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domenica 27 ottobre 2024

“FLAMENCO DE LEONES” A MADRID: IL GRAN CAFÉ CANTANTE DOVE LA MAGIA DEL FLAMENCO SI ACCOMPAGNA AI MIGLIORI SAPORI DELLA CUCINA SPAGNOLA.




Ho sempre sottolineato quanto amore ho per la Spagna e in particolare per la sua Capitale la magnifica Città di Madrid a cui sono legato da moltissimi piacevoli ricordi di anni e di lunghi soggiorni. Madrid è sicuramente la Grande Città che amo di più al Mondo: è stato un amore immediato, sbocciato più di 40 anni fa, quando la visitai per la prima volta.

Madrid è super affascinante e accogliente, ricca di bellezze naturali, architettoniche e culturali, ed è anche sede di un’importantissima Università. La sua lunga storia le ha dato una grande signorilità e fascino in abbondanza. A Madrid convivono parchi e giardini, musei e gallerie, edifici carichi di storia e palazzi super moderni, monumenti bellissimi, piazze e luoghi caratteristici, zone commerciali estremamente tradizionali e altre super tecnologiche e attrezzate.

A Madrid le feste sono di casa, abbondano divertimenti diurni e notturni, non ci si può certo annoiare. Qui l’eccellente Ristorazione e l’ottima Gastronomia sono solide basi culturali che danno vita a moltissimi suggestivieventi”. In questa magnifica Città ci sono alcuni Ristoranti tra i più famosi al Mondo con relativi Chef ancheSuper Stellati” e molti di loro sono miei amici.

Ma soprattutto, a Madrid, quello che mette a proprio agio è la straordinaria simpatia, gentilezza e gioia di vivere della popolazione

Ecco, un Locale che riunisce proprio queste due qualità, ottima cucina e gioia di vivere e divertirsi si chiamaFlamenco de Leones” ed è ubicato al Civico 4 diPlaza de la Independencia”, una delle Piazze più belle e ricche di fascino di Madrid. La bellissima e grande “Plaza de la Independencia” ha al centro un monumento che è il simbolo della Città stessaPuerta de Alcalá”, e ha anche uno stretto legame con l’Italia visto che la "Puerta" è stata edificata su progetto dell’Architetto Italiano Francesco Sabatini (1722 - 1797).

Puerta de Alcalá” è una maestosa struttura in granito a 5 campate adornate da colonne, capitelli, fregi e statue. L’armonica costruzione venne inaugurata nel 1778 per volontà del Re di Spagna Carlos Sebastián de Borbón y Farnesio (Carlo III, 1716 - 1788).

Flamenco de Leones” è un santuario dove l'Arte del Flamenco (riconosciuta dall’UNESCO come “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”) rivive, nel suo massimo splendore, sotto la Direzione Artistica del grande Maestro Jonatan Miró e con un cast di grandi artisti nazionali, cantanti e ballerini famosi, come Jesús Carmona, Patricia Guerrero, Manuel Liñán, Carmen Amaya, María Moreno o l'incomparabile Chelo Pantoja.

Jonatan Miró è originario di Barcellona, si è formato e specializzato nella Danza Spagnola e nel Flamenco tra Barcellona, ​​Madrid e Siviglia. Nel 1999 ha debuttato con la Compagnia di Antonio Canales e nel 2001 è entrato a far parte del Balletto Nazionale di Spagna, palcoscenico in cui ha lavorato direttamente con delle eccellenze come Pilar López, Antonio Gades e Jose Antonio. Successivamente ha collaborato con famose compagnie di ballo ricevendo, nel 2007, grazie alle sue eccezionali qualità il “Premio come Miglior Ballerino di Danza Spagnola e Flamenco” al Concorso Coreografico di Madrid. Nel 2011 ha assunto la Direzione Artistica dell'emblematicoTablao Villa Rosa” a Madrid dove è rimasto fino alla sua chiusura nel 2021.

Tablao in Spagnolo è ilPalcoscenico per le esibizioni di Flamenco”.

Jonatan Miró ha insegnato presso i conservatori di danza professionale più importanti di Spagna e tiene corsi di altissimo livello in tutto il Mondo. Nel 2022 ha iniziato a seguire inizialmente la nascita del Café CantanteFlamenco de Leonesdiventandone poi Direttore e figura principale.

Flamenco de Leones” è un Locale molto bello, estremamente accogliente, suggestivo e multifunzionale con i suoi vari spazi che rendono omaggio alla cultura e all'essenza Spagnola dei Cafè Cantanti del XIX Secolo. Progettato dal prestigioso e famoso “Studio di Interior Design Jouin Manku” è stato decorato con dipinti a olio di Iván Floro e con piastrelle dipinte a mano di Sergio Mora. Varcando la soglia del maestoso “Paso de Carruajes” (Passo delle Carrozze), i visitatori vengono condotti alle “Scale veneziane in marmo” (una spettacolare e maestosa scalinata con le pareti decorate da 15 grandi tele di Iván Floro con scene di costumi Spagnoli), che fungono da preludio a un percorso che conduce a spazi che evocano l'essenza più autentica del flamenco: “La Sala Grande”, adornata con le piastrelle dipinte a mano, risuona con l'anima del passato, mentre il “Flamenco Principal” è il cuore pulsante del Locale dove l’arte del flamenco si svolge nella sua forma più pura. Inoltre, la Location offre spazi versatili per eventi, adattabili a qualsiasi esigenza, creando un'atmosfera perfetta per ogni occasione.

In una Città come Madrid in cui le radici del flamenco sono fortissime, il “Flamenco de Leones” sorge come un santuario dove quest'arte millenaria rinasce in tutto il suo splendore. Il flamenco, con il suo “duende”, la sua passione e la sua profonda connessione con l'anima, trova in questo spazio una casa che respira storie ed emozioni, in cui ogni visitatore vive esperienze indimenticabili che vanno oltre ciò che si può vedere e sentire: è qualcosa che si sente nel profondo dell'essere.

