mercoledì 20 marzo 2019

LA SCOMPARSA DEL GRANDE LUCIANO ZAZZERI HA COLPITO PROFONDAMENTE LA MOLTITUDINE DI COLORO CHE LO HANNO AMATO.




Domenica 17 Marzo 2019 alle ore 18:00 è venuto a mancare tragicamente (gli Antichi Romani direbbero: “Aeternum nihil sentiendi receptaculum” = “L’eterno rifugio per non sentire più nulla”) uno degli uomini più straordinari del Mondo della Gastronomia e non solo
Luciano Zazzeri.

Luciano era lo Chef/Patron del RistoranteLa Pineta”, il più prestigioso “Ristorante” di tutta la Provincia di Livorno, che si trova in riva al mare a Marina di Bibbona, affettuosamente chiamato, per la sua particolare struttura di altri tempi, “La Baracca dello Zazzeri”.
Qui, da moltissimi anni, il grande Luciano Zazzeri si era dedicato alla Cucina, e che Cucina.

Zazzeri Luciano era nato a Marina di Bibbona, il 17/01/1956, e la sua Famiglia ha origini locali: 
Nonna Nella lavorava nel Fortino di Marina di Bibbona, al tempo Caserma della Guardia di Finanza, si occupava della cucina aiutata dal marito barrocciaio, Nonno Emo, che le portava i rifornimenti.

Il Forte di Bibbona è quasi parte della Famiglia difatti il Babbo di LucianoAlessandro, e lo Zio Beppino sono nati dentro il Fortino
Il Babbo aveva una licenza di camionista per il movimento terra e quando il Comune la sospese, per risarcirlo, la sostituì con la licenza per lo Stabilimento Balneare
Siamo al Primo Maggio del 1964, sorsero dodici cabine abbinate a dodici ombrelloni e la prima struttura della ristorazione con il pavimento di cemento. 
In cucina Nonna NellaMamma Anna e Zia Serenella, i maschi della famiglia ai lavori più pesanti.

Luciano aveva nove anni ma già era al pezzo ad aiutare, dopo la scuola naturalmente. 

A Marina di Bibbona nel 1955 era stato inaugurato l'Hotel Marinetta e sono stati proprio i suoi ospiti i loro primi clienti. 
Molti milanesi cominciarono a fare le vacanze in zona, iniziando anche ad apprezzare lo stabilimento balneare e la sua ristorazione. 
Ma è soprattutto Bolgheri (LI) che richiamava, con le sue importanti frequentazioni altolocate, anche nobiliari, come gli Antinori, gli Incisa della Rocchetta e quelli della Gherardesca, che insieme ai loro amici, italiani e stranieri, diventarono clienti affezionati.

Gli anni passarono, nel 1965 la Famiglia Zazzeri mise in mare la prima barca, un gozzo di cinque metri, così la pesca entrò a far parte del lavoro quotidiano, prima gli uomini in Mare poi dopo le donne a pulire le reti e il pesce. Intanto nel 1969 le cabine diventarono trentasei e gli ombrelloni crebbero di numero.

A quattordici anni Luciano oltreché occuparsi della spiaggia faceva anche il bagnino, a diciotto era  l'efficiente mozzo della barca condotta dallo Zio, raggiunti i venticinque anni fu proprio Luciano a intestarsi la licenza di pesca; nel 1982 un'altra barca della famiglia, una lancia di quattro metri e mezzo, prese il mare.

Nell'inverno del 1987 una spaventosa mareggiata danneggiò gravemente tutte le strutture del bagno. Il Babbo di Luciano per lo stress dell'evento si sentì molto male, toccò al giovane Zazzeri prendere in mano la situazione e a "raddrizzare la barca dopo la tempesta". 
Luciano, allora, aveva trentuno anni, era già sposato ed era già nato suo figlio Andrea (nel 1984), l’altro figlio Daniele nacque due anni dopo (nel 1989): 
lo Zio Beppino seguiva il Bagno e Lui si divise tra la Cucina e la Sala. 
Fu una stagione di grandi successi, sole, mare e tanto buon pesce.

