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sabato 8 agosto 2026

TERZA EDIZIONE DI “CHEF PER UN GIORNO A IL NIDO”: UNA MERAVIGLIOSA SERATA TRA CIBO, VINO, MUSICA E STRAORDINARIA PASSIONE PER LA CUCINA.



Una delle Regioni più belle e fascinose d’Italia è certamente la Toscana.

Tra le infinite bellezze che si possono trovare in Toscana c’è la “Costa degli Etruschi” quel lembo di terra, nel territorio continentale della Provincia di Livorno, disteso tra boschi ammantati di salsedine, spiagge dorate, suggestive scogliere e verdi colline punteggiate di antichi Borghi dai vicoli tortuosi e dai panorami mozzafiato. Il mare di questo tratto di Costa ha splendidi fondali ed è popolato da un tesoro di flora e fauna ricchissimo e incredibile. Qui le tartarughe arrivano da lontano per depositare le loro uova sulle spiagge sabbiose e le persone possono praticare ogni tipo di sport acquatico accompagnati da cetacei e delfini.

Il profilo costiero è fascinosamente modellato da dune e tomboli, segnato da scogli, promontori, baie riparate, calette, porti, folte pinete che dal mare vanno a fondersi col verde della macchia mediterranea, in un percorso bellissimo e fascinoso fatto di campi coltivati, filari di viti, ulivi secolari e cipressi in abbondanza. La “Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi” è un fiore all’occhiello con oltre 150 km. di produzioni di altissima qualità apprezzate nel Mondo.

Sulle lussureggianti Colline piccoli e antichi Borghi Medievali con le stradine lastricate in pietra e le romantiche piazze sono racchiuse da mura imponenti dove il tempo è rallentato, scandito solo dal suono dei passi, da quello di una campana, animato da voci e attività umane provenienti anche dalle caratteristiche botteghe artigianali.

Oltre a tutto ciò alla “Costa degli Etruschi” non manca la magia delle calde acque terapeutiche, che sgorgano dalle sue profondità, conosciute fin dall’antichità, prima dagli Etruschi e poi dai Romani: angoli termali, immersi in una natura incontaminata, offrono a corpo e spirito momenti di relax tra vapore, calore e silenti paesaggi.

L’antichissima e colta Civiltà Etrusca ha scelto nel IX secolo a.C. questa terra per fondare “Populonia”, la sua unica Città costiera, le cui tracce sono conservate in un Museo a cielo aperto: dall’acropoli, ai templi, alla città bassa fino al porto, ogni passo tra i suoi resti è un viaggio nella memoria di questo grande popolo. Arte e Cultura, attraverso i Secoli, hanno arricchito ogni lembo di questa Terra, compresa la straordinaria Tradizione Culinaria dal carattere deciso, genuino e creativo.

La “Costa degli Etruschi” comprende 15 fascinosi Borghi, dalle anime diverse ma accumunati dai dolci pendii delle colline affacciate sul mare che salgono verso di loro. Uno di questi Borghi è Rosignano Marittimo.

L’aggettivo “marittimo” nel nome di alcuni Comuni che sorgono non sul mare, bensì nell’entroterra collinare della Costa degli Etruschi, deriva dalla parola LatinaMaritima” che si riferisce a una “regione costiera” o a una "zona di mare". Per molti studiosi, infatti, la denominazione di “Maremma”, la Zona Costiera tra Toscana e Lazio, deriva proprio dal Latino Maritima”.

Rosignano Marittimo (Comune Toscano in Provincia di Livorno con oltre 30.000 Abitanti) è un Borgo Medievale della Maremma Settentrionale storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” e oggi chiamata anche “Maremma Livornese”. Rosignano Marittimo è arroccato su una panoramicissima Collina a 147 m. s.l.m., che domina la Costa degli Etruschi, con il suo Castello, ubicato nel punto più alto, i suoi antichi palazzi, le chiese, gli oratori e le cisterne dal grande valore storico e artistico. Nelle sale del prestigioso Palazzo Bombardieri è ospitato il “Museo Civico Archeologico”, dove è possibile ripercorrere la storia del Comune attraverso testimonianze molto antiche. 

Il Comune di Rosignano Marittimo è composto dal Centro abitato Capoluogo, il Borgo, e sei Frazioni: Castelnuovo della Misericordia, Castiglioncello (notissima e prestigiosa Località Balneare), Gabbro, Nibbiaia, Rosignano Solvay (nota per lo storico Stabilimento chimico “Solvay”) e Vada (altra nota Località Balneare). Il Comune ha tre Stazioni Ferroviarie, sulla Linea Roma-Livorno, e alcuni Porticcioli oltre al moderno e grande “Porto Turistico di Cala de' Medici” con una capacita di circa 650 posti barca.

Uscendo dal Borgo di Rosignano Marittimo, in direzione della Frazione di Castelnuovo della Misericordia, e percorrendo Via Antonio Gramsci, per poco più di un chilometro, si trova sulla sinistra Via di Serragrande, appena imboccata questa strada, che porta al mare, fatti pochi metri a destra c’è una stretta stradina che porta a “Il Nidodi Elena Barsacchi in Località la Tagliola, al Civico 2.

Il Nido” è una accogliente e panoramica struttura, immersa nel verde, dove la Titolare la gentilissima e super affascinante Elena Barsacchi organizza dei piacevoli e imperdibili eventi.

In una bellissima serata di fine Luglio 2026 proprio aIl Nidosi è svolta la Terza Edizione di Chef per un Giorno a Il Nido”.

La passione per la Cucina è un fuoco che arde dentro una moltitudine di persone sia per chi preferisce sedere ai tavoli sia per chi ama stare prevalentemente ai fornelli. “Chef per un Giorno a Il Nido” è una simpatica e “seria” occasione per cimentarsi tra conoscenti e amici che condividono proprio la passione per la Cucina.