Duende” è un termine, un’espressione intraducibile che Federico Garcìa Lorca (mitico poeta, drammaturgo e regista teatrale Spagnolo, 1898 - 1936) ha definito come quella forza dionisiaca che agguanta l’artista di Flamenco, o il Torero: il punto massimo di tensione che si crea tra l’artista e lo spettatore, quel momento dove i due si parlano e comunicano senza dirsi niente.

Flamenco de Leonesè un Locale di flamenco di nuova generazione, un laboratorio in cui emergono giorno dopo giorno nuovi contributi, dove si mantiene viva l'essenza di quest'arte Andalusa, contribuendo alla sua crescita e conservazione: un'esperienza immersiva che appassiona chiunque. “Flamenco de Leones” è un progetto che non solo intrattiene, ma educa e preserva la Cultura Spagnola, avvolgendo il pubblico in un abbraccio di tradizione e modernità.

Il “Flamenco de Leones” oltre ai magnifici spettacoli di flamenco ha anche una ricca e gustosa proposta gastronomica che trasporta il commensale in un viaggio attraverso i sapori più genuini della Spagna con Menù, realizzati con ottime materie prime, che celebrano in particolare la ricchezza della Cucina Andalusa.

La selezione di “tapas” con cui si accolgono gli ospiti comprende alcuni degli antipasti più rappresentativi della gastronomia Spagnola, successivamente, i tre Menù preparati con estrema cura trasportano in un viaggio culinario pieno di sorprese e saporite delizie. Il "Menù Lunares", per esempio, comprende prelibatezze come la “coda di bue stufata nel vino rosso” accompagnata da un cremoso purè di patate che evoca i sapori più autentici della cucina spagnola. Il "Menu Duende" offre delizie come “l'alboronía”, una tradizionale ratatouille Andalusa arricchita con un uovo a bassa temperatura, che celebra la ricchezza e la diversità della regione. Il "Menu Castanets" si distingue per la “sogliola a bassa temperatura con salsa al limone”, coronata da asparagi e “Formaggio Payoyo” (Formaggio Spagnolo prodotto con il latte intero diCapre Payoyae Pecore Merina Grazalemeñaa Villaluenga del Rosario e in altre zone della Sierra de Grazalema, realizzato per la prima volta nel 1997 è diventato un punto fermo della Gastronomia Nazionale). Ogni Menù offre la possibilità di scegliere tra un piatto principale di carne, pesce o vegetariano. I dessert sono il tocco finale perfetto per un'esperienza gastronomica unica, con prelibatezze che rievocano i sapori più tradizionali e amati.

La Carta dei Vini offre un'ampia selezione che comprende grandi referenze provenienti da tutta la Spagna, oltre a una varietà di importanti etichette Internazionali. Particolarmente degni di nota sono i “Vini Sherry”, vero e proprio simbolo della tradizione Andalusa, che, con le loro ricche sfumature, non solo esaltano i sapori dei piatti, ma evocano anche lo spirito del Sud della Spagna, completando la serata con una nota di sofisticata perfezione.

Al “Flamenco de Leones” ci sono, dal Martedì al Sabato, “due turni ogni sera”, i visitatori infatti possono scegliere tra due esperienze decisamente uniche: il “Primo Spettacolo” inizia alle 20:15, con un “Menù di Tapas” disponibile dalle 19:00. il “Secondo Spettacolo” inizia alle 22:00 ma gli ospiti possono arrivare anche alle 20:15 per godersi una serata piena e immergersi completamente nella suggestiva atmosfera del flamenco e della gastronomia.

Al “Flamenco de Leones” di Madrid, ogni sera è una celebrazione dell'arte e della vita, un luogo in cui la tradizione incontra l'innovazione in un abbraccio che cattura l'essenza del flamenco nella sua forma più autentica. Questo non è solo un luogo per vedere e ascoltare, ma uno spazio per sentire, per lasciarsi trasportare dalle emozioni che il flamenco suscita e per vivere un'esperienza gastronomica che eleva i sensi: un viaggio in Andalusia senza lasciare Madrid, dove arte e gastronomia si fondono in perfetta armonia.

Al Gran Café CantanteFlamenco de Leonesa Madrid la magia del Flamenco si accompagna ai migliori sapori della Cucina Spagnola.

https://www.flamencodeleones.es/en

https://www.youtube.com/watch?v=fmqyh3i0tOk 


"Flamenco de Leones" a Madrid: Il Passo delle Carrozze e l'Ingresso 

"Flamenco de Leones": Le Scale Veneziane in Marmo (Foto FDL)  

Estremamente Accogliente, Suggestivo e Multifunzionale (Foto FDL)

L'Arte del Flamenco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

Uno Spazio per Lasciarsi Trasportare dalle Emozioni (Foto FDL)

La Magia del Flamenco e i Migliori Sapori della Cucina Spagnola


venerdì 16 agosto 2024

“CASA MERLÒ” A BOLOGNA RADDOPPIA CON L’APERTURA DELLA NUOVA ACCOGLIENTE E BUCOLICA “LOCANDA” A CALDERARA DI RENO.




L'Emilia-Romagna è una bellissima Regione Italiana a statuto ordinario dell'Italia Nord-orientale (circa 4.500.000 abitanti), prefigurata nel 1948 è stata istituita ufficialmente il 7 Giugno del 1970 con le prime elezioni regionali. Il Capoluogo è la Città Metropolitana di Bologna. La Regione confina a Nord con Lombardia e Veneto, a Ovest ancora con la Lombardia e con il Piemonte, a Sud con LiguriaToscanaMarche e la Repubblica di San Marino. A Est è bagnata dal Mare Adriatico e questa lunga costa bassa e sabbiosa con tutte le infinite attività collegate è letteralmente mitica per il turismo estivo/balneare. L'Emilia-Romagna è composta dall'unione delle parti comprese entro il territorio Regionale di due “regioni storiche” con caratteristiche linguistiche, geografiche e storico/culturali distinte: l'Emilia e la Romagna.