Ma Luciano non coltivava solo la passione per il Mare, era anche un esperto Cacciatore, un amorevole padrone per i suoi cani, un agricoltore attento ed esperto per il suo orto.

Nel 1995, causa qualche piccola divergenza familiare, per una estate, lasciò la spiaggia per aprire, nel campeggio vicino all'Oasi Faunistica di Bolgheri, il RistoranteIl Gineprino”. 
Già nell'Ottobre dello stesso anno ogni divergenza familiare venne appianata e lo Stabilimento Balneare restò alle Cugine mentre a Luciano toccò il Ristorante.

Nel Marzo del 1996 nacque il RistoranteLa Pineta” di Luciano Zazzeri, un Locale che con il suo straordinario Chef/Patron ha raggiunto livelli eccezionali.

Attraverso gli anni, al RistoranteLa Pineta” sono stati dati numerosissimi e importantissimi premi, tra tutti spicca, dal Novembre 2005 (edizione 2006 della Guida Rossa Michelin) la prestigiosa “Stella”. 
Ancora oggi è l’unico Locale, in tutta la Provincia di Livorno, con tale riconoscimento.

L’incredibile notizia della “tragica” scomparsa del carissimo Amico Luciano Zazzeri mi ha colto all’improvviso nella tarda serata di Domenica 17 Marzo 2019 e ha aperto un baratro di dolore.

Luciano Zazzeri era un Uomo eccezionale con un grande cuore e una rara sensibilità per tutto quello che lo circondava, sia nei rapporti umani sia in quelli con la natura. 
Questa sua straordinaria capacità gli permetteva di avere uno smisurato, sincero e affettuoso consenso sia nella sua vita di tutti i giorni sia nel suo lavoro.

Luciano era un affascinante narratore, un mitico Chef, le sue preparazioni erano semplici poesie adagiate nei piatti, ma forse il suo più grande merito era quello di dare premurosa, affettuosa e sincera amicizia a tutti.

L’ultimo saluto a Luciano Zazzeri si è svolto Martedì 19 Marzo 2019, a partire dalle ore 16:00, nella Chiesa dedicata ai Santi Giuseppe e Leopoldo, il Duomo di Cecina (LI)

Una folla immensa e commossa ha riempito il Duomo in ogni suo spazio e poi la grande Piazza antistante
Un lunghissimo, fragoroso e appassionato applauso, durante la funzione religiosa, ha accolto le belle parole di ricordo e ringraziamento pronunciate con grande emozione e grande dignità dai figli Andrea e Daniele.

Ciao Luciano, “come avrai visto dal Cielo”, da bravo pescatore, ci hai catturato tutti nella grande rete della tua umanità.

Per non dimenticare Luciano:



Una Grande Amicizia

Con Patrizia Turini nel 2009

Al Premio Bibbona nel 2012

Con Elena Barsacchi nel 2015

A Pisa nel Giugno 2018

Sempre Insieme

La Piazza Davanti al Duomo di Cecina

L'Ultima Foto Tutti Insieme (Fine Dicembre 2018)

sabato 16 marzo 2019

“ARNOLFO” RISTORANTE - RELAIS & CHÂTEAUX A COLLE DI VAL D’ELSA: SEMPLICEMENTE MAGNIFICO.




Nella Storica e accogliente Cittadina di Colle di Val d’Elsa, in Provincia di Siena, c’è un Locale a cui sono particolarmente affezionato non solo per la meravigliosa accoglienza e per le fantastiche delizie che vi si gustano ma anche per i suoi specialissimi Titolari: “Arnolfo”.

