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sabato 3 maggio 2025

OSTERIA “IL TRABACCOLO” A FOLLONICA (GR) DOVE LA BUONA CUCINA DI MARE È DI CASA.




La Maremma è una vasta regione geografica, affacciata sul Mar Tirreno, compresa tra la Toscana (in prevalenza) e il Lazio, che si estende per circa 5.000 chilometri quadrati.

Da Nord a Sud la Maremma si divide in tre zone: l’Alta Maremma (o Antica Maremma Pisana, oggi divisa tra le Province di Pisa e Livorno), la Maremma Grossetana (quella più famosa, che s’identifica spesso con il termine stesso di “Maremma”) e la Maremma Meridionale (o Laziale). In origine questo era un vasto Territorio, spesso basso ed estremamente paludoso, invivibile anche per la facilità con cui si prendeva la malaria. Tale è rimasto fino alle Bonifiche iniziate nel 1780 e terminate, in grandissima parte, nel 1940.

Oggi la Maremma è un bellissimo, curato e accogliente Territorio, ricco di cultura e fascino, dove, grazie anche alle grandi zone protette, come il “Parco Naturale della Maremma” e la “Zona Archeologica dei Vulci”, si sono mantenuti pressoché intatti l’ambiente, la flora e la fauna.

Con tali presupposti positivi la Maremma è un Territorio dove imperversala Gastronomia che viene esaltata sia nella Cucina di Terra sia nella Cucina di Mare.

Oggi desidero raccontarvi proprio di un Locale che ha fatto della Cucina di Mare il proprio cuore pulsante: l’Osteria Il Trabaccolodi Follonica.

Follonica, in Provincia di Grosseto, ubicata nel cuore della Maremma, ha una storia antica, le cui prime tracce certe si ritrovano in un documento del 1038 (viene citata “Fullona” in un atto che certificava la donazione di terreni all’Abbazia di San Bartolomeo a Sestinga, vicino alla Località di Vetulonia), ma come Comune è di giovane istituzione, infatti è stato fondato nel 1923.

Follonica oggi è una bella e vivace Località turistico/balneare, tranquillamente adagiata al centro di quella meraviglia della natura denominataGolfo di Follonica”.

Il Golfo di Follonica (anticamente in LatinoSinus Plumbini” = Golfo di Piombino) abbraccia il tratto di Mar Tirreno compreso a nord-ovest da Punta della Rocchetta, l’estremità rocciosa del Promontorio di Piombino (ancora in Provincia di Livorno), e a sud-est dal Promontorio di Punta Ala nel Grossetano.

Follonica grazie alla fortunata posizione centrale nel Golfo gode, dalla sua lunga e bella passeggiata lungomare ricca di spiagge, di un “panorama mozzafiato” che, oltre ad abbracciare nella sua completezza l’emozionante sagoma dell’Isola d’Elba, ci fa godere del romantico fascino dell’Isolotto dello Sparviero e degli affioranti “Scogli Porchetti”. Nelle giornate più limpide si distingue anche l’Isola di Montecristo e la sagoma della Corsica.

Un “biglietto da visita” straordinario come il suggestivo Mare di Follonica ha ispirato totalmente la Cucina della Famiglia Achilli, Titolare dell’OsteriaIl Trabaccolo”, e anche il nome del loro Locale che infatti è quello di un tipo particolare di barcaIl Trabaccolo”.

Definire precisamente, con delle parole, la Storia infinita tra l’Uomo e il Mare è cosa praticamente impossibile. Un grande Scrittore Polacco, poi naturalizzato Britannico, Joseph Conrad (1857 - 1924), che aveva avuto una vita molto avventurosa e viaggiato tantissimo, anche per mare, ha detto: “Il Mare non è mai stato amico dell’Uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza”.

L’Uomo ha iniziato ad avvicinarsi al Mare per necessità, dovendo procurarsi il cibo con la pesca, già nel Paleolitico. L’Età della Pietra Antica (“Paleolitico” dal Grecoπαλαιός λίθος”) fu il primo periodo della Preistoria in cui si svilupparono le più antiche tecnologie umane per mezzo di strumenti in pietra.

Attraverso i millenni la lotta tra l’Uomo e il Mare ha fatto sì che venissero sviluppate scienze e tecnologie per meglio conoscere maree, correnti, venti, profondità, stagioni, abitudini migratorie riproduttive dei pesci, e ancora moltissimo altro. Per tutto ciò era necessario costruire imbarcazioni sempre più sicure e affidabili. 

Il Trabaccoloè proprio una di queste imbarcazioni, tipica del Mare Adriatico, nata a partire dal 1700 ma che si è perfezionata nel corso del 1800, e che è stata usata fino ad anni molto vicini a noi. Nel 1915 (inizio della Prima Guerra Mondale per l’Italia) furono militarizzate tutte le Navi e le Barche civili, tra queste vennero censiti 168 Trabaccoli tra Venezia e Bari. Una barca robusta con due alti alberi, armati con “vele a terzo”, carena arrotondata, chiglia e paramezzale (struttura interna della chiglia), interamente pontata, con una capace stiva centrale a cui si accedeva da un grande boccaporto a prova di mare. Il “Trabaccolo” per le sue specificità era una barca adibita principalmente al trasporto merci. 

Agli inizi del 1900 a San Benedetto del Tronto, una bella e accogliente Cittadina, con origini che si perdono in Epoca Romana, adagiata sulla Costa Marchigiana alla foce del Fiume Tronto, era molto sviluppata la pesca. Famosi, intraprendenti e ingegnosi i pescatori del luogo, tantoché, nel 1912, furono i primi ad applicare un motore a una barca da pesca, una vera e propria “rivoluzione industriale”, che li portò a navigare anche in acque molto lontane e incrementò vertiginosamente la pesca. Alla fine della Prima Guerra Mondiale (1914 -1918) il Mare Adriatico, però, era molto pericoloso, a causa delle moltissime mine che vi galleggiavano, e impoverito dagli eventi bellici.

Un consistente gruppo di pescatori Marchigiani decise di trasferirsi, con barche e famiglie, sulla Costa Tirrenica Toscana.

