domenica 31 ottobre 2021

AL “CHIOSCHINO” DI VILLA FABBRICOTTI A LIVORNO LE PREPARAZIONI DELLO CHEF ILAN CATOLA E I VINI DI OLIVIERO TOSCANI.



La Città di Livorno è il Capoluogo dell’omonima Provincia e si posiziona al terzo posto (dopo Firenze e Prato) per popolazione (circa 155.000 abitanti, più della metà vivono in Città) nella bellissima e super accogliente Regione Toscana

Livorno è dolcemente adagiata lungo la costa del Mar Ligure che bagna la Toscana ed è uno dei più importanti Porti Italiani, sia come scalo commerciale sia come scalo turistico. Tra tutte le Città Toscane è solitamente ritenuta la più moderna, sebbene nel suo territorio siano presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche sopravvissute anche ai massicci e drammatici bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) e alla successiva ricostruzione.

La Città, notevolmente sviluppatasi dalla seconda metà del XVI Secolo per volontà della Casata dei Medici prima e dei Lorena in seguito, è stata un importantissimo Porto Franco frequentato da numerosi mercanti stranieri, sede di consolati e compagnie di navigazione. Tutto ciò contribuì ad affermare, sin dalla fine del Cinquecento, i caratteri di Città multietnica e multiculturale per eccellenza, dei quali sopravvivono importanti vestigia, quali ChieseCimiteriOpere di pubblica utilità, Palazzi e Ville.

Un'importante testimonianza storica e architettonica della storia Cittadina sono proprio le numerose Ville di Livorno. A partire dal XVIII Secolo, parallelamente all'introduzione di un regime fiscale che favoriva i possedimenti in campagna a discapito di quelli in Città, il circondario di Livorno divenne una rinomata meta di villeggiatura.

Infatti al tempo vennero edificate numerose residenze signorili ubicate nei dintorni di Livorno, a margine della Città fortificata e dei cosiddetti borghi suburbani; spesso erano proprietà dei ricchi mercanti appartenenti a quelle "Nazioni" richiamate a Livorno sin dalla fondazione della Città Medicea. Tuttavia, alcune di esse hanno perso nel tempo il loro ruolo di residenza di campagna, essendo state inglobate nei quartieri cittadini: è il caso per esempio di “Villa Fabbricotti”.

Le prime tracce di “Villa Fabbricotti” risalgono a un'antica residenza Medicea (Villa dell'Imbrigiana o Ambrogiana) del 1660 poi ceduta alla Famiglia Franceschi. L'aspetto attuale risale alla seconda metà dell'Ottocento, quando l’Architetto Modenese Vincenzo Micheli (1833 - 1905), su incarico del nuovo proprietario l'industriale Bernardo Fabbricotti, che l’acquistò nel 1881 dal signor Tommaso Lloyd, trasformò l'Edificio preesistente in una sontuosa dimora signorile. La Villa era circondata da un grandissimo Parco circa 27 Ettari.

L'accesso alla proprietà avveniva originariamente attraverso l'ingresso monumentale di Via Roma, affiancato dalle scuderie e dalle casette della servitù e successivamente dai due ingressi di Piazza della Barriera Maremmana (attuale Piazza Matteotti) e di Viale della Libertà: con i loro cancelli, sormontati da ornamentali vasi di marmo, introducevano solennemente alla Villa. Viali lussureggianti s'incrociavano circondando prati fioriti alla cui manutenzione erano addetti i numerosi giardinieri che si occupavano anche della serra e del vivaio. Furono costruiti una grandiosa cavallerizza e un teatrino, con annessa pista di pattinaggio, per lo svago della famiglia. Il Parco fu ornato di statue e di busti per onorare personalità insigni e ricordare al tempo stesso i momenti più significativi della storia.

Nel 1935 i Fabbricotti furono costretti a vendere la proprietà al Comune di Livorno: questa comprendeva la Villa due Case coloniche, l'alta Torre ad uso di deposito dell'acqua (demolita negli anni sessanta) e relativi annessi. Successivamente il vasto Parco fu drasticamente ridotto per fare spazio al nuovo Quartiere circostante. Oggi “Villa Fabbricotti”, in Viale della Libertà 30, è la Sede principale della “Biblioteca Labronica”, la Biblioteca Pubblica Livornese intitolata a “Francesco Domenico Guerrazzi”, ed è adibita a Parco Pubblico e a Cinema all’aperto.

Alla fine del 1900 nel Parco diVilla Fabbricottifu costruito unChioschinoa scopo di ristoro, un piccolo padiglione a forma esagonale in metallo in Stile Liberty, per la vendita di bibite e gelati. Nel 2015 il Comune di Livorno ha indetto un Bando per la nuova assegnazione gestionale delChioschino di Villa Fabbricotti”: il Bando è stato vinto da Filippo Brandolini.

Filippo Brandolini è nato a Livorno il 15 Giugno del 1973; durante la sua vita lavorativa ha fatto diverse attività tra cui quella di promotore finanziario, ma non essendo soddisfatto dei traguardi raggiunti nel 2002 decise di cambiare completamente vita ed entrare in un mondo che lo aveva sempre affascinato: la Ristorazione.

Negli anni successivi Filippo ha lavorato in Sala, e non solo, in Locali molto conosciuti a Livorno come all’Enoteca RistoranteIl Vinaino”, il RistoranteIl Rifugio” e la storica CaffetteriaBaracchina Rossa” (aperta nel 1897 sul Lungomare della Frazione di Ardenza con il nome diChalet Alhambra”).

Filippo Brandolini ha avuto il grande merito, insieme al suo grande amore Elena Quercioli, di trasformare negli anni con grandissimo impegno e passione il “Chioschino di Villa Fabbricotti” in un Centro di aggregazione Culturale/Enogastronomico  con servizio ai tavoli esclusivamente all’esterno, contribuendo a dare al Parco della Villa una nuova e positiva vita. Il “Chioschino di Villa Fabbricottisegue gli ampi orari stagionali della Villa e anche durante le giornate più fredde rimane aperto grazie a un “servizio di riscaldamento” fatto da “copertine” per la clientela e “funghi riscaldanti” in mezzo ai tavolini.  

