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martedì 29 aprile 2025

RISTORANTE “FINESTRA BY ITALO BASSI” A BONIFACIO, IN CORSICA, UNA NUOVA BRILLANTE STELLA MICHELIN CON ANIMA ITALIANA.




La Corsica è una bellissima Isola Francese ubicata nel Mar Mediterraneo, amministrativamente è una “Collettività Territoriale Unica” (CTU), nello specifico abbina sia le competenze di una Regione sia quelle di un Dipartimento. La Corsica ha come Capoluogo l’antica Città di Ajaccio e include 2 Dipartimenti, 5 Arrondissement, 52 Cantoni e 360 Comuni.

Il Territorio della Regione coincide praticamente con l’omonima Isola infatti comprende anche solo alcuni isolotti. L’Isola è la quarta per estensione nel Mar Mediterraneo dopo la Sicilia, la Sardegna e Cipro. Il breve tratto di mare denominato le “Bocche di Bonifacio” la separa dalla Sardegna. La Corsica è attraversata da una grande Catena Montuosa, ricca di splendide foreste, che la percorre trasversalmente da nord-ovest a sud-est.

Lo sviluppo costiero dell’Isola è di circa 1200 km., solo 300 dei quali sono costituiti da spiagge più frequenti sulla Costa Orientale. La Corsica si affaccia sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno verso l'Italia e l'Arcipelago Toscano la cui Isola più vicina è “Capraia” distante solo 31 km. dal “Capo Còrso”, il promontorio spesso indicato come “Dito della Corsica” che punta diritto sulla Liguria.

In condizioni di buona visibilità la Corsica si vede chiaramente dall’Italia sia dalla Liguria sia da gran parte della Toscana.

Anche se l’Isola dal 1769 è parte della Francia ha fortissimi legami storici con l'Italia anche in ambito linguistico e culturale.

L’influenza Italiana sulla Corsica è dovuta principalmente ai Secoli in cui la Repubblica Pisana governò l’Isola dal 1073 al 1284, quando fu disastrosamente sconfitta dai Genovesi nella “Battaglia della Meloria” (1284). Successivamente seguì una lunga stagione dettata da un sostanziale vuoto di potere durante il quale Pisa, Genova (Repubbliche Marinare) e il Regno d'Aragona si contesero l'Isola. Nel 1755 vari gruppi indipendentisti si organizzarono in un unico movimento armato che riuscì a realizzare l’indipendenza dell’Isola ma solo per pochi anni visto che nel 1769 fu conquistata definitivamente dalla Francia.

La Corsica è anche super famosa per essere il luogo natale di Napoleone Bonaparte (futuro Imperatore di Francia) nato nel 1769 ad Ajaccio, tre mesi dopo l'invasione militare Francese che segnò la fine della Repubblica Corsa.

All'estremità meridionale della Corsica si trova il piccolo Comune (poco più di 3.000 Abitanti) di Bonifacio ubicato in una posizione naturale del tutto eccezionale tra formazioni calcaree e granitiche dove le scogliere formano un’ampia parete naturale davanti agli Arcipelaghi delle Isole Francesi di Lavezzi e quelle Italiane della Riserva Naturale delle Cerbicali. Il Comune appartiene al Dipartimento della Corsica del Sud ed è il più meridionale della Francia Metropolitana, esclusi quindi i Dipartimenti d'Oltremare. Il Comune di Bonifacio con i suoi 70 km di coste, su cui si aprono anche numerose spiagge con acque cristalline e trasparenti, domina lo splendido sito marino delle “Bocche di Bonifacio” lo stretto di mare che separa la Sardegna dalla Corsica, l'Italia dalla Francia, che nel punto più breve distano circa solo 11 km., e i Comuni di Santa Teresa Gallura e Bonifacio ne delineano i confini.

Il Centro dell’antichissimo Paese di Bonifacio (era già abitato all'incirca 6.500 anni fa) è detto anche la “Città delle Scogliere” in quanto costruito a dominare sia il mare sia una profonda insenatura simile a un piccolo fiordo circondato da pareti in calcare bianco, all'interno delle quali nel tempo sono stati scavati vani di vecchie case e magazzini. Dentro la stretta e seducente baia si trova il Porto, principalmente turistico, dal quale salpano anche i traghetti Internazionali.

La “storia” afferma che il nome venne attribuito alla Cittadina grazie a “Bonifacio II di Toscana”, Conte e Duca di Lucca, Marchese di Toscana e Prefetto della Corsica, che nell'833 rifondò qui un Villaggio, con coloni provenienti dalla Toscana, edificato sulle alte scogliere a picco sul mare e accessibile solo dall'interno del fiordo, diventato successivamente, grazie ai Genovesi, una Fortezza inespugnabile a difesa dalle incursioni dei Pirati Saraceni e non solo.

Nell’Edizione 2025 della “Guida Rossa Michelin Francia”, presentata 31 Marzo 2025 nella bella Città di Metz, Capoluogo del Dipartimento della Mosella, tra i nuovi premiati con la prestigiosissima “Stella Michelin” c’è il Ristorante GastronomicoFinestra by Italo Bassiproprio di Bonifacio.