I Marchigiani, grandi lavoratori e profondi conoscitori del mare, oltre alle loro tecniche di pesca portarono in Toscana alcune delle loro tradizioni, comprese quelle gastronomiche. Dall’incontro di due mondi gastronomici, nacque (senza precise certezze di attribuzione) una particolare ricetta, la “Trabaccolara”, che venne chiamata ispirandosi proprio alle barche da trasporto dell’Adriatico, i Trabaccoli.

La “Trabaccolara” non è altro che un gustosissimo piatto di pasta lunga e pesce fresco con un sugo insaporito da pomodori freschi tagliati a pezzettini, aglio, prezzemolo, sale, pepe, olio extravergine di oliva, il tutto sfumato con del vino bianco. Una vera e assoluta delizia per il palato. La ricetta della “Trabaccolara” è diventata famosa alla fine del 1900 grazie a grandi Cuochi Toscani che l’hanno fatta conoscere in Italia e nel Mondo.  

Ecco che all’Osteria Il Trabaccolodi Follonica il nome stesso assume un preciso significato, un messaggio chiaro: una buona e tradizionale Cucina di Mare.

L’Osteria Il Trabaccolo” è ubicata in Via Cesare Battisti al Civico 3, in pieno Centro di Follonica, praticamente a pochi metri sia dalla bella Chiesa di San Leopoldo (di stampo neoclassico a croce latina consacrata nel 1838) sia da Piazza Vittorio Veneto e a pochi passi sia dal Palazzo del Comune e sia da Via Roma il corso principale, pedonale e commerciale Cittadino che sbuca sulla splendida passeggiata a Mare.

L’OsteriaIl Trabaccolo” ha aperto, Sabato Primo di Aprile 2017, grazie al grande impegno della Famiglia Achilli: Babbo Ivano e Mamma Enrica il loro Figlio Giacomo e la Nuora Mioara Moraru.

Ivano Achilli (classe 1953) è originario dell’antico e panoramico Paese di Montappone nelle Marche, un piccolo Comune di soli 1.500 abitanti, oggi rientrante nella Provincia di Fermo (costituita nel 2004 e diventata operativa nel 2009) e famoso per la produzione di cappelli. Ivano, cresciuto in una Famiglia di agricoltori, si trasferì molti anni fa in Toscana, ha lavorato per molti anni come fornaio e ha sempre avuto la passione per la cucina.

Enrica (classe 1960) e originaria di Piombino, “ha la buona cucina nel sangue”, proviene infatti da generazioni di Cuoche, la sua Nonna Andrusilla e la sua Mamma Asmara per decenni hanno avuto il RistoranteTorre Mozza” un suggestivo Locale all’interno di una fortificazione costiera, risalente al 1500, ubicata in Località Torre Mozza nel Comune di Piombino (LI).   

Giacomo è nato, il 16 Novembre 1979, a Massa Marittima (GR), ha sempre avuto la passione per il mare e per la buona cucina tantoché dopo le Scuole dell’obbligo tra il 1993 e il 1998 ha frequentato e si è diplomato dell’Istituto AlberghieroEnrico Mattei” di Rosignano Solvay (LI). Dopo varie e interessanti esperienze dal 2012 al 2016 con tutta la Famiglia ha gestito la ristorazione di in un grande Stabilimento Balneare nella bella Località Turistica di Castiglion della Pescaia (GR).

Mioara Moraru (classe 1986, originaria della Romania) era già in Italia da diversi anni quando nel 2012 ha conosciuto Giacomo Achilli. Sentimentalmente uniti sono andati a convivere e in casa Mioara, che conosceva praticamente solo la Cucina del suo Paese, era relegata a “rigovernare” dopo che Giacomo aveva cucinato. Questo andazzo non era per Lei, essendo una donna intelligente e di carattere si è impegnata a imparare l’ottima Cucina Toscana riuscendoci perfettamente. Miorara e Giacomo si sono sposati il 20 Settembre 2019, circa due anni e mezzo dopo l’apertura del loro LocaleIl Trabaccolo”.

Ma torniamo alla mia recente visita all’Osteria Il Trabaccolodi Follonica (GR) dove sono stato accolto con molta gentilezza e disponibilità sia dalla Famiglia Achilli sia dalla giovane e brava Responsabile di Sala Viorela Pop (Romena, classe 1998).

L’Osteria ha una sola confortevole Saletta con il numero giusto di tavolini per sedersi comodamente, con la buona stagione si può sfruttare anche lo spazio esterno

All’OsteriaIl Trabaccolo” il Menu è alla Carta e totalmente di Mare (condizionato giornalmente dalla disponibilità del miglior pescato disponibile) con una sola eccezione: i miticiTortelli Maremmani al Ragù”. La scelta alla Carta è ampia con una particolarissima attenzione, vista la passione di Giacomo per il Mare e l’uso solo di pescato selezionatissimo, al “Crudo di Mare” che si può scegliere in ben 4 composizioni che variano da “normale”, “abbondante”, “ricca” e “superlativa”, ovviamente con prezzi adeguati.

La Carta dei Vini è molto importante, super curata, anche qui la grande passione di Giacomo fa la differenza: oltre 200 Etichette che spaziano dalle bollicine Italiche ai ricercati “Champagne”, dai Bianchi ai Rosati e Rossi, con provenienze da Italia, Spagna, Portogallo, Austria, Romania e non solo. 

In accompagnamento al pranzo, su suggerimento di Giacomo, è stata stappata una bottiglia di un buon Rosé: Tenuta Campo di Sasso (Biserno) “Sof 2023”, Vino Rosé Toscana I.G.T., 12,5% Vol., un Blend di Cabernet Franc e Syrah.

Con in tavola del fragrante pane (bianco e integrale) sono state servite le seguenti portate: - Crudo di Mare “abbondante”; - Seppioline Pugliesi alla griglia con guanciale croccante su crema di zucchine; - Alici di Piombino marinate con cipolle, arance e olive taggiasche; - Tagliolini alla Trabaccolara al sugo di pesce bianco sfilettato (Gallinella, San Pietro, Tanuta) con basilico e pomodorini freschi; - Chitarrine con scampi nostrali e tartufo nero invernale fresco; - Grigliata di Mare (Tanuta dell’Isola d’Elba, Scampi, Mazzancolle, Gamberi Rossi, Gambero Viola, Calamaro); -  Tortino ricotta e cioccolato farcito con crema di pistacchio di Bronte, lamponi, fragole e “foglie” di cioccolato.

