Visualizzazione post con etichetta ucraina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ucraina. Mostra tutti i post

lunedì 14 agosto 2017

AL RISTORANTE “MAREMMANA”, DEL LUXURY WINE RESORT “CONTI DI SAN BONIFACIO”, LE SQUISITE PREPARAZIONI DI UN GIOVANE E BRAVO CHEF: MATTEO SCIACOVELLI.




Tra le razze bovine autoctone Italiane (Chianina, Romagnola, Marchigiana, Podolica) c’è anche la “Maremmana”. 
L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani Carne (A.N.A.B.I.C.) gestisce, dal 1966, i libri genealogici (fondati nel 1935) di queste razze. 

La razza Maremmana discende da una particolare genia di bovini, dal manto grigio, che attraverso i Secoli si sono spostati dalle Steppe Russe fino nei nostri Territori, in particolare nelle zone della Maremma Toscana.

La Maremma è una vasta regione geografica compresa tra la Toscana (in prevalenza) e il Lazio, che si estende per circa 5.000 chilometri quadrati, affacciata sul Mar Tirreno
Da Nord a Sud la Maremma si divide in tre zone: l’Alta Maremma o Maremma Pisana, la Maremma Grossetana (quella più famosa, che s’identifica spesso con il termine stesso di Maremma) e la Maremma Meridionale o Laziale.

In origine questo era un vasto Territorio, spesso basso, estremamente paludoso, invivibile anche per la facilità con cui si prendeva la malaria. 
Rimasto tale fino alle bonifiche iniziate nel 1780 e terminate, in grandissima parte, nel 1940.

I Bovini Maremmani sono particolarmente longevi (15/16 anni), robusti, muscolosi, resistenti alle malattie, si adattano alle difficoltà climatiche, sono rustici e frugali nell’alimentazione, perfetti per l’allevamento allo stato brado in ambienti difficili. 
Per tali specifiche peculiarità hanno resistito, nei secoli, alla dura vita nelle paludi Maremmane

Un animale molto bello e possente, con le sue corna (lunghe anche un metro) a forma di semiluna, nei maschi, e a lira (strumento musicale) nelle femmine.
Un bovino da lavoro che nel tempo, grazie al miglioramento dei pascoli e dell’allevamento, ha assunto una buona attitudine anche per la produzione della carne.

Su una splendida e panoramica altura (facente parte delle Colline Metallifere, il più esteso sistema montuoso dell’Antiappennino Toscano), a meno di 30 minuti dal mare, nel cuore della Maremma Grossetana, in Località Casteani, nel Comune di Gavorrano, in Provincia di Grosseto, c’è un Ristorante che, per il suo strettissimo legame con il Territorio, si chiama proprio come la “Mucca” appena descritta: “Maremmana”.

Il RistoranteMaremmana” è all’interno del super accogliente “Wine - Resort Conti di San Bonifacio”.

Con il termine “nobilis”, in Latino, s’identificava, oltre ad altro, anche un soggetto “aristocratico”, cosi nasce l’appellativo di “Nobile” riferito a coloro i quali, per nascita o per privilegio acquisito, appartengono a una classe sociale superiore.
Tra i più importanti titoli nobiliari c’è quello di “Conte”.

Anche se nell’Antica Roma, inizialmente, con il termine “Comes” s’indicava “chi accompagnava un altro”, col passare dei Secoli l’appellativo venne adottato dal Funzionario Imperiale che andava a reggere una Provincia
Da questo passaggio ne deriva il fatto che, nel Medioevo, il Titolo Feudale di “Conte”, veniva concesso legandolo al territorio di spettanza.

Una delle Famiglie più antiche di Conti Italiani è quella dei “Conti di San Bonifacio”, come si evince, parzialmente (è del XVIII Secolo), anche dall’imponente “Albero Genealogico” (dipinto su tela 8 x 5 m.) che si trova nello scalone principale di Palazzo San Bonifacio, nel Centro di Padova, residenza dei discendenti della Famiglia.

