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mercoledì 25 febbraio 2026

ALLA “SCUOLA TESSIERI” DI PONSACCO (PI) LA CENA DIDATTICA È STATA UN’ESPERIENZA GASTRONOMICA DI ALTISSIMO LIVELLO.




Si definisce “Scuola Alberghiera” una Scuola di formazione secondaria di secondo grado che prevede un percorso formativo della durata quinquennale. Alla fine del triennio si consegue un Diploma Professionale che consente già di affacciarsi sul mondo del lavoro. Inoltre è possibile proseguire il percorso di studi per altri due anni conseguendo così il Diploma di Maturità con la conseguente qualifica di “Tecnico dei Servizi Turistici” o di “Tecnico dei Servizi di Ristorazione”. La Scuola ha tre indirizzi specifici: Enogastronomia, Servizi di Sala e di VenditaAccoglienza Turistica.

Come negli altri Licei e Scuole Superiori, anche negli Istituti Alberghieri si studiano tutte le discipline tradizionali. Ciò che caratterizza però il percorso Alberghiero è la presenza delle materie specialistiche: scienza degli alimenti, nutrizionistica, servizi di accoglienza, laboratori tecnici, gestione delle aziende di ristorazione, economia e tecnica dell’azienda turistica, diritto riguardante la materia del turismo e della ristorazione. Il percorso formativo prevede anche la partecipazione a Stage presso ristoranti, pasticcerie, alberghi, agenzie di viaggio o in altre strutture.

In Italia la Storia degli IstitutiAlberghieriè iniziata nel 1930 con l’apertura di Scuole riservate denominate “Istituti Tecnici per l’Industria Alberghiera”. Agli inizi i Corsi erano di un solo Anno, poi divennero Biennali e successivamente Triennali. Dal 1943 questo tipo di Scuola venne denominata: “Scuola Tecnica Commerciale Alberghiera”.

Oggi per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo Ristorativo/Alberghiero esistono su tutto il Territorio Nazionale numerosi Istituti Professionali Statali per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione (I.P.S.S.A.R.). Ma per poter entrare “in punta di piedi” nel fantastico mondo dell’enogastronomia si deve studiare moltissimo, acculturandosi e aggiornandosi in continuazione.

Grazie alla grande pubblicità data dalla massiccia presenza mediatica nel Mondo di grandi Chef super “Stellati”, in questi ultimi decenni sono state aperte molte “Scuole di Cucina” private dietro l’ampia richiesta di tantissimi giovani che vogliono apprendere e perfezionarsi. Alcune di queste Scuole Formative garantiscono corsi specifici a Livelli molto alti, alla fine dei quali gli Studenti conseguono dei “Diplomi Professionali” riconosciuti sia dalle varie Regioni dove sono ubicate sia a carattere Nazionale.

Una delle migliori Scuole Superiori Italiane Accreditate e Certificate è laScuola Tessieri”.

La “Scuola Tessieri” ha Sede nella magnifica Regione Toscana a Ponsacco, in Provincia di Pisa, nella Zona Artigianale/Industriale, precisamente in Via Milano al Civico 24. La sua ubicazione strategica le permette di essere raggiunta con facilità trovandosi a solo 2,5 Km. dall’uscita “Pontedera-Ponsacco” di una fondamentale arteria come la “Strada di Grande Comunicazione Fi-Pi-Li”. La Scuola è nata nel 2015 per la brillante iniziativa di un noto imprenditore della zona Alessio Tessieri (classe 1963). Alessio ha fondato e guidato nel tempo Aziende leader a livello Nazionale e Internazionale nel settore dolciario. “Casa Tessieri” l’Azienda madre del suo Gruppo imprenditoriale sceglie e distribuisce nel Mondo, da oltre 50 anni, prodotti di selezionatissime pasticcerie, panetterie e Aziende di trasformazione alimentare.

La “Scuola Tessieri” è un grande open space di oltre 800 mq. che può essere suddiviso in ambienti separati mediante pareti trasparenti e insonorizzate. Le più moderne attrezzature arredano gli specifici Laboratori di Cucina, Pasticceria e Panetteria, Pizzeria, Bar e Sala, Gelateria, Cioccolateria. Telecamere e Schermi giganti permettono di proiettare ogni passaggio delle lezioni.

Grazie a importanti ed espertissimi Professori interni a cui si aggiungono, per specifici Corsi, anche noti e super premiati Professionisti esterni, non solo Italiani, gli Allievi della Scuola sono seguiti con grandissima attenzione e accompagnati nel portare all’eccellenza le specifiche attitudini professionali di ciascuno.

