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domenica 9 giugno 2024

“TERROIR SULCIS” UN LIBRO IMPONENTE E SEMPLICEMENTE STUPENDO: MERAVIGLIOSE STORIE DI TERRITORI, DI GENTI E DI VINI.



La Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia); è lunga 270 km. e larga 145 km., con 1.897 km. di Coste bellissime: la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati. Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano, solo 11 km. è la distanza dalla Corsica Francese.

Il Territorio dell’Isola è prevalentemente composto da Colline e Altopiani Rocciosi, seguono le Zone pianeggianti e poi le Montagne. I Fiumi più importanti, per esigenze non solo idriche, sono sbarrati da imponenti Dighe che formano grandi Laghi Artificiali. Il “patrimonio boschivo” della Sardegna è il più importante d’Italia, più di un milione e 213.000 Ettari, come anche il suo sottosuolo per quanto riguarda i Minerali. Il Clima è Mediterraneo e tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo. Si è sviluppata l’Agricoltura, specialmente quella cerealicola, la Pesca e l’Allevamento in particolare Ovino.

La Sardegna per la sua particolare conformazione è diventata nel tempo un Territorio di Pastori. Qui oggi troviamo un terzo dell’intero patrimonio Ovino e Caprino Nazionale, una produzione di latte ovino che raggiunge il 50% in Italia e, di conseguenza, si producono una grande varietà di ottimi formaggi. La Sardegna ha anche il primato di prima Regione Italiana per il numero di puledri grazie alla secolare Tradizione dell’allevamento semibrado di Cavalli (principalmente di Razza Anglo-araba).

Il Mare che bagna le coste della Sardegna è veramente “miracoloso”: una trasparenza fantastica che permette di vedere la ricchezza del mondo sommerso (flora e fauna acquatica) anche a importanti profondità, una limpidezza che lo rende un immenso specchio che riflette il cielo, tra l’infinità dei colori dei suoi fondali spiccano le verdi praterie di Posidonia Oceanica e il Rosso vivo dei Coralli. Il Mare poi bagna delle vere e proprie opere d’arte create nei Secoli dalla Natura sia sulle rocce sia sulla morbidissima sabbia (bianca o rosa).

La Pesca in Sardegna ha sempre avuto, grazie al fantastico e pescoso Mare che la circonda, una sicura e forte Trazione ma, in alcuni periodi storici, è stata frenata dal pericolo dei Pirati Saraceni: una minaccia che incombeva non solo sui natanti ma anche sui centri abitati costieri. Per tale motivo si era sviluppata quel tipo di pesca che si faceva negli stagni dell’Isola (circa 12.000 Ettari tra acque dolci e salmastre) o nelle peschiere con la cattura di grandi quantità di anguille e muggini (o cefali). Il lavoro dei Pescatori dell’Isola ha assunto maggiore importanza a partire dal 1600 in poi, raggiungendo il pieno sviluppo dal 1800 con l’uso del particolare sistema di pesca delle “Tonnare”.

Molte sono le attività Tradizionali dei Pescatori Sardi rimaste immutate attraverso i Secoli così come certe tecniche vedi la tipica raccolta in Mare del Corallo e certe lavorazioni come quella della “Bottarga”. L’Agricoltura si è specializzata in produzioni vinicole, olivicole, di arance, di barbabietole, di carciofi. Particolarissimo il “Carciofo Spinoso Sardo” tanto da essersi meritato il Marchio D.O.P. e la cui produzione è documentata già dal 1780.

La coltivazione della Vite in Sardegna è molto antica e risale al IX Secolo a.C. quando i pacifici mercanti Fenici iniziarono ad arrivare sulle coste dell’Isola e riuscirono facilmente a integrarsi con la locale “Civiltà Nuragica” (gli Antichi Sardi, XXIII Secolo a.C. - II Secolo d.C.). I Fenici introdussero molte nuove conoscenze e tecnologie nella vita dell’Isola tra cui una forma di aggregazione urbana fino allora sconosciuta: la Città. Anche i Cartaginesi, i Greci e i Romani hanno successivamente sviluppato, tra moltissimo altro, la Viticoltura Isolana.    

Ma è a partire dal XIV Secolo in poi, con l’arrivo in Sardegna di Vitigni come la “Vernaccia”, il “Vermentino”, il “Cannonau” (introdotto, dopo il 1479 con l’arrivo della dominazione Spagnola, e che in Spagna prende il nome di “Alicante”) e altri, che l’Isola ha iniziato ad avere un’importanza specifica nella produzione vitivinicola, confermata e ampliata grazie ai successivi e favorevoli sviluppi storici come il passaggio della Sardegna (Trattato dell’Aia del 1720) sotto Vittorio Amedeo II di Savoia Principe di Piemonte.

Negli ultimi decenni i Viticoltori Sardi hanno approntato nelle loro Aziende, con grande intelligenza e passione, tutte le nuove tecnologie enologiche, consentendo il forte rinnovamento del Settore Vitivinicolo della Sardegna (oltre 27.200 Ettari di Vigne) rendendolo dinamico e innovativo. Ciò ha migliorato moltissimo la qualità della produzione con Vini Rossi eleganti e strutturati e Vini Bianchi freschi e sapidi: il Vino Sardo si è diffuso rapidamente anche sui Mercati Internazionali. Oggi in Sardegna sono presenti 33 Denominazioni Vinicole: Una DOCG, Diciassette DOC e Quindici IGT.

Per quello che oggi vi voglio raccontare iniziamo proprio da un’importante Azienda Vitivinicola la “Cantina Santadi” ubicata in un Territorio della Sardegna particolare ed estremamente interessante il “Sulcis”.  

