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martedì 11 dicembre 2018

AL MUSEO “PIAGGIO” DI PONTEDERA (PI) LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO DEL GRANDE PAOLO CIOLLI: “PISA DA GUSTARE”.




La nostra Storia inizia con una citazione dall’Archivio dell’Ordine dei Notai di Genova
Il giorno 5 Settembre 1882, nell’austero Studio Notarile di Antonio Mantero, il Cavaliere Enrico Piaggio del fu Giovanbattista, proprietario e negoziante, nato a Quinto al Mare (Quartiere residenziale di Genova) e domiciliato in Genova, acquista dai Fratelli Fiore e Giambattista Valle di Genova, oltreché dalla loro Madre Nicoletta Battaliard, un terreno ortivo di 4.800 mq. al prezzo di 25.000 lire, situato a Sestri Ponente, in località denominata Della Persa”.

Enrico Piaggio sul terreno che aveva acquistato aprì una Segheria.

Con questo atto è iniziata una lunga Storia d’Impresa, giunta fino ai nostri giorni, che, nel giro di pochi anni ha acquisito una notevole rilevanza nella vita socio economica d’Italia.

Nell’Ottobre del 1884 il figlio di Enrico, Rinaldo Piaggio (18641938), appena ventenne, rilevò l’attività paterna e costituì la “Società Rinaldo Piaggio” dedicandosi alla produzione di arredamenti navali. 
Fu un successo immediato e solo tre anni dopo, grazie all’espansione avuta, Rinaldo trasformò l’Impresa in “Piaggio & C.”. 
Passarono gli anni e l’Azienda crebbe dedicandosi anche alla costruzione di carrozze merci e passeggeri per le Ferrovie Italiane.

Una nuova grande svolta per la Piaggio avvenne con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (19141918). 
Grazie alla grande richiesta del mercato l’Azienda si dedicò alla costruzione di proiettili, a quella dei mitici Mas (Motoscafo Armato Silurante) e anche alle costruzioni aeronautiche.  

Negli anni che seguirono, durante il Periodo Fascista, la Piaggio e le altre Società a lei legate costruirono di tutto di più: 
il Treno Reale, i primi innovativi elettrodomestici, gli aerei da caccia e da bombardamento, autocarri, autobus, rimorchi, teleferiche, funicolari, infissi in alluminio fino ad attivare anche la prima compagnia per il trasporto aereo dei passeggeri, la SANA (Società Anonima Navigazione Area).

Nel 1924 venne acquisito, tra gli altri, anche uno stabilimento a Pontedera in Provincia di Pisa, la CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali) che avrà molta importanza per la nostra Storia negli anni successivi.

Nel 1938, con la morte di Rinaldo Piaggio, i Figli si divisero le responsabilità ad Armando gli stabilimenti Liguri e a Enrico quelli Toscani.

Nel 1944 nello Stabilimento di Biella (dove erano stati trasferiti i macchinari di Pontedera per salvarli dai bombardamenti degli Angloamericani) nacque, sotto la supervisione dell’Ingegnere Renzo Spolti, un veicolo a due ruote denominato “Piaggio Paperino” o “Mp 5 Paperino”. 
Un mezzo rivoluzionario per l’epoca, con scocca autoportante, ampio scudo frontale, pedane poggia piedi con tappetini in gomma, ruote di piccolo diametro e con comandi ridotti all’essenziale, solo freno e acceleratore.

Il “Paperino” non entrò mai in produzione, ma nel 1946, dopo la fine della Guerra, negli Stabilimenti di Pontedera, prontamente ricostruiti, il 23 Aprile venne brevettata dall’Ingegnere Corradino D’Ascanio e il 29 Marzo presentata ufficialmente la “Vespa”.

La “Vespa” diventerà negli anni un vero e proprio “mito” venduto a oggi, in tutto il Mondo nelle moltissime versioni, in più di 16 milioni di unità.