La Competizione prevede che ogni Concorrente prepari sul posto una sua ricetta. Oltre a ciò ogni portata deve essere abbinata a un Vino particolare appositamente scelto. Tutto ciò poi passa sotto al giudizio di una qualificata Giuria che deve dare specifiche valutazioni alla “Presentazione”, alla “Tecnica”, al “Gusto” e all’“Abbinamento Vino”. 

Quest’anno la Giuria Presieduta dal mitico Fine Wine Critic Paolo Baracchino era composta dal bravissimo Personal Chef Mino Cosimo Tell, dallo straordinario Maestro macellaio Simone Fracassi, dal notissimo Ristoratore e grande Artista Vincenzo Lipari e dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale.

I Concorrenti di questa Terza Edizione sono stati: Marco Cini, Maurizio Manetti, Camilla Pazzagli, Alessia Pampalon, Massimo Viciani. Arianna Setsu e Walter Rossi.

Sono state valutate dai Giudici le seguenti preparazioni e gli abbinamenti in questo ordine di presentazione:

- Marco Cini - “Crostone de Coubertin”, abbinato a “Prelit 2017” Rosso Venezia Giulia I.G.T., 14% Vol., prodotto dall’Azienda Podversic Damijan;

- Arianna Setzu - “Così è, se vi pare”, Cannolo Siciliano salato abbinato a “Gaudensius” Etna D.O.C., Spumante Brut Metodo Classico, 12% Vol., dell’Azienda Firriato;

- Alessia Pampalon - “Sedano alla Pratese”, abbinato a “Vincent Testulat Champagne”, Demi Sec Carte D’Or Blanc De Noirs, 50% Pinot Noir e 50% Meunier, 12% Vol., dell’Azienda Vincent Testulat;

- Maurizio Manetti - “Zuppetta di moscardini dei 4 Mari”, abbinata a “Melag 2024” Pinot Nero Alto Adige D.O.C., 13,5% Vol., della Cantina San Paolo;

- Walter Rossi - “Panzanella del Conte”, abbinata a “l’archetipo 2024” Vino Bianco, 100% Fiano Minutolo, Vino Biologico, Salento I.G.P., 12% Vol., dell’Azienda l’archetipo;

- Camilla Pazzagli - “Tortelli di patate con sugo di stracotto”, abbinati a “Chianti Classico Podere la Cappella 2023”, Vino Rosso, Chianti Classico D.O.C.G., 15% Vol., prodotto dal Podere La Cappella di Natascia Rossini;

- Massimo Viciani - “Uovo al padellino, patate saltate, ketchup e maionese”, abbinate a “Le Père Jules”, Pommeau de Normandie, 17% Vol., un particolare assemblaggio di Calvados e succhi di mela freschi, prodotto dall’Azienda Francese Le Père Jules.

Durante la gara tutti i partecipanti hanno messo grandissimo impegno nelle preparazioni e in alcuni momenti sono stati anche sinceramente emozionati.

Dopo attenta valutazione della Giuria e un serrato scambio di opinioni, sommati i voti, il Presidente Paolo Baracchino ha dichiarato i Vincitori:

- PRIMO CLASSIFICATO - Alessia Pampalon;

- SECONDO CLASSIFICATO - Arianna Setzu;

- TERZO CLASSIFICATO - Maurizio Manetti.

Ai Vincitori sono stati consegnati dei bellissimi Premi gentilmente offerti dall’ Ottica Paolo Fanucchi (Livorno), da Andrea's 1947 Cashmere (Prato) e dal Ristorante Station Gallery di Castiglioncello (LI)

Il sottoscritto Giorgio Dracopulos ha regalato ai Vincitori una Copia della RivistaOinos - Vivere di Vino”, 

La RivistaOinos”, fondata nel Marzo del 2012, è un semestrale dove sia io che Paolo Baracchino scriviamo. La Rivista è un utile strumento di informazione ma anche un’accattivante fonte di curiosità destinata non solo agli appassionati che racconta con articoli, rubriche di attualità e bellissime foto, tutto ciò che ruota Internazionalmente intorno al Vino, al Turismo e alla Gastronomia.

La bellissima serata è stata allietata con musica dal vivo suonata dal bravissimo Maestro Musicista Salvatore Roberto Diliberti.

La Terza Edizione diChef per un Giorno a Il Nido è stata assolutamente una meravigliosa e divertente serata trascorsa tra cibo, vino, musica e grande passione per la cucina.

https://www.facebook.com/elena.barsacchi.3?locale=it_IT


Giorgio Dracopulos ed Elena Barsacchi

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": I Concorrenti

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": La Giuria

Marco Cini: "Crostone de Coubertin"...

Arianna Setzu: "Così è, se vi pare"... 

Alessia Pampalon: "Sedano alla Pratese"...

 Maurizio Manetti: "Zuppetta di Moscardini"... 

Walter Rossi: "Panzanella del Conte"...

Camilla Pazzaglia: "Tortelli di Patate"... 

Massimo Viciani: "Uovo al padellino"... 

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": I Vincitori


 

sabato 9 agosto 2025

ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE LO SPECIALE “OINOS - EN PRIMEUR BORDEAUX 2023” DEL VALENTE FINE WINE CRITIC PAOLO BARACCHINO.




La Civiltà dell’Antica Grecia (dall’anno 1000 a.C. fino alla conquista Romana nel 146 a.C.) ha segnato in positivo, per la sua straordinaria ricchezza culturale, la Storia dell’umanità sotto tutti i punti di vista. Tra ciò che i Greci ci hanno tramandato vi sono anche le loro tradizioni alimentari e la loro passione per il frutto della pigiatura dell’Uva: Il Vino.

