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venerdì 26 giugno 2026

IL “PICNIC BRUNCH” DEL “BISTROT STENDHAL CITYLIFE” DI MILANO RENDE L’ESTATE PIÙ DIVERTENTE E GUSTOSA.



In questa calda estate 2026 a Milano, nei fine settimana, torna di moda ilPicnic”.

Si definisce “Picnic” quel tradizionale “Pasto all'Aperto” compiuto in un contesto turistico, sociale e ludico che non abbia esclusivamente un fine alimentare. Caratteristiche fondamentali di un “Picnic” sono il piacere del contatto con la natura e la compagnia delle persone con cui si condivide con semplicità tutto ciò che si è portato.

Il termine InglesePicnic” che deriva dal composto Francesepiquenique” (piquer = spilluzzicare e “nique” = qualcosa di piccolo o poco importante) ha iniziato a diffondersi dalla metà del XVIII Secolo come documentato dall'Oxford English Dictionary che registrò la sua apparizione nella Lingua Inglese nell'anno 1748 come parola usata da Philip Dormer Stanhope IV Conte di Chesterfield (1694 - 1773). Nel 1802 a Londra si formò una vera e propria “Picnic Society” una sorta di Associazione nata per godere la vita mangiando, bevendo e mettendo in scena piccoli spettacoli teatrali amatoriali all’aperto.

Il “Picnic” era il diretto discendente di quelle occasioni che i ricchi e potenti fin dai tempi più antichi mettevano in atto, grazie a un seguito di servitori che imbandivano tavolate all'aria aperta, in occasioni come viaggi e battute di caccia. Dalla metà del 1800 in poi il “Picnic” diventò quella allegra e rilassate occasione per mangiare all’aria aperta immersi nella natura.

Un’immagine quella del “Picnic” diventata sempre più comune, immortalata a partire dal diciottesimo secolo dall'Arte Pittorica come il famoso dipinto del 1863Colazione sull'erba” (Le déjeuner sur l'herbe) del Pittore Parigino Édouard Manet (1832 - 1883) che scandalizzò i benpensanti per la presenza di una giovane donna nuda accanto a due uomini vestiti. Proprio vicino alla giovane si trova il cesto del picnic con lenzuola, tovaglia, cibo e frutta per la scampagnata. Anche l’Arte Cinematografica rese famoso il pranzo al sacco, vedi per esempio i FilmPicnic” del 1955 e “Picnic ad Hanging Rock” del 1975. Per non parlare poi delle infinite citazioni dei “Picnic” nei Libri di ogni genere.

Una speciale occasione il “Picnic” che celebra in tutto il Mondo il contatto con la natura e l’ambiente che ci circonda. Con il “Picnic” si tende a riappropriarsi degli antichi valori legati a uno stile di vita, più felice, rilassante e sano, realizzato insieme agli altri, grandi e piccini.

Negli Stati Uniti dal 22 Maggio 1909 presso l'Università della California-Davis ogni anno si tiene ad Aprile il “Picnic Day” con la partecipazione di decine di migliaia di persone; in Australia già dalla fine del 1800 si festeggia in Agosto il “Picnic Day”.

In Giappone il “Picnic” è chiamato “Hanami”, una parola composta da due kanji (caratteri) 花見 che significano rispettivamente fiori” e guardare”, si celebra da Secoli, fin dal “Periodo Nara” (710 - 794), durante i suggestivi giorni primaverili della fioritura dei Ciliegi, in special modo di quella dei “Ciliegi Yoshino” i più diffusi. I Giapponesi contemplano il meraviglioso spettacolo di milioni di fiori di Ciliegi che sbocciano tutti insieme: nel momento della massima fioritura (mankai) i petali si lasciano trasportare dal vento creando una romantica pioggia rosa che ricopre i prati e i corsi d’acqua. 

In Italia oggi il “Picnic”, ieri la “Scampagnata”, è una attività molto diffusa supportata da riferimenti molto antichi che partono da ciò che hanno scritto gli autori più importanti di Epoca Romana.

Un Evento così piacevole e diffuso nel Mondo come il “Picnic” ha portato alla nascita della “Giornata Internazionale del Picnic” che solitamente cade il 18 Giugno di ogni anno.

Per qualsiasi occasione sia stato organizzato un “Picnic” (amici, familiari, conoscenti o per galanteria) è di per sé un evento bucolico e spartano, per ottenere una buona riuscita ci sono delle regole da rispettate e degli accessori che non possono mancare.

Per prima cosa bisogna scegliere una giornata con il meteo giusto e un posto tranquillo (prati, parchi, boschi, spiagge o lungo fiumi e laghi) possibilmente con una bella vista. Di fondamentale importanza il grandissimo rispetto per la natura: non si deve rovinare nulla, non si devono accendere fuochi, non si deve disturbare animali o persone e si deve lasciare il posto così come lo si è trovato, un “Picnic deve essere a impatto zero”, per questo è fondamentale portare un contenitore da usare come cestino.

Per quanto riguarda gli accessori oltre all’immancabile telo da stendere come base necessitano piatti, bicchieri, posate, tovaglia e tovaglioli, cavatappi e una borsa termica. Estremamente romantici sono i “Cestini di Vimini”, kit pronti che contengono tutto il necessario, oggetti e materiali pensati per essere resistenti, leggeri e sostenibili. Oltre a tutto ciò sia il cibo sia le bevande (che seguono ovviamente le tradizioni culinarie di chi lo prepara) sono imprescindibili per la perfetta riuscita di un “Picnic”. Si prediligono preparazioni semplici da accompagnare con un buon vino o altro.

Il “Picnic” è un modo perfetto per staccare dalla frenetica vita moderna e per trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta immersi nella “bellezza” del posto scelto.

Per questo motivo il “Bistrot Stendhal CityLife” di Milano ha voluto realizzare, per godere di un momento di spensierato relax sull’erba nel cuore verde della città, un “raffinato e ricco cestino di prelibatezze” per il picnic.

