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sabato 15 novembre 2025

“DA VITTORIO CAFÉ”: NEL CENTRO STORICO DI ROMA IL NUOVO ACCOGLIENTE PUNTO DI RIFERIMENTO DEL PIACERE GASTRONOMICO.




Nel cuore di Roma, la meravigliosa Città Eterna, presso l’HotelOrient Express La Minerva”, Martedì 4 Novembre 2025 la mitica Famiglia Cerea ha inaugurato il suo nuovo Locale:Da Vittorio Café”.

L’HotelOrient Express La Minerva” si trova nella centralissima Piazza della Minerva al Civico 69, praticamente a poche decine di metri dietro il “Pantheon”.

Il “Pantheon” (il tempio di tutti gli dei) è un magnifico, straordinario e bellissimo edificio fondato nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, Politico Militare e Architetto Romano, genero di Augusto, che lo dedicò alla dea Cibele e a tutti gli altri dei. La struttura venne ricostruita dall'Imperatore Adriano, presumibilmente dal 112 fino al 128 d.C. circa, dopo che gli incendi dell'80 e del 110 d.C. avevano distrutto la costruzione precedente di Età Augustea.

Il “Pantheon” ha una struttura circolare unita a un prònao in colonne corinzie (otto frontali e due gruppi di quattro in seconda e terza fila) che sorreggono il frontone. La grande cella circolare detta rotonda ha spesse pareti in muratura e otto grandi piloni su cui è ripartito il peso della caratteristica cupola emisferica in calcestruzzo che ospita al suo apice un'apertura circolare detta “oculo” utile anche all'illuminazione dell'ambiente interno. A quasi due millenni dalla sua costruzione, la “Cupola del Pantheon” è ancora oggi una delle più grandi del mondo, e nello specifico è la più grande costruita in “calcestruzzo romano = opus caementicium” (principalmente malta di calce e pozzolana, cenere vulcanica in particolare quella del Golfo di Napoli). Il “Pantheon” è l’edificio antico più imponente e meglio conservato che sia mai giunto fino a noi ed è meta di milioni di visitatori ogni anno.

Piazza della Minervaprende il nome dall'originaria esistenza in questo luogo di un Tempio fatto erigere dal Generale e Politico Romano Gneo Pompeo Magno che lo dedicò a Minerva. Oggi intorno all’Obelisco della Minerva (scolpito nel 1667 da Gian Lorenzo Bernini), ubicato al centro della Piazza, si trovano l’antica Basilica di Santa Maria sopra Minerva, un vasto Convento (la Casa "Professa" sorta accanto alla Chiesa), il Palazzo della Minerva, il Palazzo Severoli e il Palazzo Fonseca.

L’antichissimo Palazzo Fonseca (XVII Secolo), che dal 1832 ha ospitato uno degli Alberghi storici di Roma, il “Minerva”, nel 2021 è stato acquisito da Arsenale Group, un’Azienda multi brand che sviluppa e gestisce asset nel settore dell’ospitalità di lusso e del lifestyle, offrendo un servizio completo ai più grandi e rinomati operatori mondiali dell’ospitalità in sinergia con i migliori marchi internazionali di “Luxury Hospitality”. Dopo una radicale ristrutturazione nella primavera del 2025 è stato inaugurato l'Hotel “Orient Express La Minerva” (5 Stelle) ispirato all'eleganza e all'atmosfera glamour dei Treno passeggeri a lunga percorrenzaOrient Express” creato nel 1883 dall'Ingegnere e Imprenditore Belga Georges Nagelmackers, che fondò la “Compagnie Internationale des Wagons-Lits”, per collegare Parigi (stazione “Gare de l'Est”) a Costantinopoli (Istanbul) in Turchia.

Il lussuoso design dell’HotelOrient Express La Minerva” è stato curato dall'Architetto Franco-Messicano Hugo Toro che ha rievocato l'estetica della Belle Époque con dettagli ispirati all'Art Déco in ottone, oltre alla boiserie e ai corridoi che richiamano i vagoni del mitico Treno

Proprio presso l’HotelOrient Express La Minerva”, dal 4 Novembre 2025, la Famiglia Cerea Titolare del Gruppo Da Vittorio, un’Azienda che è un vanto Italiano nel Mondo, ha aperto il suo nuovo Locale Romano: “Da Vittorio Café”.

Quella di “Da Vittorio” è la coraggiosa e appassionante storia della Famiglia Cerea e allo stesso tempo è la storia di un talento straordinario capace di tracciare in quasi 60 anni di attività innovativi percorsi della Ristorazione e dell’Accoglienza, inventando uno “stileunico che oggi viene esportato in tutto il Mondo.

Tutto ha avuto inizio nel Gennaio 1966 quando Vittorio Cerea (1936 - 2005) e sua Moglie Bruna, appassionati di cucina, iniziarono il restauro di un fondo in Centro a Bergamo (in un tratto di Viale Roma diventato in anni recenti Viale Papa Giovanni XXIII) per trasformarlo nel Loro nuovo Ristorante inaugurato Mercoledì 6 Aprile dello stesso anno

Vittorio era nato in una Famiglia di umili origini ma sorretto da una ferrea volontà e assoluta dedizione da un iniziale lavoro da garzone in un noto Bar della Bergamo bene in pochissimo tempo scalò la carriera fino ad arrivare nel 1960 a rilevare insieme ai Fratelli un noto Locale Cittadino l’Orobica. Proprio alla CaffetteriaOrobica Bruna aveva conosciuto Vittorio e innamoratasi si erano poi sposati.

Il RistoranteDa Vittorio” in Viale Roma agli inizi era semplice e con pochi coperti ma la passione e il desiderio di migliorarsi era, per Vittorio che stava in Cucina e Bruna, una costante che li portava ad aggiornarsi da colleghi più esperti. L’idea innovativa e vincente di Vittorio e Bruna fu quella di introdurre nel loro Ristorante la “Cucina di Mare”, una scelta molto coraggiosa visto che a Bergamo non la praticava nessuno.