Italo Bassi è nato Sabato 26 Luglio 1969 in Emilia-Romagna, più precisamente nel Comune Romagnolo di Fusignano in Provincia di Ravenna. Avere sangue Romagnolo era già una solida e favorevole predisposizione a entrare nel mondo della Cucina tantoché ha frequentato, dopo Elementari e Medie a Fusignano, dal 1983 al 1988 l’Istituto Alberghiero StatalePellegrino Artusi” di Riolo Terme (RA) dove si è diplomato. Tra le sue esperienze formative più importanti c’è stata quella al famoso RistoranteTrigabolo” di Argenta (FE) dove sotto la guida del grande Chef Igles Corelli, precursore della sperimentazione in cucina e grande innovatore, ha appreso i fondamenti dell’alta cucina. Dopo una breve ma significativa esperienza a Piacenza presso l’“Antica Osteria del Teatro” da giovanissimo, nel Mese di Febbraio del 1989, ha varcato le porte della mitica “Enoteca Pinchiorridi Firenze dove negli anni, grazie alla sua bravura ha scalato tutti i gradini della scala gerarchica in Cucina.

Nel 1992 per un anno venne mandato da Giorgio Pinchiorri in Giappone a Tokyo per l’apertura del “Enoteca PinchiorriGiapponese come Responsabile di Cucina, contribuendo a far partire lo straordinario successo del Locale. Rientrato da “Pinchorri” a Firenze nei primi mesi del 1993 gli fu affidato ruolo di Primo Chef del Ristorante che da pochi mesi aveva ottenuto dalla “Guida Rossa Michelin” il favoloso riconoscimento della “Terza Stella” (tra il 1995 e il 2003 la Terza Stella fu persa, a causa di un grave incendio che danneggiò gravemente Ristorante e Cantina, ma riconquistata con l’Edizione 2004). Come Chef dell’“Enoteca Pinchiorri”, ai vertici della Cucina Italiana e Mondiale, Italo Bassi ha viaggiato in gran parte del Mondo per promuovere sia la Cucina dell’Enoteca di Firenze sia quella Italiana, facendosi apprezzare oltreché per le sue spiccate capacità professionali anche per quelle umane.

Nel Novembre 2015 Italo Bassi lasciò l’Enoteca Pinchiorri” per dedicarsi all’apertura di un suo Locale in un luogo di villeggiatura in Sardegna semplicemente lussuoso e magico: Porto Cervo, Frazione del Comune di Arzachena in Provincia di Sassari: il “ConFusion Restaurant”.

A dire il vero il “ConFusion” era stato aperto a Verona nel Febbraio 2013, mentre Italo era ancora da “Pinchiorri”, ma successivamente fu deciso il trasferimento puntando sul fantastico contesto di “Porto Cervo” riuscendo ad aprire nel Maggio 2016 un magnifico ed elegantissimo Locale che da subito ha riscosso un grande successo confermato anche dalla “Stella Michelin” arrivata nel 2019.  

Il grande Chef Italo Bassi ha sempre sostenuto di essere un promotore dell'“Eno-gastro-edonismo-sperimentale” dove le sue grandissime capacità ed esperienze si uniscono al più assoluto rigore tecnico al fine di realizzare creazioni ispirate si alla straordinaria Tradizione della Cucina Italiana ma realizzate usando i migliori ingredienti arricchiti con aromi esotici e presentazioni di assoluto pregio.

Dal Mese di Giugno 2020 in aiuto a Italo Bassi è arrivato al ConFusiondi Porto Cervo un giovane e validissimo Chef: Edoardo Menna.

Edoardo è nato, Venerdì 8 Settembre 1995, a Montespertoli storica Cittadina Toscana oggi rientrante nella Città Metropolitana di Firenze. Cresciuto con la buona Cucina Toscana nell’anima e nel palato dopo le Scuole Elementari e le Medie si è iscritto nel 2009 all’Istituto Statale di Istruzione SuperioreF. Enriques” di Castelfiorentino (FI) dove poi si è diplomato nel 2014 come “Tecnico Servizi della Ristorazione”. Tra l’Aprile 2015 e l’Aprile 2018 Edoardo Menna ha fatto una straordinaria esperienza, imparando il rispetto per le materie prime, per il ritmo delle stagioni e per una cucina che parla direttamente al cuore delle persone, accanto a un grande indimenticabile e compianto Maestro, lo ChefStellato Luciano Zazzeri, in uno dei suoi Ristoranti: “La Locanda del Sole” ubicata nel suggestivo e antico Borgo fortificato di Querceto, Frazione del Comune di Montecatini Val di Cecina (PI).

La grande voglia di apprendere di Edoardo lo ha poi portato a varcare i confini Italiani, approdando in due templi assoluti della gastronomia mondiale: prima nella Brigata dello Chef super stellato Alain Ducasse (Ristorante “Ducasse Paris”), il "simbolo sacro della Cucina Francese" contemporanea, e successivamente con Yannick Alléno (Ristorante “Pavillon Ledoyen” a Parigi) lo Chef visionario, anche lui pluristellato, noto per la sua ricerca tecnica e l’eleganza estrema dei suoi piatti. In queste straordinarie esperienze Edoardo ha appreso il rigore, la disciplina e la creatività che oggi definiscono la sua cucina: una sintesi di tecnica, rispetto per le materie prime e una sua specifica identità.

Pur mantenendo il Locale a Porto Cervo nel Marzo del 2023 Italo Bassi ha deciso di aprire un nuovo Locale in Corsica a Bonifacio per iniziare unanuova avventura”. Cosi è stata creata una nuova Società insieme a un notissimo imprenditore del posto Nicolas Panzani (nato a Bonifacio il 29 Gennaio 1981). Grazie a questa valida unione è nato il RistoranteFinestra by Italo Bassi” con al piano terra, scavato nella roccia, il “Bistrot D’Amore”.

