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giovedì 24 ottobre 2024

AD ASTI IN PIEMONTE IL “BAGNA CÀUDA DAY 2024”: UNA STRAORDINARIA MANIFESTAZIONE DIFFUSA ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE.

 


La “Bagna Càuda” è una definizione Piemontese che significa “Salsa Calda” ed è una tipicissima gustosa e interessante specialità gastronomica della Cucina di questo Territorio in particolare del Basso Piemonte.

Grazie alla pregevole iniziativa della Rivista Astigiani, organo dell’Omonima Associazione Culturale che si prefigge di promuovere il Territorio Astigiano, dal 2013 si svolge con cadenza annuale il “Bagna Càuda Day”, una grande Festa che dura per alcuni fine settimana invernali durante la quale si può degustare la “Bagna Càuda” in  Cantine, Osterie, Ristoranti e Vinerie, in particolare ad Asti, nelle Langhe, nel Roero, nel Monferrato e in altre Zone non solo Piemontesi.

Il 7 Febbraio 2005 la Delegazione di Asti dell’Accademia Italiana della Cucina (fondata nel 1953 dal Giornalista Orio Vergani) ha depositato presso il Notaio Marzia Krieg a Castigliole d’Asti il Testo di una “Ricetta Canonica” (da ritenersi la più affidabile e tramandabile) della “Bagna Càuda”. In occasione del “Bagna Càuda Day 2015” è stata presentata la proposta di candidare la “Bagna Càuda” all'UNESCO come “Patrimonio Immateriale dell'Umanità”.

La “Bagna Càuda” si prepara mettendo a cuocere nel latte dell’aglio (pulito e privato della sua anima) fino a quando raggiunge una consistenza molto morbida, successivamente si scola e si unisce ad acciughe (deliscate e dissalate in acqua fredda) cuocendo poi il tutto in olio extravergine di oliva, che non deve assolutamente friggere, fino a totale scioglimento degli ingredienti che diventano Salsa. Buona norma è l’uso della stessa quantità di aglio e di acciughe. La “Bagna Càuda” si consuma intingendovi vari tipi di verdure, solitamente invernali, crude o cotte. 

La “Bagna Càuda” è un rito conviviale, un vero e proprio “sistema gastronomico”, che in origine prevedeva la condivisione del cibo in forma collettiva da parte dei commensali che lo attingevano tutti da un unico recipiente somministratore il “Dian”, o “Tian”, un tegame di cottura in terracotta mantenuto caldo grazie a uno scaldino di coccio riempito di braci vive denominato “S-cionfetta”. La scomodità d'intingere in un unico recipiente e il fattore igienico hanno portato in anni più recenti all'adozione di speciali contenitori individuali in terracotta denominati “Fojot”.

Il “Fojot” è una ciotola a due piani, al primo piano (la ciotola vera e propria) viene versata la Salsa mentre sotto si trova lo spazio per mettere un fornellino ad alcol (o metaldeide in versione combustibile solido), in alternativa si può usare un lumino di cera, permettendo così di mantenere calda la Salsa durante tutta la degustazione.

La “Bagna Càuda” venne per moltissimo tempo snobbata dalle classi più abbienti che la consideravano un cibo Contadino e inadatto a un'alimentazione raffinata, principalmente per la presenza dell'aglio e degli effetti della sua assunzione sull'alito.

Un primo accenno storico di una Salsa tipoBagna Càuda” lo si ritrova alla fine del XIV Secolo nel Trattato del Medico-Dietista Antonio Guainerio (esercitò in Piemonte fra Torino e Chieri) dove si cita la passione dei Contadini Piemontesi per l’aglio, ingrediente fondamentale per il “Sapor Rusticorumuna tipica e amatissima pietanza calda Medievale cremosa e densa. Nel 1766 una descrizione più accurata venne fatta da un “Cuoco Piemontese” di una certa “Salsa detta del poveruomo” che più si avvicina alla nostra “Bagna Càuda”. 

La prima descrizione della Bagna Càuda nella sua versione attuale si deve al Giornalista e Scrittore Torinese Roberto Sacchetti (1847 - 1881).

Le “acciughe salate” erano un prodotto molto conosciuto e di facile reperimento in Piemonte già dal XII Secolo; arrivavano attraverso le rotte del sale marino ma non dalla Liguria, la cui Costa è prevalentemente scogliosa e ricca di dirupi e dove non c’è spazio per le Saline, ma dalla vicina Provenza (nel Sud della Francia) e dalle Foci del Rodano che invece ne erano ricche.

Carovane di Mercanti Astigiani percorrevano l’unica strada documentata che allora era denominata “Strata Salis” e che univa le Miniere di Salon-de-Provence, Comune Francese nel Dipartimento delle Bocche del Rodano oggi nella Regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, ad Asti dove il sale veniva smistato per tutta l’Italia del Nord. Il percorso attraversava le Valli Maira, Stura, Gesso, Vermenagna e la Val di Susa.

