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venerdì 22 maggio 2026

“MOMENTEERIA” A MILANO: LA PRIMA SALA DA TÈ CONTEMPORANEA DEDICATA A GUSTOSI RITUALI DI FELICITÀ.



 

Il nome del “” deriva dall’espressione Cinese” (si pronunciatei”) del “Dialetto Amoy” (廈門話) originario della Provincia Meridionale del Fujian nella Cina Sudorientale molto simile a quello parlato nell’Isola di Taiwan.

Il “” è una bevanda che consiste in un “Infuso” (immersione in un liquido) o in un “Decotto” (cottura insieme a dell'acqua) ottenuto principalmente dalle foglie della “Camellia Sinensis” (Famiglia Theaceae) una pianta legnosa che oggi viene prevalentemente coltivata in Cina (maggior produttore dial Mondo), Bangladesh, Pakistan, India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone e Kenya. La raccolta delle foglie avviene tre volte l'anno: in Aprile, al principio dell'Estate e verso la metà dell'Autunno. Una volta raccolte le foglie di “” vengono trasportate stipate in grandi gerle in specifiche strutture, generalmente vicine, dove sono sottoposte a una serie di trattamenti che le trasformano nel prodotto finito pronto per essere commercializzato o rilavorato.

Tutti i tipi di “” traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie che poi spesso sono miscelate con spezie, erbe o essenze.

La Storia del ” si perde nella notte dei tempi tra un turbinio di leggende e miti prevalentemente di origini Cinesi. Per trovare alcune tracce più sicure bisogna risalire al III Secolo a. C. proprio in Cina dove il “” veniva utilizzato a scopo medicinale. Molto probabilmente furono i Monaci Buddhisti a favorirne la diffusione dato che lo utilizzavano come bevanda rituale.

Sempre in Cina sotto la “Dinastia Qin” ( - dal 221 al 206 a.C.) il “” iniziò a essere apprezzato anche per le sue prerogative energetiche e dissetanti. Sotto la successiva “Dinastia Han Occidentale” (西漢 - dal 206 a.C. al 9 d.C.) ebbe inizio la consistente coltivazione delle piante legnose del “”, ma la sua diffusione in Cina non si realizzò fino alla “Dinastia Tang” ( - dal 618 al 907). Proprio sotto la “Dinastia Tang” nel 758 il Letterato e Poeta Lu Yu scrisse il Cha Jing” ( - Canone del tè) il più antico, il più importante e il più completo trattato al Mondo (tre Libri con 10 Capitoli) sulla coltivazione, la preparazione e l’uso del “”. Questo testo dette un grande e fondamentale impulso alla “cultura del tè” e ne fissò anche la filosofia chiamando in causa gli elementi fondamentali (acqua, fuoco, legno, metallo, terra) che rispecchiano in unatazza di tè l’ordine che governa l’universo.

Il “” ha profumi inebrianti, colori deliziosi, sapori straordinari, in più nel lontano Oriente viene servito con rituali unici e originali denominati “Cerimonia del Tè”. Con questa espressione si tende a indicare quelle differenti forme ritualizzate per preparare e quindi degustare la bevanda del “” che vengono praticate in diverse Culture Asiatiche, un'attività culturale spesso meditativo-religiosa. Le varie varianti Nazionali di questa Cerimonia sono state influenzate dalle diverse tipicità dei Territori, in tempi diversi, rispetto a quella originaria della Cina, luogo in cui è nata la cultura del “” e la Cerimonia stessa. Parti integranti delle varie Cerimonie sono gli strumenti, i tempi e i gesti rituali. Tutte le Cerimonie sono chiari simboli che contengono raffinatezza, contentezza spirituale, umiltà, compostezza e semplicità. In Giappone, per esempio, la “Cerimonia del Tè” è un rito antichissimo, tutt’oggi ancora molto praticato, che non si limita al piacere di gustare una calda e buona tazza di “” ma che ha più una connotazione legata alle pratiche di meditazione, introspezione e contemplazione. Si tratta di una Cerimonia molto bella e affascinante, volta alla ricerca della propria essenzialità alla purificazione dello spirito, aspetto fondamentale di quella Disciplina denominataZen” (Zen è la pronuncia Nipponica del carattere Cinese ) che deriva dall’insieme delle dottrine e dei linguaggi originati, a partire dal IX Secolo, dalle Scuole Buddhiste Giapponesi.

Impossibile non amare il “” (la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua) grazie alla ricchezza delle sue proprietà positive ai grandi benefici e al magico fascino orientale.

Lunedì 13 Ottobre 2025, in Via Carducci al civico 38 (di fronte alla Pusterla di Sant’Ambrogio e con vista sulla Basilica di Sant'Ambrogio) a Milano è stata inaugurata la prima Sala da Tè contemporanea, un rifugio urbano dove ogni tazza racconta un’emozione: “Momenteeria”.

Via Giosuè Carducci è una storica Via del Centro di Milano che collega Corso Magenta a Piazza Cadorna. Anticamente chiamata Via San Gerolamo, in onore di un antico convento, ha assunto l'attuale denominazione nel 1907 per omaggiare il celebre poeta. Durante il Medioevo la strada si trovava a ridosso del Centro Storico e seguiva parte dell'antico tracciato difensivo e delle vie d'acqua Milanesi. Nel XVI Secolo la zona era densamente popolata da edifici religiosi, tra cui il Noviziato dei Gesuiti (da cui il nome San Gerolamo) e il complesso di San Vittore al Corpo. Fino al 1898 lungo la via scorreva un tratto del Naviglio. La sua copertura ha permesso di allargare la strada trasformandola nell'arteria cittadina che conosciamo attualmente con il suo fascino residenziale grazie anche all’estrema vicinanza (due passi) alla Basilica di Sant'Ambrogio (Basilica Romana Minore Collegiata Abbaziale Prepositurale di Sant'Ambrogio, edificata tra il 379 e il 386 in Epoca Romana Tardoimperiale) e alla presenza di signorili Palazzi d'epoca.

Il nomeMomenteeria” nasce dall’incontro tra “momento” e “teeria”: una parola nuova per descrivere una casa dove bellezza, cura e comfort si intrecciano naturalmente. Con “MomenteeriaAlessandra Gorlero (Amministratore Delegato e Co-fondatrice) insieme a Erica Della Bianca (Direttrice Marketing e Co-fondatrice) hanno voluto creare un luogo che non fosse soltanto una bella e accogliente “Sala da Tè” ma anche un sicuro rifugio urbano, una “casa dell’anima” dove fermarsi, rilassarsi, respirare e riscoprire l’assoluto piacere del tempo speso per sé stessi.