Per loro il Vino era qualcosa di più di una semplice bevanda, era una sentita liturgia sociale, ludica, artistica e religiosa che si riassumeva nella convivialità del “Simposio”.

Il termine stesso Simposio deriva dalle parole Grechesyn” = insieme e “pino” = bere. Molto spesso era un atto collettivo così importante che veniva praticato la sera subito dopo importanti cerimonie, matrimoni e banchetti. Il “nettare degli dei” dei Greci era molto diverso dal Vino che conosciamo, ciò era dovuto soprattutto al clima molto caldo, alla vendemmia tardiva, alle diverse tecniche di vinificazione e di conservazione, all’uso di giare e poi di otri, all’aggiunta di infusi vari, frutta secca, erbe, per non parlare dei loro sistemi di chiarificazione. Tutto ciò rendeva il Vino una bevanda molto densa, sciropposa, estremamente dolce e con un alto grado alcolico. I Greci però conoscevano perfettamente la potenza del loro Vino e ne deprecavano, l’abuso e l’ubriachezza. Per questo motivo usavano tagliarlo con abbondante acqua, a volte anche di mare (in estate vi aggiungevano il ghiaccio derivante dalla conservazione della neve), e accompagnarlo con stuzzichini vari dolci e salati, frutta, miele, formaggi e l’immancabile pane Greco che era alla base della loro alimentazione e che veniva prodotto in moltissime varianti.

Per gli antichi Greci la degustazione di Vini, anche quelli considerati al tempo di alta qualità come il “Pramno” prodotto nell’Isola di Icaria, fatta durante un Simposio era una delle espressioni più nobili della loro Civiltà. Il Vino non solo bevanda, ma in alcuni casi anche medicamento, era un inno alla gioia di vivere, un piacere di cui non si poteva fare a meno: il Vino gli antichi Greci lo chiamavanoOINOS”.

Proprio adottando questo mitico nome, carico di grande fascino e di lunghissima storia, dal Mese di Marzo 2012 è stata pubblicata in Italia un’interessantissima e bella Rivista: “OINOS - Vivere di Vino”. La Rivista, inizialmente Trimestrale e oggi Semestrale, racconta dei fascinosi legami dell’uomo alla terra, il magico mondo dei vignaioli, dell’olio, del turismo, e della cultura enogastronomica Nazionale e Internazionale.

La Rivista è realizzata della modernissima “Casa Editrice C&P Adver/Edizioni Effigi” di Arcidosso, in Provincia di Grosseto, proprietà di Mario Papalini, specializzata in comunicazione, grafica, web ed editoria.

Oinos” ha una Redazione con un Team di conosciutissimi Giornalisti molto bravi ed esperti: Andrea Cappelli (Direttore Responsabile), Alessandro Ercolani (Capo Redattore), Paolo Rubei (Direttore Artistico), Cornelia Miron (in Redazione) e Mario Papalini (Coordinamento Editoriale).

Oltre a loro la Rivista ha anche altri collaboratori molto preparati, nomi del valore come Paolo Baracchino, Alessia Bruchi, Seila Bruschi, Pietro Carluccio, Zeffiro Ciuffoletti, Pasquale Di Lena, Giovanna Focardi Nicita, Giorgio Franci, Mario Fregoni, Riccardo Gabriele, Piero Genta, Andrea Kordi, Giada Sanchini, Danilo Tonon, Jacopo Vagaggini, Chiara Zoppas, Paolo Vagaggini e il sottoscritto Giorgio Dracopulos.

 “Oinos” è magnificamente illustrata con le splendide immagini di un grande professionista come Bruno Bruchi, che nelle sue bellissime fotografie mette oltre a tutta la sua bravura tecnica anche tutta la sua grande passione per l’Enogastronomia.

Il Periodico si presenta molto bene con una veste grafica molto bella, moderna, creativa ed elegante nel suo grande formato 24 x 33 cm., una foliazione media di 230 Pagine a colori, su una bellissima carta patinata lucida, ed è perfettamente rilegato in brossura cucita.

Da pochissimi mesi è uscito un interessantissimoSupplemento Speciale di Oinos - Vivere di Vino”, realizzato e scritto dal Fine Wine Critic Paolo Baracchino, dal TitoloEn Primeur Bordeaux 2023”.

La Francia è il Paese in cui la Cultura Enologica ha una Storia straordinaria e Secolare che ha avuto e ha una grande influenza su tutti gli altri Territori del Mondo dove si produce Vino. Le Zone Vitivinicole Francesi, come Bordeaux, BorgognaValle del Rodano, Valle della Loira, Alsazia e Champagne, grazie alla grande qualità della produzione abbinata alla grande capacità di comunicare tale qualità sui mercati mondiali, sono considerate come modelli di riferimento. Una Tradizione Enologica quella Francese che risale a circa il 600 a.C. quando i Greci fondarono “Massalia” (oggi Marsiglia) e introdussero nel Territorio la coltura della Vite. Successivamente gli antichi Romani dettero grande impulso in queste Terre, e anche in tutto l’Impero, allo sviluppo delle Vigne. Nel Medioevo gli Ordini Monastici Francesi furono gli artefici della prima codifica delle tecniche basilari su cui si basa l’Enologia Moderna e grazie a loro già nel 600 d.C. le Vigne erano diffuse in tutto il Paese.

