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sabato 7 febbraio 2026

“MADRID FUSIÓN 2026 - EL CLIENTE TOMA EL MANDO”: UN GRANDE SUCCESSO LA 24ª EDIZIONE DEL FAMOSO CONGRESSO INTERNAZIONALE DI GASTRONOMIA.



L’Edizione 2026 del Vertice Internazionale EnogastronomicoMadrid Fusiónsi è svolta, nel Padiglione 14 della Fiera di Madrid, nei giorni di Lunedì 26, Martedì 27 e Mercoledì 28 Gennaio 2026. 

La Fiera di Madrid (IFEMA), fondata nel 1980, è ubicata dal 1991 nella nuova e avveniristica zona di “Campo de las Naciones” uno dei fulcri finanziari della Città di Madrid, un quartiere caratterizzato da ottimi collegamenti: l’estrema vicinanza all’Aeroporto Internazionale di Barajas, la fermata della metropolitana e un servizio ininterrotto di mezzi pubblici e taxi. Le Fiera, con i suoi 240.000 mq. suddivisi in padiglioni, è il principale Ente Fieristico e Centro Congressi della Spagna, ogni anno ospita oltre 800 tra Manifestazioni ed Eventi che coinvolgono alcune decine di migliaia di Aziende. Eventi professionali specializzati di rilevanza Nazionale e Internazionale che richiamano più di 4,5 milioni di Visitatori. Un complesso enorme, modernissimo, quello della Fiera, super dotato per ogni possibile esigenza con 100 sale riunioni e 14.000 posti auto.

La Ventiquattresima Edizione del Congresso Internazionale di GastronomiaMadrid Fusión” ha ruotato intorno all’asse tematico prescelto per questa Edizione: “Il cliente prende il controllo” (El cliente toma el mando) per sottolineare i forti cambiamenti che stanno avvenendo nel Mondo Gastronomico. Infatti gli Chef hanno riconosciuto l'influenza crescente delle esigenze della clientela, tale fatto sta creando nuove dinamiche ed equilibri tra gli Chef stessi e le loro aspirazioni creative: “puoi essere anche un grande Chef ma senza clienti non c'è Ristorante”.

Madrid Fusión 2026” ha dimostrato, attraverso numerosi dibattiti, che è in corso questa nuova tipologia di rapporto e che ci sono molti modi di approcciare il contatto tra chef e cliente. Tutti i numerosi relatori hanno convenuto che questa situazione è in continua evoluzione e non è da sottovalutare ma che in primo piano restano le preparazioni culinarie e la qualità del cibo servito.

Tra i Patrocinatori Istituzionali dell’Evento il Comune di Madrid, l’Instituto De Comercio Exterior (ICEX), Turespaña e il Gobierno de Aragon (la Regione Spagnola di Punta invitata in questa Edizione).   

Si definisce “Cucina Fusion” l’armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti da Paesi anche molto lontani tra di loro.

L’intenzione e lo spirito Congressuale di “Madrid Fusión” è stato come sempre quello d’individuare, nel Mondo, i nuovi percorsi della Gastronomia.

Il Vertice Internazionale di Enogastronomia, iniziato con l’intervento di apertura del suo Presidente e Fondatore José Carlos Capel, insieme al Direttore Benjamin Lana, si è svolto su vari fronti coinvolgendo contemporaneamente tutti gli ampi spazi dei Padiglioni interessati.

Nell’Auditorium e sul palco Polivalente si sono susseguiti gli “Show Cooking”, presentazioni culinarie di famosi Chef provenienti da moltissime parti del Mondo, interessanti dibattiti con personaggi illustri della gastronomia Internazionale, concorsi Nazionali e Internazionali, oltre ad affascinanti filmati che presentavano mondi e metodi lontani.

Madrid Fusión 2026” è stata l'Edizione più internazionale con numerosi Chef di altissimo livello provenienti da Spagna, Cina, Hong Kong, Filippine, Francia, Italia, India, Brasile, Messico, Perù, Giappone, Stati Uniti, Paesi Bassi e Portogallo

Hanno portato il loro contributo intervenendo al Congresso Chef famosi e superstellaticome: il mitico Ferran Adrià, Aitor Zabala, Quique Dacosta, Mauro Uliassi, Bas Van Kraanen, Jordi Roca, Vicky Cheng, Bruno Verjus, Pía León, Dabiz Muñoz, Pablo Sánchez, Akrame Benallal, Diego Rossi, Rafa Costa e Silva, Tomohiko Kuchiiwa, Ricard Camarena, Mano Thevar, Chele González, Gil Fernandes, Oriol Castro, Eduard Xatruch, Mateu Casañas, Albert Adrià, Joan Roca, Claude Troisgros, Borja Marrero, Juan Viú, i gemelli Sergio e Javier Torres e Coco Montes.

Molte le premiazioni nei vari Concorsi della Manifestazione tra i quali il “Premio Cocinero del Año en Europa”, vinto dallo Chef Spagnolo Albert Adrià del RistoranteEnigma” (Due Stelle Michelin) di Barcellona, il “Premio Cocinero Revelación”, a Javier Ochoa e Garikoitz Arruabarrena del “Masta Taberna” ubicato a Zarautz un Comune Spagnolo della Provincia di Gipuzkoa nella Comunità Autonoma dei Paesi Baschi, e il “Premio Pastelero Revelación”, vinto dal giovane Miguel Yeste della PasticceriaObrar di Madrid.

All’interno della Manifestazione anche il “Madrid International Pastry” (MIP), il Congresso dedicato alla Panetteria, al Cioccolato e alla Pasticceria.

Nei vari spazi si poteva inoltre assistere a conferenze stampa, degustazioni e incontri gastronomici anche con altri Paesi.

In contemporanea si sono svolte importanti e numerose iniziative intraprese da centinaia di Espositori presenti: ovunque erano stati allestiti gli Stand Enogastronomici Spagnoli e Internazionali in rappresentanza di tutto ciò che si può collegare al settore in questione.

Per conoscere il meglio delle Tradizioni Gastronomiche Spagnole anche quest’anno un’ampia area è stata dedicata a “Saborea España” con molte zone di assaggio e un susseguirsi di interessanti eventi.

Grande interesse c’è stato anche per “Dreams #spainfoodtech” lo spazio di “Madrid Fusión Alimentos de España” aperto al dibattito, tra scienza e innovazione, uno sguardo sul futuro del cibo.

