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sabato 20 giugno 2026

RISTORANTE “SOLE LUNA” A MARINA DI CASTAGNETO CARDUCCI (LI): L’IMPERDIBILE MACELLERIA DI MARE.



Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci (1835 - 1907) è stato un famoso Poeta oltreché Scrittore, Critico Letterario e Senatore, il primo Italiano a vincere ilPremio Nobel per la Letteratura” nel 1906. Nato a Valdicastello, una Frazione del Comune di Pietrasanta (LU), oggi Valdicastello Carducci, è ricordato come il "Poeta Vate" dell'Italia post-unitaria, famoso per l'impegno civile, l'amore per i classici e la polemica contro il Romanticismo.

Suo Padre Michele Carducci (1808 - 1858), studente alla Facoltà di Medicina a Pisa, figlio di Giuseppe, un leopoldino conservatore, e di Lucia Galleni, era uomo dalle forti passioni politiche e di tempra irascibile. Da giovane fu un cospiratore, rivoluzionario e mazziniano, dopo che le autorità intercettarono una sua lettera, fu arrestato e confinato per un anno a Volterra, dove conobbe Ildegonda Celli (1815 - 1870), figlia di un orefice Fiorentino, ridotta come lui in condizioni di povertà. Al termine del confino tornò a Pisa, dove completò gli studi, e andò poi a vivere in Versilia a Valdicastello sua terra natale e dove sposò la Celli il 30 Aprile 1834. Proprio a Valdicastello, la sera del 27 Luglio 1835, nacque il figlio primogenito di Michele e Ildegonda Celli, Giosuè Carducci.

I problemi finanziari del Dr. Michele Carducci si acuirono, costringendolo a lasciare Valdicastello per il vicino Comune di Seravezza LU), dove nacque il secondogenito Dante (1837), successivamente nel 1838 la Famiglia Carducci si trasferì nel fascinoso e antico Borgo di Bolgheri, una Frazione del Comune di Castagneto (LI), in un antico palazzetto in Piazza Alberto. Nella Località maremmana nacque il terzo figlio dei Carducci, chiamato Valfredo (1841), in ossequio alle inclinazioni romantiche del padre. Nei dieci anni a Bolgheri, prima di trasferirsi a Firenze, la Famiglia Carducci visse in povertà e non era possibile per Giosuè frequentare la scuola; il padre incaricò così il sacerdote Giovanni Bertinelli di dargli lezioni di latino durante il giorno, mentre la sera era direttamente Michele a impartirgli l'insegnamento.

Per onorare i dieci anni giovanili trascorsi dal grande Poeta Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci nel Comune di Castagneto nel 1907 fu aggiunta la denominazione Carducci a Castagneto. 

Castagneto Carducci si trova sulla Costa delle Magnifica Regione Toscana, bagnata dal Mar Ligure: siamo nel cuore dell'Alta Maremma (o Maremma Settentrionale) storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” detta oggi anche “Maremma Livornese”.

Castagneto Carducci (circa 8.600 abitanti) è un Comune in Provincia di Livorno, il suo Territorio, pianeggiante verso il mare e collinare nell’entroterra, è la parte centrale della “Costa degli Etruschi” una zona ricca di necropoli Etrusche. La fascia costiera è caratterizzata da vaste pinete, impiantate a seguito delle bonifiche effettuate nel XIX Secolo al fine di proteggere i retrostanti terreni agricoli, che inglobano anche l’importante “Riserva Faunistica di Bolgheri”.

Il nome del Comune deriva dalla parola “castagno”, di conseguenza Castagneto stava a significare “Bosco di Castagni”: nel 1900 fu aggiunto al nome “Castagneto” il termine “Marittimo”.

La storia della parte collinare del Borgo, con il Castello Medievale e la Chiesa di San Lorenzo, è legata a doppio filo con le vicende dei della Gherardesca un’antica Famiglia. Wilfrid, Nobile Longobardo e Capostipite della Famiglia, era il padrone assoluto di molte terre della zona; nel 754 decise di farsi Monaco Benedettino (successivamente, alla sua morte fu santificato e divenne San Walfredo) e fondò il Monastero di San Pietro in Palazzuolo a Monteverdi Marittimo.

Tutte le sue terre furono donate al Monastero stesso, anche per salvarle dai nuovi signori d’Italia, i Franchi. Ma il nome della Gherardesca è più legato a Gherardo, Signore di Pisa e Volterra, che nel X Secolo riconquistò molti dei territori in questione, esercitandovi il ruolo di Vicario della Repubblica Marinara di Pisa. Seguirono secoli di lotte interne alla Famiglia, con conseguenti devastazioni e saccheggi, che proseguirono poi con le terrificanti conseguenze delle varie scorrerie di eserciti che percorrevano la dorsale Tirrenica. Tra la popolazione Castagnetana e la Famiglia della Gherardesca la conflittualità si è protratta, in varie forme, violente o giuridiche, fino ai primi anni del 1900.

Oggi il Comune, oltre al Centro Storico Collinare di Castagneto Carducci, è diviso in tre Frazioni, Bolgheri, Donoratico e Marina di Castagneto Carducci. L’economia del Territorio si basa sul turismo e in particolare su quello enogastronomico in quanto la zona è vocata e famosa per la produzione di ottimi Vini e per un eccellente Olio Extra Vergine di Oliva.

A Marina di Castagneto Carducci la lunga spiaggia, il mare pulito (da molti anni Bandiera Blu), le tranquille pinete, il maestoso “Forte” di origine settecentesca, Villa Margherita (edificata nel 1913 per volontà dei Conti della Gherardesca) con l’annessa Cappella Privata, il Parco Giochi del Cavallino Matto” e le molte strutture ricettive, si animano in estate grazie a una moltitudine di turisti che trovano qui una delle Località più accoglienti della Toscana per trascorrere le vacanze.

Proprio lungo (circa a metà) della nuovissima e bella passeggiata pedonale, denominata Viale Italia, del Lungomare di Marina di Castagneto Carducci, al civico 42, si trova un Ristorante estremamente interessante: “Sole Luna”.

