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venerdì 21 febbraio 2025

ALL’ ATRIUM BAR DEL MERAVIGLIOSO FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE LA NUOVA FANTASTICA DRINK LIST È STORIA E POESIA LIQUIDA.




Nella “favolosaCittà Toscana di Firenze tra l’infinità di magnifici monumenti ed edifici storici c’è, al numero Civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al Mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La “Four Seasons Hotels & Resorts” è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 130 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in più di 40 Paesi del Mondo. In Italia ci sono tre strutture di questa Catena: Firenze, Milano e Taormina (Messina).

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Palazzo del Nero” (negli anni definito anche “Conventino” e “Villa”). Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) Architetto, Ingegnere e Scultore Fiorentino. Il Secondo risale al XVI Secolo. I due Edifici Rinascimentali sono divisi dal fantastico Parco Botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato ilGiardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “Casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. Il tutto arricchito e decorato con una fine e preziosa serie di pitture e di bassorilievi.

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato coperto con un lucernario; tutto il lavoro è stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso (due Palazzi e il Parco) dopo essere stato rilevato dallaFour Seasons Hotels & Resortsnel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti. In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute. Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del “Palazzo della Gherardesca” è una delle “perle” della Catena Alberghiera della “Four Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 115 straordinarie camere e suite, altre 36, appena ristrutturate sono al Palazzo del Nero”. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna è ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali e molto altro). Poi c’è la grande piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i lussuosi negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Un tale imponente complesso come quello del “Four Seasons Hotel Firenze” richiede alcune centinaia di dipendenti e di un grande ed espertissimo Responsabile: dal Mese di Luglio 2019 il Direttore Generale è Massimiliano Musto.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’accoglienza Enogastronomica di grande qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.

I Ristoranti sono “Al Fresco”, la Trattoria aperta nella bella stagione a bordo piscina, il Ristorante fiore all’occhiello della struttura “Il Palagio” (Una Stella Michelin) e il nuovissimo RistoranteOnde” con il “Bar Berni”.

L’Executive Chef delFour Seasons Hotel Firenzeè il bravissimo Paolo Lavezzini.

Oltre a tutto ciò c’è il lussuoso, elegante e accogliente spazio denominato “Atrium Bar”.

Tra la vasta e preziosa offerta di “Atrium Bar” il suo Team ha adottato, nei primi giorni di Febbraio 2025, la nuova riccadrink list” denominata “Sips of History”: una vera e propria celebrazione delle iconiche bevande e dei momenti culturali più significativi del XIX Secolo. Ispirato a un’epoca caratterizzata da rivoluzioni artistiche, dall’ascesa del romanticismo e dalle innovazioni nel mondo della mixology, ogni cocktail rende omaggio a figure, eventi e luoghi che hanno segnato questo periodo straordinario, offrendo agli ospiti l’opportunità di assaporare qualcosa di unico.

Già dai nomi dei nuovi drink ci si rende subito conto che rendono omaggio a icone senza tempo, sia locali che internazionali:

- “Folies Bergère”: Ispirato all’energia frizzante e al glamour delle notti nei teatri e nei caffè-concerto, unisce banana, mandorle, Vodka Altamura e Rinomato Americano Bianco, evocando l’atmosfera scintillante di una serata al Teatro Fiorentino della Pergola;

- “Yellow Kid”: Un tributo agli artisti rivoluzionari e ai pionieri, tra cui il creatore, Richard Felton Outcault, di una delle prime serie di strisce a fumetti al mondo. La sua anima prende vita grazie al carattere deciso del Tequila Casamigos Blanco, mentre la schiuma di mandorle e lamponi racchiude la dolcezza dei sogni audaci e la forza di uno spirito rivoluzionario;

- “Sherlock Holmes”: Quando Firenze si trasformava al calar della sera in un intricato labirinto di mistero e fascino, il drink cattura l’essenza della città. Preparato con Gin Tanqueray Ten e un tocco di china, evoca i sussurri segreti e le ombre di intrighi che si snodavano nei palazzi nobili della Città;

- “Dracula”: Con un morso tanto intenso quanto quello di un vampiro, unisce il Michter's Sour Mash e il rum Flor de Caña, arricchiti da spezie, onorando il classico senza tempo che ancora ci affascina. Un drink avvolgente e deciso, tanto potente e misterioso quanto la leggenda che lo ispira; 

- “The Donut”: Originariamente priva di buco, la ciambella ha subito una trasformazione che l'ha resa un intramontabile cult. Questo cocktail, con Whisky Macallan 12 anni, cioccolato, noce moscata e pepe bianco, onora la dolce semplicità del classico, dimostrando che le cose migliori della vita vanno assaporate, in qualsiasi forma si presentino;

- “La Lira”: Un tributo all’indimenticabile moneta Italiana, una celebrazione di un ricco patrimonio storico. Il vibrante mix di Cognac, acquavite, basilico e Artemisia risveglia una nostalgica connessione con le tradizioni e l’eredità culturale Italiane;

- “Firenze Capitale”: Nel pieno splendore del potere e del prestigio ottocentesco, le strade di Firenze Capitale d’Italia (dal 3 Febbraio 1865 al 3 Febbraio 1871) erano attraversate da infiniti brindisi celebrativi. Questo cocktail, che mescola Vermouth al caffè, Amaro Santoni e un tocco dorato di zafferano, cattura l'essenza di quei momenti grandiosi, in cui ogni sorso riecheggia la vibrante storia della città;

- “La Locomotiva”: Ispirato all'eredità di George Stephenson, il genio dietro l’invenzione della locomotiva a vapore, questo drink incarna lo spirito del progresso. A base di Mezcal, evoca il “fumo” dell'innovazione, mentre il mango fermentato e la menta aggiungono un tocco contemporaneo, simboleggiando il viaggio senza fine della modernità.

Edoardo Sandri, Assistant F&B Manager di Atrium Bar, ha affermato: “La creazione della nuova Drink List Sips of History è stata un'esperienza entusiasmante per tutti noi. Ogni cocktail è stato pensato per onorare un'epoca, un luogo e le persone che l'hanno vissuta. Volevamo riportare in vita quei momenti attraverso un gioco di sapori, contrasti e l'essenza di un periodo indimenticabile. Ogni drink è un invito a immergersi piacevolissimamente nella storia in un modo fresco, emozionante e coinvolgente”.

