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domenica 15 giugno 2025

AL RESTAURANTE “COQUE” (DUE STELLE ROSSE E UNA VERDE MICHELIN) DI MADRID OGNI NUOVO MENU DEGUSTAZIONE È PURA POESIA GASTRONOMICA.




In tutti i miei scritti riguardanti la Spagna ho sempre ampiamente sostenuto che per me è una Nazione speciale, un Mondo straordinariamente accogliente dove mi trovo assolutamente a mio agio. Adoro anche la bellissima Capitale Spagnola, Madrid, una Città magnifica, speciale e piena di vita sotto tutti gli aspetti.

L’Ayuntamiento de Madrid (la Municipalità) è gestito in maniera centralizzata, ma il Territorio è diviso amministrativamente in 21 Distretti, ognuno dei quali non ha personalità giuridica né poteri di governo, ma solo una funzione consultiva. Ogni Distretto si divide, a sua volta, inBarrios” (Quartieri) solo a scopo statistico.

Nel popoloso Distretto Centrale e Residenziale diChamberí”, la zona dove risiedeva buona parte dell’aristocrazia durante i Secoli XIX e XX, che conta circa 150.000 abitanti, ci sono 6 Barrios, uno di loro è denominato “Almagro”. Proprio in questo Quartiere in Calle del Marqués del Riscal al Civico 11 c’è uno dei Locali al Mondo che amo di più: il Restaurante Coque”.

Calle del Marqués del Riscal è una Traversa del “Paseo de la Castellana” (nel XIX SecoloPaseo Nuevo de las Delicias de la Princesa”) uno dei principali Viali di Madrid

Il RistoranteCoque”, dei Fratelli Sandoval, ha aperto la sua nuova fantastica Sede in Calle del Marqués del Riscal il 22 Agosto 2017 ma ha alle sue spalle una lunga e interessantissima storia.

Nel 1949 Isidra Martín e Álvaro Huertas (noto allevatore e cacciatore “detto Coque”) Nonni degli attuali 4 Fratelli Sandoval (Mario, Juan Diego, Rafael e José), aprirono il loro primo, piccolo Locale a Humanes de Madrid, in Calle de Francisco Encinas, battezzandolo “Bar Las Olas” (Bar Le Onde). Nel 1956 divenne un vero e proprio Ristorante, ristrutturato poi nuovamente nel 1972. Successivamente nel 1976 la Figlia di Isidra e Álvaro, Teresa Huertas, sposatasi con Rafael Sandoval decise insieme al Marito di ampliare il Locale, ormai battezzatoCoque”, e la loro Cucina si specializzò in quella della buona Tradizione Madrilena e del Territorio.

Humanes de Madrid” è un Centro antichissimo ubicato a circa 30 Km. dalla Capitale Spagnola verso sud, negli anni Settanta non superava i 1.200 abitanti che erano quasi tutti dediti all’agricoltura. 

La straordinaria qualità dei prodotti usati in Cucina da Teresa Huertas e la grande capacità di trasformarli nei meravigliosi sapori che si ritrovavano nelle sue preparazioni è la solida base e l’esperienza a cui ha attinto, negli anni successivi, il Figlio Mario Sandoval che ha seguito le orme della Madre.

Mario Sandoval è nato a Madrid nel 1977, già da piccolo (10 anni) si divertiva in cucina a fare molto bene delle piccole cose. Con una tale premessa non poteva da grande che frequentare con successo la Escuela Superior de Hostelería y Turismo di Madrid. Per affinare la sua arte culinaria Mario dal 1999, anno in cui tre dei quattro Fratelli Sandoval hanno preso in mano il loro Ristorante (José Ramón ha intrapreso la carriera di Allenatore di squadre di calcio), ha fatto stage in Spagna e Francia, ha lavorato nelle cucine di Ristoranti super famosi come Jockey, Zalacaín, Akelaŕe, el Bulli, el Racó de Can Fabes, con Chef più che straordinari e pluripremiati come Salvator Gallego, Pedro Subijana, Martin Berasategui, Juan Mari Arzak, Ferran Adrià. Rientrato nel suo Ristorante, Mario Sandoval, ha riversato tutto il suo impegno per far crescere la sua impresa. Già nel 2003 iniziarono ad arrivare molti riconoscimenti e premi importantissimi come quello di Mejor Establecimiento de Restauración ubicado en Territorio Nacional”.

