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giovedì 24 luglio 2025

“PORTICCIOLI MILANO” IL NUOVO BISTRÒ & RISTORANTE A MILANO: IL GIUSTO INCONTRO TRA PIACEVOLI ATMOSFERE E GUSTOSI SAPORI.



Spesso ho scritto che Milano per le sue particolari e specifiche peculiarità è una Citta molto bella e assolutamente straordinaria.

Milano è il Capoluogo della Regione Lombardia, oggi anche Città Metropolitana, una delle aree più popolose d’Europa rientrando infatti tra le 20 Città Europee più grandi. Milano è il principale centro economico, industriale, finanziario Italiano oltre a essere ai vertici dell’editoria e anche del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del miticoTeatro alla Scala” con la sua lunga tradizione operistica. Milano è tra i principali Poli Fieristici Europei ed è considerata una delle Capitali Mondiali della Moda.

Con così tanti pregi Milano è una delle mete del Turismo Internazionale, figura tra le 40 Città più visitate al Mondo attestandosi seconda in Italia dopo Roma e quinta nell'Unione Europea. Una tale Città non poteva non avere un’accoglienza dalle mille sfaccettature al fine di coprire qualsivoglia richiesta e ciò ha favorito l’apertura di Locali e Alberghi di ogni tipo e livello.

Tra i Quartieri di Milano uno si chiamaBullona” e il suo nome si rifà all’antica cascina che sorgeva un tempo nell’area destinata successivamente alla costruzione della “Stazione Milano Nord Bullona”, entrata in funzione nel 1929 e dismessa il 18 Maggio 2003. La Stazione fu progettata per servire il crescente sviluppo della “Fiera Campionaria” e quello dell’Area Industriale del Portello. Insieme alla “Stazione di Porta Genova”, rappresenta un prezioso esempio di architettura ferroviaria dei primi del secolo scorso. L’edificio ha uno stile che si colloca tra il liberty e il razionalismo, con una facciata decorata in stile tardo liberty

Oggi le Vie del QuartiereBullona” con il loro contesto unico e la loro lunga storia, offrono innumerevoli Locali dove trascorrere piacevoli momenti sia di giorno che di sera: non solo luoghi di ritrovo ma un’oasi di raffinatezza Milanese.

Nel QuartiereBullona” nasce Via Losanna, una bella strada alberata sui due lati che parte da “Piazza Diocleziano” e sbuca in “Corso Sempione” e si trova a pochi minuti a piedi da zone centralissime di Milano come l’“Arco della Pace”, “Parco Sempione”, il “Castello Sforzesco” e “City Life”.

Proprio in Via Losanna al Civico 11 da pochissimi mesi ha aperto un Ristorante contemporaneo dove sapore e atmosfera si incontrano per offrire una piacevolissima esperienza: “Porticcioli Milano”.

Il Bistrò & RestaurantPorticcioli Milano” nasce da un’idea di Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache, già fondatori del primo loro Bistrò & Restaurant Al Porticcioli romanticamente adagiato sul super fascinoso Lago di Garda, nel tratto Lombardo, con la vista su una delle insenature più belle del Lago, il Golfo di Salò, a San Felice del Benaco in Provincia di Brescia.

Riccardo (classe 1978) è Siciliano d’origine ma Milanese di adozione, infatti vi si è trasferito nel 1997 per frequentare la Facoltà di Economia Aziendale presso l’Università CommercialeLuigi Bocconi”. Ha iniziato la sua attività professionale in aziende che ruotano intorno al mondo del lusso, per poi, nel 2012, cambiare radicalmente ambito entrando nel comparto alberghiero e ristorativo. Lorenzo (classe 1997) è nato a Tecuci un Municipio della Romania ubicato nel Distretto di Galați, nella Regione storica della Moldavia, è un imprenditore che ha frequentato la Facoltà di Economia all’Università degli Studi di Brescia.

Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache nella nuova apertura di Porticcioli Milano” hanno coinvolto anche Chiara Caresano, Manager della nota Società Farmaceutica Multinazionale StatunitenseJohnson & Johnson” e Luca Micheli, Head of Sound di Chora Media” la nuova “Podcast Company Italiana.

Il Bistrò & RestaurantPorticcioli Milano” si prefigge di offrire alla sua clientela un’esperienza gastronomica speciale che unisca materie prime di eccellenza alla cura per il più piccolo dettaglio, il tutto in un’atmosfera piacevolissima, rilassata e informale. Il Locale è raccolto, solo 46 coperti, essenziale nel design ma caloroso nell’accoglienza: linee pulite, luci calibrate e massima attenzione a ogni elemento. L’apparecchiatura, sempre elegante, è diversa a Pranzo (leggermente più semplice) rispetto alla Cena.

La Cucina del Bistrò & RestaurantPorticcioli Milanoè affidata al bravo Executive Chef Ciro Tecchio.

