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sabato 20 giugno 2026

RISTORANTE “SOLE LUNA” A MARINA DI CASTAGNETO CARDUCCI (LI): L’IMPERDIBILE MACELLERIA DI MARE.



Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci (1835 - 1907) è stato un famoso Poeta oltreché Scrittore, Critico Letterario e Senatore, il primo Italiano a vincere ilPremio Nobel per la Letteratura” nel 1906. Nato a Valdicastello, una Frazione del Comune di Pietrasanta (LU), oggi Valdicastello Carducci, è ricordato come il "Poeta Vate" dell'Italia post-unitaria, famoso per l'impegno civile, l'amore per i classici e la polemica contro il Romanticismo.

Suo Padre Michele Carducci (1808 - 1858), studente alla Facoltà di Medicina a Pisa, figlio di Giuseppe, un leopoldino conservatore, e di Lucia Galleni, era uomo dalle forti passioni politiche e di tempra irascibile. Da giovane fu un cospiratore, rivoluzionario e mazziniano, dopo che le autorità intercettarono una sua lettera, fu arrestato e confinato per un anno a Volterra, dove conobbe Ildegonda Celli (1815 - 1870), figlia di un orefice Fiorentino, ridotta come lui in condizioni di povertà. Al termine del confino tornò a Pisa, dove completò gli studi, e andò poi a vivere in Versilia a Valdicastello sua terra natale e dove sposò la Celli il 30 Aprile 1834. Proprio a Valdicastello, la sera del 27 Luglio 1835, nacque il figlio primogenito di Michele e Ildegonda Celli, Giosuè Carducci.

I problemi finanziari del Dr. Michele Carducci si acuirono, costringendolo a lasciare Valdicastello per il vicino Comune di Seravezza LU), dove nacque il secondogenito Dante (1837), successivamente nel 1838 la Famiglia Carducci si trasferì nel fascinoso e antico Borgo di Bolgheri, una Frazione del Comune di Castagneto (LI), in un antico palazzetto in Piazza Alberto. Nella Località maremmana nacque il terzo figlio dei Carducci, chiamato Valfredo (1841), in ossequio alle inclinazioni romantiche del padre. Nei dieci anni a Bolgheri, prima di trasferirsi a Firenze, la Famiglia Carducci visse in povertà e non era possibile per Giosuè frequentare la scuola; il padre incaricò così il sacerdote Giovanni Bertinelli di dargli lezioni di latino durante il giorno, mentre la sera era direttamente Michele a impartirgli l'insegnamento.

Per onorare i dieci anni giovanili trascorsi dal grande Poeta Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci nel Comune di Castagneto nel 1907 fu aggiunta la denominazione Carducci a Castagneto. 

Castagneto Carducci si trova sulla Costa delle Magnifica Regione Toscana, bagnata dal Mar Ligure: siamo nel cuore dell'Alta Maremma (o Maremma Settentrionale) storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” detta oggi anche “Maremma Livornese”.

Castagneto Carducci (circa 8.600 abitanti) è un Comune in Provincia di Livorno, il suo Territorio, pianeggiante verso il mare e collinare nell’entroterra, è la parte centrale della “Costa degli Etruschi” una zona ricca di necropoli Etrusche. La fascia costiera è caratterizzata da vaste pinete, impiantate a seguito delle bonifiche effettuate nel XIX Secolo al fine di proteggere i retrostanti terreni agricoli, che inglobano anche l’importante “Riserva Faunistica di Bolgheri”.

Il nome del Comune deriva dalla parola “castagno”, di conseguenza Castagneto stava a significare “Bosco di Castagni”: nel 1900 fu aggiunto al nome “Castagneto” il termine “Marittimo”.

La storia della parte collinare del Borgo, con il Castello Medievale e la Chiesa di San Lorenzo, è legata a doppio filo con le vicende dei della Gherardesca un’antica Famiglia. Wilfrid, Nobile Longobardo e Capostipite della Famiglia, era il padrone assoluto di molte terre della zona; nel 754 decise di farsi Monaco Benedettino (successivamente, alla sua morte fu santificato e divenne San Walfredo) e fondò il Monastero di San Pietro in Palazzuolo a Monteverdi Marittimo.

Tutte le sue terre furono donate al Monastero stesso, anche per salvarle dai nuovi signori d’Italia, i Franchi. Ma il nome della Gherardesca è più legato a Gherardo, Signore di Pisa e Volterra, che nel X Secolo riconquistò molti dei territori in questione, esercitandovi il ruolo di Vicario della Repubblica Marinara di Pisa. Seguirono secoli di lotte interne alla Famiglia, con conseguenti devastazioni e saccheggi, che proseguirono poi con le terrificanti conseguenze delle varie scorrerie di eserciti che percorrevano la dorsale Tirrenica. Tra la popolazione Castagnetana e la Famiglia della Gherardesca la conflittualità si è protratta, in varie forme, violente o giuridiche, fino ai primi anni del 1900.

Oggi il Comune, oltre al Centro Storico Collinare di Castagneto Carducci, è diviso in tre Frazioni, Bolgheri, Donoratico e Marina di Castagneto Carducci. L’economia del Territorio si basa sul turismo e in particolare su quello enogastronomico in quanto la zona è vocata e famosa per la produzione di ottimi Vini e per un eccellente Olio Extra Vergine di Oliva.

A Marina di Castagneto Carducci la lunga spiaggia, il mare pulito (da molti anni Bandiera Blu), le tranquille pinete, il maestoso “Forte” di origine settecentesca, Villa Margherita (edificata nel 1913 per volontà dei Conti della Gherardesca) con l’annessa Cappella Privata, il Parco Giochi del Cavallino Matto” e le molte strutture ricettive, si animano in estate grazie a una moltitudine di turisti che trovano qui una delle Località più accoglienti della Toscana per trascorrere le vacanze.

Proprio lungo (circa a metà) della nuovissima e bella passeggiata pedonale, denominata Viale Italia, del Lungomare di Marina di Castagneto Carducci, al civico 42, si trova un Ristorante estremamente interessante: “Sole Luna”.

