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venerdì 1 novembre 2024

“CORTE DEL DOME”: LA NUOVA LINEA DI PRODOTTI GASTRONOMICI DI DOMENICO MANGIARANO E DELLO CHEF MARCO STABILE.




L’Antico Stato preunitario Italiano delGranducato di Toscana” ha avuto vita tra il 1569 e il 1859. Venne costituito con la “Bolla Papale del 27 Agosto 1569” di Papa Pio V (225° Papa della Chiesa Cattolica dal Gennaio 1566 al Maggio 1572) dopo che la Repubblica di Firenze, retta dalla Dinastia della Famiglia dei Medici, conquistò la Repubblica di Siena. Il Cuore pulsante del “Granducato di Toscana” è sempre stata la mitica Città di Firenze.        

La Città di Firenze è magnifica ed è anche quello straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira. Per elencare tutte le meraviglie che si possono trovare a Firenze ci vorrebbe un’enciclopedia composta da innumerevoli tomi, ma posso lo stesso citarne due, vicine l’una all’altra, ubicate in pieno Centro: Piazza del Duomo e Piazza della Signoria.

Piazza del Duomo è il centro religioso della Città con la splendida Cattedrale Metropolitana di Santa Maria del Fiore, quando fu completata e consacrata nel 1436 era la più grande Chiesa del Mondo. Oggi è la terza in Europa dopo San Pietro a Roma e San Paolo a Londra. Il corpo della Basilica, a tre navate, è unito a un’enorme rotonda triconica che sorregge quell’immenso capolavoro ingegneristico che è la Cupola del Brunelleschi: la più grande Cupola in muratura mai costruita. E non basta perché la Cattedrale ha accanto il Campanile fantastico di Giotto e di fronte il magnifico Battistero di San Giovanni.

Piazza della Signoria, ubicata a pochissima distanza da Piazza del Duomo, è invece il centro della vita sociale e politica di Firenze con il maestoso e bellissimo Palazzo Vecchio, edificato nel XIII Secolo, da sempre Sede del Governo Cittadino.

Da Piazza della Signoria si raggiunge il Lungarno attraverso uno spazio estremamente suggestivo e scenografico denominato Piazzale degli Uffizi, dominato dall’enorme e splendido complesso degli Uffizi con il suo imponente loggiato che si sviluppa senza soluzione di continuità. Percorrendo Piazzale degli Uffizi in direzione Arno sulla destra inizia Via Lambertesca, imboccata la quale dopo pochi passi a sinistra si trova un breve Vicolo denominato Via dei Georgofili che a sua volta porta, attraverso un arco finale, sul Lungarno a pochi passi da Ponte Vecchio.

Proprio in Via dei Georgofili lo Chef Marco Stabile ha trasferito, nel 2010, il suo già noto RistoranteOra d’Aria”.

Marco Stabile è nato il 21 Gennaio 1973 a Pontedera (PI); fin da piccolo, non potendo giocare fuori con gli altri ragazzi per motivi di salute, ha trascorso molto tempo in Casa con la Mamma e la Nonna. La Mamma, la signora Enrica Santini, originaria di Lari in Provincia di Pisa, è sempre stata un’ottima cuoca, come la Nonna, e per Marco questo fatto è stato sicuramente uno dei motivi che ha causato l’accendersi della sua passione per la Cucina. Dopo le scuole dell’obbligo Marco, seguendo la sua aspirazione, ha frequentato e si è diplomato all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della RistorazioneBernardo Buontalenti” di Firenze. Proprio in questo periodo vivendo la Città s’innamorò del Capoluogo Toscano.

La sua prima esperienza professionale importante, dopo gli stage scolastici e i lavori stagionali, è stata quella, appena diciottenne, con il bravo Chef Guido Sabatini al “Club Bell’Arturo” di Firenze. Una stagione fatta al “Convivio” di San Miniato (PI) gli fece apprendere i segreti del pregiato tartufo. Poi, dopo aver lavorato anche al “Baghino” di Prato, è entrato in Cucina al RistoranteIl Salotto del Chianti” a Mercatale in Val di Pesa (FI). Altra esperienza che ha segnato profondamente Marco Stabile è stata quella fatta con lo Chef Marcello Crini, grande conoscitore e appassionato della cultura gastronomica Toscana, al RistoranteOsteria di Passignano” ubicato nell’antichissimo e spettacolare monastero fortificato, nel cuore del Chianti Classico, dell’Abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano, Tavarnelle Val di Pesa (FI).

Fondamentale per Marco Stabile la successiva collaborazione, nel 2001, con il grande Chef Gaetano Trovato del RistoranteArnolfo” di Colle di Val d’Elsa, in Provincia di Siena. Il RistoranteArnolfo” con il suo straordinario maestro e Chef/Patron Gaetano, insieme al fratello Giovanni Sommelier e responsabile della Sala, è uno dei Locali più prestigiosi e super premiati, anche dalla Guida Michelin che gli ha riconosciuto ben “Due Stelle”. Successivamente Marco ha collaborato nel Ristorante di Radda in Chianti (SI) “Al Chiasso dei Portici” e a “Il Cavaliere” del Castello di Gabbiano a Mercatale Val Di Pesa (FI). 

Nel 2005 Marco Stabile ha inaugurato a Firenze in Via Ghibellina il suo RistoranteOra d’Aria”.

Il nome scelto per il suo nuovo Locale aveva un qualche legame anche con il vicino antico Monastero delle Murate, dal 1883 al 1985 Carcere Fiorentino maschile, ma, soprattutto, identificava la pausa, il tempo trascorso piacevolmente e in tranquillità, degustando le sue eccellenti preparazioni. Quello di Marco Stabile fin dall’inizio è stato, ed è, un Ristorante di successo con una cucina assolutamente piacevole.