Domenica 17 Ottobre 2021, favoriti dalla bella giornata di sole, a partire dalle ore 12:30 alChioschinodi Filippo Brandolini si è svolta, davanti a un folto e interessantissimo pubblico, unadimostrazione di cucina” (cooking demonstration) dello Chef Ilan Catola presentata e condotta dal sottoscritto Giorgio Dracopulos. Tutte le preparazioni servite erano in abbinamento con i Vini dell’AziendaToscanidi Casale Marittimo (PI).

Ilan Catola è nato in Emilia Romagna a Ponte dell’Olio, in Provincia di Piacenza da una Famiglia di Mercanti e Antiquari di origini Livornesi. L’interesse di Ilan per la Ristorazione e la Cucina è nata molto presto all’età di 12 anni quando i suoi Genitori decisero di aprire prima un Bar e poi un Ristorante alle Isole Canarie (Comunità Autonoma Spagnola, un fascinoso arcipelago ubicato al largo della costa nord-occidentale dell'Africa) più precisamente nel Comune di Mogán nella parte sud-occidentale dell'Isola di Gran Canaria. Seguendo la sua passione Ilan a 19 anni si è diplomato allaEscuela Superior de Hostelería de Canarias” di San Cristóbal de La Laguna sull’Isola di Tenerife. Dopo il diploma Ilan Catola ha iniziato per tre anni a fare esperienze in Ristoranti sia in Inghilterra (Londra) sia in Spagna e Australia. All’età di 22 anni è tornato in Italia a Livorno dove ha aperto il suo primo Locale. In anni successivi ha iniziato a lavorare nella formazione insegnando in  varie Scuole di Cucina Toscane: Italiana Turismo, Tessieri, Lorenzo dei Medici e Chef Lab Experience.

In questi ultimi anni Ilan ha cercato di sviluppare un sistema di collaborazione con le numerose Aziende, non solo Ristoranti ma anche noti Marchi come la Multinazionale Svedese Electrolux, che  sono interessate alla sua cucina dando vita a un progetto diconsulenze a medio e lungo termine” supportato dalle tecniche più moderne, dalla costruttiva fantasia e dal buon gusto per poter soddisfare le necessità della ristorazione di oggi, con progettazione di vere e proprie startup e con la formazione professionale di personale sia scolastico che aziendale.

Ma torniamo alChioschinodi Filippo Brandolini e alladimostrazione di cucina”.

Per l’AziendaToscanidi Casale Marittimo (PI) in rappresentanza dei Titolari, il grande e famoso Fotografo Oliviero Toscani e suo Figlio Rocco il geniale Fattore che gestisce in prima persona tutta la proprietà, era presente Michela Bardelli la gentilissima Responsabile Commerciale. Michela dopo aver ampiamente illustrato la filosofia Aziendale e descritto tutte le loro interessantissime produzioni ha presentato i Vini portati per gli abbinamenti: “LOLÍ 2020” (nuova Etichetta) Costa Toscana I.G.T., Rosato Frizzante Metodo Ancestrale, 100% Syrah, 10,5% Vol. -  “VEDOMARE ROSSO 2018” Costa Toscana I.G.T. Rosso, 100% Syrah, 13,5% Vol. - “VIENI VIA CON ME. 2018” Costa Toscana I.G.T. Rosso, 100% Cabernet Franc, 14% Vol., una selezionatissima produzione di sole 3.314 Bottiglie - “LOLÍ 2019” Costa Toscana I.G.T., Rosato Frizzante Metodo Ancestrale, 100% Syrah, 10,5% Vol..

Il bravo Chef Ilan Catola, ben supportato da Mariangela Pagano un sua allieva appena diplomata, ha dettagliatamente descritto tutti gli ingredienti usati, i tipi di cotture e le varie fasi delle ricette prima di servire le seguenti preparazioni:

- Medaglioni di seppia con wasabi, riso soffiato al nero di seppia, gambero rosso, funghi porcini e cipolla caramellata;

- Cappellacci di pasta allo zafferano  con ripieno di burrata, sgombro affumicato, polvere di caffè, burro acido e cipolla caramellata;

- Lingua di vitello cotta a bassa temperatura, gambero rosso e insalatina autunnale di pioppini, il tutto adagiato su jus di vitello;

- Bicchierino di Spuma al tabacco del Kentucky con polvere di caffè e popcorn caramellati e speziati.

Tutto molto buono confermato dalla soddisfazione espressa per il cibo e vini da parte di tutti i presenti.

Alla fine dell’Evento dopo una breve intervista allo Chef Ilan Catola e aver risposto alle numerose domande del pubblico Filippo Brandolini ha fatto i ringraziamenti. Un forte e sincero applauso ha messo fine alla piacevolissima e gustosadimostrazione di cucinaabbinata ai Vini di Oliviero Toscani al "Chioschino di Villa Fabbricotti" a Livorno.

https://www.facebook.com/ilchioschino.it/

https://www.facebook.com/ilan.catola

https://vino.toscani.com/


Il "Chioschino" di Villa Fabbricotti a Livorno
 
 Filippo Brandolini, Giorgio Dracopulos e lo Chef Ilan Catola

 Michela Bardelli Racconta "i Vini di Oliviero Toscani"

Medaglioni di Seppia e "Lolí 2020"

Cappellacci e "Vedomare Rosso 2018"

Lingua di Vitello e "Vieni Via Con Me. 2018"

Bicchierino di Spuma al Tabacco e "Lolí 2019"

Ilan Catola, G. Dracopulos, Michela Bardelli e Filippo Brandolini

lunedì 25 ottobre 2021

“CANTINA ALESSANDRO BOCCA”: DALLA SARDEGNA MAGNIFICI VINI FATTI CON AMORE E GRANDE PASSIONE.



 La Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con 1.897 km. di Coste meravigliose; la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati. L’80% del suo Territorio si distingue tra Montuoso e Collinare (Altopiani Rocciosi). Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano, e solo 11 km. dalla Corsica Francese.

Il “patrimonio boschivo” della Sardegna, con più di un milione e 213.000 Ettari, è il più importante d’Italia. Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti. Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo in particolare pesca, pastorizia e agricoltura.

L’Agricoltura si è specializzata in produzioni vinicole, olivicole, di arance, di barbabietole, di carciofi. Particolarissimo il “Carciofo Spinoso Sardo” tanto da essersi meritato il Marchio D.O.P. e la cui produzione è documentata già dal 1780.