Il Locale porta il nome di Arnolfo di Cambio che è stato un importante Scultore, Architetto e Urbanista, conosciuto anche come Arnolfo di Lapo data la sua nascita nella Famiglia del Notaio Messer Lapo
Arnolfo nacque, in una antica Casa Torre a mattoni rossi proprio a Colle di Val d’Elsa, tra il 1240 e il 1245, non si sono trovati documenti certi dell’evento e lo stesso per la scomparsa datata tra il 1302 e il 1310

Tra le sue molte opere, realizzate soprattutto a Firenze e Roma, si possono annoverare sculture funerarie e monumentali di grande valore insieme a progetti di valenza mondiale come, tra gli altri, Palazzo Vecchio e la Basilica di Santa Croce a Firenze e il Duomo di Orvieto.    
A un personaggio cosi autorevole, l’antica e storica Cittadina di Colle di Val d’Elsa ha dedicato la Piazza principale, nella parte bassa del centro abitato, e molto altro.

Ma anche per gli amanti del “bien vivre” a Colle di Val d’Elsa c’è, come già accennato, un altro “Arnolfo” super famoso ed è lo straordinarioRistorante - Relais & Châteaux” della Famiglia Trovato.

I Trovato hanno origini contadine e Siciliane
Concetta Giannì, sposata Trovato, purtroppo rimase vedova a 38 anni e, nel 1965, decise di trasferirsi, con i 6 figli (Gaetano, Giovanni, Antonina, Enza, Maria, Alessandra) a Colle di Val d’Elsa dove già si era stabilita una sua cugina. 

Appresi gli insegnamenti della Cucina Toscana aprì, con la forte spinta anche della volontà delle figlie nel 1978, una Trattoria dove esprimeva con i suoi piatti tutto l’amore per le produzioni più naturali e sane. 
La “cucina tradizionale di qualità” ebbe subito successo, grazie alla bontà delle preparazioni frutto delle nuove esperienze Toscane con forti inserimenti della Terra di origine
Il Locale venne battezzato “Arnolfo” e si trovava in Piazzetta Santa Caterina, uno degli angoli storico panoramici più belli della Cittadina.   

Gaetano Trovato, classe 1960, e suo fratello Giovanni, classe 1951, sono nati a Scicli, un antichissimo Comune Siciliano passato attraverso una lunga Storia fatta dai Greci, dai Cartaginesi, dai Romani, dai Bizantini, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Aragonesi per poi giungere fino ai nostri tempi. 
Un Comune, distante 24 Km. da Ragusa, cosi “ricco” e bello che lo scrittore Elio Vittorini (19081966) lo definì (in un suo romanzo purtroppo incompiuto) “la più bella Città del Mondo”.

A Colle di Val d’Elsa Gaetano è cresciuto contornato da un’atmosfera culinaria forte, positiva, familiare e nello stesso tempo di una qualità eccellente, iniziando cosi ad apprezzare gli aromi e i sapori partendo anche dal suo primo grande amore: il pane.

Finite le superiori a Colle di Val d’Elsa, Gaetano ha fatto 2 anni di specializzazione nelle Cucine del  prestigioso Hotel (5 Stelle) “Kulm”, nella rinomata località di villeggiatura montana di Saint - Moritz, nel Canton Grigioni in Svizzera
Tra l’altro nel Gennaio 2010 proprio la Direzione del Kulm lo ha richiamato in occasione del XVIISt. Moritz Gurment Festival” per affidargli, tra gli altri eventi, la prestigiosissima serata del “Gala Dinner”.  

Dopo la parentesi Svizzera, Gaetano è rientrato in Italia ed è andato a conoscere i “segreti” di un grandissimo Chef, di origine Umbra, Angelo Paracucchi (1929 - 2004), un vero maestro innovatore della “Cucina Creativa Italiana”, titolare della mitica “Locanda dell’Angelo” ad Ameglia in Provincia di La Spezia.

Successivamente Gaetano si è trasferito in Francia al famoso Ristorante/LocandaMoulin de Mougins”, ubicato in un antico e fascinoso mulino (moulin) del sedicesimo secolo, nel Comune di Mougins, sulle alture di Cannes, nella Regione della Provenza - Alpi - Costa Azzurra, allora proprietà del suo fondatore il super stellato Chef Roger Vergé.