Nel Giugno 2010, dopo aver trovato un fondo, ex rimessaggio di carretti, e aver affrontato impegnative opere per la ristrutturazione, Marco Stabile ha aperto la nuova Sede del suo Ristorante Ora d’Aria” in Via dei Georgofili al numero civico 11 R. Tra i moltissimi premi e riconoscimenti ricevuti negli anni da Marco Stabile ricordo nel 2009 l’inserimento nella prestigiosa “Associazione Jeunes Restaurateurs d'Europe” (Giovani Ristoratori d'Europa) e nel 2011 la prestigiosissima “Stella” della Guida Rossa Michelin.

La Cucina, nota internazionalmente, del bravissimo Chef Marco Stabile è molto personale, d’autore, intelligente e gustosa, senza forzature, molto “morbida” negli accostamenti, severa nella scelta delle materie prime, ricca di innamoramenti come quello per il prezioso Olio Extravergine d’Oliva.

Da pochi mesi Domenico Mangiarano ha stabilito una collaborazione con lo Chef Marco Stabile che ha fatto nascere la nuova Linea denominata Corte del Dome”: una pregiata e curatissima selezione di eccellenze gastronomiche 100% Italiane.

Domenico Mangiarano, Toscano di origini ma che vive a Milano, è un noto Imprenditore nel campo della comunicazione e del marketing. Dopo la Laurea in Economia all’Università di Siena, grazie al suo innato animo creativo, ha fatto una prima esperienza lavorativa da “Panini” a Modena, poi ha lavorato nella divisione Ipermercati diGS”, successivamente la sua carriera lo ha portato a Milano da “Promotions Italia”. A Milano ha avuto modo di lavorare, in ambito marketing, con alcune tra le più grandi aziende Italiane e Internazionali. Nel 2008 ha fondato “ 4 Concept” un’Agenzia di Marketing a tutto tondo che permette di mettere in contatto i brand con i consumatori.

Domenico Mangiarano ha spiegato così la sua nuova creatura: “Corte del Dome è innanzitutto un viaggio alla scoperta e riscoperta delle tradizioni culinarie italiane, a partire dalla mia regione, la Toscana. Si tratta di una Linea di prodotti gastronomici deccellenza frutto di uno studio sul Territorio e su quelle che sono le sue peculiarità. Per arrivare qui ho dovuto davvero viaggiare insieme ad amici, professionisti e artigiani che si sono dimostrati pronti a sposare il progetto che avevo in mente. Sono presenti già sul mercato molte proposte che promuovono il Made in Italy ma il mio intento è quello di distinguermi concretamente e con i fatti. Non voglio puntare su aggettivi o slogan ma voglio proporre alta qualità reale. La ricerca di materie prime genuine e autentiche di produzioni artigianali è importante ma per me non sono sufficienti per un prodotto che vuol distinguersi fino in fondo. Io parto ancora prima, dall’origine. Ed è per questo che ho pensato di affidare le ricette per la realizzazione di sughi e salse del mio marchio Corte del Dome a un grande Chef come Marco Stabile. A rendere ancora più esclusivo il tutto è stato studiato un packaging molto ricercato e fascinoso, di grande fattura, perché tutto è stato curato in ogni dettaglio, da grandi professionisti. È un percorso sicuramente non semplice ma che vuole portare questa visione di continua ricerca dell’eccellenza, della valorizzazione della nostra rinomata tradizione artigiana, nel mercato Italiano ed estero. Infine, stiamo già lavorando sull’ampliamento della linea, che vedrà questa volta protagonista un’altra regione Italiana straordinaria come la Liguria e le sue specialità, che presenteremo al pubblico in occasione di Tuttofood 2025”.

Con i prodotti a marchio “Corte del Dome” si realizza un vero e proprio viaggio, attento e scrupoloso, che parte dalla valorizzazione delle Tradizioni Culinarie Toscane ma, che vuole celebrare tutta l’Italia, proponendo: Una linea di pasta realizzata artigianalmente con acqua di sorgente delle montagne pistoiesi e grano delle campagne maremmane - Un assortimento di biscotti fatti seguendo un metodo tradizionale e utilizzando solo poche materie prime eccellenti, tempi lunghi di lavorazione, senza conservanti e coloranti, dove i cantuccini alle mandorle sono protagonisti assoluti - L'olio extravergine di oliva, da sempre vanto della Toscana. Infine la grande ricchezza di questo progetto: la ricca proposta di “sughi e salse già pronti” preparati con soli ingredienti Toscani realizzati e messi a punto dallo Chef Marco Stabile.

Un progetto “Corte del Dome” pensato a 360 gradi, a partire dagli abbinamenti pensati e studiati dallo Chef Marco Stabile tra pasta e sughi che esaltano la qualità dei prodotti della Linea e che vengono dettagliatamente presentati anche con dei video realizzati ad hoc. Eccellenze, come la “Pappa al pomodoro”, la “Ribollita”, i “Pici Toscani con sugo all’aglione” e al “Ragù Toscano”, o le “Mezze maniche al ragù di verdure”, sono un chiaro messaggio per far vivere al consumatore un’esperienza pari a quella della cucina di un grande Chef, evocando i sapori più autentici dei piatti gastronomici Toscani.

I prodotti Corte del Dome sono reali e sincere espressioni delle nostre idee e della visione di Domenico ma, soprattutto, di un lavoro minuzioso seguito da noi, passo dopo passo” - ha affermato Marco Stabile - “Io e Domenico, insieme agli artigiani e alle aziende che con noi collaborano, abbiamo preparato in prima persona le ricette racchiuse nei barattoli e all’interno delle eleganti confezioni della linea. Si tratta di prodotti dai sapori decisi e schietti come sono quelli della nostra Toscana e coerenti con il mio concetto di cucina e con i messaggi del brand. Non ci fermeremo qui ma proseguiremo con il nostro viaggio intorno al Paese per esaltarne le eccellenze gastronomiche.”

Con la linea di prodotti “Corte del Dome” l’intento è quello di promuovere l’eccezionale valore del Made in Italy; una vera missione che ha lo scopo di far scoprire un patrimonio di valori unici al mondo, di sapori inimitabili e di una cultura gastronomica che rappresenta un vero e proprio emblema di qualità e di autenticità. Un brand che non nasce solo come gastronomico ma come icona di un progetto più ampio, quello di un viaggio culinario unico dove la tradizione incontra l’eccellenza.