Il progetto d’interni di “Momenteeria”, realizzato dall’Architetto Paola Podenzani, coniuga calore e raffinatezza. Su una superficie di 150 metri quadrati lo spazio si articola su due livelli: al Piano Terra il Bancone vintage restaurato che dona atmosfera, eleganza e un tocco di classe senza tempo, armonizzandosi con l’ambiente accogliente e raffinato, la Boutique (tè, infusi, tisane e “concept store” con una vasta scelta di confezioni regalo), al Piano Superiore la Sala dei Tè, la Stanza dei Dolci e la Sala Eventi con il tavolo conviviale. Toni caldi come verde lichene e terracotta, luci soffuse, profumi naturali e suoni ambientali creano un’atmosfera rilassante. L’uso di “materiali materici” (tutto ciò che valorizza la materia fisica di un oggetto, privilegiandone la tridimensionalità, la texture e la sensazione tattile), i velluti e i tavoli evocano l’immagine di una casa elegante e accogliente, un luogo dove la piacevolezza tende a rallentare il tempo. Da pochi giorni “Momenteeria” ha anche il nuovo Dehors (con cinque tavoli) affacciato su una delle viste più belle di Milano.

La “Carta dei Tè”, composta da circa 60 referenze tutte acquistabili, spazia dai monorigine pregiati importati direttamente dalla Cina, certificati dall’Associazione Italiana Tè e Infusi, a miscele originali arricchite da botaniche italiane. Della collezione fanno parte i puri, come il “Dian Hong” arrotolato a mano a spirale o il “Bai Mu Dan Top Grade” e alcuni rari come il “Huo Shan Huang Ya” accanto a blend esclusivi, tisane e infusi firmati dal “Tea BlenderItaliano Albino Ferri, la cui Azienda opera nel settore da oltre un secolo.

Riccardo Colosi, “Prime Tea Sommelier” supervisiona la selezione delle foglie e accompagna l’ospite nella scelta e nella degustazione. Cuore dell’esperienza è, infatti, il rito del tè di “Momenteeria”, reinterpretato come percorso di lentezza e cura. Le foglie vengono presentate in piattini di gres bianco artigianali e sono versate nella teiera in vetro, svelando parole che evocano benessere e serenità. L’infusione, scandita dalla clessidra, diventa un momento di attesa e riflessione. Il rito si conclude con l’assaggio del servito in tazze bianche ideali per esaltare il colore del tè. Una card informativa accompagna la degustazione, illustra l’origine del tè, le caratteristiche e il momento ideale di consumo, trasformando la scelta in un gesto consapevole e personale.

La “Tea Tender e Store ManagerMonica Angeli, accoglie le persone e le guida nell’esperienza del, coniugando competenza tecnica e autentica passione per l’ospitalità. Ogni miscela e ogni prodotto racconta un’emozione, tra le sue creazioni più originali, la reinterpretazione del “Rituale n.1 La Felicità nelle Piccole Cose” trasformato in un cocktail esclusivo a base di gin, o il “Rituale n.8 Equinozio di Autunno a Milano”, il “Rituale n.14 Lucciole tra i cespugli”, il “Rituale n.12 Portafortuna segreto”, microracconti che evocano attimi di felicità quotidiana, sensazioni e atmosfere.

Il Menù diMomenteeria” è parte integrante del rituale: naturale, colorato e pensato come un’esperienza da vivere con calma e consapevolezza. Dalla colazione al pranzo, fino altea time”, ogni momento invita a rallentare e a prendersi cura di sé. Il “Menù del Pranzo”, firmato dalla Biologa Nutrizionista Nicole Labaguer e dalla Psicoterapeuta Antonella Calabrese, è dedicato al cibo consapevole e si articola in due percorsi complementari: Light Lunch e Comfort Food. Il “Light Lunch” propone piatti leggeri, stagionali e preparati in vasocottura, pensati per un equilibrio di gusto e benessere: la “vellutata di zucca”, il “riso venere con verdurine al curry e gamberi”, il “filetto di salmone con verdure saltate”, solo per citarne alcuni. Il “Comfort Food” propone reinterpretazioni di piatti tradizionali in chiave “mindful” (consapevole), sempre in vasocottura, come la “cacio e pepe shakerata”, le “lasagne al ragù di manzo al coltello”. Ogni portata può essere accompagnata da selezionati, trasformando il pasto in un autentico rituale di “mindful eating” che unisce gusto, lentezza e consapevolezza.

La “Pasticceria” è curata da Rita Strati, Architetto e Cake designer, vera “scultrice di pasta frolla”. Tra le sue creazioni la “Torta Momenteeria al matcha e cioccolato bianco”, la “Crostata Sant’Ambrogio”, la “Crostata Foglie di Ginkgo a Milano”, piccoli capolavori visivi e gustativi pensati per accompagnare i più pregiati. Non mancano dolci vegani e monoporzione, oltre a biscotti ispirati alla tradizione e alla natura, dalle “Madeleine” ai “Colibrì” colorati, dai “Biscotti di Leonardo Da Vinci” alle creazioni con fiori eduli, per trasformare ogni pausa in un momento di bellezza e gioia quotidiana.

Con l’arrivo della bella stagione e l’apertura del nuovoDehors di Momenteeria” il esce dalla dimensione tradizionale e si trasforma in un aperitivo da vivere. Nasce il nuovo rituale “Aperitivo di Momenteeria” un rito che si esprime attraverso una proposta attenta al bere in modo diverso, più consapevole, leggero e “low alcol”: un tempo lento da assaporare che abbina il mondo del tè alla convivialità del brindisi. Il non è più solo caldo e invernale ma diventa protagonista di una mixology originale capace di offrire alternative eleganti ai cocktail classici. Tutti i Drink sono ideati da Monica Angeli, Store Manager e Tea Tender, che usa il come un vero ingrediente di miscelazione. Tra le novità il signature “Gin Teazz” (tè Wulong, fiore di sambuco delle Dolomiti e agrumi, gin, liquore al mandarino e sambuco), il “Golden Hour” (mela, limone e curcuma, calvados e cointreau), il “Momenteeria Spritz” un classico reinterpretato, il “Botanical Blush” (karkadè, rosa canina, sambuco, tonica al pompelmo rosa), il “Her Majesty” shrub ai frutti rossi e zenzero studiati per esaltare il gusto e la leggerezza.