In parallelo interessantissimi incontri e straordinarie degustazioni anche alla “MF The Wine Edition” e alla “MF The Wine Edition Tasting Room”: tutto sul Mondo del Vino Internazionale.

Vertice Internazionale EnogastronomicoMadrid Fusiónsi è concluso nella serata di Mercoledì 28 Gennaio 2026.

L’Edizione 2026 di “Madrid Fusión” è stata un grandissimo successo confermato sia dalla partecipazione di 2.635 Espositori Internazionali, di centinaia di Chef (con decine di Stelle Michelin), di oltre 300 Relatori, più di 20.000 Congressisti, di migliaia di Giornalisti accreditati oltreché dall’affluenza di 247.000 Visitatori.

Per tre giorni si è potuto effettuare grazie Madrid Fusión 2026un’affascinante, magico e gustosissimo viaggio attraverso il meglio dellaCultura Gastronomica Spagnolae del resto del Mondo.

https://www.madridfusion.net/ 

https://www.youtube.com/watch?v=Q3BpePdUHZQ         


José Carlos Capel e Benjamin Lana (Foto MF)

"Madrid Fusión 2026": Grande Affluenza di Pubblico (Foto MF)

"Auditorium"... (Foto MF)

"Laboratori di Cucina"... (Foto MF)

Joan Roca (Foto MF)

Il "Mitico" Ferran Adrià (Foto MF)

Sergio e Javier Torres... (Foto MF)

"Dibattiti"... (Foto MF)

"Lavoro, Passione e Metodo"... (Foto MF)

"Esposizioni"... (Foto MF)

"Degustazioni"... (Foto MF)
 
 "Stand"... (Foto MF)

"Settori"... (Foto MF)

 "Sponsor"... (Foto MF)

"Madrid Fusión 2026": Foto di Gruppo (Foto MF)


giovedì 18 dicembre 2025

È POSSIBILE PRENDERE “UNA STELLA” DALLA MITICA GUIDA MICHELIN IN SOLO QUATTRO MESI?... SI: RESTAURANTE “EMi” A MADRID.



 La Capitale della Spagna è la magnifica Città di Madrid e tra le tante sue bellezze naturali, architettoniche, storiche e gastronomiche, ha un altro aspetto estremamente invidiabile, quello che si può definire “un estilo de vida” (uno stile di vita) frutto del positivo modo di vivere dei suoi abitanti. Uno stile che mi si addice particolarmente visto che proprio a Madrid mi sento estremamente a mio agio come a casa.

Da moltissimi anni seguo la “Cucina Spagnola” e i suoi più grandi Chef con i loro rispettivi Locali e per me è sempre un grande piacere quando a qualcuno di loro viene dato un importante riconoscimento.

La “Guía Michelin España 2026” (Guida Michelin Spagna 2026) è stata presentata la sera di Martedì 25 Novembre 2025 con un bellissimo Gran Gala svoltosi nell’accogliente e ampio Auditorium dello “Spazio Sohrlin Andalucía” nella bella Città di Málaga, Capoluogo dell'omonima Provincia e Capitale culturale ed economica della Costa del Sol il suo Litorale, una delle zone turistiche più importanti della Spagna.

Lo “Espacio Sohrlin Andalucía” è un grande e nuovo Laboratorio, inaugurato nel Mese di Luglio 2024, per lo sviluppo della formazione nelle arti performative e audiovisive; un centro incentrato sull'intrattenimento culturale nel suo complesso (danza, musica, teatro, circo e arti visive) promosso dal famoso Attore Antonio Banderas e dal noto impresario e a sua volta Attore Domingo Sánchez.

Tra i 25 nuovi Ristoranti che la “Guía Michelin España 2026” ha premiato con “Una Stella” c’è il RestauranteEMidello Chef Rubén Hernández Mosquero.

Tale premiazione è stata una sorpresa, “un vero fulmine a ciel sereno”, in quanto il RestauranteEMi” di Madrid aveva alle spalle solo quattro mesi di vita essendo stato inaugurato Martedì 29 Luglio 2025.

Lo Chef Rubén Hernández Mosquero è nato in un piccolo Comune che si chiama “Llerena” nella Provincia di Badajoz rientrante nella Comunità Autonoma dell'Estremadura, una Comunità che confina a Ovest con il Portogallo e per tale motivo in queste terre oltre allo Spagnolo spesso si parla anche il Portoghese. Llerena, già conosciuta nel periodo musulmano come “Ellerina”, ha un grande fascino grazie a un ricco patrimonio monumentale, retaggio di gloriose epoche storiche, che comprende numerosi Conventi, Chiese e Palazzi in cui lo stile “gotico mudéjar” (dove si trovano elementi gotici cristiani realizzati con tecniche e decorazioni musulmane, usando spesso mattoni a vista, archi a ferro di cavallo/acuti e motivi geometrici/ceramici) si fonde con quello barocco.

Llerenaè anche una Cittadina eccellente per degustare la Cucina dell’Estremadura più tradizionale.

Dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori Rubén, nella magnifica e antichissima Città di Siviglia in Andalusia, considerata il centro artistico, culturale, finanziario, economico e sociale della Spagna meridionale, nel 2010 ha ottenuto la Laurea Universitaria alMagisterio Educación Física” e nel 2012 si è diplomato “Tecnico della Ristorazione” presso la “Escuela Superior de Hostelería”.

Sia le prime esperienze lavorative di Rubén sia quelle degli anni successivi, dove grazie alla sua bravura ha scalato rapidamente i principali ruoli di Cucina, sono state molto importanti e Internazionali: Portogallo, Giappone, Spagna, Italia, Danimarca e Stati Uniti, solo per citarne alcuni.  Rubén ha fatto incredibili percorsi in Ristorantisuper stellati” dai nomi mitici come “el Bulli Catering”, “Terrazza del Casino”, “Bulgari”, “Geranium”, “Azurmendi”, “Noma”, “Minibar by José Andrés” e “Atomix”.

Un percorso lastricato di successi per Rubén Hernández Mosquero, come nel suo ultimo lavoro al RistoranteAtomix” (Due Stelle Michelin) di New York negli Stati Uniti, dove ha assunto la sfida di dirigere l'area sviluppo facendo risalire il Locale dalla Posizione 118 nel Mondo allaSesta” e conquistando anche per “due voltela Posizione di Migliore Ristorantedel Nord America.