CityLife” a Milano è uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana in Europa, realizzato tra il 2015 e il 2021 nell'area dell'ex Fiera. Un Quartiere pedonale all'avanguardia, famoso per il suo skyline contemporaneo, le aree verdi e il design firmato da “archistardi fama mondiale.

I punti focali del Quartiere sono: - Le Tre Torri, iconici grattacieli che ospitano uffici e multinazionali, ribattezzati dai milanesi in base alle loro forme, “Il Dritto” la Torre Allianz, progettata da Arata Isozaki alta 202 metri, “Lo Storto” la Torre Generali progettata da Zaha Hadid alta 170 metri e “Il Curvo” la Torre PwC, progettata da Daniel Libeskind alta 175 metri; - Il Parco CityLife la vasta area verde di oltre 170.000 mq., completamente pedonale e ricca di piste ciclabili e pedonali. Il parco ospita anche ArtLine, un Museo d'arte contemporanea a cielo aperto con installazioni permanenti; - CityLife Shopping District il più grande distretto urbano dedicato agli acquisti in Italia, che include negozi, ristoranti, cinema e servizi, ospitato all'interno di una struttura architettonica futuristica; - Residenze esclusive e complessi abitativi di lusso, caratterizzati da linee sinuose, progettati con massima attenzione alla sostenibilità sempre da Zaha Hadid e Daniel Libeskind.

 Stendhal Group, fondato nel 1988 da Marcello Forti che oggi continua a guidarlo, si occupa di attività di ristorazione diretta e di consulenze per la ristorazione con diversi locali: a Milano Stendhal Brera Restaurant”, a RomaStendhal Trattoria”, in Svizzera a LuganoCasa Stendhal” all’interno del “Collina d’Oro Resort&Spa”. La filosofia del Gruppo si basa sull’equilibrio tra memoria gastronomica e visione futura, nel massimo rispetto della qualità delle materie prime e della condivisione di uno “stare e tavola” di ispirazione Milanese. Il Gruppo è in crescita costante e ha chiuso il 2025 con ricavi pari a diversi milioni di euro.

Il 5 Maggio 2025 in Piazza Tre Torri al civico 25 (al piano primo) è stato inaugurato ufficialmente il Bistrot Stendhal CityLife, un Locale molto accogliente e curato che pur celebrando la Cucina Milanese propone un format che unisce la tradizione all’offerta contemporanea. Al Bistrot si possono degustare piatti simbolo come il “risotto allo zafferano”, “l’ossobuco in gremolada”, “la cotoletta con l’osso” e “mondeghili(tipiche polpette di carne) preparati secondo la tradizione. Gustose ricette storiche preparate con estrema cura e presentate con una moderna eleganza.

Ecco che il “Bistrot Stendhal CityLife” dal Mese di Giugno 2026, ogni Sabato e Domenica dalle 12:00 alle 15:00 diventa il punto focale per acquistare, su prenotazione, il “Pic Nic Brunch di Stendhal” con il quale si può stendere un telo sull’erba lasciandosi alle spalle il rumore della città e condividere del buon cibo all’aria aperta.

Con il “Pic Nic Brunch di Stendhal” non si realizza un semplice pranzo sull’erba a prezzi contenuti, ma si vive un’esperienza curata nei dettagli, che coniuga la spontaneità della vita all’aperto con l’eleganza e la qualità che da sempre contraddistinguono il Marchio Stendhal.

Il “Pic Nic Brunch di Stendhal” si presenta molto bene già dal contenitore, un classico e raffinato cestino in vimini, con all’interno una selezione di proposte gastronomiche pensate per essere condivise e soddisfare ogni gusto grazie a tre differenti percorsi: - “Il Milanese” un omaggio alla tradizione gastronomica della Città. Un cestino che racconta Milano attraverso alcuni dei suoi sapori più iconici: i mondeghili della tradizione, il riso al salto con fonduta e una versione della finger dellam la celebre cotoletta “sbagliata”. Una proposta che guarda alle radici della cucina meneghina con uno spirito contemporaneo e conviviale; - “Il Riviera” porta invece il profumo del mare nel centro della Città. Pensato per chi sogna atmosfere vacanziere, propone un percorso delicato e raffinato con fiore di zucca croccante, gamberi in salsa rosa e mini tartare di salmone. Un invito a concedersi un assaggio d’estate restando immersi nel verde di CityLife; - “Il Vegetariano” celebra la freschezza e la leggerezza della stagione. Una proposta colorata e ricca di sapore che abbina una burratina cremosa con pomodori canditi e basilico a una versione 100% vegetale della Caesar Salad firmata Stendhal.

Tutti i cestini sono completati da pane, biscotti artigianali e acqua, per un’esperienza semplice e completa.

Il “Pic Nic Brunch di Stendhal Bistrot” a CityLife nasce come un invito a ritagliarsi del tempo per sé, per gli amici, per la famiglia, per riscoprire il valore di un pranzo senza fretta e il contatto con la natura, godendosi quei piccoli piaceri che rendono speciale una giornata, trasformando il pranzo del fine settimana in un momento di relax e gusto.

Tutto ciò che è stato fin qui raccontato rispecchia alla perfezione il motto, in dialetto Milanese, che accompagna l’iniziativa delPic Nic Brunch di Stendhal Bistrota CityLife: “Un bôn boccôn in sul praa, e te set a pòst col mond” (Un buon boccone sul prato, e sei a posto col mondo).

https://stendhalrestaurants.it/it/bistrot-stendhal-citylife/


"Picnic Brunch": Piccoli Piaceri per una Giornata Speciale (Foto BS) 

"Bistrot Stendhal CityLife": Picnic Brunch Estate 2026 (Foto BS)

"Picnic Brunch": Gustose Proposte Gastronomiche (Foto BS)

"Picnic Brunch": Il Raffinato Cestino in Vimini


 

sabato 6 giugno 2026

“A TAVOLA CON L’ARTE - TOSCANA” IL LIBRO CHE RACCONTA UN VIAGGIO GUSTOSO ED ENTUSIASMANTE NELLA REGIONE PIÙ FASCINOSA DEL MONDO.