La qualità dei Vini Francesi, analogamente al sistema in uso in Italia, prevede tre livelli di Denominazione:

- “AOC” (Appellation d’Origine Contrôlée) il livello di qualità più alto e rigoroso del sistema e può comprendere anche delle Sottozone (come in Italia per le “DOCG” e le “DOC”) e dall’Agosto 2009 tale Denominazione ricade sotto l’ombrello della Classificazione Europea come “AOP” (Appellation d’Origine Protégée) analogamente alle “DOP” in Italia;

- “Vin de Pays” il livello analogo alle “IGT” Italiane, dall’Agosto 2009 ricade sotto la Classificazione Europea come “IGP” (Indication Géographique Protégée);

- “Vin de Table” tutti quei Vini che non rientrano, per mancanza o insufficienza di requisiti, nelle categorie superiori, dall’Agosto 2009 tale Categoria è stata rinominataVin de France”.

A seconda poi della Zona di Produzione dei Vini esistono delle altre specifiche menzioni comeChâteau”, “Cru”, “Clos”, che contribuiscono a definire e delimitare il Territorio di Origine dei Vini stessi e di alcune Tipologie.

La “Nuova Aquitania”, la più estesa Regione Amministrativa Francese, è stata istituita, a decorrere dal Primo di Gennaio 2016, accorpando le Regioni di AquitaniaLimosino e Poitou-Charentes. Suddivisa in 12 Dipartimenti ha come Capoluogo la Città di Bordeaux. In questa Regione sono ubicate alcune delle più grandi e importanti Zone Vitivinicole Francesi come Bordeaux, Médoc e Margaux conosciute in tutto il Mondo come le migliori per la produzione di Vini grazie al particolare “Terroir” (Territorio), il complesso sistema ambientale naturale, chimico, fisico e climatico.

L’Imperatore Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III, 1808 - 1873) in occasione della “Exposition Universelle des produits de l’Agriculture, de l’Industrie et des Beaux-Arts” tenutasi a Parigi tra il 15 Maggio e il 15 Novembre 1855, volle redigere un sistema di “Classificazione Ufficialedei migliori Vini del Bordeaux esposti per l’occasione. Un ristretto comitato di esperti e commercianti del settore, dopo aver effettuato una selezione di ottimi Vini,  prendendo anche in considerazione l’alta professionalità degli Château (61 i Castelli catalogati) e i costi di produzione, espresse la Classificazione, che prende il nome dall’anno in cui è stata fatta il 1855, ed è ordinata per importanza dal primo al quinto livello per i Vini Rossi: “Premiers Grands Crus Classés”, “Deuxièmes Crus”, “Troisièmes Crus”, “Quatrièmes Crus”, “Cinquièmes Crus”. Mentre per i Vini Bianchi la Classificazione comprese: “Premier Cru Supérieur”, “Premier Crus”, “Deuxième Crus”.

La Classificazione del 1855 era direttamente proporzionale alla qualità dei Vini, ma oggi è largamente superata dai numerosi cambiamenti che hanno interessato i Terreni coltivati dalle varie Aziende Vitivinicole che nel corso degli anni, si sono espanse, ridotte o divise senza alcuna nuova Classificazione, di conseguenza la suddivisione non risulta più una guida accurata e progressiva del valore e della qualità dei Vini Classificati.

Paolo Baracchino è nato e cresciuto a Livorno dove ha frequentando le Scuole fino alla Superiori successivamente si è trasferito a Firenze dove oggi vive e lavora. Nel 1971 appena diciannovenne, durante una vacanza nella nota Località Turistica MontanaAbetone” in Provincia di Pistoia, arrivò l’amore conoscendo la Fiorentina Sara Gori, diventata poi sua Moglie nel 1980. Nello stesso periodo iniziò anche l’interesse per il Vino. Fino ad allora Paolo era stato astemio anche se il suo Babbo come rappresentanza aveva delle ottime Aziende di Vino. Insieme a Sara, dopo aver frequentato la Facoltà di Giurisprudenza Fiorentina, si sono Laureati. Tra il 1998 e il 2000 Paolo Baracchino ha frequentato tutti e Tre i Corsi della Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) diplomandosi Sommelier.

Nel 2003 Paolo Baracchino è entrato a far parte del “Grand Jury Europeén” (G.J.E.) una prestigiosa Associazione Indipendente Internazionale (senza scopo di lucro) fondata nel 1996 da François Mauss con lo scopo di fornire una classificazione obbiettiva e alternativa del Vino. Dal 2004 ogni anno Paolo è andato in Francia per le Anteprime dei mitici Vini di Bordeaux, pubblicando poi i suoi straordinari giudizi su diverse Testate Specializzate. La sua fama cresciuta negli anni nel Mondo Internazionale del Vino lo ha portato a ricevere numerosi e importanti riconoscimenti. Aubert de Villaine, co-titolare della mitica Azienda VitivinicolaDomaine de La Romanée-Conti” ha definito Paolo Baracchino un “Poète du Vin”.

Paolo Baracchino in trenta anni di attività ha messo insieme anche una strepitosa collezione di Vini.

Ma torniamo alSupplemento Speciale di Oinos - Vivere di Vinodi Paolo Baracchino: “En Primeur Bordeaux 2023”.

"En Primeur" è un termine Francese che indica l'acquisto di Vino ancora in fase di affinamento, imbottigliato o ancora nelle botti, quando mancano mesi o anni prima del rilascio sul mercato. Questo sistema, creato più di 200 anni fa dagli Inglesi faceva parte delle normali pratiche commerciali, particolarmente diffuso nella “Zona di Bordeaux”, permette sia ai Produttori sia ai Négociants (Distributori di Vini) di ottenere liquidità anticipata e ai compratori di assicurarsi vini rari e di ottenere prezzi più vantaggiosi rispetto al prezzo di mercato finale. Ogni anno, nel Mese di Aprile a Bordeaux si apre la “Campagna Primeurs” un Evento Internazionale importantissimo che coinvolge più di 150 mitici Châteaux, che accolgono Giornalisti, Importatori, e Professionisti per degustare i Vini dell’annata presa in considerazione. L’accesso all’Evento è limitato ai Giornalisti più famosi e ai Produttori e Négociants super selezionati che devono essere prima ammessi allaPlace de Bordeaux”, una vera e propria “Borsa del Vino en Primeur” (un complesso sistema di distribuzione agevolato dai “Courtiers = Broker”), la cui origine risale al XIII Secolo.

