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domenica 10 maggio 2026

ALLA NUOVISSIMA KATSUSANDERIA “SANDO IE KOJI” A ROMA DELLO CHEF KOJI NAKAI I TIPICI E GUSTOSI PANINI GIAPPONESI.

 


"Roma Caput Mundi regit orbis frena rotundi" (Roma Capitale del Mondo regge le redini dell'orbe rotondo) così recita il verso Latino che l’Imperatore dei Romani Federico I Hohenstaufen (1122 - 1190), noto come Federico Barbarossa, volle incidere sul suo sigillo per indicare la supremazia e il ruolo centrale che Roma ha mantenuto nel corso della storia, diventando un fondamentale crocevia politico, economico e culturale.

Non c’è bisogno di dilungarsi sulla Magnifica Città di Roma, tanto è stato già scritto e tanto è stato detto, ma per quello che desidero raccontarvi devo ricordare che il Centro Storico della Città è suddiviso in 22 Rioni che costituiscono il primo livello di suddivisione storico/toponomastico. I Rioni originatisi nel Medioevo sulle basi delle “14 Regiones Augustee” sono aumentati nel tempo e l’ultimo, istituito nel 1921, è il Rione Prati. Ogni Rione, identificato da un numero romano e uno stemma, rappresenta un'area con un'identità unica.

Il “Rione Prati” (XXII), costituito ufficialmente il 20 agosto 1921, nacque come un quartiere che accoglieva le strutture amministrative del Regno d'Italia e una zona residenziale per i funzionari dello Stato. L'impianto urbanistico stradale fu studiato in modo tale che nessuna delle nuove vie avesse come sfondo la Cupola della Basilica di San Pietro, a testimonianza dei rapporti tesi tra il nuovo Stato Italiano e la Santa Sede nell'epoca precedente la firma dei “Patti Lateranensi” dell’11 Febbraio 1929. Per questo motivo i nomi delle Vie del nuovo Rione furono scelti tutti tra personaggi storici della “Roma Repubblicana e Imperiale”, condottieri e letterati della classicità latina e pagana, e tra gli eroi del Risorgimento al quale fu dedicata la Piazza Principale (Piazza Cavour).

Proprio nel Rione Prati c’è Via Andrea Doria”, una larga strada alberata a doppio senso che parte da “Largo Trionfale” e arriva in “Piazzale degli Eroi”, che è considerata una sorta di confine storico e strutturale tra il Rione Prati e il Quartiere Trionfale (Q. XIV) uno dei 35 Quartieri Ufficiali di Roma.

Mercoledì 11 Marzo 2026, in Via Andrea Doria al Civico 32, è stato inaugurato il nuovo Locale dello Chef Giapponese Koji Nakai: “SANDO IE KOJI”.

Il Civico 32 si trova proprio di fronte al “Nuovo Mercato Trionfale”, una grande struttura di vetro e cemento, inaugurato l'11 Marzo 2009, il primo e più grande Mercato Rionale Romano (270 banchi, 420 box, 320 posti auto e un Ufficio Postale). Il mercato è diviso per corridoi con box di colori diversi a seconda della categoria merceologica: “verde” per frutta e ortaggi (“verde chiaro” sono i produttori diretti che sono una cinquantina), “blu” per il pesce, “rosso” per la carne.

SANDO IE KOJI” è una “katsusanderia” un Locale specializzato nella preparazione e vendita del sandwichkatsu-sando” (カツサンド o かつサンド) un famosissimostreet foodGiapponese che consiste nel “tonkatsu” (una cotoletta impanata e fritta solitamente, carne,  maiale o pollo) racchiuso in soffice pane bianco, spesso “pane shokupan” un tipo di pane in cassetta Giapponese, al latte e senza crosta, noto per la sua consistenza estremamente soffice, nuvolosa e con il sapore delicatamente dolce. Il “pane shokupan” si distingue per l'uso della “Tecnica Tang Zhong” che consiste nel fare il pane, umido, morbido ed elastico che dura a lungo, senza l'aggiunta di conservanti o additivi, ma usando semplicemente uno starter fatto con la stessa farina e acqua.