Aldilà di una etichetta o di uno slogan, l’intento di “Corte del Dome” è quello di dare peso alla sostanza, al contenuto che in questo caso non è altro che l’insieme di ingredienti genuini, tecniche di produzione artigianali, ricette tipiche di un luogo.

L’Italia è un paese straordinario, unico al mondo per il suo patrimonio culturale e le sue bellezze naturali, ma è anche un mosaico di tradizioni e culture popolari che variano da regione a regione.

Corte del Dome è la nuova interessantissima linea di prodotti gastronomici realizzata da un appassionato imprenditore come Domenico Mangiarano e da un grande Chef come Marco Stabile del RistoranteOra d’Ariadi Firenze.

https://cortedeldome.com/

https://www.oradariaristorante.com/ 


"Corte del Dome": Marco Stabile e Domenico Mangiarano (Foto CDD)

"Vari Tipi di Pasta"  (Foto CDD)

 "Sughi e Salse"  (Foto CDD)

"Biscotti"  (Foto CDD)

 "Olio Extra Vergine di Oliva Toscano"  (Foto CDD)

Nuova Linea di Prodotti "Corte del Dome" (Foto CDD)

Domenico Mangiarano e Marco Stabile (Foto CDD)


venerdì 27 ottobre 2023

“PENSAVO PEGGIO” ENO-BISTROT A CECINA (LI): GUSTOSA CUCINA E OTTIMA ACCOGLIENZA.




Cecina, in Provincia di Livorno, è un vivace Comune di circa 28.000 abitanti che ha alle spalle un’antica storia risalente addirittura agli Etruschi.

Le prime notizie sugli abitanti della zona, al tempo ubicata allora nell’Etruria Settentrionale, risalgono alla dominazione Romana, quando il Prefetto Cecina Decio Aginazio Albino, nei primi anni del 400 d.C. nell’attuale Località di San Vincenzino ristrutturò un edificio molto antico, forse risalente al I Secolo a.C., trasformandolo in una Villa Urbana (una grande costruzione con spazi aperti a giardino, molti ampi locali e porticati, oltre ad un’imponente cisterna sotterranea) i cui resti sono ancora visibili.

Nel 1590 il Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici dette qui l’avvio all’urbanizzazione costruendo un Palazzo, sede dell’amministrazione delle terre circostanti, un ponte di legno sul Fiume Cecina, un mulino e le prime case del Borgo che successivamente, nella seconda metà del 1700, verrà denominato “Fitto di Cecina”.

Solo dopo la nomina, nel 1746, del Marchese Carlo Andrea Ignazio Ginori a Governatore della Città di Livorno e del suo Porto, Cecina iniziò ad ampliarsi verso il mare.

Il Marchese Ginori è famoso anche per aver fondato, nel 1735, in una sua Villa in Località Doccia (oggi Sesto Fiorentino), una delle più prestigiose manifatture di tutta Europa, la “Porcellana Ginori” (diventata poi, nel 1896, la Richard-Ginori). 

Proprio in quegli anni, nella seconda metà del 1700, la Costa Cecinese fu bonificata dagli stagni paludosi, portatori di malaria, e completamente trasformata con la creazione di 15 km. di rigogliose pinete (400 ettari) ubicate a nord e a sud del Fiume Cecina. Le Pinete servivano anche come barriera alla salsedine a difesa delle campagne coltivate. Oggi tali Pinete formano la “Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina”.

Cecina è collegata, senza interruzione di sorta, con il suo quartiere litoraneo di Cecina Mare (o Marina di Cecina) principalmente con il bel Viale alberato (Viale della Repubblica). Marina di Cecina, dagli anni sessanta, è una meta turistica estiva accogliente e molto apprezzata e le sue spiagge, vista la particolare validità dei servizi offerti e la qualità del mare, ricevono dal 2006 la prestigiosa “Bandiera Blu”.  

La Via principale che attraversa Cecina non è altro che una delle arterie più antiche d’Italia: la Via Aurelia.

Gli antichi Romani sono stati tra i più grandi conquistatori e civilizzatori della Storia portando la loro organizzazione, i loro commerci, la loro cultura, il loro sistema economico e la loro “Lex” da un capo all'altro del Mondo; tutto ciò fu reso possibile dalla forza delle Legioni e dalla loro grande capacità tecnica nel costruire le strade. Materialmente la costruzione delle strade era fatta proprio dai Legionari di Roma e, dopo, le stesse passavano sotto l'Amministrazione Civile per il loro mantenimento; all'apice dello splendore di questa straordinaria Civiltà la rete viaria raggiungeva i 120.000 chilometri su terreni di ogni genere e nelle condizioni climatiche più varie.

Tra il III e il II Secolo a. C. prese forma la rete delle principali vie di scorrimento dell'Italia Romana, tra queste una tra le più importanti fu la “Via Aurelia”. Il Console Lucio Aurelio Cotta nel 241 a.C. volle una strada che partendo da Roma unisse i centri abitati che oggi portano i nomi di Palo LazialeCerveteriAnsedonia fino a Vada (LI), al tempo Porto di una certa importanza, per un totale di 190 miglia (circa 280 chilometri). Da qui l'Aurelia, negli anni successivi, proseguì verso Pisa, raggiungendo poi Francia e Spagna; oggi corrisponde al percorso della SS-1 che da Roma arriva fino a Ventimiglia (697,3 km.).

L'Aurelia fin dalla sua nascita ebbe scopi principalmente commerciali e attraverso i Secoli i Centri attraversati si attrezzarono per dare conforto e assistenza ai viandanti che la percorrevano; nacquero cosi Locande e Osterie, dove si potevano cambiare anche i cavalli, e molti punti per l’acquisto di merci. Attraverso i Secoli questi tratti della Via Aurelia sono diventati i principali e moderni nuclei commerciali delle Località attraversate, ciò è avvenuto anche a Cecina dove il tratto della Via Aurelia più ricco di negozi oggi si chiama Corso Giacomo Matteotti.

