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mercoledì 19 agosto 2026

LA “CINTA SENESE”: UNA PREZIOSA RAZZA SUINA, CON UNA LUNGA STORIA E UN FORTE LEGAME CON IL TERRITORIO, OGGI CORRE UN SERIO PERICOLO DI ESTINZIONE.



La “Cinta Senese” è una straordinaria e magnifica razza suina Italiana autoctona della Toscana, originaria dell’area denominata “Montagnola Senese”, una delle principali zone collinari della Provincia di Siena. Una razza rustica, forte che ben si adatta alla vita all’aperto (grazie al suo comportamento naturale curioso e alla ricerca autonoma del cibo) ed è profondamente legata al paesaggio boschivo e collinare Toscano. Le sue origini sono antichissime, esistono delle fonti storiche (documenti agrari e rappresentazioni iconografiche) che attestano la sua esistenza nel Medioevo, ma sicuramente ha origini ancora più antiche. 

Attraverso i Secoli la Cinta Senese è stata parte integrante dell’economia rurale del Territorio Toscano: allevata nei boschi e nei poderi allo stato brado e nutrita naturalmente è sempre stata un fondamentale supporto alimentare per le famiglie contadine. Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) a causa del miracolo industriale che venne applicato anche in agricoltura, nello specifico vennero introdotte razze suine più produttive e veloci nella crescita, si arrivò agli anni ’80 in cui la Cinta Senese, essendo una razza poco prolifica, era quasi scomparsa riducendosi a poche decine di capi.

Negli anni successivi grazie a un lavoro collettivo (allevatori, università, istituzioni e territorio) venne ricostruito il patrimonio genetico e aumentato il numero dei capi. Tale percorso portò anche la tutela della razza, la costruzione della filiera e il riconoscimento nel 2012 della “Denominazione di Origine Protetta” per le sue carni.

Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP è l’organismo che rappresenta, protegge e valorizza la denominazione: è il punto di riferimento per chi produce, trasforma, commercializza e utilizza la “Cinta Senese DOP(riconosciuta dall’Unione Europea) e per chi vuole comprenderne il valore, l’origine e le regole. Il suo ruolo non è solo normativo, ma culturale, economico e territoriale. Solo le carni provenienti da suini di razzaCinta Senesenati, allevati e macellati in Toscana, secondo un disciplinare preciso e sottoposto a controlli ufficiali, possono utilizzare questo nome. Non è un marchio commerciale, non è un brand privato, non è un’etichetta facoltativa, è una certificazione pubblica che tutela un prodotto, un Territorio (gli allevamenti sono prevalentemente nelle Province di Siena, Pistoia, Grosseto, Pisa e Firenze, circa 3.500 capi) e un metodo di produzione. La DOP trasforma una tradizione agricola in una garanzia per chi produce e per chi consuma garantendo quattro elementi fondamentali: “Origine” (il prodotto nasce in un Territorio definito, che ne determina caratteristiche, identità e qualità), “Metodo” (il prodotto è ottenuto secondo regole precise condivise da tutta la filiera), “Controlli” (il rispetto delle regole è verificato da organismi indipendenti), “Tracciabilità” (ogni prodotto può essere ricondotto al suo percorso produttivo).

Il “Suino di Cinta Senese” è una razza di taglia media, con struttura armoniosa e proporzioni equilibrate, il corpo è longilineo e snello, mentre gli arti, lunghi, appaiono robusti rispetto al tronco dell'animale, si riconosce facilmente grazie al suo mantello nero attraversato da una caratteristica fascia bianca, dorso-lombare diritta, che cinge il tronco all’altezza delle spalle e comprende gli arti anteriori: lacintada cui prende il nome. Nel suo ambiente naturale si nutre di erbe, radici, frutti del sottobosco e ghiande, oltre alla possibilità di uso di mangimi controllati. Tale comportamento contribuisce non solo al benessere dell’animale ma anche alla qualità organolettica delle carni e al legame tra prodotto e territorio. L’allevamento allo stato brado favorisce inoltre il mantenimento del paesaggio, la pulizia dei boschi e la conservazione di un equilibrio tra attività umane e ambiente. Le carni dellaCinta Senese” sono di ottima qualità e presentano caratteristiche uniche: è più magra rispetto a quella di altre razze di maiali, contiene una buona quantità di proteine, grassi insaturi più salutari ed è anche ricca di ferro, zinco e vitamine del gruppo B.

Purtroppo dopo le pandemie che hanno precedentemente colpito il mondo animale, e non solo, come il “SARS-CoV-2” negli allevamenti dei visoni e l’“Influenza Aviaria” in quelli avicoli, un altro terribile virus minaccia gli animali degli allevamenti di suini: la “Peste Africana”.

La “Peste Suina Africana” (PSA) è una gravissima malattia virale che colpisce i “Suidi” (la famiglia di mammiferi artiodattili che include i maiali, i cinghiali, i facoceri e i rari babirussa delle Molucche), il virus è di genere “Asfivirus” e appartiene alla “Famiglia Asfaviridae”. L’infezione può avvenire sia per contatto diretto con animali infetti, sia per ingestione di carni o prodotti a base di carne di animali infetti (per esempio gli scarti di cucina) o sia per contatto indiretto. Il virus ha anche un’altra caratteristica estremamente negativa infatti ha un’elevata resistenza nell’ambiente dove rimane infettante per lungo tempo: per 3/6 mesi in prodotti di origine suina non cotta, almeno per 15 settimane in carne refrigerata, per anni in carne congelata e da 3 a 6 mesi nei salumi.

