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lunedì 4 settembre 2023

“CLOS MARFISI LES NUITS BLANCHES 2021” UN MAGNIFICO VERMENTINO DELLA CORSICA RICCO DI POSITIVI SENTORI.




La Corsica è una bellissima Isola Francese ubicata nel Mar Mediterraneo, amministrativamente è una “Collettività Territoriale Unica” (CTU), nello specifico abbina sia le competenze di una Regione sia quelle di un Dipartimento. La Corsica ha come Capoluogo l’antica Città di Ajaccio e include 2 Dipartimenti, 5 Arrondissement, 52 Cantoni e 360 Comuni.

Il Territorio della Regione coincide praticamente con l’omonima Isola infatti comprende anche solo alcuni isolotti. L’Isola è la quarta per estensione nel Mar Mediterraneo dopo la Sicilia, la Sardegna e Cipro. Il breve tratto di mare denominato le “Bocche di Bonifacio” la separa dalla Sardegna. La Corsica è attraversata da una grande Catena Montuosa, ricca di splendide foreste, che la percorre trasversalmente da nord-ovest a sud-est, dividendola in due zone distinte in buona parte da un punto di vista geologico, con prevalenza di rocce cristalline granitiche sul versante a sud e a ponente, e di rocce scistose e zone alluvionali a levante.

Lo sviluppo costiero dell’Isola è di circa 1200 km., solo 300 dei quali sono costituiti da spiagge più frequenti sulla Costa Orientale. La Corsica si affacciata sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno verso l'Italia e l'Arcipelago Toscano la cui Isola più vicina è “Capraia”, distante solo 31 km. dal “Capo Còrso” il promontorio spesso indicato come “Dito della Corsica” che punta diritto sulla Liguria.

Il clima della Corsica è generalmente di “tipo mediterraneo”, con estati calde e secche e inverni miti e piovosi lungo la fascia costiera, più freddi e nevosi sulle montagne dell'interno, in funzione dell'altitudine. Le precipitazioni sono concentrate in autunno e inverno, mentre dal Mese di Giugno, di solito, fino a fine Estate è caratterizzato da una forte siccità con scarsissime possibilità di pioggia. I venti più comuni sono il “Maestrale” da nord-ovest, il “Libeccio” (da sud-ovest) e lo “Scirocco” (da sud-est).

In condizioni di buona visibilità la Corsica si vede dal Litorale Italiano: dalla Liguria a gran parte della Toscana.

Anche se l’Isola dal 1769 è parte della Francia ha fortissimi legami storici con l'Italia anche in ambito linguistico e culturale.

Tracce di popolazioni che vivevano in Corsica risalgono a circa il 9000 a.C. e nei Secoli successivi si ebbero influenze dovute a “invasioni” di genti provenienti dalla Sardegna (IV Millennio a.C.) e da altre zone Costiere del Mediterraneo: Fenici, Greci, Etruschi coalizzati ai Cartaginesi, Siciliani e Romani (nel IV Secolo a.C. il primo tentativo). Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (480) la Corsica fu contesa tra Goti e Vandali. Proprio i Vandali con il Re Genserico se ne assicurarono il pieno controllo fino a quando subentrarono i Bizantini che l’accorparono alla “Prefettura del Pretorio d'Africa”. 

Nei Secoli successivi, anche se nominalmente legata all'Impero Bizantino, l’Isola rimase indifesa e soggetta alle incursioni dei Goti e dei Longobardi, nel 774 Carlo Magno Re dei Franchi conquistò l'Italia Centro-settentrionale assoggettando anche la Corsica.

Sul finire dell'VIII Secolo i Mori iniziarono a sbarcare sull’Isola e le loro incursioni fatte di sanguinosi saccheggi hanno marcato significativamente la Storia dell'Isola. I Mori riuscirono a prendere il controllo quasi totale dell'Isola nell'810 ma solo per un breve periodo.