Il “Supplemento En Primeur Bordeaux 2023” si presenta in un bellissimo formato grande 22 x 32 cm., con 60 Pagine ricche di foto a colori, bellissima la carta patinata lucida e perfetta la rilegatura. Da sottolineare che i Testi sono in Italiano e in Inglese per l’Articolo di Apertura/Introduzione e le Valutazioni dei Vini e in Italiano, Inglese e Francese per la Biografia di Paolo Baracchino

I Vini 2023 valutati (126 Rossi, 24 Bianche e 12 Sauternes) sono tra i più straordinari al Mondo provenendo dai più importanti e mitici Château del Bordeaux. La descrizione dei Vini, fatta con l’ineguagliabile “Stile di Paolo Baracchino”, ci racconta dettagliatamente ed esaustivamente ogni Etichetta degustata fino ai più piccoli particolari, alla fine di ognuna di esse c’è anche il voto espresso in centesimi.

Posso solo aggiungere che ilSupplemento Speciale di Oinos - Vivere di Vino - En Primeur Bordeaux 2023del valente Fine Wine Critic Paolo Baracchino è assolutamente da leggere

https://www.paolobaracchino.com/

https://www.oinosviveredivino.it/


"Speciale Oinos En Primeur Bordeaux 2023"

"Speciale En Primeur Bordeaux 2023": Ricco di Foto 

"Speciale En Primeur Bordeaux 2023": Vini Mitici 
(Foto Paolo Baracchino)

P. Baracchino allo "Châteaux Margaux" con P. Bascaules
(Foto Paolo Baracchino)

Giorgio Dracopulos e Paolo Baracchino


sabato 21 gennaio 2023

“SIENA, LA GRANDE DOLCEZZA” IL NUOVO GOLOSISSIMO E DIVERTENTE LIBRO DI STEFANIA PIANIGIANI.



Un’antica Colonia Romana, fondata probabilmente su un precedente sito Etrusco, all’Epoca dell’Imperatore Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto (63 a.C. - 14 d.C.), è oggi quella straordinaria e meravigliosa Città, immersa nel verdeggiante e collinare paesaggio dell’interno della Toscana, che porta il nome di Siena. La Città è conosciuta in tutto il Mondo per il suo grande patrimonio artistico e culturale, tanto che il suo Centro Storico Medievale è stato riconosciuto nel 1995Patrimonio dell’Umanità” dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (U.N.E.S.C.O.).

Cuore pulsante del Capoluogo è la bellissima Piazza del Campo dove, due volte l’anno, il 2 Luglio e il 16 Agosto, si svolge una della Manifestazioni più coinvolgenti della Tradizione Italiana: il Palio di Siena. Una corsa adrenalinica, molto sentita dai Senesi, dove i cavalli con i fantini che montano a pelo (senza sella) si sfidano per portare al successo la Contrada che rappresentano.

A Siena i piaceri della tavola sono di Casa dato che la ricchissima Cucinadel Territorio ha una lunga storia che ne ha formato la solidissima e gustosissima Tradizione anche dolciaria.   

Dietro a una semplice parola come “Dolce” c’è una lunga storia e un mondo fatto di prodotti, profondamente diversi tra di loro, accomunati esclusivamente dal sapore “dolce”, ottenuto con vari tipi di dolcificanti (zucchero, miele e altri edulcoranti). I “dolci” non hanno una specifica data di nascita ma sono conosciuti da millenni. Il primo cibo dolce, portato alla bocca dai nostri antenati, è stata la frutta e poi il miele prodotto dalle api.

Successivamente tracce di “dolci “ veri e propri, fatti con vari ingredienti,  si ritrovano nella storia dell’Antico Egitto e degli Ebrei, degli Assiri e dei Babilonesi. Gli Antichi Greci poi furono maestri; si dice che ad Atene i forni producessero almeno una cinquantina di tipi diversi di “dolci” ed è credibile visto che allo stesso tempo venivano prodotti almeno cento tipi diversi di pane.

Gli Antichi Romani, che dove arrivavano prendevano il meglio delle società sottomesse, divennero grandi consumatori di dolci.

In tutti questi Popoli Antichi le prelibatezze dolciarie prodotte non solo venivano consumate ma avevano anche un aspetto religioso in quanto venivano “offerte” alle divinità del tempo.

Nel Medioevo, principalmente nei Monasteri, si sviluppò l’arte dolciaria, con la nascita anche della pasticceria secca. In questo periodo ebbero un forte incremento le ricette di dolci con il miele. I Frati e i Monaci allevavano, infatti, le api per la cera delle candele e per tale motivo avevano anche una grande produzione di miele. Miele e candele andavano di pari passo, infatti dal XII Secolo i fabbricanti di candele e i pasticceri stavano nella stessa Corporazione delle Arti e Mestieri.

I Crociati portarono in Europa la canna da zucchero e i contatti, pacifici e non, con il Mondo Mussulmano introdussero l’uso di molte altre spezie e droghe moltiplicando  il numero delle ricette dolciarie. Nacquero anche grandi pasticceri, che lavoravano alle Corti dei Re o dai Nobili più importanti iniziando a elaborare dolci anche di grandissime dimensioni con bellissime presentazioni. Dopo la scoperta dell’America, avvenuta il 12 Ottobre 1492, a opera del Navigatore Italiano Cristoforo Colombo, si aprirono le porte all’arrivo in Europa del cacao, un evento che insieme alla successiva nascita, nel XVII Secolo, della pasta sfoglia, ebbe tali conseguenze positive in campo dolciario che tutt’oggi possiamo apprezzare.

