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domenica 5 novembre 2023

“FERVOLATO” IL NUOVO DELIZIOSO CIOCCOLATO FERMENTATO CON ACINI D’UVA NATO GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE TRA “NOALYA” E “CAPRAI”.




Il “cacao” è una pianta che non ha ancora messo d’accordo gli studiosi sulla sua sicura appartenenza, la “vexata quaestio” è sulla classificazione della Famiglia: Sterculiaceae o Malvaceae. Quello che è certo è il nome scientificoTheobroma Cacao” datole da colui che è considerato il padre della moderna classificazione degli organismi viventi il medico, botanico, naturalista e accademico Svedese Carl Nilsson Linnaeus (1707 - 1778).

E non per niente l’antica parola GrecaTheobromasignifica: “Cibo degli dei”.

La “pianta del cacao”, originaria dell’America Meridionale, è un alberello sempreverde che può raggiungere anche una decina di metri di altezza. Foglie e fiori, frutti a forma di cedro allungato con dimensioni molto varie e all’interno i preziosi semi, da 25 a 40, ovali e piatti di colore bruno violaceo disposti in 5 file. Le coltivazioni di “cacao” richiedono molto impegno e pazienza visto che iniziano a produrre solo dopo il quinto anno di vita. Le piante fruttificano praticamente tutto l’anno ma in due specifici periodi raggiungono la massima produzione. La vita fruttifera dura circa tre decenni.

Il “cacao” viene coltivato principalmente in tre grandi zone geografiche: America del Sud, Asia e Africa. Ogni pianta rende circa 2 kg di semi secchi, una resa del 50% rispetto al raccolto, che si ottengono tramite una leggera fermentazione, un accurato essiccamento solare, la tostatura e la macinazione. 

I ritrovamenti archeologici ci dicono che i primi a dare certa e grande considerazione al “cacao” furono i Maya che fin dagli albori della loro Storia coltivavano queste preziose piante. Dalla lavorazione della parte grassa dei suoi semi ricavavano (tanto per ribadire) il “kakaw uhana = Cibo degli dei” un preparato che è all’origine del nostro Cioccolato.

Molta strada è stata fatta attraverso i Secoli e oggi la magnifica “Arte del Cioccolato” ha raggiunto livelli straordinari.

Una delle Aziende Artigianali Italiane più interessanti è Noalya Cioccolato Coltivato”.

Noalya”, Azienda di Ponsacco in Provincia di Pisa, è nata nell’Autunno 2018 ed è di proprietà del Fondatore e Amministratore Unico Alessio Tessieri (Classe 1963) e di sua Moglie Marianna.

Il nome e marchio “Noalya” è stato creato da una famosa agenzia specializzata la Synesia e non ha un significato esplicito ma è stato studiato sulla base di “suoni” sensuali e femminili per meglio veicolare concetti quali il fascino, la dolcezza, l’eccellenza e l’eleganza. 

Noalya Cioccolato Coltivato” è frutto di una profonda cultura del cioccolato e di una attenta ed esperta ricerca del “cacao” nelle migliori piantagioni del Mondo oltre a quella di proprietà.

Dal Sud America all’Africa, dal Tropico del Cancro a quello del Capricorno passando dall’Equatore ecco il filo rosso delle piantagioni da cui “Noalya” si approvvigiona della migliore materia prima da Paesi come: Venezuela, Colombia, Guatemala, Trinidad, Ecuador, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Jamaica, Cuba, Honduras, Grenada, Brasile, Perù, Costa Rica, Papua Nuova Guinea, Madagascar, Tanzania, Vietnam e Java.

Noalya” garantisce la correttezza di tutto il processo di lavorazione secondo le esperte linee guida di Alessio Tessieri. L’alta qualità e la tracciabilità dei semi che giungono in Azienda insieme all’applicazione delle tecniche più naturali di trasformazione del cacao, dall’estrazione alla tostatura (uno dei segreti dell’Azienda), realizzata con macchine particolari che rispettano le differenti proprietà organolettiche e antiossidanti di ogni specifico tipo, rendono tutta la produzione una vera e propria eccellenza. Molto vasta è la scelta tra i vari prodotti “Noalya”: monorigini, blend, cru, pralinati e creme.

Ma Alessio Tessieri è un vero vulcano d’iniziative e oltre a tutto ciò ha voluto sviluppare una vera “Accademy per il Cioccolato” dove, insieme a grandi professionisti, poter accrescere e diffondere la Cultura per il Cacao, le sue tecniche e le più varie applicazioni. Tutto ciò è stato reso possibile grazie a un’altra delle attività dello stesso Alessio la prestigiosaScuola Tessieri” di Ponsacco (PI) che è diventata il fulcro anche per “Noalya Cioccolato Coltivato”.