In pochi anni “Da Vittorio” la Cucina diventò qualcosa di veramente speciale e oltre al grande successo con la Clientela arrivarono anche moltissimi riconoscimenti tra cui quelli della prestigiosa “Guida Rossa Michelin” che nel 1978 conferì la “Prima Stella Michelin” e nel 1996 la “Seconda Stella”. Nel 2002Da Vittorio” venne inserito anche nello specifico mitico elenco dei migliori Ristoranti del Mondo della AssociazioneRelais & Châteaux”.

In questi anni di entusiasmante lavoro anche i 5 Figli, di Vittorio e Bruna Cerea crescevano e si immedesimavano con passione nell’attività di Famiglia:

- Enrico Cerea (per tutti Chicco), il primogenito, appassionatosi ai fornelli ha iniziato prestissimo a fare esperienze in Ristoranti super famosi in Italia, negli Stati Uniti, nel Principato di Monaco, in Spagna e in Francia diventando uno Chef straordinario;

- Francesco Cerea, secondogenito, grazie al suo magnifico ed espansivo carattere da sempre ha avuto un ruolo importantissimo nell’accoglienza, nelle pubbliche relazioni, nel coordinamento del personale e vista la sua grande passione enologica è oggi il Responsabile delle Carte dei Vini;

- Barbara Cerea abile sostenitrice di tutte le iniziative la Famiglia ha sposato Simone Finazzi lo Chef Pasticciere del Ristorante;

- Roberto Cerea (Bobo) appassionatosi alla Cucina sin da bambino ha fatto esperienze importantissime soprattutto in Francia diventando un grandissimo Chef;

- Rossella Cerea donna luminosa e maestra dell’accoglienza è la colonna portante sia nella Sala sia nelle moltissime attività della Famiglia.

Nel 2005 il RistoranteDa Vittorio” ha compiuto un trasferimento fondamentale per la sua storia, trovando la sua nuova Casa a Brusaporto in Via Cantalupa 17.  

Brusaporto è un Piccolo Comune dell’hinterland Bergamasco, a pochi minuti di macchina dalla Città, adagiato sugli ultimi Colli della Val Cavallina e la sua curata campagna è una piacevole oasi di verde e natura.

La nuova Sede per la “Dimora Da Vittorio” è assolutamente magnifica: una Tenuta di 10 Ettari che oltre alla Struttura principale comprende l’eliporto, il campo da tennis, il campo per il calcetto, due laghetti naturali, un ideale percorso di relax, il grande patio a bordo piscina con barbecue e forno a legna per appetitosi menu "open air", un’elegante sala conferenze per meeting di lavoro, i Vigneti dove viene prodotto il Vino della Casa (Rosso Faber) e a fianco del Ristorante ma del tutto indipendente, cucine comprese, “La Cantalupa” la struttura specializzata per banchetti ed eventi sia privati sia aziendali, con disponibilità di sale con focolare e giardini che possono ospitare fino a trecento persone.

Dopo pochi mesi dal trasferimento nella nuova Sede a Brusaporto Da Vittorio” è entrato ufficialmente anche nel gota dell’accoglienza mondiale con la conferma nel Circuito Relais & Châteaux e l’ingresso a Les Grandes Tables du Monde.

Anno dopo anno il GruppoDa Vittorio” è cresciuto offrendo alla Clientela un magico e ampio sistema di Ristorazione che comprende il RistoranteDa Vittorio” (Tre Stelle Michelin - la Terza Stella è arrivata nel 2010) di Brusaporto, il “Da Vittorio St. Moritz” al Carlton Hotel di St. Moritz in Svizzera aperto nel 2012 e dal 2014 premiato con “Una Stella Michelin”, il “Da Vittorio” (Una Stella Michelin) a Shanghai in Cina e dal 2022 il “Da Vittorio” a Saigon in Vietnam. Oltre a ciò c’è la “Pasticceria Cavour 1880” di Bergamo, il “New Wave by Da Vittorio Bistrot”, aperto a inizio 2022 all’interno di “UCCA - Center for Contemporary Art” il Museo di Arte Contemporanea della Città Cinese di Shanghai, che combina una speciale esperienza museale a quella gastronomica.

Nel Mese di Aprile 2025 in Via Montenapoleone 2 a Milano, nell’ex cortile di Palazzo Taverna, è stato inaugurato il Da Vittorio Café Louis Vuitton il primo Ristorante Louis Vuitton in Italia con la cucina della Famiglia Cerea.

Ma non è finita perché “Da Vittorio” è molto importante anche la “Ristorazione Esterna” fatta di Banchetti ed Eventi che portano in giro per il Mondo il loro gustosissimo “prêt-à-portergastronomico. A tutto questo si deve aggiungere nell’ambito dell’accoglienza, “La Dimora” a Brusaporto con le sue 10 camere di charme e il piccolo gioiello ristrutturato a Bergamo Alta la “Locanda Cavour 1880”, sei accoglientissime camere su quattro piani.

Il GruppoDa Vittorio” è sicuramente un esempio della grande capacità Italiana di raggiungere nel Mondo i più alti livelli dell’eccellenza. Una Famiglia i Cerea che con le sue tre Generazioni (oggi partecipano all’attività anche i Nipoti di Vittorio e Bruna) ha saputo unire la grande Tradizione Culinaria Italiana all’evoluzione dei tempi adeguandosi sapientemente alla modernità: semplicemente fenomenali.

Il nuovo Locale RomanoDa Vittorio Café” in “Piazza della Minerva” è pensato per accogliere piacevolmente gli ospiti in ogni momento della giornata, si contraddistingue per un ambiente elegante, curato nei minimi dettagli, dove marmi e legni pregiati richiamano lo stile raffinato e il design che è la firma di tutti gli store “Da Vittorio”.