Il primo Ristorante gastronomico della spettacolare Cittadella rocciosa di Bonifacio è ubicato al 51 di Quai Jérôme Comparetti, la bella e suggestiva passeggiata che dal grande piazzale parcheggio davanti al Porto Turistico costeggia con negozi e molte altre attività, per un lungo tratto, la sinistra del Porto verso il mare. Il RistoranteFinestra”, il Bistrot e un altro Locale del Gruppo Zani, il vicinissimo RistoranteDa Passano” (è al 53 di Quai Jérôme Comparetti), dal Marzo 2023 hanno come Executive Chef il bravo Edoardo Menna.

Il RistoranteFinestra” (prende il nome proprio dalla grande “finestra ad arco” = “bow window” che offre una vista panoramica mozzafiato sul Porto di Bonifacio) è stato ricavato all’interno di un ex antico cantiere navale Genovese. Grazie all’impegno inventivo del Laboratorio di Architettura Gardera-Pastre il Locale si presenta con un'ambientazione contemporanea, audace e sofisticata, con una meticolosa attenzione ai più piccoli dettagli e un’atmosfera assolutamente accogliente e intima. Lo scafo di una barca rovesciata forma il soffitto completo di albero, vele ed eliche dorate in “oro fino” degli Ateliers Gohard, un grande e maestoso specchio martellato riporta alla suggestione del movimento del mare.

Al RistoranteFinestra Italo Bassi e il suo Executive Chef Edouardo Menna ci trasportano in un universo decisamente contraddistinto dalla multisensorialità, dove il gusto della più alta arte culinaria si fonde magnificamente con il design, l’arte e la natura. Il risultato lascia stupiti.
Le materie prime usate sono eccellenti e spaziano dalle più note eccellenze Italiane fino agli ingredienti akm. zero” come le verdure e i legumi Corsi, il pesce e la carne locale che ogni giorno vengono portati al ristorante da pescatori e piccoli produttori.

Oltre alla scelta alla Carta, dove non mancano proposte per celiaci, per vegetariani e per bambini,  lo Chef Edoardo Menna propone tre Menu (due sono con un diverso numero di portate e uno è stagionale) che danno la possibilità di degustare preparazioni di altissimo livello come: il “Cuore di carciofo cotto alla Giudia (gamberi, animelle di vitello al moscato, cuore morbido di carciofo, vinaigrette ai fiori)”, il “Doppio raviolo con due farciture (burrata e casseruola di faraona con la sua riduzione) il tutto avvolto da una leggera crema di parmigiano e timo fresco”, il “Risotto come una zuppa di scorfano (scorfano, pescato dal  fornitore ufficiale Baptiste Poggi, cotto in brodo di pomodoro, con vongole e cozze)”, la “Triglia a strati (con lardo di Colonnata, copertura croccante, patate novelle, riduzione di cacciucco), l’“Aragosta alla Catalana (tempura all’arancia mezza fritta, condimento alla vaniglia, fragole marinate al basilico, tartare di pomodoro confit)”, la “Passeggiata al Monte Cinto (Brocciu e frutta di stagione)”.

L’antichissimo formaggioBrocciu è una Specialità unica della Corsica, il solo prodotto lattiero dell’Isola a beneficiare dell’A.O.C. (equivalente della D.O.C. Italiana).

La Carta dei Vini è molto ricca, più di 250 Etichette, molte della Corsica e della Francia Metropolitana ma anche Italiane e di altri vocati Paesi del Mondo. Il servizio di “wine pairing” è abbinabile a tutti i Menu.

Il giovane è bravissimo Chef Edoardo Menna è supportato in Cucina da una altrettanto giovane e super efficiente Brigata dove spiccano la talentuosa Pastry Chef (ventinovenne Toscana, di Montepulciano in Provincia di Siena) Maria Elena Cugusi e l’altrettanto brava Sous-chef (ventottenne Campana, di Caserta) Giusy Grillo.

Il RistoranteFinestra by Italo Bassi” è un Locale estremamente accogliente dove lo Chef Edoardo Menna esprime tutta la sua passione per la cucina, per le materie prime di eccellenza lavorate con tecniche raffinate e con una visione di assoluta contemporaneità nel rispetto assoluto della natura e del territorio. Tutto ciò abbinato all’eccellenza dell’ospitalità fanno di questo Ristorante la meta ideale per vivere un’esperienza assolutamente straordinaria.

Ristorante Finestra by Italo Bassi a Bonifacio, in Corsica, una nuova brillanteStella Michelin 2025con anima Italiana.

https://zani-group.com/Finestra-2025/

https://www.youtube.com/watch?v=TWwcQ7Cpe20


Ristorante "Finestra" a Bonifacio (Foto Fx Serafino)

Ristorante "Finestra" a Bonifacio: Una Vista (Foto FX Serafino)

Edoardo Menna e Italo Bassi (Foto Fx Serafino)

 La Giovane Brigata di Cucina (Foto FX Serafino)

Eccellenti Materie Prime (Foto FX Serafino)

Preparazioni di Altissimo Livello (Foto FX Serafino)

Pregevole Cucina Contemporanea (Foto FX Serafino) 

Eleganti Presentazoni (Foto FX Serafino)
 
"Aragosta"..... (Foto Francois Xavier Serafino)

Maestria e Gusto (Foto FX Serafino)

Maria Elena Cugusi, E. Menna e Giusy Grillo (Foto FX Serafino)

Lo Chef Edoardo Menna e Giorgio Dracopulos


lunedì 4 settembre 2023

“CLOS MARFISI LES NUITS BLANCHES 2021” UN MAGNIFICO VERMENTINO DELLA CORSICA RICCO DI POSITIVI SENTORI.




