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venerdì 17 ottobre 2025

“ABALONE GIGANTE” UNA DELIZIA DEL MARE CHE OGGI HA RAGGIUNTO COSTI DECISAMENTE ELEVATI.



 

Il Mare offre alle nostre tavole innumerevoli e meravigliose opportunità gastronomiche, alcune sono più rare di altre e ciò è dovuto in parte ai cambiamenti climatici ma soprattutto all’improvvida tendenza umana di portare allo sfinimento ogni risorsa.

Uno di questi deliziosi frutti, che “Madre Natura” produce in mare, si chiama “Abalone” ed è conosciuto anche come “Orecchio di Mare”, “Orecchio di Venere” o “Patella Reale” per la sua forma particolare.

L’Abalone, il cui nome Scientifico è “Haliotis Tuberculata Lamellosa” è un “mollusco gasteropode marino” a conchiglia rigida appartenente al GenereHaliotis” (Aliotide), l’unico della Famiglia delleHaliotidae”.

Anche un Gioco da Tavolo, inventato in Francia nel 1987, si chiama “Abalone” ma non è commestibile……

Con il termine “gasteropode” (gastèr = stomaco e podòs = piede) gli Antichi Greci ci hanno tramandato la denominazione di esseri che si spostano strisciando sul proprio stomaco.

L’Abalone vive aderendo con forza a scogli e rocce, trai 5 e i 15 metri di profondità, è erbivoro, si nutre di alghe, lattughe di mare, piante coralliformi, trova alimenti anche all’interno delle rocce che sminuzza con i suoi piccolissimi denti cornei.

Le dimensioni dell’Abalone in età adulta sono molto diverse a seconda della tipologia, ne conosciamo circa un centinaio di varianti, e la sua grandezza varia da un minimo di 2/3 cm. fino al più grande (“gigante”) di 50 cm. e più. L’Abalone è un mollusco a conchiglia rigida, di forma ovale, molto larga simile a un orecchio (da ciò ne deriva il nome “Orecchia di Mare”). Sulla conchiglia è presente una fila di fori, gli ultimi dei quali sono aperti: l'ossigeno viene estratto dall'acqua, essa penetra nelle branchie localizzate sotto la conchiglia per poi essere espulsa attraverso i fori.

La parte esterna, ma soprattutto quella interna, madreperlacea, della conchiglia dell’Abalone, nelle sue diverse forme e colori ha bellissime tonalità iridescenti che, principalmente, comprendono il blu, il viola, il rosso e il verde. All’interno la polpa del mollusco è di colora bianco giallastro

L’Abalone si difende grazie alla forza con cui si attacca allo scoglio (o altra roccia), grazie ai due muscoli principali del corpo, tramite il suo piede utilizzando lo stesso principio della “pompa a vuoto”. Il movimento dell’Abalone viene effettuato grazie alla contrazione muscolare del piede che viene spinto in avanti e si fissa alla roccia aderendovi. L'onda di contrazione si espande poi a tutto il corpo e alla fine il mollusco effettua un nuovo "passo". 

Da sottolineare che questo particolare mollusco vive e sopravvive solo in acque assolutamente incontaminate.

La conchiglia dell’Abalone è molto apprezzata anche dai collezionisti e per la fabbricazione di monili e strumenti musicali. Particolarmente caratteristica è la lavorazione, a scopo decorativo, che ne fanno i Maori (Popolo Polinesiano).

L’Abalone è un mollusco a fecondazione esterna, i maschi raggiungono la maturità sessuale a 2 anni di età mentre le femmine la raggiungono a 3 anni: i gameti (cellule sessuali) vengono rilasciati in acqua dove avviene la loro fecondazione dando vita alle uova. Successivamente da quest’ultime escono le “larve trocofore” (ovoidali e trasparenti) che si trasformeranno poi in “veliger” (una larva più sviluppata che presenta già alcuni tratti definiti dell’adulto).

L’Abalone è un mollusco perlifero diffuso in molti Mari e Oceani del Mondo, in particolare lungo le Coste del Mediterraneo, dell’Africa, della Nuova Zelanda, dell’Australia, delle Coste Occidentali dell’America Settentrionale, delle Isole della Manica e del Pacifico. In Italia l’Abalone ha come habitat la Costa Orientale della Sicilia, dove lo chiamano “Occhio di Bue”, e la sua pesca in apnea, molto limitata, avviene alla fine della Primavera e in Estate.

L’Abalone, pescato per millenni, è diventato famoso come prodotto alimentare di élite quando nel 1915 fu presentato al grande pubblico in occasione dell’Esposizione Internazionale Panama-Pacifico, la Fiera Mondiale tenutasi a San Francisco, Stati Uniti, dal 20 Febbraio al 4 Dicembre, per festeggiare il completamento del Canale di Panama avvenuto il 3 Agosto 1914.

L’Abalone è stato pescato nel Mondo, specialmente a partire dagli anni Sessanta, in maniera talmente intensa che ha rischiato di scomparire. Per la sua particolare polpa è una vera delizia per il palato, una prelibatezza da sempre usata nelle Cucine più importanti e ricche. Oltre a ciò, nel Sud-est Asiatico, è ricercatissimo essendo considerato anche un potente afrodisiaco.