La straordinaria offerta gastronomica, che seduce occhi e palato spazia dal dolce al salato ed è fatta, tra moltissimo altro, da soffici brioche, dolci mignon, torte monoporzione, cioccolato e gelato mantecato, ma anche da sfiziosi toast e delicatissimi tramezzini.

Da Vittorio Café” si trova anche lo spazio giusto per individuare i regali gourmet da destinare ai propri affetti scegliendo tra un’ampia selezione di prodotti: dai lievitati stagionali come panettoni, colombe o la celebre “Gioconda” (un gustosissimo lievitato gourmet realizzato per il 50° Anniversario del Ristorante Da Vittorio che celebrare il legame tra passione e tradizione), per arrivare al kit con cui preparare gli iconici “Paccheri ai tre sughi” che rappresentano la naturale estensione della filosofia gastronomica della Famiglia Cerea.

La Famiglia Cerea ha voluto accompagnare la loro nuova apertura con queste parole: “Con Da Vittorio Café portiamo nel Centro Storico di una Città che amiamo moltissimo, Roma, il nostro modo di intendere e vivere l’ospitalità: raffinata e gioiosa, elegante e golosissima. Ogni dettaglio di questo nuovo spazio vuole raccontare la nostra lunga storia e la nostra assoluta passione per l’eccellenza in tutte le sue forme”.

https://www.davittorio.com/cafe/caferoma.html

https://www.youtube.com/watch?v=gx-5BzmnYr8


La Mitica Famiglia Cerea (Foto Da Vittorio)

Il Nuovo "Da Vittorio Café" a Roma (Foto Da Vittorio)

"Da Vittorio Café" Roma: Una Vista Interna (Foto Da Vittorio)

Speciali Dolcezze (Foto Da Vittorio)
 
Vasta Scelta di Regali Gourmet (Foto Da Vittorio)

"Da Vittorio Café" Roma: Solo Gustose Delizie (Foto Da Vittorio)


martedì 26 marzo 2024

CON LE NUOVE DELIZIOSE REALIZZAZIONI ARTIGIANALI AL CIOCCOLATO DI “PECK” GLI AUGURI DI BUONA PASQUA 2024.



 Il Filosofo Francese Pierre André Lalande (1867 - 1963) ha definito chiaramente il termine “monoteista” (dal Greco anticomónos theós” = “unico dio”) con le seguenti parole: “è la Dottrina filosofica o religiosa che ammette un solo Dio, distinto dal mondo”.

Sul tema ancora oggi controverso su quali religioni possano essere definite “monoteiste” il Professore Veneziano Paolo Scarpi (classe 1949) ha così chiarito la questione: “Conviene limitare l'uso del termine monoteismo alle forme religiose che storicamente si sono affermate come tali e che hanno elaborato una speculazione teologica finalizzata alla dimostrazione dell'unicità di Dio”.

La Religione Cristiana è unaReligione Monoteistae la sua principale festività è la Santa Pasqua.

Con Essa si celebra l’evento più importante riportatoci dai Vangeli e dai testi del Nuovo Testamento, la Resurrezione di Nostro Signore Gesù avvenuta il terzo giorno dalla Sua morte sulla Croce. Il luogo dell’evento viene indicato, sempre nelle Sacre Scritture, poco fuori dalle antiche mura di Gerusalemme, vicino alla collina rocciosa che porta il nome di Calvario (chiamata anche Golgota) dove venne crocifisso. In questo luogo, a imperitura memoria, venne edificata (le prime tracce risalgono al II secolo d.C.) la Basilica Cattedrale Patriarcale del Santo Sepolcro (denominata anche Chiesa della Resurrezione). 

La parola Pasqua deriva dall’EbraicoPesach” (passare oltre) e dall’AramaicoPasa’”, indicava inizialmente l’evento della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù degli Egiziani avvenuta grazie a Mosè.

Il Primo Concilio Ecumenico (la riunione solenne di tutti i Vescovi Cristiani) iniziò il 25 Maggio del 325 d.C. nella Città della Turchia Asiatica di Nicea (oggi Iznik), a 130 Km. a sud-est della Città di Costantinopoli (oggi Istambul) nell’Impero Romano d’Oriente. In quella occasione fu deciso che la data della Santa Pasqua era mobile e che si festeggiava la Domenica successiva alla prima luna dell’equinozio di Primavera.

Seguendo queste regole per la Chiesa Cattolica la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 Marzo e il 25 Aprile di ogni anno. Per la Chiesa Ortodossa, che segue il Calendario Solare, detto “Giuliano” classificato dall’astronomo GrecoSosigene di Alessandria d’Egitto” (I Secolo a.C.) e promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C., la Festività cade tra il 4 Aprile e l’8 Maggio.

In occasione della Santa Pasqua e per la tradizionale scampagnata di Pasquetta, per tutta Italia si preparano moltissime ricette culinarie che portano in tavola preparazioni salate e dolci che allietano la tavola delle famiglie. Per le carni è tradizione preparare arrosti con agnelli e capretti, simboli di dolcezza e sacrificio. Si fanno le torte salate come la “Torta Pasqualina” di antica tradizione Ligure, preparata con uova, ricotta, pecorino, parmigiano e bietola da costa (bieta) o spinaci lessati, il tutto racchiuso nella pasta sfoglia.

Per i dolci tale e tanta è la varietà che è impossibile elencarli tutti. 

Le uova, per esempio, sono state fin dai tempi antichissimi simbolo della vita, già i Persiani e gli Egizi, a primavera, usavano donare le uova di gallina. Tutt’oggi si usa portare a benedire, la mattina di Pasqua, le uova lesse.

L’uso di decorare le uova si sviluppò principalmente nel Medioevo e, proprio in questo periodo, si incominciò a fabbricare anche uova in metalli preziosi per le classi nobili e ricche. Bisogna arrivare a poco più di cento anni fa per vedere nascere le uova di cioccolato (sull’origine non ci sono certezze) come regalo per la Festività Pasquale. Successivamente si sviluppò la prassi di inserire all’interno delle Uova una sorpresa per la felicità di grandi e piccini.