Le attività dellaScuola Tessierispaziano dai Corsi Base fino a raggiungere i Corsi di Alta Specializzazione: l’istruzione acquisita offre la possibilità di avere interessanti sbocchi occupazionali. La “Scuola Tessieri” grazie al suo stretto legame con il Territorio e con le eccellenze Enogastronomiche Nazionali spesso organizza molte iniziative per aumentare la diffusione e la conoscenza della “cultura del cibo”.

Venerdì 20 Febbraio 2026 proprio allaScuola Tessieri” ho avuto il grande piacere di partecipare a un Loro Evento Didattico, una delle Loro speciali Cene. La “Cena Didattica”, per gli 80 Ospiti presenti, è stata progettata e preparata con moltissimo impegno e passione dai giovanissimi Allievi delTrentacinquesimo Corso Professionale di Alta Formazione in Cucina e in Pasticceria” che hanno realizzato con grande dedizione ogni piatto del magnifico Menù sotto l’attenta guida dei Professori della Scuola: il Coordinatore Didattico di Cucina lo Chef Stefano Cipollini e il Coordinatore dei Corsi di Pasticceria lo Chef Fabio Centoni.

Nel grande Salone numerosi tavoli finemente apparecchiati e ben distanziati hanno messo comodi e a proprio agio i molti invitati. La degustazione (Antipasti, Primi e Secondi) è stata accompagnata da un’interessantissima selezione di Vini offerta da una conosciutissima e importante Azienda Agricola Vitivinicola Biologica dell’Isola d’Elba, “Arrighi” con oltre 100 anni di storia: “ILAGIU 2024” (Elba Bianco D.O.C. Bio), “VALERIUS 2024” (Ansonica Anfora I.G.T. Bio) e “VIP 2024” (Viognier I.G.T. Bio).

Prima del servizio e durante la serata Antonio Arrighi, presente alla cena, con grande esperienza e simpatia ha dettagliatamente illustrato ai commensali sia l’Azienda sia i Vini della serata oltre a mostrare un breve Video dove si racconta di un suo particolarissimo esperimento che dopo 2500 anni ripercorre le varie fasi di produzione del miticoVino dell’Isola di Chioil più pregiato dei Vini dell’Antica Grecia.

Con in Tavola il delizioso e fragrante Pane della Scuola, ai vari tipi e sapori, appena sfornato (Pagnotta al cacao e granella di Cioccolato Noalya - Pane al profumo di segale - Panini morbidi alla panna - Ciabattine con alga nori - Grissini stirati a mano - Lamelle croccanti - Sfogliato alle erbe) sono state servite le seguenti portate:

- Antipasti - “Non Ramen” (Ceci neri, carpaccio di baccalà, cacciucco liquido, fusilli soffiati, katsuobushi e cipollotto) - “Ricciola, Rapa Rossa, Puntarelle e Aneto” (Ricciola cotta a bassa temperatura, beurre blanc alla rapa rossa, clorofilla di aneto e puntarelle alla romana);  

- Primo Piatto - Spaghettone, cicale, bottarga, lime e zafferano;

- Secondo Piatto - “Assoluto di Piccione” (Petto medium rare, cioccolatino di cosce in dolceforte, crema di pastinaca, millefoglie di patate e cavolo nero - il tutto in abbinamento gustativo con una fiala contenente mini tortellini di piccione in brodo);

- Pre- Dessert - “Miele, Ricotta e Agrumi” (Cremoso ricotta e miele, crumble di polline, biscuit senza glutine al limone, gel limone e miele, sorbetto clementine carota e zenzero);

- Dessert - Cake alle nocciole, ganache di cioccolato bianco Noalya 111 e vaniglia Tahiti, caramello agrumato, gelato al chai tea e vaniglia;

- “Cortesie Finali” - Cookies Noalya con pralina al caramello e sale Maldon - Gelatine al lampone ricoperte con cioccolato fondente Noalya 307 - Fettine croccanti alla cannella - Marshmallow con massa di cacao Noalya banana e rhum.

Il “Pre- Dessert” e il “Dessert” sono stati accompagnati da “Aleatico Passito dell’Elba 2024 D.O.C.G.” gentilmente offerto da un’altra conosciutissima Azienda Agricola dell’Isola d’Elba (LI): “Allori”.

Tutto le portate sono state professionalmente servite, elegantemente presentate e assolutamente eccellenti.

Alessio Tessieri, i Docenti e gli Allievi al momento dei ringraziamenti sono stati accolti da un fortissimo, lungo e sentito applauso.