Uno dei segreti per preparare un buonissimo “katsu-sando”, che può essere riempito anche con varie salse e altri ingredienti, è quello di lasciarlo riposare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per 10/20 minuti prima del taglio a metà che ne esalta il ripieno, affinché i sapori si possano amalgamare al meglio e la struttura si compatti. Questo tipo di sandwich è un “comfort food” apprezzatissimo per il contrasto tra la morbidezza del pane e la croccantezza della cotoletta, un panino popolarissimo in Giappone facilissimo da acquistare anche nei “Konbini” (minimarket aperti h.24).

Lo Chef Koji Nakai (classe 1984) è originario di Ōsaka, la Capitale dell'omonima Prefettura e la terza Città del Giappone per numero di abitanti (oltre 2,75 milioni), situata nella Regione del Kansai, nell'Isola di Honshū, alla foce dei Fiumi Yodo e Yamato. Ōsaka è storicamente la Capitale Commerciale del Giappone essendo uno dei maggiori distretti industriali e portuali ed è anche tradizionalmente considerata la "Cucina del Paese" (天下の台所 = “Tenka no Daidokoro”) e la "Capitale della buona tavola".

Koji Nakai, è cresciuto in una Famiglia in cui i Genitori facevano gli stilisti e avevano stretti contatti con l’Italia, il suo Papà tornando dai viaggi portava al Figlio le gustose specialità Italiche in particolare dei magnifici cioccolatini. Sua Zia, anch’essa titolare di marchi di moda, decise di aprire il Primo Ristorante Italiano a Kōbe, l’altra Città che si affaccia sulla suggestiva Baia di Ōsaka, e quello fu per Koji Nakai il “paradiso” dove c’erano solo cose buone da vedere e degustare. Passarono alcuni anni, iniziò a studiare legge ma contemporaneamente, seguendo la sua propensione, oltreché per arrotondare, entrò a lavorare in alcuni Ristoranti Italiani. Venuto a contatto con il mondo della “Pizza”, grazie a un bravo Pizzaiolo Napoletano, Koji non ebbe più dubbi: la sua strada sarebbe stata la Cucina. Koji Nakai poco più che ventenne arrivò in Italia e lavorò prima in Toscana, poi in Friuli-Venezia Giulia, in Piemonte e infine giunse a Roma nel 2008.

Dopo alcune esperienze Romane, come l’apertura di una Osteria Romana a Monteverde, e l’esperienza come Chef presso l’Ambasciata Italiana a Varsavia, Koji Nakai si è impegnato costantemente nella divulgazione della cultura culinaria autentica Giapponese a Roma aprendo nel 2022 il Ristorante Fine Dining Nakai dove riesce a fondere la Cucina Giapponese con quella Romana, poi nel Mese di Giugno del 2024, in Via Marcantonio Bragadin al Civico 13, ha inaugurato “IE KOJI” (Da Koji).

 “IE KOJI” è un “izakaya” (居酒屋) è un tipico pub, taverna, trattoria informale Giapponese, spesso economico, dove si consumano bevande alcoliche accompagnate da vari piatti da condividere, simile a un mix tra tapas bar e pub. La parola significa letteralmente "rimanere a bere" o "negozio di sakè dove ci si siede". Sono luoghi sociali molto accoglienti (convivialità nella condivisione),    posti molto popolari in cui si va con la famiglia, con gli amici o coi colleghi, magari dopo la scuola o il lavoro.

Successivamente, alla fine del 2025, una nuova apertura, sempre a Roma, il “Sakaba Ie Koji” la prima “sakaba” (posto dove si beve) Romana: un’Enoteca con Cucina Giapponese.

Koji Nakai affianca all’attività imprenditoriale anche un costante impegno Culturale in collaborazione con l’Istituto di Cultura Giapponese.

Il bravo Chef Koji Nakai, dopo i suoi precedenti progetti, che negli ultimi anni hanno avuto molto successo e contribuito a far conoscere una nuova idea diCucina Giapponese Contemporaneanella Capitale, ha voluto far nascere il nuovoSANDO IE KOJI” come uno spazio essenziale e dinamico, pensato principalmente per asporto e consumo veloce, con pochi posti interni e un dehors più ampio con vista sul Mercato Trionfale. Il tutto in linea con lo spirito urbano dello “street foodGiapponese. Aperto dalla tarda mattinata fino a sera con orario continuato, “SANDO” propone una cucina immediata ma costruita su un lavoro artigianale preciso, sviluppato a partire da un laboratorio produttivo dedicato.

