sabato 30 settembre 2023

SERGIO DONDOLI IL MITICO GELATIERE HA APERTO A POGGIBONSI (SI) UN ALTRO PUNTO VENDITA.




Il “Gelato” è un alimento straordinario ottenuto miscelando ingredienti liquidi e solidi che, tramite macchine del freddo chiamate “mantecatori”, li trasformano nel prodotto cremoso e fresco che vediamo nelle vetrine delle gelaterie.

Per produrre un buon gelato, un Artigiano può scegliere tra moltissimi ingredienti a seconda delle proprie necessità e dei gusti dei suoi clienti. Si utilizzano ingredienti molto comuni come il latte, lo zucchero, la frutta, l’acqua, la panna, le uova, il latte in polvere, il fruttosio.

Un gelato professionale quindi si realizza miscelando ingredienti comuni freschi (latte, panna, zucchero, frutta) e ingredienti specifici per gelateria (basi, latte in polvere, zuccheri alternativi). Questo processo si chiama “bilanciatura”. Dopo avere pastorizzato la miscela viene lasciata “riposare a freddo”, come si fa per la lievitazione del pane. Quando la miscela ha le caratteristiche ottimali, vengono aggiunti altri ingredienti specifici chiamati “sapori” o “paste”. La miscela viene introdotta nel mantecatore e, dopo alcuni minuti, esce il gelato soffice e cremoso pronto per essere deposto nelle vaschette.

Le “Origini del Gelato” si perde nella notte dei tempi visto che in tutte le Epoche le temperature invernali portavano al congelamento degli alimenti. Varie tracce di antenati del gelato sono state ritrovate in Cina come una miscela di riso stracotto, latte e spezie solidificata tramite l'immersione nella neve risalente al 2000 a.C. o prodotti caseari ghiacciati.

Nel Mondo Arabo si diffuse una preparazione denominata “sherbet” di origine Persiana (dove veniva chiamato “sharbat”), un dolce ghiacciato (attraverso il “processo endotermico” provocato dall'aggiunta di sali al ghiaccio) a base di frutta, acqua, zucchero (importato in Sicilia dagli Arabi nel IX Secolo), spezie e latte o crema di latte.

Nel Tardo Medioevo comparvero in Italia antenati del gelato moderno basati su latte e frutta ghiacciata. Tra le diverse specialità culinarie che Caterina Maria Romula di Lorenzo de' Medici (Caterina de' Medici, 1519 - 1589, Regina Consorte di Francia come moglie di Enrico II) introdusse nella Corte Francese vi era anche un dolce semifreddo cremoso. Bernardo Timante Buonacorsi (Bernardo Buontalenti, 1531 - 1608) è stato un ArchitettoScultorePittoreIngegnere militareScenografo Italiano che, con la sua lunga e operosa attività presso la Corte Granducale Fiorentina, fu uno degli Artisti più importanti e influenti della seconda metà del Cinquecento. Secondo diverse fonti fu proprio lui a inventare, nel 1565 alla Corte di Caterina de' Medici, la “crema fiorentina” (anche con l'uso dell'uovo) il primo vero esempio di gelato del Mondo.

Intorno al 1560 un Medico Spagnolo di nome Blasius Villafranca, che viveva a Roma, riscoprì che il salnitro rendeva semplice la creazione di ghiaccio artificiale e un congelamento più rapido permettendo tra l'altro l'invenzione culinaria delle “bombes glacées”, un dolce di gelato solitamente semisferico con due o più gusti.

La storia del “Gelato” è indubbiamente poi legata a Procopio Francesco Cutò conosciuto in Italia come Francesco Procopio dei Coltelli e in Francia col nomignolo di Le ProcopeProcopio Siciliano di nascita (Aci Trezza o Palermo 1651 - Parigi 1727), è stato un famoso Cuoco che trasferitosi a Parigi aprì nel 1686 la prima gelateria al Mondo, un Locale tutt’ora esistente, il “Café Le Procope”, dove veniva servita una grande varietà di gelati. 

La notorietà Internazionale arrivò successivamente quando il Gelato giunse negli Stati Uniti con Filippo Lenzi che nel 1777 aprì la prima gelateria. Il grande successo che il Gelato ebbe presso gli Americani portò anche a un veloce sviluppo tecnologico come “la gelatiera a manovella” (un mastello dove era inserito un cilindro metallico con una manovella) brevettata nel 1843 da Nancy Johnson. Alcuni anni dopo William Young applicò un motore al mastello di Nancy Johnson, consentendo un raffreddamento più uniforme. La vera rivoluzione arrivò all'inizio del '900 con l'introduzione della sorbettiera motorizzata a spatolazione automatica.

Nel 1903 il gelataio di origini Venete Italo Pietro Marchioni (1868 - 1954) che operava negli Stati Uniti inventò il “cono gelato”, la cialda conica aperta verso l'alto che si riempiva con il gelato a palline. Una scoperta che contribuì notevolmente a incrementare la popolarità e la diffusione del gelato Italiano nel Mondo.

Molto importante e rivoluzionaria fu anche da parte dell’Azienda Fabbri (fondata nel 1905 e produttrice di sciroppi) la realizzazione dei primi ingredienti composti per gelato artigianale comprendenti paste di frutta e creme che l'Artigiano Gelatiere poteva utilizzare nelle sue ricette aggiungendo latte, panna o acqua. Nel 1939 in Italia e più precisamente a Torino fu inventato e brevettato, dalla storica GelateriaPepino” di Piazza Carignano, il “gelato su stecco” il miticoPinguino”, il gelato con crema dentro e cioccolato croccante fuori.