Ogni cocktail del nuovo MenùSips of History” si trasforma in un protagonista, dando voce alla creatività e all’essenza di un’epoca che ha segnato profondamente il passato. Più di una semplice “drink list”, un’esperienza che invita gli ospiti a immergersi in un viaggio interessantissimo nei meandri del tempo, rivivendo la vitalità di altri tempi e aprendo nuove prospettive sulla storia, proprio sorso dopo sorso.

All’Atrium Bar del meraviglioso Four Seasons Hotel Firenzeimmersi in una magica atmosfera super raffinata e accogliente potrete scegliere dalla nuova fantasticaDrink List - Sips of History” dei buonissimi cocktail che sono storia e poesia liquida.

https://www.fourseasons.com/it/florence/

https://www.youtube.com/watch?v=XJIjBtfXHXg


"Four Seasons Firenze": Il Fascinoso e Accogliente Atrium Bar 

 "Atrium Bar": Il Nuovo Menù Sips of History (Foto FSF)

 "Sips of History": Un Gioco di Sapori e di Contrasti (Foto FSF) 

 "La Locomotiva"... (Foto FSF)
 
"Sips of History": Storia e Poesia Liquida (Foto FSF)


giovedì 26 dicembre 2024

UN FINE ANNO CON GLI STRAORDINARI CRISTALLI DELLA “RIEDEL” HA SICURAMENTE UN FASCINO SPECIALE.



 Lynda Boyd la bella e brava attrice Canadese ha detto: “Non importa quanto si invecchi, quella dell'Ultimo dell'Anno sembra sempre la sera in cui tutto è possibile!

Certo che la Fine dell'Anno è sicuramente una notte speciale dove, tra Cene, Eventi, Feste e Balli si consumano anche fiumi di Vino e altre bevande.

Bere un bicchiere di Vino, di qualunque tipo esso sia, acquista sicuramente maggiore importanza e piacevolezza anche grazie al “vetro” che lo contiene.

Nel Mondo delle bevande i “bicchieri” con cui si degusta hanno una fondamentale importanza. La buona qualità del cristallo e la forma specifica per ogni liquido sono il segreto che fa di un bicchiere il più straordinario e adatto mezzo con cui bere al meglio.

Prima di tutto voglio fare un accenno su “Cosa è il Vetro”.

Il “Vetro” è un materiale dalla consistenza molto dura e allo stesso tempo fragile che ha un aspetto trasparente e traslucido. Si ottiene, per la parte che interessa il nostro argomento, prevalentemente dalla fusione ad altissima temperatura (a 1300/1500 gradi) di sabbia silicea con ossidi e carbonati. Il “Vetro” si lavora, dandogli un’infinità di forme, quando è ancora caldissimo e fluido, successivamente si definisce la sua concretezza raffreddandolo con un processo piuttosto lento.

La Storia del Vetro si perde nella “notte dei tempi”, forse possiamo dire che un suo coinvolgimento, sicuramente casuale, nella vita umana c’era già stato oltre 7000 anni fa. Nei Secoli successivi la lavorazione del vetro si sviluppò sia tra i Fenici, gli Egiziani e i Greci, ma furono gli Antichi Romani che dettero un forte impulso a questo settore quando, intorno all’anno 100 a.C., perfezionarono la produzione grazie al soffiaggio dentro gli stampi che permise di aumentare notevolmente la possibile gamma dei manufatti. Nel 400/600 si svilupparono varie e particolari tecniche come quella dell’uso del mosaico in vetro nell’Arte Bizantina.

Nel XI Secolo, in Germania, avvenne un nuovo balzo in avanti che fu dato dall’invenzione del procedimento per la realizzazione del vetro piano in lastre, e successivamente nel 1450 con l’invenzione a Venezia delCristallo” si arrivò praticamente alle stesse tecniche artigianali che anche oggi, se pur perfezionate, vengono usate.

Il sostantivo femminile “ialurgìa”, che deriva dal termine Greco “ὑαλουργεῖον” e tradotto letteralmente significa “fabbrica di vetro”, definisce specificatamente la magica “Arte di fabbricare e lavorare il vetro”.

Una delle Aziende più storiche e importanti del Mondo per la realizzazione di articoli professionali in cristallo di grandissima qualità è sicuramente laRiedel”.

La “Riedel Crystal” a Sede a Kufstein un’antica Città Austriaca del Tirolo attraversata dal Fiume “Inn” e ubicata vicino al confine con la Regione Tedesca della Baviera. Da una suggestiva collina domina l’abitato cittadino l’imponente “Fortezza di Kufstein” (Festung Kufstein) una tra le costruzioni di Epoca Medievale (XIII Secolo) più importanti del Tirolo, posizionata in un punto strategico dove la valle dell'Inn fa un restringimento che permetteva anticamente di controllare l'accesso alle Alpi.

LaRiedelha una lunga e interessante Storia vissuta attraverso ben 11 Generazioni della Famiglia Riedel.

Il primo membro della Famiglia che iniziò il commercio della cristalleria dilusso” fu Johann Christoph Riedel classe 1673. Visse a Pavlovice (oggi Repubblica Ceca), nella Tenuta Neuschloss, nella Boemia Nord-occidentale vicino ad Haida e Steinschönau. Tutte Località che all’inizio del XVIII Secolo divennero centri di fama mondiale per il commercio delCristallo di Boemia”. Viaggiò in tutta Europa per vendere il vetro: i guadagni ottenuti dalla sua attività giustificavano i lunghi, ardui e pericolosi viaggi di allora, finché, purtroppo, nel 1723 fu tragicamente assassinato, lasciando la Moglie e i tre Figli.

A Johann Christoph seguì Johann Carl Riedel (1701-1781) che visse a Falkenau vicino ad Haida dove costruì la sua casa e dove lavorò come pittore su vetro. Nel 1739 fu nominato “Balivo” (Pubblico Ufficiale) della Città. Nel 1723 sposò Anna Elizabeth, appartenente a una benestante Famiglia di vetrai. Diedero al mondo 11 Figli di cui solo due sopravvissero fino in età adulta. Nel 1753, Johann Carl si trasferì ad Antoniwald nelle Montagne Jizera, che fanno parte del Gruppo Montuoso dei Sudeti Occidentali, lasciando così al Figlio più grande Johann Leopold il comando della Vetreria a Neuwiese tra il 1766 e il 1769.

