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domenica 10 maggio 2026

ALLA NUOVISSIMA KATSUSANDERIA “SANDO IE KOJI” A ROMA DELLO CHEF KOJI NAKAI I TIPICI E GUSTOSI PANINI GIAPPONESI.

 


"Roma Caput Mundi regit orbis frena rotundi" (Roma Capitale del Mondo regge le redini dell'orbe rotondo) così recita il verso Latino che l’Imperatore dei Romani Federico I Hohenstaufen (1122 - 1190), noto come Federico Barbarossa, volle incidere sul suo sigillo per indicare la supremazia e il ruolo centrale che Roma ha mantenuto nel corso della storia, diventando un fondamentale crocevia politico, economico e culturale.

Non c’è bisogno di dilungarsi sulla Magnifica Città di Roma, tanto è stato già scritto e tanto è stato detto, ma per quello che desidero raccontarvi devo ricordare che il Centro Storico della Città è suddiviso in 22 Rioni che costituiscono il primo livello di suddivisione storico/toponomastico. I Rioni originatisi nel Medioevo sulle basi delle “14 Regiones Augustee” sono aumentati nel tempo e l’ultimo, istituito nel 1921, è il Rione Prati. Ogni Rione, identificato da un numero romano e uno stemma, rappresenta un'area con un'identità unica.

Il “Rione Prati” (XXII), costituito ufficialmente il 20 agosto 1921, nacque come un quartiere che accoglieva le strutture amministrative del Regno d'Italia e una zona residenziale per i funzionari dello Stato. L'impianto urbanistico stradale fu studiato in modo tale che nessuna delle nuove vie avesse come sfondo la Cupola della Basilica di San Pietro, a testimonianza dei rapporti tesi tra il nuovo Stato Italiano e la Santa Sede nell'epoca precedente la firma dei “Patti Lateranensi” dell’11 Febbraio 1929. Per questo motivo i nomi delle Vie del nuovo Rione furono scelti tutti tra personaggi storici della “Roma Repubblicana e Imperiale”, condottieri e letterati della classicità latina e pagana, e tra gli eroi del Risorgimento al quale fu dedicata la Piazza Principale (Piazza Cavour).

Proprio nel Rione Prati c’è Via Andrea Doria”, una larga strada alberata a doppio senso che parte da “Largo Trionfale” e arriva in “Piazzale degli Eroi”, che è considerata una sorta di confine storico e strutturale tra il Rione Prati e il Quartiere Trionfale (Q. XIV) uno dei 35 Quartieri Ufficiali di Roma.

Mercoledì 11 Marzo 2026, in Via Andrea Doria al Civico 32, è stato inaugurato il nuovo Locale dello Chef Giapponese Koji Nakai: “SANDO IE KOJI”.

Il Civico 32 si trova proprio di fronte al “Nuovo Mercato Trionfale”, una grande struttura di vetro e cemento, inaugurato l'11 Marzo 2009, il primo e più grande Mercato Rionale Romano (270 banchi, 420 box, 320 posti auto e un Ufficio Postale). Il mercato è diviso per corridoi con box di colori diversi a seconda della categoria merceologica: “verde” per frutta e ortaggi (“verde chiaro” sono i produttori diretti che sono una cinquantina), “blu” per il pesce, “rosso” per la carne.

SANDO IE KOJI” è una “katsusanderia” un Locale specializzato nella preparazione e vendita del sandwichkatsu-sando” (カツサンド o かつサンド) un famosissimostreet foodGiapponese che consiste nel “tonkatsu” (una cotoletta impanata e fritta solitamente, carne,  maiale o pollo) racchiuso in soffice pane bianco, spesso “pane shokupan” un tipo di pane in cassetta Giapponese, al latte e senza crosta, noto per la sua consistenza estremamente soffice, nuvolosa e con il sapore delicatamente dolce. Il “pane shokupan” si distingue per l'uso della “Tecnica Tang Zhong” che consiste nel fare il pane, umido, morbido ed elastico che dura a lungo, senza l'aggiunta di conservanti o additivi, ma usando semplicemente uno starter fatto con la stessa farina e acqua.

Uno dei segreti per preparare un buonissimo “katsu-sando”, che può essere riempito anche con varie salse e altri ingredienti, è quello di lasciarlo riposare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per 10/20 minuti prima del taglio a metà che ne esalta il ripieno, affinché i sapori si possano amalgamare al meglio e la struttura si compatti. Questo tipo di sandwich è un “comfort food” apprezzatissimo per il contrasto tra la morbidezza del pane e la croccantezza della cotoletta, un panino popolarissimo in Giappone facilissimo da acquistare anche nei “Konbini” (minimarket aperti h.24).

Lo Chef Koji Nakai (classe 1984) è originario di Ōsaka, la Capitale dell'omonima Prefettura e la terza Città del Giappone per numero di abitanti (oltre 2,75 milioni), situata nella Regione del Kansai, nell'Isola di Honshū, alla foce dei Fiumi Yodo e Yamato. Ōsaka è storicamente la Capitale Commerciale del Giappone essendo uno dei maggiori distretti industriali e portuali ed è anche tradizionalmente considerata la "Cucina del Paese" (天下の台所 = “Tenka no Daidokoro”) e la "Capitale della buona tavola".

Koji Nakai, è cresciuto in una Famiglia in cui i Genitori facevano gli stilisti e avevano stretti contatti con l’Italia, il suo Papà tornando dai viaggi portava al Figlio le gustose specialità Italiche in particolare dei magnifici cioccolatini. Sua Zia, anch’essa titolare di marchi di moda, decise di aprire il Primo Ristorante Italiano a Kōbe, l’altra Città che si affaccia sulla suggestiva Baia di Ōsaka, e quello fu per Koji Nakai il “paradiso” dove c’erano solo cose buone da vedere e degustare. Passarono alcuni anni, iniziò a studiare legge ma contemporaneamente, seguendo la sua propensione, oltreché per arrotondare, entrò a lavorare in alcuni Ristoranti Italiani. Venuto a contatto con il mondo della “Pizza”, grazie a un bravo Pizzaiolo Napoletano, Koji non ebbe più dubbi: la sua strada sarebbe stata la Cucina. Koji Nakai poco più che ventenne arrivò in Italia e lavorò prima in Toscana, poi in Friuli-Venezia Giulia, in Piemonte e infine giunse a Roma nel 2008.