La Corsica è una bellissima Isola Francese ubicata nel Mar Mediterraneo, amministrativamente è una “Collettività Territoriale Unica” (CTU), nello specifico abbina sia le competenze di una Regione sia quelle di un Dipartimento. La Corsica ha come Capoluogo l’antica Città di Ajaccio e include 2 Dipartimenti, 5 Arrondissement, 52 Cantoni e 360 Comuni.

Il Territorio della Regione coincide praticamente con l’omonima Isola infatti comprende anche solo alcuni isolotti. L’Isola è la quarta per estensione nel Mar Mediterraneo dopo la Sicilia, la Sardegna e Cipro. Il breve tratto di mare denominato le “Bocche di Bonifacio” la separa dalla Sardegna. La Corsica è attraversata da una grande Catena Montuosa, ricca di splendide foreste, che la percorre trasversalmente da nord-ovest a sud-est, dividendola in due zone distinte in buona parte da un punto di vista geologico, con prevalenza di rocce cristalline granitiche sul versante a sud e a ponente, e di rocce scistose e zone alluvionali a levante.

Lo sviluppo costiero dell’Isola è di circa 1200 km., solo 300 dei quali sono costituiti da spiagge più frequenti sulla Costa Orientale. La Corsica si affacciata sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno verso l'Italia e l'Arcipelago Toscano la cui Isola più vicina è “Capraia”, distante solo 31 km. dal “Capo Còrso” il promontorio spesso indicato come “Dito della Corsica” che punta diritto sulla Liguria.

Il clima della Corsica è generalmente di “tipo mediterraneo”, con estati calde e secche e inverni miti e piovosi lungo la fascia costiera, più freddi e nevosi sulle montagne dell'interno, in funzione dell'altitudine. Le precipitazioni sono concentrate in autunno e inverno, mentre dal Mese di Giugno, di solito, fino a fine Estate è caratterizzato da una forte siccità con scarsissime possibilità di pioggia. I venti più comuni sono il “Maestrale” da nord-ovest, il “Libeccio” (da sud-ovest) e lo “Scirocco” (da sud-est).

In condizioni di buona visibilità la Corsica si vede dal Litorale Italiano: dalla Liguria a gran parte della Toscana.

Anche se l’Isola dal 1769 è parte della Francia ha fortissimi legami storici con l'Italia anche in ambito linguistico e culturale.

Tracce di popolazioni che vivevano in Corsica risalgono a circa il 9000 a.C. e nei Secoli successivi si ebbero influenze dovute a “invasioni” di genti provenienti dalla Sardegna (IV Millennio a.C.) e da altre zone Costiere del Mediterraneo: Fenici, Greci, Etruschi coalizzati ai Cartaginesi, Siciliani e Romani (nel IV Secolo a.C. il primo tentativo). Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (480) la Corsica fu contesa tra Goti e Vandali. Proprio i Vandali con il Re Genserico se ne assicurarono il pieno controllo fino a quando subentrarono i Bizantini che l’accorparono alla “Prefettura del Pretorio d'Africa”. 

Nei Secoli successivi, anche se nominalmente legata all'Impero Bizantino, l’Isola rimase indifesa e soggetta alle incursioni dei Goti e dei Longobardi, nel 774 Carlo Magno Re dei Franchi conquistò l'Italia Centro-settentrionale assoggettando anche la Corsica.

Sul finire dell'VIII Secolo i Mori iniziarono a sbarcare sull’Isola e le loro incursioni fatte di sanguinosi saccheggi hanno marcato significativamente la Storia dell'Isola. I Mori riuscirono a prendere il controllo quasi totale dell'Isola nell'810 ma solo per un breve periodo.

Nell'828 per tentare di arginare i Mori la difesa dell'Isola fu affidata a Bonifacio IIConte di Lucca e successivamente Marchese di Toscana e Prefetto della Corsica, che condusse una vittoriosa spedizione punitiva direttamente contro i porti Nordafricani. Sulla via del ritorno Bonifacio costruì una Fortezza presso la punta Sud della Corsica, fondando così il nucleo fortificato della Città di Bonifacio, affacciata sullo stretto che separa la Corsica dalla Sardegna (stretto poi battezzato “Bocche di Bonifacio”). La guerra contro i Mori/Saraceni durò ancora molti anni fino al loro definitivo allontanamento dalla Corsica nel 930.

L’influenza Italiana sulla Corsica è dovuta principalmente ai Secoli che seguirono. La Repubblica Pisana governò l’Isola dal 1073 al 1284 quando fu disastrosamente sconfitta dai Genovesi nella “Battaglia della Meloria” (1284). Successivamente segui una lunga stagione dettata da un sostanziale vuoto di potere durante il quale Pisa, Genova (Repubbliche Marinare) e il Regno d'Aragona si contesero l'Isola. La Corsica passò poi sotto gli Aragonesi e dopo varie vicissitudini dal 1401 al 1755 vi fu il lungo periodo del dominio Genovese. Nel 1755 vari gruppi indipendentisti si organizzarono in un unico movimento armato che riuscì a realizzare l’indipendenza dell’Isola ma solo per pochi anni visto che nel 1769 fu conquistata definitivamente dalla Francia.

La Corsica è anche super famosa per essere il luogo natale di Napoleone Bonaparte (futuro Imperatore di Francia) nato nel 1769 ad Ajaccio, tre mesi dopo l'invasione militare Francese contro la Repubblica Corsa.

In Corsica la “Vite” è sempre stata presente fin dalla notte dei tempi ma solo con l’arrivo dei Fenici ne venne favorito lo sviluppo, la coltivazione e il commercio del Vino. La Viticoltura conobbe una grande espansione in Epoca Romana e successivamente sotto la dominazione di Pisa e di Genova che introdussero in Corsica Vitigni come il “Nielluccio” (Sangiovese) e il “Vermentino”.

