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venerdì 26 settembre 2025

“COZZE AL TRAMONTO”: UNA GUSTOSISSIMA E FACILE PREPARAZIONE DELLA CUCINA LIVORNESE.



Livorno, bella città portuale adagiata sulla suggestiva costa Toscana, ha alle spalle una lunga e ricca storia che inizia con i primi insediamenti umani (confermati da ritrovamenti archeologici) addirittura nella Preistoria.

Convenzionalmente si definisce “Preistoria” quel periodo che precede l’invenzione della scrittura, avvenuta in oriente tra i 3500 e i 3200 anni prima di Cristo.

Altri ritrovamenti successivi ci indicano che qui vissero anche Etruschi e Romani.

Già nel I Secolo a.C. Marco Tullio Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.), filosofo, scrittore, politico, avvocato e pregevole oratore Romano, in una lettera indirizzata a suo fratello, Quinto Tullio Cicerone, citava l’antica “Pisis” (Pisa) e una località vicina definita “Labrone”. Tutt’oggi “Labronico” è sinonimo di “Livornese”.

Il primo dato certo di un toponimo “Livorna” risale però al 1017 e si riferisce a un piccolo nucleo abitativo a pochi chilometri a sud della Foce del Fiume Arno.

Grazie all’interramento del vicino Porto Pisano, tra il XIII e XIV Secolo, Livorno, con il suo Porto, si sviluppò rapidamente dotandosi di robuste fortificazioni ed edificando il maestoso “Fanale dei Pisani” (o Fanale Maggiore, uno dei fari più antichi d’Italia, ricostruito fedelmente dopo i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale).

Grazie alle “Leggi Livornine” emanate, tra il 1591 e il 1593 dal Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici, particolarmente “larghe di manica in accoglienza, e l’istituzione del “Porto Franco”, la Città prese a crescere sotto tutti gli aspetti, anche sotto il profilo gastronomico.

Uno di Monumenti più belli e fascinosi della Città di Livorno è sicuramente laTerrazza Mascagni”.

La “Terrazza Mascagni”, ubicata sul Lungomare delimita l'estremità occidentale del Piazzale Mascagni, ed è stata costruita a partire dagli Anni Venti.

Nell'area occupata da questo “belvedere” un tempo sorgeva un “fortilizio” facente parte del sistema difensivo della costa. Noto come “Forte dei Cavalleggeri” era composto da una Torre (tre piani fuori terra) posizionata all'estremità ovest e da un vasto Complesso edilizio che occupava un'area di 30 x 60 metri. Nel Forte alloggiava un distaccamento dei cavalleggeri per il pattugliamento della costa finalizzato soprattutto a impedire il contrabbando. Dopo il 1861 (Unità d’Italia) il Complesso fu ceduto al Comune e fu totalmente smantellato nel 1872.

Nell'ultimo decennio dell'Ottocento nella Zona dell’attuale Terrazza sorse l’Eden, un Parco giochi che rimase in funzione fino ai primi anni del secolo successivo; in questa struttura, sin dal 1896, si tennero alcuni dei primi spettacoli cinematografici Italiani.

La trasformazione della spianata in una grande piazza sul mare avvenne solo a partire dal 1925 su progetto dell'Ingegnere Enrico Salvais con la collaborazione di Luigi Pastore. I lavori furono ultimati rapidamente e, poco più tardi, fu innalzato un “Gazebo per la musica” a forma di “Tempietto Neoclassico” con una cupola circolare su colonne; l'opera fu progettata dall’Architetto Pisano Ghino Venturi (1884 - 1970), donata alla città dal Console Pedro Bossio e inaugurata il 27 Settembre 1931 con l'intervento della banda musicale della Città di La Spezia.

Distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) dai bombardamenti Anglo/Americani che colpirono con forza tutta la Città, la Terrazza fu poi ripristinata e ampliata nel secondo dopoguerra utilizzando le macerie del centro cittadino e assunse quella configurazione sinuosa che la caratterizza ancora oggi. Nell'occasione la Terrazza venne rinominata e dedicata al mitico Compositore Livornese Pietro Mascagni (1863 - 1945).

Gravemente danneggiata nel corso degli anni dalle violente mareggiate e dall'incuria, sul finire degli anni novanta la Terrazza è stata completamente restaurata, con il ripristino delle aree verdi circostanti e con la fedele ricostruzione dell’antecedente “Gazebo per la musica”.

LaTerrazza Mascagni” oggi è semplicemente bellissima: una grande Piazza delimitata verso il mare da una sinuosa balaustra formata da 4.100 eleganti colonnine in conglomerato cementizio, con il pavimento costituito da una scacchiera di 8.700 metri quadrati formata da 34.800 piastrelle bianche e nere.

La Città di Livorno, con la sua vasta linea costiera e in particolare con laTerrazza Mascagni”, offre punti di osservazione ideali e semplicemente magnifici per ammirare il sole che scende all'orizzonte. Tra un’infinità di citazioni, che fanno di questo momento una vera e propria “emozionante magia” dove il cielo al Tramonto s’incendia fiammeggiando di arancione, cremisi e oro, credo che la più bella per la sua straordinaria semplicità popolare ed efficacia sia: "Sei bella come un Tramonto a Livorno".

Dopo Livorno e i suoi Tramonti parliamo anche delle “Cozze” che a Livorno, e in altre zone della Toscana, chiamano anche “Datteri” o “Muscoli”.

Il nome scientifico della “Cozza” è “Mytilus Galloprovincialis”, è stata così battezzata dal Naturalista Francese Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet Cavaliere di Lamarck (1744 - 1829) che alla fine del XVIII Secolo per primo introdusse anche il termine “Biologia”.

Le “Cozze” sono dei Molluschi Bivalvi, cioè hanno un guscio detto conchiglia composto da due apparati distinti detti “Valve”, prevalentemente di carbonato di calcio e in questo caso sono anche simmetriche, che sono tenute insieme da una “cerniera” mobile funzionante grazie a dei muscoli adduttori. Le “Cozze” sono “Molluschi Lamellibranchi”, hanno delle branchie a forma di lamelle che fungono da organi per la respirazione assorbendo l’ossigeno e allo stesso tempo filtrando il cibo per l’alimentazione trattenendo plancton e particellato organico in sospensione. Le “Cozze” si trovano in tutto il Mar Mediterraneo, nel Mar Nero, e nella fascia Costiera dell’Atlantico Orientale che parte dal Marocco fino ad arrivare alle Isole Britanniche. Poi si sono diffuse anche in altre parti del Mondo, ma essendo un’anomalia rispetto alla fauna locale sono considerate una “Specie Invasiva”.