Johann Leopold Riedel (1726-1800) pose le fondamenta dell’impero del vetro dei Riedel nella Boemia Settentrionale. Di professione faceva il doratore e il pittore su vetro, ma dal 1746 fu a capo della Vetreria di Johann Josef Kittel, un suo insigne parente, a Falkenau. Nel 1752 divenne responsabile della Vetreria del Conte Desfour, la "Zenknerhütte" ad Antoniwald, Località immersa nelle Montagne Jizera. Johann Leopold fece la sua fortuna durante la Guerra dei Sette Anni (1756-1763). La Guerra coinvolse le principali potenze europee dell'epoca e fu causata dalle rivalità coloniali tra Inghilterra e Francia, dalla volontà dell'Impero Austriaco di recuperare i territori perduti della Slesia con la Pace di Aquisgrana (1748) e dai timori della Russia e della Svezia per la crescente potenza della Prussia. Durante e dopo la Guerra, nell’ambito del processo di ricostruzione, vi fu una massiccia richiesta di lastre di vetro per finestre e Riedel fu il primo a produrle nella Regione delle Montagne Jizera. Johann nel 1775 costruì la prima Vetreria di Famiglia a Christianthal e nel 1782 rilevò la vicina Vetreria a Neuwiese.

Il rappresentante della generazione successiva fu Anton Leopold Riedel (1761-1821), il Figlio maggiore di Johann Leopold e il primo membro della Famiglia Riedel nato nelle Montagne Jizera ad Antoniwald. Gestì la Vetreria di Neuwiese per il Padre fino a diventarne Titolare nel 1795. Produceva cristallo e vetro cavo colorato, boccette per profumi, parti di candelabri e anche i primi pezzi di bigiotteria in vetro. Nel 1809 fondò a Mistrovice vicino ad Haida una fabbrica per la lavorazione di vetro cavo tagliato, inciso e dipinto. Nel 1814 prese in locazione la Vetreria del Conte Desfour ad Antoniwald.

Seguì Franz Xaver Riedel (1786-1844) che si fece un nome in gioventù lavorando come incisore. Alcune opere recanti la sua firma sono tuttora molto ricercate per il loro grande valore. Dal 1814 al 1821 gestì la Vetreria del Padre a Neuwiese e divenne poi Locatario della Vetreria Zenknerhütte ad Antoniwald. Nel 1829 fondò una sua Vetreria a Wilhelmshöhe. La sua prima Moglie, Judith, proveniva da una ricca Famiglia di mercanti di vetro, i Vogel di Steinschönau. Franz e suo Nipote Josef inventarono nuovi colori per il vetro usando l’uranio per ottenere la fluorescenza nelle tonalità giallo e verde, alle quali furono dati rispettivamente i nomi di "Annagelb" e "Annagrün" dal nome della Figlia di Franz, Anna.

All’età di 14 anni, Josef Riedel Senior (1816-1894) divenne l’assistente dello zio Franz Xaver e sposò infine sua Figlia Anna. Josef visse in un periodo a lui molto favorevole che vide l’avvento della Rivoluzione Industriale. Nel 1858 possedeva otto Vetrerie, due grandi imprese tessili e delle miniere di carbone. Nel 1873 Josef si aggiudicò il premio "Grand Prix" all’Esposizione Universale di Vienna, successivamente ricevette un riconoscimento da Papa Pio IX e le autorità locali di Franzensbad e Wiesenthal gli conferirono la Cittadinanza Onoraria. Josef era conosciuto da tutti con l’appellativo di "Re del vetro delle Montagne Jizera". Nel 1895 i suoi Figli registrarono il primoLogo Riedel”.

Successivamente Josef Riedel Junior (1862-1924) l’unico figlio nato dal secondo matrimonio di Josef Riedel Senior guidò l’Azienda per dieci anni (1914-1924). Nel 1894 costruì una Villa a Tiefenbach, in Baviera, per la Moglie Paula, ancora oggi uno degli edifici storici più eleganti che si possa ammirare nelle Montagne Jizera. Nel 1906, a Josef Junior fu concesso di entrare a far parte dell’Ordine Imperiale della Corona Ferrea dall’Imperatore Francesco Giuseppe I.

Seguì Walter Riedel (1895-1974) il più grande dei Figli di Josef Junior. Il suo destino fu segnato dalle due Guerre Mondiali e la politica che caratterizzò il periodo in cui visse lo obbligò a cambiare cittadinanza per ben quattro volte. Nel 1918, quando Walter iniziò a lavorare nell’Azienda di Famiglia, la Boemia fu annessa alla Cecoslovacchia e Walter subì la stessa sorte delle popolazioni germanofone insediate nella zona dei Sudeti divenendo cittadino Ceco. Fu in quel periodo che la Famiglia Riedel si affermò come maggiore produttrice mondiale di gioielli di vetro e cristalleria, perline, lampade e vetro tecnico così come prodotti di vetro di lusso. Walter fu insignito del Premio "Grand Prix" per le sue realizzazioni presentate all’Esposizione Internazionale di Parigi (1925) e successivamente all’Expo di Parigi del 1937.

Poi ci fu Claus Josef Riedel (1925-2004) che ebbe l’intuizione di abbandonare lo stile dominante dell’epoca dei tradizionali calici pesanti, dalle linee un po’ barocche e dal vetro spesso, intagliato e colorato, per passare a calici vino dal lungo stelo e dallo stile essenziale, soffiati a bocca in cristallo sottile, perfettamente lisci e trasparenti. Il consenso dal Mondo Enofilo e del Design fu spontaneo e immediato. I numerosi premi e riconoscimenti conseguiti furono il segnale che una nuova era stava per iniziare. I Musei acquistavano le creazioni di Claus Riedel da inserire nelle collezioni permanenti, è il caso del “Museo d’Arte Moderna di New York” che espone tuttora alcune sue opere. A Claus Riedel è riconosciuto il merito di essere stato il primo a intuire il ruolo svolto dalla forma del calice nel trasmettere la personalità delle bevande alcoliche. La sua concezione stilistica rivoluzionaria ha prodotto un effetto permanente sulla cultura mondiale del calice da degustazione, allorché nel Catalogo Riedel fece la sua apparizione la “Collezione Sommeliers”, introdotta trent’anni fa. Si tratta di una nuova concezione di calici elettivi pensati per valorizzare le qualità organolettiche dei vari stili di vino all’interno delle forme più adatte.