La coltivazione della Vite in Sardegna è molto antica e risale al IX Secolo a.C. quando i pacifici mercanti Fenici iniziarono ad arrivare sulle coste dell’Isola e riuscirono facilmente a integrarsi con la locale “Civiltà Nuragica” (gli Antichi Sardi, XXIII Secolo a.C. - II Secolo d.C.). I Fenici introdussero molte nuove conoscenze e tecnologie nella vita dell’Isola tra cui una forma di aggregazione urbana fino allora sconosciuta: la Città. Anche i Cartaginesi, i Greci e Romani hanno successivamente sviluppato, tra moltissimo altro, la Viticoltura Isolana.    

Ma è a partire dal XIV Secolo in poi, con l’arrivo in Sardegna di Vitigni come la “Vernaccia”, il “Vermentino”, il “Cannonau” (introdotto, dopo il 1479 con l’arrivo della dominazione Spagnola, e che in Spagna prende il nome di “Alicante”) e altri, che l’Isola ha iniziato ad avere un’importanza specifica nella produzione vitivinicola, confermata e ampliata grazie ai successivi e favorevoli sviluppi storici come il passaggio della Sardegna (Trattato dell’Aia del 1720) sotto Vittorio Amedeo II di Savoia Principe di Piemonte.

Negli ultimi decenni i Viticoltori Sardi hanno approntato nelle loro Aziende, con grande intelligenza e passione, tutte le nuove tecnologie enologiche, consentendo il forte rinnovamento del Settore Vitivinicolo della Sardegna (oltre 27.200 Ettari di Vigne) rendendolo dinamico e innovativo. Tale fatto ha migliorato moltissimo la qualità della produzione con Vini Rossi eleganti e strutturati e Vini Bianchi freschi e sapidi: il Vino Sardo si è diffuso rapidamente anche sui Mercati Internazionali. Oggi in Sardegna sono presenti 33 Denominazioni Vinicole: Una DOCG, Diciassette DOC e Quindici IGT.

Dal 16 Aprile 2021 le Province della Sardegna sono 6 e tutte vantano Denominazioni di Origine dedicate al Vino ma per quello che voglio raccontare ci interessa la Provincia di Nuoro (ubicata centralmente a est dell’Isola e affacciata sul Mar Tirreno) e in particolare uno dei suoi 74 Comuni: Dorgali.   

Dorgali  ha circa 8.400 abitanti ma per estensione (226,54 km²) è l'ottavo Comune della Sardegna.

L'economia cittadina è varia, una delle più dinamiche e vivaci della Provincia di Nuoro. Fra le attività produttive principali si annoverano l'artigianato che spazia dalla produzione di manufatti in legno, pelle, ferro battuto, ceramica, scultura, oreficeria (in particolare la filigrana), fino alla lavorazione del marmo, dei tappeti e dei coltelli. Anche qui come in tutta la Regione un ruolo rilevante hanno anche la viticoltura, l'allevamento e l'agricoltura.

Molto attrattivo il circuito ambientale e archeologico Dorgalese che comprende il sito del “Villaggio di Tiscali”, il “Complesso Nuragico di Serra Orrios” (II Secolo a.C.), le celebri “Grotte del Bue Marino”, l'area di “Nuraghe Mannu” e la “Grotta di Ispinigoli”.

Il Settore Turistico, grazie alla bellezza delle sue coste, è divenuto nel corso degli ultimi decenni il nucleo centrale per l'economia di Dorgali legata a doppio filo con la nascita e lo sviluppo della sua unica FrazioneCala Gononeadagiata sulla Costa a meno di quattro chilometri. Nella Provincia di Nuoro Dorgali è al vertice per numero di alberghi ed esercizi complementari.

Ecco che proprio in questo splendido Territorio nel 2013 dei grandissimi appassionati di Viticoltura come Alessandro Bocca e Barbara Febbo hanno deciso d’impiantare il loro primo Vigneto, 3.500 metri quadri (solo Uve Rosse) in LocalitàSu Babbu Mannu”, facendo nascere con tale atto l’Azienda Agricola di Famiglia.

La LocalitàSu Babbu Mannu”, che prende il nome dalla Chiesa di Su Babbu Mannu” (Lo Spirito Santo) che si trova in loco da prima del XVII Secolo, si trova lungo la Strada Statale 125 Orientale Sarda che da Dorgali conduce a Orosei a circa 5 km da Dorgali immediatamente prima del bivio della Provinciale che conduce a Galtellì.

Dopo pochi mesi dal primo, Alessandro e Barbara, hanno impiantato in LocalitàBovori” (VignaSa Toa”), poco distante dall’altro, un nuovo Vigneto più grande, poco meno di 6 Ettari di cui quattro e mezzo di Vitigni a Bacca Bianca il restante a Bacca Rossa.

Alessandro Bocca, classe 1966, è nato in Piemonte nell’elegante e raffinata Città di Torino, i suoi Nonni provenivano dalla Campagna ma il suo Babbo, Roberto Bocca, era un noto Dirigente Industriale e anche un Pittore molto bravo, la sua Mamma, Franca Sergi, faceva l’Insegnante.

Dopo le Scuole dell’Obbligo Alessandro Bocca ha frequentato la Scuola per Odontotecnici della sua Città dove si è diplomato nel 1985 e successivamente, sempre a Torino, per quattro anni ha lavorato in uno Studio.

Nel 1989 ha seguito il suo cuore e per amore si è trasferito in Sicilia a Messina fino al 1994. Proprio in quegli anni visitando i bellissimi Vigneti sulle pendici dell’Etna (il Vulcano attivo più alto d’Europa, 3.357 m.) è rimasto folgorato da tanto fascino e per la prima volta si è fatto vivo quel “tarlo” che in anni successivi lo porterà a fare scelte ben precise.

Tornato a Torino Alessandro ha continuato a esercitare la sua professione e nel 1998 ha incontrato Barbara Febbo: è iniziata la loro storia d’amore e dalla loro unione sono nate due bellissime Figlie, Beatrice nel 2006 e Cecilia nel 2010.  

La Mamma di Barbara pur vivendo a Torino aveva stretti vincoli con la Sardegna, essendo nata a Dorgali, con il Marito di origini Calabresi aveva un’attività commerciale all’ingrosso anche di prodotti alimentari provenienti dall’Isola. Questo stretto legame li ha portati, alcuni anni fa, a costruire la loro nuova abitazione proprio a Dorgali in LocalitàSu Babbu Mannu”. Nel 2005 anche Barbara e Alessandro hanno deciso di trasferirsi nella grande casa in Sardegna.

