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mercoledì 4 dicembre 2024

“LARDERIA SANGUINETTI” UNA DELLE AZIENDE CHE PRODUCONO IL VERO, MITICO E PRELIBATO LARDO DI COLONNATA.




In una Valle delle splendide e verdeggianti Zone Montuose delle Alpi Apuane, nella Regione Toscana, c’è un Borgo antico, Colonnata, noto non solo per il suo fascino ma anche per le sue Cave di Marmo Bianco (le più antiche risalgono all’Epoca Romana) e per il suo particolarissimo raro e gustosissimo Lardo.

Colonnata è una suggestiva Frazione (poco più di duecento abitanti) del Comune di Carrara nella Provincia di Massa-Carrara, si trova tra i monti Maggiore, Spallone e Sagro, a circa 8 km ad est di Carrara stessa; il Borgo si raggiunge tramite l’antica strada che passa per altri due interessanti Borghi: CodenaBedizzano.

Il Territorio della Frazione di Colonnata è ubicato all'interno del magnificoParco Naturale Regionale delle Alpi Apuane”.

Le origini di Colonnata risalgono intorno al 40 a.C. quando ivi sorse un insediamento per l'alloggio degli schiavi destinati allo sfruttamento intensivo delle cave di marmo da parte degli Antichi Romani. Il nome dell'insediamento si ritiene probabilmente derivare dal vocabolo Latino “columna” indicativo del posto dove si ricavava il marmo per le colonne di marmo, ma l'origine del toponimo potrebbe anche essere ricollegata ai termini Latini “collis” (colle) o “columen” (sommità).

Nell'Alto Medioevo Colonnata quasi certamente è stata una roccaforte difensiva per i popoli che si sono succeduti in queste zone come BizantiniGoti e Longobardi. Il Borgo ha continuato a vivere, fino ad oggi, soprattutto grazie all'attività estrattiva del marmo. Probabilmente i Longobardi, vista la folta presenza di Boschi di Castagni, introdussero in Zona l’allevamento dei suini favorendo con il tempo l'attività di trasformazione delle carni che venivano acquistate appena macellate come cibo per i cavatori, dando così inizio a quella tradizionale produzione anche del celebre Lardo di Colonnata.

Colonnata ha mantenuto in parte le caratteristiche storiche originali fondate principalmente sull'uso nelle opere murali del marmo lasciato a vista, nei portali, negli stipiti di porte e finestre e in altri componenti edilizi. Tra gli altri elementi di spicco presenti nel Paese si possono ammirare la Porta Nord di accesso al Borgo, appartenuta alla cinta muraria medioevale oramai scomparsa, l'aia pavimentata in marmo che si trova nella punta più a Sud dell'abitato, la Piazza Palestro, il Campanile con sassi a vista e orologio oltre all’unica Chiesa Parrocchiale risalente al XII Secolo (ma l’aspetto attuale è cinquecentesco) dedicata a San Bartolomeo ubicata al centro dell’abitato a cui si accede da una breve scalinata in marmo. 

Il Paese ospita anche il suggestivo monumento al Cavatore, realizzato nel 1983 dallo Scultore Alberto Sparapani (1911 - 2004), che celebra tutti i lavoratori del marmo che con estrema fatica e moltissimi lutti hanno fatto prosperare nei Secoli non solo il Borgo.

IlLardo di Colonnataè un magnifico prodotto che ha reso il Borgo di Colonnata famoso nel Mondo.

Il “Lardo di Colonnataè un gustoso salume che si ottiene dall’accurata e antica lavorazione stagionale, che si svolge da Settembre a Maggio in un microclima esclusivo, dello strato adiposo ricavato dal dorso di selezionati suini. Le parti scelte dalla regione occipitale fino alle natiche e lateralmente fino alla pancetta, del peso di 7/8 kg ciascuno, vengono lavorate entro le 72 ore successive. Il grasso viene sistemato in apposite vasche di marmo bianco (ricavate da blocchi di marmo interi provenienti dal bacino marmifero locale) denominate “conche” (le più antiche risalgono al XV Secolo), in grado di mantenere la freschezza del prodotto e di assicurare la sua perfetta conservazione, dove viene con una storica e tramandata arte manuale lavorato. Ciascuna conca viene strofinata all’interno con aglio e quindi riempita con strati alternati di lardo (alcuni quintali per conca) e una particolare miscela costituita da sale marino naturale, pepe nero macinato, rosmarino fresco e aglio fresco sbucciato e triturato a cui si possono aggiungere anche altre spezie. Non viene usato alcun tipo di additivo e conservante. I recipienti vengono poi chiusi con una lastra di marmo. Gli ingredienti sono lasciati riposare per un periodo minimo di sei mesi con controlli periodici, all’interno di locali bui e poco aerati, nei quali l’umidità dipende solo da fattori naturali. Durante questa fase deve essere spesso controllata la consistenza della cosiddetta “salamoia” il liquido rilasciato dal lardo in seguito al prolungato contatto con il sale.

Le principali caratteristiche del Lardo di Colonnata” sono la forma indicativamente rettangolare, lo spessore non inferiore a 3 cm. con la possibilità della presenza di una striscia di magro. L'aspetto si contraddistingue da una parte inferiore con la cotenna e da parte superiore ricoperta dal sale di stagionatura reso scuro dalle piante aromatiche e dalle spezie.

Nel complesso il Lardo ha una consistenza omogenea e morbida, delicatamente umida, è di colore bianco, leggermente rosato o vagamente brunito. Il profumo è delizioso, una fragranza ricchissima di aromi, il sapore delicato, fresco, finemente sapido: una magnificenza che si scioglie in bocca.

Il “Lardo di Colonnata” contiene una buona percentuale di grassi essenziali omega 3 e omega 6 e grazie alla presenza di erbe aromatiche e spezie, di cui assorbe e trasmette tutte le proprietà salutistiche positive, apporta nutrienti fondamentali utili nella regolazione ormonale umana, nella comunicazione tra cellule, nel corretto funzionamento del cervello, del sistema riproduttivo e del sistema immunitario.

La fama, cresciuta negli anni, del “Lardo di Colonnata” lo ha portato a essere da cibo povero per Cavatori a una delizia molto ricercata, per tale motivo è nata la necessità di proteggere la sue specialissime prerogative qualitative e quantitative. Nel 2000 è diventatoPresidio Slow Food” (un prodotto raro ed eccellente), nel 2004 ha avuto il riconoscimento dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con il MarchioI.G.P.” (Indicazione Geografica Protetta, riconoscibile dal Sigillo Bianco di plastica apposto direttamente su ogni trancio del Lardo) che protegge i nomi di prodotti provenienti da regioni specifiche e che possiedono qualità particolari o godono di una reputazione legata al Territorio di produzione, infine è arrivata anche la tutela a livello Europeo. Conseguentemente è sorta anche  l'“Associazione di Tutela del Lardo di Colonnata”.