Dopo alcune esperienze Romane, come l’apertura di una Osteria Romana a Monteverde, e l’esperienza come Chef presso l’Ambasciata Italiana a Varsavia, Koji Nakai si è impegnato costantemente nella divulgazione della cultura culinaria autentica Giapponese a Roma aprendo nel 2022 il Ristorante Fine Dining Nakai dove riesce a fondere la Cucina Giapponese con quella Romana, poi nel Mese di Giugno del 2024, in Via Marcantonio Bragadin al Civico 13, ha inaugurato “IE KOJI” (Da Koji).

 “IE KOJI” è un “izakaya” (居酒屋) è un tipico pub, taverna, trattoria informale Giapponese, spesso economico, dove si consumano bevande alcoliche accompagnate da vari piatti da condividere, simile a un mix tra tapas bar e pub. La parola significa letteralmente "rimanere a bere" o "negozio di sakè dove ci si siede". Sono luoghi sociali molto accoglienti (convivialità nella condivisione),    posti molto popolari in cui si va con la famiglia, con gli amici o coi colleghi, magari dopo la scuola o il lavoro.

Successivamente, alla fine del 2025, una nuova apertura, sempre a Roma, il “Sakaba Ie Koji” la prima “sakaba” (posto dove si beve) Romana: un’Enoteca con Cucina Giapponese.

Koji Nakai affianca all’attività imprenditoriale anche un costante impegno Culturale in collaborazione con l’Istituto di Cultura Giapponese.

Il bravo Chef Koji Nakai, dopo i suoi precedenti progetti, che negli ultimi anni hanno avuto molto successo e contribuito a far conoscere una nuova idea diCucina Giapponese Contemporaneanella Capitale, ha voluto far nascere il nuovoSANDO IE KOJI” come uno spazio essenziale e dinamico, pensato principalmente per asporto e consumo veloce, con pochi posti interni e un dehors più ampio con vista sul Mercato Trionfale. Il tutto in linea con lo spirito urbano dello “street foodGiapponese. Aperto dalla tarda mattinata fino a sera con orario continuato, “SANDO” propone una cucina immediata ma costruita su un lavoro artigianale preciso, sviluppato a partire da un laboratorio produttivo dedicato.

Il Menù di “SANDO IE KOJI” si basa su alcune varianti di “katsu-sando” che comprendono la versione più tradizionale con “cotoletta di maiale”, quella con “pollo”, quella con “straccetti di manzo” (saltati e conditi con salsa di soia), quella con la pregiata carne Giapponese  wagyu” dalla marezzatura intensa, quella “vegetariana stagionale” preparata con le verdure del Mercato Trionfale. Accanto ai “katsu-sando” non mancano altri classici della gastronomia Giapponese come i “box” da portare via denominati “bento”, le “patatine” reinterpretate con gustosi sapori fusion e le “cotton cheesecake al cioccolato, yuzu (agrume) e matcha (polvere di tè verde)” il raffinato dolce che si distingue per la sua incredibile leggerezza e la consistenza spugnosa, simile a quella di una nuvola. Le materie prime usate sono tutte selezionare, il pane è uno “shokupan” molto soffice e burroso (realizzato in esclusiva dal “Panificio Artigianale Marè Prati”), le cotolette grazie alla partnership con il “Gruppo Galli” sono prodotte internamente in un laboratorio dedicato e i polli provengono da allevamenti a crescita naturale. Il tutto viene accompagnato da birre e bibite originali Giapponesi.

Alla nuova katsusanderiaSANDO IE KOJIin Via Andrea Doria al Civico 32 a Roma, grazie all’iniziativa imprenditoriale del bravo Chef Giapponese Koji Nakai, troverete i tipici e gustosi panini tradizionali Giapponesi.

https://www.instagram.com/sando.2026/


"SANDO IE KOJI" a Roma (Foto SIK)

"Katsu-Sando" Tradizionali (Foto SIK)

Materie Prime Selezionate (Foto SIK)

"Patatine" per Tutti i Gusti (Foto SIK)

Abbinamenti con Birre e Bibite Gipponesi (Foto SIK)

Lo Chef Koji Nakai (Foto SIK)

"SANDO IE KOJI" a Roma dello Chef Koji Nakai (Foto SIK)


venerdì 29 agosto 2025

“MAKOTO” A MADRID: IL PRIMO RISTORANTE IN EUROPA DEL MITICO CHEF GIAPPONESE MAKOTO OKUWA.




Sono sempre stato innamorato di Madrid fin da quel lontano Capodanno del 1985 che per la prima volta, a partire da “Puerta del Sol” (la Piazza più importante e famosa della Città, il “km 0” della rete stradale della Spagna e il centro delle celebrazioni nazionali della Mezzanotte di San Silvestro con il famoso Orologio che batte i 12 rintocchi) mi vide iniziare a percorrere le sue fascinose e indimenticabili strade. Madrid è una Città estremamente viva e vivace sempre ricca di novità in tutti i campi e per Accoglienza ed Enogastronomia, argomenti a me cari, è un vero “Paradiso Terrestre”.

Condivido assolutamente le parole che ci ha lasciato la notissima Scrittrice Madrilena Almudena Grandes Hernández (1960 - 2021): “Quel che più colpisce di Madrid è la sua costante forza misteriosa e inesplicabile grazie alla quale è riuscita mano a mano a imporre la propria individualità e a diventare ciò che è oggi”.

