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giovedì 8 febbraio 2024

BUON “SAN VALENTINO 2024” CON LE DELIZIOSE REALIZZAZIONI DEL MITICO “PECK” DI MILANO.



Khalil Gibran (1883 - 1931), noto Poeta, Pittore e Aforista nato in Libano ma poi emigrato negli Stati Uniti d’America dove successivamente ottenne la Cittadinanza, ci ha lasciato le seguenti suggestive parole: “Se guardi in cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle, non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore”.

Infatti l’amore è uno dei sentimenti più straordinari e struggenti che gli esseri viventi possono provare tanto da essere anche festeggiato in un giorno particolare dell’anno.

La ricorrenza di “San Valentino”, il 14 Febbraio di ogni anno, è festeggiata in gran parte del Mondo come la “Festa degli Innamorati”.

La “Festività” prende il nome dal Santo e Martire Cristiano “Valentino di Terni” e fu istituita nel 496 dal Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica Gelasio I con la volontà di sostituire una precedente festa pagana denominata “Lupercàlia”.

I “Lupercàli” (in Latino “Lupercàlia”) erano una “festività degli Antichi Romani” che si celebrava nei giorni nefasti di Febbraio, mese purificatorio (dal 13 fino al 15), in onore del dio Fauno (divinità, con una forma umana ma con piedi e corna di capra) nella sua accezione di “Luperco” (in Latino “Lupercus”) il protettore del bestiame ovino e caprino. La festività si svolgeva a metà Febbraio, con il suo culmine il giorno 15, una festa legata al ciclo di morte e di rinascita della natura. Febbraio era anche il periodo invernale più freddo nel quale i lupi affamati si avvicinavano agli ovili minacciando le greggi.

Questi giorni di festa erano accompagnati da vari e particolari rituali come mascherate, cortei, burle in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, l'intento era quello di innescare un processo di rinnovamento. Parte di queste manifestazioni ritualistiche è sopravvissuta fino ai nostri tempi e con la mediazione della morale Cristiana ne troviamo tracce nelle tradizioni del Carnevale. Tutto si svolgeva quasi alla fine dell'Anno considerando che i Romani festeggiavano il nuovo anno il Primo Giorno di Marzo.

San Valentino di Terni”, detto anche “San Valentino da Terni” o “San Valentino da Interamna”, è nato (non si conosce la data esatta) a Interamna Nahars, l’antico nome della Città di Terni, oggi collocata nella Regione Umbria. Valentino dopo essersi convertito al Cristianesimo venne ordinato Vescovo di Terni. Recatosi a Roma nel 270 per la predicazione del Vangelo e il tentativo di convertire i pagani fu fermato dai Legionari dell’Imperatore Claudio II (detto il Gotico) che decise di non condannarlo a morte ma di affidarlo a una famiglia nobile, praticamente oggi si direbbe ai domiciliari. Successivamente, visto che la fama del Vescovo continuava a crescere, l’Imperatore Aureliano lo fece arrestare e fu condotto fuori Roma dove subì il martirio e la decapitazione per opera del soldato Furius Placidus il 14 Febbraio 273. Il corpo di San Valentino venne seppellito a Terni grazie a tre discepoli (Procolo, Efebo e Apollonio) nel luogo dove nel corso del IV Secolo fu poi costruita la Basilica a lui dedicata e dove attualmente sono custodite le sue reliquie.

San Valentino è venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica, da quella Ortodossa e anche dalla Chiesa Anglicana, oggi è considerato Patrono degli innamorati e Protettore degli epilettici.

Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il suo messaggio d'amore non si ha nessuna certezza sul come e sul quando “San Valentino” sia diventato specificatamente il Patrono degli innamorati.  

Se pur incerta l'evoluzione storica ci sono alcuni riferimenti i quali fanno ritenere che la giornata di “San Valentino” fosse già dedicata agli innamorati fin dai Primi Secoli del Secondo Millennio. Fra questi, c'è la fondazione in FranciaParigi, il 14 Febbraio 1400, di un “Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai princìpi dell'amor cortese. Il Tribunale aveva la funzione di decidere sulle controversie legate ai contratti d'amore, ai tradimenti e alla violenza contro le donne. I Giudici venivano selezionati tra i Letterati specializzati in poesie d'amore.

Oltre a ciò c’è da considerare che alla metà di Febbraio iniziano i primi segni di risveglio della natura e nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in tale periodo cominciasse l'accoppiamento degli uccelli e quindi l'evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.

Nei Paesi di cultura anglosassone e per imitazione anche altrove uno dei tratti principali della “Festa di San Valentino” è diventato lo scambio di “Valentine” i bigliettini d'amore spesso sagomati a forma di cuore o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell'amore romantico (per esempio la colomba o l'immagine di Cupido con arco e frecce). A partire dal XIX Secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati a questa ricorrenza. La “Greeting Card Association” ha valutato in circa un miliardo di biglietti d'auguri quelli che ogni anno vengono spediti il 14 Febbraio.

Nella seconda metà del XX Secolo il processo di commercializzazione della “Festa di San Valentino” si è diffusa sempre di più e i biglietti amorosi hanno iniziato a essere accompagnati quasi sempre da regali, come mazzi di fiori, gioielli o scatole di cioccolatini.