Tutto molto buono e ben presentato.

In Cucina la Famiglia Achilli è una vera “macchina da guerra”, danno il meglio della Loro grande esperienza insieme a un ottimo e veloce servizio. Giacomo e Mioara con tutta la loro passione e gentilezza fanno spesso delle visite ai tavoli dei clienti per assicurarsi che tutto vada bene. Molto simpatico e alla mano anche il Servizio di Sala diretto da Viorela Pop.

All’Osteria Il Trabaccolodi Follonica (GR) ho trovato un’accoglienza informale e molto piacevole e ho potuto godere di una buona, gustosa e tradizionaleCucina di Mareche qui è assolutamente di Casa.

https://www.facebook.com/osteriailtrabaccolo/?locale=it_IT

https://www.youtube.com/watch?v=w5oPOTOuNZM


Osteria "Il Trabaccolo" a Follonica (GR)  (Foto Il Trabaccolo)

Mioara Moraru con Magnifiche Aragoste (Foto Il Trabaccolo)

La Sala  (Foto Il Trabaccolo)

Lo Spazio Esterno  (Foto Il Trabaccolo)

Ivano Achilli e Mioara Moraru

Giacomo Achilli e Viorela Pop

"Crudo di Mare".....

"Seppioline alla Griglia"..... 

"Alici Marinate".....

"Tagliolini alla Trabaccolara"..... 

"Chitarrine Scampi e Tartufo".....

"Grigliata di Mare".....

"Tortino Ricotta e Cioccolato".....

Giacomo Achilli e Giorgio Dracopulos


martedì 8 marzo 2022

“RISTOPESCHERIA DA MERY” A MARINA DI CECINA (LI) DAL 1958 IL MITO DI UNA DONNA STRAORDINARIA: MERY BIENTINESI LA SIGNORA DEL PESCE.



In Provincia di Livorno c’è un vivace Comune, di circa 28.000 abitanti, che ha alle spalle un’antica storia risalente addirittura agli Etruschi: Cecina.

Le prime notizie sugli abitanti della zona, ubicata allora nell’Etruria Settentrionale, risalgono però alla dominazione Romana, quando il Prefetto Cecina Decio Aginazio Albino, nei primi anni del 400 d.C., nell’attuale Località di San Vincenzino, ristrutturò un edificio molto antico, forse del I Secolo a.C., trasformandolo in una Villa Urbana (una grande costruzione con spazi aperti a giardino, ampi locali e porticati, oltre a un’imponente cisterna sotterranea), i cui resti sono ancora visibili.

Nel 1590 il Granduca di Toscana, Ferdinando I de’ Medici, dette qui l’avvio all’urbanizzazione  costruendo un Palazzo, sede dell’amministrazione delle terre circostanti, un ponte di legno sul Fiume Cecina, un mulino e le prime case del Borgo che successivamente, nella seconda metà del 1700, verrà denominato “Fitto di Cecina”. Solo dopo la nomina nel 1746 del Marchese Carlo Andrea Ignazio Ginori a Governatore della Città di Livorno e del suo Porto, Cecina iniziò ad ampliarsi verso il mare. Il Marchese Ginori è famoso anche per aver fondato, nel 1735, in una sua Villa in Località Doccia (oggi Sesto Fiorentino), una delle più prestigiose manifatture di tutta Europa, la “Porcellana Ginori” (diventata poi, nel 1896, la Richard-Ginori). 

Proprio in quegli anni la costa Cecinese fu bonificata dagli stagni paludosi, portatori di malaria, e completamente trasformata con la creazione di 15 km. di rigogliose Pinete (400 ettari) ubicate a nord e a sud del Fiume Cecina. Le Pinete servivano anche come barriera alla salsedine a difesa delle campagne coltivate. Oggi tali Pinete formano la “Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina”.

Cecina è collegata, senza interruzione di sorta, con il suo Quartiere Litoraneo di Cecina Mare (o Marina di Cecina) principalmente con il bel Viale alberato (Viale della Repubblica). 

Marina di Cecina, inizialmente solo un piccolo nucleo abitativo, dagli Anni Sessanta è diventata una meta turistica estiva accogliente e molto apprezzata con una bella e lunga passeggiata pedonale sul Lungomare ricca di Stabilimenti Balneari, Negozi e Locali dediti alla Ristorazione e allo Svago. Vista la particolare validità dei servizi offerti, le sue lunghe accoglienti spiagge e la qualità del Mare, dal 2006 ha anche la prestigiosa “Bandiera Blu”. 

Proprio nel Centro di Marina di Cecina a pochi passi dal Mare e dall’inizio del Lungomare (Lato Nord), alle spalle dell’antica Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo (consacrata il 19 Marzo 1789 e completamente ristrutturata nel 1971), c'è laRistopescheria da Mery”.

La “Ristopescheria da Mery”, ubicata in Viale Gallino al n.5 (praticamente in angolo con Via Alfredo Cappellini), ha una lunga e fascinosa storia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945), in particolare con l’avanzamento del fronte verso il nord d’Italia alla fine del 1943, Cecina assunse un’importante valenza strategica. Per tale motivo fu colpita, tra il Novembre 1943 e il Giugno 1944, da pesanti bombardamenti, secondo alcune fonti ben 44, condotti da formazioni Aeree Americane e Britanniche sia di giorno sia di notte. Lo scopo degli Alleati era quello di distruggere i due ponti, ferroviario e stradale, sul Fiume Cecina, in modo da interrompere il vitale flusso dei rifornimenti per le truppe Tedesche dislocate nell’Italia Meridionale. I principali e più dannosi eventi furano il primo bombardamento Alleato su Cecina del 12 Novembre 1943, dalle 20.30 alle 21.00, quello del 22 Novembre e quello del 1 Dicembre. I Bombardamenti ovviamente non colpirono solo obbiettivi militari ma fecero purtroppo anche diverse decine di vittime civili e oltre 300 abitazioni vennero distrutte o gravemente lesionate.

La nostra storia inizia proprio durante uno di questi bombardamenti in un rifugio antiaereo quando Mery Bientinesi, appena tredicenne (era nata il 4 Settembre del 1930), conobbe il giovanissimo Benito Miserini. Mery era una bella ragazza sfollata per la guerra con la Famiglia a Marina quando la Località era solo un gruppo di case dove non vi abitavano più di 100 persone. La Loro storia d’amore, nata sotto le bombe, crebbe negli anni successivi.

