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giovedì 18 dicembre 2025

È POSSIBILE PRENDERE “UNA STELLA” DALLA MITICA GUIDA MICHELIN IN SOLO QUATTRO MESI?... SI: RESTAURANTE “EMi” A MADRID.



 La Capitale della Spagna è la magnifica Città di Madrid e tra le tante sue bellezze naturali, architettoniche, storiche e gastronomiche, ha un altro aspetto estremamente invidiabile, quello che si può definire “un estilo de vida” (uno stile di vita) frutto del positivo modo di vivere dei suoi abitanti. Uno stile che mi si addice particolarmente visto che proprio a Madrid mi sento estremamente a mio agio come a casa.

Da moltissimi anni seguo la “Cucina Spagnola” e i suoi più grandi Chef con i loro rispettivi Locali e per me è sempre un grande piacere quando a qualcuno di loro viene dato un importante riconoscimento.

La “Guía Michelin España 2026” (Guida Michelin Spagna 2026) è stata presentata la sera di Martedì 25 Novembre 2025 con un bellissimo Gran Gala svoltosi nell’accogliente e ampio Auditorium dello “Spazio Sohrlin Andalucía” nella bella Città di Málaga, Capoluogo dell'omonima Provincia e Capitale culturale ed economica della Costa del Sol il suo Litorale, una delle zone turistiche più importanti della Spagna.

Lo “Espacio Sohrlin Andalucía” è un grande e nuovo Laboratorio, inaugurato nel Mese di Luglio 2024, per lo sviluppo della formazione nelle arti performative e audiovisive; un centro incentrato sull'intrattenimento culturale nel suo complesso (danza, musica, teatro, circo e arti visive) promosso dal famoso Attore Antonio Banderas e dal noto impresario e a sua volta Attore Domingo Sánchez.

Tra i 25 nuovi Ristoranti che la “Guía Michelin España 2026” ha premiato con “Una Stella” c’è il RestauranteEMidello Chef Rubén Hernández Mosquero.

Tale premiazione è stata una sorpresa, “un vero fulmine a ciel sereno”, in quanto il RestauranteEMi” di Madrid aveva alle spalle solo quattro mesi di vita essendo stato inaugurato Martedì 29 Luglio 2025.

Lo Chef Rubén Hernández Mosquero è nato in un piccolo Comune che si chiama “Llerena” nella Provincia di Badajoz rientrante nella Comunità Autonoma dell'Estremadura, una Comunità che confina a Ovest con il Portogallo e per tale motivo in queste terre oltre allo Spagnolo spesso si parla anche il Portoghese. Llerena, già conosciuta nel periodo musulmano come “Ellerina”, ha un grande fascino grazie a un ricco patrimonio monumentale, retaggio di gloriose epoche storiche, che comprende numerosi Conventi, Chiese e Palazzi in cui lo stile “gotico mudéjar” (dove si trovano elementi gotici cristiani realizzati con tecniche e decorazioni musulmane, usando spesso mattoni a vista, archi a ferro di cavallo/acuti e motivi geometrici/ceramici) si fonde con quello barocco.

Llerenaè anche una Cittadina eccellente per degustare la Cucina dell’Estremadura più tradizionale.

Dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori Rubén, nella magnifica e antichissima Città di Siviglia in Andalusia, considerata il centro artistico, culturale, finanziario, economico e sociale della Spagna meridionale, nel 2010 ha ottenuto la Laurea Universitaria alMagisterio Educación Física” e nel 2012 si è diplomato “Tecnico della Ristorazione” presso la “Escuela Superior de Hostelería”.

Sia le prime esperienze lavorative di Rubén sia quelle degli anni successivi, dove grazie alla sua bravura ha scalato rapidamente i principali ruoli di Cucina, sono state molto importanti e Internazionali: Portogallo, Giappone, Spagna, Italia, Danimarca e Stati Uniti, solo per citarne alcuni.  Rubén ha fatto incredibili percorsi in Ristorantisuper stellati” dai nomi mitici come “el Bulli Catering”, “Terrazza del Casino”, “Bulgari”, “Geranium”, “Azurmendi”, “Noma”, “Minibar by José Andrés” e “Atomix”.

Un percorso lastricato di successi per Rubén Hernández Mosquero, come nel suo ultimo lavoro al RistoranteAtomix” (Due Stelle Michelin) di New York negli Stati Uniti, dove ha assunto la sfida di dirigere l'area sviluppo facendo risalire il Locale dalla Posizione 118 nel Mondo allaSesta” e conquistando anche per “due voltela Posizione di Migliore Ristorantedel Nord America.

Nel 2025 Rubén Hernández Mosquero ha deciso di tornare in Spagna, a Madrid, per aprire il suo primo Ristorante, la sua Casa, dove poter raccontare la sua storia e la sua vita attraverso i sapori delle sue preparazioni, condividendole insieme a tutto ciò che ha imparato da grandi maestri occidentali e orientali e allo stesso tempo continuando a crescere, esplorando e studiando.

Ecco che Rubén Hernández Mosquero ha inaugurato, dopo importanti lavori di restauro, Martedì 29 Luglio 2025, nel Distretto Madrileno di Chamberí in Calle de Gaztambide al Civico 64, il RestauranteEMi”.