Un altro esempio è la “Colomba Pasquale” la cui leggenda narra che nel VI Secolo, durante l’assedio di Pavia, il Re Longobardo Alboino si vide offrire in segno di pace un pan dolce a forma di colomba. Secoli dopo, questo dolce è divenuto una vera e propria tradizione gastronomica della Pasqua, simbolo di amore e solidarietà.

In Via Spadari al Civico 9, in pieno Centro nella bellissima Città di Milano, proprio a due passi da Piazza del Duomo, c’èPeck un Negozio straordinario per l’Enogastronomia di altissima qualità, conosciutissimo in Italia e all’Estero.     

Peck nasce nel lontano 1883 in Via Orefici 2 (vicinissimo alla Sede attuale) grazie all’impegno di Francesco Peck.

In quell’anno Francesco Peck esperto salumiere proveniente dalla Città di Praga, oggi Capitale della Repubblica Ceca ma allora facente parte dell’Impero Austro-Ungarico (1867 - 1919), decise di aprire un Laboratorio per la produzione, e la conseguente vendita al dettaglio, di carni affumicate e salumi di Tradizione Tedesca. Nel 1918 Francesco Peck decise di cedere l’attività a un imprenditore Italiano di larghe vedute: Eliseo Magnaghi. Eliseo pur mantenendo il nome “Peck” da subito ampliò l’offerta e per tale motivo nel 1920 trasferì la Sede nei nuovi e più spaziosi Locali di Via Spadari 9 (quella attuale).

Nel 1956, superati gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) in cui Milano fu colpita duramente dai terribili bombardamenti degli Alleati, l’attività di “Peck” passò ai Fratelli Giovanni e Luigi Grazioli conosciutissimi imprenditori già proprietari di uno dei più famosi Ristoranti della Città. Nel 1970 i Grazioli cedettero i loro Negozi ai tre Fratelli Stoppani, Angelo, Mario e Remo. I Fratelli Stoppani modernizzarono e internazionalizzarono “Peck” grazie anche alla validità delle loro specifiche competenze.

Nel Mese di Aprile 2013 il MarchioPeckè stato rilevato completamente da Pietro Marzotto imprenditore internazionale con una grande esperienza nel settore alimentare. Nel 2011 il Conte Marzotto aveva già acquistato i due terzi della Società.

Oggi il Gruppo Peck”, cresciuto moltissimo nei decenni con nuove aperture sia in Italia sia all’Estero, è guidato dal bravo Pier Leone Marzotto, il più giovane dei Figli del Conte

Peckha una tradizione di successi lunga più di 140 anni e con i suoi Negozi e i suoi Ristoranti è un vero e proprio imperdibileTempio Enogastronomicometa di una Clientela Internazionale e la sua fama non conosce confini.

Come ogni anno Peck, in occasione della Pasqua, presenta le sue nuove creazioni di alta pasticceria, uova, sculture di cioccolato e colombe, legate alla tradizione ma con un tocco di raffinatezza e un tocco di estro. Creazioni di cioccolato che uniscono estetica e gusto per regalare a tavola momenti di gioia e condivisione.

Le creazioni di Peck sono tutte realizzate a mano, all’interno dei Laboratori di Via Spadari dalla squadra di esperti Maestri Pasticceri guidata dal bravissimo Pastry Chef Galileo Reposo. Si distinguono per la selezione delle migliori materie prime e i blend di cioccolato di differenti qualità che sorprendono il palato con sapori unici e sempre diversi: Abinao, Tainori, Araguani, Guanaja, Manjari e Caraibe.

Simbolo di questa Festività 2024 è il nuovo “Chocolate Surprise Egg” la super novità in Special Edition di Peck, un capolavoro artigianale, che si presenta come un uovo scultura con grandi buchi tondi, realizzato con cioccolato fondente al 70%, che custodisce un secondo uovo di cioccolato bianco contenente una sorpresa ai 3 cioccolati: sfere di cioccolata al gusto naturale di Yuzu, lampone e mandorla, preparate con frutta fresca.

Oltre alChocolate Surprise Eggle altre novità di Peck per la Pasqua 2024 sono:

- “Circle e Square Egg”: dei quadrati e dei cerchi impreziosiscono di colore uova geometriche dalla forte carica espressiva. Vere e proprie opere d'arte in cui il cioccolato fondente e quello al latte diventano una tela per un dipinto;

- “Coniglietto Fondente”: Due coniglietti dall'aria dolce sorreggono due piccoli regali tra le zampine: una carotina arancione e un fiorellino rosa. I simpatici conigli si distinguono per il particolare e specialissimo effetto vellutato ottenuto dal cioccolato nebulizzato;

- “Ape di Cioccolato e Ape Golosa”: una reinterpretazione delle api icone dell’arrivo della bella stagione con ironia e leggerezza. L’ape è ritratta in due versioni, appena prima di spiccare il volo e alla ricerca del suo nettare per la più dolce delle abbuffate. Realizzate con una prevalenza di cioccolato Caraibe che si distingue al palato per le sue note equilibrate e raffinate;

- “Gallina di Cioccolato”: 150 grammi di gallina spiritosa che in paziente attesa osserva incuriosita il nostro strano mondo. Una speciale scultura creata unendo due sfere di irresistibile cioccolato bianco.

Ma da “Pecknon sono disponibili solo Uova e Sculture di cioccolato ma anche le immancabili “Colombe” in due varianti “Classica” e “Ai 3 Cioccolati” (impreziosita da pepite di cioccolato bianco, al latte e fondente), realizzate con un morbido pan dolce ottenuto grazie a ben 72 ore di lavorazione; soffici all’interno e ricche all’esterno con la classica glassatura zucchero e mandorle. Le Colombe sono prodotte utilizzando solo materie prime di assoluta eccellenza: farina con germe di grano macinato a pietra, vaniglia Bourbon del Madagascar, miele d’acacia Toscano e cubetti di arance candite in vasca a cielo aperto con leggero sciroppo.