Georg Josef Riedel (nato il 16 dicembre 1949) è entrato nell'Azienda di Famiglia nel 1973 come contabile, prima di diventare dal 1987 al 1994 Co-ceo di Riedel Crystal insieme a suo Padre, il Professor Claus Josef Riedel. Ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato dal 1994 al 2013. Georg Riedel è succeduto al suo Padre.

Oggi il Patron Georg J. Riedel è affiancato nella conduzione Aziendale dai due Figli Laetizia Riedel-Rothlisberger (classe 1974) e Maximilian Josef Riedel (classe 1977).

La Moglie di Georg Riedel, Eva Koenig, sposata nel 1973, con grande stile ed eleganza si occupa dell’arte del ricevere nella nuova “Casa Riedel”, un vero gioiello architettonico contemporaneo ben inserito nel paesaggio Tirolese oltre a seguire il punto vendita Aziendale a Kufstein il “Riedel Glas Store & Outlet” e gli altri vari punti vendita nel Mondo.

Gli straordinariCalici Riedel”, come del resto tutta la loro produzione, nascono da un susseguirsi di prove con un’infinità di prototipi, sessione dopo sessione, finché, per esclusione, Tecnici e Sommelier di fama internazionale pervengono al calice ideale per forma, dimensioni e diametro. Nel corso degli anni l’Azienda Riedel è giunta ad alcune interessanti spiegazioni scientifiche sul perché il bouquet e il gusto di vini, liquori e distillati siano subordinati alla forma del calice in cui sono serviti. Alla prima scoperta si è pervenuti assaggiando il vino: lo stesso vino si esprimeva diversamente in virtù della forma del calice in cui veniva servito. La differenza era così netta da indurre i Sommelier più esperti a ritenere che a calice differente corrispondesse un diverso tipo di vino. Le varietà d’uva sono il fattore che determina il rapporto tra le componenti fruttate, acide, tanniche e alcoliche. Partendo da questo presupposto “Riedelè riuscita nell’impresa di creare calici dalle forme idonee a valorizzare il vino ottenuto da uve varietali specifiche. Le peculiarità, le dimensioni e la forma del calice riescono a estrarre alla perfezione le qualità organolettiche specialmente di un vino pregiato.

Otre ai “Bicchieri” hanno grande rilevanza per la “Riedel” anche altri accessori in cristallo per i vari tipi di servizio, nel “Vino”, per esempio, i “Decanter” che hanno la fondamentale funzione di decantazione e ossigenazione.

Nel 2024 la “Riedel” ha presentato una nuova e super affascinante versione del suo “Decanter” più iconico la “Lira - Amadeo” presentato per la prima volta nel 2006 è ancora oggi un vero “best sellerAziendale. “Lira - Amadeo Optic Magnum 2024” è nato ispirandosi al celebre Compositore Austriaco Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791). “Lira - Amadeo Optic Magnum 2024” unisce armoniosamente, come sempre, funzionalità design ed eleganza ma presenta anche un meraviglioso e suggestivo effetto ottico lungo tutta la sua silhouette, una caratteristica speciale che lo rende unico nel suo genere. Un vero capolavoro realizzato in “Edizione Limitata” dai Maestri Vetrai dello Storico Stabilimento di Kufstein nel Tirolo Austriaco, prodotto in un pregiatissimo cristallo soffiato a bocca come tutti i “Decanter” firmati “Riedel”. “Lira - Amadeo Optic Magnum 2024” va ad aggiungersi agli altri preziosi “Decanter” della esclusiva “Linea Amadeo”, vere e proprie preziose opere d’arte.

L’AziendaRiedel”, con alle spalle quasi 300 anni di esperienze e tradizioni, ha ricevuto un’infinità di premi e riconoscimenti Internazionali per l’altissima qualità raggiunta.

Il Vino e moltissime altre bevande trovano la giusta accoglienza nei magnifici cristalli dellaRiedele un Fine Anno con il loro uso acquista sicuramente maggiore gusto e uno fascino assolutamente speciale

https://www.riedel.com/it-it

https://www.youtube.com/watch?v=U2aCd4d1I6Q

https://www.youtube.com/watch?v=SKSQ8K1d9lY


Vere e Proprie Preziose Opere d’Arte (Foto Riedel)

Funzionalità Design ed Eleganza (Foto Riedel)

Straordinari Calici (Foto Riedel)

"Decanter Amadeo Optic Magnum 2024"

Maximilian Josef Riedel (Foto Riedel)


domenica 13 ottobre 2024

NELLA FANTASTICA ATMOSFERA DEL MITICO “FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE” IL NUOVO RISTORANTE “ONDE” HA IL GUSTO DEL MARE.




In Toscana nella “favolosaCittà di Firenze tra l’infinità di magnifici monumenti ed edifici storici c’è, al numero Civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al Mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La “Four Seasons Hotels & Resorts” è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 130 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in più di 40 Paesi del Mondo. In Italia, per ora, ci sono tre strutture di questa Catena: quella di Firenze, a Milano e l’altra a Taormina (Messina).

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Palazzo del Nero” (negli anni definito anche “Conventino” e “Villa”). Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) Architetto, Ingegnere e Scultore Fiorentino. Il Secondo risale al XVI Secolo. I due Edifici Rinascimentali sono divisi dal fantastico Parco Botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato il “Giardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “Casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. Il tutto arricchito e decorato con una fine, preziosa serie di pitture e di bassorilievi.