I capi colpiti nella quasi totalità muoiono (dopo una serie di sintomi negativi il decesso avviene entro 10 giorni dall’insorgenza) e non esistono, a oggi, né cure né vaccini. Benché gli esseri umani non siano sensibili a questa malattia essa comunque è causa di gravi conseguenze non solo socio-economiche in tutti i Territori in cui si diffonde: perdite economiche estremamente rilevanti in quanto provoca oltre la mortalità degli animali anche le restrizioni commerciali per l’intera filiera del suino e dei suoi prodotti. Se poi si considerano anche i costi elevati per l’eradicazione della malattia stessa le cifre della rimessa economica salgono vertiginosamente.

Tutto ciò avviene anche nel caso in cui la malattia si manifesti solo nei cinghiali: i suini che si trovano nei paraggi vengono abbattuti anche se sono ancora sani.

La “Peste Suina”, originaria dell’Africa sub-sahariana, si è diffusa dal 2007 in quasi tutta Europa, in Asia, in Oceania e nelle Americhe, interessando progressivamente numerosi paesi. In Europa l’epidemia è in continua evoluzione, con alcuni casi di eradicazione seguiti da nuove ricomparse. In Italia, ad esclusione della Sardegna dove era già presente negli anni ‘70 e ad oggi eradicata, la malattia è comparsa nel 2022 e si è diffusa in diverse regioni, compresa la Toscana, coinvolgendo soprattutto i cinghiali. Tra il 2023 e 2024 nel Nord Italia la malattia è stata rilevata in diversi allevamenti suini.

Tanto per dare un’idea della gravità di tale pandemia pensate che nel 2019 la “Peste Suina” in Cina ha portato alla morte, per l’abbattimento o la malattia, di circa 200 milioni di maiali: il 40% di tutti suini del Paese.

Nel Mese di Marzo del 2023, con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato nominato un nuovo Commissario Straordinario per la Gestione dell’Emergenza Peste Suina Africana, il Dott. Vincenzo Caputo il Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, con la speranza che, attraverso azioni serrate, controlli a tappeto e verifiche costanti, si possa in pochi anni mettere sotto controllo la peste.

In Toscana benché venga svolta su tutto il Territorio una stretta sorveglianza verso la malattia, che prevede anche il controllo dei cinghiali morti per cause diverse dalla caccia, come previsto dal “Piano Nazionale di Sorveglianza ed Eradicazione della PSA”, il pericolo è incombente.

Per salvare da una eventuale estinzione la straordinaria e rara Razza diCinta Senese”, un vero simbolo di biodiversità Toscana, gli scienziati hanno deciso, in questo Mese di Agosto 2026, di trasferire un ristretto numero di esemplari atti alla riproduzione (2 maschi o verri e 9 femmine o scrofe) sull’Isola di Pianosa, nell’Arcipelago Toscano.

Pianosa è un'Isola, di medie dimensioni (10,3 km²) rispetto alle altre Isole dell'Arcipelago Toscano, situata nel Mar Tirreno, rientra nel “Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano istituito nel 1996. L’Isola si trova a circa 13 km. a sud-ovest dell'isola d'Elba ed è inclusa nella Provincia di Livorno. Pianosa, come dice il nome stesso, è l'unica isola dell'Arcipelago priva di alture e complessivamente pianeggiante (il punto più alto raggiunge i 29 metri s.l.m.), ha una forma vagamente triangolare e frappone tratti di costa rocciosa a tratti sabbiosi, il suo territorio è in parte a macchia e in parte coltivato a viti e olivi.

Pianosa è un luogo completamente isolato e a movimentazione limitata, ancor di più il posto scelto per la collocazione dei capi dentro alla Struttura Carceraria nell’Isola, ideale per proteggere la razza senza alcun impatto sull’equilibrio naturale del territorio: gli animali resteranno sotto controllo in un’area recintata, senza contatto diretto con la vegetazione e la fauna circostanti. Un’area completamente confinata con doppie recinzioni, protocolli rigidi di ingresso e uscita per persone e mezzi, misure di biosicurezza rafforzata certificate dalla verifica indipendente e sistematica dell’Azienda Sanitaria Locale secondo i “Protocolli Europei ClassyFarm”.

Oltre all’"Arca di Noè" di Pianosa per la salvezza della “Cinta Senese” si punta anche sui “Centri Genetici” (o Centri di Genetica Medica) quelle strutture sanitarie specializzate nella ricerca, nello studio e nella conservazione del “DeoxyriboNucleic Acid” (DNA), la molecola che contiene tutte le informazioni genetiche e le istruzioni di base per costruire, sviluppare e far funzionare ogni essere vivente.

Mettere in salvo la Razza di Cinta Senesenon basta, si devono assolutamente salvare anche gli allevatori che in prima persona subiscono l’incommensurabile danno della distruzione dei loro allevamenti. Purtroppo l’attuale risarcimento viene calcolato sui valori del “suino industriale” e non riconosce assolutamente il maggior valore della “Cinta Senese D.O.P.”, tale fatto oltreché essere ingiusto è un anche un drastico sistema che scoraggia gli allevatori dal proseguire la loro attività.