Poco dopo la fine della guerra Mery perse tragicamente la sua Mamma, morta dopo lunga agonia  per una mina calpestata casualmente insieme a un’altra signora.

Raggiunti i 18 anni nel 1948 Mery si sposò in Comune a Cecina, visto che il suo babbo non era religioso, con Benito Miserini, ma a sua insaputa, due giorni prima, Lei aveva voluto celebrare anche la cerimonia in Chiesa. Benito, che sapeva fare il Pescatore, iniziò a lavorare per lo Stabilimento Solvay del vicinissimo Paese di Rosignano Solvay (LI), procurando tutti i giorni il pesce fresco per la Mensa Aziendale. Tempo dopo la Ditta però appaltò la Mensa e i Pescatori, tra cui Benito, si ritrovarono senza lavoro; furono momenti molto difficili per Mery e suo Marito.

Dopo aver fatto alcuni lavori saltuari, anche in uno zuccherificio, Benito e Mery, avendo ancora la Barca (un gozzo in legno con lunghi remi dove le reti venivano “sarpate” faticosamente a mano) decisero di tornare a pescare e vendere direttamente il loro pesce. I clienti aumentarono in breve tempo e quindi fu deciso di aprire, in un piccolo prefabbricato che era ubicato davanti all’attuale Pescheria, una rivendita dove Mery dopo essere andata spesso di notte e fino all’alba con suo marito a pesca, puliva e vendeva il pesce sorvegliando amorosamente i due Figli che nel frattempo erano nati: Vally e Roberto. “Vallyessendo la Primogenita dette anche il nome alla Loro Barca.

Nel 1958 arrivò la Licenza Comunale di Vendita e allo stesso tempo avvenne lo spostamento nel Palazzo di fronte (la Sede attuale) che era stato appena costruito. Mery iniziò anche a preparare piatti tradizionali di Mare da asporto come il mitico “cacciucco” (con una ricetta personalizzata già moderna e senza lische) o lo  “stoccafisso”. Dagli Anni 60 in poi ci fu il boom economico e il grande sviluppo di Marina di Cecina come accogliente Meta Turistica e ciò incrementò molto le vendite.

Mery è sempre stata una persona molto attiva, gentile, vivace, intelligente e forte, una donna estremamente moderna, con una visione aperta del Mondo e dei contatti umani, amava intrattenersi a parlare con tutti. I suoi modi garbati e affettuosi hanno affascinato per anni grandi e piccini; le diverse generazioni di Turisti che frequentavano la Pescheria hanno sempre trovato in Mery un sicuro punto di riferimento.

Col passare degli Anni la Famiglia si allargò: Vally sposò Piero Bacci e Roberto, Manuela Creatini. Vally ha avuto due Figli che sono entrati nell’attività di Famiglia: Andrea (classe 1976) e Francesco (classe  1983), Roberto ha avuto Elisa e Roberta.

Il 22 Maggio 2009 è avvenuta una trasformazione importantissima per la Loro attività; grazie alla volontà di Andrea e Francesco Bacci, con il supporto di Nonna Mery, dal “grembo” della “Pescheria da Mery” e nata la “Ristopescheria da Mery”. Una grande, nuova e luminosa Veranda vetrata e una filosofia dal netto sapore di salsedine: il pesce freschissimo la mattina viene venduto e all’ora di pranzo viene cucinato per la Clientela che lo sceglie direttamente dal grande bancone.

Visto i suoi moltissimi meriti Mery ha ricevuto negli anni un “mare” di affettuosi riconoscimenti da parte di tutte le persone che l’hanno conosciuta e frequentata compreso un’infinità di personaggi famosi del Cinema, dello Sport, dello Spettacolo e della Politica. Per i suoi 90 anni tantissime  persone hanno voluto organizzare una grande festa nello slargo davanti al Negozio, un’amorevole dimostrazione di affetto, un enorme abbraccio corale, che ha visto anche il Sindaco Samuele Lippi consegnarle la massima onorificenza del Comune di Cecina L’Omino Di Ferro”. Una bellissima festa alla quale hanno partecipato con messaggi toccanti anche Gianni Morandi e Carlo Conti.

Purtroppo il 26 Dicembre 2021 la scomparsa di una Donna straordinaria come Mery Bientinesi ha lasciato nei cuori di moltissimi un profondo e assoluto vuoto. Ma nel suo ricordo, quotidiano e affettuoso, c’è la continuazione della sua amata attività portata avanti dai Nipoti Andrea e Francesco.

La “Ristopescheria da Mery” è un Locale accogliente e luminoso dall’ambientazione marinara, il grande Bancone del pesce, un piccolo banco di servizio, una Cucina di soli 13 mq. e la grande veranda vetrata con una dozzina di tavolini.

Il “Menu” fa riferimento al pescato del giorno e se il tempo è brutto ed è impossibile pescare il Locale resta chiuso. La Famiglia ha sempre delle Barche in proprietà tra cui un Motopeschereccio  il “San Gregorio” (scafo in legno di 16 metri) munito delle più avanzate tecnologie per la ricerca del pesce in Mare aperto, comandato da Roberto Miserini che ha seguito le orme del Padre. Da notare che con il “San Gregorio” su prenotazione si può partecipare alle battute di pesca.

La “Carta dei Vini” è molto selezionata, circa 200 Etichette tra Bollicine Italiane e Francesi (anche  Champagne), Vini Bianchi e Rossi Italiani dalle Regioni più Vocate, Vini Bianchi e Rossi da Francia, Germania (Mosella), Nord California (USA) e Nuova Zelanda.

Ma eccoci giunti alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima Bollicina consigliata da Andrea Bacci che oltre ad avere la qualifica di Marinaio e Motorista è anche un grande appassionato di Vini:  “Champagne Paul Goerg Brut Tradition Premier Cru”, Champagne Appellation d'Origine Contrôlée (A.O.C.), la cuvée è composta da Chardonnay al 60% (il vitigno principale della Côte des Blancs) e da Pinot Noir al 40%, 12% Vol., dopo la seconda fermentazione, il vino resta sui propri lieviti per almeno tre anni e poi riposa tra i 4 e i 6 mesi prima dell'immissione in commercio. Uno dei Vini eleganti della Maison Paul Goerg, la Cooperativa di Vertus fondata negli anni Cinquanta da 8 Vigneron decisi a promuovere le grandi potenzialità di questa area Francese a Sud dei Comuni di Avize e Oger.

