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mercoledì 3 aprile 2019

“PERCEBES”: PREZIOSE E STRAORDINARIE DELIZIE STRAPPATE ALLE ONDE DELL’OCEANO.




La “Terra” è il nostro rotondo Pianeta, ma tale nome non fu mai “meno appropriato” dato che è formata per il 71%  da acqua (idrosfera).
Di questo 71% la quasi totalità è acqua salata (96%) il resto è acqua dolce, per due terzi sotto forma di ghiaccio.

Nell’acqua salata  la concentrazione di sale varia a seconda dell’apporto più o meno grande di fiumi e dall’intensità di evaporazione. 
In tutti i casi il termine “acqua salata” identifica tutti gli Oceani e i Mari diversamente ubicati sul nostro Pianeta

Gli Oceani sono le distese più vaste di “acqua salata”, in realtà, secondo la definizione data, nel 1953, dall’Ufficio Idrografico Internazionale (oggi Organizzazione Idrografica Internazionale) vi è “un solo Oceano” diviso in 4 Bacini
Oceano Pacifico, Oceano Atlantico, Oceano Indiano, Oceano Artico.

Ma come al solito non tutti nel Mondo la vediamo allo stesso modo infatti in Italia, per esempio, la classificazione riguarda solo l’Oceano Pacifico, l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano, mentre si definisce il resto come “Mar Glaciale Artico”.

L’Oceano Atlantico è il secondo Bacino Oceanico della Terra per estensione (circa il 20% della superficie) ed è diviso tra Atlantico Settentrionale e Atlantico Meridionale.
Tra i Continenti e le Nazioni che l’Oceano Atlantico Settentrionale bagna c’è anche l’Europa e Paesi come Spagna e Portogallo.

Le onde prodotte dall’Oceano Atlantico che si infrangono sulle Coste sono già a cose normali di una forza spaventosa, considerate poi che recenti studi hanno dimostrato che negli ultimi 70 anni l’altezza media di queste onde è addirittura in aumento: 
si parla di più di 10 millimetri l’anno, oltre 10 centimetri a decennio.

Quando le onde, e specialmente le Oceaniche, colpiscono Zone Costiere Rocciose hanno una forza tale che nel tempo riescono a disgregare le rocce stesse.

Ci sono uomini ardimentosi denominati “Percebeiros” che, sulle ardue Coste della Galizia, lottando con le fredde e forti onde in alcuni specifici tratti di quella di Costa, ci danno la possibilità di poter degustare una delle più straordinarie delizie che l’Oceano ci può offrire: 
i “Percebes” (nome scientifico “pollicipes pollicipes o pollicipes cornucopiae”). 

La Galizia è una Comunità Autonoma nel Nord Ovest della Spagna, confinante a Est con altre due Comunità Autonome Spagnole (le “Asturie” e la “Castiglia e León”) e a Sud con il Portogallo
è una Regione bella, accogliente e verdeggiante, bagnata a Ovest dall’Oceano Atlantico e a Nord Est dalle acque del Golfo di Biscaglia
I suoi abitanti si chiamano “Galleghi” o “Galiziani”.

La Galizia, è stata anche un’antica “ProvinciaeRomana, oggi ha 4 Province
A Coruña, Pontevedra, Ourense e Lugo
Il Capoluogo Regionale è Santiago di Compostela, destinazione finale di tutti i Pellegrini che hanno percorso, attraverso i secoli, e percorrono, il “Cammino di Santiago” (circa 800 km. attraverso Francia e Spagna) per giungere alla meravigliosa Cattedrale della Città (consacrata nel 1211) luogo di sepoltura di San Giacomo di Zebedeo detto il Maggiore, uno dei Dodici Apostoli.

All’estremo Ovest della Galizia le scogliere del “Cabo Finisterre” (ubicato sulla cosiddetta Costa della Morte) erano considerate dagli Antichi Romani la fine del Mondo conosciuto.

La Costa Galiziana si allunga per più di 1500 km. ed è molto varia come conformazione, si alternano piccole insenature, vaste spiagge, isolotti e impervie scogliere.
Proprio su alcuni tratti di queste scogliere si avvinghiano e si sviluppano le colonie di Percebes che si nutrono di plancton e uova di pesce grazie al continuo infrangersi delle onde su di loro. 

