martedì 11 dicembre 2018

AL MUSEO “PIAGGIO” DI PONTEDERA (PI) LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO DEL GRANDE PAOLO CIOLLI: “PISA DA GUSTARE”.




La nostra Storia inizia con una citazione dall’Archivio dell’Ordine dei Notai di Genova
Il giorno 5 Settembre 1882, nell’austero Studio Notarile di Antonio Mantero, il Cavaliere Enrico Piaggio del fu Giovanbattista, proprietario e negoziante, nato a Quinto al Mare (Quartiere residenziale di Genova) e domiciliato in Genova, acquista dai Fratelli Fiore e Giambattista Valle di Genova, oltreché dalla loro Madre Nicoletta Battaliard, un terreno ortivo di 4.800 mq. al prezzo di 25.000 lire, situato a Sestri Ponente, in località denominata Della Persa”.

Enrico Piaggio sul terreno che aveva acquistato aprì una Segheria.

Con questo atto è iniziata una lunga Storia d’Impresa, giunta fino ai nostri giorni, che, nel giro di pochi anni ha acquisito una notevole rilevanza nella vita socio economica d’Italia.

Nell’Ottobre del 1884 il figlio di Enrico, Rinaldo Piaggio (18641938), appena ventenne, rilevò l’attività paterna e costituì la “Società Rinaldo Piaggio” dedicandosi alla produzione di arredamenti navali. 
Fu un successo immediato e solo tre anni dopo, grazie all’espansione avuta, Rinaldo trasformò l’Impresa in “Piaggio & C.”. 
Passarono gli anni e l’Azienda crebbe dedicandosi anche alla costruzione di carrozze merci e passeggeri per le Ferrovie Italiane.

Una nuova grande svolta per la Piaggio avvenne con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (19141918). 
Grazie alla grande richiesta del mercato l’Azienda si dedicò alla costruzione di proiettili, a quella dei mitici Mas (Motoscafo Armato Silurante) e anche alle costruzioni aeronautiche.  

Negli anni che seguirono, durante il Periodo Fascista, la Piaggio e le altre Società a lei legate costruirono di tutto di più: 
il Treno Reale, i primi innovativi elettrodomestici, gli aerei da caccia e da bombardamento, autocarri, autobus, rimorchi, teleferiche, funicolari, infissi in alluminio fino ad attivare anche la prima compagnia per il trasporto aereo dei passeggeri, la SANA (Società Anonima Navigazione Area).

Nel 1924 venne acquisito, tra gli altri, anche uno stabilimento a Pontedera in Provincia di Pisa, la CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali) che avrà molta importanza per la nostra Storia negli anni successivi.

Nel 1938, con la morte di Rinaldo Piaggio, i Figli si divisero le responsabilità ad Armando gli stabilimenti Liguri e a Enrico quelli Toscani.

Nel 1944 nello Stabilimento di Biella (dove erano stati trasferiti i macchinari di Pontedera per salvarli dai bombardamenti degli Angloamericani) nacque, sotto la supervisione dell’Ingegnere Renzo Spolti, un veicolo a due ruote denominato “Piaggio Paperino” o “Mp 5 Paperino”. 
Un mezzo rivoluzionario per l’epoca, con scocca autoportante, ampio scudo frontale, pedane poggia piedi con tappetini in gomma, ruote di piccolo diametro e con comandi ridotti all’essenziale, solo freno e acceleratore.

Il “Paperino” non entrò mai in produzione, ma nel 1946, dopo la fine della Guerra, negli Stabilimenti di Pontedera, prontamente ricostruiti, il 23 Aprile venne brevettata dall’Ingegnere Corradino D’Ascanio e il 29 Marzo presentata ufficialmente la “Vespa”.

La “Vespa” diventerà negli anni un vero e proprio “mito” venduto a oggi, in tutto il Mondo nelle moltissime versioni, in più di 16 milioni di unità.

Nel 1994 è nata la Fondazione Piaggio che in quanto “Onlus” (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale) si occupa di esaltare il binomio tra impresa e cultura.
Nell’anno 2000 è stato inaugurato il Museo Piaggio, gestito dalla Fondazione, ubicato in una delle parti più antiche e affascinanti del complesso industriale Piaggio di Pontedera

Il Museo, rinnovato e ampliato nell’Aprile 2018, si estende su una superfice di 5.000 metri quadrati per le esposizioni fisse e 340 mq. per quelle temporanee. 
Si possono ammirare  esposti 250 pezzi, di cui moltissimi unici, non solo di vespe e motociclette, ma anche rari esemplari della produzione ferroviaria e aeronautica: 
è il più grande Museo Motociclistico d’Italia.

