Visualizzazione post con etichetta georgia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta georgia. Mostra tutti i post

domenica 8 maggio 2022

“IL SORPASSO” A CASTIGLIONCELLO (LI): IERI UN MITICO FILM OGGI UN DELIZIOSO E GUSTOSO RISTORANTE.




Castiglioncello, Frazione del Comune di Rosignano Marittimo in Provincia di Livorno, ha un’antica storia legata indissolubilmente a quella Strada Romana che porta il nome di “Via Aurelia”.

Tra il III e II Secolo a.C. prese forma la rete delle principali vie di scorrimento dell’Italia Romana, tra queste una delle più importanti si chiama tutt’ora “Via Aurelia”. Nel 241 a.C. il Console Lucio Aurelio Cotta (esponente politico di spicco della gens Aurelia) volle una strada, lunga circa 190 miglia (280 Km.), che unisse i centri abitati che oggi portano i nomi di Palo, Cerveteri, Ansedonia fino a giungere a Vada (a quel tempo un porto di una certa importanza).

In epoche successive l’Aurelia prosegui verso Pisa, raggiungendo poi la Francia e la Spagna; oggi il suo tracciato corrisponde, all’incirca, al percorso della SS-1. La “Via Aurelia” fin dalla sua nascita ebbe scopi principalmente commerciali e attraverso i secoli sul suo percorso nacquero piccoli centri per dare conforto e assistenza ai viandanti che la percorrevano.

Castiglioncello sorse, con poche case, intorno alla Torre Medicea (solido monumento ancora esistente) voluta, intorno alla metà del 1500, dal Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici (15191574), come punto di avvistamento e difesa contro i pirati.

Passarono moltissimi anni e Castiglioncello, baciata da un clima estremamente piacevole e mite, iniziò a essere la meta dei Pittori Macchiaioli (il più famoso dei quali Giovanni Fattori era nato proprio a Livorno nel 1825) che presero a frequentarla e a immortalarla nei loro dipinti, divenendo piano piano un’ambita Località Turistica.

 In Italia negli Anni ’30 sorsero le prime Colonie Estive, lo Scoutismo e i Treni Popolari che per molti Italiani furono la prima occasione per vedere il Mare. Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) fu istituito il “Ferragosto Vacanziero” (come lo intendiamo oggi) e arrivarono gli Anni ’60 che sono stati il decennio del “boom economico Italiano”. La nostra moneta, allora la lira, venne premiata dal “Financial Times” come la moneta più stabile nel panorama economico Internazionale. Il tasso medio annuale di crescita Italiano era più alto delle più grandi economie Mondiali. A livello sociale, disoccupazione, povertà e analfabetismo iniziavano a scomparire, ci fu l’esplosione della così detta “Società dei Consumi” e lo sviluppo rapidissimo della “Società Capitalistica” che aumentò notevolmente il benessere in generale grazie anche all’imponente crescita economica.

Le Vacanze Estive iniziarono a essere ambite da un largo strato della Popolazione e la meta indubbiamente più gettonata per trascorrerle era il Mare e il “Mare” voleva dire “Spiaggia”. Visto che l’Italia è una Penisola molte iniziarono a essere le Località Balneari famose per la loro accoglienza come la Riviera Romagnola o quella Laziale (io, per esempio in quegli anni vivevo a Roma e andavo tutta l’estate a Fregene) ma tra tutte alcune di queste Località assunsero una qualifica di mete più prestigiose e Castiglioncello, adagiata sulle sue bellissime scogliere e immersa nella sua lussureggiante Pineta in un fantastico contesto panoramico, era sicuramente una di queste.

Castiglioncello negli anni ’6o era frequentata dal bel Mondodi allora: famosi Personaggi dell’Economia, dello Spettacolo, dell’Arte e della Politica qui erano di casa. A conferma di tale fatto un mitico e famoso Attore, un vero mattatore, come Vittorio Gassman, allora quarantenne, quando gli fu proposto di girare un Film intitolato “Il Sorpasso” accettò ma insistette che fosse girato a Castiglioncello  dove lui era solito trascorrere le vacanze con la Famiglia e voleva approfittare nelle pause di lavorazione, visto il periodo estivo, per trascorrere del tempo con loro.

Il Sorpasso” è un Film del 1962, diretto dal grande Regista Dino Risi, generalmente considerato come un capolavoro e costituisce uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi dell'Italia di quegli anni. Il Produttore Mario Cecchi Gori impose al Regista, per contenere i costi, di girare la pellicola in soli sessanta giorni a cavallo del Ferragosto di quell’anno. Al Film, come interpreti principali, parteciparono  Jean-Louis Trintignant (Attore Francese allora trentaduenne) e la giovanissima (allora diciasettenne) e bellissima Attrice Belga naturalizzata Italiana Catherine Spaak.

La pellicola è un vero “road-movie” (pellicola di strada), il primo del genere in Italia, poiché è strutturale il legame che viene vissuto con la strada nello svilupparsi della vicenda narrativa. La Strada è proprio la già citata “Via Aurelia” l'arteria consolare che allora rappresentava l’ideale percorso delle vacanze. È la strada, nel suo rapporto attivo e passivo coi due protagonisti Gassman e Trintignant, che segna il percorso da un punto di partenza preciso (la Roma deserta di un Ferragosto qualunque) sino alla tragica curva di Calafuria tra Quercianella e Livorno dove la Via è a picco sul mare.

