venerdì 21 marzo 2025

“JACKIE O’” A ROMA UN LOCALE SEMPLICEMENTE MITICO CON OLTRE 50 ANNI DI STORIA.




Quid melius Roma?” (Che cosa migliore di Roma?) queste sono le parole che ci ha lasciato in una delle sue opere Publio Ovidio Nasone (43 a.C. - 17 o 18 d.C.) noto a tutti semplicemente come “Ovidio”, un famoso Poeta Romano tra i principali esponenti della Letteratura Latina. La sua fama fu grande in vita quanto nelle epoche successive alla sua morte.

Niente è migliore di Roma” e di tale affermazione posso dare una testimonianza diretta, infatti da piccolo ho vissuto diversi anni a Roma prima e oltre al periodo tra i 10 e i 12 anni quando ho fatto la Quinta Elementare e la Prima Media in una delle Scuole più antiche e prestigiose della Città il “Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II”.   

La mia Mamma, una giovane e bellissima donna, si era trasferita nei primi anni Cinquanta a Roma, e dopo aver fatto l’indossatrice per il grande Stilista Italiano Emilio Federico Schuberth (1904 - 1972), in quegli anni all’apice della moda Mondiale, iniziò a fare l’attrice cinematografica.

Essendo cresciuto in un ambiente particolarmente mondano da piccolo e da giovanissimo ho conosciuto e frequentato quella che è stata notoriamente conosciuta nel Mondo come “La Dolce Vita”.

La Dolce Vita” è stato un periodo della Storia d’Italia compreso tra la fine degli anni ‘50 e gli anni ’60, che si riferisce in modo particolare a quanto avvenne nella Città di Roma, durante gli anni del “boom economico” e dell’esplosione della voglia di vivere dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945), in quel  fulcro della vita mondana che fu Via Veneto, il punto di raccolta di tutti i personaggi più noti del tempo grazie alla sua bellezza, alla centralità e la presenza degli Hotel più lussuosi e dei Locali alla moda aperti fino all'alba.

L'origine dell'espressione “la dolce vita” è stata coniata dal giornalista, scrittore, commediografo e sceneggiatore Arnaldo Fraccaroli (1882 - 1956) quando dette il nome “La Dolce Vita” a una sua commedia del 1912. Fu poi il grande regista Federico Fellini che rese famosa la dicitura quando “La Dolce Vitadiventò nel 1960 il suo film capolavoro ambientato proprio a Roma, con la partecipazione di grandissimi attori come Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, che vinse tra un’infinità di riconoscimenti anche il “Premio Oscar”.

In quegli anni a Roma, grazie a “Cinecittà”, il complesso degli Studi Cinematografici (73 edifici, tra cui 21 teatri di posa, centrali elettriche, uffici della direzione e molto altro) realizzato in solo 15 mesi su progetto dell'architetto Gino Peressutti tra il 29 Gennaio del 1936 e il 28 Aprile 1937, si girarono molti film Italiani ma soprattutto produzioni cinematografiche Americane. Tale fatto agevolò l’arrivo non solo di produttori, di maestranze del cinema, di attori e registi affermati, ma anche di aspiranti attori e attrici, avventurieri, intellettuali e artisti, tutti alla ricerca della fama e del successo. In seguito il lusso e il divertimento fece da calamita internazionale anche per gli aristocratici, i reali e i politici.

Un “mondo magico” quello della Via Veneto di allora immortalato da un gran numero di fotografi, diventati poi anche molto famosi, come Rino Barillari o Umberto Pizzi, denominati “paparazzi”, che di giorno e di notte erano alla costante ricerca della foto più sensazionale. Il termine “paparazzo” venne creato e diffuso sempre grazie al FilmLa dolce vita” nel quale un Fotografo d’assalto, personaggio interpretato da Walter Santesso, portava il nome di Coriolano Paparazzo.

Tra i Film dell’epoca mi ricordo molto bene “Totò, Peppino e... la dolce vita” realizzato nel 1961, la divertentissima parodia della pellicola girata l'anno precedente da Federico Fellini riutilizzando gran parte della costosa scenografia di Via Veneto, diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Totò (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis Di Bisanzio) e Peppino De Filippo. Il ricordo è vivo perché mia Madre aveva girato diverse scene del film dandomi, successivamente, anche la possibilità di conoscere Totò.

L’elegantissima e su ambo i lati alberata “Via Vittorio Veneto” come le sue traverse erano decisamente il fulcro della vita mondana dell’epoca. “Via Veneto”, ubicata nel Rione Ludovisi, collega in salita la centralissima Piazza Barberini con Porta Pinciana, la Porta ad arco inserita nelle antiche mura Aureliane. La Via inizialmente era denominata come la Regione Veneto ma nel 1919, dopo la Vittoria nella Prima Guerra Mondiale, cambiò nome in ricordo della battaglia di Vittorio Veneto.