Chamberí” è certamente uno dei Distretti più autenticamente tradizionali di Madrid, ubicato nella parte nord della zona centrale detta “Almendra Central”, comprende una vasta area che conserva l’essenza della Città stessa, dove la vita dei Sei Quartieri (Almagro, Arapiles, Joaquín Gaztambide, Ríos Rosas, Trafalgar e Vallehermoso) resta vivace come una volta mantenendo quell’atmosfera piuttosto raffinata che è stata tramandata dal suo passato aristocratico. A “Chamberí” ci sono strade e piazze affascinanti, la più ampia gamma di strutture ricreative, in particolare per quanto riguarda teatri e cinema, negozi storici e moderni, mercati tradizionali e una gamma di opzioni di alta cucina per appassionati e i gourmet più esigenti in quanto sede di molti dei “Ristoranti Stellati Michelindella Città. “Chamberí” è un Distretto particolarmente eclettico, infatti ha tutto ciò che qualsiasi residente o visitatore possa desiderare e ciò lo ha fatto diventare una delle zone più attraenti di Madrid.

Calle de Gaztambide” è una Strada Pubblica Cittadina che prende il nome da Joaquín Romualdo Gaztambide y Garbayo (1822 - 1870) uno dei più importanti Compositori Spagnoli di Zarzuela”, un genere lirico-drammatico in cui si alternano scene parlate, altre cantate e balli concertati. “Calle de Gaztambide” attraversa sia il Quartiere Omonimo sia quello di Vallehermoso ed è una strada alberata a senso unico, lunga poco più di un chilometro, che parte da “Paseo de S. Fco. de Sales” e arriva in “Calle de Alberto Aguilera” con un percorso quasi a ipotenusa.

Entrando inCalle de Gaztambide” da “Paseo de S. Fco. de Sale” e percorsi circa 150 metri si attraversa l’incrocio conCalle de Cea Bermúdez” (una grande Via a quattro corsie divisa da marciapiedi a isola e zone verdi) e dopo meno di 30 metri a sinistra si trova il Civico 64 e il RestauranteEMi”.

Il RestauranteEMi” è dislocato su due piani, circa 450 mq. complessivi. Il Piano Terra di 220 mq. è molto luminoso grazie alle grandi vetrine e ai colori chiari delle pareti e del soffitto. Entrando dalla Porta vetrata ci si trova di fronte il Banco dell’accoglienza, a sinistra un’Area Relax con un Bancone Bar e alcuni tavolini bassi con intorno delle comode poltroncine, alle pareti delle belle e grandi Nicchie ad arco con mensole, molto bello il modernissimo Caminetto di design. A destra dell’ingresso la Sala Principale, senza tavoli, con il grande e spazioso Bancone, ubicato di fronte alla ampia Cucina a vista, esclusivamente per soli 12 commensali che si siedono su alti e comodi sgabelli imbottiti. Sulla parete in fondo alla Sala la bella e coreografica Cantina climatizzata a vista chiusa da un grande portale ad arco, alto quattro metri, di legno e vetro. A sinistra della Cantina si apre un passaggio che porta a una Saletta privata per gruppi da 4 a 8 persone, un ambiente assolutamente tranquillo ed esclusivo sempre con vista sulla Cucina.

Sul lato sinistro della Reception parte un fascinoso Tunnelche fiancheggia lateralmente la Cucina sulla cui parete sinistra si aprono nicchie e ripiani pieni di particolari preparazioni in vasi realizzate dal Ristorante che vengono regolarmente usate anche in Cucina. Al piano superiore lo spazio è dedicato a vari servizi e al Laboratorio dove si studia e si ricerca tutto ciò che renderà speciale ogni piatto.

Il design diEMi” è stato studiato in ogni particolare, dal noto Ingegnere Eduardo Michavila, come fosse un elemento fondamentale del progetto architettonico e artistico in cui la gastronomia si fonde con l’eleganza, il fascino, l'arte e la sostenibilità. Ogni cosa è stata scelta per emozionare e accompagnare con specificità la narrativa culinaria: dalle opere esclusive dell'Artista Mr. Piro alle sculture organiche di Michel Vecchi, dalle ceramiche artigianali di Brokken Ceramics, ACME e Stefan Andersson fino alle realizzazioni in vetro dell'Artista Zelmer Olsen.

DaEMiil Menù è unico, utilizza principalmente prodotti stagionali Spagnoli di grande qualità: circa 14 portate che cambiano spesso e che includono 3 snack, una sequenza di piatti freddi e caldi, un pre-dessert, un dessert e infine la piccola pasticceria.

Il Menù rispecchia alla perfezione le esperienze che lo Chef Rubén Hernández Mosquero ha fatto in giro per il Mondo: la sensibilità della nuova Cucina nordica si amalgama con la precisione della tecnica Giapponese e con l’intensità della Cucina Coreana ma anche con la memoria e le emozioni della Cucina della sua Terra di origine la Comunità Autonoma di Estremadura.

La Carta dei Vini è imponente e super selezionata con cura e ambizione grazie a uno straordinario Sommelier e Maître come Miguel Ángel Millán. Una Carta in continua evoluzione che offre oltre 1.000 Referenze e circa 3.000 Bottiglie. Gli abbinamenti proposti sono concepiti come un continuo e assoluto dialogo con la Cucina e servono per amplificare ed esaltare le portate servite, una selezione che combina Champagne, Vini di produttori emergenti, grandi zone classiche della Spagna e del Mondo insieme a Etichette e formati difficili da trovare. Vengono proposti, oltre all’opzione al bicchiere, “Tre importanti Percorsi di Abbinamento Vini”, a costi crescenti, studiati per sorprendere con diversi livelli di complessità, lettura e profondità: “Lirios”, “Nubes” ed “Estratosfera”.

