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domenica 12 aprile 2026

DA “MIGNON” IL DELIZIOSISSIMO DOLCE DELLA CUCINA NAPOLETANA: LA “PASTIERA”.

 


Tra le infinite e gustosissime tipicità gastronomiche Italiane sicuramente la “Cucina Napoletana” è una di quelle che con le sue numerose e speciali pietanze crea maggiormente interesse e curiosità. 

La “Cucina Napoletana” ha sicuramente le sue radici storiche sia nel periodo Greco sia in quello Romano, ma con il passare dei Secoli si è progressivamente arricchita grazie all'influsso cortigiano delle differenti dinastie che si sono susseguite al governo della Città e dei territori circostanti.

A partire dal XIII Secolo (con gli Angioini e gli Aragonesi) la magnifica e fascinosa Città di Napoli, adagiata sullo splendido golfo omonimo nel Mar Tirreno e sospesa tra la maestosità del Vesuvio e la bellezza panoramica delle Isole di Capri, Ischia e Procida, è stata stabilmente sede di una Corte. Tale fatto ha delineato lo sviluppo della sua cucina su due frangenti che esprimono una separazione ben definita tra una Cucina prettamente Aristocratica ed una Popolare. La prima si è caratterizzata con preparazioni elaborate e con influenze Internazionali, mentre la seconda è molto legata agli ingredienti del Territorio.

Una delle ricette più famose e gustose della “Cucina Napoletana” è certamente quel dolce denominato “Pastiera”, particolarmente diffuso nel periodo delle Feste Pasquali, che dal 2016 è stato inserito nell'Elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) Campani del “Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali” (dal 2022 è diventato “Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste”), tale inserimento ne certifica la storicità e la metodologia di produzione tradizionale.

La “Pastiera Napoletana” è un dolce antico e la sua nascita si perde tra diverse leggende. Che sia nata un’originaria “Pastiera” ai tempi della Città Magno-Greca grazie alle offerte della popolazione alla Sirena Partenope (mito e storia sono all'origine anche del nome "partenopeo”) che aveva scelto come ultima dimora l'Isolotto di Megaride (dove oggi sorge Castel dell'Ovo) nel Golfo di Napoli o che sia frutto delle arti culinarie di Suore del Convento San Gregorio Armeno a metà del XVI Secolo non ha importanza: le Leggende sono Leggende.

Più probabilmente il dolce ha origini lontanissime derivando dalle “feste pagane” e dalle offerte votive del periodo primaverile. Questo dolce sicuramente di derivazione contadina deve la sua etimologia alla parola “pasta”. Nasce infatti come una frittata salata di pasta avanzata, divenendo dolce in Secoli successivi grazie all’aggiunta di zucchero e aromi. Tuttora in Campania esistono versioni diPastierasalata e di un dolce preparato con un ripieno di tagliolini di pasta fatta in casa.

La prima ricetta riconosciuta della Pastiera Napoletana” la troviamo nel testo fondamentale della Cucina Napoletana, del XVII Secolo, che segna il passaggio dall'opulenza Rinascimentale a quella Barocca: "Lo Scalco alla Moderna".

"Lo Scalco alla Moderna" scritto dal Marchigiano (era di Fabriano) Antonio Latini, “Scalco” (colui che organizza il banchetto) al servizio di Esteban Carillo y Salsedo Ministro Spagnolo del Viceré di Napoli, è un compendio enciclopedico pubblicato a Napoli inDue Tomi” (il Primo nel 1692 e il Secondo nel 1694) fondamentale per comprendere l'evoluzione delle cerimonie conviviali e del gusto di quei tempi. Il trattato descrive l'organizzazione di fastosi banchetti, ricette, disegni per la trinciatura artistica di carni e pesci, istruzioni su come imbandire le tavole, conservare i frutti e preparare aceti odorosi, introducendo l'uso precoce di ingredienti delle Americhe come i pomodori e i peperoni.