Ecco che in una Città come Siena, come già accennato, grazie proprio alla sua lunga Storia che le Tradizione Dolciarie si sono positivamente sviluppate non solo in ambito Casalingo e Artigianale ma anche in quello Industriale. Basti pensare a un’Azienda come la “Saporiuno dei più antichi Marchi di pasticceria nato nel 1832 grazie al Dott. Virgilio Sapori che diede inizio alla produzione del Panforte fondando a Siena una piccola Officina di Pasticceria. In duecento anni l’Azienda ha saputo tener viva l’antica Tradizione proponendo accanto alle specialità dolciarie tipiche come PanforteRicciarelliCantuccini e   Cavallucci, nuove deliziose bontà di Alta Pasticceria. Purtroppo, nel 2011, come in molti altri casi il “progresso” e l’acquisizione da parte del GruppoColussiha portato via laSaporida Siena.

Da sottolineare che dal 19 Marzo 2010 i “Ricciarelli di Siena” sono stati inseriti nel Registro Comunitario dei Marchi I.G.P., a cui si è aggiunto nel 2013 anche il “Panforte”. Le Tipologie di Dolci Senesi sono moltissime e hanno una propria specificità, una “personalità” che riesce a ricoprire gusti ed  esigenze di tutto l’arco dell’Anno

Ecco che per aiutare tutti noi a districarsi tra così tante delizie è da poco uscito (Novembre 2022) il piacevole e interessante LibroSiena, La Grande Dolcezza - Ricette dei Dolci Tradizionali Senesi di Stefania Pianigiani.

Stefania Pianigiani è nata a Siena ma è cresciuta nella tranquilla Cittadina di Gaiole in Chianti, un piccolo e fascinoso Comune collinare in Provincia di Siena ricco di antiche e bellissime strutture (Castelli, Chiese, Ville, Torri), oggi conosciuto, grazie ai suoi molti pregi, per il forte Turismo Enogastronomico.

Stefania da sempre è grande appassionata difiori e piante”, questo suo amore negli anni si è trasformata in un vero lavoro: la “Giardiniera” che crea giardini e mantiene aiuole, tra i luoghi più belli del Chianti e delle Terre di Siena. Grazie a questi suoi interessi, nel 2009 ha aperto il suo BlogLa Finestra di Stefania”, che tratta di piante e fiori ed è da sempre attento al Territorio e alla sua bellezza. Originaria da una Terra di Vino (un Paradiso per gli appassionati) famosa nel Mondo come il Chianti non poteva che diventare Sommelier A.I.S. e per alcuni anni ha collaborato con il MensileToscana & Chianti News”. Nel 2012 è diventata Giornalista Pubblicista e si è iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Toscana.

Oggi Stefania si divide tra natura, scrittura, fotografia ed enogastronomia: oltre a collaborare con il “Food Magazine Agrodolce” è Coautrice insieme a Sabrina Somigli del Libro di “Appetiti Estremi” edito da Ara Edizioni, ha scritto l'EbookEnogastrogiardinaggio, legami tra piante da giardino, cucina e vino”  per il “Portale del Verde” e ha partecipato al Libro curato da Silvia Ceriegi Giro d'Italia in 70 Picnic”, con il racconto dedicato al “Roseto di Nervi”, per Betti Editrice.

Il nuovo Libro di Stefania Pianigiani Siena, La Grande Dolcezza - Ricette dei Dolci Tradizionali Senesistampato da Betti Editrice, in formato 15x20,5 cm. con brossura e bandelle, si compone di 130 pagine. Dopo una dettagliata e attenta Introduzione Storica dell’Esperta Maura MartellucciStefania Pianigiani ci racconta prima i Dolci e poi le Ricette in un appassionante percorso fatto di una serie infinita di farine, canditi, spezie di ogni tipo, mandorle, noci, pinoli, riso, uva passa, miele:   una vera esplosione di sapori, abilmente mixati anche da formule antiche di Farmacie Senesi.

Dolci unici che con la loro periodicità scandiscono la vita di ogni Senese e non solo: cenci, ciambellini e frittelle di San Giuseppe per Carnevale, schiacciata di Pasqua e corolli per Pasqua, pan co’ santi per celebrare Ognissanti, biscottini Quaresimali, la polenta dolce per Santa Lucia, il tripudio di panforti, ricciarelli, cavallucci, cantucci, torte di Cecco, castagnacci e copate per Natale. Nel Libro di Stefania Pianigiani c’è anche moltissimo altro, per esempio i particolarissimi “migliacci Senesi” che ormai sono molto rari e a causa di “un particolare ingrediente” (visto che del maiale non si butta via niente) sono realizzati solo in Famiglia.

Nelle pagine di “Siena, La Grande Dolcezza” oltre alle antiche Ricette prese dai Ricettari delle Nonne e della Mamma di Stefania troviamo anche racconti ironici, aneddoti e le interviste a chi, ancora oggi, realizza tali prelibatezze nel solco della più autentica Tradizione. Tutto il Libro è illustrato da bellissime e “dolciimmagini.

Il nuovo LibroSiena, La Grande Dolcezzadi Stefania Pianegiani è assolutamente golosissimo e divertente.

https://www.lafinestradistefania.it/

https://www.betti.it/product/siena-la-grande-dolcezza/


Giorgio Dracopulos con il Libro "Siena, La Grande Dolcezza"

"Cenci" (Foto SP)

"Ciambellini" (Foto SP)

"Frittelle" (Foto SP)

Stefania Pianigiani con il Nuovo Libro (Foto SP)

domenica 27 agosto 2017

SEMPLICEMENTE MAGNIFICA LA XXV EDIZIONE DEL CONCORSO GASTRONOMICO INTERNAZIONALE “A TAVOLA SULLA SPIAGGIA 2017”.