Mitica anche l’automobile usata nel Film, una Lancia Aurelia bianca versione B24 Spider (con la carrozzeria volutamente non perfetta), un’autovetture prodotta tra il 1955 e il 1958. Una macchina che inizialmente rappresentò il prototipo di un'idea di eleganza e raffinatezza ma che ben presto si trasformò nell'ideale dell'automobile aggressiva, prepotente, truccata nel motore e negli allestimenti, tra cui il famosissimo e straordinario “clacson tritonale” che tra l’altro accompagna magnificamente gran parte delle sequenze in auto: una tra le più belle autovetture mai costruite al Mondo. Straordinaria anche  la Colonna Sonora del Film che venne curata dal Maestro Riz Ortolani (1926 - 2014) con l’inserimento, per quei tempi del tutto originale, di alcuni motivi musicali tra i più famosi cantati da artisti come Tony Renis, Domenico Modugno e altri. Il FilmIl Sorpasso” ebbe da subito uno straordinario successo di Pubblico e di Critica sia in Italia sia all’Estero e nel 1963 fece incetta di molti importanti Premi Cinematografici, costato circa 300 Milioni di Lire incassò solo nei primi tre anni più di un Miliardo.

Proprio a Castiglioncello e proprio sulla Via Aurelia, al Civico 755, il 22 Febbraio 2020 è stato aperto da Savino Troia e Nicoletta Luca un Ristorante/Bistrò con un nome che ha un fortissimo legame con il Territorio: “Il Sorpasso”.

Savino è nato, il 5 Giugno 1986, nella Storica e bellissima Città di Trani adagiata sulla Costa della Puglia. La sua Famiglia era numerosa e ogni occasione d’incontro tra i Parenti diventava praticamente una “grande festa” con annesse delizie gastronomiche da gustare. Savino oltre a essere una “buona forchetta” è stato anche rapito dal fascino della “Cucina” che si preparava per tali occasioni: si ricorda sempre la velocità con cui la Nonna preparava una Pasta Tradizionale come le “orecchiette”. Per seguire questa sua aspirazione, finite le Scuole dell’Obbligo, Savino si è Diplomato nel 2000 all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità AlberghieraUmberto Di Pascaa Potenza.

Da allora in poi Savino ha sempre lavorato in importanti Ristoranti in Italia e all’Estero: tra gli altri per due anni è stato a Londra al “Villa Bianca”, per circa 5 anni (dal 2008 al 2013) è stato nella  stagioni estive all’esclusivo “Yacht Club Costa Smeralda” (realizzato nel 1967 dall’Aga Khan) a Porto Cervo in Sardegna e nel resto dell’Anno, da quando è stato aperto nel Dicembre 2010, allo “Yacht Club Costa Smeralda” a Virgin Gorda un piccolo angolo di Paradiso nelle Isole Vergini Britanniche nel Mar dei Caraibi. In questi 5 anni ha affiancato Chef Super Stellati” come Massimo Bottura e Massimiliano Alajmo. Poi ha lavorato anche in Lussuosi Hotel come “La Perla” in Alta Badia a Corvara (BZ) e al “Filario” di Lezzano (CO) sul Lago di Como. Mentre prestava la sua meritevole opera al RistoranteAlfredo sull’Arno” di Firenze Savino ha conosciuto Nicoletta Luca.

Nicoletta è nata a Firenze il 6 Dicembre del 1992 dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato e si è Diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Firenze. Sempre studiando ha cercato un lavoro ed è entrata nel Servizio di Sala del RistoranteAlfredo sull’Arnodove ha conosciuto Savino ed è nata la loro romantica storia d’amore. In anni successivi, più precisamente nel 2018, dalla loro unione è nata, a Firenze, la bellissima Figlia Alyssa e per tale motivo hanno deciso di stabilirsi in una Località Toscana sul Mare, ecco che dopo varie ricerche sono giunti a Castiglioncello e hanno aperto anche il loro Ristorante: così è natoIl Sorpasso”. 

Il Ristorante/Bistrò Il Sorpassoè un Locale molto piacevole e moderno, accogliente e raccolto, un'unica Sala con un grande Bancone di Servizio e soltanto 6 Tavoli per soli 14 Coperti. Arredo e apparecchiatura sono molto curati. Il Menù offre un’interessante scelta alla Carta di portate di Mare e “Tre Percorsi Consigliati” che si differenziano per numero di piatti e prezzo.

La Carta dei Vini è corposa e importante ed è stata selezionata personalmente da Savino Troia che oltre a essere Sommelier A.I.S. è anche un grande appassionato della materia. La Carta si apre con la seguente scritta: “Nessuna storia importante è iniziata con un bicchiere d’acqua”. La Carta presenta in dettaglio le “Schede di Ogni Vino” e offre una settantina di etichette anche molto prestigiose (comprese delle Magnum) tra Bollicine Italiane e Francesi, Vini Bianchi e Rossi Italiani, Francesi e di altre Nazioni, Vini da Dessert, oltre a un’ampia scelta di Vini al Calice. Non mancano i Distillati.   

Eccoci giunti alla mia visita.

La Degustazione è stata accompagnata da un Vino robusto ma semplicemente magnifico: “Gravner Bianco Breg Anfora 2010”, Vino Bianco Venezia Giulia I.G.T., Orange Wine, un Blend di Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio e Riesling Italico, 13,5% Vol., un Vino che fermenta con una lunga macerazione in straordinarie Anfore Georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura, dopo la svinatura e la torchiatura ritorna in anfora per almeno 5 Mesi prima di iniziare l’affinamento in grandi botti di rovere dove permane per 6 Anni, viene successivamente imbottigliato senza chiarifiche né filtrazioni, è prodotto dalla straordinaria Azienda Vitivinicola Gravner.