Tra gli ottimi punteggi raggiunti su tutte le principali Guide specializzate Nazionali e Internazionali nel 2004 la prestigiosa Guida Rossa Michelin, allora “España y Portugal”, gli ha conferito l’ambitissima “Prima Stella” e con l’Edizione 2016, è arrivata anche la meritatissima “Seconda Stella”. Nel 2012 il RistoranteCoque” è stato completamente rinnovato, con la collaborazione dell’Architetto Ignacio García de Vinuesa. Ricordo benissimo come era essendoci stato: al Piano Inferiore la bellissima Cantina, al Piano Terra il comodo ingresso, il Salottino con divani per la degustazione dei super alcolici e la Sala con il grande caminetto datato 1999, al Primo Piano l’ampia Cucina e la Sala principale.

Ma i tempi cambiano e le necessità imprenditoriali anche. Con grande volontà e sofferenza per il distacco da tanti ricordi di Famiglia, i Fratelli Sandoval hanno iniziato in anni più recenti a cercare una nuova possibile Sede del loro Ristorante nel Centro di Madrid. Dopo aver valutato varie possibilità la scelta è caduta su un grande spazio in Calle del Marqués del Riscal al Civico 11 di circa 1.100 mq., diviso tra piano interrato e piano terra rialzato, che ospitava fino al 1990 (nel 2004 ha riaperto ma poco dopo ha chiuso definitivamente), una famosissima Discoteca alla moda: “Archy”.

La struttura doveva essere adeguata alle nuove esigenze e ognuno dei tre Fratelli Sandoval ha curato personalmente, con i tecnici, la realizzazione delle proprie aree di competenza: Mario il grande Chef, Rafael (classe 1964) l’esperto Capo Sommelier e il Responsabile della fornitissima Cantina, Juan Diego (classe 1972) il bravo Maître Direttore e Responsabile di Sala. Il 22 Agosto 2017, come già accennato, è avvenuta l’apertura del nuovoCoquea Madrid dopo sei mesi d’impegnativi lavori il risultato è stato assolutamente fantastico.

Nello stesso tempo la vecchia Sede, a Humanes de Madrid, è stata trasformata in un’importanteScuola di Cucina”.

In questi anni i Fratelli Sandoval hanno creato nella Tenuta diEl Jaral de la Mira”, ubicata sul Monte Abantos nelle Catena Montuosa di Madrid, l’“Agrolab” un progetto globale di agricoltura biodinamica legata alla sostenibilità e alla tutela dell'ambiente che fornisce al RistoranteCoque” le eccezionali materie prime che sono alla base dei loro Menu.

I Fratelli Sandoval sono all'avanguardia nel campo della sostenibilità e hanno una forte volontà nell’evitare sprechi e ridurre l’uso di materiali non riciclabili dalla loro filiera, per questo la “Guía Michelin España 2025ha riconosciuto al RistoranteCoque” anche “Una Stella Verde”.

Al Restaurante Coquedi Madrid ogni più piccolo particolare è lussuoso, raffinato ed elegante grazie anche al supporto del prestigioso Interior Designer Jean Porsche. Dopo alcuni scalini, attraverso la grande porta in metallo e vetro e una successiva porta automatica dorata si accede al Locale. A destra la Reception a sinistra la prima Sala in continuo con la seconda, per un totale di 50 coperti, di fronte un breve corridoio, su cui si trova l’ascensore che porta al piano seminterrato, e in fondo la grande Cucina a vista. Al piano inferiore il Cocktail/Bar, la Sala Proiezione, una Saletta Riservata e la magnifica Cantina.