Altre indicazioni della ricetta della “Pastiera” si trovano nell’Appendice del Trattato del 1837 di Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino intitolato “Cucina Teorico-Pratica”, una pietra miliare della gastronomia popolare di Napoli, dove si descrive la cucina casalinga, povera e tradizionale, con ricette fondamentali come il ragù e la pasta, il tutto scritto nel linguaggio Napoletano colto dell'epoca. L’Appendice, inserita nella prima edizione dell’opera, era intitolata "Cucina casarinola all'uso nuosto napolitano".  

Successivamente tra i testi più importanti da citare, dove la ricetta della “Pastiera” ha una definitiva canonizzazione di dolce moderno, c’è il LibroLa Cucina Napoletana” della scrittrice Italiana Jeanne Caròla Francesconi (1903 - 1995) pubblicato nel 1965. Il Libro per la sua importanza viene considerato la "Bibbia" della Cucina Napoletana.

La “Pastiera” è una torta con una base di pasta frolla (realizzata con farina, uova, strutto o burro, e zucchero semolato) da stendere sul “ruoto”, la tipica tortiera in alluminio dai bordi lisci e leggermente svasati, poi farcita con un impasto a base di grano, già ammorbidito, bollito nel latte, ricotta di pecora, frutta candita, zucchero, uova e, a seconda della ricetta seguita, di crema pasticcera. Il dolce è ricoperto da strisce di pasta frolla che, come per le crostate, ne limitano la fuoriuscita del composto. Gli aromi possono consistere in cannella, scorze d'arancia, vaniglia e acqua di fiori d'arancio, buccia di limone, canditi, acqua di rosa e alcolici vari. Il tutto va fatto cuocere in forno e infine, prima di servirla, necessita di una spolverata di zucchero a velo.

Una variante del dolce molto diffusa nella Provincia di Salerno prevede l'uso del riso in sostituzione del grano.

Per la “ricetta originale” della “Pastiera Napoletana” sarebbe necessario non usare del “grano precotto” ma utilizzare “normali chicchi di grano” messi a bagno in acqua a temperatura ambiente, cambiata mattina e sera per almeno tre giorni, poi sciacquati e bolliti per circa due ore fino a che diventano morbidi.

Fuori della Campania si può degustare la vera Pastiera Napoletanaanche nei punti vendita diMignon - Eccellenze Napoletane”.

Mignon” è un Marchio nato nel 2016, per volontà di Maria Acquaviva, che poggia sulle solide fondamenta dell’Azienda Dolciaria fondata negli anni Novanta dal Papà di Maria, Salvatore, e che oggi è guidata dal Marito di Lei, Carlo Antonio. Un’Azienda Dolciaria che si è sempre distinta nel panorama nazionale per la produzione di dolci di altissima qualità, unendo la fedeltà alla tradizione con la capacità di innovare e adeguare i propri prodotti al gusto moderno, operando con la cura di un laboratorio artigianale, sia nell’attenta selezione degli ingredienti sia nella scelta di una linea di responsabilità sociale e ambientale.

Mignon - Eccellenze Napoletane” nasce dall’esperienza di quest’antica Famiglia di Pasticcieri Napoletani, tra i più certificati per qualità e responsabilità, noti per la cura artigianale delle proprie ricette e per la scelta attenta delle materie prime. Le ricette di “Mignon” sono fedeli alla tradizione anche se all’interno dei laboratori i maestri e i tecnici lavorano quotidianamente per adeguarli al gusto contemporaneo.

Una Domenica, il 29 Maggio 2016, “Mignon” ha aperto il suo primo punto vendita all’interno della Stazione Centrale di Milano, più precisamente al Binario 4. Successivamente sono arrivate altre aperture: di fronte al Binario 20 della Stazione Porta Nuova di Torino, nell’atrio biglietteria della Stazione Termini a Roma, con un punto vendita ancora più grande, bello e innovativo, e al Terminal 3 dell’Aeroporto di Roma-Fiumicino. Con l’inaugurazione Milanese, nel Mese di Marzo 2025, in Corso di Porta Romana 48, “Mignon -Eccellenze Napoletane è uscita dalle Stazioni approdando nel “salotto buono” di una grande e fascinosa Città.