Questa costante ricerca ha portato Alessio Tessieri a voler sperimentare con un’altra importante Azienda Vitivinicola come l’ Arnaldo Caprai un cioccolato assolutamente nuovo: “Fervolato”.

La storia dell’Azienda Vitivinicola inizia nel 1971, quando Arnaldo Caprai, già imprenditore Umbro nel settore tessile, realizzò il suo sogno di produrre vino acquistando 42 ettari a Montefalco, in Provincia di Perugia, di cui 4 già vitati nella Tenuta Val Di Maggio. Determinato a valorizzare le enormi potenzialità del Territorio e delle sue Uve Arnaldo progressivamente ha annesso alla Tenuta i migliori terreni adiacenti e non, oggi in totale gli ettari sono 160. Nel 1986 l’arrivo del Figlio Marco alla conduzione dell’Azienda ha segnato il punto di svolta nella storia vitivinicola dell’Azienda stessa ma anche del Territorio in generale. Infatti la sua visione lo ha indotto ad avviare collaborazioni con importanti professionisti del settore e Istituti di Ricerca in campo sia agronomico sia enologico grazie alle quali agli inizi degli anni Novanta il “Caprai Montefalco Sagrantino DOCG 25 Anni” ha conquistato la critica di tutto il Mondo, accendendo i riflettori su una Zona Vitivinicola Italiana fino ad allora poco nota. 

Il “Caprai Montefalco Sagrantino DOCG 25 Anni” nasce dall’esaltante esperienza di ricerca e dalla speciale selezione di Uve Sagrantino ed è stato prodotto per la prima volta con l’Annata 1993.

L’Azienda Arnaldo Caprai, con i suoi vini unici per eleganza, longevità e raffinatezza, è sinonimo di eccellenza Italiana

Il nuovo CioccolatoFervolato nasce da un matrimonio d’amore tra il Cibo degli dei” (Theobroma) e la bevanda degli dei ilVino” (Oínos = Vino), tra il nettare e l’ambrosia.

Per ottenere questo piccolo miracolo non è sufficiente una semplice unione dei due ingredienti ma si richiede un percorso estremamente attento e curato, un cammino complesso che attraversa più fermentazioni, durante le quali si creano suoni armoniosi e aromi ammalianti e avvincenti che danno vita a nuovi vortici di piacevoli sensazioni.

Il “Fervolato” è il risultato di un processo di produzione innovativo, nato dall’esperienza di Alessio Tessieri, con ben tre fermentazioni nel suo albero genealogico, quella delle bacche di cacao, quella del mosto d’uva e quella congiunta nel procedimento che le unisce. Dopo alcuni anni di esperimenti, anche con diversi e differenti vitigni, il “Fervolato” offre profumi, aromi, gusti, tessiture che conservano e sublimano le armonie proprie dei frutti di origine.

Nel “Primo Viaggio: Noalya-Caprai” i protagonisti assoluti sono le migliori bacche di Cacao Criollo del Venezuela delle piantagioni di proprietà di Alessio Tessieri e le uve appassite su graticci della varietà Sagrantino di Montefalco provenienti dalle Vigne Umbre della “Arnaldo Caprai”.

In passato il Vino ottenuto dalle “Uve di Sagrantino” era tradizionalmente prodotto e consumato nella versione dolce e nei consigli di abbinamento si indicava il “cioccolato fondente”: niente di meglio, allora, che abbinare la complessa struttura dell’Uva Sagrantino di Caprai con la decisa personalità del Cacao Criollo del Venezuela Noalya

IlFervolatotrova la sua unicità nella maestria del processo di lavorazione. Dopo una prima fermentazione avvenuta nella piantagione in Venezuela, un processo spontaneo sapientemente guidato che avviene immediatamente dopo il raccolto del cacao e molto simile a quella del vino, i semi di cacao arrivano in Fabbrica in Italia. La successiva infusione del cacao nel mosto si trasforma in una parziale fermentazione, attivata dai lieviti naturali già presenti nel cacao che si erano addormentati in fase di quiescenza.

L’affinamento avviene in tre modi diversi per realizzare tre tipi diFervolato”: “Acciaio”, “RovereeAnfora”.

L’affinamento in Acciaio, materiale notoriamente inerte, mantiene più integri gli aromi ne preserva i sapori e difende dalle ossidazioni. Se ne ricava un cioccolato straordinario e unico, morbido, setoso, con una sensazione di frutti rossi che dolcemente si evolve in sentori di frutta secca tostata e leggermente caramellata.

L’affinamento in piccole Botti di Rovere Francese permette una microssigenazione garantita dai pori del pregiato legno, cedendo tannini e aromi derivanti dalla tostatura stessa del legno e del cacao, per una speciale evoluzione aromatica. Il risultato è un cioccolato che esprime i sentori di frutti rossi maturi con una lieve ed intrigante speziatura.