Ciro è nato Napoli, dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato, tra il 2004 e il 2009, l'Istituto Alberghiero "Duca di Buonvicino" ubicato a Capodichino, una Località del Comune di Napoli che ha dato il nome anche all’Aeroporto costruito nel 1910. Dopo il Diploma e alcune importanti esperienze Nazionali e Internazionali, alla fine 2014 si è trasferito a Milano dove ha lavorato, prima come Chef de Partie e poco dopo come Chef, in prestigiose realtà come all’HotelPark Hyatt Milan” (5 Stelle Lusso), all’HotelThe Yard Milano” (4 Stelle), al Negozio/RistoranteEccellenze Campane” di Milano e al “IT Restaurant” sempre a Milano.

Lo Chef Ciro Tecchio ha una solida esperienza di “Cucina Mediterranea”, la sua mano esperta, con linearità, tecnica e creatività realizza, supportato dalla sua giovane Brigata di Cucina, preparazioni belle e gustose di mare, di terra e vegetali con materie prime di eccellenza.

Il Menu del Bistrò & RestaurantPorticcioli Milano” offre proposte come: - “I Crudi” (che trovano la loro massima espressione nel “Plateau Royal” una selezione ampia e sempre diversa, creata in base alla disponibilità del mercato), - “Il Velo” (battuta di gambero viola accompagnata da guacamole, salsa agli agrumi, burrata e crostini alla paprika”, - “La Tartare di Scottona” (condita con fiori di cappero, cetriolini, senape, lamelle di tartufo, femore arrosto e maionese al finocchietto), - “Le Linguine al Ragù di Scorfano” (con pomodorini rossi e gialli), - “Lo Spaghettone alla Vongole” (servito con una particolare e deliziosa cremosità), - “Le Costolette di Agnello” (con fagioli, pomodorini e menta), - “La Paranza” (la frittura mista di calamari, gamberi e pescato che viene servita con verdure croccanti e salse aromatiche).

La Carta dei Vini è costruita con cura e attenta ricerca, prediligendo nella selezione Vini Italiani e Internazionali di Produttori che riescono a lavorare rispettando i propri Territori.

Una delle prerogative più interessanti del Bistrò & RestaurantPorticcioli Milanoè il particolareFood Pairingrealizzato con una imponente selezione di Gin, oltre 60 Etichette da tutto il Mondo. Un ricercato modo di abbinare alle preparazioni di cucina assaggi di distillati diversi, in quantità modica e serviti assieme a una tonica zero, che garantiscono un esperimento gustativo inedito e accattivante. Tutto ciò si realizza grazie al Gin Expert Pietro Pullizzi (Brand Ambassador Mixologist, Sommelier Wine & Spirit Education Trust e Sake Sommelier) un vero e grande “mago” che sorprende e delizia gli ospiti con le sue raffinate scelte.

Porticcioli Milano” è il Locale perfetto anche per eventi privati, pranzi riservati e cene aziendali, con menu personalizzati e un servizio pensato per accompagnare ogni occasione con grande professionalità, estrema discrezione e gentile cortesia.

Porticcioli Milano” è più di un Ristorante contemporaneo, è il meglio di ciò che resta quando togli il superfluo: un Locale che non racconta inutili storie ma con grande fascino e delicata piacevolezza le realizza.

Al nuovo Bistrò & RestaurantPorticcioli Milanopotrete trovare il giusto incontro tra piacevoli atmosfere e gustosi sapori.

https://porticciolimilano.it/


"Porticcioli Milano"...  (Foto PM)

"Porticcioli Milano": Bistrò & Restaurant  (Foto PM) 

"Porticcioli Milano": Il Giorno  (Foto PM)

"Porticcioli Milano": La Sera  (Foto PM)

"Porticcioli Milano": Oltre 6o Etichette di Gin  (Foto PM)

"Plateau Royal"...  (Foto PM)

"Il Velo"...  (Foto Porticcioli Milano)

"Tartare di Scottona"...  (PM)

"Spaghettone alle Vongole"...  (Foto PM)

Lo Chef Ciro Tecchio  (Foto PM)


venerdì 21 febbraio 2025

ALL’ ATRIUM BAR DEL MERAVIGLIOSO FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE LA NUOVA FANTASTICA DRINK LIST È STORIA E POESIA LIQUIDA.




Nella “favolosaCittà Toscana di Firenze tra l’infinità di magnifici monumenti ed edifici storici c’è, al numero Civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al Mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La “Four Seasons Hotels & Resorts” è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 130 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in più di 40 Paesi del Mondo. In Italia ci sono tre strutture di questa Catena: Firenze, Milano e Taormina (Messina).

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Palazzo del Nero” (negli anni definito anche “Conventino” e “Villa”). Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) Architetto, Ingegnere e Scultore Fiorentino. Il Secondo risale al XVI Secolo. I due Edifici Rinascimentali sono divisi dal fantastico Parco Botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato ilGiardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “Casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. Il tutto arricchito e decorato con una fine e preziosa serie di pitture e di bassorilievi.