Recentemente, nel Mese di Marzo di questo 2026, dopo dieci anni il punto vendita ubicato nell’area binari della Stazione Centrale di Milano si è trasferito in un nuovo spazio al piano terra, tra Piazza IV Novembre (ingresso esterno) e l’atrio della Stazione stessa (ingresso interno). Un passaggio significativo che, grazie alla sinergia di lunga data con “Grandi Stazioni Retail”, amplia molto il ruolo del primo punto vendita nella storia di Mignon. Il nuovo e accogliente locale diventa così accessibile non solo ai viaggiatori in partenza, ma anche a chi vive e attraversa quotidianamente la Città: una nuova cerniera tra Stazione e tessuto urbano che si sviluppa su una superficie di circa 190 mq., con 25 posti a sedere e un dehors esterno.

Da “Mignon” si trova una proposta ricca e golosa di delizie dolci e salate con la possibilità di assaggiare più specialità tipicamente Napoletane in un unico momento grazie al “formato mignon”, la specifica caratteristica distintiva del Brand.

Ma sicuramente da “Mignon - Eccellenze Napoletane” la “Regina dell’offerta dolciaria” è la “Pastiera” quella vera. Il dolce simbolo non solo del periodo “Pasquale Napoletano”, un equilibrio di ricotta, grano e profumi di agrumi che racchiude secoli di storia e tradizione. Un dolce che si prepara con giorni di anticipo perché, come recita il proverbio Partenopeoa pastiera è bona quanno riposa”.

La “Pastiera” proposta da “Mignon” nasce da una lavorazione lenta e accurata, fedele alla ricetta tradizionale. Tutto inizia dai chicchi di grano, messi a bagno e poi bolliti, successivamente gli stessi vengono cotti lentamente con latte, zucchero, scorza di limone e vaniglia fino a ottenere una crema morbida e profumata. Il composto riposa per permettere agli aromi di amalgamarsi perfettamente. A questo si aggiunge un impasto ricco e fragrante, preparato con ricotta freschissima dei Monti Lattari, uova di galline allevate a terra, canditi realizzati artigianalmente nel laboratorio di Famiglia e il prezioso “Olio Essenziale di Neroli”, distillato dai fiori di arancio amaro, che regala alla pastiera il suo profumo inconfondibile. Il tutto viene racchiuso in una frolla friabile e profumata, decorata poi sopra con le tradizionali strisce intrecciate.

Credo che le seguenti parole del Dr. Dario Ballini chiariscano perfettamente l’importanza dell’argomento fin qui trattato: “La tradizione sostiene che la Pastiera, se conservata in un luogo fresco e asciutto della casa, lontano da fonti di calore, si mantenga fino a 5/6 giorni dopo averla sfornata. Ma in realtà nessuno ha mai visto una Pastiera campare così tanto”.

https://mignonitaly.com/

https://www.youtube.com/watch?v=UPfokaLxywc


"Mignon" alla Stazione di Milano: Ingresso dall'Atrio (Foto Mignon)

"Mignon" alla Stazione di Milano: Ingresso Esterno (Foto Mignon)

Nuovo Negozio "Mignon" alla Stazione di Milano (Foto Mignon)

La "Pastiera di Mignon" con la sua Scatola (Foto Mignon)

La Regina dell’Offerta Dolciaria Partenopea (Foto Mignon)

 La Deliziosissima "Pastiera Napoletana" (Foto Mignon)


domenica 15 marzo 2026

RISTORANTE “FORESTA” A MARINA DI PISA: IN UNA POSIZIONE SUGGESTIVA E PANORAMICA UN’OTTIMA CUCINA SERVITA IN ATMOSFERE ACCOGLIENTI E CURATE.




A sud della Foce del mitico Fiume Arno (detta anche “Boccadarno”), principale corso d’acqua della bellissima Regione Toscana, sorge una storica Frazione del Comune di Pisa denominata “Marina di Pisa”.

Il nucleo abitativo di Marina di Pisa, adagiato sulla costa a circa 12 Km. dal Centro di Pisa, è racchiuso dal Fiume Arno a nord e dalla fitta e bella Pineta del Litorale Pisano a sud: oggi è una tranquilla e conosciuta Località Turistica/balneare ma ha anche una lunga e interessante storia.