Al 31 Dicembre 2025 in 8 Province Toscane si contavano 79 Allevatori, 6 Macelli e 18 Imprese di trasformazione: un valore economico indicativo per la “Cinta Senese D.O.P.” di oltre 5 milioni di euro: una filiera piccola ma molto specializzata e fortemente legata al Territorio.

La “Cinta Senese una delle razze suine autoctone più preziose, antiche e rappresentative delPatrimonio Agroalimentare Italiano”, con un legame storico talmente importante tanto da trovare la “Cinta Senese raffigurata persino in un famoso ciclo di affreschi, intitolatoAllegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo”, dipinti dal noto Pittore Ambrogio Lorenzetti, uno dei Maestri della Scuola Senese del Trecento, tra il 1338 e il 1339. Gli affreschi si trovano nella “Sala dei Nove” (o della Pace) all'interno del Palazzo Pubblico di Siena.

La Cinta Senese purtroppo è in serio pericolo di estinzione e non ci possiamo assolutamente permettere che ciò accada.

https://www.cintasenesedop.it/

https://www.youtube.com/watch?v=T6TIKcc2zQk


"Cinta Senese": Allevamenti allo Stato Brado (Foto CCS)

 Una Preziosa Razza da Salvare (Foto CCS) 


domenica 31 maggio 2026

AL “PARADIS AGRICOLE” DI PIETRASANTA (LU) LA MAGNIFICA SERATA PER LA PRESENTAZIONE DELLA “VERSILIA GOURMET GUIDA RISTORANTI 2026/2027”.

 


Pietrasanta in Provincia di Lucca è un antico Comune Toscano di origine Medievale che risale alla metà del XIII Secolo (oggi conta circa 25.000 abitanti) e oltre a essere il Capoluogo della Versilia (in senso stretto la parte Nord-occidentale della Provincia Lucchese adagiata sul Mare) è una vera e propria Città d’Arte. Il Comune ha 15 Frazioni, la più conosciuta è Marina di Pietrasanta ubicata a circa 3,5 Km. dal Centro di Pietrasanta. La Frazione si allunga, con la sua spiaggia di sabbia finissima, per circa 5 Km. sull’accogliente Costa Versiliese e si divide tra i forti sentori di salsedine e gli inebrianti profumi e aromi mediterranei provenienti dal bosco che l’abbraccia vicinissimo all’arenile.

In questo meraviglioso contesto geografico, dominato ed esaltato dalla fantastica cornice delle Alpi Apuane con le loro magiche e frastagliate vette, a metà strada tra Pietrasanta Centro e Marina di Pietrasanta in piena campagna è ubicata l’Azienda Agricola e AgriturismoParadis Agricole”.

Paradis Agricole” è una speciale Eco-Azienda Biologica inaugurata nel 2021 e realizzata, con grande amore e passione, in diversi anni di impegnativi lavori, da due personaggi fuori dal comune per intelligenza e capacità: i Francesi Alain Cirelli e Laurent Flechet.

Prima di “Paradis AgricoleAlain Cirelli e Laurent Flechet avevano già aperto a Pietrasanta un’altra stupenda realtà di accoglienza/ristorazione il “Paradis Pietrasanta Hotel”. Alain Cirelli, con chiare origini Italiane, oltre all’estremo gusto per la natura e l’arte ama tutto ciò che è bello e buono e in prima persona si occupa di supervisionare tutte le proprie attività.

Il “Paradis Agricole” si trova in Via Bugneta 110, sempre nel territorio Comunale di Pietrasanta (LU), è totalmente immerso nella natura ma è comodissimo da raggiungere: dista circa un chilometro dall’Uscita Versilia dell’Autostrada Azzurra (A12), circa tre chilometri dal Centro di Pietrasanta e meno di tre chilometri dal Mare di Marina di Pietrasanta.

Paradis Agricole” è una fantastica oasi di pace e di relax tra le Apuane e il Mare, un Agriturismorural-chic” che si sviluppa in 9 Ettari di campi curatissimi, un luogo assolutamente speciale per gli amanti della campagna Toscana. Una realtà unica che ingloba un “Antico Casale Toscano” (risale al Settecento) di circa 800 mq., con al piano terra diverse Sale di accoglienza: Sala da Pranzo (con il grande tavolo da pranzo e l’ampia cucina a vista), un’area comune che è al contempo Sala Giochi (calcio balilla e biliardo), la Sala di lettura, il bellissimo ambiente Bar con le grandi vetrate, le poltrone e i divani. Ai piani superiori, che un tempo fungevano da abitazione della famiglia e più in alto da granaio e stagionatura di salumi, sette bellissime camere, ognuna con il suo spazioso bagno privato, arredato in elegante marmo di design: tutte portano nomi di fiori.

Altre camere sono disponibili in due Edifici nel giardino: due nella “Casa delle Erbe” (una Dependance indipendente sviluppata su un unico piano di circa 90 mq.) e una nella “Casa Mimosa”. I “Giardini del Casale” ospitano anche un’ampia e panoramica Piscina con Sauna, un romanticissimo “Biolago” con getti d’acqua e suggestive ninfee ubicato tra bellissimi salici piangenti e i “Viali Alberati” da percorrere a piedi passeggiando immersi nella natura.