La Zona di Produzione esclusiva del Lardo di Colonnata IGP” rientra nel Territorio della Regione Toscana nella Frazione di Colonnata, Comune di Carrara, Provincia di Massa-Carrara, mentre gli allevamenti dei suini destinati alla sua realizzazione devono essere ubicati nelle Regioni: Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Umbria, Marche, Lazio e Molise.

Le “Larderiedi Colonnata rientranti nell'Associazione di Tutela del Lardo di Colonnata” che producono il “Lardo di Colonnata IGPsono poco più di 20 (con alcuni Negozi nel Borgo) e la loro produzione annua, che varia a seconda della grandezza delle Aziende, si aggira oltre i 2000 quintali. Una tale produzione non è certo sufficiente a coprire l’infinità di richieste che giungono da moltissime parti del Mondo ecco che il nemico numero uno delLardo di Colonnataè diventato la contraffazione.

Il “Lardo di Colonnata IGPviene commercializzato sia nella tipologia del trancio (o affettato a fette sottili) sia macinato e può essere confezionato sottovuoto o in altri idonei imballaggi, dopo l’acquisto deve essere conservato in un luogo fresco. Dopo il taglio, è buona abitudine ripiegare la cotenna avanzata sul lardo stesso e avvolgerlo in un panno leggermente inumidito.

Oggi vi racconto la storia della Larderia Sanguinetti  una realtà produttiva artigianale delLardo di Colonnata IGP”, e non solo, molto interessante gestita da due Fratelli trentenni Emanuele e Andrea Sanguinetti.

Emanuele, il fratello più grande, terminati gli studi Universitari decise di investire nel proprio territorio affrontando ex novo (l’attività non è stata tramandata né da genitori né da nonni), con grande passione e impegno, la tradizionale e secolare produzione del Lardo di Colonnata e nel 2010 riempì la prima conca di lardo.

Dopo aver terminato importanti lavori di ristrutturazione, con un forte impegno economico, nella Sede dell’Azienda (alcune centinaia di metri quadri su due piani) ubicata in un grande immobile situato in Via Giardino 6/ter in Colonnata (MS), nel 2014 è stata ottenuta l’autorizzazione Comunitaria con bolloCE: IT S8W0D” che ha permesso l’esportazione della  produzione in tutti i Paesi della Comunità Europea.
L’Azienda dispone di un ufficio amministrativo, di un locale destinato all'imballaggio del prodotto finito, di un locale destinato al confezionamento e stoccaggio e di due locali nei quali viene stagionato il Lardo all'interno di 44 conche di marmo.

Nel 2016 anche il Fratello, Andrea Sanguinetti, terminati gli Studi, decise di entrare in società con Emanuele.

Per garantire la qualità più elevata dei loro prodotti i Fratelli Sanguinetti si dedicano personalmente alla selezione delle migliori carni, rigorosamente di origine Italiana provenienti da allevamenti certificati, delle spezie, dell'aglio bianco piacentino e del rosmarino che coltivano personalmente.

Nel Laboratorio, assolutamente all’avanguardia, vengono rispettate le più rigide norme in materia di igiene e sicurezza alimentare, pur portando avanti con passione l’antico metodo di lavorazione che si tramanda ormai da centinaia di anni. Nel Laboratorio viene seguito rigorosamente il disciplinare di produzione del “Lardo di Colonnata IGP” che Loro stagionano per almeno 8 mesi in modo da conferirgli un sapore e una consistenza unici.

La grandissima passione e l’assoluto impegno per il lavoro hanno permesso in pochi anni di far conoscere la loro Larderia e far apprezzare a livello Nazionale e Internazionale tutta la loro produzione, tantoché sono arrivati a vendere oltre che in Italia, anche in Francia, Svizzera, Olanda, Lussemburgo, Belgio e Inghilterra.

La “Larderia Sanguinetti” oggi ha una produzione di oltre 150 quintali annui di Lardo di Colonnata IGP”, anche se la capienza delle conche offre la possibilità di ampliare la produzione nel tempo. Tra i loro prodotti di altissima qualità anche un particolarissimo e buonissimo “Guanciale di Colonnata” piuttosto raro.  

Alla “Larderia Saguinetti” dei Fratelli Emanuele e Andrea Sanguinetti potete trovate il vero mitico e prelibato “Lardo di Colonnata IGP”, un magico e raffinato salume che racchiude in sé secoli di tradizione e viene realizzato con un fascinoso lavoro manuale tramandato nel tempo che richiede molta esperienza e dedizione. IlLardo di Colonnata IGPper le sue specialissime e intrinseche prerogative è un’esperienza gustativa fantastica e assolutamente imperdibile.

https://www.larderiasanguinetti.it/


Colonnata e la Sua Valle (Foto CCT)

Larderia Sanguinetti: Lardo di Colonnata con Sigillo IGP (Foto LS) 
 
"Larderia Sanguinetti": Le Conche di Marmo (Foto LS)

"Larderia Sanguinetti": La Salatura (Foto LS) 

"Larderia Sanguinetti": Il Mitico Lardo di Colonnata IGP (Foto LS)

"Lardo di Colonnata IGP" Macinato (Foto LS)

Esperienza Gustativa Assolutamente Imperdibile (Foto LS)


giovedì 29 febbraio 2024

AZIENDA VITIVINICOLA E AGRITURISMO “LE PALAIE” A PECCIOLI (PI) UN PARADISO DOVE POTER AMARE E SOGNARE TRA VERDEGGIANTE NATURA, VINO E CIBO.




Peccioli è un piccolo Comune (circa 5.000 Abitanti) della Provincia di Pisa nella magnifica Regione Toscana. Il Paese domina dall'alto della sua panoramica collina la Valle dell'Era lungo la direttrice che da Volterra conduce a Pisa, ed è una località a forte vocazione agricola e turistica. Grazie al centro storico e all'area rurale circostante, molto ben preservati, è uno dei 279 Borghi Italiani ad aver ottenuto la qualifica di “Bandiera Arancione” la certificazione di “qualità turistico-ambientale” del “Touring Club Italiano” per i luoghi più meritevoli dell’entroterra.

Il Territorio di Peccioli ha una lunghissima storia in quanto risulta abitato fin dal lontanissimo Periodo Neolitico, ma è soprattutto dal Primo Millennio a.C. che si registra una fisionomia più definita con manifestazioni di popolamento Etrusche.