L’Arno è stato sempre, attraverso i secoli, un’importante via di comunicazione sia commerciale che militare e alla sua foce, già nel 1500, sorgevano due Torri di avvistamento e difesa.

La storia di Marina di Pisa nasce dopo il 1600, infatti, fino a quell’epoca, quest’area era praticamente disabitata, essendo un’insalubre palude. Nel 1606, Ferdinando I de’ Medici (Granduca di Toscana dal 1587 al 1609), fece spostare la foce dell’Arno di circa 2000 metri, per evitare insabbiamenti dovuti alla non linearità del percorso finale e agevolare il deflusso delle acque, impedendo così l’allagamento del capoluogo. Tra il 1759 e il 1761 fu costruito sulla riva sinistra un piccolo Fortino esagonale, circondato da un fossato, a uso militare, presidio sanitario e dogana fluviale; intorno sorsero anche le prime case di pescatori.

La zona prese a essere considerata meta per il turismo estivo solo dopo che Gaetano Ceccherini, “commerciante d’acqua di mare”, nel 1869, fu costretto dal Re, Vittorio Emanuele II di Savoia (Primo Re d’Italia dal 1861 al 1878), ad abbandonare le sue proprietà a nord del fiume, ormai diventate parte della “Tenuta Reale di San Rossore”. In cambio, ebbe un altro terreno sulla riva sud, ove costruì il primo stabilimento balneare, diviso, come usava al tempo, tra uomini e donne. Successivamente l’attività di famiglia fu sviluppata e ampliata dal figlio Baldassarre Ceccherini aiutato anche dalla nuova tendenza scientifica, da poco affermatasi, in favore dei bagni di mare come terapia preventiva di molte malattie.

L’atto ufficiale della nascita di Marina di Pisa risale al piano regolatore comunale” del 1872, dove l’Ingegner Corsani progettò l’insediamento come una griglia interrotta da tre piazze e con un lungo litorale. La realizzazione di una grande strada di collegamento con la Città, il suggestivo e verdeggiante Viale dei Platani, oggi Viale D'Annunzio, e l’arrivo della linea ferroviaria a vapore (tranvia) Pisa-Marina di Pisa, inaugurata il 23 Giugno 1892, portò un forte incremento allo sviluppo di tutta la zona e all’apertura di nuovi ristoranti e pensioni, oltre ad altre attività commerciali. Per esempio nel 1885 nacque il primo negozio di alimentari ad opera di Sestilio Caprili.

La tranvia Pisa-Marina di Pisa cessò il servizio nel 1932 in conseguenza dell’inaugurazione della nuova ferrovia elettrica (trammino) Pisa-Marina-Tirrenia-Livorno a sua volta chiusa nel 1960.

Grazie al grande fervore industriale degli anni a cavallo del 1920, sorse, proprio alla foce, anche lo Stabilimento del Cantiere Navale G. Gallinari, trasformatosi in S.A.I. e poi denominato Costruzioni Meccaniche Aeronautiche Società Anonima (C.M.A.S.A.), adibito alla costruzione degli idrovolanti del famoso Ingegnere Tedesco Claude Dornier, i primi totalmente metallici costruiti in Italia. Successivamente nel 1930 la Fabbrica passò alla Fiat. Il complesso, abbandonato dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stato anche il set di alcune scene del famoso FilmTutti a Casa” (1960) del regista Luigi Comencini con il grande Alberto Sordi. Oggi al suo posto c’è il nuovo Porto Turistico di Bocca d’Arno denominato “Porto di Pisa”.

Negli anni sessanta la forte erosione costiera, che nel frattempo aveva portato alla scomparsa di buona parte dei lidi sabbiosi, costrinse alla chiusura molti stabilimenti balneari, tanto che si rese necessario proteggere l'abitato attraverso numerose barriere frangiflutti realizzate con grossi massi. Oltre al fascinoso lungomare di Marina di Pisa molto suggestiva è l’area di "Bocca d'Arno" costellata anche di caratteristiche “bilance per la pesca” denominate "retoni".