L’affinamento in Anfora di Terracotta consente un’ossigenazione intermedia rispetto all’acciaio e al legno, permettendo ai due elementi di fondersi trasferendo l’uno all’altro i propri aromi, accentuandone le complessità aromatiche. Un cioccolato complesso, con note di uve appassite e frutta secca pralinata, lievemente pungente, con un finale deliziosamente delicato.

Fervolato” non un semplice cioccolato ma un vero e proprio cammino esperienziale attraverso gamme di profumi, aromi, sapori via via più complessi e appaganti, e, quando tutti e cinque i sensi sono coinvolti, proprio allora si ha la sublimazione del piacere.

Martedì 24 Ottobre 2023, a Ponsacco in Provincia di Pisa, è stato presentato ufficialmente alla Stampa (circa una cinquantina tra noti Giornalisti ed Esperti del settore) il nuovo CioccolatoFervolato”. L’Evento organizzato e coordinato dal grande Gianni Mercatali Titolare dello “Studio Mercatali” (uno Studio che rappresenta una delle più autorevoli e moderne espressioni di comunicazione globale) si è svolto in due fasi. Prima l’interessantissima Visita allaFabbrica del Coccolato Noalya” e successivamente una ottima Cena svoltasi nel grande Salone dalla Scuola Tessieri dove alla fine è stato presentato e degustato il nuovo CioccolatoFervolato”.   

Aggiungo che la Cena, preparata con grande perizia, impegno e passione dai Professori della Scuola (il Coordinatore dei Corsi di Pasticceria Mario Ragona, il Coordinatore Didattico di Cucina lo Chef Stefano Cipollini e i Docenti Fabio Centoni e Christian Cecconi) oltreché dagli Studenti delXXVI° Corso di Alta Formazione di Cucina e Pasticceriaè stata estremamente piacevole.

Con i Tavoli arricchiti dalla fragranteSelezione del Pane” (Pane di campagna con crusca fermentata - Pagnotta di grano duro, olio, semi e cioccolato - Grissini stirati) sono state servite le seguenti portate: - Lingua, gambero rosso, melagrana e gelato di salsa verde - Spaghetti, latticello, garum e sugo d’arrosto - Colombaccio, castagne, cioccolato Madagascar e carciofi - Il cioccolato Goldsand, olio extravergine di oliva e mango.

In abbinamento sono stati serviti i seguenti Vini: - Champagne Rosé Premier Cru Charles Mignon - Arnaldo Caprai Cuvée Secrète Umbria Bianco IGT 2022 - Arnaldo Caprai Montefalco Sagrantino25 AnniDOCG 2019 - Arnaldo Caprai Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2018.  

Alla fine della cena Alessio Tessieri e Marco Caprai, evidentemente emozionati e applauditissimi, hanno trasmesso a tutti i presenti, attraverso un bellissimo filmato e con le loro parole, quanta dedizione e passione hanno messo nella realizzazione del “Fervolato”. 

Marco Caprai in particolare ha detto: “Siamo due Aziende votate all’eccellenza che si sono unite per creare qualcosa di diverso e di unico, ma ancor più per metterci in gioco e capire cosa, dell’uno e dell’altro, potesse creare valore reciproco. Il risultato è questo cioccolato che porta con sé non solo la nostra maniacale ricerca dell’eccellenza, bensì anche innovazione e tecnologia.”

In conclusione consiglio di lasciarvi cullare dai sensi mentre degustate il nuovo e prezioso CioccolatoFervolatonelle sue tre straordinarie, fascinose e magiche declinazioni.

https://www.noalya.com/

https://www.arnaldocaprai.it/

https://www.youtube.com/watch?v=bv0I5pnHQTM


Alessio Tessieri nelle sue Piantagioni di Cacao in Venezuela 
(Foto Noalya)

"Noalya": la Magia del Cacao (Foto Noalya)

Alessio Tessieri uno Straordinario Produttore (Foto Noalya)

"Noalya Cioccolato Coltivato": Grandissima Qualità (Foto Noalya)

Alessio e Marianna Tessieri con Marco Caprai

Alcuni Vigneti dell'Azienda "Arnaldo Caprai" (Foto Noalya) 

"Fervolato": Alessio Tessieri e Marco Caprai Controllano le Uve 
(Foto Noalya)

"Fervolato": Fermentazione in Anfora (Foto Noalya) 

Alessio Tessieri con i Docenti della "Scuola Tessieri" 

"Fervolato": Sinfonia di Fermenti e Gustosi Sentori

"Fervolato": Alessio Tessieri e Marco Caprai (Foto Noalya)

"Fervolato" il Nuovo Cioccolato in Tre Declinazioni (Foto Noalya)

Giorgio Dracopulos e la "Prima Confezione di Fervolato"
 

sabato 27 marzo 2021

“BARRACUDA MX” A MADRID IL NUOVISSIMO RISTORANTE DEL GRANDE CHEF MESSICANO ROBERTO RUIZ VELEZ.