Posso solo aggiungere che laCena Didattica di Scuola Tessierinon è stata soltanto un’ottima Cena ma anche un’esperienza gastronomica di Altissimo Livello”.

https://www.scuolatessieri.it/

https://www.youtube.com/watch?v=FyXxmcB3V5A


"Scuola Tessieri": Allievi del 35° Corso (Foto Fabio Latini)

Antonio Arrighi e Giorgio Dracopulos (Foto Fabio Latini)

Stefano Cipollini e Giorgio Dracopulos (Foto Fabio Latini)

"No Ramen"... (Foto Fabio Latini)

"Ricciola"... (Foto Fabio Latini)

"Spaghettone"... (Foto Fabio Latini)

"Assoluto di Piccione"... (Foto Fabio Latini)

Giorgio Dracopulos e Fabio Centoni (Foto Fabio Latini)

Il "Pre-Dessert"... (Foto Fabio Latini)

Il "Dessert"... (Foto Fabio Latini)

"Cortesie Finali"... (Foto Fabio Latini)

Giorgio Dracopulos e Alessio Tessieri (Foto Fabio Latini)
 
"Scuola Tessieri": Una Cena di Altissimo Livello (Foto F. Latini)


venerdì 16 agosto 2024

“CASA MERLÒ” A BOLOGNA RADDOPPIA CON L’APERTURA DELLA NUOVA ACCOGLIENTE E BUCOLICA “LOCANDA” A CALDERARA DI RENO.




L'Emilia-Romagna è una bellissima Regione Italiana a statuto ordinario dell'Italia Nord-orientale (circa 4.500.000 abitanti), prefigurata nel 1948 è stata istituita ufficialmente il 7 Giugno del 1970 con le prime elezioni regionali. Il Capoluogo è la Città Metropolitana di Bologna. La Regione confina a Nord con Lombardia e Veneto, a Ovest ancora con la Lombardia e con il Piemonte, a Sud con LiguriaToscanaMarche e la Repubblica di San Marino. A Est è bagnata dal Mare Adriatico e questa lunga costa bassa e sabbiosa con tutte le infinite attività collegate è letteralmente mitica per il turismo estivo/balneare. L'Emilia-Romagna è composta dall'unione delle parti comprese entro il territorio Regionale di due “regioni storiche” con caratteristiche linguistiche, geografiche e storico/culturali distinte: l'Emilia e la Romagna.

La magnifica e antica Città di Bologna, i primi insediamenti risalirebbero ai primi millenni a.C., oggi è un fondamentale nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie del Nord Italia, in un'area in cui risiedono importanti industrie meccaniche, elettroniche e alimentari. È sede di prestigiose istituzioni culturali (come la più antica Università del Mondo), economiche e politiche, e di uno dei più avanzati Quartieri Fieristici d'Europa. La Città è universalmente nota per le sue Torri (come le splendide Torri Gentilizie), per le sue Piazze (cito Piazza Maggiore con l’imponente Basilica di San Petronio edificata tra il 1390 e il 1659) per i suoi lunghi e bellissimi portici (oltre 38 km nel Centro Storico, dichiarati Patrimonio dell'Umanità” dall'UNESCO nel 2021) e per il fascinoso nucleo più antico della Città che ben conservato è tra i più estesi d'Europa.

Tra i Comuni compresi nella Città Metropolitana di Bologna c’è quello di Calderara di Reno fondato nel 1802, sotto il Governo Napoleonico, col nome di “San Vitale e Calderara”. Dal Gennaio 2012 fa parte dell'Unione dei Comuni Terre d’Acqua e dal 16 Dicembre 2019 ha assunto il titolo di Città.

Il Comune di Calderara di Reno (circa 12.500 abitanti) ha un territorio, diviso in sei Frazioni (Bargellino, Castel Campeggi, Lippo, Longara, Tavernelle Emilia, Sacerno), che si estende in una area essenzialmente piana e verdeggiante che costeggia il Fiume Reno a Nord ovest di Bologna. A partire dalla metà del XX Secolo, a causa della vicinanza con la Città di Bologna diventata una zona fortemente industrializzata, Calderara di Reno è passata da un'economia prevalentemente agricola a una in prevalenza industriale e artigianale pur mantenendo le sue campagne estremamente curate.

La Località di Sacerno, oggi una delle Frazione dell'attuale territorio Comunale, era denominata un tempo “Mezzomondo”, viene indicata dagli storici come il luogo dove nel 43 a.C. Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, Marco Emilio Lepido e Marco Antonio si riunirono per decidere come dividersi, nel Secondo Triumvirato, l’Impero Romano di allora.