In “Via Veneto” e nelle strade circostanti, oltre ai prestigiosi Caffè come il “Café de Paris” o l’“Harry’s Bar”, ai bellissimi negozi, alle Ambasciate e agli Hotel di Lusso, aprirono diversi Locali notturni molto eleganti, con un servizio impeccabile, spettacoli di varietà e orchestre già famose o che diventarono famose. Ai clienti si richiedeva un abbigliamento adeguato, lo champagne era d'obbligo e i conti alla fine della serata erano anch'essi all'altezza dell’offerta.

Tra i molti bellissimi Locali desidero ricordare il “Club 84”, uno dei più famosi e rinomati di quel periodo, ubicato in Via Emilia, una parallela del tratto finale di Via Veneto, inaugurato nel 1957 da Oliviero Comparini, un notissimo e straordinario personaggio conosciuto semplicemente come “Oliviero”. Al tempo era amico di mia madre e in anni successivi quando sono cresciuto e ho avuto la possibilità di frequentare il Locale ha onorato anche me della sua amicizia. 

Oggi Vi racconto delJackie O’un altro famosissimo e straordinario Locale ubicato in una traversa di Via Veneto: Via Boncompagni al civico 11.

Entrando in Via Veneto, da Porta Pinciana, Via Boncompagni è la quarta traversa a Sinistra (dopo Via Campania, Via Sardegna e Via Sicilia) e si apre tra il “The Westin Excelsior Roma” (Hotel 5 Stelle) e l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, e il suo civico 11 è proprio di fronte al lato della suddetta ambasciata che corrisponde ai suoi giardini.

La nascita del “Jackie O’” è frutto di una idea di Gilberto Iannozzi e di sua Moglie Beatrice che la misero in atto nel 1972 quando acquistarono per 60 milioni di lire il vecchio “Teatro San Carlino” in Via Boncompagni. Agli Architetti Sandro Petti e Gepy Mariani fu dato l’incarico, poi svolto con grandi capacità, di trasformare il nuovo Locale in un luogo dalle molte sfaccettature: night club, ristorante, piano-bar e discoteca. Gil Cagné (Italiano di origine Belga, classe 1940), allora super famoso truccatore delle dive, fu incaricato delle pubbliche relazioni e del lancio del nuovo Locale, che aprì i battenti nel 1973 in pienaausterity” (il drastico contenimento del consumo energetico in seguito alla crisi petrolifera internazionale) e fu proprio lui a scegliere, con grandissimo successo, il nomeJackie O’”.

In quegli anni impazzava sui Rotocalchi, nei Cinegiornali e in Televisione Jacqueline Lee Kennedy Onassis detta “Jackie” o “Jackie O”, la ex first lady americana che dopo essere rimasta vedova nel 1963 del Presidente John Fitzgerald Kennedy (chiamato anche JFK), nel 1968 aveva sposato, con un fastoso matrimonio, l'armatore Greco Aristotele Onassis.

Il “Jackie O’” diventò praticamente da subito un accoglientissimo approdo per il mondo internazionale del “bien vivre”, dove le star e i personaggi più in vista si mostravano raccontando gli eccessi e il lusso di quegli anni. Un’atmosfera incredibile, che avendo avuto la fortuna di poterla vivere, mi ricordo ancora molto bene. Il “Jackie O’” era frequentato da Grace Kelly, Ranieri di Monaco, Valentino, Gina Lollobrigida, Virna Lisi, Ugo Tognazzi, dalla Principessa Margaret d’Inghilterra, dall’Avvocato Agnelli, da Winifred Jacqueline Fraser Bisset, da Marcello Mastroianni e poi ancora Vittorio Gassman, Gianni Versace, Liz Taylor, Gerard Depardieu, Andy Warhol, Helmut Berger, Laura Antonelli, Jean-Paul Belmondo, Florinda Bolkan, Marina Lante della Rovere, Marina Cicogna, dai Rolling Stones e da Alain Delon che spesso ci ballava. Un’atmosfera unica incorniciata da grandi star che vi si esibivano come Liza Minelli che cantava al piano-bar il mitico tema del Film di Martin Scorsese "New York New York” del 1977. Solo per citarne alcuni.

Davanti all’ingresso del “Jackie O’” il grande cancello con l’insegna dorata e il “red carpet” (la passerella destinata ai divi in occasione di grandi eventi) definivano un Locale esclusivo di fama mondiale che non solo ha ospitato artisti famosissimi e ne ha fatto diventare famosi altri ma che attraverso i decenni è rimasto assolutamente fedele al suo inconfondibile stile.

Il “Jackie O’accoglie da oltre cinquant’anni la sua Clientela in un ambiente storico, raffinato, accogliente, intimo, ricercato, con arredi eleganti e dettagli di lusso, con il Piano-bar (dalle 22:00), dove si possono degustare anche ottimi cocktail tra classici e signature scelti nella “drink list” realizzata dal Bar Manager Carlo Borruso, e la Discoteca (dalle 24.00). Due tra i luoghi più esclusivi di Roma con una splendida pista da ballo e la live music dei Dj Resident e di Special Guest, oltre agli spettacoli dal vivo.