Alessandro Bocca, in Sardegna, ha esercitato la sua Professione di Odontotecnico prima in un Laboratorio a Dorgali e dal 2010 in un altro a Galtellì.

Alessandro e Barbara hanno costantemente e in prima persona continuato a seguire e curare, con grande amore e passione, le loro Vigne portando avanti l’Azienda fino al Dicembre 2020 sotto una ragione sociale provvisoria e poi dal Gennaio 2021 hanno fatto nascere la nuova Azienda denominandolaCantina Alessandro Bocca”, proprio in concomitanza con la loro prima campagna di vinificazione e imbottigliamento delle Vendemmie 2019 e 2020.

Nel Luglio 2021 a Cala Gonone, in Via Vasco de Gama n. 3, in pieno Centro a due passi dalla Chiesa di Nostra Signora di Bonaria, hanno aperto il Negozio (Wine Shop) dellaCantina Alessandro Bocca”.

Nei Vigneti dell’Azienda sono presenti tutte le principali varietà autoctone Sarde con un occhio di riguardo per il “Cannonau” e il “Vermentino”, la forma di allevamento è il “Guyot” con lavorazioni in Vigna esclusivamente a mano. Lo sfruttamento della biodiversità e l'utilizzo limitato di fitofarmaci, oltre a una cura puntuale e attenta di ogni passaggio, permettono di  ottenere Uve di grande qualità  con una produzione volutamente limitata a 40/70 quintali/ettaro a seconda della tipologia di vitigno. Sui terreni non è presente alcun tipo di irrigazione, si lascia che il tempo e la natura facciano il loro corso.

Nel 2021 i Titolari dellaCantina Alessandro Boccadi Dorgali hanno commercializzato tre Vini non filtrati realizzati insieme al loro bravo Enologo Antonio Puddu:

- “Ferru 2019” - Cannonau di Sardegna D.O.C., 100% Cannonau (2 cloni differenti) da uve rosse provenienti dai Vigneti Sa Toa e Su Babbu Mannu, 14,5% Vol., affinamento per 12 mesi in serbatoio di acciaio a temperatura controllata e ulteriore affinamento di 2 mesi in botte di rovere, una produzione limita di 1.200 bottiglie;

- “Arghentu 2020” - Vermentino di Sardegna D.O.C., 100% Vermentino (3 cloni differenti) da uve bianche del Vigneto Sa Toa, 13,5% Vol., fermentazione del mosto in acciaio a temperatura controllata, sedimentazione statica e affinamento per 6 mesi in acciaio, non più di 3.000 bottiglie;

- “Arghentu sulle Bucce 2019” - Vermentino di Sardegna D.O.C., 100% Vermentino (3 cloni differenti) da uve bianche del Vigneto Sa Toa, 13,5% Vol., macerazione del mosto a contatto con le bucce per 45 giorni con due follature quotidiane e 12 mesi di affinamento in acciaio a temperatura controllata per una super selezionatissima produzione di 600 bottiglie.  

Grazie a un carissimo Amico, il Maestro Pizzaiolo Nicola Ascani, che mi ha voluto regalare una confezione in legno dellaCantina Alessandro Bocca”, acquistata al loro Negozio di Cala Gonone, contenente due bottiglie, “Ferru 2019” e “Arghentu 2020”, ho avuto il grande piacere di degustare i suddetti Vini.

Il Cannonau di SardegnaFerru 2019” ha un colore rubino semplicemente affascinante, sale al naso con sentori complessi di bosco intensi e maturi, in bocca si rivela maestosamente morbido, estremamente rotondo, ricco ed elegante, il retrogusto incanta per lunghezza e piacevolezza.

Il Vermentino di Sardegna Arghentu 2020si distingue per il bel colore paglierino che tende all’oro, forti e seducenti i sentori floreali e quelli di frutta matura, in bocca è decisamente corposo, fresco ed equilibrato, le fragranze fruttate permangono piacevolissimamente nel retrogusto.

Due Vini semplicemente straordinari come confermato anche dai Premi Internazionali che li hanno da subito gratificati: “Ferru 2019 Medaglia d’ Oroal Concours International Grenaches du Monde  2021; “Arghentu 2020 Medaglia d’ Oroal Concorso Enologico Nazionale del Vermentino 2021.

In questo Autunno 2021 la “Cantina Alessandro Bocca” presenterà tre importanti novità che andranno ad arricchire la loro interessantissima e super selezionata produzione: “Arrujadu 2019” (Arroventato) Cannonau di Sardegna Riserva D.O.C. (2.200 bottiglie), “Rosato 2021” Cannonau di Sardegna D.O.C. (1.000 bottiglie) e “Bitzosu” Vermentino di Sardegna D.O.C. Spumante Millesimato (1.200 bottiglie).

Posso soltanto aggiungere che i Vini provenienti dalla Sardegna dellaCantina Alessandro Bocca”, di Dorgali in Provincia di Nuoro, che ho potuto degustare, sono semplicemente magnifici ed esprimono con naturalezza e molta sincerità tutto l’amore e la grande passione che Alessandro Bocca e Barbara Febbo mettono nella loro realizzazione.

https://www.facebook.com/cantinaalessandrobocca


Barbara Febbo e Alessandro Bocca (Foto CAB)

"Cantina Alessandro Bocca": La Vigna "Sa Toa" (Foto CAB)

 La "Confezione Regalo" Ricevuta 

Giorgio Dracopulos con "Ferru 2019"
 
"Ferru 2019 Medaglia d'Oro" (Foto CAB)

"Arghentu 2020 Medaglia d'Oro" (Foto CAB)

 Vini Magnifici (Foto CAB)


 

lunedì 18 ottobre 2021

“VILLA TALAMO” A FONTEBLANDA (GR): UNA SPECIALE ACCOGLIENZA PERSONALIZZATA E L’OTTIMA CUCINA DELLO CHEF MASSIMILIANO VOLONTERIO.



La Costa di quella magnifica Regione Italiana denominata Toscana è semplicemente stupenda e si estende per ben 397 Km., bagnata dal Mar Ligure nella parte centro settentrionale (da Marina di Carrara a Piombino) e dal Mar Tirreno in quella Meridionale (dal promontorio di Piombino fino al Golfo di Gioia alla fine della Maremma Grossetana).