Il Madrileno Miguel Ángel Millán ha iniziato la sua carriera nel mondo del lavoro come artigiano orafo ma la vita e la passione lo ha successivamente indirizzato, in modo autodidatta, nel mondo della gastronomia e dell'ospitalità riuscendo a combinare al meglio sia il lavoro sia la formazione. Miguel Ángel ha studiato e si è diplomato in istituzioni prestigiose come la “Camera di Commercio di Madrid”, il “Wine & Spirit Education Trust” (WSET) e la “Court of Master Sommeliers” nel Regno Unito, oltre a lavorare fianco a fianco con figure chiave del Mondo del Vino.

Nel corso della sua eccezionale carriera ha lavorato in alcuni dei Ristoranti più straordinari e Super Stellati” di Madrid come “Santceloni” (è stato uno dei miei preferiti al Mondo), “Kabuki Wellington” e “DiverXO” creando con grande maestria magnifici abbinamenti cibo/vino. Il suo sensazionale approccio creativo, la sua profonda conoscenza tecnica e la sua capacità di emozionare attraverso il Vino gli hanno valso un’infinità di premi e riconoscimenti, ne cito solo uno che racchiude anche tutti gli altri: nel 2023 l'Academy diThe World's 50 Best” ha dato a Miguel Ángel Millán il “Premio Beronia Miglior Sommelier del Mondo”. Un Premio prestigioso che celebra l'innovazione, la profonda conoscenza, il servizio al cliente, oltre all’eccezionale abilità di comunicazione nel settore del Vino e dell'Ospitalità.

Fin dall’apertura il Restaurante EMi” ha da subito avuto successo di critica e di pubblico consolidandosi come una delle grandi rivelazioni gastronomiche del 2025 e ottenendo Premi comeMiglior Nuova Apertura Internazionale” da parte della Guida più selettiva al Mondo per Gourmet la FranceseLa ListeEdizione 2026, la “T d'Oro” di Tapas Magazin e “Chef e Ristorante Rivelazione 2025” dalla Rivista Metrópoli (El Mundo).

Come già accennato laGuía Michelin España 2026ha Premiato il RestauranteEMiconUna Stella”, un altro prestigio riconoscimento arrivato solo quattro mesi dopo l'apertura, un record:EMiè diventato il Ristorante che ha ottenuto più rapidamente questo Premio in Spagna.

Il bravissimo Chef Rubén Hernández Mosquero ha sottolineato che tutti i successi sono frutto della forza collettiva che sostiene il progetto di “EMi”, una forza che nasce dall’entusiasmo, dalla passione e dall’energia di tutto il qualificatissimo Team a partire da Miguel Ángel Millán, una forza che rende ogni servizio assolutamente speciale.

Il Restaurante di alta gastronomiaEMi”, in Calle de Gaztambide 64 a Madrid in Spagna, dello Chef Rubén Hernández Mosquero è assolutamente da provare.

https://emimadrid.com/

https://www.youtube.com/watch?v=lGFUX-FITLo


Lo Chef Rubén Hernández Mosquero (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: Area Relax (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: La Sala Principale (Foto EMi)

La Saletta Privata (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: Alta Gastronomia (Foto EMi)

Materie Prime Stagionali (Foto EMi)

Solo Materie Prime di Alta Qualità (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: Ogni Portata è Speciale (Foto EMi)

Miguel Ángel Millán e Rubén Hernández Mosquero (Foto EMi)


sabato 19 luglio 2025

NUOVO RISTORANTE “RƎBIS” A DESENZANO DEL GARDA (BS): IL CIBO E LE SUE TRASMUTAZIONI OLTRE LA MATERIA.



L’Italia è certamente uno dei Paesi più belli del Mondo e tra le sue innumerevoli meraviglie naturali, per il fantastico panorama e il suo grande fascino, c’è il Lago di Garda.

Il Lago di Garda (o “Benaco”, dalla parola LatinaBenacus” con cui lo chiamavano gli antichi Romani) è il Lago più grande d’Italia (circa 370 km²), a settentrione si presenta stretto a imbuto inserendosi nelle Prealpi, mentre a meridione si allarga nell’Alta Pianura Padana fiancheggiato dalle Colline Moreniche (costituite da detriti accumulati e trasportati dai ghiacciai) che rendono ancor più fascinoso il paesaggio. Le sue sponde si dividono tra tre Regioni: Lombardia (Provincia di Brescia), Veneto (Provincia di Verona) e Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento).

Il Lago di Garda al suo interno racchiude altri “5 gioielli”, le Cinque piccole Isole: l’Isola del Garda (qui nel 1220 San Francesco d'Assisi fondò un Monastero), l'Isola di San Biagio (anche detta “dei Conigli” in quanto nel XVI Secolo vi erano numerosissimi conigli) ubicata all'estremità sud-orientale del Golfo di Manerba del Garda che nei periodi di secca è raggiungibile a piedi, l'Isola degli Olivi, l'Isola del Sogno (anch'essa raggiungibile a piedi nei periodi di secca) e l'Isola del Trimelone.

Vista la magnificenza del Territorio del Lago, la ricchezza della flora e della fauna locale sono state create sia Aree Protette sia Parchi e Giardini di grande rilevanza.

Già in Epoca Romana, in particolare a partire dal Primo Secolo dopo Cristo, erano presenti sulle sponde del Lago lussuose Ville concepite come luoghi dedicati all'otium, attività riservata alle classi dominanti, e allo svago, in ragione della felice naturalezza del contesto. Oggi il Lago di Garda è un'importantissima meta turistica visitata ogni anno da milioni di persone.

