Visualizzazione post con etichetta cocktail. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cocktail. Mostra tutti i post

venerdì 4 settembre 2026

RISTORANTE “CASA STENDHAL” A LUGANO: LA NUOVA APERTURA ALL’INTERNO DEL LUSSUOSO HOTEL “COLLINA D’ORO RESORT & SPA”.

 


La Svizzera è un mosaico incantato che offre un eccezionale connubio di maestose e bellissime vette alpine, fascinosi laghi cristallini, città d'arte dal passato medievale e borghi letteralmente fiabeschi. Tra le mete più iconiche Svizzere c’è Lugano la più popolosa città italofona al di fuori dell'Italia.

Lugano è un Comune Svizzero di 68 633 abitanti del Canton Ticino, il più meridionale dei 26 Cantoni Svizzeri, ed è il principale centro urbano cantonale della cosiddetta Svizzera Italianache comprende il “Canton Ticino” e le valli subalpine delCantone dei Grigioni”, gli unici Cantoni Svizzeri nei quali l'Italiano è la lingua ufficiale.

Lugano si trova nella parte più meridionale del Canton Ticino, adagiata sulle sponde settentrionali del Lago omonimo (detto anche “Ceresio”), tra il Monte Bre a est (925 m. s.l.m.) e il Monte San Salvatore a sud-ovest (912 m. s.l.m.). Il suo territorio, di 75,8 km², è uno dei più vasti della Svizzera meridionale e comprende, oltre al centro urbano, numerosi quartieri e località collinari che si estendono fino alle vette dell'Alta Val Colla, culminando sul Monte Gazzirola (2116 m. s.l.m.).

Il paesaggio urbano si sviluppa attorno al bacino glaciale formatosi durante le glaciazioni quaternarie, attraversato dal Fiume Cassarate, che scorre da nord verso il Lago e dal Fiume Vedeggio che delimita la pianura occidentale del comune prima di sfociare nel Ceresio presso il Comune di Agno. I rilievi collinari e montani che circondano Lugano sono coperti da boschi di castagno e quercia, mentre le sue zone pianeggianti ospitano i principali assi stradali, le aree residenziali e le infrastrutture economiche.

La posizione geografica di Lugano, a pochi chilometri dal confine Italiano e dalla Provincia di Como, ha favorito nel tempo l'integrazione economica e culturale con l'Italia settentrionale e il ruolo di ponte tra l'area alpina e la pianura padana.

Lugano ha una storia molto antica: le sponde del suo Lago furono abitate sin dall'Età della Pietra, durante il I Secolo a.C. il suo Territorio fu integrato nel “sistema amministrativo romano” e la prima menzione scritta, trovata in un atto di donazione, risale al 724.

In anni più recenti la costruzione della “Galleria Vedeggio-Cassarate” e il progressivo ammodernamento della rete dei “Trasporti Pubblici Luganesi” hanno migliorato la mobilità urbana, mentre gli interventi di riqualificazione del centro storico e del lungolago hanno contribuito alla valorizzazione dell'immagine turistica e culturale di Lugano che è anche la terza piazza finanziaria Svizzera dopo Zurigo e Ginevra.

Nel 2015 si è dato ancora più lustro alla Città con l’inaugurazione del “LAC Lugano Arte e Cultura” sul lungolago di Riva Caccia, un importante e moderno centro culturale multifunzionale realizzato dall'Architetto Ticinese Ivano Gianola, che ospita il “Museo d'Arte della Svizzera Italiana” (MASI), una sala teatrale e concertistica, gli spazi per le attività dell'“Orchestra della Svizzera Italiana” (OSI), oltre alle aree destinate a esposizioni, spettacoli, concerti, convegni e iniziative formative.

Il 15 Dicembre 2002 la popolazione ha approvato il progetto della “Nuova Grande Lugano” (facendola diventare una delle Città più vaste della Svizzera con ben 75,8 km²) volto a unificare la Città con alcuni Comuni limitrofi: Breganzona, Cureggia, Davesco-Soragno, Gandria, Pambio Noranco, Pazzallo, Pregassona, Viganello, Barbengo, Carabbia, Villa Luganese, Bogno, Cadro, Certara, Cimadera, Sonvico, Valcolla e Carona.

In questo magnifico contesto, a 15 minuti dal Centro di Lugano in direzione sud, a 520 metri di altitudine sulla Collina che si affaccia sul Pian di Scairolo e sul Golfo di Agno, in posizione magnifica e panoramicissima (con totale vista sul Lago e sulla Città) nel Mese di Marzo del 2013, dopo imponenti lavori di ristrutturazione di un edificio già esistente, è stato inaugurato all’interno di un parco naturale di 25 ettari il “Collina d’Oro Resort & Spa” accoglientissimo e lussuoso Hotel 5 Stelle diStarhotels Collezioneil marchio di lusso delGruppo Alberghiero Italiano Starhotels”.

Dalla Primavera 2026 il nuovo Ristorante dell’Hotel Collina d'Oro Resort & SPAè Casa Stendhal Lugano.

Il Ristorante appartiene al Stendhal Group, una Società fondata nel 1988 da Marcello Forti, a tutt’oggi è il General Manager, che si occupa di attività di ristorazione diretta e di consulenze per la ristorazione con diversi locali: a MilanoStendhal Brera Restaurant”, “Stendhal Cafe” e “Stendhal CityLife Bistrot”, a RomaStendhal Trattoria” e ora anche in Svizzera a Lugano con “Casa Stendhal” all’interno del “Collina d’Oro Resort & Spa”. La filosofia del Gruppo si basa sull’equilibrio tra memoria gastronomica e visione futura, nel massimo rispetto della qualità delle materie prime e della condivisione di uno “stare e tavoladi ispirazione Milanese. Il Gruppo è in crescita costante e ha chiuso il 2025 con ricavi pari a diversi milioni di euro.

Casa Stendhal Lugano” rappresenta un nuovo capitolo nel percorso di crescita del Gruppo, il primo passo verso i mercati internazionali, non un semplice Ristorante ma una vera destinazione di ospitalità dal sapore Italiano e contemporaneo, con un autentico “DNA Milanese”. Una Locanda moderna, pensata per accogliere gli ospiti in ogni momento della giornata, dalla colazione, al pranzo fino alla cena. Un luogo aperto sette giorni su sette, 365 giorni l’anno, dove convivialità e relax si coniugano senza formalismi, secondo un’idea di accoglienza elegante, discreta e spontanea.

La filosofia del Locale nasce anche da una riflessione contemporanea sul concetto di benessere e ospitalità, sviluppata insieme alla affascinante giornalista e “yoga teacherFrancesca Senette.