Il RistoranteSole Lunaè stato aperto nel 2011, e completamente rinnovato nel 2019, dai coniugi Cabiria Carducci e Alberto Pernice

Cabiria è nata a Pisa ma la sua Famiglia è di Castagneto Carducci (anche nel Cognome) e da ben tre generazioni è nel mondo della buona Ristorazione proprio a Marina di Castagneto Carducci. Cresciuta in una Famiglia del genere Cabiria ha imparato a conoscere bene sia il lavoro in sala sia il lavoro in cucina, infatti oltre a essere una ottima cuoca è anche Sommelier Diplomata all’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.). Cabiria nel 2008, proprio ai corsi per Sommelier, ha conosciuto Alberto Pernice ed è nata la loro storia d’amore, nel 2011 si sono sposati e dalla loro unione sono nati due bellissimi Figli: Perla e Francesco. Cabiria è una giovane donna solare, simpatica, sorridente e bella, una Cuoca appassionata e decisamente molto brava che dal 2011, da quando ha il Ristorante, ha fatto importanti master con Chef Super Stellati” come il mitico Gaetano Trovato e ha seguito la prestigiosa “Scuola del Gambero Rosso” di Roma. Cabiria porta avanti la Cucina del suo Locale con instancabile dedizione e competenza, realizzando preparazioni decisamente ispirate, creative, belle e assolutamente gustose.

Alberto Pernice è nato nella straordinaria Regione Campania, il 27 Ottobre 1981, a Torre Annunziata, antica e storica Cittadina che si estende nell’insenatura più interna del suggestivo Golfo di Napoli, oggi il Comune rientra nella Città Metropolitana di Napoli.

Torre Annunziata ha fatto della pesca, del commercio, del turismo e della produzione della pasta le principali attività, tanto da essere detta “Capitale dell'arte bianca” per la massiccia produzione di pasta che toccò il picco negli anni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale con oltre sessanta tra mulini e pastifici, oggi ne restano in attività alcuni tra i più noti e premiati al Mondo. Il Porto di Torre Annunziata ai nostri tempi è il terzo più importante della Campania, un punto di riferimento per le attività commerciali e per la marineria locale, ma tra l'Ottocento (nel 1871 furono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo Porto) e gli anni '70 del Novecento ha vissuto il suo periodo di massimo splendore come uno dei più importanti d’Italia. Anche il relativo Mercato del Pesce (e Ortofrutticolo) Cittadino era molto importante: "Abbascio 'a scesa r'Annunziata" è un'espressione dialettale che evoca la memoria storica di Torre Annunziata e fa riferimento alla celebre discesa (l'attuale Via De Simone) che portava allo storico e caotico mercato del pesce un tempo fulcro delle tradizioni cittadine.

Quando era solo un ragazzino il padre lo portava al mercato di Torre Annunziata e mentre sbrigava le sue faccende faceva dare ad Alberto un “cuoppo” (nel Napoletano un particolare cartoccio a forma di cono riempibile di prelibatezze) pieno di cannolicchi freschi. Con tali premesse e poi anche grazie allo Zio (il Fratello della Mamma), un grandissimo esperto di pesce, Alberto è diventato da giovanissimo un vero esperto nella selezione e nella lavorazione del pescato.

Solo con il suo sapere Alberto Pernice a soli 17 anni si è trasferito in Toscana e appena ha potuto ha preso la partita iva per lavorare autonomamente in vari settori. Poi ha frequentato i corsi di Sommelier A.I.S. diplomandosi nel 2007. Successivamente ha aperto anche un accogliente Locale a Livorno ma poi conosciuta e sposata Cabiria è nato il RistoranteSole Luna”. Negli anni Alberto si e appassionato anche alla Cucina, in particolare alla trasformazione del pesce e alla pasticceria, oltre ad aver acquisito un master in tecniche di servizio, un diploma di Bartender presso laFlair Academy” di Milano dove ha anche acquisito competenze avanzate in caffetteria elatte art” (una tecnica decorativa delle bevande di caffetteria con una combinazione di latte montato alla perfezione).

Il Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci è un Locale, luminoso e molto accogliente, dove tutto, dagli arredi all’apparecchiatura, è estremamente curato, circa una settantina di coperti quando si sfruttano anche gli spazi esterni.

Ma veniamo alla mia recente visita.

Il Menù diSole Luna” si apre con un’interessantissima particolarità “La Macelleria di Pesce” che così viene descritta: “La macelleria di pesce di nostra produzione rappresenta un’affascinante evoluzione del mondo della gastronomia. L’attenta e studiata combinazione delle tecniche di stagionatura e di affumicatura, creano piatti unici che uniscono tradizione e innovazione, offrendo agli amanti del pesce nuove esperienze di gusto e versatilità culinaria”. Segue un’ampia scelta di portate che hanno il Mare in comune e i Dessert.

La Carta dei Vini è molto importante e curata, circa trecento etichette con un’ampia scelta di Champagne (una cinquantina di etichette) e Bollicine Italiane, Vini Italiani Bianchi, Rossi e Rosé, una “Piccola Selezione di Vini Bianchi/Rossi Europei” e in Vini da Dessert Italiani e non.

Con in tavola la calda, croccantissima e finissima schiacciata della Casa, stirata a mano, ai semi di finocchio e il buon pane (bianco, integrale e alle noci) di un forno artigianale locale, mi sono preparato alla degustazione.

Su suggerimento di un grande esperto come Alberto Pernice le portate sono state accompagnate da una selezione di ottimi Vini Francesi: “L’Esquisse” Champagne Extra Brut della Famillé Mossé (70% vendemmia 2021 e 30% vendemmia 2020, un blend 70% Meunier e 30% Pinot Noir), “Tradition 2021” Pouilly Fumé Appellation d'Origine Contrôlée (AOC) della Domaine Serge Dagueneau & Filles, “Septembre 2023”, Pinot Noir, Vin de Bourgogne Appellation d'Origine Contrôlée della Azienda Edouard Delaunay e “Chateau Roumieu Sauternes 2020” Gran Vin de Bordeaux, Appellation Sauternes Contrôlée prodotto dallo Château Roumieu.