I “Percebes” a prima vista sembrerebbero dei molluschi i realtà sono dei “crostacei” (una Famiglia numerosa ed eterogenea suddivisa in numerose Classi, Sottoclassi e Infraclassi), che appartengono all’Infraclasse dei “Cirripedi”.

I “Percebes” si caratterizzano per il loro aspetto veramente particolare: 
un peduncolo carnoso ricoperto da un corpo allungato di robusta pelle flessibile di colore marrone/nero; 
da una parte gli organi che gli permettono di fissarsi con forza alle varie superfici, dall’altra un insieme di piastre calcaree madreperlacee che formano delle specie di unghie all’interno delle quali sono ubicate e protette le parti vitali.

I “Percebes” si possono trovare sulle Coste di altre Zone della Spagna come le Asturie, la Cantabria  i Paesi Baschi e le Isole Canarie, ma anche in Portogallo, Francia, Marocco, Senegal, Capo Verde e Canada
Raramente si trovano nel Bacino del Mar Mediterraneo.

Senza addentrarmi troppo nel loro complicato ciclo vitale riproduttivo c’è da sottolineare che non avendo un cuore il loro sangue non ha l’emoglobina pertanto devono catturare, grazie alla superficie del torace, l’ossigeno disciolto nell’acqua. 
Da ciò ne deriva che più onde li colpiscono, specialmente con temperature basse, meglio si sviluppano. 

I “Percebes” si dividono in due varietà quelli che crescono e vivono esposti al sole (i migliori, come quelli Galiziani) e quelli che prosperano sott’acqua sulla sabbia (come quelli Marocchini).

I “Percebes” che crescono sulle scogliere Galiziane della Costa della Morte (in particolare quelli di  Punta Faro Roncudo) sono considerati i migliori al Mondo grazie alla loro favorevole esposizione al sole, alla particolare ricchezza di nutrimento dell’acqua e alla straordinaria ossigenazione data dal continuo infrangersi su di loro delle forti onde Oceaniche
in questo ambiente idoneo possono raggiungere anche i 12 cm. di lunghezza

In Galizia il periodo riproduttivo di questo stranissimo essere inizia nel mese di Marzo e finisce a Settembre con l’apice all’inizio dell’Estate
Per tale motivo la raccolta viene autorizzata, sempre in determinate Zone tenute sotto controllo, solo per pochi giorni nei mesi in cui l’Oceano tende a essere più freddo e agitato.

Per i “Percebeiros” staccare manualmente, grazie a vari attrezzi per fare leva, i “Percebes” dalle rocce mentre sono sballottati contro le stesse dalle forti onde è cosa assolutamente non facile e molto pericolosa
Poche decine di uomini coraggiosi che rischiano molto nel loro difficile lavoro e purtroppo non sono rarissimi anche i casi di gravi incidenti. 
Tutto ciò rende i “PercebesGaliziani ricercati crostacei dal prezzo giustamente elevato.

Da sottolineare che per essere consumati i “Percebesdevono essere freschi e pertanto vivi
sono piuttosto delicati e non durano molto dopo essere stati staccati dal loro ambiente vitale.

Ma come si cucinano i “Percebes”?

Cucinare i “Percebesè molto facile si possono grigliare, saltare in padella con un pochino di olio,  farli bollire con delle patate o delle foglie di alloro, 
ma il metodo migliore e quello più tradizionale per gustarli è il seguente:

- “Mettete in una pentole a bollire dell’acqua proporzionata al numero di “Percebes” da cuocere, se avete il Mare vicino potete usare anche l’acqua di Mare altrimenti aggiungete 70 gr. di sale per ogni litro di acqua che usate. 
Appena l’acqua raggiunge la temperatura di bollitura potete aggiungere i “Percebes”, se sono piccoli o medi per la cottura basta un minuto, se sono molto grossi sono sufficienti un paio di minuti. Appena pronti scolateli e serviteli presentandoli come più vi aggrada”.