Oggi il “gelato artigianale” è senza alcun dubbio uno tra gli alimenti più diffusi e conosciuti grazie alla sua straordinaria bontà e alla genuinità degli ingredienti utilizzati, un prodotto che diffonde nel Mondo la magnifica Tradizione Alimentare Italiana.

Proprio a tale scopo Giovedì 21 Settembre 2023 Sergio Dondoli, fantastico personaggio e grandissimo Maestro Gelatiere di fama Internazionale ha inaugurato il suo nuovopunto-venditaa Poggibonsi in Provincia di Siena.

Sergio è nato, Sabato 12 Settembre 1953, nella splendida Regione Toscana a Monteriggioni, un Comune della Provincia di Siena, il cui spettacolare Centro Storico, formato dal grande e suggestivo Castello con il Borgo al suo interno, venne costruito dai Senesi sul Monte Ala in posizione di dominio e sorveglianza della Via Francigena per ordinanza del Podestà Guelfo da Porcari tra il 1213 e il 1219

Nel 1960 Sergio con la Famiglia si trasferì a Poggibonsi, importante Centro agricolo, commerciale e industriale distante circa 17 Km. da Monteriggioni. Dopo le Scuole Medie Sergio frequentò per un periodo l’Istituto Tecnico a Siena ma non gli piaceva e convinse il Padre a iscriverlo all’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraF. Martini” di Montecatini Terme (PT) dove tra il 1967 e il 1971 frequentò il Corso di Portineria Alberghiera diventando “Concierge”. Se pur giovanissimo durante le vacanze estive dell’Alberghiero, mosso da un forte desiderio di indipendenza e avventura, iniziò a lavorare in Hotel di Zone Turistiche Italiane ed Estere (Castiglioncello in Provincia di Livorno, Strasburgo Capoluogo della Regione dell'Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena nel Nord-est della Francia, Bad Teinach-Zavelstein piccolo Comune Tedesco situato nel Land del Baden-Württemberg) ricoprendo e specializzandosi in vari ruoli compreso il Servizio di Sala e imparando anche le prime nozioni di Cucina.

Finiti gli studi Sergio tornò in Germania e dopo varie e costruttive esperienze, tra cui l’apertura di un Locale in Società denominatoDie Ente” (L’Anatra), si trasferì nel 1974 a lavorare in un Paesino sulla spiaggia vicino alla Città di Kiel nel Land dello Schleswig-Holstein. Poi lavorò sempre in Locali e Alberghi della Zona fino all’apertura della sua Pizzeria. Frequentando una Gelateria conobbe una bellissima ragazza di nome Franca che vi lavorava con le sorelle. Dopo due anni la loro storia d’amore li fece convolare a nozze il 30 maggio del 1979 e dalla loro unione sono nati tre Figli: Valeria Eleonora, Stefano e Sara Serena.

Negli anni successivi grazie al Marito di sua Cognata, esperto Gelatiere, Sergio Dondoli entrò nel mondo del Gelato Artigianale. Nel 1984 venduta la sua Pizzeria aprì a Reinfeld, un piccolo Paesino dello Schleswig-Holstein nel Nord della Germania, la sua prima Gelateria denominata Pinocchio”.

Nel 1988 Sergio e Famiglia rientrarono in Italia a Poggibonsi e seguirono altre importanti esperienze lavorative. Nel 1990, dopo aver girato molto per la Toscana cercando di trovare l’ubicazione della sua nuova Gelateria, Sergio arrivò nella suggestiva e monumentale (risale al 1200) Piazza della Cisterna nel cuore della fantastica e storica Cittadina di San Gimignano (SI), la “Città dalle 100 Torri”, dove trovò al Civico 4 un fondo da restaurare.

Con grande impegno e assoluta passione per superare tutte le difficoltà burocratiche alle 16:30 di Mercoledì 8 Aprile 1992 Sergio Dondoli e Famiglia riuscì a inaugurare quella che negli anni successivi è diventata la mitica Gelateria di Piazza laGelateria Dondoli”.

Negli anni Sergio Dondoli si è impegnato moltissimo portando la sua preparazione, la professionalità e l’amore per il lavoro a livelli altissimi. I successi che ha ottenuto negli anni sono infiniti: “Premio ColosseumRoma 1993/96, “Merlino d'Oro” nel 1993/94/95/96,
Coppa d'Oro” nel 1994, “Gelatissimo d'Italia1997/98, “Grappolo d'Oro1998, Campionato Italiano a Venezia nel 1998, “Coppa del Mondo della Gelateria” come membro del Team Italia vincitore nelle Edizioni 2006/07 e 2008/2009, nel 2016 il prestigioso “Premio MAM” (Maestro d’Arte e Mestiere), l'equivalente Italiano del Premio GiapponeseLiving National Treasure” e del Premio FranceseMaître d’Art”, solo 75 Maestri Artigiani sono stati insigniti in Italia e Sergio è l'unico Maestro Gelatiere ad aver ricevuto questo importante riconoscimento.