Con in tavola l’Olio Extra Vergine di categoria superiore dell’Azienda Agricola Il Cavallino”  di Bibbona (LI) e la buonissima e fragrante schiacciata della Casa sono state servite le seguenti portate: - “Crudo della Casa” (Triglia di bianco sfilettata - Tartare di muggine con la sua bottarga - Scampetto di Castiglion della Pescaia - Gambero Rosso di Mazzara del Vallo - Mazzancolla nostrana del Mare di Livorno); - Muggine scottato, pappa al pomodoro e porro fritto; - Baccalà mantecato  e chips di polenta; - “Insalata di Razza” (Razza su crema di piselli, bottarga di muggine con julienne di verdure miste); - Tortelli ripieni di impepata di cozze, calamaretti spillo e salvia fritta; - Tonno rosso scottato, granelli di pistacchio e cavolfiore glassato con colatura di alici; - “Millefoglie di Mery” (Millefoglie, caramello e fragole).

Tutto buonissimo e molto ben presentato.

Normalmente la Cucina dal 2015 è in mano all’esperto e bravo Chef del Marocco Said El Adib (di Casablanca, classe 1973) validamente supportato dalla sua aiutante della Costa D’Avorio Salima, ma il giorno della mia visita in cucina a pranzo c’era anche un ospite speciale (special guest): il  giovane Amico mio e della Famiglia Bacci/Miserini lo Chef Edoardo Menna.

Edoardo è nato a Poggibonsi (SI) il giorno 8 del Mese di Settembre del 1995, ma è di Montespertoli (FI); fin da piccolo ha avuto un’innata grande passione per la Cucina tanto da Diplomarsi nel 2014,  all’Istituto Statale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraFederigo Enriques” di Castelfiorentino (FI). La sua indiscutibile bravura gli ha permesso di fare esperienze in mitici Ristoranti accanto a famosi ChefSuper Stellati”, in Italia e in Francia, come Luciano Zazzeri, Alain Ducasse, Yannick Alléno e Italo Bassi.

La “Ristopescheria da Mery” è un Locale molto accogliente che offre moltissimo alla sua Clientela,  incluso un ottimo servizio di Aperitivi serale: “Aperipesci nel Barca-Bar” (una barca da pesca adattata a bar e posizionata davanti all’ingresso) con Cocktail, Vini Locali e Champagne oltre a super gustosi “stuzzichini”, ostriche, crudi di scampi e gamberi, fritture miste calde e molto altro.

AllaRistopescheria da Mery”, di Marina di Cecina (LI), dal 1958 gestita da una Famiglia di Pescatori da 3 Generazioni, oltre alla piacevole atmosfera marinara ci sono tutti gli innumerevoli suggestivi ricordi (anche incorniciati alle pareti) di una Donna che per tutti i suoi straordinari meriti è stata un vero mito: Mery Bientinesi la Signora del Pesce.

http://www.ristopescheria.com/

https://www.youtube.com/watch?v=gOcf52uUYTg


 La Spiaggia di Marina di Cecina nei Primi Anni 60

La Barca (Il Gozzo) di Benito Miserini

"Pescheria da Mery" dal 1958 a Marina di Cecina (LI) 

"Ristopescheria da Mery" a Marina di Cecina (LI)

Pescatori da 3 Generazioni

 Il Bancone del Pesce

Pescato del Giorno

Una Vista della Sala

"Crudo della Casa"......

Muggine Scottato......

Baccalà Mantecato......

Insalata di Razza......

Tortelli Ripieni di Impepata di Cozze......

Tonno Rosso Scottato......

"Millefoglie di Mery"......

Francesco Bacci, Said El Adib, Edoardo Menna, Io e Andrea Bacci

Amore per il Mare 
 
Andrea e Francesco Bacci, Mery Bientinesi e Vally Miserini (Foto RdM)

mercoledì 21 ottobre 2020

RISTORANTE “DA MIRO ALLA LANTERNA” A VIAREGGIO (LU) DAL 1954 UNA STRAORDINARIA CUCINA DI MARE.

 


Mino Gambini poeta e scrittore contemporaneo Viareggino termina la sua Poesia intitolataA Viareggio” con queste parole: “Armonica espressione fusa tra cielo e terra: Viareggio, del Tirreno, tu sei l’eccelsa Perla; tu sei, della Versilia, la mitica bellezza, che non trapassa mai”.

La Città di Viareggio è una bella e storica Località adagiata nel tratto costiero rientrante nella Provincia di Lucca ed è un’accogliente Centro turistico/balneare. Le sue lunghe e sabbiose spiagge sono bagnate, per la gioia dei vacanzieri, dalle acque del Mar Ligure.

Viareggio, oltre alle innumerevoli attrattive estive, ha un’intensa vita mondana tutto l’anno, per esempio, dal lontano 1873, qui, si svolge anche uno dei Carnevali più belli, coreografici, ricchi, divertenti e famosi del Mondo. Oltre a ciò, alle spalle è incorniciata dal suggestivo panorama delle Alpi Apuane e ai lati dalle grandi, verdeggianti e rilassanti Pinete.

Ma Viareggio, in particolar modo con il suo Canale navigabile e la sua Darsena, ha anche una Storia di Barche e di Pescatori.

Definire precisamente, con delle parole, la Storia infinita tra l’Uomo e il Mare è cosa praticamente impossibile, raccontare una Storia specifica si può fare.

Agli inizi del 1900 a San Benedetto del Tronto, una bella e accogliente Cittadina, con origini che si perdono in Epoca Romana, adagiata sulla Costa Marchigiana alla foce del Fiume Tronto, era molto sviluppata la pesca. Famosi, intraprendenti e ingegnosi i pescatori del luogo, tantoché, nel 1912, furono i primi ad applicare un motore a una barca da pesca: una vera e propria “rivoluzione industriale”, che li portò a navigare anche in acque molto lontane e incrementò vertiginosamente la pesca.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale (1914 -1918) il Mare Adriatico, però, era molto pericoloso, a causa delle moltissime mine che vi galleggiavano, e impoverito.