Questo commercio era finanziato dai ricchi Banchieri di Asti che consideravano il “sale” alla pari di una moneta corrente. Molto probabilmente parte di questo traffico era anche praticato di contrabbando per evitare il pagamento delle gabelle ai vari passaggi di confine. Il commercio del sale favoriva anche l’approvvigionamento delle “acciughe salate” prodotte in grandi quantità nel Golfo del Leone, lungo la costa da Barcellona a Tolone.

La diffusione della “Bagna Càuda” è dovuta proprio alle “acciughe sotto sale” che grazie alla capillare azione degli “Acciugai” (o Anciuè), i Rivenditori al dettaglio delle acciughe, provenienti per la maggior parte dalla Valle Maira e dalle altre Vallate di collegamento tra il Sud Piemonte e la Provenza, che fino a tempi non lontani battevano sistematicamente le campagne per la venditaporta a porta”. Le acciughe venivano trasportate originariamente in barili e successivamente nelle grandi e variopinte latte da 10 e più chili.

Devo ricordare anche un altro particolare. Nel Cinquecento e nel Seicento in Piemonte si consumava soprattutto olio di noci e nocciole ed era questa tipologia di olio che veniva usata in prevalenza per le ricette più antiche di “Bagna Càuda”. Infatti in Piemonte gli oliveti si coltivavano in zone ridotte come sulle colline delle Valli Belbo e Tiglione. Nel 1709 una terribile gelata invernale causò la distruzione di molti oliveti con la conseguenza di un graduale abbandono della loro coltivazione, ripresa poi in anni molto più recenti. Una conseguenza fu che la “Bagna Càuda” nell’Ottocento, ormai dominatrice sulle tavole Contadine Piemontesi, in particolare dell’Astigiano e del Monferrino, prevedeva l’uso parsimonioso di olio d’oliva Ligure (la dicitura “olio d’oliva extra vergine” è più moderna).

LaBagna Càuda non è soltanto una gustosissima pietanza ma è anche, in soli tre semplici ingredienti base presi dalla Dieta Mediterranea, uno straordinario concentrato di proprietà positive per il nostro organismo:

- L’Aglio è una fonte di antiossidanti e dei precursori di una molecola denominata “allicina” che è dotata di attività antibatterica, antivirale e antimicotica. L’allicina è anche un’alleata della salute cardiovascolare riducendo la rigidità dei vasi sanguigni e agevolando l’abbassamento della pressione del sangue;

- Le Acciughe (Pesce Azzurro) sono ricche di “Acidi Grassi Omega 3” (ma anche di Proteine e Vitamine) che favoriscono la riduzione del livello di trigliceridi nel sangue aiutando a prevenire attacchi di cuore e ictus proprio grazie all'alto contenuto di “colesterolo buono”, oltre ad abbassare il rischio di trombi e coaguli grazie al mantenimento del sangue più fluido;

- L'Olio Extra Vergine d’Oliva è un'ottima fonte di molecole dall'attività antiossidante naturale, i composti fenolici, in particolare, sono stati associati a diversi effetti benefici per la salute, in particolare per il sistema cardiovascolare.

A tutto ciò si aggiungono gli indiscussi e infiniti benefici che il consumo di verdure crude e cotte apportano alla nostra alimentazione.

La “Bagna Càuda nei Secoli si è Internazionalizzata diventando una Ricetta famosa in molti Paesi del Mondo. In Argentina, dove è giunta negli ultimi anni del 1800 grazie all’elevato numero di Emigrati Piemontesi, è conosciuta come “Bañacauda” e in ben due Cittadine dove la percentuale di Popolazione di Origine Italiana è altissima, Calchin Oeste in Provincia di Córdoba e a Humberto Primo (fino al 1935 il nome ufficiale era “Nueva Roma”) in Provincia di Santa Fe, se ne celebra ogni anno la “Fiesta”. In Giappone a metà degli anni 90’ grazie ad alcune trasmissioni televisive di un Gastronomo di Origini Piemontesi la “Bagna Càuda” si è rapidamente diffusa fino a diventare popolarissima in tutto il Paese. La “Bagna Càuda”, grazie sempre agli Emigrati, è conosciutissima anche in molte zone degli Stati Uniti.