Proprio in Corso Giacomo Matteotti al Civico 266 è ubicato l’Eno-BistrotPensavo Peggiodi Alessandro Chellini e Monica Tortola.

Alessandro è nato a Livorno 18 Ottobre 1964, la sua Famiglia aveva a Livorno in Viale Carducci una conosciutissima Pasticceria che portava il nome di sua Sorella più grande: “Claudia”. Dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori Alessandro ha ottenuto un Master in Marketing e ha iniziato, trasferendosi a Roma, a lavorare nel mondo dello spettacolo occupandosi di Produzioni Televisive e Cinematografiche. All’età di 35 anni, tornato a Livorno per un breve periodo, ha conosciuto un’amica della Sorella Claudia, Monica Tortola, e da allora è iniziata la loro storia d’amore.

Nel 2001 Alessandro lasciò Roma e tornò in Toscana, con Monica iniziò, con molto successo, ad organizzare promozioni e tour per cantanti di fama internazionale. Ma nel 2013 visto che Monica in Cucina era molto brava decisero di cambiare lavoro e aprirono il loro primo Locale in Via dei Platani 18 a Marina di Bibbona (LI): il Ristorante/EnotecaPensavo Peggio”.

Il Ristorante, offrendo un’ottima “cucina creativa”, realizzata per esaltare con nuovi sapori e abbinamenti le ricette più tradizionali, e un’ampia scelta di vini, in breve si affermò come un sicuro luogo d’incontro per i buongustai. Nel frattempo Alessandro appassionandosi sempre di più al mondo del Vino diventò Sommelier (A.I.S.) nel 2016.

Il Locale di Marina di Bibbona era un’attività soprattutto stagionale e Alessandro e Monica decisero, a Novembre 2019, di trasferire la loro attività in Centro a Cecina aprendo un ambiente più raccolto: l’Eno-BistrotPensavo Peggio” in Corso Giacomo Matteotti al Civico 266.

Il nuovo Locale ha superato grazie alle ottime capacità di Alessandro e Monica anche i difficili anni della pandemia.

Monica è nata in Piemonte a Torino il primo giorno del Mese di Febbraio del 1966, la sua Famiglia aveva un Pastificio e Lei è cresciuta tra un’infinità di gustose preparazioni dimostrando fin da giovanissima una spiccata predisposizione per la Cucina. Per diversi anni poi ha lavorato come Dimostratrice a Fiere ed Eventi. Dopo alcuni anni del suo rapporto con Alessandro (da notare che il 28 Settembre 2023 sono felicemente convolati a nozze) è stata molto felice nel 2013 a iniziare, con grande passione e dedizione, il suo percorso di Cuoca.

Ma veniamo alla mia recente visita all’Eno-BistrotPensavo Peggiodi Alessandro Chellini e Monica Tortola in Corso Giacomo Matteotti al Civico 266 di Cecina.

Il Bistrot è molto accogliente e raccolto, nella prima Saletta appena si entra due tavolini sulla sinistra e davanti il Bancone di servizio letteralmenteassediatodalle cassette dei Vini, dietro il Bancone la “Cucina a Vista”, sulla destra alcuni scaffali anch’essi carichi di Bottiglie in esposizione. Fatti pochi passi a destra si entra nell’altra Saletta, quattro tavoli e un suggestivo altro tavolo in angolo semi circondato da “doghe” simili a una “botte”. Pochi tavoli per servire al meglio non più di una ventina di ospiti. 

LaMise en Placeè tutta molto curata, per esempio i bellissimi bicchieri dellaRonae dellaRiedel sono griffati con il nome del Locale.

Il Menu offre interessanti preparazioni di Terra e di Mare oltre ai Dolci che vengono tutti fatti in Casa. La “Carta dei Vini” (in realtà sono tre: “Champagne e Bollicine Italiane”, “Bianchi e Rosati Nazionali e Internazionali”, “Rossi Italiani e Internazionali”) è molto curata, con grande attenzione anche per le piccole Aziende di valore, un vero Paradiso per gli appassionati: oltre 800 Etichette per circa 14.000 Bottiglie. Solo di Champagne ci sono più di 1.000 bottiglie prodotte da 53 Maison.

Per la mia Degustazione mi sono fatto consigliare da Monica per le preparazioni e per il Vino in accompagnamento da Alessandro che, con grande esperienza, ha scelto un eccellente Vino RossoBourgogne Rouge Pinot Noir Terres de Famille 2020”.

Terres de Famille 2020”, Bourgogne Rouge Pinot Noir Appellation d'Origine Contrôlée (A.O.C.), è un ottimo Vino, molto espressivo, fruttato e delicato, che colpisce per la ricchezza del sorso, prodotto dalla Domaine de la Vougeraie, 100% Pinot Noir, 12,5% Vol., si ottiene da uve provenienti da diverse parcelle di vigneti coltivati secondo agricoltura biologica con suolo argilloso e profondo, non calcareo, viene affinamento 9 Mesi in botti nuove e 2 Mesi in vasche di acciaio inox, il filtraggio è leggero e del 2020 sono state realizzate soltanto 22.990 bottiglie.

Con in tavola il fragrante Pane della Casa di farina semi-integrale (di Tipo 2) sono state servite le seguenti portate:

- Scrigno di cruditée di gamberone ripieno di burrata con pestino leggero di mandorle e basilico, su insalatina di sedano;

- Paninetti al carbone farciti con battuta di scampi nostrali e “Salsa Bernese” a modo nostro;

- Raviolini di carbonara, fatti in Casa, mantecati con guanciale e zucchine, sopra tartufo nero pregiato;

- Mazzancolle nostrali in crema di Pepe Verde con friarielli piccanti al salto;

- Mini Cannoli Siciliani con crema di ricotta e gocce di scorza di arancia “candita in Casa”.

Tutto estremamente buono e ben presentato, grazie anche a un’attenta e ricercata selezione delle forme dei piatti.

La “Cucina Cucinata” della brava Cuoca Tortola è frutto, oltreché di una costante ricerca di materie prime di eccellenza, di una grande, puntuale e rigorosa esperienza. Le sue preparazioni sono decisamente misurate, equilibrate, saporite, giuste anche quando cerca nuovi abbinamenti.