Al “Jackie O’” c’è anche il Ristorante ubicato al piano inferiore (adiacente al Piano-bar) che nel 2019, grazie alla volontà della bella e super affascinante Figlia dei Iannozzi, Veronica, è stato interamente ristrutturato affidando il restyling allo Studio di Fabrizia Frezza. Il nuovo arredamento del Ristorante del “Jackie O’” è un indovinato mix di design classico e modernariato con giochi di colore tra nero e oro, luci soffuse, la tappezzeria è stata disegnata appositamente per il Locale, molti specchi e vetrine con pregiate bottiglie di liquori, alle pareti opere d’arte e moltissime foto d'epoca in bianco e nero, incorniciate e sparse ovunque, con i personaggi famosi che hanno fatto la storia del Locale, sedute in pelle e poltroncine di velluto intorno ai tavoli elegantemente apparecchiati. Con la bella stagione il Ristorante gode di un suggestivo “Garden Dehors” in grado di regalare un’esperienza unica e romantica.

Da Venerdì 1° Settembre 2017 l’Executive Chef del “Jackie O’” e il Romano Federico Sparaco.

La Cucina dello Chef Sparaco è una cucina squisitamente Italiana, sia di terra sia di mare, a tratti nostalgica, con continui rimandi allo stile inconfondibile degli anni ’70 e ’80, realizzata con ingredienti selezionati e di pregio. Non mancano piatti iconici, ormai simboli del Ristorante, come: il “vitello tonnato”, i “carpacci”, le “crepes suzette alla lampada”, l’intramontabile “cocktail di gamberi”, la “tartare di manzo rifinita al tavolo dal maître”, le “linguine all’astice”, gli “spaghettoni cacio, pepe e gamberi”, il “riso al salto” (arricchito e personalizzato in stile Jackie O’ con pistilli di zafferano, fondo d’osso buco e parmigiano), l’elegante “risotto Carnaroli provola, oro e Champagne”, i “gamberi al curry flambati alla lampada”, il “filetto flambato direttamente in sala”, e il “filetto Sashi al pepe verde”. Un ruolo fondamentale è svolto dalla griglia dove vengono cotti i migliori tagli di carne, come le magnifiche “bistecche Tomahawk”, la gustosa “Chateaubriand” (un pregiato taglio di carne ottenuto dal cuore del filetto) o il pescato del giorno.

La Carta dei Vini è un vero e proprio viaggio attraverso la Cultura Enologica Mondiale, con una selezione accurata di oltre 600 etichette, di cui una vasta maggioranza dedicata ai grandi Vini Italiani, senza tralasciare le referenze internazionali di assoluto prestigio. Ogni bottiglia è stata scelta con cura dal giovane ma esperto Sommelier Manuel Pompili per offrire un’esperienza sensoriale unica, offrendo la possibilità di degustare i Vini nel loro momento ottimale di maturazione o di scoprire bottiglie rare e introvabili, oltre a valorizzare i territori, la tradizione e il lavoro di vignaioli appassionati.

Al “Jackie O’il Vino è anche al centro del progettoWine Club del Jackie O’”, un'iniziativa, nata nel Gennaio del 2024, dedicata agli appassionati del Mondo vitivinicolo che attraverso Eventi mirati hanno la possibilità di conoscere o approfondire nuove Aziende e nuove etichette a ogni appuntamento.

Il servizio è diretto e coordinato da un grande professionista come Gianni Caddeu, (classe 1969) figura di assoluto riferimento del Ristorante in grado di far sentire tutti gli ospiti super coccolati. È la sua grande e fascinosa esperienza a dar vita ai piatti alla lampada realizzati direttamente, con grande maestria, in Sala.

Dai primi anni ’70 ilJackie O’è molto più di un semplice Club nel Cuore di Roma, è un’oasi di eleganza, di divertimento e di gusto, un’icona di stile e intrattenimento che incarna la sofisticata, suggestiva atmosfera senza tempo deLa Dolce Vita Romana.

Jackie O’un Locale semplicemente mitico con oltre 50 anni di storia.

https://www.jackieoroma.com/ristorante-locale-musica-dal-vivo-roma/

https://www.youtube.com/watch?v=qJILhtR1abQ


"Jackie O’" a Roma: Semplicemente Mitico (Foto E. Rizzo) 

Carlo Borruso (Foto J.O')

Atmosfera Fascinosa (Foto Emanuela Rizzo)

Elegante Accoglienza (Foto Emanuela Rizzo)

Lo Chef Federico Sparaco (Foto J.O')
 
Preparazioni Classiche Stile Anni '70 (Foto J.O')

Una Cucina Deliziosa (Foto J.O')

Una Cucina Accurata e Intramontabile (Foto J.O')

Gianni Caddeu (Foto J.O')

Una Cucina Ricca (Foto J.O')

Una Cucina Raffinatamente Gustosa (Foto J.O')

Veronica Iannozzi (Foto JO')


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