Nel 1994 è nata la Fondazione Piaggio che in quanto “Onlus” (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale) si occupa di esaltare il binomio tra impresa e cultura.
Nell’anno 2000 è stato inaugurato il Museo Piaggio, gestito dalla Fondazione, ubicato in una delle parti più antiche e affascinanti del complesso industriale Piaggio di Pontedera

Il Museo, rinnovato e ampliato nell’Aprile 2018, si estende su una superfice di 5.000 metri quadrati per le esposizioni fisse e 340 mq. per quelle temporanee. 
Si possono ammirare  esposti 250 pezzi, di cui moltissimi unici, non solo di vespe e motociclette, ma anche rari esemplari della produzione ferroviaria e aeronautica: 
è il più grande Museo Motociclistico d’Italia.

Il Museo conserva anche il monumentale Archivio Storico Piaggio a partire dagli inizi tardo-ottocenteschi.

Proprio nell’accogliente e spazioso Auditorium del Museo Piaggio, Sabato 17 Novembre 2018, è stato presentato, freschissimo di stampa, il nuovo Libro di Paolo Ciolli
Pisa da gustare”.

Paolo Ciolli è nato al numero civico 161, “al primo piano”, di Borgo San Jacopo, una delle strade più tipiche di Livorno, la bella Città di mare Toscana, in una fredda giornata di Febbraio che portava la data del 14, nell’anno 1949
E’ importante sottolineare “al primo piano”, perché sotto casa c’era la “Pasticceria Gnesi”,  aperta da un solo anno, il 29 Febbraio 1948, da Renzo Gnesi, e quegli straordinari aromi, che si propagavano nell’aria, sono subito penetrati, lasciando il segno, nel respiro dell’appena nato Paolo.
Fin da piccolo si è subito appassionato alla cucina seguendo le preparazioni della sua mamma Anna Maria, della nonna Giuseppina e della zia Amelia.  

A 20 anni, molto giovane, ha iniziato a insegnare educazione fisica alle superiori, l’ha fatto per 30 anni in varie scuole, per 12 anni ha insegnato anche alla super prestigiosa “Accademia Navale di Livorno”; è stato attore recitando in un film, “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nei panni di un cardinale.

La passione per la Cucina è cresciuta col passare degli anni fino a portarlo a diventare un vero e proprio “chef” con la partecipazione anche a diversi concorsi gastronomici come il programma televisivo di Rai 1, “La Prova del Cuoco”, condotto da Antonella Clerici, dove ha vinto con i suoi “Tortelloni al tramonto con zabaione al parmigiano”.

Sempre grazie alla sua grande passione culinaria è diventato anche scrittore pubblicando, dal 2006, libri di successo come “Habemus Pappam” (parafrasando il titolo del film di Moretti), “Il Miracolo della Farina di Ceci - Storie, Luoghi, Personaggi”, “I Pesci della Terrazza”, “La Cicciaccia”, “La Pasticceria a Livorno”, “Il Cacciucco” (Libro uscito anche in lingua Inglese), “Teste e lische caro Napoleone…”, “Livorno la ghiotta - La città e le sue ricette”.

Paolo ha anche, dall’Ottobre 2010, il suo Blog gastronomicoPaolo Ciolli Chef”.
Paolo Ciolli ha condotto anche una simpatica e istruttiva serie di trasmissioni di Cucina su “Granducato TV” che si chiamava “Tutti Chef”.

Il LibroPisa da gustare”, pubblicato da Tagete Edizioni di Pontedera (PI) di Michele Quirici e Valentina Filidei, si presenta molto bene in formato 29,5 x 27,5 cm., con le sue 300 pagine e la bella Copertina, in cartoncino con bandelle, magnificamente illustrata, come del resto tutto il Libro, da un grande ArtistaRenzo Galardini.

Dopo le Introduzioni del Sindaco di Pisa Michele Conti, del Curatore del Libro Nicola Micieli e dell’Autore Paolo Ciolli, seguono otre 250 dettagliate Ricette insieme a storia, commenti e molto altro
Alla fine alcune Note sull’Autore e l’Indice.

Ma torniamo alla presentazione del Libro.

Nel contesto di una giornata dedicata alle “Eccellenze Enogastronomiche del Territorio – Degustazioni, Vendite e Incontri sul Tema del Cibo” che ha visto al Museo Piaggio, a partire dalle 10 del mattino di Sabato 17 Novembre, la presenza di numerose Ditte produttrici, si è svolta nel pomeriggio la Presentazione del Libro in questione.