Nell'828 per tentare di arginare i Mori la difesa dell'Isola fu affidata a Bonifacio IIConte di Lucca e successivamente Marchese di Toscana e Prefetto della Corsica, che condusse una vittoriosa spedizione punitiva direttamente contro i porti Nordafricani. Sulla via del ritorno Bonifacio costruì una Fortezza presso la punta Sud della Corsica, fondando così il nucleo fortificato della Città di Bonifacio, affacciata sullo stretto che separa la Corsica dalla Sardegna (stretto poi battezzato “Bocche di Bonifacio”). La guerra contro i Mori/Saraceni durò ancora molti anni fino al loro definitivo allontanamento dalla Corsica nel 930.

L’influenza Italiana sulla Corsica è dovuta principalmente ai Secoli che seguirono. La Repubblica Pisana governò l’Isola dal 1073 al 1284 quando fu disastrosamente sconfitta dai Genovesi nella “Battaglia della Meloria” (1284). Successivamente segui una lunga stagione dettata da un sostanziale vuoto di potere durante il quale Pisa, Genova (Repubbliche Marinare) e il Regno d'Aragona si contesero l'Isola. La Corsica passò poi sotto gli Aragonesi e dopo varie vicissitudini dal 1401 al 1755 vi fu il lungo periodo del dominio Genovese. Nel 1755 vari gruppi indipendentisti si organizzarono in un unico movimento armato che riuscì a realizzare l’indipendenza dell’Isola ma solo per pochi anni visto che nel 1769 fu conquistata definitivamente dalla Francia.

La Corsica è anche super famosa per essere il luogo natale di Napoleone Bonaparte (futuro Imperatore di Francia) nato nel 1769 ad Ajaccio, tre mesi dopo l'invasione militare Francese contro la Repubblica Corsa.

In Corsica la “Vite” è sempre stata presente fin dalla notte dei tempi ma solo con l’arrivo dei Fenici ne venne favorito lo sviluppo, la coltivazione e il commercio del Vino. La Viticoltura conobbe una grande espansione in Epoca Romana e successivamente sotto la dominazione di Pisa e di Genova che introdussero in Corsica Vitigni come il “Nielluccio” (Sangiovese) e il “Vermentino”.

Grazie alla grande diversità geologica e climatica delle varie zone dell'Isola i Vini prodotti hanno una fortissima tipicità.

Il Vino sull’Isola si produce, in moltissime zone, con oltre 40 varietà d’uva tra cui moltissime autoctone. Oltre alla Denominazione Regionale "Vins de Corse", la Denominazione A.O.C. viene attribuita a otto zone geografiche: AjaccioCalviCoteaux du Cap CorseMuscat du Cap CorseFigariPorto VecchioSartène e Patrimonio.

La Regione Vinicola di “Patrimonio” è una DenominazioneAppellation d'Origine Contrôlée” (A.O.C.) nata nel 1968, ubicata all'estremo Nord della Corsica che si estende dal Golfo di Saint-Florent a ovest di Bastia, che prende il nome dall'omonimo Comune.

La Regione di produzione comprende esclusivamente i Comuni di PatrimonioBarbaggio, San FiorenzoFarinoleOletta, Poggio d'Oletta e Santo Pietro di Tenda, tutti situati nella Microregione denominata “Nebbio”. I Terreni di questa Zona, che si sovrappongono in parte alla Denominazione A.O.C.Muscat du Cap Corse”, sono prevalentemente calcarei con strati di gesso e argilla.

Patrimonio” è senza dubbio una delle Zone Vitivinicole più dinamiche, belle e curate della Corsica; qui i Viticoltori lavorano costantemente nell’assoluto rispetto della biodiversità piantando, per esempio, solo 400 Ettari di vigneti su una superficie disponibile di oltre 4.000 Ettari. Circa la metà dei Vigneti sono di proprietà di due grandi Produttori e l'altra metà è suddivisa tra 30 Coltivatori più piccoli che producono interessantissimi Vini Rossi, Rosati e Bianchi

Nel 2002 la “Denominazione Patrimonioha modificato il proprio Regolamento A.O.C. per quanto riguarda la composizione dei Vini stabilendo che il 90% dei Vini Rossi e il 75% dei Rosati devono essere di Nielluccio” (Sangiovese) con la possibilità di aggiungere altri Vitigni come a “Grenache Noir” (Garnacha Tinta), “Sciaccarello” (Mammolo) e “Malvoisie”, mentre i Vini Bianchi devono essere 100% di Vermentino.

