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venerdì 22 maggio 2026

“MOMENTEERIA” A MILANO: LA PRIMA SALA DA TÈ CONTEMPORANEA DEDICATA A GUSTOSI RITUALI DI FELICITÀ.



 

Il nome del “” deriva dall’espressione Cinese” (si pronunciatei”) del “Dialetto Amoy” (廈門話) originario della Provincia Meridionale del Fujian nella Cina Sudorientale molto simile a quello parlato nell’Isola di Taiwan.

Il “” è una bevanda che consiste in un “Infuso” (immersione in un liquido) o in un “Decotto” (cottura insieme a dell'acqua) ottenuto principalmente dalle foglie della “Camellia Sinensis” (Famiglia Theaceae) una pianta legnosa che oggi viene prevalentemente coltivata in Cina (maggior produttore dial Mondo), Bangladesh, Pakistan, India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone e Kenya. La raccolta delle foglie avviene tre volte l'anno: in Aprile, al principio dell'Estate e verso la metà dell'Autunno. Una volta raccolte le foglie di “” vengono trasportate stipate in grandi gerle in specifiche strutture, generalmente vicine, dove sono sottoposte a una serie di trattamenti che le trasformano nel prodotto finito pronto per essere commercializzato o rilavorato.

Tutti i tipi di “” traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie che poi spesso sono miscelate con spezie, erbe o essenze.

La Storia del ” si perde nella notte dei tempi tra un turbinio di leggende e miti prevalentemente di origini Cinesi. Per trovare alcune tracce più sicure bisogna risalire al III Secolo a. C. proprio in Cina dove il “” veniva utilizzato a scopo medicinale. Molto probabilmente furono i Monaci Buddhisti a favorirne la diffusione dato che lo utilizzavano come bevanda rituale.

Sempre in Cina sotto la “Dinastia Qin” ( - dal 221 al 206 a.C.) il “” iniziò a essere apprezzato anche per le sue prerogative energetiche e dissetanti. Sotto la successiva “Dinastia Han Occidentale” (西漢 - dal 206 a.C. al 9 d.C.) ebbe inizio la consistente coltivazione delle piante legnose del “”, ma la sua diffusione in Cina non si realizzò fino alla “Dinastia Tang” ( - dal 618 al 907). Proprio sotto la “Dinastia Tang” nel 758 il Letterato e Poeta Lu Yu scrisse il Cha Jing” ( - Canone del tè) il più antico, il più importante e il più completo trattato al Mondo (tre Libri con 10 Capitoli) sulla coltivazione, la preparazione e l’uso del “”. Questo testo dette un grande e fondamentale impulso alla “cultura del tè” e ne fissò anche la filosofia chiamando in causa gli elementi fondamentali (acqua, fuoco, legno, metallo, terra) che rispecchiano in unatazza di tè l’ordine che governa l’universo.

Il “” ha profumi inebrianti, colori deliziosi, sapori straordinari, in più nel lontano Oriente viene servito con rituali unici e originali denominati “Cerimonia del Tè”. Con questa espressione si tende a indicare quelle differenti forme ritualizzate per preparare e quindi degustare la bevanda del “” che vengono praticate in diverse Culture Asiatiche, un'attività culturale spesso meditativo-religiosa. Le varie varianti Nazionali di questa Cerimonia sono state influenzate dalle diverse tipicità dei Territori, in tempi diversi, rispetto a quella originaria della Cina, luogo in cui è nata la cultura del “” e la Cerimonia stessa. Parti integranti delle varie Cerimonie sono gli strumenti, i tempi e i gesti rituali. Tutte le Cerimonie sono chiari simboli che contengono raffinatezza, contentezza spirituale, umiltà, compostezza e semplicità. In Giappone, per esempio, la “Cerimonia del Tè” è un rito antichissimo, tutt’oggi ancora molto praticato, che non si limita al piacere di gustare una calda e buona tazza di “” ma che ha più una connotazione legata alle pratiche di meditazione, introspezione e contemplazione. Si tratta di una Cerimonia molto bella e affascinante, volta alla ricerca della propria essenzialità alla purificazione dello spirito, aspetto fondamentale di quella Disciplina denominataZen” (Zen è la pronuncia Nipponica del carattere Cinese ) che deriva dall’insieme delle dottrine e dei linguaggi originati, a partire dal IX Secolo, dalle Scuole Buddhiste Giapponesi.

Impossibile non amare il “” (la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua) grazie alla ricchezza delle sue proprietà positive ai grandi benefici e al magico fascino orientale.

Lunedì 13 Ottobre 2025, in Via Carducci al civico 38 (di fronte alla Pusterla di Sant’Ambrogio e con vista sulla Basilica di Sant'Ambrogio) a Milano è stata inaugurata la prima Sala da Tè contemporanea, un rifugio urbano dove ogni tazza racconta un’emozione: “Momenteeria”.