Per far fronte alle grandi richieste dei mercati, e scavalcare i numerosi divieti di pesca (messi in atto in buona parte della Terra), dagli anni Novanta, è iniziata, a partire dal Sudafrica, la sperimentazione prima e poi l’avvio di Aziende che praticano l’Acquacoltura Marina (oppure a Terra) per commercializzare l’Abalone. La differenza delle acque dove si coltiva l’Abalone dà alle diverse produzioni una specifica qualità e una differenziazione di tipologie, forme e sapori.

Molte sono le prerogative nutrizionali dell’Abalone: ha un alto contenuto proteico, un alto contenuto di omega-3 ed è anche ricco di minerali (calcio, ferro e magnesio).

Ma il comune denominatore resta l’eccezionale sapore, iodato e delicato, della sua carne, la sua muscolatura, che può essere degustata (dopo una particolare pulitura e spazzolatura) sia cruda che cotta in ogni modo. La polpa tagliata a “lamelle” ha una consistenza soda, decisamente particolare che, unita alla sua scivolosa umidità, ricorda vagamente quella dei pezzi di funghi porcini sott’olio.

Una vera delizia, un’esperienza sensoriale unica, che si può cucinare secondo varie ricette che ci giungono da molte parti del Mondo.

L’Abalone io lo gradisco anche crudo con un pochino di limone ma essendo una polpa molto consistente deve essere piccolo di taglia e affettato molto fine. Se cotto (obbligatoriamente con una cottura lenta) la mia preferenza cade decisamente sul classicissimo ed eccezionale “fritto” (con vari tipi di pastelle), mi entusiasma anche quello al vapore, e quello in umido (preparato secondo ricette Cinesi o Giapponesi) anche accompagnato con vari tipi di funghi.

L’Abalone Gigante, per esempio come quello che si può trovare in Corea del Sud (in particolare all'Isola di Jeju famosa per le sue "Haenyeo" le pescatrici subacquee che praticano questo tipo di pesca da parecchi secoli), lungo le Coste Occidentali del Nord America (in California), in Australia, in Nuova Zelanda e in Giappone, grazie alla sua rarità e alla difficoltà di pesca esclusivamente manuale che contempla anche il rischio della vita dato il pressante pericolo degli squali, ha raggiunto prezzi incredibilmente elevati. L'Abalone Gigante selvatico oggi è diventato un vero e proprio “lusso”, una prelibatezza molto richiesta nell’alta ristorazione ed è uno dei frutti di mare più costosi al Mondo tantoché ha fatto nascere anche un florido mercato di contrabbando.

L’Abalone è decisamente una fascinosa e preziosissima delizia tra le più esclusive per il palato, fortunatamente lo possiamo trovare fresco o congelato anche a prezzi abbordabili grazie ai numerosi allevamenti di qualità sparsi nel Mondo.  

https://www.youtube.com/watch?v=iqZk7WienrQ&t=10s


"Abalone": Un Lusso Esclusivo

"Abalone": Il Gusto del Mare (Foto DuCoq)

Acquacoltura di Abalone

"Abalone": Una Preziosa Delizia  (Foto DuCoq)


giovedì 3 aprile 2025

AL NUOVISSIMO RISTORANTE “KATEI” (家庭) A MILANO I SAPORI TIPICI DELLA PIÙ SINCERA TRADIZIONE GIAPPONESE.




Il Giappone (日本国 - Nihon-koku o Nippon-Koku) è uno Stato Insulare ubicato nell'Asia Orientale, specificatamente si trova nell'Oceano Pacifico. Il Giappone è limitato a Ovest dal Mar del Giappone, a Nord dal Mare di Ochotsk, a Est dall'Oceano Pacifico Settentrionale e a Sud dal Mar Cinese Orientale.

Il Giappone è un Arcipelago per lo più collinare composto da 6.852 Isole di tutte le dimensioni, le cinque più grandi sono: Hokkaidō, Honshū, Kyūshū, Shikoku e Okinawa. Queste cinque Isole da sole rappresentano circa il 97% dei 377.975 chilometri quadrati che sono la superficie terrestre del Giappone. Molte Isole sono montagne che sbucano dal Mare e di queste alcune sono di origine vulcanica. La vetta più alta del Giappone è il Monte Fuji, un Vulcano ancora attivo. La popolazione Giapponese è di oltre 124 milioni di persone, ciò lo rende il Dodicesimo Stato più popoloso del Mondo.

Tra le tantissime Tradizioni Giapponesi super affascinanti, che spaziano in tutti i campi, quella della loro Cucina è sicuramente molto conosciuta nel Mondo.

La Storia della Cucina Giapponese ha inizio nel periodo “Periodo Jōmon” (縄文時代 Jōmon-jidai, che va da circa il 10000 a.C. fino al 300 a.C.): un periodo temporale molto esteso in cui sono esistiti più Popoli e Culture accomunati dall'uso di certe tecniche di produzione come per esempio quella del vasellame. In quel tempo i primi insediamenti basavano la loro alimentazione sul riso e sui frutti di mare.

Secoli dove, per mancanza di documentazione, c’è dell’incertezza sugli specifici esempi di usi alimentari. Dobbiamo arrivare al VII Secolo a.C. con l’inizio della DinastiaYamato” (Dinastia Imperiale Giapponese da cui discende anche l’attuale Imperatore Naruhito) e con l’affermarsi, molti Secoli dopo, della Religione Buddhista (giunta in Giappone dalla Cina e dalla Corea nel VI Secolo) per arrivare a un’idea ben definita e generalizzata di “Cucina Giapponese”. 

Oggi desidero approfondire due tipologie estremamente Tradizionali di Cucina Giapponese: “Robatayaki” e “Sushi”.