Importante è anche imparare come si degustano:

- “Aspettate un attimo che la loro temperatura cali e si possano maneggiare, poi afferrateli mettendo le dita nel punto dove la parte madreperlata si unisce al corpo e applicate una torsione spezzandoli verso il basso per non schizzarvi, la parte color arancione che rimane attaccata agli artigli e quella da portare alla bocca. 
Poi potete aprire, sempre con le dita, o succhiare, la parte superiore (come si fa con le teste dei Gamberi o degli Scampi) che contiene un gustoso “simil corallo rosso”.

Che dire di più sennonché mangiare iPercebessignifica certamente assaporare, grazie al loro entusiasmante sapore intenso e iodato, le più preziose e straordinarie delizie che si possono strappare alle onde dell’Oceano.





Percebes Gallegos

 Punta Rocundo. Foto Tg Carrusel Cabecera Grande

Percebe Gigante. Foto Lucía Freitas Rodriguez

Percebes Galiziani Cotti. Foto Tg Carrusel Cabecera Grande

mercoledì 21 gennaio 2015

AL RISTORANTE SCACCIAPENSIERI DI CECINA (LI) UNA STRAORDINARIA DEGUSTAZIONE DI VINI DELL’AZIENDA CASE BASSE SOLDERA DI MONTALCINO (SI).




Cecina, in Provincia di Livorno, c’è il RistoranteScacciapensieri”, una colonna portante della storia enogastronomica Livornese e Toscana.

Il Ristorante, aperto nel 1984, dal grande Aldo Buonazia e da sua moglie, l’esperta Chef Maresa, è,  da sempre, una certezza di ottima cucina fatta con grande esperienza e materie prime di alta qualità.

Oggi siamo alla seconda generazione della Famiglia con la brava Chef Rossella Di Nardo e il marito Gianluca Buonazia, ma Aldo e Maresa sono ancora presenti in particolari occasioni.  

Proprio al Ristorante Scacciapensieri”, recentemente, si è svolto un pranzo degustazione con alcuni straordinari Vini dell’Azienda AgricolaCase Basse” di Montalcino (Siena).

L’AziendaCase Basse” è proprietà di quello straordinario personaggio del mondo vitivinicolo mondiale che si chiama Gianfranco Soldera.  

Gianfranco è nato a Treviso, suo nonno Luigi, in Provincia di Treviso, coltivava il “Raboso” (un Vitigno autoctono Veneto, molto rustico, che si trova soprattutto nel Territorio Trevisano); anche i bisnonni materni, che vivevano a San Biagio di Callalta (TV), producevano vino.   

La passione per il buon Vino Gianfranco Soldera l’ha nel sangue, quando era un bimbo e andava a trovare i nonni in campagna, per gioco, con gli altri ragazzi, si metteva a pestare con i piedini l’uva nei tini. 
I vecchi sostenevano che il peso dei bambini era perfetto per ottenere la migliore pigiatura.   

Questa fiamma “vitivicola”, che lo “brucia”  da sempre, lo ha portato a ricercare un podere adatto da comprare, fin dal 1960.

La svolta, nella sua vita, è avvenuta nel 1972, quando un caro amico, Giulio Consonno, che venendo a caccia a Montalcino si era innamorato di questa terra, tanto da comprarvi l’AziendaAltesino”, convinse Gianfranco Soldera a visitare queste zone. 
Fu amore a prima vista, anche se il particolare terreno che aveva di fronte, ubicato a Sud-Ovest di Montalcino, era un deserto abbandonato. 
L’uomo entusiasta vide le potenzialità e, proprio nel 1972, lo acquistò: nacque così  l’Azienda Agricola Case Basse Soldera.  

Oggi Case Basse, con i suoi 24 ettari di cui 7 di bosco, è un “Paradiso Terrestre” che ci riporta ad un tempo in cui la Natura regnava regina.
I coloratissimi giardini, due ettari, frutto dell’opera amorevole della signora Graziella, moglie di Gianfranco, ricchi di tutto ciò che vola e cammina, il bosco che ha la funzione di depurare l’aria, il torrente, lo stagno pieno di vita che serve per annaffiare ed irrigare, il frutteto, le vigne, gli animali, tutto questo insieme crea un habitat perfetto.  