Il Menù di “SANDO IE KOJI” si basa su alcune varianti di “katsu-sando” che comprendono la versione più tradizionale con “cotoletta di maiale”, quella con “pollo”, quella con “straccetti di manzo” (saltati e conditi con salsa di soia), quella con la pregiata carne Giapponese  wagyu” dalla marezzatura intensa, quella “vegetariana stagionale” preparata con le verdure del Mercato Trionfale. Accanto ai “katsu-sando” non mancano altri classici della gastronomia Giapponese come i “box” da portare via denominati “bento”, le “patatine” reinterpretate con gustosi sapori fusion e le “cotton cheesecake al cioccolato, yuzu (agrume) e matcha (polvere di tè verde)” il raffinato dolce che si distingue per la sua incredibile leggerezza e la consistenza spugnosa, simile a quella di una nuvola. Le materie prime usate sono tutte selezionare, il pane è uno “shokupan” molto soffice e burroso (realizzato in esclusiva dal “Panificio Artigianale Marè Prati”), le cotolette grazie alla partnership con il “Gruppo Galli” sono prodotte internamente in un laboratorio dedicato e i polli provengono da allevamenti a crescita naturale. Il tutto viene accompagnato da birre e bibite originali Giapponesi.

Alla nuova katsusanderiaSANDO IE KOJIin Via Andrea Doria al Civico 32 a Roma, grazie all’iniziativa imprenditoriale del bravo Chef Giapponese Koji Nakai, troverete i tipici e gustosi panini tradizionali Giapponesi.

https://www.instagram.com/sando.2026/


"SANDO IE KOJI" a Roma (Foto SIK)

"Katsu-Sando" Tradizionali (Foto SIK)

Materie Prime Selezionate (Foto SIK)

"Patatine" per Tutti i Gusti (Foto SIK)

Abbinamenti con Birre e Bibite Gipponesi (Foto SIK)

Lo Chef Koji Nakai (Foto SIK)

"SANDO IE KOJI" a Roma dello Chef Koji Nakai (Foto SIK)


domenica 14 settembre 2025

NUOVO “KŌ BY 99 SUSHI BAR”: SUPER ACCOGLIENTE E MAGICO LOCALE AL MITICO STADIO “SANTIAGO BERNABÉU” DI MADRID.

 


Tra tutte le bellezze che si possono ammirare nella meravigliosa Capitale Spagnola, Madrid, una Città che amo moltissimo, c’è lo “Stadio Santiago Bernabéu” che è sempre stato una particolare e fascinosa costruzione e con l’ultimissima ristrutturazione è diventato qualcosa di magnifico.

Lo storico  “Stadio Santiago Bernabéu” (la fabbrica dei sogni) è la “Casa” della prestigiosa e famosa squadra di calcio del Real Madrid (l’altra squadra della Città l’Atletico Madrid ha un altro Stadio il “Vicente Calderon”).

Il grande e imponente “Stadio Santiago Bernabéu” è ubicato in una zona centrale di Madrid e si affaccia su una delle strade più importanti della Capitale il “Paseo de la Castellana” a pochi passi dal Palazzo dei Congressi e dal Ministero della Difesa Spagnolo.

In origine lo Stadioinaugurato nel 1924, non era più adatto al numero crescente di spettatori pertanto la prima ristrutturazione avvenne con i lavori iniziati nel 1944, su progetto dell'Architetto José María Castell García de la Cruz e un plastico degli Architetti Manuel Muñoz Monasterio e Luis Alemany Soler, che terminarono nel 1947, e il 14 Dicembre dello stesso anno ci fu l’inaugurazione. Lo Stadio, a quel tempo il più grande e moderno d’Europa, mantenne il vecchio nome di “Chamartin” con l’aggiunta, davanti, del termine “Nuovo”.