Robatayaki” (炉端焼き, traduzione letterale "cottura sul fuoco"), spesso abbreviato in “Robata”   (ろばた), è un metodo di cottura in cui i cibi vengono cotti a velocità variabili sulla carbonella rovente. Tradizionalmente il cibo consiste in una combinazione di bocconcini di pesce e verdure, ma anche di altri tipi di alimenti adatti alla grigliatura. Lo stile di cottura “Robata” è diverso da altre cotture Giapponesi a carbonella in quanto utilizza un’ampia superfice aperta e piatta, come focolare in una sabbiera o su una base rialzata.  

Robatayaki” è uno stile di cucina rurale e secolare nata grazie ai pescatori del Giappone Settentrionale, poi diffusasi in tutta la Nazione. I pescatori di solito si riunivano per mangiare intorno a un’area di cottura e fonte di calore che ovviamente per non incendiare le barche era racchiusa in un contenitore di pietra.

Il primo Ristorante di CucinaRobata” (chiamato proprio "Robata") ha aperto nell’antica Città di SendaiCapoluogo della Prefettura di Miyagi, oggi la Città più grande nella Regione di Tōhoku. Nel 1965 c'erano più di 10.000 Ristoranti di questo tipo in tutto il Paese del Sol Levante.

La parola “Sushi” ((すし o 寿司), scritta in Giapponese con un carattere Cinese che significa letteralmente “acido”, è un tipo di Cucina, oggi famosa internazionalmente, che ha origini antichissime. È nata in Cina ed è stata importata in Giappone da alcuni monaci Buddhisti nel 600 d.C., ed è proprio in Giappone che ha trovato la popolarità, a iniziare dal 1820, grazie a un Cuoco di strada, Hanaya Yohei (1799 - 1858), nella Città di Edo (oggi Tokio).

Per “Sushi” s’intende una serie di coreografiche preparazioni a base di riso bianco (varietà Japonica a grana corta), cotto seguendo regole precise, e poi marinato con aceto di riso, zucchero e sale, unito a pesce o frutti di mare (non sempre crudi), alghe, altri vegetali e uova. Generalmente viene servito in piccole porzioni, appoggiato sul riso, arrotolato in strisce di alghe, disposto in rotoli di riso o inserito in una piccola tasca di “tofu” (caglio di semi di soia). Il tutto si può intingere in vari condimenti e, con “buona volontà”, si può mangiare, con le mani o con le tradizionali bacchette, in un sol boccone.

La “Cucina Sushi” ha varie forme e tipologie, ognuna di esse ha un nome specifico, tra le più famose posso citare: - “Chirashi”, diverse tipologie di pesci crudi, tagliate ad arte, servite in una ciotola di riso “gohan”, cotto con una procedura ad assorbimento d’acqua; - “Donburri”, è come il “Chirashi” ma con una sola tipologia di pesce; - “Futomaki”, arrotolato di “Sushi” con all’interno pezzetti piuttosto grandi; - “Nigiri Sushi”, pezzetti di pesce crudo sistemati su polpettine di riso “gohan” trattate con aceto di riso (per mantenerle compatte) zucchero e sale; - “Gunkan Nigiri”, un particolare tipo di “Nigiri” che contiene gli ingredienti in forma raccolta; - “Hosomaki”, riso arrotolato, in alga “nori” (essiccata con un procedimento manuale molto particolare), con l’aggiunta di un solo ingrediente; - “Sashimi”, alcuni piccoli tranci di pesce, tagliati sottili, che possono essere crudi, cotti o in salamoia; - “Temaki”, un cono di alga “nori” ripieno di riso e vari ingredienti tagliati a bastoncini piccoli e corti; - “Uromaki”, (detto anche California Roll essendo stato inventato, negli anni ottanta, a Los Angeles dallo Chef Ichiro Mashita del RistoranteTokyo Kaikan”), involtino in cui l’alga “nori”, con i vari ingredienti compreso il pesce crudo, è all’interno del riso che può essere semplice o ricoperto di semi di sesamo.

Il Sushi è una tipologia di cibo semplice, essenziale, ma pieno di sapori naturali: l’assoluta semplicità lo conduce alla purezza.

Come molte altre cose del Giappone il “Sushi” non è solo una particolare e difficile Arte Culinaria ma è una vera e propria “filosofia di vita”. Un’apprendista Cuoco passa almeno due anni a strizzare piccoli asciugamani bollenti per la clientela e a buttare il riso nell’acqua. Successivamente deve specializzarsi nelle preparazioni con il suo maestro (Shokunin) per almeno altri tre anni prima di poter esercitare ciò che ha appreso. Ma solo dopo 10 anni può definirsi “Itamae”, uno Chef professionista diSushi”. Per il Cuoco diSushi” anche gli strumenti più usati, i coltelli, sono qualcosa di simile alle spade per i Samurai, tanta è l’amorevole cura con cui, ogni giorno, li tengono pulitissimi e affilatissimi.

Nella CucinaSushi” le preparazioni non devono appagare soltanto il palato ma, necessariamente, devono soddisfare anche la vista, ricreando nel piatto una sorta di “Giardino Zen”, mitico e spettacolare luogo di meditazione dei monaci delle Scuole Buddhiste Giapponesi denominate appunto “Zen”.

Ecco che a Milano ha appena aperto un nuovissimo Locale che racchiude in sé proprio le due tipologie di Cucina Giapponese che vi ho precedentemente raccontato: “Katei 家庭 Robata&Sushi”. 