Con le nuove, deliziose, preziose, buonissime e bellissimeRealizzazioni al CioccolatodiPeckAuguro una Buona, Serena e Felice Santa Pasqua 2024 a Tutti Voi e alle Vostre Famiglie.

https://www.peck.it/

https://www.youtube.com/watch?v=7YXaJH0srMU


"Chocolate Surprise Egg" (Foto Peck) 

"Circle e Square Egg" (Foto Peck) 

"Coniglio di Cioccolato con Carotina" (Foto Peck) 

"Coniglio di Cioccolato con Fiorellino" (Foto Peck)

"Ape di Cioccolato" (Foto Peck)

"Ape Golosa" (Foto Peck) 

"Gallina di Cioccolato" (Foto Peck)

"Colomba Classica" (Foto Peck) 

"Colomba 3 Cioccolati" (Foto Peck) 

"Peck" Pasqua 2024: Le Deliziose Novità (Foto Peck)

mercoledì 5 aprile 2023

AUGURI DI BUONA PASQUA 2023 CON LE NUOVE E PREZIOSE REALIZZAZIONI ARTIGIANALI AL CIOCCOLATO DI “PECK”.

 


La principale festività della Religione Cristiana è la Santa Pasqua.

Con Essa si celebra l’evento più importante riportatoci dai Vangeli e dai testi del Nuovo Testamento, la Resurrezione di Nostro Signore Gesù avvenuta il terzo giorno dalla Sua morte sulla Croce. Il luogo dell’evento viene indicato, sempre nelle Sacre Scritture, poco fuori delle antiche mura di Gerusalemme, vicino alla collina rocciosa che porta il nome di Calvario (chiamata anche Golgota) dove venne crocifisso. In questo luogo, a imperitura memoria, venne edificata (le prime tracce risalgono al II secolo d.C.) la Basilica Cattedrale Patriarcale del Santo Sepolcro (denominata anche Chiesa della Resurrezione). 

La parola Pasqua deriva dall’EbraicoPesach” (passare oltre) e dall’AramaicoPasa’”, indicava l’evento della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù degli Egiziani realizzata da Mosè.

Il Primo Concilio Ecumenico (la riunione solenne di tutti i Vescovi Cristiani) iniziò il 25 Maggio del 325 d.C. nella Città della Turchia Asiatica di Nicea (oggi Iznik), a 130 Km. a sud-est della Città di Costantinopoli (oggi Istambul) nell’Impero Romano d’Oriente. In quella occasione fu deciso che la data della Santa Pasqua era mobile e che si festeggiava la Domenica successiva alla prima luna dell’equinozio di Primavera.

Seguendo queste regole per la Chiesa Cattolica la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 Marzo e il 25 Aprile di ogni anno. Per la Chiesa Ortodossa, che segue il Calendario Solare, detto “Giuliano” classificato dall’astronomo GrecoSosigene di Alessandria d’Egitto” (I Secolo a.C.) e promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C., la Festività cade tra il 4 Aprile e l’8 Maggio.

In occasione della Santa Pasqua e per la tradizionale scampagnata di Pasquetta, per tutta Italia si preparano moltissime ricette culinarie che portano in tavola preparazioni salate e dolci che allietano la tavola delle famiglie. Per le carni è tradizione preparare arrosti con agnelli e capretti, simboli di dolcezza e sacrificio. Si fanno le torte salate come la “Torta Pasqualina” di antica tradizione Ligure, preparata con uova, ricotta, pecorino, parmigiano e bietola da costa (bieta) o spinaci lessati, il tutto racchiuso nella pasta sfoglia.

Per i dolci tale e tanta è la varietà che è impossibile elencarli tutti. 

Le uova, per esempio, sono state fin dai tempi antichissimi simbolo della vita, già i Persiani e gli Egizi, a primavera, usavano donare le uova di gallina. Tutt’oggi si usa portare a benedire, la mattina di Pasqua, le uova lesse. L’uso di decorare le uova si sviluppò principalmente nel Medioevo e, proprio in questo periodo, si incominciò a fabbricare anche uova in metalli preziosi per le classi nobili e ricche. Bisogna arrivare a poco più di cento anni fa per vedere nascere le uova di cioccolato (sull’origine non ci sono certezze) come regalo per la Festività Pasquale. Successivamente si sviluppò la prassi di inserire nelle Uova stesse una sorpresa per la felicità di grandi e piccini.

Un altro esempio è la “Colomba Pasquale” la cui leggenda narra che nel VI Secolo, durante l’assedio di Pavia, il Re Longobardo Alboino si vide offrire in segno di pace un pan dolce a forma di colomba. Secoli dopo, questo dolce è divenuto una vera e propria tradizione gastronomica della Pasqua, simbolo di amore e solidarietà.

In Via Spadari al Civico 9, in pieno Centro nella bellissima Città di Milano, proprio a due passi da Piazza del Duomo, c’èPeckun Negozio straordinario per l’Enogastronomia di altissima qualità, conosciutissimo in Italia e all’Estero.     

Peck nasce nel lontano 1883 in Via Orefici 2 (vicinissimo alla Sede attuale) grazie all’impegno di Francesco Peck.

In quell’Anno Francesco Peck esperto salumiere proveniente dalla Città di Praga, oggi Capitale della Repubblica Ceca ma allora facente parte dell’Impero Austro-Ungarico (1867 - 1919), decise di aprire un Laboratorio per la produzione, e la conseguente vendita al dettaglio, di carni affumicate e salumi di Tradizione Tedesca. Nel 1918 Francesco Peck decise di cedere l’attività a un imprenditore Italiano di larghe vedute: Eliseo Magnaghi. Eliseo pur mantenendo il nome “Peck” da subito ampliò l’offerta e per tale motivo nel 1920 trasferì la Sede nei nuovi e più spaziosi Locali di Via Spadari 9 (quella attuale).