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato coperto con un lucernario; tutto il lavoro è stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso (due Palazzi e il Parco) dopo essere stato rilevato dallaFour Seasons Hotels & Resortsnel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti. In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute. Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del “Palazzo della Gherardesca” è una delle “perle” della Catena Alberghiera della “Four Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 115 straordinarie camere e suite, altre 36, appena ristrutturate sono al Palazzo del Nero”. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna è ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali e molto altro). Poi c’è la grande piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i lussuosi negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Un tale imponente complesso come quello del “Four Seasons Hotel Firenze” richiede alcune centinaia di dipendenti e di un grande ed espertissimo Responsabile: dal Mese di Luglio 2019 il Direttore Generale è Massimiliano Musto.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’accoglienza Enogastronomica di grande qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.

I Ristoranti sono “Al Fresco”, la Trattoria aperta nella bella stagione a bordo piscina, il Ristorante fiore all’occhiello della struttura “Il Palagio” (Una Stella Michelin) e il nuovissimo RistoranteOnde” con il “Bar Berni”.

L’Executive Chef delFour Seasons Hotel Firenzeè il bravissimo Paolo Lavezzini.

Oltre a tutto ciò c’è il lussuoso, elegante e accogliente spazio denominato “Atrium Bar”.

Tra la vasta e preziosa offerta di “Atrium Bar” il suo Team ha adottato, nei primi giorni di Febbraio 2025, la nuova riccadrink list” denominata “Sips of History”: una vera e propria celebrazione delle iconiche bevande e dei momenti culturali più significativi del XIX Secolo. Ispirato a un’epoca caratterizzata da rivoluzioni artistiche, dall’ascesa del romanticismo e dalle innovazioni nel mondo della mixology, ogni cocktail rende omaggio a figure, eventi e luoghi che hanno segnato questo periodo straordinario, offrendo agli ospiti l’opportunità di assaporare qualcosa di unico.

Già dai nomi dei nuovi drink ci si rende subito conto che rendono omaggio a icone senza tempo, sia locali che internazionali:

- “Folies Bergère”: Ispirato all’energia frizzante e al glamour delle notti nei teatri e nei caffè-concerto, unisce banana, mandorle, Vodka Altamura e Rinomato Americano Bianco, evocando l’atmosfera scintillante di una serata al Teatro Fiorentino della Pergola;

- “Yellow Kid”: Un tributo agli artisti rivoluzionari e ai pionieri, tra cui il creatore, Richard Felton Outcault, di una delle prime serie di strisce a fumetti al mondo. La sua anima prende vita grazie al carattere deciso del Tequila Casamigos Blanco, mentre la schiuma di mandorle e lamponi racchiude la dolcezza dei sogni audaci e la forza di uno spirito rivoluzionario;

- “Sherlock Holmes”: Quando Firenze si trasformava al calar della sera in un intricato labirinto di mistero e fascino, il drink cattura l’essenza della città. Preparato con Gin Tanqueray Ten e un tocco di china, evoca i sussurri segreti e le ombre di intrighi che si snodavano nei palazzi nobili della Città;

- “Dracula”: Con un morso tanto intenso quanto quello di un vampiro, unisce il Michter's Sour Mash e il rum Flor de Caña, arricchiti da spezie, onorando il classico senza tempo che ancora ci affascina. Un drink avvolgente e deciso, tanto potente e misterioso quanto la leggenda che lo ispira; 

- “The Donut”: Originariamente priva di buco, la ciambella ha subito una trasformazione che l'ha resa un intramontabile cult. Questo cocktail, con Whisky Macallan 12 anni, cioccolato, noce moscata e pepe bianco, onora la dolce semplicità del classico, dimostrando che le cose migliori della vita vanno assaporate, in qualsiasi forma si presentino;

- “La Lira”: Un tributo all’indimenticabile moneta Italiana, una celebrazione di un ricco patrimonio storico. Il vibrante mix di Cognac, acquavite, basilico e Artemisia risveglia una nostalgica connessione con le tradizioni e l’eredità culturale Italiane;

- “Firenze Capitale”: Nel pieno splendore del potere e del prestigio ottocentesco, le strade di Firenze Capitale d’Italia (dal 3 Febbraio 1865 al 3 Febbraio 1871) erano attraversate da infiniti brindisi celebrativi. Questo cocktail, che mescola Vermouth al caffè, Amaro Santoni e un tocco dorato di zafferano, cattura l'essenza di quei momenti grandiosi, in cui ogni sorso riecheggia la vibrante storia della città;

- “La Locomotiva”: Ispirato all'eredità di George Stephenson, il genio dietro l’invenzione della locomotiva a vapore, questo drink incarna lo spirito del progresso. A base di Mezcal, evoca il “fumo” dell'innovazione, mentre il mango fermentato e la menta aggiungono un tocco contemporaneo, simboleggiando il viaggio senza fine della modernità.

Edoardo Sandri, Assistant F&B Manager di Atrium Bar, ha affermato: “La creazione della nuova Drink List Sips of History è stata un'esperienza entusiasmante per tutti noi. Ogni cocktail è stato pensato per onorare un'epoca, un luogo e le persone che l'hanno vissuta. Volevamo riportare in vita quei momenti attraverso un gioco di sapori, contrasti e l'essenza di un periodo indimenticabile. Ogni drink è un invito a immergersi piacevolissimamente nella storia in un modo fresco, emozionante e coinvolgente”.