Tra le novità gastronomiche che negli ultimi mesi hanno arricchito ulteriormente la Città c’è sicuramente l’apertura, alla fine di Gennaio 2025, del Ristorante Makotodel famosissimo Chef Giapponese Makoto Okuwa.

Il RistoranteMakoto si trova in pieno Centro della Città in Calle del Marqués de Villamagna al Civico 1, nel Quartiere super elegante e vivace di Madrid denominatoSalamanca”.

Calle del Marqués de Villamagna” è facilmente raggiungibile (a piedi poco più di 10 minuti) partendo da un’altra della più belle e storiche Piazze di Madrid, “Plaza de la Independencia” (dove si trova la famosa “Puerta de Alcalá”, monumento risalente al 1778) e percorrendo per circa un chilometro “Calle Serrano” fino all’ottava traversa sulla sinistra. “Calle Serrano” è una strada famosa per le sue boutique di lusso e i negozi di alta moda, una delle vie più eleganti e costose della Città, ideale per lo shopping di alta gamma. “Calle del Marqués de Villamagna”, è un breve tratto che unisce il “Paseo de la Castellana”, una delle arterie principali Cittadine, a “Calle Serrano”, fu inaugurata nel 1867 quando José Nieulant y Sánchez Pleités Marchese di Villamagna era Sindaco di Madrid e così ne prese il nome.     

Il Ristorante Makoto” si trova praticamente subito a sinistra entrando dal Paseo de la Castellana in Calle del Marqués de Villamagna al Civico 1, è un senso unico in quanto Calle del Marqués de Villamagna non è molto larga. “Makoto” è strategicamente ubicato in angolo tra il “Rosewood Villa Magna Hotel” (5 Stelle), in Paseo de la Castellana al Civico 22, e il modernissimo Centro CommercialeTorre Serrano” al Civico 3 di Calle del Marqués de Villamagna.

Il RistoranteMakoto”, realizzato su progetto dal famoso Architetto Manuel Clavel Rojo, è un grande spazio unico di 450 m² con una bellissima e accogliente Terrazza. L’atmosfera esprime la fascinosa essenza del Giappone grazie a innumerevoli riferimenti alla sua cultura, come l'uso di materiali nobili come legno, pelle naturale e tatami su pavimenti e pareti, oltre agli alberi di ulivo potati in stile bonsai, alle superfici testurizzate che richiamano il concetto di “Wabi-Sabi” e gli elementi d'acqua sulla terrazza, tutto contribuisce a creare un'atmosfera assolutamente rilassante ed elegante.

Wabi-Sabi” (侘寂) è una filosofia estetica, una visione particolare del mondo Giapponese che celebra la bellezza dell'imperfezione, della transitorietà e dell'incompletezza. "Wabi" () indica una bellezza naturale e modesta, mentre "Sabi" () è la bellezza che si sviluppa con il passare del tempo, l'usura e la naturalezza. 

All'interno il Locale può accogliere 60 commensali grazie ai tavoli bassi con poltroncine e divanetti, il Sushi Bar ha 12 posti e il Cocktail Bar ne ha 10. La Terrazza Giardino poi ha la capacità di 40 posti ed è una vera e propria meravigliosa “oasi zen” di verde.

Il RistoranteMakotoappartiene alla Catena dei Locali del super famoso Chef Giapponese Makoto Okuwa che ha scelto la Spagna e Madrid per la sua prima apertura in Europa.

Makoto Okuwa è nato, Domenica 9 Novembre 1975, nella Città di Nagoya, la quarta maggiore Città del Giappone e il Capoluogo della Prefettura di Aichi, un importante polo manifatturiero e marittimo al centro dell'Isola di Honshu. Seguendo la sua innata passione Makoto a soli 15 anni ha iniziato, proprio a Nagoya, l’apprendistato con un grande Maestro Sushi: lo Chef Shinichi Takegasa.

Raggiunta la formazione dopo un decennio di assoluta dedizione Makoto si è trasferito nella Capitale degli Stati Uniti, a Washington D.C., dove ha iniziato a lavorare affianco a un altro grande Maestro lo Chef Masaharu Morimoto. Nelle sue cucine con il tempo ha fatto carriera assumendo il ruolo di Capo Sushi Chef presso il Ristorante di punta di Morimoto a Philadelphia, così come nell’altro Locale di New York.

Nel 2007 Makoto ha realizzato il sogno di una vita aprendo il suo primo Ristorante, il “Sashi Sushi + Sake Lounge”, a Manhattan Beach, una Città Californiana situata a Sud-ovest della Contea di Los Angeles. Da subito ha avuto successo ricevendo molti riconoscimenti sia dalla stampa (Los Angeles Magazine e Los Angeles Times) sia dalla clientela. Nel 2011 Makoto Okuwa, in collaborazione con Stephen Starr noto imprenditore e ristoratore Americano titolare del gruppo “Starr Restaurants”, ha aperto il suo secondo Ristorante, battezzandolo con il suo nome, a Bal Harbour, un lussuoso Comune nella Contea di Miami-Dade in Florida, noto per gli hotel esclusivi, le spiagge tranquille e i prestigiosi “Bal Harbour Shops”, che ospitano boutique di alta moda e gioiellerie di lusso. 

Negli anni successivi il “Gruppo Makoto” è cresciuto e oggi ha Ristoranti in Città come Washington D.C., Vail (nella Contea di Eagle in Colorado) negli Stati Uniti, a Panama City (Panamá), a Città del Messico (Messico), a San Paolo (Brasile) e a Santo Domingo (Repubblica Domenicana), consolidando la sua posizione come un riferimento certo di alta Cucina Giapponese. L'apertura del nuovo RistoranteMakoto” a Madrid ha generato altri 50 posti di lavoro che si aggiungono a un Team globale (oltre 1.500 lavoratori) che nel 2024 ha servito più di 300.000 clienti.