Via Giosuè Carducci è una storica Via del Centro di Milano che collega Corso Magenta a Piazza Cadorna. Anticamente chiamata Via San Gerolamo, in onore di un antico convento, ha assunto l'attuale denominazione nel 1907 per omaggiare il celebre poeta. Durante il Medioevo la strada si trovava a ridosso del Centro Storico e seguiva parte dell'antico tracciato difensivo e delle vie d'acqua Milanesi. Nel XVI Secolo la zona era densamente popolata da edifici religiosi, tra cui il Noviziato dei Gesuiti (da cui il nome San Gerolamo) e il complesso di San Vittore al Corpo. Fino al 1898 lungo la via scorreva un tratto del Naviglio. La sua copertura ha permesso di allargare la strada trasformandola nell'arteria cittadina che conosciamo attualmente con il suo fascino residenziale grazie anche all’estrema vicinanza (due passi) alla Basilica di Sant'Ambrogio (Basilica Romana Minore Collegiata Abbaziale Prepositurale di Sant'Ambrogio, edificata tra il 379 e il 386 in Epoca Romana Tardoimperiale) e alla presenza di signorili Palazzi d'epoca.

Il nomeMomenteeria” nasce dall’incontro tra “momento” e “teeria”: una parola nuova per descrivere una casa dove bellezza, cura e comfort si intrecciano naturalmente. Con “MomenteeriaAlessandra Gorlero (Amministratore Delegato e Co-fondatrice) insieme a Erica Della Bianca (Direttrice Marketing e Co-fondatrice) hanno voluto creare un luogo che non fosse soltanto una bella e accogliente “Sala da Tè” ma anche un sicuro rifugio urbano, una “casa dell’anima” dove fermarsi, rilassarsi, respirare e riscoprire l’assoluto piacere del tempo speso per sé stessi.

Il progetto d’interni di “Momenteeria”, realizzato dall’Architetto Paola Podenzani, coniuga calore e raffinatezza. Su una superficie di 150 metri quadrati lo spazio si articola su due livelli: al Piano Terra il Bancone vintage restaurato che dona atmosfera, eleganza e un tocco di classe senza tempo, armonizzandosi con l’ambiente accogliente e raffinato, la Boutique (tè, infusi, tisane e “concept store” con una vasta scelta di confezioni regalo), al Piano Superiore la Sala dei Tè, la Stanza dei Dolci e la Sala Eventi con il tavolo conviviale. Toni caldi come verde lichene e terracotta, luci soffuse, profumi naturali e suoni ambientali creano un’atmosfera rilassante. L’uso di “materiali materici” (tutto ciò che valorizza la materia fisica di un oggetto, privilegiandone la tridimensionalità, la texture e la sensazione tattile), i velluti e i tavoli evocano l’immagine di una casa elegante e accogliente, un luogo dove la piacevolezza tende a rallentare il tempo. Da pochi giorni “Momenteeria” ha anche il nuovo Dehors (con cinque tavoli) affacciato su una delle viste più belle di Milano.

La “Carta dei Tè”, composta da circa 60 referenze tutte acquistabili, spazia dai monorigine pregiati importati direttamente dalla Cina, certificati dall’Associazione Italiana Tè e Infusi, a miscele originali arricchite da botaniche italiane. Della collezione fanno parte i puri, come il “Dian Hong” arrotolato a mano a spirale o il “Bai Mu Dan Top Grade” e alcuni rari come il “Huo Shan Huang Ya” accanto a blend esclusivi, tisane e infusi firmati dal “Tea BlenderItaliano Albino Ferri, la cui Azienda opera nel settore da oltre un secolo.

Riccardo Colosi, “Prime Tea Sommelier” supervisiona la selezione delle foglie e accompagna l’ospite nella scelta e nella degustazione. Cuore dell’esperienza è, infatti, il rito del tè di “Momenteeria”, reinterpretato come percorso di lentezza e cura. Le foglie vengono presentate in piattini di gres bianco artigianali e sono versate nella teiera in vetro, svelando parole che evocano benessere e serenità. L’infusione, scandita dalla clessidra, diventa un momento di attesa e riflessione. Il rito si conclude con l’assaggio del servito in tazze bianche ideali per esaltare il colore del tè. Una card informativa accompagna la degustazione, illustra l’origine del tè, le caratteristiche e il momento ideale di consumo, trasformando la scelta in un gesto consapevole e personale.

La “Tea Tender e Store ManagerMonica Angeli, accoglie le persone e le guida nell’esperienza del, coniugando competenza tecnica e autentica passione per l’ospitalità. Ogni miscela e ogni prodotto racconta un’emozione, tra le sue creazioni più originali, la reinterpretazione del “Rituale n.1 La Felicità nelle Piccole Cose” trasformato in un cocktail esclusivo a base di gin, o il “Rituale n.8 Equinozio di Autunno a Milano”, il “Rituale n.14 Lucciole tra i cespugli”, il “Rituale n.12 Portafortuna segreto”, microracconti che evocano attimi di felicità quotidiana, sensazioni e atmosfere.