Arte” e “Cucina” sono due parole che racchiudono in sé stesse due mondi semplicemente straordinari e magici, condividendo gli atti creativi, la ricerca di equilibri estetici e la capacità di trasmettere grandi e sincere emozioni. Due universi che partono da elementi grezzi per trasformarli in qualcosa di nuovo, unendo tecnica, passione, esperienza, bravura e cultura.

Possiamo definire che l’affinità tra questi due mondi si articola in cinque punti chiave.

Espressione ed Emozione”: entrambe nascono dall'esigenza di comunicare. Come un Pittore usa i colori, lo Chef usa gli ingredienti per stimolare i sensi e creare un'esperienza memorabile.

Armonia e Composizione”: la teoria del colore e la disposizione degli elementi su una tela trovano corrispondenza nell'impiattamento. Entrambe le discipline ricercano proporzioni, contrasti e simmetrie per risultare piacevoli alla vista e al gusto.

Il Valore della Tecnica”: l'estro creativo non basta se non è supportato da una conoscenza approfondita delle basi e degli strumenti.

Le Radici Culturali”: l'evoluzione di entrambe si basa sul dialogo tra tradizione e innovazione. I grandi piatti, così come le grandi opere, nascono conoscendo approfonditamente la storia per poterla reinterpretare.

L’Esperienza Effimera”: un piatto è destinato a essere consumato e dissolversi, ma lascia un ricordo duraturo. Questo aspetto le avvicina molto ad arti performanti come la musica o il teatro.

Tutto ciò appena detto vale ancor di più in una Regione Italiana come la Toscana, la culla del Rinascimento, nota in tutto il Mondo per il suo immenso patrimonio artistico e culturale.

Ecco che proprio da pochissimi giorni, è nelle librerie da Giovedì 28 Maggio 2026, sia diventato disponibile un bel Libro dell’Editore Cinquesensi” che unisce Arte, Cucina e Toscana: “A Tavola con l’Arte - Toscanadi Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini

Il Libro è uno speciale, un’anticipazione interamente dedicata alla Toscana del LibroA Tavola con l’Arte” sempre di Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini e sempre pubblicato daCinquesensila cui uscita è prevista a fine Settembre 2026.

Ilaria Guidantoni è nata a Firenze, ha vissuto oltreché nella sua Città a Roma, a Milano e a Tunisi, notissima Giornalista, cresciuta con intensi studi classici a Milano, è Blogger e Scrittrice laureata in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Cura importanti mostre d’arte ed eventi culturali. Tra le sue molte pubblicazioni di successo spiccano “Jean Sénac: Ritratto incompiuto del padre” (2017), “Per una terra possibile” (2017), “I giorni della peste 2.0 - Riflessioni emozionali dal confinamento” (2020), la traduzione dell’ultima opera di Jean-Jacques Rousseau con il titolo italiano “Le fantasticherie di un vagabondo solitario” (2022), “Carmi del poeta Odilon-Jean Périer” (2023), la traduzione inedita in Italia del “Pasolini d’Algeria”. Con “Il bacio da sfogliare” de 2024 Ilaria Guidantoni ha ottenuto il Riconoscimento di Merito della XIII Edizione del Premio Letterario InternazionalePoesia Narrativa Saggistica Sarzanae” (già “Città di Sarzana”) e la “Segnalazione d’Onore alla XLII Edizione del Premio Firenze”. Ilaria Guidantoni è anche una grande esperta e appassionata di cibo e vino, è Diplomata Sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) di Roma ed è Socia dell'“Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana” (ASET) che unisce i Giornalisti Toscani che si occupano abitualmente di vino, cibo, agroalimentare e agricoltura. Ilaria Guidantoni è un’esperta e apprezzata Divulgatrice Culturale che spazia in molti campi.

Antonio Paolini, che ha origini Abruzzesi infatti è nato a L’Aquila il 17 Agosto del 1952, è un notissimo Giornalista Economico e Critico Enogastronomico, per quasi trent’anni ha lavorato al quotidiano “Il Messaggero”, ha curato alcune delle più importanti Guide Nazionali di settore enogastronomico. Dal 2018 e per un quinquennio è stato alla “Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso” e in precedenza alla “Guida Vini de L’Espresso,” nel cui team “Guide” per oltre dieci anni ha fatto parte del “Comitato di Direzione” firmando anche la “Rubrica Vino” sul settimanale “L’Espresso”. Per il Magazine EnogastronomicoVinodabere” firma con Maurizio Valeriani le Guide online ad alta specializzazione e da alcuni anni è Consulente Editoriale, in qualità di Esperto Food & Wine, dell’importante “Gruppo SAE(Sapere Aude Editori), fondato nel 2020 e guidato dall'Imprenditore abruzzese Alberto Leonardis, proprietario ed editore di sei quotidiani cartacei. Con “Gambero Rosso”, con il “Gruppo Espresso”, con “De Agostini”, “Veronelli”, “Feltrinelli”, “Gribaudo” e “Touring EditorePaolini ha firmato o co-firmato in oltre 20 anni alcune decine tra libri e guide a tema enogastronomico. Già “Wine Judge” in Concorsi Internazionali in Europa e negli Stati Uniti d’America ha contribuito a fondare a Roma il team multidisciplinare d’assaggio “Accademia degli Insensati”.

Il LibroA Tavola con l’Arte - Toscana”, di Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini, 112 pagine illustrate sia per la parte artistica sia per la parte di offerta/ristorazione, ha un sottotitolo che descrive alla perfezione l’argomento trattato: “Il cibo d’autore nei luoghi dell’arte e l’arte nei luoghi del cibo d’autore”.