Un consistente gruppo di pescatori decise di trasferirsi, con barche e famiglie, su una nuova Costa, quella Tirrenica. La Località prescelta, per non rubare il lavoro a nessuno, era una Cittadina che in quel tempo era più “terra” di marinai che di pescatori: Viareggio.

La Darsena di Viareggio è una delle zone più antiche della Città, con il suo vecchio Porto di Pescatori, oggi affiancato da quello Turistico e dai famosi Cantieri Navali di super lussuose imbarcazioni. Anticamente quella che oggi è la via principale, Via Michele Coppino, era il regno dei vecchi artigiani dediti alle barche come i calafati e i maestri d’ascia. 

Proprio la Darsena di Viareggio fu la meta definitiva dei pescatori Marchigiani e dello loro barche da pesca con cui erano arrivati: le “Paranze”. Un’imbarcazione nata probabilmente alla fine del 700, molto diffusa in Adriatico fino al 1950, che aveva un lungo pennone su cui si alzava in origine una “vela latina” e in anni più recenti una “vela a terzo”.

Nacque cosi, con questa forte  spinta, oltre a una nuova comunità di persone che ben s’integrarono tra di loro, quella comunità di pescatori “Viareggini”, che nei momenti migliori ha avuto anche più di 100 barche in mare.

I Marchigiani, grandi lavoratori e profondi conoscitori del mare, oltre alle loro tecniche di pesca portarono alcune della loro tradizioni, comprese quelle gastronomiche.

Dall’incontro di due mondi gastronomici, nacque (senza precise certezze di attribuzione), tra le altre, una particolare ricetta denominata “Trabaccolara”. Venne chiamata così ispirandosi alle barche robuste da trasporto dell’Adriatico denominate “Trabaccoli” che erano dotate di due alti alberi armati con “vele a terzo”, avevano la carena arrotondata e con una capace stiva centrale a cui si accedeva da un grande boccaporto a prova di mare.

La “Trabaccolara” non è altro che un piatto di pasta (prevalentemente spaghetti) e sugo di pesce di recupero, il meno pregiato, quello che una volta non veniva portato ai mercati o rimaneva invenduto, ma che oggi è stato rivalutato. Una salsa insaporita da pomodori tagliati a pezzettini, da aglio, prezzemolo, sale, pepe, olio extravergine di oliva, il tutto poi sfumato con il vino bianco. Una vera e propria delizia per il palato.

La ricetta della “Trabaccolara” è tornata in auge alla fine del 1900 grazie ai grandi Ristoratori Viareggini che l’hanno fatta conoscere in varie parti d’Italia e non solo.

In Darsena a Viareggio ci sono alcuni Ristoranti e Trattorie che tramandano la Cucina di Mare Tradizionale, uno tra questi Locali Storici e dove si può apprezzare al meglio tale fatto è il Ristorante/Trattoriada Miro alla Lanterna ubicato proprio in Via Michele Coppino al Civico 289, nel Cuore della Darsena, davanti al Porto.

Il Ristoranteda Miro alla Lanternanasce nel lontano 1954 quando Mirro Ghilarducci (classe 1922, da tutti conosciuto come “Miro”) aprì una Fiaschetteria ovvero una piccola Osteria denominata “Da Miro”, per i Pescatori che allora ormeggiavano proprio al Molo di fronte.

Mirro Ghilarducci avevo lavorato da sempre in Sala, a Viareggio nella sua Città, in Locali anche molto importanti e famosi come “Il Principe di Piemonte” e il “Kursaal”, ma aprire un Locale di Famiglia era sempre stato il suo sogno.

Nella Cucina del loro nuovo Locale entrò la moglie di Mirro Maria Caniparoli. Lei aveva avuto già esperienza di lavoro come Cuoca al Buffet della Stazione di Viareggio (bellissima opera architettonica in marmo rosso delle Apuane, progettata dall’Arch. Roberto Narducci e inaugurata il 13 Giugno 1936). In aiuto entrarono anche la sorella di Mirro, Aurelia, e la sorella di Maria, Anna.

In Anni successivi anche le Tre Figlie di Mirro entrarono a lavorare nella Trattoria: Giovanna, Annarita e la più piccola Amalia.

Da subito il loro Locale si distinse per la grande freschezza delle materie prime, “in primisil pesce, e per gli ottimi piatti serviti insieme a del buon Vino.

Con il passare dei decenni la fama della loro buonissima Cucina e della grande accoglienza si diffuse oltre il territorio Viareggino e della Versilia. La Trattoriada Miro alla Lanterna ” divenne meta di una clientela affezionata e più diversificata; arrivarono anche un gran numero di personaggi famosi come gli Scrittori e Poeti Giuseppe Ungaretti (1888 - 1970) e Mario Tobino (1910 - 1991). 

Nel 1995 Daniele Poleschi (classe 1973), Figlio di Amalia, entrò nell’attività di Famiglia, grazie alla sua grandissima passione per i Vini, dal 2003 è anche Sommelier A.I.S., la loro Carta dei Vini ha raggiunto un livello del tutto eccezionale: più di 700 selezionatissime Etichette, di cui un Centinaio di Champagne, scelte personalmente da Daniele dopo aver conosciuto Aziende e Produttori.  

Nel 1995 anche la Sorella di Daniele, Manuela (classe  1975), iniziò a lavorare in Sala al Ristorante.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da una buona bollicina Francese selezionata da Daniele Poleschi: - “Champagne Simart - Moreau Brut”, Grand Cru, Grande Réserve, 75% Chardonnay e 25% Pinot Noir, 12% Vol., prodotto dalla Maison Champagne Simart - Moreau un’ Azienda “RM = Récoltant-Manipulant”, piccoli produttori che si definiscono “artisan-vigneron” (artigiano/contadino vignaiolo), elaborano, imbottigliano e commercializzano le proprie uve.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Panino al nero di seppia, con carpaccio di scampo, pomodorino confit, rucola fritta e maionese di polpo;

- “Degustazione di Ostriche, 2 x Tipo  di Tre Aziende Diverse” -  Cadoret, Roman’s e Gillardeau;  

- Calamaro con friarielli su vellutata di zucca;

- “La Triglia come fosse una Parmigiana” - Triglia di scoglio ripiena di melanzana e pomodoro con  scaglie di cialde di Parmigiano Reggiano su crema di mozzarella di bufala;

- Risotto (preparato con Riso Mantovano Superfino Carnaroli per Alta Cucina della Cascina Corte Motta Riseria Cornacchia) con gamberi rosa e rossi sgusciati, crema di pomodorini gialli, crema di burrata, timo e limone;

- Ombrina di retina sfumata alla Vernaccia, con patate, pomodori sechi, olive e fiori di cappero;

- Semifreddo ai tre cioccolati (fondente 76%, gianduia, bianco) con gelatina di mango e frutto della passione;

- Piccola Pasticceria.