Anche il progetto d’interni contribuisce a definire la specifica identità di “Casa Stendhal Lugano” infatti la brava Architetta Michela Partesi ha reinterpretato il classico linguaggio estetico “Stendhal” trasformando il tradizionale verde del brand in tonalità bordeaux, più calde e avvolgenti, in armonia con il paesaggio circostante e l’atmosfera del Resort.

Gli spazi ospitano opere e sculture di Artisti come Nag Arnoldi, Pedro Pedrazzini e Ivo Soldini, oltre a un bassorilievo di Helidon Xhixha nella reception e due cavalli di Soldini, rafforzando il dialogo tra ospitalità, arte e territorio.

Circa 80 sono i coperti nelle Sale Interne, a cui si aggiungono le aree Bar e Pool Bar che durante la stagione estiva permettono di accogliere oltre 200 ospiti. “Casa Stendhal Lugano” integra l’identità gastronomica del Gruppo, profondamente legata alla tradizione milanese, con il territorio ticinese.

Alla guida della cucina diCasa Stendhal Luganoc’è il bravissimo Chef Renato Pezzoli.

Il Menu prevede un Percorso Consigliato (4 portate) denominatoTasting Collina d’Oro - Il Territorio Ticinesee un’ampia scelta alla Carta.

Tra le proposte dello Chef Renato Pezzoli ci sono igrandi classici Stendhalcome: “Mondeghili (le polpette tradizionali Milanesi)”, “Vitello tonnato”, “Risotto giallo Milano”, “Risotto al tartufo nero”, “Tonnarello verde, ragù bianco di vitello, olio al tartufo”, “Tortello agli asparagi con pesto di aglio verde, pecorino e pinoli tostati”, “Milanese di vitello alta, con il manico, con patate arrosto o rucola e pomodorini”, “Ossobuco in gremolada con risotto alla Milanese”, “Mc Stendhal, burger da 200 gr. con insalata, pomodoro, formaggio ticinese filante e le patatine country”, “Sogliola alla mugnaia con spinaci ripassati e patate prezzemolate”, “Caponata di Stendhal, con uvetta, pinoli e salsa agrodolce”, “Tarte Tatin con gelato alla vaniglia”, “Classico Tiramisù”, “Gorgonzola caramellato alle amarene”.

Ai Classici lo Chef aggiunge alcune proposte con contaminazioni di terra e di lago che rendono omaggio al Territorio: “Crudo della Mesolcina, Büsción (formaggio fresco) di capra e chips di polenta”, “Risotto al Merlot Ticinese, luganighetta (caratteristico insaccato fresco di carne di maiale simile a una salsiccia ma con una forma lunga e continua) e formaggio della Val di Blenio”, “Stracotto di manzo con patate montate al burro nocciola”, “Frittura del Ceresio con salsa al dragoncello, scalogno e verdure croccanti”, “Salumi locali con giardiniera”, “Torta di pane”.

Da sottolineare che frutta e verdura di stagione provengono dall’orto biologico situato nel Parco del Resort.

La Carta dei Vini, curata dall’esperta Sommelier Cristina Alberti, è ampia e selezionata, valorizza grandi etichette non solo Italiane, vi si trova anche una selezione di Vini Ticinesi tra cui il “Merlot Collina d’Oro”, il rosso prodotto direttamente all’interno del Resort. La struttura infatti dispone di un vigneto di proprietà che si estende su una collina con un largo ventaglio di esposizioni: ovest per il Sauvignon bianco, sud per il Cabernet, est per il Merlot.

Al rinnovato e accogliente “Lounge Bar” si possono degustare ottimi cocktail, dai grandi classici italiani e internazionali fino ad alcune particolari preparazioni dedicate al territorio come il “P31”, un aperitivo a base di erbe svizzere, interpretato in chiave contemporanea, anche in versione Negroni.

Il RistoranteCasa Stendhal Lugano”, ubicato nel magnifico contesto dell’HotelCollina d’Oro Resort & Spa”, porta in Ticino i valori che da sempre definiscono l’identità delGruppo Stendhal”: un’elegante accoglienza Milanese mai ostentata e assolutamente discreta, una ristorazione certamente ricca di gustosi contenuti e soprattutto la capacità di prendersi cura degli ospiti con gentile naturalezza.

https://resortcollinadoro.com/it/ristorante/

https://www.youtube.com/watch?v=Zp2-fl9HW9I


Hotel "Collina d’Oro Resort & Spa" a Lugano (Foto CDOR)

"Casa Stendhal Lugano": Una Vista Interna (Foto CSL) 

"Casa Stendhal Lugano": Panoramica e Deliziosa Accoglienza

 Ottima Cucina Tradizionale (Foto CSL)

"Ossobuco in Gremolada con Risotto alla Milanese" (Foto CSL) 

"Casa Stendhal Lugano": Speciali Cocktail come il P31 (Foto CSL)

Francesca Senette e Marcello Forti (Foto CSL)


venerdì 22 maggio 2026

“MOMENTEERIA” A MILANO: LA PRIMA SALA DA TÈ CONTEMPORANEA DEDICATA A GUSTOSI RITUALI DI FELICITÀ.



 

Il nome del “” deriva dall’espressione Cinese” (si pronunciatei”) del “Dialetto Amoy” (廈門話) originario della Provincia Meridionale del Fujian nella Cina Sudorientale molto simile a quello parlato nell’Isola di Taiwan.

Il “” è una bevanda che consiste in un “Infuso” (immersione in un liquido) o in un “Decotto” (cottura insieme a dell'acqua) ottenuto principalmente dalle foglie della “Camellia Sinensis” (Famiglia Theaceae) una pianta legnosa che oggi viene prevalentemente coltivata in Cina (maggior produttore dial Mondo), Bangladesh, Pakistan, India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone e Kenya. La raccolta delle foglie avviene tre volte l'anno: in Aprile, al principio dell'Estate e verso la metà dell'Autunno. Una volta raccolte le foglie di “” vengono trasportate stipate in grandi gerle in specifiche strutture, generalmente vicine, dove sono sottoposte a una serie di trattamenti che le trasformano nel prodotto finito pronto per essere commercializzato o rilavorato.

Tutti i tipi di “” traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie che poi spesso sono miscelate con spezie, erbe o essenze.

La Storia del ” si perde nella notte dei tempi tra un turbinio di leggende e miti prevalentemente di origini Cinesi. Per trovare alcune tracce più sicure bisogna risalire al III Secolo a. C. proprio in Cina dove il “” veniva utilizzato a scopo medicinale. Molto probabilmente furono i Monaci Buddhisti a favorirne la diffusione dato che lo utilizzavano come bevanda rituale.