Quest’anno la più grande Manifestazione collettiva al Mondo ilBagna Càuda Day” si svolgerà negli gli ultimi due fine settimana di Novembre (22-23-24 e 29-30 Novembre e 1° Dicembre) con una novità assoluta: il prolungamento dell’Evento anche dal 29 Gennaio al 2 Febbraio 2025 con la “Bagna della Merla”. La Manifestazione coinvolgerà più di 150 locali tra Ristoranti, Cantine Storiche, Agriturismi, con una disponibilità di oltre 20.000 posti a tavola. L’iniziativa è promossa per il dodicesimo anno dall’Associazione Culturale Astigiani che ne destina gli utili a favore di concrete azioni di solidarietà.

La Manifestazione sarà diffusa non solo in Piemonte, ma anche in Valle d’Aosta e in Liguria con persino significative presenze all’estero. In Cina celebreranno il “Bagna Càuda Day” i Piemontesi che lavorano a Shanghai, si festeggerà anche in Giappone a New York e in altre capitali Europee.

Anche per questa Edizione 2024 tutti i partecipanti alle degustazioni (i bagnacàudisti) nei Locali aderenti riceveranno in omaggio ilBavagliolone in Stoffa” che quest’anno è disegnato dalla giovane e brava artista Giorgia Sanlorenzo che ha interpretato il motto “Esageruma nen il mondo è di tutti”. Un forte richiamo a difendere il Pianeta Terra, la nostra casa comune così bistrattata. “Esageruma nen” è un’espressione Piemontese che significa “Non esageriamo”.

Per sapere quali sono i Locali che aderiscono all’originale formula 2024 del Bagna Càuda Daysarà sufficiente andare sul sito https://bagnacaudaday.it/ e scorrere gli elenchi, suddivisi per aree geografiche: Astigiano, Monferrato, Langhe, Torinese, Alto Piemonte e non solo.

Per ogni Locale è pubblicata una scheda con il numero di posti messi a disposizione, telefono e mail per prenotare.

Simpaticissima l’idea di Seguire i Semafori” che indicano il tipo di Bagna Càuda proposta dai vari Locali partecipanti: “Rosso” per la versione classica “Come Dio Comanda”, “Giallo” per quella “Eretica” con l’aglio stemperato e “Verde” per la bagna “Atea” senz’aglio.

Ci sarà anche la possibilità di avere la Bagna Càuda con consegna a domicilio (già pronta con tutte le verdure giuste) grazie ai Locali che propongono la versioneSporta a ca’”.

I “bagnacàudisti” potranno esprimere un indice di gradimento sull’accoglienza e la convivialità ricevuta.

Tra le novità di quest’anno c’è anche una simbolica e fascinosa carovana, composta da auto storiche del “Camea Club di Asti”, che partirà Sabato 23 Novembre dalla Liguria, più precisamente dall’Oleificio Roi di Badalucco in Provincia di Imperia percorrendo la Strada del Col di Nava e passando per Nizza Monferrato e Costigliole, portando ad Asti l’olio nuovo di olive taggiasche, le acciughe, l’aglio di Vessalico, i cardi e i peperoni. La Carovana arriverà ad Asti in Piazza Catena verso le ore 17 e proprio in Piazza sarà allestito oltre alMercatino della Bagna Càudaanche un grande Fujotche verràacceso a mo’ di braciere olimpicoper dare il via alBagna Càuda Day 2024”.

Il “Bagna Càuda Day” ha anche le sue simpaticissime mascotte: sono le “Acciù in Stoffa” (pezzi unici portafortuna anche in versione portachiavi) e per i più golosi le “Acciculate” (di finissimo Cioccolato prodotto dalla Ditta Davide Barbero nella originale forma a pesce).

Ogni anno nel Bagna Càuda Daynon si festeggia soltanto una magnifica, gustosissima, colorata, storica e tipica ricetta della Cucina Piemontese, ma anche un forte simbolo culturale di socializzazione e convivialità.

Bagna Càuda Day 2024”: una gioiosa e straordinaria Manifestazione diffusa assolutamente imperdibile.

https://bagnacaudaday.it/

https://www.youtube.com/watch?v=lxAGwVdy-l4


 "Bagna Càuda": Un Vero Sistema Gastronomico (Foto F. Bello)

 "Bagna Càuda": Una Gustosissima Pietanza (Foto Franco Bello)

 "Bagna Càuda: 3 Ingredienti della Dieta Mediterranea (Foto F. Bello)

"Bagna Càuda": Socializzazione e Convivialità (Foto Franco Bello)

Gioiosa e Straordinaria Manifestazione (Foto BCD)

"Bagna Càuda Day 2024": Il Bavaglione (Foto F. Bello)


martedì 29 gennaio 2019

LE NUOVE STELLE DELLA “GUÌA MICHELIN ESPAÑA – PORTUGAL 2019”.



Mercoledì 21 Novembre 2018 a Lisbona, bella e affascinante Capitale del Portogallo, è stata presentata la “Guía Michelin España – Portugal 2019”.