Il Museo conserva anche il monumentale Archivio Storico Piaggio a partire dagli inizi tardo-ottocenteschi.

Proprio nell’accogliente e spazioso Auditorium del Museo Piaggio, Sabato 17 Novembre 2018, è stato presentato, freschissimo di stampa, il nuovo Libro di Paolo Ciolli
Pisa da gustare”.

Paolo Ciolli è nato al numero civico 161, “al primo piano”, di Borgo San Jacopo, una delle strade più tipiche di Livorno, la bella Città di mare Toscana, in una fredda giornata di Febbraio che portava la data del 14, nell’anno 1949
E’ importante sottolineare “al primo piano”, perché sotto casa c’era la “Pasticceria Gnesi”,  aperta da un solo anno, il 29 Febbraio 1948, da Renzo Gnesi, e quegli straordinari aromi, che si propagavano nell’aria, sono subito penetrati, lasciando il segno, nel respiro dell’appena nato Paolo.
Fin da piccolo si è subito appassionato alla cucina seguendo le preparazioni della sua mamma Anna Maria, della nonna Giuseppina e della zia Amelia.  

A 20 anni, molto giovane, ha iniziato a insegnare educazione fisica alle superiori, l’ha fatto per 30 anni in varie scuole, per 12 anni ha insegnato anche alla super prestigiosa “Accademia Navale di Livorno”; è stato attore recitando in un film, “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nei panni di un cardinale.

La passione per la Cucina è cresciuta col passare degli anni fino a portarlo a diventare un vero e proprio “chef” con la partecipazione anche a diversi concorsi gastronomici come il programma televisivo di Rai 1, “La Prova del Cuoco”, condotto da Antonella Clerici, dove ha vinto con i suoi “Tortelloni al tramonto con zabaione al parmigiano”.

Sempre grazie alla sua grande passione culinaria è diventato anche scrittore pubblicando, dal 2006, libri di successo come “Habemus Pappam” (parafrasando il titolo del film di Moretti), “Il Miracolo della Farina di Ceci - Storie, Luoghi, Personaggi”, “I Pesci della Terrazza”, “La Cicciaccia”, “La Pasticceria a Livorno”, “Il Cacciucco” (Libro uscito anche in lingua Inglese), “Teste e lische caro Napoleone…”, “Livorno la ghiotta - La città e le sue ricette”.

Paolo ha anche, dall’Ottobre 2010, il suo Blog gastronomicoPaolo Ciolli Chef”.
Paolo Ciolli ha condotto anche una simpatica e istruttiva serie di trasmissioni di Cucina su “Granducato TV” che si chiamava “Tutti Chef”.

Il LibroPisa da gustare”, pubblicato da Tagete Edizioni di Pontedera (PI) di Michele Quirici e Valentina Filidei, si presenta molto bene in formato 29,5 x 27,5 cm., con le sue 300 pagine e la bella Copertina, in cartoncino con bandelle, magnificamente illustrata, come del resto tutto il Libro, da un grande ArtistaRenzo Galardini.

Dopo le Introduzioni del Sindaco di Pisa Michele Conti, del Curatore del Libro Nicola Micieli e dell’Autore Paolo Ciolli, seguono otre 250 dettagliate Ricette insieme a storia, commenti e molto altro
Alla fine alcune Note sull’Autore e l’Indice.

Ma torniamo alla presentazione del Libro.

Nel contesto di una giornata dedicata alle “Eccellenze Enogastronomiche del Territorio – Degustazioni, Vendite e Incontri sul Tema del Cibo” che ha visto al Museo Piaggio, a partire dalle 10 del mattino di Sabato 17 Novembre, la presenza di numerose Ditte produttrici, si è svolta nel pomeriggio la Presentazione del Libro in questione.

La Presentazione ha avuto luogo con la conduzione del sottoscritto, Giorgio Dracopulos in qualità di Critico Enogastronomico, e ha visto susseguirsi gli interventi dell’Autore Paolo Ciolli, del Presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola, del Presidente della Strada del Vino Colline Pisane Andrea Acciai, del Curatore del Libro Nicola Miceli, dell’Illustratore Renzo Galardini e di Michele Quirici l’Editore.