Il Menù diMomenteeria” è parte integrante del rituale: naturale, colorato e pensato come un’esperienza da vivere con calma e consapevolezza. Dalla colazione al pranzo, fino altea time”, ogni momento invita a rallentare e a prendersi cura di sé. Il “Menù del Pranzo”, firmato dalla Biologa Nutrizionista Nicole Labaguer e dalla Psicoterapeuta Antonella Calabrese, è dedicato al cibo consapevole e si articola in due percorsi complementari: Light Lunch e Comfort Food. Il “Light Lunch” propone piatti leggeri, stagionali e preparati in vasocottura, pensati per un equilibrio di gusto e benessere: la “vellutata di zucca”, il “riso venere con verdurine al curry e gamberi”, il “filetto di salmone con verdure saltate”, solo per citarne alcuni. Il “Comfort Food” propone reinterpretazioni di piatti tradizionali in chiave “mindful” (consapevole), sempre in vasocottura, come la “cacio e pepe shakerata”, le “lasagne al ragù di manzo al coltello”. Ogni portata può essere accompagnata da selezionati, trasformando il pasto in un autentico rituale di “mindful eating” che unisce gusto, lentezza e consapevolezza.

La “Pasticceria” è curata da Rita Strati, Architetto e Cake designer, vera “scultrice di pasta frolla”. Tra le sue creazioni la “Torta Momenteeria al matcha e cioccolato bianco”, la “Crostata Sant’Ambrogio”, la “Crostata Foglie di Ginkgo a Milano”, piccoli capolavori visivi e gustativi pensati per accompagnare i più pregiati. Non mancano dolci vegani e monoporzione, oltre a biscotti ispirati alla tradizione e alla natura, dalle “Madeleine” ai “Colibrì” colorati, dai “Biscotti di Leonardo Da Vinci” alle creazioni con fiori eduli, per trasformare ogni pausa in un momento di bellezza e gioia quotidiana.

Con l’arrivo della bella stagione e l’apertura del nuovoDehors di Momenteeria” il esce dalla dimensione tradizionale e si trasforma in un aperitivo da vivere. Nasce il nuovo rituale “Aperitivo di Momenteeria” un rito che si esprime attraverso una proposta attenta al bere in modo diverso, più consapevole, leggero e “low alcol”: un tempo lento da assaporare che abbina il mondo del tè alla convivialità del brindisi. Il non è più solo caldo e invernale ma diventa protagonista di una mixology originale capace di offrire alternative eleganti ai cocktail classici. Tutti i Drink sono ideati da Monica Angeli, Store Manager e Tea Tender, che usa il come un vero ingrediente di miscelazione. Tra le novità il signature “Gin Teazz” (tè Wulong, fiore di sambuco delle Dolomiti e agrumi, gin, liquore al mandarino e sambuco), il “Golden Hour” (mela, limone e curcuma, calvados e cointreau), il “Momenteeria Spritz” un classico reinterpretato, il “Botanical Blush” (karkadè, rosa canina, sambuco, tonica al pompelmo rosa), il “Her Majesty” shrub ai frutti rossi e zenzero studiati per esaltare il gusto e la leggerezza.

Ma anche qui il cuore della proposta di “Momenteeria” resta il tè, adattato al periodo stagionale: freddi naturali, senza zuccheri aggiunti, con le infusioni preparate con una tecnica precisa: estrazioni a caldo molto concentrate, versate al momento su ghiaccio. Un gesto che sostituisce il rituale classico invernale della teiera con una nuova liturgia visiva. L’esperienza si completa con la proposta food ideata in collaborazione con la Nutrizionista Nicole Lagabauer: “Alzatina Aperitivo” la selezione di piccole delizie salate ideali da condividere e “Tavolozza di Madre Natura” un concept ispirato alle proposte food del Nord Europa che mette al centro la materia prima. Verdure fresche, olio extra vergine di oliva da frantoio ligure, hummus e baccelli di pisellini da sgranare: un gesto semplice, conviviale e profondamente salutare.

Infine l’ultima novità è l’arrivo in Carta di “Lillibetuna miscela esclusiva diMomenteeria” creata per celebrare il “Centenario della nascita della Regina Elisabetta II del Regno Unito (1926 - 2026)”.  “Lillibet” nasce da una base “Earl Grey” arricchita con petali di fiordaliso e boccioli di butterfly pea. Il suo tratto distintivo è il colore: un blu intenso naturale che si trasforma in oro rosa con l’aggiunta di limone, spruzzato al momento. Un piccolo rito visivo memorabile che unisce eleganza, sorpresa e gusto.

Momenteeriaa Milano la primaSala da Tè Contemporaneadedicata a gustosi rituali di felicità.

https://www.momenteeria.it/

https://www.youtube.com/shorts/ZhoCcRnti2Y


"Momenteeria" a Milano: Il Bancone Vintage (Foto M. Di Tella)

"Momenteeria" a Milano: La Sala (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Fascino e Stile (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Eleganza e Gusto (Foto Mattia Di Tella) 

"Momenteeria": Il Pranzo (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Solo Delizie (Foto MDT)

"Lillibet"... (Foto Mattia Di Tella)

I Nuovi Cocktail (Foto Mattia Di Tella)

"Tavolozza di Madre Natura" e Cocktail (Foto MDT)


domenica 19 novembre 2023

“CASTELLO DI VICARELLO” A CINIGIANO (GR): NON SOLO UN MAGNIFICO POSTO DA VISITARE MA UN PARADISO TERRESTRE DOVE PERDERSI.




La “Maremma” è una vasta Area Geografica (circa 5000 km²), affacciata sul Mar Tirreno e il Mar Ligure, compresa tra la Toscana (in prevalenza) e il Lazio.