Sono state servite le seguenti portate: - “Crudo” (Tartare al coltello di ricciola nostrana - Piccola giardiniera - Tartare al coltello di tonno con pomodorini concassé e battuta di olive taggiasche - Maionese, fatta in casa, senza uova, latte di soia e olio ai porri); - “Gambero rosso e Cicala” (Gambero rosso su cipolla fresca marinata ai lamponi insieme alla cicala, marinata, su cavolo viola in agro dolce); - “Mazzancolle + Panino” (Mazzancolle sgusciate con tortino di cecina alla Livornese con Mini hamburger con parti di pesci in frollatura, caponata mista e maionese bianca); - “Tagliolini” (Tagliolini fatti in casa con scampi nostrani, tartare di gamberi rosa e bisque di carapaci); - “Cernia” (Ventresca di cernia maschio cotta a bassa temperatura e successivamente leggermente arrostita su fondo, realizzato con le ossa della cernia, frutti di mare, medaglione di patata novella, olive taggiasche, maionese bianca alla ricotta affumicata ai baccelli e alla menta); - “Salsiccia di Mare” (Salsiccia di mare realizzata riempiendo un budello vegetale con tonno, polpo, seppia a cubettini per ricreare l’effetto del grasso, finocchietto e provola affumicata, su scarola piccante e olive taggiasche); - “Dessert” (Il Dolce preparato con grande classe da Alberto Pernice: Croccante glassa rocher di cioccolato fondente e nocciole con all’interno una mousse al mascarpone con un cuore di savoiardi al caffè e crema al caffè, il tutto adagiato su un crumble di savoiardi al caffè, come finitura una foglia di cioccolato).

Per non farsi mancare nulla”: Ponce alla Livornese e “ThinoVermouth Rosso.

Tutto decisamente molto buono e ben presentato. Le preparazioni della Chef Cabiria Carducci, realizzate con grande amore, assoluta attenzione e materie prime stagionali e di eccellenza, celebrano la tradizione mediterranea e la creatività contemporanea, decisamente delle esperienze uniche che valorizzano il territorio, il pescato del giorno e gli ingredienti selezionati. Il pesce per esempio si sceglie, si taglia e si cucina come in una vera macelleria. Al RistoranteSole Luna” ogni piatto del menù non è solo un ottimo piatto, ma è anche una materia prima da scegliere, da conoscere e da mettere in risalto. In Cucina Cabiria è supportata da una valente Brigata.

Il servizio di Sala è estremamente curato, con l’esperta supervisione di Alberto Pernice, dalla sorridente e gentilissima responsabile Giulia Bueno, Brasiliana con origini Italiane, da diversi anni al Ristorante, per lei l’accoglienza non è un lavoro ma è qualcosa di assolutamente istintivo e dal fascino spontaneo. 

Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci (LI) di Cabiria Carducci e Alberto Pernice è una straordinariamacelleria di mareassolutamente imperdibile.

https://ristorantesoleluna.it/


Ristorante "Sole Luna" a Marina di Castagneto Carducci (LI)

Cabiria Carducci e Alberto Pernice

"Crudo".....

"Cicala e Gambero Rosso".....

"Mazzancolle + Panino".....

"Tagliolini".....

"Cernia".....

"Salsiccia di Mare".....

"Dessert"......

Giulia Bueno

Alberto Pernice e Giorgio Dracopulos


 

venerdì 21 marzo 2025

“JACKIE O’” A ROMA UN LOCALE SEMPLICEMENTE MITICO CON OLTRE 50 ANNI DI STORIA.




Quid melius Roma?” (Che cosa migliore di Roma?) queste sono le parole che ci ha lasciato in una delle sue opere Publio Ovidio Nasone (43 a.C. - 17 o 18 d.C.) noto a tutti semplicemente come “Ovidio”, un famoso Poeta Romano tra i principali esponenti della Letteratura Latina. La sua fama fu grande in vita quanto nelle epoche successive alla sua morte.

Niente è migliore di Roma” e di tale affermazione posso dare una testimonianza diretta, infatti da piccolo ho vissuto diversi anni a Roma prima e oltre al periodo tra i 10 e i 12 anni quando ho fatto la Quinta Elementare e la Prima Media in una delle Scuole più antiche e prestigiose della Città il “Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II”.   

La mia Mamma, una giovane e bellissima donna, si era trasferita nei primi anni Cinquanta a Roma, e dopo aver fatto l’indossatrice per il grande Stilista Italiano Emilio Federico Schuberth (1904 - 1972), in quegli anni all’apice della moda Mondiale, iniziò a fare l’attrice cinematografica.

Essendo cresciuto in un ambiente particolarmente mondano da piccolo e da giovanissimo ho conosciuto e frequentato quella che è stata notoriamente conosciuta nel Mondo come “La Dolce Vita”.

La Dolce Vita” è stato un periodo della Storia d’Italia compreso tra la fine degli anni ‘50 e gli anni ’60, che si riferisce in modo particolare a quanto avvenne nella Città di Roma, durante gli anni del “boom economico” e dell’esplosione della voglia di vivere dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945), in quel  fulcro della vita mondana che fu Via Veneto, il punto di raccolta di tutti i personaggi più noti del tempo grazie alla sua bellezza, alla centralità e la presenza degli Hotel più lussuosi e dei Locali alla moda aperti fino all'alba.

L'origine dell'espressione “la dolce vita” è stata coniata dal giornalista, scrittore, commediografo e sceneggiatore Arnaldo Fraccaroli (1882 - 1956) quando dette il nome “La Dolce Vita” a una sua commedia del 1912. Fu poi il grande regista Federico Fellini che rese famosa la dicitura quando “La Dolce Vitadiventò nel 1960 il suo film capolavoro ambientato proprio a Roma, con la partecipazione di grandissimi attori come Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, che vinse tra un’infinità di riconoscimenti anche il “Premio Oscar”.

In quegli anni a Roma, grazie a “Cinecittà”, il complesso degli Studi Cinematografici (73 edifici, tra cui 21 teatri di posa, centrali elettriche, uffici della direzione e molto altro) realizzato in solo 15 mesi su progetto dell'architetto Gino Peressutti tra il 29 Gennaio del 1936 e il 28 Aprile 1937, si girarono molti film Italiani ma soprattutto produzioni cinematografiche Americane. Tale fatto agevolò l’arrivo non solo di produttori, di maestranze del cinema, di attori e registi affermati, ma anche di aspiranti attori e attrici, avventurieri, intellettuali e artisti, tutti alla ricerca della fama e del successo. In seguito il lusso e il divertimento fece da calamita internazionale anche per gli aristocratici, i reali e i politici.