Ma anche qui il cuore della proposta di “Momenteeria” resta il tè, adattato al periodo stagionale: freddi naturali, senza zuccheri aggiunti, con le infusioni preparate con una tecnica precisa: estrazioni a caldo molto concentrate, versate al momento su ghiaccio. Un gesto che sostituisce il rituale classico invernale della teiera con una nuova liturgia visiva. L’esperienza si completa con la proposta food ideata in collaborazione con la Nutrizionista Nicole Lagabauer: “Alzatina Aperitivo” la selezione di piccole delizie salate ideali da condividere e “Tavolozza di Madre Natura” un concept ispirato alle proposte food del Nord Europa che mette al centro la materia prima. Verdure fresche, olio extra vergine di oliva da frantoio ligure, hummus e baccelli di pisellini da sgranare: un gesto semplice, conviviale e profondamente salutare.

Infine l’ultima novità è l’arrivo in Carta di “Lillibetuna miscela esclusiva diMomenteeria” creata per celebrare il “Centenario della nascita della Regina Elisabetta II del Regno Unito (1926 - 2026)”.  “Lillibet” nasce da una base “Earl Grey” arricchita con petali di fiordaliso e boccioli di butterfly pea. Il suo tratto distintivo è il colore: un blu intenso naturale che si trasforma in oro rosa con l’aggiunta di limone, spruzzato al momento. Un piccolo rito visivo memorabile che unisce eleganza, sorpresa e gusto.

Momenteeriaa Milano la primaSala da Tè Contemporaneadedicata a gustosi rituali di felicità.

https://www.momenteeria.it/

https://www.youtube.com/shorts/ZhoCcRnti2Y


"Momenteeria" a Milano: Il Bancone Vintage (Foto M. Di Tella)

"Momenteeria" a Milano: La Sala (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Fascino e Stile (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Eleganza e Gusto (Foto Mattia Di Tella) 

"Momenteeria": Il Pranzo (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Solo Delizie (Foto MDT)

"Lillibet"... (Foto Mattia Di Tella)

I Nuovi Cocktail (Foto Mattia Di Tella)

"Tavolozza di Madre Natura" e Cocktail (Foto MDT)


sabato 7 febbraio 2026

“MADRID FUSIÓN 2026 - EL CLIENTE TOMA EL MANDO”: UN GRANDE SUCCESSO LA 24ª EDIZIONE DEL FAMOSO CONGRESSO INTERNAZIONALE DI GASTRONOMIA.



L’Edizione 2026 del Vertice Internazionale EnogastronomicoMadrid Fusiónsi è svolta, nel Padiglione 14 della Fiera di Madrid, nei giorni di Lunedì 26, Martedì 27 e Mercoledì 28 Gennaio 2026. 

La Fiera di Madrid (IFEMA), fondata nel 1980, è ubicata dal 1991 nella nuova e avveniristica zona di “Campo de las Naciones” uno dei fulcri finanziari della Città di Madrid, un quartiere caratterizzato da ottimi collegamenti: l’estrema vicinanza all’Aeroporto Internazionale di Barajas, la fermata della metropolitana e un servizio ininterrotto di mezzi pubblici e taxi. Le Fiera, con i suoi 240.000 mq. suddivisi in padiglioni, è il principale Ente Fieristico e Centro Congressi della Spagna, ogni anno ospita oltre 800 tra Manifestazioni ed Eventi che coinvolgono alcune decine di migliaia di Aziende. Eventi professionali specializzati di rilevanza Nazionale e Internazionale che richiamano più di 4,5 milioni di Visitatori. Un complesso enorme, modernissimo, quello della Fiera, super dotato per ogni possibile esigenza con 100 sale riunioni e 14.000 posti auto.

La Ventiquattresima Edizione del Congresso Internazionale di GastronomiaMadrid Fusión” ha ruotato intorno all’asse tematico prescelto per questa Edizione: “Il cliente prende il controllo” (El cliente toma el mando) per sottolineare i forti cambiamenti che stanno avvenendo nel Mondo Gastronomico. Infatti gli Chef hanno riconosciuto l'influenza crescente delle esigenze della clientela, tale fatto sta creando nuove dinamiche ed equilibri tra gli Chef stessi e le loro aspirazioni creative: “puoi essere anche un grande Chef ma senza clienti non c'è Ristorante”.

Madrid Fusión 2026” ha dimostrato, attraverso numerosi dibattiti, che è in corso questa nuova tipologia di rapporto e che ci sono molti modi di approcciare il contatto tra chef e cliente. Tutti i numerosi relatori hanno convenuto che questa situazione è in continua evoluzione e non è da sottovalutare ma che in primo piano restano le preparazioni culinarie e la qualità del cibo servito.

Tra i Patrocinatori Istituzionali dell’Evento il Comune di Madrid, l’Instituto De Comercio Exterior (ICEX), Turespaña e il Gobierno de Aragon (la Regione Spagnola di Punta invitata in questa Edizione).   

Si definisce “Cucina Fusion” l’armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti da Paesi anche molto lontani tra di loro.

L’intenzione e lo spirito Congressuale di “Madrid Fusión” è stato come sempre quello d’individuare, nel Mondo, i nuovi percorsi della Gastronomia.

Il Vertice Internazionale di Enogastronomia, iniziato con l’intervento di apertura del suo Presidente e Fondatore José Carlos Capel, insieme al Direttore Benjamin Lana, si è svolto su vari fronti coinvolgendo contemporaneamente tutti gli ampi spazi dei Padiglioni interessati.

Nell’Auditorium e sul palco Polivalente si sono susseguiti gli “Show Cooking”, presentazioni culinarie di famosi Chef provenienti da moltissime parti del Mondo, interessanti dibattiti con personaggi illustri della gastronomia Internazionale, concorsi Nazionali e Internazionali, oltre ad affascinanti filmati che presentavano mondi e metodi lontani.