Le “Cozze” sono “frutti di mare” (così definiti perché vengono raccolti e non pescati) molto apprezzati per il loro ricco, delizioso e saporito gusto, per tale motivo e per riuscire a coprire le grandi richieste del Mercato Internazionale è nata una particolare branca dell’Acquacoltura: la “Mitilicoltura”. 

La Cucina Livornese, pur essendo un intricato groviglio di ricette provenienti da tradizioni distanti tra di loro, sopraggiunte con il notevole afflusso di gruppi etnici perseguitati per motivi legali o religiosi, si è sviluppata con un suo specifico, vario e robusto carattere che si può ritrovare anche in una ricetta, assolutamente e unicamenteLivornese” come le “Cozze al Tramonto”.

Tutto quello che fin qui Vi ho raccontato era doveroso per capire una preparazione semplice ma allo stesso tempo straordinariamente buona come le “Cozze al Tramonto”. 

Le “Cozze al Tramonto” necessitano di una salsa di pomodoro piccantina (preparata con passata di pomodoro, aglio, peperoncino e poco sale in una padella ben oliata con olio extra vergine di oliva) di cozze ben pulite dove si toglie completamente la parte superiore delle “valve”, di alcune uova ben sbattute e di una parte dell’acqua delle cozze stesse. Al momento che la salsa al pomodoro si è formata si mettono nella padella le cozze, senza sovrapporle, e un pochino della loro acqua. Successivamente quando la salsa inizia a ritirarsi si spargono sopra le uova sbattute e dopo 2/3 minuti di fuoco alto le cozze sono pronte. Possono esse servite anche accompagnate da alcune fette di pane abbrustolito.

Ovviamente le quantità sono proporzionate alle persone da soddisfare e a come volete considerare la preparazione: “Antipasto” o “Secondo Piatto”. 

Un particolare ringraziamento va al mio Amico Maurizio Manetti che recentemente con grande maestria me le ha preparate.

LeCozze al Tramontosono una gustosissima e facile preparazione della Cucina Livornese, con il loro straordinario sapore sono verapoesia messa in tavola”, e inoltre riproducono con molta fedeltà i meravigliosi colori di un fascinoso e suggestivoTramonto Livornese”.

https://www.youtube.com/watch?v=YvaaGTgVFiE


 La "Terrazza Mascagni" (Foto Visit Livorno)

Fascinoso Tramonto alla Terrazza Mascagni (Foto Brave Tuscany)

Filari di Cozze  (Foto Nieddittas)

 La Raccolta delle Cozze  (Foto Nieddittas)

"Cozze al Tramonto": Antipasto o Secondo Piatto

"Cozze al Tramonto": Preparate da Maurizio Manetti

"Cozze al Tramonto": Gustosissima Ricetta Livornese


domenica 14 settembre 2025

NUOVO “KŌ BY 99 SUSHI BAR”: SUPER ACCOGLIENTE E MAGICO LOCALE AL MITICO STADIO “SANTIAGO BERNABÉU” DI MADRID.

 


Tra tutte le bellezze che si possono ammirare nella meravigliosa Capitale Spagnola, Madrid, una Città che amo moltissimo, c’è lo “Stadio Santiago Bernabéu” che è sempre stato una particolare e fascinosa costruzione e con l’ultimissima ristrutturazione è diventato qualcosa di magnifico.

Lo storico  “Stadio Santiago Bernabéu” (la fabbrica dei sogni) è la “Casa” della prestigiosa e famosa squadra di calcio del Real Madrid (l’altra squadra della Città l’Atletico Madrid ha un altro Stadio il “Vicente Calderon”).

Il grande e imponente “Stadio Santiago Bernabéu” è ubicato in una zona centrale di Madrid e si affaccia su una delle strade più importanti della Capitale il “Paseo de la Castellana” a pochi passi dal Palazzo dei Congressi e dal Ministero della Difesa Spagnolo.

In origine lo Stadioinaugurato nel 1924, non era più adatto al numero crescente di spettatori pertanto la prima ristrutturazione avvenne con i lavori iniziati nel 1944, su progetto dell'Architetto José María Castell García de la Cruz e un plastico degli Architetti Manuel Muñoz Monasterio e Luis Alemany Soler, che terminarono nel 1947, e il 14 Dicembre dello stesso anno ci fu l’inaugurazione. Lo Stadio, a quel tempo il più grande e moderno d’Europa, mantenne il vecchio nome di “Chamartin” con l’aggiunta, davanti, del termine “Nuovo”.

Nel 1955, più precisamente il 4 Gennaio, lo Stadio di Madrid fu ribattezzato Santiago Bernabéu” in onore di Santiago Bernabéu Yeste (1895 - 1978) che alla squadra del Real Madrid, nata nel 1902, ha dedicato tutta la sua vita (si assentò solo nel periodo della Guerra Civile Spagnola, Luglio 1936 - Aprile 1939, partecipandovi nelle file dell’Esercito Nazionalista). Santiago entrò nel Real Madrid come calciatore nella squadra juniores, all’età di 14 anni, successivamente fu un grande giocatore e poi per molti anni anche il capitano, “attaccate al chiodo le scarpette”, nel 1927 divenne l’allenatore e infine dal 1943 al 1978 fu l’amato Presidente (il più amato di sempre).

Con Santiago Bernabéu Yeste il Real Madrid ha avuto una storia straordinaria e un’infinità di vittorie e record, diventando il Secondo Club Calcistico più Titolato del Mondo e Primo per le Vittorie Internazionali.

Nel 2003 lo “Stadio Santiago Bernabèu” (80.354 posti a sedere) ha subito importanti modifiche per la messa a norma e per l’adeguamento ai regolamenti dell’Union of European Football Associations (U.E.F.A.).