Grandi Giornali del Mondo hanno parlato di lui con affermazioni importanti come il "The Sidney Morning Herald" che scrive “la via Francigena conduce oggi i devoti alla porta della Gelateria del Dondoli”, il "Der Feinschmecker" parla del suo gelato allo zafferano e pinoli come di una poesia, l’"Union Tribune" definisce l'Italia come Arte e Gelato e per il gelato indirizza tutti alla Gelateria di "Piazza". La Gelateria Dondoli è citata tra le più importanti Guide Mondiali ed è visitata continuamente da Televisioni Nazionali e Internazionali.

Grazie alla sua esperienza e alla voglia di sperimentare Sergio ha creato una serie infinita di gusti originali e insoliti che sono diventanti famosi come la “Crema di Santa Fina” (crema allo zafferano e pinoli), lo “Champelmo” (pompelmo rosa e spumante), il “Dolceamaro” (crema alle erbe aromatiche), il “Sorbetto di Vernaccia”, la “Curva Fiesole” (ricotta e mirtilli). Ma il suo Menu si arricchisce continuamente di nuovi gusti.

Tutti i suoi gelati nascono da ingredienti selezionatissimi e di prima qualità con un occhio di riguardo per i prodotti tipici del Territorio come lo Zafferano di San Gimignano DOP o il Vinsanto. I Gelati di Sergio Dondoli, preparati ogni giorno con ingredienti freschissimi rigorosamente selezionati e privi di conservanti, sono vere e proprie opere originali che si distinguono anche per le eccellenti proprietà nutrizionali (vitamine, proteine, fibre e sali minerali), l'apporto calorico limitato e una facile digeribilità.

Sergio Dondoli è un esuberante personaggio con uno straordinario carattere che lo porta a essere estremante socievole, disponibile, simpaticissimo e sempre magnificamente sorridente, un vero Artista del Gelato Artigianale ma anche un uomo ricco di umanità.

Sergio Dondoli e la sua Famiglia hanno voluto aprire una nuova Gelateria in Centro a Poggibonsi, precisamente in Via Privata Fassati al Civico n.1 (Angolo Via Montesanto), come già accennato, proprio per diffondere ancor di più sul Territorio la conoscenza del loro “gelato artigianale di altissima qualità”.

Per l’apertura del nuovo Negozio Sergio e i suoi Figli hanno organizzato unagrande festainiziata a partire dalle ore 18 di Giovedì 21 Settembre 2023. Oltre 150 selezionatissimi invitati tra Autorità, Giornalisti, Ristoratori e Amici che hanno potuto degustare un’infinità di delizie enogastronomiche sotto i gazebo appositamente montati davanti alla nuova attività commerciale.

Dopo iltaglio del nastro tricoloreinsieme al Sindaco David Bussagli di Poggibonsi e ad Andrea Marrucci Sindaco di San Gimignano, un emozionatissimo Sergio Dondoli ha dato il via alla festacon la sua solita carica di sincera e vigorosa simpatia prima suonando latrombettae poisciabolandocon successo (era la prima volta) unamagnumdi bollicine.

Su grandi tavoli accuratamente preparati si poteva scegliere di degustare le magnifiche preparazioni di due grandi Chef: Michele Targi dello storico RistoranteLa Galleria” di Poggibonsi (SI) e Gaetano Trovato (con la splendida Figlia Alice) del RistoranteArnolfo” (Due Stelle Michelin) di Colle di Val D’Elsa (SI). Oltre a ciò una marea di altre gustose delizie: i Formaggi del “Caseificio Nuovo” di Poggibonsi, i Salumi dell’AziendaTerre di Siena”, di Poggibonsi, della Famiglia Gambassi, le Tartine del “Caffe’ Garibaldi” di Colle di Val d’Elsa, il Pane senza glutine del “Negozio Starbene” di Poggibonsi e il Pane del “Forno Moderno” di San Gimignano (SI).

In accompagnamento sono stati serviti dai Sommelier della Delegazione F.I.S.A.R. Siena Valdelsa, Rossano Bigazzi e Luigi Dell’Orso (presente anche il Delegato Riccardo Cabizza), i buoni Vini delle AziendeCesani” e “Il Colombaio di Santa Chiara”, ambedue di San Gimignano.

Il rinfresco è stato allietato dalladolcissimamusica dal vivo di due giovani e bravissimi violinisti.

Ma la “festa” non è finta qui perché alla nuova “Gelateria Dondoli”, il giorno dopo alla stessa ora, tutti hanno potuto degustare gratuitamente i magnifici gelati del grande Maestro

Posso solo aggiungere che anche il nuovopunto venditadi Poggibonsi (SI) del miticoGelatiere Sergio Dondoli”, offrendo soltanto speciali bontà, avrà sicuramente un grande successo.

http://www.gelateriadondoli.com/


Nuova "Gelateria Dondoli a Poggibonsi" (SI)

Sergio Dondoli e Giorgio Dracopulos

Il Taglio del Nastro.....

Nuova "Gelateria Dondoli a Poggibonsi" (SI): Vista Interna

Sergio Dondoli Suona la "Trombetta": Inizia la Festa

Segio Dondoli "Sciabola" la Magnum di Bollicine.....

Sergio Dondoli e Gaetano Trovato

 I Sommelier della "Fisar".....