La “Bodega” (Cantina) a forma dicolosseo” è uno spettacolo sia per come è stata realizzata, sia per la quantità e la qualità dei Vini raccolti. Per non parlare della “Cappella” (Sacristía) dedicata ai Vini più preziosi. Una Cantina con diverse decine di migliaia di bottiglie provenienti dalle zone più vocate del Mondo.

Ma eccoci al nuovo e magnifico Menu Degustazione inizio Estate 2025, del RistoranteCoque”, che prende il nome dalla bella Capitale Spagnola: “Madrid”. Un Menu estremamente gustoso, ricco, eclettico e adattabile con cui lo Chef Mario Sandoval affascina facendo assaporare attraverso le sue preparazioni alcuni diversi momenti storici della Città. Infatti il Menu è nato grazie a uno studio approfondito della storia culinaria cittadina. Il risultato: specialissimi “morsi della memoria” che rompono gli schemi esplorando le origini di ogni ingrediente e reinventandoli con un approccio avanguardistico che sorprende e provoca.

Il Menu, assolutamente spettacolare, viene servito come è d’uso coinvolgendo diverse postazioni del Locale.

Nella “Cocktaileria”, dove si accolgono gli ospiti, viene servito il “Gelato di mandorle tenere e aceto di pino insieme a cristalli di mais e sesamo nero con miso di ceci, avocado e scaglie di foie gras”, per stimolare l'appetito e le papille gustative. Si prosegue il percorso in una Sala adiacente con due Antipasti: “Gelée di canna (la parte del prosciutto più vicina alla zampa del maiale) di Jamón Ibérico de Bellota Azienda 5 Jotas” e “Midollo di Jamón Ibérico stagionato con Caviale Osetra e ricci di mare”. Successivamente, spostandosi nella fantastica Cantina, vengono serviti due Bocconi su blini ispirati al XVI SecoloChanfaina de Duelos (una ricetta a base di carne di agnello) e Quebrantos (particolare e buonissima preparazione fatta con uova strapazzate e salumi)”, accompagnati da “Uva Pedro Ximénez, croccante, liquida e acidula”.

Successivamente dentro la “Sacrestia”, dove sono custodite le gioie enologiche di “Coque”, si degustano due Assaggi preparati con ricette originali del XIII Secolo con carne di toro bravo (proveniente dall'allevamento dei Fratelli Sandoval a El Jaral de la Mira): “Salpicón (insalata) di manzo della Sierra de Guadarrama con aceto antico” e “Foglia di Psyllium con steak tartare di toro bravo alla mostarda antica”.

Dopo essere saliti in “Cucina”, mentre si può vedere lo straordinario Team di cucina al lavoro, si gustano altre tre Portate: “Baccello croccante con piselli lacrimosi e purè di piselli caramellati”, “Crostatina di fagiano in fricassea con mandorle tostate” e “Gazpacho traslucido di pomodoro rosa con schiuma di menta e bombolone aerato e tartufato con essenza di formaggio manchego (un pecorino sorprendente, ottenuto da latte pastorizzato di pecora di pura Razza Manchega, dal sapore intenso, morbido e persistente)”.