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato coperto con un lucernario; tutto il lavoro è stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso (due Palazzi e il Parco) dopo essere stato rilevato dalla Four Seasons Hotels & Resorts” nel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti. In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute. Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del Palazzo della Gherardescaè una delleperledella Catena Alberghiera dellaFour Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 115 straordinarie camere e suite, altre 36, appena ristrutturate sono al “Palazzo del Nero”. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali e molto altro). Poi c’è la grande piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i lussuosi negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Un tale complesso quello del “Four Seasons Hotel Firenze” che per la sua attività richiede alcune centinaia di dipendenti e di un grande ed espertissimo Responsabile: dal Mese di Luglio 2019 il Direttore Generale è Massimiliano Musto.

Massimiliano (per gli Amici Max) è nato a Napoli il 23 Maggio del 1969. La sua Carriera nel magico Mondo dell’ospitalità è iniziata più di 30 anni fa quando da giovanissimo si è trasferito in Scozia per imparare l’inglese e la professione. Successivamente si è Laureato alla University of West London in “International Hotel Management”. Operando e viaggiando in molti Paesi del Mondo ha accumulato moltissima esperienza che si abbina perfettamente a gentilezza e simpatia.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’Enogastronomia di qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.

I Ristoranti sono: “Al Fresco”, la Trattoria aperta nella bella stagione a bordo piscina, il lussuoso e accogliente spazio denominato “Atrium Bar”, il fiore all’occhiello della struttura “Il Palagio” e i due nuovissimi Locali, il RistoranteOnde” e il “Bar Berni”.

Il Palagio”, dal 2012Una Stella Michelin” (sempre riconfermata) è il Ristorante principale del “Four Seasons Hotel Firenze”, ubicato nelle ex scuderie del Palazzo oggi trasformate in una lussuosa e “suggestiva” sala dalle grandi colonne e il soffitto a volta. Una dozzina di comodi tavoli riccamente imbanditi per circa 55 coperti, nella bella stagione si cena all’aperto in giardino.

L’Executive Chef delFour Seasons Hotel Firenzeè il bravissimo Paolo Lavezzini.

Paolo Lavezzini è nato, il 22 Dicembre del 1978, in Emilia Romagna nella storica e accogliente Città di Fidenza in Provincia di Parma. Crescere in una Regione dove la gastronomia è un’eccellenza mondiale e dove le “nonne” cucinano divinamente non poteva certo non segnarli la vita: ecco che per Paolo le grandi passioni all’apice delle sue aspirazioni erano la “cucina” e anche il “calcio”. La passione per il calcio era “cromosomica” in quanto suo Padre era “Allenatore di Calcio Professionista” (Rino Lavezzini, classe 1952, è stato anche il tecnico della Squadra del Fidenza) ma Paolo ha resistito alla spinte paterne verso la carriera calcistica e alla fine ha convinto anche suo Padre e, visto il trasferimento in quel periodo della sua Famiglia a Marina di Carrara (MS) (il Padre allenava al tempo la Carrarese), si è iscritto a una prestigiosa Scuola come l’Istituto Professionale Alberghiero di StatoG. Minuto”, dove nel 1997 si è diplomato.

Le sue prime esperienze sono del tutto straordinarie: all’HotelByron” (5 Stelle Lusso) a Forte dei Marmi (LU) e alla mitica “Locanda dell’Angelo” di Ameglia (SP), aperta nel 1974 da Angelo Paracucchi uno dei più grandi innovatori della Cucina Italiana, un vero mito. Proprio Paracucchi riconoscendo in Paolo Lavezzini grandi capacità lo volle inviare in Francia, a Parigi, in un altro suo magnifico RistoranteIl Carpaccio”, aperto nel 1984 e tutt’ora in attività con diversa gestione, all’interno dell’HotelLe Royal Monceau - Raffles Paris” (5 Stelle).

Paolo, rientrato in Italia nel 1998, ha iniziato a lavorare alla leggendaria “Enoteca Pinchiorri” (Tre Stelle Michelin) di Firenze, fianco a fianco con lo Chef Riccardo Monco, nel Gennaio 2003 è tornato a Parigi per un’altra magica esperienza con Alain Ducasse all’ “Hôtel Plaza Athénée” e nel 2005 al RistoranteAkelarre” (Tre Stelle Michelin) del grande Pedro Subijana Reza a Igeldo (Donostia-San Sebastián) nella Comunità Autonoma dei Paesi Baschi in Spagna. Sempre nel 2005 è volato negli Stati Uniti a New York e nel 2006 è rientrato a Firenze all’“Enoteca Pinchiorri”.

Nel 2009 ha aperto un suo LocaleLe Terrazze del Conte” a Marina di Carrara e poi dal 2010 al 2012 è stato alla guida del RistoranteLa Terrazza” all’Hotel Plaza e de Russie” (5 Stelle) di Viareggio (LU). Alla fine dell’Estate 2012 Paolo Lavezzini ha deciso che era venuto il momento di allargare ancor di più le sue conoscenze gastronomiche Internazionali ed è volato in Sud America, più precisamente in Brasile, dove si è letteralmente innamorato di quel mondo e di quella cultura estremamente vivace e piena di gioia di vivere. Per sei anni è stato Executive Chef all’HotelFasano Rio de Janeiro” (5 Stelle). Il 15 Ottobre 2018 venne inaugurato, nella Città più popolosa del Brasile San Paolo, il “Four Seasons Hotel São Paulo a Nações Unidas” (non più gestito direttamente dalla “Four Seasons” dal Dicembre 2020) e Paolo Lavezzini divenne l’Executive Chef del RistoranteNeto” (“Nipote” in Portoghese) all’interno dell’Hotel riscuotendo da subito moltissimo successo.

Nel 2021 prima di arrivare al “Four Seasons Hotel Firenze Paolo ha trascorso alcuni mesi al RistoranteBistrot” (Una Stella Michelin) di Forte dei Marmi (LU) con l’amico Chef Andrea Mattei con cui ha condiviso le esperienze da “Pinchiorri” e da “Ducasse”.

Come Executive Chef del “Four Seasons Hotel Firenze Paolo Lavezzini ha seguito e inaugurato Giovedì 3 Ottobre 2024 anche i due nuovi Locali ubicati all’interno di Palazzo Del Nero”: il RistoranteOndee ilBar Berni”.    