Tra i diversi Piccoli Produttori dellaDenominazione Patrimoniovi voglio parlare di un’Azienda storica e molto interessante: Clos Marfisi.

Il Termine Franceseclos” (recinto) si riferisce a un “vigneto recintato”, prevalentemente da muri di pietra, che proteggono l'uva dai furti e possono migliorare anche il “mesoclima” (l’insieme dei fenomeni climatici che caratterizzano un'area non vasta della superficie terrestre). Spesso anticamente il termine si riferiva ai vigneti dei Monasteri, oggi la parola “clos” viene usata nei nomi anche quando i muri non esistono più intorno alle vigne.

Clos Marfisiè una Tenuta nata nel lontano 1870 ed è rimasta sempre in proprietà della stessa Famiglia. Oggi la “Domaine” ha 15 Ettari Vitati, divisi tra le ProprietàRavagnola”, “Gritole” e “Grotta Di Sole”, ed è amorevolmente condotta dalla Quinta Generazione: Julie Marfisi e suo Fratello Mathieu

Julie (dal 2001) e Mathieu (dal 2014) hanno preso il timone dalle mani del Padre, Touissant Marfisi, ritiratosi per far posto ai Figli. Touissant ha insegnato loro, fin da piccoli, l’amore per la loro terra e tutti i suoi segreti sulle tecniche di vinificazione. Ma anche la loro Madre, Madeleine, benché Architetto, li ha supportati nell’insegnargli tutto sulla gestione amministrativa della Tenuta.

Mathieu, Fratello Maggiore di Julie, dopo aver terminato gli studi alla Scuola Mineraria di Saint-Etienne in Francia, ha lavorato per un certo periodo a Parigi ma nel 2014 ha ottenuto un Diploma Superiore in Enologia ed è rientrato nell’Azienda di Famiglia con sua Sorella.

Vigne e Terreni Calcarei di tipo Collinare di Clos Marfisi” sono curati senza diserbanti, pesticidi o fertilizzanti chimici, per l’aratura vengono usati solo i picconi e la vendemmia è manuale. Anche in Cantinale regole sono stringenti”: la pressatura delle Uve è diretta, da sempre vengono utilizzati lieviti autoctoni per le fermentazioni che sono anche termo regolate in vasche di acciaio inox, la quantità di solforosa immessa è mantenuta al minimo, non si chiarifica e non si filtra. L'affinamento in vasche di cemento o in anfore consente l’ottimale microssigenazione necessaria per migliore la conservazione del Vino evitando eventuali aromi legnosi.

Tale estrema cura ha portano nel 2018 a “Clos Marfisi” la Certificazione Biologica (ECOCERT). Le Vigne sono esclusivamente di “varietà locali”: Niellucciu (Sangiovese), Vermentinu (Vermentino, circa 4 Ettari), Moscato Bianco e Petite Grains.

Tra i vari Vini prodotti dalla Domaine Clos Marfisirecentemente ho avuto il piacere di stappare e degustare una Bottiglia diLes Nuits Blanches 2021”.

Les Nuits Blanches 2021”, Vins de Corse, Patrimonio Appellation d'Origine Contrôlée, 100% Vermentino, 14% Vol., un Vino Bianco Biologico che si contraddistingue alla vista per il colore giallo accattivante e brillante, al naso per i profumi piacevoli e minerali, in bocca manifesta una gradevolissima e fresca sapidità oltre a una gustosa permanenza: decisamente un magnifico Vermentino ricco di positivi sentori.  

In questo sincero Vermentino della Corsica si può sentire quanta passione e attenzione un’Azienda a misura d’uomo comeClos Marfisis’impegna nel realizzarlo grazie anche a un Territorio semplicemente magico.

https://www.facebook.com/closmarfisi

https://www.larvf.com/clos-marfisi,10606,402136.asp


"Clos Marfisi Les Nuits Blanches 2021": Un Magnifico Vermentino
 
"Les Nuits Blanches 2021": Vino Biologico

"Clos Marfisi Les Nuits Blanches 2021"

mercoledì 13 agosto 2014

“TESTE E LISCHE CARO NAPOLEONE” L’ULTIMO DIVERTENTE LIBRO DELLO CHEF LIVORNESE PAOLO CIOLLI.