Tra i 26 Comuni (divisi tra le tre Province già citate), in gran parte piccoli o piccolissimi, che si affacciano sul Lago di Garda c’è “Desenzano del Garda”, ubicato nella Regione Lombardia, è il Comune più popoloso (con più di 29.000 Abitanti) ed è situato sulla sponda meridionale del Lago nella parte orientale della Provincia di Brescia.

La parte settentrionale del Comune, in cui sono collocati i centri abitati di Desenzano e Rivoltella, si affaccia sul basso Lago, mentre il resto del territorio si estende a sud dell'Autostrada A4 tra le Colline Moreniche. Il Comune si è chiamato “Desenzano” fino al 1862, quando con il Regio Decreto n. 830 del 7 Settembre 1862 fu rinominato “Desenzano sul Lago”. L'attuale denominazione “Desenzano del Garda” risale al Regio Decreto n. 1460 del 29 luglio 1926 quando nel quadro del riordino delle amministrazioni locali gli fu aggregato il territorio del soppresso Comune di “Rivoltella” portando il Confine di Desenzano a ridosso di Sirmione.

In questa zona gli insediamenti umani hanno origini antichissime visto che scavi archeologici, condotti nel 1873, hanno rinvenuto una stazione palafitticola risalente all'Età del Bronzo. Una Storia Secolare quella di Desenzano del Garda che ha visto accadimenti di ogni genere e, per la sua posizione strategica, anche moltissime Guerre con ovvie conseguenze di distruzioni e sofferenze.

Per tale motivo nel IX Secolo fu edificato il Castello di Desenzano”, con le sue quattro possenti torri angolari, una costruzione fortificata che anche oggi sovrasta il Centro abitato.

Oltre al Castello altre interessantissime tracce Storiche si ritrovano nel “Porto Vecchio” che fu costruito durante la Repubblica di Venezia, utilizzato storicamente per lo sbarco delle derrate alimentari e delle merci che è stato successivamente chiuso prima da un ponte levatoio e nel dopoguerra da un ponte in stile veneziano, è anche uno dei monumenti maggiormente fotografati della Cittadina. Oppure nel “Duomo di Santa Maria Maddalena” consacrato nel 1611 che ospita al suo interno preziosi affreschi di Andrea Celesti e una magnifica tela raffigurante l'Ultima Cena di Gian Domenico Tiepolo. In “Piazza Malvezzi” la principale Piazza della Città che risale al Cinquecento, opera dell'Architetto Giulio Todeschini, e in “Piazza Garibaldi” la Piazza attorno alla quale si sviluppato il “Quartiere di Capolaterra” ubicato nella parte occidentale del Centro Storico.

Sul lato Nord di Piazza Garibaldi scorre Via Giuseppe Garibaldi, sia in direzione Lago sia verso la Rotonda fiorita da cui parte Via Guglielmo Marconi e lateralmente altre Strade. Proprio nel tratto di Via Giuseppe Garibaldi in direzione della sopracitata rotonda ai Civici 31 e 33, dentro l’antico Palazzo Garibaldi, recentemente ha aperto un Ristorante molto interessante: “RƎBIS”.

In “Alchimia” (il complesso di conoscenze pratiche, filosofiche ed esoteriche che, sviluppatosi nel mondo Arabo e in Europa nel Medioevo, propugnò, tra l'altro, la trasmutabilità dei metalli vili in oro) il termine “Rebis” (o Re-bis), che deriva dal Latino "res bis" o "res bina" e significa "cosa doppia", indica il risultato di un matrimonio chimico, l'unione degli opposti, spesso rappresentato come un androgino a due teste, con caratteristiche sia maschili che femminili. “Rebis” è un simbolo potente nell'Alchimia, rappresentando il processo di trasformazione interiore e la ricerca dell'unità e dell'equilibrio. 

Il RistoranteRƎBIS” rispecchia perfettamente il suo nome, infatti nasce da un progetto gastronomico e di accoglienza molto particolare ideato e realizzato da due personalità con esperienze solo apparentemente contrapposte: lo Chef Giovanni di Giorgio e Alice Nicoletti, Ingegnere e Project Manager.

La scintilla è stata un incontro casuale che grazie alla passione comune per la cucina, la numerologia e l’arte, si è trasformato in amore e idea di vita. Alice e Giovanni hanno così deciso di realizzare il loro sogno: creare un luogo dove le loro passioni potessero prendere forma in una trasmutazione basata sulla comprensione degli elementi, lo studio delle loro proprietà, la possibilità di bilanciarne le proporzioni e, infine, la ricomposizione della complessità in una sintesi prima non immaginabile.

Così è nato il RistoranteRƎBIS” un insieme armonico di alta gastronomia, architettura e design. Un laboratorio in cui la contaminazione si percepisce non solo nella teoria dei piatti, ma anche nell’incontro tra antico e moderno, dove linee minimali e ben definite dialogano con ambienti e affreschi cinque-seicenteschi, nel Palazzo che nel 1862 ospitò Giuseppe Garibaldi. Una raffinata lettura degli spazi è frutto dello sguardo attento di Alice Nicoletti che offre la sua personale interpretazione alla filosofia del progetto globale.