Grazie alla grande diversità geologica e climatica delle varie zone dell'Isola i Vini prodotti hanno una fortissima tipicità.

Il Vino sull’Isola si produce, in moltissime zone, con oltre 40 varietà d’uva tra cui moltissime autoctone. Oltre alla Denominazione Regionale "Vins de Corse", la Denominazione A.O.C. viene attribuita a otto zone geografiche: AjaccioCalviCoteaux du Cap CorseMuscat du Cap CorseFigariPorto VecchioSartène e Patrimonio.

La Regione Vinicola di “Patrimonio” è una DenominazioneAppellation d'Origine Contrôlée” (A.O.C.) nata nel 1968, ubicata all'estremo Nord della Corsica che si estende dal Golfo di Saint-Florent a ovest di Bastia, che prende il nome dall'omonimo Comune.

La Regione di produzione comprende esclusivamente i Comuni di PatrimonioBarbaggio, San FiorenzoFarinoleOletta, Poggio d'Oletta e Santo Pietro di Tenda, tutti situati nella Microregione denominata “Nebbio”. I Terreni di questa Zona, che si sovrappongono in parte alla Denominazione A.O.C.Muscat du Cap Corse”, sono prevalentemente calcarei con strati di gesso e argilla.

Patrimonio” è senza dubbio una delle Zone Vitivinicole più dinamiche, belle e curate della Corsica; qui i Viticoltori lavorano costantemente nell’assoluto rispetto della biodiversità piantando, per esempio, solo 400 Ettari di vigneti su una superficie disponibile di oltre 4.000 Ettari. Circa la metà dei Vigneti sono di proprietà di due grandi Produttori e l'altra metà è suddivisa tra 30 Coltivatori più piccoli che producono interessantissimi Vini Rossi, Rosati e Bianchi

Nel 2002 la “Denominazione Patrimonioha modificato il proprio Regolamento A.O.C. per quanto riguarda la composizione dei Vini stabilendo che il 90% dei Vini Rossi e il 75% dei Rosati devono essere di Nielluccio” (Sangiovese) con la possibilità di aggiungere altri Vitigni come a “Grenache Noir” (Garnacha Tinta), “Sciaccarello” (Mammolo) e “Malvoisie”, mentre i Vini Bianchi devono essere 100% di Vermentino.

Tra i diversi Piccoli Produttori dellaDenominazione Patrimoniovi voglio parlare di un’Azienda storica e molto interessante: Clos Marfisi.

Il Termine Franceseclos” (recinto) si riferisce a un “vigneto recintato”, prevalentemente da muri di pietra, che proteggono l'uva dai furti e possono migliorare anche il “mesoclima” (l’insieme dei fenomeni climatici che caratterizzano un'area non vasta della superficie terrestre). Spesso anticamente il termine si riferiva ai vigneti dei Monasteri, oggi la parola “clos” viene usata nei nomi anche quando i muri non esistono più intorno alle vigne.

Clos Marfisiè una Tenuta nata nel lontano 1870 ed è rimasta sempre in proprietà della stessa Famiglia. Oggi la “Domaine” ha 15 Ettari Vitati, divisi tra le ProprietàRavagnola”, “Gritole” e “Grotta Di Sole”, ed è amorevolmente condotta dalla Quinta Generazione: Julie Marfisi e suo Fratello Mathieu

Julie (dal 2001) e Mathieu (dal 2014) hanno preso il timone dalle mani del Padre, Touissant Marfisi, ritiratosi per far posto ai Figli. Touissant ha insegnato loro, fin da piccoli, l’amore per la loro terra e tutti i suoi segreti sulle tecniche di vinificazione. Ma anche la loro Madre, Madeleine, benché Architetto, li ha supportati nell’insegnargli tutto sulla gestione amministrativa della Tenuta.

Mathieu, Fratello Maggiore di Julie, dopo aver terminato gli studi alla Scuola Mineraria di Saint-Etienne in Francia, ha lavorato per un certo periodo a Parigi ma nel 2014 ha ottenuto un Diploma Superiore in Enologia ed è rientrato nell’Azienda di Famiglia con sua Sorella.

Vigne e Terreni Calcarei di tipo Collinare di Clos Marfisi” sono curati senza diserbanti, pesticidi o fertilizzanti chimici, per l’aratura vengono usati solo i picconi e la vendemmia è manuale. Anche in Cantinale regole sono stringenti”: la pressatura delle Uve è diretta, da sempre vengono utilizzati lieviti autoctoni per le fermentazioni che sono anche termo regolate in vasche di acciaio inox, la quantità di solforosa immessa è mantenuta al minimo, non si chiarifica e non si filtra. L'affinamento in vasche di cemento o in anfore consente l’ottimale microssigenazione necessaria per migliore la conservazione del Vino evitando eventuali aromi legnosi.

Tale estrema cura ha portano nel 2018 a “Clos Marfisi” la Certificazione Biologica (ECOCERT). Le Vigne sono esclusivamente di “varietà locali”: Niellucciu (Sangiovese), Vermentinu (Vermentino, circa 4 Ettari), Moscato Bianco e Petite Grains.

Tra i vari Vini prodotti dalla Domaine Clos Marfisirecentemente ho avuto il piacere di stappare e degustare una Bottiglia diLes Nuits Blanches 2021”.