Il Libro intende offrire spunti e idee per un viaggio o una tappa con referenze precise, indicando cosa c’è da vedere e cosa da gustare, con indirizzi e informazioni essenziali di servizio senza dimenticare il respiro culturale che rende il testo piacevole da leggere non solo come strumento di consultazione. Il volume si configura come un viaggio in Toscana, da nord a sud, da est a ovest, dalle grandi città fino ai borghi, si muove su piani molteplici e segnala piccole realtà espositive e museali come i luoghi iconici della cultura italiana, così come tutti quei locali dove l’arte è coprotagonista, da caffetterie a trattorie fino ai ristoranti “stellati” o premiati dalle ‘forchette’.

Se arte e cucina costituiscono due ingredienti, se non gli ingredienti più rilevanti dello “Stile Italiano”, la loro declinazione è sicuramente duplice: la ristorazione nei luoghi dell’arte, quali musei e fondazioni o case-museo e ville e alberghi storici, e la presenza di arte nella ristorazione spesso coniugata in modo tematico. Si intreccia con questi due punti di vista anche il tema del vino, “Arte nel bicchiere”, tra cantine storiche e d’autore dove i produttori sempre più spesso sono mecenati d’arte e aprono al pubblico gli spazi produttivi, i vigneti e le tenute per visite guidate e degustazioni, talora offrendo una vera e propria ristorazione accompagnata anche dall’ospitalità.

Nel Libro non ci sono, per scelta, classifiche, ma l’attenzione all’unicità delle proposte e alla loro validità. L’intento, insomma, è di offrire uno strumento di consultazione pratico e illustrato assolutamente utile, ma anche una lettura cui approcciarsi per diletto e curiosità. Il Libro serve per conoscere più approfonditamente quel singolare connubio di bellezza e gusto attraverso itinerari che uniscono natura, arte e piaceri della tavola o della cantina, un patrimonio diffuso e imperdibile che ci avvolge in tutta la Penisola.

Questa tendenza in un modo ancor più evidente si sviluppa in Toscana dove in fondo è nato il progetto ispirato al “Mecenatismo Rinascimentale”, nutrito anche dalla capacità dinamica e poliedrica che ha fatto nascere qui le “prime vere Banche”, il “primo assegno mai redatto e usato”. Il meglio dell’arte e della gastronomia insieme alle vigne e alle meravigliose cantine, che accortamente assecondate da amministrazioni lungimiranti, fanno della Toscana la Regione Italiana capofila sul fronte dell’agriturismo e dell’enoturismo. Assolutamente pregevole la “cultura e i luoghi dove si mangia”, tantoché aziende private e istituzioni, come le Camere di Commercio e Amministrazioni pubbliche, sono sempre più coinvolte in progetti trasversali sul territorio, mentre sempre più aziende alimentari, imprese di ristorazione e produttori di vino sponsorizzano mostre ed eventi culturali solo apparentemente lontani dalla propria attività.

Il nuovissimo LibroA Tavola con l’Arte - Toscana”, di Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini, due persone assolutamente positive e solari (sono nate ambedue nel Mese di Agosto), è un'opera originale e suggestiva che pone al centro il "fascinoso e perfetto dialogo" tra Cultura, Gastronomia e Vino, descrivendo con estrema piacevolezza quest’esperienza come una vera e propria elegante danza tra i piaceri della tavola e quelli della vista.

https://www.cinquesensi.it/prodotto/tavola-arte-toscana/


Ristorante "Atto di Vito Mollica" a Palazzo Portinari Salviati a Firenze

Ristorante "Fulin" a Firenze (Foto ATA)

Il Cibo Naturale del "Paradis Agricole" di Pietrasanta (LU)

Ristorante "Lorenzo" a Forte dei Marmi (LU) (Foto ATA) 

"Teatro del Sale" e Ristorante "Cibrèo" a Firenze (Foto ATA)

La Gustosa Cucina del Ristorante "Cibreo" di Firenze (Foto ATA)
 
Ristorante "Il Palagio" del Four Seasons Hotel Firenze (Foto ATA)

Ristorante "Locale" a Firenze (Foto ATA)

"A Tavola con l’Arte - Toscana": La Copertina


sabato 2 maggio 2026

L’ISTITUTO ALBERGHIERO “RAFFAELLO FORESI” DI PORTOFERRAIO (LI) VINCE IL TERZO CONTEST “ARTE E CULTURA DELLA CUCINA” DELLA PROVINCIA DI LIVORNO.




Si definisce “Scuola Alberghiera” una Scuola di formazione secondaria di secondo grado che prevede un percorso formativo di durata quinquennale. Alla fine del triennio si consegue un Diploma Professionale che consente già di affacciarsi sul mondo del lavoro. Proseguendo il percorso di studi per gli altri due anni si consegue il Diploma di Maturità e la qualifica di “Tecnico dei Servizi Turistici” o di “Tecnico dei Servizi di Ristorazione”. La Scuola ha tre indirizzi specifici: Enogastronomia, Servizi di Sala e di Vendita, Accoglienza Turistica.

Come negli altri Licei e Scuole Superiori, anche negli Istituti Alberghieri si studiano tutte le discipline tradizionali. Ciò che caratterizza però il percorso Alberghiero è la presenza delle materie specialistiche: scienza degli alimenti, nutrizionistica, servizi di accoglienza, laboratori tecnici, gestione delle aziende di ristorazione, economia e tecnica dell’azienda turistica, diritto riguardante la materia del turismo e della ristorazione. Il percorso formativo prevede anche la partecipazione a Stage presso ristoranti, pasticcerie, alberghi, agenzie di viaggio o in altre strutture.

In Italia la Storia degli IstitutiAlberghieri” è iniziata nel 1930 con l’apertura di Scuole riservate denominate “Istituti Tecnici per l’Industria Alberghiera”. Agli inizi i Corsi erano di un solo Anno, poi divennero Biennali e successivamente Triennali. Dal 1943 questo tipo di Scuola venne chiamata “Scuola Tecnica Commerciale Alberghiera”.