 


Dagli inizi del 2020 tutto il Mondo è stato colpito dalla “pandemia” che a oggi non è stata ancora vinta; tale situazione ha reso molto difficile la vita per tutti anche in campo economico. Infatti molte sono state le attività commerciali costrette a chiudere per obblighi sanitari con la conseguente perdita di lavoro e danni economici in molti casi irreparabili.

Ma questo periodo negativo ha anche sollecitato alcune persone a intraprendere nuove iniziative per non essere sopraffatte e il bravissimo Chef Messicano Roberto Ruiz è una di queste persone.

Mercoledì 17 Febbraio 2021 Roberto Riuz ha aperto il suo nuovo Ristorante a Madrid:Barracuda MX”.

Il RistoranteBarracuda MXè ubicato in Calle de Valenzuela, al Civico 7, in pieno Centro della bellissima e super accogliente Capitale della Spagna.

Calle de Valenzuela” è la prima traversa a destra che si trova percorrendo poche decine di metri in “Calle de Alfonso XII”, una delle più importanti arterie cittadine, partendo dalla centralissima “Plaza de la Indipendencia” che ha al centro la “Puerta de Alcalá” uno dei Monumenti più significativi e storici della Capitale. “Calle de Alfonso XII” costeggia anche tutto il magnifico e verdeggiante “Parque de El Retiro” (118 Ettari di curatissimi giardini con meravigliose fontane e bellissimi monumenti) fino a raggiungere poi la principale Stazione Ferroviaria della Città: “Madrid Puerta de Atocha”.

Ma prima di raccontarvi del nuovoBarracuda MXvi voglio dire chi è Roberto Ruiz Velez.

Roberto Ruiz è nato in Messico, a Città del Messico, nel 1975 (in “slang” un vero “chilangocittadino nativo di Città del Messico). Nella sua Famiglia non c’è stata una vera e propria tradizione nel mondo della ristorazione, ma semplicemente la sua Mamma e la sua Nonna sono state sempre bravissime a cucinare. Quando la Nonna fu operata al cuore e non poté più fare lavori gravosi il  Nonno prese il suo posto e si mise a cucinare.

Vedere la Mamma e il Nonno in Cucina bastò per far scattare la passione anche a Roberto. Quando, da più grande, disse a suo Padre che voleva diventare Cuoco si prese del “matto”, allora non c’era il boom mediatico sugli Chef che c’è adesso.

Roberto ha iniziato dalla gavetta, mesi e mesi, per molte ore al giorno a lavare piatti e pulire le cucine. Ma era un ragazzo pieno di voglia di apprendere, lavorava e studiava con molto impegno. 

Tanta passione fu presto ripagata e Roberto Ruiz vinse una borsa di studio in una delle Scuole professionali più importanti di tutta l’America Latina, ilCentro Culinario Ambrosíadove si diplomò nel 2000. Roberto ha avuto come Maestro il più importante Chef Messicano il grande  Ricardo Muñoz Zurita.

Dopo varie esperienze, nelle cucine di Grandi e lussuosi Alberghi come ilNikkoe il Four Seasons”, nel 2004 lo Chef Ruiz ha inaugurato il suo primo Ristorante, insieme alla sua Mamma, in una Località turistico archeologica nella parte sud-occidentale del Messico, a Malinalco.

Nel 2005, mentre era ancora impegnato a lanciare il suo nuovo Locale, venne chiamato in Spagna, da Plácido Arango Arias (classe 1931, ricco uomo d’affari Messicano, titolare di una catena di supermercati in Spagna e di 900 Ristoranti in Messico, noto collezionista di preziose opere d’arte, Presidente della FondazionePrincipe delle Asturie”), per portare la Cucina Messicana nelle cene del Consiglio Reale del Museo del Prado a Madrid.

Roberto Ruiz doveva restare in Spagna tre mesi, invece è rimasto degli anni.

In Spagna Roberto ha conosciuto la grande qualità delle materie prime di questa meravigliosa Terra e ha incominciato a studiare come migliorare le ricette Messicane usando prodotti di eccellenza: è nata cosi la sua “filosofia culinaria”.

Roberto, aiutato dalla moglie María Fernandez e dall’amico Martin Eccius, non avendo i mezzi per aprire un Ristorante, iniziò a proporre la sua Cucina in una versione “itinerante” denominata “La Cantina del Mar”: ottime cene organizzate in varie Località, pubblicizzate sui media, che ottennero un immediato successo. 

Dopo pochissimi anni Roberto Ruiz ormai uno Chef affermato e conosciuto, decise che era venuto il momento di aprire un Locale a Madrid in uno dei quartieri più eleganti della Città, il Barrio Salamanca, in “Calle General Pardiñas 40” (Angolo Calle Ayala): il 23 Aprile 2012 ha inauguratoPunto MX”.