Un’altra fondamentale esperienza Francese di Gaetano è stata quella presso Gaston Lenotre (1920 - 2009) a Parigi, fantastico Chef Patissier e imprenditore, fondatore, nel 1971, della “Ecole Lenotre” prestigiosa scuola da cui sono usciti alcuni tra i più grandi Cuochi e Pasticceri del Mondo (Lenotre ha poi aperto molte Sedi del suo Istituto in altre Nazioni). 
Gaston Lenotre possedeva anche dei Ristoranti, tra gli altri, sempre a Parigi, dal 1976 il “Pré Catelan” e dal 1985 il “ Pavillon Elysée Lenotre”. 
Gaetano Trovato ha frequentato prima la “Ecole” e poi è stato nella Cucina del raffinato “Pré Catelan” nel cuore di Bois De Boulogne.

Nel Maggio del 1982 Gaetano rientrò nella Cucina del Locale di Famiglia, a Colle di Val d’Elsa, per un paio di anni  con la sua Mamma, ma poi prese totalmente in mano la conduzione di “Arnolfo”.
Passarono alcuni anni e Gaetano ha allargato ancor di più la sua esperienza facendo brevi Stage da alcuni dei migliori Chef del Mondo, assaggiando e vedendo fare le preparazioni di veri e propri artisti come Paul Bocuse, Bernard Loiseau e Alain Chapel.

Intanto, il 28 Febbraio 1990, arrivò un lietissimo evento per Gaetano: a Poggibonsi nacque la sua bellissima Figlia Alice.

La struttura del RistoranteArnolfo” di allora non era più idonea allo svilupparsi di una Cucina emergente e di successo come quella del  bravo Chef Gaetano Trovato
Dopo molte ricerche e tentativi si presentò un’occasione fortunata proprio a pochissimi passi di distanza dalla loro Sede
Venne acquisito uno dei magnifici Palazzi edificati dalla nobile e illustre Famiglia dei Ranieri, Marchesi e Vescovi discendenti da Ranieri I Bourbon del Monte di Santa Maria, signore di Toscana dal 1014 al 1027

Lo Stabile su 4 livelli (piano interrato, piano terra, piano primo e secondo) è ubicato in una delle principali strade del centro storico e presenta un’architettura quasi totalmente originale, con l’antico portale, e la finestra inginocchiatoio. 
Il secondo piano, invece, è andato distrutto sotto un bombardamento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale e la ricostruzione è avvenuta nel dopo guerra. 
Dopo impegnativi lavori di ristrutturazione e di adeguamento, nel 1995, il RistoranteArnolfoebbe finalmente la sua nuova e splendida sede, con in più quattro belle e accoglienti camere matrimoniali.

Il Fratello di Gaetano, Giovanni Trovato, ha fatto un percorso diverso. 
Dopo le scuole e l’Università, dove si è laureato in Ingegneria, per alcuni anni è stato a Rotterdam, seconda Città dei Paesi Bassi e Porto più grande d’Europa, in un affermato Studio Tecnico che lavorava e lavora per i cantieri navali. 
Poi nel 1990 decise di rientrare nell’attività di Famiglia come Direttore e, seguendo la grande passione per i Vini ha iniziato il lungo e impegnativo percorso di 5 anni diventando un grandissimo Sommelier Professionista A.I.S..

Il Ristorante - Relais & ChâteauxArnolfo” ha un fascino avvolgente ed elegante: 
l’ingresso accogliente con un piccolo disimpegno, a destra locali di servizio, a sinistra la scala che scende alla saletta del piano sottostante da cui si accede alla panoramica terrazza con la pergola, dove nella bella stagione si può cenare fuori. 
A questo livello si trova anche la Cucina.
Dal sopracitato disimpegno più avanti troviamo a destra una piccola saletta, a sinistra le scale che portano ai piani superiori, davanti, attraverso un arco, si accede alla sala più grande con pochi tavoli (in totale si servono al massimo una trentina di ospiti), illuminata, di giorno, dalle due grandi e panoramiche porte finestre con micro balconcino, la sera, dai preziosi lampadari di cristallo.  
Prevale il colore bianco, spezzato dai rossi tappeti, dai grandi specchi e dai colorati e fascinosi quadri, di famosi Artisti, appesi alle pareti.