Proprio dalla odierna Sacerno parte una strada, costeggiata dalla bella e suggestiva campagna, in direzione di Bologna denominataVia di Mezzo Levantee qui al Civico 28 il Ristorante TrattoriaCasa Merlòdi Bologna ha aperto, all’inizio di questa caldissima Estate 2024, la sua seconda Sede: laLocanda Casa Merlò”.

La “prima Sede” il Ristorante/Trattoria Casa Merlò ha aperto i battenti, in pieno Centro Storico di Bologna sotto i portici della stretta Via de’ Gombruti al Civico 2/D poco distante da Piazza Maggiore, agli inizi del Mese di Settembre 2019 per volontà dei suoi vulcanici Titolari lo Chef Dario Picchiotti (nato a Chiusi nel 1980) e il Bolognese Francesco Tonelli.

Francesco Tonelli e Dario Picchiotti, prima di diventare Soci e aprire “Casa Merlò” a Bologna, si erano conosciuti e avevano simpaticamente legato all’Antica Trattoria di Sacerno, proprio a Calderara di Reno, dove Francesco andava spesso a mangiare e Dario era lo Chef Titolare del Locale.

In pochissimo tempo “Casa Merlò” a Bologna è diventata, grazie al suo fascino di Trattoria/osteria dove un tempo si rifugiavano a godersi la vita i “biassanot/tiratardi” (coloro che amano far tardi la notte) e per la sua ottima cucina “tradizionale, concreta e diretta, come nella semplicità del pollo arrosto o nei pomodorini gratinati, nell’assoluta goduria di mangiare bene sporcandosi le mani”. Come sostengono Dario e Francesco a “Casa Merlò” l'obiettivo è sempre stato uno solo: “divertirci e farvi divertire”.

Visto l’esponenziale crescita di consensi per la formula di “Casa Merlò” in Centro a Bologna, lo Chef Dario Picchiotti e Francesco Tonelli hanno deciso di raddoppiare la loro attività con una nuova esperienza assolutamente e piacevolmente bucolica ridando vita a un’antica fornace, diventata successivamente agriturismo, ubicata a soli 15 km. dal Centro di Bologna, proprio nella verdeggiante campagna di Calderara di Reno ecco, come già accennato, è nata la Locanda Casa Merlò”. Per questa nuova apertura Dario e Francesco hanno coinvolto nella Società anche Nicola Barilli, che per due anni è stato il bravo Responsabile di Sala aCasa Merlòin Centro a Bologna.

La struttura che ospita la Locanda Casa Merlò è accogliente e rilassante, immersa totalmente nel verde e arricchita da un fascinoso laghetto. Siamo nella caratteristica bassa Padana, dove i prati sono ombreggiati da alberi secolari e i campi di granturco, ben allineati, disegnano le geometrie dell’agricoltura tipica del luogo.

Per ora “Casa Merlò” a Calderara di Reno ha iniziato con la ristorazione ma successivamente è prevista la completa ristrutturazione delle sette camere disponibili, e anche molto altro, per la definitiva trasformazione in Locanda/agriturismo.

La “Locanda Casa Merlòsegue la stessa filosofia usata nella Sede di Bologna: rimettere a nuovo conservando il più possibile la morfologia e gli arredi originali. Lo stile è quello rustico dei legni massicci e torniti, fascinosa in sala la presenza di un ampio camino che per il prossimo inverno si doterà di girarrosto. I coperti arrivano all’incirca a 110 fra il salone interno e lo spazio open air, con il grande porticato e il bel prato dove campeggia la grande scultura “Città di Babele”, ispirata alle “Città Invisibili” di Italo Calvino, dello Scultore Michelangelo Barbieri, Artista della Galleria Forni di Bologna.