Les Nuits Blanches 2021”, Vins de Corse, Patrimonio Appellation d'Origine Contrôlée, 100% Vermentino, 14% Vol., un Vino Bianco Biologico che si contraddistingue alla vista per il colore giallo accattivante e brillante, al naso per i profumi piacevoli e minerali, in bocca manifesta una gradevolissima e fresca sapidità oltre a una gustosa permanenza: decisamente un magnifico Vermentino ricco di positivi sentori.  

In questo sincero Vermentino della Corsica si può sentire quanta passione e attenzione un’Azienda a misura d’uomo comeClos Marfisis’impegna nel realizzarlo grazie anche a un Territorio semplicemente magico.

https://www.facebook.com/closmarfisi

https://www.larvf.com/clos-marfisi,10606,402136.asp


"Clos Marfisi Les Nuits Blanches 2021": Un Magnifico Vermentino
 
"Les Nuits Blanches 2021": Vino Biologico

"Clos Marfisi Les Nuits Blanches 2021"

domenica 27 novembre 2022

“J63” IL BIRRIFICIO AGRICOLO ARTIGIANALE, DI CENAIA (PI), ESPRIME A TUTTO TONDO LE SUE MOLTEPLICI ECCELLENZE.



Prima di parlare di Birra è sempre meglio approfondire la conoscenza dell’Orzo.

L’Orzo è stato il primo cereale coltivato dall’uomo a uso alimentare oltre 10.000 anni a.C. e come alimento si ottiene dalle “cariossidi” (frutti secchi indeiscenti”, cioè frutti che giunti a maturazione non si aprono spontaneamente) di una pianta che si chiama “Hordeum Vulgare”. Questa pianta, appartenente alla Famiglia dellePoaceae” meglio conosciute come “Graminacee”, è stata così denominata dal Medico, Botanico e Naturalista Svedese, Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778), considerato l’ideatore della Classificazione Scientifica Moderna di tutti gli organismi viventi.

Antecedentemente all’Orzo coltivato, l’uomo aveva avuto i primi contatti “alimentari” con l’Orzo SelvaticoHordeum Spontaneum”. Grazie al facile metodo di coltivazione, l’Orzo, è stato un tipo di coltura che ha modificato  profondamente il modo di vivere dei nostri antenati, trasformandoli da cacciatori nomadi ad agricoltori stanziali, favorendo anche la nascita dei primi nuclei abitativi.

L’Orzo essendo ricco di fosforo, potassio, magnesio, vitamina PP, vitamina E, ferro e calcio, ha favorito anche lo sviluppo cerebrale dell’uomo. Grazie all’ingegno l’uomo incominciò a elaborare le prime tecniche agrarie ottenendo un surplus di alimenti che dovevano essere conservati, la conseguenza fu che tutto ciò andava preservato dal deperimento e dall’assalto dei roditori. Una delle soluzioni, che dava maggiori garanzie, fu quella di mettere i grani del raccolto in recipienti colmi di acqua, l’Orzo immerso dava inizio al processo della fermentazione, trasformando l’acqua in un qualcosa che oggi possiamo definire una “rudimentale Birra”.

La Birra è una delle bevande più antiche dell’Umanità. Le prime tracce ci giungono da scritti di origine Medio Orientale di circa 5000 anni fa, ma, dalle prove chimiche fatte su alcuni resti di antichissime ceramiche, si può azzardare a dargli un luogo e una data di nascita in un Territorio che corrisponde, a grandi linee, all’attuale Stato dell’Iran, più di 7000 anni fa. Già i Sumeri (prima popolazione sedentaria al Mondo), che vissero 4000 anni fa sui monti della Mesopotamia, bevevano Birra e la chiamavanoSe-bar-bi-sag” (bevanda che fa vedere chiaro). Questa bevanda dava ai nostri antenati più forza e felicità, rendendoli più pronti ad affrontare la vita terribile di allora: da ciò essi ritennero che in questo ci fosse un qualche intervento divino. Anche gli Egiziani facevano largo uso di Birra ma, nei momenti di carestia, quando tutto l’Orzo veniva destinato all’alimentazione, bevevano il “Vino di palma” che ricavavano dalla linfa zuccherina della pianta.

La Birra non piaceva molto ai Greci che la dileggiavano definendola “Vino d’orzo”, e anche i Romani, pur conoscendola, non né facevano un largo consumo ma la relegavano soprattutto nel campo della cosmesi femminile per la pulizia e il nutrimento della pelle. La Birra, come bevanda, era invece largamente diffusa in tutta le Province dell’Impero Romano. In quei Secoli lontani fu chiamata, soprattutto, Birra, Ale e Cervisia. Il primo appellativo, molto probabilmente, deriva dal LatinoBibere” (bere), mentre il secondo era usato dai popoli nordici e dagli Inglesi, il terzo deriva dal GallicoCerevisia” ed è all’origine di definizioni moderne di Birra come il termine SpagnoloCerveza”. Attraverso i millenni la Birra fu perfezionata e, in tutte le epoche, ebbe grande importanza, fino a raggiungere i nostri giorni in cui ha una posizione di grande prestigio tra le bevande alcoliche.

Oggi il mercato mondiale è in mano alle grandi Multinazionali e a migliaia di Piccoli Produttori. In anni più recenti molti degli appassionati “Homebrewers” (in Inglese coloro che si dedicano alla “Homebrewing”, arte di produrre Birra in casa) in Italiano definiti “Domozimurghi” (dal Latino Domo = Casa e Zimurgo = Colui che pratica la zimurgia o scienza della fermentazione) si sono messi in gioco  commercializzando le loro preparazioni artigianali. 