Sempre in Cina sotto la “Dinastia Qin” ( - dal 221 al 206 a.C.) il “” iniziò a essere apprezzato anche per le sue prerogative energetiche e dissetanti. Sotto la successiva “Dinastia Han Occidentale” (西漢 - dal 206 a.C. al 9 d.C.) ebbe inizio la consistente coltivazione delle piante legnose del “”, ma la sua diffusione in Cina non si realizzò fino alla “Dinastia Tang” ( - dal 618 al 907). Proprio sotto la “Dinastia Tang” nel 758 il Letterato e Poeta Lu Yu scrisse il Cha Jing” ( - Canone del tè) il più antico, il più importante e il più completo trattato al Mondo (tre Libri con 10 Capitoli) sulla coltivazione, la preparazione e l’uso del “”. Questo testo dette un grande e fondamentale impulso alla “cultura del tè” e ne fissò anche la filosofia chiamando in causa gli elementi fondamentali (acqua, fuoco, legno, metallo, terra) che rispecchiano in unatazza di tè l’ordine che governa l’universo.

Il “” ha profumi inebrianti, colori deliziosi, sapori straordinari, in più nel lontano Oriente viene servito con rituali unici e originali denominati “Cerimonia del Tè”. Con questa espressione si tende a indicare quelle differenti forme ritualizzate per preparare e quindi degustare la bevanda del “” che vengono praticate in diverse Culture Asiatiche, un'attività culturale spesso meditativo-religiosa. Le varie varianti Nazionali di questa Cerimonia sono state influenzate dalle diverse tipicità dei Territori, in tempi diversi, rispetto a quella originaria della Cina, luogo in cui è nata la cultura del “” e la Cerimonia stessa. Parti integranti delle varie Cerimonie sono gli strumenti, i tempi e i gesti rituali. Tutte le Cerimonie sono chiari simboli che contengono raffinatezza, contentezza spirituale, umiltà, compostezza e semplicità. In Giappone, per esempio, la “Cerimonia del Tè” è un rito antichissimo, tutt’oggi ancora molto praticato, che non si limita al piacere di gustare una calda e buona tazza di “” ma che ha più una connotazione legata alle pratiche di meditazione, introspezione e contemplazione. Si tratta di una Cerimonia molto bella e affascinante, volta alla ricerca della propria essenzialità alla purificazione dello spirito, aspetto fondamentale di quella Disciplina denominataZen” (Zen è la pronuncia Nipponica del carattere Cinese ) che deriva dall’insieme delle dottrine e dei linguaggi originati, a partire dal IX Secolo, dalle Scuole Buddhiste Giapponesi.

Impossibile non amare il “” (la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua) grazie alla ricchezza delle sue proprietà positive ai grandi benefici e al magico fascino orientale.

Lunedì 13 Ottobre 2025, in Via Carducci al civico 38 (di fronte alla Pusterla di Sant’Ambrogio e con vista sulla Basilica di Sant'Ambrogio) a Milano è stata inaugurata la prima Sala da Tè contemporanea, un rifugio urbano dove ogni tazza racconta un’emozione: “Momenteeria”.

Via Giosuè Carducci è una storica Via del Centro di Milano che collega Corso Magenta a Piazza Cadorna. Anticamente chiamata Via San Gerolamo, in onore di un antico convento, ha assunto l'attuale denominazione nel 1907 per omaggiare il celebre poeta. Durante il Medioevo la strada si trovava a ridosso del Centro Storico e seguiva parte dell'antico tracciato difensivo e delle vie d'acqua Milanesi. Nel XVI Secolo la zona era densamente popolata da edifici religiosi, tra cui il Noviziato dei Gesuiti (da cui il nome San Gerolamo) e il complesso di San Vittore al Corpo. Fino al 1898 lungo la via scorreva un tratto del Naviglio. La sua copertura ha permesso di allargare la strada trasformandola nell'arteria cittadina che conosciamo attualmente con il suo fascino residenziale grazie anche all’estrema vicinanza (due passi) alla Basilica di Sant'Ambrogio (Basilica Romana Minore Collegiata Abbaziale Prepositurale di Sant'Ambrogio, edificata tra il 379 e il 386 in Epoca Romana Tardoimperiale) e alla presenza di signorili Palazzi d'epoca.

Il nomeMomenteeria” nasce dall’incontro tra “momento” e “teeria”: una parola nuova per descrivere una casa dove bellezza, cura e comfort si intrecciano naturalmente. Con “MomenteeriaAlessandra Gorlero (Amministratore Delegato e Co-fondatrice) insieme a Erica Della Bianca (Direttrice Marketing e Co-fondatrice) hanno voluto creare un luogo che non fosse soltanto una bella e accogliente “Sala da Tè” ma anche un sicuro rifugio urbano, una “casa dell’anima” dove fermarsi, rilassarsi, respirare e riscoprire l’assoluto piacere del tempo speso per sé stessi.

Il progetto d’interni di “Momenteeria”, realizzato dall’Architetto Paola Podenzani, coniuga calore e raffinatezza. Su una superficie di 150 metri quadrati lo spazio si articola su due livelli: al Piano Terra il Bancone vintage restaurato che dona atmosfera, eleganza e un tocco di classe senza tempo, armonizzandosi con l’ambiente accogliente e raffinato, la Boutique (tè, infusi, tisane e “concept store” con una vasta scelta di confezioni regalo), al Piano Superiore la Sala dei Tè, la Stanza dei Dolci e la Sala Eventi con il tavolo conviviale. Toni caldi come verde lichene e terracotta, luci soffuse, profumi naturali e suoni ambientali creano un’atmosfera rilassante. L’uso di “materiali materici” (tutto ciò che valorizza la materia fisica di un oggetto, privilegiandone la tridimensionalità, la texture e la sensazione tattile), i velluti e i tavoli evocano l’immagine di una casa elegante e accogliente, un luogo dove la piacevolezza tende a rallentare il tempo. Da pochi giorni “Momenteeria” ha anche il nuovo Dehors (con cinque tavoli) affacciato su una delle viste più belle di Milano.

La “Carta dei Tè”, composta da circa 60 referenze tutte acquistabili, spazia dai monorigine pregiati importati direttamente dalla Cina, certificati dall’Associazione Italiana Tè e Infusi, a miscele originali arricchite da botaniche italiane. Della collezione fanno parte i puri, come il “Dian Hong” arrotolato a mano a spirale o il “Bai Mu Dan Top Grade” e alcuni rari come il “Huo Shan Huang Ya” accanto a blend esclusivi, tisane e infusi firmati dal “Tea BlenderItaliano Albino Ferri, la cui Azienda opera nel settore da oltre un secolo.