Alice dopo un iter di Studi in Tecniche dell’Architettura e dell’Ingegneria ha iniziato il suo percorso lavorativo presso studi tecnici e società di spicco, dimostrando subito una marcata propensione organizzativa e di gestione. Dopo la Laurea si specializza nel “construction management” con un’attenzione particolare agli edifici storici vincolati. Nel 2023 ha fondato una sua Società di Consulting con la quale supporta gruppi di investimento nello sviluppo di asset immobiliari, gestendo tutto il processo di analisi, allocazione, controllo progettuale, attuazione e gestione dell’appalto. Al RistoranteRƎBIS” oltre allo sviluppo dell’asset immobiliare e alla guida del comparto progettuale, ha provveduto a sostenere anche l’iniziativa imprenditoriale, creando così con Giovanni un progetto in comunione.

Palazzo Garibaldi” è un luogo fascinoso, antico e magico, dove passato, presente e futuro dialogano in armonia. Varcata la soglia, protetta da un portone monumentale ad arco, in legno e ferro lavorati, che richiama il gusto ottocentesco, gli ospiti vengono accolti da spazi dove la sontuosa ricchezza degli affreschi sulle volte si combina con un arredamento minimal/elegante e di design del Ristorante.

Materiali ricercati e di altissima qualità sono stati selezionati da Alice Nicoletti per creare il giusto dualismo tra le parti di ogni cosa. Accanto ai perfetti restauri conservativi dei soffitti, le moderne linee della Cucina a vista realizzata su misura dalla Ditta Marrone e i sofisticati punti luce firmati Henge. Gli allestimenti floreali sono progettati e realizzati da “FLOR|AL”, brand specializzato in architetture floreali fondato da Letizia Grillo, un’interpretazione tecnica e di design dell’elemento naturale, declinato secondo la stagionalità. Per completare la particolare accoglienza e l’esperienza di “RƎBIS”, sono attualmente in fase di conclusione i lavori per la realizzazione di una suite, attigua al Ristorante, che permetterà anche a coppie di ospiti di soggiornare piacevolissimamente a Palazzo Garibaldi.

L’identità gastronomica del RistoranteRƎBIS” è intimamente connessa al percorso professionale del bravissimo Chef Giovanni Di Giorgio.

Giovanni, classe 1984, è nato nel suggestivo Territorio Laziale del Comune di San Felice Circeo in Provincia di Latina, ha iniziato da adolescente il suo apprendistato gastronomico nella PasticceriaLa Casa del Dolce” di suo Zio a San Felice Circeo, sviluppando da subito una passione per i lievitati e la panificazione. A 17 anni il primo incontro che segnerà il suo destino professionale, quello con Salvatore Tassa, a “Le Colline Ciociare”, un maestro che, nei successivi tre anni, gli ha svelato tutti i segreti fondamentali del mestiere di Chef. Successivamente Giovanni si è trasferito a Roma, per un biennio, con lo Chef Francesco Apreda che stava iniziando l’avventura del nuovo e panoramicissimo RistoranteImàgo” al sesto piano dell’Hotel Hassler (5 Stelle Lusso) e qui apprese altri capisaldi della sua sensibilità culinaria. Successivamente Di Giorgio ha fatto un’esperienza straordinaria trasferendosi in Danimarca, a Copenaghen, nella cucina del mitico Ristorante Noma” (Tre Stelle Michelin) dello Chef René Redzepi (classe 1977). Qui, il lavoro sulle fermentazioni, l’uso di ingredienti prima inusuali come licheni o le cortecce ha acceso la fantasia di Giovanni. Una particolare sera, in occasione di una cena quattro mani tra René Redzepi e un altro mitico Chef, Eneko Atxa (anche lui classe 1977), Giovanni decise di seguire quest’ultimo in Spagna, nei Paesi Baschi a Larrabetzu, in un altro straordinario RistoranteAzurmendi” (Tre Stelle Michelin), approfondendo l’arte di ogni tipo di preparazione. Prima di iniziare la propria personale avventura con il suo nuovo RistoranteRƎBIS”, Giovanni Di Giorgio è tornato in Italia lavorando sia al RistoranteLa Bottega del Buon Caffè” a Firenze e poi al “Meo Modo” di “Borgo Santo Pietro” (Hotel 5 Stelle) a Chiusdino (SI).

Tutte le sue esperienze professionali, decisamente fuori del comune, hanno influenzato la visione di Giovanni Di Giorgio che oggi è sintetizzata in una cucina profonda e ragionata, dove coesistono in maniera armonica radici ciociare e suggestioni nordico-basche: sapori mediterranei con pescato dry-aged, frollatura e macinatura per volatili e selvaggina, cotture a bassa temperatura e rosolature, texture derivanti dalla scomposizione delle singole materie prime. Lo Chef Di Giorgio non si si limita al trattamento esperto degli ingredienti, ma si esprime al meglio la sua arte culinaria nella ricerca delle risorse più preziose che Cielo, Terra, Acqua e Fuoco possono offrire. La selezione di prodotti del territorio, come la trota e le ostriche, premia i piccoli produttori locali, ma Giovanni spazia con lo sguardo e per esempio il plancton, elemento principe di una delle portate simbolo del locale, sceglie la Spagna.

Il risultato degli esperimenti di “trasmutazione” al Ristorante RƎBIS” sono rappresentati dal Menu alla Carta e da Tre Percorsi consigliati: 7 - 10 - 17 Portate, quello con più portate viene servito solo su prenotazione.