Ai nostri giorni, come già accennato, l'attività agricola è una delle più importanti ed è caratterizzata dalla presenza di Aziende vinicole e olivicole, nonché di numerose Aziende agrituristiche. Peccioli è molto visitata dai turisti sia Italiani sia stranieri, in prevalenza Tedeschi e Olandesi, anche grazie alla sua ubicazione non lontana dalle Città artistiche della Toscana e anche grazie alla buona ricettività del Territorio.

Nonostante che il Comune sia di dimensioni ridotte il suo comprensorio ospita uno dei siti di smaltimento più grandi e avveniristici della Regione che è una fonte di notevole arricchimento per il Territorio stesso.

Anche a simbolo della ricchezza del Territorio Comunale di Peccioli si ergono possenti “gigantesche sculture” e la “passerella pedonale”.

Quattro le gigantesche e maestose sculture ubicate dal 2011 in diversi luoghi che raffigurano figure umane alte da 5 a 9 metri, sono state realizzate dall’AziendaNaturaliter” in polistirene e poliuretano espanso e rivestite di fibre di cemento per renderle resistenti agli agenti atmosferici. La super fascinosa e panoramicissima passerella pedonale, dotata di tre ascensori, inaugurata il 31 Dicembre 2020, è una realizzazione in acciaio sospesa a 30 metri d’altezza e lunga 72 metri, collega il Centro Storico del Borgo Medievale ai parcheggi della parte bassa del Paese, la più nuova. La passarella è anche un’opera d’arte denominataEndless Sunset” (Tramonto Infinito) visto che l’artista Milanese Patrick Tuttofuoco l’ha “avvolta” in tutta la sua lunghezza con un sinuoso e grande nastro continuo in acciaio inox colorato nelle tonalità del tramonto, una progressione cromatica che riprende i minuti in cui il sole tramonta. La passerella di giorno è estremamente suggestiva e di notte, tutta illuminata, è un vero spettacolo.

Peccioli si raggiunge tramite una diramazione della Strada Statale 439 Sarzanese Valdera, la direttrice che congiunge Volterra e Pontedera. Un’altra principale via di accesso è la Strada Provinciale della Fila, che mette in comunicazione Peccioli e la Valdera con la direttrice Firenze-Pisa (strada denominata FI.PI.LI.).

Uscendo da Peccioli e percorrendo Via del Molino, in direzione della Frazione di Fabbrica di Peccioli per circa 4 chilometri, troverete sulla destra l’indicazione di una Tenuta estremamente interessante sotto molto punti di vista: l’Azienda Vitivinicola e AgrituristicaLe Palaiedi Giovanna Caponi.

L’Azienda Le Palaienasce da una storia di Famiglia intrisa di amore per la terra e la natura in genere.

Angelo Caponi, per tutti Nino, nasce in una Famiglia di coltivatori diretti e allo stesso tempo imprenditori, fin da giovane ha avuto una fervida intelligenza e una ferrea volontà. Nino dopo la Laurea in Economia e Commercio, conseguita a soli 24 anni, è entrato a lavorare in una delle attività della Famiglia, la DittaGori” che opera nel settore della logistica e dei trasporti.

Grazie al grande impegno e all’entusiasmo supportato dalla visione derivante dai suoi studi Universitari Nino in pochi anni ha reso la “Gori” un’Azienda internazionale leader nei trasporti specializzati e refrigerati via nave, in particolare di prodotti vitivinicoli, rafforzando la sua presenza nei Porti Italiani, Francesi, Tedeschi e Spagnoli e spingendosi anche oltreoceano, in India, Australia, Estremo Oriente e Sud America.

Ma a Nino Caponi non bastava il successo della sua Azienda, voleva realizzare anche un sogno, quello di trovare un luogo incontaminato in cui poter liberare la parte più bella e più profonda di sé, un Paradiso, un luogo naturale e magico dove potersi riunire con la Famiglia e gli Amici.

Ecco che dopo moltissime ricerche e sopralluoghi Nino Caponi trovò il luogo sognato e per Lui fu un vero e proprio colpo di fulmine. Il “Paradisoera in Alta Val d’Era nel Comune di Peccioli davanti a un magnifico paesaggio dove la tavolozza dei colori delle colline sembrano pennellate di Pittori impressionisti, dove l’aria è fine e ha un profumo incantevole, dove il terreno agricolo e estremamente fertile, dove la ricchissima biodiversità vegetale e animale regna indisturbata. Tra il 1994 e il 1996 Caponi insieme all’adorata Moglie Paola acquistò un primo lotto di terreni a cui venne dato il nome con cui erano originariamente accatastati: “Le Palaie”.

L’amore per “Le Palaie” si è autoalimentato negli anni grazie alla passione e alla creatività della Famiglia Caponi che ha visto crescere in tutti i sensi la Tenuta anno dopo anno. Due gruppi di fascinosi fabbricati d’epoca, tutti restaurati e divisi in appartamenti perfettamente integrati nel paesaggio e nello spirito del luogo, dotati (con discrezione) di tutte le più moderne tecnologie, da una parte l’Agriturismo e poco distante la Villa Padronale, intorno a loro molte altre Strutture comprese le piscine e il campo da tennis. Un totale di 150 ettari di cui 19 sono coltivati con vigneti di altissima qualità (nel 2004 la prima vendemmia) a cui si aggiungono 4 ettari di seminativo per fauna ed entomofauna ai fini della conservazione e del ripopolamento dell’ambiente, e i 20 ettari di magnifici e verdeggianti boschi di pioppi. Grande spazio è destinato anche alle 1860 piante di Olivo, una delle colture più importanti, tradizionali e tipiche della Toscana.

Dopo impegnativi lavori di sbancamento e costruzione nel 2012 è stata inaugurata la nuovissima Cantina progettata e fortemente voluta da Nino Caponi. Una Cantina bella, panoramica, luminosissima e molto accogliente con grandi spazi per le degustazioni e una enorme terrazza, che rappresenta il cuore della vocazione enologica della TenutaLe Palaie”, dotata delle più moderne tecnologie per la vinificazione. Una Cantina autosufficiente dal punto di vista energetico e idrico, espressione di massima innovazione nel rispetto della tradizione. Dal piano superiore, adibito all’accoglienza e alla degustazione, si scende nei locali tecnici passando per una grande scala scenografica con pareti in vetro.

Le vasche di vinificazione troncoconiche in acciaio e cemento sono dotate di follatore su rotaia, la temperatura delle vasche, l’aerazione e la climatizzazione dei locali di vinificazione sono costantemente monitorate, così come il processo di invecchiamento nella Barricaia interrata. Le fasi di deraspatura, pressatura e vinificazione sono gestite con le più moderne procedure.