San Bonifacio è un Comune della Provincia di Verona, nella Regione Veneto, ha origini antichissime che risalgono addirittura all’Epoca Romana
Il suo nome deriva però dal fatto che il Marchese Milone di San Bonifacio, di stirpe Franca, vissuto nella prima metà del 900 d.C., s’impossessò di queste Terre.
Milone fu anche il capostipite della Casata dei Conti di San Bonifacio che, per circa due Secoli, primeggiò nella Città di Verona.

Il “Wine - Resort Conti di San Bonifacio” (Società Agricola Poggio di Vino S.R.L.) è di proprietà del Conte Manfredo di San Bonifacio e di sua moglie la Contessa Sarah di San Bonifacio.

Manfredo erede di una delle più antiche Casate Nobiliari d’Europa dopo gli studi, e tre anni di vita militare come Tenente nella miticaBrigata Paracadutisti Folgore”, ha vissuto per molti anni in Inghilterra, dove ha avuto una carriera di successo nel mondo dell’alta finanza. 
Innamorato delle sue Terre in Toscana è stato l’artefice, con la sua volontà e la sua passione, dello sviluppo dell’Azienda Maremmana.

Sarah, Inglese di nascita, ma Italiana nel cuore, ha lavorato anche lei per anni nel mondo finanziario, ma da tempo si è dedicata totalmente alla gestione della Tenuta.
Con esperienza, capacità, stile e amore ha ideato, creato e realizzato, con grandissimo gusto, fine eleganza e minuziosa attenzione, ogni angolo del Resort, oltre a curare anche tutti gli altri aspetti agricoli e commerciali della sua proprietà.

Il Resort, dalla struttura rustica a pietre su due piani (pianoterra e primo piano), è adagiato su una verdeggiante collina, da cui si domina non solo l’oliveta e le vigne.
Ha sette bellissime camere esclusive, personalizzate da artigiani locali, che, sotto la puntuale guida della Contessa, hanno dato il loro meglio per rappresentare un elegante stile Toscano.
Camere spaziose e comode, con servizi lussuosi, pavimenti in terracotta, travi in legno, tessuti naturali come il lino e mobili provenienti dai più importanti mercati dell’antiquariato.

Il Resort comprende anche il Ristorante, il Bar, gli accoglienti e caratteristici salotti, la splendida terrazza
Tutto intorno il giardino dove non manca la piscina.

Una romantica stradina sterrata porta alla Cantina dove si concentrano tutte le attività di vinificazione, compresa la maturazione nella Barricaia.

Con il marchio “Conti di San Bonifacio” qui si producono tre Vini Rossi, Biologici, robusti e molto interessanti:

- “Docet”, Rosso Maremma Toscana I.G.T., 50% Cabernet Franc e 50% Cabernet Sauvignon;

- “Sustinet”, Rosso Maremma Toscana I.G.T., 100% Syrah. 
Molto particolare il nome di questo Vino, che deriva da un’antichissima tradizione dei Conti di San Bonifacio
In occasione della nascita di ogni membro della Famiglia (maschi e femmine) veniva dato al pargolo una catenina con una medaglietta, un cerchio contenente una croce in cui era scritto “Sustinet” in Latino (“Sostiene”);

- “Monteregio”, Rosso Monteregio di Massa Marittima D.O.C., 85% Sangiovese, 10% Syrah e 5% Cabernet Franc.

Qui si produce anche l’Olio Extra Vergine di Oliva della Casa.

Sempre con il marchio “Conti di San Bonifacio” vengono prodotti, in altre zone d’Italia, e commercializzati anche altri due Vini, una Bollicina (Prosecco D.O.C. Treviso Extra Dry) e un Vino Bianco (Pinot Grigio Veneto I.G.T.).

L’Enologo, molto bravo e conosciutissimo, che segue l’Azienda e l’amico Luca D’Attoma.