Nel 1955, più precisamente il 4 Gennaio, lo Stadio di Madrid fu ribattezzato Santiago Bernabéu” in onore di Santiago Bernabéu Yeste (1895 - 1978) che alla squadra del Real Madrid, nata nel 1902, ha dedicato tutta la sua vita (si assentò solo nel periodo della Guerra Civile Spagnola, Luglio 1936 - Aprile 1939, partecipandovi nelle file dell’Esercito Nazionalista). Santiago entrò nel Real Madrid come calciatore nella squadra juniores, all’età di 14 anni, successivamente fu un grande giocatore e poi per molti anni anche il capitano, “attaccate al chiodo le scarpette”, nel 1927 divenne l’allenatore e infine dal 1943 al 1978 fu l’amato Presidente (il più amato di sempre).

Con Santiago Bernabéu Yeste il Real Madrid ha avuto una storia straordinaria e un’infinità di vittorie e record, diventando il Secondo Club Calcistico più Titolato del Mondo e Primo per le Vittorie Internazionali.

Nel 2003 lo “Stadio Santiago Bernabèu” (80.354 posti a sedere) ha subito importanti modifiche per la messa a norma e per l’adeguamento ai regolamenti dell’Union of European Football Associations (U.E.F.A.).

Grazie a un gigantesco progetto rinnovativo, vinto nel 2014 dal Team composto da “GMP Architekten”, “L35 Arquitectos” e “Ribas & Ribas Arquitectos” e realizzato in 10 anni con un impegno economico di oltre un miliardo e trecentocinquanta milioni di euro, il nuovoSantiago Bernabéuha aperto i suoi cancelli per la stagione sportiva 2024/25.

Assolutamente fantascientifico il nuovo gigantesco guscio in acciaio che avvolge la struttura vera e propria dello Stadio (che ora può ospitare 85mila spettatori) con le diverse curve del suo profilo, composto da 7.500 doghe orizzontali in acciaio inossidabile con un effetto frangisole. Tutta la struttura regala un effetto dinamico che fa vivere l’edificio in modo sempre diverso durante il giorno agli occhi dell’osservatore, sia dalla “Plaza de los Sagrados Corazones” sia dalle Vie circostanti (Avenida de Concha Espina, Paseo de la Castellana, Calle de Rafael Salgado, Calle del Padre Damián), ancor più esaltato dalla retroilluminazione a led notturna. Altre spettacolari innovazioni sono il grande tetto retrattile di 106 metri e del peso 35mila tonnellate, che si apre o chiude in soli 35 minuti, come pure il campo da gioco a scomparsa.

Il “campo retrattile a scomparsa” si basa sul meccanismo di suddivisione del campo principale, in erba naturale per il calcio, in 6 sezioni longitudinali di 15 metri di larghezza ciascuna, che vengono fatte scorrere in orizzontale, grazie a 12 unità a binario, verso il lato Ovest dove c’è la Tribuna Castellana, e poi impilate a scomparsa in verticale, da un sistema automatico, all’interno di un incasso sotterraneo che scende fino a quota “meno 35 metri”. Le sezioni longitudinali, portate sottoterra, vengono accomodate in un hangar specifico dotato di sistemi di irrigazione e illuminazione artificiale che garantiscono il mantenimento della superficie erbosa e le condizioni ottimali in vista della successiva rimessa in posizione.

La scomparsa del prato principale svela poi il sottofondo secondario in superficie, un campo in erba artificiale che può essere adattato, coperto o attrezzato per qualunque altro evento, fiera o concerto musicale.

Lo “Stadio Santiago Bernabéu” è sempre stato anche un accogliente struttura per attività come il “Museo del Real Madrid” o attività commerciali come il “Negozio Ufficiale del Real Madrid”, le “Aree VIP”, i Bar e i Ristoranti.

Proprio grazie al rinnovamento dello Stadio stesso che nel Mese di Gennaio 2025 è stato inaugurato il nuovoKŌ by 99 Sushi Bar”.

KŌ by 99 Sushi Bar” è una emanazione del “Gruppo Bambú”, nato a Madrid nel 2005 con al comando bravi manager come i fratelli Fernando e Pedro de León, ed è erede dell'eccellenza gastronomica già esibita dai quattro99 Sushi Bar” di Madrid.

I “99 Sushi Bar” sono una catena di super premiati Locali (anche dalla Guida Michelin) di alta Cucina Giapponese con Sedi oltreché a Madrid a Barcellona e Marbella in Spagna, ad Abu Dhabi e a Dubai negli Emirati Arabi Uniti, a Rabat la Capitale del Marocco e in Germania a Monaco.