La Barricaia custodisce tonneaux e botti di grandi dimensioni, caratelli (botti in legno di alberi da frutto, costruite da un artigiano locale, per custodire l’invecchiamento del loro Vino Passito) e contenitori realizzati in cocciopesto, un materiale antico ereditato dai tempi degli antichi Romani. In questo ambiente magico i vini da Loro realizzati maturano a regola d’arte. In Barricaia accanto alle botti si trovano belle e suggestive sculture disposte all’interno di nicchie che trasformano l’ambiente in una vera a propria galleria d’arte.

Tutto il processo produttivo della Cantina è impostato sulSistema SAen5000” dell’Azienda Parsec specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti, attrezzature e sistemi di controllo integrati per la vinificazione. Il Sistema Integrato SAen5000” permette la gestione intelligente e dinamica dei parametri di controllo e l’interazione con tutti i possibili livelli di automazione nelle operazioni di vinificazione e affinamento dei Vini.

Purtroppo Nino Caponi è venuto a mancare all’età di 82 anni il 9 Settembre del 2020 e a causa di altre tristissime vicissitudini Familiari alla guida della TenutaLe Palaie” è arrivata la Figlia più piccola Giovanna Caponi, la Figlia che mai aveva pensato di assumersi tale responsabilità.
Ma la Livornese Giovanna Caponi è Donna del tutto eccezionale, per 30 anni ha lavorato nell’Azienda di Spedizioni di Famiglia occupandosi della parte finanziaria, tale fatto le ha permesso di girare in buona parte del Mondo. Nel 1993 Giovanna ha sposato Giovanni Soriani e dalla loro unione sono nati tre bellissimi Figli: Sara (1994), Cosimo (1997) e Maurizio (2004).

Scomparso il Padre da subito Giovanna si èrimboccata le maniche” e con intelligenza e grandissima tenacia, contornandosi di un gruppo di fidati collaboratori, ha preso saldamente il timone dell’AziendaLe Palaie”.  

Recentemente sono andato in visita alla TenutaLe Palaiee accompagnato dal bravo Enologo Maurizio Trapani ho visitato sia l’Agriturismo sia l’Azienda.

Maurizio Trapani è nato in Germania nel 1984, si è Laureato in Viticoltura ed Enologia all’Università di Pisa, prima di arrivare a “Le Palaie” agli inizi del 2023 ha fatto importanti esperienze in note Aziende Vitivinicole in Piemonte, Toscana, Trentino-Alto Adige e Sicilia.

Insieme a Maurizio, che è stato molto preciso nel descrivermi dettagliatamente ogni più piccolo particolare, ho visitato sia l’Agriturismo sia le Vigne e gli Oliveti. Successivamente scesi in Cantina abbiamo fatto alcune interessanti degustazioni di Vini presi dai Tini e dalle BottiSvariate sono le Tipologie di Vitigni che qui vengono usate per produrre Vini: Vigor, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Sangiovese, Viognier, Canaiolo, Colorino, Malvasia Nera e Bianca, Colombana, Trebbiano, Canaiolo Bianco e Alicante.

L’area su cui sorge la Tenuta è di origine marina, il suolo è principalmente sabbioso, con vene importanti di argilla: non è raro trovare fossili marini e conchiglie lungo i vigneti. Questa particolare e originale peculiarità dona a questi terreni la speciale salinità che contraddistingue tutti i “Vini dell’Azienda Le Palaie”. Vengono prodotte circa 60.000 Bottiglie l’anno distribuite anche in importanti canali Internazionali.

La gentilissima e straordinaria Titolare Giovanna Caponi in persona con grandissima disponibilità, nella grande, luminosa e panoramica Sala degustazioni della Cantina attrezzata anche con un angolo Cucina, ha preparato un delizioso e abbondante pranzo durante il quale sono state stappate altre Bottiglie per continuare ad assaggiare i Vini e l’Olio Extravergine di Oliva dell’Azienda.

La TenutaLe Palaie” grazie alla magnificenza della natura, alle strutture super accoglienti, panoramiche e immerse nel verde, all’ottima qualità delle loro produzioni è il luogo perfetto per trascorrere giorni di assoluto relax e organizzare qualsiasi tipo di eventi, cerimonie, pranzi e cene, oltreché praticare sport.

L’Azienda Vitivinicola e Agriturismo Le Palaiedi Peccioli (PI) di Giovanna Caponi è un ospitaleparadiso terrestredove abbandonarsi per poter amare e sognare tra la verdeggiante natura, degustando Vino e Cibo di grande qualità.

https://lepalaie.it/

https://www.youtube.com/watch?v=12OICcuTK4Q


Azienda "Le Palaie" a Peccioli (PI)

Giorgio Dracopulos con l'Enologo Maurizio Trapani 

Il Panorama (Foto Le Palaie)

L'Ingresso alla Cantina

La Grande e Panoramica Terrazza della Cantina (Foto Le Palaie)

Giovanna Caponi con il Marito Giovanni Soriani

Cantina: Una Vista

Barricaia: Una Vista 

Barricaia: Botti Grandi e Sculture 
 
Una Vista della Grande e Luminosa Sala Degustazioni

I Vini Degustati

Giovanna Caponi e Giorgio Dracopulos

domenica 29 gennaio 2023

CHEF ENEKO ATXA DEL RESTAURANTE “AZURMENDI” (TRE STELLE MICHELIN) E “JOSELITOLAB” PER UN PERCORSO GASTRONOMICO DA SOGNO.




Molte sono le Aziende Spagnole che producono prodotti di altissima qualità, tra Loro una è semplicemente fantastica: “Joselito”.

Joselito” è un nome leggendario che da 156 anni lavora eccezionalijamónes” (prosciutti) e molto altro, i maggiori esperti del settore l’hanno dichiarata “Azienda Produttrice del Mejor Jamón del Mundo”.

Lo “jamón iberico de bellota” è uno dei simboli più importanti della Gastronomia Spagnola, uno dei prodotti gastronomici più famosi e di alta qualità. Per la Spagna dire “Jamón” (Prosciutto) non è semplicemente indicare quel particolare e curato salume che si ottiene con un antico metodo di lavorazione dalle zampe posteriori del maiale, ma è un vero e proprio “cult gastronomico” che impazza, in senso positivo, praticamente ovunque. La Spagna è il primo Paese al Mondo come produzione e consumo di Prosciutti

In Spagna ci sono due razze fondamentali di maiali, il più autoctono e prezioso, il “maiale Iberico” e, l’altro più comune, il “maiale bianco o serrano”, molto simile a quello delle zone Italiane di maggiore produzione. Il termine “serranoindica la zona di allevamento e stagionatura, la Sierra, praticamente le terre più montane e collinari. Il “Maiale Iberico” (Cerdo Ibérico) è una razza molto antica appartenente alla famiglia dei suini, “sus scrofa domesticus” secondo la denominazione del medico, botanico e naturalista Svedese, Carl Nilsson Linnaeus (1707 - 1778), considerato l’ideatore della classificazione scientifica moderna degli organismi viventi. Il “Cerdo Ibérico” a sua volta si divide in una decina di sottorazze differenti, le cui principali differenziazioni sono date dalla diversa colorazione dell’animale e dal tipo di allevamento/alimentazione.