La Corsica è un’isola molto grande del Mar Mediterraneo, la quarta dopo Sicilia, Sardegna e Cipro, è divisa dalla Sardegna da un breve tratto di mare (11 Km. nel punto più stretto) denominato le “Bocche di Bonifacio”.

Da migliaia di anni questa bellissima Isola è stata al centro delle lotte e delle rotte di tutti i popoli che hanno solcato il Mar Mediterraneo.

Gli antichi Greci la chiamavano “Kallíste” (la più bella).

La Corsica attraverso i secoli è passata più volte sotto vari padroni, ma tra il 1284 e il 1768, è stata dominata dalla Repubblica di Genova.

Nel 1768 i Francesi riuscirono a portarla via ai Genovesi che la cedettero in pegno per debiti.

Le truppe di Parigi soffocarono in pochissimo tempo l’autonomia Corsa (1755 - 1769), che i Genovesi non avevano riconosciuto ma che non erano riusciti a debellare, rimanendo così padroni del campo.

Il 15 di Agosto del 1769, circa due mesi dopo che i Francesi avevano preso il controllo della Corsica,  nasceva da una famiglia della piccola borghesia Còrsa, nella Città portuale di Ajaccio, un ”certoNapoleone Buonaparte che diventerà invece il fondatore del Primo Impero Francese (Maggio 1804 - Aprile 1814).

Dopo la morte del Padre Napoleonefrancesizzò” il cognome in “Bonaparte”.

Napoleone frequentò i primissimi anni scolastici in Corsica, poi in Francia e il 21 Ottobre 1784 entrò alla Regia Scuola Militare di Parigi.

La sua carriera fu a dir poco fulminea.
A 16 anni Secondo Luogotenente di Artiglieria,  pochi mesi dopo era già Luogotenente, allo scoppio della Rivoluzione Francese, nel 1789, aveva 20 anni ed era già Ufficiale. 
Aderendo alla Rivoluzione il suo grado salì a Tenente Colonnello della Guardia Nazionale.
Seguì un periodo in cui venne retrocesso a Capitano, ma le vorticose vicende Rivoluzionarie lo riportarono in breve a salire di grado: Aiutante Generale, Generale di Brigata, Comandante della Piazza di Parigi, Generale di Corpo di Armata.

Vittoriose campagne militari, la prima fu quella in Italia, e il suo innato, straordinario genio militare e politico, lo portarono ad essere nominato Comandante in Capo di tutte le forze armate Francesi.

Nel 1799, Napoleone Bonaparte, diventò Console, uno dei tre membri a cui fu affidato tutto il potere in Francia (gli altri erano Pierre-Roger Ducos  e Emmanuel Joseph Sieyès); poco dopo, non soddisfatto, si fece nominare Primo Console.

Fu talmente bravo a guidare la Francia, che riuscì a costruire una struttura politico-militare-amministrativa valida, innovativa e fortemente accentratrice definita “perfetta” e che è rimasta praticamente invariata fino ai giorni nostri.

Con il plebiscito del 2 Agosto del 1802 la carica di Primo Console gli fu attribuita “a vita”.
Il passo successivo avvenne il 18 Maggio 1804 quando il Senato lo proclamò Imperatore dei Francesi.

Napoleone Bonaparte vinse più battaglie (una sessantina) di Alessandro Magno, Annibale e Giulio Cesare messi insieme, ma ne perse due, le più decisive:

- La Battaglia di Lipsia , detta anche delle Nazioni, combattuta, tra il 16 e il 19 Ottobre 1813, contro le armate di Russia, Prussia, Austria e Svezia. 
Sconfitta che giungeva dopo la già disastrosa ritirata di Russia e che portò Napoleone ad abdicare e al suo esilio all’Isola d’Elba dove sbarcò il 4 Maggio 1814;

- La Battaglia di Waterloo, il 18 Giugno 1815, contro le armate Inglese e Prussiana, dopo la fuga dall’Isola d’Elba e il ritorno trionfale in Francia
Disastrosa sconfitta che porterà l’Imperatore al definitivo esilio a Sant’Elena, piccola e sperduta isola in mezzo all’Oceano Atlantico a 1500 Km. dalla Costa Africana.