Che cosa posso aggiungere sennonché ho trovato all’Eno-BistrotPensavo Peggiodi Cecina (LI), di Alessandro Chellini e Monica Tortola, un’ottima accoglienza oltre a una speciale, curata e gustosa cucina realizzata con dedizione, amore e passione.

https://www.facebook.com/PensavoPeggioEnoBistrot/?locale=it_IT


Eno-Bistrot "Pensavo Peggio" a Cecina (LI): Alessandro Chellini

 Il Bancone.....

Una Vista della Seconda Saletta

Alessandro Chellini con il Vino Consigliato.....

Monica Tortola nella sua Cucina

"Scrigno di Gamberone".....

"Paninetti al Carbone".....

"Raviolini di Carbonara".....

"Mazzancolle".....

"Mini Cannoli Siciliani".....
 
Giorgio Dracopulos e Monica Tortola

domenica 24 settembre 2023

“LA GUIDA GASTRONOMICA DELLA SARDEGNA” DI ORNELLA D’ALESSIO: UN LIBRO ESTREMAMENTE GUSTOSO E ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE.

 


Fabrizio Cristiano De André (1940 - 1999), straordinario cantautore e poeta Italiano, riferendosi alla Sardegna ha detto: “Ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne e di coste immerse in un mare miracoloso, dovrebbe coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come il Paradiso”.

La Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con 1.897 km. di Coste bellissime: la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati. Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano, solo 11 km. è la distanza dalla Corsica Francese.

Il Territorio dell’Isola è prevalentemente composto da Colline e Altopiani Rocciosi, seguono le Zone pianeggianti e poi le Montagne. I Fiumi più importanti, per esigenze non solo idriche, sono sbarrati da imponenti Dighe che formano grandi Laghi Artificiali. Il “patrimonio boschivo” della Sardegna è il più importante d’Italia, più di un milione e 213.000 Ettari, come anche il suo sottosuolo per quanto riguarda i Minerali.

Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti. Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo. Si è sviluppata l’Agricoltura, specialmente quella cerealicola, la Pesca e l’Allevamento in particolare Ovino.

La Sardegna per la sua particolare conformazione è diventata, attraverso i Secoli, un Territorio di Pastori. Qui oggi troviamo un terzo dell’intero patrimonio Ovino e Caprino Nazionale, una produzione di latte ovino che raggiunge il 50% in Italia e, di conseguenza, si producono una grande varietà di ottimi formaggi.

La Sardegna ha anche il primato di prima Regione Italiana per il numero di puledri, grazie alla secolare Tradizione dell’allevamento semibrado di Cavalli (principalmente di Razza Anglo-araba).

Il Mare che bagna le coste della Sardegna è veramente “miracoloso”, come detto nella citazione di De André: una trasparenza fantastica che permette di vedere la ricchezza del mondo sommerso (flora e fauna acquatica) anche a importanti profondità, una limpidezza che lo rende un immenso specchio che riflette il cielo, tra l’infinità dei colori dei suoi fondali spiccano le verdi praterie di Posidonia Oceanica e il Rosso vivo dei Coralli. Tutto ciò poi bagna delle vere e proprie opere d’arte create nei Secoli dalla Natura sia sulle rocce sia sulla morbidissima sabbia (bianca o rosa).

La Pesca in Sardegna ha sempre avuto nei Secoli, ovviamente grazie al fantastico e pescoso Mare che la circonda, una sicura e forte Trazione, ma, in alcuni periodi storici, è stata frenata dal pericolo dei Pirati Saraceni: una minaccia che incombeva non solo sui natanti ma anche sui centri abitati costieri. Per tale motivo si era sviluppata quel tipo di pesca che si faceva negli stagni dell’Isola (circa 12.000 Ettari tra acque dolci e salmastre) o nelle peschiere con la cattura di grandi quantità di anguille e muggini (o cefali). Il lavoro dei Pescatori dell’Isola ha assunto maggiore importanza a partire dal 1600 in poi, raggiungendo il pieno sviluppo dal 1800 con l’uso del particolare sistema di pesca delleTonnare”.

Molte sono le attività Tradizionali dei Pescatori Sardi rimaste immutate attraverso i Secoli così come certe tecniche vedi la tipica raccolta in Mare del Corallo e certe lavorazioni come quella della “Bottarga”.

L’Agricoltura si è specializzata in produzioni vinicole, olivicole, di arance, di barbabietole, di carciofi. Particolarissimo ilCarciofo Spinoso Sardotanto da essersi meritato il Marchio D.O.P. e la cui produzione è documentata già dal 1780.

La coltivazione della Vite in Sardegna è molto antica e risale al IX Secolo a.C. quando i pacifici mercanti Fenici iniziarono ad arrivare sulle coste dell’Isola e riuscirono facilmente a integrarsi con la locale “Civiltà Nuragica” (gli Antichi Sardi, XXIII Secolo a.C. - II Secolo d.C.). I Fenici introdussero molte nuove conoscenze e tecnologie nella vita dell’Isola tra cui una forma di aggregazione urbana fino allora sconosciuta: la Città. Anche i Cartaginesi, i Greci e i Romani hanno successivamente sviluppato, tra moltissimo altro, la Viticoltura Isolana.    

Ma è a partire dal XIV Secolo in poi, con l’arrivo in Sardegna di Vitigni come laVernaccia”, il “Vermentino”, il “Cannonau” (introdotto, dopo il 1479 con l’arrivo della dominazione Spagnola, e che in Spagna prende il nome diAlicante”) e altri, che l’Isola ha iniziato ad avere un’importanza specifica nella produzione vitivinicola, confermata e ampliata grazie ai successivi e favorevoli sviluppi storici come il passaggio della Sardegna (Trattato dell’Aia del 1720) sotto Vittorio Amedeo II di Savoia Principe di Piemonte.