Nel 2025 Rubén Hernández Mosquero ha deciso di tornare in Spagna, a Madrid, per aprire il suo primo Ristorante, la sua Casa, dove poter raccontare la sua storia e la sua vita attraverso i sapori delle sue preparazioni, condividendole insieme a tutto ciò che ha imparato da grandi maestri occidentali e orientali e allo stesso tempo continuando a crescere, esplorando e studiando.

Ecco che Rubén Hernández Mosquero ha inaugurato, dopo importanti lavori di restauro, Martedì 29 Luglio 2025, nel Distretto Madrileno di Chamberí in Calle de Gaztambide al Civico 64, il RestauranteEMi”.

Chamberí” è certamente uno dei Distretti più autenticamente tradizionali di Madrid, ubicato nella parte nord della zona centrale detta “Almendra Central”, comprende una vasta area che conserva l’essenza della Città stessa, dove la vita dei Sei Quartieri (Almagro, Arapiles, Joaquín Gaztambide, Ríos Rosas, Trafalgar e Vallehermoso) resta vivace come una volta mantenendo quell’atmosfera piuttosto raffinata che è stata tramandata dal suo passato aristocratico. A “Chamberí” ci sono strade e piazze affascinanti, la più ampia gamma di strutture ricreative, in particolare per quanto riguarda teatri e cinema, negozi storici e moderni, mercati tradizionali e una gamma di opzioni di alta cucina per appassionati e i gourmet più esigenti in quanto sede di molti dei “Ristoranti Stellati Michelindella Città. “Chamberí” è un Distretto particolarmente eclettico, infatti ha tutto ciò che qualsiasi residente o visitatore possa desiderare e ciò lo ha fatto diventare una delle zone più attraenti di Madrid.

Calle de Gaztambide” è una Strada Pubblica Cittadina che prende il nome da Joaquín Romualdo Gaztambide y Garbayo (1822 - 1870) uno dei più importanti Compositori Spagnoli di Zarzuela”, un genere lirico-drammatico in cui si alternano scene parlate, altre cantate e balli concertati. “Calle de Gaztambide” attraversa sia il Quartiere Omonimo sia quello di Vallehermoso ed è una strada alberata a senso unico, lunga poco più di un chilometro, che parte da “Paseo de S. Fco. de Sales” e arriva in “Calle de Alberto Aguilera” con un percorso quasi a ipotenusa.

Entrando inCalle de Gaztambide” da “Paseo de S. Fco. de Sale” e percorsi circa 150 metri si attraversa l’incrocio conCalle de Cea Bermúdez” (una grande Via a quattro corsie divisa da marciapiedi a isola e zone verdi) e dopo meno di 30 metri a sinistra si trova il Civico 64 e il RestauranteEMi”.

Il RestauranteEMi” è dislocato su due piani, circa 450 mq. complessivi. Il Piano Terra di 220 mq. è molto luminoso grazie alle grandi vetrine e ai colori chiari delle pareti e del soffitto. Entrando dalla Porta vetrata ci si trova di fronte il Banco dell’accoglienza, a sinistra un’Area Relax con un Bancone Bar e alcuni tavolini bassi con intorno delle comode poltroncine, alle pareti delle belle e grandi Nicchie ad arco con mensole, molto bello il modernissimo Caminetto di design. A destra dell’ingresso la Sala Principale, senza tavoli, con il grande e spazioso Bancone, ubicato di fronte alla ampia Cucina a vista, esclusivamente per soli 12 commensali che si siedono su alti e comodi sgabelli imbottiti. Sulla parete in fondo alla Sala la bella e coreografica Cantina climatizzata a vista chiusa da un grande portale ad arco, alto quattro metri, di legno e vetro. A sinistra della Cantina si apre un passaggio che porta a una Saletta privata per gruppi da 4 a 8 persone, un ambiente assolutamente tranquillo ed esclusivo sempre con vista sulla Cucina.

Sul lato sinistro della Reception parte un fascinoso Tunnelche fiancheggia lateralmente la Cucina sulla cui parete sinistra si aprono nicchie e ripiani pieni di particolari preparazioni in vasi realizzate dal Ristorante che vengono regolarmente usate anche in Cucina. Al piano superiore lo spazio è dedicato a vari servizi e al Laboratorio dove si studia e si ricerca tutto ciò che renderà speciale ogni piatto.

Il design diEMi” è stato studiato in ogni particolare, dal noto Ingegnere Eduardo Michavila, come fosse un elemento fondamentale del progetto architettonico e artistico in cui la gastronomia si fonde con l’eleganza, il fascino, l'arte e la sostenibilità. Ogni cosa è stata scelta per emozionare e accompagnare con specificità la narrativa culinaria: dalle opere esclusive dell'Artista Mr. Piro alle sculture organiche di Michel Vecchi, dalle ceramiche artigianali di Brokken Ceramics, ACME e Stefan Andersson fino alle realizzazioni in vetro dell'Artista Zelmer Olsen.

DaEMiil Menù è unico, utilizza principalmente prodotti stagionali Spagnoli di grande qualità: circa 14 portate che cambiano spesso e che includono 3 snack, una sequenza di piatti freddi e caldi, un pre-dessert, un dessert e infine la piccola pasticceria.

Il Menù rispecchia alla perfezione le esperienze che lo Chef Rubén Hernández Mosquero ha fatto in giro per il Mondo: la sensibilità della nuova Cucina nordica si amalgama con la precisione della tecnica Giapponese e con l’intensità della Cucina Coreana ma anche con la memoria e le emozioni della Cucina della sua Terra di origine la Comunità Autonoma di Estremadura.

La Carta dei Vini è imponente e super selezionata con cura e ambizione grazie a uno straordinario Sommelier e Maître come Miguel Ángel Millán. Una Carta in continua evoluzione che offre oltre 1.000 Referenze e circa 3.000 Bottiglie. Gli abbinamenti proposti sono concepiti come un continuo e assoluto dialogo con la Cucina e servono per amplificare ed esaltare le portate servite, una selezione che combina Champagne, Vini di produttori emergenti, grandi zone classiche della Spagna e del Mondo insieme a Etichette e formati difficili da trovare. Vengono proposti, oltre all’opzione al bicchiere, “Tre importanti Percorsi di Abbinamento Vini”, a costi crescenti, studiati per sorprendere con diversi livelli di complessità, lettura e profondità: “Lirios”, “Nubes” ed “Estratosfera”.