L’Apparecchiatura è molto bella e signorile, fiori e accessori di gran gusto, soprattutto in cristallo, che rifiniscono perfettamente ogni possibile spazio. 
Il merito di tutto ciò è la cura amorevole per i dettagli e il tocco delicato e femminile di Alice e sua Zia Alessandra, la più piccola della quattro sorelle di Gaetano
Le fini e preziose cristallerie personalizzate provengono tutte da Colle di Val d’Elsa famosa per la sua pregiata produzione.

Il Menu è composto, oltre dalla “Selezione alla Carta”, da Tre Percorsi consigliati, già dai nomi estremamente coinvolgenti: “Evoluzioni Contemporanee”, “Essenze del Territorio”, “Architetture Vegetali”. 
In aggiunta poi c’è la Carta dei Dolci, preparata dal bravissimo Chef Pasticcere Michele Fanucchi, denominata “Dolce Suggestione d’Autore”.

La Carta dei Vini è imponente: oltre 900 etichette (più di 20.000 Bottiglie) il meglio della produzione Mondiale, anche nei diversi e più rari formati in annate da collezione. 
Particolare attenzione è stata data al Territorio, all’Italia e alla Francia.

Ma veniamo alla degustazione fatta.

In tavola il fragrante pane della Casa insieme ai gustosi Grissini, une vera festa di sapori.

Le portate sono state accompagnate da due grandi Vini:

- “Champagne Bollinger Rosé 2006”, Champagne A.O.C. (Appellation d’Origine Contrôllée), Millésime Edizione Limitata, una particolare Cuvée di 9 Cru super selezionati (Grand e Premier), un assemblaggio composto da 72% di Pinot Noir e 28% di Chardonnay, 12% Vol., prodotto dalla Maison Champagne Bollinger;

- “Le Macchiole 2015”, Bolgheri Rosso D.O.C., 50% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon e 20% Syrah, 14% Vol., prodotto dall’Azienda “Le Macchiole”.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Aperitivo Freddo”: - Gambero marinato agli agrumi, sorbetto al mandarino e spuma alle mandorle - Battuta di manzo (Chianina) con spugna al prezzemolo e mousse di porcini - Mousse di pecorino, perlage di balsamico, chips di parmigiano e pera;

- “Aperitivo Caldo”: - Topinambur al miso, chips e riduzione di topinambur - Raviolo con Cinta Senese, mirepoix (battuto) di verdure - Biscottino al caffè con fegatini e nocciole, salsa al frutto della passione;

- Triglia, mela verde, finger lime, caviale di aringa;

- Mazzancolla, lardo di Colonnata, fagioli zolfini, cialda ai crostacei;

- Ossobuco di vitello, salsa verde, gambero rosso;

- Agnolotti, gallinella di mare, broccoli, calamaretti;

- Cappelletti, gallo nero del Valdarno, uovo di quaglia, tartufo;

- Dentice, arancia, rapa rossa, indivia belga;

- Piccione di Laura Peri, petto, coscia, melagrana, alkermes, scalogno fondente;

- Ananas, Vinsanto, caramello;

- Marroni, cachi, vaniglia;

- Yogurt, mango, caffè;

- Piccola pasticceria della Casa. 

Tutto straordinariamente ben presentato e dai sapori sublimi
La “Cucina Cucinata” di Gaetano Trovato è il risultato di un impegno certosino, appassionato ed esperto, simile a quello di un “architetto”, per ottenere con estro e fantasia una simbiosi tra il cromatismo, la coreografia e il piacere del gusto, il tutto bilanciato ed equilibrato in maniera impeccabile, rispettando le stagioni, il territorio e una qualità eccelsa.

La “Brigata di Cucina” è numerosa, giovane e bravissima. 
Lo Chef Gaetano Trovato è uno dei più importanti ed esperti Maestri del Mondo e con i suoi insegnamenti sono moltissimi gli Chef che hanno raggiunto grandi livelli e mete “stellari”.