Nel 1956, superati gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) in cui Milano fu colpita duramente dai terribili bombardamenti degli Alleati, l’attività di “Peck” passò ai Fratelli Giovanni e Luigi Grazioli conosciutissimi imprenditori già proprietari di uno dei più famosi Ristoranti della Città. Nel 1970 i Grazioli cedettero i loro Negozi ai tre Fratelli Stoppani, Angelo, Mario e Remo. I Fratelli Stoppani modernizzarono e internazionalizzarono “Peck” grazie anche alla validità delle loro specifiche competenze. Nel Mese di Aprile 2013 il MarchioPeck” è stato rilevato completamente da Pietro Marzotto imprenditore internazionale con una grande esperienza nel settore alimentare. Nel 2011 il Conte Marzotto aveva già acquistato i due terzi della Società.

Oggi il GruppoPeck”, cresciuto moltissimo nei decenni con nuove aperture sia in Italia sia all’Estero, è guidato dal bravo Pier Leone Marzotto, il più giovane dei Figli del Conte

Peckha una tradizione di successi lunga ben 140 anni e con i suoi Negozi e i suoi Ristoranti è un vero e proprio imperdibile “Tempio Enogastronomico” meta di una Clientela Internazionale e la sua fama non conosce confini.

Come ogni anno Peck, in occasione della Pasqua, presenta le sue nuove creazioni di alta pasticceria, uova, sculture di cioccolato e colombe, legate alla tradizione ma con un tocco di raffinatezza e un tocco di estro. Creazioni di cioccolato che uniscono estetica e gusto per regalare a tavola momenti di gioia e condivisione. Simbolo di questa Festività 2023 è il nuovo: “Uovo alla Milanese”, un omaggio alla città natale diPeckche dal 1883 incarna la tradizione e l’eccellenza gastronomica meneghina.

Le creazioni di Peck sono tutte realizzate a mano, all’interno dei Laboratori di Via Spadari dalla squadra di esperti Maestri Pasticceri guidata dal bravissimo Pastry Chef Galileo Reposo. Si distinguono per la selezione delle migliori materie prime e i blend di cioccolato di differenti qualità che sorprendono il palato con sapori unici e sempre diversi: Abinao, Tainori, Araguani, Guanaja, Manjari e Caraibe.

Le Novità 2023 sono:

- “Uovo alla Milanese” - Un Uovo giallo di cioccolato bianco, ripieno di riso soffiato, impreziosito da zafferano e sale Maldon, racchiuso in un guscio di cioccolato fondente tagliato a mano, che ricrea la sagoma del Duomo con una puntina d’oro sulla sommità per evocare la Madonnina, simbolo del Capoluogo Lombardo.

- “Granchio” - Un gioviale Granchio che stupisce per la perfetta resa dei suoi dettagli che lo rendono una creazione estremamente simpatica. Realizzato con cioccolato fondente equatoriale al 55%. Questa speciale scultura si distingue per il particolare effetto vellutato ottenuto dal cioccolato nebulizzato.

- “Pesce” - Reinterpretazione ironica e leggera di un curioso Pesce che nuota nel mare. Realizzato con una prevalenza di cioccolato fondente al 55% si distingue al palato per le sue note equilibrate e raffinate.

- “Fruit Surprise” - Deliziose pepite di frutta secca pralinata impreziosiscono quest’Uovo come un intarsio di gemme. Un tocco di golosità che si unisce alla morbidezza e profumo del cioccolato, disponibile nella versione fondente con cioccolato equatoriale al 55% e nella versione al latte.

- “Artegg” - Due Uova liberamente ispirate a diversi tratti e stili di pittura, con figure geometriche e pennellate di colore dalla forte carica espressiva. Vere e proprie opere d'arte in cui il cioccolato fondente e quello al latte diventano la tela di un dipinto.

Ma da “Peck” non sono disponibili solo Uova e Sculture di cioccolato ma anche le immancabili “Colombe” in due varianti “Classica” e “Ai 3 Cioccolati” (impreziosita da pepite di cioccolato bianco, al latte e fondente), realizzate con un morbido pan dolce ottenuto grazie a ben 72 ore di lavorazione; soffici all’interno e ricche all’esterno con la classica glassatura zucchero e mandorle. Le Colombe sono prodotte utilizzando solo materie prime di assoluta eccellenza: farina con germe di grano macinato a pietra, vaniglia Bourbon del Madagascar, miele d’acacia Toscano e cubetti di arance candite in vasca a cielo aperto con leggero sciroppo.

Con le nuove, preziose, artigianali, buonissime e bellissimeRealizzazioni al CioccolatodiPeckAuguro una Buona, Serena e Felice Santa Pasqua 2023 a Tutti Voi e alle Vostre Famiglie.

https://www.peck.it/

https://www.youtube.com/watch?v=7YXaJH0srMU


"Uovo alla Milanese" (Foto Peck)

"Granchio" (Foto Peck)

"Pesce" (Foto Peck)

"Fruit Surprise" (Foto Peck)

"Artegg 1" (Foto Peck)

"Artegg 2" (Foto Peck)

"Colomba Classica" (Foto Peck)

"Colomba ai 3 Cioccolati" (Foto Peck)

venerdì 13 agosto 2021

IL NUOVO PREZIOSO, SINCERO E BELLISSIMO LIBRO DI PAOLO CIOLLI SUL MITICO “CACCIUCCO”.




Potrei usare come “incipit” (dal verbo Latinoincipere” = cominciare) di questo scritto una domanda dal sapore gastronomico: “Il Cacciucco, la tipica Zuppa di pesce, quando è nata?”