Un “mondo magico” quello della Via Veneto di allora immortalato da un gran numero di fotografi, diventati poi anche molto famosi, come Rino Barillari o Umberto Pizzi, denominati “paparazzi”, che di giorno e di notte erano alla costante ricerca della foto più sensazionale. Il termine “paparazzo” venne creato e diffuso sempre grazie al FilmLa dolce vita” nel quale un Fotografo d’assalto, personaggio interpretato da Walter Santesso, portava il nome di Coriolano Paparazzo.

Tra i Film dell’epoca mi ricordo molto bene “Totò, Peppino e... la dolce vita” realizzato nel 1961, la divertentissima parodia della pellicola girata l'anno precedente da Federico Fellini riutilizzando gran parte della costosa scenografia di Via Veneto, diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Totò (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis Di Bisanzio) e Peppino De Filippo. Il ricordo è vivo perché mia Madre aveva girato diverse scene del film dandomi, successivamente, anche la possibilità di conoscere Totò.

L’elegantissima e su ambo i lati alberata “Via Vittorio Veneto” come le sue traverse erano decisamente il fulcro della vita mondana dell’epoca. “Via Veneto”, ubicata nel Rione Ludovisi, collega in salita la centralissima Piazza Barberini con Porta Pinciana, la Porta ad arco inserita nelle antiche mura Aureliane. La Via inizialmente era denominata come la Regione Veneto ma nel 1919, dopo la Vittoria nella Prima Guerra Mondiale, cambiò nome in ricordo della battaglia di Vittorio Veneto.

In “Via Veneto” e nelle strade circostanti, oltre ai prestigiosi Caffè come il “Café de Paris” o l’“Harry’s Bar”, ai bellissimi negozi, alle Ambasciate e agli Hotel di Lusso, aprirono diversi Locali notturni molto eleganti, con un servizio impeccabile, spettacoli di varietà e orchestre già famose o che diventarono famose. Ai clienti si richiedeva un abbigliamento adeguato, lo champagne era d'obbligo e i conti alla fine della serata erano anch'essi all'altezza dell’offerta.

Tra i molti bellissimi Locali desidero ricordare il “Club 84”, uno dei più famosi e rinomati di quel periodo, ubicato in Via Emilia, una parallela del tratto finale di Via Veneto, inaugurato nel 1957 da Oliviero Comparini, un notissimo e straordinario personaggio conosciuto semplicemente come “Oliviero”. Al tempo era amico di mia madre e in anni successivi quando sono cresciuto e ho avuto la possibilità di frequentare il Locale ha onorato anche me della sua amicizia. 

Oggi Vi racconto delJackie O’un altro famosissimo e straordinario Locale ubicato in una traversa di Via Veneto: Via Boncompagni al civico 11.

Entrando in Via Veneto, da Porta Pinciana, Via Boncompagni è la quarta traversa a Sinistra (dopo Via Campania, Via Sardegna e Via Sicilia) e si apre tra il “The Westin Excelsior Roma” (Hotel 5 Stelle) e l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, e il suo civico 11 è proprio di fronte al lato della suddetta ambasciata che corrisponde ai suoi giardini.

La nascita del “Jackie O’” è frutto di una idea di Gilberto Iannozzi e di sua Moglie Beatrice che la misero in atto nel 1972 quando acquistarono per 60 milioni di lire il vecchio “Teatro San Carlino” in Via Boncompagni. Agli Architetti Sandro Petti e Gepy Mariani fu dato l’incarico, poi svolto con grandi capacità, di trasformare il nuovo Locale in un luogo dalle molte sfaccettature: night club, ristorante, piano-bar e discoteca. Gil Cagné (Italiano di origine Belga, classe 1940), allora super famoso truccatore delle dive, fu incaricato delle pubbliche relazioni e del lancio del nuovo Locale, che aprì i battenti nel 1973 in pienaausterity” (il drastico contenimento del consumo energetico in seguito alla crisi petrolifera internazionale) e fu proprio lui a scegliere, con grandissimo successo, il nomeJackie O’”.

In quegli anni impazzava sui Rotocalchi, nei Cinegiornali e in Televisione Jacqueline Lee Kennedy Onassis detta “Jackie” o “Jackie O”, la ex first lady americana che dopo essere rimasta vedova nel 1963 del Presidente John Fitzgerald Kennedy (chiamato anche JFK), nel 1968 aveva sposato, con un fastoso matrimonio, l'armatore Greco Aristotele Onassis.

Il “Jackie O’” diventò praticamente da subito un accoglientissimo approdo per il mondo internazionale del “bien vivre”, dove le star e i personaggi più in vista si mostravano raccontando gli eccessi e il lusso di quegli anni. Un’atmosfera incredibile, che avendo avuto la fortuna di poterla vivere, mi ricordo ancora molto bene. Il “Jackie O’” era frequentato da Grace Kelly, Ranieri di Monaco, Valentino, Gina Lollobrigida, Virna Lisi, Ugo Tognazzi, dalla Principessa Margaret d’Inghilterra, dall’Avvocato Agnelli, da Winifred Jacqueline Fraser Bisset, da Marcello Mastroianni e poi ancora Vittorio Gassman, Gianni Versace, Liz Taylor, Gerard Depardieu, Andy Warhol, Helmut Berger, Laura Antonelli, Jean-Paul Belmondo, Florinda Bolkan, Marina Lante della Rovere, Marina Cicogna, dai Rolling Stones e da Alain Delon che spesso ci ballava. Un’atmosfera unica incorniciata da grandi star che vi si esibivano come Liza Minelli che cantava al piano-bar il mitico tema del Film di Martin Scorsese "New York New York” del 1977. Solo per citarne alcuni.

Davanti all’ingresso del “Jackie O’” il grande cancello con l’insegna dorata e il “red carpet” (la passerella destinata ai divi in occasione di grandi eventi) definivano un Locale esclusivo di fama mondiale che non solo ha ospitato artisti famosissimi e ne ha fatto diventare famosi altri ma che attraverso i decenni è rimasto assolutamente fedele al suo inconfondibile stile.