Riccardo Colosi, “Prime Tea Sommelier” supervisiona la selezione delle foglie e accompagna l’ospite nella scelta e nella degustazione. Cuore dell’esperienza è, infatti, il rito del tè di “Momenteeria”, reinterpretato come percorso di lentezza e cura. Le foglie vengono presentate in piattini di gres bianco artigianali e sono versate nella teiera in vetro, svelando parole che evocano benessere e serenità. L’infusione, scandita dalla clessidra, diventa un momento di attesa e riflessione. Il rito si conclude con l’assaggio del servito in tazze bianche ideali per esaltare il colore del tè. Una card informativa accompagna la degustazione, illustra l’origine del tè, le caratteristiche e il momento ideale di consumo, trasformando la scelta in un gesto consapevole e personale.

La “Tea Tender e Store ManagerMonica Angeli, accoglie le persone e le guida nell’esperienza del, coniugando competenza tecnica e autentica passione per l’ospitalità. Ogni miscela e ogni prodotto racconta un’emozione, tra le sue creazioni più originali, la reinterpretazione del “Rituale n.1 La Felicità nelle Piccole Cose” trasformato in un cocktail esclusivo a base di gin, o il “Rituale n.8 Equinozio di Autunno a Milano”, il “Rituale n.14 Lucciole tra i cespugli”, il “Rituale n.12 Portafortuna segreto”, microracconti che evocano attimi di felicità quotidiana, sensazioni e atmosfere.

Il Menù diMomenteeria” è parte integrante del rituale: naturale, colorato e pensato come un’esperienza da vivere con calma e consapevolezza. Dalla colazione al pranzo, fino altea time”, ogni momento invita a rallentare e a prendersi cura di sé. Il “Menù del Pranzo”, firmato dalla Biologa Nutrizionista Nicole Labaguer e dalla Psicoterapeuta Antonella Calabrese, è dedicato al cibo consapevole e si articola in due percorsi complementari: Light Lunch e Comfort Food. Il “Light Lunch” propone piatti leggeri, stagionali e preparati in vasocottura, pensati per un equilibrio di gusto e benessere: la “vellutata di zucca”, il “riso venere con verdurine al curry e gamberi”, il “filetto di salmone con verdure saltate”, solo per citarne alcuni. Il “Comfort Food” propone reinterpretazioni di piatti tradizionali in chiave “mindful” (consapevole), sempre in vasocottura, come la “cacio e pepe shakerata”, le “lasagne al ragù di manzo al coltello”. Ogni portata può essere accompagnata da selezionati, trasformando il pasto in un autentico rituale di “mindful eating” che unisce gusto, lentezza e consapevolezza.

La “Pasticceria” è curata da Rita Strati, Architetto e Cake designer, vera “scultrice di pasta frolla”. Tra le sue creazioni la “Torta Momenteeria al matcha e cioccolato bianco”, la “Crostata Sant’Ambrogio”, la “Crostata Foglie di Ginkgo a Milano”, piccoli capolavori visivi e gustativi pensati per accompagnare i più pregiati. Non mancano dolci vegani e monoporzione, oltre a biscotti ispirati alla tradizione e alla natura, dalle “Madeleine” ai “Colibrì” colorati, dai “Biscotti di Leonardo Da Vinci” alle creazioni con fiori eduli, per trasformare ogni pausa in un momento di bellezza e gioia quotidiana.

Con l’arrivo della bella stagione e l’apertura del nuovoDehors di Momenteeria” il esce dalla dimensione tradizionale e si trasforma in un aperitivo da vivere. Nasce il nuovo rituale “Aperitivo di Momenteeria” un rito che si esprime attraverso una proposta attenta al bere in modo diverso, più consapevole, leggero e “low alcol”: un tempo lento da assaporare che abbina il mondo del tè alla convivialità del brindisi. Il non è più solo caldo e invernale ma diventa protagonista di una mixology originale capace di offrire alternative eleganti ai cocktail classici. Tutti i Drink sono ideati da Monica Angeli, Store Manager e Tea Tender, che usa il come un vero ingrediente di miscelazione. Tra le novità il signature “Gin Teazz” (tè Wulong, fiore di sambuco delle Dolomiti e agrumi, gin, liquore al mandarino e sambuco), il “Golden Hour” (mela, limone e curcuma, calvados e cointreau), il “Momenteeria Spritz” un classico reinterpretato, il “Botanical Blush” (karkadè, rosa canina, sambuco, tonica al pompelmo rosa), il “Her Majesty” shrub ai frutti rossi e zenzero studiati per esaltare il gusto e la leggerezza.

Ma anche qui il cuore della proposta di “Momenteeria” resta il tè, adattato al periodo stagionale: freddi naturali, senza zuccheri aggiunti, con le infusioni preparate con una tecnica precisa: estrazioni a caldo molto concentrate, versate al momento su ghiaccio. Un gesto che sostituisce il rituale classico invernale della teiera con una nuova liturgia visiva. L’esperienza si completa con la proposta food ideata in collaborazione con la Nutrizionista Nicole Lagabauer: “Alzatina Aperitivo” la selezione di piccole delizie salate ideali da condividere e “Tavolozza di Madre Natura” un concept ispirato alle proposte food del Nord Europa che mette al centro la materia prima. Verdure fresche, olio extra vergine di oliva da frantoio ligure, hummus e baccelli di pisellini da sgranare: un gesto semplice, conviviale e profondamente salutare.

Infine l’ultima novità è l’arrivo in Carta di “Lillibetuna miscela esclusiva diMomenteeria” creata per celebrare il “Centenario della nascita della Regina Elisabetta II del Regno Unito (1926 - 2026)”.  “Lillibet” nasce da una base “Earl Grey” arricchita con petali di fiordaliso e boccioli di butterfly pea. Il suo tratto distintivo è il colore: un blu intenso naturale che si trasforma in oro rosa con l’aggiunta di limone, spruzzato al momento. Un piccolo rito visivo memorabile che unisce eleganza, sorpresa e gusto.

Momenteeriaa Milano la primaSala da Tè Contemporaneadedicata a gustosi rituali di felicità.

https://www.momenteeria.it/

https://www.youtube.com/shorts/ZhoCcRnti2Y


"Momenteeria" a Milano: Il Bancone Vintage (Foto M. Di Tella)

"Momenteeria" a Milano: La Sala (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Fascino e Stile (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Eleganza e Gusto (Foto Mattia Di Tella) 

"Momenteeria": Il Pranzo (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Solo Delizie (Foto MDT)

"Lillibet"... (Foto Mattia Di Tella)

I Nuovi Cocktail (Foto Mattia Di Tella)

"Tavolozza di Madre Natura" e Cocktail (Foto MDT)


mercoledì 21 gennaio 2026

IL NUOVO “RESTAURANT & GIN PORTICCIOLI” A BERGAMO ALTA: FASCINOSE ATMOSFERE E DELIZIOSI SAPORI.