Uno straordinario RistorantePunto MX” dove veniva esaltato il fascino millenario dell’Antica Tradizione Culinaria Messicana tantoché dopo soli due anni, ricchi di successi, la “Guía Roja Michelin España & Portugal 2015” (uscita a Novembre 2014) gli ha riconosciuto una meritatissima “Stella”. Il RistorantePunto MX” è diventato cosi l’unico Ristorante Messicano in Europa (nel Mondo ce ne erano solo altri due negli Stati Uniti) ad avere avuto questo super ambito riconoscimento.

Ricordo che nel Gennaio 2015 sono andato a festeggiare al “Punto MX” con Roberto Ruiz il raggiungimento di questa prestigiosa meta e Lui amichevolmente e con molta disponibilità ha pazientemente “subito” la mia lunga intervista.

Sono seguiti altri anni di grandi soddisfazioni ma nel Marzo 2020 è arrivato l’obbligo di chiusura generalizzato causa “pandemia”. Tale fatto ha portato Roberto ad analizzare la situazione con più attenzione e a valutare le diverse problematiche legate anche alla riapertura. Il Palazzo dove era il Ristorante aveva necessità di notevoli lavori di ammodernamento, la Sala non aveva abbastanza spazio per seguire le nuove regole del distanziamento compromettendo il numero dei coperti, la Cucina stessa e le attrezzature non erano più adeguate dopo otto anni di lavoro e la Società fatta per aprire l’attività aveva bisogno di essere modificata. Poi era da tempo sopraggiunta anche una nuova idea di Ristorazione.

Ecco che si è arrivati nel Luglio 2020 alla decisione di chiudere definitivamente il RistorantePunto MX”, una scelta sofferta visto che il Locale aveva un tale successo da avere una lista prenotazioni con un’attesa di oltre 7 mesi.

Ma anche nei Mesi di chiusura del Ristorante Roberto Ruiz ha continuato a preparare delizie Messicane da asporto nell’altro suo LocaleSalòn Cascabel” ubicato nel Cento CommercialeEl Corte Inglés Serrano”.

Eccoci giunti, come già accennato, a Mercoledì 17 Febbraio 2021 all’apertura del nuovo RistoranteBarracuda MX” cosi denominato perché da giovane, in Messico, Roberto Ruiz frequentava con gli amici un piacevole Bar che aveva proprio questo nome.

I Locali dove ora si trova il “Barracuda MX”, pur avendo ospitato in anni passati altre attività ristorative come “Le Garage” e il “MEATing”, hanno subito notevoli lavori di adeguamento alle nuove necessità, la ristrutturazione è stata affidata alla StudioCousi” di Madrid.

Nel nuovo “Barracuda MX” spicca il grande Bancone Bar sul quale vengono proiettate sfumature di colore blu che simulano le profondità e i colori dell'Oceano. La Sala principale combina elementi naturali di materiali nobili con altri più tradizionali per generare un'atmosfera di raffinatezza senza essere troppo impegnativa. Per questo vengono incorporati legni tropicali e marmi rosati che forniscono calore con i loro toni in contrasto con il grigio del pavimento in cemento. Gli specchi sulle pareti generano grande profondità. Tutti gli elementi utilizzati si riferiscono chiaramente all'Artigianato Messicano.

Attraverso un corridoio con archi dai toni neutri, dove un banco con pesci in ceramica bianca segna il percorso, si accede alla Seconda Sala.

Con il “Barracuda MX Roberto Ruiz ha voluto realizzare un nuovo concetto di ristorazione più adattato ai tempi in cui stiamo vivendo, grazie anche ai maggiori spazi disponibili, circa 100 coperti, offrendo un servizio quotidiano che copre molte ore del giorno e offre rare prelibatezze Messicane in un'atmosfera informale e festosa.

La Cucina delBarracuda MX” è praticamente un sentitissimo omaggio all’Oceano Pacifico Messicano, un percorso che da nord a sud è di quasi 8.000 chilometri di Costa. Dalla Città di Tijuana (al Confine con gli Stati Uniti) e dal Golfo della California fino all’estremo lembo di terra dello Stato del Chiapas (uno dei 32 che compongono la Repubblica Messicana) al Confine con il Guatemala.  

In questi territori storicamente si sono avvicendate moltissime rotte commerciali che hanno portato a un interscambio anche con le lontane Cucine dell’Asia, per esempio attraverso le elaborazioni del pesce crudo con tagli tipici asiatici, i cibi fritti e le salse agli agrumi che offrono straordinari sentori di Culture diverse. Il risultato è una “cucina leggera”, molto divertente e saporita, dove trovano posto tecniche particolari anche non comuni.