Alla “Locanda Casa Merlò” potete degustare le mitiche “Tigelle” e “Crescentine”, capisaldi storici non solo degli aperitivi Emiliani, farcite di “Friggione” (contorno tipico della tradizione culinaria Bolognese a base di cipolle e pomodori che si può gustare in ogni stagione, caldo d'inverno e freddo d'estate), Pesto Modenese e di Salumi come il Prosciutto di Vittorio Simonini, la Mortadella Bologna IGP Felsineo Selezione Tour-tlen e i Formaggi dell’Azienda Agricola Caretti. Tutte le materie prime sono assolutamente selezionatissime e provengono anche dalle altre attività di Picchiotti e Tonelli, il pane e la pasta fresca, per esempio, arrivano dal Forno/bistrotMerlino” (Il Mago della farina di Via Ercolani a Bologna). Da “Casa Merlò di Bologna” non si potevano non replicare piatti di clamoroso successo come le ormai leggendarie “Ruote Pazze Benedetto Cavalieri alla Vodka” (già definite da Critici e Gastronomi, come Joe Bastianich, fra le migliori mai assaggiate) o gli intramontabili piatti come il “Poldino” (il mitico mini panino marchiato con hamburger di ripieno dei tortellini, salsa verde e friggione), la “Pappa al Pomodoro”, i “Tortelloni Ricotta e Spinaci”, i “Tortellini Cremosi”, la “Gramigna alla Salsiccia”, i “Tortelloni Burro e Salvia”, i “Tortelli Bolognesi al Pomodoro”, il “Mix di Gratinati”, le “Polpette”.

Non mancano le delizie alla griglia realizzate con le carni de La Macelleria” di Via Giorgio Ercolani di Bologna, né quelli che addolciscono a fine pasto come il “Crème Caramel”, la “Panna Cotta”, la “Torta di Riso” o l’immancabile “Zuppa Inglese”.

Come hanno ampiamente dimostrato nei loro progetti precedenti, Picchiotti e Tonelli nutrono una passione sconfinata per i buoni Vini, che amano far apprezzare in contesti di piacevole informalità. Con disinvoltura ed esperienza abbinano etichette di grande caratura a pietanze dall'essenza casalinga e questa è stata una delle chiavi del grande successo diCasa Merlò Bolognariportata  alla Locanda.

Casa Merlò a Bologna ha voluto raddoppiare aprendo la nuova giovane e accoglienteLocanda Casa Merlòa Calderara di Reno, un Locale immerso nella natura che offre ai suoi ospiti molte positività a partire dal mangiare molto bene.

https://www.facebook.com/profile.php?id=61559750966782&locale=it_IT

https://www.casamerlo.it/#benvenuti-a-casa-merlo


“Locanda Casa Merlò”: L'Ingresso... (Foto Casa Merlò)

“Locanda Casa Merlò”: Una Vista Esterna... (Foto Casa Merlò)

“Locanda Casa Merlò”: Il Prato... (Foto Casa Merlò)

 "Poldino"... (Foto Casa Merlò)

"Pappa al Pomodoro"... (Foto Casa Merlò)

"Tortellini Cremosi"... (Foto Casa Merlò)

"Gramigna alla Salsiccia"... (Foto Casa Merlò)

"Tortelloni Burro e Salvia"... (Foto Casa Merlò)

"Tortelli Bolognesi"... (Foto Casa Merlò)

"Mix di Gratinati"... (Foto Casa Merlò) 

"Polpette"...  (Foto Casa Merlò)

Lo Chef Dario Picchiotti (Foto Casa Merlò)

 

domenica 19 novembre 2023

“CASTELLO DI VICARELLO” A CINIGIANO (GR): NON SOLO UN MAGNIFICO POSTO DA VISITARE MA UN PARADISO TERRESTRE DOVE PERDERSI.




La “Maremma” è una vasta Area Geografica (circa 5000 km²), affacciata sul Mar Tirreno e il Mar Ligure, compresa tra la Toscana (in prevalenza) e il Lazio.

Da Nord a Sud la Maremma si divide in tre zone: l’Alta Maremma (o Antica Maremma Pisana, oggi divisa tra le Province di Pisa e Livorno), la Maremma Grossetana (quella più famosa, che s’identifica spesso con il termine stesso di “Maremma”) e la Maremma Meridionale (o Laziale).

In origine la parte pianeggiante di questo vasto Territorio era estremamente paludosa, invivibile anche per la facilità con cui si prendeva la malaria ma, grazie alle Bonifiche iniziate nel 1780 e terminate in grandissima parte nel 1940, il problema è stato risolto. Oggi la Maremma è semplicemente magnifica, un Territorio bellissimo curato e accogliente, dove la natura è regina, ricco di cultura, tradizioni e fascino. Grazie anche alle grandi Zone Protette come il “Parco Naturale della Maremma” e la “Zona Archeologica dei Vulci”, si sono mantenute pressoché intatte tutte le meravigliose positività dell’ambiente, della flora e della fauna. 

La parte centrale della Maremma corrisponde quasi totalmente alla Provincia di Grosseto fino alle pendici del Gruppo Montuoso del Monte Amiata, delle Colline Metallifere e fino alla media Valle dell'Ombrone oltre alla fascia costiera che a Nord è ubicata tra la Città di Piombino e il Fiume Cecina (confine con la Maremma Livornese ex Pisana) e a Sud si spinge nel Lazio fin verso Civitavecchia. Il Territorio Maremmano è estremamente verdeggiante sia nella parte pianeggiante sia in quella collinare.