Napoleone Bonaparte morirà proprio a Sant’Elena il 5 Maggio 1821, alle ore 17:49, a soli 52 anni.

Personaggio straordinario Napoleone Bonaparte; un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’Umanità.

Eccezionale, ma pur sempre un uomo che, per esempio, dava scarsa importanza all’alimentazione,  ritenendola un fastidio necessario: non era certo un buongustaio.

Mangiava molto in fretta e solo due volte al giorno, la mattina verso le 9-9:30 e la sera alle 18:00.
Questo metodo frettoloso, non certo ideale, gli procurò una forte gastrite cronica che con il passare degli anni degenerò portandolo alla morte.

Non erano molte le cose che gradiva, tra queste il pollo e il montone. 
Prendeva anche, cosa per lui non salutare, due tazze di caffè al giorno.

Anche per il Vino Napoleone non aveva una particolare passione, beveva poco e lo annacquava.
L’unico Vino che apprezzava e che, ovviamente, non mancava mai sulla sua tavola, arrivava dalla regione della Borgogna, ed era lo Chambertin, un Vino Rosso (Gevrey-Chambertin A.O.C., un Pinot Nero, proveniente dall’omonimo piccolo Comune). 
Chambertin” anche oggi una delle denominazioni più conosciute e di successo della Borgogna

Quest’anno, 2014, ricorre il “bicentenario” dell’arrivo di Napoleone all’Isola d’Elba e per festeggiare tale evento sono state intraprese molte attività e pubblicati diversi libri.

Un Libro, in particolare, che ho letto volentieri, è stato scritto dal mio caro amico l’appassionato ed esperto Chef Paolo Ciolli, s’intitola: “Teste e lische caro Napoleone…”.

Paolo Ciolli, Livornesissimo, è nato al numero civico 161, “al primo piano”, di Borgo San Jacopo, una delle strade più tipiche della bella Città di mare Toscana, in una fredda giornata di Febbraio che portava la data del 14, nell’anno 1949.
E’ importante sottolineare “al primo piano”, perché sotto casa c’era la “Pasticceria Gnesi”, aperta da un solo anno, il 29 Febbraio 1948, da Renzo Gnesi, e quegli straordinari aromi, che si propagavano nell’aria, sono subito penetrati, lasciando il segno, nel respiro dell’appena nato Paolo.

Fin da piccolo si è subito appassionato alla cucina seguendo le preparazioni della sua mamma Anna Maria.  

A 20 anni, molto giovane, ha iniziato ad insegnare educazione fisica alle superiori, l’ha fatto per 30 anni in varie scuole, e da 12 anni insegna alla super prestigiosa “Accademia Navale di Livorno”; ha fatto anche l’attore recitando in un film, “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nei panni di un cardinale.

La passione per la Cucina è aumentata col passare degli anni fino a portarlo a diventare un vero e proprio “chef” con la partecipazione anche a diversi concorsi gastronomici come il programma televisivo di Rai 1, “La Prova del Cuoco”, condotto da Antonella Clerici, dove ha vinto con i suoi “Tortelloni al tramonto con zabaione al parmigiano”.

Sempre grazie alla sua grande passione culinaria è diventato anche scrittore pubblicando, dal 2006, libri come “Habemus Pappam” (parafrasando il titolo del film di Moretti), “Il Miracolo della Farina di Ceci - Storie, Luoghi, Personaggi”, “I Pesci della Terrazza”, “La Cicciaccia”, “La Pasticceria a Livorno”, “Il Cacciucco”.

Paolo ha anche, dall’Ottobre 2010, il suo Blog gastronomico “Paolo Ciolli Chef”.

Attualmente Ciolli conduce una simpatica e istruttiva trasmissione di Cucina su “Granducato TV” che si chiama “Tutti Chef” a cui, alcune volte, ho partecipato anch’io.

Ma torniamo al LibroTeste e lische caro Napoleone…”, 128 pagine in formato cm 21x15, edito, per la Collana le “Vie del Gusto”, da “Vittoria Iguazu Editora”. 
La Copertina e dell’artista Fabio Leonardi.