Nella magnifica Cantina si respira un'aria “unica”, grazie alla particolarissima costruzione che permette il raggiungimento della perfezione in umidità e “ossigenazione”.   
Qui le grandi botti di Rovere di Slavonia, con spessori che variano da 7 a 12 centimetri, piene delle diverse annate di Vino, maestose e immobili, fanno il loro proficuo lavoro nel tempo per produrre non più di 15.000 bottiglie negli anni con maggiore vendemmia. 
Dato l’andamento della stagione 2014, e di conseguenza la particolare vendemmia di quest’annata, non si produrranno più di 5.000 rarissime e preziose bottiglie.

Gli amici, fortunati partecipanti alla degustazione, al RistoranteScacciapensieri”, erano, oltre a Gianfranco Soldera in persona, lo Chef Roberto Rossi, Francesco Congiu con la moglie Anna, il sottoscritto Giorgio Dracopulos e Aldo Buonazia.

Roberto Rossi è lo Chef/Patron del RistoranteSilene” ubicato in Località Pescina, Seggiano (Gr),  che, per i molti pregi che può vantare, ha ottenuto, tra molti altri riconoscimenti, proprio con la Guida Rossa Michelin 2015, anche una super meritata “Stella”.

Francesco Congiu è un noto imprenditore titolare di un’importante Azienda di export (pesce fresco e congelato dal Senegal).

Ma veniamo alla degustazione fatta al Ristorante Scacciapensieri”.

Gianfranco Soldera aveva portato alcune sue magnifiche bottiglie di vino rosso:

- “INTISTIETI 1985”, Vino da Tavola, 100% Sangiovese, 14 % Vol. (le belle Etichette di questo vino, nelle diverse annate, sono prese da importanti quadri d’autore);

- “INTISTIETI 1991”, Vino da Tavola di Toscana, 100% Sangiovese, 13,5% Vol.;

- “Brunello di Montalcino Riserva Soldera 1999”, Brunello di Montalcino D.O.C.G., 100% Sangiovese, 14% Vol. (per scelta di Soldera, dal 2006, il suo Vino è diventato “Toscana I.G.T.”).

I Vini sono stati abbinati ad un Menu di pesce appositamente studiato dalla Chef Rossella.

I piatti serviti:

- Bruschetta di pane casereccio preparata con l’ottimo Olio Extra Vergine di Oliva (Special Edition) del Frantoio “Il Cavallino” di Romina Salvadori ubicato a Bibbona (LI) (oltre all’Olio la sorella di Romina, Rita Salvadori, titolare dell’Azienda Agricola “Peperita”, ha fatto gentilmente arrivare, ai presenti, una selezione dei suoi famosi e pregiati peperoncini);

- Acciughe ripiene impanate e fritte;

- Bisque di crostacei con gamberi;

- Triglia alla “Mosaica” su mattonella di polenta; la “triglia alla mosaica” è un’antica ricetta “sefardita” (i Sefarditi sono gli ebrei Spagnoli che nel 1492 furono espulsi dalla Penisola Iberica e in parte giunsero anche a Livorno) probabilmente antesignana della famosa “triglia alla Livornese”;

- Zuppetta di frutti di mare;

- Strozzapreti, dell’Antico Pastificio Toscano “Morelli”, al baccalà e olive “Itrane” di Gaeta (gli Strozzapreti, “Grani Antichi”, sono di semolato di grano duro Toscano, 100%, macinato a pietra in un mulino a basso impatto ambientale mosso da acqua di fiume);

- Ravioli, fatti a mano, ripieni di crostacei, con sugo di pesce al pomodoro (i pomodori usati erano dell’Azienda Agricola “Il Vallino”);

- Rombo Chiodato (un magnifico pesce cotto al naturale, su precisa richiesta di Gianfranco Soldera) con patate;

- Semifreddo al pistacchio;

- Piccola Pasticceria della Casa.

Alla fine del pranzo, Gianfranco Soldera, per accompagnare la piacevolissima conversazione, prolungatasi fino al tardo pomeriggio, ha stappato una bottiglia, della sua collezione privata di Porto, “Poças Junior 1970”, Vintage Port, 20% Vol., prodotto dall’antica Azienda Portoghese Manoel D. Poças Junior – Vinhos, SA di Vila Nova de Gaia un popoloso Comune nel Distretto di Porto.

Posso solo aggiungere che è stata straordinaria la degustazione dei magnifici Vini di “Case Basse” e dei buonissimi piatti del RistoranteScacciapensieri”.