Prima però desidero raccontarvi un’interessante Storia che nasce in Francia.

La Francia Metropolitana, quella Europea, (la Nazione Francese possiede anche vari Territori disseminati su più Oceani e altri Continenti) è un grande Paese che si estende su 543.965 Km. quadrati.
Una così vasta distesa, ricca di una grandissima varietà di paesaggi, ha creato sempre, attraverso i Secoli, ovvi problemi di mobilità.
Uno dei primi progetti di un mezzo a quattro ruote che si muoveva autonomamente (solo per alcuni minuti), con un motore a vapore, senza l’apporto della forza animale, è nato proprio in Francia nel 1769: il Carro di Cugnot.

Dopo circa cento anni di studi e di tentativi, sempre più funzionali, in diverse parti del Mondo si arrivò a progettare quelle che si possono definire “automobili”.
Nel 1883 furono fondate le prime fabbriche di auto: in Francia, la “De Dion-Bouton” (1883 - 1932), nella Regione dell’ Île de France, nel Comune di Puteaux e in Germania, nella città di Mannheim, la “Benz & Cie” (1883 - 1926).

Questo primo inizio della circolazione della auto fece nascere una serie di necessità nuove per quei tempi, come, per esempio, l’approvvigionamento delle gomme per le ruote.
Alcuni dati: nel 1890 le auto Francesi in circolazione (ufficialmente) erano poche centinaia, nel Gennaio del 1900 erano già 1.672, salite a 53.000 nel 1910 e 330.000 nel 1920
Oggi sono circa 40 milioni.

Nella Francia Centro-Meridionale, più precisamente nella Regione dell’Alvernia, Dipartimento Puy-de-Dome, si trova la Città di Clermont-Ferrand.
La Metropoli nasce dall’unione di due preesistenti centri abitati, “Clermont” antica Città Episcopale e “MontferrandCapoluogo di Contea.
A Clermont-Ferrand sono nati i due fratelli Michelin, André (1853-1931) ed Edouard (1859-1940).

Questi signori Michelin, ingegneri e inventori, il 28 Maggio 1889, fondarono “ufficialmente” la  “Michelin et Cie”, trasformatasi poi in “Manufacture Francaise des Pneumatiques Michelin”.
La Fabbrica sorse su un terreno di 12 ettari, sempre nei pressi di Clermont-Ferrand, ex proprietà dell’Ordine Religioso dei Carmelitani, e vennero assunte 52 persone
Oggi l’Azienda è un colosso industriale, numero uno a livello mondiale, con 70 stabilimenti, in 17  Nazioni, che danno lavoro a 114.000 persone.

Le loro prime rivoluzionarie invenzioni furono il pneumatico smontabile per le biciclette (1891) e quello, anch’esso smontabile, per le automobili (1894).
Tra i fatti più curiosi si narra che Edouard Michelin, guardando una pila di pneumatici che formavano, ricoperti di neve, un buffo pupazzo, ebbe l’idea di creare un marchio per la loro Azienda e la loro pubblicità. 
L’incarico del disegno venne dato a “O’Galop”, pseudonimo del pittore e disegnatore umorista Francese Marius Rossillon (1867-1946).
Nacque così, nel 1898, il simpatico marchio dell’ “Omino Michelinfatto di camere d’aria, che venne battezzato con il nome di “Bibendum”.
E’ uno dei più antichi marchi registrati, ed è stato premiato, in anni recenti, come “Miglior Logo della Storia”.

Il nome “Bibendum” deriva dal motto in Latino, usato in un primo (1898) manifesto pubblicitario della Michelin, in cui alla frase tratta dalle Odi di Orazio, “nunc est bibendum = ora si deve bere” (un’esortazione a brindare tra amici) seguiva la traduzione in Franceseà votre santé = alla vostra salute”, per poi finire con il messaggio vero e proprio “le Pneu Michelin Boit L’Obstacle = il Pneumatico Michelin Beve l’Ostacolo”.

Molti anni dopo, è stata fatta anche una versione del famoso “Bibendum” con il “Toque Blanche”, il cappello bianco alto da Chef.
Il particolare copricapo bianco da cuoco, alto e con le pieghe in cima, fu adottato nel 1821 da Marie Antoine (Antonin) Carême, un precursore dell’Alta Cucina Francese, Chef e Scrittore Parigino, vissuto tra il 1784 e il 1833, il primo a fregiarsi con il titolo di “Chef” e definito “il Re dei Cuochi- il Cuoco dei Re”.

Attraverso gli anni sono stati moltissimi i Manifesti pubblicitari della “Michelin”, tutti molto belli e di grande effetto.