Madrid Fusión 2026” è stata l'Edizione più internazionale con numerosi Chef di altissimo livello provenienti da Spagna, Cina, Hong Kong, Filippine, Francia, Italia, India, Brasile, Messico, Perù, Giappone, Stati Uniti, Paesi Bassi e Portogallo

Hanno portato il loro contributo intervenendo al Congresso Chef famosi e superstellaticome: il mitico Ferran Adrià, Aitor Zabala, Quique Dacosta, Mauro Uliassi, Bas Van Kraanen, Jordi Roca, Vicky Cheng, Bruno Verjus, Pía León, Dabiz Muñoz, Pablo Sánchez, Akrame Benallal, Diego Rossi, Rafa Costa e Silva, Tomohiko Kuchiiwa, Ricard Camarena, Mano Thevar, Chele González, Gil Fernandes, Oriol Castro, Eduard Xatruch, Mateu Casañas, Albert Adrià, Joan Roca, Claude Troisgros, Borja Marrero, Juan Viú, i gemelli Sergio e Javier Torres e Coco Montes.

Molte le premiazioni nei vari Concorsi della Manifestazione tra i quali il “Premio Cocinero del Año en Europa”, vinto dallo Chef Spagnolo Albert Adrià del RistoranteEnigma” (Due Stelle Michelin) di Barcellona, il “Premio Cocinero Revelación”, a Javier Ochoa e Garikoitz Arruabarrena del “Masta Taberna” ubicato a Zarautz un Comune Spagnolo della Provincia di Gipuzkoa nella Comunità Autonoma dei Paesi Baschi, e il “Premio Pastelero Revelación”, vinto dal giovane Miguel Yeste della PasticceriaObrar di Madrid.

All’interno della Manifestazione anche il “Madrid International Pastry” (MIP), il Congresso dedicato alla Panetteria, al Cioccolato e alla Pasticceria.

Nei vari spazi si poteva inoltre assistere a conferenze stampa, degustazioni e incontri gastronomici anche con altri Paesi.

In contemporanea si sono svolte importanti e numerose iniziative intraprese da centinaia di Espositori presenti: ovunque erano stati allestiti gli Stand Enogastronomici Spagnoli e Internazionali in rappresentanza di tutto ciò che si può collegare al settore in questione.

Per conoscere il meglio delle Tradizioni Gastronomiche Spagnole anche quest’anno un’ampia area è stata dedicata a “Saborea España” con molte zone di assaggio e un susseguirsi di interessanti eventi.

Grande interesse c’è stato anche per “Dreams #spainfoodtech” lo spazio di “Madrid Fusión Alimentos de España” aperto al dibattito, tra scienza e innovazione, uno sguardo sul futuro del cibo.

In parallelo interessantissimi incontri e straordinarie degustazioni anche alla “MF The Wine Edition” e alla “MF The Wine Edition Tasting Room”: tutto sul Mondo del Vino Internazionale.

Vertice Internazionale EnogastronomicoMadrid Fusiónsi è concluso nella serata di Mercoledì 28 Gennaio 2026.

L’Edizione 2026 di “Madrid Fusión” è stata un grandissimo successo confermato sia dalla partecipazione di 2.635 Espositori Internazionali, di centinaia di Chef (con decine di Stelle Michelin), di oltre 300 Relatori, più di 20.000 Congressisti, di migliaia di Giornalisti accreditati oltreché dall’affluenza di 247.000 Visitatori.

Per tre giorni si è potuto effettuare grazie Madrid Fusión 2026un’affascinante, magico e gustosissimo viaggio attraverso il meglio dellaCultura Gastronomica Spagnolae del resto del Mondo.

https://www.madridfusion.net/ 

https://www.youtube.com/watch?v=Q3BpePdUHZQ         


José Carlos Capel e Benjamin Lana (Foto MF)

"Madrid Fusión 2026": Grande Affluenza di Pubblico (Foto MF)

"Auditorium"... (Foto MF)

"Laboratori di Cucina"... (Foto MF)

Joan Roca (Foto MF)

Il "Mitico" Ferran Adrià (Foto MF)

Sergio e Javier Torres... (Foto MF)

"Dibattiti"... (Foto MF)

"Lavoro, Passione e Metodo"... (Foto MF)

"Esposizioni"... (Foto MF)

"Degustazioni"... (Foto MF)
 
 "Stand"... (Foto MF)

"Settori"... (Foto MF)

 "Sponsor"... (Foto MF)

"Madrid Fusión 2026": Foto di Gruppo (Foto MF)


mercoledì 8 gennaio 2025

“SONG DIM SUM” A ROMA: IN UN AMBIENTE SUPER ELEGANTE E RAFFINATO UN’ESPERIENZA UNICA E AVVOLGENTE DI CUCINA CINESE.

 


La Cina è oggi il secondo Paese più popolato al Mondo (nel 2023 è stata superata dall’India), raggiungendo più di un miliardo e quattrocento milioni di abitanti, ed è anche il terzo al Mondo per estensione territoriale, 9,6 milioni di chilometri quadrati: praticamente un incredibile colosso.

Anche se in Cina ufficialmente si riconoscono 56 gruppi etnici, pur con una varietà praticamente infinita e inenarrabile di variazioni, esiste qualcosa che unisce la maggior parte di queste etnie e che, a grandi linee, si può definire “Cucina Cinese”.

A dimostrazione dell’importanza del cibo per i Cinesi quando accolgono qualcuno in Casa la prima domanda è: “Hai già mangiato?”.

La “Cucina Cinese” è diventata una delle più conosciute del globo grazie anche alla sua grande diffusione.

La Cucina Cinese ha una storia antichissima e una consolidata tradizione.

Come attestano alcuni ritrovamenti archeologici di un’epoca lontanissima, risalenti alla “età della pietra” e agli albori dell’uso del fuoco per cucinare gli alimenti, in Cina non si praticavano solo semplici cotture ma già qualcosa di più elaborato. Attraverso i Secoli e il susseguirsi di epoche anche molto lussuose e prospere (per esempio con l’avvento degli Imperatori e con l’enorme sviluppo dei commerci) la “Cucina Cinese” di qualità ha assunto un suo preciso carattere di tradizionale genuinità, accompagnata da ordinate e belle presentazioni.

Tra le varie tradizioni Culinarie della Grande Cina, sicuramente tra le più importanti, possiamo annoverare quella della Capitale Pechino e quella Cantonese.