Il Responsabile del Wine Resort è Spagnolo, di Siviglia, il giovane, bravo e professionale Direttore Rafael Ruiz, validamente assistito dalla Vicedirettrice, di origini Rumene, l’affascinante  Maria Boiciuc.

Dalla fine di Febbraio 2017 il nuovo Chef Executive del Resort e del RistoranteMaremmana” è Matteo Sciacovelli.

Matteo è nato il 15 Aprile 1988, nell’Antica Cittadina di Galatina, un Comune della Provincia di Lecce, nel Salento, la parte meridionale della bellissima Regione Puglia.

Matteo fin da piccolissimo si appassiona a due cose, per lui fondamentali: la buonissima Cucina Tradizionale della sua terra, che la sua Mamma Lucia e le sue Nonne Olimpia e Carla gli preparano tutti i giorni, e, dall’età di tra anni, il nuoto, che lo porterà, in età giovanile, a raggiungere livelli molto alti, in campo sportivo, a livello Nazionale

Finite, nel 2006, le Scuole dell’Obbligo, il Liceo Scientifico a Lecce, per Matteo Sciacovelli si è presentato il momento di prendere una decisione importante: proseguire nello sport o entrare nel mondo dei fornelli. 
Una delle motivazioni, che ha fatto pendere la bilancia per la seconda possibilità, è stata “colpa” dello Zio Carlo, che tutti i giorni, commerciando in frutta e verdura portava a Casa dei suoi, dei prodotti della Terra freschissimi e buonissimi: “Come si faceva a non innamorarsi di una materia prima così straordinaria”.

Ecco fatto: per Matteo si aprono le porte delle Cucine.  
Dopo alcune prime esperienze, nel 2009 a soli 20 anni, Matteo vuole fare nuove e importanti conoscenze, quindi parte per la Spagna insulare, destinazione la magnifica Isola di Tenerife
Lavora, prima, in un Locale ItalianoZio Nicola” e poi in uno degli lussuosi HotelBahia Principe” dell’Isola.

Nel 2012 vola in Australia, dove resta, per un anno, come Junior-Chef, al prestigioso “Opera Bar” della “Sydney Opera House” (Il Teatro dell’Opera di Sidney), un complesso architettonico tra i più belli e significativi realizzati nel XX Secolo.

Successivamente il giovane Sciacovelli fa una delle esperienze più straordinarie che un appassionato come lui possa desiderare: lavora, come Chef de Partie Poissonier, al RestauranteMugaritz”. 
Il RistoranteMugaritz” (Due Stelle Michelin), ubicato a Errenteria, un Comune della Comunità Autonoma dei Paesi Baschi, nella Spagna nord-orientale, del grande Chef Andoni Luis Aduriz, in quel periodo, è il “Terzo miglior Ristorante al Mondo” secondo la Classifica The World’s 50 Best Restaurants”.

Negli anni successivi Matteo continua nell’arricchire la sua professionalità in noti Locali in Brasile, a Doha Capitale del Qatar e a Kiev Capitale dell’Ucraina.

Poi, come già accennato, Matteo Sciacovelli diventa Chef Executive del “Wine - Resort Conti di San Bonifacio”  e del RistoranteMaremmana”.

Sono andato a conoscere Matteo e a sentire le sue preparazioni.

La degustazione è stata accompagnata da una serie di Vini, molto buoni, della Casa: “Pinot Grigio 2016”, “Monteregio 2013” e “Sustinet 2010”.