In questo splendido contesto nel cuore della Maremma Grossetana si trova una Tenuta super accogliente che recentemente ho avuto il grande piacere di visitare: Castello di Vicarello

Il Castello di Vicarello è situato in Località Vicarello nel Comune di Cinigiano (GR) nella Frazione di Poggi del Sasso all'estremità nord-occidentale del Territorio Comunale. La Frazione comprende un caratteristico Bosco Demaniale denominato Foresta di San Martino e diverse Tenute, Aziende Agricole e Agrituristiche, sorte negli ultimi anni anche grazie alla vasta estensione del suo Territorio e alla particolare fertilità del suolo. A questa grande vitalità della Frazione si deve la nascita (30 Luglio 1998) della Denominazione dei Vini DOC e poi DOCG diMontecucco” e del Consorzio Tutela Vini Montecucco creato nel 2000. La Denominazione prende il nome dalla omonima Fattoria che sorge in una delle Colline di Poggi del Sasso.

La tradizione orale vuole che la struttura del “Castello di Vicarello”, edificata nel Duecento dai Senesi come un importante elemento difensivo e di avvistamento (da 350 m. s.l.m. domina un fantastico panorama), sia sorta su di un antichissimo insediamento Etrusco. Il piccolo Borgo costituito da due corpi di fabbrica interamente in pietra si articola attorno a un cortile interno a cui si accede attraverso una caratteristica grande porta ad arco.

I primi proprietari furono gli Ardengheschi un'antica Famiglia di Conti protagonista delle vicende Medievali locali e successivamente ancora dei Senesi. Alla metà del '400 venne ceduto ai Signori del Cotone, proprietari anche del Castello della Sabatina, situato nelle vicinanze. Divenne poi un Convento di Monache e fu sottoposto alla protezione della Famiglia Placidi, proprietaria del Castello di Poggio alle Mura e dei vicini Poderi San Martino e Carceroni.

In Epoca Rinascimentale, furono effettuati lavori di riqualificazione che hanno determinato la sovrapposizione di elementi stilistici dell'epoca con quelli preesistenti risalenti al periodo Medievale. Entrato a far parte del Territorio amministrato della Repubblica di Firenze prima e poi dal Granducato di Toscana a metà Cinquecento, il complesso è rimasto di proprietà privata anche nelle epoche successive, conoscendo soltanto temporanei periodi di degrado come quello di una parziale distruzione dovuta alle vicende della Seconda Guerra Mondiale

Negli anni Ottanta Carlo e Aurora Baccheschi Berti durante una vacanza passeggiando a cavallo (non c’era allora una strada percorribile) arrivarono al Castello di Vicarello e subito si innamorarono del luogo comprandolo. Carlo e Aurora Baccheschi Berti al tempo vivevano tra l’Isola Indonesiana di Bali e la Città di Milano, Lui Fiorentino e Lei Milanese, lavoravano nel Mondo della Moda, del Tessile e dell’Arredamento. Dopo l’acquisto iniziarono l’enorme opera di restauro che durò 12 anni, il risultato fu la loro nuova Casa di Famiglia per Loro e i tre Figli: Brando, Neri e Corso.

Trascorsi alcuni anni Carlo e Aurora decisero di aprire la Loro Casa agli ospiti e la trasformarono, attraverso altre impegnative opere di adeguamento, nell’attuale ed esclusivo Boutique Hotel che realizza un “concept di ospitalità” più che mai attuale dove regnano privacy, gusto e accoglienza super personalizzata.  

Oggi il Castello di Vicarello è magnificamente circondato da 40 Ettari di vigneti, oliveti e terreni agricoli, che dal 1999 sono curati in regime biologico, oltreché da altre centinaia di ettari di verdeggiante e splendida macchia mediterranea.

Il Castello accoglie gli ospiti con le sue Nove Suite esclusive e arredate ognuna in modo diverso ma tutte con grande gusto ed eleganza grazie alla sapiente unione di stili diversi (Indonesiano, Italiano e di altre parti del Mondo) con l’Architettura Medievale. Diverse Sale e Salette con camini e Bar offrono ogni tipo di comfort. Ci sono due Piscine (una anche riscaldata) a sfioro, con Bar e servizi di Ristorazione circondate da curatissimi Giardini all’Italiana e da Terrazze panoramiche

I Ristoranti, sia al chiuso che all’aperto, utilizzano solo ottime materie prime selezionatissime che arrivano anche dagli Orti Biologici interni e dalla Tenuta di Caccia La Valle di Buriano, oltre 400 ettari ubicati nel Comune di Castiglione della Pescaia (GR), altra proprietà di Famiglia.