Alla fine Paolo Ciolli, in un divertente Show Cooking, ha preparato e ha fatto degustare al numeroso pubblico presente “Il Bordatino alla Pisana” anche in una specialissima versione arricchita dal prezioso “Tartufo Bianco di San Miniato”.
Poi, mentre venivano distribuite una serie di dolci delizie preparate sempre da Paolo Ciolli, l’autore si è dedicato alle relazioni con il pubblico e alle numerose dediche, sui libri venduti, che gli sono state richieste.
Per concludere c’è stato un brindisi finale e un buffet offerto dalla Fondazione Piaggio.

Nel ricco contesto del Museo Piaggio di Pontedera (PI), in un ambiente accogliente e pieno di fascino, la Presentazione del nuovo bellissimo LibroPisa da gustare” del grande Paolo Ciolli è stata certamente un successo.



L'Ingresso del Museo Piaggio (Foto Bartolotti)

1944 - Il Piaggio Paperino

1946 - La Prima Vespa

Una Vista della Nuova Ala del Museo Piaggio

Museo e Dintorni del 17 Novembre 2018

Museo e Dintorni - Le Ditte Partecipanti

Il Programma

L'Auditorium

Tagete Edizioni - Michele Quirici e Valentina Filidei

La Presentazione del Libro

Lo Show Cooking (Foto Bartolotti)

Bordatino alla Pisana con Tartufo Bianco

Dolci Delizie

mercoledì 5 dicembre 2018

AL RISTORANTE ENOTECA “DEL DUCA” DI VOLTERRA (PI): SPECIALE ACCOGLIENZA E SUPER GUSTOSA CUCINA.




Città di Vento e di Macigno”, con questa perfetta, breve, straordinaria e coinvolgente definizione, il “Vate”, il Sommo Poeta Gabriele D’Annunzio (18631938), si riferiva alla Toscanissima Volterra nel suo Romanzo intitolato “Forse che si forse che no”.
La Toscana è quella magnifica Regione dell’Italia Centrale, ricca di tutto il possibile e l’immaginabile, che tutto il Mondo ci invidia.

Volterra, più precisamente, è ubicata a 531 m. s.l.m., in Provincia di Pisa, su una panoramica collina.
Sul versante Sud-occidentale della Collina dove si adagia la Cittadina, c’è un particolare aspetto  peculiare di questo territorio: le Balze.

Le “Balze di Volterra” sono un “geotopo” (una parte del paesaggio con struttura e caratteri relativamente uniformi) determinato dalla struttura geomorfologica di quest’area che è interessata, da secoli, da frane e diffusissime forme di erosione. 
Qui il Terreno argilloso con l’effetto della pioggia, e non solo, si trasforma. 
Il risultato visivo, frutto della “mano artistica di Madre Natura”, è decisamente spettacolare e di grande fascino.

Volterra, una delle più antiche Città d’Italia, è straordinariamente avvincente e accogliente.
Il primo nucleo urbano risale addirittura all’VIII Secolo a. C. e attraverso poco meno di 3000 anni è giunta a noi con un’abbondanza di storia e di monumenti: 
Duomo, Conventi, Pievi, Chiese, Oratori, Teatri, Palazzi, Cinta Muraria con le sue Porte e la possente Fortezza Medicea.

Proprio in pieno Centro Storico, a pochi passi da Piazza dei Priori il cuore della Città, al piano terra di uno di questi antichissimi, bellissimi e preziosi Palazzi, risalente in parte al XII Secolo e in parte al XVI Secolo, c’è il Ristorante EnotecaDel Duca” di Genuino Del Duca e della sua Famiglia.

Il Ristorante è frutto di un’impegnativa ristrutturazione, infatti precedentemente il fondo ospitava nel 1500 una stalla per cavalli e in anni più recenti una vecchia officina per le riparazioni auto. 
Oggi il Locale è estremamente accogliente con la sua Sala dalle antiche volte, la Grotta che accoglie la Cantina e sul retro il suggestivo dehor racchiuso dal verde dell’antica cava di pietra.

La Storia di questa bella Famiglia inizia (per noi) nel 1953, con la nascita di Genuino Del Duca a Basciano, un piccolo Comune arroccato della Provincia di Teramo, nella Regione Abruzzo.
Genuino è un ragazzo vivace, molto attivo e intelligente, che, appena possibile, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri
Nel 1971 venne stanziato in Toscana.

Nel Luglio del 1978 ha conosciuto e si è innamorato di una bella ragazza, Ivana Delli Compagni (classe 1961), anche lei nata in un piccolo Centro della Provincia di Teramo: Cermignano. Nell’Aprile del 1979 sono convolati a nozze e anche Ivana si è trasferita in Toscana
Dalla loro unione sono nati i loro due Figli: Riccardo e Claudia.

