mercoledì 28 novembre 2018

“ACQUACOTTA – PER FAME E PER AMORE” IL COINVOLGENTE E DIVERTENTE LIBRO DI DANIELE FANTINI.




La cosiddetta “Cucina Povera” è quell’insieme di “ricette” che, sparse su tutto il Territorio Italiano,  nascono attraverso i Secoli e giungono fino a noi grazie alla fantasia e all’ingegno delle Genti più povere, quelle che dovevano quotidianamente sopravvivere praticamente con “quasi nulla”.

Le “Ricette Povere” erano preparate con quel che c’era in Casa, e di solito non rimaneva molto.

La preparazione più povera di tutte, e oggi non più realizzata, frutto della più assoluta disperazione, era la “minestra coi sassi”, ricetta al centro di novelle e novelline che si perdono nel tempo: 
acqua calda con dentro alcuni sassi (meglio se raccolti in Mare) per cercare di dare un leggero sapore all’acqua stessa.

Un’altra preparazione minimale caratteristica e tipica della Maremma Grossetana è una Zuppa di Verdure denominata “Acquacotta”. 
Una Ricetta senza una precisa definizione dato che si prepara in stagioni diverse e con prodotti dalla più varia reperibilità. 
Ma una base certa c’era e c’è: acqua, sale, sedano, cipolla, olio extravergine di oliva e pane sciocco (Toscano). 
A tutto ciò si può aggiungere molto altro seguendo le varie versioni.  

Ma sulla parola “Povera” vorrei chiarire che nella “Storia della Cucina Mondiale” sono state proprio le Classi più disagiate che, per Secoli, hanno insegnato ai “Ricchi” a mangiare attraverso il loro lavoro in Cucina e fornendo, agli stessi, le loro produzioni agricole e non solo.

Oggi queste preparazioni (non più povere) per la loro semplicità, ma anche in molti casi per la loro bontà, rientrano nel nostro patrimonio Culturale Gastronomico.
Ricette nate sia in Territori opulenti (dove però non sono mai mancati i più bisognosi) sia in Territori molto difficili per le specifiche prerogative morfologiche e climatiche.
Nei Secoli passati una di queste Zone particolarmente ardue per viverci è stata la Maremma.

La Maremma è una vasta Regione Geografica compresa tra la Toscana (in prevalenza) e il Lazio, che si estende per circa 5.000 chilometri quadrati, affacciata sul Mar Tirreno.
Da Nord a Sud la Maremma si divide in tre zone: 
l’Alta Maremma (o Antica Maremma Pisana, oggi divisa tra le Province di Pisa e Livorno), la Maremma Grossetana (quella più famosa, che s’identifica spesso con il termine stesso di “Maremma”) e la Maremma Meridionale (o Laziale).

In origine questo era un vasto Territorio, spesso basso ed estremamente paludoso, invivibile anche per la facilità con cui si prendeva la malaria. 
Tale è rimasto fino alle Bonifiche iniziate nel 1780 e terminate, in grandissima parte, nel 1940.

Oggi invece la Maremma è un bellissimo, curato e accogliente Territorio, ricco di cultura e fascino, dove, grazie anche alle grandi zone protette, come il “Parco Naturale della Maremma” e la “Zona Archeologica dei Vulci”, si sono mantenute pressoché intatte tutte le positività dell’ambiente, della flora e della fauna. 

Anche se è uscito da poco più di un anno, solo oggi mi è capitato di leggere un Libro, intitolato  “Acquacotta – per fame e per amore – Gusto e Tradizione di Maremma” e scritto da Daniele Fantini, che riunisce proprio i due elementi da me descritti fino a ora.

Daniele Fantini, detto “il Fanta”, è nato, il 4 Luglio 1952, nella Borgata di San Guglielmo, un piccolo Rione della Frazione di Bagno di Gavorrano, nel Territorio del Comune di Gavorrano in Provincia di Grosseto.

La Borgata di San Guglielmo  era sorta insieme ad altre, nel Sud della Frazione di Bagno di Gavorrano, agli inizi del XIX Secolo, dopo che nel 1898 fu scoperto in zona un importante giacimento di “pirite” (detta anche “l’oro degli stolti” per la sua somiglianza con l’oro) con il conseguente fortissimo incremento lavorativo nella miniera stessa.

I Genitori di Daniele Fantini, Aldo e Francesca, erano originari della Romagna, e si trasferirono in Maremma proprio per lavorare alla miniera. 
Dopo l’infanzia trascorsa a contatto con una splendida natura, da ragazzo Daniele, ha fatto varie esperienze lavorative fino agli anni Novanta quando prese la decisione di dedicarsi completamente alla Cucina, da sempre la sua grande passione.  

Ecco che Daniele Fantini aprì, in un’altra piccolissima Frazione di Gavorrano denominata Ravi, insieme alla Moglie Stefania e ai Figli Marco e Nicola, l’Osteria il “Passo Carraio” che in breve tempo diventò un punto di riferimento della buona Cucina Tradizionale Maremmana

Successivamente la loro attività fu trasferita nel Paese di Gavorrano dove prese il nuovo nome di RistoranteIl Fanta”.

Dopo alcuni anni il RistoranteIl Fanta” si è nuovamente trasferito nella Sede, quella attuale, non lontano da Bagno di Gavorrano, dove, dall’alto di una dolce collina gode del magnifico panorama sul Golfo di Follonica (GR) e sulla campagna circostante.

Ma torniamo al LibroAcquacotta – per fame e per amore – Gusto e Tradizione di Maremma” edito dalla “C&P Adver Edizioni Effegi” di Arcidosso (GR) nella CollanaTavole Imbandite”.
Hanno collaborato alla realizzazione Riccardo Conforti (Art Director), Martina Purificato (Grafica) e Cinzia Bardelli per l’Immagine di Copertina.

Il Libro è uscito nell’Estate 2017 in formato 21x15 cm. con 102 pagine
Dopo il Sommario troviamo la Prefazione di Mario Papalini, Archeologo, Storico dell’Arte e Responsabile della Produzione della Casa Editrice Effegi, segue l’Introduzione del Giornalista Silvano Polvani.

Poi una breve Presentazione di Daniele Fantini stesso dove spiccano le seguenti parole: 
Non si tratta di un Libro di ricette, tantomeno di un tratto di storia, ma troverete ugualmente ricette, storia, metodi con in più pezzi di filosofia di un Popolo, racconti, storie di vita vissuta e tanto sentimento……………….”.

Di seguito i 21 avvincenti Capitoli corredati da simpatici disegni.

Che dire di più di questo LibroAcquacotta – per fame e per amore – Gusto e Tradizione di Maremma”, scritto con grandissima passione da Daniele Fantini, sennoché “Il Fanta” è riuscito a coinvolgermi totalmente con il suo scritto che l’ho letto “tutto d’un fiato”.



Daniele Fantini e Giorgio Dracopulos

Il Libro

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