Una Costa fascinosa e straordinariamente accogliente che offre un’infinita possibilità di divertimenti e piaceri, sia per la diversificata morfologia sia per le sue famose e bellissime Località turistico-balneari: una di queste è sicuramente Orbetello in Provincia di Grosseto.

Orbetello è un Comune di circa 14.000 abitanti situato al centro dell'omonima e suggestiva Laguna, una delle più importanti Riserve Naturali Italiane, è unita al “Monte Argentario” da una strada costruita nel 1842 su un terrapieno artificiale (la diga), che ha diviso la Laguna in due specchi d'acqua ("Laguna di Levante" e "Laguna di Ponente"); fino al 1944 sulla diga correva anche una ferrovia che la collegava a Porto Santo Stefano.

Il “Monte Argentario” è un verdeggiante promontorio che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due Isole più meridionali dell'Arcipelago Toscano: l'Isola del Giglio e l'Isola di Giannutri. Anche l'Argentario è nato come Isola, ma attraverso i Secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del Fiume Albegna ha creato due “tomboli” (formazioni sabbiose, più o meno ampie di sabbia che congiungono uno scoglio o una piccola isola) il “Tombolo della Giannella” e il “Tombolo della Feniglia” caratterizzati da lunghe spiagge sabbiose, pinete e macchia mediterranea, che hanno unito l'Isola alla terraferma formando nel contempo la Laguna di Orbetello. Il Monte Argentario raggiunge il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo (635 m.) ed è caratterizzato da un territorio completamente collinare e a tratti impervio, addolcito unicamente dall'opera dell'uomo che ha creato nel tempo delle terrazze dove si coltivano prevalentemente viti e ulivi. La Costa è molto frastagliata comprende cale e spiagge, prevalentemente sassose, bagnate da un mare cristallino di una bellezza incredibile. Tutta l’area fa parte del “Santuario dei Cetacei” istituito nel 1991 come Zona Naturale Marina Protetta di interesse Internazionale.

Le Frazioni del Comune di Orbetello, tutte note Località Turistiche, sono: “Albinia”, la Frazione più grande; “Ansedonia” nota anche per ospitare i resti archeologici della Città Etrusca di “Cosa” poi diventata importante Colonia Romana; “Giannella” anche sede di un'Oasi del WWF, “Quattro Strade”; “San Donato”; “Talamone” antichissimo Borgo marinaro (con cinta muraria Medioevale e suggestiva Rocca Aldobrandesca del XIII Secolo) che domina l'omonimo Golfo a nord di Orbetello, è anche nota per lo sbarco che vi effettuò Giuseppe Garibaldi, il 7 Maggio 1860, per il rifornimento di armi durante  la “spedizione dei Mille” alla volta della Sicilia. Infine c’è la Frazione diFonteblanda”.

Fonteblanda è ubicata nel Parco Naturale della Maremma” a pochi metri dalle spiagge bellissime di Bengodi, dell'Osa e della Puntata sul Golfo di Talamone e dai siti archeologici di “Poggio Talamonaccio”; si presenta come un moderno Paese sviluppatosi nel corso del XX Secolo intorno allo Scalo Ferroviario.

Uscendo per poche centinaia di metri in direzione Sud dal Centro abitato di Fonteblanda, in Via Aurelia Vecchia, sulla destra c’è una strada sterrata, Via Gaetano Carotti, percorrendola per un breve tratto si arriva al Civico 8 in unpiccolo paradiso terrestre”: Villa Talamo.

Villa Talamo”, maestoso edificio risalente al 1730, è un antico Convento di Suore, si suppone appartenenti all’Ordine delle Benedettine visto che poco lontano da Talamone, in posizione dominante sulle colline maremmane di Poggio Lecci e Poggio Uccellina, sorgeva un altro importante Monastero Benedettino quello di “Santa Maria di Alberese”.

Nel 1860, con il Plebiscito, Orbetello venne annessa al Regno d'Italia e molto probabilmente il Monastero, oggi Villa Talamo, rientrò come moltissimi altri negli effetti economici di due Leggi del Regno, segnatamente il Regio Decreto 3036 del 7 Luglio 1866 con cui si sopprimevano gli Ordini e le Congregazioni Religiose e la Legge 3848 del 15 Agosto 1867 che dispose la confisca dei beni degli Enti Religiosi che diventarono proprietà prima del Demanio e successivamente privata.

Nel 1996Villa Talamo” era della Famiglia Viganò e proprio in questo periodo il complesso  venne profondamente ristrutturato; anni dopo subentrò nella titolarità la Famiglia Zampolli.

Nel 2008 il Milanese Egidio Zampolli con la Moglie Alessandra e i Figli Massimiliano, Manuela e Michelangelo, fecero di Villa Talamo la loro Casa. Egidio Zampolli, che purtroppo ci ha lasciati nel Dicembre 2015, era un uomo gentile, leale e generoso, un vero signore, un grandissimo appassionato del Mare, della nautica e della natura essendo anche un esperto cacciatore.

Per decisione della Famiglia, che ha voluto condividere questo luogo da sogno, dal Luglio 2016Villa Talamoè diventata un super accogliente Resort.

Villa Talamo” è un luogo unico nel suo genere un magico scrigno protetto dal Promontorio di Bengodi e dalla natura incontaminata della verdeggiante macchia mediterranea. Un oasi circondata dallo splendido Parco, dove spicca la grande Piscina Infinity, e dalle acque turchesi del Golfo di Talamone, il tutto con una vista mozzafiato sulle dolci Colline e sulle spiagge color smeraldo compresa quella privata. “Villa Talamo” è una fuga da sogno sulla Costa Toscana proprio grazie a un panorama fronte mare a dir poco emozionante dove si contempla uno spettacolo creato dalla vista dell’Argentario, di Porto Santo Stefano, di Talamone, oltreché dalle Isole del Giglio, di Giannutri e di Montecristo.

Villa Talamodispone di sei meravigliose e super accoglienti camere e tre grandi e fascinose suite, oltre a un grande appartamento padronale, ogni spazio è stato accuratamente ed elegantemente arredato con mobili d’epoca di raffinata eleganza. Graziosa e storica la Cappella compresa nell’edificio e incantevole la Torre Campanaria che ancora scandisce le ore. 