A firmare i giardini, il parco, i campi e gli ingressi incorniciati fra le piante e le opere d’arte è stato Jean Mus, celebre Architetto Paesaggista Francese, il quale è riuscito a valorizzare al meglio la Location di “Paradis Agricole” e le sue 1.300 piante di olivo e 150 cipressi.

Oltre a tutto ciò il “Paradis Agricole” ha un’ampia “Zona Eventi” particolarmente attrezzata che si compone da una grande e luminosa Serra tutta in acciaio e vetro di ben 1100 mq, con la vasta “Gipsoteca” di 700 mq. (con all’interno una grande collezione di modelli, calchi in gesso, sculture e una riproduzione del David di Michelangelo a grandezza naturale, come in uso agli studenti di belle arti) e quella piccola di 400 mq., perfettamente adattabili per matrimoni e meeting.

Proprio nel super fascinoso ambiente della “Gipsoteca”, e nel verdeggiante prato antistante, Lunedì 25 Maggio 2026 si è svolta, a partire dalle ore 19:00, la Serata di Gala per la presentazione della “Versilia Gourmet Guida Ristoranti 2026/2027” giunta alla sua “Sedicesima Edizione”. Un Evento straordinariamente importante che accende i riflettori della stampa e dell’opinione pubblica sulla Gastronomia d’Eccellenza del Territorio e non solo.

La Comunicazione, quella che viaggia (fortunatamente ancora) su carta, in Toscana, ha una delle sue più professionali, serie e affidabili espressioni nella Casa EditricePenna Blu Edizioni” con Sede nella bella Località turistico/balneare di Lido di Camaiore (LU). La Casa Editrice, nata nel 1992, si occupa non solo di editoria ma anche di comunicazione e raccolta pubblicitaria. Lo Staff, guidato dal bravissimo e super attivo Direttore Editoriale Gianluca Domenici, è composto dalla bravissima e splendida Alice Angeli (Coordinamento Editoriale e Commerciale) e da molti altri validissimi Collaboratori. I temi trattati nelle pubblicazioni spaziano dall’enogastronomia all’arte, dalla cultura allo sport, dagli eventi alle manifestazioni, prendendo in considerazione prevalentemente quel meraviglioso Territorio denominatoVersiliaadagiato sulla magnifica Costa Toscana.

Tra le valide e belle realizzazioni della Casa EditricePenna Blu Edizioni” (libri, riviste, guide ecc.) c’è anche la “Versilia Gourmet Guida Ristoranti” che in questa Edizione 2026/2027 ha avuto la collaborazione, oltre di Alice Angeli per il Coordinamento, di Bogus Lab Grafica e Video e dei Fotografi Paolo Mazzei (FotoMania) e Giulio Paladini.

La Serata di Gala è stata realizzata con il fondamentale supporto del Comune di Pietrasanta e del Consorzio Tutela del Franciacorta, dalla Delegazione F.I.S.A.R. Versilia, i bravissimi Sommelier addetti al Servizio Vini, e di Audio/Luci Power Sound, oltre ad altri numerosi Partner. Il “Consorzio Tutela del Franciacorta” (Franciacorta è un prestigioso brand che tutto il Mondo ci invidia) dal 5 Marzo 1990 ha lo scopo di garantire e controllare il rispetto della disciplina di produzione del Vino Franciacorta.

Come nelle precedenti Edizioni il Consorzio Tutela del Franciacorta è arrivato in “forze” in Versilia con la prestigiosa presenza del Presidente del Consorzio Emanuele Rabotti e l’elegantissima Beatrice Archetti (Head of Marketing & Communication Franciacorta) insieme a tutta la magia delle straordinarie “bollicine Italiane”. Dal 2021 tutti i “Premi Versilia Gourmet” gli “Oscar della Ristorazione” che la Guida ogni anno attribuisce sono diventati “Premi Versilia Gourmet Franciacorta”.

Prima della Cena, mentre il sole romanticamente si apprestava a tramontare, nel grande prato antistante laGipsotecaè stato servito, per oltre 200 invitati tra Autorità, ChefSuper Stellati”, importanti Giornalisti del settore, famosi Ristoratori e appassionati Ospiti, uno “Speciale Aperitivo” gustosamente e abbondantemente realizzato da ben 9 importanti e famosi Locali Versiliesi: Osteria del Mare, Paradis Pietrasanta, L’Enoteca Marcucci, Filippo Pietrasanta, La Martinatica, La Dogana, Pesciolino Briaco, Amaro, Henri. Il tutto ovviamente accompagnato da un fiume di “Bollicine Franciacorta”.

Successivamente gli Ospiti si sono accomodati all’interno della “Gipsoteca” ai numerosi grandi tavoli rotondi, posizionati davanti al palco, riccamente ed elegantemente apparecchiati grazie alle prestigiose Aziende Vegal (per la bellissima apparecchiatura) e ML Eventi (per decorazioni e fiori). In tavola anche le belle bottiglie di “Acqua Minerale Lauretana” sponsor dell’Evento.