La Birra Artigianale è un prodotto fresco e genuino, totalmente naturale, non pastorizzato, spesso non filtrato, senza conservanti e prodotto usando una materia prima di primissima scelta. Secondo la definizione più recente dell’Unionbirrai (l’Associazione di categoria dei piccoli Birrifici): “Una Birra Artigianale è cruda, integra e senza aggiunta di conservanti, con un alto contenuto di entusiasmo e creatività. Una Birra prodotta da Artigiani in quantità sempre molto limitate”.

Oggi parliamo di uno specifico Birrificio, inaugurato nel Luglio del 2013, denominatoJ63che è siArtigianalema ancheAgricoloe che ha Sede a Cenaia in Provincia di Pisa.

I “Birrifici Agricolisono si Produttori di Birra  ma anche Agricoltori, con uno strettissimo legame con il proprio Territorio e rappresentano un importante modello di rivitalizzazione delle piccole Città e delle Zone di Campagna. I “Birrifici Agricoli” hanno l’obbligo di sottostare ad alcune regole precise dovendo realizzare Birre con una percentuale, che non può essere inferiore al 51%, di materie prime prodotte in proprio o all'interno di un Consorzio. Mentre i semplici Produttori di Birre Artigianali si possono rifornire ovunque. Ma non è solo una questione di percentuali, infatti un Birrificio Agricolo se vuole aromatizzare le proprie Birre può farlo utilizzando solo prodotti legati al proprio Territorio, inoltre non sono ammessi conservanti di alcun genere e la trasformazione dei cereali può avvenire soltanto con impianti non industriali. 

Per promuovere e tutelare l'attività deiBirrifici Agricoliesiste, dal 2003, il Consorzio Italiano  di Produttori dell’Orzo e della Birra e a garanzia dei Consumatori il Marchio Collettivo di Garanzia di Origine e QualitàBirragricola Italiana”. 

Il Birrificio Agricolo ArtigianaleJ63è ubicato all’interno della Tenuta Torre a Cenaia (Antica Tenuta Pitti) che grazie all’Antico Borgo, ai due Ristoranti (Osteria Agricola Toscana Pitti & Friends e Brew-Pub, Ristorante e Pizzeria J63), al bellissimo giardino, ai laghetti, ai boschi, ai 30 Ettari di Vigne e ai suoi 500 Ettari di Campagna Toscana incontaminata (sono Biologici al 100%) crea una magnifica e suggestiva oasi di pace e tranquillità, ricca anche di gustosi sapori.

La “Tenuta Torre a Cenaia” è il cuore originario dell’odierna Cenaia, una popolosa e dinamica Frazione del Comune di Crespina Lorenzana. L’Antico Borgo della Tenuta, caratterizzato dalla Casa Turrita un tempo parte del più vasto “Castello di Cenaja”, è attestato per la prima volta in un documento del 1068. Il nome Cenaia che sembra derivare dal Latino “Caenum” (Fango/melma) e Cenaja (o Cenaria) avrebbe indicato proprio le Terre paludose ai piedi del Castello, costruito sull’unica zona sopraelevata al riparo dalle acque.

Durante tutto il XIII Secolo il Borgo subì numerosi attacchi a opera delle Truppe Fiorentine che proprio qui si scontravano spesso con le Armate Pisane. Per questo motivo nel 1286 i Pisani scavarono, all’odierno confine nord-orientale della Tenuta, il Fosso Arnonico o della Guerra, nel tentativo di tenere a distanza i nemici. A questa fase risale la definitiva distruzione del Castello di Cenaja. Nell’Alto Medioevo non si hanno notizie precise su chi abitasse e amministrasse il Borgo e i Terreni circostanti, più che verosimile pensare che la Tenuta fosse un presidio strategico Pisano sul “caldo” confine orientale. Allo stesso tempo, era un importante polo economico che, grazie alle vaste terre controllate dalla Casa Turrita, garantiva notevoli rendite e prodotti agricoli, in grado di sostentare gran parte della popolazione locale e cittadina.

La vocazione Vitivinicola della Tenuta risale alla celebre Famiglia Fiorentina dei Pitti, proprietaria delle Terre Cenaiesi fino agli inizi del Ventesimo Secolo. In particolare fu il Conte Robert Pitti (classe 1923) a infondere all’intero Territorio questo carattere distintivo che tutt’oggi lo rende celebre, e per sua decisione Torre a Cenaia ereditò la possibilità di utilizzare sia il nome Pitti che lo Stemma Araldico della Casata, unitamente alla denominazione “Cenaja Antica Proprietà dei Pitti”.

Altri importanti Personaggi hanno segnato successivamente la Storia dalla Tenuta, basti pensare a Otto Ernst-Flick, del quale restano ancora oggi le iniziali sul cancello d’ingresso. Magnate Tedesco di grande spessore internazionale, imprenditore e azionista della Daimler, multinazionale dell’industria automobilistica che annovera tra i propri Marchi anche la Mercedes Benz, segnò per Torre a Cenaia una vera e propria età dell’oro. Durante la sua permanenza, tra le stanze di Villa Valery poteva capitare di imbattersi in figure quali il Cancelliere Tedesco Willy Brandt e Christina Onassis.

Anche il Birrificio Agricolo ArtigianaleJ63ha nel suo nome una particolare Storia. La lettera “J” corrisponde a “Julia”, la giovane martire diventata poi Santa Giulia Patrona di Livorno. Secondo la tradizione, elaborata da una Passio (Parte dei Vangeli in cui è narrata la Passione di Gesù) risalente al VII Secolo, Giulia era una fanciulla Cartaginese che, divenuta schiava, fu venduta a un commerciante di nome Eusebio, il quale ne aveva apprezzato le doti e le virtù dell’animo. Giulia soleva pertanto accompagnare il padrone negli impegni di lavoro e proprio durante un viaggio in Corsica, per ragioni di commercio, fu rapita da un uomo perverso e violento. I seguaci di costui condussero a terra la fanciulla, cercando di indurla a ripudiare la Fede Cristiana. Dato che i loro sforzi si dimostrarono vani, dapprima la sottoposero a torture e flagellazione, quindi la crocifissero. Subito dopo la morte della fanciulla avvennero vari miracoli e i Monaci della vicina Isola di Gorgona, avvisati in sogno dagli Angeli di questa straordinaria vicenda, trasportarono il corpo della martire dalla Corsica alla loro Isola.