Il RistoranteKatei 家庭 Robata&Sushi” è ubicato in Via Giovanni Battista Fauchè (una parallela di Corso Sempione) al Civico 11, praticamente a pochi passi da Piazza Gerusalemme, una Zona molto vivace, accogliente, ricca di locali, negozi e palazzi storici.

Katei” fa parte del “MRG Milano Restaurant Group” nato (circa 13 anni fa) grazie al vulcanico Imprenditore Samuele Serra, una realtà importante in costante espansione, capace di soddisfare le esigenze di ogni tipo di clientela. I Ristoranti del Gruppo (a oggi “Katei”, “L’Alchimia”, “Cantina della Vetra”, “Il Cestino”, “Cormorano Isola”, “Cormorano Sempione”, “El Bar del Polo”, “Locanda alla Scala”, “Nautilus Trattoria di Mare”, “Osteria delle Corti”, “Rosso Brera”, “Taverna del Borgo Antico”, “Il Tavolino”) oltre a vantare una posizione in diverse zone centrali di Milano, mantengono ognuno il proprio stile e la propria personalità ben delineata, accomunata però dagli stessi valori: tradizione, ricerca delle materia prime selezionate, cura per i clienti e attenzione per i dettagli.

Il RistoranteKatei 家庭 Robata&Sushi” è nato con la preziosa consulenza del bravissimo Chef Giapponese Masaki Okada, che ha voluto personalizzare per il nuovo Locale una proposta gastronomica il cui cuore fosse rappresentato da piatti più tradizionali, di carne e di pesce, preparati con l’antica tecnica di cottura alla brace “Robata” che riesce perfettamente a esaltare le materie prime cucinate ammantandole con una delicata e gustosa affumicatura.

Masaki Okada è nato in Giapponese a Gifu Capoluogo della Prefettura omonima sull'Isola di Honshū, la Città è famosa per l'artigianato raffinato e per la sua storia animata e combattuta. Le sue prime esperienze lavorative, fatte da giovanissimo, furono proprio nella sua Città, in una Catena di Hotel, dove apprese le basi fondamentali della “Cucina Tradizionale Kaiseki” (l’equivalente della Haute Cuisine Occidentale). Successivamente nella Cucina in un “Ryokan” (tradizionalissima e antichissima tipologia di Locande dove viene offerta la famosa, autentica e sincera “Omotenashi = Ospitalità Giapponese”) Masaki ha lavorato con colui che considera il suo vero Maestro, un uomo di una volta che gli ha trasmesso un prezioso patrimonio di approccio, tecnica e conoscenza: Tomishima. Con lui Masaki Okada ha appreso il totale rispetto, il massimo rigore e l’assoluta applicazione. Masaki ha poi scelto di uscire dai confini del Sol Levante per fare un’esperienza internazionale arrivando in Italia, prima a Bari, poi in Toscana e a Genova per poi stabilirsi a Milano, prima lavorando da “Iyo” con il mio amico Haruo Ichikawa, altro straordinario uomo e Chef, poi in altri due Ristoranti Giapponesi, “Finger’s” e Tomoyoshi Endo”.

Il RistoranteKatei 家庭 Robata&Sushi” di Milano rispecchia alla perfezione il significato Giapponese del suo nomekatei = famiglia”. Infatti l’atmosfera è assolutamente accogliente e intima, tradizionale e raffinata, piacevolmente supportata dai colori caldi e naturali, dai pannelli di carta di riso, dai fiori di ciliegio sospesi nel soffitto, dal grande bancone del Sushi” con gli sgabelli alti, dai tavoli con le poltroncine e dalla scala che conduce al luminoso soppalco con altri tavoli. 

Nel Menu per iniziare si trovano alcuni gustosissimi starters, la maggior parte dei quali sono congeniali per essere condivisi al centro del tavolo, come i “Gyoza” (ravioli di carne), i “Calamari fritti, green chili e lime”, “Pollo Karaage con salsa okonomiyaki, chili e lime”, e i “Tacos con tartare di tonno e avocado”. Nelle ottime preparazioni alla brace (Robata) spiccano i “Cube roll con salsa di soia e sesamo”, il “Galletto miso e zenzero”, lo “Sgombro marinato in modo tradizionale”, lo “Yakitori (spiedini) di pancia di maiale, salsa barbecue Giapponese, spring onion e sesamo bianco”. Nel Sushi invece, suddiviso tra buonissimi “Uramaki”, “Gunkan”, “Nigiri” e “Sashimi” preparati nel bancone a vista già citato, si può degustare “Avocado grill con gambero fritto, avocado scottato, salsa teriyaki e ikura”, “Italia - Giappone con tonno, cetriolo, riso soffiato, spicci burrata, pomodori concause e olio al basilico”, “Scallop roll con salmone, avocado, tartare di capesante, tobiko e mentaiko mayo”. Infine si possono scegliere tipici dolci Giapponesi come i “Mochi” (dolcetti di riso) con differenti farciture e le “Tartellettine di yuzu”.

Presto al “Katei 家庭 Robata&Sushi” verrà implementata anche una proposta dedicata al “Business Lunch” con “Bento box” (la speciale e tipica scatola pranzo d’asporto) e diverse versioni di “Curry rice” oltre a una piacevole e accattivante formula aperitivo, favorita soprattutto nella bella stagione che vedrà l’allestimento anche dell’antistante “Dehors”.