Nel corso di una lunga carriera il Maestro Makoto Okuwa ha sviluppato la sua personale interpretazione della Cucina Giapponese coniugando il tradizionale “Edomae-Sushi”, o “Edomeaezushi” da Zushi (逗子) la Città della Prefettura di Kanagawa in Giappone ubicata a circa 53 km. a Sud-Sud-Ovest di Tokyo, con l'innovazione moderna.

"Edomae" (江戸前) significa "davanti a Edo" e si riferisce allo stile di Sushi Tradizionale di Tokyo (l'antico nome di Tokyo era Edo). Il “Sushi” comunemente conosciuto oggi in tutto il mondo è, semplificando, una combinazione di pesce crudo fresco e riso cotto condito con aceto. Lo stile “Edomae-Sushi”, è una cucina Giapponese piuttosto moderna, inizialmente creata dai fast food di Edo durante gli anni '20 del XIX Secolo, era originariamente realizzata con pesce e frutti di mare freschi pescati nella baia di Tokyo e preparati al momento, spesso con tecniche come la marinatura. Il popolo di Edo era noto per il suo stile di vita frenetico e per la mancanza di pazienza, motivo per cui molti fast food ebbero grande successo.

Al RistoranteMakoto” di Madrid l’offerta gastronomica è basata sull'eccellenza culinaria, la straordinaria qualità delle materie prime, una particolare attenzione a ogni dettaglio oltre all’assoluto rispetto per le fondamenta della Cucina Giapponese (precisione, abilità con il coltello, preparazione meticolosa del riso e rigorosa selezione del pesce) ma si incorporano anche combinazioni, salse e presentazioni influenzate da altre cucine. Si servono delizie esclusive come “Wagyu A5” (la tenerissima e burrosa carne Giapponese con il punteggio più alto nella scala di valutazione della qualità della carne per marmorizzazione, colore, consistenza e brillantezza del grasso), il “Sushi” firmato Makoto, i “Ricci di mare” e le “Capesante” di Hokkaido, o le parti più pregiate dei migliori “Tonni Rossi”.

Da “MakotoMadrid si segue anche il metodo di incorporare speciali ingredienti Spagnoli nella narrativa culinaria Giapponese. Materie prime fantastiche come il maiale iberico, la paprika affumicata, l’olio extra vergine di oliva, il polpo galiziano, il tonno Almadraba di Cadice, i gamberetti del Mediterraneo o i gamberetti rossi dell'Atlantico.

Il Menu di “Makoto Madrid offre un’ampia scelta per tutti i gusti e spazia tra Sushi e Sashimi di altissima qualità (come Chu-toro, Hamachi ponzu e Hamachi toro) a piatti caldi cucinati alla “Robata” (l'iconica griglia Giapponese che conferisce un sapore affumicato e autentico a pesce, carni e verdure), dagli Spiedini di gamberi tigre agli Yuzu-tare e ai Corn shichimi. Oltre a ciò anche  creazioni originali e altre ancora che reinventano la tradizione senza tradirla, come: Riso fritto Frosty Kobe con foie, Shichimi e uovo biologico, Softshell, tobiko, avocado e aioli al peperoncino, Branzino al miso con cavolo riccio fritto e miso ume, Branzino con chimichurri di wasabi-shiso, Fette di wagyu cotte dai commensali al tavolo su una pietra calda (un rito quasi zen), Spiedini di ali di pollo, Gyoza (ravioli) di manzo, Cavolfiore con tofu e feta, Riso croccante con hamachi (ricciola) e tonno, Entraña o Skirt (tagli di carne fini) alla Robata, Insalata di crescione, Salmone al tartufo, Capesante crudeTempura di Peperoni shishitoEdamame (fagioli di soia verdi) piccanti, Tartare di tonno, Tabon (condimento piccante) di frutta.

La Carta dei Vini è selezionata con spirito Giapponese: 150 Etichette con una presenza equilibrata tra Vini Spagnoli e Internazionali più circa venti tipi di Sake Artigianali scelti per mettere in risalto il lavoro dei Maestri che onorano con il loro pregevole lavoro il “Terroir Giapponese”. Anche il buonissimo Whisky Giapponese ha un posto d'onore, con etichette iconiche come “Hibiki”, “Nikka” e “Yamazaki”, non mancano alcune bottiglie di edizioni limitate per collezionisti e super appassionati. Ci sono anche altri elementi essenziali provenienti da una classica dispensa Giapponese, come i “ sencha” (tè verde a foglie intere) e “genmaicha” (altro particolare tè verde), il miso artigianale, il succo di yuzu e i prodotti fermentati. Al Bar poi si può scegliere tra una dozzina di Cocktail Signature che rivisitano i classici da una prospettiva Giapponese come un ottimo “mojito al yuzu con lychee (frutto tropicale), fiori di sambuco e spezie asiatiche”.

Da “Makoto” a Madrid anche l’accoglienza ha uno speciale fascino. La posateria è stata portata dal Giappone e ogni elemento, dall'oshibori (un piccolo asciugamano caldo offerto all'arrivo come gesto di benvenuto) alla cerimonia del tè, riflette lo spirito assolutamente calmo, rilassante e bello dell'ospitalità Giapponese. Questa particolarissima attenzione ai dettagli coesiste con uno stile occidentale rilassato, dinamico e informale perché tutti si sentano i benvenuti.