Dopo gli “Amuse bouche di Benvenuto” (un tartufino con acqua di pomodoro e polvere di pesto, una cialda di polpo con battuta di cavallo, tonno e mayo di wasabi, un waffle con cipolla bruciata, yogurt affumicato e caviale di acciuga e una sfoglia fossile di gambero rosso) gli ospiti possono degustare portate come: il “Risotto Acquerello invecchiato, lievito, verza affumicata, polvere di liquirizia e porcini, dal persistente umami” -  gli “Agnolotti alla lepre, con spuma di patate e champignon” - il “Tonno rosso con polline” - la “Lattuga alla brace” – il “Gambero rosso, succo di rapa rossa fermentata, umeboshi e caviale” - il “Piccione plancton e lampone” servito con parti nobili di cuore e fegato in una spettacolare sfera a due ripiani - il “Cervo, pino e mirtillo rosso”  portato con palchi di cervi giovani, caduti naturalmente dopo la muta e la stagione degli accoppiamenti - la “Cheesecake”.

Osservando la composizione dei Menu, balza subito all’occhio che a ogni percorso degustazione corrisponde un nome specifico e una serie di numeri per le portate. Il Menu da 7 portate si chiamaDe Moth”. “Moth” in Inglese è la “falena”, un insetto che in Alchimia rappresenta la trasformazione e il “De” è un omaggio alla radice del nome Desenzano e offre anche una connotazione “aristocratica” al percorso gustativo. Quello da 10 portate si chiamaTransmuta” il principio alla base dei processi alchemici. Poi la scelta di mettere dei numeri accanto ai piatti richiama vissuti personali, significati profondi e ricorrenti nel cammino di Giovanni e Alice: per esempio se per il “Calice di Benvenuto” si usa il numero 1, associato al tarocco del Mago, a richiamare l’inizio di una magia, il numero 8 accanto alla “Metamorfosi di calamaro” (Alda Merini) indica non solo il simbolo dell’infinito ma anche la carta della Forza, simbolo di equilibrio nel percorso di trasformazione. All’ “Ostrica e animella” è dedicato il numero 10, la Ruota della Fortuna, che ricompone con il suo giro l’unità dal dualismo e alla “Pluma Iberica e anguilla fermentata” il numero 11.

L’Alchimia rende tutto possibile: è ciò che accade al RistoranteRƎBIS” dove lo Chef Giovanni Di Giorgio può contare su una squadra di professionisti giovani (un’età media di 30 anni) ma capacissimi. Ai fornelli, con lo Chef, ci sono Francesco Gabriele, Nicolò Violi e Stefano Marchiori, in sala, l’esperto Restaurant Manager Valentino Ventruti (una scelta di continuità avendo lavorato anche lui a Borgo San Pietro) dirige con mano sicura le brave e belle Anastasiia Naumenko e Alessandra Giani.

Ad accompagnare le degustazioni, il “wine pairing” firmato da Manjit Kaur, super esperta e super affascinante Sommelier che vanta tra le sue esperienze anche quella a “Villa Crespi” di Antonino Cannavacciuolo. Manjit ha pensato anche alla curatissima (per regione, vitigno, tipologia) e ampia Carta dei Vini del Locale che offre emozionanti suggestioni enologiche mai banali e scontate.

Al nuovo Ristorante RƎBIS”, a Desenzano del Garda (BS), il cibo e le sue trasmutazioni oltre la materia, abbinate all’indiscusso fascino del luogo e alle coreografie ricche di sensazioni autentiche e identitarie, rendono l’esperienza decisamente emozionante.    

https://www.rebisrestaurant.com/


Ristorante "RƎBIS": Una Vista Interna  (Foto RƎBIS)

La Cucina a Vista  (Foto RƎBIS)

Lo Chef e la Brigata di Cucina  (Foto RƎBIS)

"Amuse Bouche" - Fossile di Gambero Rosso  (Foto RƎBIS)

N.5 Gambero Rosso... (Foto RƎBIS)

N.10 Ostrica e Animella di Agnello...  (Foto RƎBIS)

N.11 Pluma Iberica...  (Foto RƎBIS)

N.13 Piccione, Plancton e Lampone...  (Foto RƎBIS)

N.16 Cheesecake...  (Foto RƎBIS)

Lo Chef Giovanni Di Giorgio  (Foto RƎBIS)

mercoledì 24 aprile 2019

A LUCCA UN TEATRO, UNA PIAZZA, TRE GIOVANI CHEF: RISTORANTE GIGLIO UNA STELLA MICHELIN.




Tra le numerose, storiche e bellissime Città della Toscana Lucca è certamente una delle più affascinanti e accoglienti.

Lucca è veramente splendida, la sua fondazione è vagamente attribuita a una popolazione Ligure, ma molto più probabilmente ha origini Etrusche
Ci sono dubbi anche sull'origine del suo nome. 

Le certezze, come al solito, arrivarono con gli Antichi Romani quando, nel 180 a.C., diventò una loro colonia. 
Nel 89 a.C. con la Lex Iulia MunicipalisLucca in Latino "Lucensis", fu elevata al rango di Municipium.
Proprio qui, nel 56 a.C.Gaio Giulio CesareMarco Licinio Crasso e Gneo Pompeo Magno, ebbero l'incontro per rinnovare l'accordo di governo, stipulato quattro anni prima, conosciuto dalla Storia come "Primo Triumvirato". 

Con la Caduta dell'Impero Romano, nel 476 d.C.Lucca passò sotto il dominio degli Ostrogoti, seguiti dai Bizantini e poi dai Longobardi
Quest'ultimi, concessero ai Lucchesi, una particolare condizione giuridica con una nuova organizzazione politica, nacque così il Ducato di Lucca, antesignano dell'attuale Toscana, che comprendeva anche Firenze, al tempo una “piccolaCittadina.