Moltissime Città d’Italia hanno delle peculiarità assolutamente uniche che risiedono nel loro fantastico retaggio storico/artistico che va dall'Antichità al Rinascimento, molte, con i rispettivi centri storici, sono uno straordinario patrimonio riconosciuto anche dell’UNESCO. Delle Città che offrono fascinose esperienze ricche di cultura, architettura e gastronomia.

Tra queste meraviglie urbanistiche certamente possiamo annoverare, nella Regione Lombardia, Bergamo.

L’abitato di Bergamo è suddiviso in due parti distinte, la “Città Bassa” e la “Città Alta”; quest'ultima è posta ad altitudine più elevata e ospita la maggioranza dei monumenti più significativi, mentre la “Città Bassa”, benché sia anch'essa di antica origine e conservi i suoi nuclei storici, è stata resa in parte più moderna da alcuni interventi di urbanizzazione. Le due porzioni dell'abitato sono separate dalle “Mura Veneziane” (bastioni eretti nel XVI Secolo durante la dominazione Veneziana) annoverate dal 2017 fra i Patrimoni dell'Umanità tutelati dall'UNESCO.

Bergamo si trova adagiata in territorio pedemontano, laddove l'alta pianura lascia spazio agli ultimi colli delle Alpi e Prealpi Bergamasche, a metà strada tra i Fiumi Brembo e Serio. Il centro antico e panoramico della “Città Alta” è stato fondato proprio su un sistema di sette colli: Colle Aperto, Colle San Giovanni, Colle San Salvatore, Colle di Rosate, Colle di Gromo, Colle Santa Eufemia e Colle San Michele del Pozzo.

All’interno di Bergamo Alta si trovano magnifiche realizzazioni, raggiungibili attraverso suggestivi vicoli acciottolati, che mantengono una magica atmosfera medievale perfettamente conservata come la “Piazza Vecchia” (con la bellissima “Fontana Contarini” in marmo di Zandobbio), il “Palazzo della Ragione”, la "Torre Civica" (detta il “Campanone” che tutti i giorni alle ore 22 scocca più di 100 colpi: questi nel passato annunciavano la chiusura notturna dei portoni delle mura, il 18 Luglio di ogni anno, durante i rintocchi, le porte vengono chiuse e poi riaperte per assicurare il funzionamento dei meccanismi), il “Palazzo Nuovo” (che ospita la Biblioteca Civica Angelo Mai), la “Basilica di Sant'Alessandro”, la “Cappella Colleoni”, il “Battistero”, la “Basilica di Santa Maria Maggiore”, “Piazza della Cittadella”, la “Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco”.

La “Città Alta” si può raggiungere a piedi attraverso gli “scorlazzini” (le scalinate in pietra che da più punti la collegano alla parte bassa della Città), in automobile (anche se è vietato durante i fine settimana estivi e tutto l'anno la domenica pomeriggio), con la funicolare o con gli autobus.

Bergamo è una delle poche Città Capoluogo Italiane, insieme a Ferrara, Lucca, Verona, Padova, Treviso e Grosseto, il cui Centro Storico è rimasto completamente circondato da mura che hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli.

Un’altra storica, bellissima e verdeggiante Piazza di Bergamo Alta è “Piazza Lorenzo Mascheroni” (già Piazza Nuova) nella parte alta (è in pendenza) è anche panoramica. La Piazza, realizzata nel Cinquecento, era per i Veneziani il luogo dove si teneva il mercato e le contrattazioni, secondo lo schema che loro solevano attuare in tutte le loro Piazze delle Erbe. Sulla Piazza si affacciano strutture di grande rilievo come “Palazzo Roncalli”, la “Porta del Pantano” e la possente “Torre della Campanella” fatta erigere da Rodolfo Visconti, al tempo Signore di Milano, intorno al 1385 a presidio e difesa; la Torre è detta anche “Hospitium Magnum” (Grande Residenza).

Proprio in Piazza Lorenzo Mascheroni al Civico 9/A, nel Mese di Novembre 2025, è stata aperta dalGruppo Porticcioliuna loro Nuova Sede: “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo”.

Il “Gruppo Porticcioli” nasce da un’idea di Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache, già fondatori di “Restaurant & Gin Porticcioli Garda” (“Al Porticcioli” adagiato sul super fascinoso Lago di Garda, nel tratto Lombardo, con la vista su una delle insenature più belle del Lago, il Golfo di Salò, a San Felice del Benaco in Provincia di Brescia) e di “Restaurant & Gin Porticcioli Milano”.

Riccardo (classe 1978) è Siciliano d’origine ma Milanese di adozione, essendosi trasferito nel 1997 per frequentare la Facoltà di Economia Aziendale presso l’Università CommercialeLuigi Bocconi”. Ha iniziato la sua attività professionale in aziende che ruotano intorno al mondo del lusso, per poi, nel 2012, cambiare radicalmente ambito entrando nel comparto alberghiero e ristorativo. Lorenzo (classe 1997) è nato a Tecuci un Municipio della Romania ubicato nel Distretto di Galați, nella Regione storica della Moldavia, è un imprenditore che ha frequentato la Facoltà di Economia all’Università degli Studi di Brescia.

Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache nelle nuove aperture, daPorticcioli Milano”, hanno coinvolto anche Chiara Caresano, Manager della nota Società Farmaceutica Multinazionale StatunitenseJohnson & Johnson” e Luca Micheli, Head of Sound di Chora Media” la nuova “Podcast CompanyItaliana.

Il nuovo “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” ha una sede decisamente straordinaria trattandosi del piano sotterraneo dove durante i lavori di ristrutturazione e di adattamento per l’apertura dell’allora “Relais San Lorenzo” (5 stelle) e del suo Ristorante (successivamente chiusi nel 2020), durati tra il 2009 e il 2013, furono rinvenuti e salvaguardati numerosi e importanti reperti archeologici. Dalle diverse stratificazioni del terreno, infatti, emersero rovine di abitazioni e di infrastrutture risalenti a diverse epoche, dalla “Domus Romana” con pianta rettangolare alle “strutture absidate” (spazi architettonici a pianta semicircolare o poligonale, solitamente conclusi da una volta a semisfera detta catino absidale) di Epoca Romana Imperiale, fino ai “Cortili e Porticati Basso-medievali”. Come segno tangibile, e fruibile per tutti, dei tempi passati i ritrovamenti vennero conservati rispettando i vincoli imposti dalle norme per l’adattamento a un Locale Pubblico.

Tutto il suggestivo progetto fu ideato e seguito dall’Architetto Pistoiese Adolfo Natalini (1941 - 2020) uno dei fondatori nel 1966 del “Superstudio” un Gruppo di Architettura concettuale e avanguardista pioniere dell'"Architettura Radicale", che ha esplorato temi di critica al progetto tradizionale attraverso opere visionarie e concettuali, una delle avanguardie più significative degli Anni ’60 e ’70.