L’apertura dell’accoglientissimo RistoranteMakotoa Madrid, del mitico Chef Giapponese Makoto Okuwa, segna sia l’arrivo in Europa di questo straordinario Gruppo sia l'inizio di un nuovo progetto per aprire Tre nuovi Ristoranti in Spagna e altri Tre negli Stati Uniti.

https://makotomadrid.com/

https://makotomadrid.com/wp-content/uploads/2024/04/IMG_3027.mp4


Ristorante "Makoto" a Madrid: Una Vista Interna  (Foto Makoto)

Lo Chef Makoto Okuwa...  (Foto Makoto)

"Makoto" a Madrid: Solo Delizie...  (Foto Makoto)

"Gyoza di Manzo"...  (Foto Makoto)

 "Super Gustose Preparazioni"...  (Foto Makoto)

"Carni Pregiate"...  (Foto Makoto)

"Cottura su Pietra Calda"...  (Foto Makoto)

"Tempura di Peperoni"...   (Foto Makoto)

"Tabon di Frutta"...  (Foto Makoto)


 

sabato 29 giugno 2024

“MEDITERRANEA BELFIORE” UNA GRANDE FESTA PER I PRIMI 50 ANNI DI ATTIVITÀ: AMORE E DEDIZIONE PER REALIZZARE SOLO ASSOLUTA QUALITÀ.



Anticamente in Toscana, come in molti altri territori costieri della Penisola Italica, le terre erano delle paludi, degli acquitrini malsani (dove regnava la malaria), praticamente abbandonate dalle popolazioni che dopo la caduta dell’Impero Romano, lentamente, si erano rifugiate per maggiore sicurezza in collina. Vastissime zone ricche di fitte boscaglie e macchia mediterranea erano perennemente allagate da corsi d’acqua, dalle varie dimensioni, senza argini e senza alcun tipo di regimazione dei flussi in eccesso. Oltre a ciò altre calamità, come cicliche spaventose invasioni di cavallette e sanguinose incursioni dei pirati, rendevano queste terre assolutamente invivibili.

Solo nel 1737, con il Consiglio di Reggenza che governò la Toscana in nome dei Lorena (dinastia che aveva soppiantato i Medici) e successivamente con Ferdinando III d’Asburgo-Lorena (1769 - 1824) Gran Duca di Toscana, si intraprese un primo serio piano di bonifica di queste paludi.

Nella seconda metà del XVIII Secolo, su terreni appena bonificati, in LocalitàLa Cinquantina”, a due chilometri a Nord di Cecina (LI) e a poche centinaia di metri dal mare, per volere del Governo Granducale, sorse una struttura adibita ad alloggio per la manodopera denominata “Casone dei Lavorai”. Negli anni successivi da questo primo nucleo nacque una grande fattoria.

Il Livornese Francesco Domenico Guerrazzi (1804 - 1873), importante politico e scrittore del movimento risorgimentale, nel 1868 rilevò la Fattoria trasformandola in una signorile Villa padronale che da allora prese il nome di “Villa Guerrazzi”. Oggi la bella struttura è proprietà del Comune di Cecina che vi ospita l’interessante Museo della Vita e del Lavoro oltre a quello Civico Archeologico, altrettanto importante. 

Uno dei Poderi che si trovavano intorno allaVilla Guerrazziportava un nome positivo: “Belfiore”. 

Nel 1952 Domenico Ciarlo innamoratosi delle terre che si trovavano in Località La Cinquantinarilevò ilPodere Belfiore”.

Domenico Ciarlo (classe 1903) apparteneva a una Famiglia di piccoli proprietari da sempre dediti all’agricoltura. La Famiglia Ciarlo ha origini Campane, più precisamente provengono dal Comune di Morcone, in Provincia di Benevento. Il Territorio Beneventano è posto nell’entroterra Appenninico, nella parte meridionale della zona storicamente definita come Sannio, ed è ubicato in una particolare posizione centrale quasi equidistante dal Mare Tirreno e dall’Adriatico.

Domenico grande lavoratore e agricoltore appassionato, con il grande desiderio nel cuore di trovare terreni sempre più vocati, cambiandoli anche con altri di zone lontane, pur di migliorare la sua produzione. Questo suo scopo lo portò a trasferirsi, dopo il matrimonio con Giocondina Fortunato, a Santa Croce di Magliano, in Provincia di Campobasso, una terra dagli ecosistemi molto particolari e differenziati. Qui, nel 1939, nacque il loro unico Figlio Donato. Seguì un altro periodo di trasferimenti, con tutta la Famiglia, prima a Termoli e poi a Siena. Intanto scoppiò la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) e Domenico Ciarlo servì con onore la Patria nell’Arma dei Carabinieri Reali (Corpo fondato nel 1814). Nel 1952 la Famiglia Ciarlo si stabilì definitvamente in Toscana, nel Comune di Cecina in Provincia di Livorno, dove altri due Fratelli di Domenico, Salvatore e Vittorio, si erano già sistemati in Località Mazzanta.

Nel 1952 Donato Ciarlo aveva solo 13 anni ma Domenico, Giocondina e il Figlio con una forza di volontà assoluta e grandicuori” si dedicarono totalmente al loro nuovo Podere di 10 Ettari a poche centinaia di metri dal mare. Passarono anni di duro lavoro e di grandi sacrifici ripagati con il raggiungimento di molti traguardi. Donato Ciarlo, nel 1963, si sposò con Renza una brava ragazza del posto, di Colle Mezzano Frazione di Cecina, dalla loro felice unione vennero al mondo tre Figlie: Simonetta, Antonella ed Emiliana. Donato aveva anche un forte spirito imprenditoriale e, visto con lungimiranza l’andamento del mercato agricolo, decise di sfruttare i pochi risparmi di Famiglia nell’acquisto di vecchi macchinari per la lavorazione dei pomodori, macchinari che con grande cura riportò a nuova vita.

Nel 1974 Donato iniziò la nuova attività di trasformazione e conservazione della sua produzione, nacque il Conservificio dei Ciarlo”. Un’altra delle sue idee più innovative fu quella di confezionare i Pomodori lavorati non solo in lattina ma anche in vasi di vetro, una novità assoluta negli anni ’70. Anni difficili per l’Agricoltura e Donato, per differenziare, fece un ulteriore investimento, acquistando la piccola DistilleriaCavallini”. Questo importante passaggio commerciale servirà anche per accrescere esperienza da poter riversare sul Conservificio che intanto aveva preso il nome di “Mediterranea Belfiore”.