La magnifica e antica Città di Bologna, i primi insediamenti risalirebbero ai primi millenni a.C., oggi è un fondamentale nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie del Nord Italia, in un'area in cui risiedono importanti industrie meccaniche, elettroniche e alimentari. È sede di prestigiose istituzioni culturali (come la più antica Università del Mondo), economiche e politiche, e di uno dei più avanzati Quartieri Fieristici d'Europa. La Città è universalmente nota per le sue Torri (come le splendide Torri Gentilizie), per le sue Piazze (cito Piazza Maggiore con l’imponente Basilica di San Petronio edificata tra il 1390 e il 1659) per i suoi lunghi e bellissimi portici (oltre 38 km nel Centro Storico, dichiarati Patrimonio dell'Umanità” dall'UNESCO nel 2021) e per il fascinoso nucleo più antico della Città che ben conservato è tra i più estesi d'Europa.

Tra i Comuni compresi nella Città Metropolitana di Bologna c’è quello di Calderara di Reno fondato nel 1802, sotto il Governo Napoleonico, col nome di “San Vitale e Calderara”. Dal Gennaio 2012 fa parte dell'Unione dei Comuni Terre d’Acqua e dal 16 Dicembre 2019 ha assunto il titolo di Città.

Il Comune di Calderara di Reno (circa 12.500 abitanti) ha un territorio, diviso in sei Frazioni (Bargellino, Castel Campeggi, Lippo, Longara, Tavernelle Emilia, Sacerno), che si estende in una area essenzialmente piana e verdeggiante che costeggia il Fiume Reno a Nord ovest di Bologna. A partire dalla metà del XX Secolo, a causa della vicinanza con la Città di Bologna diventata una zona fortemente industrializzata, Calderara di Reno è passata da un'economia prevalentemente agricola a una in prevalenza industriale e artigianale pur mantenendo le sue campagne estremamente curate.

La Località di Sacerno, oggi una delle Frazione dell'attuale territorio Comunale, era denominata un tempo “Mezzomondo”, viene indicata dagli storici come il luogo dove nel 43 a.C. Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, Marco Emilio Lepido e Marco Antonio si riunirono per decidere come dividersi, nel Secondo Triumvirato, l’Impero Romano di allora.

Proprio dalla odierna Sacerno parte una strada, costeggiata dalla bella e suggestiva campagna, in direzione di Bologna denominataVia di Mezzo Levantee qui al Civico 28 il Ristorante TrattoriaCasa Merlòdi Bologna ha aperto, all’inizio di questa caldissima Estate 2024, la sua seconda Sede: laLocanda Casa Merlò”.

La “prima Sede” il Ristorante/Trattoria Casa Merlò ha aperto i battenti, in pieno Centro Storico di Bologna sotto i portici della stretta Via de’ Gombruti al Civico 2/D poco distante da Piazza Maggiore, agli inizi del Mese di Settembre 2019 per volontà dei suoi vulcanici Titolari lo Chef Dario Picchiotti (nato a Chiusi nel 1980) e il Bolognese Francesco Tonelli.

Francesco Tonelli e Dario Picchiotti, prima di diventare Soci e aprire “Casa Merlò” a Bologna, si erano conosciuti e avevano simpaticamente legato all’Antica Trattoria di Sacerno, proprio a Calderara di Reno, dove Francesco andava spesso a mangiare e Dario era lo Chef Titolare del Locale.

In pochissimo tempo “Casa Merlò” a Bologna è diventata, grazie al suo fascino di Trattoria/osteria dove un tempo si rifugiavano a godersi la vita i “biassanot/tiratardi” (coloro che amano far tardi la notte) e per la sua ottima cucina “tradizionale, concreta e diretta, come nella semplicità del pollo arrosto o nei pomodorini gratinati, nell’assoluta goduria di mangiare bene sporcandosi le mani”. Come sostengono Dario e Francesco a “Casa Merlò” l'obiettivo è sempre stato uno solo: “divertirci e farvi divertire”.

Visto l’esponenziale crescita di consensi per la formula di “Casa Merlò” in Centro a Bologna, lo Chef Dario Picchiotti e Francesco Tonelli hanno deciso di raddoppiare la loro attività con una nuova esperienza assolutamente e piacevolmente bucolica ridando vita a un’antica fornace, diventata successivamente agriturismo, ubicata a soli 15 km. dal Centro di Bologna, proprio nella verdeggiante campagna di Calderara di Reno ecco, come già accennato, è nata la Locanda Casa Merlò”. Per questa nuova apertura Dario e Francesco hanno coinvolto nella Società anche Nicola Barilli, che per due anni è stato il bravo Responsabile di Sala aCasa Merlòin Centro a Bologna.

La struttura che ospita la Locanda Casa Merlò è accogliente e rilassante, immersa totalmente nel verde e arricchita da un fascinoso laghetto. Siamo nella caratteristica bassa Padana, dove i prati sono ombreggiati da alberi secolari e i campi di granturco, ben allineati, disegnano le geometrie dell’agricoltura tipica del luogo.

Per ora “Casa Merlò” a Calderara di Reno ha iniziato con la ristorazione ma successivamente è prevista la completa ristrutturazione delle sette camere disponibili, e anche molto altro, per la definitiva trasformazione in Locanda/agriturismo.

La “Locanda Casa Merlòsegue la stessa filosofia usata nella Sede di Bologna: rimettere a nuovo conservando il più possibile la morfologia e gli arredi originali. Lo stile è quello rustico dei legni massicci e torniti, fascinosa in sala la presenza di un ampio camino che per il prossimo inverno si doterà di girarrosto. I coperti arrivano all’incirca a 110 fra il salone interno e lo spazio open air, con il grande porticato e il bel prato dove campeggia la grande scultura “Città di Babele”, ispirata alle “Città Invisibili” di Italo Calvino, dello Scultore Michelangelo Barbieri, Artista della Galleria Forni di Bologna.