Il grande chimico e biologo Francese Louis Pasteur (1822 - 1895), fondatore della moderna microbiologia, amava dire: ”Il y a plus de philosophie dans une bouteille de vin que dans tous les livres” (C’è più filosofia in una bottiglia di vino che in tutti i libri).




Aldo Buonazia, Anna Congiu e Gianfranco Soldera

Roberto Rossi e Francesco Congiu

Case Basse  Soldera Intistieti 1985, L'Etichetta

Case Basse Soldera Intistieti 1991

Brunello di Montalcino Riserva Soldera 1999

La Zuppetta di Frutti di Mare

I Ravioli

Il Rombo Chiodato

Il Semifreddo

Poças Junior 1970 Vintage Port

 Rossella Di Nardo insieme a Giorgio Dracopulos

domenica 16 settembre 2012

IL BRUNELLO DI MONTALCINO CASE BASSE SOLDERA 2006 E LO CHEF LUCIANO ZAZZERI AL RISTORANTE IL SILENE DI ROBERTO ROSSI.


Venerdì 7 Settembre 2012 al Ristorante “Il Silene”, ubicato in Località Pescina, a Seggiano, in Provincia di Grosseto, in una delle più belle, naturali e conservate zone della campagna Toscana, alle pendici del Monte Amiata, si è svolta una cena per la presentazione del Brunello di Montalcino Soldera D.O.C.G. Riserva 2006 prodotto da quello straordinario viticoltore che è Gianfranco Soldera nella sua meravigliosa Azienda Agricola “Case Basse”.

Per parlare dell’intelligente, vulcanico e sapiente Gianfranco Soldera, nonché del suo Vino Biologico, non basterebbe un’enciclopedia. I 23 ettari della sua Tenuta, un piccolo “Paradiso Terrestre”, ubicata nella zona sud ovest di Montalcino (SI), sono, da circa quaranta anni, un’incontaminata Tenuta, dove la natura viene assecondata, curata e amata, perché possa esprimere il massimo delle sue potenzialità. L’eccellente Brunello di Montalcino, ivi prodotto, non è solo il frutto di una cura quasi maniacale delle vigne, di cinque anni passati in grandi botti di rovere di Slavonia nella straordinaria nuova Cantina a 14 metri sotto terra, dei circa dodici mesi di affinamento in bottiglia, ma soprattutto è figlio di Gianfranco Soldera e del suo legame, più unico che raro, di “agricoltore illuminato”, che ha con la sua terra.

Poco più in alto dell’antico Paese di Seggiano, c’è il Villaggio Turistico di Pescina, qui nel 1830 è stata aperta una Stazione di Sosta (Posta), espressione tipica dell’accoglienza del tempo, che dai primi del Novecento si chiama ”Il Silene”. Il Locale prende il nome da colei che per prima gli ha dato un’impronta di qualità, Silene, e attraverso gli anni si è trasformato in Locanda, Osteria e quindi Ristorante, con primati quali, la buona cucina, il primo posto telefonico pubblico e per aver avuto il primo televisore, in bianco e nero, di tutta la zona.

Dal 2000 “Il Silene” è di Roberto Rossi, dinamico, simpatico e bravo Chef/Oste.

Roberto ha una filosofia ben chiara: un totale rispetto per la qualità delle materie prime, per le tecniche di lavorazione e di cottura, priorità alle magnificenze del territorio, senza dimenticare tutte quelle altre che fanno della nostra Nazione il primo Paese in assoluto nel Mondo per il “Buon Gusto”. Non solo buona cucina tipica, quindi, ma anche Cucina Italiana di grande livello con in aggiunta alcune altre prelibatezze dal Mondo.

Tra i progetti meritevoli realizzati da Roberto Rossi c’è il suo premiatissimo Olio Extravergine di Oliva Mono Cultivar (Olivastra di Seggiano) Denocciolato “Il Silene”, unico e raro, fatto con un procedimento “innovativo”, che permette una completa estrazione dalle parti nobili della polpa, riuscendo cosi ad ottenere aromi e sapori straordinari . Questa tecnica moderna trova origine in una antica tradizione Romana, che privava del nocciolo le olive destinate a produrre l’Olio dei Re.