Nel 1996 un nuovo importante investimento: l’Azienda ha iniziato a produrre esclusivamente seguendo metodi tradizionali e naturali conquistandosi il Marchio di Produttori Biologici”. La produzione si basa sulla migliore qualità, sull’artigianalità e su attente procedure (come la trasformazione entro le 24 ore dal raccolto e cotture brevi a basse temperature), per poter mantenere la freschezza, la fragranza e inalterati i profumi originari. L’Azienda coltiva una varietà di pomodori, selezionata attraverso gli anni, particolarmente adatta ai loro terreni argillosi, che permette di ottenere un frutto di media pezzatura ma dalla polpa soda, non acquosa, con una buona pelabilità e dal sapore particolare, molto gradevole e dolce.

Dopo tanti sforzi la qualità venne premiata e l’Azienda crebbe rapidamente, purtroppo nel 1997 Donato Ciarlo si ammalò gravemente e il 27 Giugno del 2001 venne a mancare. Le tre Figlie, improvvisamente, si ritrovarono, a fare le imprenditrici, ma essendo non prive di forza di volontà e di forti energie, intelligenti e cresciute con un Padre come Donato che ha loro insegnato la strada da seguire, altri successi continuarono a essere raggiunti. Simonetta, Antonella ed Emiliana hanno nel sangue la passione, l’amore per i campi, per i loro prodotti e specialmente per leconserve”.

Quattro le Linee fondamentali della Mediterranea Belfiore” : “Le Salse Del Cuore” (le preparazioni fatte con i Pomodori, partendo dai curati filetti alle salse ai vari sapori e nei differenti abbinamenti) - “I Sapori della Famiglia Ciarlo” (dalle insalatine Primavera ai Sott’olio, dalle Verdure Grigliate alle Olive, fino alla Creme e anche i migliori “Carciofi Morelli Toscani” preparati  in modi diversi nei bei vasi trasparenti grandi e piccoli) - “Il Pesto del Cuore” (il Pesto Ricetta Ciarlo, realizzato con il Parmigiano Reggiano stravecchio e con il fresco e profumato basilico di loro produzione, nelle diverse confezioni e formati). La “Mediterranea Belfiore” si è specializzata, negli anni, con successo, anche in pregevoli Confezioni Regalo che, oltre a essere spedite in molte parti del Mondo, vengono vendute direttamente, insieme a tutta la loro produzione, in Sede.

Sull’onda di questa e anche di altre iniziative, come l’ampliamento dell’offerta di altri prodotti alimentari, assolutamente selezionati e scelti tra quelli di straordinaria qualità, si è giunti alla trasformazione del “Vecchio Spaccioin un vero e proprio bellissimo grande Negozio inaugurato il 18 Giugno 2011. La nuova struttura è molto suggestiva e accogliente, tre piani (Cantina, Negozio e Soppalco per eventi e degustazioni), nel costruirla si è seguita l’impostazione ecologica (Bioarchitettura), affidandone la realizzazione alla DittaRubner Haus” di Chienes (BZ), altamente specializzata nella lavorazione del legno e altri materiali naturali.

Oggi il “Pomodoro” domina la gastronomia mondiale, e l’Italia è al vertice della sua produzione di qualità, oltre a essere, in assoluto, il primo esportatore al Mondo di prodotti a base di pomodoro: pelati, passata, polpa, concentrato, sughi. L’AziendaMediterranea Belfiore” vende in Italia e in molti Paesi del Mondo ed è un fiore all’occhiello della nostra produzione conserviera. Un’Azienda tutta al femminile, tre sorelle, Simonetta, Antonella ed Emiliana Ciarlo, insieme a Mamma Renza, ma un solo “Cuore” (come il loro Marchio), pieno di passione e d’amore per la genuinità.

Per celebrare i primi 50 Anni di un’attività così ricca di successi la Mediterranea Belfioreha realizzato una specialissima Confezione tutta dorata e in Edizione Limitata e Scatolata1974 - 2024del pomodoro 100% Biologico Toscano secondo laRicetta della Famiglia Ciarloe ha organizzato Sabato 15 Giugno 2024 dalle ore 18:30 presso la propria Sede una grande Festa per 250 Persone.

Nel grande Piazzale dell’Azienda, allietato con piacevole musica dal vivo, numerosi Stand Enogastronomici hanno reso felici i palati degli Ospiti. Erano presenti con le loro delizie, ovviamente oltre alla Mediterranea Belfiore con le sue magnifiche “Bruschette” e la buonissima “Pappa al Pomodoro”: gli ottimi panini del “Food Trucks” di Cecchini Carni, i gustosi gelati e i sorbetti di “Gianna Tutta Panna”, i freschi e buoni Drink di “Paracelso”, la nuova e fragrante pizza gourmet (La Pilotta) del Panificio/FornoRosetti” e i Vini  super Selezionati e Presenti nellaCantina della Mediterranea Belfiore” serviti con grande professionalità dai Sommelier Fisar le Due Valli.

La bellissima e gustosissima festa per i primi 50 anni dellaMediterranea Belfiore” si è conclusa tra gli applausi, a notte inoltrata, con la degustazione del “Dolce” preparato appositamente da una straordinaria Pasticciera come Loretta Fanella.

Mediterranea Belfiore di Mamma Renza, Antonella, Simonetta ed Emiliana Ciarlo: 50 Anni di grande amore e dedizione per realizzare solo prodotti di assoluta qualità.

https://www.mediterraneabelfiore.it/

https://www.youtube.com/watch?v=Y1tI8wU8MdU


 Emiliana, Simonetta, Renza e Antonella Ciarlo... (Foto MB)

"Il Grande Bancone all'Ingresso del Negozio"...