Ogni cocktail del nuovo MenùSips of History” si trasforma in un protagonista, dando voce alla creatività e all’essenza di un’epoca che ha segnato profondamente il passato. Più di una semplice “drink list”, un’esperienza che invita gli ospiti a immergersi in un viaggio interessantissimo nei meandri del tempo, rivivendo la vitalità di altri tempi e aprendo nuove prospettive sulla storia, proprio sorso dopo sorso.

All’Atrium Bar del meraviglioso Four Seasons Hotel Firenzeimmersi in una magica atmosfera super raffinata e accogliente potrete scegliere dalla nuova fantasticaDrink List - Sips of History” dei buonissimi cocktail che sono storia e poesia liquida.

https://www.fourseasons.com/it/florence/

https://www.youtube.com/watch?v=XJIjBtfXHXg


"Four Seasons Firenze": Il Fascinoso e Accogliente Atrium Bar 

 "Atrium Bar": Il Nuovo Menù Sips of History (Foto FSF)

 "Sips of History": Un Gioco di Sapori e di Contrasti (Foto FSF) 

 "La Locomotiva"... (Foto FSF)
 
"Sips of History": Storia e Poesia Liquida (Foto FSF)


mercoledì 6 novembre 2024

“AMARO” IL SUPER ACCOGLIENTE LOBBY & LOUNGE BAR DEL “VILLA AGRIPPINA GRAN MELIÁ HOTEL ROME”.




L'espressione Latina “Caput Mundi” riferita alla Città di Roma, significa "Capitale del Mondo" e si riferisce alla grande estensione raggiunta dall'Impero Romano (oggi lo stesso territorio corrisponde a più di 50 Nazioni), talmente grande da fare, secondo il punto di vista degli storiografi imperiali, della Città Capitolina il crocevia di ogni attività politica, economica e culturale Mondiale del tempo.

La definizione “Caput Mundi” venne utilizzata dal Poeta Latino Marco Anneo Lucano (39 d.C. - 65 d.C.) nella sua Opera Monumentale di 10 Volumi intitolata “Pharsalia”. L’Opera conosciuta anche come “De Bello Civili” (Sulla Guerra Civile) è un Poema Epico la cui stesura iniziò attorno al 61 d.C. e venne interrotta dalla morte dell’autore costretto a suicidarsi, nel 65 d.C., dall’Imperatore Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico (37 d.C. - 68 d.C.).

Roma, la Capitale dell’Italia, è una grande e magnifica Città che con poco meno di 3000 anni di storia politica, militare, artistica, architettonica e culturale ha profondamente influenzato tutto il Mondo. Tutte le straordinarie tracce della sua storia che ancora l’arricchiscono testimoniano la potenza dell’antico Impero Romano.

A partire dal I Secolo a.C. molti importanti personaggi della società di allora oltre alle lussuose residenze di Città iniziarono ad ambire anche a un “hortus”, ampi spazi verdi, con boschi, piccole strutture architettoniche, statue, terrazzi, tempietti, balaustre, fontane e laghetti, dando vita in tal modo a numerosi grandi e verdeggianti parchi in ambito cittadino.

Uno tra i più grandi di questi Parchi erano gli “Horti di Agrippina” citati da Filone Alessandrino (filosofo Ebreo con Cittadinanza Romana vissuto all’incirca tra il 20 a.C. e il 45 d.C.) e dal filosofo, drammaturgo e politico romano Lucio Anneo Seneca (4 a.C. - 65 d.C.). Gli “Horti di Agrippina” erano ubicati nella parte settentrionale delle pendici del Gianicolo, tra la piana del “Vaticanum” (oggi territorio della Città del Vaticano) e il Fiume Tevere, ed erano nelle proprietà della grande Villa costruita dalla Madre dell’Imperatore Caligola, Vipsania Agrippina, passata poi alla Figlia Giulia Agrippina Augusta (15 d.C. - 59 d.C.) che sposò lo Zio, l'Imperatore Romano Claudio.

Il “Gianicolo” è un Colle (alto solo 88 m.) prospiciente la riva destra del Tevere non rientrante nel novero dei Sette Colli Tradizionali”. La pendice orientale digrada verso il fiume e alla base si trova il Rione storico di Trastevere, mentre quella occidentale, meno ripida, costituisce la parte più vecchia del moderno Quartiere di Monteverde.

Ecco, proprio immerso in un magnifico giardino privato di oltre 10.000 mq. erede degli “Horti di Agrippina” (oggi il più importante giardino botanico di Roma), nell’Aprile 2012, dopo una completa ristrutturazione di un complesso immobiliare edificato nel 1839, in Via del Gianicolo al Civico 3, è stato inaugurato il nuovo Hotel 5 Stelle Lusso Villa Agrippina Gran Meliá Rome”.

L’Hotel appartiene alla Meliá Hotels International, S.A.” una Catena di Alberghi Spagnola fondata nel 1956 da Gabriel Escarrer Juliá a Palma di Maiorca. La Compagnia è il principale operatore mondiale di Resort e la “tredicesima catena alberghiera più grande del mondo” con più di 350 Alberghi in 35 Paesi in Quattro Continenti.