Ecco che per questo “San Valentino 2024” Vi racconto proprio delle gustosissime novità di cioccolato preparate appositamente dal super famoso negozio “Peck” di Via Spadari 9 a Milano.

Peck nasce nel lontano 1883 in Via Orefici 2 (vicinissimo alla Sede attuale) grazie all’impegno di Francesco Peck. In quell’Anno Francesco Peck esperto salumiere proveniente dalla Città di Praga, oggi Capitale della Repubblica Ceca ma allora facente parte dell’Impero Austro-Ungarico (1867 - 1919), decise di aprire un Laboratorio per la produzione, e la conseguente vendita al dettaglio, di carni affumicate e salumi di Tradizione Tedesca.

Con alle spalle una lunghissima storia ricchissima di successi e vari passaggi di Proprietà il GruppoPeckoggi è guidato dal bravo Pier Leone Marzotto il più giovane dei Figli del Conte Pietro Marzotto che nel Mese di Aprile 2013 ha rilevato l’Azienda. “Peck” in oltre 140 anni ha dato vita a straordinari Negozi e Ristoranti (in Italia e all’Estero) diventando meta di una Clientela Internazionale e la sua fama non conosce confini.

Esperienza, amore, passione e creatività sono alla base delle magnifiche realizzazioni di Pasticceria diPeck” che, grazie anche all’eccellenza delle materie prime, rendono da sempre uniche le proposte del Brand Milanese.

Da “Peck” per la “Festa di San Valentino 2024”, grazie al bravissimo Pastry Chef Milanese Galileo Reposo (classe 1978) e la sua squadra di Maestri Pasticceri, vengono proposte alcune deliziose creazioni per la gioia degli innamorati.

Per il 14 Febbraio 2024Peck” ha scelto di interpretare “l’amore” con alcune nuove, bellissime e buonissime realizzazioni di alta pasticceria, inedite idee regalo che esplorano nuove forme, colori e gusti: uno scrigno che racchiude dolci praline a forma di cuore e un’irresistibile monoporzione dai sapori esotici:

- “Lo Scrigno - Il pensiero più dolce, lo stupore più grande”: Uno speciale scrigno realizzato in fine cioccolato fondente che racchiude in sé golosi cuori in due differenti varianti, al lampone per dare un tocco di freschezza e al peperoncino per un guizzo di passione;

- “Cuore Rosso e Cuore Bianco”: Una morbida mousse al cioccolato al latte 40% che racchiude un cuore cremoso al mascarpone profumato al lemongrass, mele Fuji (una particolare varietà di mele creata in Giappone negli Anni Trenta) messe a riposo nel cassis e soffice biscuit alla mandorla e limone, il tutto su una base di frolla friabile. 

Anche per questo 14 Febbraio 2024Peck” ha voluto ripresentare la “Tavoletta I Love You” che tanto successo ha riscosso l’anno passato. Una speciale tavoletta di cioccolato bianco puro non zuccherato “ivoire” al 35% che diventa una tela incorniciata di cioccolato e che si fa portavoce di un messaggio d'amore scritto a mano sempre unico, come unico è l’amore.

Posso solo aggiungere che auguro a tutti Voi un felicissimoSan Valentino 2024con le specialissime e deliziose realizzazioni del miticoPeckdi Milano.

https://www.peck.it/

https://www.youtube.com/watch?v=7YXaJH0srMU


"Lo Scrigno" (Foto Peck)

"Cuore Rosso" (Foto Peck)

 "Cuore Bianco" (Foto Peck)

"Tavoletta I Love You" (Foto Peck)

Novità "Peck" per San Valentino 2024 (Foto Peck)

venerdì 11 giugno 2021

“MADRID FUSIÓN 2021 - GASTRONOMÍA CIRCULAR”: “LA CUCINA DELL’APPENA RACCOLTO E CUCINATO”.



L’Edizione 2021 del Vertice Internazionale EnogastronomicoMadrid Fusiónsi è svolta, nel Padiglione 14 della Fiera di Madrid, nei giorni di Lunedì 31 Maggio, Martedì 1 Giugno e Mercoledì 2 Giugno

In quasi tutte le altre Edizioni la sede era stata quella del vicinissimoPalazzo Municipale dei Congressi”.

Causa le note difficoltà del periodo di “pandemia mondiale” il Congresso è stato posticipato rispetto ai soliti tre giorni che ricadevano solitamente nelle due ultime settimane di Gennaio.

La Fiera di Madrid (IFEMA) è, con i suoi 200.000 metri quadri suddivisi in padiglioni, il principale Ente Fieristico e Centro Congressi della Spagna. Ogni anno, in periodi normali, la Fiera ospita un’ottantina di Manifestazioni che coinvolgono circa 42.000 Aziende. Eventi professionali specializzati di rilevanza Nazionale e Internazionale che richiamano oltre 4,5 milioni di Visitatori. Un complesso enorme, modernissimo, super dotato per ogni possibile esigenza con 100 sale riunioni e 14.000 posti auto.

La Fiera è ubicata dal 1991 nella nuova e avveniristica zona di “Campo de las Naciones” uno dei fulcri finanziari della Città di Madrid, un quartiere caratterizzato da ottimi collegamenti: l’estrema vicinanza all’Aeroporto Internazionale di Barajas, la fermata della metropolitana e un servizio ininterrotto di mezzi pubblici e taxi. 

