Un “Vino Aromatizzato” buonissimo, conosciuto in tutto il Mondo, vero e proprio simbolo dell'aperitivo Italiano che unisce medicina, botanica e aristocrazia, porta un nome fascinoso: “Vermouth” (o Vermut).
La storia
moderna del “Vermouth” nasce ufficialmente a Torino nel 1786, ma le sue radici
affondano nell'antichità, quando il vino veniva speziato per scopi curativi.
Prima di
essere una piacevole bevanda il vino aromatizzato era una medicina: alcool e
vino erano i migliori solventi disponibili per estrarre e conservare le
proprietà delle erbe. Già nel 1500 a.C. gli Egizi infondevano erbe nel vino e
nel V Secolo a.C., Ippocrate (il padre della medicina) creò il “Vinum
Hippocraticum” un vino bianco in cui venivano macerati fiori di “dittamo”
(pianta erbacea perenne) e “assenzio maggiore” (pianta dotata di fiori e
frutti) per curare i disturbi gastrici e l'inappetenza.
Successivamente
i Romani perfezionarono la tecnica producendo il “Vinum Absinthiatum” una
bevanda a base di vino, assenzio, miele e spezie, consumata sia come rimedio
medico che durante i banchetti. Nel Medioevo, i segreti della distillazione e
dell'erboristeria vennero custoditi dai monaci alchimisti che ricercarono nuove
soluzioni come unire il vino a spezie esotiche provenienti dall'Oriente
(cannella, chiodi di garofano, rabarbaro), creando elisir tonici e digestivi.
La parola
"Vermouth" deriva dal Tedesco “Wermut” che significa letteralmente
“Assenzio” (Artemisia Absinthium), la pianta officinale che costituisce
l'ingrediente botanico fondamentale e obbligatorio della bevanda stessa. In
Germania e nell'Europa centrale, la produzione di vini fortificati all'assenzio
divenne molto comune a partire dal XVI Secolo.
Il passaggio
decisivo della bevanda in questione da medicinale amaro a liquore da salotto
avvenne nel 1786 in Italia a Torino, all'epoca Capitale del Regno di Sardegna,
grazie all’invenzione dell'erborista e distillatore Antonio Benedetto Carpano
(1751 - 1821) che la realizzò nella bottega dove lavorava, il Liquorificio
Marendazzo ubicato sotto i Portici della centralissima Piazza Castello. Carpano
creò una ricetta, che ebbe immediato successo, utilizzando come base un vino
bianco di qualità (il moscato), lo fortificò con alcool e lo aromatizzò con un
infuso segreto di oltre 30 erbe e spezie, dolcificandolo infine con zucchero.
Carpano era considerato un uomo di buona cultura appassionato delle poesie di
Johann Wolfgang von Goethe e probabilmente per questo motivo scelse il nome
"Vermouth" per il suo drink innovativo riadattando il già citato
termine Tedesco “Wermut”.
Carpano ebbe
anche l’intelligenza di inviare una cassetta del suo nuovo vino al “Re Vittorio
Amedeo III” che lo apprezzò moltissimo a tal punto da sostituire il
tradizionale “Rosolio” con il “Vermouth” come bevanda ufficiale di corte: da
quel momento, a Torino nacque il rito dell'ora del Vermouth, praticamente
l'antenato del moderno aperitivo.
Nel XIX
Secolo Torino e il Piemonte diventarono il centro nevralgico di un'industria
globale, e la vicinanza ai porti della Liguria facilitava l'importazione di
spezie esotiche e l'esportazione del prodotto finito. Con l'aumento della
produzione nel “Vermouth” il moscato (troppo instabile e costoso) venne
sostituito da vini bianchi più neutri, come il trebbiano, capaci di assorbire
meglio gli aromi delle botaniche.
In questo
periodo nacquero altre grandi case produttrici che insieme a “Carpano”
avrebbero reso il “Vermouth” famoso nel mondo. Nel 1816 i Fratelli Cinzano
aprirono la loro bottega “Cinzano” a Torino espandendo rapidamente la
produzione e nel 1863 Alessandro Martini e Luigi Rossi fondarono, nella
Frazione del Comune di Chieri (TO) denominata Pessione, la “Martini &
Rossi”.