Un coinvolgente Romanzo Storico/Culinario in cui Paolo Ciolli immagina di essere un critico consigliere, anche politico, ma soprattutto gastronomico di Napoleone, seguendolo, passo passo, e dandogli confidenzialmente e irriverentemente del ”tu”.

Le prime 37 pagine, ”l’Epilogo”, trattano il periodo che intercorre dall’arrivo all’Isola d’Elba alla sconfitta di Waterloo
Il resto del libro segue in dettaglio la vita di Napoleone dai primi successi, ai trionfi, fino all’inizio del declino. In fondo al Libro troviamo “Le Ricette: un pranzo elbano”, 16 gustose e appetitose preparazioni, frutto della vasta cultura gastronomica Livornese di Ciolli, con i rispettivi abbinamenti con i Vini.    

Una lettura piacevole e divertente, dove viene dipinto un quadro estremamente umano,  dell’Imperatore con il suo carattere ambizioso, passionale ed egocentrico.

Nel Libro troviamo anche accurate e dettagliate descrizioni di personaggi, di luoghi, di momenti e di preparazioni della cucina ottocentesca Elbana e Francese.

Che altro dire sul Libro “Teste e lische caro Napoleone…se non un sincero bravo a Paolo Ciolli




Lo Chef Scrittore Paolo Ciolli

La Copertina

La Quarta di Copertina

Giorgio Dracopulos e lo Chef Paolo Ciolli

venerdì 25 ottobre 2013

AZIENDA VITIVINICOLA TAVERNA: LO SPIRITO DEL SUD AL RISTORANTE L’OCA DI VIAREGGIO (LU).




L’antichissimo Comune di Ginosa, in Provincia di Taranto, è ubicato nella Regione più orientale d’Italia, la Puglia

I suoi territori si estendono nell’Arco Ionico Tarantino (Subregione Pugliese), anche con il Litorale di Marina di Ginosa, fino ai confini della Regione Basilicata.
Tra le sue Frazioni c’è quella di Girifalco.

Il territorio della Contrada di Girifalco, anticamente, era parte dell’omonima Masseria.
La Masseria di Girifalco si è sviluppata attorno ad una Torre merlata Normanna, di avvistamento, risalente al Secolo XI.

La Torre rientrava tra le numerose opere difensive (Castelli, Fortezze ecc.) fatte edificare, contro i Saraceni, dal Condottiero Normanno Roberto d’Altavilla (detto il Guiscardo, 1025-1085) nominato, nel 1059 da Papa Niccolò II, Duca di Puglia, Calabria e Sicilia. 

La proprietà della Masseria, nei secoli successivi, passò di mano in mano: dal Trono di Napoli ai Doria, dai Grillo agli Spinola (Marchesi de Los Balbases j Alcacines), fino alla Casa Reale di Spagna.
Dopo il 1920 la grande Masseria di Girifalco, una parte del Feudo che superava i settemila ettari, fu, come il Feudo stesso, frazionata e ceduta.

Dal 1972 una porzione, 100 ettari, della Masseria è diventata proprietà della Famiglia Lunati.

Con grande e oneroso impegno, questa Famiglia, ha adeguato le strutture (salvaguardando il loro prezioso valore storico) e i terreni, trasformando il tutto nel bellissimo e accogliente Borgo Resort, inaugurato nel 2002, e ribattezzato Valle Rita dal nome del Torrente che attraversa la proprietà.

Il Complesso, dal fascino tipicamente Mediterraneo, è immerso nel verde, e offre la possibilità di essere ospitati in sette super confortevoli appartamenti e due ville. 
Godere di comfort come la panoramica piscina, il campo da tennis e la scuola di equitazione. 

Oltre a ciò il Borgo offre la possibilità di degustare tutta la loro magnifica produzione biologica di ortofrutta abbinata ad una buona e sana Cucina Tradizionale del Territorio nei due saloni (con volte a botte di pietra leccese e dai grandi camini gemelli) del Ristorante del Borgo.  