Nella Diciannovesima Edizione del Congresso Internazionale di GastronomiaMadrid Fusión”, per la prima volta nella storia dell'evento, i partecipanti hanno potuto scegliere tra due modalità: recarsi di persona alla Fiera oppure seguire le varie conferenze attraverso una potente piattaforma digitale. L'incontro di quest'anno ha puntato maggiormente su un'esperienza dal vivo che ha  previsto numerose attività a cui partecipare e più spazi di formazione, sempre nel rispetto di rigorosi standard di sicurezza sanitaria di contrasto al Covid-19.

Tra i Patrocinatori Istituzionali dell’Evento il Comune di Madrid, l’Instituto De Comercio Exterior (ICEX) e Turespaña.

Si definisce “Cucina Fusion” l’armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti da Paesi anche molto lontani tra di loro.

L’intenzione e lo spirito Congressuale è stato come sempre quello d’individuare, nel Mondo, i nuovi percorsi della Gastronomia.

Madrid Fusión 2021” ha ruotato intorno all’asse tematico prescelto per questa Edizione: la “Gastronomía circular”. La “Gastronomia circolare” è la cucina dell’appena raccolto e cucinato, il ciclo breve dei prodotti e l'uso qualificato delle risorse.  

Il Vertice Internazionale di Enogastronomia, iniziato con l’intervento di apertura del suo Presidente e fondatore José Carlos Capel, si è svolto, coinvolgendo contemporaneamente tutti gli ampi spazi dei Padiglioni interessati, su vari fronti.

Nell’Auditorium e sul palco Polivalente si sono susseguiti gli “Show Cooking”, presentazioni culinarie di famosi Chef provenienti da moltissime parti del Mondo, interessanti dibattiti con personaggi illustri della gastronomia Internazionale, concorsi Nazionali e Internazionali, oltre ad affascinanti filmati che presentavano mondi e metodi lontani.

Molte le premiazioni nei vari Concorsi della Manifestazione tra i quali il “Premio Cocinero del Año 2021 en Europa”, vinto dallo Chef Spagnolo Ricard Camarena del RistoranteRicard Camarena” (Due Stelle Michelin) di Valencia, e il “Premio Cocinero Revelación 2021” vinto da due giovanissimi Chef Spagnoli, Javier Sanz e Juan Sahuquillo, del RistoranteCañitas Maite” ubicato nel Comune di Casa-Ibáñez in Provincia di Albacete.

All’interno della Manifestazione anche la Seconda Edizione del “Madrid International Pastry” (MIP), il Congresso dedicato alla Panetteria, al Cioccolato e alla Pasticceria. Nella tre giorni sono stati affrontati con dei seminari specifici problemi come il “pane del futuro” e la “sostenibilità ed etica nel Mondo del cacao”.

Nei vari spazi si poteva assistere a conferenze stampa, degustazioni e incontri gastronomici con altri Paesi.

Hanno portato il loro contributo intervenendo al Congresso Madrid Fusión 2021” e dando il meglio della loro arte culinaria moltissimi super prestigiosi Chef provenienti da ogni parte del Mondo come l’Argentino Mauro Colagreco del RistoranteMirazur (Tre Stelle Michelin) a Mentone in Francia, gli Italiani Davide Caranchinidel RistoranteMateria”, e Diego Rossi della Trattoria MilaneseTrippa”, l’Americano  Flynn McGarry  del RistoranteGem”, l’Australiano Joshua Niland del RistoranteSaint Peter”, l’Equadoregno Juan Sebastián Pérez del RistoranteQuitu” che guida il movimento ‘”Chef to farm” nella Capitale dell’Ecuador la Città di Quito, il Tedesco Björn Swanson del RistoranteFaeltdi Berlino, il Liberiano/Libanese Alan Geaam del Ristorante PariginoAlan Geaam”, oltre a Juan Luis Martínez e José Luis Saume del RistoranteMérito”, ubicato a Lima Capitale dell’Ecuador, che hanno portato una cucina fatta con mix di influenze Venezuelane e Peruviane.

Insieme a loro molti grandi Chef Spagnoli hanno contribuito con la loro partecipazione: Joan Roca, Elena Arzak, Andoni Luis Aduriz, Eneko Atxa, Oriol Castro, Eduard Xatruch, Mateu Casañas, Javier García, Rodrigo de La Calle, Martina, Clara e Carlota Puigvert, Fina Puigdeval, Xavier Pellicer, Pedro Sánchez, solo per nominarne alcuni.

Altri importanti Chef Spagnoli hanno partecipato come relatori riguardo ad un migliore impiego delle risorse: Xavier Pellicer, Ignacio Echapresto, Pedro SánchezÁngel León, e Ricard Camarena.

Nell’ambito del Congresso è stato presentato “Chef Relief Training” un Progetto di formazione per cuochi gestito in tutto il mondo da “World Central Kitchen” (WCK), una ONG guidata dagli  Chef José Andrés e Javier García, che fornisce un pronto sostegno in caso di gravi crisi o calamità causate dal cambiamento climatico.

In contemporanea si sono svolte importanti e numerose iniziative intraprese da centinaia di Espositori presenti: ovunque erano stati allestiti gli Stand Enogastronomici Spagnoli e Internazionali in rappresentanza di tutto ciò che si può collegare al settore in questione.