Da Nord a Sud la Maremma si divide in tre zone: l’Alta Maremma (o Antica Maremma Pisana, oggi divisa tra le Province di Pisa e Livorno), la Maremma Grossetana (quella più famosa, che s’identifica spesso con il termine stesso di “Maremma”) e la Maremma Meridionale (o Laziale).

In origine la parte pianeggiante di questo vasto Territorio era estremamente paludosa, invivibile anche per la facilità con cui si prendeva la malaria ma, grazie alle Bonifiche iniziate nel 1780 e terminate in grandissima parte nel 1940, il problema è stato risolto. Oggi la Maremma è semplicemente magnifica, un Territorio bellissimo curato e accogliente, dove la natura è regina, ricco di cultura, tradizioni e fascino. Grazie anche alle grandi Zone Protette come il “Parco Naturale della Maremma” e la “Zona Archeologica dei Vulci”, si sono mantenute pressoché intatte tutte le meravigliose positività dell’ambiente, della flora e della fauna. 

La parte centrale della Maremma corrisponde quasi totalmente alla Provincia di Grosseto fino alle pendici del Gruppo Montuoso del Monte Amiata, delle Colline Metallifere e fino alla media Valle dell'Ombrone oltre alla fascia costiera che a Nord è ubicata tra la Città di Piombino e il Fiume Cecina (confine con la Maremma Livornese ex Pisana) e a Sud si spinge nel Lazio fin verso Civitavecchia. Il Territorio Maremmano è estremamente verdeggiante sia nella parte pianeggiante sia in quella collinare.

In questo splendido contesto nel cuore della Maremma Grossetana si trova una Tenuta super accogliente che recentemente ho avuto il grande piacere di visitare: Castello di Vicarello

Il Castello di Vicarello è situato in Località Vicarello nel Comune di Cinigiano (GR) nella Frazione di Poggi del Sasso all'estremità nord-occidentale del Territorio Comunale. La Frazione comprende un caratteristico Bosco Demaniale denominato Foresta di San Martino e diverse Tenute, Aziende Agricole e Agrituristiche, sorte negli ultimi anni anche grazie alla vasta estensione del suo Territorio e alla particolare fertilità del suolo. A questa grande vitalità della Frazione si deve la nascita (30 Luglio 1998) della Denominazione dei Vini DOC e poi DOCG diMontecucco” e del Consorzio Tutela Vini Montecucco creato nel 2000. La Denominazione prende il nome dalla omonima Fattoria che sorge in una delle Colline di Poggi del Sasso.

La tradizione orale vuole che la struttura del “Castello di Vicarello”, edificata nel Duecento dai Senesi come un importante elemento difensivo e di avvistamento (da 350 m. s.l.m. domina un fantastico panorama), sia sorta su di un antichissimo insediamento Etrusco. Il piccolo Borgo costituito da due corpi di fabbrica interamente in pietra si articola attorno a un cortile interno a cui si accede attraverso una caratteristica grande porta ad arco.

I primi proprietari furono gli Ardengheschi un'antica Famiglia di Conti protagonista delle vicende Medievali locali e successivamente ancora dei Senesi. Alla metà del '400 venne ceduto ai Signori del Cotone, proprietari anche del Castello della Sabatina, situato nelle vicinanze. Divenne poi un Convento di Monache e fu sottoposto alla protezione della Famiglia Placidi, proprietaria del Castello di Poggio alle Mura e dei vicini Poderi San Martino e Carceroni.

In Epoca Rinascimentale, furono effettuati lavori di riqualificazione che hanno determinato la sovrapposizione di elementi stilistici dell'epoca con quelli preesistenti risalenti al periodo Medievale. Entrato a far parte del Territorio amministrato della Repubblica di Firenze prima e poi dal Granducato di Toscana a metà Cinquecento, il complesso è rimasto di proprietà privata anche nelle epoche successive, conoscendo soltanto temporanei periodi di degrado come quello di una parziale distruzione dovuta alle vicende della Seconda Guerra Mondiale

Negli anni Ottanta Carlo e Aurora Baccheschi Berti durante una vacanza passeggiando a cavallo (non c’era allora una strada percorribile) arrivarono al Castello di Vicarello e subito si innamorarono del luogo comprandolo. Carlo e Aurora Baccheschi Berti al tempo vivevano tra l’Isola Indonesiana di Bali e la Città di Milano, Lui Fiorentino e Lei Milanese, lavoravano nel Mondo della Moda, del Tessile e dell’Arredamento. Dopo l’acquisto iniziarono l’enorme opera di restauro che durò 12 anni, il risultato fu la loro nuova Casa di Famiglia per Loro e i tre Figli: Brando, Neri e Corso.

Trascorsi alcuni anni Carlo e Aurora decisero di aprire la Loro Casa agli ospiti e la trasformarono, attraverso altre impegnative opere di adeguamento, nell’attuale ed esclusivo Boutique Hotel che realizza un “concept di ospitalità” più che mai attuale dove regnano privacy, gusto e accoglienza super personalizzata.  

Oggi il Castello di Vicarello è magnificamente circondato da 40 Ettari di vigneti, oliveti e terreni agricoli, che dal 1999 sono curati in regime biologico, oltreché da altre centinaia di ettari di verdeggiante e splendida macchia mediterranea.