Il Madrileno Miguel Ángel Millán ha iniziato la sua carriera nel mondo del lavoro come artigiano orafo ma la vita e la passione lo ha successivamente indirizzato, in modo autodidatta, nel mondo della gastronomia e dell'ospitalità riuscendo a combinare al meglio sia il lavoro sia la formazione. Miguel Ángel ha studiato e si è diplomato in istituzioni prestigiose come la “Camera di Commercio di Madrid”, il “Wine & Spirit Education Trust” (WSET) e la “Court of Master Sommeliers” nel Regno Unito, oltre a lavorare fianco a fianco con figure chiave del Mondo del Vino.

Nel corso della sua eccezionale carriera ha lavorato in alcuni dei Ristoranti più straordinari e Super Stellati” di Madrid come “Santceloni” (è stato uno dei miei preferiti al Mondo), “Kabuki Wellington” e “DiverXO” creando con grande maestria magnifici abbinamenti cibo/vino. Il suo sensazionale approccio creativo, la sua profonda conoscenza tecnica e la sua capacità di emozionare attraverso il Vino gli hanno valso un’infinità di premi e riconoscimenti, ne cito solo uno che racchiude anche tutti gli altri: nel 2023 l'Academy diThe World's 50 Best” ha dato a Miguel Ángel Millán il “Premio Beronia Miglior Sommelier del Mondo”. Un Premio prestigioso che celebra l'innovazione, la profonda conoscenza, il servizio al cliente, oltre all’eccezionale abilità di comunicazione nel settore del Vino e dell'Ospitalità.

Fin dall’apertura il Restaurante EMi” ha da subito avuto successo di critica e di pubblico consolidandosi come una delle grandi rivelazioni gastronomiche del 2025 e ottenendo Premi comeMiglior Nuova Apertura Internazionale” da parte della Guida più selettiva al Mondo per Gourmet la FranceseLa ListeEdizione 2026, la “T d'Oro” di Tapas Magazin e “Chef e Ristorante Rivelazione 2025” dalla Rivista Metrópoli (El Mundo).

Come già accennato laGuía Michelin España 2026ha Premiato il RestauranteEMiconUna Stella”, un altro prestigio riconoscimento arrivato solo quattro mesi dopo l'apertura, un record:EMiè diventato il Ristorante che ha ottenuto più rapidamente questo Premio in Spagna.

Il bravissimo Chef Rubén Hernández Mosquero ha sottolineato che tutti i successi sono frutto della forza collettiva che sostiene il progetto di “EMi”, una forza che nasce dall’entusiasmo, dalla passione e dall’energia di tutto il qualificatissimo Team a partire da Miguel Ángel Millán, una forza che rende ogni servizio assolutamente speciale.

Il Restaurante di alta gastronomiaEMi”, in Calle de Gaztambide 64 a Madrid in Spagna, dello Chef Rubén Hernández Mosquero è assolutamente da provare.

https://emimadrid.com/

https://www.youtube.com/watch?v=lGFUX-FITLo


Lo Chef Rubén Hernández Mosquero (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: Area Relax (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: La Sala Principale (Foto EMi)

La Saletta Privata (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: Alta Gastronomia (Foto EMi)

Materie Prime Stagionali (Foto EMi)

Solo Materie Prime di Alta Qualità (Foto EMi)

Restaurante "EMi" a Madrid: Ogni Portata è Speciale (Foto EMi)

Miguel Ángel Millán e Rubén Hernández Mosquero (Foto EMi)


domenica 23 novembre 2025

A ROMA, FIRENZE E MILANO “HIROMI CAKE” HA PORTATO L’ELEGANZA, LA FRESCHEZZA E L’ORIGINALITÀ DELLA DELIZIOSA PASTICCERIA GIAPPONESE.

 


Scoprire il Giappone è l’esplorazione, al di là dell’Oceano, di un mondo straordinario fatto di una meravigliosa natura, di antichi segreti, di storie eroiche ma anche di grattacieli e di treni ad altissima velocità: un mondo con un grande e assoluto fascino che risiede nella sua perfetta fusione tra vecchio e nuovo.

Il Giappone (日本国 - Nihon-koku o Nippon-Koku) è uno Stato Insulare ubicato nell'Asia Orientale, specificatamente si trova nell'Oceano Pacifico. Il Giappone è limitato a Ovest dal Mar del Giappone, a Nord dal Mare di Ochotsk, a Est dall'Oceano Pacifico Settentrionale e a Sud dal Mar Cinese Orientale.

Il Giappone è un Arcipelago per lo più collinare composto da 6.852 Isole di tutte le dimensioni, le cinque più grandi sono: Hokkaidō, Honshū, Kyūshū, Shikoku e Okinawa. Queste cinque Isole da sole rappresentano circa il 97% dei 377.975 chilometri quadrati che sono la superficie terrestre del Giappone. Molte Isole sono montagne che sbucano dal Mare e di queste alcune sono di origine vulcanica. La vetta più alta del Giappone è il Monte Fuji, un Vulcano ancora attivo. La popolazione Giapponese è di circa 124 milioni di persone, ciò lo rende il Dodicesimo Stato più popoloso del Mondo.

Tra le tantissime Tradizioni Giapponesi super affascinanti, che spaziano in tutti i campi, quella della loro Cucina è sicuramente molto conosciuta nel Mondo ma scendendo più nel particolare desidero raccontarvi dell’interessantissima loro “Pasticceria”.

La Storia della Pasticceria Giapponese” ha radici antiche e molto sfaccettate, potremmo risalire al “Periodo Yayoi” (circa 300 a.C. - 250 d.C.) un'epoca cruciale nella storia Giapponese, segnata dall'arrivo di popolazioni dalla Penisola Coreana e dalla Cina che introdussero la coltivazione del riso, la lavorazione di bronzo e acciaio, e una società più stratificata. Questo periodo vide la nascita di insediamenti stabili, villaggi fortificati e l'inizio di forme primitive di sciamanesimo e culti legati ai “Kami” (spiriti divini) gettando le basi per lo Stato Giapponese. In questo Periodo i dolci non erano altro che frutta fresca, secca e bacche.