Successivamente nelle “eleganti Sale”, al piano strada rialzato, vengono serviti ai tavoli: - "Dadolata di carabiniere dell'Atlantico alla senape con uova di bottarga e sottaceti, mole verde poblano (salsa Messicana a base di ingredienti verdi come i pomodori verdi, peperoncini, e spezie) e uovo condito con aceto di Jerez", un piatto realizzato in omaggio a quando Madrid è diventata la Capitale del Paese; - la "Zuppa Sefardita (del XV Secolo) con Garbanzos Pedrosillanos (ceci originari della Provincia Spagnola di Salamanca, tra i migliori al mondo) e Adafina (stufato) di agnello con lattuga romana"; - “Selezione di madame (un salto al XVI Secolo) con verdure ecologiche della Casa”; - “Quisquilla di Motril (una specie di gambero di fiume tipica della zona di Motril, nella Provincia di Granada) affumicata, zuppa di mais tostato con peperoncino, uova di trota, shots di curry verde e granita di zuppa di granchio” un salto nel XVII Secolo; - “Branzino selvaggio stagionato (Loro Piana), con salsa di calamaro piccante, velluto di yucca e cumino, croccante di mais e uova di pesce volante”; - "Scapece antica di baccalà condita in stile Madrid, origano, semi di cumino e coriandolo. Stufato di anatra al Porto e foie gras con Caviale Osetra"; - “Galantina di uccelli del Pardo, (quaglia, pernice rossa, piccione e gallina) demi glace con purè di noci e aglio di Chinchón, con salsa di mandorle e zafferano”, un'altra ricetta recuperata dal XVI Secolo; - “Maialino da latte glassato in stile Medievale e la sua pelle croccante, con pepe di Sichuan e salsa di melassa. Saam (una foglia di lattuga rivolta all'interno di tradizione Coreana) di zampa con lemon grass e frutta acida”.

Successivamente arrivano le quattro portate che compongono la proposta dolce: - "Fragole di Aranjuez marinate e flambé con gelato allo Champagne, crema di formaggio di capra di Guadarrama e schiuma di ciambelle all'anice"; - “Ginestada (salsa dolce) di frutta secca: riso dolce con latte”, una ricetta risalente al XVI Secolo; - "Croccante di riso soffiato e caramellato al limone"; - "Crema di cioccolato della fabbrica di San Lorenzo de El Escorial", un tributo all’Azienda Chocolates y Dulces Matías López, fondata nel 1851, e dal 1876 ubicata a San Lorenzo de El Escorial, Comune della Comunità di Madrid.

Per chiudere: il “Manjar blanco de los Reyes Católicos”, una piacevole pietanza cremosa, la preferita, nel Medioevo, dalle Regine e dai Re, e la selezione di “Petit Foursdella Casa.

Affinché l'esperienza del nuovo Menu Degustazione sia ancor più globale, piacevole e fascinosa, il bravissimo Juan Diego Sandoval, gran Maestro di Sala, ha adottato un nuovo e preziosissimo servizio, che include le porcellane Russe, le stoviglie di La Cartuja de Sevilla e di Limoges, le posate d'argento, nonché piatti e vassoi sempre in argento. Le ceramiche, vassoi e posate sono sempre diverse e seguono il servizio, come variano anche i bicchieri a secondo del contenuto o la tipologia del vino scelto; tovaglioli e posate sono serviti a temperature ideali. Lo Staff del Ristorante è gentilissimo, disponibile e di grande professionalità.

Un'esperienza culinaria estremamente raffinata che combina fantastici sapori a un’estetica straordinaria, il tutto in perfetta armonia.

In abbinamento a così tante gustose meraviglie non poteva mancare la super selezione di Vini, fatta da un grandissimo esperto come Rafael Sandoval, che completa questa esperienza gastronomica eccezionale rendendola superlativa.

La Cucina del grande Chef Mario Sandoval è fatta innanzitutto di materie prime straordinarie che rispettano le stagionalità. La semplice e delicata naturalezza proveniente dalla “tradizione familiare” unita alla sapiente capacità di combinare con maestria e creatività i vari sapori ne fanno una “cucina identitaria” con uno stile che suscita immediatamente nell’ospite un’approvazione incondizionata.