Per conoscere il meglio delle Tradizioni Gastronomiche Spagnole anche quest’anno un’ampia area è stata dedicata a “Saborea España” con molte zone di assaggio e un susseguirsi di eventi gestiti dalla “Federacion de Cocineros y Reposteros de España” (FACYRE).

In parallelo incontri e straordinarie degustazioni alla Prima Edizione diMF The Wine Edition”, tutto sul Mondo del Vino Internazionale, e “The Drinks Show” per immergersi nel fascino della  “mixology”.

Il Congresso si è concluso nella serata di Mercoledì 2 Giugno 2021.

Anche l’Edizione 2021 di “Madrid Fusión” è stata un grande successo, visto anche il difficile momento pandemico, confermato sia dalla partecipazione di centinaia di Chef (con decine di Stelle Michelin), di migliaia di Congressisti e Giornalisti (tra quelli in presenza e quelli collegati) oltreché dall’affluenza di moltissimi Visitatori.

Tutti, per tre giorni, hanno potuto effettuare un’affascinante, magico e gustosissimo viaggio attraverso il meglio dellaCultura Gastronomica Spagnola e del resto del Mondo”.

https://www.madridfusion.net/       

https://www.youtube.com/watch?v=kn6siQMcXSQ

https://www.youtube.com/watch?v=PlFgW2JhIek  


Il Presidente José Carlos Capel (Foto MF)

Innovazione e Fantasia (Foto MF)

La Cucina Tradizionale Spagnola (Foto MF)

Lo Chef Ángel León e il suo "Jamon Marino" (Foto MF)

Preparazione dello Chef Mauro Colagreco - 3 Stelle Michelin (Foto MF)

Preparazione dello Chef Joan Roca - 3 Stelle Michelin (Foto MF)

Preparazione dello Chef Alan Geaam - 1 Stella Michelin (Foto MF)

Chef Elena Arzak - 3 Stelle Michelin (Foto MF)

"Premio Cocinero Revelación 2021" (Foto MF)

"MF The Wine Edition" (Foto MF)

"The Drinks Show" (Foto MF)
 
Molta Partecipazione Anche in Presenza (Foto MF)

Madrid Fusión 2021 (Foto MF)

sabato 6 febbraio 2021

RISTORANTE “20 POSTI” IN CENTRO A EMPOLI (FI): PREMUROSA ACCOGLIENZA E DELIZIOSA CUCINA.




La Regione Toscana è uno dei Territori più belli e ammirati del Mondo, il suo cuore è la Città Metropolitana di Firenze che è stata istituita l’8 di Aprile 2014 ed è diventata ufficialmente operativa da Giovedì 1 Gennaio 2015 raggruppando nel suo Territorio ben 41 Comuni. Tale fatto ha eliminato la preesistente Provincia di Firenze che era nata il 9 Marzo del 1848.

Uno dei Comuni della Città Metropolitana di Firenze è Empoli.

Empoli è un antico centro abitato ubicato nella pianura del Valdarno Inferiore, la Valle percorsa dal Fiume Arno nel tratto tra Montelupo e Pisa.

Le prime tracce del nome di Empoli si ritrovano, all’inizio dello VIII Secolo, nel nome “Empolum” (o Empolis) con riferimento a un antico Castello ivi ubicato. Dai ritrovamenti archeologici risulta che la zona era abitata in modo stabile già in Epoca Etrusca (dal IX al I Secolo a. C.) e maggiormente poi nella tarda Età Repubblicana Romana (primi decenni dopo Cristo): un complesso abitativo che si sviluppava attorno alla strategica attività fluviale e al commercio.

La Cittadina di Empoli, a partire dall’VIII/IX Secolo, è cresciuta attorno al nucleo centrale denominato “Piazza Farinata degli Uberti”. La Piazza è comunemente chiamata anche “Piazza dei Leoni” visto che attorno alla Fontana, ubicata al centro della Piazza stessa, sono scolpiti quattro grandi leoni accucciati.

Una Piazza estremamente affascinante circondata da un particolare e antico porticato oltre ad alcuni importanti e storici Palazzi come il Palazzo Pretorio e il Palazzo Ghibellino, su tutti sovrasta la facciata della Collegiata di S. Andrea, principale luogo di culto cittadino risalente (per la parte iniziale) al XII Secolo, ubicata al culmine di una breve e ampia scalinata: al suo interno si trovano alcune splendide e pregevoli opere d’arte.

 “Piazza Farinata degli Uberti” comunica con le parallele Vie del Giglio e Giuseppe Del Papa attraverso quattro Vicoli in corrispondenza degli angoli della Piazza, da cui il nome di “Canti”. I “quattro canti” in senso orario, dall’alto a sinistra, sono: Canto Guelfo, Canto del Pretorio, Canto degli Zolfanelli, Canto Ghibellino.

Ecco che uscendo dalla Piazza attraverso il “Canto Guelfo” ci si immette sulla destra in Via del Giglio che a sua volta incrocia, dopo alcune decine di metri, Via Cosimo Ridolfi, svoltando a sinistra su questa strada dopo poco si trova, sempre sulla sinistra, una stradina stretta senza sbocco denominata Via delle Murina.  

In Via delle Murina al Civico 4/A c’è il nuovo Ristorante 20 Posti”.