Alla “Locanda Casa Merlò” potete degustare le mitiche “Tigelle” e “Crescentine”, capisaldi storici non solo degli aperitivi Emiliani, farcite di “Friggione” (contorno tipico della tradizione culinaria Bolognese a base di cipolle e pomodori che si può gustare in ogni stagione, caldo d'inverno e freddo d'estate), Pesto Modenese e di Salumi come il Prosciutto di Vittorio Simonini, la Mortadella Bologna IGP Felsineo Selezione Tour-tlen e i Formaggi dell’Azienda Agricola Caretti. Tutte le materie prime sono assolutamente selezionatissime e provengono anche dalle altre attività di Picchiotti e Tonelli, il pane e la pasta fresca, per esempio, arrivano dal Forno/bistrotMerlino” (Il Mago della farina di Via Ercolani a Bologna). Da “Casa Merlò di Bologna” non si potevano non replicare piatti di clamoroso successo come le ormai leggendarie “Ruote Pazze Benedetto Cavalieri alla Vodka” (già definite da Critici e Gastronomi, come Joe Bastianich, fra le migliori mai assaggiate) o gli intramontabili piatti come il “Poldino” (il mitico mini panino marchiato con hamburger di ripieno dei tortellini, salsa verde e friggione), la “Pappa al Pomodoro”, i “Tortelloni Ricotta e Spinaci”, i “Tortellini Cremosi”, la “Gramigna alla Salsiccia”, i “Tortelloni Burro e Salvia”, i “Tortelli Bolognesi al Pomodoro”, il “Mix di Gratinati”, le “Polpette”.

Non mancano le delizie alla griglia realizzate con le carni de La Macelleria” di Via Giorgio Ercolani di Bologna, né quelli che addolciscono a fine pasto come il “Crème Caramel”, la “Panna Cotta”, la “Torta di Riso” o l’immancabile “Zuppa Inglese”.

Come hanno ampiamente dimostrato nei loro progetti precedenti, Picchiotti e Tonelli nutrono una passione sconfinata per i buoni Vini, che amano far apprezzare in contesti di piacevole informalità. Con disinvoltura ed esperienza abbinano etichette di grande caratura a pietanze dall'essenza casalinga e questa è stata una delle chiavi del grande successo diCasa Merlò Bolognariportata  alla Locanda.

Casa Merlò a Bologna ha voluto raddoppiare aprendo la nuova giovane e accoglienteLocanda Casa Merlòa Calderara di Reno, un Locale immerso nella natura che offre ai suoi ospiti molte positività a partire dal mangiare molto bene.

https://www.facebook.com/profile.php?id=61559750966782&locale=it_IT

https://www.casamerlo.it/#benvenuti-a-casa-merlo


“Locanda Casa Merlò”: L'Ingresso... (Foto Casa Merlò)

“Locanda Casa Merlò”: Una Vista Esterna... (Foto Casa Merlò)

“Locanda Casa Merlò”: Il Prato... (Foto Casa Merlò)

 "Poldino"... (Foto Casa Merlò)

"Pappa al Pomodoro"... (Foto Casa Merlò)

"Tortellini Cremosi"... (Foto Casa Merlò)

"Gramigna alla Salsiccia"... (Foto Casa Merlò)

"Tortelloni Burro e Salvia"... (Foto Casa Merlò)

"Tortelli Bolognesi"... (Foto Casa Merlò)

"Mix di Gratinati"... (Foto Casa Merlò) 

"Polpette"...  (Foto Casa Merlò)

Lo Chef Dario Picchiotti (Foto Casa Merlò)

 

domenica 24 settembre 2023

“LA GUIDA GASTRONOMICA DELLA SARDEGNA” DI ORNELLA D’ALESSIO: UN LIBRO ESTREMAMENTE GUSTOSO E ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE.

 


Fabrizio Cristiano De André (1940 - 1999), straordinario cantautore e poeta Italiano, riferendosi alla Sardegna ha detto: “Ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne e di coste immerse in un mare miracoloso, dovrebbe coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come il Paradiso”.

La Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con 1.897 km. di Coste bellissime: la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati. Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano, solo 11 km. è la distanza dalla Corsica Francese.

Il Territorio dell’Isola è prevalentemente composto da Colline e Altopiani Rocciosi, seguono le Zone pianeggianti e poi le Montagne. I Fiumi più importanti, per esigenze non solo idriche, sono sbarrati da imponenti Dighe che formano grandi Laghi Artificiali. Il “patrimonio boschivo” della Sardegna è il più importante d’Italia, più di un milione e 213.000 Ettari, come anche il suo sottosuolo per quanto riguarda i Minerali.

Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti. Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo. Si è sviluppata l’Agricoltura, specialmente quella cerealicola, la Pesca e l’Allevamento in particolare Ovino.

La Sardegna per la sua particolare conformazione è diventata, attraverso i Secoli, un Territorio di Pastori. Qui oggi troviamo un terzo dell’intero patrimonio Ovino e Caprino Nazionale, una produzione di latte ovino che raggiunge il 50% in Italia e, di conseguenza, si producono una grande varietà di ottimi formaggi.

La Sardegna ha anche il primato di prima Regione Italiana per il numero di puledri, grazie alla secolare Tradizione dell’allevamento semibrado di Cavalli (principalmente di Razza Anglo-araba).

Il Mare che bagna le coste della Sardegna è veramente “miracoloso”, come detto nella citazione di De André: una trasparenza fantastica che permette di vedere la ricchezza del mondo sommerso (flora e fauna acquatica) anche a importanti profondità, una limpidezza che lo rende un immenso specchio che riflette il cielo, tra l’infinità dei colori dei suoi fondali spiccano le verdi praterie di Posidonia Oceanica e il Rosso vivo dei Coralli. Tutto ciò poi bagna delle vere e proprie opere d’arte create nei Secoli dalla Natura sia sulle rocce sia sulla morbidissima sabbia (bianca o rosa).