Il “Sulcis” è un Territorio che si estende nella porzione sud-occidentale dell’Isola ed è parte integrante della Regione storico-geografica del Sulcis-Iglesiente. Il Coronimo (toponimo riferito ad una Regione o ad un'Area geografica) deriva dall'antica Città di Sulki (o Sulci, la Capitale dei Solcitani, un’antica Tribù) che sorgeva nel luogo dell'odierna Sant'Antioco, sul versante nord dell'omonima Isola, è stata un antichissimo insediamento Nuragico, una Città Fenicia e poi Punica e Romana. Il Sulcis propriamente detto corrisponde al versante sudoccidentale dei Monti del Sulcis e alla Pianura sottostante fino alla costa sud-occidentale che si affaccia sul Canale di Sardegna, da Capo Altano (o Capo Giordano) fino al Golfo di Palmas e da qui continua verso il Capo Teulada. Fa parte del “Territorio Sulcitano” anche l'Arcipelago del Sulcis con le Isole di San Pietro e di Sant'Antioco, quest'ultima è unita alla terraferma, fin dall'antichità, per mezzo di un istmo artificiale.

Dal punto di vista geografico, geomorfologico e naturale, il Sulcis ha una forte caratterizzazione (stagni costieri, macchia mediterranea, boschi, foreste, sugherete, pascoli, terreni seminativi) in quanto è quasi completamente delimitato dal mare e dall'omonimo massiccio montuoso che lo isolano dal resto della Regione. L'unica via naturale di collegamento è dislocata nella parte orientale del confine settentrionale. Nel complesso, l'ambiente naturale si differenzia in due biotopi fondamentali: uno di Pianura e di bassa Collina e uno più impervio, tipicamente Montano. Il primo ha offerto, storicamente, le condizioni per lo sviluppo di una società rurale stanziale, basata sull'agricoltura e sull'allevamento degli ovini, il secondo, per le condizioni più difficili, ha consentito lo sviluppo di una società rurale non stanziale, basata soprattutto sull'allevamento dei caprini e dei bovini rustici e, marginalmente, sullo sfruttamento delle risorse forestali (legno, sughero, carbone vegetale).

Ai nostri tempi il “Sulcis” viene suddiviso geograficamente in due Zone: la parte settentrionale, più popolata e meno vasta denominata “Alto Sulcis” (costituito dall'omonimo bacino carbonifero e dall'arcipelago) ha come centro territoriale la Città di Carbonia e comprende otto Comuni (Calasetta, Carbonia, Carloforte, Narcao, Perdaxius, Portoscuso, San Giovanni Suergiu e Sant'Antioco) e la parte meridionale, meno abitata con un territorio un po' più grande definita “Basso Sulcis” con dieci Comuni (Domus de Maria, Giba, Masainas, Nuxis, Piscinas, Santadi, Sant'Anna Arresi, Tratalias, Villaperuccio e Teulada). Dal punto di vista economico l'Alto Sulcis ebbe nel recente passato un'economia prevalentemente mineraria, oggi ha un'economia basata su attività dei servizi e del terziario con diverse piccole imprese turistiche, agro-pastorali e della pesca. Nel Basso Sulcis l'economia si basa invece prevalentemente sulle attività di tipo agro-pastorale, sebbene siano diffusi anche la pesca e il turismo.

Proprio nel “Basso Sulcis” è ubicata la Cantina Santadi, a pochi chilometri in linea d’aria dalle meravigliose spiagge e dune bianche di Porto Pino, nel piccolo Comune agropastorale di Santadi, da cui prende il nome, rinomato per la sua ricca enogastronomia, per le bellezze naturalistiche e per le numerose testimonianze del passato. La Cantina è una delle realtà produttive più celebri e importanti della Sardegna, artefice di una grande opera di valorizzazione enologica del Territorio del Sulcis. Una Cantina Sociale, tra le più vitali e importanti d’Italia, nata il 24 Ottobre 1960 per volontà di 27 Produttori guidati dal patriarca Peppino Sais e il coordinamento dell’Ente per la Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna.

Oggi la “Cantina Santadi” è una magnifica realtà con 20.000 mq. di aree edificate, una Cantina di 2.500 mq. dotata di una moderna ed elegantissima Barricaia, 45 fedelissimi dipendenti e 220 Soci conferitori. Dai complessivi 650 Ettari vitati, di cui una ventina sono di stretta proprietà, vengono realizzate circa due milioni di bottiglie di vino per un fatturato di 12 milioni di euro.

Grande importanza per lo sviluppo della Cantina Santadi è stata, a partire dalla metà degli anni ‘80, l’appassionato e straordinario supporto del mitico Enologo Giacomo Tachis che ha aiutato a far conoscere in tutto il Mondo le eccellenze territoriali a base di “Carignano”, il vitigno a bacca rossa di origine Spagnola più tipico del Sulcis. Giacomo Tachis (1933 - 2016) è stato il più straordinario e rivoluzionario Enologo del Ventesimo Secolo e la Cantina Santadi ha voluto rinominare, con il supporto del Comune, la strada dove si trova la cantina proprio con il nome di “Giacomo Tachis”.

Cantina Santadi seguendo la sua meritevole filosofia di valorizzazione del Territorio ha recentissimamente realizzato e pubblicato (fine Marzo 2024) un meraviglioso Libro dal titolo: Terroir Sulcis.

Il Libro è stato fortemente voluto dal bravissimo e appassionato Presidente Antonello Pilloni (Socio dal 1974 e Presidente dal 1976) e dal Consiglio di Amministrazione della Cantina di Santadi. Il Libro ha avuto il supporto dei finanziamenti concessi dal "Bando Territoriale di Sostegno alle Imprese del Sulcis Iglesiente, Capoterra e Campidano di Cagliari" (Fondi del Piano Sulcis, gestito e coordinato dal Centro Regionale di Programmazione e dal Gruppo Azione Locale Sulcis).