I Fratelli Michelin non erano soltanto ingegneri e inventori, ma anche degli imprenditori innovativi e di successo. 
Pensarono che le persone se hanno una meta, per giunta invitante, viaggiano di più con le loro auto e pertanto consumano di più i pneumatici. 
Da tale geniale e indovinato pensiero filosofico/commerciale nacque l’idea di fare una “Guidaannuale dei Ristoranti e degli Alberghi più interessanti di Francia
La Guida doveva contenere anche tante indicazioni pratiche come l’ubicazione dei rari distributori di carburanti e le cartine stradali.

Nel 1900, in occasione della “Exposition Universelle” di Parigi, venne pubblicata la prima “Guida Rossa Michelin”, l’iniziativa aveva un intento anche promozionale, infatti la Guida veniva regalata con l’acquisto dei pneumatici.
Per diversi anni la “Guida Rossa Michelin” ha continuato a essere un promozionale, poi, nel 1920, si trasformò in una pubblicazione in vendita.
Il passaggio non fu indolore e moltissime copie rimasero invendute.

Ma i Michelin con lo spirito imprenditoriale che avevano non si persero certo d’animo. 
Decisero di regalare tutte le copie rimaste alle Scuole di Francia che le dettero in premio agli studenti meritevoli. 
Dall’anno successivo la “Guida Rossa Michelin” iniziò a essere venduta con sempre più successo.

Nell’Edizione del 1926 apparvero le ”étoiles de bonne table” (stelle della buona tavola). 
In verità il simbolo sembra più un “fiore a sei petali”, ma stella era stata definita e stella è rimasta.
Nello stesso anno, il 1926, sempre con lo scopo di far viaggiare di più le persone con le automobili, venne pubblicata anche la Prima Edizione della “Guide Régional Michelin”, antenata della attuale “Guida Verde Michelin”, una vera e propria guida turistica dei luoghi più interessanti da visitare.

Nel 1929 un’altra importante innovazione: alla “Guida Rossa Michelin” venne aggiunto un questionario su cui i clienti potevano esprimere il loro grado di soddisfazione sui Locali visitati.
Dal 1931 entrò in uso il sistema di premiazione della qualità dei Ristoranti con “una, due o tre stelle”.

La “Prima” indica un Locale con “Un’ottima Cucina nella sua Categoria”, la “Seconda” una “Cucina Eccellente, questa tavola merita una deviazione”, la “Terza” si riferisce a “Una delle migliori Cucine, questa tavola vale il viaggio - vi si mangia sempre molto bene, a volte meravigliosamente”.

Nel 1997 nella “Guida Rossa Michelin” è stato introdotto un altro importante simbolo per valutare quei Ristoranti che offrono un Menu di ottima qualità a prezzi ragionevoli, il “Bib Gourmand” (il viso del “Bibendum” che si lecca le labbra soddisfatto).
Per i “Bib Hotel” il volto del “Bibendum” dorme comodamente appoggiato su di un cuscino.
Nella Guida Michelin ci sono anche moltissimi altri simboli (attraverso gli anni sono diventati più numerosi e sempre più dettagliati) che indicano nel particolare le varie categorie, le installazioni e i servizi offerti da ogni specifico Ristorante o Albergo.

Negli anni la “Guida Rossa Michelin” ha ampliato la sua copertura e ha raggiunto il numero di 8 diverse Edizioni che coprono 11 principali Paesi Europei, poi ci sono le Edizioni specifiche relative alle grandi Capitali o Città, Europee e non.

La “Guía Michelin España – Portugal” è uscita per la prima volta nel 1910
Era un’Edizione dove si citavano 61 Hotel e 159 Località tra Spagna e Portogallo (c’erano inserite anche alcune Località Francesi), il tutto era rilegato con una Copertina di colore giallastro
La Guida fu pubblicata sempre fino al 1938, periodo in cui la Spagna era nel pieno della tragica Guerra Civile (1936 – 1939). 
Poi, dopo una lunga interruzione, solo nel 1952 la Guida riprese a essere pubblicata
Nel 1958 assunse anche l’aspetto definitivo con la sua Copertina di colore rosso.

Ma torniamo alla presentazione della “Guía Michelin España – Portugal 2019” che, come già accennato è avvenuta Mercoledì 21 Novembre 2018 a Lisbona
L’Evento si è svolto in un contesto estremamente affascinante, un Edificio, ubicato al Centro della Città, costruito nel 1921 poi demolito e ricostruito tra il 1929 e il 1931, spostandolo dalla posizione originaria: il “Pavilhão Carlos Lopes”.

La “Guía Michelin España – Portugal 2019”, per quanto riguarda la Spagna, ha 11 Ristoranti conTre Stelle”, 25 con “Due Stelle” e ben 170 con “Una Stella”.