"Una Vista Interna del Negozio"... 
 
"Una Vista della Cantina"... 

"Maditerranea Belfiore": Un Mare di Delizie...

"L'Ingresso alla Festa"... 

"Musica dal Vivo"...

"Il Food Trucks di Cecchini"...

"Gianna Tutta Panna"...

"Paracelso"... 

 "La Pilotta del Panificio Rosetti"...

I Sommelier Fisar...

Mamma Renza con le Figlie e Giorgio Dracopulos

 Il "Dolce per i 50 Anni dell'Azienda" (Foto MB)

 

venerdì 2 febbraio 2024

ALLA TRATTORIA “IL BOCCONDIVINO” DI CRESPINA (PI) UNA SOLIDA E BUONA CUCINA TRADIZIONALE.



 Il Francese Fernand Paul Achille Braudel (1902 - 1985) è stato uno dei massimi Storici del XX Secolo e uno dei principali esponenti della “École des Annales”, la Scuola che studia la storia delle civiltà indagando i cambiamenti politici, sociali, economici e culturali a lungo termine, secondo una prospettiva comparata, in netta opposizione alla storia dei singoli avvenimenti.

Proprio Fernand Paul Achille Braudel ci ha lasciato queste parole che calzano a pennello come inizio di ciò che desidero raccontare. “Colline di Toscana, coi loro celebri poderi, le ville, i paesi che sono quasi città, nella più commovente campagna che esista”.

Nella Provincia della Toscanissima, storico/monumentale e mitica Città di Pisa su una dolce collina panoramica a 86 m. sul livello del mare è ubicato l’antico Borgo di Crespina che dista da Pisa circa 30 km., da Livorno 30 Km. e 80 Km. da Firenze.

Crespina (circa 600 abitanti) è il Capoluogo del “Comune Sparso” (un Comune che non ha un centro ben definito) di “Crespina Lorenzana” istituito 1º Gennaio del 2014. Fino ad allora Crespina era stata un Comune composto esclusivamente dalla Frazioni di Cenaia e Tripalle.

Il toponimo di Crespina (probabilmente di origine Etrusca) è attestato per la prima volta in data 16 Agosto 983 come “Crispina” nel Quinto Volume delle “Memorie e Documenti per Servire la Storia di Lucca”.

La lunga storia di Crespina, vista la sua ubicazione di notevole importanza strategico logistica, è costellata da guerre e scorrerie che si sono accentuate a partire dal 1115 quando il Borgo passò sotto la dominazione Lucchese. Successivamente occupata dai Pisani nel 1165 venne rioccupata dai Lucchesi nel 1175, ritornò nel XIII Secolo sotto il dominio Pisano essendo stata inserita nel “Capitanato delle Colline Inferiori”.

Nel 1405, dopo un lungo assedio i Fiorentini, sconfiggendo definitivamente i Pisani, occuparono il Borgo di Crespina inserendolo sotto il controllo del Vicariato di Lari e, intorno al 1431, dopo aver soffocato nel sangue una ribellione, spianarono sia la Rocca che il Castello e tutto il materiale che ne ricavarono fu destinato a costruire nuove strade a Firenze.

Crespina e la bellissima campagna circostante divenne meta di villeggiatura delle Famiglie Nobili e facoltose di Livorno e di Pisa già alla fine del XVII Secolo fino a raggiungere nel XIX Secolo il suo periodo d’oro con la costruzione di numerose e belle ville, grandi fattorie e suggestivi casini di caccia che oltre ai proprietari ospitarono anche noti artisti del tempo.

Un esempio di tale periodo è la bellissima e maestosa “Villa del Carretta” (o Villa del Testa del Tignoso o più semplicemente Villa Belvedere), con adiacenti Canonica e Oratorio, che si trova in Località Belvedere, poco distante dal Centro di Crespina. Un Edificio molto interessante sia per le sue forme architettoniche sia per la ricchezza delle opere d'arte. La Villa venne edificata dopo il 1580 da Ascanio di Lodovico Vitali del Carretta e successivamente, nel Settecento, venne ristrutturata dal Conte Francesco Maria del Testa del Tignoso che la rese ancora più bella dotandola dell'ampio Parco all’Inglese con strutture ricreative quali le Terme, le Limonaie, la Kaffeehaus e il Belvedere.

Tra gli Edifici Religiosi di Crespina spicca la “Chiesa di San Michele” edificata tra il 1885 e il 1891 sui resti di una precedente e più antica struttura. La Chiesa all'interno, tra altro, accoglie due bellissime tavole trecentesche: una con San Michele Arcangelo che abbatte il drago attribuita al Pittore Fiorentino Bernardo Daddi (1290 - 1348) e l’altra è una Madonna con il Bambino e Angeli musicanti del Pittore Pistoiese Giovanni di Bartolomeo Cristiani (1340 - 1398).

Collegato ai festeggiamenti del giorno del Patrono di Crespina, San Michele, il 29 di Settembre di ogni anno si svolge nel Parco delle Civette del Borgo, organizzata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco Crespina Lorenzana (Associazione di Promozione Sociale) l’antichissima e suggestivaFiera delle Civette” (da pochi anni anche degli uccelli da richiamo) inserita nell’Albo Regionale delle Fiere Storiche.

La Fiera, preceduta da una due giorni “Aspettando le Civette” con “street food”, mercatino artigianale, animazione per bambini ma soprattutto esibizioni di civette e falconeria, ha un ricco programma che comprende rievocazioni storiche, esibizioni di arcieri, giostre, percorso con pony, musica dal vivo, passeggiata storico ambientale, stand gastronomici e molto altro.

Già nell’antica Grecia la Civetta, bellissimo uccello rapace notturno, era considerata sacra per la dea della sapienza “Atena” e Crespina ha voluto dedicare anche un monumento in bronzo alla Civetta, opera dello Scultore Angelo Biancini, oltre a realizzare un Centro Allevamento Civette che cura la riproduzione delle stesse in cattività e che si è trasformato in un Parco all’aperto per il recupero delle specie protette in genere.