Grazie a un gigantesco progetto rinnovativo, vinto nel 2014 dal Team composto da “GMP Architekten”, “L35 Arquitectos” e “Ribas & Ribas Arquitectos” e realizzato in 10 anni con un impegno economico di oltre un miliardo e trecentocinquanta milioni di euro, il nuovoSantiago Bernabéuha aperto i suoi cancelli per la stagione sportiva 2024/25.

Assolutamente fantascientifico il nuovo gigantesco guscio in acciaio che avvolge la struttura vera e propria dello Stadio (che ora può ospitare 85mila spettatori) con le diverse curve del suo profilo, composto da 7.500 doghe orizzontali in acciaio inossidabile con un effetto frangisole. Tutta la struttura regala un effetto dinamico che fa vivere l’edificio in modo sempre diverso durante il giorno agli occhi dell’osservatore, sia dalla “Plaza de los Sagrados Corazones” sia dalle Vie circostanti (Avenida de Concha Espina, Paseo de la Castellana, Calle de Rafael Salgado, Calle del Padre Damián), ancor più esaltato dalla retroilluminazione a led notturna. Altre spettacolari innovazioni sono il grande tetto retrattile di 106 metri e del peso 35mila tonnellate, che si apre o chiude in soli 35 minuti, come pure il campo da gioco a scomparsa.

Il “campo retrattile a scomparsa” si basa sul meccanismo di suddivisione del campo principale, in erba naturale per il calcio, in 6 sezioni longitudinali di 15 metri di larghezza ciascuna, che vengono fatte scorrere in orizzontale, grazie a 12 unità a binario, verso il lato Ovest dove c’è la Tribuna Castellana, e poi impilate a scomparsa in verticale, da un sistema automatico, all’interno di un incasso sotterraneo che scende fino a quota “meno 35 metri”. Le sezioni longitudinali, portate sottoterra, vengono accomodate in un hangar specifico dotato di sistemi di irrigazione e illuminazione artificiale che garantiscono il mantenimento della superficie erbosa e le condizioni ottimali in vista della successiva rimessa in posizione.

La scomparsa del prato principale svela poi il sottofondo secondario in superficie, un campo in erba artificiale che può essere adattato, coperto o attrezzato per qualunque altro evento, fiera o concerto musicale.

Lo “Stadio Santiago Bernabéu” è sempre stato anche un accogliente struttura per attività come il “Museo del Real Madrid” o attività commerciali come il “Negozio Ufficiale del Real Madrid”, le “Aree VIP”, i Bar e i Ristoranti.

Proprio grazie al rinnovamento dello Stadio stesso che nel Mese di Gennaio 2025 è stato inaugurato il nuovoKŌ by 99 Sushi Bar”.

KŌ by 99 Sushi Bar” è una emanazione del “Gruppo Bambú”, nato a Madrid nel 2005 con al comando bravi manager come i fratelli Fernando e Pedro de León, ed è erede dell'eccellenza gastronomica già esibita dai quattro99 Sushi Bar” di Madrid.

I “99 Sushi Bar” sono una catena di super premiati Locali (anche dalla Guida Michelin) di alta Cucina Giapponese con Sedi oltreché a Madrid a Barcellona e Marbella in Spagna, ad Abu Dhabi e a Dubai negli Emirati Arabi Uniti, a Rabat la Capitale del Marocco e in Germania a Monaco.

Il “KŌ by 99 Sushi Bar” dello Stadio Santiago Bernabéu nasce con la filosofia di una moderna e vivace “Izakaya”.

Un' “Izakaya” (居酒屋) è un particolare Locale Giapponese decisamente informale che combina le funzioni di un Pub, di una Taverna e di un Ristorante, dove è possibile consumare bevande e un'ampia varietà di cibi da condividere in un'atmosfera vivace e rilassata. A differenza di un Ristorante Tradizionale, in un'“Izakayail cibo non è l'elemento essenziale, ma uno dei tanti aspetti che contribuiscono a offrire un'esperienza più completa.

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” si accede da Calle Padre Damián 3, che corrisponde alla “Porta 39” dello Stadio, tramite gli ascensori si sale al Decimo Piano, il livello più alto. Passata la porta d’ingresso e la Reception si entra nel Locale che con i suoi 600 m² può ospitare ben 99 clienti: una Sala principale, due SaleVIP” e una splendida Terrazza con vista unica (la migliore) e mozzafiato sul maestoso prato del Santiago Bernabéu.

L’interno di “KŌ by 99 Sushi Bar” è assolutamente spettacolare e lussuoso, è stato curato nei minimi dettagli da Pedro de León e da Jaime Castañeda, “CEOInternazionale del Gruppo Bambú.

Una delle caratteristiche più sorprendenti del Locale sono le colonne di cemento che lo attraversano (fanno parte della struttura dello Stadio), infatti sono state ricoperte da una speciale vernice dorata che conferisce all’insieme un carattere davvero unico e particolare. Sul pavimento, accanto a eleganti decorazioni, anche le crepe sono state riempite di vernice dorata in omaggio alla tecnica “Kintsugi”.

Il “Kintsugi” ( 金継ぎ) l'antica Arte (e Filosofia) Giapponese che letteralmente significa “unire con l'oro”. Invece di nascondere i danni, questa tecnica ripara ceramiche rotte utilizzando una lacca speciale mescolata con polvere d'oro, evidenziando le fratture e trasformando le "cicatrici" in elementi decorativi preziosi.

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” per le decorazioni e per l'interior design, dove predominano i toni scuri e le finiture dorate fanno da contrasto, sono stati scelti materiali naturali di alta qualità come pietre selezionate e legni di diversa provenienza, non mancano specchi, marmi e mini giardini. Anche l’illuminazione è stata attentamente studiata per creare un’atmosfera calda e accogliente grazie alle lampade di design. I grandi banconi di servizio, super attrezzati, sono dei veri protagonisti con la loro imponenza e la loro ricchezza.

Lo Chef Executive del “KŌ by 99 Sushi Bar” è Noam González Herrera un bravissimo professionista che dal 2001 in poi ha lavorato in alcuni importanti Ristoranti Spagnoli e nel 2015 è entrato nel GruppoBambú”.