Una cucina giovane e accessibile che viene realizzata in uno spazio particolare progettato per farti sentire i profumi e i sapori dell’Oceano Pacifico insieme a quelli del Messico. Circondato da un Team di Cucina che lo ha già accompagnato in altri momenti chiave della sua carriera, Roberto Ruiz ha voluto rispettare anche al “Barracuda MX” i valori che da sempre sono stati presenti nella sua filosofia di cucina: come essere l'unico Ristorante in Europa che ogni giorno prepara in modo artigianale e quotidiano letortillas di mais”.

Queste “tortillas” infatti vengono fatte con una particolarissima pasta di mais denominata “nixtamal”. La pasta è frutto di una precisa tecnica, tramandata da millenni, che prevede la cottura dei grani di mais in acqua insieme a una determinata percentuale di calce (tre parti di acqua e una di idrossido di calcio). Poi il tutto viene fatto riposare per una notte, durante la quale il seme di mais si gonfia e si spoglia delle parti di scarto. La granella pulita, cosi ottenuta, viene lavata, ridotta a pasta e sottoposta a fermentazione. Questo procedimento, non più comune neanche in Messico per il suo costo, rende l’impasto di mais ricco di preziosi nutrimenti (soprattutto vitamine), che altrimenti non sarebbero state disponibili, e le “tortillas” molto più fragranti e buone.

Al “Barracuda MX” si possono degustare deliziosi antipasti come il "Guacamole (salsa a base di avocado e spezie) Barracuda MX" servito con cotiche di maiale, le “Cozze al carbone in salsa de chile morita” o la “Memela (Tortilla grande) con pancia confit, salsa jalapeño fresca e amaranto enchilado”. Poi proseguire con “Aguachiles” (piatto tipico) e “Ceviches” (ricetta di pesce crudo/marinato freschissimo), ben accompagnati dalle fondamentali chips di mais con guacamole, fagioli e salse, come il “Ceviche di gambero verde con tomatillo (pianta originaria del Messico) arrosto” o “Aguachile di manzo marinato al carbone con salsa all'aglio arrosto e peperoncino fermentato”.

Non mancano “Tacos” e “Toast” a completare una proposta variegata basata su sapori, consistenze e contrasti, con opzioni come il “Taco di maiale iberico nero con salsa di avocado” o una nuova versione del suo emblematico “Midollo grigliato con toast di tonno rosso tostato ed emulsione di peperoncino serrano” (una delle preparazioni preferite dello Chef). Per chiudere questo viaggio lungo la Costa del Messico, vengono proposti magnifici Dolci come la “Torrija tres leches”, una sorprendente pasta per croissant bagnata in tre latti alla cannella con salsa di guava (frutto tropicale) o tropi-colada (una squisita crema di cocco e ananas) insieme a lamponi croccanti.

La Carta dei Vini del “Barracuda MX” offre un'accurata selezione di Vini prevalentemente Bianchi, con un'attenzione particolare alle Bollicine, oltre alle migliori “Tequila” (ottenute dalla fermentazione e successiva distillazione dell’agave blu) e naturalmente la squisita gamma di  “Mezcal” (prodotto tramite cottura, tritatura, macerazione e successiva distillazione della sola parte centrale dell’agave) con Etichette rare di selezionatissimi Produttori.  

Roberto Ruiz Velez è molto orgoglioso della squadra, prevalentemente femminile, che lo supporta come la super professionale Tatiana Allard (Messicana) che faceva già parte delPunto MX e ora è la responsabile della Cucina, la bravissima Maggie Bañuelos (anche Lei Messicana) Direttrice di Sala e Inés Cabanas Casas l’espertissima Sommelier e responsabile della Cantina.

Roberto Ruiz ha così commentato il suo nuovo progetto: “Ci siamo dati la possibilità di fare una Cucina molto potente, dai sapori estremamente gustosi, chiari, autentici e per tutti, rinnovandoci e attualizzandoci sempre di più, rimanendo però sempre fedeli alla nostra essenza che questa volta è orientata verso preparazioni particolari delle Coste del Messico che danno sull’Oceano Pacifico”.