La Presentazione ha avuto luogo con la conduzione del sottoscritto, Giorgio Dracopulos in qualità di Critico Enogastronomico, e ha visto susseguirsi gli interventi dell’Autore Paolo Ciolli, del Presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola, del Presidente della Strada del Vino Colline Pisane Andrea Acciai, del Curatore del Libro Nicola Miceli, dell’Illustratore Renzo Galardini e di Michele Quirici l’Editore.

Alla fine Paolo Ciolli, in un divertente Show Cooking, ha preparato e ha fatto degustare al numeroso pubblico presente “Il Bordatino alla Pisana” anche in una specialissima versione arricchita dal prezioso “Tartufo Bianco di San Miniato”.
Poi, mentre venivano distribuite una serie di dolci delizie preparate sempre da Paolo Ciolli, l’autore si è dedicato alle relazioni con il pubblico e alle numerose dediche, sui libri venduti, che gli sono state richieste.
Per concludere c’è stato un brindisi finale e un buffet offerto dalla Fondazione Piaggio.

Nel ricco contesto del Museo Piaggio di Pontedera (PI), in un ambiente accogliente e pieno di fascino, la Presentazione del nuovo bellissimo LibroPisa da gustare” del grande Paolo Ciolli è stata certamente un successo.



L'Ingresso del Museo Piaggio (Foto Bartolotti)

1944 - Il Piaggio Paperino

1946 - La Prima Vespa

Una Vista della Nuova Ala del Museo Piaggio

Museo e Dintorni del 17 Novembre 2018

Museo e Dintorni - Le Ditte Partecipanti

Il Programma

L'Auditorium

Tagete Edizioni - Michele Quirici e Valentina Filidei

La Presentazione del Libro

Lo Show Cooking (Foto Bartolotti)

Bordatino alla Pisana con Tartufo Bianco

Dolci Delizie

martedì 2 ottobre 2018

AZIENDA VITIVINICOLA “BULICHELLA” A SUVERETO (LI): L’AVVINCENTE E STRAORDINARIA STORIA, TRA MOTORI E VINO, DI HIDEYUKI MIYAKAWA.




Il Giappone non è soltanto un popoloso Stato Insulare dell’Asia Orientale formato da 6.852 Isole bagnate dall’Oceano Pacifico, ma è anche un fantastico Mondo che solo parzialmente si evince dall’altro nome che gli si attribuisce: il “Paese del Sol Levante”.
Il Giappone ha un fascino particolarissimo che gli deriva da una lunghissima Storia che si perde parecchi secoli avanti Cristo e che fino ai nostri giorni ha tramandato una cultura magnifica ed estremamente seducente.

La nostra Storia inizia proprio in Giappone quando, nella Città di Maebashi, ubicata nella Prefettura di Gunma, distante circa 120 Km. da Tokyo, nasce, Domenica 6 Giugno 1937, Hideyuki Miyakawa.

Fin da giovanissimo, dopo aver superato l’atmosfera dei terribili avvenimenti “atomici” che martoriarono il Giappone sul finire della Seconda Guerra Mondiale, nell’Agosto del 1945, e le conseguenze drammatiche della resa, Hideyuki manifestò grande interesse per i motori, in particolare per le motociclette.

Nel 1960, all’età di 22 anni, era già un motociclista esperto e preso dalla smania di girare il Mondo è partito, insieme a un suo carissimo amico, a cavallo di una moto Yamaguchi 125 cc. bicilindrica con motore due tempi.

Il “due tempi”, semplificando, si può dire che è un tipo di motore senza valvole di scarico, inventato nel 1879, ha iniziato a prendere piede nel mondo delle due ruote, grazie anche alla sua apparente semplicità meccanica, agli inizi degli Anni 50.

La “Yamaguchi” era un’Azienda che ha prodotto motociclette, in Giappone, tra il 1955 e il 1963; le sue moto montavano motori prodotti dalla DittaHodaka” dei Fratelli Oishi
La “Yamaguchi” ebbe un certo successo Internazionale nel 1961 quando, accordandosi con la Ditta AmericanaPacific Basin Trading Company” (PABATCO), che aveva Sede in Oregon, riuscì ad aprire 480 Concessionarie negli Stati Uniti.