Palazzo Del Nero”, come già accennato è un Edificio risalente al XVI Secolo, è stato per oltre 200 anni dimora della Famiglia Del Nero, una Famiglia di origine Genovese trasferitasi a Firenze nel XIV Secolo. Successivamente è diventato patrimonio del Casato dei Ruspoli, altra Famiglia Fiorentina molto antica e Nobile che ha dato i natali a Principi, Duchi, Marchesi, Conti e anche a un Cardinale. Nel XX SecoloPalazzo Del Nero” e stato trasformato nella Sede di un Convento dell’Ordine Religioso delle “Serve di Maria Riparatrice”.

Dopo circa 12 Mesi di importanti LavoriPalazzo Del Neroci appare perfettamente ristrutturato e rimodernato sotto la guida dell’Architetto Pierre-Yves Rochon (Classe 1946) famoso Designer d'Interni Francese. Ha 36 bellissime Camere e Suite (una in meno di prima per fare spazio al nuovo Bar) che preservano il fascino senza tempo e l'eredità storica dell'Edificio, introducendo suggestivi elementi innovativi: le tonalità principali danzano tra l’oro, il verde e il rosso, celebrando l’Epoca Rinascimentale, insieme alla carta da parati con vedute dell’Arno e della Campagna Toscana. A ciò si aggiunge la reception, concierge e salone per eventi (la “Sala Conventino”) ricavato all’interno di una Chiesa sconsacrata di inizio Novecento, il tutto con “ingresso principale” da Via Capponi anziché da Borgo Pinti.

Il nuovo RistoranteOnde” ha un’atmosfera molto accogliente in cui gli ospiti si possono rilassare all’interno delle belle sale gustando i sapori più sinceri e più freschi del Mar Mediterraneo. La sera poi non manca l’animazione da “Dj Set”.

Anche al RistoranteOnde” (nomen omen = il nome è un presagio) la straordinaria Cucina di Mare dello Chef Paolo Lavezzini è sincera espressione della sua grande preparazione, della straordinaria e ricercata qualità delle materie prime e dal grande amore che ha per il mare: infatti a conferma di ciò ha voluto vivere con la sua Famiglia, la Moglie Eleonora Nicodemi e la bellissima Figlia Laura, proprio vicino al mare nella splendida Versilia.

Il nuovo RistoranteOnde” del “Four Seasons Hotel Firenze”, un progetto che vuole essere una gustosissima e accoglientissima “Osteria Contemporanea”, è nato grazie anche al supporto dell’’Executive Pastry Chef Mariano Dileo, del Sous Chef Giacomo Cavicchi, del Restaurant Manager Roberto Pennacchiotti, del Food & Beverage Director Alessio Anedda e quello "fondamentale" del Direttore Generale Massimiliano Musto

Sincere e chiare le parole dell’Executive Chef Paolo Lavezzini: “Onde è un sogno iniziato nel modo più semplice, con una chiacchiera tra colleghi ormai tre anni fa. C’è una parte di Firenze che inesorabilmente tende al mare. Non è qui, eppure lo sentiamo, il richiamo è costante, fa quasi parte dell’identità fiorentina. È da questa sensazione che prende forma il ristorante. Un’osteria contemporanea con i più veri sapori del mare, quello nostro ma anche di altrove. Qui vogliamo che gli ospiti si sentano come a casa, liberi di parlare con la brigata dalla cucina a vista. Vorremmo dare alla città qualcosa di inaspettato, e che possa essere il regalo più bello”…

Il Menu del nuovo RistoranteOnde” è pensato per essere per lo più condiviso, con piatti che spaziano dal pesce crudo alla paranza fritta, dalle immancabili ostriche e champagne al tradizionale spaghetto alle arselle, oltre ad altri classici intramontabili rubati alla “Cultura Culinaria Anni‘80”. Ogni piatto si abbina ai migliori champagne e vini bianchi, ma la Carta dei Vini si espande con selezioni inaspettate e anche contaminazioni dal vicino Bar Berni.

Anche il “Bar Berni”, che prende in nome dal diminutivo di “Bernardo Del Nero” il fondatore dell’antico lignaggio dei “padroni di casa”, è molto accogliente essendo il nuovo “All Day Dining e Vermouth Bar” (decine le Etichette di Vermouth tra cui scegliere) del “Four Seasons Hotel Firenze”. Qui gli ospiti possono rilassarsi tra le natura verdeggiante interna ed esterna, godendo anche della splendida vista sul Giardino della Gherardesca. Il Bar Manager Antonello Palermo e il suo team hanno creato una selezione di cocktail interamente a base di vermouth, dedicati alle sette isole dell’Arcipelago Toscano e alle loro erbe spontanee, perfetti da scoprire anche in un eventuale abbinamento al Menu di Onde.

Nella fantastica atmosfera del miticoFour Seasons Hotel Firenzepotrete godervi ilgusto del mareal nuovo RistoranteOndee anche deliziarvi con molto altro.

https://www.fourseasons.com/it/florence/

https://www.youtube.com/watch?v=XJIjBtfXHXg


Ristorante "Onde": La Sala Blu (Foto  Hospitality Builders)

Ristorante Onde: La Sala Rossa (Foto Hospitality Builders)

 Paolo Lavezzini e Giorgio Dracopulos

"Crudo di Mare" (Foto Alberto Blasetti)

 "Aragosta con Caviale" (Foto Alberto Blasetti)

 "Branzino" (Foto Alberto Blasetti)

 "Aragosta alla Catalana" (Foto Alberto Blasetti)

Ristorante "Onde": Solo Delizie (Foto Hospitality Builders)

Nuovo Ristorante "Onde": Il Team (Foto FSHF)


sabato 20 aprile 2024

“ARIA DI SAN DANIELE 2024” LA GRANDE, BELLA E SAPORITA MANIFESTAZIONE PER DEGUSTARE UNA DELLE GRANDI ECCELLENZE ITALIANE.

 


Molti cibi deliziosi che allietano la nostra vita iniziano con la lettera “P” come Pizza, Patatine, Pasta, Panini, Polenta, Pomodoro, Pompelmo, Piadina, Pancetta, Panettone, Panna, Prugne, Pâté, Pere, Parmigiano, Prosciutto.

Quando si vuol approfondire l’argomento su un prodotto magnifico e speciale come il Prosciutto vengono subito in mente le eccellenze Italiane come il “Prosciutto di San Daniele”.