In tavola, su un fascinoso “vassoio” fatto con una spessa corteccia di sughero Toscano, l’ottimo Pane della Casa: Integrale, Multicereali integrali con pomodorini, Pane bianco.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Il Pomodorino diventa Bloody Mary”, Granita di Salsa Tabasco e Vodka, con marmellate di pomodoro e twist di lime;

- Gamberoni nudi e crudi con crema di yogurt, macedonia esotica e mele piccanti;

- Carpaccio di Chianina, affumicato al legno di olivo, con misticanza aromatica e Pecorino Toscano del Caseificio “Il Fiorino”;

- “Risotto al Tramonto di Mezza Estate”, Risotto con cacao, pepe e lime;

- Agnolotti di ragù d’anatra con crema di carote, pomodorini tigrati e spinacini;

- Tagliata di Tonno Pinne Gialle con panzanella scomposta;

- Gelato, al Vino Monteregio, con frutta e crumble di biscotti caserecci;

- Panna cotta al piatto con melone compresso, cetriolo dell’orto e Grappa di “Sustinet”.

La Cucina dello Chef Matteo Sciacovelli è netta, fresca e giovane, si basa su esperienza e materie prime di primissima qualità, molte provenienti dal Territorio e anche dal nuovo e ricco Orto biologico che lui stesso ha creato in Azienda.

Matteo è un vulcano di energia e di idee, non solo dedica per gli ospiti interessanti corsi di Cucina, che possono iniziare proprio dalla raccolta dei frutti dell’orto, ma si è organizzato anche per offrire un’occasione del tutto speciale: gustarsi la bellissima campagna della Tenuta con un delizioso “pranzo al sacco”. 
Il “Picnic”, appositamente preparato sui gusti del cliente, viene abbinato a una fiammeggiante due ruote, una sempre fascinosa “Vespa”.

Al “Wine - Resort Conti di San Bonifacio”, nel cuore della Maremma Toscana, grazie all’impegno super appassionato dei suoi proprietari, l’amico il Conte Manfredo di San Bonifacio e la gentilissima moglie, la Contessa Sarah di San Bonifacio, in un contesto da sogno, si può trascorrere una straordinaria vacanza e una magnifica esperienza, anche degustando, al RistoranteMaremmana”, le squisite preparazioni di un giovane e bravo Chef: Matteo Sciacovelli



La Terrazza

La Piscina

Il Panorama

Lo Chef Matteo Sciacovelli ai Fornelli

"Il Pomodorino Diventa Bloody Mary"

Gamberoni Nudi e Crudi

Carpaccio di Chianina

"Risotto al Tramonto di Mezza Estate"

Agnolotti di Ragù d'Anatra

Tagliata di Tonno Pinne Gialle

Gelato al Vino "Monteregio"

Panna Cotta

Lo Chef Matteo Sciacovelli nell'Orto Biologico

Dracopulos e il Conte Manfredo di San Bonifacio

Lo Chef Matteo Sciacovelli e Giorgio Dracopulos

mercoledì 3 maggio 2017

“FOODIES FESTIVAL 2017” A CASTIGLIONCELLO (LI): UNA MANIFESTAZIONE ASSOLUTAMENTE BELLA, DIVERTENTE E GUSTOSA.




Nei giorni di Sabato 29, Domenica 30 Aprile e Lunedì 1 Maggio 2017 si è svolto a Castiglioncello, in Provincia di Livorno, la Quarta Edizione del “Foodies Festival”.

Il Centro Commerciale Naturale (CCN), dell’accogliente e nota Località Turistico/Balneare della Costa Toscana, guidato dalla Presidente Vanessa Guidi, ha organizzato una serie di interessanti e coinvolgenti attività ed eventi.   

Foodies Festival 2017” è stato patrocinato dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Livorno e dalla Camera di Commercio di Livorno.

Il Comune di Rosignano Marittimo, in particolare con il suo Assessore al Turismo, Licia Montagnani, ha messo in campo tutto l’impegno e la disponibilità per la riuscita della Manifestazione.

Hanno aderito all’Evento le principali Associazioni Enogastronomiche Nazionali insieme a molti altri Enti e Aziende del Territorio.
Moltissimi gli ospiti, produttori, artisti, giornalisti, esperti e grandi Chef, anche “Stellati”, che sono intervenuti al Festival.

Alcuni Ristoranti di Castiglioncello e del Porto Marina Cala de’Medici, nei tre giorni, hanno  proposto un Menu a tema con piatti dedicati.