Michele Targi e Sergio Dondoli

Valeria e Sara Dondoli

Dario Cecchini e Sergio Dondoli

Stefano Dondoli con la Fidanzata

Alice Trovato e Sergio Dondoli
 
I Bravi Violinisti

Nuova "Gelateria Dondoli a Poggibonsi" (SI): Sergio Dondoli

  

domenica 24 settembre 2023

“LA GUIDA GASTRONOMICA DELLA SARDEGNA” DI ORNELLA D’ALESSIO: UN LIBRO ESTREMAMENTE GUSTOSO E ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE.

 


Fabrizio Cristiano De André (1940 - 1999), straordinario cantautore e poeta Italiano, riferendosi alla Sardegna ha detto: “Ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne e di coste immerse in un mare miracoloso, dovrebbe coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come il Paradiso”.

La Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con 1.897 km. di Coste bellissime: la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati. Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano, solo 11 km. è la distanza dalla Corsica Francese.

Il Territorio dell’Isola è prevalentemente composto da Colline e Altopiani Rocciosi, seguono le Zone pianeggianti e poi le Montagne. I Fiumi più importanti, per esigenze non solo idriche, sono sbarrati da imponenti Dighe che formano grandi Laghi Artificiali. Il “patrimonio boschivo” della Sardegna è il più importante d’Italia, più di un milione e 213.000 Ettari, come anche il suo sottosuolo per quanto riguarda i Minerali.

Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti. Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo. Si è sviluppata l’Agricoltura, specialmente quella cerealicola, la Pesca e l’Allevamento in particolare Ovino.

La Sardegna per la sua particolare conformazione è diventata, attraverso i Secoli, un Territorio di Pastori. Qui oggi troviamo un terzo dell’intero patrimonio Ovino e Caprino Nazionale, una produzione di latte ovino che raggiunge il 50% in Italia e, di conseguenza, si producono una grande varietà di ottimi formaggi.

La Sardegna ha anche il primato di prima Regione Italiana per il numero di puledri, grazie alla secolare Tradizione dell’allevamento semibrado di Cavalli (principalmente di Razza Anglo-araba).

Il Mare che bagna le coste della Sardegna è veramente “miracoloso”, come detto nella citazione di De André: una trasparenza fantastica che permette di vedere la ricchezza del mondo sommerso (flora e fauna acquatica) anche a importanti profondità, una limpidezza che lo rende un immenso specchio che riflette il cielo, tra l’infinità dei colori dei suoi fondali spiccano le verdi praterie di Posidonia Oceanica e il Rosso vivo dei Coralli. Tutto ciò poi bagna delle vere e proprie opere d’arte create nei Secoli dalla Natura sia sulle rocce sia sulla morbidissima sabbia (bianca o rosa).

La Pesca in Sardegna ha sempre avuto nei Secoli, ovviamente grazie al fantastico e pescoso Mare che la circonda, una sicura e forte Trazione, ma, in alcuni periodi storici, è stata frenata dal pericolo dei Pirati Saraceni: una minaccia che incombeva non solo sui natanti ma anche sui centri abitati costieri. Per tale motivo si era sviluppata quel tipo di pesca che si faceva negli stagni dell’Isola (circa 12.000 Ettari tra acque dolci e salmastre) o nelle peschiere con la cattura di grandi quantità di anguille e muggini (o cefali). Il lavoro dei Pescatori dell’Isola ha assunto maggiore importanza a partire dal 1600 in poi, raggiungendo il pieno sviluppo dal 1800 con l’uso del particolare sistema di pesca delleTonnare”.

Molte sono le attività Tradizionali dei Pescatori Sardi rimaste immutate attraverso i Secoli così come certe tecniche vedi la tipica raccolta in Mare del Corallo e certe lavorazioni come quella della “Bottarga”.

L’Agricoltura si è specializzata in produzioni vinicole, olivicole, di arance, di barbabietole, di carciofi. Particolarissimo ilCarciofo Spinoso Sardotanto da essersi meritato il Marchio D.O.P. e la cui produzione è documentata già dal 1780.

La coltivazione della Vite in Sardegna è molto antica e risale al IX Secolo a.C. quando i pacifici mercanti Fenici iniziarono ad arrivare sulle coste dell’Isola e riuscirono facilmente a integrarsi con la locale “Civiltà Nuragica” (gli Antichi Sardi, XXIII Secolo a.C. - II Secolo d.C.). I Fenici introdussero molte nuove conoscenze e tecnologie nella vita dell’Isola tra cui una forma di aggregazione urbana fino allora sconosciuta: la Città. Anche i Cartaginesi, i Greci e i Romani hanno successivamente sviluppato, tra moltissimo altro, la Viticoltura Isolana.    

Ma è a partire dal XIV Secolo in poi, con l’arrivo in Sardegna di Vitigni come laVernaccia”, il “Vermentino”, il “Cannonau” (introdotto, dopo il 1479 con l’arrivo della dominazione Spagnola, e che in Spagna prende il nome diAlicante”) e altri, che l’Isola ha iniziato ad avere un’importanza specifica nella produzione vitivinicola, confermata e ampliata grazie ai successivi e favorevoli sviluppi storici come il passaggio della Sardegna (Trattato dell’Aia del 1720) sotto Vittorio Amedeo II di Savoia Principe di Piemonte.