Sviluppi interessanti si ebbero nei successivi Periodi: - “Periodo Nara” (710 - 794) con l'influenza Cinese che portò l'uso di tecniche a base di olio, di farina e di riso fondamentali per i dolci Giapponesi; - “Periodo Muromachi” (1336 - 1573) in cui i Portoghesi introdussero lo zucchero, inizialmente solo come un prodotto di lusso; - “Periodo Edo” (1603 - 1868) quando, grazie a 250 anni di pace e prosperità, i dolci si diffusero tra la popolazione e iniziarono spesso a essere serviti  accompagnandoli con il “” (matcha) in forme diverse ma sempre ispirandosi alle meraviglie della natura e ai cambiamenti delle stagioni.

Certamente l’avvento della “Cerimonia de Tè” (“Chanoyu” = “Acqua calda del Tè”), introdotta dai Monaci Buddisti dalla Cina intorno al IX - X Secolo e sviluppatasi nei Secoli successivi, trovando la sua forma definitiva nel XVI Secolo grazie al Maestro Zen Sen no Rikyū (che ne stabilì i principi fondamentali di armonia, rispetto, purezza e tranquillità) ha avuto una grande importanza anche per lo sviluppo della “Pasticceria Giapponese”. Infatti la “Cerimonia de Tè” detta anche Sadō/Chadō (la Via del Tè) è un fascinoso rituale artistico e spirituale Zen che eleva la preparazione e il consumo di “tè verde in polvere” (matcha) in un'esperienza di ricca di armonia (Wa), estremo rispetto (Kei), assoluta purezza (Sei) e totale tranquillità (Jaku). Ogni gesto della cerimonia è specificatamente codificato per creare un momento di consapevolezza, concentrazione sul presente e connessione tra i partecipanti, culminando nell'offerta di “tè denso e scuro” (koicha) o “leggero e chiaro” (usucha). Una cerimonia completa può durare diverse ore, includendo un pasto leggero (kaiseki) e proprio questo ha favorito lo sviluppo anche della “Pasticceria”.

Possiamo dire che la “Pasticceria Giapponese” nasce dall'unione di antiche tradizioni Locali (a base di frutta e riso) influenzate dalla Cina (con Buddhismo e ) e dai Portoghesi (che portarono lo zucchero nel '500), evolvendosi poi attraverso i Secoli in:

- “Wagashi” (letteralmente “Dolce Giapponese”) - Preparazioni Tradizionali che si contraddistinguono, in generale, per un uso parsimonioso dello zucchero e l’utilizzo di alcuni ingredienti tipici che hanno alla base elementi vegetali come castagne, riso glutinoso, cereali, zucca, patate dolci, sesamo, soia, agar-agar (gelificante naturale derivato dalle alghe rosse) e l’immancabile marmellata di fagioli rossi azuki (anko). A esempio: “Mochi” (palline di riso glutammoso farcite), “Dorayaki” (il pan di spagna Giapponese) “Taiyaki” (dolce a forma di pesce), “Anpan” (brioche dolce farcita), “Nerikiri” (famosi per il loro particolare design e per l’armonia dei loro colori che interpretano il susseguirsi delle stagioni), “Yōkan” (composto da pasta di fagioli rossi, agar agar e zucchero, famoso per la sua elegante consistenza gelatinosa e la sua forma rettangolare che viene tagliato e venduto a tocchetti) un dolce di lunga durata che i Giapponesi usano fare come regalo o portare in viaggio;  

- “Yogashi” (letteralmente “Dolce Occidentale”) sono una tipologia di dolci di ispirazione occidentale, con influenze Francesi, Americane, Spagnole e Portoghesi molto diffusi in Giappone, che combinano tecniche Europee con ingredienti locali. Negli “Yōgashi” un ruolo fondamentale sono le proporzioni degli ingredienti molto diverse rispetto a quelle impiegate nella pasticceria Europea o Americana: latte, uova e zucchero restano anche nella versione Giapponese ma in quantità più basse, creando così dei dolci meno calorici e molto più delicati e soffici. Per esempio: “Kasutera” (la rielaborazione della “Castella”, il pan di Spagna di origine Portoghese), “Shortcake” (due strati di pan di Spagna farciti di panna montata e guarniti con fragole fresche), “Roll Cake” (di pan di Spagna con crema e pezzi di frutta fresca), “Chiffon Cake” (chiamato così per via della sua consistenza che ricorda la morbidezza della seta), “Japanese Cheesecake” (caratterizzata da una consistenza estremamente morbida e leggera della crema), “Japanese Millecrêpe” (una vera opera d’arte dolciaria composta da 12 strati di crêpe inframezzati da delicata crema, con un cuore di marmellata anko).

Lo zucchero Giapponese che viene utilizzato è principalmente di due tipologie: “Shirozaratō” (quello bianco caratterizzato da grandi cristalli che dona ai loro dolci un sapore leggero e raffinato) e “Kurozatō” (quello scuro, non raffinato, dal colore bruno e dal gusto più intenso).

In Italia, nello specifico a Roma, a Firenze e a Milano, vi è una Catena di Pasticcerie Giapponesi che realizza con grande passione e materie prime di altissima qualità il meglio della Pasticceria Nipponica: “Hiromi Cake”.

La prima Pasticceria Hiromi Cake è nata a Roma, alla fine del 2018 in Via Fabio Massimi 32 (Rione Prati), quando una brava imprenditrice come la signora Machiko Okazaki, che aveva già aperto negli anni precedenti due importanti Ristoranti Tradizionali Giapponesi a Roma, Okāsan e Otõsan (in ItalianoMamma” e “Papà”), decise di realizzare il sogno di far conoscere l’essenza della Pasticceria Giapponese. Una pasticceria che grazie alla tradizione è sorprendentemente curata, ricca di profumi esotici e di consistenze particolari, ma anche molto salutare perché caratterizzata, come già accennato, dall’uso limitato di zuccheri e grassi.  

Il nome adottato “Hiromi Cake” (Hiromi Dolci) nasce dai ricordi di bambina di Machiko Okazaki quando era in Giappone, infatti “Hiromi” era un’anziana signora che le regalava sempre dei buonissimi dolci.

In pochi anni il progetto “Hiromi Cake”, grazie al rapido successo ottenuto, si è sviluppato fino a diventare un “Marchioriconosciuto a livello Nazionale, con Sedi anche a Milano (Centro Commerciale Merlata Bloom, dal 2023) e a Firenze (Largo Fratelli Alinari 10, dall’Agosto 2025), oltre ad avere una rete di oltre 200 Ristoranti in tutta Italia riforniti dai laboratori del brand.