Il Menù del “KŌ by 99 Sushi Bar” è stato realizzato dal Direttore Culinario del Gruppo, Rubén Guerrero, in collaborazione con lo Chef Executive Noam González Herrera, e offre una proposta ricca, contemporanea, tendenzialmente orientata alla condivisione. Protagonisti assoluti del Menù i cibi cotti sull'iconica griglia Giapponese, “Robata”, che conferisce un sapore affumicato e autentico a pesce, carni e verdure, ma ci sono anche tutte le altre migliori preparazioni della Cucina Giapponese. Tutto è realizzato con materie prime provenienti dai più importanti fornitori Nazionali e Internazionali che garantiscono la massima qualità di tutti gli ingredienti.  

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” si possono degustare delizie come: l'“Okonomiyaki” (preparazione agro-dolce a forma di pizza) con emulsione di tartufo e jalapeño - Vari tipi di “Gyoza” (ravioli di carne) -l'Ostrica n. 3 con spuma di yuzu e perla - Una selezione di Tartare - Carpacci - Sashimi - L'“Imperial Moriwase” (una preziosa combinazione di ben 32 pregiati tagli di pesce) - I Ricci di mare - Il Caviale più pregato - I migliori Frutti di Mare - Alcune varietà di “Tempura” (la frittura con la pastella leggera e croccante) -  Il delizioso “Sushi” con il caratteristico equilibrio tra modernità e tradizione e l’uso di diverse tipologie di “Gunkan” (polpette di riso avvolte in un'alga nori o da una striscia sottile di pesce), di “Nigiri” caldi e freddi (polpettine di riso allungate sulle quali vengono adagiate sottili fette di pesce crudo), e di “Maki Sushi” (un particolare tipo di Sushi cilindrico in cui il riso, insieme a ingredienti come pesce e verdure, viene avvolto in un foglio di alga nori e poi tagliato a rondelle).

Altre preparazioni decisamente gustose del Menù sono: l'“Hosomaki” (un piccolo rotolo di alga nori che avvolge il riso per Sushi) di gamberi scarlatti con wasabi fresco e aglio croccante -  Il “99 Jewel Maki” (veri gioielli) con toro di tonno, tartufo, caviale e oro - Il “Futomaki” (un tipo di Sushi a rullo di dimensioni grandi, il cui nome significa proprio "rotolo grande") di granchio reale, ikura e ricci di mare -  Il Pollo ruspante grigliato e glassato con miele di Gochujang ed emulsione di jalapeño - Il Branzino dell'Atlantico con miso bianco e salsa mojo.

La tenerissima e burrosa carne Giapponese che viene usata è la migliore e nei tagli più pregiati come “Kagoshima Wagyu A5” e “Miyazaki Wagyu A5”, che hanno il punteggio più alto nella scala di valutazione della qualità della carne per marmorizzazione, colore, consistenza e brillantezza del grasso.

La Carta dei Vini è molto selezionata e ricca, oltre 250 Etichette tra Nazionali e Internazionali (molte esposte nelle grandi e alte vetrine) e con una grande varietà di Vini al calice, ampia anche la selezione di pregiati Liquori, degli ottimi Sake (una trentina) e dei migliori Whisky Giapponesi. Il merito va alla bravissima Mónica Fernández (Galiziana), la Direttrice del Gruppo Bambú in Spagna, premiata con importantissimi riconoscimenti, come il “Premio Eccellenza Turistica di Madrid per Miglior Direttore di Sala” nel 2009, il “Premio Nazionale di Gastronomia per il Migliore Maître” nel 2016 e il “Prix au Sommelier (Miglior Sommelier del Mondo) dall'Accademia Internazionale di Gastronomia” nel 2017.

In un ambiente così straordinario come il “KŌ by 99 Sushi Bar” anche la migliore “mixology” gioca un ruolo importantissimo e infatti non manca un'ampia offerta di Cocktail di autore, vere e proprie specialità imperdibili come: “Zen” (rum speziato, amaretto, succo di yuzu e sciroppo di timo) - “Last Samurai” (tequila Reposado, sakè Junmai e umeshu) - “99 Spritz” (sakè Dreamy Clouds, vodka, Aperol, sciroppo di camomilla e champagne) - “Wasabi Sour” (grasso di Kobe, wasabi, tequila lavata, bitter Angostura e albume d'uovo) - “99 GT” (a base di gin Roku infuso con anguria e chiarificazione di panna doppia).

IlKŌ by 99 Sushi Bar grazie alla magica accoglienza e alle sue straordinarie e molteplici offerte enogastronomiche sarebbe già di per sé un Locale imperdibile, se poi si considera che ha anche un’incredibile vista sul campo del miticoStadio Santiago Bernabéudi Madrid….. cosa dovrei aggiungere!

https://www.ko-99.com/en/

https://www.youtube.com/watch?v=xZZs6BxLYHM


Nuovo "Santiago Bernabéu" (Foto Miguel de Guzmán e Rocío R. Riva)

"Stadio Santiago Bernabéu": Una Vista  (Foto Madrid Destino)

"KŌ by 99 Sushi Bar" a Madrid: L'Ingresso  (Foto KŌ)

"KŌ by 99 Sushi Bar": Vista Interna  (Foto KŌ)

Atmosfere Fascinose...  (Foto KŌ)

"Ingredienti di Assoluta Qualità"...  (Foto KŌ)

"I Tagli di Carne più Pregiati"...  (Foto KŌ)


sabato 5 ottobre 2024

“DAZERO” HA APERTO UN NUOVO LOCALE A MILANO: OTTIMA PIZZA DEL CILENTO E ALTRE DELIZIE.



 La “Pizza” non è semplicemente un alimento ma è una vera e propria magia: attraverso un rito manuale lavorando dell’acqua e della farina si realizza un simbolo d’Italianità conosciuto in tutto il Mondo. La “Pizza” oggi è sì un successo planetario che viene arricchito anche con vari ingredienti, ma quando è nata era una preparazione “molto povera” e ha una Storia molto interessante.

L’impasto con cui si produce il pane o altre forme di lievitati è uno dei cibi più antichi dell’umanità. Attraverso i millenni al pane, e agli altri derivati, sono stati aggiunti diversi ingredienti per conferirgli diversi e particolari sapori. Alcuni Archeologi Italiani e Francesi hanno trovato in Sardegna tracce di un tipo di pane risalente a circa 3000 anni fa. Da tale ritrovamento si evince che le popolazioni locali avevano già la conoscenza dell’uso del “lievito”. Ovviamente anche in tutte le altre parti del Mondo, dove si sono sviluppate Civiltà Antiche, sono stati ritrovati resti che indicano le loro capacità di realizzare specifiche preparazioni simili al pane.