All'inizio
dell'Ottocento, la Francia rispose al “Vermouth dolce Italiano”
(tradizionalmente rosso/ambrato grazie all'uso di zucchero caramellato) con il
“Vermouth Dry” (secco). Infatti nel 1813 Joseph Noilly creò a Marseillan, un
piccolo Comune Francese situato nel Dipartimento dell'Hérault nella Regione
dell'Occitania, un “Vermouth bianco secco” leggermente acidulo e barricato,
perfetto per i gusti d'Oltralpe.
Con l'inizio
del XX Secolo il “Vermouth” divenne un ingrediente insostituibile per una nuova
tendenza che stava conquistando i bar di tutto il mondo: i “Cocktail”.
Si definisce
“Cocktail” una bevanda ottenuta dalla combinazione di due o più ingredienti, di
cui almeno uno è alcolico, miscelati insieme per creare un equilibrio di
sapori.
I “Cocktail”
più famosi, i grandi classici, le pietre miliari della miscelazione mondiale
senza il “Vermouth” non esisterebbero, per esempio: il “Martini Cocktail”
(Vermouth Dry e Gin), il “Manhattan” (Vermouth Rosso e Rye Whiskey), il
“Negroni” (Vermouth Rosso, Campari e Gin), l’“Americano” (Vermouth Rosso,
Campari e Soda).
Negli anni
'80 e '90, il “Vermouth” subì un forte declino essendo progressivamente
percepito come una bevanda "vecchia" e superata relegata nel retro
dei bar, spesso conservata male (il vermouth, essendo a base di vino, si ossida
rapidamente se lasciato aperto a temperatura ambiente). Oggi però il “Vermouth”
sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza guidata dalla rinascita della
“mixology artigianale” e dalla riscoperta dei prodotti storici.
Bartender e
consumatori hanno riscoperto l'importanza della qualità dell'ingrediente, sono
rinate antiche ricette storiche (come il “Punt e Mes” o l'“Antica Formula” di
Carpano) e sono sorti centinaia di piccoli produttori artigianali in tutto il
Mondo (Spagna, Stati Uniti, Regno Unito), che sperimentano nuove ricette con
vini locali e botaniche autoctone.
Con il
Decreto del 22 Marzo 2017 il “Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali” (MASAF) ha regolamentato ufficialmente il “Disciplinare di
Produzione” e l’“Indicazione Geografica Protetta Vermut di Torino/Vermouth di
Torino”. Un disciplinare rigido che impone l'uso di vino Italiano, l'utilizzo
principale di artemisie coltivate in Piemonte e una gradazione alcolica minima
compresa tra i 16 e i 22 gradi, certificando e proteggendo l'eredità storica di
questa straordinaria bevanda. Il 3 Aprile 2019 è nato il Consorzio del Vermouth di Torino, l’organo che valorizza, promuove e
tutela la denominazione e i marchi a esso collegati e il 30 Settembre 2025 lo
stesso è stato riconosciuto dal Ministero competente.
Antonio
Benedetto Carpano realizzò il suo “Vermouth” nel 1786 ma fu suo Nipote,
Giuseppe Bernardino Carpano, che nel 1820 decise di dare assetto giuridico
all’attività fondando la “Fabbrica di Liquori e Vermouth Giuseppe Carpano, già Ditta
Marendazzo e Compagnia”, sempre sotto i Portici di Piazza Castello al Civico
21. Dal 1840 al 1888 la fama di “Carpano” si diffuse velocemente diventando un
punto d’attrazione non solo di Torino. Tra i più famosi avventori della Bottega
negli anni si possono ricordare importanti Statisti, Poeti, Musicisti e
Scrittori come il Conte Cavour, Massimo d’Azeglio, Urbano Rattazzi, Giuseppe
Verdi, Arrigo Boito e Giuseppe Giacosa.
Passarono
gli anni e continuarono i successi del “Vermouth Carpano” tantoché nel 1898, in
occasione della partecipazione all'Esposizione Generale Italiana, i Fratelli
Luigi e Ottavio, terza generazione Carpano, decisero di realizzare uno
stabilimento (diventato poi storico) di stampo industriale, sempre a Torino in
Via Nizza al Civico 224, uscendo dagli stretti ranghi della bottega
artigianale. L'impianto fu progressivamente ampliato nei primi anni del
Novecento fino a raggiungere una superficie di 5.000 metri quadrati.