Anche la “Brigata di Sala” è giovane, molto premurosa e professionale. 
Alice Trovato, poi, è una vera e propria “ventata di Primavera” con la sua straordinaria carica vitale e tutta la sua dolcezza accompagnata da uno splendido sorriso.

Il RistoranteArnolfo” dal 1978, e in particolare dal 1982, ha avuto un percorso ricco di super meritati riconoscimenti ed è membro della prestigiosa catena “Relais & Châteaux” e dell’AssociazioneJeunes Restaurateurs d’Europe” (il cui motto è “Talento e Passione”). 
Arnolfo” ha ricevuto la “Prima Stella” dall’autorevole “Guida Rossa Michelin” nel 1986 e la “Seconda Stella” nel 1999
Tra i moltissimi altri premi, nel 2012, anche l’Oscar Enogastronomico Italiano, l’ambito “Premio Piazza de’Chavoli”.

Quest’anno, il 2019, Gaetano e Giovanni Trovato, festeggiano i loro primi trentasette anni di attività ma sono ancora in continua evoluzione. 
Molte novità bollono in pentola, ma la più importante è sicuramente quella che, nella Primavera del 2020, apriranno il loro nuovo fantastico Ristorante su una meravigliosa collina panoramica con una bellissima vista anche sul Centro Storico di Colle di Val d’Elsa.

Che cosa posso aggiungere sennonché il Ristorante - Relais & ChâteauxArnolfo”, di Colle di Val d’Elsa, è semplicemente magnifico in tutti i sensi.




L'Ingresso

Una Vista della Saletta al Piano Sottostante

Una Vista della Sala

Giovanni Trovato

"Aperitivo Freddo"......

"Aperitivo Caldo"......

Triglia.....

Mazzancolla......

Ossobuco......

Agnolotti......

Cappelletti......

Dentice......

Piccione......

Ananas......

Marroni......

Yogurt......

Piccola Pasticceria della Casa

La Brigata di Cucina

Alice Trovato con Parte della Brigata di Sala

Giorgio Dracopulos e lo Chef Gaetano Trovato

venerdì 8 marzo 2019

“COME SI MANGIA L’OLIO” UNA STRAORDINARIA, BELLISSIMA E IMPERDIBILE TRILOGIA.




Conoscere bene l’Olio Extra Vergine di Oliva è essenziale per una sana Alimentazione.

Le piante di olivo selvatico (Olea Europaea Oleaster) esistono da millenni e l’uomo ha imparato a conoscerle da oltre 6000 anni.
Questa conoscenza venne approfondita, a partire dagli Armeni e successivamente anche dagli Egiziani
Queste straordinarie piante, non più selvatiche ma coltivate, dalle quali grazie alla spremitura delle olive si ricava quel magnifico prodotto che si chiama Olio, divennero essenziali per la vita dell’uomo.

Già 2000 anni a.C. nel Codice Babilonese (composto da 282 leggi), che porta il nome del Re Hammurabi (regnò dal 1792 al 1750 a.C.), si regolava la produzione e il commercio dell’olio d’oliva.
L’olio di oliva, prima per i Greci e poi per i Romani, fu fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura, del commercio e dell’alimentazione, ciò ne favorì la diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo.

Siamo certi, grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici, che l’olio di oliva veniva prodotto nella Penisola Italica già avanti Cristo nei Secoli VIII e VII.
L’Italia geograficamente si prestava, e si presta, grazie al favorevole clima mediterraneo, allo sviluppo delle piante di olivo, in particolare l’Olea Europaea Sativa, le varietà da olio e da mensa.
Lucio Giunio Moderato Columella (4 - 70 d.C.), agricoltore e scrittore Romano di Agricoltura, nel I Secolo d.C., nel suo trattato, pervenutoci integro in dodici volumi, “De re Rustica”, definiva l’olivo come “il migliore albero esistente” (Olea prima omnium arborum est).