La “Pizza” come la conosciamo noi è assolutamente un’invenzione Italiana, anzi, più precisamente, è frutto di quella straordinaria e particolare capacità inventiva che può nascere solo nella magnifica Città di Napoli. Sulla sua origine però, prima del XVII Secolo, non abbiamo notizie certe.

Circa nella prima metà del 1700 il “Re degli ortaggi” il Pomodoro venne adottato per arricchire la “Pizza” fino allora bianca. Il Pomodoro (Solanum Lycopersicum), importato dalle Americhe in Europa nel 1540 dal navigatore e condottiero Spagnolo Hernan Cortés Monroy Pizarro Altamirano (1485 - 1547), fino a pochi anni prima era stato considerato velenoso e pertanto usato solo come pianta ornamentale.

Certa è la data di nascita, a Napoli, di quella che è considerata la prima e più antica Pizzeria del Mondo. Infatti nel 1738 aprì i battenti, nel centro della Città, un Panificio denominato “Port’Alba”. Il Forno produceva pizze e altro solo per la vendita ambulante, in forni a legna rivestiti internamente con pietra lavica del Vesuvio, anche con un particolarissimo metodo a credito denominato “Pizza a Otto” che permetteva agli acquirenti, i più poveri, di ritardare il pagamento fino a otto giorni dal consumo. Solo nel 1830, dopo decenni in cui la sua produzione aveva raggiunto la fama non solo a Napoli, “Port’Alba” si trasformò in una vera e propria Pizzeria con i tavoli e il servizio diretto al pubblico.

Nei decenni successivi la “Pizzasi è diffusa in Italia e nel Mondo diventando una forma di cibo comunitario simbolo della condivisione con un linguaggio potente, universale e senza età.  

Ma non tutte le Pizze sono uguali e non tutte sono prodotte nel modo giusto con prodotti di alta qualità. A conferma del “vero metodo di produzione” di questo straordinario manufatto alimentare, il 7 Dicembre 2017, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha riconosciuto “l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano” come “Bene Immateriale dell’Unesco e Patrimonio Culturale dell’Umanità”. A Napoli il “Pizzaiolo” si chiama “Pizzaiuolo” come si evince anche dalla Loro Associazione Pizzaiuoli Napoletani (A.N.P.).

Oggi la “Pizza” fatta con particolare attenzione alla qualità delle farine, con l’uso del “Lievito Madre” (l’unico che può dare all’impasto morbidezza e perfetta consistenza), con l’utilizzo di ingredienti di altissimo livello di provenienza Locale o a filiera corta, meglio se biologici, guarnita con ricchezza e fantasia, è denominata “Pizza Gourmet”. Questa tipologia di “Pizza”, che mira soprattutto alla digeribilità e al gusto, deve essere “obbligatoriamenteservita tagliandola a spicchi.

Recentemente la conosciutissima Catena di PizzerieDaZeroha aperto a Milano, in Piazza Guglielmo Oberdan 12, un nuovo Locale.

Milano è il Capoluogo della Regione Lombardia, oggi anche Città Metropolitana, oltre a essere una delle aree più popolose d’Europa rientrando infatti tra le 20 Città Europee più grandi. Milano è il principale centro economico, industriale, finanziario Italiano oltre a essere ai vertici dell’editoria e anche del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del mitico “Teatro alla Scala” con la sua lunga tradizione operistica. Milano è tra i principali Poli Fieristici Europei ed è considerata una delle Capitali Mondiali della Moda. Con così tanti pregi Milano è una delle mete del Turismo Internazionale, figura tra le 40 Città più visitate al Mondo attestandosi seconda in Italia dopo Roma e quinta nell'Unione Europea.

Piazza Oberdanè una delle più importanti Piazze Milanesi, ubicata a nord-est del Centro Città ospita al centro una delle sei antiche Porte di Milano: Porta Venezia.

Porta Venezia” (già “Porta Orientale” fino al 1860, “Porta Riconoscenza” in Epoca Napoleonica, e in Milanese anche “Porta Renza”) è stata ricavata lungo i non più esistenti “Bastioni Spagnoli”, oggi è caratterizzata dalla presenza dei “Caselli Neoclassici” di ordine dorico realizzati dall'Architetto Rodolfo Vantini (1792 - 1856).

In “Piazza Oberdan”, tra l’altro, ci sono “Due Colonne”, la cui storia è piuttosto sconosciuta. Non si tratta di resti di un’antichissima struttura, come potrebbe sembrare, in realtà una è un “camino” edificato per esigenze estetiche nel 1925 quando sotto la Piazza fu costruito l’Albergo Diurno Venezia, antesignano delle moderne terme con la necessità di far fuoriuscire i vapori dell’aria calda, e l’altra fu costruita per pure ragioni estetiche. L’Albergo Diurno dal 1955 è di proprietà del Comune di Milano e da qualche anno è stato ristrutturato per essere visitato sotto la gestione del “Fondo per l'Ambiente Italiano” (FAI).

Porta Venezia” dà anche il nome al vivace Quartiere Milanese che ha tutto il meglio che la Città possa offrire: oltre a essere una delle zone in cui vedere alcuni dei più bei palazzi, anche veri gioielli dell’Architettura Liberty, ci sono parchi, bar alla moda, ristoranti di ogni tipo con specialità di tutto il mondo, pizzerie, negozi per lo shopping anche lussuosi, musei, istituzioni culturali, il planetario e tantissimo altro come la grande “Basilica di Santa Maria della Passione”.

L’Apertura del nuovo LocaleDaZero” in Piazza Oeberdan a Milano, il terzo in Città dopo quello di Via Bernardino Luini 9 (2017) e quello di Via dell’Orso 4 (2019), dà ancora più lustro al BrandDaZero”.

Il MarchioDaZeronato a Vallo della Lucania in Provincia di Salerno proprio nel 2024 ha festeggiato i suoi primi 10 anni di attività in cui ha vissuto un’espansione costante.