Hideyuki Miyakawa partì dal Giappone e, non potendo inoltrarsi in Cina a causa delle troppo vicine ferite aperte dalla guerra in quei Territori, sbarcò in India e da li proseguì attraverso il Pakistan fino a giungere in Persia che dal 1935 si chiama anche Iran.

A questo punto del racconto, parlando di Iran, mi ritornano in mente anche a me molti bellissimi ricordi di quei tempi, infatti anch’io, alcuni anni dopo, nel 1973, sono stato per un lungo periodo in Persia.

Hideyuki arriva, dopo aver attraversato molte altre Nazioni, a Roma proprio per l’inizio delle Olimpiadi
I Giochi della XVII Olimpiade si tennero nella Capitale d’Italia dal 25 Agosto all’11 Settembre del 1960.

Dopo un così lungo viaggio Hideyuki Miyakawa dovette affrontare un problema piuttosto impellente: la fine dei soldi con cui era partito. 
Attraverso un conoscente dell’Ambasciata Giapponese di Roma è entrato in contatto con il Giornale Nipponico, specializzato in motori, “Car Graphic” e ne è diventato reporter/corrispondente estero. Con tale qualifica ha iniziato a girare per le Mostre Internazionali Europee di Auto.

Alla Quarantaduesima Edizione del Salone dell’Automobile di Torino, tenutasi tra il 3 e il 13 Novembre del 1960, sono avvenuti gli eventi che hanno dato una svolta alla vita di Hideyuki

Conobbe e si innamorò di Maria Luisa Bassano, una giovane studentessa che era in procinto di partire, per un anno di studi, proprio per il Giappone
Nel 1962 Maria Luisa e Hideyuki convolarono a nozze. 
Al Salone Hideyuki entrò in contatto anche con Giorgetto Giugiaro divenendone successivamente suo socio nell’Azienda Italdesign.

L’AziendaItaldesign Giugiaro”, un centro servizi per il mondo dell’auto impegnata nella realizzazione di studi stilistici e soluzioni ingegneristiche, fu fondata a Torino, il 13 Febbraio 1968, dal mitico imprenditore Giorgetto Giugiaro (Classe 1938) e da Aldo Mantovani con il nome originario di “Società Italiana Realizzazioni Prototipi S.p.A.” (SIRP).  

Negli anni successivi Hideyuki Miyakawa è diventato un imprenditore di grande successo in campo automobilistico Internazionale e uno dei principali fautori del successo del design Italiano in Giappone
Non solo, ma anche nel mondo sportivo delle corse motociclistiche ha affermato la sua indubbia professionalità in Team come quello della Suzuki e della Yamaha.

Le sue frequentazioni e collaborazioni hanno avuto nomi mitici, tra i tantissimi, quelli di Enzo Ferrari, Giacinto Ghia e Nuccio Bertone.

Nel 1983 la Famiglia Miyakawa, insieme ad altre tre famiglie di varia estrazione e nazionalità, ha fatto nascere, nello Storico Comune di Suvereto in Provincia di Livorno, l’Azienda AgricolaBulichella”. 
Un progetto super innovativo per l’Epoca, in quanto veniva creata un’Oasi di Agricoltura Biologica (non per moda ma per consapevolezza) dove far crescere i figli nel rispetto dell’ambiente e della natura.

Nel 1992 Hideyuki Miyakawa e Maria Luisa Bassano si sono trasferiti, da Torino, in pianta stabile nell’Azienda di Suvereto.

Nel 1999 la Famiglia Miyakawa è diventata l’unica proprietaria rilevando tutte le quote di “Bulichella”, una scelta fatta per incentivare la crescita anche con una visione imprenditoriale più decisa. 

Oggi questa straordinaria Famiglia è composta da sette tra figli e figlie, tra cui tre adottati da Paesi come l’Italia, Corea e India, oltre a quattordici nipoti.

Nel 2003, purtroppo, la signora Maria Luisa Bassano, è deceduta, ma Hideyuki Miyakawa non si è arreso e ha continuato a lottare per la sua numerosa Famiglia anche con un nuovo matrimonio.

Hideyuki ha messo, come sempre, tutte le sue straordinarie capacità anche nel Mondo del Vino, non solo dando alla sua Azienda uno sviluppo decisamente importante ma diventando anche Presidente del “Consorzio dei Vini D.O.C. della Val di Cornia”. 
Durante questo periodo si è battuto fortemente perché i Vini del Territorio ottenessero la D.O.C.G, un obbiettivo, raggiunto nel 2012, che ha accresciuto l’immagine non solo dei Vini ma anche di Suvereto e della Val di Cornia.