Chiunque facesse questa domanda metterebbe molto in difficoltà, in quanto non è possibile dare una risposta definitiva e certa, non avendo su questi natali alcuna notizia documentata. 

Molte sono le storie, per lo più favolette, che si narrano intorno alla sua nascita, la stessa incertezza esiste sulla derivazione del nome. 

E’ possibile che questa mitica “Zuppa di Pesce” abbia origine e sia una conseguenza dell’incontro delle numerose genti di diverse nazionalità, ognuna con la propria cultura alimentare, che nell’antica e portuale Città di Livorno trovarono accoglienza. Probabilmente c’è la possibilità che anche il suo nome derivi da parole foneticamente quasi uguali provenienti da Paesi estremamente lontani come Spagna, Turchia e Vietnam.

Inconfutabile è il fatto che si tratti di un “piatto povero”, che nasce dagli avanzi della pesca giornaliera, come del resto tutte le zuppe di pesce Italiane e del Bacino del Mediterraneo.

Per arrivare a qualche citazione scritta del “Cacciucco” bisogna risalire addirittura al 1864 quando Giuseppe Rigutini la mise nella sua opera “Giunte ed osservazioni al vocabolario dell’uso toscano”.

L’Aretino Giuseppe Rigutini (1829 - 1903) è stato un importante Filologo e Docente che oltre ad aver insegnato all’Università di Pisa e Firenze ha scritto numerosi Testi tra cui  Vocabolari e Dizionari. Nella sua Opera, sopracitata “Giunte”, a pagina 29 in alto a sinistra così scrive: “Cacciucco  sostantivo, specie di vivanda marinaresca, composta di moltissimi ingredienti. - Con maniera bassa Pigliare tutto il Cacciucco, significa Pigliare insieme tutti in una volta. Ordinariamente dicesi di arresti fatti dalla Polizia. Es.: Stamattina è stato preso il caporione con tutto il cacciucco”.

Nel 1891 Pellegrino Artusi (1820 - 1911), famoso Scrittore, Critico Letterario e Gastronomo, nella sua più celebre pubblicazione “La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene” alla Ricetta 455 cita il “Cacciucco” come “Zuppa di Pesce Toscana” senza mai nominare Livorno e descrive il metodo di realizzazione praticamente seguendo quello tramandato dalla tradizione, aggiungendo però il “servizio” in due vassoi separati che dividono il pesce dal sugo con il pane.

Alla successiva Ricetta, la 456, nomina il “Cacciucco Seconda Versione” e scrive: “Questo Cacciucco, imparato a Viareggio, è assai meno gustoso dell’antecedente, ma più leggiero e più digeribile”. Tale Ricetta si riferisce alla “Zuppetta di pesce alla Viareggina” che in realtà non è un  “Cacciucco”.

Eccoci giunti al vero problema: la mancanza di una Regola ben definita e chiara sul percorso di realizzazione del “Cacciucco”.

Infatti la Ricetta del “Cacciucco” non ha dei vincoli stretti sulle tipologie dei pesci con lisca da usare (la scelta ricade sulla disponibilità del pescato del giorno), ma piuttosto è legata al come, dove, con cosa e quando si cucinano i vari ingredienti.

Fondamentale è che il suo sapore sia robusto, saporito e piccante. Poi si possono realizzare versioni più o meno moderne con o senza lische, aggiungendo crostacei e molluschi.

Ovviamente l’aggiunta del pomodoro nel “Cacciucco”, oggi fondamentale, è arrivata alla fine del 1700 e nei primi anni del 1800 con le prime realizzazioni di salse anche per la pasta.

Attualmente per tale preparazione ricerchiamo soprattutto la qualità delle materie prime. Nei tempi passati il suo sapore piccante e forte copriva invece una materia prima solitamente “problematica” (non fresca).

Il “Cacciucco”, nel piatto, deve essere accompagnato da fette di pane Toscano, abbrustolito e strusciato con l’aglio, leggermente adagiate di lato perché non assorbano troppo il sugo.

Una certezza però sta nel termine stesso, si dice “Cacciucco” (con 5 lettere C”) e basta, non occorre aggiungerealla Livornese”.

Il “Cacciuccoè sinonimo di Livorno, della sua storia, delle sue tradizioni e della sua cultura gastronomica. Preparazione inconfondibile tra le varie zuppe, zuppette e brodetti del nostro Paese che necessitano dell’aggiunta della Località di provenienza per essere identificate, vedi la già citata “Zuppetta di pesce alla Viareggina” o il “Brodetto Tradizionale di Fano” (o alla Fanese).

A conferma di ciò il “Cacciucco” è stato inserito nello speciale elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.), predisposto a difesa della nostra cultura agroalimentare dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Diffondere non solo il “verbo”, in Italia e nel Mondo, su una magnifica preparazione come il  “Cacciucco” è “cosa buona e giusta”. Ecco che a tale supporto arriva in questa caldissima e difficile (causa pandemia) Estate 2021 il nuovo e bellissimo LibroCacciucco - Storia e Mito di una Città” del grande Paolo Ciolli con il Patrocinio del Comune di Livorno. Nuovo anche per il fatto che alcuni anni fa l’Autore aveva già affrontato l’argomento.

Paolo Ciolli è nato al Civico 161, “al primo piano”, di Borgo San Jacopo, una delle strade più tipiche di Livorno, la bella Città di mare Toscana, in una fredda giornata di Febbraio che portava la data del 14, nell’anno 1949. E’ importante sottolineare “al primo piano”, perché sotto casa al Civico 163 c’era la “Pasticceria Gnesi”,  aperta da un solo anno, il 29 Febbraio 1948, da Renzo Gnesi, e quegli straordinari aromi, che si propagavano nell’aria, sono subito penetrati, lasciando il segno, nel respiro dell’appena nato Paolo.

Fin da piccolo si è subito appassionato alla cucina seguendo le preparazioni della sua mamma Anna Maria, della nonna Giuseppina e della zia Amelia.  