Il RistoranteSole Lunaè stato aperto nel 2011, e completamente rinnovato nel 2019, dai coniugi Cabiria Carducci e Alberto Pernice

Cabiria è nata a Pisa ma la sua Famiglia è di Castagneto Carducci (anche nel Cognome) e da ben tre generazioni è nel mondo della buona Ristorazione proprio a Marina di Castagneto Carducci. Cresciuta in una Famiglia del genere Cabiria ha imparato a conoscere bene sia il lavoro in sala sia il lavoro in cucina, infatti oltre a essere una ottima cuoca è anche Sommelier Diplomata all’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.). Cabiria nel 2008, proprio ai corsi per Sommelier, ha conosciuto Alberto Pernice ed è nata la loro storia d’amore, nel 2011 si sono sposati e dalla loro unione sono nati due bellissimi Figli: Perla e Francesco. Cabiria è una giovane donna solare, simpatica, sorridente e bella, una Cuoca appassionata e decisamente molto brava che dal 2011, da quando ha il Ristorante, ha fatto importanti master con Chef Super Stellati” come il mitico Gaetano Trovato e ha seguito la prestigiosa “Scuola del Gambero Rosso” di Roma. Cabiria porta avanti la Cucina del suo Locale con instancabile dedizione e competenza, realizzando preparazioni decisamente ispirate, creative, belle e assolutamente gustose.

Alberto Pernice è nato nella straordinaria Regione Campania, il 27 Ottobre 1981, a Torre Annunziata, antica e storica Cittadina che si estende nell’insenatura più interna del suggestivo Golfo di Napoli, oggi il Comune rientra nella Città Metropolitana di Napoli.

Torre Annunziata ha fatto della pesca, del commercio, del turismo e della produzione della pasta le principali attività, tanto da essere detta “Capitale dell'arte bianca” per la massiccia produzione di pasta che toccò il picco negli anni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale con oltre sessanta tra mulini e pastifici, oggi ne restano in attività alcuni tra i più noti e premiati al Mondo. Il Porto di Torre Annunziata ai nostri tempi è il terzo più importante della Campania, un punto di riferimento per le attività commerciali e per la marineria locale, ma tra l'Ottocento (nel 1871 furono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo Porto) e gli anni '70 del Novecento ha vissuto il suo periodo di massimo splendore come uno dei più importanti d’Italia. Anche il relativo Mercato del Pesce (e Ortofrutticolo) Cittadino era molto importante: "Abbascio 'a scesa r'Annunziata" è un'espressione dialettale che evoca la memoria storica di Torre Annunziata e fa riferimento alla celebre discesa (l'attuale Via De Simone) che portava allo storico e caotico mercato del pesce un tempo fulcro delle tradizioni cittadine.

Quando era solo un ragazzino il padre lo portava al mercato di Torre Annunziata e mentre sbrigava le sue faccende faceva dare ad Alberto un “cuoppo” (nel Napoletano un particolare cartoccio a forma di cono riempibile di prelibatezze) pieno di cannolicchi freschi. Con tali premesse e poi anche grazie allo Zio (il Fratello della Mamma), un grandissimo esperto di pesce, Alberto è diventato da giovanissimo un vero esperto nella selezione e nella lavorazione del pescato.

Solo con il suo sapere Alberto Pernice a soli 17 anni si è trasferito in Toscana e appena ha potuto ha preso la partita iva per lavorare autonomamente in vari settori. Poi ha frequentato i corsi di Sommelier A.I.S. diplomandosi nel 2007. Successivamente ha aperto anche un accogliente Locale a Livorno ma poi conosciuta e sposata Cabiria è nato il RistoranteSole Luna”. Negli anni Alberto si e appassionato anche alla Cucina, in particolare alla trasformazione del pesce e alla pasticceria, oltre ad aver acquisito un master in tecniche di servizio, un diploma di Bartender presso laFlair Academy” di Milano dove ha anche acquisito competenze avanzate in caffetteria elatte art” (una tecnica decorativa delle bevande di caffetteria con una combinazione di latte montato alla perfezione).

Il Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci è un Locale, luminoso e molto accogliente, dove tutto, dagli arredi all’apparecchiatura, è estremamente curato, circa una settantina di coperti quando si sfruttano anche gli spazi esterni.

Ma veniamo alla mia recente visita.

Il Menù diSole Luna” si apre con un’interessantissima particolarità “La Macelleria di Pesce” che così viene descritta: “La macelleria di pesce di nostra produzione rappresenta un’affascinante evoluzione del mondo della gastronomia. L’attenta e studiata combinazione delle tecniche di stagionatura e di affumicatura, creano piatti unici che uniscono tradizione e innovazione, offrendo agli amanti del pesce nuove esperienze di gusto e versatilità culinaria”. Segue un’ampia scelta di portate che hanno il Mare in comune e i Dessert.

La Carta dei Vini è molto importante e curata, circa trecento etichette con un’ampia scelta di Champagne (una cinquantina di etichette) e Bollicine Italiane, Vini Italiani Bianchi, Rossi e Rosé, una “Piccola Selezione di Vini Bianchi/Rossi Europei” e in Vini da Dessert Italiani e non.

Con in tavola la calda, croccantissima e finissima schiacciata della Casa, stirata a mano, ai semi di finocchio e il buon pane (bianco, integrale e alle noci) di un forno artigianale locale, mi sono preparato alla degustazione.

Su suggerimento di un grande esperto come Alberto Pernice le portate sono state accompagnate da una selezione di ottimi Vini Francesi: “L’Esquisse” Champagne Extra Brut della Famillé Mossé (70% vendemmia 2021 e 30% vendemmia 2020, un blend 70% Meunier e 30% Pinot Noir), “Tradition 2021” Pouilly Fumé Appellation d'Origine Contrôlée (AOC) della Domaine Serge Dagueneau & Filles, “Septembre 2023”, Pinot Noir, Vin de Bourgogne Appellation d'Origine Contrôlée della Azienda Edouard Delaunay e “Chateau Roumieu Sauternes 2020” Gran Vin de Bordeaux, Appellation Sauternes Contrôlée prodotto dallo Château Roumieu.

Sono state servite le seguenti portate: - “Crudo” (Tartare al coltello di ricciola nostrana - Piccola giardiniera - Tartare al coltello di tonno con pomodorini concassé e battuta di olive taggiasche - Maionese, fatta in casa, senza uova, latte di soia e olio ai porri); - “Gambero rosso e Cicala” (Gambero rosso su cipolla fresca marinata ai lamponi insieme alla cicala, marinata, su cavolo viola in agro dolce); - “Mazzancolle + Panino” (Mazzancolle sgusciate con tortino di cecina alla Livornese con Mini hamburger con parti di pesci in frollatura, caponata mista e maionese bianca); - “Tagliolini” (Tagliolini fatti in casa con scampi nostrani, tartare di gamberi rosa e bisque di carapaci); - “Cernia” (Ventresca di cernia maschio cotta a bassa temperatura e successivamente leggermente arrostita su fondo, realizzato con le ossa della cernia, frutti di mare, medaglione di patata novella, olive taggiasche, maionese bianca alla ricotta affumicata ai baccelli e alla menta); - “Salsiccia di Mare” (Salsiccia di mare realizzata riempiendo un budello vegetale con tonno, polpo, seppia a cubettini per ricreare l’effetto del grasso, finocchietto e provola affumicata, su scarola piccante e olive taggiasche); - “Dessert” (Il Dolce preparato con grande classe da Alberto Pernice: Croccante glassa rocher di cioccolato fondente e nocciole con all’interno una mousse al mascarpone con un cuore di savoiardi al caffè e crema al caffè, il tutto adagiato su un crumble di savoiardi al caffè, come finitura una foglia di cioccolato).