Nel Mese di Settembre 2023 è stata inaugurata, in Via Reggio Emilia 22 a Roma, la “Hiromi Maison” la Casa Madre del Gruppo, uno spazio di 200 metri quadri. Non solo Ristorante e punto vendita di Pasticceria ma anche laboratorio di ricerca e spazio culturale. La Maison ospita corsi di lingua e calligrafia Giapponese, di pasticceria, oltre a degustazioni di “sake” e incontri dedicati alla Cultura Giapponese. Un luogo dove nascono le idee e si sperimentano nuove creazioni, dove tradizione e contemporaneità si incontrano: qui si possono assaggiare piatti e dolci indossando come simbolo di accoglienza lo “Yukata” (una versione informale e più semplice del “Kimono” realizzato in cotone e privo di fodera).

Hiromi Maison” accoglie al suo interno “Hiromi Cake”, “Hiromi Spiritz” e “Hiromi Sake”, un progetto che vuole andare ben oltre la pasticceria. Qui si possono bere dei “Cocktail Giapponesi” realizzati da Bartender professionisti e ci si può immergere nel suggestivo mondo del “Sake”, a pranzo e a cena poi ci si può deliziare con le “Ricette del Kansai” e tante altre varietà di Sushi preparate dal bravissimo Chef Aiuchi Takehiko.

Le "Ricette del Kansai" sono i piatti tipici della Regione Centrale del Giappone denominata Kansai (Osaka, Kyoto, Kobe), storica culla culturale, nota per Osaka, definita "la Cucina del Giappone". Si tratta di uno stile culinario distinto, come l'Okonomiyaki Stile Kansai (ingredienti mischiati nella pastella prima della cottura su piastra) e l'Ozoni (zuppa di Capodanno con mochi rotondo e morbido, spesso cotto direttamente nella zuppa), che riflettono la cultura locale, nota per la cucina casalinga e meno formale rispetto a Tokyo, con sapori che bilanciano dolcezza e umami, utilizzando spesso “dashi leggero” (brodo di pesce) e “miso bianco”; i sapori sono delicati e si usano ingredienti freschi.

Il Cuore di Hiromi Cake” è il moderno e artigianale Laboratorio a vista, dove la Brigata di Pasticceria, tutta al Femminile e tutta Giapponese, lavora per lo più con le mani senza affidarsi a troppe attività alle macchine. La Brigata è guidata dalla bravissima Maestra Pasticciera Mitzuko Takei. La sua storia è esemplare: da giovanissima padroneggiava già tutta la Cucina Tradizionale e riuscì a farsi assumere nel più famoso Ristorante Francese di Tokio, il “Taillevent Robuchon” (Tre Stelle Michelin) noto come “Château Restaurant Joël Robuchon”, parte del Gruppo di Ristoranti del mitico Chef Joël Robuchon, “l'Imperatore della Cucina Francese”. Proprio qui è nato il suo interesse per la “gastronomia occidentale” che l’ha portata a Parigi, a Montecarlo e infine a Roma dove, prima di entrare da “Hiromi Cake”, ha tenuto corsi di cucina e pasticceria Giapponese in due importanti Scuole e ha preparato i dessert per i pranzi ufficiali dell’Ambasciata Giapponese, molto apprezzati in più occasioni dalla Famiglia dell’Imperatore.

Hiromi Cake” offre alla sua clientela, in tutti i suoi punti vendita, una vasta scelta di buonissimi prodotti Giapponesi di grande qualità come i dolci, siaWagashisia Yougashi”, ma ancheSalati Gourmet” come gli “Onigiri” (deliziosi e coreografici triangoli modellati a mano di riso bianco, non condito, ripieni), speciali confetture (tutte fatte in casa) e altri ottimi prodotti come biscotti e mandorle. Nel 2024 è stato introdotto nei Negozi il formatMatcha Love” che esplora questo particolare “” in tutte le sue declinazioni compresi i più vari abbinamenti. Da sottolineare che il “Packaging” (il confezionamento) dei prodotti da asporto è molto bello ed estremamente curato.

Grazie all’interesse crescente del pubblico, “Hiromi Cake” guarda al futuro con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la propria rete di punti vendita diretti e in franchising in modo da attrarre nuovi investitori, mantenendo al centro la qualità artigianale e l’identità Giapponese che ne hanno decretato il successo. Da sottolineare, negli ultimi mesi, le numerose collaborazioni con l’Istituto Giapponese di Cultura, che confermano la credibilità del Brand e la sua autentica identità Nipponica.

A Roma, Firenze e MilanoHiromi Cake” ha portato l’eleganza, la freschezza e l’originalità della contemporanea e deliziosa “Pasticceria Giapponesedi alta gamma rispettando la Filosofia Wa”. Un concetto filosofico fondamentale Giapponese di armonia, pace e unità, che permea la cultura e la vita quotidiana, incoraggiando la moderazione, la cura degli altri e l'equilibrio tra uomo, natura e divino e che si manifesta in pratiche come l'attenzione al dettaglio, il rispetto degli spazi e la cooperazione collettiva.

Hiromi Cakenon sono solo accoglienti Pasticcerie ma offrono anche un’esperienza culturale che unisce estetica e gusto raccontando con i loro prodotti un fascinoso e autentico Giappone non lontano dalla sensibilità Italiana.

https://www.hiromicake.it/

https://www.youtube.com/watch?v=N2coneN5W4Q


"Hiromi Cake": Fascinosa Accoglienza (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Estetica e Gusto (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Grande Qualità (Foto Hiromi Cake)

Salati Gourmet (Foto Hiromi Cake)

Ottimi Cocktail e Deliziosi Abbinamenti (Foto Hiromi Cake) 

Non Solo Dolci (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Packaging Bello e Curato (Foto Hiromi Cake)

Pasticceria Giapponese di Alta Gamma (Foto Hiromi Cake)


sabato 14 settembre 2024

L’AUTENTICO “HOT POT DEL SICHUAN”, UNA DELLE PREPARAZIONI PIÙ DIVERTENTI E GUSTOSE DELLA CUCINA CINESE, DA “SHOO LOONG KAN” A MILANO.