Il “Jackie O’accoglie da oltre cinquant’anni la sua Clientela in un ambiente storico, raffinato, accogliente, intimo, ricercato, con arredi eleganti e dettagli di lusso, con il Piano-bar (dalle 22:00), dove si possono degustare anche ottimi cocktail tra classici e signature scelti nella “drink list” realizzata dal Bar Manager Carlo Borruso, e la Discoteca (dalle 24.00). Due tra i luoghi più esclusivi di Roma con una splendida pista da ballo e la live music dei Dj Resident e di Special Guest, oltre agli spettacoli dal vivo.

Al “Jackie O’” c’è anche il Ristorante ubicato al piano inferiore (adiacente al Piano-bar) che nel 2019, grazie alla volontà della bella e super affascinante Figlia dei Iannozzi, Veronica, è stato interamente ristrutturato affidando il restyling allo Studio di Fabrizia Frezza. Il nuovo arredamento del Ristorante del “Jackie O’” è un indovinato mix di design classico e modernariato con giochi di colore tra nero e oro, luci soffuse, la tappezzeria è stata disegnata appositamente per il Locale, molti specchi e vetrine con pregiate bottiglie di liquori, alle pareti opere d’arte e moltissime foto d'epoca in bianco e nero, incorniciate e sparse ovunque, con i personaggi famosi che hanno fatto la storia del Locale, sedute in pelle e poltroncine di velluto intorno ai tavoli elegantemente apparecchiati. Con la bella stagione il Ristorante gode di un suggestivo “Garden Dehors” in grado di regalare un’esperienza unica e romantica.

Da Venerdì 1° Settembre 2017 l’Executive Chef del “Jackie O’” e il Romano Federico Sparaco.

La Cucina dello Chef Sparaco è una cucina squisitamente Italiana, sia di terra sia di mare, a tratti nostalgica, con continui rimandi allo stile inconfondibile degli anni ’70 e ’80, realizzata con ingredienti selezionati e di pregio. Non mancano piatti iconici, ormai simboli del Ristorante, come: il “vitello tonnato”, i “carpacci”, le “crepes suzette alla lampada”, l’intramontabile “cocktail di gamberi”, la “tartare di manzo rifinita al tavolo dal maître”, le “linguine all’astice”, gli “spaghettoni cacio, pepe e gamberi”, il “riso al salto” (arricchito e personalizzato in stile Jackie O’ con pistilli di zafferano, fondo d’osso buco e parmigiano), l’elegante “risotto Carnaroli provola, oro e Champagne”, i “gamberi al curry flambati alla lampada”, il “filetto flambato direttamente in sala”, e il “filetto Sashi al pepe verde”. Un ruolo fondamentale è svolto dalla griglia dove vengono cotti i migliori tagli di carne, come le magnifiche “bistecche Tomahawk”, la gustosa “Chateaubriand” (un pregiato taglio di carne ottenuto dal cuore del filetto) o il pescato del giorno.

La Carta dei Vini è un vero e proprio viaggio attraverso la Cultura Enologica Mondiale, con una selezione accurata di oltre 600 etichette, di cui una vasta maggioranza dedicata ai grandi Vini Italiani, senza tralasciare le referenze internazionali di assoluto prestigio. Ogni bottiglia è stata scelta con cura dal giovane ma esperto Sommelier Manuel Pompili per offrire un’esperienza sensoriale unica, offrendo la possibilità di degustare i Vini nel loro momento ottimale di maturazione o di scoprire bottiglie rare e introvabili, oltre a valorizzare i territori, la tradizione e il lavoro di vignaioli appassionati.

Al “Jackie O’il Vino è anche al centro del progettoWine Club del Jackie O’”, un'iniziativa, nata nel Gennaio del 2024, dedicata agli appassionati del Mondo vitivinicolo che attraverso Eventi mirati hanno la possibilità di conoscere o approfondire nuove Aziende e nuove etichette a ogni appuntamento.

Il servizio è diretto e coordinato da un grande professionista come Gianni Caddeu, (classe 1969) figura di assoluto riferimento del Ristorante in grado di far sentire tutti gli ospiti super coccolati. È la sua grande e fascinosa esperienza a dar vita ai piatti alla lampada realizzati direttamente, con grande maestria, in Sala.

Dai primi anni ’70 ilJackie O’è molto più di un semplice Club nel Cuore di Roma, è un’oasi di eleganza, di divertimento e di gusto, un’icona di stile e intrattenimento che incarna la sofisticata, suggestiva atmosfera senza tempo deLa Dolce Vita Romana.

Jackie O’un Locale semplicemente mitico con oltre 50 anni di storia.

https://www.jackieoroma.com/ristorante-locale-musica-dal-vivo-roma/

https://www.youtube.com/watch?v=qJILhtR1abQ


"Jackie O’" a Roma: Semplicemente Mitico (Foto E. Rizzo) 

Carlo Borruso (Foto J.O')

Atmosfera Fascinosa (Foto Emanuela Rizzo)

Elegante Accoglienza (Foto Emanuela Rizzo)

Lo Chef Federico Sparaco (Foto J.O')
 
Preparazioni Classiche Stile Anni '70 (Foto J.O')

Una Cucina Deliziosa (Foto J.O')

Una Cucina Accurata e Intramontabile (Foto J.O')

Gianni Caddeu (Foto J.O')

Una Cucina Ricca (Foto J.O')

Una Cucina Raffinatamente Gustosa (Foto J.O')

Veronica Iannozzi (Foto JO')


venerdì 21 febbraio 2025

ALL’ ATRIUM BAR DEL MERAVIGLIOSO FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE LA NUOVA FANTASTICA DRINK LIST È STORIA E POESIA LIQUIDA.




Nella “favolosaCittà Toscana di Firenze tra l’infinità di magnifici monumenti ed edifici storici c’è, al numero Civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al Mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La “Four Seasons Hotels & Resorts” è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 130 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in più di 40 Paesi del Mondo. In Italia ci sono tre strutture di questa Catena: Firenze, Milano e Taormina (Messina).

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Palazzo del Nero” (negli anni definito anche “Conventino” e “Villa”). Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) Architetto, Ingegnere e Scultore Fiorentino. Il Secondo risale al XVI Secolo. I due Edifici Rinascimentali sono divisi dal fantastico Parco Botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato ilGiardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “Casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. Il tutto arricchito e decorato con una fine e preziosa serie di pitture e di bassorilievi.