Negli ultimi decenni i Viticoltori Sardi hanno approntato nelle loro Aziende, con grande intelligenza e passione, tutte le nuove tecnologie enologiche, consentendo il forte rinnovamento del Settore Vitivinicolo della Sardegna (oltre 27.200 Ettari di Vigne) rendendolo dinamico e innovativo. Ciò ha migliorato moltissimo la qualità della produzione con Vini Rossi eleganti e strutturati e Vini Bianchi freschi e sapidi: il Vino Sardo si è diffuso rapidamente anche sui Mercati Internazionali. Oggi in Sardegna sono presenti 33 Denominazioni Vinicole: Una DOCG, Diciassette DOC e Quindici IGT.

Con una tale quantità di pregi, appena descritti, la Sardegna non poteva non avere anche una millenaria e solida Tradizione Culinaria fatta da un’infinità di preparazioni assolutamente deliziose a partire dal “pane” come “cocói a pitzus” (o “cacoi”, il tipico pane decorato a pasta dura di semola di grano duro) o il “pan’e gherda” (dalla forma variabile ma caratterizzato dalla presenza interna di ciccioli di lardo chiamati per l'appunto “gherda”) oppure il mitico “carasau” (conosciuto anche come “pane carasatu”, “pane carasadu”, “pistoccu”, “pane fine”, “pane 'e fresa” o “pane fatu in fresa”) tipicissimo pane Sardo a forma di disco molto sottile e croccante, adatto a essere conservato a lungo.

Il Terminecarasau” deriva dal verbo sardo “carasare” che significa “tostare”. Durante la “carasadura” infatti il pane viene rimesso nel forno per la cottura finale che lo rende croccante. Per questa sua particolarissima struttura estremamente fine e croccante, che ne rende rumorosa la masticazione, viene talvolta chiamato "carta da musica".

Nella Tradizione Sarda materie prime e buonissime Ricette sono talmente tante che è impossibile citarle tutte, mi accontento di nominarne alcune:

- Le Pietanze a base di Pane come il “pane fratau” (uova, pane carasau, salsa di pomodoro, olio d'oliva e pecorino) o la “zuppa gallurese” (si prepara predisponendo in una teglia vari strati di pane raffermo che viene inumidito con brodo di carne di ovino e bovino aggiungendo poi formaggio vaccino grattugiato e in scaglie);

- La Pasta secca come “malloreddus” (sottili conchiglie rigate) e “fregula” (prodotta per "rotolamento" della semola dentro un grosso catino di coccio e successiva tostatura in forno);

- La Pasta fresca come “lorighittas” (si preparano attorcigliando tra le dita un doppio filo di pasta fino a creare una treccina chiusa a formare un “anello” = “loriga” in Sardo), “culurgiònes” (una pasta ripiena dalla particolarissima chiusura a spiga), “filindeu” (un tipo di pasta per minestra formata da sottilissimi fili sovrapposti in tre strati incrociati);

Una Tradizione Culinaria straordinaria fatta di gustosi piatti di Terra e di Mare a cui seguono un’infinità di dolci delizie spesso a base di formaggi.

La produzione agroalimentare e la Cucina Sarda hanno una inossidabile Tradizione Millenaria personalizzata, favorita dall’essere un Isola, e non smettono mai di stupire grazie alla ricchezza di prelibatezze sincere e genuine, sapori nati da umili origini ma che sono diventati eccellenze riconosciute a livello mondiale.

Proprio per raccontarci moltissimo di quello che la Sardegna ci offre di meglio ecco che da circa due Mesi è uscito il Libro: “La Guida Gastronomica della Sardegnadi Ornella D’Alessio.

Ornella D’Alessio grande e appassionata viaggiatrice, scrive dal 1985 e molto prima ha cominciato a frequentare la Sardegna, una terra molto amata. Autrice di Guide di Turismo/Gastronomiche e di reportage dal Mondo, nel corso degli anni ha collaborato con le principali Riviste di Viaggi Italiane e Internazionali. Da sempre è stata affascinata dalla bellezza prepotente e dal calore della gente e in ogni suo momento di riposo ha scelto la “Terra dei Nuraghi” per ritemprarsi tra colori, profumi e sapori unici e inimitabili.

La Guida Gastronomica della Sardegnaè un bel Libro (rilegato brossura) di 14,8 x21 cm. con 144 Pagine pubblicato daCinquesensi Editorein ben 5 Edizioni (Italiana, Inglese, Francese, Tedesca e Spagnola).

La nuova Guida firmata da Ornella D’Alessio accompagna il lettore in un viaggio nella Sardegna del gusto attraverso le 4 Stagioni e lungo 34 Itinerari (denominatila Via” o “le Vie”) ricchi di prodotti agroalimentari e di piatti della Tradizione che servono da bussola per orientarsi nei territoripiù segretidell’Isola, dove i frutti della Terra e la Cucina assumono preziose e numerose varianti anche con nomi diversi. A ogni chiusura di Capitolo si trova una dettagliata e gustosaRicetta da provare a Casa”.

La scelta autoriale infatti è stata quella di identificare itinerari dell’Isola da intraprendere con grande passione e con la voglia di scoprire speciali sapori e storiche usanze. Uno degli obiettivi è stato quello di citare più Borghi possibili (oltre 170 Comuni) rispettando tutti i Territori. Il Libro è una Guida che rispecchia la geografia della Sardegna, i luoghi più conosciuti e quelli più reconditi, i piatti quotidiani e quelli dei momenti solenni, gli scorci e i paesaggi creati dalla convivenza dell’uomo con la natura.