L’Hotel Villa Agrippina Gran Meliá Rome è un super lussuoso Resort, immerso nel verde, semplicemente magico che non ti aspetteresti di trovare al centro di una grande metropoli, è talmente bello e accogliente che tra i moltissimi riconoscimenti ricevuti nel 2015 è stato designato come il “Miglior City Hotel del Mondo”.

L’Hotel, che si sviluppa su 8 piani, ha 116 tra bellissime Camere, fascinose Suite, oltre alle Ville, un Centro Benessere (con luce naturale) all'avanguardia firmato “Spa Yhi Wellness”, una Piscina esterna ubicata in giardino e una Piscina Privata collegata a una particolare e speciale sistemazione, il Liquid Garden, il Gala Pool Bar & Restaurant (che con la buona stagione offre un Menu informale circondato dalla bellezza dei giardini dell'Hotel), l’Amaro Lobby & Lounge Bar, il Roof Garden, la Terrazza (che si affaccia sulle Mura Vaticane, sul Tevere e su Castel Sant’Angelo), i servizi dedicati ai Meeting e Congressi, Palestra, Boutique e l’esclusivo Red Level.

Fiore all’occhiello e gioiello culinario dell’Hotel è il Ristorante, inaugurato nel Mese di Settembre 2022, “fine diningFollie che dalla Primavera 2024 ha alla guida il bravissimo Chef Alfonso D’Auria (Campano, classe 1988).

Il RistoranteFollie” è un Locale assolutamente fascinoso e accogliente con il suo stile classico ed elegante dove gli ospiti sono sapientemente accolti da esperti professionisti.

Oggi voglio soffermarmi sulle grandi qualità e i pregi diAmaro il Lobby & Lounge Bar del Villa Agrippina Gran Meliá Rome”.

Situato in una chiesa riconvertita “Amaro” è un Cocktail e Lounge Bar con un ambiente ricco di charme e di storia dall'atmosfera vivace ed elegante, i colori leggeri richiamano riflessi Mediterranei: il salotto con divani in velluto blu di Prussia, le librerie in legno di ciliegio, la suggestiva bottiglieria in ottone sul bancone Bar.  

AmaroLobby & Lounge Bar ha un lungo orario di apertura (11:00 - 24:00) al fine di accontentare qualsiasi esigenza della Clientela: colazione, pasticceria, pranzo, aperitivo, cena e in notturna mixology e dj set.

Amaro offre una varietà di proposte gastronomiche che spaziano dai piatti mediterranei leggeri, alle tipiche “tapas” e alla “paella” preparazioni Ispaniche in omaggio all’identità della Compagnia Alberghiera Spagnola. Il tutto accompagnato da cocktail che attraversano culture e sapori internazionali esplorando ingredienti ricercati e tecniche moderne per raccontare storie uniche: dai classici Italiani, fino agli angoli più esotici del Mondo.

Molto ampia e selezionatissima anche la scelta di “spirits”: gin, vodka, tequila, mezcal, rum e altro.

Tra le novità di questo mese di Novembre 2024 il “Sunday Brunch” (solo la Domenica dalle 12:00 alle 16:00) che torna per celebrare il piacere della convivialità domenicale in un’atmosfera elegante e rilassata. Una formula variegata pensata per soddisfare ogni palato. Gli ospiti possono assaporare un ricco buffet di antipasti e dolci, con la possibilità di scegliere un primo o un secondo piatto dal menu dedicato oppure optare per un piatto unico come il “Burger” o il “Club Sandwich” Inclusi nel prezzo del Menù anche “una bollicina di benvenuto”, acqua e caffè.

Il “Sunday Brunch” propone oltre al “Kids Menu” anche un’animazione speciale per i piccoli ospiti dai 3 ai 12 anni. Le attività, gestite da un Team specializzato, si svolgono in specifici spazi dedicati all’interno della struttura, adattati di volta in volta per garantire ai bambini un’esperienza coinvolgente e divertente, lasciando ai genitori il piacere di godersi il pranzo in tutta tranquillità.

Immerso nello storico e magicoCuore di Roma”, all'interno di un'Oasi di straordinaria bellezza che domina la Città Eterna, il super accogliente Lobby & Lounge Bar Amaro” del “Villa Agrippina Gran Meliá Hotel Rome è certamente il luogo ideale dove godersi appieno la vita e celebrarne i piaceri, una cornice perfetta per un piacevole aperitivo, un gustoso pasto informale o un ricercato drink serale.

https://www.melia.com/it/hotels/italia/roma/villa-agrippina-gran-melia

https://www.youtube.com/watch?v=mgtq05kwk8k


"Villa Agrippina Gran Meliá Rome Hotel" (Foto VAGMR)

"Amaro": Lobby & Loung Bar (Foto VAGMR)

"Amaro": Cocktail dai Sapori Internazionali (Foto VAGMR)

"Amaro": Il Piacere della Convivialità (Foto VAGMR)

"Amaro": Atmosfera Fascinosa ed Elegante (Foto VAGMR)


sabato 29 giugno 2024

“MEDITERRANEA BELFIORE” UNA GRANDE FESTA PER I PRIMI 50 ANNI DI ATTIVITÀ: AMORE E DEDIZIONE PER REALIZZARE SOLO ASSOLUTA QUALITÀ.