La “Carta delle Bevande” è molto curata e accoglie un buon numero di Etichette di Vino suddivise tra Bianchi, Rossi, Bollicine Italiane e Champagne ma anche e soprattutto un’ottima selezione di Sake e di Cocktail a base di alcolici e super alcolici Giapponesi che possono rappresentare un perfetto inizio di serata o anche un ideale accompagnamento per tutte le portate scelte. Tra questi ci sono sicuramente da segnalare: il “Negroni Katei” (Impact gin Giapponese, Campari e sake invecchiato), il “Katei Passion” (Sake, lime, passion fruit, zafferano syrup), il “Bloody Mary Japanese Style” (Vodka, succo di pomodoro, wasabi, tonkatsu sauce), lo “Spicy Martini” (Sake, vermouth, infuso allo zenzero, cetriolo amazu), e l’“Origami” (Gin, sake yuzu, champagne, lampone e lime).

Al nuovissimo Ristorante Katei 家庭 Robata&Sushidi Milano, un gustoso e accogliente punto di riferimento, troverete i sapori tipici della più sincera tradizione Giapponese.

https://www.kateirestaurant.com/


Ristorante "Katei" a Milano: La Sala (Foto Katei)

Ristorante "Katei" a Milano: Il Soppalco (Foto Katei)

Lo Chef Masaki Okada (Foto Katei)

Ristorante "Katei" a Milano: Gustoso e Accogliente (Foto Katei) 

Antiche Tecniche di Cottura (Foto Katei)

Materie Prime di Grande Qualità (Foto Katei)

I Sapori Tipici della Tradizione Giapponese (Foto Katei)

Una Cucina di Alto Livello (Foto Katei)

Anche Ottimi Cocktail (Foto Katei)

lunedì 1 gennaio 2024

PER I SUOI 140 ANNI ECCO LA DELIZIOSA BOLLICINA LIMITED EDITION DEL MITICO “PECK” DI MILANO.



In Via Spadari al Civico 9, in pieno Centro nella bellissima Città di Milano, proprio a due passi da Piazza del Duomo, c’è “Peck” un Negozio straordinario per l’Enogastronomia di altissima qualità, conosciutissimo in Italia e all’Estero.     

Peck nasce nel lontano 1883 in Via Orefici 2 (vicinissimo alla Sede attuale) grazie all’impegno di Francesco Peck.

In quell’Anno Francesco Peck esperto salumiere proveniente dalla Città di Praga, oggi Capitale della Repubblica Ceca ma al tempo facente parte dell’Impero Austro-Ungarico (1867 - 1919), decise di aprire un Laboratorio per la produzione, e la conseguente vendita al dettaglio, di carni affumicate e salumi di Tradizione Tedesca.

Per alcuni l’intuizione di Francesco Peck poteva sembrare azzardata in una Città molto legata alle specialità alimentari del Territorio Lombardo, e Italiane in genere, ma in breve tempo fu riconosciuta la buona qualità della sua produzione e in pochissimi anni Peck arrivò a produrre anche 3000 Prosciutti e 3000 Lingue di Bue e di Vitello al Mese.

Nel 1890 vennero ampliati e rinnovati i Locali e la produzione di Peck iniziò ad arrivare nelle Famiglie più in vista di Milano, negli Alberghi e nei Ristoranti più importanti, diventò anche fornitore della Casa Reale. Questo grande successo lo portò a essere insignito del Titolo diCavaliere della Corona d’Italia” da Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III di Savoia (1869 - 1947).

Nel 1918 Francesco Peck decise di cedere l’attività a un imprenditore Italiano di larghe vedute: Eliseo Magnaghi.

Eliseo pur mantenendo il nome “Peck” da subito ampliò l’offerta e per tale motivo nel 1920 trasferì la Sede nei Locali più spaziosi di Via Spadari 9 (la sede centrale attuale).

Con la gestione MagnaghiPeck” divenne ancora più famoso specializzandosi anche nella pasta fresca e ripiena e nella preparazione di piatti pronti freddi. Il Locale era frequentato da personaggi famosi, politici e intellettuali, come Gabriele D’Annunzio, Dario Niccodemi, Arnaldo Fraccaroli, Riccardo Bacchelli, Renato Simoni, Orio Vergani e moltissimi altri. Nel 1937 i locali di “Peck” ospitarono il Set del Film di Mario MattioliFelicita Colombo” e il grande successo della coinvolgente commedia contribuì ad accrescere ancor di più la fama del Negozio.

Nel 1956, superati gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) in cui Milano fu colpita duramente dai terribili bombardamenti degli Alleati, l’attività di “Peck” passò ai Fratelli Giovanni e Luigi Grazioli conosciutissimi imprenditori già proprietari di uno dei più famosi Ristoranti della Città. Anche loro furono dei grandi innovatori introducendo nel Negozio una delle prime “Tavole Calde” di Milano, sviluppando la gastronomia d’asporto e l’abitudine al “Panino Gourmet a Pranzo”. Altra novità fu la trasformazione della Cucina in una bella “vetrina” dove la clientela poteva vedere e controllare la preparazione degli alimenti. Un successo dietro l’altro portò i Grazioli ad aprire altri due punti vendita collegati: “La Bottega del Maiale” e “La Casa del Formaggio”.

Nel 1970 i Grazioli cedettero i loro Negozi ai tre Fratelli Stoppani, Angelo, Mario e Remo. Gli Stoppani erano arrivati da Brescia a Milano nel 1956 da semplici commessi, poi erano riusciti ad aprire una buona Salumeria in Via Ponte Vetero non lontano dal Castello Sforzesco.