Con in Tavola l’ottimo e fragrante Pane caldo della Casa (realizzato con Grani Antichi) accompagnato dal buon Olio Extra Vergine di Oliva dello Storico e super premiato Frantoio Pugliese Muraglia nel suo prezioso e colorato contenitore in ceramica da collezione, sono state servite le seguenti Portate:

- “Benvenuto dello Chef” - (Sul Tronco) Sfera di Cuscus con maionese alla soia e Cono croccante allo spinacio, crème fraîche con erba cipollina e caviale di salmone - (Sulla Pietra Calda) Crostino di burrata e acciuga - (Nel Piattino) Panna Cotta al riccio di mare e panure di capperi;

- Gamberi di Mazzara del Vallo, bavarese al blu di capra con le pere su una base di crumble al Parmigiano Reggiano, salsa verde al sesamo e “corallo disegnato” di salsa al corallo di gambero;

- Carpaccio di capasanta, crema di scalogno, granita alla fragola, nocciole, tartufo nero e riduzione di aglio nero;

- Spaghetti (Azienda di Agricoltura BiologicaCio’ Bio”) con cacio, pepe e ricci di mare di Santo Spirito (Bari);

- Paccheri (Azienda di Agricoltura BiologicaCio’ Bio”) con anemoni di mare, scampi e polvere di lime ossidato;

- Tataki (Tecnica di preparazione tipica della Cucina Giapponese) di tonno con scaloppa di foie gras, mostarda di cipolla e salsa al lampone;

- Sfera al cioccolato con mousse alla nocciola e cremoso al caffè su pan di Spagna al cacao;

- Piccola Pasticceria della Casa.

Tutto buonissimo e ben presentato. La Cucina dello Chef Savino Troia si basa sulla ricerca degli ingredienti tra i più genuini per creare delle preparazioni delicate, eleganti e piacevolmente gustose, partendo da tradizioni gastronomiche anche della sua Terra di origine e rendendole più contemporanee grazie a un’esperta e continua sperimentazione che le trasforma in un viaggio di profumi, colori, sapori ed emozioni.

Il Servizio di Sala è stato perfettamente e cortesemente svolto dalla premurosa Nicoletta Luca.

  “Il Sorpassoa Castiglioncello (LI) ieri un mitico Film, oggi un delizioso e gustoso Ristorante/Bistrò.

https://www.ilsorpassocastiglioncello.it/

https://www.youtube.com/watch?v=jm1q-65Zn-Y


"Il Sorpasso" 1962 : una delle Locandine del Film

Ristorante/Bistrò "Il Sorpasso" a Castiglioncello (LI)

In Sala: Nicoletta Luca

Una Vista della Sala

Pane della Casa e Olio Evo......

"Benvenuto dello Chef"......

Gamberi di Mazzara del Vallo......

Carpaccio di Capasanta......

Spaghetti......

Paccheri......

Tataki di Tonno......
 
Sfera al Cioccolato......

Piccola Pasticceria della Casa

Giorgio Dracopulos e lo Chef Savino Troia

"Il Sorpasso": un Mitico Film e un Ristorante Delizioso e Gustoso

mercoledì 10 luglio 2019

AL PODERE “SAPAIO” DI MASSIMO PICCIN UNA STRAORDINARIA E DIVERTENTISSIMA DEGUSTAZIONE NON SOLO DI VINI.




Nella magnifica Regione Toscana, in Provincia di Livorno, nel cuore della Maremma Livornese e nel tratto denominato Costa degli Etruschi c’è il Comune di Castagneto Carducci.

L’antico, fascinoso e panoramico Borgo di Castagneto Carducci è adagiato sulla sommità di una dolce collina, dominata dai resti (la parte che guarda il mare) del Castello dei Conti della Gherardesca, un fortilizio la cui costruzione risale intorno all’Anno Mille
Il Castello e la Chiesa di San Lorenzo sono stati il nucleo originario intorno al quale si è sviluppato il Centro abitato.

Il Territorio Comunale si divide tra le Frazioni di Bolgheri, piccolissimo Borgo Medievale, famosa nel Mondo per la produzione Vitivinicola, Donoratico edificata a cavallo della Via Aurelia con la sua importante Stazione Ferroviaria sulla Litoranea Tirrenica e Marina di Castagneto Carducci notissima Località Turistico Balneare con il suo mare premiato più volte con la prestigiosa “Bandiera Blu”.

Uno splendido e curato Territorio che da Collinare diventa pianeggiante verso il Mare
Qui prende vita anche la bellissima e preziosa Riserva Faunistica di Bolgheri (Rifugio Faunistico di Bolgheri) che si estende per più di 500 Ettari.

Questa Terra è super accogliente sia per il Turismo Enoico sia per quello Gastronomico
La produzione Vitivinicola è straordinariamente importante
qui nascono alcuni Vini del tutto eccezionali che danno all’Italia grande fama e lustro a livello Internazionale
Ma anche la produzione di ottimo Olio Extra Vergine di Oliva è un fiore all’occhiello del Territorio.

La Frazione di Bolgheri rientra nel prestigioso ConsorzioLa Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi”.