Nel mondo Romano si arrivò ben presto ad avere una classificazione di cinque tipologie di olio a seconda del momento in cui avveniva la raccolta e la spremitura:

- “Oleum Ex Albis Ulivis”, l’olio migliore, prodotto con olive verdi chiare raccolte manualmente e scelte una per una direttamente dalla pianta;

- “Oleum Viride”, quello fatto con olive più verdi e tendenti a scurirsi, prese sempre sulla pianta, buono ma non eccellente;

- “Oleum Maturum”, l’olio delle olive più mature, di qualità mediocre;

- “Oleum Caducum”, generato da frutti già caduti a terra, il meno buono;

- “Oleum Cibarium”, il risultato della spremitura delle olive peggiori, scartate e bacate, quest’ultimo olio, il più cattivo, era riservato agli schiavi.   

Sempre i Romani produssero anche selezioni particolari di olio di qualità come, ad esempio quello di Venafro (Venafrum), una zona particolarmente vocata nell’attuale Provincia di Isernia

Visto che l’avidità umana era già connaturata in quei tempi, arrivarono anche le contraffazioni. 
Infatti  c’era in circolazione molto olio scadente, come quello proveniente dall’Africa, che veniva usato esclusivamente per l’illuminazione.

L’olio d’oliva, attraverso i secoli, è sempre stato conosciuto per le sue virtù terapeutiche e organolettiche. 
Molti sono i suoi meriti, nella prevenzione dei disturbi dell’apparato digerente, grazie alla massima digeribilità e al fatto che viene assorbito interamente dall’intestino regolandone le funzioni. 
Oltre a ciò aiuta a prevenire e a curare molte altre malattie legate all’invecchiamento osseo e alle problematiche cardiovascolari.

Oggi la coltivazione dell’olivo viene praticata in più di 50 Paesi del Mondo, con una produzione, di livello e buona qualità, anche in quelli meno tradizionali come Messico, Cile, Perù, Argentina, Stati Uniti, e Sudafrica

L’Italia è il secondo produttore Mondiale di Olio di Oliva, dopo la Spagna, e la sua produzione migliore, l’Olio Extra Vergine di Oliva con denominazioni D.O.P. e I.G.P., è sicuramente ai massimi livelli.

Da poco più di tre mesi è uscito un Libro, il Terzo Volume di un’opera più ampia, scritto da tre cari amici, Andrea Leonardi, Filippo Falugiani e Marco Provinciali, anche questo Tomo s’intitola “COME SI MANGIA L’OLIO”.

Come ben specificato, all’interno di tutti e tre i Libri, si tratta del “Primo manuale pratico di abbinamento gastronomico tra cibo e Olio Extra Vergine di Oliva”.

Tutti e tre i Libri si presentano in modo del tutto inusuale e decisamente affascinante: le Copertine Cartonate, un format che racchiude sempre circa 180 pagine di carta preziosa e lucidissima, con i testi in Italiano e in Inglese, in un grande e magnifico formato (cm. 39,5 x 29,8).

I Testi dei Libri sono sempre stati curati da Filippo Falugiani (Associazione A.I.R.O.) e Andrea Leonardi (Agenzia di Comunicazione Superior ADV), nel Primo Volume a loro si è aggiunto Franco Pasquini (Associazione A.N.A.P.O.O.), nel Secondo Piero Palanti e nel Terzo l’Agronomo Nicola Di Noia.

Le moltissime stupende fotografie a colori, anche giganti a doppia pagina, sono di Andrea Leonardi.

Nelle Tre opere l’introduzione è di Stefano Mecocci Presidente FondazioneChiantiBanca” (Sponsor del Libro).

Ogni Libro ha una Prima Parte che comprende una serie di Capitoli, super dettagliati e fondamentali per conoscere al meglio l’Olio, che vanno dalla nascita della pianta alle olive, dall’uso che ne viene fatto in cucina (crudo e cotto), alle numerosissime varietà, agli abbinamenti e alle degustazioni. 
Non mancano alcune professionali “Scheda di Valutazione Sensoriale”.