Nel nuovo “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” l’accoglienza s’intreccia con la storia antica e ci si siede a tavola in un contesto ipogeo raro e di incredibile bellezza, tra pietre e volte cinquecentesche dove convivono le tracce della Bergamo Romana, Medievale e Rinascimentale. “Porticcioli” ha scelto di conservare l’anima originaria dello straordinario recupero intervenendo con un restyling leggero e rispettoso. Le Sale del Ristorante, arricchite dalle opere dell’Artista Paolo Poli, accolgono circa 70 coperti, e si aprono su una Cantina dedicata al Vino e soprattutto al Gin, elemento distintivo dell’offerta firmata Porticcioli.

La Direzione Gastronomica delGruppo Porticcioli” è affidata al bravo Chef Alessandro Bianchini, professionista di grande esperienza Nazionale e Internazionale, che guida la consulenza culinaria di tutte le sedi “Porticcioli”. A Bergamo, la cucina è affidata al Resident Chef Catello Frangiosa (Campano di Torre del Greco) forte anche Lui di anni di esperienze Internazionali in famosi “Ristoranti Stellati”, che interpreta e fa sue le linee guida dello Chef Bianchini.

Il “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” propone una Carta dei Vini, oltre duecento etichette, costruita con cura e attenta ricerca, prediligendo nella selezione Vini Italiani e Internazionali di Produttori che riescono a lavorare rispettando i propri Territori. Ma una delle prerogative più interessanti di “Porticcioli” è il suo particolare e distintivo Food Pairing” che si realizza con una imponente selezione di Gin, la Carta offre oltre 80 Etichette da tutto il Mondo. Un ricercato modo di abbinare alle preparazioni di cucina assaggi di distillati diversi, in quantità modica e serviti assieme a una tonica zero, che garantiscono un esperimento gustativo inedito e accattivante.

Un percorso che parte dal bicchiere e arriva anche nel piatto: il gin entra infatti anche in alcune preparazioni della cucina, come la “Spuma che accompagna il Polpo” o la “Bavarese al lemon grass con gelée di Lento gin, lingue di gatto e pane agli agrumi”, diventando un ingrediente essenziale a tutti gli effetti.

Il Menù fondamentalmente è quello condiviso con i Ristoranti del Gruppo ma ha anche piattidedicatia ogni singola Città e a Bergamo, per esempio, ci sono i “Casoncelli Bergamaschi, proposti nella versione tradizionale con burro, salvia e Grana Padano”. Le preparazioni riflettono un approccio fondato su lavorazioni quotidiane, cotture espresse e ingredienti riconoscibili seguendo il ritmo delle stagioni e dei mercati. Pane, focacce e grissini sono fatti in casa ogni giorno, tutti con lievito madre.

La Scelta alla Carta offre un’ampia selezione di “Crudi di mare” e deliziose portate come: le “Capesante” - la “Melanzana” - la “Tartare” -  il “Polpo” (con guazzetto di pomodorini alle erbe, maché di barbabietola e spuma di Lento gin) - lo “Spaghetto” (ai ricci di mare con tartare di scampi e caviale) - i “Cappelletti” - i “Ravioli di piccione” - il “Rombo” - la “Rana Pescatrice” - il “Black Angus” (alla brace con salsa di pane tostato, lardo di patanegra e ristretto di gin accompagnato da pak-choi) - la “Porchetta della Tradizione”.

Lo Chef Alessandro Bianchini con queste parole sintetizza la sua filosofia di Cucina: “L’obiettivo è arrivare a una cucina leggibile, pulita, precisa. Poche tecniche, ingredienti riconoscibili e un equilibrio tra sensazioni. Vogliamo che chi si siede da Porticcioli capisca cosa sta mangiando, senza mediazioni: è il prodotto a parlare, non il cuoco”.

L’esperienza del dopo cena, da “Porticcioli”, può piacevolmente chiudersi degustando una proposta di “gin tasting” o una selezione di “cocktail d’autore”.

Da sottolineare che il “Gruppo Porticcioli” è in procinto di attuare ancora nuove aperture.

Al nuovoRestaurant & Gin Porticcioli Bergamopotrete trovare magiche e fascinose atmosfere accompagnate da deliziosi sapori.

https://porticcioli.com/

https://porticcioli.com/bergamo/ 



"Porticcioli Bergamo": Magica Atmosfera (Foto Porticcioli) 

"Porticcioli Bergamo": Il Bancone Bar (Foto Porticcioli) 

"Casoncelli Bergamaschi"... (Foto Porticcioli) 

"Capesante"... (Foto Porticcioli)

"Melanzana"... (Foto Porticcioli)

"Polpo"... (Foto Porticcioli)

"Spaghetto"... (Foto Porticcioli)

"Cappelletti"... (Foto Porticcioli)

"Black Angus"... (Foto Porticcioli)

"Porchetta"... (Foto Porticcioli)

"Porticcioli Bergamo": Fascino e Deliziosi Sapori (Foto Porticcioli)


domenica 23 novembre 2025

A ROMA, FIRENZE E MILANO “HIROMI CAKE” HA PORTATO L’ELEGANZA, LA FRESCHEZZA E L’ORIGINALITÀ DELLA DELIZIOSA PASTICCERIA GIAPPONESE.

 


Scoprire il Giappone è l’esplorazione, al di là dell’Oceano, di un mondo straordinario fatto di una meravigliosa natura, di antichi segreti, di storie eroiche ma anche di grattacieli e di treni ad altissima velocità: un mondo con un grande e assoluto fascino che risiede nella sua perfetta fusione tra vecchio e nuovo.

Il Giappone (日本国 - Nihon-koku o Nippon-Koku) è uno Stato Insulare ubicato nell'Asia Orientale, specificatamente si trova nell'Oceano Pacifico. Il Giappone è limitato a Ovest dal Mar del Giappone, a Nord dal Mare di Ochotsk, a Est dall'Oceano Pacifico Settentrionale e a Sud dal Mar Cinese Orientale.

Il Giappone è un Arcipelago per lo più collinare composto da 6.852 Isole di tutte le dimensioni, le cinque più grandi sono: Hokkaidō, Honshū, Kyūshū, Shikoku e Okinawa. Queste cinque Isole da sole rappresentano circa il 97% dei 377.975 chilometri quadrati che sono la superficie terrestre del Giappone. Molte Isole sono montagne che sbucano dal Mare e di queste alcune sono di origine vulcanica. La vetta più alta del Giappone è il Monte Fuji, un Vulcano ancora attivo. La popolazione Giapponese è di circa 124 milioni di persone, ciò lo rende il Dodicesimo Stato più popoloso del Mondo.