LeNuove Stelle 2019inserite in questa Edizione sono le seguenti:

- TRE STELLE: “Dani García” (Marbella);

- DUE STELLE: “Cocina Hermanos Torres” (Barcelona), “El Molino de Urdániz” (Navarra), “Ricard Camarena” (Valencia);

- UNA STELLA: “La Barra de Carles Abellán” (Barcelona), “Oria” (Barcelona), “Eneko Bilbao” (Bilbao), “Atelier Etxanobe” (Bilbao), “Beat” (Calpe - Alicante), “Orobianco” (Calpe - Alicante), “Trivio” (Cuenca), “eMe Be Garrote” (Donostia Gipuzkoa), “Bagá” (Jaén), “LÚ Cocina y Alma” (Jerez de la Frontera), “Pablo” (León), “Ikaro” (Logroño), “Clos Madrid” (Madrid), “Corral de la Morería Gastronómico” (Madrid) “El Invernadero” (Madrid), “La Tasquería” (Madrid), “Yugo ” (Madrid), “El Xato” (La Nucía), “A Tafona do Peregrino” (Santiago de Compostela), “El Molino de Alcuneza” (Sigüenza - Guadalajara), “Terra” (S’Agaró), “Cancook” (Zaragoza).

Molti sono gli amici Spagnoli che hanno confermato o preso nuove “Stelle”, in particolare sono molto felice per le “Due Stelle” assegnate al nuovo e super accogliente RestauranteCocina Hermanos Torres” dei Gemelli Torres, Javier e Sergio.

Il Portogallo invece anche in questa Edizione non ha nessun Ristorante conTRE STELLE”, nella categoria “DUE STELLE” il RistoranteAlma” di Lisbona è la novità che si aggiunge ai 5 Locali già esistenti
Mentre i Ristoranti con “UNA STELLA” salgono a 20 con le tre nuove assegnazioni: “G Pousada” (Bragança), “Midori” (Sintra), “A Cozinha” (Guimarães).

La “Guida Rossa Michelin” non è soltanto una Guida con una lunga, straordinaria, affascinante e curiosa storia alle spalle, ma è uno strumento fondamentale per chi voglia orientarsi tra Alberghi e Ristoranti di pregio in moltissime parti del Mondo, comprese Spagna e Portogallo





"Nunc Est Bibendum" il Manifesto

Edizione España/Portugal 1910 (Foto I-Neumaticos)

Le "Stelle" della Guida Rossa Michelin

I Gemelli Torres, Javier e Sergio, con Giorgio Dracopulos

La Guía Michelin España – Portugal 2019

martedì 2 ottobre 2018

AZIENDA VITIVINICOLA “BULICHELLA” A SUVERETO (LI): L’AVVINCENTE E STRAORDINARIA STORIA, TRA MOTORI E VINO, DI HIDEYUKI MIYAKAWA.




Il Giappone non è soltanto un popoloso Stato Insulare dell’Asia Orientale formato da 6.852 Isole bagnate dall’Oceano Pacifico, ma è anche un fantastico Mondo che solo parzialmente si evince dall’altro nome che gli si attribuisce: il “Paese del Sol Levante”.
Il Giappone ha un fascino particolarissimo che gli deriva da una lunghissima Storia che si perde parecchi secoli avanti Cristo e che fino ai nostri giorni ha tramandato una cultura magnifica ed estremamente seducente.

La nostra Storia inizia proprio in Giappone quando, nella Città di Maebashi, ubicata nella Prefettura di Gunma, distante circa 120 Km. da Tokyo, nasce, Domenica 6 Giugno 1937, Hideyuki Miyakawa.

Fin da giovanissimo, dopo aver superato l’atmosfera dei terribili avvenimenti “atomici” che martoriarono il Giappone sul finire della Seconda Guerra Mondiale, nell’Agosto del 1945, e le conseguenze drammatiche della resa, Hideyuki manifestò grande interesse per i motori, in particolare per le motociclette.

Nel 1960, all’età di 22 anni, era già un motociclista esperto e preso dalla smania di girare il Mondo è partito, insieme a un suo carissimo amico, a cavallo di una moto Yamaguchi 125 cc. bicilindrica con motore due tempi.

Il “due tempi”, semplificando, si può dire che è un tipo di motore senza valvole di scarico, inventato nel 1879, ha iniziato a prendere piede nel mondo delle due ruote, grazie anche alla sua apparente semplicità meccanica, agli inizi degli Anni 50.

La “Yamaguchi” era un’Azienda che ha prodotto motociclette, in Giappone, tra il 1955 e il 1963; le sue moto montavano motori prodotti dalla DittaHodaka” dei Fratelli Oishi
La “Yamaguchi” ebbe un certo successo Internazionale nel 1961 quando, accordandosi con la Ditta AmericanaPacific Basin Trading Company” (PABATCO), che aveva Sede in Oregon, riuscì ad aprire 480 Concessionarie negli Stati Uniti.