Il Castello di Vicarello è una sincera espressione di un lusso contemporaneo che offre un’esperienza assolutamente fuori dal comune.

Aurora e Carlo Baccheschi Berti da alcuni anni vivono e lavorano per nove mesi dell’anno in Grecia dove hanno avviato un’attività ristorativa e la conduzione del Castello di Vicarello, e non solo, è affidata ai tre Figli, Brando, Neri e Corso. La Famiglia ha a Milano, dove Mamma Aurora aveva negli Anni ’90 lo showroom in Corso Genova al Civico 11, anche un piccolo Boutique Hotel denominato Vico, dove l’accoglienza è all’insegna del gusto e dello charme.

Brando, una carriera da velista professionista alle spalle, è oggi responsabile a 360° del Progetto Enologico Aziendale, coadiuvato da un piccolo, esperto e affiatato Team in Vigna e in Cantina che comprende anche l’Enologo consulente Maurizio Saettini. Neri, dopo la Laurea in Economia e un’esperienza in finanza nella City di Londra, è rientrato in Toscana per portare il suo contributo alla gestione della Tenuta e la stessa cosa è avvenuta per Corso (straordinario e appassionato cacciatore) che, dopo aver concluso gli studi in Svizzera all’École d’Hôteliere di Losanna, è oggi Head of Operations del Castello.

Dal Febbraio 2023 l’Executive Chef & Food and Beverage Management del Castello è Massimiliano Volonterio.

Massimiliano è nato a Como il 24 Novembre del 1980, fin da giovanissimo ha sempre apprezzato i piaceri della “buona tavola” visto che Mamma e Nonno erano dei veri Maestri di Cucina e lo Zio un grande Pasticciere, tutta questa gustosa influenza non poteva che portarlo, nel 2000, a diplomarsi all’Istituto Professionale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraCarlo Porta” di Milano. Dopo un brevissimo periodo di gavetta dove ha dimostrato la sua grande predisposizione e amore per la Cucina ha iniziato dal 2001 una carriera da Chef davvero brillante in Italia e all’Estero in Locali famosi e super Stellati” a fianco di Chef Italiani e Francesi di fama Internazionale.

Eccoci giunti alla mia visita al Castello dove sono stato accolto con grande premura, affabilità e gentilezza da Brando Baccheschi Berti e dallo Chef Massimiliano Volonterio. Successivamente anche Neri e Corso Baccheschi Berti sono venuti a salutarmi.

Brando mi ha fatto visitare tutta la struttura che decisamente colpisce per le sue straordinarie peculiari bellezze. La mia visita è stata, “passo passoaccompagnata anche dallavera padronadel Castello la dolcissima e buonissima canina Uva.

Fattasi ora di Pranzo con Brando ci siamo seduti a tavola nella luminosa Sala interna del Ristorante. Prima di iniziare la Degustazione Brando mi ha raccontato dei Loro Vini e della loro personalizzata “filosofia vitivinicola e dell’accoglienza”. Nelle sue parole ho sentito grande e sincera passione per tutto ciò che al Castello viene realizzato.

Il Menu offre un’ampia scelta alla Carta, prevalentemente di Terra, e un Menu Degustazione. La Carta dei Vini offre oltre a quelli della Casa anche una speciale selezione di Vini Rossi e Bianchi delle Zone più note della Toscana, ma si può scegliere anche Vini Rossi, Bianchi e Champagne dalla Francia: non manca l’opzione “Vini al Calice”.

I sette Ettari Vitati del Castello di Vicarello sono suddivisi in tre Vigne (Vigna del Castello, Poggio Vico e Vigna Anfiteatro) coltivate a “Cabernet Sauvignon”, “Cabernet Franc”, “Merlot”, “Petit Verdot”, “Sangiovese” e un perfetto quanto outsider “Malbec”. La vitivinicultura biologica, anticonformista e sostenibile che qui si pratica mette al primo posto la tutela del paesaggio e della natura, ed è estremamente curata e selezionata tanto da permettere di realizzare una produzione pluripremiata comprendente Quattro Etichette di Vini Rossi e un Vino Rosé per un totale di sole 25.000 Bottiglie.