Il Castello accoglie gli ospiti con le sue Nove Suite esclusive e arredate ognuna in modo diverso ma tutte con grande gusto ed eleganza grazie alla sapiente unione di stili diversi (Indonesiano, Italiano e di altre parti del Mondo) con l’Architettura Medievale. Diverse Sale e Salette con camini e Bar offrono ogni tipo di comfort. Ci sono due Piscine (una anche riscaldata) a sfioro, con Bar e servizi di Ristorazione circondate da curatissimi Giardini all’Italiana e da Terrazze panoramiche

I Ristoranti, sia al chiuso che all’aperto, utilizzano solo ottime materie prime selezionatissime che arrivano anche dagli Orti Biologici interni e dalla Tenuta di Caccia La Valle di Buriano, oltre 400 ettari ubicati nel Comune di Castiglione della Pescaia (GR), altra proprietà di Famiglia.

Il Castello di Vicarello è una sincera espressione di un lusso contemporaneo che offre un’esperienza assolutamente fuori dal comune.

Aurora e Carlo Baccheschi Berti da alcuni anni vivono e lavorano per nove mesi dell’anno in Grecia dove hanno avviato un’attività ristorativa e la conduzione del Castello di Vicarello, e non solo, è affidata ai tre Figli, Brando, Neri e Corso. La Famiglia ha a Milano, dove Mamma Aurora aveva negli Anni ’90 lo showroom in Corso Genova al Civico 11, anche un piccolo Boutique Hotel denominato Vico, dove l’accoglienza è all’insegna del gusto e dello charme.

Brando, una carriera da velista professionista alle spalle, è oggi responsabile a 360° del Progetto Enologico Aziendale, coadiuvato da un piccolo, esperto e affiatato Team in Vigna e in Cantina che comprende anche l’Enologo consulente Maurizio Saettini. Neri, dopo la Laurea in Economia e un’esperienza in finanza nella City di Londra, è rientrato in Toscana per portare il suo contributo alla gestione della Tenuta e la stessa cosa è avvenuta per Corso (straordinario e appassionato cacciatore) che, dopo aver concluso gli studi in Svizzera all’École d’Hôteliere di Losanna, è oggi Head of Operations del Castello.

Dal Febbraio 2023 l’Executive Chef & Food and Beverage Management del Castello è Massimiliano Volonterio.

Massimiliano è nato a Como il 24 Novembre del 1980, fin da giovanissimo ha sempre apprezzato i piaceri della “buona tavola” visto che Mamma e Nonno erano dei veri Maestri di Cucina e lo Zio un grande Pasticciere, tutta questa gustosa influenza non poteva che portarlo, nel 2000, a diplomarsi all’Istituto Professionale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraCarlo Porta” di Milano. Dopo un brevissimo periodo di gavetta dove ha dimostrato la sua grande predisposizione e amore per la Cucina ha iniziato dal 2001 una carriera da Chef davvero brillante in Italia e all’Estero in Locali famosi e super Stellati” a fianco di Chef Italiani e Francesi di fama Internazionale.

Eccoci giunti alla mia visita al Castello dove sono stato accolto con grande premura, affabilità e gentilezza da Brando Baccheschi Berti e dallo Chef Massimiliano Volonterio. Successivamente anche Neri e Corso Baccheschi Berti sono venuti a salutarmi.

Brando mi ha fatto visitare tutta la struttura che decisamente colpisce per le sue straordinarie peculiari bellezze. La mia visita è stata, “passo passoaccompagnata anche dallavera padronadel Castello la dolcissima e buonissima canina Uva.

Fattasi ora di Pranzo con Brando ci siamo seduti a tavola nella luminosa Sala interna del Ristorante. Prima di iniziare la Degustazione Brando mi ha raccontato dei Loro Vini e della loro personalizzata “filosofia vitivinicola e dell’accoglienza”. Nelle sue parole ho sentito grande e sincera passione per tutto ciò che al Castello viene realizzato.

Il Menu offre un’ampia scelta alla Carta, prevalentemente di Terra, e un Menu Degustazione. La Carta dei Vini offre oltre a quelli della Casa anche una speciale selezione di Vini Rossi e Bianchi delle Zone più note della Toscana, ma si può scegliere anche Vini Rossi, Bianchi e Champagne dalla Francia: non manca l’opzione “Vini al Calice”.

I sette Ettari Vitati del Castello di Vicarello sono suddivisi in tre Vigne (Vigna del Castello, Poggio Vico e Vigna Anfiteatro) coltivate a “Cabernet Sauvignon”, “Cabernet Franc”, “Merlot”, “Petit Verdot”, “Sangiovese” e un perfetto quanto outsider “Malbec”. La vitivinicultura biologica, anticonformista e sostenibile che qui si pratica mette al primo posto la tutela del paesaggio e della natura, ed è estremamente curata e selezionata tanto da permettere di realizzare una produzione pluripremiata comprendente Quattro Etichette di Vini Rossi e un Vino Rosé per un totale di sole 25.000 Bottiglie.