Il Prosciutto di San Danielenasce esclusivamente aSan Daniele del Friuli”.

La bellissima e accogliente Regione Friuli-Venezia Giulia è ubicata all’estremità nord-orientale del Territorio Italiano dove occupa una superfice di 7.845 chilometri quadrati. La Regione nasce dall’unione di due Territori storico-geografici particolari, divisi dalla foce del Fiume Timavo (o Recca) che scorre tra Croazia, Slovenia e Italia: il Friuli, la parte più vasta, è la Zona della Venezia Giulia rimasta all’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Le Terre del Friuli-Venezia Giulia sono uno scrigno dove si racchiudono straordinarie bellezze naturali che vanno dalle Spiagge alle Montagne, dalle Rocce Carsiche a quelle Dolomitiche, Colline e Lagune, Resti dell’Antica Civiltà Romana, Borghi, Castelli e Città d’Arte, Fiumi, Laghi e Isole. Accanto a tutte queste infinite bellezze il Territorio in questione ha anche un’offerta Enogastronomica di altissimo livello che si abbina alla perfezione con la grande e affabile accoglienza delle sue Genti.

Al Centro del Friuli, arroccato a 252 m. s.l.m. su di una dolce Collina che domina la pianura circostante, c’è proprio l’antica Cittadina di “San Daniele del Friuli” (circa 8.000 Abitanti), rientrante nell’E.D.R. (Enti di Decentramento Regionale, istituiti nel Novembre 2019) di Udine. I 35 chilometri quadrati del Territorio Comunale si trovano al centro dell’anfiteatro morenico, cioè il complesso di morene (sedimenti) costituito dai detriti rocciosi trasportati a valle dal lento ma incessante moto di scivolamento per gravità di un Ghiacciaio, tali depositi formano degli archi concentrici lungo la parte frontale dello smottamento e vengono alla luce quando il ghiaccio si ritira per ragioni climatiche.

San Daniele del Friuli” è famosa nel Mondo per dare i natali a quel mitico prodotto denominato “Prosciutto di San Daniele” che qui veniva realizzato, in modo simile, già in Epoca preromana quando grazie all’uso del sale si conservavano le carni di maiale.

Il “Prosciutto di San Daniele” come noi lo conosciamo nasce nel 1961 grazie a un gruppo ristretto di Produttori, validi Imprenditori e Personalità di rilievo della Comunità di San Daniele del Friuli, che costituirono il “Consorzio del Prosciutto di San Daniele”.

Il “Prosciutto di San Daniele” è un prosciutto crudo stagionato riconosciuto dal 1970, dallo Stato Italiano con la legge n. 507, come prodotto a “Denominazione di Origine” (D.O.) e dal 1996, dall’Unione Europea, come prodotto a “Denominazione di Origine Protetta” (D.O.P.). 

Il “Prosciutto di San Daniele” viene prodotto solo ed esclusivamente a San Daniele del Friuli, e nella sua produzione non viene utilizzato nessun tipo di additivo o conservante.

Oggi il Consorzio associa i 31 Produttori del “Prosciutto di San Daniele” e detiene il Disciplinare di Produzione, vigilando sulla sua corretta applicazione, oltre a tutelare il Marchio affinché non vi siano abusi o usi illegittimi del nome, del marchio stesso e della D.O.P. in tutte le sue prerogative. Inoltre, promuove e valorizza la conoscenza e la diffusione del “Prosciutto di San Daniele” ed è impegnato nell’attuare iniziative per il perfezionamento e il miglioramento qualitativo, attraverso servizi di assistenza e consulenza per i Soci Produttori.

Il “Prosciutto di San Daniele” viene artigianalmente realizzato con solo due ingredienti: cosce di suino Italiano super selezionate e sale marino secco di alta qualità. Ma fondamentale è la Stagionatura (minimo 16 Mesi) che avviene grazie al particolare microclima di San Daniele del Friuli dove si creano condizioni uniche e irripetibili. Qui i venti freddi provenienti dalle Alpi Carniche si incontrano con le brezze dell’Adriatico, in un ambiente dove l’umidità e la temperatura sono regolate dalle acque del Fiume Tagliamento.

Le cosce di suino provengono dagli oltre 3.000 Allevamenti ubicati nelle Regioni del Centro-Nord Italia (Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo). I suini, selezionati tra quelli di Razza Pesante Italiana (Large White, Landrace e Duroc) e strettamente controllati, sono alimentati con cereali nobili e siero di latte e allevati con metodi che rispettano il loro benessere; al momento della macellazione devono pesare mediamente 160 chilogrammi e avere almeno nove mesi di vita.

Le cosce arrivano a San Daniele del Friuli, dove vengono sottoposte a un controllo preliminare di conformità, entro quarantotto ore dalla macellazione e devono avere un peso non inferiore ai 12 chilogrammi. Le prime fasi di lavorazione si svolgono tutte all’interno dei Prosciuttifici aderenti al Consorzio e comprendono: il raffreddamento (per favorire la perdita di umidità) e la rifilatura; la salatura, in cui le cosce rimangono coperte di sale per un numero di giorni pari al loro peso; la pressatura, che permette di far penetrare al meglio il sale e di conferire alle cosce la tradizionale forma a chitarra; il riposo, periodo che dura fino al quarto mese dall’inizio della lavorazione in cui le cosce rimangono a riposo in appositi spazi climatizzati.

Terminato il periodo di riposo, le fasi che seguono sono: il lavaggio e l’asciugamento; la “sugnatura”, che prevede l’applicazione di un impasto (la sugna) a base di farina di riso e grasso sulla porzione non coperta dalla cotenna per mantenerla morbida; la stagionatura, che si prolunga fino al compimento del sedicesimo mese dall’inizio della lavorazione; la marchiatura, per la quale l’organo di controllo, l’Istituto Friuli Controllo Qualità (I.F.C.Q.) e Certificazioni verifica la rispondenza dei prosciutti ai requisiti prescritti dal Disciplinare.

Solo i Prosciutti che rispettano tutti i parametri sono Certificati e su di essi viene impresso a fuoco ilMarchio del Consorzio”. Durante l’intera lavorazione vengono effettuati i tradizionali e accurati controlli periodici che monitorano l’evoluzione del prodotto, tra cui la puntatura con l’osso di cavallo e la battitura, ovvero la percussione della cotenna.