La “Cucina Pechinese” (in Cinese 北京菜 = Cucina di Pechino) è una variegata offerta di preparazioni con influenze giunte attraverso i Secoli anche da zone lontanissime del Paese ma che ha risentito principalmente di quelle provenienti dalla Costa Orientale della Provincia di Shandong. Questa Provincia si sviluppa lungo il corso inferiore di quello che i Cinesi ritengono sia la culla della loro Civiltà: il Fiume Giallo. La “Cucina di Pechino” è ricca e gustosa. Come non ricordare, tra i tantissimi piatti, alcuni super famosi nel mondo: “l’anatra laccata” (obbligatoriamente Razza Pechino), gli “hot pot” (chiamato anche “fondue chinoise”, una ricetta a base di carne) o il “maiale mu shu”.

La Cucina comunemente denominataCantonese”, in realtà la “Cucina Guangdong” (in Cinese 廣東菜), ha origine nell’omonima Provincia di Guangdong, sulla Costa Meridionale della Cina Continentale. La “Cucina Guangdong” è sicuramente quella più ricca, visto l‘utilizzo di un’infinità di materie prime, ed è più tecnica nella valorizzazione dei prodotti freschi con le sue cotture veloci ed efficaci: vapore, bollitura, “siu mei” (cottura allo spiedo), frittura, stufatura. Una Cucina che ha raggiunto anche livelli molto importanti di Internazionalità diventando più consona ai palati Occidentali. Nella Cucina Cantonese troviamo conosciutissimi piatti come il riso alla Cantonese, il maiale in agrodolce, gli involtini (un’infinità di tipi), i ravioli, i crackers ai gamberi, il “congee” (particolare porridge) di riso, e potrei ancora aggiungere un elenco lunghissimo.

Proprio facendo riferimento alla “Cucina Cantonese” (Cucina del Sud della Cina) e anche a quella abbastanza simile della Cucina proveniente dalla Province limitrofe, che si estendono verso Oriente risalendo la Costa, come “Fujian” e “Zhejiang”, esiste anche una Cucina, oggi conosciuta e praticata nel Mondo, denominataDim Sum” (in Cantonese 點心 significa “piccolo cuore” nel nostro caso nel senso di snack, spuntino) che comprende una vasta gamma di “preparazioni Culinarie non super impegnative” da servire quasi sempre in abbinamento alle varie tipologie di Tè Cinese (Yum Cha = Bere il Tè, antichissima tradizione tramandata nei Secoli).

Nella “singolare arte gastronomica” del “Dim Sum” prevalgono cotture al vapore e fritture preparate soprattutto nella “Wok”: la classica e fondamentale “padellaCinese di forma semisferica e senza fondo, generalmente forgiata in ferro o in ghisa. La “Wok” con la sua particolarissima forma svasata è capace di prendere dalle fiamme molto calore e la sua avvolgente forma agevola anche le fritture che possono essere fatte in immersione con pochissimo olio.

Nella meravigliosa Città di Roma, in uno dei Quartieri più eleganti denominato Prati, dove le case di pregio si sommano ai palazzi d'epoca, ai negozi di classe e al mercato rionale, a poca distanza dalla centralissima Piazza Cavour e dal mitico Castel Sant’Angelo, in Via Valadier al Civico 14, dal Mese di Maggio 2021, c’è un Ristorante che della tradizione tutta Cinese delDim Sum” ne ha fatto il suo punto di forza, il suo nome è “Song Dim Sum”.

Song Dim Sum” è proprietà di “Okasan” un importante Gruppo con alla guida due Famiglie di validi imprenditori, i Wu e gli Okazaki, titolari di altri noti Locali Romani: “Okasan”, “Otosan” e il nuovo “Hiromi - La Maison” Ristoranti di ottima Cucina Giapponese e “Hiromi Cake” una particolarissima Pasticceria Giapponese.

Ma torniamo al RistoranteSong Dim Sum” che è molto accogliente, bello ed elegante. Tutto il Locale è stato realizzato con alcune aree tradizionali rivisitate in chiave moderna, in modo che l’ambiente rispecchiasse la filosofia della loro Cucina, coniugando la Tradizione d’Oriente con un linguaggio contemporaneo.

Sin dall’apertura nel 2021 lo Chef del RistoranteSong” è il Maestro Lin Sang Chu (Classe 1956) che vanta oltre quarant’anni di esperienza nei locali più prestigiosi del Mondo, dalla Penisola di Kowloon (la parte meridionale dei territori di terraferma di Hong Kong) passando per Parigi e Londra. Il suo stile esprime tutta la profonda conoscenza e la grande passione che si ritrova nella preparazione delle sue “speciali creazioni”, un’esplosione di gusti e profumi della migliore Cucina Cinese che offrono un’esperienza sublime, unica e indimenticabile.

L’ampio Menu diSong” (ben 55 piatti) include diverse specialità, in particolare di Hong Kong, e una vasta selezione di “Dim Sumtra le più ampie della Capitale (ben 26 tipologie).

Tra le tante scelte possibili è assolutamente imperdibile il “Percorso Degustazione di Dumpling” (tipici ravioli Cinesi) che permette di assaggiarne 7 gustose tipologie diverse, servite una alla volta e nel giusto ordine di sapore. Tra gli altri ci sono gli “Xiao Long Bao” (ravioli di pasta di grano, cotti al vapore, ripieni di carne di maiale e il suo brodo da mangiare rigorosamente in un sol boccone), gli “Har Gau” (tipici della Provincia di Gaundong, realizzati con la particolare pasta di cristallo che permette di intravedere il contenuto al suo interno, farciti con gamberi e tobiko verde, poi cotti al vapore), gli “Shao Mai Beef” (sempre cotti al vapore e farciti con manzo e tartufo per poi essere affumicati al tavolo con legno di melo).

Sempre seguendo le linee guida del “Dim Sum” si può scegliere tra gli otto piatti ispirati ai sapori tipici di Hong Kong, come la zuppa di anatra, il riso cotto al vapore avvolto nella foglia di loto ma anche il “Feng Zhua”, le tipiche e gustose zampe di gallina in salsa di soia fermentata cotte al vapore. Si possono degustare anche i deliziosi “Bao” (tipici panini cinesi cotti al vapore e farciti con tanti ripieni particolari come quello all’anatra laccata o lo “Char Siu Bao” con maiale caramellato). Tra le più recenti novità c’è il “Bao Wagyu”: pasta di carbone ripiena di pregiata carne wagyu Giapponese, cipolla rossa di Tropea e foglia d’oro. Altra proposta tipica è il “Cheung Fun”, leggerissima e delicata sfoglia di 100% farina di riso cotta al vapore e farcita con gamberi, o verdure, anatra, maiale, manzo e lo speciale “Hong Cheung Fun”, con pasta lavorata all'estratto di barbabietola e ripieno di gamberi avvolti in un velo croccante.