Negli ultimi decenni i Viticoltori Sardi hanno approntato nelle loro Aziende, con grande intelligenza e passione, tutte le nuove tecnologie enologiche, consentendo il forte rinnovamento del Settore Vitivinicolo della Sardegna (oltre 27.200 Ettari di Vigne) rendendolo dinamico e innovativo. Ciò ha migliorato moltissimo la qualità della produzione con Vini Rossi eleganti e strutturati e Vini Bianchi freschi e sapidi: il Vino Sardo si è diffuso rapidamente anche sui Mercati Internazionali. Oggi in Sardegna sono presenti 33 Denominazioni Vinicole: Una DOCG, Diciassette DOC e Quindici IGT.

Con una tale quantità di pregi, appena descritti, la Sardegna non poteva non avere anche una millenaria e solida Tradizione Culinaria fatta da un’infinità di preparazioni assolutamente deliziose a partire dal “pane” come “cocói a pitzus” (o “cacoi”, il tipico pane decorato a pasta dura di semola di grano duro) o il “pan’e gherda” (dalla forma variabile ma caratterizzato dalla presenza interna di ciccioli di lardo chiamati per l'appunto “gherda”) oppure il mitico “carasau” (conosciuto anche come “pane carasatu”, “pane carasadu”, “pistoccu”, “pane fine”, “pane 'e fresa” o “pane fatu in fresa”) tipicissimo pane Sardo a forma di disco molto sottile e croccante, adatto a essere conservato a lungo.

Il Terminecarasau” deriva dal verbo sardo “carasare” che significa “tostare”. Durante la “carasadura” infatti il pane viene rimesso nel forno per la cottura finale che lo rende croccante. Per questa sua particolarissima struttura estremamente fine e croccante, che ne rende rumorosa la masticazione, viene talvolta chiamato "carta da musica".

Nella Tradizione Sarda materie prime e buonissime Ricette sono talmente tante che è impossibile citarle tutte, mi accontento di nominarne alcune:

- Le Pietanze a base di Pane come il “pane fratau” (uova, pane carasau, salsa di pomodoro, olio d'oliva e pecorino) o la “zuppa gallurese” (si prepara predisponendo in una teglia vari strati di pane raffermo che viene inumidito con brodo di carne di ovino e bovino aggiungendo poi formaggio vaccino grattugiato e in scaglie);

- La Pasta secca come “malloreddus” (sottili conchiglie rigate) e “fregula” (prodotta per "rotolamento" della semola dentro un grosso catino di coccio e successiva tostatura in forno);

- La Pasta fresca come “lorighittas” (si preparano attorcigliando tra le dita un doppio filo di pasta fino a creare una treccina chiusa a formare un “anello” = “loriga” in Sardo), “culurgiònes” (una pasta ripiena dalla particolarissima chiusura a spiga), “filindeu” (un tipo di pasta per minestra formata da sottilissimi fili sovrapposti in tre strati incrociati);

Una Tradizione Culinaria straordinaria fatta di gustosi piatti di Terra e di Mare a cui seguono un’infinità di dolci delizie spesso a base di formaggi.

La produzione agroalimentare e la Cucina Sarda hanno una inossidabile Tradizione Millenaria personalizzata, favorita dall’essere un Isola, e non smettono mai di stupire grazie alla ricchezza di prelibatezze sincere e genuine, sapori nati da umili origini ma che sono diventati eccellenze riconosciute a livello mondiale.

Proprio per raccontarci moltissimo di quello che la Sardegna ci offre di meglio ecco che da circa due Mesi è uscito il Libro: “La Guida Gastronomica della Sardegnadi Ornella D’Alessio.

Ornella D’Alessio grande e appassionata viaggiatrice, scrive dal 1985 e molto prima ha cominciato a frequentare la Sardegna, una terra molto amata. Autrice di Guide di Turismo/Gastronomiche e di reportage dal Mondo, nel corso degli anni ha collaborato con le principali Riviste di Viaggi Italiane e Internazionali. Da sempre è stata affascinata dalla bellezza prepotente e dal calore della gente e in ogni suo momento di riposo ha scelto la “Terra dei Nuraghi” per ritemprarsi tra colori, profumi e sapori unici e inimitabili.

La Guida Gastronomica della Sardegnaè un bel Libro (rilegato brossura) di 14,8 x21 cm. con 144 Pagine pubblicato daCinquesensi Editorein ben 5 Edizioni (Italiana, Inglese, Francese, Tedesca e Spagnola).

La nuova Guida firmata da Ornella D’Alessio accompagna il lettore in un viaggio nella Sardegna del gusto attraverso le 4 Stagioni e lungo 34 Itinerari (denominatila Via” o “le Vie”) ricchi di prodotti agroalimentari e di piatti della Tradizione che servono da bussola per orientarsi nei territoripiù segretidell’Isola, dove i frutti della Terra e la Cucina assumono preziose e numerose varianti anche con nomi diversi. A ogni chiusura di Capitolo si trova una dettagliata e gustosaRicetta da provare a Casa”.

La scelta autoriale infatti è stata quella di identificare itinerari dell’Isola da intraprendere con grande passione e con la voglia di scoprire speciali sapori e storiche usanze. Uno degli obiettivi è stato quello di citare più Borghi possibili (oltre 170 Comuni) rispettando tutti i Territori. Il Libro è una Guida che rispecchia la geografia della Sardegna, i luoghi più conosciuti e quelli più reconditi, i piatti quotidiani e quelli dei momenti solenni, gli scorci e i paesaggi creati dalla convivenza dell’uomo con la natura.

Le Pagine del Libro trattano della tradizione e della sapienza che fanno della "dieta sarda", insieme ad altri fattori (ambiente, socialità, stile di vita) il contributo alla straordinaria longevità delle persone che si riscontra in diverse aree dell’Isola. Inoltre il Libro racconta l’importanza che i Sardi riservano all’ospitalità: un valore tramandato nei Secoli, sacro e inviolabile che si esprime in ogni gesto quotidiano e, magistralmente, anche in Cucina.

Il Libro è arricchito da Innumerevoli e belle foto.