Hideyuki Miyakawa partì dal Giappone e, non potendo inoltrarsi in Cina a causa delle troppo vicine ferite aperte dalla guerra in quei Territori, sbarcò in India e da li proseguì attraverso il Pakistan fino a giungere in Persia che dal 1935 si chiama anche Iran.

A questo punto del racconto, parlando di Iran, mi ritornano in mente anche a me molti bellissimi ricordi di quei tempi, infatti anch’io, alcuni anni dopo, nel 1973, sono stato per un lungo periodo in Persia.

Hideyuki arriva, dopo aver attraversato molte altre Nazioni, a Roma proprio per l’inizio delle Olimpiadi
I Giochi della XVII Olimpiade si tennero nella Capitale d’Italia dal 25 Agosto all’11 Settembre del 1960.

Dopo un così lungo viaggio Hideyuki Miyakawa dovette affrontare un problema piuttosto impellente: la fine dei soldi con cui era partito. 
Attraverso un conoscente dell’Ambasciata Giapponese di Roma è entrato in contatto con il Giornale Nipponico, specializzato in motori, “Car Graphic” e ne è diventato reporter/corrispondente estero. Con tale qualifica ha iniziato a girare per le Mostre Internazionali Europee di Auto.

Alla Quarantaduesima Edizione del Salone dell’Automobile di Torino, tenutasi tra il 3 e il 13 Novembre del 1960, sono avvenuti gli eventi che hanno dato una svolta alla vita di Hideyuki

Conobbe e si innamorò di Maria Luisa Bassano, una giovane studentessa che era in procinto di partire, per un anno di studi, proprio per il Giappone
Nel 1962 Maria Luisa e Hideyuki convolarono a nozze. 
Al Salone Hideyuki entrò in contatto anche con Giorgetto Giugiaro divenendone successivamente suo socio nell’Azienda Italdesign.

L’AziendaItaldesign Giugiaro”, un centro servizi per il mondo dell’auto impegnata nella realizzazione di studi stilistici e soluzioni ingegneristiche, fu fondata a Torino, il 13 Febbraio 1968, dal mitico imprenditore Giorgetto Giugiaro (Classe 1938) e da Aldo Mantovani con il nome originario di “Società Italiana Realizzazioni Prototipi S.p.A.” (SIRP).  

Negli anni successivi Hideyuki Miyakawa è diventato un imprenditore di grande successo in campo automobilistico Internazionale e uno dei principali fautori del successo del design Italiano in Giappone
Non solo, ma anche nel mondo sportivo delle corse motociclistiche ha affermato la sua indubbia professionalità in Team come quello della Suzuki e della Yamaha.

Le sue frequentazioni e collaborazioni hanno avuto nomi mitici, tra i tantissimi, quelli di Enzo Ferrari, Giacinto Ghia e Nuccio Bertone.

Nel 1983 la Famiglia Miyakawa, insieme ad altre tre famiglie di varia estrazione e nazionalità, ha fatto nascere, nello Storico Comune di Suvereto in Provincia di Livorno, l’Azienda AgricolaBulichella”. 
Un progetto super innovativo per l’Epoca, in quanto veniva creata un’Oasi di Agricoltura Biologica (non per moda ma per consapevolezza) dove far crescere i figli nel rispetto dell’ambiente e della natura.

Nel 1992 Hideyuki Miyakawa e Maria Luisa Bassano si sono trasferiti, da Torino, in pianta stabile nell’Azienda di Suvereto.

Nel 1999 la Famiglia Miyakawa è diventata l’unica proprietaria rilevando tutte le quote di “Bulichella”, una scelta fatta per incentivare la crescita anche con una visione imprenditoriale più decisa. 

Oggi questa straordinaria Famiglia è composta da sette tra figli e figlie, tra cui tre adottati da Paesi come l’Italia, Corea e India, oltre a quattordici nipoti.

Nel 2003, purtroppo, la signora Maria Luisa Bassano, è deceduta, ma Hideyuki Miyakawa non si è arreso e ha continuato a lottare per la sua numerosa Famiglia anche con un nuovo matrimonio.

Hideyuki ha messo, come sempre, tutte le sue straordinarie capacità anche nel Mondo del Vino, non solo dando alla sua Azienda uno sviluppo decisamente importante ma diventando anche Presidente del “Consorzio dei Vini D.O.C. della Val di Cornia”. 
Durante questo periodo si è battuto fortemente perché i Vini del Territorio ottenessero la D.O.C.G, un obbiettivo, raggiunto nel 2012, che ha accresciuto l’immagine non solo dei Vini ma anche di Suvereto e della Val di Cornia.