L’Odonimo (termine indicante il nome proprio assegnato a una Via, Piazza, ecc.) “delle Murina” rimanda chiaramente all’antico circuito murario Cittadino. La Via infatti è parallela alla vicina Via Chiara e segue il tracciato delle abitazioni sorte lungo il “pomerio” (spazio di terreno non edificabile che correva lungo le mura di una fortezza all'esterno e all'interno di essa) del tratto settentrionale delle mura quattrocentesche. Il toponimo Murina, o delle Murina, è attestato fin dai primi decenni dell’800 nella Cartografia tecnica e negli elenchi stradali di Empoli

Il Ristorante20 Posti” è stato inaugurato da pochi mesi, precisamente Lunedì 8 Giugno 2020 ma a causa delle restrizioni dovute al difficile periodo pandemico Mondiale ha dovuto restare chiuso, come tutti gli esercizi Toscani/Italiani, per molto tempo: dall’ Ottobre 2020 a dopo la prima settimana di Gennaio 2021.

Il Ristorante è nato per la ferrea volontà e la grande passione di due giovanissimi: Giovanni Avano e la sorella più grande Claudia.

Giovanni e Claudia sono nati nella splendida Regione Campania a Torre del Greco (Città Metropolitana di Napoli), Giovanni il 5 Settembre 1996 e Claudia il 30 Gennaio 1993.

Quando è nato Giovanni la sua Famiglia (Babbo Francesco, Mamma Giuseppina e la Sorella Claudia) si era trasferita da un certo tempo in Calabria, per motivi di lavoro, a Scalea in Provincia di Cosenza. Nascere a Torre del Greco però era fondamentale sia per tradizione di Famiglia sia per la presenza del Medico di fiducia di Mamma Giuseppina.

Nel 2002 Mamma Giuseppina che è insegnante venne assegnata a una Scuola di Empoli ed ecco che tutta la Famiglia Avano affrontò il nuovo trasferimento in Toscana.

Giovanni finite le Scuole dell’Obbligo, decise sua sponte, seguendo un innato amore per le cose buone, frutto di tanti manicaretti preparati da Nonna Tina e dalla sua Mamma, di frequentare, con successo tra il 2010 e il 2016, l’Istituto Alberghiero (ISISS) “Federigo Enriques” di Castelfiorentino (FI).

Giovanni Avano dopo un periodo da Stagista presso il conosciuto RistoranteMolo Settantatré” di Empoli ha iniziato a lavorare nelle Cucine di importanti locali della Versilia, Firenze, San Minato ed Empoli. Una delle esperienze più importanti è stata quella al RistoranteLa Magnolia” (Una Stella Michelin), del lussuosissimo Hotel Byron di Forte dei Marmi (LU), al fianco di un grandissimo Chef come Cristoforo Trapani.

Ma la voglia di crescere e di creare in Giovanni era molto forte: ritenendo che a Empoli mancasse un punto di Ristorazione di livello accompagnato da una particolare e super curata accoglienza ha deciso di affrontare, anche in acque burrascose come questo periodo, l’apertura del suo primo e nuovo Locale il20 Posti”.

Le difficoltà sono state enormi visto che le regole sanitarie imponevano vincoli di tutti generi che hanno fatto diventare i lavori e le pratiche burocratiche quasi una “missione impossibile”. Tutto ciò che poteva essere fatto in proprio è stato realizzato da Giovanni e suo Padre Francesco, anche le Ditte specializzate intervenute nei lavori sono state tutte seguite in prima persona da Giovanni che ne ha regolato le scelte.

Claudia Avano dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori ha frequentato l’Università a Firenze dove nel 2017 si è Laureata inServizi Giuridici e Diritto degli Enti Locali”. Due settimane dopo tale Evento è entrata a lavorare per la Stagione Estiva in una Pizzeria di Empoli scoprendo e appassionandosi al fatto di quanto fosse piacevole stare al servizio e a contatto delle persone.

Successivamente avrebbe dovuto iniziare un tirocinio professionale legato alla sua Laurea ma il blocco delle attività causa pandemia Le ha fatto prendere la decisione di andare ad aiutare il Fratello al nuovo Ristorante.

Il Ristorante20 Posti” si presenta come una vera “suggestiva bomboniera” da quanto è raccolto e piacevolmente accogliente: dalla porta d’ingresso a vetri (si entra suonando il campanello) un breve corridoio con in fondo un piccolo bancone, sulla destra l’unica Sala, ovviamente da 20 posti, sulla sinistra la Cucina a vista.

Nella Sala su una parete a mattoni a vista c’è una grande scritta con una frase di Giovanni Avano: “è tutta questione di equilibrio nella vita come in cucina, questo è il segreto”.

Ogni particolare dagli arredi all’apparecchiatura è molto curato e si nota il delicato tocco femminile di Claudia.

La Carta dei Vini è molto selezionata una trentina di Etichette tra Bollicine Italiane, Champagne, Vini Bianchi, Rosati e Rossi dalla Toscana e da altre Regioni Italiane. Ci sono anche due Vini Rossi delle verechiccheInternazionali: “Gratavinum 2πR 2017Priorat Denominació d'Origen Qualificada (DOQ) dell’Azienda Biodinamica Spagnola Parés Baltà con 220 anni di Storia e “Dar Richi 2017” proveniente dalla Bekaa Valley del Libano. Una Carta dei Vini che prevede anche il servizio al calice: i prezzi sono molto interessanti.