Anticamente in Toscana, come in molti altri territori costieri della Penisola Italica, le terre erano delle paludi, degli acquitrini malsani (dove regnava la malaria), praticamente abbandonate dalle popolazioni che dopo la caduta dell’Impero Romano, lentamente, si erano rifugiate per maggiore sicurezza in collina. Vastissime zone ricche di fitte boscaglie e macchia mediterranea erano perennemente allagate da corsi d’acqua, dalle varie dimensioni, senza argini e senza alcun tipo di regimazione dei flussi in eccesso. Oltre a ciò altre calamità, come cicliche spaventose invasioni di cavallette e sanguinose incursioni dei pirati, rendevano queste terre assolutamente invivibili.

Solo nel 1737, con il Consiglio di Reggenza che governò la Toscana in nome dei Lorena (dinastia che aveva soppiantato i Medici) e successivamente con Ferdinando III d’Asburgo-Lorena (1769 - 1824) Gran Duca di Toscana, si intraprese un primo serio piano di bonifica di queste paludi.

Nella seconda metà del XVIII Secolo, su terreni appena bonificati, in LocalitàLa Cinquantina”, a due chilometri a Nord di Cecina (LI) e a poche centinaia di metri dal mare, per volere del Governo Granducale, sorse una struttura adibita ad alloggio per la manodopera denominata “Casone dei Lavorai”. Negli anni successivi da questo primo nucleo nacque una grande fattoria.

Il Livornese Francesco Domenico Guerrazzi (1804 - 1873), importante politico e scrittore del movimento risorgimentale, nel 1868 rilevò la Fattoria trasformandola in una signorile Villa padronale che da allora prese il nome di “Villa Guerrazzi”. Oggi la bella struttura è proprietà del Comune di Cecina che vi ospita l’interessante Museo della Vita e del Lavoro oltre a quello Civico Archeologico, altrettanto importante. 

Uno dei Poderi che si trovavano intorno allaVilla Guerrazziportava un nome positivo: “Belfiore”. 

Nel 1952 Domenico Ciarlo innamoratosi delle terre che si trovavano in Località La Cinquantinarilevò ilPodere Belfiore”.

Domenico Ciarlo (classe 1903) apparteneva a una Famiglia di piccoli proprietari da sempre dediti all’agricoltura. La Famiglia Ciarlo ha origini Campane, più precisamente provengono dal Comune di Morcone, in Provincia di Benevento. Il Territorio Beneventano è posto nell’entroterra Appenninico, nella parte meridionale della zona storicamente definita come Sannio, ed è ubicato in una particolare posizione centrale quasi equidistante dal Mare Tirreno e dall’Adriatico.

Domenico grande lavoratore e agricoltore appassionato, con il grande desiderio nel cuore di trovare terreni sempre più vocati, cambiandoli anche con altri di zone lontane, pur di migliorare la sua produzione. Questo suo scopo lo portò a trasferirsi, dopo il matrimonio con Giocondina Fortunato, a Santa Croce di Magliano, in Provincia di Campobasso, una terra dagli ecosistemi molto particolari e differenziati. Qui, nel 1939, nacque il loro unico Figlio Donato. Seguì un altro periodo di trasferimenti, con tutta la Famiglia, prima a Termoli e poi a Siena. Intanto scoppiò la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) e Domenico Ciarlo servì con onore la Patria nell’Arma dei Carabinieri Reali (Corpo fondato nel 1814). Nel 1952 la Famiglia Ciarlo si stabilì definitvamente in Toscana, nel Comune di Cecina in Provincia di Livorno, dove altri due Fratelli di Domenico, Salvatore e Vittorio, si erano già sistemati in Località Mazzanta.

Nel 1952 Donato Ciarlo aveva solo 13 anni ma Domenico, Giocondina e il Figlio con una forza di volontà assoluta e grandicuori” si dedicarono totalmente al loro nuovo Podere di 10 Ettari a poche centinaia di metri dal mare. Passarono anni di duro lavoro e di grandi sacrifici ripagati con il raggiungimento di molti traguardi. Donato Ciarlo, nel 1963, si sposò con Renza una brava ragazza del posto, di Colle Mezzano Frazione di Cecina, dalla loro felice unione vennero al mondo tre Figlie: Simonetta, Antonella ed Emiliana. Donato aveva anche un forte spirito imprenditoriale e, visto con lungimiranza l’andamento del mercato agricolo, decise di sfruttare i pochi risparmi di Famiglia nell’acquisto di vecchi macchinari per la lavorazione dei pomodori, macchinari che con grande cura riportò a nuova vita.

Nel 1974 Donato iniziò la nuova attività di trasformazione e conservazione della sua produzione, nacque il Conservificio dei Ciarlo”. Un’altra delle sue idee più innovative fu quella di confezionare i Pomodori lavorati non solo in lattina ma anche in vasi di vetro, una novità assoluta negli anni ’70. Anni difficili per l’Agricoltura e Donato, per differenziare, fece un ulteriore investimento, acquistando la piccola DistilleriaCavallini”. Questo importante passaggio commerciale servirà anche per accrescere esperienza da poter riversare sul Conservificio che intanto aveva preso il nome di “Mediterranea Belfiore”.