Lo  “Jamón” che deriva dai citati maiali a sua volta prende il nome secondo la sopraddetta distinzione: - “Jamón Ibérico de Bellota”, prodotto con “maiale Iberico” allevato completamente allo stato brado che si nutre in prevalenza di ghiande (bellotas) è il prosciutto più prezioso; - “Jamón Ibérico de Recebo”, deriva dal suino che cresce seguendo un percorso metà brado, mangiando ghiande, e metà in modo intensivo, con un’alimentazione di mangimi selezionati; - “Jamón Ibérico de Cebo”, da maiale allevato intensivamente, con un’alimentazione esclusivamente di mangimi; - “Jamón Ibérico de Cebo de Campo” se l’allevamento intensivo del maiale, con un’alimentazione esclusivamente di mangimi, si svolge prevalentemente all’aperto.

Per non creare confusione, data la non assoluta veridicità dell’indicazione, il termine “patanegra” (zampa nera in riferimento agli zoccoli di alcuni Maiali Iberici), comunemente usato per il prosciutto di qualità Spagnolo, è stato vietato per legge a partire dal 15 Aprile 2006 con il Decreto Reale 1083 del 5 Ottobre 2001. Tutta la produzione di “jamónes” è garantita con i marchi Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.), Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) e Specialità Tradizionale Garantita (S.T.G.).  

L’Azienda (Cárnicas) “Joselito”, nata nel 1868 dalla volontà di Vicente Gómez, si trova nel piccolo Comune Spagnolo di Guijuelo, nella Provincia di Salamanca, nella grande Comunità Autonoma di Castiglia e León che occupa la parte settentrionale della Mesata (l’altipiano più antico e più grande della Penisola Iberica). “Joselito” un’Azienda di Famiglia oggi guidata da José Gómez (Titolare e Direttore Generale) e da suo Figlio José Gómez Sánchez (la Sesta Generazione dei Gómez).

Una delle peculiarità più straordinarie e interessanti di “Joselito”, oltre alla straordinaria attenzione che pone nell’allevamento e nella lavorazione, è anche quella di produrrejamón vintage”, prosciutti che riposano da 24 mesi a otto anni prima di essere commercializzati “datati” con l’anno di produzione. Ogni annata è diversa, con sue peculiarità specifiche, sia organolettiche sia aromatiche, che rendono ogni prosciutto un pezzo unico, una vera opera d’arte messa in vendita con delle bellissime confezioni.

Oggi “Joselito” ha una proiezione Internazionale molto importante esportando in moltissimi Paesi del Mondo, propagandando anche con una serie di lodevoli iniziative pedagogiche il loro lavoro e la loro filosofia: corsi di taglio, corsi di conservazione e molto altro.

Uno dei Progetti più interessanti e di successo è stato quello di creare il JoselitoLab”, un laboratorio di ricerca ad altissimo livello, dove i migliori Chef del Mondo sviluppano tutto l’immaginabile attraverso incredibili ricette che vedono tagli di maialeJoselitounirsi con i prodotti dei vari Territori: “Quando il miglior Prosciutto al Mondo finisce nelle mani di uno Chef leggendario, è probabile che accada qualcosa di straordinario”.   

JoselitoLab” è una particolarissima ed eccezionale esperienza culinaria, senza precedenti, iniziata nel 2013 e ripetutasi ogni anno (escluso  il 2019 e il 2020 causa pandemia Mondiale), che realizza speciali e unici Ricettari interattivi in grado di combinare l'esperienza di alcuni dei più grandi Chef del Mondo (tutti Tre Stelle Michelin) con il prodotto Spagnolo più prezioso e tradizionale: lo “Jamón”.

A partire dalla Prima Edizione di JoselitoLab” che ha visto la partecipazione dello Chef Spagnolo Ferrán Adriá (El Bulli) si sono susseguiti l’Italiano Massimiliano Alajmo (Le Calandre), l’Olandese Jonnie Boer (De Librije), il Giapponese Seiji Yamamoto (Ryu Gin), il Tedesco Joachim Wissler (Vendôme), il Francese Yannick Alleno (Pavillon Ledoyen) e lo Spagnolo/Basco Bittor Arginzoniz (Etxebarri).

L’Ottava Edizione (2022) diJoselitoLabha visto la partecipazione di un altro Chef Spagnolo/Basco Eneko Atxa (Azurmendi).

Eneko Atxa è nato Mercoledì 14 Settembre 1977 nel Comune di Amorebieta-Etxano ubicato nella Provincia di Biscaglia, siamo nella Spagna Settentrionale nella Comunità Spagnola dei Paesi Baschi, fin da piccolo ha dimostrato molto interesse per la Cucina e le sue prime bravissime insegnanti sono state la Nonna e la Mamma. Successivamente dopo la Scuola Alberghiera diLeioa” (Biscaglia) Eneko ha fatto importantissime esperienze nella Cucine di alcuni mitici Chef super premiati in Spagna (come Martín Berasategui) e in Giappone (come Yoshihiro Murata).

Nel 2005 Eneko Atxa ha aperto, con lo Zio Gorka Izaguirre, il suo RistoranteAzurmendi” nella campagna di Larrabetzu (piccolissimo Comune con poco più di 2.000 Abitanti) a pochi chilometri da Bilbao e a circa 10 Km. dal suo Paese natale. Gorka Izaguirre un personaggio molto noto per essere il più grande produttore di “Vino Txakoli” (un particolare Vini Bianco leggermente frizzante) della Regione.

Azurmendi” e il suo Chef/Patron in breve tempo sono saliti alla ribalta del Mondo culinario Internazionale e in pochissimo tempo, nel 2007, è arrivata anche la “Prima Stella” della prestigiosissima Guida Rossa Michelin, nel 2010 in concomitanza con l’inizio del rinnovamento della struttura del Locale è arrivata la “Seconda Stella” e nel 2012 con l’inaugurazione dell’Edificio bioclimatico la mitica “Terza Stella”. In aggiunta nel 2020 è arrivata anche la “Stella Verde Michelin” che premia i Ristoranti particolarmente impegnati in una rigorosaCucina Sostenibile” (metodo, filosofia, stagionalità…). 

La Struttura del RistoranteAzurmendi” realizzata nel 2010/2012 è situata in un terreno integrato nel suggestivo pendio di una collina coltivata a vigneti autoctoni ed è anche immersa nella natura che lo circonda dove si coniuga perfettamente con lo sviluppo sostenibile. Da “Azurmendi” si lavora la gastronomia come un’eredità ricevuta da consegnare alle generazioni future.