A 20 anni, molto giovane, ha iniziato a insegnare educazione fisica alle superiori, l’ha fatto per 30 anni in varie scuole, per 12 anni ha insegnato anche alla super prestigiosa “Accademia Navale di Livorno”; è stato attore recitando in un film, “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nei panni di un cardinale.

La passione per la Cucina è cresciuta col passare degli anni fino a portarlo a diventare un vero e proprio “chef” con la partecipazione anche a diversi concorsi gastronomici come il programma televisivo di Rai 1, “La Prova del Cuoco”, condotto da Antonella Clerici, dove ha vinto con i suoi “Tortelloni al tramonto con zabaione al parmigiano”.

Sempre grazie alla sua grande passione culinaria è diventato anche scrittore pubblicando, dal 2006, libri di successo come “Habemus Pappam” (parafrasando il titolo del film di Moretti), “Il Miracolo della Farina di Ceci - Storie, Luoghi, Personaggi”, “I Pesci della Terrazza”, “La Cicciaccia”, “La Pasticceria a Livorno”, “Il Cacciucco” (Libro uscito anche in lingua Inglese), “Teste e lische caro Napoleone…”, “Livorno la ghiotta - La città e le sue ricette”, “Pisa da Gustare”.

Paolo ha anche, dall’Ottobre 2010, il suo Blog gastronomicoPaolo Ciolli Chef”.

Paolo Ciolli ha condotto anche una simpatica e istruttiva serie di trasmissioni di Cucina su “Granducato TV” che si chiamava “Tutti Chef”.

Sabato 7 Agosto 2021 a Livorno in Via Borra 35 è stato presentato, per “Letture a Palazzo” nell’ambito dell’Edizione 2021 di “Effetto Venezia”, il LibroCacciucco - Storia e Mito di una Città

Effetto Venezia” è la bella Manifestazione che dal 1986 ogni anno in Estate coinvolge il Quartiere LivorneseVenezia Nuova”, particolarmente ricco di storiche vestigia urbanistico/architettoniche e di suggestivi canali, della bella e accogliente Città Portuale Toscana.

La Presentazione si è svolta nella caratteristica Corte di Palazzo Huigens” delimitata da grandi loggiati. Nei primi anni del XVIII Secolo Odoardo Brassart, per conto di Antonio Huigens, ricco mercante di Amburgo, edificò nel 1705 questo grande edificio residenziale. Nel 1706 qui fu ospitato il Granduca Cosimo III de' Medici e, nel 1709, vi soggiornò il Sovrano Federico IV di Danimarca. Attraverso i Secoli la costruzione passò a diversi proprietari, sopravvissuta alla furia dei bombardamenti degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), ha avuto notevoli interventi di restauro tra il 1974 ed il 1978.

Il Libro Cacciucco - Storia e Mito di una Città”, pubblicato da Tagete Edizioni di Pontedera (PI) di Michele Quirici, si presenta molto bene in formato 22 x 24 cm., con le sue 130 pagine e la bella Copertina Cartonata. Un libro magnificamente illustrato da grandi Artisti Livornesi: Fabio Leonardi (Autore della pittura in Copertina), Enrico Bacci, Dario Ballantini, Luca Bellandi, Raffaele De Rosa, Giorgia Madiai, Mario Madiai, Valerio Michelucci, Fabio Peloso, Stefano Pilato, Valentina Restivo e Nicola Wukich. Molto belle anche le foto del Fotografo Fabio Bacci.

Sfogliando il Libro dopo la “Ouverture” del sottoscritto, la “Presentazione” del Sindaco di Livorno Luca Salvetti, un Capitolo speciale, sempre del sottoscritto, e una breve “Prefazione” iniziano i 14 Capitoli che portano sia attraverso la magica storia di una Città dalle infinite e particolari sfaccettature sia nel conoscere il gustoso fascino di una ricetta mitica. Infine si trova il CapitoloVino e Cacciucco” di un grande Esperto quale il Giornalista Ernesto Gentili. In chiusura la “Bibliografia” e alcune “Note sull’Autore”.

Ma torniamo alla presentazione del Libro che come già detto si è svolta Sabato 7 Agosto 2021, dalle ore 19:00 alle ore 20:00, a “Palazzo Huigens”. Davanti a un pubblico estremamente interessato e partecipe Paolo Ciolli, Ernesto Gentili, Michele Quirici, introdotti e condotti dal sottoscritto Giorgio Dracopulos, hanno raccontato e descritto come e perché è nato questo nuovo Libro oltre ad appassionare i presenti con simpatici e curiosi aneddoti. L’Evento si è concluso tra gli applausi, le dediche da parte dell’Autore sulle copie acquistate e le interviste fatte dai Giornalisti.

Un AnticoProverbio Cinese” dice: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”…………. Ecco, io a queste saggie parole vorrei aggiungere: “Insegnagli a cucinare il pesce e lo renderai felice”.

Questo è quello che accade in questo meraviglioso Libro  “Cacciucco - Storia e Mito di una Città” scritto con il “cuore” dal Grande Maestro di Cucina Paolo Ciolli su una delle Zuppe di Pesce più straordinarie che esistono nel Mondo: il “Cacciucco”. Una preparazione Culinaria che coinvolge una magnifica e accogliente Città Portuale Toscana come Livorno e le sue Tradizioni.

Un Libro prezioso, sincero e bellissimo che pagina dopo pagina si legge con estremo piacere ma è anche un Libro che si “assaggia” con grande gusto.

https://www.facebook.com/Tagete-Edizioni-111111873916080/

https://www.facebook.com/urbanlivorno/videos/1933433090167619/


La Presentazione......

Il Libro "Cacciucco Storia e Mito di una Citta" di Paolo Ciolli

Intervista Televisiva all'Autore Paolo Ciolli
 
Giorgio Dracopulos e Paolo Ciolli