Nel 990 i Franchi, con il loro Sacro Romano Impero, mettendo fine al dominio Longobardo su Lucca, fecero nascere il Marchesato di Toscana e la Città ne faceva parte. 
Negli anni tra il 1050 e il 1330Lucca, diventò un importante centro, non solo perché era attraversata dalla Via Francigena, che ne faceva una tappa fondamentale per i pellegrini del Nord Europa verso Roma, e viceversa, ma anche per il grande sviluppo commerciale che la animava. Abbondavano mercanti e banchieri, era sede anche di una Zecca, fiorivano le Corporazioni dei cambiavalute, dei fornai, dei medici, dei notai, degli speziali, dei setaioli e moltissime altre.

Successivamente Lucca sarà sotto Uguccione della Faggiola, a seguire sotto Castruccio Castracani, che sconfiggerà i Fiorentini nella battaglia di Altopascio (1325). 

Il 6 Aprile del 1369 l'Imperatore Carlo IV concesse ai Lucchesi l'atto per ricostituire la Repubblica.
Lotte interne ed esterne si susseguirono nei Secoli successivi, i Guinigi, i FiorentiniFrancesco Sforza, poi un lungo periodo di decadenza. 
Il 23 Giugno del 1805 venne costituito il Principato di Lucca e Piombino, assegnato alla sorella di Napoleone BonaparteElisa Bonaparte

Dopo il Congresso di Vienna, il Ducato di Lucca, andò a Maria Luisa di Borbone/Spagna e ai suoi eredi fino alla cessione al Granducato di Toscana
Seguì nel 1860 l'adesione al Regno d'Italia.

Lucca è una splendida Città, la sua lunga Storia trasuda da ogni pietra, vicolo e monumento, dalle Chiese, dai Palazzi Medioevali, dalle Piazze e dalle alte e spesse Mura che la circondano completamente per quattro chilometri e duecento metri (dodici cortine a terrapieno congiungono tra loro undici baluardi): visitarla è d’obbligo.

Una delle Piazze più importanti del Centro di Lucca è Piazza del Giglio
Piazza del Giglio è ubicata in zona centralissima adiacente alla principale e più grande Piazza Napoleone

Piazza del Giglio prende il nome dal “Teatro del Giglio”, uno dei più importanti d’Italia, che si trova su uno dei suoi lati.
Il Teatro è nato il 14 Gennaio del 1675, allora era denominato “Teatro Pubblico”, su progetto di Francesco Buonamici e su realizzazione dell’Architetto Maria Giovanni Padreddio, riadattando l’antico Convento dei Gesuiti
L’edificio ebbe negli anni seguenti varie ristrutturazioni, ma poi per mancanza di manutenzione cadde in rovina. 

Nel 1817 fu incaricato l’Architetto Giovanni Lazzarini di progettare e iniziare i lavori del nuovo Teatro
La struttura fu terminata nel 1819 e Maria Luisa di Borbone, Duchessa e sovrana di Lucca dal 1815 al 1824, inaugurò il Teatro scegliendone il nome tra “San Luigi”, “Alfieri” e “del Giglio”, la scelta cadde su quest’ultimo ispirandosi ai fiori che si trovavano sullo stemma dei Borboni.

Il 20 Febbraio del 1985 in onore della sua lunghissima e fulgida storia al Teatro del Giglio è stata conferita la prestigiosa qualifica di “Teatro di Tradizione”.

Al centro di Piazza del Giglio si staglia il monumento al Generale Giuseppe Garibaldi realizzato nel 1889 dallo Scultore Cittadino Urbano Lucchesi (1844 – 1906).

Proprio dalla parte opposta della Piazza rispetto al Teatro si trova un Locale che la Guida Rossa Michelin 2019 ha premiato con la prestigiosa Stella”: il RistoranteGiglio”.

Il RistoranteGiglionasce nel 1979 grazie al successo che due noti Cuochi, Franco Barbieri (Modenese) e Giuliano Pacini (Lucchese), avevano avuto, e continuavano ad avere, con un altro storico Ristorante da loro condotto la “Buca di Sant’Antonio”, sempre nel Centro di Lucca
Il “Giglio” nasce proprio come costola del loro Localesempre affollato” e per la nuova conduzione si aggiunse un nuovo socio Lucchese, il grande Loredano Orsi, già loro braccio destro e grande Maestro di Sala.

Il “Giglio” diventò in pochissimo tempo un nuovo fondamentale punto di riferimento di un’ottima Cucina Tradizionale (Lucchese/Mantovana) elegante e ricca di tutti i piatti più classici e genuini.

Con l’arrivo al “Giglio” di Paola Barbieri (figlia di Franco Barbieri), alla fine anni 90, il Ristorante ha iniziato una lenta ma inesorabile trasformazione in un senso più moderno, crescendo in tutti i sensi.

Dal Settembre 2017, poi, la svolta con l’arrivo di tre giovani ma straordinari Chef: Lorenzo Stefanini (figlio di Paola Barbieri), Stefano Terigi e Benedetto Rullo.

Lorenzo Stefanini è nato a Lucca il 10 Agosto 1987, quasi naturalmente essendo “figlio d’arte”, vista la lunga tradizione della sua Famiglia nel mondo della Ristorazione, nel 2010 si Diploma a Parma alla prestigiosa Scuola Internazionale di Cucina ItalianaAlma”. 
Fin dalle sue prime esperienze Lorenzo punta molto in alto lavorando, negli anni che vanno dal 2011 al 2017, con Chef super famosi come Nicola Portinari, Enrico Bartolini, Seiji Yamamoto, in Italia e in Giappone.