In un punto panoramico, con vista sulle colline e sulla campagna circostante della Pianura di Castagneto, c’è un’Azienda Vitivinicola molto interessante: Podere Sapaio .99.

Il “Podere Sapaio” è ubicato in Località Lo Scopaio, al Civico 212, ed è di proprietà del mio amico Massimo Piccin.

Massimo è nato, il 2 Gennaio 1968, a Vittorio Veneto in Provincia di Treviso, in un’altra magnifica Regione vocata per il buon Vino: il Veneto.

Dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori nel 1998 si è Laureato in Ingegneria all’Università di Udine ed entrato a lavorare nell’Azienda di Famiglia.

Come fosse un “regalo di Laurea”, nel 1999, Massimo ha realizzato uno dei suoi sogni da grande appassionato del Mondo del Vino, grazie anche al supporto di suo Padre, acquistando 10 Ettari con annesso Casale a Bolgheriè nato così il "Podere Sapaio". 

Da allora molto è stato fatto con intelligenza e passione. 
Oggi siamo arrivati a 40 Ettari di cui 25 vitati: 16 sono nel Territorio della Doc Bolgheri e 9 nel Bibbonese
Ma per Massimo era ed è importante fare il Vino buono, infatti, seguendo la sua filosofia ed essere più libero, dal 2015 il suo Rosso SuperioreSapaio” ha lascito la “Doc Bolgheri” per diventare “Igt”.

I Vini prodotti dal “Podere Sapaio” negli anni hanno ricevuto un’infinità di riconoscimenti e premi.
Ma non finisce qui, Massimo e sua Moglie Alice Dal Gobbo dal 2015 hanno rilevato dei Terreni a picco sulla scogliera, con vista sull’Isola di Montecristo, nella splendida Isola del Giglio battezzandoli il “Paradiso dei Conigli”. 
Tremila metri vicino al Faro di Punta del Fenaio, altri tremila in Località Bacarinello verso il Faro di Capel Rosso e poi anche cinquemila metri di macchia mediterranea sotto il Vigneto delle Secche

Sull’Isola hanno iniziato a produrre, tramite una vera e propria “Viticoltura Eroica”, tutta lavorata a mano e senza supporto di mezzi meccanici, a causa dei terrazzamenti e della mancanza di strade, un Vino veramente speciale con il Vitigno più Autoctono del luogo: l’Ansonica

Sono andato a trovare il mio amico Massimo Piccin in occasione di una particolare degustazione da lui organizzata presso il suo Podere a Castagneto Carducci.
L’idea di Massimo era di farci assaggiare nove Vini Bianchi tra Italiani e Francesi che avessero un filo conduttore: 
la “Macerazione sulle Bucce” (dove le bucce degli acini non vengono eliminate nei primi giorni di fermentazione del mosto). 

I nove “Orange Wine” (oggi questa Tipologia di Vini è cosi denominata) in degustazione erano:

- “Savagnin Amphore 2016”, Arbois Savagnin A.O.C., 100% Savagnin, 12% Vol., un Vino Bianco Biologico non filtrato e senza solfiti, prodotto in Francia dalla Domaine André et Mireille Tissot;

- “Carpe Diem Melon de Bourgogne 2014”, Vin de France Blanc, 100% Melon de Bourgogne, 12% Vol., un vino Biologico e Biodinamico Certificato in Vigna, senza solfiti, filtrazioni o chiarifiche, invecchiato in anfora per 15 mesi, prodotto dalla Domaine de l’Ecu;   

- “Tellus MMXVI (2016)”,  Vin de France Blanc, 100% Sauvignon Blanc, 12% Vol., un vino “Tripla A” Biodinamico prodotto dalla Domaine Fouassier;

- “Gravner Anfora Ribolla Gialla 2010”, Venezia Giulia I.G.T., 100% Ribolla Gialla, 14% Vol., un Vino vinificato in anfore Georgiane interrate per circa 7 mesi con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura che matura poi per 6 anni in grandi botti di rovere, prodotto dall’Azienda Gravner;

- “Vodopivec Vitovska Solo MM16 (2016)”, Vitovska Venezia Giulia I.G.P, 100% Vitovska (antico Vitigno Autoctono della Provincia di Trieste e della Slovenia), 12,5% Vol., un Vino fatto con una preziosa selezione di grappoli raccolti a mano da un vigneto roccioso che incarna l’essenza più autentica del Carso “solo” nelle migliori annate, macerato sulle bucce con lieviti indigeni, affinato per 24 mesi in botti di rovere di Slavonia, prodotto dall’Azienda Vodopivec;

- “Anphoreus Malvasia 2015”, Bianco I.G.T. Venezia Giulia, 100% Malvasia, 12,5% Vol., una selezione di Uve di Vigne Vecchie (90 anni) di Malvasia Istriana macerate per un anno in anfore di terracotta cretese (incerate internamente con cera d’api del Collio), successivamente passata in acciaio prima di essere imbottigliata, Vino non filtrato e senza solfiti, prodotto dall’Azienda Paraschos

- “Munjebel Bianco 2016”, Terre di Sicilia Bianco I.G.P., un Assemblaggio di tre Vitigni (60% Grecanico Dorato, 10% Carricante, 30% Coda di Volpe), 13% Vol., macerazione con le bucce, solo lieviti indigeni, maturazione in vasche neutre di vetroresina, prodotto dall’Azienda Agricola Frank Cornelissen;

