"Roma Caput Mundi regit orbis frena rotundi" (Roma Capitale del Mondo regge le redini dell'orbe rotondo) così recita il verso Latino che l’Imperatore dei Romani Federico I Hohenstaufen (1122 - 1190), noto come Federico Barbarossa, volle incidere sul suo sigillo per indicare la supremazia e il ruolo centrale che Roma ha mantenuto nel corso della storia, diventando un fondamentale crocevia politico, economico e culturale.
Non c’è bisogno di dilungarsi sulla
Magnifica Città di Roma, tanto è stato già scritto e tanto è stato detto, ma
per quello che desidero raccontarvi devo ricordare che il Centro Storico della
Città è suddiviso in 22 Rioni che costituiscono il primo livello
di suddivisione storico/toponomastico. I Rioni originatisi nel Medioevo
sulle basi delle “14 Regiones Augustee” sono aumentati nel tempo e l’ultimo,
istituito nel 1921, è il Rione Prati. Ogni Rione, identificato da un numero
romano e uno stemma, rappresenta un'area con un'identità unica.
Il “Rione Prati” (XXII), costituito
ufficialmente il 20 agosto 1921, nacque come un quartiere che accoglieva
le strutture amministrative del Regno d'Italia e una zona
residenziale per i funzionari dello Stato. L'impianto urbanistico stradale fu
studiato in modo tale che nessuna delle nuove vie avesse come sfondo la Cupola
della Basilica di San Pietro, a testimonianza dei rapporti tesi tra il
nuovo Stato Italiano e la Santa Sede nell'epoca precedente la firma
dei “Patti Lateranensi” dell’11 Febbraio 1929. Per questo motivo i nomi
delle Vie del nuovo Rione furono scelti tutti tra personaggi storici
della “Roma Repubblicana e Imperiale”, condottieri e letterati della
classicità latina e pagana, e tra gli eroi del Risorgimento al quale fu
dedicata la Piazza Principale (Piazza Cavour).
Proprio nel Rione Prati c’è “Via
Andrea Doria”, una larga strada alberata a doppio senso che parte da “Largo
Trionfale” e arriva in “Piazzale degli Eroi”, che è considerata una sorta di
confine storico e strutturale tra il Rione Prati e il Quartiere Trionfale (Q.
XIV) uno dei 35 Quartieri Ufficiali di Roma.
Mercoledì 11 Marzo 2026, in Via Andrea
Doria al Civico 32, è stato inaugurato il nuovo Locale dello Chef Giapponese
Koji Nakai: “SANDO IE KOJI”.
Il Civico 32 si trova proprio di
fronte al “Nuovo Mercato Trionfale”, una grande struttura di vetro e cemento,
inaugurato l'11 Marzo 2009, il primo e più grande Mercato Rionale Romano (270
banchi, 420 box, 320 posti auto e un Ufficio Postale). Il mercato è diviso per
corridoi con box di colori diversi a seconda della categoria merceologica:
“verde” per frutta e ortaggi (“verde chiaro” sono i produttori diretti che sono
una cinquantina), “blu” per il pesce, “rosso” per la carne.
“SANDO
IE KOJI” è una “katsusanderia”
un Locale specializzato nella preparazione e vendita del sandwich “katsu-sando”
(カツサンド o かつサンド)
un famosissimo “street food” Giapponese che consiste nel “tonkatsu” (una cotoletta
impanata e fritta solitamente, carne, maiale o pollo) racchiuso in soffice pane
bianco, spesso “pane shokupan” un tipo di pane in cassetta Giapponese, al latte
e senza crosta, noto per la sua consistenza estremamente soffice, nuvolosa e con
il sapore delicatamente dolce. Il “pane shokupan” si distingue per l'uso della
“Tecnica Tang Zhong” che consiste nel fare il pane, umido, morbido ed
elastico che dura a lungo, senza l'aggiunta di conservanti o additivi, ma
usando semplicemente uno starter fatto con la stessa farina e acqua.
Uno dei segreti per preparare un
buonissimo “katsu-sando”, che può essere riempito anche con varie salse e altri
ingredienti, è quello di lasciarlo riposare in frigorifero, avvolto nella
pellicola, per 10/20 minuti prima del taglio a metà che ne esalta il ripieno,
affinché i sapori si possano amalgamare al meglio e la struttura si compatti.
Questo tipo di sandwich è un “comfort food” apprezzatissimo per il contrasto
tra la morbidezza del pane e la croccantezza della cotoletta, un panino popolarissimo
in Giappone facilissimo da acquistare anche nei “Konbini” (minimarket
aperti h.24).
Lo Chef Koji Nakai (classe 1984) è
originario di Ōsaka, la Capitale dell'omonima Prefettura e la terza Città del
Giappone per numero di abitanti (oltre 2,75 milioni), situata nella Regione
del Kansai, nell'Isola di Honshū, alla foce dei Fiumi Yodo e Yamato.
Ōsaka è storicamente la Capitale Commerciale del Giappone essendo uno dei
maggiori distretti industriali e portuali ed è anche tradizionalmente
considerata la "Cucina del Paese" (天下の台所 = “Tenka no
Daidokoro”) e la "Capitale della buona tavola".