Vallo della Lucania” (fino al 1863 solo “Vallo”) è un piccolo (circa 8.000 Abitanti) e antichissimo Comune nella Regione Campania, è Sede Vescovile e Sede anche delParco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”, un Parco istituito nel 1991 che oggi protegge una superfice di 181.048 Ettari corrispondenti alla parte meridionale della Provincia di Salerno. “Vallo della Lucania” si trova al centro del Territorio Cilentano, in una bellissima Valle circondata da Colline che digradano verso il Mar Tirreno distante solo 13 chilometri.

Il “Cilento” è un Massiccio Montuoso dell'Appennino Lucano, un'Area Storico Territoriale (ricca oltre delle bellezze naturali anche di castelli, fortezze, torri, cinte murarie e siti archeologici) estremamente suggestiva della Provincia di Salerno, nella Campania meridionale, i suoi Confini sono delimitati dalla Piana del Sele a Nord, dai Monti Alburni e il Vallo di Diano a Est e dalla Regione Basilicata a Sud, oltre a una Costiera, alta e frastagliata, di circa 130 chilometri.

Il Cilento da millenni ha ispirato poeti e cantori: molti dei miti Greci e Romani sono stati ambientati non solo sulle sue coste. Il mito più famoso è quello dell'Isola delle Sirene citata nell'Odissea e nell'Eneide le mitiche opere di Omero. Tracce, ricordi, monumenti, culture, sentieri legati a questa ricca storia sono salvaguardati grazie al “Parco Nazionale del Cilento”. Dal giugno 1997 il “Cilento”, grazie alle sue incredibili e positive peculiarità è stato inserito nella rete delle “Riserve della Biosfera” del "Man and Biosphere" (MAB) e dal 1998 nel “Patrimonio Mondiale dell'Umanità” dell’UNESCO.

Il “Cilento” è importantissimo anche dal punto di vista Culinario e Agroalimentare visto che, nel Novembre 2010, insieme alla Città Marocchina diChefchaouen”, a quella Spagnola di Soria” e a quella Greca diKorone” (oggi “Phlos-Nestoras”) è stato inserito, sempre dall’UNESCO, come “Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità neiLuoghi della Dieta Mediterranea”.  

Il progettoDaZero” ha visto un’espansione costante negli anni, dopo le prime due aperture Milanesi, nel 2019 ha inaugurato anche un Locale in Via San Domenico 33 a Torino, nel 2020 è approdato a Firenze sul Lungarno Ferrucci 9/Rosso e nel 2022 sono seguite le aperture di Bologna in Via Malcontenti 3 e dellaseconda sedeTorinese in Via Urbano Rattazzi 3 nei pressi di Porta Nuova. Nei dieci anni di attività il marchio “DaZero” si è distinto per l’ottima qualità e l’autenticità della sua offerta enogastronomica, ottenendo l’inserimento nelle più importanti Guide del settore (L’Espresso, Gambero Rosso, Slow Food), ottenendo anche l’ingresso nella selezionatissima e prestigiosa classifica50 Top Pizza”.

Nel 2023DaZero” è entrato a far parte del “Gruppo Food Finance” con Sede a Zurigo, guidato dall’imprenditore Italo-Svizzero Marco Zoppi, di cui fa parte anche il brand di boulangerieÉgalité”, altra consolidata realtà del settore “foodMilanese. La nuova apertura diDaZeroa Porta Venezia a Milano rappresenta il primo passo di un importante piano di sviluppo, portato avanti dalla nuova proprietà, che si pone come obiettivo per il 2025 l’apertura di altre due Sedi in nuove Città Italiane.

L’apertura del nuovo Locale in Piazza Oberdan a Milano segna l’inizio di un nuovo corso perDaZero” grazie alla sua nuova immagine (firmata dall'Agenzia 150UP) che sarà progressivamente estesa a tutti i Locali del Brand. La nuova Pizzeria e si sviluppa su 155 mq. per un totale di 45 coperti, a cui si aggiungono i 40 coperti esterni nell’apposito spazio attrezzato. All’interno il protagonista assoluto è il “grande forno a legna”, estremamente fascinoso con la “bocca fiammeggiante” visibile anche dalla strada, totalmente rivestito a mosaico di tessere di ottone, cinto da un bancone semi circolare sul quale si può mangiare godendosi l’arte preparatoria della Pizza. Il Locale combina elementi decorativi tradizionali con accenti di originalità che caratterizzano la nuova identità visiva, a partire dai colori: il vivace rosso che contraddistingue le sedute in velluto e l’oro che si ritrova nelle pareti e negli espositori dei prodotti.

A dare un toccopop”, i neon sui muri che richiamano elementi iconici del brand  come il pomodoro, la linea di prodotti del “Progetto Incontro” (uno specifico progetto aziendale in cui ogni ingrediente è super selezionato e scelto per valorizzare le eccellenze territoriali del Cilento, anche con la possibilità dell’acquisto) e la carta da parati con personaggi che rappresentano, sotto forma di fumetto, gli artigiani cilentani di “DaZero”: dal salumaio, agli agricoltori, fino ai produttori di mozzarelle.

Per garantire la massima digeribilità delle sue PizzeDaZero” le propone con un impasto semi-integrale ad altissima idratazione e lunga lievitazione, realizzato con farina di tipo 1 con il germe di grano vivo del Mulino Casillo”. Un prodotto che si distingue per le sue proprietà nutritive e organolettiche è ad alto contenuto di fibre, fonte di magnesio, zinco e vitamina E. Il risultato è una ottima Pizza che rappresenta un perfetto connubio tra gusto mediterraneo e salute.

L'offerta gastronomica di DaZero” è un vero e proprio interessantissimo viaggio attraverso i sapori più buoni del Cilento. Vasta la gamma di Pizze come  la “Marinara Cilentana” (pacchetelle di pomodoro, olive, capperi, aglio, origano, basilico e “Alici di Menaica”, le uniche che si possono mangiare così come vengono pescate, anche senza abbattimento), la “Pizza Fritta Cilentana” (sugo cilentano e cacioricotta di capra del Cilento), la “Forestella” (passata di pomodoro di datterino giallo, mozzarella di bufala, salsiccia piccante e cacioricotta di capra), “L'Incontro col Diavolo” (pomodorini del piennolo, salsiccia piccante, origano, mozzarella di bufala, peperoncino e basilico).