 

Il Secondo Paese più popolato al Mondo, con più di un miliardo e quattrocento milioni di abitanti, è la Cina e con una estensione territoriale di 9,6 milioni di chilometri quadrati (Terzo al Mondo) si presenta come un incredibile colosso.

Benché in Cina ufficialmente si riconoscono 56 gruppi etnici esiste tuttavia, pur con una varietà praticamente infinita e inenarrabile di variazioni, qualcosa che unisce la maggior parte di queste etnie e che a grandi linee si può definire “Cucina Cinese”.

A dimostrazione dell’importanza del cibo per i Cinesi quando accolgono qualcuno in Casa la prima domanda è: “Hai già mangiato?”.

Oggi la “Cucina Cinese” è una delle più conosciute nel globo grazie alla sua grande diffusione.

LaCucina Cineseha una storia antichissima.

Come attestano alcuni ritrovamenti archeologici di un’epoca lontanissima, risalenti alla “età della pietra” e agli albori dell’uso del fuoco per cucinare gli alimenti, in Cina non si praticavano solo semplici cotture ma già qualcosa di più elaborato. Attraverso i Secoli e il susseguirsi di epoche anche molto lussuose e prospere (per esempio con l’avvento degli Imperatori e con l’enorme sviluppo dei commerci) la “Cucina Cinese” di qualità ha assunto un suo preciso carattere di tradizionale genuinità, accompagnata da ordinate e belle presentazioni.

Tra le varie tradizioni Culinarie della Grande Cina, sicuramente tra le più importanti, possiamo annoverare quella della Capitale Pechino, quella Cantonese e quella del Sichuan.

La “Cucina Pechinese” (in Cinese 北京菜 = Cucina di Pechino) è una variegata offerta di preparazioni con influenze giunte attraverso i secoli anche da zone lontanissime del Paese ma che ha risentito principalmente di quelle provenienti dalla Costa Orientale della Provincia di Shandong. Questa Provincia si sviluppa lungo il corso inferiore di quello che i Cinesi ritengono che sia la culla della loro civiltà: il Fiume Giallo. La Cucina di Pechino è ricca e gustosa. Come non ricordare, tra i tantissimi piatti, alcuni super famosi nel mondo: “l’anatra laccata” (obbligatoriamente Razza Pechino), gli “hot pot” (chiamati anche “fondue chinoise”, una ricetta a base non solo di carne) o il “maiale mu shu”.

La Cucina comunemente denominata “Cantonese”, in realtà la “Cucina Guangdong” (in Cinese 廣東菜), ha origine nell’omonima Provincia di Guangdong, sulla Costa Meridionale della Cina Continentale. La “Cucina Guangdong” è sicuramente molto ricca, visto l‘utilizzo di un’infinità di materie prime, ed è più tecnica nella valorizzazione dei prodotti freschi con le sue cotture veloci ed efficaci: vapore, bollitura, “siu mei” (cottura allo spiedo), frittura, stufatura. Una Cucina che ha raggiunto anche livelli molto importanti di Internazionalità diventando più consona ai palati Occidentali. Nella Cucina Cantonese troviamo conosciutissimi piatti come il riso alla Cantonese, il maiale in agrodolce, gli involtini (un’infinità di tipi), i ravioli, i crackers ai gamberi, il “congee” (particolare porridge) di riso…… e potrei ancora aggiungere un elenco lunghissimo.

La “Cucina del Sichuan” (四川菜) è uno stile di Cucina Cinese tramandata nella Provincia di Sichuan, un vastissimo Territorio (485.000 km², circa 90 milioni di abitanti con 53 Etnie diverse) ubicato nella Cina Sud-occidentale con Capitale Chengdu. Una Cucina solida con sapori audaci, non mancano asprezza e piccantezza grazie al largo uso di aglio, peperoncino, sesamo e zenzero. Una Provincia con un Territorio così vasto ha favorito la nascita di 4 Stili diversi di Cucina: “Chongqing”, “Chengdu”, “Zigong” e “Buddista Vegetariana”. Una Cucina Cinese decisamente importante e sofisticata tantoché nel 2011 l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha dichiarato Chengdu “Città della Gastronomia”.

Oggi desidero approfondire proprio la conoscenza dell’Hot Pot della Cucina del Sichuan”.

L'Hot Pot (火鍋), come già accennato conosciuto anche come una particolare “Fondue Cinese”, racchiude nel suo nome una infinita varietà di stufati dell'Est Asiatico. Le sue origini sono molto antiche e incerte, ma la sua diffusione in Cina avvenne sotto la “Dinastia Tang” (618 - 907 d.C.) nel Nord del Paese e più tardi con la “Dinastia Qing” (o Ch'ing, 1636 - 1912) in tutta la Cina adattandosi a gusti e ingredienti dei vari Territori.

All'interno di una casseruola, riscaldata da una fiamma, posta al centro tavola si possono cuocere ogni tipo di vivande: una esperienza culinaria molto gustosa e aggregante che simpaticamente coinvolge tutti i partecipanti.

La Tradizione distingue 3 Tipi diHot Pot”: - Una zuppa dal gusto leggero nella quale si cuoce il cibo crudo al momento; - Il cibo nella casseruola è già cotto e la fiamma è usata solo per mantenere il piatto caldo e per cuocere solo le verdure; - Il cibo viene interamente cotto prima che la casseruola venga servita e in tavola serve solo a riscaldarlo. Una costante è l’accompagnamento con salse e condimenti vari. Con l’Hot Pot si consiglia l’uso di due diverse coppie di bacchette (in CineseKuài Zi”), la prima coppia per i cibi cotti e la seconda per quelli crudi, evitando così contaminazioni visto che il brodo può essere consumato a fine cotture.

A seconda della Regione, in Cina si possono trovare molti tipi diversi di “Hot Pot” che prevedono l’usa di carni diverse, pesci e noodle.

Nel “Sichuan”, per esempio, l’Hot Pot più comune è quello di pancetta di maiale: il brodo, bollito con frattaglie di pollo, serve per la rapida cottura della pancetta di maiale insieme ai germogli di soia.

Da pochi mesi a Milano  ha aperto, in Via Carlo Farini 21 (vicino alla StazioneMilano Porta Garibaldi”) il primo Ristorante Cinese della conosciuta e rinomata Catena (in pochi anni ha aperto oltre 900 Ristoranti nel Mondo 7 in Europa tra Germania, Francia, Spagna e Portogallo) “Shoo Loong Kan” dedicato al piatto simbolo di socialità e condivisione a tavola originario del Sichuan: l’Hot Pot.