Il grande impegno che Hideyuki Miyakawa ha messo in tutto ciò che ha fatto gli ha anche portato l’Onorificenza di “Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana” conferitagli nel 2007 dal Presidente della Repubblica di allora Giorgio Napolitano.

Tutta la sua vita fuori del comune Hideyuki l’ha anche raccontata in un interessantissimo e recente Libro (finito di stampare il 18 Agosto 2017) in lingua Giapponese, corredato dalle sue foto ricordo più care, dal titolo “50 Anni di Italdesign con Giorgetto Giugiaro”. 

Ma veniamo all’AziendaBulichella” splendidamente ubicata, a 2 km. da Suvereto, in collina con vista Mare e con davanti il “Montepeloso”, importantissimo per gli effetti climatici positivi sulle loro vigne.

L’Azienda con la Certificazione Biologica ICEA di tutti i suoi prodotti garantisce l’attenzione e il rispetto messo nelle loro qualificate lavorazioni. 
In totale 42 Ettari di cui 17 di Vigneti e 10 di Oliveti con circa 1600 piante da cui si estrae il loro Olio Extravergine di Oliva, un laghetto, l’orto con frutteto, i verdeggianti boschi e l’accogliente Agriturismo.

Nei Vigneti troviamo vitigni di Vermentino, Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Aleatico e Viognier.

La Cantina attuale, dotata di ogni attrezzatura necessaria, è stata edificata nel 1997 e aggiornata nel 2001
Da notare, per non smentire la passione di Hideyuki Miyakawa per le auto, che all’ingresso della “Barricaia” c’è una rarissima e bellissima Jaguar Mk IV del 1942.

Bulichellaproduce i seguenti Vini: “Hide Toscana Syrah IGT” il Vino dedicato al Titolare Hideyuki, “Coldipietrerosse DOCG Suvereto”, “Sol Sera IGT Toscana Rosato – precedentemente denominato Afrodite”, “Tuscanio Bianco”, “Tuscanio Rosso”, “Rubino Costa Toscana Rosso IGT” e “Merlot Maria Shizuko” il Vino che prende nome dall’attivissima e affascinante figlia di Hideyuki, Shizuko, che è anche l’Amministratrice dell’Azienda.

In occasione del Vinitaly 2018 l’Azienda ha presentato le “Nuove Etichette” dei Vini, frutto della fattiva collaborazione tra le grandi professionalità presenti nella Famiglia Miyakawa, all’interno delle quali si ritrovano alcuni spunti della loro Storia.

Recentemente è avvenuta anche l’importante presentazione del loro nuovo VinoBulichella Suvereto DOCG Montecristo 2015”, una particolare e preziosa Riserva (solo 6.000 bottiglie), un “assemblage” di Cabernet (50%), Merlot (40%) e Petit Verdot (10%); tali percentuali però posso variare a secondo delle annate. 
Un Vino Rosso passato in Barrique Francesi di legno medio fine dalla “tostatura quasi bionda”. Appena uscito ha già guadagnato la ribalta con ottime valutazioni sia Nazionali sia Internazionali.

Nell’Etichetta del nuovo Vino, un Vino decisamente di livello superiore sotto tutti i punti di vista, c’è molto della loro Vita: l’immagine dell’Azienda con il pozzo, i Vigneti con in mezzo Napoleone a Cavallo (l’Isola di Montecristo, visibile nelle giornate terse, è parte dell’Arcipelago Toscano dove all’Isola d’Elba rimase in esilio l’Imperatore Francese), la moto con cui Hideyuki è arrivato in Italia, una vista della Jaguar Mk IV all’ingresso della Barricaia.  

Anche questo nuovo Vino è stato curato dal conosciutissimo e bravo Enologo Luca D’Attoma e da Andrea Lupi, oltreché dal Responsabile della Cantina Stefano Bonaguidi, da più di 20 anni in Azienda.