Validissimo e sostanziale, per tutta la durata del Foodies Festival, l’apporto degli studenti, super volenterosi, dell’Istituto Professionale Statale Commerciale Turistico Alberghiero (I.P.S.A.R.) “Enrico Mattei” di Rosignano Solvay (LI).  

L’Agenzia specializzata “Superior ADV”, di Marco Provinciali e Andrea Leonardi, di Livorno, è stata il supporto fondamentale per la progettazione, l’organizzazione e la comunicazione del “Foodies Festival”. 

Nel bellissimo Parco, intorno al Castello Pasquini, un’infinità di banchi e truck-food hanno dato vita alla kermesse dello “Street Food”.

Molti gli Eventi con degustazioni, tra i più importanti il “Foodies Agorà”, “Street Food d’Autore”, “L’Opera del Gusto”, “Extra Magnifico”, “La Cucina Gentile + Il Gelato non è Uguale per Tutti”.

Il “Foodies Agorà”, uno Story Telling (Narrazione) di cibo e musica, si è svolto sul palco attrezzato a “La Limonaia Caffè”, del Castello Pasquini
Cinzia Gorla, la nota e professionale Giornalista del QuotidianoLa Nazione”, ha avuto come ospiti la Giornalista Gastronomica Marina Needham Malvezzi, il Maestro Graziano Polidori della Scuola Musicale Mascagni e due famosi Chef Luciano Zazzeri del RistoranteLa Pineta” e Marco ParilloIl Casale del Mare”.

Lo “Street Food d’Autore”, svoltosi sempre a “La Limonaia Caffè”, ha visto la splendida Giornalista Romana Chiara Gargioli, del Web Magazine Food Confidential, impegnata nella presentazione e conduzione di un “taste show” con tre importanti Chef: Emanuele Vallini, RistoranteLa Carabaccia”,  Andrea Alfieri, RistoranteIl Chiostro di Andrea”, Federico Beretta, RistoranteFeel”. 

A questi Chef è stata abbinata un’Azienda del Vino molto interessante, “Suveraia”, presentata dalla Titolare la gentilissima Dr. Ilaria Camerini e dall’esperto Sommelier A.I.S. Delegazione di Livorno Riccardo Scapuzzi, che ha fatto degustare, a tutti i presenti, due Vini da loro prodotti: il BiancoAnfora 2016”, una limitatissima produzione, molto particolare, in quanto sono state usate Uve di un rarissimo vitigno autoctono il  “Nocchianello” e il RossoBacucco di Suveraia 2014”. 

Durante lo Show Cooking hanno suonato alcuni pezzi le brave Artiste del Trio d’Archi, di Livorno, le “Matrioske”.

All’EventoL’Opera del Gusto - Quando la Lirica Incontra il Cibo”, altro Show Cooking sempre sul palco a “La Limonaia Caffè”, la brava ed esperta Giornalista Daniela Ferrando, della RivistaScatti di Gusto”, ha avuto come ospiti altri tre Grandi Chef: Marta Scalabrini, RistoranteMarta in Cucina”, Silvia Volpe Rappresentante di Slow Food, Alessandro Bellingeri, RistoranteOsteria de l’Acquarol”. 

Per la parte Lirica una bella serie di brani interpretata magnificamente dai membri della “Schola Cantorum Rosignano”.

Nel giardino terrazza del “Caffè Ginori”, lo Chef Matia Barciulli, del RistoranteL’Osteria di Passignano”, Presidente del Premio InternazionaleIl Magnifico”, assistito dal suo aiuto lo Chef Nearco Boninsegni, ha presentato e condotto l’EventoExtra Magnifico”, curato dall’Associazione A.I.R.O., con la presenza, in qualità di ospiti, del Presidente dell’Associazione A.N.A.P.O.O. Franco Pasquini e di Rino Zuppini Titolare della “Tenuta Zuppini” premiata, proprio quest’anno, come “Miglior Olio Extra Vergine del Mondo”.