Stefano Terigi, anche lui Lucchese, è nato (stesso giorno, stesso anno di Lorenzo, ma mese diverso)  il 10 Ottobre 1987, anche lui ha una passione innata visto che nel 2007 si è Laureato in Arti Visive, l’Autorevole Università IUAV” di Venezia, con una Tesi sul mitico Chef Spagnolo Ferran Adrià Acosta
Anche Stefano ha fatto importantissime esperienze con grandissimi Chef come Pierre-Galmier Gagnaire e Enrico Crippa, sia in Italia sia all’estero come in Germania o nella lontana Australia.

Benedetto Rullo è il più giovane tra i giovani infatti è nato il 15 Maggio 1989, non è di Lucca ma è Romano
Anche lui animato dalla forte passione si è Diplomato nel 2010 alla prestigiosa Scuola Internazionale di Cucina ItalianaAlma”, dove ha conosciuto Lorenzo Stefanini
Ugualmente prestigiose le sue prime frequentazioni lavorative con maestri Chef come i Fratelli Cerea, Pierre-Galmier Gagnaire e Christian Puglisi, in Italia, Inghilterra, Germania e Danimarca.

Tutti e tre sono praticamente coetanei e legati da grande amicizia. 
Tutti e tre hanno avuto fin da subito numerosi riconoscimenti e premi grazie alle loro speciali abilità nello svolgere il loro lavoro.
Il Loro straordinario impegno al RistoranteGiglio”, di Lucca, in solo un anno ha dato un risultato veramente eccezionale con la conquista della prima “Stella”.

Ma veniamo alla visita fatta al Ristorante.

Il Ristorante è ubicato in un antico Palazzo, saliti pochi scalini si entra nella Reception con il Bancone di servizio, a destra la grande Sala e a sinistra la Cucina
La Sala è molto luminosa (due grandi finestre gli danno luce) e accogliente, spiccano il grande caminetto in marmo sormontato dalla specchiera e il lampadario centrale. 
Una decina i tavoli, ben distanziati e apparecchiati elegantemente e con gusto. 
Con la buona stagione si può mangiare all’esterno.

La Carta dei Vini è davvero importante, 80 pagine con centinaia di Etichette, si inizia con la selezione dei Vini al bicchiere per proseguire con le Bollicine Italiane e gli Champagne, poi i Bianchi Italiani, Francesi, Tedeschi, Austriaci e dal Mondo, si continua con i Rosati e i Rossi Italiani (anche molto Territorio), Rossi Francesi e dal Mondo, infine si trovano anche le selezioni delle Birre Artigianali e dei Sidri.

Il Menu permette di scegliere alla Carta piatti di Terra e di Mare, o seguire tre Percorsi consigliati a prezzi diversificati: 
I Nostri Classici” (4 Portate), “Selezione” (5 Portate), “Espressione” (il più gastronomico con 9 Passaggi)

Eccoci arrivati alla degustazione.

In Tavola il buonissimo “Pane della Casa” (a lievitazione naturale) e un ottimo Olio Extravergine di Oliva (Tenuta Lenzini).

Le preparazioni state accompagnata da un Vino che adoro:

- “Les Ardilles 2015”, Vin Rouge du Val de Loire, Cheverny Appellation d’Origine Protégée (A.O.P.), 85% Pinot Noir e 15% Gamay, 13,5% Vol., imbottigliato a fine Giugno 2016 da Hervé Villemade
Un grande Vino Biologico, con un rapporto qualità prezzo davvero eccezionale, che nell’annata 2015 ha trovato sicuramente una delle sue espressioni più eccelse.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Aperitivo” - Erba Cristallina - Riso soffiato - Tartellette di Grano Saraceno con anguilla - Cannoli di pasta di ceci e sarde in “saor” - Polpettine;

- “Pinzimonio”: verdure sottaceto e cagliata di capra;

- Consommé di funghi e alghe;

- Seppia cruda e piselli in brodo freddo di 5 agrumi;

- Carpaccio di cuore con wasabi e soia;

- Risotto al burro acido e colatura di alici;

- Petto di piccione marinato in olio aromatico, appena scottato sulla brace, con purea di topinambur e cavolo nero;

- Piccola “Paris - Brest” alle nocciole (un dolce a ciambella di pasta choux, quella per i bignè, ripieno di crema, inventato nel 1891 dal Pasticcere Francese Louis Durand  per commemorare la famosa Corsa Ciclistica Parigi-Brest-Parigi).

La cucina dei tre giovani Chef, aiutati da una ugualmente giovane Brigata di Cucina, è frutto del positivo mix di esperienze Internazionali fatte, ma non manca la solida Tradizione della Cucina del Territorio, il tutto preparato con materie prime, di grande qualità, che seguono il variare delle stagioni.

La Brigata di Sala sapientemente condotta da Paola Barbieri si avvale di bravi professionisti come il Maître Francesco Massagli e il Sommelier Daniele Grieco.

A Lucca ho trovato un Teatro, una Piazza e il RistoranteGigliocon tre giovani Chef e una “Stella” Michelin.   







Il Teatro e la Piazza

La Sala

Erba Cristallina

Riso Soffiato

Tartellette......

Cannoli......

Polpettine......

"Pinzimonio"......

Consommé......

Seppia Cruda......

Carpaccio di Cuore......

Risotto......

Petto di Piccione......

"Paris - Brest"......

Benedetto Rullo

Lorenzo Stefanini, Giorgio Dracopulos, Stefano Terigi