Le Pagine del Libro trattano della tradizione e della sapienza che fanno della "dieta sarda", insieme ad altri fattori (ambiente, socialità, stile di vita) il contributo alla straordinaria longevità delle persone che si riscontra in diverse aree dell’Isola. Inoltre il Libro racconta l’importanza che i Sardi riservano all’ospitalità: un valore tramandato nei Secoli, sacro e inviolabile che si esprime in ogni gesto quotidiano e, magistralmente, anche in Cucina.

Il Libro è arricchito da Innumerevoli e belle foto.

Ornella D’Alessio ha accompagnato l’uscita del suo Libro con le seguenti parole: “Per scrivere di Gastronomia della Sardegna servirebbe lo spazio di un’enciclopedia in più volumi. Una Cucina che è riuscita, nel corso dei Secoli, a mantenere ben definite e intatte le proprie caratteristiche, e che ancora oggi mantiene la propria specifica identità culturale che preserva conoscenze alimentari ataviche, arricchite, incrociate e rielaborate da tutte quelle contaminazioni di Popoli che l’hanno dominata, o che sono solo passati come il vento sulla sua Terra. Pochi i documenti che testimoniano questa evoluzione, ma parecchi gli elementi che facilitano la ricostruzione di una cultura gastronomica che si caratterizza per la sua stagionalità, trasmessa oralmente nel tempo e che inizia a essere documentata solo nei primi anni del XX Secolo”.

Posso solo aggiungere cheLa Guida Gastronomica della Sardegnadi Ornella D’Alessio è un Libro estremamente gustoso e assolutamente imperdibile.

https://www.cinquesensi.it/


 "La Via delle Zuppe di Pane"..... (Foto LGGDS)

 "Le Vie del Pane"..... (Foto LGGDS)

"La Via delle Panadas"..... (Foto LGGDS)

"La Via dell'Olio"..... (Foto LGGDS)

"La Via delle Casadinas"..... (Foto LGGDS)

"La Via dei Dolci con la Sapa.....  (Foto LGGDS) 

"La Via delle Paste Ripiene"..... (Foto LGGDS)

"La Via dello Zafferano"..... (Foto LGGDS)

Il Libro (Foto LGGDS)

sabato 16 settembre 2023

“ATTO”: UN NUOVO NOME PER IL RISTORANTE FIORENTINO DEL GRANDE CHEF “STELLATO” VITO MOLLICA.




In Italiano il sostantivo maschile “Atto” sta a significare “una manifestazione esterna di una determinazione della volontà”, quindi un’azione. “Atto” è un termine che si può abbinare a un’infinità di altre parole facendogli assumere i significati più svariati in moltissimi campi della nostra vita.

Ecco che il grande Chef Vito Mollica ha voluto dare proprio il nome “Atto” al suo prestigioso Ristorantefine dining” in Centro Storico a Firenze all’interno del magnifico “Palazzo Portinari Salviati”.

Il “Palazzo Portinari Salviati” è strategicamente ubicato in Via del Corso al Civico 6 praticamente al centro tra le vicinissime e mitiche Piazza del Duomo e Piazza della Signoria e a pochi passi dalla splendida Piazza della Repubblica.

Nel corso del XIII Secolo alcune abitazioni di proprietà di Folco Portinari (1222 - 1289) importante Banchiere dell’epoca di origini Romagnole furono collegate e trasformate in un vero e proprio Palazzo. Folco Portinari era un personaggio importante e magnanimo tantoché, tra l’altro, fu il fondatore dell’Ospedale Fiorentino diSanta Maria Nuova”, ma è diventato famoso soprattutto per essere stato il Padre di Beatrice Portinari detta Bice (1265 - 1290) coniugata de’ Bardi, da molti indicata come la Musa ispiratrice del sommo Poeta Fiorentino Dante Alighieri (1265 - 1321). 

Nel 1456 il Palazzo fu acquisito da Jacopo Salviati il Marito di Lucrezia de’ Medici che dette il via a importanti lavori di ristrutturazione e sviluppo che durarono oltre 100 anni per dare alla struttura le forme che oggi conosciamo così ricche di meravigliose opere d’arte realizzate da famosi Artisti del Rinascimento Fiorentino (XV e XVI Secolo).

Nel 1768 il Palazzo fu acquistato dalla Famiglia Ricciardi-Serguidi, successivamente, nel 1808, arrivò in via ereditaria a Pietro Leopoldo di Giannozzo Da Cepparello. Nel 1865, durante il periodo di Firenze Capitale d’Italia, fu sede del “Ministero di Grazia e Giustizia”, nel 1870 divenne proprietà della “Cassa di Risparmio di Firenze”, nel 1881 si trasformò in una Sede dei Padri Scolopi (I Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie), nel 1921 la proprietà passò alla “Banca di Credito Toscano” (che anni dopo divenne “Banca Toscana” e nel 2008 fu rilevata dal Gruppo “Monte dei Paschi di Siena”).