Terroir Sulcisè un Libro semplicemente bellissimo, un Tomo imponente del peso di 4,2 kg. (672 pagine di carta lucida) nel grande formato 32,5 x 24,5 cm. con copertina rigida che raffigura un vigneto davanti al mare in LocalitàSu Port’e su Trigu nel magico momento del tramonto, col sole che va a dormire dietro a Sant’Antioco.

Terroir Sulcisun Libro assolutamente speciale che parla di Vino, ma non solo, infatti il focus è su tutto il Territorio raccontato in tutte le sue sfaccettature. I Capitoli affrontano la vita rurale del Sulcis con un approfondimento sui “Furriadroxius” (in origine, erano poco più che capanne, ma nel tempo si sono trasformati in vere e proprie abitazioni, in grado di permettere l'insediamento stabile della famiglia contadina) e i “Meraus” (casupole), per passare alla storia e produzione dell’antico “Tessuto Orbace” e al vecchio abbigliamento rurale d’una volta. La Pubblicazione prosegue poi con una disamina degli attuali “Costumi Tradizionali” e dei “Gioielli Tipici”, nel segno della filigrana. Si parlare poi del magico “Sughero”, la cui qualità è fondamentale per la longevità dei grandi Vini da invecchiamento, dell’antica arte della “Coltelleria Sarda”, del “S’Alimentu Primu” (la grande tradizione del pane artigianale), dei “Formaggi”, del “Miele Sardo”, dell’“Olio Extravergine d’Oliva”, del “Carciofo Spinoso”, del “Tonno Rosso di Corsa Carloforte”. 

Non manca lo spazio dedicato alla fondamentale “Civiltà del Carbone” e alla vita nelle Miniere di Carbonia (una Cittadina appositamente fondata negli Anni Trenta del Novecento per ospitare le maestranze impiegate nelle miniere di carbone) e alla descrizione dei 10 Comuni che ospitano le Vigne dei Soci conferitori della Cantina Santadi. Ma nel LibroTerroir Sulcis” c’è tantissimo altro come la Storia del Comune di Santadi compreso Tradizioni e Folclore, l’infinità dei ritrovamenti archeologici, il Capitolo sul “Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu” che ospita specie animali rarissime, come l’autoctono cervo sardo, l’aquila, il gatto selvatico e il geotritone, il Capitolo che si occupa delle “Grotte di Is Zuddas” sul Monte Meana con il loro incredibile scenario creato dalla millenaria azione dell’acqua, quello sull’Antica Viticoltura e l’ampia sezione rivolta alla “Cantina Santadi” (Storia, Filosofia, Terreni, Vigneti, Cantina, Vini, Enoteca Aziendale, Ospitalità, Persone).

Infine decine di Pagine sono dedicate a “17 Ricette Tipiche del Territorio Abbinate a 17 Vini della Cantina Santadi”. Le Ricette sono state realizzate da Ristoranti, Locande, Strutture Agrituristiche e Massaie della zona.

Il LibroTerroir Sulcisè completamente illustrato da incantevoli e suggestive fotografie (grandi e anche giganti) realizzate da un fantastico ed esperto Fotografo Professionista come Bruno Bruchi.

Il LibroTerroir Sulcisè stato curato da Andrea Cappelli uno dei Giornalisti Italiani più esperti di Editoria Enogastronomica.

Posso solo aggiungere che Terroir Sulcisè un Libro imponente e semplicemente stupendo ricchissimo di meravigliose storie di incredibili Territori, di appassionate Genti e di ottimi Vini.

https://www.cantinadisantadi.it/responsive/

https://www.youtube.com/watch?v=8h46joFBpgE


Il Bellissimo Libro "Terroir Sulcis" 

"Cantina Santadi" una Vista Esterna (Foto CS)

Il Fascino delle Barrique (Foto CS)

Vigne a Santadi (Foto Bruno Bruchi)

"Uva di Carignano" (Foto Bruno Bruchi)

Libro "Terroir Sulcis": Non Solo Vino (Foto CS)

Porto Pino e le Vigne al Tramonto (Foto Bruno Bruchi)

"Cantina Santadi": Vini Fatti con Arte (Foto CS)

Il Libro "Terroir Sulcis" e Giorgio Dracopulos

lunedì 25 ottobre 2021

“CANTINA ALESSANDRO BOCCA”: DALLA SARDEGNA MAGNIFICI VINI FATTI CON AMORE E GRANDE PASSIONE.



 La Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con 1.897 km. di Coste meravigliose; la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati. L’80% del suo Territorio si distingue tra Montuoso e Collinare (Altopiani Rocciosi). Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano, e solo 11 km. dalla Corsica Francese.

Il “patrimonio boschivo” della Sardegna, con più di un milione e 213.000 Ettari, è il più importante d’Italia. Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti. Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo in particolare pesca, pastorizia e agricoltura.

L’Agricoltura si è specializzata in produzioni vinicole, olivicole, di arance, di barbabietole, di carciofi. Particolarissimo il “Carciofo Spinoso Sardo” tanto da essersi meritato il Marchio D.O.P. e la cui produzione è documentata già dal 1780.

La coltivazione della Vite in Sardegna è molto antica e risale al IX Secolo a.C. quando i pacifici mercanti Fenici iniziarono ad arrivare sulle coste dell’Isola e riuscirono facilmente a integrarsi con la locale “Civiltà Nuragica” (gli Antichi Sardi, XXIII Secolo a.C. - II Secolo d.C.). I Fenici introdussero molte nuove conoscenze e tecnologie nella vita dell’Isola tra cui una forma di aggregazione urbana fino allora sconosciuta: la Città. Anche i Cartaginesi, i Greci e Romani hanno successivamente sviluppato, tra moltissimo altro, la Viticoltura Isolana.    