La Serata in questione aveva come “anfitrione” lo Chef Luciano Zazzeri titolare, con i figli Andrea e Daniele, del Ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona (LI), la famosa “Baracca dello Zazzeri” in riva al mare, uno dei punti di riferimento più importanti dell'alta Ristorazione Toscana e Italiana. Luciano è un pescatore eccezionale, un bravo cacciatore, un amante della natura, un cuoco straordinario, un personaggio inimitabile. “Lo Zazzeri” è un affascinante personaggio, abile e piacevole narratore, esprime grandissima umanità, uno dei migliori Chef Italiani, super premiato e, da anni, il suo Locale, è insignito anche di “Una Stella” della prestigiosa Guida Michelin.

La cena organizzata con il supporto logistico di due importanti importatori Italiani di prodotti ittici di qualità dal Senegal, Adriano Bonomo e Francesco Congiu, ha visto lo Chef Luciano Zazzeri esprimersi in un Menu tutto a base di "pesce freschissimo".

In tavola il fragrante Pane ai vari sapori del Silene, con l’immancabile Olio Extravergine di Oliva “Il Silene”:

- Triglia alla Livornese;

- Polpo stufato nel tegame con la sua acqua, con Olio “Il silene” e gocce di cedro;

- Straccetti di pasta all’uovo appena fatta al ragù di cappone di mare;

- Chitarrine (appena fatte) al nero di seppia, condite con seppioline fresche leggermente rosolate e salvia fritta;

- Minestra di pesce “fatta con tutte le attenzioni” passando le teste di cappone, cernia e seppie, con dadolata di pane casereccio abbrustolito;

- Cernia al forno con rosmarino e purea di patate;

- Millefoglie sbriciolato con crema pasticcera e caramello;

- Piccola pasticceria della Casa, preparata per l’occasione dallo Chef Roberto Rossi.

Tutto ben presentato e buonissimo.

Il Vino servito, in abbondanza, per tutta la sera è stato il Brunello di Montalcino Case Basse Soldera D.O.C.G. Riserva 2006, 13% Vol., 100% Sangiovese. Una grande e abbondante annata il 2006 con cui Soldera ha prodotto circa 25.000 bottiglie, mai così tante. Un Vino dal colore rosso rubino, con una tonalità chiara, intensi sentori minerali, tannini delicati e dolci, rotondo, avvolgente, con una grande bevibilità, molto lungo in bocca e con un ottimo retrogusto, inconfondibilmente un prodotto di Gianfranco Soldera.

Un Vino magnifico, un prodotto unico, pronto per una lunga vita, se ben conservato, di decenni, dove potrà dare, al fortunato degustatore, in ogni momento, grandi soddisfazioni sensoriali e gustative.

La Bottiglia del Brunello di Montalcino Case Basse Soldera si distingue anche per l’elegante Etichetta scura, creata appositamente dal Pittore contemporaneo Piero Leddi, che rappresenta un delfino, mammifero marino sacro all’antico dio Greco del Vino, Dioniso.

Durante e alla fine della cena, Gianfranco Soldera ha piacevolmente e simpaticamente intrattenuto i presenti con la descrizione delle sue più recenti tecniche di coltivazione e di vinificazione oltre a esternare la sua particolare filosofia di vita in perfetta sintonia con la natura.

Dopo gli applausi agli Chef Luciano Zazzeri e Roberto Rossi, che erano stati aiutati in Cucina da Carla e Antonella, la cena, essendo già tarda notte, sembrava finita, ma Gianfranco Soldera, vitale come sempre, che ha festeggiato quest’anno i 61 anni di lavoro, ha voluto finire in bellezza con una “spaghetta alla bottarga di muggine” e qualche altro brindisi con il suo fantastico Brunello di Montalcino Case Basse Soldera Riserva 2006.

www.soldera.it

www.ilsilene.it

Ristorante La Pineta

Via dei Cavalleggeri Nord, 27

Marina di Bibbona (Livorno)

Tel. 0586 600016


Ristorante Il Silene, Roberto Rossi

Triglia alla Livornese


Polpo Stufato e Gocce di Cedro


Straccetti al Ragù di Cappone di Mare


Chitarrine al Nero di Seppia


Minestra di Pesce


Cernia al Forno


Millefoglie Sbriciolato


Gianfranco Soldera


Luciano Zazzeri e Roberto Rossi


Luciano Zazzeri e Gianfranco Soldera



domenica 12 giugno 2011

A GIANFRANCO SOLDERA E ROBERTO ROSSI I PREMI “LA TAVOLOZZA DEL GUSTO 2011”.