Sul palco a “La Limonaia Caffè”, il sottoscritto Giorgio Dracopulos, in qualità di Critico Enogastronomico, ha avuto il piacere e l’onore di condurre, insieme al mio carissimo amico l’esperto e simpaticissimo Giornalista Luca Managlia, gli Eventi, abbinati, “La Cucina Gentile + Il Gelato non è Uguale per Tutti”, che hanno chiuso l’Edizione 2017
Come ospiti, per “le armonie gastronomiche al femminile”, le brave Chef Gabriella Pizzi, del RistoranteL’Aia della Vecchia” e Silvia Daddi del Food-TruckMollica’s Street Food d’Autore”. Insieme alle Chef anche uno dei più straordinari Artigiani del Gelato, il “vulcanicoMaestro Gelatiere Vetulio Bondi, che ha preparato in diretta ben due magnifici sorbetti. 

In abbinamento ancora l’Azienda del VinoSuveraia” che, sempre presentata dalla Titolare al Dr. Ilaria Camerini e dal Sommelier Riccardo Scapuzzi, ha fatto degustare a tutti i presenti il Vino RosatoFemmina 2016”.

Ospite sul palco, per alcuni minuti, anche Giovanni Cruschelli, Presidente della “Giacomo-Onlus”, che ha illustrato un nuovo importante progetto, tra i molti già realizzati, a scopo benefico, proprio abbinato alle Gelaterie e ai Gelati.

Durante l’EventoLa Cucina Gentile + Il Gelato non è Uguale per Tutti” il “Trio Butterfly” ha eseguito cinque brani musicali di grande livello. 
Il Trio è composto da grandi professioniste, con un lungo curriculum alle spalle, la Cantante Svizzera Manuela Felice, la Pianista Ucraina Natalia Kozina e la Violinista Russa Elena Yakimenko Cherkasova.

A conclusione di ogni Show, l’Assessore Licia Montagnani, insieme ad Andrea Leonardi e Marco Provinciali, ha consegnato a tutti gli ospiti, a titolo di ringraziamento per la loro partecipazione, una “simpaticaTarga Ricordo della Manifestazione: il PremioAmbasciatori del Buon Cibo”.

Foodies Festival 2017”, a Castiglioncello (LI), è stato una tre giorni piena di super interessanti eventi gastronomici e non solo, che hanno trasformato tutta la bella Località Turistica in un accogliente “paradiso del gusto, dell’arte e della musica”.

I molti e importanti ospiti, la vastità dell’Evento e le decine di migliaia di persone che sono accorse per parteciparvi, hanno decretato, con certezza, anche per la Quarta Edizione del “Foodies Festival”,  l’indiscutibile e straordinario marchio del successo: assolutamente una Manifestazione bella, divertente e gustosa.

Ps. Un particolare ringraziamento alla mia carissima amica “Saveria Fotografa” per alcune foto di questo articolo.




Una Vista del Parco al Castello Pasquini

Banchi Scoperti......

Banchi Coperti......

Truck-Food......

L'Evento "Foodies Agorà" 

Chiara Gargioli Presenta......

L'Evento "Street Food d'Autore"

Azienda "Suveraia" - Ilaria Camerini

Il Trio d'Archi le "Matrioske"

Si Premia l'Evento "L'opera del Gusto"

La "Schola Cantorum Rosignano"

L'Evento "Extra Magnifico"

Bondi, Managlia, Pizzi, Dracopulos, Daddi

La Cucina Gentile + Il Gelato non è uguale per Tutti

domenica 8 luglio 2012

MASSANDRA I MITICI VINI DEGLI ZAR.


    La Crimea è una grande penisola bagnata dal Mar Nero, la sua posizione è a settentrione nel bacino del mare in questione. Oggi è una Repubblica Autonoma nell’ambito dello Stato dell’Ucraina ma, una volta, faceva parte dell’Unione Sovietica e ancor prima era territorio dell’immenso Impero Russo.