Nel 2017 il Palazzo Portinari Salviati è diventato proprietà del Gruppo Taiwanese LDC Hotels & Resorts che vanta oltre 30 anni di esperienza nel campo dell’Ospitalità e del Turismo. Il Gruppo, guidato da Nelson Chang grande appassionato di storia e cultura Italiana, con grandi investimenti e un lungo, accuratissimo e colossale restauro durato anni ha riaperto “Palazzo Portinari Salviati” nel 2022 con destinazione d'uso a “Residenza d'Epoca”: 13 accoglientissime suite e 25 appartamenti di lusso, oltre ad attività commerciali quali Ristorante, Bar e SPA (Centro Benessere con Piscina coperta e una Palestra, aperte entrambe sia agli ospiti della residenza che ai visitatori esterni).

A “Palazzo Portinari Salviati” la gestione del Ristorante e del Bar/Bistrot è stata affidata inizialmente al Mine & Yours Group  che per questa specifica e ampia “gestione ristorativa” creò una Società apposita denominata “Mine Lifestyle Firenze Srl”.

Mine & Yours Group” è un’Azienda Italiana fondata nel 2018 specializzata nel settore dell'Ospitalità di Lusso Internazionale che ha avuto in breve tempo una rapida crescita, guidata dall’Amministratore Delegato Stefano Cuoco e, dal Mese di Giugno 2021, dal “Direttore Culinary of Mine & Yours GroupVito Mollica uno dei più grandi Chef del Mondo.

Vito Mollica è nato, nel 1971, nello storico e panoramico Comune di Avigliano in Provincia di Potenza nella Regione Basilicata. Fin da piccolissimo, vivendo nell’avvolgente atmosfera di una Masseria, si è appassionato alla terra, ai suoi frutti e alla buona tavola; ammirava moltissimo suo Padre, di Professione Contadino, e la sua brava Mamma che cucinava molto bene. All’età di 6 anni Vito ha cambiato completamente prospettiva visto che tutta la sua Famiglia si è trasferita dal Sud Italia in Alta Pianura Padana nel Piccolo Comune di Origgio in Provincia di Varese.

Seguendo la sua passione Vito ha frequentato e nel 1988 si è Diplomato in un’ottima Scuola dell’Alta Valsassina: il Centro di Formazione Professionale Alberghiero (CFPA) di Casarco in Provincia di Lecco.

Dopo varie, positive e importantissime esperienze con super ChefStellati” sia in Italia che all’Estero, Vito Mollica nel 1996 è entrato al “Four Sesasons Hotel Milanodove è rimasto per 4 anni. Nel 2000, sempre per la Società CanadeseFour Seasons Hotels & Resorts”, Vito si è trasferito a Praga la Capitale della Repubblica Ceca e nel 2007 è tornato in Italia a Firenze curando la pre-apertura (visto che l’inaugurazione è avvenuta nel Giugno 2008) con il ruolo  di “Executive Chef and Food & Beverage Director” presso il mitico “Four Seasons Hotel Florence” dove con il RistoranteIl Palagio”, tra i tantissimi successi e riconoscimenti, ha avuto dalla “Guida Rossa Michelin 2012” (pubblicata nel Novembre 2011) la prestigiosissima “Stella”: da allora sempre riconfermata.

Vito Mollica comeDirettore Culinary” del “Mine & Yours Group” è stato responsabile dello sviluppo e della gestione di tutti i Locali di Ristorazione gestiti da Mine & Yours Group” a livello globale e, in qualità di Executive Chef, ha supervisionato e supportato tutte le attività di “Food and Beverage Management” lavorando inoltre a stretto contatto con il Management e la Comunicazione Aziendale,  promuovendo i concetti di RistorazioneMine & Yours” e partecipando anche a eventi e attività di formazione sia in Italia che all'Estero.

Ma torniamo a “Palazzo Portinari Salviati” dove il 15 Aprile 2022 aveva preso vita, all’interno della suggestiva “Corte Cosimo I” l’accogliente “Salotto Portinari Bar & Bistrot” un vero e proprio Salotto nel cuore di Firenze, caratterizzato da un costante dialogo tra passato e presente dove le opere artistiche di valore assoluto del Rinascimento Fiorentino convivono con un curatissimo design. Tutti gli spazi della Ristorazione sono stati curati dallo Studio di Architettura di PratoB-Arch” di Sabrina Bignami e Alessandro Capellaro, gli arredi sono stati progettati su misura e realizzati dall’Azienda Veneta di Mobili di Lusso Francesco Molon” e attraverso una rete di Maestri Artigiani specializzati.

Un “Salotto” dedicato alla più premurosa socialità con la possibilità di accogliere circa 50 ospiti a sedere a cui viene offerta una grande varietà di Menù, ispirati alla Tradizione Italiana e Toscana, diversificati nelle varie ore del giorno dalle colazioni fino al dopo cena oltre alle proposte del “Cocktail Bar” e alla sua speciale offerta di mixology d’autore. In supporto a tutto ciò anche la “Sala Beatrice” destinata a eventi privati di ogni genere, uno spazio multifunzionale e duttile, che può ospitare varie e diversificate soluzioni, da un unico grande tavolo conviviale fino ad arrivare a 40 posti seduti disposti su più tavoli.