Marina di Pisa ha ispirato, non solo con i suoi tramonti, molti Artisti e Poeti come il grande “VateGabriele D’Annunzio che l’ha definita “Il Paese di sabbia e di ragia” (ragia = resina dei pini) ed è stata sempre un luogo con un’antica e solida tradizione culinaria. Già nel 1889, oltre a diversi rinomati ristoranti di pesce fresco, c’era un servizio di gite, a “Boccadarno”, su barconi con a bordo un servizio di buffet, un precursore della “Compagnie des Bateaux Mouches”, creata nel 1949 da Jean Bruel, che percorre la Senna Parigina con le sue barche-ristoranti.

Nel 1917 sorse sul lungomare nella zona sud di Marina di Pisa, che si chiamava anche “Arnovecchio” o “Arnino” e dove originariamente si trovava la foce del Fiume Arno prima dello spostamento del 1606, una struttura commerciale in legno in “Stile Liberty”: il “Caffè Foresta”.

Il Locale fu denominato “Foresta” perché era l’ultima costruzione prima della folta pineta che i “marinesi” chiamavano familiarmente “la foresta”.

Attraverso i decenni l’edificio in questione, pur rimanendo un’attività commerciale, ha subito notevoli cambiamenti e in anni più vicini è diventato la sede, al civico 2 di Via Litoranea, del RistoranteForesta”.  

Il RistoranteForestadal 2001 è della Famiglia Benvenuti: Babbo Bruno Benvenuti, Mamma Loretta Pieroni e i Figli Barbara e Alessandro.  

La Famiglia Benvenuti dopo anni passati a lavorare con grande dedizione e passione nella ristorazione, presso diversi stabilimenti balneari di Marina di Pisa, è riuscita a trasformare il RistoranteForesta” in uno dei migliori e apprezzati Locali della Costa. Babbo Bruno e Mamma Loretta in Cucina e Barbara e Alessandro, ambedue Sommelier A.I.S. in Sala.

Con il passare degli anni anche un grande Chef come Bruno Benvenuti, cresciuto con gli insegnamenti di maestri eccelsi, ha dovuto alleggerirsi dalle fatiche della cucina, passando al ruolo di supervisore, e sono arrivati al “Forestabravi Chef come Giovanni Marchi e Francesco Federighi.

Dal Mese di Ottobre 2025 in Cucina al RistoranteForestac’è Davide Pantè.

Davide è nato a Livorno il 18 Maggio del 1988 e fin da giovanissimo si era innamorato dei cibi preparati da sua Nonna Lena, una bravissima cuoca; tutt’oggi Davide usa alcune sue ricette come quella favolosa del Pan di Spagna”. Dopo un breve periodo all’Istituto Alberghiero di Pisa da giovanissimo, a soli 14 anni, entrò a lavorare nelle cucine del “Grand Hotel Continental” (4 Stelle) di Tirrenia (PI). Successivamente un’esperienza davvero fondamentale fu quella al RistoranteLunasia” (al tempo era nella Frazione Litoranea di Pisa denominata Calambrone) con un grande Chef Stellato” come Luca Landi. Altre importanti esperienze furono quella al RistoranteApe Vino e Cucina”, dello Chef Damiano Nigro, ubicato nel cuore della Città di Alba, insieme a Simone Baglini prima a Parigi poi a Pisa, i primi 4 anni (2018/2022) trascorsi al RistoranteForesta” di Marina di Pisa, all’Hotel (5 Stelle) “Tower Plaza” di Pisa, al “Val di Luce SPA Resort” (4 Stelle) all’Abetone (PT) e al “Frontemare Bistrot” di Marina di Pisa.

Dopo oltre 25 anni di successi il RistoranteForesta” si presenta con la sua particolare struttura allungata che si affaccia sul mare e che all’interno corrisponde sia alla prima Sala rettangolare con la Cucina a vista, sia alla seconda Sala più ampia, ambedue luminosissime e panoramiche. Con la buona stagione vengono utilizzati anche gli spazi esterni vista mare. Ogni dettaglio e super curato e l’apparecchiatura è bella ed elegante.

Al RistoranteForesta” la Carta dei Vini è molto importante, oltre 300 Etichette tra Vini Bianchi, Rossi, Rosati, Dolci e da Meditazione, sia Italiani sia Francesi, ampia la scelta di Spumanti e Champagne, non manca la Lista dei Cocktail e quella delle Birre (anche alla spina).