Martedì Primo Settembre 1970 gli Stoppani iniziarono la loro attività e dopo poco, oltre ai Tre Negozi già esistenti di Peck, aprirono una Rosticceria in Via Cantù e una Bottiglieria in Via Victor Hugo con l’aggiunta di un Ristorante. I Fratelli Stoppani modernizzarono e internazionalizzarono “Peck” grazie anche alla validità delle loro specifiche competenze: Mario esperto di salumi e carni, Remo grande conoscitore di formaggi e Angelo con la sua grande preparazione in campo enologico e dolciario.

Nel 1986Peck” ha inaugurato la collaborazione con il “Gruppo Takashimaya”, una storica e importante catena Giapponese della grande distribuzione nata nel 1831, iniziando ad aprire negozi anche all’estero; oggi solo in Giappone sono più di 20 a cui si aggiungono quelli di Taiwan e Singapore.

Nel 1997 una grande ristrutturazione della Sede di Via Spadari quadruplicò il Negozio portandolo a 3300 mq. su ben tre piani con oltre 1300 mq. di spazio vendita. I super selezionati prodotti che anche oggi si possono trovare si dividono tra le diverse decine di quelli con il Marchio Peck, quelli di famosi produttori esterni di altissima qualità, i cibi di produzione propria e quelli che completano la loro stagionatura da “Peck”.

Al Piano Terra il ricchissimo Reparto Gastronomico, al Piano Interrato l’Enoteca con decine di migliaia di Bottiglie, il meglio della produzione Nazionale e Internazionale. Al Primo Piano la Pasticceria insieme alla Bottega del Caffè e del Tè. Nel 2001 al posto della Rosticceria di Via Cantù è stato aperto il “Peck Italian Bar”. Poi è nato il Ristorante nella Sede di Via Spadari (Piccolo Peck).

Nel Mese di Aprile 2013 il MarchioPeck” è stato rilevato completamente da Pietro Marzotto imprenditore internazionale con una grande esperienza nel settore alimentare. Nel 2011 il Conte Marzotto aveva già acquistato i due terzi della Società.

Successivamente il Negozio Peck in Via Spadari è cresciuto sia negli spazi vendita sia con l’apertura, nel 2013, del Ristorante Al Peck al posto della Sala da Tè del Primo Piano. Nel 2014 è stato inaugurato un Negozio e un Ristorante a Seul in Corea. In anni recentissimi, sempre a Milano, è stato aperto nel quartiere più nuovo e lussuoso il Ristorante Peck CityLife.

Peck CityLife” è stato inaugurato nel Dicembre del 2018 in un grande padiglione “stand-alone” (non collegato ad altro) di ben 300 mq. alla base dei tre avveniristici grattacieli ed è nato secondo un “concept” dichiaratamente poliedrico e polifunzionale grazie alla Gastronomia, al Bistrot Gastronomico, all’Enoteca e al Cocktail Bar. In pochissimo tempo è diventato un punto di riferimento per uno dei Quartieri più attivi e vissuti di Milano.

Nel Mese di Giugno 2019 c’è stata una ulteriore apertura a Milano quella del Negozio di gastronomia di quartiere": Peck Porta Venezia. La nuova attività, ubicata in Via Tommaso Salvini 3 in Zona Porta Venezia, è stata pensata per portare agli abitanti non del Centro Storico le magnifiche specialità della storica Azienda gastronomica.

Nell’Estate 2021 a Forte dei Marmi, la Località Turistico Balneare Toscana più famosa, bella e chic,  della Costa Settentrionale della Provincia di Lucca, in Piazza Guglielmo Marconi al civico 6/E è stato inaugurato un altro  nuovo Negozio: Peck Forte dei Marmi. Il design degli interni è stato affidato allo Studio Vudafieri Saverino Partners che aveva già firmato anche il punto vendita di “Peck CityLife” a Milano.

Oggi il GruppoPeckè guidato dal bravo Pier Leone Marzotto, il più giovane dei Figli del Conte

Peckha una tradizione di ben 140 anni, con i suoi Negozi e i suoi Ristoranti è un vero e proprio imperdibile “Tempio Enogastronomico” in cui si realizzano esperienze senza paragoni, ed è la meta di una numerosissima Clientela Internazionale visto che la sua fama non conosce confini.

Per celebrare l’importantissimo traguardo dei suoi 140 Anni di attività Peck ha deciso di presentare unoSpumante Metodo Classico Pas Dosédi altissima qualità in una specialissimaLimited Edition”.

Il “Metodo Classico” è un processo di produzione del “Vino Spumante” che induce la rifermentazione in bottiglia attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati (Liqueur d’Expédition). Tale Metodo è anche conosciuto come “Tradizionale” o “della Rifermentazione in Bottiglia”. Mentre per “Metodo Classico Pas Dosé” s’intente una tipologia di Spumante dove non viene fatta alcuna aggiunta di zucchero: “Pas Dosé” = “Non Dosato”.

Il nuovo “Spumante Metodo Classico di Peck” ha nell’Etichetta la grande scritta dorata “Peck 140” (1883 - 2023) ed è una bella e preziosa Bottiglia di Spumante. Questo Spumante è realizzato con selezionatissime Uve di Pinot Nero, Vendemmia 2018, provenienti da un vero e proprio “giardino di vigne ad alberello” che hanno una produzione limitata ed estremamente curata in ogni minimo dettaglio. 