Oggi i
Locali dell'ex stabilimento sono stati completamente riqualificati e ospitano
il primo punto vendita di “Eataly” denominato “Eataly Lingotto” e al primo
piano il Museo Carpano, un suggestivo percorso espositivo
permanente che raccoglie la storia e i cimeli del celebre vermouth.
La “Prima
Guerra Mondiale” (1914 - 1918) segnò profondi cambiamenti nella storia e
nell’economia dell’epoca. Nel 1916 la storica bottega “Carpano” di Piazza
Castello chiuse definitivamente, segnando la fine di un’era. Nel 1917 fu la
vedova di Ottavio, Matilde Govone, ad assumere le redini della società. Nel
1939, all’alba della “Seconda Guerra Mondiale” estinta la Famiglia Carpano
subentrò nella proprietà Silvio Turati, membro di un’importante famiglia
industriale Torinese. Il nuovo proprietario decise di non cambiare lo stile
tradizionale e artigianale dell’antico stabilimento, nonostante i progressi
tecnologici e le innovazioni, e il metodo di produzione di base rimase lo
stesso.
Terminate le
ostilità belliche, Silvio Turati si adoperò per incrementare negli anni il
settore commerciale, ponendo anche grande attenzione alla creazione di campagne
pubblicitarie di classe e d’avanguardia, che aiutarono “Carpano” a ottenere e
consolidare un’invidiabile posizione di prestigio internazionale. Sono rimaste
nella storia campagne firmate da grandi artisti come il Pubblicitario,
Illustratore e Pittore Francese Achille Luciano Mauzan, il Pubblicitario,
Pittore e Illustratore Italiano Marcello Dudovich e il Pubblicitario,
Disegnatore, Animatore e Pittore Italiano Armando Testa. Indimenticabili le
celebri sponsorizzazioni come quelle alla squadra ciclistica di Fausto Coppi e
ai film del mitico Totò.
Nel 2001 la “Carpano” venne acquisita dalla Fratelli Branca Distillerie e le attività produttive trasferite nella Sede Milanese della “Branca” in Via Resegone al Civico 2. L’Azienda “Branca” è stata fondata a Milano nel 1845 dal farmacista e speziale autodidatta Bernardino Branca che mise a punto la celebre ricetta di un amaro tonico a base di 27 erbe provenienti da tutto il Mondo.
“Carpano” oggi sta ampliando il mercato di riferimento del Vermouth originale e ne è un esempio l'ultimo nato in “Casa Carpano” il “Vermouth Dry” esclusivo e dal gusto inconfondibile, un vero completamento di gamma.
Il prodotto
“Carpano” è apprezzato tanto in Italia quanto all’estero dove negli ultimi anni
sta registrando un trend in continua crescita: 6 milioni di bottiglie ed
esportazioni in oltre 80 Paesi nel Mondo.
Diverse sono
state le belle e seguite manifestazioni dedicate ai festeggiamenti per i 240
Anni di “Carpano” tutte legate con la Città di Torino elemento centrale
dell’anniversario, che anno coinvolto sia il “Salone del Vermouth di Torino”
sia Locali storici e d'eccezione della Città stessa.
L'Evento
clou, promosso da “Fratelli Branca” si è tenuto il 28 Ottobre 2026 a “Palazzo
Carignano” (“Palazzo dei Principi di Carignano” un suggestivo edificio storico
nel Centro di Torino, pregevole esempio di architettura
barocca Piemontese) con la finale della Prima Edizione Internazionale del
“Carpano House of Aperitivo”. Non una semplice “cocktail competition” ma un
grande osservatorio internazionale sull'ospitalità e sul rito dell'aperitivo
che ha riunito circa 30 professionisti provenienti da 16 Paesi del Mondo,
chiamati a presentare le loro interpretazioni uniche tra cocktail, servizio e
accoglienza.
Nel riflesso di ogni calice dei prodotti “Carpano” si specchia uno straordinario viaggio lungo 240 anni, ogni sorso racchiude una storia autenticamente Torinese che ha conquistato il Mondo, non un traguardo ma una solida base da cui questa eccellenza continuerà a evolversi, ricordandoci che il vero “stile italiano”, proprio come il “Vermouth”, non passa mai di moda.
https://www.youtube.com/watch?v=zCeBIhkHehQ






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