Il Menù alla Carta offre un’ampia scelta di preparazioni prevalentemente di mare, poi c’è anche il Menù Degustazione consigliato dallo Chef (5 portate con un ottimo rapporto qualità/prezzo).

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da una buona bottiglia di Vino Bianco (“Vinnae 2024” Ribolla Gialla Venezia Giulia I.G.T., 12,5% Vol., dell’Azienda Jermann), con in tavola un cestino di fragrante pane e grissini insieme a un’ottima schiacciata all’olio sono state servite le seguenti portate:

- “Benvenuto dello Chef” - Terrina di verdure;

- Seppia Scottata, quenelle di barbabietola, foglie di barbabietola ripassate e agretti;

- Risotto alle Bollicine Franciacorta con gamberi rossi (una preparazione “storica” del Locale, rivisitazione “Italica” del Risotto allo Champagne);

- Trancio di ombrina arrostita sulla pelle, asparagi e cime di rapa arrostiti, crema di erbe di stagione;

- Semifreddo al Grand Marnier nella semisfera di cioccolato con salsa di arance candite (altra preparazione “storica” del Locale);

- Piccole Dolcezze della Casa.

Tutto molto buono e ben presentato. In cucina il bravo Chef Davide Pantè e una grande Pasticcera come Loretta Pieroni danno a ogni portata con la loro passione un valore aggiunto oltre all’ottimo sapore. Le materie prime usate, assolutamente stagionali, sono di altissima qualità e super selezionate a partire dal pesce freschissimo che quotidianamente arriva dai fornitori locali.

 Il Servizio di Sala è premuroso, veloce e attento sotto l’esperta guida del bravo Alessandro Benvenuti. La sorella Barbara da qualche anno segue un altro Locale sempre a Marina di Pisa.

Al RistoranteForestadella Famiglia Benvenuti a Marina di Pisa, adagiato in una posizione assolutamente suggestiva e panoramica, potrete degustare un’ottima cucina servita in atmosfere piacevolmente accoglienti e curate.

https://www.ristoranteforesta.com/

https://www.youtube.com/watch?v=3P0FPwlmOQk


Ristorante "Foresta" a Marina di Pisa: Vista Esterna...

La Prima Sala...

La Cucina a Vista...

La Seconda Sala...
 
Atmosfere Piacevolmente Accoglienti e Curate...

Davide Pantè e Giorgio Dracopulos

"Terrina di Verdure"... 

"Seppia Scottata"... 

"Risotto alle Bollicine Franciacorta"...

"Trancio di Ombrina"... 

"Semifreddo al Grand Marnier"...

"Piccole Dolcezze della Casa"...

Alessandro Benvenuti e Giorgio Dracopulos


sabato 28 settembre 2024

CHAMPAGNE BRUT GRAND CRU “EFFRONTÉE 2008” DI PIERRE ARNOULD: RARO, OTTIMO E “SFRONTATO” PRORIO COME IL SUO NOME.




La “Champagne” è un Territorio, delimitato da una Legge del 1927, ubicato nella Regione della Champagne-Ardenne, del Nord-est della Francia, dove si produce l’omonimo e mitico Vino spumeggiante. Il Territorio della Champagne si trova a circa 150 Km. a Est di Parigi e si divide in Cinque Zone naturali (319 Comuni in totale) dalle diverse caratteristiche sia del terreno sia climatiche: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Côte de Sèzanne e Côte des Bar nell’Aube. Nel Territorio dellaA.O.C. Champagne” (Appellation d'Origine Contrôléein Italiano Denominazione d'Origine Controllata) ci sono 34.200 ettari di Vigneti, divisi in circa 281.000 Parcelle (in maggioranza molto piccole) coltivate da oltre 16.000 Vigneron.

Lo Champagne non è solo un piacevolissimo Vino Francese con le bollicine (perlage) ma, in tutto il Mondo, da più di trecento anni è un “cult” che nel 2015 è stato riconosciuto anche dall’Unesco con l’inserimento di “Coteaux, Maisons & Caves de Champagne” nel “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Oggi Vi racconto di uno ChampagneMillesimatomolto particolarePierre Arnould Brut Effrontée Grand Cru”.