Per non farsi mancare nulla”: Ponce alla Livornese e “ThinoVermouth Rosso.

Tutto decisamente molto buono e ben presentato. Le preparazioni della Chef Cabiria Carducci, realizzate con grande amore, assoluta attenzione e materie prime stagionali e di eccellenza, celebrano la tradizione mediterranea e la creatività contemporanea, decisamente delle esperienze uniche che valorizzano il territorio, il pescato del giorno e gli ingredienti selezionati. Il pesce per esempio si sceglie, si taglia e si cucina come in una vera macelleria. Al RistoranteSole Luna” ogni piatto del menù non è solo un ottimo piatto, ma è anche una materia prima da scegliere, da conoscere e da mettere in risalto. In Cucina Cabiria è supportata da una valente Brigata.

Il servizio di Sala è estremamente curato, con l’esperta supervisione di Alberto Pernice, dalla sorridente e gentilissima responsabile Giulia Bueno, Brasiliana con origini Italiane, da diversi anni al Ristorante, per lei l’accoglienza non è un lavoro ma è qualcosa di assolutamente istintivo e dal fascino spontaneo. 

Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci (LI) di Cabiria Carducci e Alberto Pernice è una straordinariamacelleria di mareassolutamente imperdibile.

https://ristorantesoleluna.it/


Ristorante "Sole Luna" a Marina di Castagneto Carducci (LI)

Cabiria Carducci e Alberto Pernice

"Crudo".....

"Cicala e Gambero Rosso".....

"Mazzancolle + Panino".....

"Tagliolini".....

"Cernia".....

"Salsiccia di Mare".....

"Dessert"......

Giulia Bueno

Alberto Pernice e Giorgio Dracopulos


 

sabato 31 gennaio 2026

PIZZORISTERIA & WINE BAR “LA VOLPE” A ROSIGNANO MARITTIMO (LI): PIACEVOLISSIMA ACCOGLIENZA E UNA CUCINA GUSTOSA E IMPERDIBILE.

 


Rosignano Marittimo è un Comune Toscano, di oltre 30.000 abitanti, ubicato nella Provincia di Livorno, è il più settentrionale dell'Alta Maremma storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” ma oggi chiamata anche “Maremma Livornese”. Il Comune conta sette Frazioni (Castelnuovo della Misericordia, Gabbro, Nibbiaia, Rosignano SolvayCastiglioncello, Vada, Rosignano Marittimo) e tre Località (Polveroni, La Mazzanta, Le Morelline). Castiglioncello e Vada sono notissime mete Turistico/balneari grazie alle accoglienti spiagge e al magnifico mare incontaminato; la panoramica Frazione di Rosignano Marittimo, adagiata a 147 m. s.l.m., è il Centro storico e la Sede Comunale.

Incerto è l’origine del nome “Rosignano Marittimo” ma quello che è certo è la lotta che c’è stata durante il Medioevo tra Pisani e Fiorentini a causa della strategica posizione predominante di questo antico Centro abitato e della sua importanza commerciale e militare. Nel 1100 iniziò a sorgere il complesso monumentale del Castello, che si staglia arroccato nella parte più alta del Paese, al cui interno grazie alle numerose fortificazioni eseguite nel corso degli anni, è possibile oggi ammirare splendidi edifici come, la Fattoria Arcivescovile, la Chiesa Plebana dei Santi Ilario e Giovanni Battista, il Palazzo Bombardieri, il Palazzo Marini, il Palazzo Vestrini e molto altro.

All’interno di Palazzo Bombardieri c’è il “Museo Civico Archeologico” di Rosignano Marittimo nato per accogliere i corredi di alcune tombe di età ellenistica rinvenute a Castiglioncello, che si è ampliato, in seguito, con reperti provenienti da tutto il territorio comunale.

Il Centro Storico di Rosignano Marittimo è caratterizzato da tipici vicoli lastricati e da suggestive piazzette.

Proprio in una di queste piazzette denominata Piazza Pietro Gori al Civico 25 c’è un Locale molto interessante: la Pizzoristeria & Wine Bar La Volpedella Famiglia Cavallini.

La Volpe” è un Locale che vive una particolarissima condizione a riguardo delle persone che vi lavorano, infatti tra i due Fratelli, Valerio e Andrea Cavallini, e le due Sorelle, Claudia e Rosa Forlano, è sbocciato l’amore.

Valerio Cavallini è nato a Livorno il 30 Luglio del 1978, cresciuto in una Famiglia di bravissimi Ristoratori, i suoi Genitori Paolo Cavallini (1953 - 2025, Rosignanese) e Antonella Foti (classe 1954 originaria del Comune Laziale di Tolfa) hanno per anni condotto noti Locali del territorio come “Il Cavalluccio Marino” e “La Meridiana”. Valerio fin da giovanissimo ha aiutato nell’attività di Famiglia e dopo essersi diplomato alle superiori ha iniziato a lavorare in Sala nello Storico Relais per vacanze vicino a Riparbella (PI) “La Pieve Vecchia” ubicata in Val di Cecina. Un angolo di paradiso sulle colline dell’Alta Maremma, in una delle zone più suggestive e incantevoli della Regione Toscana.

Successivamente seguendo la sua passione e con la voglia di crescere professionalmente a 19 anni è volato negli Stati Uniti dove ha lavorato per tre anni prima a Los Angeles, in California, al Ristorante “Ago”, situato nell’Universal City/Hollywood Area (un notissimo Locale Italiano di alta cucina famoso per i suoi piatti Toscani e l'atmosfera glamour) di proprietà del mitico Attore Robert De Niro e del grande Regista Ridley Scott, e poi, sempre con lo stesso Gruppo a Miami in Florida.

Tornato in Italia Valerio è rientrato nell’attività di Famiglia iniziando anche a interessarsi della Cucina

Andrea Cavallini, nato a Rosignano Marittimo il 15 agosto del 1983, fin da giovanissimo ha partecipato alle attività di Famiglia e seguendo la sua passione si è orientato alla realizzazione di “prodotti lievitati”.