La Costa della Crimea è una zona che ha delle caratteristiche particolarmente adatte per la Viticoltura, qui la vite è coltivata da sempre. Il clima mite in inverno, non troppo caldo in estate, le mezze stagioni temperate, la particolare esposizione al sole, le specifiche dei terreni ubicati a diverse altitudini, le folte pinete che circondano le zone vitate (gli antichi Greci davano grande importanza a questa particolarità che secondo loro ammorbidiva il Vino prodotto da tali Vigneti), la vicinanza del mare e molto altro ancora hanno permesso di produrre in questa terra dei Vini straordinari con alti contenuti di zuccheri e magnifici aromi.

Sulla Costa meridionale della Crimea sorge la Città di Jalta, più volte nominata dalla storia per gli importanti eventi di cui è stata al centro. La Città divenne una nota località balneare quando lo Zar Alessandro II Romanov (1818-1881) fece costruire, nella vicina Località di Livadija, oggi periferia della Città, un grande palazzo imperiale come sua residenza estiva.

Gli eredi del Governatore della Crimea, Principe Michail Semenovic Voroncov, nel 1881 iniziarono la costruzione di un grande palazzo di stile Francese, a Massandra, nel bel mezzo di uno splendido parco che confinava con una verde foresta.

Massandra è un’altra Località ubicata, rispetto al centro di Jalta, dalla parte opposta di Lividija.

Prima che il Palazzo fosse ultimato venne acquistato dallo Zar Alessandro III e completato dal suo successore Nicola II.

Oggi ambedue gli edifici, perfettamente conservati, sono visitabili.

Ovviamente, l’arrivo in zona degli Zar, con tutta la loro corte, rese necessario un salto di qualità in tutti i campi compreso quello della produzione vitivinicola anche se già molto sviluppata.

Nel 1890 lo Zar nominò Enologo della Corte il Principe Lev Sergeevic Golitsyn, un grande appassionato ed esperto Viticoltore che nella sua panoramica Tenuta di Novyi Svet, ubicata sulla Costa della Crimea, aveva prodotto per primo dell’ottimo Champagne Russo.

Un uomo di tale esperienza e acume vitivinicolo operò da subito per impostare una produzione di altissima qualità che potesse competere anche a livello internazionale.

Tra il 1894 e il 1897 furono edificate le nuove Cantine di Massandra, su progetto di uno degli Architetti Russi più importanti del tempo, Alexander Dietrich, in un anfiteatro naturale protetto su tre lati dalle montagne e con a sud il Mar Nero. Vennero scavati tre livelli di Cantina nella montagna, ognuno dei quali aveva sette perfetti tunnel paralleli lunghi ognuno circa 140 metri e larghi 5, fino ad una profondità superiore ai 60 metri. Viste le particolari caratteristiche e peculiarità del terreno la temperatura naturale e costante delle gallerie si aggira tra i 10 e i 12 gradi. Il microclima che si sviluppa all’interno è riconosciuto come uno dei migliori del mondo per la conservazione e l’invecchiamento del Vino. Alcuni specifici settori sono poi stati adeguati alle varie necessità delle diverse tipologie dei Vini conservati.

Il Porto, per esempio, per un perfetto invecchiamento, necessita di una temperatura tra i 16 e i 18 gradi.

La Cantina di Massandra è un rifugio sicuro non solo per la produzione pregiata locale di Vini Dolci e Liquori, ma anche per le bottiglie straordinarie e rare da collezione, provenienti principalmente da Francia, Spagna, Germania, Italia e Portogallo che qui venivano, e vengono, messe a invecchiare.

A Massandra, la politica vitivinicola, praticata fin dall’inizio, è stata quella di riprodurre praticamente tutti i migliori Vini Dolci e Liquorosi del mondo, sia con vitigni originari che con altri, autoctoni, ma similari.