Il Ristorante in alternativa ai Vini offre la possibilità di abbinare ai piatti una scelta tra 7 selezionatissimi Whisky anche molto invecchiati.

Intrigante anche la Carta dei Caffè realizzata in collaborazione con la Torrefazione Artigianale Trinci.

Il Menu alla Carta suggerisce anche due simpatici percorsi degustazione: “Fattell Tu3 portate a scelta del Cliente e “Come mi sveglio la mattina5 portate a mano libera dello Chef. La scelta è di Mare e di Terra.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima Bottiglia di Vino Bianco: “Costa del Vento 2016”, 100% da Uve Timorasso (Vitigno Autoctono a Bacca Bianca  della Zona dei Colli Tortonesi in Piemonte), 14% Vol., prodotto da un’Azienda super premiata “Vigneti Massa” di Walter Massa, un Vignaiolo coraggioso e indipendente padre e pioniere del “Timorasso dei Colli Tortonesi”.

Prima del Vino è stato servito un gustoso “Vermouthfatto in Casa a base di rum bianco aromatizzato al pepe di Sichuan, bacche di ginepro e anice stellato.

In Tavola il fragrante Pane della Casa ai vari sapori: con Riso Venere, Barbabietole, Curcuma e Semi di Lino.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Baby melanzana cotta a bassa temperatura, piastrata e affumicata, salsa di pomodorini rossi del piennolo del Vesuvio, scarola riccia e sale Maldon;

- “Pensavo fosse pasta, patate e cozze” - Pasta mista soffiata di Gragnano, cozze in umido, spuma di cozze, brunoise di patate, menta;

- “Solido, liquido e gassoso” - Uovo pochè croccante, friarielli spadellati, ricotta di bufala mantecata al limone, spuma di tuorlo e polvere di capperi;

- “Irresistibile scioglievolezza 2.0” - Battuta di pecora tagliata al coltello, cipolla di Tropea marinata, gelato al Gorgonzola Dolce D.O.P., crumble e gel di Olive Taggiasche;

- “Faccio il giro lungo da nord a sud” - Tubetti corti rigati “Benedetto Cavalieri”, baccalà Islandese, basilico, pomodorini rossi del piennolo, olive Taggiasche piccanti;

- “A-mare” - Linguine selezione “Pastificio dei Campi”, vongole veraci, gamberi rossi di Mazara del Vallo, limone di Sorrento;

- “Per ogni riccio un capriccio” - Riso Carnaroli “Riserva San Massimo”, burro acido, pomodorini gialli a pacchettelle, ricci di mare, polvere di capperi;

- “Occhio di Triglia” -  Triglia di scoglio impanata con pane panko (pangrattato di pane bianco tipico della Cucina Giapponese), crumble di taralli, gel di basilico, gel di Aglio Nero da Aglio di Voghera D.O.P., gel di pomodorini rossi del piennolo;

- “Bbeh” - Agnello della Nuova Zelanda, morbido di patate, nocciole arrostite, cipollotto di Tropea I.G.P. in agro;

- “Friariello underground” - Friariello spadellato nel burro su pasta sfoglia, gelato al caramello salato e anacardi, crumble.

Tutto veramente molto buono e ben presentato. Per quanto riguarda il “Friariello underground” devo aggiungere che degustarlo è stata una straordinaria e deliziosa esperienza: una preparazione di altissimo livello.

Tutto il buono si ritrova anche nelle diverse preparazioni sottovuoto e da asporto della Casa che vengono preparate con molta cura.

La Cucina del giovanissimo Chef Giovanni Avano è fatta di passione e dedizione, un concentrato di piacevole contemporaneità: la tradizione, l’innovazione, il territorio, la terra di origine, il mondo e le esperienze fatte si uniscono con delicatezza ed equilibrio dando un ottimo risultato.

In Cucina lo Chef è supportato dal bravo Lowie Velan (classe 1997) di Empoli.

Il Servizio di Sala è stato svolto con la massima attenzione, gentilezza e precisione dalla “DottoressaClaudia Avano, Maître per passione, insieme a un’altra giovanissima: Mariarita Romano (classe 2000) di San Miniato (PI).

Al Ristorante20 Postiin Centro a Empoli (FI) ho trovato una premurosa accoglienza e una deliziosa cucina.

https://ristorante20posti.it/


La "Dottoressa” Maître Claudia Avano

La Sala

Lo Chef Giovanni Avano

"Entrée"......

"Pensavo Fosse Pasta, Patate e Cozze"... (Foto Luca Managlia)

"Solido, Liquido e Gassoso"...... (Foto Luca Managlia)

"Irresistibile Scioglievolezza 2.0"......

"Faccio il Giro più Lungo da Nord a Sud" (Foto Luca Managlia)

"A-mare"......

"Per Ogni Riccio un Capriccio"......

"Occhio di Triglia"...... (Foto Luca Managlia)

"Bbeh"......

"Friariello Underground"......