Dopo aver visitato con molto piacere tutta la struttura, grazie anche al gentile, bravo e disponibile General Manager Philipp Kunz (classe 1982, di origini Austriache), sopraggiunta l’ora di pranzo mi sono accomodato al Ristorante in una caratteristica e ospitale saletta totalmente a me dedicata con due soli tavolini accuratamente apparecchiati. Con la buona stagione il Ristorante è all’aperto immerso nella magia della natura.

Ad accogliermi, con grande premura e simpatica familiarità, l’Executive Chef & Food and Beverage Management della Villa: Massimiliano Volonterio.

Massimiliano è nato a Como il 24 Novembre del 1980, fin da giovanissimo ha sempre apprezzato i piaceri della “buona tavola” visto che Mamma e Nonno erano dei veri Maestri di Cucina e lo Zio un grande Pasticciere, tutta questa gustosa influenza non poteva che portarlo, nel 2000, a diplomarsi all’Istituto Professionale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraCarlo Porta” di Milano

Dopo un brevissimo periodo di gavetta dove ha dimostrato la sua grande predisposizione e amore per la Cucina ha iniziato dal 2001 una carriera da Chef davvero brillante in Italia e all’Estero in Locali famosi e superStellati”. Dal 2001 al 2002 ha lavorato in Svizzera, dal 2003 al 2010 è stato impegnato nelle Cucine dell’Hotel Palace (4 Stelle) di Como, del Casinò di Campione d’Italia (CO) e dell’Hotel Villa d’Este (5 Stelle Lusso) di Cernobbio (CO). Dal Marzo 2011 alla primavera 2014 è andato in Inghilterra, a Londra, a fianco di Chef Italiani di fama Internazionale, dal 2014 al Novembre 2020 ha prestato la sua opera in Locali prestigiosi come L’Andana Resort (5 Stelle Lusso - RistoranteLa Maison Alain DucasseUna Stella Michelin) di Castiglion della Pescaia (GR), l’Excelsior Hotel Gallia di Milano (5 Stelle Lusso), al Ristorante (Una stella Michelin) delle Terme di Saturnia Spa & Golf Resort (The Leading Hotels of the World), al Dievole Wine Luxury Resort (SI), al Tombolo Talasso Resort (5 Stelle) a Marina di Castagneto Carducci (LI) e al Grand Hotel Portovenere (5 Stelle) a Portovenere (SP).

Dal Mese di Aprile 2021 Massimiliano Volonterio è a Villa Talamo”.

Ma torniamo al Ristorante della Villa dove il Menu offre un’interessante scelta di piatti di mare e di terra. La Carta dei Vini è selezionata e non mancano le Bollicine.

Eccoci giunti alla degustazione fatta.

In tavola un ricco cestino di panini, fragranti e gustosi, ai vari sapori, un Olio Extra Vergine di Oliva 100% Toscano molto buono e delicato, “FonteTinta” dell’Azienda I Lecci, e un Aceto molto interessante “Dolce Denso” dell’Antica Fattoria La Parrina.

Il cibo è stato accompagnato da un Vino Rosso di grande classe: “Fuligni 2013 Brunello di Montalcino Riserva”.

Sono state servite le seguenti portate:

- Cappuccio di zucca e le sue chips di focaccia fatta in casa;

- Carpaccio di vitello al cioccolato, tartufo Toscano e Olio Extra Vergine di Oliva;

- Paccheri (prodotti artigianalmente con semola di grano duro Toscano e trafilati al bronzo del Pastificio Morelli) crema di patata affumicata, polpo croccante e mandorle;

- Zuppa di pesce alla Maremmana con pescato di zona e pane integrale croccante;

- Pancia di maialino, cavolo viola e chutney (salsa agrodolce) di miele;

- Selezione di gustosi Formaggi della Tenuta Il Radichino Fratelli Pira;

- Namelaka (crema ultra cremosa, in questo caso dalla gradevolissima forma di pesca) al rosmarino e cioccolato bianco Noalya, sorbetto al limone e frutti di bosco;

- Piccola Pasticceria della Casa.

Tutto decisamente molto buono con sapori e gusti spesso esaltanti, belle anche le presentazioni.

La Cucina dello Chef Massimiliano Volonterio è estremamente genuina, piacevole, ricca, gustosa, saporita, leggera e bella, oltreché essere il frutto di una mano esperta: è chiaramente il risultato di grande e assoluto impegno abbinato a una enorme passione. Le materie prime usate sono di ottima qualità, alcune provengono direttamente dal suo orto personale ubicato nel parco, ed è molto apprezzabile la ricerca che lo Chef fa dei prodotti più validi e particolari del Territorio.

In Cucina lo Chef è supportato dal bravo Capo Partita Pubudu Niroshan Samarawickrama, originario dello Sri Lanka, e da Alice.

Al ResortVilla Talamodi Fonteblanda, in Provincia di Grosseto, ho trovato una struttura estremamente fascinosa, immersa nel verde e ubicata davanti a un panorama fantastico, che offre una speciale accoglienza personalizzata abbinata all’ottima cucina dello Chef Massimiliano Volonterio.

https://villatalamo.com/


"Villa Talamo" a Fonteblanda (GR) (Foto VT)

La Cappella

La Torre Campanaria

La "Piscina Infinity" e la Vista su Talamone (Foto VT)

Il Panorama, una Vista (Foto VT)

Il General Manager Philipp Kunz

Una Vista del Parco (Foto VT)

Lo Chef Massimiliano Volonterio nel suo Orto

La Saletta con i due Tavolini

Cappuccio di Zucca......

Carpaccio di Vitello......

Paccheri...... 
 
Zuppa di Pesce......

Pancia di Maialino......

Namelaka a Forma di Pesca......

Giorgio Dracopulos e lo Chef Massimiliano Volonterio

"Villa Talamo" a Fonteblanda (GR): Semplicemente Magica (Foto VT)


venerdì 8 ottobre 2021

“A COME APEROL”: DAL 1919 L’OPTIMUM DEGLI APERITIVI E MOLTISSIMO ALTRO.