I “lievitati” sono preparazioni, dolci o salati, che aumentano di volume grazie alla “fermentazione” operata dai “lieviti” (microrganismi unicellulari) o da agenti chimici, producendo gas (anidride carbonica) che rendono gli impasti soffici, morbidi e alveolati, come pane, pizza, brioche, torte, panettoni e focacce. Il processo può essere naturale (con lievito madre o di birra) per risultati più complessi, o chimico (con lievito istantaneo) per preparazioni più rapide.

Andrea Cavallini attraverso anni di studio e lavoro è diventato un bravissimo Pizzaiolo e Panificatore professionista.

Nel 2004 la Famiglia Cavallini al completo ha aperto in Centro a Rosignano Marittimo la Pizzoristeria & Wine Bar La Volpe” e la regina della Cucina era sempre Mamma Antonella affiancata da Andrea Cavallini, mentre Valerio era quasi sempre in Sala. Nel 2006 Valerio Cavallini è entrato definitivamente in Cucina assumendo in prima persona l’onere dei fornelli.

Nel 2011 la Pizzoristeria & Wine BarLa Volpecercava del personale ed ecco che arrivò per prima Claudia Forlano e successivamente anche sua Sorella Rosa, che iniziarono a lavorare ambedue in Sala, ma poi Rosa entrò in Cucina.

Claudia e Rosa Forlano sono originarie di Postiglione (SA) un piccolo e panoramico Comune Campano (poco più di 2.000 abitanti) situato a circa 600 metri d'altezza sui Monti Alburni nel Parco Nazionale del Cilento, è un Borgo storico dominato da un imponente Castello Normanno. Claudia e Rosa si erano trasferite sulla Costa Toscana, avendo dei perenti in zona, per cercare maggiori possibilità lavorative. 

Al RistoranteLa Volpe Claudia e Rosa più che dei datori di lavoro hanno trovato una Famiglia del tutto speciale, i Cavallini, che le ha accolte in un ambiente, affettuoso, disponibile e istruttivo rendendole bravissime ed esperte ognuna nei suoi specifici compiti. Claudia e Rosa due belle e intelligenti ragazze che oltre a trovare un buon lavoro hanno visto nascere, nel tempo, anche l’amore: Claudia con Valerio e Rosa con Andrea.

La Pizzoristeria & Wine BarLa Volpe” è un Locale molto gradevole e accogliente, attraversato lo spazio esterno circondato da vasi di piante verdeggianti che si apre sulla Piazza, e che con la buona stagione accoglie i tavoli e gli ombrelloni del Locale, si entra attraverso la porta a vetro e metallo: di fronte il Bancone Bar, a sinistra la Prima Saletta mentre a diritto si trova la porta della Cucina, subito prima a destra si accede alla Seconda Saletta su cui si affaccia anche la Cantinetta raggiungibile con alcuni scalini. Nel complesso una dozzina di tavolini per circa 40 ospiti. L’arredo del Locale è “minimal”, ma l’essenzialità va di passo con la funzionalità dando al tutto quella piacevole atmosfera di trattoria pulita e vissuta.

Il Menù alla Carta offre una bella e intrigante scelta di preparazioni sia di Terra sia di Mare. La Carta delle Pizze è ampia (Pizze Rosse, Pizze Bianche, Calzoni e Ripiegati) tutte pregevolmente realizzate con “Farina di Tipo 1macinata a pietra e una cottura nelForno a Legna”.

La Carta dei Vini contempla una selezione interessante di Vini Rossi, in prevalenza, e Bianchi provenienti dalla Toscana e da altre Regioni vocate d’Italia, Bollicine Italiane e alcune Etichette di Champagne. La scelta delle Birre, oltre a quella alla spina, s’indirizza verso alcune marche Italiane ed Estere. Non mancano i distillati.

Ma veniamo alla degustazione fatta che stata accompagnata (un unicum) da due Vini Rossi davvero eccezionali ed eccellenti scelti per lo stesso anno di vendemmia (2005), per la stessa valutazione di 91 su 100 data dell’Enologo Statunitense Robert McDowell Parker (il Critico del Vino più conosciuto e influente al Mondo) e per il blend similare anche se provenienti da Territori molto lontani e molto diversi:

- “Lupicaia 2005” Vino Rosso Toscana I.G.T. dell’Azienda Agricola Castello del Terriccio, 13,5% Vol., un assemblaggio di Uve Cabernet Sauvignon (85%), Merlot (10%) e Petit Verdot (5%);

- “Château du Tertre 2005” Vino Rosso Margaux Appellation d'Origine Contrôlée (A.O.C.), Grand Cru Classé Margaux dell’Azienda Francese Château du Tertre, 13% Vol.,un assemblaggio di Uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.

Con in tavola l’ottimo e ricco contenitore rettangolare delpane della casa cotto nel forno a legna” (ciabatta bianca, ciabatta integrale, pane ai cereali, schiaccia secca senza lievito al rosmarino) e della polentina fritta, sono state servite le seguenti portate:

- Entrée - Polenta del recupero fritta con mortadella e scamorza; - Polenta bianca fritta con sopra una mousse di fegatini e maggiorana; - Polenta soffiata con mousse di gorgonzola e mirtilli;

- Antipasti - Tartara di filetto Garronese (un taglio di carne bovina estremamente pregiato, noto per la sua eccezionale tenerezza, morbidezza e magrezza, derivante dalla Razza Bovina “Garronese” o “Blonde d'Aquitaine”, allevata in Italia, spesso in Piemonte, e in Francia) sull’osso tostato, condita “alla Francese”, con midollo, pioppini e polvere di tuorlo d’uovo marinato; - Mallegato fritto con pera candita in mostarda, spuma di gorgonzola e pera fresca;

- Primi - Maltagliati alla salvia con ragù di colombaccio; - Tortelli in sfoglia di vinaccia ripieni di osso buco brasato con ragù cinghiale e “gremolata” (trito aromatico fresco, tipico della cucina Milanese, composto da prezzemolo tritato, aglio e scorza di limone grattugiata);

- Secondi - Agnello in due cotture: agnello cotto a bassa temperatura laccato al miele e costolette di agnello fritte con carciofo e aria all’arancia; - Scamerita di maialino con cipolline porrettane, cime di rapa, millefoglie di patate al burro salato e caramello al frutto della passione;

- Dolce - Panettone fatto in Casa accompagnato da crema pasticciera della Casa.

Tutto decisamente molto buono, abbondante e molto ben presentato.

Vini e portate sono stati serviti con assoluta gentilezza e premurosa attenzione da Claudia Forlano.