Oggi per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo Ristorativo/Alberghiero esistono su tutto il Territorio Nazionale numerosi Istituti Professionali Statali per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione (IPSSAR) e Istituti di Istruzione Secondaria (ISIS). Ma per poter entrare “in punta di piedi” nel fantastico mondo dell’enogastronomia si deve studiare moltissimo, acculturandosi e aggiornandosi in continuazione.

Mercoledì 22 Aprile 2026 tre Istituti Toscani di Istruzione Secondaria con indirizzo Professionale Alberghiero della Provincia di Livorno,Enrico Mattei” di Rosignano Solvay, “Val Di Cornia” di Piombino e “Raffaello Foresi” di Portoferraio (Isola d’Elba), hanno gareggiato in campo neutro, presso la “Scuola Tessieri” di Ponsacco (PI), nel Terzo ContestArte e Cultura della Cucina - L’Interpretazione di un Antipasto Caldo Ispirandosi all’Arte Pittorica del Futurismo”. 

Il Contest 2026 era ispirato alFuturismo” un Movimento Letterario, Culturale, Artistico, Cinematografico, Gastronomico e Musicale d'avanguardia Italiano dei primi del ‘900 che ha rivoluzionato arte, letteratura, architettura e costume, celebrando velocità, tecnologia e dinamismo. Caratterizzato da una rottura violenta col passato, ha esaltato la vita moderna urbana, la modernità, la tecnologia, la velocità, le macchine e la forza fisica. Il Movimento rifiutava totalmente le tradizioni artistiche, i musei e le biblioteche glorificando invece il militarismo, il nazionalismo e la guerra definita come "sola igiene del mondo".

Il “Futurismo” prese vita in un periodo di notevole fase evolutiva dove tutto il Mondo dell'arte e della cultura era stimolato da numerosi fattori determinanti come le guerre, le trasformazioni sociali, le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione, come il telegrafo senza fili, la radio, gli aeroplani e le prime cineprese. Tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" tra loro i Continenti e creando nuove connessioni e nuove prospettive. Il Futurismo ha avuto una forte influenza Internazionale, in particolare in Russia e Inghilterra, proseguendo fino agli anni '30 e intrecciandosi in buona parte anche con il Fascismo.

Il “Futurismo” è stato fondato nel 1909 dal Poeta, Scrittore, Drammaturgo e Militare Italiano Filippo Tommaso Marinetti (1876 - 1944), che proprio in quell’anno scrisse il “Manifesto del Futurismo”. Nel Mese di Febbraio del 1909 il “Manifeste du Futurisme” venne pubblicato a Parigi, in lingua Francese, sul Quotidiano “Le Figaro”. Nel Febbraio 1910 i Pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini pubblicarono il “Manifesto dei Pittori Futuristi” puntando su forme frammentate, linee di forza e dinamismo per rappresentare il movimento.

La “Scuola Tessieri” è una delle migliori Scuole Superiori Italiane Private Accreditate e Certificate, ha Sede in Toscana a Ponsacco, in Provincia di Pisa, nella Zona Artigianale/Industriale, precisamente in Via Milano al Civico 24. La sua ubicazione strategica le permette di essere raggiunta con facilità trovandosi a solo 2,5 Km. dall’uscitaPontedera-Ponsacco” di una fondamentale arteria come la “Strada di Grande Comunicazione Fi-Pi-Li”. La Scuola è nata nel 2015 per la brillante iniziativa di un noto imprenditore della zona Alessio Tessieri (classe 1963). Alessio ha fondato e guidato nel tempo Aziende leader a livello Nazionale e Internazionale nel settore dolciario. “Casa Tessieri” l’Azienda madre del suo Gruppo imprenditoriale sceglie e distribuisce nel Mondo, da oltre 50 anni, prodotti di selezionatissime pasticcerie, panetterie e Aziende di trasformazione alimentare. La “Scuola Tessieri” è un grande open space di oltre 800 mq. che può essere suddiviso in ambienti separati mediante pareti trasparenti e insonorizzate. Le più moderne attrezzature arredano gli specifici Laboratori di Cucina, Pasticceria e Panetteria, Pizzeria, Bar e Sala, Gelateria, Cioccolateria. Telecamere e Schermi giganti permettono di proiettare ogni passaggio delle lezioni.

Grazie a importanti ed espertissimi Professori interni a cui si aggiungono, per specifici Corsi, anche noti e super premiati Professionisti esterni, non solo Italiani, gli Allievi della Scuola sono seguiti con grandissima attenzione e accompagnati nel portare all’eccellenza le specifiche attitudini professionali di ciascuno. Le attività della “Scuola Tessieri” spaziano dai Corsi Base fino a raggiungere i Corsi di Alta Specializzazione: l’istruzione acquisita offre la possibilità di avere interessanti sbocchi occupazionali. La “Scuola Tessieri” grazie al suo stretto legame con il Territorio e con le eccellenze Enogastronomiche Nazionali spesso organizza molte iniziative ed eventi per aumentare la diffusione e la conoscenza della “cultura del cibo”.

Il Contest Arte e Cultura della Cucinaè stato ideato dallaFondazione Livornoin collaborazione con laScuola Tessieri”.

Il Contest nasce con la volontà di: - Favorire l’occupabilità dei giovani in stretta connessione con le vocazioni economiche del proprio territorio; - Favorire il diritto allo studio con attenzione ai giovani meritevoli e privi di mezzi con conseguente difficoltà all’accesso ai percorsi di alta formazione professionalizzante; - Favorire l’autonomia dei giovani e la valorizzazione dei talenti attraverso azioni di diritto allo studio; - Valorizzare il rapporto tra arte e cultura gastronomica e turismo sostenibile quali motori per lo sviluppo locale; - Favorire la conoscenza tra i giovani e il patrimonio artistico del territorio Livornese; - Favorire lo sviluppo del territorio attraverso azioni volte a incentivare la formazione di qualità rispondente alle esigenze del mercato occupazionale.