Il “KŌ by 99 Sushi Bar” dello Stadio Santiago Bernabéu nasce con la filosofia di una moderna e vivace “Izakaya”.

Un' “Izakaya” (居酒屋) è un particolare Locale Giapponese decisamente informale che combina le funzioni di un Pub, di una Taverna e di un Ristorante, dove è possibile consumare bevande e un'ampia varietà di cibi da condividere in un'atmosfera vivace e rilassata. A differenza di un Ristorante Tradizionale, in un'“Izakayail cibo non è l'elemento essenziale, ma uno dei tanti aspetti che contribuiscono a offrire un'esperienza più completa.

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” si accede da Calle Padre Damián 3, che corrisponde alla “Porta 39” dello Stadio, tramite gli ascensori si sale al Decimo Piano, il livello più alto. Passata la porta d’ingresso e la Reception si entra nel Locale che con i suoi 600 m² può ospitare ben 99 clienti: una Sala principale, due SaleVIP” e una splendida Terrazza con vista unica (la migliore) e mozzafiato sul maestoso prato del Santiago Bernabéu.

L’interno di “KŌ by 99 Sushi Bar” è assolutamente spettacolare e lussuoso, è stato curato nei minimi dettagli da Pedro de León e da Jaime Castañeda, “CEOInternazionale del Gruppo Bambú.

Una delle caratteristiche più sorprendenti del Locale sono le colonne di cemento che lo attraversano (fanno parte della struttura dello Stadio), infatti sono state ricoperte da una speciale vernice dorata che conferisce all’insieme un carattere davvero unico e particolare. Sul pavimento, accanto a eleganti decorazioni, anche le crepe sono state riempite di vernice dorata in omaggio alla tecnica “Kintsugi”.

Il “Kintsugi” ( 金継ぎ) l'antica Arte (e Filosofia) Giapponese che letteralmente significa “unire con l'oro”. Invece di nascondere i danni, questa tecnica ripara ceramiche rotte utilizzando una lacca speciale mescolata con polvere d'oro, evidenziando le fratture e trasformando le "cicatrici" in elementi decorativi preziosi.

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” per le decorazioni e per l'interior design, dove predominano i toni scuri e le finiture dorate fanno da contrasto, sono stati scelti materiali naturali di alta qualità come pietre selezionate e legni di diversa provenienza, non mancano specchi, marmi e mini giardini. Anche l’illuminazione è stata attentamente studiata per creare un’atmosfera calda e accogliente grazie alle lampade di design. I grandi banconi di servizio, super attrezzati, sono dei veri protagonisti con la loro imponenza e la loro ricchezza.

Lo Chef Executive del “KŌ by 99 Sushi Bar” è Noam González Herrera un bravissimo professionista che dal 2001 in poi ha lavorato in alcuni importanti Ristoranti Spagnoli e nel 2015 è entrato nel GruppoBambú”.

Il Menù del “KŌ by 99 Sushi Bar” è stato realizzato dal Direttore Culinario del Gruppo, Rubén Guerrero, in collaborazione con lo Chef Executive Noam González Herrera, e offre una proposta ricca, contemporanea, tendenzialmente orientata alla condivisione. Protagonisti assoluti del Menù i cibi cotti sull'iconica griglia Giapponese, “Robata”, che conferisce un sapore affumicato e autentico a pesce, carni e verdure, ma ci sono anche tutte le altre migliori preparazioni della Cucina Giapponese. Tutto è realizzato con materie prime provenienti dai più importanti fornitori Nazionali e Internazionali che garantiscono la massima qualità di tutti gli ingredienti.  