La particolarità della sceltaDim Sumè che ognuno può costruirsi il percorso gustativo in base alle proprie preferenze. Può essere breve e quindi composto da poche portate ma anche lungo e dunque può essere seguito anche da un piatto principale e qui da “Song” vale la pena scegliere una specialità come l’“Anatra alla Pechinese”: un piatto iconico della Cucina Cinese che qui è sempre in carta e non deve essere prenotato in anticipo. La “Pecking Duck” (Anatra alla Pechinese), la cui origine si perde nella notte dei tempi, prevede una preparazione di oltre 30 ore e viene servita con crespelle al vapore di farina di grano, verdure croccanti e la sua salsa tipica.

Altre super interessanti e gustose preparazioni sono la tipica “Spigola ai Profumi di Canton” (cotta al vapore in cucina e rifinita in sala con una salsa dello chef e una piccola dose di olio bollente scaldato al momento in un elegante fornello di rame, per poi essere curata e servita), i “Noodles” (come quelli all’astice e salsa Tobanjan, particolarmente gustosi), gli “Gnocchi Cinesi” (con manzo e pak choi) e il “Riso Char Siu” (saltato con maiale stufato, verdure e uova e gli spaghetti di soia con verdure e gamberi). Si può chiudere poi in dolcezza e in bellezza con i magnifici dessert realizzati da “Hiromi Cake”.  

Questi primi anni di apertura sono serviti a “Song” per mettere a punto il Menu che si è arricchito costantemente rendendo la proposta gastronomica estremamente ampia e apprezzata. Altro importante lavoro di ampliamento e perfezionamento è stato fatto sulla Carta dei Vini che è stata completamente rivista e ripensata, nell’ottica di proporre una selezione di Vini di qualità della grande tradizione Italiana ma anche bottiglie di piccoli produttori naturali e artigianali. Una Carta snella e completa, capace di proporre in modo armonico grandi classici e novità, a prezzi competitivi, con un occhio anche alla Francia a cominciare dalle bollicine e uno spazio per i Vini macerati (Orange Wine). Oltre 50 etichette con una bella selezione anche di bollicine Italiane, Vini bianchi fermi, rossi e rosati. Ampia la scelta di Liquori e Distillati.

A rendere il Ristorante Songun luogo esclusivo e sinceramente autentico contribuisce l’attento e professionale servizio in Sala. Un bravo Maître come Francesco Pietro Chiarillo (Classe 1999), da “Song” sin dall’apertura, guida uno Staff premuroso e qualificato che accoglie gli ospiti con grande cortesia, seguendoli nei minimi dettagli con un accurato servizioad personam”.

Il Ristorante Song Dim Sum”, nel Quartiere Prati di Roma, è diventato, nel giro di pochi anni, una meta ideale per chi vuole godere, in un ambiente super elegante e raffinato, un’esperienza unica e avvolgente di autentica ed eccellente Cucina Cinese.

https://www.songdimsum.it/


"Song Dim Sum" a Roma: Elegante e Raffinato (Foto Song)

"Song Dim Sum" a Roma: Vista Interna (Foto Song)

Eccellente Cucina Cinese (Foto Song)

"Ravioli"..... (Foto Song)

"Anatra alla Pechinese" (Foto Song)

Il Fascinoso Rito del "Dim Sum" (Foto Song)


giovedì 28 novembre 2024

ALL’AZIENDA VITIVINICOLA E AGRITURISMO “LE PALAIE” A PECCIOLI (PI) UN’INTERESSANTE E PIACEVOLE DEGUSTAZIONE.




Lunedì 18 Novembre 2024 all’Azienda VitivinicolaLe Palaiedi Peccioli (PI) si è svolta all’ora di pranzo una degustazione riservata ad alcuni Ristoratori e Giornalisti.

Peccioli è un piccolo Comune (circa 5.000 Abitanti) della Provincia di Pisa nella magnifica Regione Toscana. Il Paese domina dall'alto della sua panoramica collina la Valle dell'Era lungo la direttrice che da Volterra conduce a Pisa, ed è una località a forte vocazione agricola e turistica. Grazie al centro storico e all'area rurale circostante, molto ben preservati, è uno dei 279 Borghi Italiani ad aver ottenuto la qualifica di “Bandiera Arancione” la certificazione diqualità turistico-ambientale” del “Touring Club Italiano” per i luoghi più meritevoli dell’entroterra.

Il Territorio di Peccioli ha una lunghissima storia in quanto risulta abitato fin dal lontanissimo Periodo Neolitico, ma è soprattutto dal Primo Millennio a.C. che si registra una fisionomia più definita con manifestazioni di popolamento Etrusche.

Ai nostri giorni, come già accennato, l'attività agricola è una delle più importanti ed è caratterizzata dalla presenza di Aziende vinicole e olivicole, nonché di numerose Aziende agrituristiche. Peccioli è molto visitata dai turisti sia Italiani sia stranieri, in prevalenza Tedeschi e Olandesi, anche grazie alla sua ubicazione non lontana dalle Città artistiche della Toscana e anche grazie alla buona ricettività del Territorio.

Nonostante che il Comune sia di dimensioni ridotte il suo comprensorio ospita uno dei siti di smaltimento più grandi e avveniristici della Regione che è una fonte di notevole arricchimento per il Territorio stesso.

Anche a simbolo della ricchezza del Territorio Comunale di Peccioli si ergono possenti gigantesche sculture” e la “passerella pedonale”.