Assaporare il nuovo Menu Degustazione “Madridal Restaurante Coque” (Due Stelle Rosse e Una Verde Michelin) a Madrid, in Spagna, uno dei migliori Ristoranti del Mondo e uno dei miei preferiti, del grande Chef Mario Sandoval e dei suoi bravissimi Fratelli Rafael e Juan Diego, è un’esperienza assolutamente imperdibile: in una atmosfera assolutamente magica ed elegante potrete godere di pura poesia gastronomica.

https://restaurantecoque.com/

https://www.youtube.com/watch?v=NYKWiPptE7E


Restaurante "Coque" a Madrid: Una delle Sale  (Foto Coque) 

Una Vista della Magnifica Cantina  (Foto Coque)
 
Lo Chef Mario Sandoval Insieme a Giorgio Dracopulos

Chanfaina e Quebrantos.....  (Foto Coque)

Crostatina di Fagiano.....  (Foto Coque)

Baccello Croccante con Piselli Lacrimosi.....  (Foto Coque)

Zuppa Sefardita con Garbanzos Pedrosillanos e Adafina (Foto Coque) 

Scapece Antica di Baccalà.....  (Foto Coque)

Maialino da Latte.....  (Foto Coque)

Ginestada di Frutta Secca.....  (Foto Coque)

Juan Diego, Rafael e Mario Sandoval  (Foto Coque)


venerdì 21 marzo 2025

“JACKIE O’” A ROMA UN LOCALE SEMPLICEMENTE MITICO CON OLTRE 50 ANNI DI STORIA.




Quid melius Roma?” (Che cosa migliore di Roma?) queste sono le parole che ci ha lasciato in una delle sue opere Publio Ovidio Nasone (43 a.C. - 17 o 18 d.C.) noto a tutti semplicemente come “Ovidio”, un famoso Poeta Romano tra i principali esponenti della Letteratura Latina. La sua fama fu grande in vita quanto nelle epoche successive alla sua morte.

Niente è migliore di Roma” e di tale affermazione posso dare una testimonianza diretta, infatti da piccolo ho vissuto diversi anni a Roma prima e oltre al periodo tra i 10 e i 12 anni quando ho fatto la Quinta Elementare e la Prima Media in una delle Scuole più antiche e prestigiose della Città il “Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II”.   

La mia Mamma, una giovane e bellissima donna, si era trasferita nei primi anni Cinquanta a Roma, e dopo aver fatto l’indossatrice per il grande Stilista Italiano Emilio Federico Schuberth (1904 - 1972), in quegli anni all’apice della moda Mondiale, iniziò a fare l’attrice cinematografica.

Essendo cresciuto in un ambiente particolarmente mondano da piccolo e da giovanissimo ho conosciuto e frequentato quella che è stata notoriamente conosciuta nel Mondo come “La Dolce Vita”.

La Dolce Vita” è stato un periodo della Storia d’Italia compreso tra la fine degli anni ‘50 e gli anni ’60, che si riferisce in modo particolare a quanto avvenne nella Città di Roma, durante gli anni del “boom economico” e dell’esplosione della voglia di vivere dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945), in quel  fulcro della vita mondana che fu Via Veneto, il punto di raccolta di tutti i personaggi più noti del tempo grazie alla sua bellezza, alla centralità e la presenza degli Hotel più lussuosi e dei Locali alla moda aperti fino all'alba.

L'origine dell'espressione “la dolce vita” è stata coniata dal giornalista, scrittore, commediografo e sceneggiatore Arnaldo Fraccaroli (1882 - 1956) quando dette il nome “La Dolce Vita” a una sua commedia del 1912. Fu poi il grande regista Federico Fellini che rese famosa la dicitura quando “La Dolce Vitadiventò nel 1960 il suo film capolavoro ambientato proprio a Roma, con la partecipazione di grandissimi attori come Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, che vinse tra un’infinità di riconoscimenti anche il “Premio Oscar”.

In quegli anni a Roma, grazie a “Cinecittà”, il complesso degli Studi Cinematografici (73 edifici, tra cui 21 teatri di posa, centrali elettriche, uffici della direzione e molto altro) realizzato in solo 15 mesi su progetto dell'architetto Gino Peressutti tra il 29 Gennaio del 1936 e il 28 Aprile 1937, si girarono molti film Italiani ma soprattutto produzioni cinematografiche Americane. Tale fatto agevolò l’arrivo non solo di produttori, di maestranze del cinema, di attori e registi affermati, ma anche di aspiranti attori e attrici, avventurieri, intellettuali e artisti, tutti alla ricerca della fama e del successo. In seguito il lusso e il divertimento fece da calamita internazionale anche per gli aristocratici, i reali e i politici.