Le tre Scuole Alberghiere della Provincia di Livorno per partecipare al ContestArte e Cultura della Cucina 2026” hanno dovuto formare ognuna una Squadra con un Contest interno selezionando dalle Loro Classi Quinte i tre studenti finalisti. Le Tre Squadre si sono presentate, accompagnate da alcuni dei Loro Professori, la mattina presto di Mercoledì 22 Aprile alla “Scuola Tessieri” per svolgere la gara finale del Contest.

Per l’IstitutoEnrico Mattei” partecipavano Alessia Aleo, Laura Assey e Diego Biondi, per l’IstitutoVal Di CorniaLucia Cananzi, Manuela Vannucci e Jonathan Meluzzi, per l’IstitutoRaffaello ForesiCristian Carminelli, Margherita Pieruzzini e Paolo Sirna.   

Ogni Studente aveva a disposizione 50 minuti per la realizzazione dei piatti da portare alla Giuria e 20 minuti per la pulizia e il riassetto della postazione di cucina. Ogni “piatto” realizzato e cucinato dagli studenti doveva ispirarsi a un quadro di uno dei Pittori scelto tra i maggiori esponenti delFuturismo”.

La Giuria giudicante era altamente qualificata essendo composta dal Coordinatore Didattico di Cucina diScuola Tessieri” lo Chef Stefano Cipollini, dalla Giornalista Enogastronomica, Scrittrice ed Esperta d’Arte Ilaria Guidantoni, dalla Chef e Imprenditrice Paola Picchi, oltreché dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale

I nove Studenti partecipanti hanno presentato alla Giuria le loro preparazioni dopo che la brava Giornalista Ilaria Guidantoni, con la sua grande conoscenza di Arte e Cultura, aveva ampiamente descritto il Quadro scelto che ha ispirato la ricetta dell’Allievo.

Fuori Concorso” lo studente Francesco del Prete dell’IstitutoRaffaello Foresi”, assistito dalla Professoressa Sara Palomba, ha presentato alla Commissione di Giuria una preparazione denominata “Dinamicità di una granfia” realizzata ispirandosi al quadro “Elasticità” di Umberto Boccioni.

Dopo le valutazioni della Giuria, che comprendevano punteggi riferiti alla “Mise en Place e Pulizia”, alla “Preparazione Professionale”, alla “Coerenza con il Tema”, all’“Aspetto Estetico”, al “Gusto” e alla “Comunicazione”, sono stati selezionati i tre finalisti, uno per ogni Scuola.

Dopo un veloce e gustoso pranzo di lavoro ben preparato per tutti i presenti dagli Studenti diScuola Tessieri” diretti dal bravo Docente della Scuola stessa lo Chef Fabio Centoni, sono state presentate alla Giuria dai tre studenti finalisti le preparazioni per l’ultima valutazione.

Il Verdetto Finale dei Giudici, dopo accurata disanima, è stato il seguente: - PRIMO PREMIOPaolo Sirna dell’Istituto AlberghieroRaffaello Foresi” con il piatto “Elevazione Monumentale” ispirato all’opera “Progetto per un Edificio Monumentale” dell’Architetto Futurista Antonio Sant’Elia; - SECONDO PREMIO - Lucia Cananzi dell’Istituto AlberghieroVal Di Cornia”, con il Piatto “Irreale” ispirato al dipinto olio su tela “Lampada ad Arco” del Pittore Giacomo Balla; - TERZO PREMIO - Laura Assey dell’Istituto AlberghieroEnrico Mattei” con il piatto “I Sambusa dall’Est Africa all’Italia” ispirato al quadro “Velocità d’Automobile” del Pittore Giacomo Balla.

I Premi consistevano in importantissimi contributi per poter partecipare ai Corsi di Alta Specializzazione di Scuola Tessieri.

Il Contest ha visto la presenza di molti Professori degli Istituti interessati che hanno sostenuto con grande partecipazione i rispettivi Studenti in Gara. La “Fondazione Livorno” era rappresentata dal Presidente Avvocato Luciano Barsotti e da Rossana Meacci Membro dello Staff.

Grande l’emozione e l’entusiasmo al momento della designazione e premiazione dei Vincitori che ha visto impegnati nella consegna degli attestati tutta la Giuria del Contest e Marianna Tessieri in rappresentanza della Scuola ospitante.

Dopo una Premiazione applauditissima, in cui non solo i Vincitori ma anche tutti gli Allievi partecipanti alla Gara hanno avuto un Premio, si sono fatte le foto di rito.  

Il Terzo ContestArte e Cultura della Cucina 2026 - L’Interpretazione di un Antipasto Caldo Ispirandosi all’Arte Pittorica del Futurismo ha visto una meritatissima Vittoria dell’Istituto Alberghiero Raffaello Foresidi Portoferraio (LI) ma grande è stata la bravura di tutti i concorrenti.

https://fondazionelivorno.it/

https://www.scuolatessieri.it/


"Scuola Tessieri Contest 2026": La Giuria (Foto Fabio Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Raffaello Foresi" (Foto Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Val di Cornia" (Foto Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Enrico Mattei" (Foto Latini)

Presentazione Fuori Concorso di Francesco Del Prete (Foto Latini)

 La Preparazione di Paolo Sirna (Foto F. Latini)

La Preparazione di Lucia Cananzi (Foto F. Latini)

 La Preparazione di Laura Assey (Foto F. Latini)
 
I Vincitori con Giorgio Dracopulos (Foto Fabio Latini)


mercoledì 21 gennaio 2026

IL NUOVO “RESTAURANT & GIN PORTICCIOLI” A BERGAMO ALTA: FASCINOSE ATMOSFERE E DELIZIOSI SAPORI.