Quattro le gigantesche e maestose sculture ubicate dal 2011 in diversi luoghi che raffigurano figure umane alte da 5 a 9 metri, sono state realizzate dall’AziendaNaturaliter” in polistirene e poliuretano espanso e rivestite di fibre di cemento per renderle resistenti agli agenti atmosferici. La super fascinosa e panoramicissima passerella pedonale, dotata di tre ascensori, inaugurata il 31 Dicembre 2020, è una realizzazione in acciaio sospesa a 30 metri d’altezza e lunga 72 metri, collega il Centro Storico del Borgo Medievale ai parcheggi della parte bassa del Paese, la più nuova. La passerella è anche un’opera d’arte denominata “Endless Sunset” (Tramonto Infinito) visto che l’artista Milanese Patrick Tuttofuoco l’ha “avvolta” in tutta la sua lunghezza con un sinuoso e grande nastro continuo in acciaio inox colorato nelle tonalità del tramonto, una progressione cromatica che riprende i minuti in cui il sole tramonta. La passerella di giorno è estremamente suggestiva e di notte, tutta illuminata, è un vero spettacolo.

Grazie alla forza economica il Comune di Peccioli ha in corso anche nuovi e interessantissimi progetti tra i quali quello assolutamente innovativo di “C+S Architects”, guidato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, che prevede la realizzazione di 12 nuove residenze sociali pensate come una “Comunità di Micro-fattorie” trasformando il sistema dei Casali Storici Toscani in forme estremamente moderne, sostenibili e con la possibilità di dar vita, nei terreni intorno, a coltivazioni che adottano la tecnica del "pixel farming" dove la varietà delle specie e la biodiversità garantiscono un’alta produttività.

Peccioli si raggiunge tramite una diramazione della Strada Statale 439 Sarzanese Valdera, la direttrice che congiunge Volterra a Pontedera. Un’altra principale via di accesso è la Strada Provinciale della Fila, che mette in comunicazione Peccioli e la Valdera con la direttrice Firenze-Pisa (strada denominata FI.PI.LI.).

Uscendo da Peccioli e percorrendo Via del Molino, in direzione della Frazione di Fabbrica di Peccioli per circa 4 chilometri, troverete sulla destra, al Civico 200, l’indicazione di una Tenuta estremamente interessante sotto molti punti di vista: l’Azienda Vitivinicola e Agrituristica Le Palaiedi Giovanna Caponi.

L’Azienda Le Palaie” nasce da una storia di Famiglia intrisa di amore per la terra e la natura in genere.

Angelo Caponi, per tutti Nino, nasce in una Famiglia di coltivatori diretti e allo stesso tempo imprenditori, fin da giovane ha avuto una fervida intelligenza e una ferrea volontà. Nino dopo la Laurea in Economia e Commercio, conseguita a soli 24 anni, è entrato a lavorare in una delle attività della Famiglia, la DittaGori” che opera nel settore della logistica e dei trasporti.

Grazie al grande impegno e all’entusiasmo, supportato dalla visione derivante dai suoi studi Universitari, Nino in pochi anni ha reso laGoriun’Azienda internazionale leader nei trasporti specializzati e refrigerati via nave, in particolare di prodotti vitivinicoli, rafforzando la sua presenza nei Porti Italiani, Francesi, Tedeschi e Spagnoli e spingendosi anche oltreoceano, in India, Australia, Estremo Oriente e Sud America.

Ma a Nino Caponi non bastava il successo della sua Azienda, voleva realizzare anche un sogno, quello di trovare un luogo incontaminato in cui poter liberare la parte più bella e più profonda di sé, un Paradiso, un luogo naturale e magico dove potersi riunire con la Famiglia e gli Amici.

Ecco che dopo moltissime ricerche e sopralluoghi Nino Caponi trovò il luogo sognato e per Lui fu un vero e proprio colpo di fulmine. Il “Paradiso” era in Alta Val d’Era nel Comune di Peccioli davanti a un magnifico paesaggio dove la tavolozza dei colori delle colline sembrano pennellate di Pittori impressionisti, dove l’aria è fine e ha un profumo incantevole, dove il terreno agricolo è estremamente fertile, dove la ricchissima biodiversità vegetale e animale regna indisturbata. Tra il 1994 e il 1996 Caponi insieme all’adorata Moglie Paola acquistò un primo lotto di terreni a cui venne dato il nome con cui erano originariamente accatastati: “Le Palaie”.

L’amore per “Le Palaie” si è autoalimentato negli anni grazie alla passione e alla creatività della Famiglia Caponi che ha visto crescere in tutti i sensi la Tenuta anno dopo anno. Due gruppi di fascinosi fabbricati d’epoca, tutti restaurati e divisi in appartamenti perfettamente integrati nel paesaggio e nello spirito del luogo, dotati (con discrezione) di tutte le più moderne tecnologie, da una parte l’Agriturismo e poco distante la Villa Padronale, intorno a loro molte altre Strutture comprese le piscine e il campo da tennis. Un totale di 150 ettari di cui 19 sono coltivati con vigneti di altissima qualità (nel 2004 la prima vendemmia) a cui si aggiungono 4 ettari di seminativo per fauna ed entomofauna ai fini della conservazione e del ripopolamento dell’ambiente, e i 20 ettari di magnifici e verdeggianti boschi di pioppi. Grande spazio è destinato anche alle 1860 piante di Olivo, una delle colture più importanti, tradizionali e tipiche della Toscana.

Dopo impegnativi lavori di sbancamento e costruzione nel 2012 è stata inaugurata la nuovissima Cantina progettata e fortemente voluta da Nino Caponi. Una Cantina bella, panoramica, luminosissima e molto accogliente con grandi spazi per le degustazioni e una enorme terrazza, che rappresenta il cuore della vocazione enologica della TenutaLe Palaie”, dotata delle più moderne tecnologie per la vinificazione. Una Cantina autosufficiente dal punto di vista energetico e idrico, espressione di massima innovazione nel rispetto della tradizione. Dal piano superiore, adibito all’accoglienza e alla degustazione, si scende nei locali tecnici passando per una grande scala scenografica con pareti in vetro.

Le vasche di vinificazione troncoconiche in acciaio e cemento sono dotate di follatore su rotaia, la temperatura delle vasche, l’aerazione e la climatizzazione dei locali di vinificazione sono costantemente monitorate, così come il processo di invecchiamento nella Barricaia interrata. Le fasi di deraspatura, pressatura e vinificazione sono gestite con le più moderne procedure.

La Barricaia custodisce tonneaux e botti di grandi dimensioni, caratelli (botti in legno di alberi da frutto, costruite da un artigiano locale, per custodire l’invecchiamento del loro Vino Passito) e contenitori realizzati in cocciopesto, un materiale antico ereditato dai tempi degli antichi Romani. In questo ambiente magico i vini da Loro realizzati maturano a regola d’arte. In Barricaia accanto alle botti si trovano belle e suggestive sculture disposte all’interno di nicchie che trasformano l’ambiente in una vera a propria galleria d’arte.