Su questa terra dove già i Greci antichi producevano Vino, sono stati impiantati i migliori Vitigni che si sviluppano sul nostro pianeta.

L’Uva che viene conferita nelle Cantine di Massandra proviene da magnifici Vigneti molto vecchi, alcuni centenari. A Massandra si riproducono, tra gli altri: il Moscato Bianco, Rosa e Nero, il particolare Muscat de Lunel, Tokaji, Madera, Lacryma Christi, Xérès, Malaga, Sherry, Marsala e il Porto più prestigioso, quello da Uve Mourvèdre.

Per non parlare poi delle rarità come il Cagore, prodotto per la prima volta con l’annata 1933 (Vino originario di Cahors, un Comune dei Midi-Pirenei in Francia, fatto, principalmente, da Vitigni Malbec e un 30% di Merlot e Tannat). Questo Vino era usato nelle cerimonie Religiose della Chiesa Ortodossa e da Massandra viene riprodotto con Uva Rossa Saperavi (Vitigno originario della Georgia) coltivata sull’altopiano di Aju-Dag in Crimea, oggi Riserva Naturale sul mare; una terra dove la vite è coltivata da più di 2000 anni.

Oppure di un Vino come “Il miele dei Pascoli di Altea”, inventato dal Principe Lev Sergeevic Golitsyn, di cui ne sono rimaste, nella Cantina Collezione di Massandra, una mezza dozzina di bottiglie, un Vino quasi all’estinzione, di cui non si conosce neanche il vitigno, si sa solo che vi era stata aggiunta una piccola quantità di miele.

Bottiglie cosi preziose provenienti dalla Collezione di Massandra, come uno “Jerez de la Frontera” del 1775 (la più vecchia bottiglia da loro mai collezionata), quando sono andate all’asta (ogni tanto Massandra cede della rarità per recuperare fondi) hanno raggiunto prezzi altissimi e sono state contese a forza di rialzi dai più importanti collezionisti del Mondo.

Oggi gli Stabilimenti Popolari Conservieri di Massandra sono composti da due grandi Edifici, l’originale, in pietra, del 1897 e quello costruito nel 1956; il più vecchio ha una grande e massiccia torre centrale con l’orologio. All’interno sale degustazioni, enoteche e musei, oltre a tutti gli spazi necessari ad un produttore di grandi quantità di Vino.

Il giardino è decorato da gradevoli fontane e aiuole fiorite, vi si trovano le due grandi statue del Principe L.S. Golitsyn e A.A. Egorov (uno dei più importanti Enologi Russi).

Alla Cantina conferiscono l’Uva otto grandi Aziende Agricole. I loro terreni si estendono su una fascia costiera lunga 180 Km., per un totale di 4.120 ettari, da Foros a Sudak.

Da ovest ad est sono cosi denominate: Livadia, Gurzuf, Tavrida, Alushta, Malorechensky, Privetnoye, Sea, Pike.

La produzione, di circa un milione di bottiglie al mese, come già accennato, è soprattutto di Vini dolci e semidolci, l’unico Vino Secco prodotto, a base di Cabernet Sauvignon, si chiama come l’Azienda che ne fornisce l’Uva, Alushta.

Oltre 5.000 persone lavorano per Massandra.

Sono trascorsi 118 anni dalla fondazione della Cantina di Massandra e in questo lunghissimo periodo la Crimea ha visto molte Guerre di cui due mondiali e una Rivoluzione che ha cambiato la storia del Mondo, ma i Vini prodotti qui hanno trovato sempre solo estimatori.

A tutti i più importanti Concorsi del Mondo, la produzione di Massandra, per l’eccelsa qualità, è stata premiata con decine di premi, di medaglie d’oro e altri riconoscimenti.

Quale appassionato non vorrebbe possedere o assaggiare una straordinaria bottiglia prodotta in Crimea da Massandra la mitica Cantina dei Vini degli Zar ?


http://www.massandra.net.ua/



Antica Etichetta di Madeira


La Vecchia Torre con l'orologio