Moltissime Città d’Italia hanno delle peculiarità assolutamente uniche che risiedono nel loro fantastico retaggio storico/artistico che va dall'Antichità al Rinascimento, molte, con i rispettivi centri storici, sono uno straordinario patrimonio riconosciuto anche dell’UNESCO. Delle Città che offrono fascinose esperienze ricche di cultura, architettura e gastronomia.

Tra queste meraviglie urbanistiche certamente possiamo annoverare, nella Regione Lombardia, Bergamo.

L’abitato di Bergamo è suddiviso in due parti distinte, la “Città Bassa” e la “Città Alta”; quest'ultima è posta ad altitudine più elevata e ospita la maggioranza dei monumenti più significativi, mentre la “Città Bassa”, benché sia anch'essa di antica origine e conservi i suoi nuclei storici, è stata resa in parte più moderna da alcuni interventi di urbanizzazione. Le due porzioni dell'abitato sono separate dalle “Mura Veneziane” (bastioni eretti nel XVI Secolo durante la dominazione Veneziana) annoverate dal 2017 fra i Patrimoni dell'Umanità tutelati dall'UNESCO.

Bergamo si trova adagiata in territorio pedemontano, laddove l'alta pianura lascia spazio agli ultimi colli delle Alpi e Prealpi Bergamasche, a metà strada tra i Fiumi Brembo e Serio. Il centro antico e panoramico della “Città Alta” è stato fondato proprio su un sistema di sette colli: Colle Aperto, Colle San Giovanni, Colle San Salvatore, Colle di Rosate, Colle di Gromo, Colle Santa Eufemia e Colle San Michele del Pozzo.

All’interno di Bergamo Alta si trovano magnifiche realizzazioni, raggiungibili attraverso suggestivi vicoli acciottolati, che mantengono una magica atmosfera medievale perfettamente conservata come la “Piazza Vecchia” (con la bellissima “Fontana Contarini” in marmo di Zandobbio), il “Palazzo della Ragione”, la "Torre Civica" (detta il “Campanone” che tutti i giorni alle ore 22 scocca più di 100 colpi: questi nel passato annunciavano la chiusura notturna dei portoni delle mura, il 18 Luglio di ogni anno, durante i rintocchi, le porte vengono chiuse e poi riaperte per assicurare il funzionamento dei meccanismi), il “Palazzo Nuovo” (che ospita la Biblioteca Civica Angelo Mai), la “Basilica di Sant'Alessandro”, la “Cappella Colleoni”, il “Battistero”, la “Basilica di Santa Maria Maggiore”, “Piazza della Cittadella”, la “Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco”.

La “Città Alta” si può raggiungere a piedi attraverso gli “scorlazzini” (le scalinate in pietra che da più punti la collegano alla parte bassa della Città), in automobile (anche se è vietato durante i fine settimana estivi e tutto l'anno la domenica pomeriggio), con la funicolare o con gli autobus.

Bergamo è una delle poche Città Capoluogo Italiane, insieme a Ferrara, Lucca, Verona, Padova, Treviso e Grosseto, il cui Centro Storico è rimasto completamente circondato da mura che hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli.

Un’altra storica, bellissima e verdeggiante Piazza di Bergamo Alta è “Piazza Lorenzo Mascheroni” (già Piazza Nuova) nella parte alta (è in pendenza) è anche panoramica. La Piazza, realizzata nel Cinquecento, era per i Veneziani il luogo dove si teneva il mercato e le contrattazioni, secondo lo schema che loro solevano attuare in tutte le loro Piazze delle Erbe. Sulla Piazza si affacciano strutture di grande rilievo come “Palazzo Roncalli”, la “Porta del Pantano” e la possente “Torre della Campanella” fatta erigere da Rodolfo Visconti, al tempo Signore di Milano, intorno al 1385 a presidio e difesa; la Torre è detta anche “Hospitium Magnum” (Grande Residenza).

Proprio in Piazza Lorenzo Mascheroni al Civico 9/A, nel Mese di Novembre 2025, è stata aperta dalGruppo Porticcioliuna loro Nuova Sede: “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo”.

Il “Gruppo Porticcioli” nasce da un’idea di Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache, già fondatori di “Restaurant & Gin Porticcioli Garda” (“Al Porticcioli” adagiato sul super fascinoso Lago di Garda, nel tratto Lombardo, con la vista su una delle insenature più belle del Lago, il Golfo di Salò, a San Felice del Benaco in Provincia di Brescia) e di “Restaurant & Gin Porticcioli Milano”.

Riccardo (classe 1978) è Siciliano d’origine ma Milanese di adozione, essendosi trasferito nel 1997 per frequentare la Facoltà di Economia Aziendale presso l’Università CommercialeLuigi Bocconi”. Ha iniziato la sua attività professionale in aziende che ruotano intorno al mondo del lusso, per poi, nel 2012, cambiare radicalmente ambito entrando nel comparto alberghiero e ristorativo. Lorenzo (classe 1997) è nato a Tecuci un Municipio della Romania ubicato nel Distretto di Galați, nella Regione storica della Moldavia, è un imprenditore che ha frequentato la Facoltà di Economia all’Università degli Studi di Brescia.

Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache nelle nuove aperture, daPorticcioli Milano”, hanno coinvolto anche Chiara Caresano, Manager della nota Società Farmaceutica Multinazionale StatunitenseJohnson & Johnson” e Luca Micheli, Head of Sound di Chora Media” la nuova “Podcast CompanyItaliana.

