializzare, sognare o anche soltanto curiosare.

Ristorante LiberaMente

Via Castel Cellesi, 3   Pistoia

Tel.  0573  20703



Il Bancone

Vista del Piano Terra

La Saletta al Primo Piano

Tartare di Branzino

Sandwich croccante di Acciughe

Zuppetta di Mare

Mezzemaniche al sugo di Coniglio

Maialino arrosto

Tortino al cioccolato e Bavarese cocco e mango

Lo Chef  Vincenzo Volpe

Edoardo Chelucci e Giorgio Dracopulos

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