Il grande impegno che Hideyuki Miyakawa ha messo in tutto ciò che ha fatto gli ha anche portato l’Onorificenza di “Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana” conferitagli nel 2007 dal Presidente della Repubblica di allora Giorgio Napolitano.

Tutta la sua vita fuori del comune Hideyuki l’ha anche raccontata in un interessantissimo e recente Libro (finito di stampare il 18 Agosto 2017) in lingua Giapponese, corredato dalle sue foto ricordo più care, dal titolo “50 Anni di Italdesign con Giorgetto Giugiaro”. 

Ma veniamo all’AziendaBulichella” splendidamente ubicata, a 2 km. da Suvereto, in collina con vista Mare e con davanti il “Montepeloso”, importantissimo per gli effetti climatici positivi sulle loro vigne.

L’Azienda con la Certificazione Biologica ICEA di tutti i suoi prodotti garantisce l’attenzione e il rispetto messo nelle loro qualificate lavorazioni. 
In totale 42 Ettari di cui 17 di Vigneti e 10 di Oliveti con circa 1600 piante da cui si estrae il loro Olio Extravergine di Oliva, un laghetto, l’orto con frutteto, i verdeggianti boschi e l’accogliente Agriturismo.

Nei Vigneti troviamo vitigni di Vermentino, Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Aleatico e Viognier.

La Cantina attuale, dotata di ogni attrezzatura necessaria, è stata edificata nel 1997 e aggiornata nel 2001
Da notare, per non smentire la passione di Hideyuki Miyakawa per le auto, che all’ingresso della “Barricaia” c’è una rarissima e bellissima Jaguar Mk IV del 1942.

Bulichellaproduce i seguenti Vini: “Hide Toscana Syrah IGT” il Vino dedicato al Titolare Hideyuki, “Coldipietrerosse DOCG Suvereto”, “Sol Sera IGT Toscana Rosato – precedentemente denominato Afrodite”, “Tuscanio Bianco”, “Tuscanio Rosso”, “Rubino Costa Toscana Rosso IGT” e “Merlot Maria Shizuko” il Vino che prende nome dall’attivissima e affascinante figlia di Hideyuki, Shizuko, che è anche l’Amministratrice dell’Azienda.

In occasione del Vinitaly 2018 l’Azienda ha presentato le “Nuove Etichette” dei Vini, frutto della fattiva collaborazione tra le grandi professionalità presenti nella Famiglia Miyakawa, all’interno delle quali si ritrovano alcuni spunti della loro Storia.

Recentemente è avvenuta anche l’importante presentazione del loro nuovo VinoBulichella Suvereto DOCG Montecristo 2015”, una particolare e preziosa Riserva (solo 6.000 bottiglie), un “assemblage” di Cabernet (50%), Merlot (40%) e Petit Verdot (10%); tali percentuali però posso variare a secondo delle annate. 
Un Vino Rosso passato in Barrique Francesi di legno medio fine dalla “tostatura quasi bionda”. Appena uscito ha già guadagnato la ribalta con ottime valutazioni sia Nazionali sia Internazionali.

Nell’Etichetta del nuovo Vino, un Vino decisamente di livello superiore sotto tutti i punti di vista, c’è molto della loro Vita: l’immagine dell’Azienda con il pozzo, i Vigneti con in mezzo Napoleone a Cavallo (l’Isola di Montecristo, visibile nelle giornate terse, è parte dell’Arcipelago Toscano dove all’Isola d’Elba rimase in esilio l’Imperatore Francese), la moto con cui Hideyuki è arrivato in Italia, una vista della Jaguar Mk IV all’ingresso della Barricaia.  

Anche questo nuovo Vino è stato curato dal conosciutissimo e bravo Enologo Luca D’Attoma e da Andrea Lupi, oltreché dal Responsabile della Cantina Stefano Bonaguidi, da più di 20 anni in Azienda.

All’Azienda AgricolaBulichelladi Suvereto (LI) oltre a degustare ottimi Vini, accompagnati da un ricco buffet della Casa, ho potuto ascoltare, raccontata direttamente da Hideyuki Miyakawa con tutto il fascino di un grande Giapponese, l’avvincente e straordinaria storia della sua Vita tra mitici Motori e eccellenti Vini.



1960 Hideyuki in Moto (Foto Bulichella)

Il Libro

Hideyuki Miyakawa

Una Vista dell'Azienda

Vitigni e Panorama

La Jaguar Mk IV 1942 all'Ingresso della Barricaia

La Barricaia

Shizuko Miyakawa

Montecristo 2015 Riserva - Suvereto DOCG

Montecristo 2015: Retro Etichette

Foto di Gruppo: la Famiglia Miyakawa con gli Enologi

Giorgio Dracopulos e Hideyuki Miyakawa