Brando in abbinamento alle portate del pranzo ha voluto aprire personalmente e farmi assaggiare quattro loro Vini tutti Toscana Rossi I.G.T. Certificati Biologici: “Merah 2019” (100% Sangiovese), “Poggio Vico 2019” (100% Malbec), “Terre di Vico 2016” (70% Sangiovese e 30% Merlot) e “Castello di Vicarello 2016” (45% Cabernet Franc, 45% Cabernet Sauvignon e 10% Petit Verdot).

In tavola solo eccellenze della Casa come il fragrante e buonissimo Pane (Pane di Farro, Pane di Comino, Focaccia al Pomodoro e Grissini al Carbone Vegetale), il golosissimo Burro al Cipresso e il nuovissimo e delizioso Olio Extra Vergine di Oliva 2023.

Sono state servite le seguenti portate: - Cappuccio di zucca, spuma al Pecorino D.O.P. di Manciano, polvere di olive nere e chips di focaccia; - Battuta di cinghiale” (proveniente dalla Tenuta La Valle di Buriano”) con maionese al tartufo e pane croccante; - Prosciutto di anatra fatto in Casa al profumo di vaniglia, insalatina di campo e mostarda all’arancio homemade; - Cappellacci ripieni di stufato didaino” (proveniente dalla Tenuta La Valle di Buriano”) su crema di patate Toscane leggermente affumicate, lamponi e mandorle tostate; - “Il Piccione” (di Laura Peri) - Petto scottato all’alloro con composta di fichi, coscio cotto a bassa temperatura e affumicato con legno di rovere, tartare di filetto su grissino all’olio d’oliva, aletta impanata e fritta con salsa agrodolce; - “Dessert” - Morbido di zucca Toscana, e cioccolato bianco Noalya al rosmarino su tartelletta di paprika piccante.

Per finire la deliziosa “Piccola Pasticceria della Casa” accompagnata dalla Loro buonissima Grappa realizzata da Capovilla con le vinacce del “Castello di Vicarello”.

Ho trovato tutte le portate decisamente molto buone con sapori e gusti esaltanti, belle, curate ed eleganti anche le presentazioni.

Veramente molto interessanti anche tutti i Vini della Casa degustati, ognuno con le sue specifiche peculiarità esprimevano i Vitigni e il Territorio e allo stesso tempo erano portatori di sentori vellutati ed estremamente gradevoli di ispirazione Francese.

La Cucina dello Chef Massimiliano Volonterio è estremamente genuina, piacevole, ricca, gustosa, saporita, leggera e bella, oltreché essere il frutto di una mano esperta: è chiaramente il risultato di grande e assoluto impegno abbinato a una enorme passione.

In Cucina lo Chef è supportato da una ottima Brigata composta dal Sous-chef Giuseppe D’anna, dal Pastry-chef Mirko Puddu, dal Capo Partita Nicolò Bosis e dal Panettiere/Fornaio Nicolò Raviola.

Il Servizio di Sala è stato svolto con professionalità e gentilezza dalla Brigata di Sala guidata dalla Maître Danila Garofalo e dalla Sommelier Astrid Checchia.

Ho lasciato malvolentieri il Castello di Vicarello” la “Dimora Storicadella Famiglia Baccheschi Berti, un complesso assolutamente fascinoso immerso nel verde con un panorama mozzafiato che offre una speciale accoglienza super personalizzata, perché non è solo un magnifico posto da visitare ma unparadiso terrestredove perdersi.

https://www.castellodivicarello.com/it/

https://www.youtube.com/watch?v=mno3qV29NQw


"Castello di Vicarello"..... (Foto CdV)

"La Vera Padrona del Castello": Uva

"Piscina e Panorama"..... (Foto Valentina Sommariva)

Una Vista delle Vigne (Foto CdV)

"Castello di Vicarello": Fascino e Accoglienza  (Foto CdV)

Lo Chef Massimiliano Volonterio nell'Orto

 La Sala Ristorante..... (Foto CdV)

Una Vista della Preziosa Cucina..... (Foto CdV) 

 Brando Baccheschi Berti Stappa i Vini per Me.....

"Pane, Olio e Burro" della Casa

"Cappuccio di Zucca".....

 "Battuta di Cinghiale"..... 

"Prosciutto di Anatra".....

"Cappellacci di Daino"..... 
 
 "Il Piccione".....

"Morbido di Zucca Toscana".....

"Piccola Pasticceria della Casa"

"Castello di Vicarello": Vino, Olio, Grappa e..... (Foto CdV)

Brando Baccheschi Berti, Dracopulos e Massimiliano Volonterio

"Castello di Vicarello": Un Paradiso Terrestre (Foto CdV)

domenica 1 gennaio 2023

IL TÈ UNA GUSTOSA BEVANDA RICCA DI POSITIVE PROPRIETÀ, GRANDI BENEFICI E MAGICO FASCINO ORIENTALE.




Il nome del “” deriva dall’espressione Cinese” (si pronuncia “tei”) del “Dialetto Amoy” (廈門話) originario della Provincia Meridionale del Fujian nella Cina Sudorientale molto simile a quello parlato nell’Isola di Taiwan.