Padova è un grande Comune Capoluogo della Provincia omonima, ubicato nella splendida Regione Veneto. Si trova all'estremità orientale della Pianura Padana e all'interno del Bacino idrografico del Fiume Bacchiglione. Padova ha un’interessantissima e antichissima storia ma, per l’argomento che vado a trattare, di questa bella Città ci interessa un anno specifico: il 1919

Il 1919 era l’anno successivo alla fine dellaPrima Guerra Mondiale” e Padova volle creare una grande Manifestazione al fine di rilanciare l'economia della Città dopo anni così difficili: nacque così la “Fiera Campionaria di Padova”.

La Prima Edizione della "Fiera Campionaria di Padova” venne organizzata dal 10 al 30 Giugno 1919 e allestita in varie zone Cittadine: a “Prato della Valle” (la più grande Piazza di Padova e la quinta più grande d’Europa, di ben 88.620 metri quadrati), a “Palazzo della Regione” (antica Sede dei Tribunali Cittadini eretto tra il 1218 e 1306) e al Liceo ArtisticoPietro Selvatico” (uno degli Istituti più antichi in loco fondato nel 1866). La Manifestazione ebbe da subito un grande successo di Pubblico, circa 170.000 Visitatori e anche il Re d’Italia Vittorio Emanuele III (1869 - 1947) la visitò, il tutto con grande soddisfazione dei 642 Espositori.

Fu proprio durante questa Prima Edizione dellaFiera Campionaria di Padovache Silvio e Luigi Barbieri, dellaDistilleria F.lli Barbierifondata a Padova nel 1880 dal Padre Giuseppe Barbieri, presentarono ufficialmente in Piazza Prato della Valle una nuova bevanda leggermente alcolica, da Loro inventata, denominataAperol”.

L’Aperol è un Aperitivo con una gradazione di 11 gradi, dal bel colore arancione e dal sapore dolce amaro, si ottiene per infusione in alcol di arancia, china, genziana, rabarbaro, oltre ad altre erbe e radici: la Ricetta originale è segretissima e invariata negli anni.

Il nome “Aperol” nasce dal fatto che Silvio Barbieri, avendo soggiornato per un lungo periodo in Francia a Parigi, era rimasto colpito da una parola sentita molto spesso tra i tavoli dei migliori Locali della famosa e centralissima “Avenue des Champs-Élysées” (il “Viale dei Campi Elisi” uno dei più larghi e maestosi viali di Parigi), “Apéritif” (Aperitivo) o nel modo più comune e abbreviato “Apéro”, Silvio prese spunto da ciò trasformando il termine  in “Aperol”, battezzando proprio così il suo nuovo Distillato.

Come detto, fin dalla sua prima presentazione l’AperitivoAperol” ebbe grande successo e i produttori, i Fratelli Barbieri, decisero di investire in pubblicità: negli Anni Venti l'arancione diventò la firma cromatica diAperol” e nei Bar spuntarono i primi indovinati poster pubblicitari che invitavano a consumarlo.

Negli Anni TrentaAperol” realizzò una campagna dedicata alle donne sui principali quotidiani in cui si vedeva una sarta che misurava il girovita di una cliente esclamando: "Signora! L'Aperol mantiene la linea". Alle signore era consentito un “Aperol” in quanto “aperitivo leggero”.

Negli Anni Cinquanta, dal tradizionale “Spritz Veneto” (vino bianco con seltz) nacque una nuova ricetta  l'Aperol Spritz che avrà negli anni un grandissimo successo Internazionale (oggi è tra i primi dieci cocktail più bevuti nel Mondo) e che legherà indissolubilmente “Aperol” allo “Spritz”. L'Aperol Spritz si ottiene miscelando in un bicchiere con ghiaccio tre parti di Prosecco, due di Aperol e una di seltz aggiungendo alla fine una fetta di arancia. Dal 2011 il Cocktail è specificatamente Codificato nella lista della International Bartender Association (IBA) come “Italian Spritz”.

I successi di “Aperol” si moltiplicarono con l’avvento della Televisione e di quel mitico mezzo pubblicitario che fuCarosello” andato in onda tutte le sere sul “Programma Nazionale” (poi Rai 1) dal tre Febbraio 1957 al primo Gennaio 1977. Tra i moltissimi sketch di successo della PubblicitàAperol” di quegli anni posso citarne uno di cui ho un ricordo personale: nel 1965 il grande Attore Tino Buazzelli (Agostino Buazzelli 1922 - 1980) nella parte di personaggi “smemoratissimi” alla fine portandosi la mano alla fronte, pronunciava sempre le parole "Ah, Aperol!".

Un altro spot televisivo Aperol di grande successo che mi ricordo benissimo è quello del 1989 in cui la sensualissima e bellissima Attrice e Modella Holly Higgins si tirava su la minigonna per salire in moto e raggiungere gli amici in un Bar di Miami (Città della Florida negli Stati Uniti) mentre diceva "Non so voi, ma io bevo Aperol".

Nel 1991 laF.lli Barbierifu acquisita dallaBarbero 1891”, un’Azienda Fondata alla fine dell'Ottocento a Canale in Provincia di Cuneo, e nel Dicembre 2003 laBarbero 1891diventò proprietà delGruppo Campari”.

La “Società Camparifu fondata a Milano da Gaspare Campari (imprenditore Italiano 1828 - 1882) con l’apertura di una Distilleria, nel 1915 fece seguito l’inaugurazione del celebre BarCaffè Camparino” ubicato sempre a Milano nella Galleria Vittorio Emanuele II. Alla morte del Fondatore, la gestione dell'Azienda, già allora nota per il suo Bitter, passò a uno dei suoi cinque figliDavide Campari (1867 - 1936) che nel 1896 cambiò la denominazione Aziendale in “Gaspare Campari - Fratelli Campari Successori”.

Davide Campari dette un decisivo impulso alla Società, sia sul piano dello sviluppo industriale, con l'apertura nel 1904 dei nuovi Stabilimenti di Sesto San Giovanni (MI), sia concentrando la produzione su due prodotti di successo, il “Bitter” e il “Cordial”. Nel 1910 la Società fu trasformata in “Davide Campari & C.” e nel 1932 iniziò la produzione del “Campari Soda” e iniziò una efficacissima campagna pubblicitaria affidata ai bellissimi manifesti di Fortunato Depero (1892 - 1960) noto Pittore, Scultore, Scenografo e Illustratore del tempo. L'Artista Futurista si occupò anche della creazione dell'originale bottiglietta del “Campari Soda”, dalla forma conica a "calice rovesciato".