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” si possono degustare delizie come: l'“Okonomiyaki” (preparazione agro-dolce a forma di pizza) con emulsione di tartufo e jalapeño - Vari tipi di “Gyoza” (ravioli di carne) -l'Ostrica n. 3 con spuma di yuzu e perla - Una selezione di Tartare - Carpacci - Sashimi - L'“Imperial Moriwase” (una preziosa combinazione di ben 32 pregiati tagli di pesce) - I Ricci di mare - Il Caviale più pregato - I migliori Frutti di Mare - Alcune varietà di “Tempura” (la frittura con la pastella leggera e croccante) -  Il delizioso “Sushi” con il caratteristico equilibrio tra modernità e tradizione e l’uso di diverse tipologie di “Gunkan” (polpette di riso avvolte in un'alga nori o da una striscia sottile di pesce), di “Nigiri” caldi e freddi (polpettine di riso allungate sulle quali vengono adagiate sottili fette di pesce crudo), e di “Maki Sushi” (un particolare tipo di Sushi cilindrico in cui il riso, insieme a ingredienti come pesce e verdure, viene avvolto in un foglio di alga nori e poi tagliato a rondelle).

Altre preparazioni decisamente gustose del Menù sono: l'“Hosomaki” (un piccolo rotolo di alga nori che avvolge il riso per Sushi) di gamberi scarlatti con wasabi fresco e aglio croccante -  Il “99 Jewel Maki” (veri gioielli) con toro di tonno, tartufo, caviale e oro - Il “Futomaki” (un tipo di Sushi a rullo di dimensioni grandi, il cui nome significa proprio "rotolo grande") di granchio reale, ikura e ricci di mare -  Il Pollo ruspante grigliato e glassato con miele di Gochujang ed emulsione di jalapeño - Il Branzino dell'Atlantico con miso bianco e salsa mojo.

La tenerissima e burrosa carne Giapponese che viene usata è la migliore e nei tagli più pregiati come “Kagoshima Wagyu A5” e “Miyazaki Wagyu A5”, che hanno il punteggio più alto nella scala di valutazione della qualità della carne per marmorizzazione, colore, consistenza e brillantezza del grasso.

La Carta dei Vini è molto selezionata e ricca, oltre 250 Etichette tra Nazionali e Internazionali (molte esposte nelle grandi e alte vetrine) e con una grande varietà di Vini al calice, ampia anche la selezione di pregiati Liquori, degli ottimi Sake (una trentina) e dei migliori Whisky Giapponesi. Il merito va alla bravissima Mónica Fernández (Galiziana), la Direttrice del Gruppo Bambú in Spagna, premiata con importantissimi riconoscimenti, come il “Premio Eccellenza Turistica di Madrid per Miglior Direttore di Sala” nel 2009, il “Premio Nazionale di Gastronomia per il Migliore Maître” nel 2016 e il “Prix au Sommelier (Miglior Sommelier del Mondo) dall'Accademia Internazionale di Gastronomia” nel 2017.

In un ambiente così straordinario come il “KŌ by 99 Sushi Bar” anche la migliore “mixology” gioca un ruolo importantissimo e infatti non manca un'ampia offerta di Cocktail di autore, vere e proprie specialità imperdibili come: “Zen” (rum speziato, amaretto, succo di yuzu e sciroppo di timo) - “Last Samurai” (tequila Reposado, sakè Junmai e umeshu) - “99 Spritz” (sakè Dreamy Clouds, vodka, Aperol, sciroppo di camomilla e champagne) - “Wasabi Sour” (grasso di Kobe, wasabi, tequila lavata, bitter Angostura e albume d'uovo) - “99 GT” (a base di gin Roku infuso con anguria e chiarificazione di panna doppia).

IlKŌ by 99 Sushi Bar grazie alla magica accoglienza e alle sue straordinarie e molteplici offerte enogastronomiche sarebbe già di per sé un Locale imperdibile, se poi si considera che ha anche un’incredibile vista sul campo del miticoStadio Santiago Bernabéudi Madrid….. cosa dovrei aggiungere!

https://www.ko-99.com/en/

https://www.youtube.com/watch?v=xZZs6BxLYHM


Nuovo "Santiago Bernabéu" (Foto Miguel de Guzmán e Rocío R. Riva)

"Stadio Santiago Bernabéu": Una Vista  (Foto Madrid Destino)

"KŌ by 99 Sushi Bar" a Madrid: L'Ingresso  (Foto KŌ)

"KŌ by 99 Sushi Bar": Vista Interna  (Foto KŌ)

Atmosfere Fascinose...  (Foto KŌ)

"Ingredienti di Assoluta Qualità"...  (Foto KŌ)

"I Tagli di Carne più Pregiati"...  (Foto KŌ)