Ma lo stretto legame della Famiglia Lunati con la terra non si ferma qui, anzi, inizia, molti anni fa,  in un Comune, della Provincia di Matera, nella vicinissima Regione Basilicata: Nova Siri.

Il Territorio di Nova Siri è ubicato nell’estrema parte sud-occidentale della sua Provincia,  comprende una striscia, direzione sud-nord, di mare-montagna con altitudini superiori ai 300 m. s.l.m. e, per tre chilometri, si affaccia sul Golfo di Taranto.

Il Territorio in questione, agricolo da tempi immemorabili, è attraversato anche da torrenti  perpendicolari al mare, tre essi il Toccacielo e il San Nicola, quest’ultimo fa da confine tra la Basilicata e la Puglia.

Ci troviamo nel cuore dell’Antica Magna Grecia, la parte più meridionale della Penisola Italiana che, a partire dall’ VIII Secolo a.C., fu colonizzata dai Greci.  

A Nova Siri la Famiglia Lunati è proprietaria di una grande e bella Azienda, la “Società Agricola  Taverna”.

Il nome “Taverna” risale a moltissimi anni fa, quando in questo luogo, i viandanti trovavano ospitalità, al calar della notte: con il buio, non era più possibile attraversare il Torrente San Nicola.

La Storia dell’Azienda inizia, nel 1947, quando Pasquale Lunati riuscì a realizzare il sogno della sua vita acquistando a Nova Siri i primi 4 ettari di terreno.

La Famiglia cresce, Pasquale e sua moglie Pina hanno quattro figli, Francesco, Egidio, Rosa e Maria, attraverso gli anni, grazie al loro grande impegno è cresciuta anche l’Azienda.

Egidio Lunati e sua moglie Maddalena hanno avuto tre figli Gisella, Carlo e Pasquale.

Oggi alla guida della Società Agricola Taverna c’è un altro Lunati con il nome uguale a quello del fondatore, suo nonno: Pasquale Lunati

Pasquale, nato a Taranto il 21 di Luglio 1971, è cresciuto in stretto contatto con la sua terra, amandola fin da piccolissimo.

Dopo aver fatto gli studi superiori in uno dei migliori Licei Scientifici d’Italia, nell’antico e illustre Convitto Nazionale Statale Cicognini di Prato, fondato nel 1692 dai Padri Gesuiti, si è Laureato in Agraria, come suo padre, alla prestigiosa Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Pasquale, si è sposato nel 2003, ha tre figli Egidio, Maddalena e Giuseppe.

L’Azienda ai nostri giorni, grazie alla Famiglia, è solida e produttiva e ha raggiunto importanti livelli, non solo per i suoi 280 ettari sulla Costa Ionica a circa 200 m. s.l.m., ma soprattutto per le molte eccellenze che la caratterizzano.

Tutta la loro produzione di ortofrutta biologica, compresa quella proveniente da Valle Rita, è garantita e certificata, per la sicurezza del consumatore, dal marchio “Frutthera - dai Giardini della Dea”. 
Poi c’è l’ottimo Olio Extra Vergine di Oliva Taverna, e il latte fresco pastorizzato e certificato di alta qualità, prodotto dalla mandria di razza Frisona
Questo latte è anche la materia prima del Caseificio dove si producono ogni giorno deliziose mozzarelle, delicate ricotte e saporite scamorze.

Per non riparlare dell’accoglienza nel Borgo di Valle Rita.

Oltre a tutto ciò, all’Azienda Agricola Taverna, c’è il Vino.

Dai circa 19 ettari, coltivati a vigneto per uva da vino (principalmente si tratta di vitigni autoctoni come Aglianico, Greco e Primitivo), vengono prodotti sette tipi di Vino, circa 130.000 bottiglie, la gran parte delle quali vanno nel mercato estero (Europa e Stati Uniti).

L’Azienda Taverna commercializza buoni Vini fin dai primi anni ’80
All’inizio, per essere sicuri sulle  tipologie di viti da impiantare, si sono avvalsi della consulenza dell’I.S.I.S.S.G.B. CerlettiScuola Enologica di Conegliano in Provincia di Treviso.

Ho avuto il piacere di incontrare Pasquale Taverna e degustare alcuni dei suoi Vini, abbinandoli alle preparazioni del RistoranteL’Oca” di Viareggio (LU).