Peck 140 Limited Edition” è un Vino Spumante dal profilo intenso, profondo ed elegantemente asciutto, una bottiglia da collezione per i clienti affezionati e non solo che si presta molto all'affinamento in bottiglia.

Non mi resta che augurare a tutti Voi un magnifico, felice e sereno 2024 stappando una deliziosa bollicina come Peck 140del miticoPeck” (la Fabbrica del Buono) di Milano.

https://www.peck.it/

https://www.youtube.com/watch?v=7YXaJH0srMU

https://www.youtube.com/watch?v=VxtIlQxIwz4


"Peck 140 Anni": Spumante Metodo Classico Pas Dosé (Foto Peck)

Una Deliziosa Bollicina..... (Foto Peck)

"Peck 140 Anni": Limited Edition (Foto Peck)

Una Preziosa Bottiglia di Spumante (Foto Peck)

domenica 1 gennaio 2023

IL TÈ UNA GUSTOSA BEVANDA RICCA DI POSITIVE PROPRIETÀ, GRANDI BENEFICI E MAGICO FASCINO ORIENTALE.




Il nome del “” deriva dall’espressione Cinese” (si pronuncia “tei”) del “Dialetto Amoy” (廈門話) originario della Provincia Meridionale del Fujian nella Cina Sudorientale molto simile a quello parlato nell’Isola di Taiwan.

Il “” è una bevanda che consiste in un “Infuso” (immersione in un liquido) o in un “Decotto” (cottura insieme a dell'acqua) ottenuto principalmente dalle foglie della “Camellia Sinensis” (Famiglia Theaceae) una pianta legnosa che oggi viene prevalentemente coltivata in Cina (maggior produttore di “tè” al Mondo), BangladeshPakistanIndiaIndonesiaSri LankaGiappone e Kenya. La raccolta delle foglie avviene tre volte l'anno: in Aprile, al principio dell'Estate e verso la metà dell'Autunno. Una volta raccolte, le foglie di “” vengono trasportate, stipate in grandi gerle, generalmente vicino alle piantagioni, dove sono sottoposte a una serie di trattamenti che le trasformano nel prodotto finito pronto per essere commercializzato o rilavorato.

Tutti i tipi di traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie che poi spesso sono miscelate con spezie, erbe o essenze.

La Storia del” si perde nella notte dei tempi tra un turbinio di leggende e miti prevalentemente di origini Cinesi. Per trovare alcune tracce più sicure bisogna risalire al III Secolo a. C. proprio in Cina dove il “veniva utilizzato a scopo medicinale. Molto probabilmente furono i Monaci Buddhisti a favorirne la diffusione dato che lo utilizzavano come bevanda rituale.

Sempre in Cina sotto la “Dinastia Qin” ( - dal 221 al 206 a.C.) il “” iniziò a essere apprezzato anche per le sue prerogative energetiche e dissetanti. Sotto la successiva “Dinastia Han Occidentale” (西漢 - dal 206 a.C. al 9 d.C.) ebbe inizio la consistente coltivazione delle piante legnose del “”, ma la sua diffusione in Cina non si realizzò fino alla “Dinastia Tang” ( - dal 618 al 907). Proprio sotto la “Dinastia Tang” nel 758 il Letterato e Poeta Lu Yu scrisse il “Cha Jing” ( - Canone del tè) il più antico, il più importante e il più completo trattato al Mondo (tre Libri con 10 Capitoli) sulla coltivazione, la preparazione e l’uso del ”. Questo testo dette un grande e fondamentale impulso alla “cultura del tè” e ne fissò anche la filosofia chiamando in causa gli elementi fondamentali (acqua, fuoco, legno, metallo, terra) che rispecchiano in unatazza di tè l’ordine che governa l’universo.

In questo periodo storico il “” veniva ancora macinato e bollito mentre sotto le successive “Dinastie Song” (del Nord 北宋 e del Sud 南宋 - dal 960 al 1279) le foglie iniziarono a essere polverizzate e il “tè” conobbe un epoca di eccezionale diffusione tanto da essere definital’Età d’oro del tè”. L’uso del “” iniziò a varcare i confini della Cina diffondendosi in Giappone, Corea e Medio Oriente, fino a giungere in Occidente nel XVII Secolo grazie probabilmente ai Portoghesi anche se la prima importazione documentata è dellaCompagnia Olandese delle Indie Orientali” (fondata il 20 Marzo del 1602). 

Il “” contiene “caffeina” (alcaloide stimolante del sistema nervoso centrale), “teanina” (amminoacido psicoattivo), “catechina” (antiossidante), “teobromina” e “teofillina” (due alcaloidi stimolanti) e fluoruri. Gli effetti della bevanda dipendono sia dal tipo di “” usato sia dalle modalità di infusione (temperatura e durata). Un'infusione breve (circa 2 minuti) estrae dalle foglie di “” soprattutto la “caffeina”, mentre un'infusione più lunga (3/5 minuti) estrae anche l’acido tannico che combinandosi con la caffeina ne attenua l’efficacia stimolante.  