All’Azienda AgricolaBulichelladi Suvereto (LI) oltre a degustare ottimi Vini, accompagnati da un ricco buffet della Casa, ho potuto ascoltare, raccontata direttamente da Hideyuki Miyakawa con tutto il fascino di un grande Giapponese, l’avvincente e straordinaria storia della sua Vita tra mitici Motori e eccellenti Vini.



1960 Hideyuki in Moto (Foto Bulichella)

Il Libro

Hideyuki Miyakawa

Una Vista dell'Azienda

Vitigni e Panorama

La Jaguar Mk IV 1942 all'Ingresso della Barricaia

La Barricaia

Shizuko Miyakawa

Montecristo 2015 Riserva - Suvereto DOCG

Montecristo 2015: Retro Etichette

Foto di Gruppo: la Famiglia Miyakawa con gli Enologi

Giorgio Dracopulos e Hideyuki Miyakawa

lunedì 24 dicembre 2012

GARAGE CAFE’ E 0586 GARAGE: L’AMERICA VISTA DAL MASTRO BIRRAIO LEONARDO CECCANTI.



Louis-Guillaume Perreaux: vi ricorda niente questo nome? Questo austero signore Francese, nato nella Bassa Normandia e vissuto tra il 1816 e il 1889, era un proficuo inventore, lui amava definirsi “Ingegnere Meccanico”. Tra le molte altre cose che ha inventato e brevettato (alcune anche semplici come “lo strumento per cercare il figlio quando lo perdeva”), c’è “il velocipede ad alta velocità”. Il mezzo, costruito nel 1868, era un’antesignana bicicletta, di quelle con il grande ruotone anteriore, spinta da un mini motore a vapore: la capostipite di tutte le motociclette.

Successivamente, nel 1885, Gottlieb Wilhelm Daimler e August Wilhelm Maybach, due ingegneri Tedeschi, che saranno anche tra i più grandi imprenditori dell’allora nascente industria automobilistica, costruirono il primo prototipo funzionante di “motocicletta”.

Attraverso gli anni l’evoluzione della motocicletta ha fatto passi da gigante diventando non solo uno dei mezzi di trasporto più usati, ma anche quello più ammantato di un particolare fascino che, tra l’altro, è differenziato a seconda della tipologia del mezzo e della casa produttrice.

Oggi ci sono in commercio molte moto con marchi famosi e con una lunga storia alle spalle, ma tra tutti c’è n’è uno particolarmente suggestivo e affascinante per tutti i motociclisti del mondo, la Harley-Davidson.

La storia della Harley-Davidson Incorporated nasce negli Stati Uniti d’America a Milwaukee, la più grande città dello Stato del Wisconsin, adagiata sulla riva sud-occidentale del Lago Michigan e famosa per la produzione della birra. Nel 1901, il ventiduenne William Sylvester Harley, con il suo amico d’infanzia il ventunenne Arthur Davidson, si misero a costruire un personale esemplare viaggiante di “motocicletta”. Successivamente l’Azienda vera e propria fu fondata ufficialmente il 28 Agosto 1903 ed iniziò la sua limitatissima produzione che in quell’anno si limitò a tre esemplari.

Da allora le motociclette prodotte dalla Harley-Davidson, con il particolare motore bicilindrico a V che produce quell’inconfondibile rombo “borbottante”, sono diventate un mito inossidabile nel tempo.

In più di cento anni sono state “cavalcate” dai soldati Statunitensi in due Guerre Mondiali e adottate da molti corpi di polizia nel mondo oltre ad essere vissute dai giovani, in anni più recenti, come simbolo di libertà. Le Harley-Davidson sono state anche usate come mezzo di aggregazione tra motociclisti con gli stessi interessi e passioni.

Birra e motociclette Harley-Davidson, la passione nata a Milwaukee è giunta anche in Italia, dove persone, come il Mastro Birraio Leonardo Ceccanti, sono riuscite a concretizzare i propri sogni.

Leonardo è nato a Pistoia, il 30 Gennaio 1968, ma è sempre vissuto a Castiglioncello, accogliente località turistico balneare, della bellissima Costa Toscana, in Provincia di Livorno. Fin da piccolo ha avuto un’innata passione per le moto e, crescendo, l’ha abbinata ad un’altra grande passione quella per una delle bevande alcoliche più antiche (era già prodotta 4.500 anni fa in Mesopotamia) e diffuse al mondo: la Birra.