Ma è a partire dal XIV Secolo in poi, con l’arrivo in Sardegna di Vitigni come la “Vernaccia”, il “Vermentino”, il “Cannonau” (introdotto, dopo il 1479 con l’arrivo della dominazione Spagnola, e che in Spagna prende il nome di “Alicante”) e altri, che l’Isola ha iniziato ad avere un’importanza specifica nella produzione vitivinicola, confermata e ampliata grazie ai successivi e favorevoli sviluppi storici come il passaggio della Sardegna (Trattato dell’Aia del 1720) sotto Vittorio Amedeo II di Savoia Principe di Piemonte.

Negli ultimi decenni i Viticoltori Sardi hanno approntato nelle loro Aziende, con grande intelligenza e passione, tutte le nuove tecnologie enologiche, consentendo il forte rinnovamento del Settore Vitivinicolo della Sardegna (oltre 27.200 Ettari di Vigne) rendendolo dinamico e innovativo. Tale fatto ha migliorato moltissimo la qualità della produzione con Vini Rossi eleganti e strutturati e Vini Bianchi freschi e sapidi: il Vino Sardo si è diffuso rapidamente anche sui Mercati Internazionali. Oggi in Sardegna sono presenti 33 Denominazioni Vinicole: Una DOCG, Diciassette DOC e Quindici IGT.

Dal 16 Aprile 2021 le Province della Sardegna sono 6 e tutte vantano Denominazioni di Origine dedicate al Vino ma per quello che voglio raccontare ci interessa la Provincia di Nuoro (ubicata centralmente a est dell’Isola e affacciata sul Mar Tirreno) e in particolare uno dei suoi 74 Comuni: Dorgali.   

Dorgali  ha circa 8.400 abitanti ma per estensione (226,54 km²) è l'ottavo Comune della Sardegna.

L'economia cittadina è varia, una delle più dinamiche e vivaci della Provincia di Nuoro. Fra le attività produttive principali si annoverano l'artigianato che spazia dalla produzione di manufatti in legno, pelle, ferro battuto, ceramica, scultura, oreficeria (in particolare la filigrana), fino alla lavorazione del marmo, dei tappeti e dei coltelli. Anche qui come in tutta la Regione un ruolo rilevante hanno anche la viticoltura, l'allevamento e l'agricoltura.

Molto attrattivo il circuito ambientale e archeologico Dorgalese che comprende il sito del “Villaggio di Tiscali”, il “Complesso Nuragico di Serra Orrios” (II Secolo a.C.), le celebri “Grotte del Bue Marino”, l'area di “Nuraghe Mannu” e la “Grotta di Ispinigoli”.

Il Settore Turistico, grazie alla bellezza delle sue coste, è divenuto nel corso degli ultimi decenni il nucleo centrale per l'economia di Dorgali legata a doppio filo con la nascita e lo sviluppo della sua unica FrazioneCala Gononeadagiata sulla Costa a meno di quattro chilometri. Nella Provincia di Nuoro Dorgali è al vertice per numero di alberghi ed esercizi complementari.

Ecco che proprio in questo splendido Territorio nel 2013 dei grandissimi appassionati di Viticoltura come Alessandro Bocca e Barbara Febbo hanno deciso d’impiantare il loro primo Vigneto, 3.500 metri quadri (solo Uve Rosse) in LocalitàSu Babbu Mannu”, facendo nascere con tale atto l’Azienda Agricola di Famiglia.

La LocalitàSu Babbu Mannu”, che prende il nome dalla Chiesa di Su Babbu Mannu” (Lo Spirito Santo) che si trova in loco da prima del XVII Secolo, si trova lungo la Strada Statale 125 Orientale Sarda che da Dorgali conduce a Orosei a circa 5 km da Dorgali immediatamente prima del bivio della Provinciale che conduce a Galtellì.

Dopo pochi mesi dal primo, Alessandro e Barbara, hanno impiantato in LocalitàBovori” (VignaSa Toa”), poco distante dall’altro, un nuovo Vigneto più grande, poco meno di 6 Ettari di cui quattro e mezzo di Vitigni a Bacca Bianca il restante a Bacca Rossa.

Alessandro Bocca, classe 1966, è nato in Piemonte nell’elegante e raffinata Città di Torino, i suoi Nonni provenivano dalla Campagna ma il suo Babbo, Roberto Bocca, era un noto Dirigente Industriale e anche un Pittore molto bravo, la sua Mamma, Franca Sergi, faceva l’Insegnante.

Dopo le Scuole dell’Obbligo Alessandro Bocca ha frequentato la Scuola per Odontotecnici della sua Città dove si è diplomato nel 1985 e successivamente, sempre a Torino, per quattro anni ha lavorato in uno Studio.

Nel 1989 ha seguito il suo cuore e per amore si è trasferito in Sicilia a Messina fino al 1994. Proprio in quegli anni visitando i bellissimi Vigneti sulle pendici dell’Etna (il Vulcano attivo più alto d’Europa, 3.357 m.) è rimasto folgorato da tanto fascino e per la prima volta si è fatto vivo quel “tarlo” che in anni successivi lo porterà a fare scelte ben precise.

Tornato a Torino Alessandro ha continuato a esercitare la sua professione e nel 1998 ha incontrato Barbara Febbo: è iniziata la loro storia d’amore e dalla loro unione sono nate due bellissime Figlie, Beatrice nel 2006 e Cecilia nel 2010.  

La Mamma di Barbara pur vivendo a Torino aveva stretti vincoli con la Sardegna, essendo nata a Dorgali, con il Marito di origini Calabresi aveva un’attività commerciale all’ingrosso anche di prodotti alimentari provenienti dall’Isola. Questo stretto legame li ha portati, alcuni anni fa, a costruire la loro nuova abitazione proprio a Dorgali in LocalitàSu Babbu Mannu”. Nel 2005 anche Barbara e Alessandro hanno deciso di trasferirsi nella grande casa in Sardegna.

Alessandro Bocca, in Sardegna, ha esercitato la sua Professione di Odontotecnico prima in un Laboratorio a Dorgali e dal 2010 in un altro a Galtellì.