Ornella D’Alessio ha accompagnato l’uscita del suo Libro con le seguenti parole: “Per scrivere di Gastronomia della Sardegna servirebbe lo spazio di un’enciclopedia in più volumi. Una Cucina che è riuscita, nel corso dei Secoli, a mantenere ben definite e intatte le proprie caratteristiche, e che ancora oggi mantiene la propria specifica identità culturale che preserva conoscenze alimentari ataviche, arricchite, incrociate e rielaborate da tutte quelle contaminazioni di Popoli che l’hanno dominata, o che sono solo passati come il vento sulla sua Terra. Pochi i documenti che testimoniano questa evoluzione, ma parecchi gli elementi che facilitano la ricostruzione di una cultura gastronomica che si caratterizza per la sua stagionalità, trasmessa oralmente nel tempo e che inizia a essere documentata solo nei primi anni del XX Secolo”.

Posso solo aggiungere cheLa Guida Gastronomica della Sardegnadi Ornella D’Alessio è un Libro estremamente gustoso e assolutamente imperdibile.

https://www.cinquesensi.it/


 "La Via delle Zuppe di Pane"..... (Foto LGGDS)

 "Le Vie del Pane"..... (Foto LGGDS)

"La Via delle Panadas"..... (Foto LGGDS)

"La Via dell'Olio"..... (Foto LGGDS)

"La Via delle Casadinas"..... (Foto LGGDS)

"La Via dei Dolci con la Sapa.....  (Foto LGGDS) 

"La Via delle Paste Ripiene"..... (Foto LGGDS)

"La Via dello Zafferano"..... (Foto LGGDS)

Il Libro (Foto LGGDS)

venerdì 3 febbraio 2023

NUOVO RISTORANTE “NANNINI” AD ANTIGNANO (LI): UNA CUCINA SINCERA, CURATA E PIACEVOLISSIMA.




Livorno è il Capoluogo dell’omonima Provincia e si posiziona al terzo posto (dopo Firenze e Prato) per popolazione (circa 155.000 abitanti, più della metà vivono in Città) nella bellissima e super accogliente Regione Toscana

La Città è dolcemente adagiata lungo la costa del Mar Ligure che bagna la Toscana ed è uno dei più importanti Porti Italiani, sia come Scalo Commerciale sia come Scalo Turistico. Tra tutte le Città Toscane è solitamente ritenuta la più moderna, sebbene nel suo territorio siano presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche sopravvissute ai massicci e drammatici bombardamenti degli "alleati" nella Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945).

Livorno, notevolmente cresciuta dalla seconda metà del XVI Secolo per volontà della Casata dei Medici prima e dei Lorena in seguito, è stata un importantissimo Porto Franco frequentato da numerosi mercanti stranieri, sede di consolati e compagnie di navigazione. Tutto ciò contribuì ad affermare, sin dalla fine del Cinquecento, i caratteri di Città multietnica e multiculturale per eccellenza, dei quali sopravvivono importanti vestigia, quali ChieseCimiteriOpere di Pubblica Utilità, Palazzi e Ville.

A partire dal XVIII Secolo, parallelamente all'introduzione di un regime fiscale che favoriva i possedimenti in campagna a discapito di quelli in Città, il circondario di Livorno divenne una rinomata meta di villeggiatura.

Uno dei Quartieri di Livorno più apprezzati dal punto di vista Turistico/Balneare oggi è “Antignano” che a partire dall'Anno 2007, per la qualità dei servizi e delle acque di balneazione, ha ricevuto la “Bandiera Blu”.

Antignano” costituisce l'estremità meridionale del perimetro Urbano Livornese, si trova a sud del Quartiere di Ardenza”, a soli 7 km. dalla Frazione di “Quercianella” e ai piedi di “Montenero” (un Quartiere collinare e panoramicissimo di Livorno) celebre per la presenza del Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero (Secolo XVII) tenuto dai Monaci Vallombrosiani. Il 15 Maggio 1947 Papa Pio XII ha dichiarato la Madonna di Montenero "Mater Etruriae" ovvero Patrona della Toscana.

Il tratto che separa “Antignano” da “Quercianella” è uno splendido, panoramico e suggestivo “Tratto di Costa a Strapiombo” sul Mar Ligure che si percorre sulla mitica e antica Via Aurelia e che raggiunge il suo apice (91 m. s.l.m.) in LocalitàRomito” dove è ubicato anche il fascinoso “Castello Sonnino” (Secolo XIX).

Antignano” è storicamente incluso nei limiti amministrativi della Città anche se per lungo tempo ha mantenuto caratteristiche di un Borgo Rurale. Con lo sviluppo della lunghissima “passeggiata a mareCittadina e delle infrastrutture, tra cui molti Stabilimenti Balneari, a partire dalla fine dell'Ottocento, l'abitato è stato progressivamente inglobato dalla Città. Anche l'entrata in servizio nel 1899 di una nuova “Linea Tramviaria Elettrificata” ne favorì lo sviluppo portando molte nuove costruzioni tra cui numerose ed eleganti Ville, vedi per esempio quella del bravissimo Compositore e Direttore d'Orchestra Livornese Pietro Antonio Stefano Mascagni (1863 - 1945).

Antignano” è dotato anche di una propria Stazione Ferroviaria, inaugurata a seguito dell'apertura della nuova “Linea Ferroviaria Tirrenica” nel 1910. Inoltre, davanti all'Antico Castello di Antignano (o Forte di Antignano, un Fortilizio conosciuto anche come Castello San Cosimo in onore del Granduca Cosimo I de' Medici che lo fece erigere nel XVI Secolo) c’è il piccolo “Porto di Antignano” comunemente chiamato “Moletto di Antignano”. L'approdo è costituito da due moli banchinati e può ospitare un certo numero di natanti in relazione alle loro dimensioni (6 metri di lunghezza al massimo).

La Piazza Centrale di Antignano è Piazza Giampaolo Bartolommei (Patriota Livornese della Prima Guerra d’Indipendenza del 1848), proprio in uno degli angoli della Piazza, al Civico 1, è ubicato il nuovo RistoranteNannini”.

Il RistoranteNanniniè stato inaugurato da pochissimi giorni, il 12 Gennaio 2023, dai Fratelli Nannini, Matteo e Giacomo.