Le buonissime portate ai tavoli sono state preparate e servite dal bravo Chef del ParadisAlessio Bachini e dalle sue efficienti Brigate di Cucina e di Sala: - “Pescato del giorno, primizie dell’orto, emulsione di frutti di mare e agrumi” - “Vaniglia, fragole, verbana e basilico”. “Special Guest” lo Chef (attualmente detentore di ben 14 Stelle Michelin nei suoi Ristoranti) Enrico Bartolini, presente per ricevere un premio, ha voluto preparare il “Risotto alla rape rosse e salsa al gorgonzola”: una “Evoluzione” della sua mitica ricetta. Su ogni portata i “Sommelier F.I.S.A.R. Versilia” hanno servito ovviamente in abbinamento delle “Bollicine Franciacorta”. A fine pasto è stato servito a tutti i presenti un piacevole assaggio di “Alpemare” l’ottimo Amaro Artigianale della Versilia (100% botanico) prodotto dall’Azienda Mister Liquor di Giovanni Frullani.

Durante la Cena il grande mattatore e conduttore della serata il carissimo amico Claudio Sottili ha tenuto banco con la consueta maestria e simpatia presentando Organizzatori, Ospiti e Premiati.

Il momento culminante è stato proprio quello dell’assegnazione dei “Premi della Guida 2026/2027”.

Il “Premio Versilia Gourmet” giunto alla Sedicesima Edizione ha un “Albo d’Oro” d’incredibile livello ed è un prestigiosissimo riconoscimento dato ogni anno a “quattro categorie”, Miglior Chef, Migliore in Sala, alla Carriera e Ristorante dell’Anno, più un Premio Super Speciale denominatoEccellenza Italiana”. Il Premio consiste in una bellissima scultura in marmo, realizzata su disegno di Rino D’Anna che rappresenta “coltello e forchetta in una spirale che va verso l’alto allargandosi.

In un’atmosfera emozionante di trepidante attesa sono stati consegnati, tra spontanee ovazioni e scroscianti applausi i Premi 2026:

- “Premio Versilia Gourmet - Franciacorta 2026 Eccellenza Italiana” al grande e super premiato Chef Enrico Bartolini che durante la sua straordinaria carriera è diventato lo Chef piùstellatod’Italia dalla prestigiosa “Guida Rossa Michelin” (14 attuali) oltre a ricevere una valanga di premi Nazionali e Internazionali. Un grande Chef e un grande Imprenditore capace di creare e guidare Ristoranti d’eccellenza in tutta Italia, trasformando ogni progetto in un simbolo di qualità e successo. La sua cucina è fascinosa, d’autore, decisamente entusiasmante, emozionante e sorprendente. Il Premio è stato consegnato dalla bravissima e famosa Giornalista Eleonora Cozzella Direttrice Responsabile deIl Gusto” del quotidianoLa Repubblica” e Capo Panel Italiana del “The World's 50 Best Restaurants” la classifica annuale dei Cinquanta Migliori Ristoranti al Mondo, stilata dal Mensile BritannicoRestaurant”;

- “Premio Versilia Gourmet - Franciacorta 2026 Migliore in Sala” ad Andrea Salvatori, Sommelier, Direttore di Sala e Socio Fondatore del Ristorante Da Gigi a Marina di Pietrasanta, per la indiscussa professionalità che deriva da esperienze ventennali nei più importanti Ristoranti Nazionali, per la grande e profonda conoscenza enologica e per i modi educati e così garbati che riportano piacevolmente ai raffinati gentleman di altri tempi. Il Premio è stato consegnato da Lorenzo Parenti CEO e Socio Fondatore diVegal”;

- “Premio Versilia Gourmet - Franciacorta 2026 Miglior Chef” allo Chef  Alessandro Ferrarini, del Ristorante Sciabola (Una Stella Michelin) a Forte dei Marmi, per aver portato in Versilia la sua deliziosa visione di cucina che si realizza grazie a piatti originali, personali, d’autore e contemporanei, con presentazioni esteticamente perfette, il tutto in un percorso in continua evoluzione che fa presagire il raggiungimento di altri importanti traguardi. Il Premio è stato consegnato dal Sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti insieme alla Vice Sindaco Francesca Bresciani;

- “Premio Versilia Gourmet - Franciacorta 2026 alla Carriera” a Giacomo Pezzini, Chef e Titolare del Ristorante Basilico Fresco di Torre del Lago (LU), per la sua lunga storia nel mondo della ristorazione che parte dal 1964 quando i Genitori aprirono il RistoranteIl Pescatore” a Torre del Lago. Appresi i preziosi insegnamenti dalla bravissima Cuoca Milvia, la Mamma, Giacomo ha saputo portare avanti una sua personale ottima cucina con stile e cura basandosi su materie prime di eccezione. Basilico Fresco da anni è un Ristorante di successo meta assidua di una folta clientela. Il Premio è stato consegnato da un altro straordinario e storico Ristoratore della Versilia il grande Romano Franceschini del RistoranteRomano” di Viareggio;

- “Premio Versilia Gourmet - Franciacorta 2026 Ristorante dell’Anno” al Ristorante Osteria del Mare a Forte dei Marmi dei Fratelli Marco e Davide Vaiani grandi imprenditori e titolari di altri famosi Locali. Da 25 anni l’Osteria del Mare ha un successo di pubblico costante e conclamato grazie alla straordinaria accoglienza, alla buona cucina, realizzata con materie prime super selezionate molte delle quali provengono dalla Fattoria di Famiglia, e a una ricchissima Carta dei Vini. A nome dei Fratelli Vaiani sul palco per ricevere il prestigioso premio una donna bella e affascinante la bravissima Chef Ervisa Lleshi che dal Mese di giugno del 2004 dirige la Cucina del Locale. Il Premio le è stato consegnato dal Presidente delConsorzio Tutela del FranciacortaEmanuele Rabotti.