Eccoci giunti, in questa Estate 2017, a una tappa estremamente importante per il Concorso Gastronomico InternazionaleA Tavola sulla Spiaggia”: la “XXV Edizione”.

Come sempre l’Evento si è svolto nella Località turistico balneare Toscana più famosa, bella e chic,  della Costa Settentrionale della Provincia di Lucca: Forte dei Marmi.

Qui il mare e la storia s’intrecciano con la signorilità e la raffinatezza. 
L’ampio arenile di sabbia finissima è contornato dalla lunga fila degli attrezzati ed eleganti Stabilimenti Balneari.

Proprio in uno di questi si è svolta la bella Manifestazione, anche quest'anno con “le pieds sur la sable”, al mitico e super accogliente “Bagno Roma di Levante”, proprietà del grande Gherardo Guidi (titolare anche di due Locali super famosi, Bussola e Capannina). 

Giovedì 24 Agosto, a partire dalle ore 20:00, è iniziata la Gara.  
Il giorno successivo, Venerdì 25 Agosto 2017, dalle ore 18:00, presso il prestigiosissimo LocaleLa Capannina” di Forte dei Marmi, si è svolta la Premiazione dei Vincitori.

Il Concorso è nato, nel 1993, da un’idea del Dott. Gianni Mercatali.

Il Fiorentino Gianni Mercatali, che si definisce “un operaio della comunicazione”, in realtà è il titolare dello “Studio Mercatali”; uno studio che rappresenta una delle più autorevoli e moderne espressioni di comunicazione globale. 
Negli anni ha gestito campagne promozionali per i nomi più importanti dell’alta società internazionale e per molti marchi super prestigiosi.

A Tavola sulla Spiaggia” nasce dal connubio tra la sua passione per l’enogastronomia, coltivata da sempre  (ricordo per esempio i dieci anni di esperienza che Gianni ha fatto con il grande Ugo Tognazzi nella gara culinaria, da lui inventata, “L’uomo in Cucina”), e l’amore per le “sabbie nobili” di Forte dei Marmi che, Gianni Mercatali, frequenta da un’intera vita.

A Tavola sulla Spiaggia” è un Evento con cui Gianni Mercatali ha voluto “riscoprire la cucina di casa come messaggio positivo per tutti quei prodotti che rischiano di sparire dai nostri Ristoranti e dalle nostre Trattorie”.
In particolare, anche in questa Edizione, si è voluto mettere a fuoco i temi principali della Gara: “la fattibilità dei cibi da degustare sulla spiaggia”, la tradizione e la filosofia del recupero (non sprecare nulla in Cucina).

Nella competizione “A Tavola sulla Spiaggia” i 12 concorrenti finalisti, persone non professionalmente coinvolte in cucina, per un giorno diventano Chef, proponendo 12 piatti divisi in 4 categorie (3 antipasti, 3 primi, 3 secondi, 3 dolci), che precedentemente hanno cucinato a casa, per creare il “Menu ideale” dell’Estate 2017.

In abbinamento alle portate 11 Vini e un Distillato, d’importanti Aziende Vitivinicole
Quest’anno hanno partecipato: “Eugenio Collavini”, “Bellussi”, “Champagne Perrier Jouet”, “Colle di Bordocheo”, “Val delle Rose”, “Arnaldo Caprai”, “Villa Cerna”, “Belpoggio”, “Tenute Lunelli”,  “Grappa Nonino”.

In rappresentanza della Famiglia Nonino la giovanissima, simpaticissima, dolcissima e bravissima Francesca Bardelli Nonino.

Il servizio Catering è stato curato dall’Azienda FiorentinaGuido Guidi Ricevimenti” che in meno di tre ore ha servito, con la sua super professionale squadra, a 40 giurati le 12 proposte gastronomiche, cambiando in tempi “strettissimi” 480 piatti e per i 12 vini, sostituendo la bellezza di 480 calici da degustazione.

A partire dalle ore 20:00, al “Bagno Roma di Levante”, le due Giurie, si sono impegnate nell’esaminare le varie preparazioni.

Quella Tecnica composta, oltreché da Bruno Murzi, Sindaco di Forte dei Marmi, da super importanti e famosi ChefStellati”(come Gianfranco Vissani, Cristoforo Trapani, Davide Oldani, Enrico Derflingher), da grandi Ristoratori (come Romano Franceschini, Marco Vaiani, Filippo Felice Di Bartola), da enogastronomi (come Davide Paolini, il  “Gastronauta”), e dagli sponsor (come alcuni dei produttori dei Vini e la delegata della Distilleria).

Poi c’erano i due tavoli della Giuria Stampa con moltissimi giornalisti specializzati, esperti del settore (compreso il sottoscritto), oltre a personaggi come l’attrice Corinne Cléry, Alessandro Sallusti il Direttore Responsabile del QuotidianoIl Giornale” e il grande conoscitore di “carni buoneMichelangelo Masoni.

La prima serata si è conclusa con l’acquisizione dei vari punteggi, i convenevoli e gli applausi dei molti presenti.

Il giorno successivo, Venerdì 25 Agosto, a partire dalle ore 18.00, si è svolta la Premiazione a “La Capannina”, nel “Privé”.

Il Premio Comune Forte dei Marmi, lo “Scolapasta d’Argento”, che rappresenta il prestigioso Trofeo della XXV Edizione di “A Tavola sulla Spiaggia”, è stato consegnato, dal Sindaco, di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, alla Vincitrice Silvana Iannaccone
La sua preparazione: “Frittata di Spaghetti” abbinata  al “Cuvée Secrète 2015 di Arnaldo Caprai”. 
A Lei è andato anche il “Premio Harry’s Bar Firenze”.