Il Ristorante è costruito incorporando metodi di lavoro minimamente invasivi con l'ambiente, materiali locali e riciclati e le ultime tecnologie avanzate in termini di energia rinnovabile come pannelli solari fotovoltaici sui tetti vetrati e gli accumulatori, oltre ai sistemi di climatizzazione geotermici. Poi ci sono i sistemi di drenaggio vegetale, raccolta di acqua piovana per lavori di irrigazione e pulizia, accumulatori d'acqua, punti di ricarica per veicoli elettrici e moltissimo altro.

Il tetto dell'Edificio è utilizzato per il frutteto, piante aromatiche e una zona serra. L'orientamento della serra a sud e l'area di Sala da pranzo a nord favorisce una migliore climatizzazione Estate/Inverno grazie anche all'Atrio con giardino interno che funziona come cuscinetto climatico e alla facciata vetrata sud dotata di un sistema di cattura solare.

Azurmendiè un edifico sostenibili certificato “LEED” (Leadership in Energy & Environmental Design) per la progettazione e la costruzione. Primo Ristorante sostenibile della Penisola Iberica e anche uno dei più sostenibili al Mondo. Eneko Atxa da “Azurmendi” ha sviluppato importantissimi progetti che associano la sostenibilità alla gastronomia e questo lo ha portato per ben due volte a ricevere il Titolo diRistorante più Sostenibile del Mondo” (2014 e 2018) secondo la classifica “The World’s 50 Best Restaurants”.

Lo straordinario Chef Eneko Atxa ha realizzato per l’Ottava Edizione 2022 di JoselitoLab, il Progetto Gastronomico di ricerca sul Maiale Iberico nell'Alta Cucina, un magnifico compendio di preparazioni che fondono la Cucina dalle radici Basche con i diversi tagli della mitica AziendaJoselito”. Il risultato sono piatti eleganti ed equilibrati che si integrano perfettamente anche nel Menu del RistoranteAzurmendi” (Tre Stelle Michelin) del talentuoso Chef icona della sostenibilità e dell'eccellenza a livello Internazionale.

Per Eneko Atxa la gastronomia è un linguaggio universale che deve spiegare ogni rivolo del suo cosmo particolare, un equilibrio coerente tra prodotto, ambiente, identità, cultura e rispetto verso la natura.

Posso solo aggiungere che grazie all’Azienda (Cárnicas) “Joselitoe il mitico Chef Eneko Atxa del Restaurante Azurmendi” (Tre Stelle Michelin) si è potuto realizzare un vero percorso gastronomico da sogno.

http://www.joselitolab.com/

https://enekoatxa.com/en/

https://www.joselito.com/it/inicio-it

https://www.youtube.com/watch?v=izImb_BwPFI


"JoselitoLab & Enko Atxa": Il Menu 

 Lo Chef Eneko Atxa (Foto Joselito)

"La Tavola del Cerdo Ibérico" (Foto Joselito)

"Cagliata e Miele" (Foto Joselito)

"Ostrica in Tempura e Zabaione al Prosciutto" (Foto Joselito) 

"Lacrime di Piselli e Gel di Cerdo Ibérico" (Foto Joselito)

"Aragosta e Chorizo Affumicato" (Foto Joselito) 

"Parpatana di Tonno Glassata....." (Foto Joselito)

"Picnik" (Foto Joselito)

"Rosa" (Foto Joselito)

"Petit Fours" (Foto Joselito)

 

martedì 4 ottobre 2022

SEMPLICEMENTE MAGNIFICA LA NUOVISSIMA “CASA” DEL RISTORANTE “ARNOLFO” (DUE STELLE MICHELIN) A COLLE DI VAL D’ELSA (SI).




La “Val d’Elsa” si trova nella stupenda Campagna Toscana e si divide tra le Province di Firenze e Siena: una Zona segnata dal corso del Fiume Elsa che attraversa un Territorio estremamente suggestivo “da togliere il fiato”, uno scenario naturale pieno di vigneti e oliveti di grande qualità famosi in tutto il Mondo.

La “Val d’Elsa” conserva un importantissimo patrimonio storico/artistico, caratterizzato da una infinità di strutture quattro/cinquecentesche in ottimo stato di conservazione come Cattedrali, Pievi, Chiese, Abbazie, Conventi, Castelli, Nobili Residenze, Bastioni e moltissimo altro. Questa Zona fin dal Medioevo si è sempre distinta per la lavorazione del vetro e dello zafferano.

La bellissima Cittadina Toscana di Colle di Val d'Elsa, in Provincia di Siena, è arroccata nella sua parte più antica su un alto e panoramico poggio. Anticamente il tessuto urbano era diviso in tre parti: il Borgo di Santa Caterina, il Castello di Piticciano e il Piano, oggi si parla di "Colle Alta" e "Colle Bassa".

Proprio a Colle di Val d'Elsa c’è un Locale a cui sono particolarmente affezionato non solo per la meravigliosa accoglienza e per le fantastiche delizie che vi si gustano ma anche per i suoi specialissimi Titolari: Il RistoranteArnolfodella Famiglia Trovato.

Il Locale porta il nome di Arnolfo di Cambio che è stato un importante Scultore, Architetto e Urbanista, conosciuto anche come Arnolfo di Lapo data la sua nascita nella Famiglia del Notaio Messer Lapo. Arnolfo nacque in una antica Casa Torre a mattoni rossi proprio a Colle di Val d’Elsa tra il 1240 e il 1245, non si sono trovati documenti certi dell’evento lo stesso per la scomparsa che si data tra il 1302 e il 1310. Tra le sue molte opere, realizzate soprattutto a Firenze e Roma, si possono annoverare sculture funerarie e monumentali di grande valore insieme a progetti di valenza mondiale come, tra gli altri, Palazzo Vecchio e la Basilica di Santa Croce a Firenze e il Duomo di Orvieto. A un personaggio cosi autorevole l’antica e storica Cittadina di Colle di Val d’Elsa ha dedicato la Piazza principale nella parte bassa del centro abitato e molto altro.

Le origini della Famiglia Trovato risalgono a una tradizionale Famiglia di Agricoltori delle Campagne Siciliane. Concetta Giannì, sposata Trovato, purtroppo rimase vedova a 38 anni e, nel 1965, decise di trasferirsi, con i 6 figli (Gaetano, Giovanni, Antonina, Enza, Maria, Alessandra) a Colle di Val d’Elsa dove già si era stabilita una sua cugina. Nel 1978, dopo aver appreso gli insegnamenti della Cucina Toscana, Concetta aprì con la spinta delle figlie una Trattoria dove esprimeva con i suoi piatti tutto l’amore per le produzioni più naturali e sane. La “cucina tradizionale di qualità” ebbe subito successo grazie alla bontà delle preparazioni frutto delle nuove esperienze Toscane con forti inserimenti della Terra di origine. Il Locale venne battezzatoArnolfoe si trovava in Piazzetta Santa Caterina, uno degli angoli storico/panoramici più belli della Cittadina.   