Alla fine del mese di Gennaio 2013, un gruppo di noti imprenditori Viareggini, appassionati di enogastronomia e tutti Sommelier, insieme ad alcuni notissimi personaggi della ristorazione locale hanno deciso di costituire una nuova società, denominata “Quelli dell’Oca” al fine di ridare vita a quel prestigioso Locale che ha fatto storia, non solo in Darsena a Viareggio o in Versilia ma in tutta Italia: “L’Oca Bianca” .
Sono stati effettuati lunghi e impegnativi lavori per un totale rinnovo dei locali, compreso la cucina.

Per la parte operativa, vera e propria, in Sala c’è Stefano Niccoli con suo figlio Simone e Nicola Dallori, in Cucina gli Chef Giovanni Dallori (fratello di Nicola) e Paolo Carnicelli aiutati da Mohammed e Renato.

Il Ristorante L’Oca” è particolarmente accogliente e panoramico, un gran bel posto dove si mangia bene, molto importante e sapientemente selezionata anche la Carta dei Vini, per tutto ciò, per essendo stato inaugurato da pochi mesi (Domenica 14 Aprile 2013) è già stato segnalato sulla Guida, appena uscita, dei Ristoranti dell’Espresso 2014.

Ma veniamo alla degustazione.

I Vini dell’Azienda Taverna stappati:

- “Maddalena 2012”, Matera Rosato D.O.C., 13% Vol., 90% Primitivo e 10% un Blend di Uve delle varietà Montepulciano e Aglianico;

- “San Basile 2012”, Matera Greco D.O.C., 13,5% Vol., 100% Greco Bianco, ottenuto da una varietà di uva particolare e autoctona, il Bianco di Gerace;

- “I Sassi 2011”, Matera Moro D.O.C.,13,5% Vol., un Blend di uve Primitivo, Cabernet Sauvignon e Merlot, affinato in legno per almeno 12 mesi;

- “Aglianico del Vulture 2008”, Aglianico del Vulture D.O.C., 14% Vol., 100% Aglianico, fatto con la migliore uva selezionata dalla raccolta sulle dolci e fresche Colline di Venosa, matura per 16/18 mesi in botti di rovere da 300 litri.

In tavola l’ottimo e fragrante pane assortito, ai vari sapori, della Casa.

Sono state servite le seguenti portate:

- Pappa al pomodoro fredda con sale nero di Cipro;

- Baccalà al vapore su vellutata di zucchine;

- Filettino di sogliola, leggermente panato, con funghi porcini;

- Parmigiana di capasanta con provola affumicata, su salsa di basilico, pomodorini confit e burrata;

- Ricciola (pesce marino di grandi dimensioni dalla colorazione argentea azzurra, nome scientifico “Seriola Dumerili”) cotta sotto vuoto a bassa temperatura, impanata con il sesamo e accompagnata da zucchine alla griglia;

- Semifreddo di castagne su cuolis di cachi al naturale.

Vini molto interessanti, corretti, espressioni sincere del territorio di origine.

La Cucina del RistoranteL’Oca” è sicuramente una Cucina di ottimo livello, ma nonostante ciò è in continua evoluzione, ovviamente in meglio.

Ho parlato molto con Pasquale Lunati e ho sentito, dalla passione sincera che metteva nella descrizione della sua Azienda, quanto duro impegno è stato messo per poter arrivare ai grandi risultati ottenuti, e quanto, lui e la sua bella Famiglia, siano legati alla loro terra, alle loro tradizioni e alla loro storia.

Ho incontrato, al Ristorante L’Oca di Viareggio (LU), lo “Spirito del sud” degustando piacevolmente i Vini dell’Azienda Agricola Taverna di Nova Siri in Provincia di Matera.





Borgo Valle Rita

Maddalena 2012

San Basile 2012

I Sassi 2011

Aglianico del Vulture 2008

Pappa al Pomodoro

Baccalà al Vapore

Filetto di Sogliola

Parmigiana di Capasanta

Ricciola Impanata al Sesamo

Semifreddo di Castagne

Pasquale Lunati e Giorgio Dracopulos