Segue poi una Parte, la più “corposa”, anche per le foto delle bellissime preparazioni, quella dedicata al “Ricettario”. 
Chef e non solo, grandissimi e stellati professionisti super premiati e osannati con merito da tutte le Guide Specializzate del settore, hanno preparato le loro più belle e buone realizzazioni dando, per ognuna, vari specifici suggerimenti per i migliori abbinamenti con le tipologie più consone di Olio 
 Extra Vergine di Oliva.

Ma nei vari Libri c’è anche molto altro come la “Mappa delle Produttività Italiane” (Regioni con Oli Extra Vergine di Oliva a Denominazione D.O.P. e I.G.P.), le pagine dedicate al PremioIl Magnifico” e altre pagine di Cultura informativa.

Il “Premio Internazionale Il Magnifico”, dal 2013, premia ogni anno l’Olio, il “migliore tra i migliori del Mondo”, dopo una super selezione fatta da un severissimo Panel di famosi esperti.

Nella parte finale di ogni Libro si trovano citate decine di selezionatissime Aziende Produttrici con un loro Olio EVO (Extra Vergine di Oliva) di punta fotografato a grandezza naturale.

Ma andiamo nel dettaglio dei professionisti che hanno dato il loro contributo all’Opera.

Nel Primo Volume, uscito nel 2016, “Come si Mangia l’Olio” hanno interpretato, in diverse versioni ciascuno per un totale di 28 ricette, tutto il loro amore per l’Olio Extra Vergine di Oliva gli Chef Gaetano Simonato, Vito Mollica, Lino Scarallo, Pietro Leeman, Guido Haverkock, Oliver Glowing e il Maestro Pizzaiolo Vincenzo Capuano.

Nel Secondo Volume, pubblicato nel 2017, “Come si Mangia l’Olio con il Pesce e con la Pasta” troviamo altre 28 preparazioni di grande livello degli Chef Enrico Bartolini, Pino Cuttaia, Isa Mazzocchi, Marco Stabile, Kotaro Noda, Roy Caceres e del Maestro Pizzaiolo Gino Sorbillo.

Nel Terzo Volume, stampato alla fine del 2018, “Come si Mangia l’Olio con la Carne, le Verdure e i Dolci” ci sono ancora altre 28 eccezionali preparazioni degli Chef Luisa Marelli Valazza, Gaetano Trovato, Giuseppe Mancino, Cristiano Tomei, Igles Coreli, Maurizio Bardotti e del Maestro Gelatiere Vetulio Bondi.

In questo Terzo Volume il Sottoscritto, Giorgio Dracopulos, si è occupato con grande piacere, in qualità di Critico Gastronomico, dei rapporti con gli Chef.

Tutti i Libri sono stati sempre presentati al pubblico e alla stampa in diverse prestigiose occasioni anche Istituzionali a Milano, Roma, Firenze e in altre Città
Presentazioni molto importanti come quella nel magnifico contesto delle Sale di Palazzo Panciatichi a Firenze, Sede del Consiglio Regionale Toscano, con la prefazione del Presidente del Consiglio stesso, Eugenio Giani, quella nella Sala Conferenze del Mercato Centrale di Roma con la partecipazione di Nerina Di Nunzio (Food Confidential)  o a “Eataly” a Milano con Daniela Ferrando di Scatti di Gusto.

Che altro dire dei Libri intitolati “COME SI MANGIA L’OLIO” di Andrea Leonardi, Filippo Falugiani e Marco Provinciali, sennonché sono una straordinaria, bellissima e imperdibile Trilogia.



Falugiani, Giani, Leonardi e Provinciali a Firenze

Vol. 2 "L'Antipasta" - Chef Roy Caceres

Vol. 2 "Filetto" - Chef Pino Cuttaia

Vol. 2 "Pizza alla Luciana" del Maestro Gino Sorbillo

Leonardi, Provinciali. Di Nunzio e Falugiani a Roma

Vol. 3 "Tortelli, Carciofi, Topinambur" - Chef G. Trovato

Volume 3 "Piccione" - Chef Maurizio Bardotti

"Come si Mangia l'Olio"