La Pesca in Sardegna ha sempre avuto nei Secoli, ovviamente grazie al fantastico e pescoso Mare che la circonda, una sicura e forte Trazione, ma, in alcuni periodi storici, è stata frenata dal pericolo dei Pirati Saraceni: una minaccia che incombeva non solo sui natanti ma anche sui centri abitati costieri. Per tale motivo si era sviluppata quel tipo di pesca che si faceva negli stagni dell’Isola (circa 12.000 Ettari tra acque dolci e salmastre) o nelle peschiere con la cattura di grandi quantità di anguille e muggini (o cefali). Il lavoro dei Pescatori dell’Isola ha assunto maggiore importanza a partire dal 1600 in poi, raggiungendo il pieno sviluppo dal 1800 con l’uso del particolare sistema di pesca delleTonnare”.

Molte sono le attività Tradizionali dei Pescatori Sardi rimaste immutate attraverso i Secoli così come certe tecniche vedi la tipica raccolta in Mare del Corallo e certe lavorazioni come quella della “Bottarga”.

L’Agricoltura si è specializzata in produzioni vinicole, olivicole, di arance, di barbabietole, di carciofi. Particolarissimo ilCarciofo Spinoso Sardotanto da essersi meritato il Marchio D.O.P. e la cui produzione è documentata già dal 1780.

La coltivazione della Vite in Sardegna è molto antica e risale al IX Secolo a.C. quando i pacifici mercanti Fenici iniziarono ad arrivare sulle coste dell’Isola e riuscirono facilmente a integrarsi con la locale “Civiltà Nuragica” (gli Antichi Sardi, XXIII Secolo a.C. - II Secolo d.C.). I Fenici introdussero molte nuove conoscenze e tecnologie nella vita dell’Isola tra cui una forma di aggregazione urbana fino allora sconosciuta: la Città. Anche i Cartaginesi, i Greci e i Romani hanno successivamente sviluppato, tra moltissimo altro, la Viticoltura Isolana.    

Ma è a partire dal XIV Secolo in poi, con l’arrivo in Sardegna di Vitigni come laVernaccia”, il “Vermentino”, il “Cannonau” (introdotto, dopo il 1479 con l’arrivo della dominazione Spagnola, e che in Spagna prende il nome diAlicante”) e altri, che l’Isola ha iniziato ad avere un’importanza specifica nella produzione vitivinicola, confermata e ampliata grazie ai successivi e favorevoli sviluppi storici come il passaggio della Sardegna (Trattato dell’Aia del 1720) sotto Vittorio Amedeo II di Savoia Principe di Piemonte.

Negli ultimi decenni i Viticoltori Sardi hanno approntato nelle loro Aziende, con grande intelligenza e passione, tutte le nuove tecnologie enologiche, consentendo il forte rinnovamento del Settore Vitivinicolo della Sardegna (oltre 27.200 Ettari di Vigne) rendendolo dinamico e innovativo. Ciò ha migliorato moltissimo la qualità della produzione con Vini Rossi eleganti e strutturati e Vini Bianchi freschi e sapidi: il Vino Sardo si è diffuso rapidamente anche sui Mercati Internazionali. Oggi in Sardegna sono presenti 33 Denominazioni Vinicole: Una DOCG, Diciassette DOC e Quindici IGT.

Con una tale quantità di pregi, appena descritti, la Sardegna non poteva non avere anche una millenaria e solida Tradizione Culinaria fatta da un’infinità di preparazioni assolutamente deliziose a partire dal “pane” come “cocói a pitzus” (o “cacoi”, il tipico pane decorato a pasta dura di semola di grano duro) o il “pan’e gherda” (dalla forma variabile ma caratterizzato dalla presenza interna di ciccioli di lardo chiamati per l'appunto “gherda”) oppure il mitico “carasau” (conosciuto anche come “pane carasatu”, “pane carasadu”, “pistoccu”, “pane fine”, “pane 'e fresa” o “pane fatu in fresa”) tipicissimo pane Sardo a forma di disco molto sottile e croccante, adatto a essere conservato a lungo.

Il Terminecarasau” deriva dal verbo sardo “carasare” che significa “tostare”. Durante la “carasadura” infatti il pane viene rimesso nel forno per la cottura finale che lo rende croccante. Per questa sua particolarissima struttura estremamente fine e croccante, che ne rende rumorosa la masticazione, viene talvolta chiamato "carta da musica".

Nella Tradizione Sarda materie prime e buonissime Ricette sono talmente tante che è impossibile citarle tutte, mi accontento di nominarne alcune:

- Le Pietanze a base di Pane come il “pane fratau” (uova, pane carasau, salsa di pomodoro, olio d'oliva e pecorino) o la “zuppa gallurese” (si prepara predisponendo in una teglia vari strati di pane raffermo che viene inumidito con brodo di carne di ovino e bovino aggiungendo poi formaggio vaccino grattugiato e in scaglie);

- La Pasta secca come “malloreddus” (sottili conchiglie rigate) e “fregula” (prodotta per "rotolamento" della semola dentro un grosso catino di coccio e successiva tostatura in forno);

- La Pasta fresca come “lorighittas” (si preparano attorcigliando tra le dita un doppio filo di pasta fino a creare una treccina chiusa a formare un “anello” = “loriga” in Sardo), “culurgiònes” (una pasta ripiena dalla particolarissima chiusura a spiga), “filindeu” (un tipo di pasta per minestra formata da sottilissimi fili sovrapposti in tre strati incrociati);

Una Tradizione Culinaria straordinaria fatta di gustosi piatti di Terra e di Mare a cui seguono un’infinità di dolci delizie spesso a base di formaggi.

La produzione agroalimentare e la Cucina Sarda hanno una inossidabile Tradizione Millenaria personalizzata, favorita dall’essere un Isola, e non smettono mai di stupire grazie alla ricchezza di prelibatezze sincere e genuine, sapori nati da umili origini ma che sono diventati eccellenze riconosciute a livello mondiale.