Alessandro e Barbara hanno costantemente e in prima persona continuato a seguire e curare, con grande amore e passione, le loro Vigne portando avanti l’Azienda fino al Dicembre 2020 sotto una ragione sociale provvisoria e poi dal Gennaio 2021 hanno fatto nascere la nuova Azienda denominandolaCantina Alessandro Bocca”, proprio in concomitanza con la loro prima campagna di vinificazione e imbottigliamento delle Vendemmie 2019 e 2020.

Nel Luglio 2021 a Cala Gonone, in Via Vasco de Gama n. 3, in pieno Centro a due passi dalla Chiesa di Nostra Signora di Bonaria, hanno aperto il Negozio (Wine Shop) dellaCantina Alessandro Bocca”.

Nei Vigneti dell’Azienda sono presenti tutte le principali varietà autoctone Sarde con un occhio di riguardo per il “Cannonau” e il “Vermentino”, la forma di allevamento è il “Guyot” con lavorazioni in Vigna esclusivamente a mano. Lo sfruttamento della biodiversità e l'utilizzo limitato di fitofarmaci, oltre a una cura puntuale e attenta di ogni passaggio, permettono di  ottenere Uve di grande qualità  con una produzione volutamente limitata a 40/70 quintali/ettaro a seconda della tipologia di vitigno. Sui terreni non è presente alcun tipo di irrigazione, si lascia che il tempo e la natura facciano il loro corso.

Nel 2021 i Titolari dellaCantina Alessandro Boccadi Dorgali hanno commercializzato tre Vini non filtrati realizzati insieme al loro bravo Enologo Antonio Puddu:

- “Ferru 2019” - Cannonau di Sardegna D.O.C., 100% Cannonau (2 cloni differenti) da uve rosse provenienti dai Vigneti Sa Toa e Su Babbu Mannu, 14,5% Vol., affinamento per 12 mesi in serbatoio di acciaio a temperatura controllata e ulteriore affinamento di 2 mesi in botte di rovere, una produzione limita di 1.200 bottiglie;

- “Arghentu 2020” - Vermentino di Sardegna D.O.C., 100% Vermentino (3 cloni differenti) da uve bianche del Vigneto Sa Toa, 13,5% Vol., fermentazione del mosto in acciaio a temperatura controllata, sedimentazione statica e affinamento per 6 mesi in acciaio, non più di 3.000 bottiglie;

- “Arghentu sulle Bucce 2019” - Vermentino di Sardegna D.O.C., 100% Vermentino (3 cloni differenti) da uve bianche del Vigneto Sa Toa, 13,5% Vol., macerazione del mosto a contatto con le bucce per 45 giorni con due follature quotidiane e 12 mesi di affinamento in acciaio a temperatura controllata per una super selezionatissima produzione di 600 bottiglie.  

Grazie a un carissimo Amico, il Maestro Pizzaiolo Nicola Ascani, che mi ha voluto regalare una confezione in legno dellaCantina Alessandro Bocca”, acquistata al loro Negozio di Cala Gonone, contenente due bottiglie, “Ferru 2019” e “Arghentu 2020”, ho avuto il grande piacere di degustare i suddetti Vini.

Il Cannonau di SardegnaFerru 2019” ha un colore rubino semplicemente affascinante, sale al naso con sentori complessi di bosco intensi e maturi, in bocca si rivela maestosamente morbido, estremamente rotondo, ricco ed elegante, il retrogusto incanta per lunghezza e piacevolezza.

Il Vermentino di Sardegna Arghentu 2020si distingue per il bel colore paglierino che tende all’oro, forti e seducenti i sentori floreali e quelli di frutta matura, in bocca è decisamente corposo, fresco ed equilibrato, le fragranze fruttate permangono piacevolissimamente nel retrogusto.

Due Vini semplicemente straordinari come confermato anche dai Premi Internazionali che li hanno da subito gratificati: “Ferru 2019 Medaglia d’ Oroal Concours International Grenaches du Monde  2021; “Arghentu 2020 Medaglia d’ Oroal Concorso Enologico Nazionale del Vermentino 2021.

In questo Autunno 2021 la “Cantina Alessandro Bocca” presenterà tre importanti novità che andranno ad arricchire la loro interessantissima e super selezionata produzione: “Arrujadu 2019” (Arroventato) Cannonau di Sardegna Riserva D.O.C. (2.200 bottiglie), “Rosato 2021” Cannonau di Sardegna D.O.C. (1.000 bottiglie) e “Bitzosu” Vermentino di Sardegna D.O.C. Spumante Millesimato (1.200 bottiglie).

Posso soltanto aggiungere che i Vini provenienti dalla Sardegna dellaCantina Alessandro Bocca”, di Dorgali in Provincia di Nuoro, che ho potuto degustare, sono semplicemente magnifici ed esprimono con naturalezza e molta sincerità tutto l’amore e la grande passione che Alessandro Bocca e Barbara Febbo mettono nella loro realizzazione.

https://www.facebook.com/cantinaalessandrobocca


Barbara Febbo e Alessandro Bocca (Foto CAB)

"Cantina Alessandro Bocca": La Vigna "Sa Toa" (Foto CAB)

 La "Confezione Regalo" Ricevuta 

Giorgio Dracopulos con "Ferru 2019"
 
"Ferru 2019 Medaglia d'Oro" (Foto CAB)

"Arghentu 2020 Medaglia d'Oro" (Foto CAB)

 Vini Magnifici (Foto CAB)


 

venerdì 26 giugno 2020

“ZAFFERANO DEL SULCIS”: UN’AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA CHE ESPRIME AL MEGLIO TUTTA LA MAGIA DELL’ORO ROSSO DELLA SARDEGNA.




La  Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con ben 1.897 km. di Coste e la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati

Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), è il punto più vicino alla Penisola Italica, dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano.