Una curiosissima peculiarità delle Civette è che durante il sonno chiudono solo un occhio alla volta per rimanere vigili e monitorare l’ambiente circostante.

Ecco proprio al Centro di un Borgo così fascinoso come Crespina, in Via Montegrappa al Civico 30, praticamente davanti a uno slargo che fa da panoramica Terrazza, c’è un Locale caldo e accogliente: la TrattoriaIl Boccondivino” di Maria Di Filippo e suo Marito Gianluca Pettini.

Il Pisano Gianluca Pettini (classe 1956) fin da giovanissimo ha seguito gli insegnamenti della Mamma, Milena Bacci, una grandissima Cuoca. Gianluca insieme alla Mamma nel 1987 rilevò a Pisa, nella centrale Via Curtatone e Montanara, a due passi dal Palazzo della Sapienza e da Lungarno, una Trattoria che si chiamava “Il Coccio” aprendo con grande successo il loro primo LocaleIl Paiolo”, tenuto poi fino al 1993. Negli anni successivi Gianluca ha lavorato nelle cucine di diversi noti Locali in varie zone d’Italia.

Nel 2003, nuovamente insieme alla Mamma, Gianluca Pettini rilevò una conosciuta Trattoria nel Centro di Crespina che si chiamava “Carta Gialla” ribattezzandola “Il Boccondivino”.

Passarono una decina di anni di grande lavoro e appassionato impegno per far conoscere, con successo, la buona Cucina della TrattoriaIl Boccondivino”.  

Nel 2014, a lavorare a “Il Boccondivino”, arrivò Maria Di Filippo e presto sbocciò una bella storia d’amore con Gianluca con successivo matrimonio.

Maria Di Filippo è nata in Svizzera, i suoi Nonni di origine Campana si erano trasferiti per motivi di lavoro oltre le Alpi, nel 2002 la Famiglia e Maria rientrarono in Italia. Una innata passione per il buon cibo ha spinto Maria ad appassionarsi alla Cucina e dopo essere arrivata alla TrattoriaIl Boccondivino” lavorando per i primi tempi in Sala ne è diventata poi la bravissima Cuoca.

La TrattoriaIl Boccondivino” in questi 22 anni di attività si è fatta conoscere per la sua piacevolissima Cucina Tradizionale di Terra realizzata con selezionate materie prime di ottima qualità: qui decisamente ci si può abbandonare al “piacere della carne” (come le maestose e succulente bistecche alla Fiorentina) e non solo. Tali meriti sono stati anche riconosciuti con numerose segnalazioni su Guide e Testate specializzate e dall’attribuzione di diversi Premi e Riconoscimenti come il “Premio Speciale Il Tirreno per il Filetto ai Funghi Porcini” consegnato nell’ambito della ManifestazionePremio della Ristorazione delle Terre di Pisa” promossa da “Confesercenti Toscana Nord” con la compartecipazione della “Camera di Commercio Toscana Nord Ovest”.

La TrattoriaIl Boccondivinodi Crespina è un Locale accoglientecaldo e rustico” con quel piacevole “fascino di una volta”. Appena entrati, sulla destra c’è il piccolo Bancone Bar/Servizio, la Prima Saletta, con in fondo il suggestivo forno a legna, a cui segue la Seconda Saletta. Con la buona stagione si sfrutta anche l’accogliente spazio esterno sul retro.

Eccoci giunti alla degustazione da me fatta.

Anche se c’era una interessante disponibilità di selezionate Bottiglie di Vino ho scelto una caraffa di gradevole Vino della Casa.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Tagliere Il Boccondivino” - Crostini assortiti e affettati selezionati e interessanti;

-  Pici al vino rosso con guanciale e porcini;

- “Ravioli al Boccondivino” - Ravioli ripieni di ricotta e spinaci con salsa di noci e salsiccia;

- Tagliata di controfiletto e insalata “all’acciugata” (antica salsa Toscana, realizzate con acciughe, olio e aglio, usata per accompagnare la carne);

- Tiramisù della Casa;

- Ponce (Magnifica, tipica e storica bevanda alcolica Livornese, la versione originale è praticamente scomparso negli Anni Cinquanta del XX Secolo, che oggi si prepara miscelando sapientemente caffè espresso, “rumme” o rum fantasia e zucchero, il tutto servito bollente nel tipico bicchierino di vetro piuttosto spesso chiamato "gottino" con appoggiata sul bordo una scorza di limone denominata "vela").        

Tutto buono e servito da un personale giovane e molto gentile.

La Trattoria è un esercizio pubblico ristorativo/popolare tipicamente Italiano, il nome deriva da “trattore” = “oste" e quest’ultimo per dare forza alla “Trattoria” che conduce deve avere un ruolo preciso, deve essere un personaggio appassionato e bravo nel proprio lavoro, comunicativo e premuroso verso la sua Clientela: Maria Di Filippo e Gianluca Pettini lo sono.  

Alla TrattoriaIl Boccondivinodi Crespina (PI) potrete degustare una solida e buona Cucina Tradizionale.

https://trattoria-boccondivino.business.site/


L'Ingresso.....

 La Prima Saletta.....

La Seconda Saletta (Foto Boccondivino)

 Lo Spazio Esterno (Foto Boccondivino)

Buona la Selezione dei Vini (Foto Boccondivino)

Gianluca Pettini con il "Premio Speciale Il Tirreno".....

Pici al Vino Rosso.....

Ravioli di Ricotta e Spinaci.....

Tagliata all'Acciugata.....

Tiramisù della Casa.....

Giorgio Dracopulos e Gianluca Pettini

"Il Boccondivino" a Crespina (PI): Il Piacere della Carne.....