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato coperto con un lucernario; tutto il lavoro è stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso (due Palazzi e il Parco) dopo essere stato rilevato dallaFour Seasons Hotels & Resortsnel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti. In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute. Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del “Palazzo della Gherardesca” è una delle “perle” della Catena Alberghiera della “Four Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 115 straordinarie camere e suite, altre 36, appena ristrutturate sono al Palazzo del Nero”. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna è ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali e molto altro). Poi c’è la grande piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i lussuosi negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Un tale imponente complesso come quello del “Four Seasons Hotel Firenze” richiede alcune centinaia di dipendenti e di un grande ed espertissimo Responsabile: dal Mese di Luglio 2019 il Direttore Generale è Massimiliano Musto.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’accoglienza Enogastronomica di grande qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.

I Ristoranti sono “Al Fresco”, la Trattoria aperta nella bella stagione a bordo piscina, il Ristorante fiore all’occhiello della struttura “Il Palagio” (Una Stella Michelin) e il nuovissimo RistoranteOnde” con il “Bar Berni”.

L’Executive Chef delFour Seasons Hotel Firenzeè il bravissimo Paolo Lavezzini.

Oltre a tutto ciò c’è il lussuoso, elegante e accogliente spazio denominato “Atrium Bar”.

Tra la vasta e preziosa offerta di “Atrium Bar” il suo Team ha adottato, nei primi giorni di Febbraio 2025, la nuova riccadrink list” denominata “Sips of History”: una vera e propria celebrazione delle iconiche bevande e dei momenti culturali più significativi del XIX Secolo. Ispirato a un’epoca caratterizzata da rivoluzioni artistiche, dall’ascesa del romanticismo e dalle innovazioni nel mondo della mixology, ogni cocktail rende omaggio a figure, eventi e luoghi che hanno segnato questo periodo straordinario, offrendo agli ospiti l’opportunità di assaporare qualcosa di unico.

Già dai nomi dei nuovi drink ci si rende subito conto che rendono omaggio a icone senza tempo, sia locali che internazionali:

- “Folies Bergère”: Ispirato all’energia frizzante e al glamour delle notti nei teatri e nei caffè-concerto, unisce banana, mandorle, Vodka Altamura e Rinomato Americano Bianco, evocando l’atmosfera scintillante di una serata al Teatro Fiorentino della Pergola;

- “Yellow Kid”: Un tributo agli artisti rivoluzionari e ai pionieri, tra cui il creatore, Richard Felton Outcault, di una delle prime serie di strisce a fumetti al mondo. La sua anima prende vita grazie al carattere deciso del Tequila Casamigos Blanco, mentre la schiuma di mandorle e lamponi racchiude la dolcezza dei sogni audaci e la forza di uno spirito rivoluzionario;

- “Sherlock Holmes”: Quando Firenze si trasformava al calar della sera in un intricato labirinto di mistero e fascino, il drink cattura l’essenza della città. Preparato con Gin Tanqueray Ten e un tocco di china, evoca i sussurri segreti e le ombre di intrighi che si snodavano nei palazzi nobili della Città;

- “Dracula”: Con un morso tanto intenso quanto quello di un vampiro, unisce il Michter's Sour Mash e il rum Flor de Caña, arricchiti da spezie, onorando il classico senza tempo che ancora ci affascina. Un drink avvolgente e deciso, tanto potente e misterioso quanto la leggenda che lo ispira; 

- “The Donut”: Originariamente priva di buco, la ciambella ha subito una trasformazione che l'ha resa un intramontabile cult. Questo cocktail, con Whisky Macallan 12 anni, cioccolato, noce moscata e pepe bianco, onora la dolce semplicità del classico, dimostrando che le cose migliori della vita vanno assaporate, in qualsiasi forma si presentino;

- “La Lira”: Un tributo all’indimenticabile moneta Italiana, una celebrazione di un ricco patrimonio storico. Il vibrante mix di Cognac, acquavite, basilico e Artemisia risveglia una nostalgica connessione con le tradizioni e l’eredità culturale Italiane;

- “Firenze Capitale”: Nel pieno splendore del potere e del prestigio ottocentesco, le strade di Firenze Capitale d’Italia (dal 3 Febbraio 1865 al 3 Febbraio 1871) erano attraversate da infiniti brindisi celebrativi. Questo cocktail, che mescola Vermouth al caffè, Amaro Santoni e un tocco dorato di zafferano, cattura l'essenza di quei momenti grandiosi, in cui ogni sorso riecheggia la vibrante storia della città;

- “La Locomotiva”: Ispirato all'eredità di George Stephenson, il genio dietro l’invenzione della locomotiva a vapore, questo drink incarna lo spirito del progresso. A base di Mezcal, evoca il “fumo” dell'innovazione, mentre il mango fermentato e la menta aggiungono un tocco contemporaneo, simboleggiando il viaggio senza fine della modernità.

Edoardo Sandri, Assistant F&B Manager di Atrium Bar, ha affermato: “La creazione della nuova Drink List Sips of History è stata un'esperienza entusiasmante per tutti noi. Ogni cocktail è stato pensato per onorare un'epoca, un luogo e le persone che l'hanno vissuta. Volevamo riportare in vita quei momenti attraverso un gioco di sapori, contrasti e l'essenza di un periodo indimenticabile. Ogni drink è un invito a immergersi piacevolissimamente nella storia in un modo fresco, emozionante e coinvolgente”.

Ogni cocktail del nuovo MenùSips of History” si trasforma in un protagonista, dando voce alla creatività e all’essenza di un’epoca che ha segnato profondamente il passato. Più di una semplice “drink list”, un’esperienza che invita gli ospiti a immergersi in un viaggio interessantissimo nei meandri del tempo, rivivendo la vitalità di altri tempi e aprendo nuove prospettive sulla storia, proprio sorso dopo sorso.

All’Atrium Bar del meraviglioso Four Seasons Hotel Firenzeimmersi in una magica atmosfera super raffinata e accogliente potrete scegliere dalla nuova fantasticaDrink List - Sips of History” dei buonissimi cocktail che sono storia e poesia liquida.

https://www.fourseasons.com/it/florence/

https://www.youtube.com/watch?v=XJIjBtfXHXg


"Four Seasons Firenze": Il Fascinoso e Accogliente Atrium Bar 

 "Atrium Bar": Il Nuovo Menù Sips of History (Foto FSF)

 "Sips of History": Un Gioco di Sapori e di Contrasti (Foto FSF) 

 "La Locomotiva"... (Foto FSF)
 
"Sips of History": Storia e Poesia Liquida (Foto FSF)


sabato 4 maggio 2024

LA CUCINA RAFFINATA DI “PELLICO 3” IL SUPER ACCOGLIENTE RISTORANTE DEL LUSSUOSO E PRESTIGIOSO HOTEL “PARK HYATT MILANO”.