Un “mondo magico” quello della Via Veneto di allora immortalato da un gran numero di fotografi, diventati poi anche molto famosi, come Rino Barillari o Umberto Pizzi, denominati “paparazzi”, che di giorno e di notte erano alla costante ricerca della foto più sensazionale. Il termine “paparazzo” venne creato e diffuso sempre grazie al FilmLa dolce vita” nel quale un Fotografo d’assalto, personaggio interpretato da Walter Santesso, portava il nome di Coriolano Paparazzo.

Tra i Film dell’epoca mi ricordo molto bene “Totò, Peppino e... la dolce vita” realizzato nel 1961, la divertentissima parodia della pellicola girata l'anno precedente da Federico Fellini riutilizzando gran parte della costosa scenografia di Via Veneto, diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Totò (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis Di Bisanzio) e Peppino De Filippo. Il ricordo è vivo perché mia Madre aveva girato diverse scene del film dandomi, successivamente, anche la possibilità di conoscere Totò.

L’elegantissima e su ambo i lati alberata “Via Vittorio Veneto” come le sue traverse erano decisamente il fulcro della vita mondana dell’epoca. “Via Veneto”, ubicata nel Rione Ludovisi, collega in salita la centralissima Piazza Barberini con Porta Pinciana, la Porta ad arco inserita nelle antiche mura Aureliane. La Via inizialmente era denominata come la Regione Veneto ma nel 1919, dopo la Vittoria nella Prima Guerra Mondiale, cambiò nome in ricordo della battaglia di Vittorio Veneto.

In “Via Veneto” e nelle strade circostanti, oltre ai prestigiosi Caffè come il “Café de Paris” o l’“Harry’s Bar”, ai bellissimi negozi, alle Ambasciate e agli Hotel di Lusso, aprirono diversi Locali notturni molto eleganti, con un servizio impeccabile, spettacoli di varietà e orchestre già famose o che diventarono famose. Ai clienti si richiedeva un abbigliamento adeguato, lo champagne era d'obbligo e i conti alla fine della serata erano anch'essi all'altezza dell’offerta.

Tra i molti bellissimi Locali desidero ricordare il “Club 84”, uno dei più famosi e rinomati di quel periodo, ubicato in Via Emilia, una parallela del tratto finale di Via Veneto, inaugurato nel 1957 da Oliviero Comparini, un notissimo e straordinario personaggio conosciuto semplicemente come “Oliviero”. Al tempo era amico di mia madre e in anni successivi quando sono cresciuto e ho avuto la possibilità di frequentare il Locale ha onorato anche me della sua amicizia. 

Oggi Vi racconto delJackie O’un altro famosissimo e straordinario Locale ubicato in una traversa di Via Veneto: Via Boncompagni al civico 11.

Entrando in Via Veneto, da Porta Pinciana, Via Boncompagni è la quarta traversa a Sinistra (dopo Via Campania, Via Sardegna e Via Sicilia) e si apre tra il “The Westin Excelsior Roma” (Hotel 5 Stelle) e l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, e il suo civico 11 è proprio di fronte al lato della suddetta ambasciata che corrisponde ai suoi giardini.

La nascita del “Jackie O’” è frutto di una idea di Gilberto Iannozzi e di sua Moglie Beatrice che la misero in atto nel 1972 quando acquistarono per 60 milioni di lire il vecchio “Teatro San Carlino” in Via Boncompagni. Agli Architetti Sandro Petti e Gepy Mariani fu dato l’incarico, poi svolto con grandi capacità, di trasformare il nuovo Locale in un luogo dalle molte sfaccettature: night club, ristorante, piano-bar e discoteca. Gil Cagné (Italiano di origine Belga, classe 1940), allora super famoso truccatore delle dive, fu incaricato delle pubbliche relazioni e del lancio del nuovo Locale, che aprì i battenti nel 1973 in pienaausterity” (il drastico contenimento del consumo energetico in seguito alla crisi petrolifera internazionale) e fu proprio lui a scegliere, con grandissimo successo, il nomeJackie O’”.