Preparazioni Sottovuoto e da Asporto della Casa

Claudia e Giovanni Avano, Giorgio Dracopulos, Mariarita Romano, 
Lowie Velan (Foto Luca Managlia)

 

martedì 17 settembre 2019

DAL 1996 ROBERTO CASTAGNER SI DEDICA, CON ESTREMA PASSIONE ED ECCEZIONALI RISULTATI, ALLA MAGICA ARTE DELLA DISTILLAZIONE.




Oggi vi racconto alcune cose di una delle Aziende che è ai vertici della produzione Mondiale di Grappa

Ma prima facciamo il punto sull’argomento.

Il termine “distillazione” etimologicamente significa “separazione goccia a goccia”. 
La “distillazione” è un procedimento antichissimo (si narra fosse già noto addirittura agli Egiziani) che viene utilizzato per separare “sistemi omogenei di composizione” (sostanze pure), da una miscela eterogenea, sfruttando la differenza dei punti di ebollizione specifici delle sostanze stesse.

Anche se esistono tracce più antiche, la “distillazione” (come la conosciamo oggi) per la produzione di bevande alcoliche, è stata introdotta nell’ Europa Medievale nel XII Secolo a seguito della traduzione dall’Arabo di alcuni trattati chimici. 
Arabi e Persiani usavano già tali tecniche, a partire dal VIII Secolo d.C., per produrre alcool puro.

Unantichissima ricetta del 1200 così recita
“Mescolando vino fortissimo e puro, con tre parti di sale e riscaldando, in recipienti adatti allo scopo, si ottiene un’acqua infiammabile”.

In Italia il primo testo conosciuto, che ha trattato scientificamente e tecnologicamente la produzione del distillato di vino, è il “De Conficienda Aqua Vitae” scritto dal medico umanista, scienziato e scrittore fecondissimo Giovanni Michele Savonarola (Padova 1385 - Ferrara, 1468). 
Una curiosità: 
era il prozio del Frate Domenicano Girolamo Savonarola impiccato e bruciato sul rogo, il 23 Maggio 1498, come “eretico scismatico e per aver predicato cose nuove”.

Erano Secoli in cui l’ “acqua vitae” (acqua di vita) era utilizzata principalmente per uso medico. Successivamente, nelle campagne, iniziò a essere usata dai braccianti anche per riscaldarsi nella stagione fredda.

Il termine “grappa” deriva dal fatto che nei Territori Veneti e limitrofi si chiama “graspo” il raspo dell’uva.

La produzione di “grappa” (acquavite estratta dalla buccia dell’uva comprensiva dei vinaccioli, ovvero i semi, la  “vinaccia”, prodotta e vinificata esclusivamente in Italia) veniva inizialmente effettuata tramite alambicchi a bagnomaria o a fuoco diretto con un metodo artigianale discontinuo (in batch), che prevede il carico della miscela da trattare nell’apparecchiatura prima di iniziare il processo di distillazione.

Ma è alla fine del 1700 che in Italia si sviluppò la “distillazione moderna” con l’introduzione della “distillazione a vapore”. 

La classificazione della Grappa avviene anche attraverso il tipo di lavorazione e di affinamento.

Il processo di “distillazione” si attua attraverso un antico apparecchio denominato “alambicco”. Etimologicamente deriva dall'Araboal-’ambiq” (distillare), e dal Grecoαμβιξ” (ambix = tazza), attraverso il Latino Medievale alembicus” dal Francese antico “alambic”. 

L’Alambicco è composto da una caldaia collegata, attraverso un tubo, a una serpentina di raffreddamento, alla fine della quale esce il distillato desiderato.

Ma torniamo all’AziendaCastagner”, ubicata in Via Bosco 43 nella Frazione di Visnà nel Comune di Vazzola, a circa 13 Km. da Conegliano in Provincia di Treviso.

Roberto Castagner (classe 1954), di professione Enologo e Mastro Distillatore, dopo aver lavorato per 20 anni in una Distilleria della Famiglia Maschio ha deciso di mettersi in proprio con l’obbiettivo di portare una ventata innovativa e decisamente migliorativa sia nei processi produttivi che nei prodotti finiti.

Per tale scopo, nel 1996, ha rilevato una Distilleria facendola diventare la “Roberto Castagner Acquaviti”.

La Distilleria sorge alle pendici delle Colline del Prosecco Superiore D.O.C.G.Conegliano Valdobbiadene” e non è distante dallo storico Istituto Statale di Istruzione Secondaria SuperioreG. B. Cerletti” (mitica Scuola Enologica dal 1876) proprio dove Roberto Castagner si è diplomato Enologo.

Per i primi due anni di vita la Distilleria si è dedicata alla produzione per conto terzi e a quella del prodotto sfuso, ma dal 1998 si è iniziato a imbottigliare.

Oggi l’Azienda con i suoi 55.000 mq., suddivisi tra impianti di distillazione, magazzini di invecchiamento, impianti per l’imbottigliamento (3 linee, uno dei più importanti d’Italia) e lo stoccaggio dei prodotti finiti, è la più grande Distilleria del Veneto e produce circa il 17% di tutta la produzione Nazionale di Grappa di Qualità
Si è passati dalle 500.000 bottiglie del 2001 a circa 2 milioni di bottiglie.

Importante è anche l’esportazione che si aggira intorno all’8% di tutta la produzione e che riguarda Nazioni come Russia, Brasile, Stati Uniti, Canada, Corea, Libano e Argentina, oltre all’Europa intera.