Nel 1996 un nuovo importante investimento: l’Azienda ha iniziato a produrre esclusivamente seguendo metodi tradizionali e naturali conquistandosi il Marchio di Produttori Biologici”. La produzione si basa sulla migliore qualità, sull’artigianalità e su attente procedure (come la trasformazione entro le 24 ore dal raccolto e cotture brevi a basse temperature), per poter mantenere la freschezza, la fragranza e inalterati i profumi originari. L’Azienda coltiva una varietà di pomodori, selezionata attraverso gli anni, particolarmente adatta ai loro terreni argillosi, che permette di ottenere un frutto di media pezzatura ma dalla polpa soda, non acquosa, con una buona pelabilità e dal sapore particolare, molto gradevole e dolce.

Dopo tanti sforzi la qualità venne premiata e l’Azienda crebbe rapidamente, purtroppo nel 1997 Donato Ciarlo si ammalò gravemente e il 27 Giugno del 2001 venne a mancare. Le tre Figlie, improvvisamente, si ritrovarono, a fare le imprenditrici, ma essendo non prive di forza di volontà e di forti energie, intelligenti e cresciute con un Padre come Donato che ha loro insegnato la strada da seguire, altri successi continuarono a essere raggiunti. Simonetta, Antonella ed Emiliana hanno nel sangue la passione, l’amore per i campi, per i loro prodotti e specialmente per leconserve”.

Quattro le Linee fondamentali della Mediterranea Belfiore” : “Le Salse Del Cuore” (le preparazioni fatte con i Pomodori, partendo dai curati filetti alle salse ai vari sapori e nei differenti abbinamenti) - “I Sapori della Famiglia Ciarlo” (dalle insalatine Primavera ai Sott’olio, dalle Verdure Grigliate alle Olive, fino alla Creme e anche i migliori “Carciofi Morelli Toscani” preparati  in modi diversi nei bei vasi trasparenti grandi e piccoli) - “Il Pesto del Cuore” (il Pesto Ricetta Ciarlo, realizzato con il Parmigiano Reggiano stravecchio e con il fresco e profumato basilico di loro produzione, nelle diverse confezioni e formati). La “Mediterranea Belfiore” si è specializzata, negli anni, con successo, anche in pregevoli Confezioni Regalo che, oltre a essere spedite in molte parti del Mondo, vengono vendute direttamente, insieme a tutta la loro produzione, in Sede.

Sull’onda di questa e anche di altre iniziative, come l’ampliamento dell’offerta di altri prodotti alimentari, assolutamente selezionati e scelti tra quelli di straordinaria qualità, si è giunti alla trasformazione del “Vecchio Spaccioin un vero e proprio bellissimo grande Negozio inaugurato il 18 Giugno 2011. La nuova struttura è molto suggestiva e accogliente, tre piani (Cantina, Negozio e Soppalco per eventi e degustazioni), nel costruirla si è seguita l’impostazione ecologica (Bioarchitettura), affidandone la realizzazione alla DittaRubner Haus” di Chienes (BZ), altamente specializzata nella lavorazione del legno e altri materiali naturali.

Oggi il “Pomodoro” domina la gastronomia mondiale, e l’Italia è al vertice della sua produzione di qualità, oltre a essere, in assoluto, il primo esportatore al Mondo di prodotti a base di pomodoro: pelati, passata, polpa, concentrato, sughi. L’AziendaMediterranea Belfiore” vende in Italia e in molti Paesi del Mondo ed è un fiore all’occhiello della nostra produzione conserviera. Un’Azienda tutta al femminile, tre sorelle, Simonetta, Antonella ed Emiliana Ciarlo, insieme a Mamma Renza, ma un solo “Cuore” (come il loro Marchio), pieno di passione e d’amore per la genuinità.

Per celebrare i primi 50 Anni di un’attività così ricca di successi la Mediterranea Belfioreha realizzato una specialissima Confezione tutta dorata e in Edizione Limitata e Scatolata1974 - 2024del pomodoro 100% Biologico Toscano secondo laRicetta della Famiglia Ciarloe ha organizzato Sabato 15 Giugno 2024 dalle ore 18:30 presso la propria Sede una grande Festa per 250 Persone.

Nel grande Piazzale dell’Azienda, allietato con piacevole musica dal vivo, numerosi Stand Enogastronomici hanno reso felici i palati degli Ospiti. Erano presenti con le loro delizie, ovviamente oltre alla Mediterranea Belfiore con le sue magnifiche “Bruschette” e la buonissima “Pappa al Pomodoro”: gli ottimi panini del “Food Trucks” di Cecchini Carni, i gustosi gelati e i sorbetti di “Gianna Tutta Panna”, i freschi e buoni Drink di “Paracelso”, la nuova e fragrante pizza gourmet (La Pilotta) del Panificio/FornoRosetti” e i Vini  super Selezionati e Presenti nellaCantina della Mediterranea Belfiore” serviti con grande professionalità dai Sommelier Fisar le Due Valli.