Tutto il processo produttivo della Cantina è impostato sul “Sistema SAen5000” dell’Azienda Parsec specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti, attrezzature e sistemi di controllo integrati per la vinificazione. Il Sistema IntegratoSAen5000” permette la gestione intelligente e dinamica dei parametri di controllo e l’interazione con tutti i possibili livelli di automazione nelle operazioni di vinificazione e affinamento dei Vini.

Purtroppo Nino Caponi è venuto a mancare all’età di 82 anni il 9 Settembre del 2020 e alla guida della TenutaLe Palaieè arrivata la Figlia più piccola Giovanna Caponi, la Figlia che mai aveva pensato di assumersi tale responsabilità.
Ma la Livornese Giovanna Caponi è Donna del tutto eccezionale, per 30 anni ha lavorato nell’Azienda di Spedizioni di Famiglia occupandosi della parte finanziaria, tale fatto le ha permesso di girare in buona parte del Mondo. Nel 1993 Giovanna ha sposato Giovanni Soriani e dalla loro unione sono nati tre bellissimi Figli: Sara (1994), Cosimo (1997) e Maurizio (2004).

Scomparso il Padre da subito Giovanna si èrimboccata le maniche” e con intelligenza e grandissima tenacia, contornandosi di un gruppo di fidati collaboratori, come il bravo Enologo Maurizio Trapani, ha preso saldamente il timone dell’AziendaLe Palaie”.

L’area su cui sorge la Tenuta è di origine marina, il suolo è principalmente sabbioso, con vene importanti di argilla: non è raro trovare fossili marini e conchiglie lungo i vigneti. Questa particolare e originale peculiarità dona a questi terreni la speciale salinità che contraddistingue tutti i “Vini dell’Azienda Le Palaie”. Vengono prodotte circa 60.000 Bottiglie l’anno, distribuite anche in importanti canali Internazionali, con svariate Tipologie di Vitigni: Vigor, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Sangiovese, Viognier, Canaiolo, Colorino, Malvasia Nera e Bianca, Colombana, Trebbiano, Canaiolo Bianco, Alicante.

Negli anni l’AziendaLe Palaie” ha avuto molti riconoscimenti e premi sia per la loro produzione sia per la loro accoglienza. Durante la Seconda Edizione del Vinitaly.Usa”, svoltosi a Chicago (Stati Uniti) il 20 e 21 ottobre 2024, sviluppato in collaborazione con l’Italian Trade Agency (ITA) e con la Italian American Chamber of Commerce of Midwest, Giovanna Caponi è stata premiata, insieme ad altre 8 note e importanti Produttrici Vitivinicole Italiane, con il prestigiosoWomen in Wine & Spirits” che ha l’obiettivo di celebrare il loro grande contributo al settore vinicolo oltre a riconoscere il loro valore nell’aver avuto la forza e la volontà di ridefinire l'eccellenza unendo l’impegno per la sostenibilità e l'innovazione ad una solida tradizione familiare.

Ma torniamo a Lunedì 18 Novembre 2024 all’Azienda Vitivinicola Le Palaiedove, come già detto, si è svolta all’ora di pranzo una degustazione riservata ad alcuni importanti Ristoratori e Giornalisti esperti del settore.

Il Menu, preparato da Giovanna Caponi (un’ottima Cuoca) in persona insieme al bravo Chef Francesco Chiavacci (titolare dell’omonimo Catering) era composto dalle seguenti portate: - Flan di patate e porri con fonduta di pecorino e tartufo bianco; - Risotto con Riso Carnaroli, zucca violina, amaretti e guanciale croccante; - Peposo con crema di patate rosse di montagna; - Cantuccini Toscani fatti in casa.

In accompagnamento al Menu sono stati serviti, con molta professionalità dal Sommelier Aibes” e “FisarPaolo Mati, alcuni Vini dell’Azienda molto interessanti: “Brusio d’Era” Vino Spumante Rosato Brut Nature 100% Sangiovese - “Le Palaie V. 2023” Bianco di Toscana I.G.T. 100% Viogner - “Sotterfugio 2022” Rosso Toscana I.G.T. 100% Sangiovese (in anteprima il nuovo Vino dell’Azienda) - “Angelo 2021” Vino Passito Toscana I.G.T. 100% Colombana.

Durante la degustazione la premurosa e straordinaria Giovanna Caponi insieme al Figlio Cosimo, altra colonna portante dell’Azienda, si sono prodigati nel mettere a proprio agio tutti gli ospiti e hanno dettagliatamente illustrato sia i Vini sia la filosofia di tutta la loro produzione.

Alla fine tutti i partecipanti sono stati omaggiati con una preziosa bottiglia di Olio Extra Vergine d’Oliva 2024 Le Palaie”.

La TenutaLe Palaie” grazie alla magnificenza della natura, alle strutture super accoglienti, panoramiche e immerse nel verde, all’ottima qualità delle loro produzioni è il luogo perfetto per trascorrere giorni di assoluto relax o organizzare qualsiasi tipo di eventi, cerimonie, pranzi e cene, oltreché praticare sport.

All’Azienda Vitivinicola e AgriturismoLe Palaiedi Peccioli (PI) di Giovanna Caponi e Famiglia, un ospitaleparadiso terrestre”, ho avuto la possibilità di partecipare a un’interessante e piacevole degustazione non solo di Vini.

https://lepalaie.it/

https://www.youtube.com/watch?v=12OICcuTK4Q


"Le Palaie" Peccioli (PI): Vista dall'Alto ( Foto Le Palaie)

La Cantina.....

  La Barricaia.....

Tutto Pronto per la Degustazione

Giorgio Dracopulos e Giovanna Caponi

 Lo Chef Francesco Chiavacci

 Il Flan.....
 
Il Risotto.....

Il Sommelier Fisar Paolo Mati

"Brusio d'Era": Il Vino Spumante

"Le Palaie V. 2023": Il Viogner 

"Sotterfugio 2022": Il Nuovo Vino Rosso dell’Azienda

"Angelo 2021": Il Vino Passito

"Le Palaie" a Peccioli (PI): Cosimo con la Mamma Giovanna