Il “” è una bevanda che consiste in un “Infuso” (immersione in un liquido) o in un “Decotto” (cottura insieme a dell'acqua) ottenuto principalmente dalle foglie della “Camellia Sinensis” (Famiglia Theaceae) una pianta legnosa che oggi viene prevalentemente coltivata in Cina (maggior produttore di “tè” al Mondo), BangladeshPakistanIndiaIndonesiaSri LankaGiappone e Kenya. La raccolta delle foglie avviene tre volte l'anno: in Aprile, al principio dell'Estate e verso la metà dell'Autunno. Una volta raccolte, le foglie di “” vengono trasportate, stipate in grandi gerle, generalmente vicino alle piantagioni, dove sono sottoposte a una serie di trattamenti che le trasformano nel prodotto finito pronto per essere commercializzato o rilavorato.

Tutti i tipi di traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie che poi spesso sono miscelate con spezie, erbe o essenze.

La Storia del” si perde nella notte dei tempi tra un turbinio di leggende e miti prevalentemente di origini Cinesi. Per trovare alcune tracce più sicure bisogna risalire al III Secolo a. C. proprio in Cina dove il “veniva utilizzato a scopo medicinale. Molto probabilmente furono i Monaci Buddhisti a favorirne la diffusione dato che lo utilizzavano come bevanda rituale.

Sempre in Cina sotto la “Dinastia Qin” ( - dal 221 al 206 a.C.) il “” iniziò a essere apprezzato anche per le sue prerogative energetiche e dissetanti. Sotto la successiva “Dinastia Han Occidentale” (西漢 - dal 206 a.C. al 9 d.C.) ebbe inizio la consistente coltivazione delle piante legnose del “”, ma la sua diffusione in Cina non si realizzò fino alla “Dinastia Tang” ( - dal 618 al 907). Proprio sotto la “Dinastia Tang” nel 758 il Letterato e Poeta Lu Yu scrisse il “Cha Jing” ( - Canone del tè) il più antico, il più importante e il più completo trattato al Mondo (tre Libri con 10 Capitoli) sulla coltivazione, la preparazione e l’uso del ”. Questo testo dette un grande e fondamentale impulso alla “cultura del tè” e ne fissò anche la filosofia chiamando in causa gli elementi fondamentali (acqua, fuoco, legno, metallo, terra) che rispecchiano in unatazza di tè l’ordine che governa l’universo.

In questo periodo storico il “” veniva ancora macinato e bollito mentre sotto le successive “Dinastie Song” (del Nord 北宋 e del Sud 南宋 - dal 960 al 1279) le foglie iniziarono a essere polverizzate e il “tè” conobbe un epoca di eccezionale diffusione tanto da essere definital’Età d’oro del tè”. L’uso del “” iniziò a varcare i confini della Cina diffondendosi in Giappone, Corea e Medio Oriente, fino a giungere in Occidente nel XVII Secolo grazie probabilmente ai Portoghesi anche se la prima importazione documentata è dellaCompagnia Olandese delle Indie Orientali” (fondata il 20 Marzo del 1602). 

Il “” contiene “caffeina” (alcaloide stimolante del sistema nervoso centrale), “teanina” (amminoacido psicoattivo), “catechina” (antiossidante), “teobromina” e “teofillina” (due alcaloidi stimolanti) e fluoruri. Gli effetti della bevanda dipendono sia dal tipo di “” usato sia dalle modalità di infusione (temperatura e durata). Un'infusione breve (circa 2 minuti) estrae dalle foglie di “” soprattutto la “caffeina”, mentre un'infusione più lunga (3/5 minuti) estrae anche l’acido tannico che combinandosi con la caffeina ne attenua l’efficacia stimolante.  

In Cina oggi si impiega un Sistema di Classificazione che distingue Sei Tipi Fondamentali di Tè ottenuti con sei diversi processi di lavorazione, denominati in base al colore del prodotto secco o dell'infuso: “Tè Verde” (Lücha 绿), “Tè Giallo” (Huangcha 黄茶), “Tè Nero o Tè Postfermentato” (Heicha 黑茶), “Tè Bianco” (Baicha 白茶), “Tè Verdeazzurro o Blu” (Qingcha 青茶), "Tè Rosso" (Hongcha ). Le Varietà si differenziano per i diversi trattamenti lavorativi che permettono diversi gradi di ossidazione delle foglie, comunemente chiamata "fermentazione": i “Tè Rossi” (detti "Neri" in Occidente) sono Tè fermentati, i “Verdi” sono Tè non fermentati, i “Blu” e “Gialli” sono semifermentati, e i “Neri” sono "postfermentati". I “Tè Bianchi” sono ottenuti dalle gemme e dalle prime foglie con fermentazione parziale.

Una volta essiccato, il “” può essere ulteriormente lavorato per dare vita a “Tè aromatizzati”, “ pressati” e “Tè deteinati”. Il “” ha una gamma molto ampia di aromi: floreale, fruttato, dolce, erbaceo, speziato, legnoso, affumicato, marino, balsamico, oppure un sapore volutamente amaro e astringente. A partire dagli Anni Ottanta del XX Secolo si è commercializzato il "Tè freddo", un prodotto prevalentemente industriale, servito dopo essere stato refrigerato come bevanda rinfrescante.