- “Cirelli Trebbiano d’Abruzzo 2017”, Trebbiano d’Abruzzo D.O.C. Anfora, Vino Biologico, 100% Trebbiano, 13% Vol., affinato in anfore per 12 mesi, prodotto dall’Azienda Agricola Francesco Cirelli;

- “Paradiso dei Conigli 2017”, Bianco Toscana I.G.T., 12,5% Vol., un Vino fatto in sole 500 Bottiglie con Uve Bianche in prevalenza Ansonica ma trattandosi di Vecchie Vigne dell’Isola del Giglio (lavorate completamente a mano e in modo naturale) si trovano anche piccole quantità di altre varietà Autoctone. 
La fermentazione delle uve avviene in Anfore dell’Azienda Tava e successivamente anche la macerazione sulle bucce prosegue per tre mesi nelle stesse Anfore; 
questo Vino nasce con la prima Vendemmia del 2015 (solo 270 Bottiglie) grazie alla grande passione di Massimo Piccin e di sua Moglie Alice Dal Gobbo: Paradiso dei Conigli.

Una degustazione eccezionale ed estremamente interessante dove spiccavano due grandi Vini: “Gravner Ribolla Gialla 2010” e “Paradiso dei Conigli 2017”.

Ma non è finita qui, tra una chiacchiera e l’altra si è fatta l’ora di pranzo e grazie a due care Amiche, bravissime e affascinanti “Cuoche”, Elena Barsacchi e Monica Pucciarelli, abbiamo degustato un delizioso assortimento di formaggi, del saporito salume e una gradevolissima insalata mista. 
A seguire un ghiotto Primo Piatto “Campanelle al sugo di Zucchine”, poi verdure scottate al sugo di pomodoro (fagiolini e carote) e infine un buonissimo dolce al cioccolato.

Da sottolineare che tutte le freschissime e saporite verdure provenivano dall’Orto del “Podere Sapaio”.

In accompagnamento di tutto ciò Massimo Piccin ha voluto farci assaggiare ancora dell’altro ottimo Vino stappando:

- “Trousseau 2008”, Rouge Côtes du Jura, Appellation Côtes du Jura Contrôlée, 100% Trousseau (un Vitigno Autoctono raro, tardivo e poco fruttifero), 12,5% Vol., prodotto in Francia dalla Domaine Grand;

- “Champagne l’Artíste”, Premier Cru, Blanc de Blancs Extra-Brut, Champagne A.O.C., Non-vintage (NV) miscela di diverse annate, 100% Chardonnay di cui il 50% Vinificato in Legno, 12,5% Vol., prodotto in Agricoltura Biodinamica da Davíd Léclapart;

- “Piera Dolza 2010”, Bianco Passito Torchiato di Fregona Colli di Conegliano D.O.C.G., un Vino straordinario e storico che si ottiene da un assemblaggio di Uve Bianche (55% Glera, 25% Boschera, 20% Verdiso) messe ad appassire e poi torchiate, 15% vol., prodotto dalla Cantina Produttori Fregona;

- “Sapaio Grappa 2016”, Grappa di Carménère (Vitigno a bacca nera di origine bordolese) da Vinacce fresche distillate in selezione, 42% Vol., prodotto in sole 632 Bottiglie dal Podere Sapaio.

Che dire di più sennonché ho trascorso una bellissima giornata nell’accogliente struttura e nel bellissimo e curato giardino del Podere Sapaio .99, godendo della compagnia del carissimo Massimo Piccin e altri Amici, come il bravo Enologo Interno all’Azienda Alessandro Nannelli, appagando poi i sensi con una straordinaria e divertentissima degustazione non solo di Vini.





Podere Sapaio: L'Ingresso

Il Panorama

Una Vista del Curatissimo Giardino

Il Giardino: L'Accoglienza

Il Giardino: Particolari

Una Vista delle Vigne

La Sala Degustazioni

I Nove "Orange Wine" in Degustazione

Monica Pucciarelli, Dracopulos, Elena Barsacchi

La Pasta......

Alessandro Nannelli, G. Dracopulos, Massimo Piccin

Massimo Piccin e la sua Grappa

giovedì 16 agosto 2018

AVIGNONESI VIN SANTO OCCHIO DI PERNICE 1988: UN NETTARE DEGLI DEI INVECCHIATO 30 ANNI.




La Storia del Vino è talmente antica che praticamente si fonde con la Storia dell’Umanità.
Tracce di rapporto tra uomo e “Vitis Vinifera” (Vite Comune o Vite Euroasiatica) si sono trovate in Cina (risalenti a circa 7000 a. C.) e in millenni successivi in Georgia, Iran, Grecia e Sicilia.
Proprio in Sicilia, ma anche in Georgia, recentemente, è stato fatto il ritrovamento forse più antico di tracce specifiche di Vino, risalenti a circa 6000 anni a.C., analizzando dei contenitori di coccio.

Ma bisogna arrivare alla metà del Medioevo (periodo Storico intercorso tra il V e il XV Secolo) per avere le prime trattazioni riguardanti il “Vin Santo” (o Vinsanto).
Molte ed elaborate sono le Teorie e le Leggende che sono state tramandate sulla nascita del “Vin Santo” e sul suo nome, ma molto più veritiero è il fatto che il “Vin Santo”, un particolare Vino Dolce, si è sempre chiamato così perché era un Vino usato durante le Sante Messe officiate in zone particolari d’Italia.