Venerdì sera, 27 Maggio 2011, al Ristorante Silene di Seggiano, in Provincia di Grosseto, si è svolta una bella serata alla fine della quale ho consegnato i Premi “La Tavolozza del Gusto 2011" a due personaggi di spicco del meraviglioso mondo dell’Enogastronomia: il mitico Vignaiolo Gianfranco Soldera e il bravo Chef Roberto Rossi.
La cena organizzata con il supporto logistico di due importanti importatori Italiani di prodotti ittici di qualità dal Senegal, sia freschi che congelati, Adriano Bonomo e Francesco Congiu, ha visto lo Chef e Patron Roberto Rossi esprimersi in un Menu tutto a base di "pesce freschissimo".
Ai numerosi partecipanti alla serata, seduti ai tavoli ben apparecchiati con al centro la coreografica alzatina con il buon pane assortito e le schiacciate della Casa, sono stati serviti:
- Crostini di fegato di cernia gialla;
- Triglie in salsa di pomodoro e filetto di cernia dell’Atlantico;
- Crudo di cernia;
- Tortelli ripieni di sarago con bottarga di muggine del Senegal;
- Zuppa di cernia con aragosta.
Questi primi piatti sono stati accompagnati da una Ribolla Gravner “Anfora 2005”, I.G.T. Venezia Giulia, 100% Ribolla, 13%Vol., dell’Azienda Agricola Francesco Josko Gravner di Oslavia (GO).
- Dentice al forno con verdure e patate.
Su quest’ultimo piatto è stato servito “Pegasos 2005”, Rosso Toscana I.G.T., 100% Sangiovese, 13% Vol., dell’Azienda Agricola Case Basse di Gianfranco Soldera, Montalcino (SI).
- Torta Barozzi della Pasticceria Gollini di Vignola (MO);
- Gelato fatto in casa alla fragola;
- Piccola pasticceria della Casa.
I dolci sono stati serviti con un Vino Liquoroso Secco, Vecchio Samperi Ventennale, 100% Grillo (un vitigno autoctono d’uva bianca, per secoli esclusivo del Territorio Marsalese) un Blend di diverse annate lungamente invecchiate, 17,5% Vol., della Cantina De Bartoli, Samperi, Marsala (TP), del grande Marco de Bartoli, uno dei personaggi più sinceri e autentici dell’Enologia Italiana, purtroppo recentemente scomparso.
Menu divertente ricco di sapori particolari, fatto con amore e usando pesce fresco e raro portato a riva dai pescatori senegalesi ancora con le piroghe.
I “Grandi Vini” in abbinamento ci hanno regalato superbe sensazioni gustative.
Alla fine della serata, in un’atmosfera simpatica e conviviale ho consegnato le Targhe Premio “La Tavolozza del Gusto 2011”.
A Gianfranco Soldera straordinario vignaiolo illuminato e uomo dal carisma intelligente che ha dimostrato a tutti, con la sua Azienda Case Basse e il suo Brunello di Montalcino, come si può difendere, conservare e incrementare la “natura” e allo stesso tempo produrre “sempre” dei Vini unici, tanto eccezionali da essere costantemente ai vertici dell’Enologia Mondiale.
A Roberto Rossi, Chef Patron del Ristorante Silene, per il grande e sincero attaccamento al suo lavoro che lo ha portato anche a produrre il magnifico Olio Extravergine di Oliva Mono Cultivar (Olivastra di Seggiano) Denocciolato “Il Silene”, e che ha fatto, insieme al suo Staff e in particolare alla brava Chef Marinella, del suo accogliente Locale un punto di riferimento sicuro per gli amanti della Buona Cucina.
La divertente e riuscitissima serata si è conclusa tra i ringraziamenti e gli applausi.
Rendez-vous à la cérémonie l’année prochaine.

PS: Per le foto della premiazione si ringrazia l’amico e fotografo Bruno Bruchi.

www.soldera.it
www.ilsilene.it