In Cina oggi si impiega un Sistema di Classificazione che distingue Sei Tipi Fondamentali di Tè ottenuti con sei diversi processi di lavorazione, denominati in base al colore del prodotto secco o dell'infuso: “Tè Verde” (Lücha 绿), “Tè Giallo” (Huangcha 黄茶), “Tè Nero o Tè Postfermentato” (Heicha 黑茶), “Tè Bianco” (Baicha 白茶), “Tè Verdeazzurro o Blu” (Qingcha 青茶), "Tè Rosso" (Hongcha ). Le Varietà si differenziano per i diversi trattamenti lavorativi che permettono diversi gradi di ossidazione delle foglie, comunemente chiamata "fermentazione": i “Tè Rossi” (detti "Neri" in Occidente) sono Tè fermentati, i “Verdi” sono Tè non fermentati, i “Blu” e “Gialli” sono semifermentati, e i “Neri” sono "postfermentati". I “Tè Bianchi” sono ottenuti dalle gemme e dalle prime foglie con fermentazione parziale.

Una volta essiccato, il “” può essere ulteriormente lavorato per dare vita a “Tè aromatizzati”, “ pressati” e “Tè deteinati”. Il “” ha una gamma molto ampia di aromi: floreale, fruttato, dolce, erbaceo, speziato, legnoso, affumicato, marino, balsamico, oppure un sapore volutamente amaro e astringente. A partire dagli Anni Ottanta del XX Secolo si è commercializzato il "Tè freddo", un prodotto prevalentemente industriale, servito dopo essere stato refrigerato come bevanda rinfrescante.

Recentemente, a fine Anno 2022, un’Azienda Spagnola importante come NutriTiendasi è molto impegnata per diffondere i benefici del consumo giornaliero diattraverso una Campagna ricca di dettagliate informazioni e specifici consigli.

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La Campagna di NutriTienda illustra con precisione le caratteristiche dei tipi principali di “” valorizzando il “re degli infusi” che viene gustato in moltissimi Paesi del Mondo, una bevanda fondamentale per diverse culture e sistemi economici. Un numero infinito di persone bevono ogni giorno una tazza di ” apprezzandolo non solo per il suo gusto ma anche per i suoi molteplici benefici per la salute e la sua ampia varietà di nutrienti che rappresentano una fonte importante di antiossidanti che hanno il compito di combattere i radicali liberi, ossia le molecole che ossidano le cellule e le fanno invecchiare. Una “tazza di tè” al mattino fornisce un grande apporto di energia che dura per molte ore.

Noelia Suarez, Responsabile della Comunicazione di NutriTienda, a supporto dell’intensa Campagna Aziendale a favore dell’uso quotidiano del ”, ha affermato: “Il tè rappresenta un modo per prendersi cura di se stessi con pochi sforzi, contiene pochissime calorie (se non aggiungiamo zucchero o altri alimenti calorici) ed è ricco di polifenoli, che sono particelle antiossidanti, vitamine del gruppo B e un gran numero di minerali come il calcio, il fluoro o il ferro. Esistono moltissime varietà, per cui è quasi impossibile stabilire in maniera inequivocabile che esistono persone che non amano il tè, semplicemente non hanno ancora trovato la varietà perfetta per loro. Noi di NutriTienda raccomandiamo di inserire questa bevanda nella dieta e nella nostra beauty routine, perché aiuta a combattere l’invecchiamento precoce e offre tantissimi altri benefici alla nostra salute”.

Il “” ha profumi inebrianti, colori deliziosi, sapori straordinari, in più nel lontano Oriente viene servito con un rituali unici e originali denominati “Cerimonia del Tè”. Con questa espressione si tende a indicare quelle differenti forme ritualizzate per preparare e quindi degustare la bevanda del “” che vengono praticate in diverse Culture Asiatiche, un'attività culturale spesso meditativo-religiosa. Le varie varianti Nazionali di questa Cerimonia sono state influenzate dalle diverse tipicità dei Territori, in tempi diversi, rispetto a quella originaria della Cina, luogo in cui è nata la cultura del “” e la Cerimonia stessa. Parti integranti delle varie Cerimonie sono gli strumenti, i tempi e i gesti rituali. Tutte le Cerimonie sono chiari simboli che contengono raffinatezza, contentezza spirituale, umiltà, compostezza e semplicità. In Giappone, per esempio, la “Cerimonia del Tè” è un rito antichissimo, tutt’oggi ancora molto praticato, che non si limita al piacere di gustare una calda e buona tazza di “” ma che ha più una connotazione legata alle pratiche di meditazione, introspezione e contemplazione. Si tratta di una Cerimonia molto bella e affascinante, volta alla ricerca della propria essenzialità alla purificazione dello spirito, aspetto fondamentale di quella Disciplina denominataZen” ( Zen è la pronuncia Nipponica del carattere Cinese ) che deriva dall’insieme delle dottrine e dei linguaggi originati, a partire dal IX Secolo, dalle Scuole Buddhiste Giapponesi.

Impossibile non amare il” (la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua) grazie alla ricchezza delle sue proprietà positive ai grandi benefici e al magico fascino orientale.

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"Un Buon Momento" (Foto NutriTienda)  

Varie Tipologie di Tè (Foto NutriTienda)

Il Tè: Impossibile non Amarlo (Foto NutriTienda)

Tè Nero (Foto NutriTienda)

Tè Verde (Foto NutriTienda)

Tè Rosso (Foto NutriTienda)

Tè Freddo (Foto NutriTienda)

Il Tè: Profumi Inebrianti e Colori Deliziosi (Foto NutriTienda) 

Imperdibile una Buona Tazza di Tè (Foto NutriTienda)

Magico Fascino Orientale (Foto NutriTienda)