Tutti i premiati hanno ricevuto, grazie al Consorzio Tutela del Franciacorta”, una meravigliosa Magnum di bollicine Franciacorta personalizzata.

Verso la fine del Gala, a tutti gli Ospiti, è stato consegnato undolce regalo”: in una bella confezione un mini “Panettone Estivo” della conosciutissima DittaFiore 1827”. Un Panettone semplicemente squisito, fruttato, soffice e fresco, una variante originale che combina la dolcezza delle pesche con l’intensità delle albicocche, realizzato con i frutti provenienti dal Paradis Agricole”.

Infine Gianluca Domenici ha gentilmente donato a tutti i presenti una copia dellaVersilia Gourmet Guida Ristoranti 2026/2027”.

La splendida, coinvolgente ed entusiasmante serata dell’EventoGastro-Cultural-Mondano” più atteso dell’Anno si è conclusa tra scroscianti applausi, i ringraziamenti, le foto di rito e la grande soddisfazione di tutti i partecipanti.

La “Versilia Gourmet Guida Ristoranti 2026/2027”, nel comodo formato 13,5 cm. x 23 cm., si compone di 160 pagine. Dopo l’Editoriale, dell’Autore e Direttore Gianluca Domenici si trova un riepilogo dell’Albo d’Oro dei Premiati (Miglior Chef, Migliore in Sala, alla Carriera e Ristorante dell’Anno e Premio Super Speciale Eccellenza Italiana) brevemente segnalati i precedenti vincitori e più dettagliatamente descritti quelli di questa Edizione. Seguono le pagine che mettono a confronto le Guide più importanti del Settore (Guida Rossa Michelin Italia, Gambero Rosso, L’Espresso, Identità Golose e Osterie d’Italia) in riferimento ai loro giudizi più aggiornati relativi ai Locali di questo specifico Territorio della Versilia. Successivamente si trovano le pagine di “Parola di Sommelier - Consigli su Piatti, Ricette, e Indirizzi in Versilia” dove 6 noti e bravi Sommelier della Delegazione F.I.S.A.R. Versilia rispondono a 10 domante a prova di gourmet. Poi ci sono due pagine che elencano i Locali che partecipano al Franciacorta Week Versilia”, quelle che trattano del “Gran Gala del 2026”, quelle che raccontano il ContestTortello d’Oro 2026” e quelle relativa a “Il Club della Grandi Cene”.

Il magnifico Gran Gala, per la presentazione della Sedicesima Edizione della “Versilia Gourmet Guida Ristoranti 2026/2027”, svoltosi nel suggestivo e accoglientissimo contesto dell’Azienda Agricola e Lussuoso Agriturismo Paradis Agricole” di Pietrasanta (LU) è stata una meravigliosa, splendida, magica ed entusiasmante serata. Un Evento che dà grande lustro non solo al Territorio Versiliese ma a tutta l’Enogastronomia Italiana.

http://www.pennabluedizioni.it/

https://www.youtube.com/watch?v=zH7mB4Nckho


 Il Magnifico "Paradis Agricole" (Foto PA)

"Versilia Gourmet 2026": Tutto Pronto nella Gipsoteca

Giorgio Dracopulos ed Enrico Bartolini (Foto Paolo Mazzei)

 Alain Cirelli, Gianluca Domenici e Claudio Sottili

I Relizzatori del Gustoso "Speciale Aperitivo"

Gianluca Domenici Insieme al Presidente Emanuele Rabotti

 Lo Chef Alessio Bachini con Claudio Sottili

 I Sommelier F.I.S.A.R. Delegazione Versilia

Alessio Bachini con le Brigate di Sala e Cucina (Foto P. Mazzei)

I Premiati: Ferrarini, Bartolini, Lleshi, Salvatori e Pezzini


mercoledì 4 dicembre 2024

“LARDERIA SANGUINETTI” UNA DELLE AZIENDE CHE PRODUCONO IL VERO, MITICO E PRELIBATO LARDO DI COLONNATA.




In una Valle delle splendide e verdeggianti Zone Montuose delle Alpi Apuane, nella Regione Toscana, c’è un Borgo antico, Colonnata, noto non solo per il suo fascino ma anche per le sue Cave di Marmo Bianco (le più antiche risalgono all’Epoca Romana) e per il suo particolarissimo raro e gustosissimo Lardo.

Colonnata è una suggestiva Frazione (poco più di duecento abitanti) del Comune di Carrara nella Provincia di Massa-Carrara, si trova tra i monti Maggiore, Spallone e Sagro, a circa 8 km ad est di Carrara stessa; il Borgo si raggiunge tramite l’antica strada che passa per altri due interessanti Borghi: CodenaBedizzano.

Il Territorio della Frazione di Colonnata è ubicato all'interno del magnificoParco Naturale Regionale delle Alpi Apuane”.

Le origini di Colonnata risalgono intorno al 40 a.C. quando ivi sorse un insediamento per l'alloggio degli schiavi destinati allo sfruttamento intensivo delle cave di marmo da parte degli Antichi Romani. Il nome dell'insediamento si ritiene probabilmente derivare dal vocabolo Latino “columna” indicativo del posto dove si ricavava il marmo per le colonne di marmo, ma l'origine del toponimo potrebbe anche essere ricollegata ai termini Latini “collis” (colle) o “columen” (sommità).