La Tradizione ci ha tramandato che per questo Vino particolare venissero scelti i grappoli migliori, e successivamente, questi fossero messi ad appassire (a seccare) adagiandoli su stuoie o appendendoli con vari sistemi. 
Tali sistemazioni dovevano essere ubicate in luoghi particolarmente areati e freschi.
Poi quando le uve raggiungevano il punto giusto di appassimento venivano pigiate e il ricavato (mosto), con o senza vinacce a secondo del metodo seguito, veniva raccolto in Caratelli (piccola botte di rovere o castagno), dai 15 ai 50 litri, da cui era appena stata tolta la produzione precedente.
Durante questa operazione si lasciava la “feccia” (deposito che si forma sul fondo) che vi si trovava ritenendo che fosse responsabile della buona riuscita del “Vin Santo” tanto da denominarla “feccia madre”.

I Caratelli sigillati (privi di ossigeno) venivano sistemati in luoghi, come i sottotetti, che avessero una forte escursione termica per periodi, di minimo tre anni, fino a 10 anni e oltre
Per sottolineare la preziosità di tale selezione, presa in considerazione ieri e oggi, un dato molto indicativo la evidenzia: da un quintale (100 kg.) di uva fresca si ricavano, all’incirca, soli 25 litri di “Vin Santo”.

Ai nostri tempi nella produzione del “Vin Santo” si seguono tutte quelle regole igienico/sanitarie imposte dai regolamenti produttivi, ma molto della tradizione è rimasto.

Il “Vin Santo” è un Vino Dolce caratteristico della Toscana e dell’Umbria e viene prodotto con Uve a Bacca Bianca di Trebbiano e Malvasia
Il “Vin Santo” può essere sia amabile sia secco. 
Dato che il mosto del “Vin Santo”, a seguito dell’appassimento, risulta particolarmente concentrato di zuccheri, il grado alcolico che ne deriva supera anche il 19% nei Vini più secchi.

Il “Vin Santo” si può produrre anche con Uve a Bacca Nera di Sangiovese, in questo caso si definisce “Vin Santo Occhio di Pernice”.

Il “Vin Santo del Chianti Classico Occhio di Pernice” è un Vino a Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) la cui produzione è consentita soltanto nelle Province di Firenze e Siena.

Uno dei “Vin Santi Occhio di Pernice” più straordinari è quello prodotto da “Avignonesi”.

L’Azienda Avignonesi nasce, a Montepulciano (SI) nel 1974, dalla volontà e la passione dell’omonima Famiglia e attraverso i decenni ha fatto Storia con i suoi Vini e non solo. 
Nel 2009 l’Azienda è stata rilevata da Virginie Saverys (una nota Avvocatessa Belga) che da subito ha introdotto metodi di coltivazione biologica e dal 2012 ha anche la nuova Cantina alla Tenuta Lodola.

Nel Territorio di Montepulciano l'AziendaAvignonesi” possiede otto Vigneti in 5 diverse Locazioni (possiede un Vigneto anche nella Zona di Cortona in Provincia di Arezzo).

Il “Cuore di Avignonesi”, a Montepulciano, è la Fattoria Le Capezzine con le sue 4 Parcelle, a 300 metri s.l.m., per un totale di circa 7 ettari e mezzo Vitati: “Stella”, “Stellina”, Vergine” e la famosa e caratteristica “Vigna Tonda”. 
Si coltivano Uve di Sangiovese, Grechetto, Malvasia e Trebbiano.
Qui si produce (in anni più recenti per rientrare nella D.O.C.) con un preciso e accuratissimo Metodo di Vinificazione il “Vin Santo” e il “Vin Santo Occhio di Pernice”.

Il “Vin Santo Occhio di Pernice” di Avignonesi, anzi dal 1999 con l’apposizione della “Nuova Etichetta” è meglio dire l’Occhio di Pernice Vin Santo di Montepulciano D.O.C., si ottiene esclusivamente dalle migliori Uve di Sangiovese dell’Azienda che appena vendemmiate (esclusivamente a mano e adagiandole in piccole cassette foderate con foglie di vite) vengono poi messe per 6 mesi, nell’appassitoio, su stuoie di giunco.

Successivamente le Uve vengono delicatamente pressate e il mosto ricavato viene versato, a invecchiare per circa un decennio, in Caratelli di rovere da 50 Litri
La fermentazione è estremamente lenta e tutta naturale con l’esclusiva aggiunta del “lievito indigeno”: la speciale “madre” dall’origine centenaria che l’Azienda custodisce con amorevole cura.
Dopo l’imbottigliamento l’Occhio di Pernice può trascorre anche un altro anno prima di essere messo sul mercato.

Ho avuto la grande soddisfazione (per non dire estrema gioia) di poter stappare, nel “Trentennale” dalla vendemmia, una Bottiglia da 375 ml. di “Avignonesi Occhio di Pernice 1988” ancora con la “vecchia Etichetta” con DenominazioneVino da Tavola di Toscana” e prodotto, al tempo, nella Tenuta della Selva
La preziosissima Bottiglia era la numero “0777” delle sole “1313” realizzate nell’Annata: una vera super rarità.

Che dire di questo “Vin Santo” sennonché è semplicemente meraviglioso ed emozionante, incredibilmente ricco, elegante ed equilibrato, dai sentori infiniti e variegati, si caratterizza per una consistenza clamorosamente densa e una lunghissima, avvolgente persistenza.

Consiglio di degustare questa portentosa e mitica “ambrosia” in ampi calici di fine cristallo tipo Cognac a una temperatura di 16 gradi.