Gli impianti di produzione sono quanto di più moderno ed innovativo oggi si possa realizzare, molti di essi , inoltre, sono stati oggetto di progettazione e di sviluppo interno da parte dello Staff Tecnico-scientifico su cui l’Azienda ha sempre investito per garantirsi sviluppi competitivi, efficienti e all’avanguardia.

Tutti i Prodotti Castagner sono seguiti e curati con la massima attenzione e grandissima passione in ogni particolare. 
Le analisi e i controlli si susseguono a partire dalle vinacce fino ai prodotti imbottigliati. Certificazioni e tracciabilità sono poi le garanzie che fanno di “Castagnerun’Azienda sempre all’avanguardia nel rispetto per l’ambiente.

Roberto Castagner accetta solo vinacce che arrivino in Azienda non più tardi delle otto ore dalla svinatura se uve rosse e dalla pressatura soffice se uve bianche.
Per la conservazione usa il sistema da lui inventato definito “Grappasystem”: 
l’immissione in un tunnel plastico alimentare delle vinacce che permette la salvaguardia della loro freschezza per diversi mesi in un ambiente privo di ossigeno.

Poi nella fase della distillazione Roberto Castagner ha perfezionato una tecnologia denominata “K-selettiva” (K = coefficiente evaporativo) in cui, attraverso  le sue esclusive “Colonne di Rame” e per mezzo del vapore acqueo, riesce ad ottenere un prodotto dalle caratteristiche aromatiche, e non solo, decisamente uniche.

Ma la ricerca migliorativa e la sperimentazione di Castagner non ha posa tantoché ha anche sostituito, in un alambicco, il classico piatto di rame con uno di “oro massiccio”.
A partire poi dalla Vendemmia 2017 è stata introdotta un’ulteriore tecnologia che permette di separare i vinaccioli dal pedicello delle bucce dell’uva. 
L’impianto denominato “Buccia Pura” prepara alla distillazione una materia prima senza parti legnose, riducendo la nota tannica e raggiungendo risultati di pulizia e fragranza del tutto eccezionali e mai conseguiti prima.

L’Azienda usa sia impianti di distillazione definiti comuni o continui (dove il ciclo avviene automaticamente senza interruzioni) di loro progettazione, sia per alcune produzioni speciali quelli discontinui (caldaiette a vapore e a bagnomaria).

La delicata fase dell’affinamento prevede per la “grappa bianca” un periodo di alcuni mesi in vasche di acciaio inox, mentre per l’invecchiamento il periodo, trascorso nella “barricaia” con circa 2000 barrique di rovere o ciliegio, varia tra i 12 mesi e i 15 anni

Tutta la Produzione diCastagner” ha un confezionamento davvero molto bello a partire dalle bottiglie artistiche di vetro in tutti i formati e nelle varie tipologie.
Per non parlare dei preziosi bicchieri specifici, ideati appositamente, come “Bolla” ed “Elisse”.

Tra i molti prodotti davvero speciali e “modernissimi” sono rimasto colpito, tra gli altri, dalla vera e propria delizia olfattiva e gustativa della “Grappa Riserva Fuoriclasse Leon 7 Anni”.

La “Linea Fuoriclasse” rappresenta la produzione più esclusiva di Grappe invecchiate.
Una Linea talmente importante da far nascere nel 2006, sempre grazie a Roberto Castagner, il “Premio Fuoriclasse”. 
Un prestigioso riconoscimento che ogni anno viene dato a personaggi Italiani che in qualsiasi campo dell’attività umana grazie al loro ingegno arricchiscono la società diventando nuovi punti di riferimento per la collettività. 
Il Premio ha un “Albo d’Oro” straordinario.

Quelle di “Castagner” sono molto di più che semplici grappe di qualità, rappresentano l’espressione artistica di un grande Maestro e per tale motivo hanno ricevuto negli anni un’infinità di importantissimi Premi, Nazionali e Internazionali.

Roberto Castagner ha tre Figli, Giovanni, Giulia e Silvia, oltre a tre bellissimi Nipotini
Gaia, Filippo e Viola
Con Castagner collaborano in Azienda con la stessa passione le sue due Figlie e anche il Nipote Carlo, anche lui diplomatosi Mastro Distillatore alla Scuola EnologicaG. B. Cerletti”.

Non posso che chiudere con le parole sincere e sentite dello stesso Mastro Distillatore Roberto Castagner
Diventare Distillatore è stata la decisione fondamentale della mia vita. Una scelta dettata da una passione vera, fatta di grandi sacrifici e amore infinito per questo mestiere, con una grande ambizione di fare sempre meglio per arricchire il Mondo di nuovi piaceri, lasciando cosi anche la mia impronta”.





"Castagner": in Ogni Momento la Massima Attenzione
(Foto Castagner)

Roberto Castagner nella Barricaia.
(Foto Castagner) 

Castagner: "Bolla" il Bicchiere.
(Foto Castagner)

Giorgio Dracopulos con Castagner Fuoriclasse 
 "Leon Grappa Riserva 7 Anni"

"Castagner Fuoriclasse": Leon Grappa Riserva 7 Anni. 

Famiglia Castagner: Giulia, Carlo, Roberto, 
Giovanni, Silvia e i Nipotini Gaia, Filippo e Viola. .
(Foto Castagner)