Nel racconto della Passio si trovano mescolati elementi di verità con altri frutto della fantasia popolare.

Alcuni documenti più aderenti alla realtà storica ci inducono a pensare che Giulia fu uccisa a Cartagine, vittima della persecuzione verso i Cristiani a opera dell’Imperatore Gaio Messio Quinto Traiano  Decio (201-251). Probabilmente, in quanto Civis Romana, Giulia non subì il supplizio della croce, condanna a quel tempo riservata a chi non possedeva tale status, ma verosimilmente venne decapitata o uccisa con la spada. Quando i Vandali invasero l’Africa (439), distrussero Cartagine e provocarono la fuga di molti Cristiani, le spoglie di Giulia giunsero in Corsica e alcuni secoli dopo, probabilmente nel 763, vennero definitivamente traslate a Brescia per volontà della Moglie e della Figlia di Desiderio, Re dei Longobardi. Si presume che la nave con le spoglie sia approdata proprio al Porto Pisano di allora che era Livorno dove infatti si ha notizia della diffusione fin dal IX Secolo del culto verso la giovane martire. La Festa di S. Giulia, Patrona di Livorno, si celebra il 22 Maggio, giorno in cui, secondo i martirologi, ne sarebbe avvenuto il martirio. Si dice che le spoglie della Santa dirette a Brescia siano passate dall’Antico Borgo di Torre a Cenaia, dove sostarono una notte.

Il “63” è un numero ricorrente nella Storia di Torre a Cenaia e in particolare del Birrificio che oggi ha  come Numero Civico, di Via Livornese a Cenaia (PI), proprio il63” e visto anche che nel 1463 Luca Pitti, antenato dei Conti Pitti di Cenaja, fu nominato Capitano del Popolo acquisendo nello Stemma di Famiglia la Croce Rossa che oggi contraddistingue anche i Prodotti a Marchio Torre a Cenaia.

Il “Birrificio Agricolo Artigianale J63ha Sede nel grande e accogliente Casolare di oltre 600 metri quadrati all’interno della Tenuta. Nel Locale oltre alla zona a vista riservata alla produzione delle Birra si trova anche il “Brew-Pub, Ristorante e Pizzeria”. La Cucina, dotata anche di un Forno a Legna di ultima generazione, si serve in grandissima parte di ingredienti prodotti all’interno della Tenuta o provenienti dal Territorio circostante. In particolare, l’utilizzo di lievito madre, di farine non raffinate del Consorzio Pieve Santa Luce (Pisa) e la lievitazione naturale consentono di ottenere prodotti da forno di altissima qualità, genuini e perfettamente digeribili. Due ampie Sale riservate alla Ristorazione e il grande Parco esterno consentono di organizzare eventi di vario tipo durante tutto l’anno, oltre a concerti di musica live.

Recentemente ho avuto il piacere di pranzare al “Brew-Pub, Ristorante e Pizzeria J63” abbinando al loro gustoso cibo una degustazione delle loro Birre: “JLips” (alta fermentazione, Stile Italian Grape Ale, con Mosto di Uva Vermentino), “JPils” (bassa fermentazione, Stile Pilsner), “JBlanche” (alta fermentazione, Stile Blanche), “JBlonde” (alta fermentazione, Stile Blonde), “JIpa” (alta fermentazione, Stile India Pale Ale), “JRubra” (Dopplebock a bassa fermentazione) e “JBlack” (alta fermentazione, Stile Stout).

L’impostazione di base della Produzione del Birrificio Agricolo ArtigianaleJ63” si ispira allo Stile Belga, sul quale si innestano i caratteri specifici che risaltano grazie all’utilizzo di materie prime straordinarie provenienti dalla Tenuta e dal Territorio circostante. Ho trovato tutte le Birre da loro prodotte, ognuna con le sue specifiche prerogative, delle creazioni uniche che esprimono a tutto tondo piacevoli, nuove e gustosissime sensazioni.

Voglio ringraziare per la grande disponibilità dimostratami le gentilissime Irene Scrò, Responsabile dell’Ospitalità della Tenuta, e Valentina Bernini la Responsabile di Sala del Ristorante.

Qualcuno ha scritto: “Non importa quanto piena è la nostra vita: c’è sempre spazio per una Birra”. A maggior ragione se la Birra è buona, di grande qualità e nasce da una esperta passione come quella delBirrificio Agricolo Artigianale J63di Cenaia (PI).

https://www.j63.it/

https://www.torreacenaia.it/

https://www.youtube.com/watch?v=MdwKm1etySg


"Torre a Cenaia Birrificio J63": Il Logo (Foto TaC)

"Torre a Cenaia": Birrificio J63 Vista Esterna (Foto TaC)

"Birrificio/Ristorante J63" Una Vista Interna (Foto TaC)

"Birrificio Agricolo Artigianale J63" (Foto TaC)

Confezione Regalo (Foto TaC)

"Birrificio J63": Territorio e Passione (Foto TaC)

Valentina Bernini, Giorgio Dracopulos e Irene Scrò