Milano è il Capoluogo della Regione Lombardia e dell’omonima Città Metropolitana, è anche una delle aree più popolose d’Europa rientrando infatti tra le 20 Città Europee più grandi. Milano è il principale centro economico, industriale, finanziario Italiano oltre a essere ai vertici dell’editoria e anche del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del mitico “Teatro alla Scala” con la sua lunga tradizione operistica. Milano è tra i principali Poli Fieristici Europei ed è considerata una delle Capitali Mondiali della Moda.

Con così tanti pregi Milano è una delle mete del Turismo Internazionale, figura tra le 40 Città più visitate al Mondo attestandosi seconda in Italia dopo Roma e quinta nell'Unione Europea.

Una tale Città non poteva non avere un’accoglienza dalle mille sfaccettature al fine di coprire qualsivoglia richiesta e ciò ha favorito l’apertura di Locali e Alberghi di ogni tipo e livello.

Nel cuore del Capoluogo Meneghino (“Meneghinomaschera popolare Milanese diventata un simbolo della Città) è ubicato il magnifico Hotel (5 Stelle Lusso) “Park Hyatt Milano”.

Il cuore della Città di Milano è sicuramente laPiazza del Duomoe le zone limitrofe.

Il “Duomo di Milano”, ufficialmente “Cattedrale Metropolitana della Natività della Beata Vergine Maria”, situato nell'Omonima Piazza al centro della Metropoli è la Chiesa più grande d'Italia, la più grande della Repubblica Italiana poiché la “Basilica di San Pietro” che è più grande si trova nel territorio dello Stato Vaticano. Una Cattedrale a dir poco spettacolare la cui costruzione iniziata nel 1386 si è conclusa nel 1932.

Guardando frontalmente la Cattedrale a sinistra c’è un’altra straordinaria struttura architettonica la “Galleria Vittorio Emanuele II”.

La Galleria (edificata in soli tre anni) è una strada pedonale coperta che collega Piazza Duomo a Piazza della Scala dove si trova il “Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala”. La Galleria grazie alla presenza di decine di eleganti negozi e locali, fin dalla sua inaugurazione, avvenuta il 15 Settembre 1867, è il “salotto buono” di Milano. L’Arco d’ingresso su Piazza Duomo fu finito successivamente e inaugurato il 24 Febbraio 1878. La Galleria è realizzata da duebracci incrociati”, di cui il maggiore che congiunge Piazza della Scala a Piazza Duomo è lungo 196 metri, mentre il minore che unisce Via Ugo Foscolo a Via Silvio Pellico, che fiancheggiano la Galleria, misura 105 metri. La Galleria, costruita in Stile Neorinascimentale, è tra i più celebri esempi di “Architettura del Ferro” vista la copertura in ferro e vetro che rappresenta l'archetipo della galleria commerciale dell'Ottocento.

Uscendo dalla Galleria”, attraversando Via Silvio Pellico, fatti pochissimo passi in Via Tommaso Grossi al Civico 1 è ubicato proprio l’HotelPark Hyatt Milano”.

L’Hotel Park Hyatt Milanoè una vera icona dell’ospitalità, nel 2024 celebra i suoi primi 20 anni di vita, in nome di un glamour elegante e sofisticato, specchio dello spirito meneghino su cui l’Hotel affonda le proprie radici e confermandosi un luogo cult di Milano.

Il super lussuoso Hotel è stato realizzato all’interno di uno splendido Palazzo ottocentesco, da sempre destinato all’ospitalità. Il Palazzo infatti fu edificato nello stesso periodo della vicinaGalleria Vittorio Emanuele IIe venne inaugurato come Hotel Confortable”.

Nel 1877 i Fratelli Bocconi, noti imprenditori del tempo e successivamente anche fondatori dell’Università Bocconi di Milano, acquisirono il Palazzo trasformandolo nel primo Grande Magazzino Italiano, sul modello dei FrancesiLe Bon Marché” e “Galeries Lafayettee degli InglesiLiberty’s” e “Harrods”. Il Magazzino inizialmente si chiamò "Aux Villes d'Italie" ma nel Gennaio del 1880 fu italianizzato in "Alle Città d'Italia".

Una curiosità: nel 1917 la Società "Alle Città d'Italia" dei Fratelli Bocconi, che al tempo si era ingrandita con altri punti vendita, venne rilevata dall’Imprenditore Milanese Senatore Borletti (1880 - 1939) che affidò al grande Poeta Gabriele D'Annunzio il compito di dare un nuovo nome alla Società: il 27 Settembre 1917 nacque laRinascente”.

Nel 2005, dopo imponenti lavori di ristrutturazione con la realizzazione 82 bellissime Camere e meravigliose 26 Suite, il Palazzo è finalmente tornato alle sue origini diventando il “Park Hyatt Milano” e affermandosi come punto di assoluto riferimento nell’accoglienza di lusso. Per festeggiare il grande traguardo dei primi 20 anni l’Hotel ha inaugurato tre nuove e grandiSignature Suite”, progettate dallo Studio Flaviano Capriotti Architetti, dedicate a tre luoghi simbolici di Milano: “Brera”, “Duomo” e “Montenapoleone” (le ultime due ubicate al Sesto e ultimo piano dell’Hotel sono dotate di Terrazzi). Riferimenti non casuali che enfatizzano il profondo legame dell’Hotel con la storia e la cultura Milanese, una realtà autoctona cresciuta nel cuore della Città che rispecchia la migliore Ospitalità Italiana.