Con la morte di Davide Campari e della sorella Eva, nel 1943, l'altro fratello Guido Campari e il nipote Antonio Migliavacca trasformarono la Società in “Davide Campari - Milano S.p.A.” e negli anni successivi l’Azienda fu in continua espansione aprendo attività produttive e commerciali sia in Italia sia all’Estero. Nel 1982, l'ultima erede della Famiglia Campari, Angiola Maria Migliavacca, vendette la “Campari” a Erinno Rossi e Domenico Garavoglia che ne diventarono i proprietari. Dal 1994 Luca Garavoglia (classe 1969) è Presidente della Società e numero uno della Famiglia che controlla la maggioranza dellaCampari”, è anche considerato uno degli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio che supera i “tre miliardi di dollari”.

Dal 1995 la “Campari” ha intrapreso una politica di grande sviluppo societario attraverso una ventina di acquisizioni di altri importanti operatori del settore.

Oggi il “Gruppo Campari” opera nel settore alimentare oltreché nella produzione di bevande analcoliche, dove è tra i Leader Mondiali, con una ventina di Stabilimenti nel Mondo (di cui quattro in Italia) e un fatturato di 1,8 Miliardi di Dollari.

Tra le molteplici iniziative commerciali della “Campari” recentissimamente, il 31 Agosto 2021, ha aperto ufficialmente i battenti nella splendida Città di Venezia la “Terrazza Aperol” il nuovo Locale dello “Storico Brand”.

La “Terrazza Aperol Venezia” è ubicata su di un lato di una grande e bellissima PiazzaCampo Santo Stefano”, non distante dal “Ponte dell'Accademia”, nel “Sestiere” (quartiere) di San Marco (San Marco 2776), uno dei sei in cui è divisa la Città.

Campo Santo Stefano” o “Campo Morosini” è uno dei “campi” più vasti di Venezia su cui si affacciano la Chiesa di Santo Stefano, la Chiesa di San VidalPalazzo MorosiniPalazzo Loredan. Al centro del campo si erge la grande statua del letterato “Niccolò Tommaseo”, opera del 1882 di Francesco Barzaghi.

Il “Campo” nell'Urbanistica Veneziana indica uno spazio aperto attorniato da edifici, infatti nella tradizione medioevale, il termine “Campo” era molto diffuso in tutta Italia, ma ne rimangono oggi solo pochi esempi come “Campo de' Fiori a Roma”, mentre quasi ovunque è stato sostituito con la parola “Piazza”: oggi a Venezia risultano 102 campi e 134 campielli.

Il “Terrazza Aperol Venezia” si ispira e rivisita il tradizionale “Bacaro” (la tipica Osteria Veneziana) proponendo un Locale si d’impronta cosmopolita ma in un continuum fluido fra ambientazioni dal differente carattere tra interni ed esterni. Un mix che, partendo dalle Tradizioni Veneziane più autentiche, aspira a diventare motore di vitalità e convivialità per l’intera Città. Il Locale intende porsi come punto di riferimento per tutta Venezia delle tradizioni locali come quella dell’Aperol che ha compiuto 100 anni nel 2019.

Nel progetto di interior design del Locale grazie a Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino (www.vudafierisaverino.it) gli elementi della tradizione sono reinterpretati in chiave contemporanea. Il tradizionale soffitto a travi con giunti decorati detto alla “Sansovino” è stato restaurato e sapientemente illuminato, mentre nella Sala principale un sistema di illuminazione a led ne rievoca la forma in senso contemporaneo. Troviamo poi gli specchi Veneziani che divengono monitor digitali per condividere foto con gli altri “Locali Aperol” diffusi nel Mondo; stucchi fatti a mano, che ricordano i colori e le atmosfere dell’acqua della Laguna, arricchiti da tessere di mosaico arancioni del prezioso Vetro di Murano oltre ai pavimenti in legno recuperato dalle “bricoleVeneziane (pali di quercia che segnalano i canali navigabili in laguna) con fughe arancioni. Bellissimo il bancone, ispirato ai Bar della metà del XX Secolo, rivestito con pannelli di policarbonato riciclato stampati in 3d e fascinose le panche, le cui forme classiche si combinano con tessuti dai toni neutri e dallo stile contemporaneo.

Terrazza Aperol Venezia” è uno spazio (oltre 200 mq., di cui 90 mq. all’esterno) interattivo e luminoso grazie alle ampie vetrate, al cui interno coesistono due diverse aree comunicanti tra loro ma accessibili da ingressi separati: il “Bacaro”, ispirato alla tradizione, dove provare l’autentico aperitivo Veneziano e il “Bar”, destinazione ideale in qualsiasi momento della giornata, dal caffè al dopocena, grazie anche alla sua ampia offertafood” particolarmente curata da ChefStellati” di fama Internazionale come Alessandro Negrini e Fabio Pisani.

In omaggio al colore iconico del Marchio, sono molteplici i “dettagli arancioni” che caratterizzano l’atmosfera estetica del Locale: dai bordi delle sedute al bagno “total orange”, dalle mensole agli specchi. Un vero e proprio “fil orange” unisce i diversi ambienti, conferendo al Locale un tocco specifico e distintivo.

L’Aperol non rappresenta solo l’aperitivo Italiano per eccellenza, bensì un mondo ricchissimo di valori e di esperienze: grazie al suo colore arancio, alla grande qualità e al gusto inconfondibile si è ormai affermato a livello Internazionale come un fenomeno culturale e sociale che coinvolge un numero incredibile di persone in una sorta di “rito collettivo” dove si celebra la gioia dello stare bene insieme.

A come Aperoldal 1919 l’optimum degli aperitivi e moltissimo altro.

https://www.terrazza.aperol.com/it/venezia/

https://www.youtube.com/watch?v=Ih3PQEk8KYs

https://www.youtube.com/watch?v=6B-8G1RRJ4A


"Aperol Spritz" (Foto Santi Caleca)

"Terrazza Aperol" a Venezia: Il Bancone (Foto Santi Caleca)

"Terrazza Aperol" a Venezia: Vista Interna (Foto Santi Caleca)
 
"Terrazza Aperol" a Venezia: Vista Esterna (Foto Santi Caleca)

"Terrazza Aperol" a Venezia: L'Inaugurazione (Foto Santi Caleca)

 "A Come Aperol" (Foto Santi Caleca)