Il nuovissimo RistoranteBarracuda MX”, aperto in pieno Centro a Madrid in Spagna, del grande Chef Messicano Roberto Ruiz Velez è assolutamente imperdibile.

https://barracudamx.es/


"Barracuda MX" a Madrid (Foto Diego Martínez)

L'Accoglienza (Foto Diego Martínez)

Ostrica e Salsa al Peperoncino Fermentato (Foto Diego Martínez)

Aguachile Capesante, Gamberi e Polpo (Foto Diego Martínez)

Branzino (Foto Diego Martínez)

Aguachile de Arrachera (Foto Diego Martínez)

Guacamole con Cotiche di Maiale (Foto Diego Martínez)

 Tacos di Patate Dolci alla Griglia e Jalapeño (Foto Diego Martínez)

Guacamole con Tortilla Chips (Foto Diego Martínez)

Tacos di Polpo alla Griglia (Foto Diego Martínez)

Chef Roberto Ruiz e parte del suo Staff (Foto Diego Martínez)

"Barracuda MX" a Madrid: Imperdibile (Foto Diego Martínez)

Gennaio 2015 con Roberto Ruiz per Festeggiare la "Stella Michelin"

lunedì 27 gennaio 2020

“NOALYA CIOCCOLATO COLTIVATO”: UNA MAGIA DAL GRANDE FASCINO E DALLA GUSTOSA SEDUZIONE.




Un famoso naturalista Tedesco, ma anche esploratore, geografo e botanico, Friedrich Heinrich Alexander Freiherr von Humbold (1769 – 1859) ha scritto: 
Mai la natura ha racchiuso un nutrimento di cosi alto valore in uno spazio piccolo come quello del seme di cacao”.

Il “cacao” è una pianta che non ha ancora messo d’accorto gli studiosi sulla sua sicura appartenenza, la “vexata quaestio” è sulla classificazione della Famiglia
Sterculiaceae o Malvaceae.

Quello che è certo è il nome scientifico “Theobroma Cacao” datole da colui che è considerato il padre della moderna classificazione degli organismi viventi il medico, botanico, naturalista e accademico svedese Carl Nilsson Linnaeus (1707 – 1778).
E non per niente l’antica parola Greca “theobroma” significa: “cibo degli dei”.

La “pianta del cacao”, originaria dell’America Meridionale, è un alberello sempre verde che può raggiungere anche una decina di metri di altezza. 
Foglie e fiori, frutti a forma di cedro allungato con dimensioni molto varie e all’interno i preziosi semi, da 25 a 40, ovali e piatti di colore bruno violaceo disposti in 5 file.

Le coltivazioni di “cacao” richiedono molto impegno e pazienza visto che iniziano a produrre solo dopo il quinto anno di vita. 
Le piante fruttificano praticamente tutto l’anno ma in due specifici periodi raggiungono la massima produzione. 
La vita fruttifera dura circa tre decenni.

Il “cacao” viene coltivato principalmente in tre grandi zone geografiche: 
America del Sud, Asia e Africa
Ogni pianta rende circa 2 kg di semi secchi, una resa del 50% rispetto al raccolto, che si ottengono tramite una leggera fermentazione, un accurato essiccamento solare, la tostatura e la macinazione. 

I ritrovamenti archeologici ci dicono che i primi a dare certa e grande considerazione alcacaofurono i Maya che fin dagli albori della loro Storia coltivavano queste preziose piante. 
Dalla lavorazione della parte grassa dei suoi semi ricavavano (tanto per ribadire) il “kakaw uhana = Cibo degli Dei” un preparato  che è all’origine del nostro Cioccolato.

La Civiltà Maya si sviluppò per un lunghissimo periodo, nella zona geografica che si potrebbe oggi definire Centro America, dal 1000 a.C. alla scoperta del Continente Americano, per poi iniziare a decadere fino alla definitiva scomparsa nel 1697.

Probabilmente fu l’esploratore e navigatore Genovese Cristoforo Colombo (1451 - 1506) durante il suo quarto viaggio a scoprire la pianta del “cacao” nel 1502
Ma fu il nobile Spagnolo Hernán Cortéz Monroy Pizarro Altamirano (1485 - 1547), militare e condottiero, che nel 1528 portò in Spagna i primi semi di Cacao e il preparato dei Maya.

Alla fine del 1500 e i primi del 1600 il Cacao iniziò ad uscire dalla Spagna e a diffondersi in Europa.
Successivamente l’aggiunta dello zucchero al Cacao, per combattere il naturale sapore amaro, fece nascere quella che si può definire “cioccolata”. 

Nel 1778, l’inventore di origine Francese Doret, dopo aver costruito a Torino una macchina automatica idraulica per la produzione della cioccolata, poi ceduta alla ditta “Caffarel”, produsse il primo cioccolatomodernoin barrette e i primicioccolatini”.

Molta strada è stata fatta attraverso i secoli e oggi la magnifica “arte del cioccolato” ha raggiunto livelli straordinari.

Una delle Aziende Artigianali Italiane che ha destato il mio interesse, dopo essermi capitata la fortuna di assaggiare la loro produzione, è “Noalya Cioccolato Coltivato”.

Noalya”, Azienda di Ponsacco in Provincia di Pisa, è nata nell’Autunno 2018 ed è di proprietà del Fondatore e Amministratore Unico Alessio Tessieri.