Il “Nettare” per gli Antichi Greci era la bevanda dei loro Dei, gli Olimpi, e si riteneva che “donasse l’immortalità”.

Credo che sia decisamente giusto definire il “Vin Santo Avignonesi Occhio di Pernice 1988” un “Nettare degli Dei”, per giunta invecchiato 30 anni.





"Avignonesi Vin Santo Occhio di Pernice 1988"

Retro Etichetta

Giorgio Dracopulos

martedì 3 novembre 2015

AL RISTORANTE “SILENE”, IN LOC. PESCINA, A SEGGIANO (GR), UNA MAGNIFICA SERATA CON DUE ECCEZIONALI VITICOLTORI: GIANFRANCO SOLDERA E JOSKO GRAVNER.




Il RistoranteSilene” è ubicato in Località Pescina, a Seggiano, in Provincia di Grosseto, una delle più belle e conservate zone della campagna Toscana, alle pendici del Monte Amiata.

Un Monte alto 1738 metri s.l.m., un antico vulcano spento (si presume che la sua ultima eruzione risalga a più di 700.000 anni fa), oggi è una nota Stazione Sciistica della Toscana Meridionale, si trova al centro di una verdeggiante zona, divisa tra le Provincie di Grosseto e Siena.

L’Amiatese è un territorio accogliente e ricco, in tutti i sensi: dagli straordinari oliveti secolari ai boschi di castagni (castagne D.O.P.) e faggi, dal sottobosco lussureggiante, dove abbondano i funghi, alle Strade del Vino D.O.C. del Montecucco e dell’Orcia, dai maestosi Castelli Medievali alle Abbazie Romanico-Longobarde, dalle antiche Ville agli antichi Palazzi, dalle Chiese ai vicoli inerpicanti dei paesini arroccati, dai Parchi Naturali alla zona Geotermica.
Un’infinità di meraviglie che si susseguono per la gioia dei residenti e dei turisti.

Il nome del “Monte Amiata” deriva dalla ricchezza delle sue falde acquifere, per gli antichi “ad meata”= “alle sorgenti”, intelligentemente convogliate, negli Anni Trenta, in quel capolavoro di ingegneria che è l’Acquedotto del Fiora.

Poco più in alto dell’antico Paese di Seggiano, c’è il Villaggio Turistico di Pescina; qui nel 1830 è stata aperta una Stazione di Sosta (Posta), espressione tipica di accoglienza del tempo, che dai primi del Novecento si chiama ”Silene”. 
Il Locale prende il nome da colei che per prima gli ha dato un’impronta di qualità, la signora Silene, e attraverso gli anni si è trasformato in Locanda, Osteria e quindi Ristorante, con primati quali, la  buona cucina, il primo posto telefonico pubblico e per aver avuto il primo televisore, in bianco e nero, di tutta la zona.

Dal 2000 il “Silene” è di Roberto Rossi, dinamico, simpatico e bravo Chef/Oste premiato anche dalla prestigiosa “Guida Rossa Michelin” con una “Stella”.

Roberto ha una filosofia ben chiara: un totale rispetto per la qualità delle materie prime, per le tecniche di lavorazione e di cottura, priorità alle magnificenze del territorio, senza dimenticare tutte quelle altre che fanno della nostra Nazione il primo Paese in assoluto nel Mondo per il “Buon Gusto”.

Il RistoranteSilene” è un posto che non è facile descrivere; per apprezzarne il fascino bisogna andarci e possibilmente anche dormirci, in una delle sei accoglienti camere del primo piano, non camere di Albergo, ma “stanze per gli ospiti di Roberto”.

Proprio al “Silene”, alla fine di ottobre, si è svolta una straordinaria serata in cui due grandi viticoltori, famosi nel mondo, Gianfranco Soldera e Joško Gravner, hanno incontrato amici e conoscenti intrattenendoli con la loro infinita “saggezza vitivinicola”.

Per parlare adeguatamente di Gianfranco Soldera, nonché del suo Vino, ci vorrebbero dei volumi. 
I 23 ettari della sua “Azienda Agricola Case Basse”, ubicata nella zona sud ovest di Montalcino (SI), da più di quarant’anni, è un paradiso incontaminato, dove la natura viene assecondata perché possa esprimere il massimo delle sue potenzialità.

Lo straordinario Vino, ivi prodotto, non è  solo il frutto di una cura quasi maniacale delle vigne, di cinque anni passati in grandi botti di rovere di Slavonia, dei circa dodici mesi di affinamento in bottiglia, ma soprattutto è figlio di Gianfranco Soldera e del suo legame, più unico che raro, di “agricoltore illuminato”, che ha con la sua terra.

Anche per parlare di Joško Gravner e del suo Vino ci vorrebbero dei volumi. 
La sua bella “Azienda Agricola Gravner Francesco” (è della sua Famiglia dai primi del 1900), di 32 ettari, di cui solo 15 sono vitati, il resto è a boschi, prati e stagni, si trova a Oslavia (Oslavje), una piccola Frazione di Gorizia, nella Regione del Friuli-Venezia Giulia.

Terra delle Colline del Collio,“Brda” in Sloveno (infatti siamo praticamente sul confine con la Slovenia) ma particolarmente vocata per gli strati minerali di “ponca” (marna) abbinata a un microclima ideale.