Il Territorio dell’Isola è prevalentemente composto da Colline e Altopiani Rocciosi, seguono le Zone pianeggianti e poi le Montagne
I Fiumi più importanti, per esigenze non solo idriche, sono sbarrati da imponenti Dighe che formano grandi Laghi Artificiali.

Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti
Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo. 
Si è sviluppata l’Agricoltura, specialmente quella cerealicola, la Pesca e l’Allevamento in particolare Ovino.

L’Isola ha anche il sottosuolo più ricco di Minerali di tutta Italia
Ciò ha permesso fin da tempi antichissimi l’apertura di molti Centri Minerari per l’estrazione di ossidiana, argento, zinco, rame.  
Dall’Ottocento in poi furono aperte anche Miniere di antimonio, bauxite, oro e carbone

Estrazioni così importanti portarono a nuovi insediamenti tantoché nel 1937, nel Sud dell’Isola, fu edificata, per volontà del Governo di allora, una intera nuova Città per sostenere gli addetti a questo settore e le loro famiglie: Carbonia.  

Partendo da Carbonia e percorrendo per circa 17 km. (20 minuti) la Strada Provinciale 78 verso l’interno dell’Isola si arriva nel cuore di un antico bacino geologico e al piccolo (3.100 Abitanti) Comune di Narcao.

Siamo nella nuova ProvinciaSud Sardegna” (SU) costituita nel 2016 ma anche nel Territorio che da Secoli viene denominatoSulcis” e che si estende nella porzione Sud-occidentale dell’Isola.

Nella Zona di Narcao i primi insediamenti, grazie anche alle numerose grotte presenti sulle colline, risalgono ad alcuni Millenni a.C., e successivamente tra il 3400 a. C. e il 600 a. C. (Età del Bronzo) anche qui si diffuse la Civiltà Nuragica.

La Civiltà Nuragica è l’interessantissima Civiltà degli Antichi Sardi che deve il suo nome ai “Nuraghi” le imponenti e affascinanti costruzioni megalitiche (fatte con le pietre) sulle cui effettive funzioni non siamo ancora giunti a definirne lo scopo.

Narcao inizialmente, attorno all’Anno Mille, era una Villa con vasti terreni di proprietà, era sorta in questo luogo grazie alle numerose sorgenti del luogo, una vera ricchezza che rendeva la campagna estremamente fertile. 
Questa fertilità portò anche numerosi Monaci Benedettini a insediarsi in queste Terre.
Nel 1323, con l’arrivo degli Aragonesi, Narcao era già diventata un Paese con più di 400 abitanti. Nei Secoli successivi però le continue incursioni dei Pirati che arrivavano dal Mare fino all’interno dell’Isola fecero decadere il Territorio.

La vera rinascita di Narcao avvenne alla fine del XVIII Secolo quando qui s’insediarono Contadini e  Pastori provenienti per lo più dalla vasta Area Montuosa dell’Isola denominata Barbagia.

Oggi Narcao conserva il suo passato soprattutto in ritrovamenti archeologici di resti Nuragici e Romani, e alcune Chiese di costruzione molto più vicine a noi e a ben sei Miniere dismesse.

Una delle 12 Frazioni del Comune di Narcao èIs Sais Superiore” e proprio qui al Civico 2/C c’è l’AziendaZafferano del Sulcis” di cui oggi Vi voglio parlare.

Ma prima devo aggiungere alcune cose a riguardo dello “Zafferano”.

Lo “Zafferano” è una preziosissima Spezia che si ottiene da solo 3Stigmi” (la parti superiori del pistillo) di bellissimi Fiori di colore violetto
Il nome scientifico della Pianta che produce questi Fiori èCrocus Sativus”, così è stata denominata dal Medico, Botanico e Naturalista Svedese, Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778), considerato l’ideatore della classificazione scientifica moderna di tutti gli organismi viventi.

Il “Crocus Sativus” è una pianta perenne (così sono denominate quelle che vivono più di due anni) della Famiglia delleIridaceae” che viene coltivata in Asia Minore e in molti Paesi del Bacino del Mediterraneo

In Italia le colture più estese si trovano nella Marche, in Abruzzo, in Sicilia e in Sardegna, ma ci sono coltivazioni degne di nota anche in Umbria, Basilicata e Toscana.

Lo “Zafferano” è frutto, sia nella coltivazione a lungo termine che nel raccolto e lavorazione, di un faticoso ed esclusivo lavoro manuale, tale condizione, unita al fatto che per ogni chilo di zafferano raccolto (considerate che per un grammo ci vogliono gli stigmi di più di 150 fioricon l’essiccazione se ne perde il 70%, rende il suo prezzo molto, molto alto.

Ma torniamo all’Azienda AgricolaZafferano del Sulcis” che nasce nel 2016 con un meritevole progetto di Agricoltura Sociale portato avanti da un gruppo di Persone volenterose e concrete allo scopo di valorizzare Territorio e Produzioni Tradizionali Locali.

L’AziendaZafferano del Sulcis” è un’Impresa Familiare costituita su Terreni già di proprietà in anni precedenti, circa 10 Ettari comprensivi di superfici boschive, dove Antonio Corda, grande lavoratore e appassionato Agricoltore, aveva iniziato a coltivare e allevare (pastorizia) costituendo una Società Cooperativa appena finita la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945).

L’AziendaZafferano del Sulcis” è nata grazie alla fondamentale spinta di Giampaolo Corda (Nipote di Antonio, classe 1969) che, pur essendo nato a Brescia dall’unione di Vincenzo Corda (uno dei Figli di Antonio, classe 1942) con sua Moglie Lucia, non ha più potuto resistere al fascinoso richiamo della Terra di origine della sua Famiglia.