Nell'Alto Medioevo Colonnata quasi certamente è stata una roccaforte difensiva per i popoli che si sono succeduti in queste zone come BizantiniGoti e Longobardi. Il Borgo ha continuato a vivere, fino ad oggi, soprattutto grazie all'attività estrattiva del marmo. Probabilmente i Longobardi, vista la folta presenza di Boschi di Castagni, introdussero in Zona l’allevamento dei suini favorendo con il tempo l'attività di trasformazione delle carni che venivano acquistate appena macellate come cibo per i cavatori, dando così inizio a quella tradizionale produzione anche del celebre Lardo di Colonnata.

Colonnata ha mantenuto in parte le caratteristiche storiche originali fondate principalmente sull'uso nelle opere murali del marmo lasciato a vista, nei portali, negli stipiti di porte e finestre e in altri componenti edilizi. Tra gli altri elementi di spicco presenti nel Paese si possono ammirare la Porta Nord di accesso al Borgo, appartenuta alla cinta muraria medioevale oramai scomparsa, l'aia pavimentata in marmo che si trova nella punta più a Sud dell'abitato, la Piazza Palestro, il Campanile con sassi a vista e orologio oltre all’unica Chiesa Parrocchiale risalente al XII Secolo (ma l’aspetto attuale è cinquecentesco) dedicata a San Bartolomeo ubicata al centro dell’abitato a cui si accede da una breve scalinata in marmo. 

Il Paese ospita anche il suggestivo monumento al Cavatore, realizzato nel 1983 dallo Scultore Alberto Sparapani (1911 - 2004), che celebra tutti i lavoratori del marmo che con estrema fatica e moltissimi lutti hanno fatto prosperare nei Secoli non solo il Borgo.

IlLardo di Colonnataè un magnifico prodotto che ha reso il Borgo di Colonnata famoso nel Mondo.

Il “Lardo di Colonnataè un gustoso salume che si ottiene dall’accurata e antica lavorazione stagionale, che si svolge da Settembre a Maggio in un microclima esclusivo, dello strato adiposo ricavato dal dorso di selezionati suini. Le parti scelte dalla regione occipitale fino alle natiche e lateralmente fino alla pancetta, del peso di 7/8 kg ciascuno, vengono lavorate entro le 72 ore successive. Il grasso viene sistemato in apposite vasche di marmo bianco (ricavate da blocchi di marmo interi provenienti dal bacino marmifero locale) denominate “conche” (le più antiche risalgono al XV Secolo), in grado di mantenere la freschezza del prodotto e di assicurare la sua perfetta conservazione, dove viene con una storica e tramandata arte manuale lavorato. Ciascuna conca viene strofinata all’interno con aglio e quindi riempita con strati alternati di lardo (alcuni quintali per conca) e una particolare miscela costituita da sale marino naturale, pepe nero macinato, rosmarino fresco e aglio fresco sbucciato e triturato a cui si possono aggiungere anche altre spezie. Non viene usato alcun tipo di additivo e conservante. I recipienti vengono poi chiusi con una lastra di marmo. Gli ingredienti sono lasciati riposare per un periodo minimo di sei mesi con controlli periodici, all’interno di locali bui e poco aerati, nei quali l’umidità dipende solo da fattori naturali. Durante questa fase deve essere spesso controllata la consistenza della cosiddetta “salamoia” il liquido rilasciato dal lardo in seguito al prolungato contatto con il sale.

Le principali caratteristiche del Lardo di Colonnata” sono la forma indicativamente rettangolare, lo spessore non inferiore a 3 cm. con la possibilità della presenza di una striscia di magro. L'aspetto si contraddistingue da una parte inferiore con la cotenna e da parte superiore ricoperta dal sale di stagionatura reso scuro dalle piante aromatiche e dalle spezie.

Nel complesso il Lardo ha una consistenza omogenea e morbida, delicatamente umida, è di colore bianco, leggermente rosato o vagamente brunito. Il profumo è delizioso, una fragranza ricchissima di aromi, il sapore delicato, fresco, finemente sapido: una magnificenza che si scioglie in bocca.

Il “Lardo di Colonnata” contiene una buona percentuale di grassi essenziali omega 3 e omega 6 e grazie alla presenza di erbe aromatiche e spezie, di cui assorbe e trasmette tutte le proprietà salutistiche positive, apporta nutrienti fondamentali utili nella regolazione ormonale umana, nella comunicazione tra cellule, nel corretto funzionamento del cervello, del sistema riproduttivo e del sistema immunitario.

La fama, cresciuta negli anni, del “Lardo di Colonnata” lo ha portato a essere da cibo povero per Cavatori a una delizia molto ricercata, per tale motivo è nata la necessità di proteggere la sue specialissime prerogative qualitative e quantitative. Nel 2000 è diventatoPresidio Slow Food” (un prodotto raro ed eccellente), nel 2004 ha avuto il riconoscimento dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con il MarchioI.G.P.” (Indicazione Geografica Protetta, riconoscibile dal Sigillo Bianco di plastica apposto direttamente su ogni trancio del Lardo) che protegge i nomi di prodotti provenienti da regioni specifiche e che possiedono qualità particolari o godono di una reputazione legata al Territorio di produzione, infine è arrivata anche la tutela a livello Europeo. Conseguentemente è sorta anche  l'“Associazione di Tutela del Lardo di Colonnata”.