Oltre alle Pizze, il Menù offre una selezione di antipasti, taglieri e insalate che esaltano i prodotti locali. Tra gli sfizi, spiccano i “Crocché Cilentani” (patate, salsiccia artigianale, provola, parmigiano e panatura croccante) e la “Parmigianina di Melanzane” (melanzane, fior di latte, sugo cilentano e Parmigiano Reggiano). In accompagnamento “DaZero” propone una curata Carta dei Vini con etichette selezionate tra i Produttori del Cilento, oltre a Birre artigianali e molto altro. 

Il nuovoDaZeroin Piazza Oberdan a Milano offre una proposta gastronomica fatta di antica arte, passione e buone materie prime oltre ad avere il merito di portare l’ottima Pizza del Cilento e altre delizie nel cuore di Porta Venezia.

https://www.dazero.org/


Nuova Pizzeria "DaZero" a Milano (Foto Vincenzo Campisi)

Nuova Pizzeria "DaZero" a Milano: Vista Interna (Foto Campisi) 

"DaZero" a Milano: Il Fascinoso Forno a Legna (Foto V. Campisi)

Nuova Pizzeria "DaZero" a Milano: La Brigata (Foto V. Campisi)

"DaZero" a Milano: Pizza Marinara Cilentana (Foto V. Campisi)

"DaZero" a Milano: Solo Delizie (Foto Vincenzo Campisi) 

"DaZero": Gustosa Accoglienza (Foto V. Campisi)

"DaZero": l'Arte della Pizza (Foto V. Campesini)

domenica 26 febbraio 2023

AL RISTORANTE “RÍASKRU”, A BARCELLONA IN SPAGNA, TUTTO IL MEGLIO DELLA CUCINA DI MARE ARRIVA IN TAVOLA.




Carlos Ruiz Zafón (1964 - 2020) è stato uno Scrittore e Sceneggiatore Spagnolo di successo Mondiale e riferendosi alla Città di Barcellona ci ha lasciato le seguenti parole che condivido pienamente: “Barcellona ti entra nel sangue e ti ruba l’anima”.

Per moltissimi anni a partire dal 1985 ho visitato regolarmente la Spagna, un meraviglioso Paese che amo moltissimo e che mi ha sempre fatto sentire come a Casa.  

Una delle Comunità Autonome più importanti della Spagna è la Catalogna”. È stata istituita nel 1978 ed è ubicata, rispetto alla Penisola Iberica, all’estremità nord-orientale in una regione racchiusa dalla Catena Montuosa dei Pirenei, confine naturale tra la Spagna e la Francia, e il Mare Mediterraneo. La bellissima Città di Barcellona è il Capoluogo della Catalogna oltre che dell’omonima Provincia.

Barcellona è la seconda Città della Spagna come numero di abitanti e come importanza industriale, oltre a essere uno dei più grandi Porti del Mediterraneo. Le sue origini sono molto antiche e, secondo la leggenda, si devono al generale Cartaginese Amilcare Barca (270 - 226 a.C.), certo è che successivamente gli antichi Romani qui costruirono in collina un accampamento militare (Castrum) dandogli il nome di “Colonia Iulia Augusta Faventia Paterna Barcino”. Da “Barcino” a Barcellonamolta acqua è passata sotto i ponti”.

Oggi Barcellona è una magnifica Città, preziosa meta turistica, dove, oltre a molti luoghi d’interesse dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, possiamo trovare storia, cultura, architettura, natura e un’infinità di attrazioni. Questa è una Città ricca di Università, Musei, Monumenti, Parchi, Teatri, Cinema, Locali, Spiagge e moltissimo altro.

Qui è vissuto e ha lavorato l’Architetto Tarragonese Antoni Gaudí i Cornet (1852-1926) massimo esponente di quello stile artistico che sviluppatosi in Catalogna a cavallo tra il XIX e XX Secolo ha preso il nome di Modernismo Catalano. Uno stile che ha particolarmente caratterizzato l’immagine architettonica della Barcellona odierna. Impossibile non nominare tra le opere di Gaudí il capolavoro della “Basilica Cattolica Minore” (consacrata anche se non finita) che in Catalano si chiama “Temple Expiatori de la Sagrada Familia”, un progetto mastodontico i cui lavori sono iniziati nel 1882 e si prevede che non terminino prima del 2026.

A Barcellona si può passeggiare, per un chilometro e trecento metri, nel Centro Commerciale Naturale e pedonale, “Les Rambles” in Catalano (Las Ramblas in Spagnolo), il bel Viale che dalla centrale Piazza della Città, Placa de Catalunya, porta al Porto Vecchio (Port Vell).

In un centro cosi vivo e vitale anche la Gastronomia è un vero e propriofiore all’occhiello”.

Agli inizi del 2022 ha aperto proprio a Barcellona un Locale molto interessante, una nuova apertura che in realtà ha anche una interessantissima storia antecedente: “RíasKru”.

Il Restaurante RíasKru” si trova ubicato in Carrer de Lleida al Civico 7, praticamente in angolo con l’inizio di Carrer de Tamarit: siamo in una Zona molto viva della Città di Barcellona. Carrer de Lleida è la prima traversa sulla destra che si trova percorrendo Avenida del Paral·lel da Plaça d'Espanya in direzione del mare.

Avenida del Paral·lel è una delle principali Vie di scorrimento di Barcellona ed è ricca di attività commerciali, ristorative e ludiche. Parte, come già accennato, dalla grande e storica Plaça d'Espanya e finisce in un’altra grande Piazza, praticamente in riva al Mare, Plaça de les Drassanes, di fronte al Molo 18 (attrezzatissimo, con grandi e modernissime strutture Commerciali) del Porto di Barcellona, il più importante Porto Passeggeri del Mediterraneo.

Anche Carrer de Lleida si dirige verso il mare ma finisce prima di arrivarci davanti al Museo Archeologico della Catalogna, in una delle belle e verdeggiante Zone deiJardins”, i Parchi Cittadini, e del Promontorio di Montjuïc” (173 m. di altezza), uno dei luoghi più belli e panoramici di Barcellona.

Il RestauranteRíasKru” nasce dopo il nefasto periodo della pandemia nei Primi Mesi del 2022 dalla fusione di due Locali che già avevano qui la loro Sede in due spazi diversi: “Rías de Galicia” ed Espai Kru.