Ecco che con Giampaolo Corda, Amministratore Delegato, con il fondamentale supporto di Babbo Vincenzo, dello Zio Angelo (Fratello di Vincenzo, classe 1952) e del Socio Domenico Superti (classe 1968), ha iniziato a coltivare, tra l’altro, Piante diCrocus Sativusin questa Zona della Sardegna dove non era stato mai fatto.

Nei 10 Ettari dell’Azienda, oggi Certificata Biologica, si producono Zafferano, Mirto, Corbezzolo e Lentisco
Di “Zafferano”, coltivato in circa un Ettaro (ma l’estensione di tale cultura è in aumento)  se ne ottengono più di 3 kg. che dopo l’essiccazione diventa più di 1 kg. di prodotto finito di grande qualità.  

Le favorevoli peculiarità dei terreni, dove abbonda lo scisto (roccia metamorfica a grana medio-grossa) che permette di mantenere più a lungo l’umidità, unite al grande impegno messo da tutti gli addetti ha permesso all’AziendaZafferano del Sulcis” di raggiungere in breve tempo notevoli successi. 
Ecco che sono arrivati a produrre anche Limoni, Olio Extra Vergine di Oliva, Capperi, Carciofini sott’Olio, Essenza di Mirto e Olio di Lentisco.

Tra le infinite preparazione che si possono fare con lo “Zafferano” tra le più classiche posso citare “il risotto allo zafferano” (indimenticabile per me il mitico “Risotto allo Zafferano e Foglia d’Oro” del grande Maestro e Cuoco Milanese Gualtiero Marchesi, 1930 - 2017) e vari tipi di “pasta allo zafferano”. 
Per tale motivo Giampaolo Corda, con il supporto e l’approvazione di tutti, ha iniziato la distribuzione due Marchi di alta qualità che si legano perfettamente con lo Zafferano

Credo che non ci sia di meglio che le parole di Giampaolo Corda per descrivere la passione e l’impegno che all’AziendaZafferano del Sulcis” tutti mettono nel loro lavoro: 
In questi anni abbiamo affinato le tecniche di coltivazione e i nostri prodotti hanno ottenuto le certificazioni di altissima qualità. 
Il nostro obbiettivo era ed è di garantire a tutta la nostra Clientela una qualità che si fonda su antiche tradizioni contadine e tecniche moderne, assicurando l’assoluta sostenibilità di ciò che produciamo e facciamo. 
La realtà a gestione familiare insieme alla cura quasi maniacale che mettiamo in ogni fase di lavorazione e produzione è la nostra forza. 
Siamo felici di salvaguardare, con il nostro impegno e la nostra passione, uno dei Territori più belli della Sardegna e dell’Italia tutta e siamo estremamente fieri di portare sulle tavole del Mondo sublimi sapori e sincere emozioni”.

L’Azienda Agricola BiologicaZafferano del Sulcisesprime sicuramente al meglio la magia dell’oro rosso della Sardegna e non solo.




Un Territorio Affascinante 
(Foto Zafferano del Sulcis)

Stigmi (Foto Zafferano del Sulcis)

Riso Sardo "Passiu"

"Risotto allo Zafferano e Foglia d'Oro" 
del Grande Maestro Gualtiero Marchesi

Pasta Artigianale Sarda Gustos

Vasetti di Zafferano (Foto Zafferano del Sulcis)

martedì 10 marzo 2020

LA “BOTTARGA”: UN VERO MITO GASTRONOMICO FIORE ALL’OCCHIELLO ANCHE DELLA NOSTRA MAGNIFICA SARDEGNA.




La Sardegna è per estensione la seconda Isola (dopo la Sicilia) del Mar Mediterraneo
Ha una superficie di 24.100 chilometri quadrati per l’80% il suo Territorio si distingue tra Montuoso e  Collinare (Altopiani Rocciosi). 
Le sue Coste, lunghe poco meno di 1900 km., sono semplicemente meravigliose.

L’Isola dista 188 km. dalla Costa delloStivale Italico”, 178 km. dalle Coste Tunisine del Continente Africano e solo 11 km. dalla Corsica Francese.

La Sardegna per la sua particolare conformazione, è diventata necessariamente, attraverso i Secoli, un Territorio di Pastori
Qui oggi troviamo un terzo dell’intero patrimonio Ovino e Caprino Nazionale, una produzione di latte ovino che raggiunge il 50% in Italia e, di conseguenza, una grande varietà di ottimi formaggi.

La Sardegna ha anche il primato di prima Regione Italiana per il numero di puledri, grazie alla secolare Tradizione dell’allevamento semibrado di Cavalli (principalmente di Razza Anglo-araba).

L’Agricoltura si è specializzata in produzioni Vinicole e di Olivicoltura, si producono anche arance e barbabietole
L’unico prodotto agricolo di esportazione sono i carciofi: il “Carciofo Spinoso Sardo” è così particolare da essersi meritato il Marchio D.O.P., la sua produzione è documentata già fin dal 1780.

Il “patrimonio boschivo” della Sardegna, con più di un milione e 213.000 Ettari, è il più importante d’Italia, un vero e proprio polmone verde che emette massicce quantità di ossigeno. 
Tra le piante più interessanti potrei citare la “quercia da sughero” che cresce spontaneamente grazie alla sua particolare adattabilità ai Terreni particolarmente aridi.

La Pesca in Sardegna ha sempre avuto nei Secoli, ovviamente grazie al fantastico e pescoso Mare che la circonda, una sicura e forte Trazione, ma, in alcuni periodi storici, è stata frenata dal pericolo dei Pirati Saraceni
una minaccia che incombeva non solo su i natanti ma anche sui centri abitati costieri.

Per tale motivo si era sviluppata quel tipo di pesca che si faceva negli stagni dell’Isola (circa 12.000 Ettari tra acque dolci e salmastre) o nelle peschiere con la cattura di grandi quantità di anguille e muggini (o cefali).