Riccardo Del Duca (classe 1981) è nato a Volterra nel Vecchio Ospedale oggi non più attivo; 
fin da giovanissimo ha aiutato i suoi genitori nelle attività di Famiglia, nel 2005 si è laureato, all’Università di Pisa, in Ingegneria Aerospaziale, e oggi vive e lavora in Lombardia.

Claudia Del Duca è nata anche lei a Volterra, il 12 Maggio 1986, è sempre stata coinvolta nelle attività di Famiglia
Ha frequentato l’Università di Pisa prendendo una Laurea Triennale alla Facoltà di Lingue, successivamente, a Genova, si è specializzata in Comunicazione Internazionale.

Genuino ha una grande passione per la terra e i prodotti di qualità; 
Ivana da brava casalinga è sempre stata un’ottima cuoca e la loro Casa, in cui adoravano ospitare, è sempre stata aperta per parenti e amici, un vero e proprio “porto di mare”.

Nel 1991, quando Genuino Del Duca raggiunse la pensione e lasciò l’Arma dei  Carabinieri, seguendo proprio questo desiderio di ospitalità, rilevò, con sua moglie, l’Albergo RistoranteIl Vecchio Mulino” a Saline di Volterra (PI). 
Il Locale era ed è ubicato sulla principale strada a scorrimento turistico: la “Via Volterrana”. 
Genuino in Sala e Ivana in Cucina, l’accoglienza e la qualità determinarono da subito un grande successo.

Dopo una decina di anni, Genuino, che ha studiato sempre “dal vivo” la Cucina, è stato in grado, grazie anche al  talento naturale, di affrontare, con tutta la Famiglia, una nuova sfida.
Nel 2001, ha lasciato la prima attività, e ha aperto, in pieno Centro di Volterra, il Ristorante EnotecaDel Duca”.

Genuino e Ivana in Cucina e i loro figli, quando erano liberi dagli studi, in Sala
In pochissimo tempo le più importanti Guide del settore indicarono il “Ristorante Enoteca Del Duca” come una colonna portante nell’ambito della Ristorazione Pisana e Toscana.

Intanto, Genuino, che è sempre stato un amante anche del buon Vino, è diventato Sommelier sia A.I.S. sia  F.I.S.A.R., e ha iniziato a maturare un’altra idea, che attuerà nel giro di soli due anni, comprando, nel 2003, proprio in zona “balze”, a poco più di quattro chilometri da Volterra in direzione di Terricciola, in Località San Cipriano, il “Podere Marcampo”.

Oggi l’AgriturismoPodere Marcampo” è segnalato positivamente nelle principali Guide specializzate. 
Oltre a ciò, subito dopo il primo imbottigliamento, avvenuto nel 2009, del loro primo Vino il “Giusto alle Balze 2007”, sono arrivati immediatamente anche i primi importanti riconoscimenti, nazionali e internazionali, come la “Medaglia d’Argento” al ConcorsoMondial du Merlot”, tenutosi a Lugano in Svizzera nel Novembre 2009.

La conduzione del Podere oggi è affidata a Claudia Del Duca, bella e giovane donna, intelligente, volenterosa e molto preparata, nel 2014 è diventata Sommelier A.I.S., la sua esperienza è nata prima di tutto sul campo, nelle attività dei suoi genitori che sono state meta di un Turismo Internazionale, come si evince dalle parole stesse di Claudia
non sono andata in giro per il Mondo…… ma il Mondo è venuto da me”.

Claudia Del Duca è anche Vicepresidente dell’Associazione Vignaioli Volterra e Responsabile della ricca Cantina, con più di 500 etichette, del loro Ristorante.

Ma torniamo a parlare del Ristorante EnotecaDel Duca” dove dal Marzo 2018 è arrivato un giovane ed esperto Chef
Alessandro Calabrese.

Alessandro è nato, il Primo giorno del Mese di Novembre del 1991, nell’antico e fascinoso Comune di Nicosia (adagiato sui declivi di 4 rupi) in Provincia di Enna, nella Mitica Terra di Sicilia
La sua è una Famiglia di Allevatori e Agricoltori, pertanto Alessandro ha trascorso la sua infanzia a contatto con una magnifica natura e ha imparato a riconoscere la grande qualità delle varie produzioni.