Il “Rías de Galicia” era un Ristorante, aperto nel 1986, con una Cucina Tradizionale di Mare, un vero punto di riferimento per le Famiglie di Barcellona, mentre “Espai Kru” era specializzato in elaborate porzioni di frutti di mare crudi e marinati e in preparazioni di “Alta Cucina Moderna”. I Ristoranti appartenevano ai noti Fratelli Iglesias (Juan Carlos, Borja e Pedro) ma i due anni di pandemia con le innumerevoli conseguenti e insostenibili difficoltà avevano reso necessaria per la riapertura la costituzione di una nuova Società la RiasKru Group da parte della Famiglia Lao e in cui i Fratelli Iglesias sono entrati come Dirigenti.

Il RestauranteRíasKru” realizza "concept unico" a Barcellona che unisce in una prelibatissima Cucina di Mare le due tipologie di Cucina dei precedenti Locali: Tradizionale e Innovativa. Il “RíasKru”, con i suoi accoglienti 400 metri quadrati e diverse aree riservate, ha all’ingresso uno spettacolare “vivaio” (un acquario da 3.500 litri) e nel complesso può accogliere una Settantina di Clienti. In caso di necessità, al piano di sopra, c’è anche il “Loft di Kru” con un meraviglioso tavolo di quercia. Il Ristorante ha anche una delle Cantine più antiche e fornite di Barcellona: circa 1000 selezionatissime referenze tra tutte le tipologie di Vini e di Distillati, Nazionali e dal Mondo.

Il bravissimo Chef del RistoranteRíasKruè Rafael Erbs e la Sala e guidata da altri due grandi professionisti Paco Gómez e Rachid Adriouech

Rafael Erbs è nato a Rio de Janeiro il 12 Aprile del 1990 a soli 18 anni vista la sua grande predisposizione è già al lavoro come Secondo nella Cucina di una delle Chef più interessanti del Brasile nel Restaurante, proprio a Rio de Janeiro, che porta il suo nome “Roberta Sudbrack”, dove rimane fino all’Agosto 2014. Successivamente per quasi due anni ha lavorato come “Jefe de Cocina” in un altro lussuoso Ristorante di Rio il “Riso Bistrô”.

Nel 2016 Rafael ha deciso di trasferirsi in Spagna, più precisamente nei Paesi Baschi, a Donostia-San Sebastián dove ha lavorato per circa un anno come “Cocinero” in un mitico Locale della Città: “Atari Gastroteka”. Successivamente si è specializzato in due Ristoranti di altissimo livello come “Azurmendi” (Tre Stelle Michelin) per 5 Mesi, a Larrabetzu (piccolissimo Comune a pochi chilometri da Bilbao) nei Paesi Baschi, e al RestauranteEnigma” (Una Stella Michelin) per 7 Mesi, a Barcellona in Catalogna. Dopo un breve periodo come Capo Partita al noto Ristorante di Cucina Asiatica fusion creativaDos Palillos”, Rafael Erbs dagli inizi del 2018 e per poco più di un anno ha lavorato come Secondo Chef al RestaurantePakta” (Una Stella Michelin) e al già citato “Espai Kru” tutti Locali di Barcellona. Negli anni della pandemia Erbs ha prestato la sua opera per il “Mandarin Oriental Hotel Groupfino a giungere poi alla guida della Cucina delRíasKru”.      

Paco Gómez e nato, nel 1976, a Puigcerdà, un Piccolo Comune della Catalogna nella Provincia di Girona, fin da giovanissimo (16 anni) ha unito gli studi presso la “Scuola Alberghiera Joviat” di Manresa (Barcellona) con il lavoro presso l'HotelBoix” a Martinet de Cerdanya (Lleida), dove prima vi ha lavorava nei fine settimana e nei periodi di vacanza poi vi è rimasto per sei anni fino a quando si è trasferito a Barcellona nel 2000. La sua passione per la ristorazione è sempre stata legata al lavoro di Sala e al rapporto con la clientela e per lavorare dove l’eccellenza è di casa è entrato nel Gruppo dei Fratelli Iglesias e poi nella nuova Società RiasKru Group.

Rachid Adriouech è nato, nel 1974, a Tétouan una città del Marocco Settentrionale, ubicata sulle pendici del monte Jbel Dersa, si è formato professionalmente lavorando nelle Sale di noti Ristoranti di Barcellona. Nel 1997 è entrato al “Rías de Galicia” e da allora è sempre rimasto fedele alla Casa lavorando fianco a fianco con i Fratelli Iglesias e poi anche nella nuova Società.

Il “RíasKru” offre alla sua Clientela due diversi e prelibati Menu Degustazione, il “Mariscada” e il “RíasKru”, ma ogni commensale può anche creare il proprio percorso degustazione con portate di entrambi gli stili culinari: Tradizionale e Innovativo.

Al RestauranteRíasKru” la principale materia prima arriva quotidianamente con la freschezza e il profumo del mare offrendo un magnifico spettacolo degno di ogni grande amante del pesce. Tutte le materie prime, sempre di altissimo livello, al “RíasKru” diventano preparazioni di “Alta Cucina” e vengono servite con un Servizio di Sala impeccabile: mangiare di lusso e allo stesso tempo sentirsi a casa.

I Fratelli Iglesias, Rafael Erbs, Paco Gómez e Rachid Adriouech, insieme a tutti i Loro collaboratori, hanno un solo scopo, quello di rendere felice la Clientela.

Posso solo aggiungere che al RistoranteRíasKrudi Barcellona, in Spagna, tutto il meglio della Cucina di Mare arriva in tavola.  

https://riaskru.com/


Borja, Juan Carlos e Pedro Iglesias (Foto RK)

Ristorante "RíasKru" a Barcellona: Una Vista Interna (Foto RK) 

Lo Chef Rafael Erbs (Foto RK)

Il Meglio della Cucina di Mare (Foto RK)
 
Ostriche (Foto RK)

Percebes (Foto RK)

Ostrica con Tabasco di Granada (Foto RK)

Fascinosa e Speciale Accoglienza (Foto RK)

 Il Mare in Tavola (Foto RK)

Chef Rafael Erbs con una Magnifica Ventresca di Tonno (Foto RK)