Leonardo Ceccanti, nel 1990, acquista la sua prima motocicletta Harley-Davidson, una fiammante e roboante “1340 Softail Spinger”, e da quel momento entra di fatto nella “filosofia”, ispirata dai grandi spazi Americani, del piacere di correre nel vento in libertà (sinonimo di questa marca di motociclette), assumendo anche il soprannome di “Vikingo”.

Nel 2001, Leonardo, seguendo la sua passione per le birre artigianali, frequenta il corso, ricco e completo, di Slow Food, diplomandosi “Mastro Birraio”.

Per qualche anno “Vikingo” Ceccanti ha maturato la volontà di esprimere le sue passioni verso l’esterno e appena si è presentata l’occasione ci si è buttato a capo fitto.

Il 5 Giugno 2010, nella Zona Industriale “Le Morelline”, a Rosignano Solvay, in Provincia di Livorno, apre l’officina “0586 Garage”. Si tratta di qualcosa di diverso dei soliti concessionari Harley-Davidson, è un franchising di officine specializzate in realizzazioni “custom” (su misura) e tutto ciò che ruota intorno alla famosa moto Americana. Ogni sede specifica ha il prefisso telefonico della zona posto davanti alla parola “Garage” e offre la vasta gamma dei prodotti Harley-Davidson, dall’oggettistica, ai pezzi di ricambio, ai vari kit di trasformazione, fino ai vari modelli di moto complete. Il messaggio trasmesso al pubblico è quello della meticolosa preparazione abbinata alla familiarità tra utenti che formano il gruppo locale di appassionati della mitica due ruote.

Tutto ciò sull’onda del successo che la Filiale Italiana della Harley-Davidson ha avuto, in questi ultimi quattro anni, con la vendita di ben 4.000 motociclette. Successo festeggiato con la messa sul mercato, solo Italiano, di una “Special Edition nera, sexy e cattiva”, di una delle moto più amate dagli harleysti, la “Sportster Iron 883”.

Per rendere il tutto ancor più accogliente, socializzante e coinvolgente, il 28 Aprile 2012, accanto allo “0586 Garage”, Leonardo, insieme alla sua dolce metà, Veronica Belfanti, apre il “Garage Cafè”.

Questo nuovo Locale (una grande sala arredata spartanamente e con un gusto e colori attinenti alle moto Harley e all’America in cui domina un’imponente bancone) ha molte sfaccettature che soddisfano i gusti più svariati, stando aperto dalla colazione fino a tarda sera: Bar, Caffè, Birreria, Paninoteca, Braceria, Pizzeria e Ristorante, con serate di musica dal vivo, piano bar e karaoke.

Il Menu offerto si basa su scelte classiche della nostra tradizione e piatti presi dalla Cucina d’oltreoceano. Lo Chef responsabile di tutto ciò è Massimiliano Giusti, Livornese di nascita ma che ha fatto molte esperienze anche all’estero.

Leonardo Ceccanti non ha potuto resistere alla tentazione di produrre le “sue birre”, ed ecco così che ne sono nate tre, confezionate in belle bottiglie sia di vetro che in ceramica, con il marchio “Garage Beer”. La “Avenue”, birra di frumento, la “Street”, una birra rossa e la “Route”, la birra chiara, tutte frutto dell’armonico abbinamento di malto d’orzo, differenti tipologie di luppoli e lieviti selezionati. L’orzo e il frumento provengono dai possedimenti della Fattoria Bini di Empoli (FI), proprietà di Elena e Francesca Bini Moriani, che si occupa anche della distribuzione di queste birre.

Per farvi vedere meglio “Garage Cafè” e “0586 Garage”, l’America vista dal Mastro Birraio “Vichingo” Ceccanti, ho fatto un’esclusiva video intervista a Leonardo che potete vedere sulla “Tavolozza del Gusto in Video” cliccando il link qui sotto:



Garage Cafè Tel. 0586 760363

0586 Garage Tel. 0586 760210

Strada nuova di lottizzazione

Zona Industriale Le Morelline

Rosignano Solvay (Li)






Leonardo Ceccanti e Giorgio Dracopulos

0586 Garage

0586 Garage le Moto

Harley-Davidson XR 1200

                                                             Garage Cafè la Sala