Alla PizzoristeriaLa Volpetutto il possibile viene fatto in Casa (pane, pasta fresca, sughi, salse, dolci…) e la Cucina del bravo Chef Valerio Cavallini, con il supporto fondamentale di Andrea e Rosa, usa materie prime selezionate, stagionali e di ottima qualità. Una Cucina che è sicuramente tradizionale ma ha quel pizzico di concreta ricerca e fantasia che rende tutto assolutamente speciale.

Alla Pizzoristeria & Wine BarLa Volpenel Centro Storico di Rosignano Marittimo (LI) potete trovare una piacevolissima accoglienza e una cucina gustosa e imperdibile.

https://www.facebook.com/pizzoristeriavolpe/?locale=it_IT


Pizzoristeria & Wine Bar "La Volpe": Vista Esterna Invernale

 Valerio Cavallini e Giorgio Dracopulos con i Vini Scelti

Claudia Forlano al Servizio Vino

"Entrée"...

"Tartara di Filetto Garronese"...

"Mallegato Fritto"...

"Maltagliati alla Salvia con Ragù di Colombaccio"... 

"Tortelli in Sfoglia di Vinaccia"...

"Agnello in Due Cotture"...

"Scamerita di Maialino"...

Valerio, Claudia, Rosa e Andrea (Foto La Volpe)


sabato 6 settembre 2025

SECONDA EDIZIONE DI “CHEF PER UN GIORNO AL NIDO”: UNA DELIZIOSA SERATA TRA CIBO, VINO E GRANDE PASSIONE PER LA CUCINA.




La Toscana è una Regione semplicemente magnifica, tra le sue infinite bellezze c’è la “Costa degli Etruschi” quel lembo di terra, nel territorio continentale della Provincia di Livorno, disteso tra boschi ammantati di salsedine, spiagge dorate, suggestive scogliere e verdi colline punteggiate di antichi Borghi dai vicoli tortuosi e dai panorami mozzafiato. I mari di questo tratto di Costa hanno splendidi fondali e sono popolati da un tesoro di flora e fauna ricchissimo e incredibile. Qui le tartarughe arrivano da lontano per depositare le loro uova sulle spiagge sabbiose e le persone possono praticare ogni tipo di sport acquatico accompagnati da cetacei e delfini.

Il profilo costiero è fascinosamente modellato da dune e tomboli, segnato da scogli, promontori, baie riparate, calette, porti, folte pinete che dal mare vanno a fondersi col verde della macchia mediterranea, in un percorso bellissimo e fascinoso fatto di campi coltivati, filari di viti, ulivi secolari e cipressi in abbondanza. La “Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi” è un fiore all’occhiello con oltre 150 km. di produzioni di altissima qualità apprezzate nel Mondo.

Sulle lussureggianti Colline piccoli e antichi Borghi Medievali con le stradine lastricate in pietra e le romantiche piazze sono racchiuse da mura imponenti dove il tempo è rallentato, scandito solo dal suono dei passi, da quello di una campana, animato da voci e attività umane provenienti anche dalle caratteristiche botteghe artigianali.

Oltre a tutto ciò alla “Costa degli Etruschi” non manca la magia delle calde acque terapeutiche, che sgorgano dalle sue profondità, conosciute fin dall’antichità, prima dagli Etruschi e poi dai Romani: angoli termali, immersi in una natura incontaminata, offrono a corpo e spirito momenti di relax tra vapore, calore e silenti paesaggi.

L’antichissima e colta Civiltà Etrusca ha scelto nel IX secolo a.C. questa terra per fondare “Populonia”, la sua unica Città costiera, le cui tracce sono conservate in un Museo a cielo aperto: dall’acropoli, ai templi, alla città bassa fino al porto, ogni passo tra i suoi resti è un viaggio nella memoria di questo grande popolo. Arte e Cultura, attraverso i Secoli, hanno arricchito ogni lembo di questa Terra, compresa la straordinaria Tradizione Culinaria dal carattere deciso, genuino e creativo.

La “Costa degli Etruschi” comprende 15 fascinosi Borghi, dalle anime diverse ma accumunati dai dolci pendii delle colline affacciate sul mare che salgono verso di loro. Uno di questi Borghi è Rosignano Marittimo.

L’aggettivo “marittimo” nel nome di alcuni Comuni che sorgono non sul mare, bensì nell’entroterra collinare della Costa degli Etruschi, deriva dalla parola Latina “Maritima” che si riferisce a una “regione costiera” o a una "zona di mare". Per molti studiosi, infatti, la denominazione di “Maremma”, la Zona Costiera tra Toscana e Lazio, deriva proprio dal LatinoMaritima”.

Rosignano Marittimo (Comune Toscano in Provincia di Livorno con oltre 30.000 Abitanti) è un Borgo Medievale della Maremma Settentrionale storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” e oggi chiamata anche "Maremma Livornese". Rosignano Marittimo è arroccato su una panoramicissima Collina a 147 m. s.l.m., che domina la Costa degli Etruschi, con il suo Castello, ubicato nel punto più alto, i suoi antichi palazzi, le chiese, gli oratori e le cisterne dal grande valore storico e artistico. Nelle sale del prestigioso Palazzo Bombardieri è ospitato il “Museo Civico Archeologico”, dove è possibile ripercorrere la storia del Comune attraverso testimonianze molto antiche. 

Il Comune di Rosignano Marittimo è composto dal Centro abitato Capoluogo, il Borgo, e sei Frazioni: Castelnuovo della Misericordia, Castiglioncello (notissima e prestigiosa Località Balneare), Gabbro, Nibbiaia, Rosignano Solvay (nota per lo storico Stabilimento chimicoSolvay”) e Vada (altra nota Località Balneare). Il Comune ha tre Stazioni Ferroviarie, sulla Linea Roma-Livorno, e alcuni Porticcioli oltre al moderno e grandePorto Turistico di Cala de' Medici” con una capacita di circa 650 posti barca.

Uscendo dal Borgo di Rosignano Marittimo, in direzione della Frazione di Castelnuovo della Misericordia, e percorrendo Via Antonio Gramsci, per poco più di un chilometro, si trova sulla sinistra Via di Serragrande, appena imboccata questa strada, che porta al mare, fatti pochi metri a destra c’è una stretta stradina nel verde che porta a Il Nidodi Elena Barsacchi in Località la Tagliola, al Civico 2.

Il Nido” è una accogliente e panoramica struttura, immersa nel verde, dove la Titolare la gentilissima e super affascinante Elena Barsacchi organizza dei piacevoli e imperdibili eventi.

In una bellissima serata di fine Luglio 2025 proprio aIl Nidosi è svolta la Seconda Edizione diChef per un Giorno a Il Nido”.