Proprio per raccontarci moltissimo di quello che la Sardegna ci offre di meglio ecco che da circa due Mesi è uscito il Libro: “La Guida Gastronomica della Sardegnadi Ornella D’Alessio.

Ornella D’Alessio grande e appassionata viaggiatrice, scrive dal 1985 e molto prima ha cominciato a frequentare la Sardegna, una terra molto amata. Autrice di Guide di Turismo/Gastronomiche e di reportage dal Mondo, nel corso degli anni ha collaborato con le principali Riviste di Viaggi Italiane e Internazionali. Da sempre è stata affascinata dalla bellezza prepotente e dal calore della gente e in ogni suo momento di riposo ha scelto la “Terra dei Nuraghi” per ritemprarsi tra colori, profumi e sapori unici e inimitabili.

La Guida Gastronomica della Sardegnaè un bel Libro (rilegato brossura) di 14,8 x21 cm. con 144 Pagine pubblicato daCinquesensi Editorein ben 5 Edizioni (Italiana, Inglese, Francese, Tedesca e Spagnola).

La nuova Guida firmata da Ornella D’Alessio accompagna il lettore in un viaggio nella Sardegna del gusto attraverso le 4 Stagioni e lungo 34 Itinerari (denominatila Via” o “le Vie”) ricchi di prodotti agroalimentari e di piatti della Tradizione che servono da bussola per orientarsi nei territoripiù segretidell’Isola, dove i frutti della Terra e la Cucina assumono preziose e numerose varianti anche con nomi diversi. A ogni chiusura di Capitolo si trova una dettagliata e gustosaRicetta da provare a Casa”.

La scelta autoriale infatti è stata quella di identificare itinerari dell’Isola da intraprendere con grande passione e con la voglia di scoprire speciali sapori e storiche usanze. Uno degli obiettivi è stato quello di citare più Borghi possibili (oltre 170 Comuni) rispettando tutti i Territori. Il Libro è una Guida che rispecchia la geografia della Sardegna, i luoghi più conosciuti e quelli più reconditi, i piatti quotidiani e quelli dei momenti solenni, gli scorci e i paesaggi creati dalla convivenza dell’uomo con la natura.

Le Pagine del Libro trattano della tradizione e della sapienza che fanno della "dieta sarda", insieme ad altri fattori (ambiente, socialità, stile di vita) il contributo alla straordinaria longevità delle persone che si riscontra in diverse aree dell’Isola. Inoltre il Libro racconta l’importanza che i Sardi riservano all’ospitalità: un valore tramandato nei Secoli, sacro e inviolabile che si esprime in ogni gesto quotidiano e, magistralmente, anche in Cucina.

Il Libro è arricchito da Innumerevoli e belle foto.

Ornella D’Alessio ha accompagnato l’uscita del suo Libro con le seguenti parole: “Per scrivere di Gastronomia della Sardegna servirebbe lo spazio di un’enciclopedia in più volumi. Una Cucina che è riuscita, nel corso dei Secoli, a mantenere ben definite e intatte le proprie caratteristiche, e che ancora oggi mantiene la propria specifica identità culturale che preserva conoscenze alimentari ataviche, arricchite, incrociate e rielaborate da tutte quelle contaminazioni di Popoli che l’hanno dominata, o che sono solo passati come il vento sulla sua Terra. Pochi i documenti che testimoniano questa evoluzione, ma parecchi gli elementi che facilitano la ricostruzione di una cultura gastronomica che si caratterizza per la sua stagionalità, trasmessa oralmente nel tempo e che inizia a essere documentata solo nei primi anni del XX Secolo”.

Posso solo aggiungere cheLa Guida Gastronomica della Sardegnadi Ornella D’Alessio è un Libro estremamente gustoso e assolutamente imperdibile.

https://www.cinquesensi.it/


 "La Via delle Zuppe di Pane"..... (Foto LGGDS)

 "Le Vie del Pane"..... (Foto LGGDS)

"La Via delle Panadas"..... (Foto LGGDS)

"La Via dell'Olio"..... (Foto LGGDS)

"La Via delle Casadinas"..... (Foto LGGDS)

"La Via dei Dolci con la Sapa.....  (Foto LGGDS) 

"La Via delle Paste Ripiene"..... (Foto LGGDS)

"La Via dello Zafferano"..... (Foto LGGDS)

Il Libro (Foto LGGDS)

lunedì 22 maggio 2023

“ANDIRIVIENI” STORE & BISTROT A MONTESCUDAIO (PI): L’ACCOGLIENZA GUSTOSA E PANORAMICA DELL’AZIENDA VITIVINICOLA “FONTEMORSI”.



La bellissima Regione Toscana non ha bisogno di presentazioni, è già conosciuta in tutto il Mondo per le sue infinite bellezze, sia naturali sia storico artistiche/monumentali. Molte sono le Città Toscane famose per le loro specifiche e meravigliose attrattive, ma la Regione è ricca anche di un’infinità di Paesi e Borghi antichi chetrasudano fascino e storia.

In Provincia di Pisa, a soli 10 Km. dal Mare, sorge, su una dolce, panoramica e verdeggiante collina a 242 m. s.l.m., l’antichissimo Borgo di Montescudaio. Il Territorio Comunale di Montescudaio, che ospita una Popolazione di poco più di 2.000 Abitanti, si estende in Val di Cecina nella Maremma Pisana.

Le prime tracce di Montescudaio e del suo “toponimoLongobardoMons Scutorum” (che probabilmente significava “Monte degli Scudi” o “Monte degli Scudieri”, a sottolineare l’importanza strategico militare del Borgo Fortificato) risalgono all’Anno 1091. La zona però era già stata vissuta da presenze umane addirittura nel IX e VIII Secolo a.C., “Prima Età del Ferro”, come testimoniato dai ritrovamenti archeologici. Il Comune di Montescudaio per le sue molte bellezze storico/architettoniche appartiene all’Associazione I Borghi più Belli d’Italia.