La passione per la cucina è arrivata subito. 
Da molto piccolo Alessandro ammirava e seguiva la Nonna Materna, Marietta, che fin dalle prime ore del mattino iniziava con amore a preparare quei cibi che riempivano la Casa di indimenticabili profumi.
Ecco che all’età di 13/14 anni è giunta la decisione: 
voglio fare il Cuoco
Per seguire questa volontà ha frequentato, diplomandosi nel 2010, l’Alberghiero (Istituto Professionale Statale Federico II) di Enna.

Già dal 2008, mentre studiava, Alessandro ha iniziato anche ha fare le prime esperienze con grandi   Chef della Tradizione Culinaria Siciliana come Carmelo Giunta e Nino Statella
ambedue lavoravano al Ristorante del “Federico II Palace Hotel” (4 Stelle) di Enna.

Successivamente Alessandro Calabrese si è impegnato per una stagione in un conosciuto Ristorante dell’Emilia-Romagna, poi ha fatto un’altra importantissima esperienza con lo Chef Sergio Cantatore (purtroppo scomparso recentemente) al “Diamant Spa Resort” (Hotel 4 Stelle) in Val Gardena, sulle Dolomiti in Alto Adige
Sergio Cantatore ha “scolpito” nel cuore di Alessandro la seguente frase: 
Tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto bene”.

Dopo tale esperienza Alessandro è arrivato a lavorare in Toscana, poi fuori d’Italia, nella lussuosa e turistica Località Alpina di Saint Moritz, in Svizzera.
Nel 2015 Alessandro Calabrese è giunto al mitico RistoranteArnolfo” (Due Stelle Michelin) di Colle di Val d’Elsa (SI), rimanendo a fianco del grandissimo Chef Gaetano Trovato fino al Gennaio 2017.

Poi sono seguite altre esperienze fino al Mese di Marzo 2018 quando, come ho già detto, è entrato al Ristorante EnotecaDel Duca”.

Eccoci quindi arrivati alla degustazione che è stata accompagnata da un loro ottimo Vino scelto da Claudia Del Duca, è stata aperta una delle pochissime “Jeroboam” (tre litri) realizzate:

- “Severus 2015”, Toscana Rossa I.G.T., 100% Sangiovese, 13% Vol., una piccola e curatissima produzione fatta, ovviamente, al “Podere Marcampo”.   

In tavola il fragrante Pane (prodotto con lievito madre e farina integrale), la saporita Schiacciata con i semi di finocchietto, il morbido Pan brioche con i fiori di sambuco, i croccanti e saporiti Grissini alle acciughe Spagnole del Mar Cantabrico
tutto fatto in Casa.

Sono state servite le seguenti portate:

- Battuta al coltello di manzo selezionato (carne abbattuta per la totale sicurezza del Cliente) della Macelleria Francini di Sambuca Val di Pesa, Firenze, vegetali croccanti e “quenelle” di gelato al Pecorino delle Balze Volterrane della FattoriaLischeto”;

- Tagliolino fatto in Casa con Tartufo Bianco di Volterra fornito dall’ Associazione Tartufai dell’Alta Val di Cecina - Volterragusto;

- Triglia, fornita dalla PescheriaIl Peschereccio” di Volterra, in carrozza alla Livornese, aglio nero e verza affumicata;

- Scamerita di maiale in crosta di taralli, Vin Santo e zucca;

- Tortino di ricotta, prodotta dalla FattoriaLischeto”, al Tartufo Bianco di Volterra fornito         dall’Associazione Tartufai dell’Alta Val di Cecina - Volterragusto;  

- Cantuccini della Casa, fatti personalmente dalla signora Ivana.

Tutto molto buono e ben presentato. 
Molto curata la scelta delle materie prime.
Le ottime preparazioni del bravo Chef Alessandro Calabrese si possono definire 
Tradizionali in chiave contemporanea”.

Bravo anche il giovanissimo (21 anni) Sous-chef Davide Di Meglio, di origine Campana, anche lui un “Isolano”, è dell’Isola d’Ischia.

Sono rimasto molto soddisfatto della mia visita al Ristorante EnotecaDel Duca” di Volterra (PI) dove ho trovato la speciale accoglienza di Genuino, Ivana e Claudia Del Duca e la super gustosa Cucina di Alessandro Calabrese.




Giorgio Dracopulos e Claudia Del Duca

Battuta al Coltello di Manzo......

Tagliolino al Tartufo Bianco......

Triglia in Carrozza......

Scamerita di Maiale......

Giorgio Dracopulos e lo Chef Alessandro Calabrese

Davide Di Meglio

Ivana Delli Compagni

Genuino Del Duca e Giorgio Dracopulos