La passione per la Cucina è un fuoco che arde dentro una moltitudine di persone sia per chi preferisce sedere ai tavoli sia per chi ama stare prevalentemente ai fornelli. “Chef per un Giorno a Il Nido” è una simpatica e “seria” occasione per cimentarsi tra conoscenti e amici che condividono proprio la passione per la Cucina.

La Competizione prevede che ogni Concorrente prepari sul posto una sua ricetta. Oltre a ciò ogni portata deve essere abbinata a un Vino particolare appositamente scelto. Tutto ciò poi passa sotto al giudizio di una qualificata Giuria che deve dare specifiche valutazioni alla “Presentazione”, alla “Tecnica”, al “Gusto” e all’“Abbinamento Vino”. 

Quest’anno la Giuria Presieduta dal mitico Fine Wine Critic Paolo Baracchino era composta dal bravissimo Personal Chef Mino Cosimo Tell, dal notissimo Ristoratore e grande Artista Vincenzo Lipari e dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale.

I Concorrenti di questa Seconda Edizione erano: Leopoldo Belli, Marco Cini, Maurizio Manetti, Camilla Pazzagli, Laurent Negrin, Alessia Pampalon, Massimo Viciani.

Sono state valutate dai Giudici le seguenti preparazioni e gli abbinamenti in questo ordine di presentazione:

- Marco Cini - “Pappa al Pomodoro”, abbinata a “Tramari 2021”. Vino Rosé 12,5% Vol., Salento I.G.P., prodotto dalle Cantine San Marzano;

- Massimo Viciani - “Tonno del Chianti e Fagioli” (arista di maiale trattata con un particolare e lungo metodo di lavorazione in modo da acquisire una consistenza simile a quella del tonno sott’olio), in abbinamento a “Tavel 2024”, Vino Rosé 13,5% Vol., Appellation Tavel Protégée (unica Appelation della Cote du Rhone in Francia), prodotto dalla Domaine Pèlaquié. Il Rosé “Tavel” si produce raccogliendo e assemblando Uve di Granache, Cinsault, Bourboulenc, Clairette Blanc, Mouvedre, Picpoul e Syrah, sposando quello stile soprannominato “ammucchiata Avignonese”;

- Alessia Pampalon - “Bottoni di Faraona Arricchiti”, abbinati a “Champagne Perrier-Jouët Blanc de Blancs”, 100% Chardonnay, 12,5% Vol., prodotto da Champagne Perrier-Jouët;

- Leopoldo Belli - Cappellacci di Capocollo e Sashimi di Gamberi”, in abbinamento a “Château Larrivet Haut-Brion Blanc 2022”, Pessac-Léognan Grand Vin de Bordeaux, Appellation Pessac-Léognan Contrôlée, un Blend di Sauvignon Blanc e Sémillon, 13,5% Vol., prodotto dallo Château Larrivet Haut-Brion Blanc;

- Maurizio Manetti - “Cozze al Tramonto” (cozze cotte in mezzo guscio e uova sbattute aggiunte quasi a fine cottura), abbinate a “Cuvée Aurora Millesimato 2018”,  Metodo Classico, Vino Rosé, 100% Pinot Nero, 12,5% Vol, Alta Langa D.O.C.G., prodotto da Banfi;

- Camilla Pazzagli - “Roast Beef all’Inglese con Patate Mascé”, in abbinamento a “Garesio Nebbiolo 2017”, Langhe D.O.C., Vino Rosso, 100% Nebbiolo, 14% Vol., prodotto da Garesio;

- Laurent Negrin - “Foie Gras e Pesche Caramellate”, in abbinamento a “Château Rieussec 2018”, Appellation Sauternes Contrôlée, Sauternes Premier Grand Cru Classé 1858, Vino Passito Sauternes, un Blend di Uve 75% Sémillon e 25% Sauvignon, 14,5% Vol., prodotto dallo Château Rieussec.

Durante la gara tutti i partecipanti hanno messo grandissimo impegno nelle preparazioni e in alcuni momenti sono stati anche sinceramente emozionati.

Dopo attenta valutazione della Giuria e un serrato scambio di opinioni, sommati i voti, il Presidente Paolo Baracchino ha dichiarato i Vincitori:

- PRIMO CLASSIFICATO - Alessia Pampalon;

- SECONDO CLASSIFICATO - Massimo Viciani;

- TERZO CLASSIFICATO - Laurent Negrin.

Ai Vincitori sono stati consegnati dei bellissimi Premi gentilmente offerti dall’ Ottica Paolo Fanucchi (Livorno), da Andrea's 1947 Cashmere (Prato) e da Giacomo Tosetti Camice su Misura (Firenze).

Il sottoscritto Giorgio Dracopulos ha regalato ai Vincitori una Copia della RivistaOinos - Vivere di Vino”, 

La Rivista “Oinos”, fondata nel Marzo del 2012, è un semestrale dove sia io che Paolo Baracchino scriviamo. La Rivista è un utile strumento di informazione ma anche un’accattivante fonte di curiosità destinata non solo agli appassionati che racconta con articoli, rubriche di attualità e bellissime foto, tutto ciò che ruota Internazionalmente intorno al Vino, al Turismo e alla Gastronomia.

La Seconda Edizione diChef per un Giorno a Il Nidoè stata assolutamente una deliziosa e divertente serata trascorsa tra cibo, vino e grande passione per la cucina.

https://www.facebook.com/elena.barsacchi.3?locale=it_IT


 "Il Nido": Una Vista Esterna

Elena Barsacchi

"La Giuria": Dracopulos, Lipari, Tell e Baracchino

Marco Cini con la "Pappa al Pomodoro"

Massimo Viciani

Massimo Viciani: "Tonno del Chianti"..... 

Alessia Pampalon e Leopoldo Belli

Alessia Pampalon: "Bottoni di Faraona".....

Leopoldo Belli: "Cappellacci di Capocollo".....

Maurizio Manetti con le "Cozze al Tramonto"

Camilla Pazzagli
 
Camilla Pazzagli: "Roast Beef".....

Laurent Negrin con il "Foie Gras".....

"Seconda Edizione Chef per un Giorno a Il Nido": I Vincitori


sabato 9 agosto 2025

ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE LO SPECIALE “OINOS - EN PRIMEUR BORDEAUX 2023” DEL VALENTE FINE WINE CRITIC PAOLO BARACCHINO.




La Civiltà dell’Antica Grecia (dall’anno 1000 a.C. fino alla conquista Romana nel 146 a.C.) ha segnato in positivo, per la sua straordinaria ricchezza culturale, la Storia dell’umanità sotto tutti i punti di vista. Tra ciò che i Greci ci hanno tramandato vi sono anche le loro tradizioni alimentari e la loro passione per il frutto della pigiatura dell’Uva: Il Vino.