Tra le tantissime Tradizioni Giapponesi super affascinanti, che spaziano in tutti i campi, quella della loro Cucina è sicuramente molto conosciuta nel Mondo ma scendendo più nel particolare desidero raccontarvi dell’interessantissima loro “Pasticceria”.

La Storia della Pasticceria Giapponese” ha radici antiche e molto sfaccettate, potremmo risalire al “Periodo Yayoi” (circa 300 a.C. - 250 d.C.) un'epoca cruciale nella storia Giapponese, segnata dall'arrivo di popolazioni dalla Penisola Coreana e dalla Cina che introdussero la coltivazione del riso, la lavorazione di bronzo e acciaio, e una società più stratificata. Questo periodo vide la nascita di insediamenti stabili, villaggi fortificati e l'inizio di forme primitive di sciamanesimo e culti legati ai “Kami” (spiriti divini) gettando le basi per lo Stato Giapponese. In questo Periodo i dolci non erano altro che frutta fresca, secca e bacche.

Sviluppi interessanti si ebbero nei successivi Periodi: - “Periodo Nara” (710 - 794) con l'influenza Cinese che portò l'uso di tecniche a base di olio, di farina e di riso fondamentali per i dolci Giapponesi; - “Periodo Muromachi” (1336 - 1573) in cui i Portoghesi introdussero lo zucchero, inizialmente solo come un prodotto di lusso; - “Periodo Edo” (1603 - 1868) quando, grazie a 250 anni di pace e prosperità, i dolci si diffusero tra la popolazione e iniziarono spesso a essere serviti  accompagnandoli con il “” (matcha) in forme diverse ma sempre ispirandosi alle meraviglie della natura e ai cambiamenti delle stagioni.

Certamente l’avvento della “Cerimonia de Tè” (“Chanoyu” = “Acqua calda del Tè”), introdotta dai Monaci Buddisti dalla Cina intorno al IX - X Secolo e sviluppatasi nei Secoli successivi, trovando la sua forma definitiva nel XVI Secolo grazie al Maestro Zen Sen no Rikyū (che ne stabilì i principi fondamentali di armonia, rispetto, purezza e tranquillità) ha avuto una grande importanza anche per lo sviluppo della “Pasticceria Giapponese”. Infatti la “Cerimonia de Tè” detta anche Sadō/Chadō (la Via del Tè) è un fascinoso rituale artistico e spirituale Zen che eleva la preparazione e il consumo di “tè verde in polvere” (matcha) in un'esperienza di ricca di armonia (Wa), estremo rispetto (Kei), assoluta purezza (Sei) e totale tranquillità (Jaku). Ogni gesto della cerimonia è specificatamente codificato per creare un momento di consapevolezza, concentrazione sul presente e connessione tra i partecipanti, culminando nell'offerta di “tè denso e scuro” (koicha) o “leggero e chiaro” (usucha). Una cerimonia completa può durare diverse ore, includendo un pasto leggero (kaiseki) e proprio questo ha favorito lo sviluppo anche della “Pasticceria”.

Possiamo dire che la “Pasticceria Giapponese” nasce dall'unione di antiche tradizioni Locali (a base di frutta e riso) influenzate dalla Cina (con Buddhismo e ) e dai Portoghesi (che portarono lo zucchero nel '500), evolvendosi poi attraverso i Secoli in:

- “Wagashi” (letteralmente “Dolce Giapponese”) - Preparazioni Tradizionali che si contraddistinguono, in generale, per un uso parsimonioso dello zucchero e l’utilizzo di alcuni ingredienti tipici che hanno alla base elementi vegetali come castagne, riso glutinoso, cereali, zucca, patate dolci, sesamo, soia, agar-agar (gelificante naturale derivato dalle alghe rosse) e l’immancabile marmellata di fagioli rossi azuki (anko). A esempio: “Mochi” (palline di riso glutammoso farcite), “Dorayaki” (il pan di spagna Giapponese) “Taiyaki” (dolce a forma di pesce), “Anpan” (brioche dolce farcita), “Nerikiri” (famosi per il loro particolare design e per l’armonia dei loro colori che interpretano il susseguirsi delle stagioni), “Yōkan” (composto da pasta di fagioli rossi, agar agar e zucchero, famoso per la sua elegante consistenza gelatinosa e la sua forma rettangolare che viene tagliato e venduto a tocchetti) un dolce di lunga durata che i Giapponesi usano fare come regalo o portare in viaggio;  

- “Yogashi” (letteralmente “Dolce Occidentale”) sono una tipologia di dolci di ispirazione occidentale, con influenze Francesi, Americane, Spagnole e Portoghesi molto diffusi in Giappone, che combinano tecniche Europee con ingredienti locali. Negli “Yōgashi” un ruolo fondamentale sono le proporzioni degli ingredienti molto diverse rispetto a quelle impiegate nella pasticceria Europea o Americana: latte, uova e zucchero restano anche nella versione Giapponese ma in quantità più basse, creando così dei dolci meno calorici e molto più delicati e soffici. Per esempio: “Kasutera” (la rielaborazione della “Castella”, il pan di Spagna di origine Portoghese), “Shortcake” (due strati di pan di Spagna farciti di panna montata e guarniti con fragole fresche), “Roll Cake” (di pan di Spagna con crema e pezzi di frutta fresca), “Chiffon Cake” (chiamato così per via della sua consistenza che ricorda la morbidezza della seta), “Japanese Cheesecake” (caratterizzata da una consistenza estremamente morbida e leggera della crema), “Japanese Millecrêpe” (una vera opera d’arte dolciaria composta da 12 strati di crêpe inframezzati da delicata crema, con un cuore di marmellata anko).

Lo zucchero Giapponese che viene utilizzato è principalmente di due tipologie: “Shirozaratō” (quello bianco caratterizzato da grandi cristalli che dona ai loro dolci un sapore leggero e raffinato) e “Kurozatō” (quello scuro, non raffinato, dal colore bruno e dal gusto più intenso).

In Italia, nello specifico a Roma, a Firenze e a Milano, vi è una Catena di Pasticcerie Giapponesi che realizza con grande passione e materie prime di altissima qualità il meglio della Pasticceria Nipponica: “Hiromi Cake”.

La prima Pasticceria Hiromi Cake è nata a Roma, alla fine del 2018 in Via Fabio Massimi 32 (Rione Prati), quando una brava imprenditrice come la signora Machiko Okazaki, che aveva già aperto negli anni precedenti due importanti Ristoranti Tradizionali Giapponesi a Roma, Okāsan e Otõsan (in ItalianoMamma” e “Papà”), decise di realizzare il sogno di far conoscere l’essenza della Pasticceria Giapponese. Una pasticceria che grazie alla tradizione è sorprendentemente curata, ricca di profumi esotici e di consistenze particolari, ma anche molto salutare perché caratterizzata, come già accennato, dall’uso limitato di zuccheri e grassi.  