In quegli anni impazzava sui Rotocalchi, nei Cinegiornali e in Televisione Jacqueline Lee Kennedy Onassis detta “Jackie” o “Jackie O”, la ex first lady americana che dopo essere rimasta vedova nel 1963 del Presidente John Fitzgerald Kennedy (chiamato anche JFK), nel 1968 aveva sposato, con un fastoso matrimonio, l'armatore Greco Aristotele Onassis.

Il “Jackie O’” diventò praticamente da subito un accoglientissimo approdo per il mondo internazionale del “bien vivre”, dove le star e i personaggi più in vista si mostravano raccontando gli eccessi e il lusso di quegli anni. Un’atmosfera incredibile, che avendo avuto la fortuna di poterla vivere, mi ricordo ancora molto bene. Il “Jackie O’” era frequentato da Grace Kelly, Ranieri di Monaco, Valentino, Gina Lollobrigida, Virna Lisi, Ugo Tognazzi, dalla Principessa Margaret d’Inghilterra, dall’Avvocato Agnelli, da Winifred Jacqueline Fraser Bisset, da Marcello Mastroianni e poi ancora Vittorio Gassman, Gianni Versace, Liz Taylor, Gerard Depardieu, Andy Warhol, Helmut Berger, Laura Antonelli, Jean-Paul Belmondo, Florinda Bolkan, Marina Lante della Rovere, Marina Cicogna, dai Rolling Stones e da Alain Delon che spesso ci ballava. Un’atmosfera unica incorniciata da grandi star che vi si esibivano come Liza Minelli che cantava al piano-bar il mitico tema del Film di Martin Scorsese "New York New York” del 1977. Solo per citarne alcuni.

Davanti all’ingresso del “Jackie O’” il grande cancello con l’insegna dorata e il “red carpet” (la passerella destinata ai divi in occasione di grandi eventi) definivano un Locale esclusivo di fama mondiale che non solo ha ospitato artisti famosissimi e ne ha fatto diventare famosi altri ma che attraverso i decenni è rimasto assolutamente fedele al suo inconfondibile stile.

Il “Jackie O’accoglie da oltre cinquant’anni la sua Clientela in un ambiente storico, raffinato, accogliente, intimo, ricercato, con arredi eleganti e dettagli di lusso, con il Piano-bar (dalle 22:00), dove si possono degustare anche ottimi cocktail tra classici e signature scelti nella “drink list” realizzata dal Bar Manager Carlo Borruso, e la Discoteca (dalle 24.00). Due tra i luoghi più esclusivi di Roma con una splendida pista da ballo e la live music dei Dj Resident e di Special Guest, oltre agli spettacoli dal vivo.

Al “Jackie O’” c’è anche il Ristorante ubicato al piano inferiore (adiacente al Piano-bar) che nel 2019, grazie alla volontà della bella e super affascinante Figlia dei Iannozzi, Veronica, è stato interamente ristrutturato affidando il restyling allo Studio di Fabrizia Frezza. Il nuovo arredamento del Ristorante del “Jackie O’” è un indovinato mix di design classico e modernariato con giochi di colore tra nero e oro, luci soffuse, la tappezzeria è stata disegnata appositamente per il Locale, molti specchi e vetrine con pregiate bottiglie di liquori, alle pareti opere d’arte e moltissime foto d'epoca in bianco e nero, incorniciate e sparse ovunque, con i personaggi famosi che hanno fatto la storia del Locale, sedute in pelle e poltroncine di velluto intorno ai tavoli elegantemente apparecchiati. Con la bella stagione il Ristorante gode di un suggestivo “Garden Dehors” in grado di regalare un’esperienza unica e romantica.