Per loro il Vino era qualcosa di più di una semplice bevanda, era una sentita liturgia sociale, ludica, artistica e religiosa che si riassumeva nella convivialità del “Simposio”.

Il termine stesso Simposio deriva dalle parole Grechesyn” = insieme e “pino” = bere. Molto spesso era un atto collettivo così importante che veniva praticato la sera subito dopo importanti cerimonie, matrimoni e banchetti. Il “nettare degli dei” dei Greci era molto diverso dal Vino che conosciamo, ciò era dovuto soprattutto al clima molto caldo, alla vendemmia tardiva, alle diverse tecniche di vinificazione e di conservazione, all’uso di giare e poi di otri, all’aggiunta di infusi vari, frutta secca, erbe, per non parlare dei loro sistemi di chiarificazione. Tutto ciò rendeva il Vino una bevanda molto densa, sciropposa, estremamente dolce e con un alto grado alcolico. I Greci però conoscevano perfettamente la potenza del loro Vino e ne deprecavano, l’abuso e l’ubriachezza. Per questo motivo usavano tagliarlo con abbondante acqua, a volte anche di mare (in estate vi aggiungevano il ghiaccio derivante dalla conservazione della neve), e accompagnarlo con stuzzichini vari dolci e salati, frutta, miele, formaggi e l’immancabile pane Greco che era alla base della loro alimentazione e che veniva prodotto in moltissime varianti.

Per gli antichi Greci la degustazione di Vini, anche quelli considerati al tempo di alta qualità come il “Pramno” prodotto nell’Isola di Icaria, fatta durante un Simposio era una delle espressioni più nobili della loro Civiltà. Il Vino non solo bevanda, ma in alcuni casi anche medicamento, era un inno alla gioia di vivere, un piacere di cui non si poteva fare a meno: il Vino gli antichi Greci lo chiamavanoOINOS”.

Proprio adottando questo mitico nome, carico di grande fascino e di lunghissima storia, dal Mese di Marzo 2012 è stata pubblicata in Italia un’interessantissima e bella Rivista: “OINOS - Vivere di Vino”. La Rivista, inizialmente Trimestrale e oggi Semestrale, racconta dei fascinosi legami dell’uomo alla terra, il magico mondo dei vignaioli, dell’olio, del turismo, e della cultura enogastronomica Nazionale e Internazionale.

La Rivista è realizzata della modernissima “Casa Editrice C&P Adver/Edizioni Effigi” di Arcidosso, in Provincia di Grosseto, proprietà di Mario Papalini, specializzata in comunicazione, grafica, web ed editoria.

Oinos” ha una Redazione con un Team di conosciutissimi Giornalisti molto bravi ed esperti: Andrea Cappelli (Direttore Responsabile), Alessandro Ercolani (Capo Redattore), Paolo Rubei (Direttore Artistico), Cornelia Miron (in Redazione) e Mario Papalini (Coordinamento Editoriale).

Oltre a loro la Rivista ha anche altri collaboratori molto preparati, nomi del valore come Paolo Baracchino, Alessia Bruchi, Seila Bruschi, Pietro Carluccio, Zeffiro Ciuffoletti, Pasquale Di Lena, Giovanna Focardi Nicita, Giorgio Franci, Mario Fregoni, Riccardo Gabriele, Piero Genta, Andrea Kordi, Giada Sanchini, Danilo Tonon, Jacopo Vagaggini, Chiara Zoppas, Paolo Vagaggini e il sottoscritto Giorgio Dracopulos.

 “Oinos” è magnificamente illustrata con le splendide immagini di un grande professionista come Bruno Bruchi, che nelle sue bellissime fotografie mette oltre a tutta la sua bravura tecnica anche tutta la sua grande passione per l’Enogastronomia.

Il Periodico si presenta molto bene con una veste grafica molto bella, moderna, creativa ed elegante nel suo grande formato 24 x 33 cm., una foliazione media di 230 Pagine a colori, su una bellissima carta patinata lucida, ed è perfettamente rilegato in brossura cucita.

Da pochissimi mesi è uscito un interessantissimoSupplemento Speciale di Oinos - Vivere di Vino”, realizzato e scritto dal Fine Wine Critic Paolo Baracchino, dal TitoloEn Primeur Bordeaux 2023”.

La Francia è il Paese in cui la Cultura Enologica ha una Storia straordinaria e Secolare che ha avuto e ha una grande influenza su tutti gli altri Territori del Mondo dove si produce Vino. Le Zone Vitivinicole Francesi, come Bordeaux, BorgognaValle del Rodano, Valle della Loira, Alsazia e Champagne, grazie alla grande qualità della produzione abbinata alla grande capacità di comunicare tale qualità sui mercati mondiali, sono considerate come modelli di riferimento. Una Tradizione Enologica quella Francese che risale a circa il 600 a.C. quando i Greci fondarono “Massalia” (oggi Marsiglia) e introdussero nel Territorio la coltura della Vite. Successivamente gli antichi Romani dettero grande impulso in queste Terre, e anche in tutto l’Impero, allo sviluppo delle Vigne. Nel Medioevo gli Ordini Monastici Francesi furono gli artefici della prima codifica delle tecniche basilari su cui si basa l’Enologia Moderna e grazie a loro già nel 600 d.C. le Vigne erano diffuse in tutto il Paese.

La qualità dei Vini Francesi, analogamente al sistema in uso in Italia, prevede tre livelli di Denominazione:

- “AOC” (Appellation d’Origine Contrôlée) il livello di qualità più alto e rigoroso del sistema e può comprendere anche delle Sottozone (come in Italia per le “DOCG” e le “DOC”) e dall’Agosto 2009 tale Denominazione ricade sotto l’ombrello della Classificazione Europea come “AOP” (Appellation d’Origine Protégée) analogamente alle “DOP” in Italia;

- “Vin de Pays” il livello analogo alle “IGT” Italiane, dall’Agosto 2009 ricade sotto la Classificazione Europea come “IGP” (Indication Géographique Protégée);

- “Vin de Table” tutti quei Vini che non rientrano, per mancanza o insufficienza di requisiti, nelle categorie superiori, dall’Agosto 2009 tale Categoria è stata rinominataVin de France”.

A seconda poi della Zona di Produzione dei Vini esistono delle altre specifiche menzioni comeChâteau”, “Cru”, “Clos”, che contribuiscono a definire e delimitare il Territorio di Origine dei Vini stessi e di alcune Tipologie.