Il nome adottato “Hiromi Cake” (Hiromi Dolci) nasce dai ricordi di bambina di Machiko Okazaki quando era in Giappone, infatti “Hiromi” era un’anziana signora che le regalava sempre dei buonissimi dolci.

In pochi anni il progetto “Hiromi Cake”, grazie al rapido successo ottenuto, si è sviluppato fino a diventare un “Marchioriconosciuto a livello Nazionale, con Sedi anche a Milano (Centro Commerciale Merlata Bloom, dal 2023) e a Firenze (Largo Fratelli Alinari 10, dall’Agosto 2025), oltre ad avere una rete di oltre 200 Ristoranti in tutta Italia riforniti dai laboratori del brand.

Nel Mese di Settembre 2023 è stata inaugurata, in Via Reggio Emilia 22 a Roma, la “Hiromi Maison” la Casa Madre del Gruppo, uno spazio di 200 metri quadri. Non solo Ristorante e punto vendita di Pasticceria ma anche laboratorio di ricerca e spazio culturale. La Maison ospita corsi di lingua e calligrafia Giapponese, di pasticceria, oltre a degustazioni di “sake” e incontri dedicati alla Cultura Giapponese. Un luogo dove nascono le idee e si sperimentano nuove creazioni, dove tradizione e contemporaneità si incontrano: qui si possono assaggiare piatti e dolci indossando come simbolo di accoglienza lo “Yukata” (una versione informale e più semplice del “Kimono” realizzato in cotone e privo di fodera).

Hiromi Maison” accoglie al suo interno “Hiromi Cake”, “Hiromi Spiritz” e “Hiromi Sake”, un progetto che vuole andare ben oltre la pasticceria. Qui si possono bere dei “Cocktail Giapponesi” realizzati da Bartender professionisti e ci si può immergere nel suggestivo mondo del “Sake”, a pranzo e a cena poi ci si può deliziare con le “Ricette del Kansai” e tante altre varietà di Sushi preparate dal bravissimo Chef Aiuchi Takehiko.

Le "Ricette del Kansai" sono i piatti tipici della Regione Centrale del Giappone denominata Kansai (Osaka, Kyoto, Kobe), storica culla culturale, nota per Osaka, definita "la Cucina del Giappone". Si tratta di uno stile culinario distinto, come l'Okonomiyaki Stile Kansai (ingredienti mischiati nella pastella prima della cottura su piastra) e l'Ozoni (zuppa di Capodanno con mochi rotondo e morbido, spesso cotto direttamente nella zuppa), che riflettono la cultura locale, nota per la cucina casalinga e meno formale rispetto a Tokyo, con sapori che bilanciano dolcezza e umami, utilizzando spesso “dashi leggero” (brodo di pesce) e “miso bianco”; i sapori sono delicati e si usano ingredienti freschi.

Il Cuore di Hiromi Cake” è il moderno e artigianale Laboratorio a vista, dove la Brigata di Pasticceria, tutta al Femminile e tutta Giapponese, lavora per lo più con le mani senza affidarsi a troppe attività alle macchine. La Brigata è guidata dalla bravissima Maestra Pasticciera Mitzuko Takei. La sua storia è esemplare: da giovanissima padroneggiava già tutta la Cucina Tradizionale e riuscì a farsi assumere nel più famoso Ristorante Francese di Tokio, il “Taillevent Robuchon” (Tre Stelle Michelin) noto come “Château Restaurant Joël Robuchon”, parte del Gruppo di Ristoranti del mitico Chef Joël Robuchon, “l'Imperatore della Cucina Francese”. Proprio qui è nato il suo interesse per la “gastronomia occidentale” che l’ha portata a Parigi, a Montecarlo e infine a Roma dove, prima di entrare da “Hiromi Cake”, ha tenuto corsi di cucina e pasticceria Giapponese in due importanti Scuole e ha preparato i dessert per i pranzi ufficiali dell’Ambasciata Giapponese, molto apprezzati in più occasioni dalla Famiglia dell’Imperatore.

Hiromi Cake” offre alla sua clientela, in tutti i suoi punti vendita, una vasta scelta di buonissimi prodotti Giapponesi di grande qualità come i dolci, siaWagashisia Yougashi”, ma ancheSalati Gourmet” come gli “Onigiri” (deliziosi e coreografici triangoli modellati a mano di riso bianco, non condito, ripieni), speciali confetture (tutte fatte in casa) e altri ottimi prodotti come biscotti e mandorle. Nel 2024 è stato introdotto nei Negozi il formatMatcha Love” che esplora questo particolare “” in tutte le sue declinazioni compresi i più vari abbinamenti. Da sottolineare che il “Packaging” (il confezionamento) dei prodotti da asporto è molto bello ed estremamente curato.

Grazie all’interesse crescente del pubblico, “Hiromi Cake” guarda al futuro con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la propria rete di punti vendita diretti e in franchising in modo da attrarre nuovi investitori, mantenendo al centro la qualità artigianale e l’identità Giapponese che ne hanno decretato il successo. Da sottolineare, negli ultimi mesi, le numerose collaborazioni con l’Istituto Giapponese di Cultura, che confermano la credibilità del Brand e la sua autentica identità Nipponica.

A Roma, Firenze e MilanoHiromi Cake” ha portato l’eleganza, la freschezza e l’originalità della contemporanea e deliziosa “Pasticceria Giapponesedi alta gamma rispettando la Filosofia Wa”. Un concetto filosofico fondamentale Giapponese di armonia, pace e unità, che permea la cultura e la vita quotidiana, incoraggiando la moderazione, la cura degli altri e l'equilibrio tra uomo, natura e divino e che si manifesta in pratiche come l'attenzione al dettaglio, il rispetto degli spazi e la cooperazione collettiva.

Hiromi Cakenon sono solo accoglienti Pasticcerie ma offrono anche un’esperienza culturale che unisce estetica e gusto raccontando con i loro prodotti un fascinoso e autentico Giappone non lontano dalla sensibilità Italiana.

https://www.hiromicake.it/

https://www.youtube.com/watch?v=N2coneN5W4Q


"Hiromi Cake": Fascinosa Accoglienza (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Estetica e Gusto (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Grande Qualità (Foto Hiromi Cake)

Salati Gourmet (Foto Hiromi Cake)

Ottimi Cocktail e Deliziosi Abbinamenti (Foto Hiromi Cake) 

Non Solo Dolci (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Packaging Bello e Curato (Foto Hiromi Cake)

Pasticceria Giapponese di Alta Gamma (Foto Hiromi Cake)