Matteo e Giacomo sono cresciuti in una Famiglia con un forte legame con la Cucina e la Ristorazione Tradizionale: la Nonna Simonetta Sozzi dal 1945 a Firenze aveva una storica Trattoria e successivamente, dal 1958, il RistoranteDa Piero” a Livorno e anche i loro Genitori, Paolo Nannini e Antonella Natalini, pur avendo fatto per anni il lavoro di “Spedizionieri” trasportati dalla loro grande passione per la Cucina nel 2009 decisero di aprire a Livorno, all’Ardenza, la TrattoriaLa Curva di Paolone”.

Matteo è nato a Livorno il 24 Aprile 1992 dopo le Scuole dell’obbligo ha frequentato, tra il 2008 e il 2011, l’Istituto Tecnico Industriale StataleLeonardo Da Vinci” e successivamente per un periodo anche l’Università di Pisa al “Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali”. Dopo aver giocato per diversi anni nella Società Sportiva Amatori Parma Rugby” e fatto altre esperienze nel mondo della Musica e delle Discoteche, Matteo ha voluto mettere in atto gli insegnamenti di Cucina del suo Babbo e ha iniziato a lavorare nel 2014 in un noto Locale di Bolgheri (LI), l’Enoteca Tognoni, e successivamente, nel 2018, da “Lola Mangiaebevi”. Nel frattempo Matteo ha fatto dei periodi di specializzazione in cucina come a Milano dallo Chef di origine Giapponese Yoji Tokuyoshi (nel 2016 Una Stella Michelin).

Giacomo è nato a Livorno il 19 Maggio 1998, dopo le Scuole dell’obbligo ha frequentato e si è diplomato Tecnico Commerciale (era più bella la definizione Ragioniere) all’ IstitutoAmerigo Vespucci” di Livorno. Anche Giacomo si è appassionato piano, piano alla Ristorazione in particolare al Mondo del Vino.

La prima occasione importante per i Fratelli Nannini è arrivata nel 2019 quando hanno creato una Società che ha rilevato la Ristorazione all’interno del noto “Circolo Tennis Banditella” di Livorno.  

Eccoci giunti nel Gennaio 2023 con la nuova apertura del Ristorante Nannini” di Matteo (Chef) e Giacomo (Direttore e Responsabile Sala) ad Antignano.

Il Locale è ampio e luminoso, dal Salottino all’Ingresso si passa davanti al Bancone Bar e alla Reception fino alle due Sale (circa una cinquantina di coperti in totale), dalla Sala più grande si accede anche al dehors sfruttabile con la bella stagione. Arredamenti e apparecchiatura sono curati, si nota anche la grazia del “tocco femminile” della bella Fidanzata di Matteo, Giulia Rombolini, che oltre a essere Giornalista Pubblicista e scrivere per la Rivista Mensile del Litorale ToscanoLe Ghiaie” è anche un validissimo e partecipe supporto del Ristorante.   

La “Carta dei Vini”, circa un centinaio di Etichette, grazie a Giacomo è selezionata e ben assortita: Vini Bianchi e Rossi dalle Regioni più vocate d’Italia con un occhio di riguardo alla Toscana, ma anche Vini dalla Germania, Austria, Cile, California (Stati Uniti), Cina e Francia, non mancano Bollicine Nazionali e Champagne. Ampia anche la scelta dei Distillati.  

Il Menu realizzato da Matteo offre un’interessante selezione di portate sia di Terra sia di Mare dai simpatici nomi personalizzati.

In abbinamento a un ottima Bottiglia di Vino Bianco (“Nova Domus Riserva 2020” Alto Adige D.O.C., 14% Vol., un blend 60% di Pinot Bianco, 30% di Chardonnay e 10% di Sauvignon Blanc prodotto dalla Cantina Terlano) ho degustato le seguenti portate:

- “Il Pasticcio” - Tortino di baccalà, spuma di patate e polvere di cipolla;

- “Son Cavoli” - Polpette di cavolo viola su fonduta di Misto Cuneese (formaggio di pasta friabile di latte lavorato a crudo,  50% di capra e 50% vaccino, dell’Azienda Fattoria Gallina Golosa) allo zafferano e chips di cavolo nero;

- “Il Maiale va nell’Orto” - Cappellacci (Pastificio La Castellana) di cinta senese, crema di porro, spuma di pecorino e porro croccante;

- “Area 51” - Dischi volanti (Pastificio Fabbri), crostacei misti con la sua bisque e burrata liquida;

- “Pinco Panko” - Tonno in crosta di panko (particolare tipo di pangrattato), cavolo pak-choi stufato all’orientale, riduzione di soia e maionese, miele e paprika;

- “Il Grigio” - Cilindro di scamerita di maiale grigio (Macelleria Falaschi), lenticchie e hummus (crema insaporita) di ceci;

- Cheesecake freddo con purea di mele.

Tutto buono e ben presentato.

La Cucina dello ChefautodidattaMatteo Nannini è fatta di ottime materie prime lavorate con esperienza e saggezza, “senza forzare” ma puntando sulla totale soddisfazione della Clientela. Lo Chef in cucina è supportato da due bravi aiutanti Davide Di Martino (Sous Chef) e Ivana Lukani (Chef de Partie).

Il Servizio di Sala è stato svolto con attenzione e gentilezza da Giacomo Nannini con il supporto di Rua Ugolini.

Al nuovo RistoranteNannini ad Antignano (Livorno) ho trovato una buona accoglienza insieme a una cucina sincera, curata e piacevolissima.

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Nuovo Ristorante "Nannini" ad Antignano: L'Ingresso

Salottino e Bancone Bar

Una Vista Interna

Una Vista della Sala Grande

Giorgio Dracopulos e Matteo Nannini

Tortino di Baccalà.....

Polpette di Cavolo Viola.....
 
Cappellaci di Cinta Senese.....

Dischi Volanti ai Crostacei.....


Tonno in Crosta di Panko.....

Scamerita di Maiale Grigio.....

Cheesecake Freddo.....

Giacomo e Matteo Nannini