Il nome e marchio “Noalya” è stato creato da una famosa agenzia specializzata la Synesia e non ha un significato esplicito ma è stato studiato sulla base disuonisensuali e femminili per meglio veicolare concetti quali il fascino, la dolcezza, l’eccellenza e l’eleganza

Alessio Tessieri è nato il 6 Luglio del 1963 ed è di Ponsacco (PI). 
Cresciuto in una Famiglia dove il Padre faceva l’imprenditore decise da giovanissimo di entrare con la sorella Cecilia nel mondo del cioccolato artigianale di alta qualità.

Dopo le prime esperienze nel 1990 ha aperto, proprio con la sorella Cecilia, in Località La Rotta, una Frazione del Comune di Pontedera (PI), in una struttura che ospitava una vecchia fonderia di ghisa, quella che in pochissimo tempo è diventata una delle eccellenze Internazionali del Cioccolato: l’AziendaAmedei”.

Nel 1997 Alessio Tessieri ha iniziato il suo viaggio intorno al Mondo per selezionare nei vari Paesi le diverse piantagioni e i migliori cacao
Nel 2001, in Venezuela, si è realizzato il loro sogno di avere una piantagione. 
Una vera e propria novità nel settore, mai, prima di allora, un’Azienda Produttrice Artigianale aveva avuto tale possibilità.

Sono seguiti anni di straordinari successi a livello Mondiale, ma prima che nel 2015Amedei” fosse rilevata per i tre quarti dal fondo CineseOctopus Europe LimitedAlessio Tessieri sciolse la Società con la sorella Cecilia.

Alessio Tessieri aprì subito una nuova Azienda con il suo nome che in pochi mesi diventò una ditta leader nella distribuzione di prodotti per pasticcerie e pizzerie oltre a quelli per la panificazione. 
Ad Alessio rimase anche la proprietà della Tenuta in Venezuela con le sue 100.000 piante di raro e pregiatissimocacao nobile criollo” (Theobroma Cacao Cacao), il cacao dei Maya destinato solo alla produzione della cioccolata migliore, quella di altissimo pregio.

Ma il grande amore di Alessio Tessieri per il “cioccolato” è sempre stato irrefrenabile ed ecco che, come già accennato, nel 2018 è nataNoalya”.

Noalya Cioccolato Coltivato” è frutto di una profonda cultura del cioccolato e di una attenta ed esperta ricerca del “cacao” nelle migliori piantagioni del Mondo oltre a quella di proprietà.

Dal Sud America all’Africa, dal Tropico del Cancro a quello del Capricorno passando dall’Equatore ecco il filo rosso delle piantagioni da cui “Noalya” si approvvigiona della migliore materia prima da Paesi come
Venezuela, Colombia, Guatemala, Trinidad, Ecuador, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Jamaica, Cuba, Honduras, Grenada, Brasile, Perù, Costa Rica, Papua Nuova Guinea, Madagascar, Tanzania, Vietnam e Java.

Noalyagarantisce la correttezza di tutto il processo di lavorazione secondo le esperte linee guida di Alessio Tessieri
L’alta qualità e la tracciabilità dei semi che giungono in Azienda insieme all’applicazione delle tecniche più naturali di trasformazione del cacao, dall’estrazione alla tostatura (uno dei segreti dell’Azienda), realizzata con macchine modernissime che rispettano le differenti proprietà organolettiche e antiossidanti di ogni specifico tipo, rendono tutta la produzione una vera e propria eccellenza.

Vasta la scelta tra i vari prodotti “Noalya”
monorigini, blend, cru, pralinati e creme.

Le Tavolette di cioccolato bianco e al latte hanno fino al 41% di cacao e le Tavolette fondenti raggiungono una percentuale massima dell’85%.

Ma Alessio Tessieri è un vero vulcano d’iniziative e oltre a tutto ciò ha voluto sviluppare una vera “Accademy per il Cioccolato” dove, insieme a grandi professionisti, poter accrescere e diffondere la Cultura per il Cacao, le sue tecniche e le più varie applicazioni.
Dove tutto ciò poteva diventare possibile se non in un’altra delle attività dello stesso Alessio
Ecco che la prestigiosa “Scuola Tessieri” di Ponsacco (PI) è diventata il fulcro anche per “Noalya Cioccolato Coltivato”.

Cosa posso aggiungere se non il consiglio di lasciarvi cullare dai sensi mentre degustate gli straordinari prodotti diNoalya Cioccolato Coltivato”: 
una vera magia dal grande fascino e dalla gustosa seduzione.




"Noalya Cioccolato Coltivato" (Foto Noalya)

L'Eccellenza (Foto Noalya)

La Dolcezza

Confezione Regalo

Le Creme (Foto Noalya)

Il Gusto 

Il Fascino (Foto Noalya)

Giorgio Dracopulos e Alessio Tessieri 
(Foto Fabio Latini)

La Magia del Cioccolato (Foto Noalya)