LaMaison Champagne Pierre Arnould è ubicata nel Comune Francese di Verzenay

Verzenay è un piccolo Comune (circa 1100 abitanti) che si trova nella Regione del Grand Est, Dipartimento della Marna, Arrondissement di ReimsCantone Mourmelon-Vesle et Monts de Champagne.

Tra le storie di Verzenay molto particolare è quella che si riferisce a “Le Phare de Verzenay”, un “Faro” che come recita il motto del Paeseè unico”, infatti si trova a oltre 200 km. dal mare.

Joseph Goulet, che nel 1909 aveva realizzato la sua Marca di Champagne, decise di promuoverla con una pubblicità assolutamente nuova e impattante per l’epoca costruendo in “cemento armato” (una delle prime costruzioni nella regione) un “Faro” su le cui pareti spiccavano grandi scritte.

Il Faro, edificato su di una collina chiamata “Mont Rizan” in mezzo ai vigneti, la sera iniziava a illuminare, ruotando, le Colline di Verzenay e quello che Joseph chiamava “un mare di viti”. Negli edifici alla base del Faro furono allestiti un Ristorante con giardino e un Teatro, successivamente, visto che il Faro attirava moltissimi curiosi da tutti i territori circostanti, venne aperta anche una “Guinguette”.

Si definiva “Guinguette”, preminentemente nelle periferie urbane o nelle zone rurali, un Locale popolare dove si poteva bere, mangiare e ballare.

La ferrovia della “Compagnie des Chemins de Fer de la Banlieue Rémoise” che serviva la Stazione di Verzenay (oggi scomparsa) favorì in quegli anni l’accesso al Faro.

La “Compagnie des Chemins de Fer de la Banlieue Rémoise”, creata nel 1826 e chiusa nel 1937, serviva una rete ferroviaria secondaria di oltre 400 km. che raggiungeva ben 180 Comuni.

Durante la “Prima Guerra Mondiale” (1914 - 1918) il Faro, utilizzato come posto di osservazione, venne pesantemente bombardato e danneggiato, come anche nella “Seconda” (1939 - 1945), gli edifici annessi furono tutti distrutti ma il Faro si salvò dal crollo. Abbandonato negli anni successivi nel 1987 fu acquistato dalla Città di Verzenay. Nel 1994, la Comunità dei “Comuni di Vesle Montagne de Reims” si è fatta carico del progetto di creazione nel Faro di un “Ecomuseo della Vite” che ha aperto il ​​3 Ottobre 1999.

Oggi “Le Phare de Verzenay” grazie al Museo offre una speciale ospitalità, una magnifica vista (a 360°) sui vigneti dal belvedere, raggiungibile da 101 scalini, informative sulla Storia dello Champagne e nell’Area Degustazioni vi è l'opportunità di assaggiare le annate più prestigiose dei Viticoltori della Montagna di Reims.

Proprio sul Terroir collinare di Verzenay (un terroirunico e irripetibile meritatamente classificato Grand Cru della Zona Montagne de Reims”) tra il Faro e un Mulino si trova buona parte delle vigne dellaMaison Pierre Arnould”.

La “Pierre Arnould” è legata alla nascita di un’altra Azienda creata nel 1925 grazie al duro lavoro di Eugène Ralle, successivamente il Figlio Pierre nel 1955 ha fatto nascere il MarchioPierre Arnould” e ancora oggi esiste il collegamento con la stessa “Eugène Ralle”. Dal 2002 alla guida dell’AziendaPierre Arnould” è arrivata la Figlia di Pierre, Nathalie Arnould, che con grande sapienza enologica (ha una Laurea in Enologia e tanta esperienza fatta non solo tra le vigne di Famiglia) ha saputo rilanciare l’attività di “Récoltant-Manipulant” (chi produce e commercializza Champagne per proprio conto utilizzando solo uve provenienti da vigneti di proprietà) della Famiglia e conduce “con mano ferma” la Maison e i suoi otto ettari vitati di proprietà suddivisi in differenti parcelle sempre nei dintorni di Verzenay,