Tutto decisamente molto buono e ben presentato.

Una grande Cucina Tradizionale con piccole variazioni di modernità frutto della bravura di esperti Chef come Amalia Ghilarducci, Federico Fonzo (Antipasti) e Paolo Volpe (Primi Piatti).

Il Servizio di Sala è stato perfettamente eseguito con moltissima professionalità e gentilezza da Daniele Poleschi insieme a sua sorella Manuela, Roberto Mancini e Vincenzo Coppola.

In Darsena a Viareggio (LU) al Ristoranteda Miro alla Lanternacon assoluta certezza potete trovare, dal 1954, una straordinaria Cucina di Mare.

https://www.ristorantedamiro.com/

https://vimeo.com/157830391


Panino al Nero di Seppia...... (Foto Luca Managlia)

Ostriche...... (Foto Luca Managlia)

Calamaro con Friarielli...... (Foto Luca Managlia)

"La Triglia come Fosse una Parmigiana"..... (Foto Luca Managlia)

Risotto con Gamberi Rosa e Rossi...... (Foto Luca Managlia)

Ombrina Sfumata alla Vernaccia...... (Foto Luca Managlia) 

Semifreddo ai Tre Cioccolati...... (Foto Luca Managlia)

Paolo Volpe, Giorgio Dracopulos, Amalia Ghilarducci, Federico Fonzo 
(Foto Luca Managlia)

Daniele e Manuela Poleschi, Giorgio Dracopulos, Roberto Mancini
(Foto Luca Managlia)


mercoledì 22 luglio 2020

COZZE DELL’AZIENDA “NIEDDITTAS”: IL SAPORE FANTASTICO DEL MARE DELLA SARDEGNA IN TAVOLA.




Fabrizio Cristiano De André (1940 – 1999), straordinario cantautore e poeta Italiano, riferendosi alla Sardegna ha detto: 
Ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbe coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come il Paradiso”.

La  Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con ben 1.897 km. di Coste e la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati

Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), è il punto più vicino alla Penisola Italica, dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano.

Il Territorio dell’Isola è prevalentemente composto da Colline e Altopiani Rocciosi, seguono le Zone pianeggianti e poi le Montagne
I Fiumi più importanti, per esigenze non solo idriche, sono sbarrati da imponenti Dighe che formano grandi Laghi Artificiali.

Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti
Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo. 
Si è sviluppata l’Agricoltura, specialmente quella cerealicola, la Pesca e l’Allevamento in particolare Ovino.

L’Isola ha anche il sottosuolo più ricco di Minerali di tutta Italia.

Il Mare che bagna le coste della Sardegna è veramente “miracoloso”, come detto nella citazione di De André: una trasparenza fantastica che permette di vedere la ricchezza del mondo sommerso (flora e fauna acquatica) anche a importanti profondità, una limpidezza che lo rende un immenso specchio che riflette il cielo, tra l’infinità dei colori dei i suoi fondali spiccano le verdi praterie di Posidonia Oceanica e il Rosso vivo dei Coralli
Tutto ciò poi bagna delle vere e proprie opere d’arte create nei Secoli dalla Natura sia sulle rocce sia sulla morbidissima sabbia (bianca o rosa). 

Proprio in questo Mare unico che l’AziendaNieddittas” di Arborea (OR) alleva le “Cozze”.   

Il Nome scientifico della “Cozza” è “Mytilus Galloprovincialis” è stata così battezzata dal Naturalista Francese Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet Cavaliere di Lamarck (1744 - 1829) che alla fine del XVIII Secolo per primo introdusse anche il termine “Biologia”.

Le “Cozze” (o “Mitili”, ma in varie zone d’Italia hanno anche denominazioni diverse) sono dei Molluschi Bivalvi, cioè hanno un guscio detto conchiglia composto da due apparati distinti detti “Valve”, prevalentemente di carbonato di calcio e in questo caso sono anche simmetriche, che sono tenute insieme da una “cerniera” mobile funzionante grazie a dei muscoli adduttori.

Le “Cozze” sono “Molluschi Lamellibranchi”, hanno delle branchie a forma di lamelle che fungono da organi per la respirazione assorbendo l’ossigeno e allo stesso tempo filtrando il cibo per l’alimentazione trattenendo plancton e particellato organico in sospensione. 

Le “Cozze in Natura si trovano in tutto il Mar Mediterraneo, nel Mar Nero, e nella fascia Costiera dell’Atlantico Orientale che parte dal Marocco fino ad arrivare alle Isole Britanniche
Poi si sono diffuse anche in altre parti del Mondo, ma essendo un’anomalia rispetto alla fauna locale sono considerate una “Specie Invasiva”.

Le “Cozze” sono “frutti di mare” (così definiti perché vengono raccolti e non pescati) molto apprezzati per il loro ricco, delizioso e saporito gusto, per tale motivo e per riuscire a coprire le grandi richieste del Mercato Internazionale è nata una particolare branca dell’Acquacoltura
la “Mitilicoltura”. 

Ecco, con questi presupposti che nel 1967, grazie a 9 esperti Pescatori che si riunirono per dare vita alla “Cooperativa Pescatori Arborea” al fine di valorizzare al massimo le straordinarie Cozze del loro Mare, ma anche di tutto il pescato, è iniziata la Storia dell’attuale AziendaNieddittas”.
Con il passare degli anni ai Fondatori si sono affiancati molti altri Soci e collaboratori ed oggi l’Azienda raggiunge le 250 persone nei periodi di alta stagione
nel 2019 è stato raggiunto un importantissimo fatturato di ben 38 milioni di euro

I bravi e attivi Amministratori dell’Azienda sono Caterina e Claudio Murgia.