Gaetano Trovato, classe 1960, e suo fratello Giovanni, classe 1951, sono nati a Scicli, un antichissimo Comune Siciliano passato attraverso una lunga Storia fatta dai Greci, dai Cartaginesi, dai Romani, dai Bizantini, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Aragonesi per poi giungere fino ai nostri tempi. Un Comune, distante 24 Km. da Ragusa, cosi “riccoe bello che lo scrittore Elio Vittorini (1908 - 1966) lo definì (in un suo romanzo purtroppo incompiuto) “la più bella Città del Mondo”.

A Colle di Val d’Elsa Gaetano è cresciuto contornato da un’atmosfera culinaria forte, positiva, familiare e nello stesso tempo di una qualità eccellente, iniziando cosi ad apprezzare gli aromi e i sapori partendo dal suo primo grande amore: il pane.

Finite le superiori a Colle di Val d’Elsa e conseguito il Diploma all’Istituto AlberghieroPellegrino Artusi” di Chianciano Terme (SI) Gaetano fece 2 anni di specializzazione nelle Cucine del  prestigioso Hotel (5 Stelle) “Kulm”, nella rinomata Località di villeggiatura montana di Saint - Moritz, nel Canton Grigioni in Svizzera. Nel Gennaio 2010 proprio la Direzione del Kulm lo richiamò in occasione del XVIISt. Moritz Gurment Festival” per affidargli, tra gli altri eventi, la prestigiosissima serata del “Gala Dinner”.  Dopo la parentesi Svizzera, Gaetano rientrò in Italia è andò a conoscere i “segreti” di un grandissimo Chef, di origine Umbra, Angelo Paracucchi (1929 - 2004), un vero maestro innovatore della “Cucina Creativa Italiana”, titolare della mitica “Locanda dell’Angelo” ad Ameglia in Provincia di La Spezia.

Successivamente Gaetano si trasferì in Francia al famoso Ristorante/LocandaMoulin de Mougins”, ubicato in un antico e fascinoso Mulino (Moulin) del Sedicesimo Secolo, nel Comune di Mougins, sulle alture di Cannes, nella Regione dellaProvenza Alpi Costa Azzurra”, allora proprietà del suo fondatore il super stellato Chef Roger Vergé. Un’altra fondamentale esperienza Francese di Gaetano fu quella presso Gaston Lenotre (1920 - 2009) a Parigi, fantastico Chef Patissier e imprenditore, fondatore, nel 1971, della “Ecole Lenotreprestigiosa Scuola da cui sono usciti alcuni tra i più grandi Cuochi e Pasticceri del Mondo. Gaston Lenotre possedeva anche dei Ristoranti, tra gli altri, sempre a Parigi, dal 1976 il “Pré Catelan” e dal 1985 il “ Pavillon Elysée Lenotre”. Gaetano Trovato frequentò prima la “Ecole” e poi lavorò nella Cucina del raffinatoPré Catelan” nel cuore di Bois De Boulogne.

Nel Maggio del 1982 Gaetano rientrò nel Locale di Famiglia a Colle di Val d’Elsa, per un paio di anni con la sua Mamma ma poi prese totalmente in mano la conduzione di “Arnolfo”. Passarono alcuni anni e Gaetano allargò ancor di più la sua esperienza facendo brevi Stage da alcuni dei migliori Chef del Mondo, veri e propri artisti come Paul Bocuse, Bernard Loiseau e Alain Chapel.

Intanto, il 28 Febbraio 1990, arrivò un lietissimo evento per Gaetano: a Poggibonsi (SI) nacque la sua bellissima Figlia Alice.

La struttura del RistoranteArnolfodi allora non era più idonea allo svilupparsi di una Cucina emergente e di successo come quella del  bravo Chef Gaetano Trovato. Dopo molte ricerche e tentativi si presentò un’occasione fortunata proprio a pochissimi passi di distanza dalla loro Sede. Venne acquisito uno dei magnifici Palazzi edificati dalla nobile e illustre Famiglia dei Ranieri, Marchesi e Vescovi discendenti da Ranieri I Bourbon del Monte di Santa Maria, Signore di Toscana dal 1014 al 1027. Lo Stabile su 4 livelli (piano interrato, piano terra, piano primo e secondo) è ubicato in una delle principali strade del centro storico e presenta un’architettura quasi totalmente originale, con l’antico portale, e la finestra inginocchiatoio. Il secondo piano, invece, è andato distrutto sotto un bombardamento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale e la ricostruzione è avvenuta nel dopo guerra. Dopo impegnativi lavori di ristrutturazione e di adeguamento, nel 1995, il RistoranteArnolfoebbe una nuova e splendida sede, con in più quattro belle e accoglienti camere matrimoniali.

Il Fratello di Gaetano, Giovanni Trovato, ha fatto un percorso diverso. Dopo le Scuole e l’Università, dove si è laureato in Ingegneria, per alcuni anni è stato a Rotterdam, seconda Città dei Paesi Bassi e Porto più grande d’Europa, in un affermato Studio Tecnico. Poi nel 1990 decise di rientrare nell’attività di Famiglia come Direttore e, seguendo la grande passione per i Vini, iniziò un lungo e impegnativo percorso di 5 anni diventando un grandissimo Sommelier Professionista A.I.S..

Il RistoranteArnolfo” dal 1978, e in particolare dal 1982, ha avuto una storia ricca di super meritati riconoscimenti  oltre a essere membro da molti anni di prestigiosissime Catene e Associazioni del Settore come: “Relais & Châteaux”, “Jeunes Restaurateurs d’Europe” (il cui motto èTalento e Passione”) e “Le Soste”. “Arnolfo” ha ricevuto la “Prima Stella” dall’autorevolissimaGuida Rossa Michelin” nel 1986 e la “Seconda Stella” nel 1999. Tra i moltissimi altri premi, nel 2012, anche l’Oscar Enogastronomico Italiano, l’ambito “Premio Piazza de’Chavoli”.

Eccoci giunti alla fine di questa calda Estate 2022 ha un Evento del tutto straordinario per la Famiglia Trovato che coincide con i 40 anni di attività in loco di Gaetano: l’inaugurazione della nuova e bellissima Sede.  

La Casa di Arnolfo”, così ama definirla lo Chef Gaetano Trovato, si è spostata dal Centro Storico del Borgo di Colle di Val d’Elsa su di una collina di fronte da cui si gode una vista unica e magnifica sulla Cittadina Medievale e sulla stupenda e verdeggiante Campagna Toscana.