La “Nuova Aquitania”, la più estesa Regione Amministrativa Francese, è stata istituita, a decorrere dal Primo di Gennaio 2016, accorpando le Regioni di AquitaniaLimosino e Poitou-Charentes. Suddivisa in 12 Dipartimenti ha come Capoluogo la Città di Bordeaux. In questa Regione sono ubicate alcune delle più grandi e importanti Zone Vitivinicole Francesi come Bordeaux, Médoc e Margaux conosciute in tutto il Mondo come le migliori per la produzione di Vini grazie al particolare “Terroir” (Territorio), il complesso sistema ambientale naturale, chimico, fisico e climatico.

L’Imperatore Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III, 1808 - 1873) in occasione della “Exposition Universelle des produits de l’Agriculture, de l’Industrie et des Beaux-Arts” tenutasi a Parigi tra il 15 Maggio e il 15 Novembre 1855, volle redigere un sistema di “Classificazione Ufficialedei migliori Vini del Bordeaux esposti per l’occasione. Un ristretto comitato di esperti e commercianti del settore, dopo aver effettuato una selezione di ottimi Vini,  prendendo anche in considerazione l’alta professionalità degli Château (61 i Castelli catalogati) e i costi di produzione, espresse la Classificazione, che prende il nome dall’anno in cui è stata fatta il 1855, ed è ordinata per importanza dal primo al quinto livello per i Vini Rossi: “Premiers Grands Crus Classés”, “Deuxièmes Crus”, “Troisièmes Crus”, “Quatrièmes Crus”, “Cinquièmes Crus”. Mentre per i Vini Bianchi la Classificazione comprese: “Premier Cru Supérieur”, “Premier Crus”, “Deuxième Crus”.

La Classificazione del 1855 era direttamente proporzionale alla qualità dei Vini, ma oggi è largamente superata dai numerosi cambiamenti che hanno interessato i Terreni coltivati dalle varie Aziende Vitivinicole che nel corso degli anni, si sono espanse, ridotte o divise senza alcuna nuova Classificazione, di conseguenza la suddivisione non risulta più una guida accurata e progressiva del valore e della qualità dei Vini Classificati.

Paolo Baracchino è nato e cresciuto a Livorno dove ha frequentando le Scuole fino alla Superiori successivamente si è trasferito a Firenze dove oggi vive e lavora. Nel 1971 appena diciannovenne, durante una vacanza nella nota Località Turistica MontanaAbetone” in Provincia di Pistoia, arrivò l’amore conoscendo la Fiorentina Sara Gori, diventata poi sua Moglie nel 1980. Nello stesso periodo iniziò anche l’interesse per il Vino. Fino ad allora Paolo era stato astemio anche se il suo Babbo come rappresentanza aveva delle ottime Aziende di Vino. Insieme a Sara, dopo aver frequentato la Facoltà di Giurisprudenza Fiorentina, si sono Laureati. Tra il 1998 e il 2000 Paolo Baracchino ha frequentato tutti e Tre i Corsi della Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) diplomandosi Sommelier.

Nel 2003 Paolo Baracchino è entrato a far parte del “Grand Jury Europeén” (G.J.E.) una prestigiosa Associazione Indipendente Internazionale (senza scopo di lucro) fondata nel 1996 da François Mauss con lo scopo di fornire una classificazione obbiettiva e alternativa del Vino. Dal 2004 ogni anno Paolo è andato in Francia per le Anteprime dei mitici Vini di Bordeaux, pubblicando poi i suoi straordinari giudizi su diverse Testate Specializzate. La sua fama cresciuta negli anni nel Mondo Internazionale del Vino lo ha portato a ricevere numerosi e importanti riconoscimenti. Aubert de Villaine, co-titolare della mitica Azienda VitivinicolaDomaine de La Romanée-Conti” ha definito Paolo Baracchino un “Poète du Vin”.

Paolo Baracchino in trenta anni di attività ha messo insieme anche una strepitosa collezione di Vini.

Ma torniamo alSupplemento Speciale di Oinos - Vivere di Vinodi Paolo Baracchino: “En Primeur Bordeaux 2023”.

"En Primeur" è un termine Francese che indica l'acquisto di Vino ancora in fase di affinamento, imbottigliato o ancora nelle botti, quando mancano mesi o anni prima del rilascio sul mercato. Questo sistema, creato più di 200 anni fa dagli Inglesi faceva parte delle normali pratiche commerciali, particolarmente diffuso nella “Zona di Bordeaux”, permette sia ai Produttori sia ai Négociants (Distributori di Vini) di ottenere liquidità anticipata e ai compratori di assicurarsi vini rari e di ottenere prezzi più vantaggiosi rispetto al prezzo di mercato finale. Ogni anno, nel Mese di Aprile a Bordeaux si apre la “Campagna Primeurs” un Evento Internazionale importantissimo che coinvolge più di 150 mitici Châteaux, che accolgono Giornalisti, Importatori, e Professionisti per degustare i Vini dell’annata presa in considerazione. L’accesso all’Evento è limitato ai Giornalisti più famosi e ai Produttori e Négociants super selezionati che devono essere prima ammessi allaPlace de Bordeaux”, una vera e propria “Borsa del Vino en Primeur” (un complesso sistema di distribuzione agevolato dai “Courtiers = Broker”), la cui origine risale al XIII Secolo.

Il “Supplemento En Primeur Bordeaux 2023” si presenta in un bellissimo formato grande 22 x 32 cm., con 60 Pagine ricche di foto a colori, bellissima la carta patinata lucida e perfetta la rilegatura. Da sottolineare che i Testi sono in Italiano e in Inglese per l’Articolo di Apertura/Introduzione e le Valutazioni dei Vini e in Italiano, Inglese e Francese per la Biografia di Paolo Baracchino

I Vini 2023 valutati (126 Rossi, 24 Bianche e 12 Sauternes) sono tra i più straordinari al Mondo provenendo dai più importanti e mitici Château del Bordeaux. La descrizione dei Vini, fatta con l’ineguagliabile “Stile di Paolo Baracchino”, ci racconta dettagliatamente ed esaustivamente ogni Etichetta degustata fino ai più piccoli particolari, alla fine di ognuna di esse c’è anche il voto espresso in centesimi.

Posso solo aggiungere che ilSupplemento Speciale di Oinos - Vivere di Vino - En Primeur Bordeaux 2023del valente Fine Wine Critic Paolo Baracchino è assolutamente da leggere

https://www.paolobaracchino.com/

https://www.oinosviveredivino.it/


"Speciale Oinos En Primeur Bordeaux 2023"

"Speciale En Primeur Bordeaux 2023": Ricco di Foto 

"Speciale En Primeur Bordeaux 2023": Vini Mitici 
(Foto Paolo Baracchino)

P. Baracchino allo "Châteaux Margaux" con P. Bascaules
(Foto Paolo Baracchino)

Giorgio Dracopulos e Paolo Baracchino