Per l’AziendaNieddittas” l’allevamento delle “Cozze” è sicuramente una della attività principali con una capacità produttiva di 86 Ettari di vivai in mare ubicati nello splendido Golfo di Oristano e di un Centro di Depurazione e Spedizione di quasi 3.000 metri quadrati
Ma “Nieddittas” vuol dire anche produzione e commercializzazione di Vongole, Vongole Veraci (più pregiate rispetto alle Vongole), Orate, Varie Tipologie di Pesci Locali, Ostriche, Murici (Molluschi Marini caratterizzati da una conchiglia allungata, spinosa o rugosa, avvolta a spira), Cannolicchi, Fasolari e Bottarga.

La filiera nel Golfo di Oristano è il luogo dove nasce la qualità “Nieddittas”, perché il Mare della Sardegna, con tutte le sue peculiarità, è fondamentale per portare in tavola “cozze gustose e di qualità”, ma ciò non basta per assicurare un prodotto sempre sano e sicuro. 
Ecco perché le “Cozze Nieddittas” superano tutte le fasi di lavorazione della filiera secondo procedure severissime e certificate di qualità.

Il prodotto arriva negli allevamenti del Golfo di Oristano dopo essere stato selezionato nei vivai della Sardegna, del Mediterraneo e dei mari migliori per qualità e clima
Tutte le cozze che vengono introdotte nei vivai fanno parte della stessa specie “Mytilus Galloprovincialis” la più diffusa del Mediterraneo.

Nieddittas” presta grande cura e attenzione nella preselezione iniziale affinché le cozze che vengono immerse in Mare siano della migliore qualità, pronte ad acquisire il magnifico gusto, il delizioso profumo e la particolare e speciale sapidità del Mare del Golfo di Oristano
Una volta immerse nelle acque e disposte nei caratteristici filari, le cozze continuano a crescere sotto la sorveglianza dei pescatori che controllano continuamente il buon funzionamento dellallevamento.

Infatti i Pescatori della Cooperativa devono seguire tutte le varie fasi, giorno dopo giorno, svolgendo tutte le attività che servono per una crescita sana e sicura dei Mitili
Periodicamente, i filari vengono capovolti per fare in modo che tutte le Cozze ricevano la stessa quantità di luce e crescano quindi in modo omogeneo; 
viene controllato lo stato generale dellimpianto per proteggere i Mitili dai pesci predatori (le orate, ad esempio) e per tenere sotto controllo eventuali problemi creati dalle mareggiate. 

Vengono poi effettuati oltre 6.000 controlli e analisi (affidati anche a Laboratori Terzi), ogni anno, utili a monitorare lo stato di salute delle Acque e delle Cozze.

Alla fine del processo di crescita le “Cozze Nieddittas” vengono raccolte dalle Barche dove avviene subito la sgranatura, e cioè la separazione delle cozze dal filare
Raccolte in ceste, le Cozze vengono portate nello stabilimento di Corru Mannu (Arborea), che si trova a meno di 20 km dal Porto, dove inizia la fase successiva del lavoro di filiera: 
la depurazione.

Le Cozze vengono reimmerse nei “bins” per la depurazione. 
I “bins” sono dei grandi vasconi isotermici riempiti con acqua di mare prelevata dal Golfo di Oristano e debatterizzata
In queste vasche avviene la fase di depurazione delle Cozze
Nell'impianto di depurazione le Cozze trovano unAcqua Marina simile a quella in cui hanno vissuto, dando il via più facilmente alla depurazione.

Dopo essere state raccolte nel Mare del Golfo di Oristano e depurate, i Mitili vengono confezionati e preparati per la spedizione alle Piattaforme Ittiche.

Le Cozze sono sempre fresche perché il confezionamento avviene solo quando l’Azienda riceve lordine di un cliente. Fino a quel momento restano in acqua. 
Una volta ricevuto lordine le Cozze vengono raccolte in Mare e depurate, e subito dopo entrano nella linea di confezionamento. 
Qui avviene la prima selezione manuale che elimina le Cozze inadatte alla commercializzazione perché rotte o troppo piccole. 
Al termine della linea le Cozze selezionate vengono confezionate nelle tipiche retine (disponibili anche “Green”: compostabili e biodegradabili al 100%) e preparate per il trasporto e la consegna. 
In ogni retina viene inserita letichetta con tutte le indicazioni (provenienza, numero lotto, data di confezionamento) che in caso di necessità consentiranno la rintracciabilità di tutto il percorso di lavorazione.

Il confezionamento avviene nello stesso stabilimento di Corru Mannu in cui avviene la depurazione. Passano letteralmente pochi minuti dal momento in cui le Cozze escono dalle vasche di depurazione al momento in cui vengono confezionate e preparate per la spedizione. 
Anche questa rapidità contribuisce a preservare la freschezza e la qualità del prodotto.

I Camion della “Nieddittas”, una flotta efficiente e affidabile di automezzi dotati di celle frigo a temperatura controllata e garantita nel rispetto del piano “HACCP”, trasportano e distribuiscono le Cozze in tutta Italia.

L’AziendaNieddittas” persegue e sostiene anche numerosi e fondamentali progetti per la sostenibilità ambientale.

Grandi Chef, molti anche “pluristellati”, collaborano o hanno collaborato con “Nieddittas” per elaborare ricette creative e innovative oltre a quelle fondamentali della Tradizione
tutti impegnati per diffondere in Italia e nel Mondo le infinite potenzialità di queste eccezionali Cozze

VereSpecialitàche nel 2002 sono state inserite con la Denominazione “Molluschi Bivalvi Vivi del Golfo di Oristano” nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali

Posso solo aggiungere, avendole più volte assaggiate in varie e diverse preparazioni, che le Cozze dell’AziendaNieddittas” portate in tavola esprimono a pieno il fantastico sapore del Mare della Sardegna.






"Cozze Nieddittas" il Sapore del Mare della Sardegna
(Foto Nieddittas)

Filari di Cozze (Foto Nieddittas)

Separazione delle Cozze dai Filari (Foto Nieddittas)

Consegne Dirette in Tutta Italia
(Foto Nieddittas)

Cous Cous con "Cozze Nieddittas" (Foto Nieddittas)

Fregola con "Cozze Nieddittas" (Foto Nieddittas)

Spaghetti "Cozze Nieddittas" e Bottarga di Muggine

"Cozze Nieddittas" nella Retina Biodegradabile
(Foto Nieddittas)