Recentemente, a fine Anno 2022, un’Azienda Spagnola importante come NutriTiendasi è molto impegnata per diffondere i benefici del consumo giornaliero diattraverso una Campagna ricca di dettagliate informazioni e specifici consigli.

NutriTienda è l'Azienda E-commerce di Salute e Bellezza Leader, dal 2007, in Spagna e Portogallo. Attualmente è immersa in un progetto di espansione in Europa e ha iniziato a muovere i suoi primi passi in Italia nel 2020NutriTienda dispone di un Catalogo con più di 60.000 Prodotti di 1.900 Marche diverse e con le quali lavora a stretto contatto, per poter raggiungere il suo obiettivo: mettere a disposizione di tutti i suoi clienti le soluzioni più innovative in termini di qualità, efficacia e sicurezza, sempre al miglior prezzo. Grazie alla diversificazione del suo team e alla complementarità dei suoi processi verticali di business è diventata un punto di riferimento nel settore, ottenendo l'universalizzazione della salute nutrizionale e della cura personale. Oggi il suo obiettivo è quello di estendere maggiormente il suo raggio d'azione, portando le sue Dieci Categorie Merceologiche (Parafarmacia, Erboristeria, ECO/BIO, Nutrizione Sportiva, Igiene, Profumeria, Make Up, Cosmetica, Prodotti per Capelli e Animali Domestici) in tutto il Territorio Europeo.  

La Campagna di NutriTienda illustra con precisione le caratteristiche dei tipi principali di “” valorizzando il “re degli infusi” che viene gustato in moltissimi Paesi del Mondo, una bevanda fondamentale per diverse culture e sistemi economici. Un numero infinito di persone bevono ogni giorno una tazza di ” apprezzandolo non solo per il suo gusto ma anche per i suoi molteplici benefici per la salute e la sua ampia varietà di nutrienti che rappresentano una fonte importante di antiossidanti che hanno il compito di combattere i radicali liberi, ossia le molecole che ossidano le cellule e le fanno invecchiare. Una “tazza di tè” al mattino fornisce un grande apporto di energia che dura per molte ore.

Noelia Suarez, Responsabile della Comunicazione di NutriTienda, a supporto dell’intensa Campagna Aziendale a favore dell’uso quotidiano del ”, ha affermato: “Il tè rappresenta un modo per prendersi cura di se stessi con pochi sforzi, contiene pochissime calorie (se non aggiungiamo zucchero o altri alimenti calorici) ed è ricco di polifenoli, che sono particelle antiossidanti, vitamine del gruppo B e un gran numero di minerali come il calcio, il fluoro o il ferro. Esistono moltissime varietà, per cui è quasi impossibile stabilire in maniera inequivocabile che esistono persone che non amano il tè, semplicemente non hanno ancora trovato la varietà perfetta per loro. Noi di NutriTienda raccomandiamo di inserire questa bevanda nella dieta e nella nostra beauty routine, perché aiuta a combattere l’invecchiamento precoce e offre tantissimi altri benefici alla nostra salute”.

Il “” ha profumi inebrianti, colori deliziosi, sapori straordinari, in più nel lontano Oriente viene servito con un rituali unici e originali denominati “Cerimonia del Tè”. Con questa espressione si tende a indicare quelle differenti forme ritualizzate per preparare e quindi degustare la bevanda del “” che vengono praticate in diverse Culture Asiatiche, un'attività culturale spesso meditativo-religiosa. Le varie varianti Nazionali di questa Cerimonia sono state influenzate dalle diverse tipicità dei Territori, in tempi diversi, rispetto a quella originaria della Cina, luogo in cui è nata la cultura del “” e la Cerimonia stessa. Parti integranti delle varie Cerimonie sono gli strumenti, i tempi e i gesti rituali. Tutte le Cerimonie sono chiari simboli che contengono raffinatezza, contentezza spirituale, umiltà, compostezza e semplicità. In Giappone, per esempio, la “Cerimonia del Tè” è un rito antichissimo, tutt’oggi ancora molto praticato, che non si limita al piacere di gustare una calda e buona tazza di “” ma che ha più una connotazione legata alle pratiche di meditazione, introspezione e contemplazione. Si tratta di una Cerimonia molto bella e affascinante, volta alla ricerca della propria essenzialità alla purificazione dello spirito, aspetto fondamentale di quella Disciplina denominataZen” ( Zen è la pronuncia Nipponica del carattere Cinese ) che deriva dall’insieme delle dottrine e dei linguaggi originati, a partire dal IX Secolo, dalle Scuole Buddhiste Giapponesi.

Impossibile non amare il” (la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua) grazie alla ricchezza delle sue proprietà positive ai grandi benefici e al magico fascino orientale.

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"Un Buon Momento" (Foto NutriTienda)  

Varie Tipologie di Tè (Foto NutriTienda)

Il Tè: Impossibile non Amarlo (Foto NutriTienda)

Tè Nero (Foto NutriTienda)

Tè Verde (Foto NutriTienda)

Tè Rosso (Foto NutriTienda)

Tè Freddo (Foto NutriTienda)

Il Tè: Profumi Inebrianti e Colori Deliziosi (Foto NutriTienda) 

Imperdibile una Buona Tazza di Tè (Foto NutriTienda)

Magico Fascino Orientale (Foto NutriTienda)