Fin dagli inizi della Civiltà Etrusca (VII Secolo a.C.) in queste terre particolarmente ricche si produceva Vino e ne è testimonianza il “Cinerario di Montescudaio”: un’urna su cui è raffigurato un banchetto funebre e dove si nota un grande vaso (cratere) destinato a mescolare vino e acqua. In Toscana questo era uno dei pochi Territori dove cresceva la “vitis vinifera silvestris” (vite silvestre o vite selvatica) la progenitrice di tutti i vitigni autoctoni che successivamente si diffusero in tutta Italia.

Quest’area da sempre è stata una splendida e magica Terra di Vino e di Olio.

Nel 1968 a Montescudaio si è tenuta la “Prima Sagra del Vino” e nel 1976, grazie alla nascita del Consorzio Vino Montescudaio, è stata istituita la D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata) Montescudaio con il relativo disciplinare. Nel 1999, un Decreto Ministeriale ha stabilito l’estensione della D.O.C. anche ai Comuni limitrofi di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Riparbella e Santa Luce. Montescudaio è inserita anche nel più ampio Territorio denominatoLa Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi”.

Un Territorio così bello e vocato non poteva non fare innamorare una straordinaria imprenditrice come Laura Berlucchi che, dopo essere uscita dalla famosa e omonima Azienda di Famiglia della Franciacorta (suo fratello Guido, il Fondatore, purtroppo era scomparso nel 2000) si era messa alla ricerca di un Podere da acquistare per fare il suo Vino non volendo rimanere fuori dal mondo in cui era sempre vissuta.

Alla fine del 2002 Laura rilevò l’Azienda AgricolaMerlini”, una delle più antiche della zona di Montescudaio, già conosciuta per la sua produzione di qualità, seguita al tempo da un giovanissimo Enologo che presto divenne famoso, Luca D’Attoma.

La scelta fu favorita dalla valutazione positiva delle grandi possibilità di quest’area territoriale particolarmente vocata per la coltivazione della Vite e dell’Olivo grazie alle condizioni geomorfologiche e climatiche.

Laura Berlucchi aveva già in Famiglia la persona giusta per affidargli, all’inizio del 2003, la gestione della nuova Azienda: il bravo Agronomo Bresciano Francesco Benasaglio, Marito di sua Nipote, Mariavittoria Facchinelli Mazzoleni.

Era nata cosi l’Azienda VitivinicolaFontemorsi”. 

Purtroppo Laura, la Fondatrice, poco tempo dopo è scomparsa, lasciando la Proprietà dei Terreni alla Nipote e a suo Marito che ne hanno mantenuto vivo il ricordo denominandoli “Poderi Laura Berlucchi”.

L’impegno per la gestione di “Fontemorsi” era notevole e Francesco Benasaglio volle associare nell’impresa due suoi carissimi amici, anche loro super appassionati di Vino, il Lucchese Roberto Ligasacchi (Dottore in Scienze Forestali) e il Fiorentino Carlo Sanvitale (Architetto). Successivamente anche la Moglie di Francesco, Mariavittoria Facchinelli Mazzoleni, entrò attivamente a far parte dell’Azienda.

Il gruppo di amici/soci, investì prontamente nel rilancio dell’Azienda partendo dal nuovomarchio”: una “Conchiglia fossile” che rappresenta lo stretto legame tra i terreni collinari della Tenuta e il mare.

Anche se è passato un’infinità di tempo (millenni) da quando queste terre erano sommerse, proprio dal mare, che ora guardano dall’alto, tutt’ora durante gli scavi affiorano molte tracce di questo periodo, comprese moltissime “conchiglie fossili”. Ancora oggi la ricchezza d’acqua del sottosuolo è uno dei fattori più importanti della straordinaria fertilità che si trasforma in benessere e qualità non solo per le viti.

Oggi l’Azienda VitivinicolaFontemorsi” si estende su complessivi 22 Ettari di cui circa una decina sono vitati, poi ci sono più di mille e duecento piante di olivo, due ettari a seminativo e il verdeggiante bosco. Dall’Oliveta dell’Azienda nasce l’Olio Extra Vergine di Oliva Biologico Fontemorsi (circa 3.000 litri), un cuvée di diverse varietà di olive (Frantoio, Maurino, Leccino e Pendolino), raccolte manualmente con la massima cura nei momenti più giusti e tempestivamente inviate alla molitura.

L’Azienda VitivinicolaFontemorsiproduce quattro Vini Rossi (Spazzavento, Le Tinte, Volterrano, Guadipiani), un Rosato (Tresassi Rosato) e un Bianco (Tresassi Bianco), per un totale di circa 35/40 mila bottiglie a seconda delle annate. Oltre il 50% della produzione vitivinicola è riservata all’esportazione in Paesi come l’Austria, la Svizzera, l’Olanda, il Giappone, oltreché nelle Americhe. Tutta la produzione di “Fontemorsi” è curata da bravissimi tecnici come l’Agronomo Ruggero Mazzilli, l’Enologo Paolo Salvi e il Responsabile di Cantina Luigi Brunetti.

L’AziendaFontemorsi”, condividendone pienamente la missione e lo Statuto, è uno dei 1300 Soci della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (F.I.V.I.).

Il vecchio panoramico Casale dell’Azienda, ubicato tra le vigne, è stato completamente ristrutturato dando luogo a tre comodi e spaziosi appartamenti con belle volte in mattoni e soffitti in legno. Gli appartamenti, dell’Agriturismo, sono arredati con gusto e con vecchi mobili Toscani. Ogni unità ha il proprio spazio all’esterno con un ampio e accogliente pergolato. Anche dalla grande piscina si può godere del magnifico panorama.

Alcuni anni fa la Vecchia Cantina, ubicata in Via della Madonna al Civico 33, una delle principali e centrali dell’Antico Borgo di Montescudaio a pochi passi dall’antichissimo Oratorio della Santissima Annunziata e dal Palazzo Municipale, fu trasformata in uno spazio caratteristico, “caldo” e accogliente dove si potevano degustare e acquistare i prodotti dell’Azienda.