Il nuovo “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” ha una sede decisamente straordinaria trattandosi del piano sotterraneo dove durante i lavori di ristrutturazione e di adattamento per l’apertura dell’allora “Relais San Lorenzo” (5 stelle) e del suo Ristorante (successivamente chiusi nel 2020), durati tra il 2009 e il 2013, furono rinvenuti e salvaguardati numerosi e importanti reperti archeologici. Dalle diverse stratificazioni del terreno, infatti, emersero rovine di abitazioni e di infrastrutture risalenti a diverse epoche, dalla “Domus Romana” con pianta rettangolare alle “strutture absidate” (spazi architettonici a pianta semicircolare o poligonale, solitamente conclusi da una volta a semisfera detta catino absidale) di Epoca Romana Imperiale, fino ai “Cortili e Porticati Basso-medievali”. Come segno tangibile, e fruibile per tutti, dei tempi passati i ritrovamenti vennero conservati rispettando i vincoli imposti dalle norme per l’adattamento a un Locale Pubblico.

Tutto il suggestivo progetto fu ideato e seguito dall’Architetto Pistoiese Adolfo Natalini (1941 - 2020) uno dei fondatori nel 1966 del “Superstudio” un Gruppo di Architettura concettuale e avanguardista pioniere dell'"Architettura Radicale", che ha esplorato temi di critica al progetto tradizionale attraverso opere visionarie e concettuali, una delle avanguardie più significative degli Anni ’60 e ’70.

Nel nuovo “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” l’accoglienza s’intreccia con la storia antica e ci si siede a tavola in un contesto ipogeo raro e di incredibile bellezza, tra pietre e volte cinquecentesche dove convivono le tracce della Bergamo Romana, Medievale e Rinascimentale. “Porticcioli” ha scelto di conservare l’anima originaria dello straordinario recupero intervenendo con un restyling leggero e rispettoso. Le Sale del Ristorante, arricchite dalle opere dell’Artista Paolo Poli, accolgono circa 70 coperti, e si aprono su una Cantina dedicata al Vino e soprattutto al Gin, elemento distintivo dell’offerta firmata Porticcioli.

La Direzione Gastronomica delGruppo Porticcioli” è affidata al bravo Chef Alessandro Bianchini, professionista di grande esperienza Nazionale e Internazionale, che guida la consulenza culinaria di tutte le sedi “Porticcioli”. A Bergamo, la cucina è affidata al Resident Chef Catello Frangiosa (Campano di Torre del Greco) forte anche Lui di anni di esperienze Internazionali in famosi “Ristoranti Stellati”, che interpreta e fa sue le linee guida dello Chef Bianchini.

Il “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” propone una Carta dei Vini, oltre duecento etichette, costruita con cura e attenta ricerca, prediligendo nella selezione Vini Italiani e Internazionali di Produttori che riescono a lavorare rispettando i propri Territori. Ma una delle prerogative più interessanti di “Porticcioli” è il suo particolare e distintivo Food Pairing” che si realizza con una imponente selezione di Gin, la Carta offre oltre 80 Etichette da tutto il Mondo. Un ricercato modo di abbinare alle preparazioni di cucina assaggi di distillati diversi, in quantità modica e serviti assieme a una tonica zero, che garantiscono un esperimento gustativo inedito e accattivante.

Un percorso che parte dal bicchiere e arriva anche nel piatto: il gin entra infatti anche in alcune preparazioni della cucina, come la “Spuma che accompagna il Polpo” o la “Bavarese al lemon grass con gelée di Lento gin, lingue di gatto e pane agli agrumi”, diventando un ingrediente essenziale a tutti gli effetti.

Il Menù fondamentalmente è quello condiviso con i Ristoranti del Gruppo ma ha anche piattidedicatia ogni singola Città e a Bergamo, per esempio, ci sono i “Casoncelli Bergamaschi, proposti nella versione tradizionale con burro, salvia e Grana Padano”. Le preparazioni riflettono un approccio fondato su lavorazioni quotidiane, cotture espresse e ingredienti riconoscibili seguendo il ritmo delle stagioni e dei mercati. Pane, focacce e grissini sono fatti in casa ogni giorno, tutti con lievito madre.

La Scelta alla Carta offre un’ampia selezione di “Crudi di mare” e deliziose portate come: le “Capesante” - la “Melanzana” - la “Tartare” -  il “Polpo” (con guazzetto di pomodorini alle erbe, maché di barbabietola e spuma di Lento gin) - lo “Spaghetto” (ai ricci di mare con tartare di scampi e caviale) - i “Cappelletti” - i “Ravioli di piccione” - il “Rombo” - la “Rana Pescatrice” - il “Black Angus” (alla brace con salsa di pane tostato, lardo di patanegra e ristretto di gin accompagnato da pak-choi) - la “Porchetta della Tradizione”.

Lo Chef Alessandro Bianchini con queste parole sintetizza la sua filosofia di Cucina: “L’obiettivo è arrivare a una cucina leggibile, pulita, precisa. Poche tecniche, ingredienti riconoscibili e un equilibrio tra sensazioni. Vogliamo che chi si siede da Porticcioli capisca cosa sta mangiando, senza mediazioni: è il prodotto a parlare, non il cuoco”.

L’esperienza del dopo cena, da “Porticcioli”, può piacevolmente chiudersi degustando una proposta di “gin tasting” o una selezione di “cocktail d’autore”.

Da sottolineare che il “Gruppo Porticcioli” è in procinto di attuare ancora nuove aperture.

Al nuovoRestaurant & Gin Porticcioli Bergamopotrete trovare magiche e fascinose atmosfere accompagnate da deliziosi sapori.

https://porticcioli.com/

https://porticcioli.com/bergamo/ 



"Porticcioli Bergamo": Magica Atmosfera (Foto Porticcioli) 

"Porticcioli Bergamo": Il Bancone Bar (Foto Porticcioli) 

"Casoncelli Bergamaschi"... (Foto Porticcioli) 

"Capesante"... (Foto Porticcioli)

"Melanzana"... (Foto Porticcioli)

"Polpo"... (Foto Porticcioli)

"Spaghetto"... (Foto Porticcioli)

"Cappelletti"... (Foto Porticcioli)

"Black Angus"... (Foto Porticcioli)

"Porchetta"... (Foto Porticcioli)

"Porticcioli Bergamo": Fascino e Deliziosi Sapori (Foto Porticcioli)