Niente di più adatto delle parole stesse di Gaetano Trovato può descrivere il senso di questo trasferimento, frutto di grandi sacrifici e di alcuni impegnativi anni che sono stati necessari per la sua realizzazione: “Questa nuova Sede non è semplicemente il nostro nuovo Ristorante ma è dedicata alle future generazioni, si tratta di un Progetto ampio che raccoglie in sé l’essenza di un intero viaggio, una lunga esperienza di vita e lavoro, segnata dall’entusiasmo e dalla creatività di chi è abituato a guardare sempre oltre il presente. Un luogo innovativo nei contenuti tecnologici ma anche nel pensiero che ne ha suggerito la realizzazione, ovvero la volontà di rappresentare a pieno il legame imprescindibile tra l’Alta Ristorazione, gli uomini e l’ambiente.”

Il rapporto strettissimo tra la Famiglia Trovato e le Loro Brigate di Sala e Cucina, oltre a quello con i Fornitori, è sempre stato al centro di tutta la Loro attività, lo testimoniano generazioni di Cuochi e Maître che con i Loro insegnamenti hanno raggiunto grandi livelli e mete “stellari”. Chi si è formato alla Loro Scuola piace definirsiArnolfini”.

Il nuovissimo Ristorante Arnolfo” manifesta, nella sua preziosa forma architettonica, il più stretto dialogo tra Cucina, Sala e Ospiti, suggerendo, già a un primo sguardo, gli elementi fondanti di uno spazio realizzato con la piena sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale. Dialogo che “The Frame” (La Cornice), questo il nome scelto dallo Studio di Architettura Milani di Siena per la progettazione del nuovo Arnolfo, continua attraverso le linee, i materiali e gli spazi grazie a una meravigliosa e gigantesca vista sensoriale (vetrata) aperta sul Territorio e al contempo rivolta all’interno verso gli ospiti e le esigenze delle persone che vi lavorano.

Tutto il Design segue questo tema, anzi lo raddoppia condue cornici”, una con la suggestiva e ampia visuale sull’antico Borgo e la Campagna circostante, l’altra che si apre sulle Cucine e il relativo lavoro dell’Uomo. Due anfiteatri rivolti alla natura umana e a quella di un territorio, oltreché verso la Storia dell’Alta Cucina Italiana. Mille metri quadrati di superficie con due Sale, divise con opere d’arte mobili, una con 8 Tavoli e l’altra con 6 Tavoli, per un totale di circa 40 coperti. Una bellissima scala con i gradini trasparenti porta, dall’Ingresso del Ristorante, alla Cantina dal design ricercato e contemporaneo in grado di accogliere migliaia di Bottiglie con un’area dedicata a eventi privati. Imponenti le “Tre Carte Vini” (Rossi, Bianchi e da Fine Pasto) che riservano una particolare attenzione al Territorio, all’Italia e alla Francia. Vino e ospitalità contenuti fondamentali della storia professionale e umana di Giovanni Trovato in qualità di straordinario Sommelier e Maître de Maison di Arnolfo”. 

Il progetto di arredo design, così come gli elementi architettonici degli interni, vedono come protagonisti i materiali tipici del territorio attraverso un disegno continuo che si coniuga alle linee eleganti e contemporanee dei Tavoli di Desalto o alle Sedute Archibald di Poltrona Frau per giungere all’Area Cucina, su due livelli, firmata e progettata conTecnologia 4.0dallo stesso Chef Gaetano Trovato in collaborazione con De Manincor.

L’Architetto Andrea Milani, scelto dalla Famiglia Trovato per la Progettazione del nuovo Ristorante ha affermato: “Il Progetto unisce cromie e materiali del Territorio come un menù ereditato dal passato ma interpretato in chiave contemporanea, un po' come la Cucina di Gaetano Trovato. All'interno sono stati usati metalli bruniti e lucidati, Terre di Siena abbinate a travertini e pregiati marmi locali. La grande cornice che inquadra il paesaggio storico di Colle Val d'Elsa è stata realizzata da un artigiano locale in acciaio specchiato. La Cucina, fulcro dell'attività di Gaetano Trovato, è stata sviluppata con soluzioni estetiche e funzionali all’avanguardia per il panorama italiano.”

Gli spazi esterni ampi e accoglienti come anche il Parcheggio e i verdeggianti Giardini sono stati organizzati in modo tale da creare una “promenade di accesso” estremamente suggestiva e funzionale.

In questo nuovo e straordinario spazio Gaetano Trovato, la Figlia Alice insieme a Giovanni Trovato hanno la possibilità di esprimere al meglio tutti i fantastici contenuti del loro progetto di Ristorazione e di Vita.

Nuovo Ristorante e “Due nuovi Menù” tutti da scoprire e assolutamente da non perdere: “Ottantadue\Ventidue”, per celebrare i 40 Anni e “Impressionismo Vegetale”, il percorso vegetariano che caratterizza il lavoro dello Chef ormai da oltre 15 Anni. La “Cucina Cucinata” dello Chef Gaetano Trovato è il risultato di un impegno certosino, appassionato ed esperto, simile a quello di un “architetto”, per ottenere con estro e fantasia una simbiosi tra il cromatismo, la coreografia e il piacere del gusto, il tutto bilanciato ed equilibrato in maniera impeccabile, rispettando le stagioni, il territorio e una qualità eccelsa.

La Filosofia di Arnolfo non cambia, ma si colora di nuove e stimolanti sfumature” conclude Alice Trovato, Manager del Ristorante. Lei, che è una vera e propria “ventata di Primavera” con la sua straordinaria carica vitale e tutta la sua dolcezza accompagnata da uno splendido sorriso, è il futuro più prossimo di questa importantissima realtà Italiana dell’Alta Cucina e dell’Ospitalità d’Autore.

Posso soltanto aggiungere che la nuovissimaCasa del RistoranteArnolfo” (Due Stelle Michelin) di Colle di Val d’Elsa (SI) è semplicemente magnifica.

www.arnolfo.com


Nuovo Ristorante "Arnolfo" a Colle di Val d'Elsa (SI) (Foto Arnolfo)

"Si Scende in Cantina" (Foto Arnolfo)

"Arnolfo" a Colle di Val d'Elsa (SI): Talento e Passione

"Piccione di Laura Peri"..... (Foto Arnolfo)

"Caponatina"..... (Foto Arnolfo)

"Chianina IGP"..... (Foto Arnolfo)

G. Dracopulos, Gaetano, Alice e Giovanni Trovato (Foto L. Managlia)

"Arte e Magia" (Foto Luca Managlia)

"Arnolfo": Semplicemente Magnifico (Foto Luca Managlia)