Il BrandShoo Loong Kan”, nato nel 2017, in alfabeto fonetico Pīnyīn diventa “Xiao Long Kan” significa “Xiao” () = piccolo, “Long” () = drago, “Kan” () = promontorio, pendio, prende il nome del “Promontorio del Piccolo Drago” della Città Cinese di Chongqing famosa per gliHot Pot”. L’Alfabeto Fonetico Pīnyīn (拼音), termine che indica il trascrivere, l’unire, “il connettere” i “suoni” (), è stato introdotto nel 1956 dalla Commissione sulla Riforma della Lingua della Repubblica Popolare Cinese e nel 1958 adottato ufficialmente come alfabeto fonetico.

Il RistoranteShoo Loong Kan” di Milano è molto caratteristico e accogliente, 1200 mq. disposti su due livelli, tutti accuratamente arredati come un antico Villaggio Cinese. Dall’ingresso assolutamente scenografico, con tanto di drago tradizionale cinese e due poltrone imperiali su cui accomodarsi per le immancabili foto ricordo, alle spaziose Sale che tra lanterne rosse e pagode in legno (realizzate senza chiodi e senza colla secondo la tecnica a incastro del legno nota come “Sashimono” = cose unite) riprendono colori ed elementi in puro stile “Ba-Shu”, l’antichissima Cultura, che si tramanda da oltre quattromila anni, la cui tipica architettura caratterizza le strade più antiche e i mercati storici dei centri cittadini dei Villaggi della Provincia del Sichuan.

In totale 218 posti a sedere con tavoli per un massimo di otto persone che sedute su panche tipiche possono vivere un viaggio nella tradizione gastronomica e culturale del Sichuan con protagonista l’Hot Pot, la particolare pentola posta al centro di ogni tavolo.

Nelle pentole possono bollire uno o più brodi, l’Hot Pot è una sorta di “fondutaAsiatica dove al posto dell'olio si usa il brodo (solitamente non salato ma insaporito dagli alimenti che vi si immergono) per cuocere gli ingredienti preferiti abbinandoli poi a una o più salse, scelte secondo il proprio gusto tra molti condimenti, spezie e oli vegetali: una gustosa sperimentazione fatta ogni volta con nuove combinazioni.

Al RistoranteShoo Loong Kan” il servizio inizia dopo aver scelto da un “tablet”, tra le varie tipologie di Brodo offerte, da uno a un massimo di tre tipi di brodo per il prorio Hot Pot: - il “Brodo Tradizionale” di ossa (acqua, ossa di maiale e pollo); - il “Brodo Piccante” proposto con tre livelli di piccantezza (brodo di ossa, grasso di manzo e di agnello, peperoncino, pasta di fava, zenzero, aglio, cipolla, pepe in grani, cipollotti, scalogno, coriandolo, soia nera fermentata, spezie); - il “Brodo ai Funghi” (brodo di ossa, funghi porcini, funghi shiitake, spezie); il “Brodo al Pomodoro” (brodo di ossa, concentrato di pomodoro, olio vegetale, cipolla in polvere, aromi e spezie); - il “Brodo Bianco Vegetale” (acqua, scalogno, zenzero, goji, pomodoro, sale di sodio dell'acido glutammico).

Successivamente si sceglie cosa si vuole far bollire in pentola. Nel Menu del RistoranteShoo Loong Kan” c’è davvero di che sbizzarrirsi: eccellente pescato (dalle canocchie all’aragosta, dai gamberi cristallo all’abalone), svariati tagli di carne (serviti sottilissimi) e frattaglie selezionati dalla nota Macelleria Sirtori di Milano (dal Wagyu alla costata, dai carpacci di filetto di manzo al cervello, dalle trippe all’agnello, dal pollo alle costine di maiale), verdure e funghi orientali (dalle foglie di crisantemo al “taro” = radice commestibile, dalle patate igname alle alghe, dal sedano lattuga al melone d’inverno, dai funghi shitake agli enoki, dalle orecchie di Giuda ai shimeji bianchi o marroni).

Da non perdere, quando il brodo è più ricco di sapori, i deliziosi “noodles” (paste lunghe) artigianali realizzati con farine Pugliesi dal Laboratorio Parigino di un noto Maestro Pastaio Cinese Yeh, in esclusiva in Italia perShoo Loong Kan Milano”.

Ma per chi desiderasse qualcosa di altro dalla Cucina lo Chef Michele Yang è pronto ad accontentarvi con alcune speciali e golose chicche. Un Menu ricchissimo che offre molte possibilità di abbinamenti con Vini, Birre e Sake (anche in degustazione) o con i “Loong Tea” a base di the freddo alla camelia e frutta, specialità del Locale.

Al RistoranteShoo Loong Kan Milanotroverete ad accogliervi Chen Yeyan, un grande professionista molto noto nella “ristorazione milanese” visto che per anni è stato il bravissimo Direttore di Sala dello storico Ristorante GiapponeseOsaka”.

Trasformarsi in Chef al RistoranteShoo Loong Kandi Milano cuocendo da soli, a secondo del proprio gusto carne, pesce, verdure e noodles, all’interno dei brodi che bollono in tavola nell’Hot Pot del Sichuan, una delle preparazioni più divertenti e gustose della Cucina Cinese, è unafood experienceunica che rende lo stare a tavola un momento piacevolissimo di socialità, condivisione e inclusività.

https://www.shooloongkan.it/


"Hot Pot"= "Fondue Cinese" (Foto SLK)

Ristorante "Shoo Loong Kan" a Milano (Foto Simona Bruno)

"Shoo Loong Kan": Caratteristico e Accogliente (Foto S. Bruno) 

"Shoo Loong Kan": Fascinoso e Scenografico (Foto S. Bruno)
 
"Shoo Loong Kan": Il Bancone delle Salse (Foto Simona Bruno)

 "Hot Pot" con un Solo Tipo di Brodo (Foto SLK)

"Hot Pot" con Due Tipi di Brodo (Foto SLK)

"Hot Pot" con Tre Tipi di Brodo (Foto SLK)

Una Vasta Scelta di Delizie (Foto Simona Bruno)

 "Hot Pot": Esperienza Gustosa e Aggregante (Foto SLK)