Da Venerdì 1° Settembre 2017 l’Executive Chef del “Jackie O’” e il Romano Federico Sparaco.

La Cucina dello Chef Sparaco è una cucina squisitamente Italiana, sia di terra sia di mare, a tratti nostalgica, con continui rimandi allo stile inconfondibile degli anni ’70 e ’80, realizzata con ingredienti selezionati e di pregio. Non mancano piatti iconici, ormai simboli del Ristorante, come: il “vitello tonnato”, i “carpacci”, le “crepes suzette alla lampada”, l’intramontabile “cocktail di gamberi”, la “tartare di manzo rifinita al tavolo dal maître”, le “linguine all’astice”, gli “spaghettoni cacio, pepe e gamberi”, il “riso al salto” (arricchito e personalizzato in stile Jackie O’ con pistilli di zafferano, fondo d’osso buco e parmigiano), l’elegante “risotto Carnaroli provola, oro e Champagne”, i “gamberi al curry flambati alla lampada”, il “filetto flambato direttamente in sala”, e il “filetto Sashi al pepe verde”. Un ruolo fondamentale è svolto dalla griglia dove vengono cotti i migliori tagli di carne, come le magnifiche “bistecche Tomahawk”, la gustosa “Chateaubriand” (un pregiato taglio di carne ottenuto dal cuore del filetto) o il pescato del giorno.

La Carta dei Vini è un vero e proprio viaggio attraverso la Cultura Enologica Mondiale, con una selezione accurata di oltre 600 etichette, di cui una vasta maggioranza dedicata ai grandi Vini Italiani, senza tralasciare le referenze internazionali di assoluto prestigio. Ogni bottiglia è stata scelta con cura dal giovane ma esperto Sommelier Manuel Pompili per offrire un’esperienza sensoriale unica, offrendo la possibilità di degustare i Vini nel loro momento ottimale di maturazione o di scoprire bottiglie rare e introvabili, oltre a valorizzare i territori, la tradizione e il lavoro di vignaioli appassionati.

Al “Jackie O’il Vino è anche al centro del progettoWine Club del Jackie O’”, un'iniziativa, nata nel Gennaio del 2024, dedicata agli appassionati del Mondo vitivinicolo che attraverso Eventi mirati hanno la possibilità di conoscere o approfondire nuove Aziende e nuove etichette a ogni appuntamento.

Il servizio è diretto e coordinato da un grande professionista come Gianni Caddeu, (classe 1969) figura di assoluto riferimento del Ristorante in grado di far sentire tutti gli ospiti super coccolati. È la sua grande e fascinosa esperienza a dar vita ai piatti alla lampada realizzati direttamente, con grande maestria, in Sala.

Dai primi anni ’70 ilJackie O’è molto più di un semplice Club nel Cuore di Roma, è un’oasi di eleganza, di divertimento e di gusto, un’icona di stile e intrattenimento che incarna la sofisticata, suggestiva atmosfera senza tempo deLa Dolce Vita Romana.

Jackie O’un Locale semplicemente mitico con oltre 50 anni di storia.

https://www.jackieoroma.com/ristorante-locale-musica-dal-vivo-roma/

https://www.youtube.com/watch?v=qJILhtR1abQ


"Jackie O’" a Roma: Semplicemente Mitico (Foto E. Rizzo) 

Carlo Borruso (Foto J.O')

Atmosfera Fascinosa (Foto Emanuela Rizzo)

Elegante Accoglienza (Foto Emanuela Rizzo)

Lo Chef Federico Sparaco (Foto J.O')
 
Preparazioni Classiche Stile Anni '70 (Foto J.O')

Una Cucina Deliziosa (Foto J.O')

Una Cucina Accurata e Intramontabile (Foto J.O')

Gianni Caddeu (Foto J.O')

Una Cucina Ricca (Foto J.O')

Una Cucina Raffinatamente Gustosa (Foto J.O')

Veronica Iannozzi (Foto JO')