La Zona di Produzione esclusiva del Lardo di Colonnata IGP” rientra nel Territorio della Regione Toscana nella Frazione di Colonnata, Comune di Carrara, Provincia di Massa-Carrara, mentre gli allevamenti dei suini destinati alla sua realizzazione devono essere ubicati nelle Regioni: Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Umbria, Marche, Lazio e Molise.

Le “Larderiedi Colonnata rientranti nell'Associazione di Tutela del Lardo di Colonnata” che producono il “Lardo di Colonnata IGPsono poco più di 20 (con alcuni Negozi nel Borgo) e la loro produzione annua, che varia a seconda della grandezza delle Aziende, si aggira oltre i 2000 quintali. Una tale produzione non è certo sufficiente a coprire l’infinità di richieste che giungono da moltissime parti del Mondo ecco che il nemico numero uno delLardo di Colonnataè diventato la contraffazione.

Il “Lardo di Colonnata IGPviene commercializzato sia nella tipologia del trancio (o affettato a fette sottili) sia macinato e può essere confezionato sottovuoto o in altri idonei imballaggi, dopo l’acquisto deve essere conservato in un luogo fresco. Dopo il taglio, è buona abitudine ripiegare la cotenna avanzata sul lardo stesso e avvolgerlo in un panno leggermente inumidito.

Oggi vi racconto la storia della Larderia Sanguinetti  una realtà produttiva artigianale delLardo di Colonnata IGP”, e non solo, molto interessante gestita da due Fratelli trentenni Emanuele e Andrea Sanguinetti.

Emanuele, il fratello più grande, terminati gli studi Universitari decise di investire nel proprio territorio affrontando ex novo (l’attività non è stata tramandata né da genitori né da nonni), con grande passione e impegno, la tradizionale e secolare produzione del Lardo di Colonnata e nel 2010 riempì la prima conca di lardo.

Dopo aver terminato importanti lavori di ristrutturazione, con un forte impegno economico, nella Sede dell’Azienda (alcune centinaia di metri quadri su due piani) ubicata in un grande immobile situato in Via Giardino 6/ter in Colonnata (MS), nel 2014 è stata ottenuta l’autorizzazione Comunitaria con bolloCE: IT S8W0D” che ha permesso l’esportazione della  produzione in tutti i Paesi della Comunità Europea.
L’Azienda dispone di un ufficio amministrativo, di un locale destinato all'imballaggio del prodotto finito, di un locale destinato al confezionamento e stoccaggio e di due locali nei quali viene stagionato il Lardo all'interno di 44 conche di marmo.

Nel 2016 anche il Fratello, Andrea Sanguinetti, terminati gli Studi, decise di entrare in società con Emanuele.

Per garantire la qualità più elevata dei loro prodotti i Fratelli Sanguinetti si dedicano personalmente alla selezione delle migliori carni, rigorosamente di origine Italiana provenienti da allevamenti certificati, delle spezie, dell'aglio bianco piacentino e del rosmarino che coltivano personalmente.

Nel Laboratorio, assolutamente all’avanguardia, vengono rispettate le più rigide norme in materia di igiene e sicurezza alimentare, pur portando avanti con passione l’antico metodo di lavorazione che si tramanda ormai da centinaia di anni. Nel Laboratorio viene seguito rigorosamente il disciplinare di produzione del “Lardo di Colonnata IGP” che Loro stagionano per almeno 8 mesi in modo da conferirgli un sapore e una consistenza unici.

La grandissima passione e l’assoluto impegno per il lavoro hanno permesso in pochi anni di far conoscere la loro Larderia e far apprezzare a livello Nazionale e Internazionale tutta la loro produzione, tantoché sono arrivati a vendere oltre che in Italia, anche in Francia, Svizzera, Olanda, Lussemburgo, Belgio e Inghilterra.

La “Larderia Sanguinetti” oggi ha una produzione di oltre 150 quintali annui di Lardo di Colonnata IGP”, anche se la capienza delle conche offre la possibilità di ampliare la produzione nel tempo. Tra i loro prodotti di altissima qualità anche un particolarissimo e buonissimo “Guanciale di Colonnata” piuttosto raro.  

Alla “Larderia Saguinetti” dei Fratelli Emanuele e Andrea Sanguinetti potete trovate il vero mitico e prelibato “Lardo di Colonnata IGP”, un magico e raffinato salume che racchiude in sé secoli di tradizione e viene realizzato con un fascinoso lavoro manuale tramandato nel tempo che richiede molta esperienza e dedizione. IlLardo di Colonnata IGPper le sue specialissime e intrinseche prerogative è un’esperienza gustativa fantastica e assolutamente imperdibile.

https://www.larderiasanguinetti.it/


Colonnata e la Sua Valle (Foto CCT)

Larderia Sanguinetti: Lardo di Colonnata con Sigillo IGP (Foto LS) 
 
"Larderia Sanguinetti": Le Conche di Marmo (Foto LS)

"Larderia Sanguinetti": La Salatura (Foto LS) 

"Larderia Sanguinetti": Il Mitico Lardo di Colonnata IGP (Foto LS)

"Lardo di Colonnata IGP" Macinato (Foto LS)

Esperienza Gustativa Assolutamente Imperdibile (Foto LS)