L’anno scorso, Giovedì 2 Giugno 2022, dopo importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento svoltisi proprio nei Locali di Via della Madonna è stato inaugurato il nuovo Store & BistrotAndirivieni”.  

AndirivieniStore & Bistrot dell’Azienda VitivinicolaFontemorsi” è un Locale super accogliente che dalla mattina presto fino all’ora di cena (lo dice il nome stesso con un “andirivieni” di clienti) offre prodotti enogastronomici di alta qualità, deliziose degustazioni di alcuni piatti tradizionali del Territorio (Menu del Giorno), piatti vegetariani, ricchi crostoni, schiacciate e panini ripieni, gustosi taglieri di selezionati salumi (Specialità Mucci & Staccioli) e formaggi (Caseificio Matteassi Onelio), dolci fatti in casa, oltre a una serie di eccellenti aperitivi, birre artigianali e i Vini molto interessanti dell’Azienda stessa che rappresentano molto bene il Territorio.

Andirivieni” si sviluppa a partire da un piccolo spazio esterno attrezzato superato il quale si entra, attraverso l’antico portone in legno, in una Sala molto suggestiva grazie anche alle volte a crociera e al pavimento di vecchie pietre. Qui, a sinistra, si trova il grande bancone vetrina di servizio e sulla destra alcuni tavoli di legno e di ferro. L’arredamento è ben integrato dai molti prodotti enogastronomici in esposizione.

Attraversata la Sala, fatti pochi passi a sinistra e superati pochi gradini a destra, si apre un “mondo” di speciale accoglienza: il “Salottino”, comodi divani e poltrone per gli aperitivi e molto altro, e i Tavoli (e Tavolini) sistemati sotto la grande tettoia dellaTerrazza Panoramica” con vista sulla valle. Gli ospiti seduti nei divani, nelle poltrone e ai tavoli godono di una visuale “cinematografica” e magnifica del verdeggiante paesaggio. La campagna qui è bellissima e lussureggiante, qui la natura, in zona faunistica protetta, esprime ancora il meglio di sé e spesso al tramonto si può ammirare, dalla Terrazza diAndirivieni”, anche il passaggio di famigliole di cinghiali, bellissimi caprioli e simpatiche lepri.

Eccoci giunti alla mia recente visita allo Store & BistrotAndirivieni”.

Sono stato affabilmente e gentilmente accolto da Roberto Ligasacchi e da Lara Vallini Responsabile diAndirivienie del Commerciale di Fontemorsi”. La brava Lara nella conduzione del Locale è ben supporta da un giovane, appassionato e premuroso Staff: Annalisa Lotti, Irene Comparoni, Federica Cerrai e Marco Neri.

La mia degustazione, dopo un buon “Aperitivo” (Gin Tonic), è stata accompagnata dai seguenti piacevoli Vini dell’Azienda Fontemorsi: “Tresassi Rosato 2022”, “Tresassi Bianco 2022”, “Spazzavento 2020”, “Guadipiani 2016” e “Volterrano 2015”. Da sottolineare che i Vini Rossi più importanti dell’Azienda vengono realizzati soltanto nelle annate migliori.

Con in tavola una scatola di legno contenente l’Olio Extravergine BiologicoFontemorsi”, la schiacciata croccante alla curcuma e semi di girasole insieme al fragrante pane semintegrale di Montescudaio cotto a legna, sono state servite le seguenti portate, un vero e proprio “tsunamidi gustosi sapori:

- Sformato caldo di cavolo viola con fonduta di formaggio e cavolo viola;

- Patata al forno ripiena di prosciutto crudo, prezzemolo, cipolla e formaggio, accompagnata da maionese all’aglione e maionese alla curcuma;

- “Crostoni Caldi” - Gorgonzola, noci e miele - Pancetta, tomino e pomodorini secchi;

- “Schiacce (del Panificio Rossetti di Cecina) Ripiene” - Schiaccia all’alga spirulina con stracciatella e finocchiona - Schiaccia alla canapa con arista arrosto, radicchio e pomodoro fresco - Schiaccia alla 5 farine con mozzarella e prosciutto crudo;

- Tagliere con selezione di formaggi tipici Toscani, miele e confetture;

- Tagliere di salumi assortiti tipici Toscani, formaggi e altre delizie;

- “Selezione di Dolci del Giorno” - Frolla con crema pasticcera e frutti di bosco - Crostata di fichi e noci - Torta vegana al cioccolato con frutti di bosco e nocciole.

Tutto molto buono e ben presentato: sono stato molto bene.

Posso solo aggiungere che daAndirivieni”, lo Store & Bistrot dell’Azienda Vitivinicola Fontemorsiubicato nel centro Storico di Montescudaio (PI), grazie alle sue molteplici positive e divertenti prerogative, troverete un’accoglienza gustosa che potrete godere davanti a un magnifico panorama.

https://www.fontemorsi.it/

https://www.youtube.com/watch?v=xbldGro0B-0

https://www.instagram.com/andirivienistorebistrot/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100083071823577


"Andirivieni" a Montescudaio (PI)

"Benvenuti"..... 

"Andirivieni" a Montescudaio (PI): L'Interno

Una Vista Interna

 "Il Salottino"

Tavoli e Tavolini in Terrazza

 Il Panorama

Annalisa Lotti, Federica Cerrai, Marco Neri, Irene Comparoni, Lara Vallini

 "I Vini Degustati".....

"Sformato Caldo di Cavolo Viola".....

 "Patata al Forno Ripiena"......

"Crostoni Caldi"..... 

"Schiacce Ripiene".....

Tagliere di Formaggi, Miele e Confetture 

Tagliere di Salumi, Formaggi e Altre Delizie

"Selezione di Dolci del Giorno".....
 
 Giorgio Dracopulos, Lara Vallini e Roberto Ligasacchi