Joško Gravner dal 2000, per ottenere il suo Vino straordinario, ha abbandonato i metodi più moderni di vinificazione (andando controcorrente a quella sorta di “omologazione del gusto”). 
Dopo un suo viaggio nel Caucaso, in Georgia, (terra dove è nata la storia del vino) ha appreso le più antiche tecniche di vinificazione (l’uva appena spremuta torna sotto terra con le bucce, al buio, protetta, salvaguardata ed educata in grandi otri denominati “qvevri”). 
Otri bellissime e maestose di terra cotta alla fiamma, e rivestite internamente da cera d’api.

Da allora, nella sua nuova Cantina, ci sono le grandi anfore che vengono appositamente fatte per lui: “la giusta vecchia strada che porta alla nuova”.

Dalla tradizione della sua Famiglia, Joško, ha appreso il valore del tempo: per la cura delle viti, per la vendemmia, per separare le bucce dal vino, per travasarlo nelle botti. 
Dal 2007 non c’è più Vino Bianco di Gravner che non abbia meno di sette lunghi anni di riposo prima di poter essere imbottigliato. 

Vini Bianchi magnifici, non filtrati, dai colori ramati brillanti, caldi e avvolgenti che contengono solo uva, poco zolfo, tempo e amorevole pensiero. 

Ma torniamo alla serata al “Silene” dove un “miticoGianfranco Soldera ha fatto da padrone di Casa raccontando e intrattenendo gli ospiti insieme a un super disponibile Joško Gravner.

La serata prevedeva la degustazione di alcuni Vini di Gravner in accompagnamento di tutti i piatti del Menù, appositamente preparato dallo Chef Roberto Rossi coadiuvato dalla brava Chef Marinella.

In una sala accogliente e al completo, con 50 commensali, tra appassionati, produttori ed esperti, seduti a tavoli ben apparecchiati, su cui spiccavano i coreografici vassoi del pane della casa (pane bianco a lievitazione naturale, pane al sesamo, pane al carbone vegetale, focaccia all’olio), sono stati servite le seguenti portate:

- Battuta cruda al coltello di toro bianco (un incrocio tra due razze straordinarie, Chianina e Limousine dell’Amiata), con il nuovo Olio Extravergine di Olivastra Seggianese Denocciolata “Il Silene 2015”;

- Cestino di pasta frolla con verdurine scottate e mozzarellina;

- Tortelli Maremmani ripieni di ricotta e spinaci, con parmigiano;

- Maialino al forno con fungo porcino e cipolla croccante ripiena di fegatini di pollo e frattaglie;

- Sfera di castagne e cioccolato con all’interno una mousse di castagne e panna;

-  Petit Four del “Silene”.

I Vini in abbinamento sono stati:

- “Gravner Ribolla Gialla 2000”, Venezia Giulia I.G.T., 12% Vol., la Ribolla Gialla è coltivata nel territorio di  Oslavia da più di mille anni, uve fermentate con macerazione tra i 10 e i 14 giorni in grandi tini di legno e successivamente affinato per 3 anni in grandi botti di rovere, l’imbottigliamento è avvenuto senza chiarificazioni né filtrazioni;

- “Gravner Anfora Ribolla Gialla 2002”, Venezia Giulia I.G.T., 12,5% Vol., ha fermentato con una lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura, una parte del vino ha fermentato in grandi tini di legno con un passaggio successivo in anfora, per la fase di affinamento ha trascorso 3 anni in grandi botti di rovere, l’imbottigliamento è avvenuto senza chiarificazioni né filtrazioni;  

- “Gravner Anfora Bianco Breg 2004”, Venezia Giulia I.G.T., 14,5% Vol., un uvaggio di Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio e Riesling Italico con fermentazione separata e affinamento congiunto, ha fermentato con una lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura, dopo la svinatura e la torchiatura una parte del Vino è tornata per 5 mesi in anfora, successivamente per la fase di affinamento ha trascorso 3 anni in grandi botti di rovere, l’imbottigliamento è avvenuto senza chiarificazioni né filtrazioni;

- “Gravner Anfora Bianco Breg 2007”, Venezia Giulia I.G.T., 14,5% Vol., un uvaggio di Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio e Riesling Italico con fermentazione separata e affinamento congiunto, ha fermentato con una lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura, dopo la svinatura e la torchiatura una parte del Vino è tornata per 5 mesi in anfora, successivamente per la fase di affinamento ha trascorso 6 anni in grandi botti di rovere, l’imbottigliamento è avvenuto senza chiarificazioni né filtrazioni;

- “Gravner Anfora Ribolla Gialla 2007”, Venezia Giulia I.G.T., 12,5% Vol., ha fermentato con una lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura, dopo la svinatura e la torchiatura una parte del Vino è tornata per 5 mesi in anfora, successivamente per la fase di affinamento ha trascorso 6 anni in grandi botti di rovere, l’imbottigliamento è avvenuto, come al solito, senza chiarificazioni né filtrazioni.

Una degustazione a dir poco eccezionale.

Cos’altro aggiungere, se non ribadire di aver trascorso al Ristorante Silene” di Pescina, sulle pendici del Monte Amiata, una piacevolissima e interessantissima serata,  grazie a due straordinari viticoltori come Gianfranco Soldera e Joško Gravner oltre al bravo Chef Roberto Rossi.







Località Pescina: il Panorama

Josko Gravner e Gianfranco Soldera

Marinella e Roberto Preparano la Cena

Una Vista della Sala

Cestino

Maialino

Lo Chef Rossi, Gravner, Dracopulos e Soldera