Koji Nakai, è cresciuto in una
Famiglia in cui i Genitori facevano gli stilisti e avevano stretti contatti con
l’Italia, il suo Papà tornando dai viaggi portava al Figlio le gustose specialità
Italiche in particolare dei magnifici cioccolatini. Sua Zia, anch’essa titolare
di marchi di moda, decise di aprire il Primo Ristorante Italiano a Kōbe,
l’altra Città che si affaccia sulla suggestiva Baia di Ōsaka, e quello fu per
Koji Nakai il “paradiso” dove c’erano solo cose buone da vedere e degustare.
Passarono alcuni anni, iniziò a studiare legge ma contemporaneamente, seguendo
la sua propensione, oltreché per arrotondare, entrò a lavorare in alcuni
Ristoranti Italiani. Venuto a contatto con il mondo della “Pizza”, grazie a un
bravo Pizzaiolo Napoletano, Koji non ebbe più dubbi: la sua strada sarebbe
stata la Cucina. Koji Nakai poco più che ventenne arrivò in Italia e lavorò
prima in Toscana, poi in Friuli-Venezia Giulia, in Piemonte e infine giunse a
Roma nel 2008.
Dopo alcune esperienze Romane, come
l’apertura di una Osteria Romana a Monteverde, e l’esperienza come Chef presso
l’Ambasciata Italiana a Varsavia, Koji Nakai si è impegnato costantemente nella
divulgazione della cultura culinaria autentica Giapponese a Roma aprendo nel
2022 il Ristorante Fine Dining Nakai
dove riesce a fondere la Cucina Giapponese con quella Romana, poi nel Mese di
Giugno del 2024, in Via Marcantonio Bragadin al Civico 13, ha inaugurato “IE
KOJI” (Da Koji).
“IE KOJI” è un “izakaya” (居酒屋)
è un tipico pub, taverna, trattoria informale Giapponese, spesso economico,
dove si consumano bevande alcoliche accompagnate da vari piatti da condividere,
simile a un mix tra tapas bar e pub. La parola significa letteralmente
"rimanere a bere" o "negozio di sakè dove ci si siede".
Sono luoghi sociali molto accoglienti (convivialità nella condivisione),
posti molto popolari in cui si va con
la famiglia, con gli amici o coi colleghi, magari dopo la
scuola o il lavoro.
Successivamente, alla fine del 2025,
una nuova apertura, sempre a Roma, il “Sakaba Ie Koji” la prima “sakaba” (posto
dove si beve) Romana: un’Enoteca con Cucina Giapponese.
Koji Nakai affianca all’attività
imprenditoriale anche un costante impegno Culturale in collaborazione con
l’Istituto di Cultura Giapponese.
Il bravo Chef Koji Nakai, dopo i suoi
precedenti progetti, che negli ultimi anni hanno avuto molto successo e contribuito
a far conoscere una nuova idea di “Cucina Giapponese Contemporanea” nella
Capitale, ha voluto far nascere il nuovo “SANDO IE KOJI” come uno spazio
essenziale e dinamico, pensato principalmente per asporto e consumo veloce, con
pochi posti interni e un dehors più ampio con vista sul Mercato Trionfale. Il
tutto in linea con lo spirito urbano dello “street food” Giapponese. Aperto
dalla tarda mattinata fino a sera con orario continuato, “SANDO” propone una
cucina immediata ma costruita su un lavoro artigianale preciso, sviluppato a
partire da un laboratorio produttivo dedicato.
Il Menù di “SANDO IE KOJI” si basa su
alcune varianti di “katsu-sando” che comprendono la versione
più tradizionale con “cotoletta di maiale”, quella con “pollo”,
quella con “straccetti di manzo” (saltati e conditi con salsa di soia),
quella con la pregiata carne Giapponese “wagyu” dalla marezzatura intensa,
quella “vegetariana stagionale” preparata con le verdure del Mercato
Trionfale. Accanto ai “katsu-sando” non mancano altri classici della
gastronomia Giapponese come i “box” da portare via denominati “bento”, le
“patatine” reinterpretate con gustosi sapori fusion e le “cotton
cheesecake al cioccolato, yuzu (agrume) e matcha (polvere di tè verde)” il
raffinato dolce che si distingue per la sua incredibile leggerezza e
la consistenza spugnosa, simile a quella di una nuvola. Le materie
prime usate sono tutte selezionare, il pane è uno “shokupan”
molto soffice e burroso (realizzato in esclusiva dal “Panificio
Artigianale Marè Prati”), le cotolette grazie alla partnership con
il “Gruppo Galli” sono prodotte internamente in un laboratorio dedicato e
i polli provengono da allevamenti a crescita naturale. Il tutto viene
accompagnato da birre e bibite originali Giapponesi.
Alla nuova katsusanderia “SANDO IE KOJI” in Via Andrea Doria al Civico 32 a Roma, grazie all’iniziativa imprenditoriale del bravo Chef Giapponese Koji Nakai, troverete i tipici e gustosi panini tradizionali Giapponesi.
https://www.instagram.com/sando.2026/

