Gli ospiti del “Park Hyatt Milano” vivono ogni giorno un’esperienza straordinaria grazie a un’offerta di altissima qualità attenta alle più particolari esigenze e richieste. I differenti momenti della giornata sono scanditi dai super accoglienti spazi iconici che contraddistinguono l’Hotel rendendolo un esempio di raffinatezza ed eleganza nel panorama dell’Hotellerie di lusso Milanese ed Internazionale. A cominciare, per esempio, dalla “Cupola”, un ambiente maestoso, fascinoso e unico nel quale gli ospiti possono rilassarsi a tutte le ore del giorno illuminati dalla luce naturale che irradia l’ambiente attraverso l’ampia cupola in vetro. Un luogo di incontro, un grande salotto in cui poter trascorrere momenti preziosi e indimenticabili.

Quando cala la sera e le luci si fanno più soffuse, con la sua atmosfera vibrante il “Mio Lab Cocktail Bar” è la destinazione ideale per prepararsi alla serata, sorseggiando uno dei meravigliosi cocktail realizzati dagli abili mixologist sotto la guida del Bar & Lobby Manager Alessandro Iacobucci Vitoni. Infine, per concludere la giornata in bellezza, il Ristorante fine diningPellico 3 Milano” (progettato dallo Studio Flaviano Capriotti Architetti, come il Cocktail Bar) è l’ubicazione perfetta per vivere un’inedita esperienza di grande gusto immersi in uno spazio luminoso e accogliente.

Dal Mese di Settembre del 2021 lo Chef Executive dell’imponenteReparto Food” (Ristorante “Pellico 3”, Bar, Servizio in Camera, famoso Club Sandwich, Colazioni e altri Servizi di Ristorazione) del Park Hyatt Milano è il bravissimo Guido Paternollo.

Guido Paternollo è nato a Milano, Mercoledì 9 Gennaio 1991, un ragazzo buono e studioso; dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato il Liceo Scientifico e successivamente l’Università, al Politecnico di Milano, dove si è Laureato in Ingegneria. A casa la sua Mamma era molto brava ai fornelli e lui solo per divertimento aveva imparato seguendola a cucinare per gli amici. Dopo però aver lavorato pochi anni alla mitica Azienda Ducati ciò che era pura passione iniziò a fare breccia nel suo cuore e decise di dedicarsi alla cucina come professione.

Da subito Guido ha iniziato e ha proseguito facendo esperienze davvero straordinarie con grandissimi Chef pluristellati. Dal Settembre 2014 al Gennaio 2017 dal bravissimo Enrico Bartolini (13 Stelle Michelin Complessive) al RistoranteMudec” del Museo delle Culture di Milano (Tre Stelle). Dal Gennaio 2017, trasferitosi in Francia a Parigi, ha lavorato come Chef de Partie prima al RestaurantAlléno Paris au Pavillon Ledoyen” (Tre Stelle) dello grande Chef Yannick Alléno fino al Mese di Aprile del 2019 e dal Maggio 2019 al Restaurant Alain Ducasse au Plaza Athénée” (Tre Stelle) dove è rimasto fino al Mese di Giugno 2021 quando il mitico Chef Alain Ducasse decise, dopo 21 anni di strepitosi successi, di interrompere allo scadere del contratto la sua collaborazione con il lussuosissimoHôtel Plaza Athénéedella Dorchester Collection.

L’Hotel Park Hyatt dalla sua apertura è sempre stato un punto di riferimento enogastronomico molto importane del Capoluogo Meneghino e il RistorantePellico 3” ha raggiunto il suo maggior lustro con le “Due Stelle Michelin” prese nel 2019. Con l’arrivo dello Chef Guido Paternollo il RistorantePellico 3” è diventato il suo assoluto regno dove ha instaurato con educazione e intelligenza la sua grande esperienza fatta di passione, studio, impronta Italo/Francese e attenta organizzazione: niente è lasciato al caso e il più alto livello è la consuetudine.

Il RistorantePellico 3” è un Locale raccolto e accogliente, lo stile dell’arredo è classico, pochi i coperti per godersi in tutta tranquillità al meglio i “piaceri della tavola”.

La Carta dei Vini è ricca e selezionata. Il Menù alla Carta offre sia preparazioni di Mare sia di Terra, il Menù Degustazione è di 6 portate. AlPellico 3 si possono degustare eccellenze come: Asparagi, pistacchio, uova di salmone, bottarga - Scampi, animella curry, zenzero, cuore di lattuga fondente - Verdure (di stagione) dell’orto e i loro condimenti - Risotto all’alloro, anguilla laccata, caviale siberiano, limone fermentato - Spaghetto, burro all’acciuga affumicato, ricci di mare, finocchietto - Tortelli, ricotta di pecora, ‘nduja, melograno - Astice blu, carpaccio di zucchine, mille foglie di fiori di zucca, tapenade di olive taggiasche, maggiorana -  Rombo marinato al miso, piselli, alghe, cassolette primaverili e lumachine di mare - Piccione, dattero, cipollotto - Millefoglie croccante di avena, miele e noci - Rabarbaro in crosta di zucchero, liquirizia, kefir, sommacco - Tarte fine di fragole caramellate, mandorle, fior di latte di capra.

L’Executive Chef Guido Paternollo usa materie prime super selezionate di grandissima qualità nel rispetto dei tempi della Natura. La sua è una Cucina in continua evoluzione, fatta di tecnica abbinata alla conoscenza, in grado di regalare gustosi sapori, vivaci colori e risvegliare i cinque sensi.

Al super accogliente Ristorante Pellico 3del lussuoso e prestigioso Hotel Park Hyatt Milanopotrete godere una piacevolissima esperienza con la raffinata cucina del bravissimo Chef Guido Paternollo.

https://www.hyatt.com/en-US/hotel/italy/park-hyatt-milan/milph/italiano

https://www.youtube.com/watch?v=tLSaK1VsoY0


Ristorante "Pellico 3": Lo Chef Guido Paternollo (Foto Pellico 3)

Ristorante "Pellico 3": Una Vista della Sala (Foto Pellico 3)

"Asparagi"... (Foto Pellico 3)

"Scampi"... (Foto Pellico 3)

"Verdure dell'Orto"... (Foto Pellico 3)

"Risotto"... (Foto Pellico 3)

"Tortelli"... (Foto Pellico 3)

"Astice Blu"... (Foto Pellico 3)

"Piccione"... (Foto Pellico 3)

"Millefoglie"... (Foto Pellico 3)

"Rabarbaro, liquirizia e"... (Foto Pellico 3)

"Tarte Fine di Fragole"... (Foto Pellico 3)