Tra le Vigne dellaPierre Arnould Champagne”, molte delle quali hanno un’ottima esposizione a Nord-est che determina una positiva maturazione ritardata, il vitigno dominante è il “Pinot Nero” (85%), come regola di Verzenay vuole, affiancato da qualche sparuto filare di “Chardonnay”. L’agricoltura è sostenibile e durante le vendemmie la selezione delle uve è super severa, la vinificazione poi avviene nella ben attrezzata Cantina, voluta da Natahlie, che in bella vista si trova nella Piazza principale del Paese. Al primo piano della Cantina un grande open-space, l’ufficio e la sala di degustazione.

Alla “Maison de Champagne Pierre Arnould”, oggi, si realizzano solo sei interessantissimeCuvées” (Vini ottenuti dalla combinazione di diversi vitigni): “Brut Seléction” (75% Pinot Noir e 25% Chardonnay), “Extra Brut” (75% Pinot Noir e 25% Chardonnay), “Cuvée Aurora” (70% Pinot Noir e 30% Chardonnay), “Millésime” (80% Pinot Noir e 20% Chardonnay), “Brut Rosé” (95% Pinot Noir e 5% Chardonnay) e “Effrontée” (100% Pinot Noir).

Lo Champagne Pierre Arnould Brut Effrontée Grand Cruche ho avuto il grande piacere di degustare è unMillesimato 2008 non dichiarato”.

Una Cuvée di Champagne per poter essere definita “Millésime” è per il produttore un grosso impegno dovuto sia alle numerose procedure burocratiche da intraprendere sia all’obbligo di indicare l'anno di vendemmia sul tappo e sull'etichetta oppure sul collo della bottiglia. Per tali motivi in alcuni casi i Vigneron scelgono di elaborare i “Millésime” senza dichiararli anche se “verbalmente” è notorio l’anno della vendemmia selezionata.

Lo “Champagne Pierre Arnould Brut Effrontée Grand Cru 2008” è un assemblaggio di selezionatissime uve (100% Pinot Noir) raccolte in tre delle più importanti parcelle della proprietà. La fermentazione alcolica si è svolta in acciaio, la vinificazione è stata effettuata con l’utilizzo della fermentazione malolattica, ha fatto oltre 100 mesi sui lieviti e ha riposato per circa 6 mesi dopo ildégorgement”, la sboccatura effettuata nel 2019.

Effrontée”, in Italiano significa “Sfrontato”, è uno Champagne (100% Pinot Noir) importante, eccellente e di successo, viene realizzato esclusivamente nelle annate migliori. Nathalie Arnould sceglie la cuvèe di base e successivamente in sessione di assaggio mette a punto con alcuni amici Francesi, noti Ristoratori e Chef (Stellati), il “vino autenticamente gastronomico” per eccellenza.

Dello Champagne Pierre ArnouldEffrontée” (2008 non dichiarato), sempre per sottolineare la sua rarità, ne sono state prodotte solo 2.000 Bottiglie da 750 ml. e quella da me stappata era la Bottiglia N. 1808.

Lo Champagne Brut Grand Cru Pierre ArnouldEffrontée” (2008) si presenta con un bel colore giallo oro, al naso ha note burrose di cioccolato bianco, frutta candita, frutta secca e spezie, in bocca è denso, ricco, goloso e la sua struttura decisamente avvolgente lo rende lungo e persistente.  

Lo Champagne Pierre Arnould Effrontée” (2008) è un vino elegante e raro, una sincera e ottima espressione del magnifico Territorio Francese di Verzenay. Per le sue peculiarità lo ChampagneEffrontéee anchesfrontato, sfacciato, impudente, spudorato, impertinente, audaceproprio come il suo nome.

https://champagne-pierre-arnould.com/


"Effrontée 2008" con la Scultura in Resina di Franco Mauro Franchi

"Champagne Pierre Arnould Brut Effrontée Grand Cru 2008"

Champagne Pierre Arnould "Effrontée 2008": L'Etichetta
 
Champagne Pierre Arnould  "Effrontée 2008": Bottiglia n.1808

Champagne Pierre Arnould "Effrontée 2008": Elegante e Raro