Il “Prosciutto di San Daniele” presenta molti segni distintivi che lo contraddistinguono e lo differenziano: lo Zampino che, oltre mantenere inalterata l’integrità biologica della coscia, agevola il drenaggio dell’umidità, il Marchio a Fuoco del Consorzio impresso sulla cotenna costituito dalla Denominazione in forma circolare, dalla stilizzazione del prosciutto con le lettere “SD” al centro e dal Codice Numerico di Identificazione del Produttore, il Tatuaggio dell’Allevamento (ovvero un codice alfanumerico costituito dalla sigla della Provincia in cui si trova l’allevamento), il Numero Identificativo dell’Allevamento e una Lettera che indica il Mese di nascita del suino. A tutto ciò si aggiunge il segno del Macello, un timbro a fuoco che riporta la sigla “PP” e il Codice Identificativo del Macello, composto da una lettera e da due cifre, oltre al Sigillo di Inizio Lavorazione, composto dalla sigla D.O.T. (Denominazione di Origine Tutelata) e dalla Data che ne indica l’inizio.

La Produzione delProsciutto di San Daniele” D.O.P. nel 2023 è stata pari a 2.590.000 cosce lavorate nei 31 stabilimenti provenienti dai 44 Macelli che hanno trasformato la materia prima proveniente dai 3.510Allevamenti di suini Italiani”. La produzione di “Prosciutto di San Daniele” D.O.P. “preaffettato in vaschetta” è stata 21,3 milioni di vaschette certificate pari a 407.000 prosciutti. Il Fatturato totale è stato di circa 360 milioni di euro e la quota di Export rispetto alla produzione complessiva è stata pari al 19%, con oltre 3 milioni di chilogrammi di prodotto indirizzato al Mercato Extra Italiano. La quota maggiore è andata al Mercato Europeo e in altri Paesi come Stati Uniti, Brasile, Canada e Giappone.

Il “Prosciutto di San Daniele” è un’ottima fonte di proteine nobili, di vitamine, in particolare B1, B6 e PP, e di sali minerali, soprattutto fosforo, zinco, rame, ferro e potassio; fra i grassi prevalgono quelli monoinsaturi. Per il suo alto valore nutrizionale e la sua facile digeribilità, è indicato in qualsiasi tipo di dieta, anche in quelle ipocaloriche e di sportivi, bambini e anziani.

Tagliare una fetta sottile di “Prosciutto di San Daniele” è vera poesia, il suo colore rosso-rosato nella parte magra e bianco candido nel grasso di contorno e nel grasso intramuscolare, già alla vista incanta. Delizioso e gentile il profumo, si possono individuare sfumature tostate, di crosta di pane, note di frutta secca e malto d’orzo. Il sapore è vellutato, la sapidità leggera, gli aromi sono tipici della carne stagionata, la consistenza è avvolgente, morbida, non unta e si scioglie delicatamente.

Il “Consorzio del Prosciutto di San Daniele” sponsorizza e realizza annualmente molti Eventi ma sicuramente quello che da diversi anni è diventato il più importante e coinvolgente è il TourAria di San Daniele”.

Aria di San Danieleè il suggestivo viaggio itinerante che porta attraverso l’Italia le straordinarie qualità di uno dei principali prodotti gastronomici del Made in Italy : il “Prosciutto di San Daniele”. L’Evento, giunto nel 2024 alla “Settima Edizione” dopo i grandi successi degli anni precedenti, partirà il 6 Maggio da Milano e farà tappa nei 6 Mesi successivi in varie Città d’Italia come Torino, Genova, Roma, Napoli, Bari e altre ancora. Anche quest’anno il calendario è ricchissimo di appuntamenti, grazie a incontri che avranno luogo in una serie di locali super selezionati, come Ristoranti, Enoteche e Osterie, per promuovere e presentare il “Prosciutto di San Daniele DOP” ai consumatori e agli operatori del settore.

La grande novità di “Aria di san Daniele 2024” è rappresentata dall’inedita interazione tra il prodotto e il Locale che ospita la Tappa del Tour. Infatti oltre alla degustazione gratuita di prosciutto, come sempre fatto, sarà infatti possibile partecipare ad appuntamenti e cene a tema, gustare piatti a base di “San Daniele DOP” e provare nuovi abbinamenti con drink e vini selezionati specificatamente per esaltare al meglio le peculiari caratteristiche del “Prosciutto di San Daniele”.

Mario Emilio Cichetti, Direttore Generale del Consorzio, ha affermato: “Aria di San Daniele è un Format che il Consorzio ha ideato con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare i valori del San Daniele DOP attraverso uno dei canali più interessanti e dinamici in Italia, quello della Ristorazione. Il Tour, avviato per la prima volta nel 2017, ha generato nelle prime sei edizioni oltre 250 bellissime serate visitando altrettanti selezionati locali e incontrando oltre 40.000 consumatori.

Tutte le informazioni sulla tipologia delle serate e le modalità di prenotazione delle tappe di Aria di San Daniele 2024 sono disponibili sul Sito Eventi del Consorzio del Prosciutto di San Daniele.

Da una Tradizione secolare nasce un’eccellenza Italiana semplicemente unica e magnifica ilProsciutto di San DanieleeAria di San Daniele 2024è la grande, bella, saporita e imperdibile occasione per poterlo degustare.

https://prosciuttosandaniele.it/

https://www.youtube.com/watch?v=XT7GUFM9QYU


San Daniele del Friuli (Foto PDSD)

Una Vista del Fiume Tagliamento (Foto PDSD)

"Prosciutto di San Daniele": Una Delizia (Foto PDSD) 

La Stagionatura..... (Foto PDSD) 

La Marchiatura..... (Foto PDSD) 

"Prosciutto di San Daniele" in Vaschette Certificate (Foto PDSD)

Il Direttore del Consorzio Mario Emilio Cichetti (Foto PDSD)

"Aria di San Daniele 2024": La Festa (Foto PDSD) 

"Prosciutto di San Daniele": Semplicemente un Mito (Foto PDSD) 

Una Grande, Bella e Saporita Manifestazione (Foto PDSD)