Il 22 Giugno 2022 poi si sono aperte anche le porte del gioiello di tutta la struttura il Ristorante Gastronomico di Alta CucinaChic Nonnaubicato nel nucleo più antico del Palazzo la magnificaCorte degli Imperatorie nelle Salette che la circondano ognuna delle quali è resa unica da specifici dettagli artistici e di design diversi. Un Locale che per i suoi moltissimi pregi ha avuto un immediato e tale successo che anche la prestigiosaGuida Rossa Michelin 2023” (uscita nel Mese di Novembre 2022) lo ha subito premiato con la miticaStella”.

Eccoci giunti, come accennato inizialmente, alla grande novità di questi primi giorni del Mese di Settembre 2023: Vito Mollica, rilevandoMine Lifestyle Firenze Srl”, è diventato il Proprietario della Società che gestisce la Ristorazione presso ilPalazzo Portinari Salviatia Firenze.

Lo Chef Vito Mollica prosegue così il suo “viaggio” nell’eccellenza culinaria, scegliendo poi il nome “Atto” per il suo Ristorante ha avuto l’intento di esprimere la sua volontà di offrire alla propria Clientela un’ospitalità impeccabile ed eccelsi sapori.

Atto di Vito Mollicaè un nome estremamente ricco di significati precisi tra cui, secondo Vito, contempla l’“Atto d’amore” verso la Tradizione, elemento fondamentale nella ricerca dello Chef racchiusa in ogni piatto con cui vuole trasmettere la sua passione, la dedizione e la creatività. L’esperienza di ogni Ospite viene concepita come un “Atto teatrale” in cui, dall'inizio alla fine, il percorso culinario si sviluppa come un'opera che lentamente si svela agli occhi dei Commensali e come ogni forma d’arte esprime e suscitare sentimenti ed emozioni. “Atto di rispetto” verso la Terra, verso le materie prime/ingredienti (tutti eccezionali) utilizzati nei piatti, verso i Fornitori, prediligendo e proteggendo quelli locali valorizzando così al massimo il Territorio e anche verso i Collaboratori.

Atto di Vito Mollicaè un Ristorante incredibilmente bello che offre una specialissima e curata ospitalità in un ambiente arricchito da affreschi, pavimenti originali e dalle volte affrescate da Alessandro Allori (detto “Il Bronzino”) uno dei Pittori protagonisti del Cinquecento Fiorentino.

La grande e modernissima Cucina super attrezzata del Ristorante è stata realizzata nella ex Sala Mensa della Banca su progetto del “Kitchen DesignerAndrea Viacava. Da qui escono piatti centrati sulle stagionalità, con una matrice tradizionale che si allarga agli orizzonti del gusto più sublimi superando i confini Nazionali. La specialissima Carta dei Vini è una preziosa collezione di circa 700 Etichette tra brand storici e piccoli produttori Italiani, Francesi e di altre Nazionalità, offre anche la possibilità del “wine pairing”.

La Ristorazione di Palazzo Portinari Salviati” resta, anche con la nuova Direzione esclusiva di Vito Mollica, il prestigioso “palcoscenico” dove ogni dettaglio è meticolosamente orchestrato per incantare. La proposta enogastronomica rimane fedele all’ideazione di Menù stagionali d’impronta tradizionale ma dal gusto internazionale. Oltre alla proposta “fine dining” del Ristorante rimangono invariate anche le offerte di “Salotto Portinari Bistrot” e dell’“Eye Cocktail Bar”. Tre situazioni distinte all’interno di un percorso multisensoriale, aperto dalla mattina fino a tarda serata, caratterizzato da un costante dialogo tra passato e presente, dove le opere artistiche di valore assoluto del Rinascimento Fiorentino convivono con il design e dove la proposta gastronomica si adatta alle molteplici esigenze dei Fiorentini e dei Turisti.

Accanto a Vito Mollica la stessa Brigata e Staff di Sala che vede al suo fianco il Food & Beverage Manager David Bonissone e i due Restaurant Chef, Rosario Bernardo e Paolo Acunto, oltre a Elena Visconti, Event Manager, Denis Giuliani e Lorenzo Baroni come Responsabili diSalotto Portinari Bar & Bistrot”, Mark Ignatov e Davide Altobelli in qualità di Responsabili diAtto e Clizia Zuin come Sommelier.

Il grande Chef Vito Mollica in qualità di Titolare ha voluto esprimere il suo sentire con le seguenti parole: “Sono davvero felice ed emozionato di intraprendere questo nuovo percorso. Per me è un sogno che si realizza, e che non sarebbe stato possibile senza l’impegno costante e prezioso di tutto il mio Team che ha creduto sin dal primo giorno in questo ambizioso progetto”.

Assolutamente imperdibile il Ristorante Atto di Vito Mollicacome tutta l’offerta ristorativa giornaliera immersa nella magica atmosfera diPalazzo Portinari Salviatia Firenze.

https://www.attodivitomollica.com/


Palazzo Portinari Salviati: "Corte Cosimo I" (Foto S&P PPS)

"Salotto Portinari Salviati": una Vista del Bistrot (Foto PPS)

"Eye Cocktail Bar"...... 

 "Atto di Vito Mollica": L'Ingresso al Ristorante

Un Ristorante Assolutamente Imperdibile (Foto Atto)
 
Una Vista della Sala Ristorante (Foto Atto)

Una Vista della Cucina.....

Ospitalità Impeccabile ed Eccelsi Sapori (Foto CN)

Specialissima e Curata Ospitalità (Foto CN)

Giorgio Dracopulos e Vito Mollica