Brando in abbinamento alle portate del pranzo ha voluto aprire personalmente e farmi assaggiare quattro loro Vini tutti Toscana Rossi I.G.T. Certificati Biologici: “Merah 2019” (100% Sangiovese), “Poggio Vico 2019” (100% Malbec), “Terre di Vico 2016” (70% Sangiovese e 30% Merlot) e “Castello di Vicarello 2016” (45% Cabernet Franc, 45% Cabernet Sauvignon e 10% Petit Verdot).

In tavola solo eccellenze della Casa come il fragrante e buonissimo Pane (Pane di Farro, Pane di Comino, Focaccia al Pomodoro e Grissini al Carbone Vegetale), il golosissimo Burro al Cipresso e il nuovissimo e delizioso Olio Extra Vergine di Oliva 2023.

Sono state servite le seguenti portate: - Cappuccio di zucca, spuma al Pecorino D.O.P. di Manciano, polvere di olive nere e chips di focaccia; - Battuta di cinghiale” (proveniente dalla Tenuta La Valle di Buriano”) con maionese al tartufo e pane croccante; - Prosciutto di anatra fatto in Casa al profumo di vaniglia, insalatina di campo e mostarda all’arancio homemade; - Cappellacci ripieni di stufato didaino” (proveniente dalla Tenuta La Valle di Buriano”) su crema di patate Toscane leggermente affumicate, lamponi e mandorle tostate; - “Il Piccione” (di Laura Peri) - Petto scottato all’alloro con composta di fichi, coscio cotto a bassa temperatura e affumicato con legno di rovere, tartare di filetto su grissino all’olio d’oliva, aletta impanata e fritta con salsa agrodolce; - “Dessert” - Morbido di zucca Toscana, e cioccolato bianco Noalya al rosmarino su tartelletta di paprika piccante.

Per finire la deliziosa “Piccola Pasticceria della Casa” accompagnata dalla Loro buonissima Grappa realizzata da Capovilla con le vinacce del “Castello di Vicarello”.

Ho trovato tutte le portate decisamente molto buone con sapori e gusti esaltanti, belle, curate ed eleganti anche le presentazioni.

Veramente molto interessanti anche tutti i Vini della Casa degustati, ognuno con le sue specifiche peculiarità esprimevano i Vitigni e il Territorio e allo stesso tempo erano portatori di sentori vellutati ed estremamente gradevoli di ispirazione Francese.

La Cucina dello Chef Massimiliano Volonterio è estremamente genuina, piacevole, ricca, gustosa, saporita, leggera e bella, oltreché essere il frutto di una mano esperta: è chiaramente il risultato di grande e assoluto impegno abbinato a una enorme passione.

In Cucina lo Chef è supportato da una ottima Brigata composta dal Sous-chef Giuseppe D’anna, dal Pastry-chef Mirko Puddu, dal Capo Partita Nicolò Bosis e dal Panettiere/Fornaio Nicolò Raviola.

Il Servizio di Sala è stato svolto con professionalità e gentilezza dalla Brigata di Sala guidata dalla Maître Danila Garofalo e dalla Sommelier Astrid Checchia.

Ho lasciato malvolentieri il Castello di Vicarello” la “Dimora Storicadella Famiglia Baccheschi Berti, un complesso assolutamente fascinoso immerso nel verde con un panorama mozzafiato che offre una speciale accoglienza super personalizzata, perché non è solo un magnifico posto da visitare ma unparadiso terrestredove perdersi.

https://www.castellodivicarello.com/it/

https://www.youtube.com/watch?v=mno3qV29NQw


"Castello di Vicarello"..... (Foto CdV)

"La Vera Padrona del Castello": Uva

"Piscina e Panorama"..... (Foto Valentina Sommariva)

Una Vista delle Vigne (Foto CdV)

"Castello di Vicarello": Fascino e Accoglienza  (Foto CdV)

Lo Chef Massimiliano Volonterio nell'Orto

 La Sala Ristorante..... (Foto CdV)

Una Vista della Preziosa Cucina..... (Foto CdV) 

 Brando Baccheschi Berti Stappa i Vini per Me.....

"Pane, Olio e Burro" della Casa

"Cappuccio di Zucca".....

 "Battuta di Cinghiale"..... 

"Prosciutto di Anatra".....

"Cappellacci di Daino"..... 
 
 "Il Piccione".....

"Morbido di Zucca Toscana".....

"Piccola Pasticceria della Casa"

"Castello di Vicarello": Vino, Olio, Grappa e..... (Foto CdV)

Brando Baccheschi Berti, Dracopulos e Massimiliano Volonterio

"Castello di Vicarello": Un Paradiso Terrestre (Foto CdV)