Lo “Scolapasta d’Argento” è stato realizzato da un’idea di Antonio Petruzzi, Amministratore Delegato della prestigiosa ArgenteriaPetruzzi & Branca” che, con il supporto del design Antonio C. Petruzzi, ha voluto dare, a una così importante Manifestazione un “oggetto” personalizzato e attinente.

Il Premio della Stampa - “Premio La Capannina” e “Premio Euro-Toques Italia” è stato assegnato a Daniela Sprea con le sue “Pesche Spaccatelle del Morianese ripiene di Amaretto e passate al Forno” abbinate alla “Grappa Nonino”.

A seguire, premi per tutti, sotto forma di vini pregiati in magnum, golosità, gadgets, batterie di padelle “Olivella” (la prima padella, 100% Italiana, antiaderente all’olio di oliva), preziosi monili in argento della GioielleriaCassetti”, cene offerte da Ristoranti famosi o “Stellati” come “Filippo Pietrasanta” o “La Magnolia” e il “Lunasia” del Gruppo con a capo Salvatore Madonna.

Alle quattro categorie, sotto indicate, sono andati in Premio anche i “Fine Settimana” per due persone (in uno dei 31 Alberghi, in Italia), offerti dalla Catena AlberghieraUna Hotels”.

Primo Premio della Categoria Antipasti - “Premio Una Hotel”, a Giorgia Granata e Guido Valentini con il piatto: “Parmigiana di Melanzane dell’Orto” abbinato allo "Champagne Perrier-Jouët Blanc de Blancs".

Per la Categoria Primi - “Premio Una Hotel”, a Cristina Montigiani, con Virginia Tommei, per il piatto “Cous Cous di Paranza Versiliana” in abbinamento al Vino Bianco  “Val delle Rose Litorale 2016”.

Per la Categoria Secondi - “Premio Una Hotel”, a Giulia Pardini e Giacomo Turrini che hanno preparato il “Coniglio Fritto” in abbinamento al Vino Rosso “Tenute Lunelli - Tenuta Podernovo Aliotto 2014”.

Per la Categoria Dolci - “Premio Una Hotel”, a Titti Chiarello  con la sua “Torta Semplice” abbinata a “Tenute Lunelli - Ferrari Demi Sec”.

Ma non è finta qui, perché non sono mancati altri simpaticissimi premi.

Il Premio Estetica del Piatto - “Premio Dr. Vranjes”, attribuito da Beba Marsano, Critico d’Arte del Corriere della Sera e di Style, alla bellissima Beatrice Augusta Rossi (la concorrente più giovane), per le sue “Polpette di Lesso Rifatto”, abbinate al Rosso di MontalcinoBelpoggio 2015”.

Premio Forte Magazine” (al piatto che meglio rappresenta Forte dei Marmi) ad Allegra Cristofani e Elena Fontana con i loro “Bomboloni” abbinati a “Eugenio Collavini Verdàc Glaciàt 2009”.

Premio al Miglior Food Design - “Premio popEating”, a Marika Bertolini con il suo “Giro Tonno A.R.” abbinato a Vino Rosso “Villa Cerna Primocolle 2015".

Premio al Piatto più Forchettabile - “Premio Il Forchettiere”, a Ilaria Mugnaini e Sabrina Reali con la loro “Torta d’Erbi della Lunigiana”, abbinata a “Eugenio Collavini Ribolla Gialla Spumante Millesimato 2013”.

Premio al Piatto più Saporito - “Premio Michelangelo Masoni”, a Sara Scalini e Andrea Spadoni con la “Panzanella di pesce” abbinata al “Bellussi Cuvée Prestige Brut 2016”.

Premio Miglior Ricetta della Tradizione - “Premio VKA” (La Vodka Made in Toscana), a Ivo Romagnoli con la sua “Pappa al Pomodoro” abbinata al Vino “Colle di Bordocheo Bianco dell’Oca 2015”.

Alla fine delle Premiazioni, per tutti i numerosi presenti, è stato offerto un ricchissimo Buffet, nell’accogliente dehors a “La Capannina”.

Anche quest’Edizione di “A Tavola sulla Spiaggia”, è stata presentata dall’affascinante e bravissima conduttrice gastronomica della “Rete Televisiva Italia 7”: Annamaria Tossani.

Tutto l’Evento è stata ripreso da importanti emittenti Radio/Televisive.

La XXV Edizione di “A Tavola sulla Spiaggia”, l’originale “talent mondano-enogastronomico” ideato dal grande Gianni Mercatali,  è stata, nella ricorrenza del suo primo “Quarto di Secolo”, semplicemente magnifica.

L’appuntamento è per l’Edizione 2018 che sarà ricchissima di molte interessanti novità.



"Bagno Roma di Levante" a Forte dei Marmi (LU)

"Bagno Roma di Levante" La Piscina

La Giuria Tecnica

La Favolosa Corinne Cléry

"La Capannina " di Forte dei Marmi (LU)

Silvana Iannaccone Premiata da Bruno Murzi

Gianni Mercatali e la Vincitrice Silvana Iannaccone

Daniela Sprea

Giorgia Granata e Guido Valentini

Cristina Montigiani e Virginia Tommei

Giacomo Turrini e Giulia Pardini

Titti Chiarello

Beatrice Augusta Rossi

Elena Fontana e Allegra Cristofani

Marika Bertolini

Sabrina Reali e Ilaria Mugnaini

Andrea Spadoni

Ivo Romagnoli

Foto di Gruppo

Una Vista al Buffet

La Splendida Presentatrice Annamaria Tossani

Francesca Bardelli Nonino e Giorgio Dracopulos