Il lavoro dei Pescatori dell’Isola ha assunto maggiore importanza a partire dal 1600 in poi, raggiungendo il pieno  sviluppo dal 1800 con l’uso del particolare sistema di pesca delleTonnare”.

Molto interessante e caratteristica è la tipica raccolta in Mare del Corallo.

Molte sono le attività Tradizionali dei Pescatori Sardi rimaste immutate attraverso i Secoli così come certe tecniche e certe lavorazioni. 
Oggi Vi voglio raccontare proprio di una loro specifica realizzazione denominataBottarga”.

La “Bottarga è un prodotto ittico straordinario da molti considerato il Caviale del Mare”.

La “Bottarga” si ottiene estraendo la sacca ovarica (detta anchebaffa”) ai pesci femmina dei muggini e dei tonni
dopo un accuratissimo processo di lavatura si passa alla salatura, successivamente la sacca viene pressata e stagionata per almeno una novantina di giorni, ma la stagionatura può raggiungere anche i 4/5 mesi

Alla fine della lavorazione la Bottarga assume il suo caratteristico colore ambrato e il suo sapore gustoso e forte. 
Si trova in commercio confezionata sia in “baffe” intere sia in vasetti.

Esistono, come già accennato, due tipi di Bottarga:

- La “Bottarga di Muggine”, la più pregiata in tutti i sensi, ha un colore uniforme ambrato/oro, la consistenza è compatta e il sapore deve essere intenso ma allo stesso tempo delicato; viene prodotta principalmente nelle seguenti Regioni: Sardegna, Campania e Toscana;

- La “Bottarga di Tonno”, pur essendo un buon prodotto ha un aspetto diverso, il colore può variare dal rosa chiaro a una scala piuttosto ampia dal nocciola al marrone, la consistenza è piuttosto dura e il suo sapore è molto intenso, viene prodotta in Sicilia, Calabria e Sardegna.

Esistono altri tipi di Bottarga, buoni ma meno pregiati, che vengono realizzati usando uova di Pesce Spada o di Molva (un pesce osseo marino dal corpo molto allungato).

Nel Mondo esistono varie preparazioni a base di uova salate, fatte fin dai tempi antichi da Popoli come i Fenici, i Greci, gli Arabi, gli Spagnoli o, andando geograficamente molto più lontano, i Giapponesi
Quest’ultimi per esempio chiamano “karasumi” le uova di muggine salate e poi asciugate al sole.

Sulle origini della “Bottarga” molto si è detto e varie sono le scuole di pensiero sulle derivazioni del nome e sull’attribuzione del merito realizzativo; 
personalmente preferisco attribuire il riconoscimento alla bravura e all’esperienza dei nostri Pescatori  che hanno sviluppato un antichissimo metodo di conservazione che risale a più di 3000 anni fa.

Recentemente ho avuto il grande piacere di degustare l’ottima Bottarga di Muggine prodotta da un’Azienda storica di Alghero: la “Botarfish”.

La “Botarfish” è stata fondata negli anni Settanta da Beniamino Crobu, fino ad allora la Bottarga in Sardegna veniva prodotta per un consumo Locale
Beniamino, uomo dalle molte capacità, ebbe la positiva visione delle grandi potenzialità di questo straordinario prodotto e iniziò una lodevole campagna di diffusione dello stesso sia tra i più grandi Chef Italiani e Stranieri sia nelle Fiere Enogastronomiche Internazionali.

Fu così che laBotarfishfu la prima tra le Aziende Sarde ha impegnarsi nell’esportazione della preziosa bottarga, sia quella di Muggine, dagli Stagni dell’Oristanese zona Cabras, sia quella di Tonno, da Sant’Antioco e Carloforte

Altra fondamentale innovazione, per conservare al meglio il prodotto e facilitare l’esportazione, fu quella di adottare per la prima volta delle praticissime confezioni sottovuoto.

Sempre Beniamino, grazie alla sua amicizia con un famoso personaggio televisivo di allora come Enzo Tortora (1928 - 1988), fece realizzare proprio dallo staff del Giornalista/Conduttore il Logo della “Botarfish”: 
un muggine che salta fuori dall’acqua con lo sguardo rivolto verso la scritta Botarfish.  

In anni più recenti fino a oggi la “Botarfishha continuato a essere un’Azienda leader del settore grazie a Costantino Porcu che, dopo la scomparsa di Beniamino, ne ha preso in mano la conduzione.

Moltissime sono le preparazioni che si possono fare con una materia prima così gustosa e pregiata come la Bottarga in generale e di Muggine in particolare
golosità come il burro, o deliziosi abbinamenti con il pomodoro, con i sedani, con i fagioli bianchi, oppure con il riso, ma anche con la pasta e la pizza, con il pesce e la carne. 
Potrei aggiungere un elenco infinito.

Tra le preparazioni che preferisco per gustare al meglio la Bottarga di Muggine ne citerei tre:

- Delizioso “Pane Carasau” (fatto a mano con il miglior grano Sardo Senatore Cappelli macinato a pietra dell’Azienda Soru di Ovodda, Nuoro) con Ricotta Sarda fresca e con sopra Bottarga a fettine, una spolverata di prezzemolo, scorza di limone e olio extravergine di oliva;

- Spaghetti di grano duro con le magnifiche Cozze Sarde dell’Azienda Nieddittas e sopra una ricca grattugiata di Bottarga;

- Uova fritte e fettine di Bottarga.

Cosa posso dire di più se non che laBottargaè un vero e proprio mito gastronomico Mondiale e un fiore all’occhiello anche della nostra magnifica Sardegna.





"Botarfish" Azienda Storica di Alghero

"Botarfish" la Bottarga di Muggine

"Baffa" Sottovuoto

Pane Carasau, Ricotta e Bottarga di Muggine

Spaghetti, Cozze e Bottarga di Muggine

Uova e Bottarga di Muggine