La bellissima e gustosissima festa per i primi 50 anni dellaMediterranea Belfiore” si è conclusa tra gli applausi, a notte inoltrata, con la degustazione del “Dolce” preparato appositamente da una straordinaria Pasticciera come Loretta Fanella.

Mediterranea Belfiore di Mamma Renza, Antonella, Simonetta ed Emiliana Ciarlo: 50 Anni di grande amore e dedizione per realizzare solo prodotti di assoluta qualità.

https://www.mediterraneabelfiore.it/

https://www.youtube.com/watch?v=Y1tI8wU8MdU


 Emiliana, Simonetta, Renza e Antonella Ciarlo... (Foto MB)

"Il Grande Bancone all'Ingresso del Negozio"...

"Una Vista Interna del Negozio"... 
 
"Una Vista della Cantina"... 

"Maditerranea Belfiore": Un Mare di Delizie...

"L'Ingresso alla Festa"... 

"Musica dal Vivo"...

"Il Food Trucks di Cecchini"...

"Gianna Tutta Panna"...

"Paracelso"... 

 "La Pilotta del Panificio Rosetti"...

I Sommelier Fisar...

Mamma Renza con le Figlie e Giorgio Dracopulos

 Il "Dolce per i 50 Anni dell'Azienda" (Foto MB)

 

giovedì 11 aprile 2024

AZIENDA VITIVINICOLA “LA REGOLA”: ECCEZIONALE DEGUSTAZIONE DI ANNATE VECCHIE E UNA IMPORTANTE NOVITÀ.

 


Riparbella è un piccolo (circa 1.600 abitanti) Comune Toscano in Provincia di Pisa. Il suo Territorio è ubicato nello splendore della campagna collinare della Val di Cecina, nell'Alta Maremma (o Maremma Settentrionale) storicamente conosciuta come Maremma Pisana. Il Toponimo si trova per la prima volta citato nel 1034, proprio come “Riparbella”, in una bolla di Guido Vescovo di Volterra. Probabilmente il nome deriva dal Latino Ripa Albella” (Riva Bianca) visto il biancore delle terre tufacee e sabbiose del luogo.

Riparbella è dolcemente adagiata sulle pendici meridionali del Poggio di Nocola (569 m. s.l.m.) e a differenza degli altri Paesi della zona non ha una forma tondeggiante ma si è sviluppata lungo la strada sul crinale di un dorso collinare. Il Centro Storico di origini Medioevali è sorto intorno al Castello circa nell'anno 1000 per opera dei Conti Della Gherardesca.

Nel 1157 Riparbella, in seguito a lasciti testamentari, entrò nel patrimonio dell'Arcivescovado Pisano, ma nel 1406, durante l'assedio di Pisa da parte della Repubblica Fiorentina, diventò dominio di Firenze. Tra il 1494 e il 1508 il Borgo si liberò dai Fiorentini. Nel 1635 il Granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici elesse Riparbella, e altri territori fino al mare, a Marchesato concedendolo al Nobile Veronese Andrea Carlotti; nel 1737 i suoi successori passarono il Titolo di Marchese di Riparbella e Cecina a Carlo Lorenzo Ginori che lo tenne fino alla fine del XVIII Secolo.

Nel verdeggiante Comune di Riparbella il Fiume Cecina percorre gli ultimissimi chilometri prima di sfociare in mare. Questa è l’antica Terra degli Etruschi dove i ritrovamenti nella “Necropoli di Belora”, ci ricordano, che fin dal VII Secolo a. C., il legame tra uomini e Vino qui è una costante millenaria.

Percorrendo, per circa 6 km., la Strada Regionale 68, che nasce dall’Aurelia, all’altezza di Cecina (San Pietro Palazzi), in Provincia di Livorno, e che si dirige verso Volterra (PI) e oltre, si arriva alla Cantina dell’Azienda Vitivinicola “La Regola” situata in Località Altagrada. La Tenuta La Regola” nasce, alla fine del XIX Secolo, quando la Famiglia Nuti acquistò un piccolo appezzamento di terreno con un Toponimo conosciuto nelle carte del Catasto di Firenze fin dal 1700 proprio come “La Regola”. L’acquisto di tale terreno venne fatto al fine di produrre del Vino e dell’Olio Extravergine di Oliva genuino per uso Familiare. Negli anni successivi venne realizzata anche una piccola Cantina sotto casa denominata “Cillieri” e si avviò una piccola produzione iniziata con una trentina di damigiane. Passarono alcuni decenni e la produzione aumentava sia in quantità che in qualità.

Dopo l’appassionata gestione delle Vigne del Bisnonno Corrado, del Nonno Nilo e del Babbo Rolando, nel 1990, quando Luca Nuti si laureò in Agraria, si decise di trasformareLa Regolain una Azienda Vitivinicola vera e propria. Vennero piantati nuovi Vigneti e imbottigliati i primi Vini. A Luca Nuti si deve lo sviluppo dell’Azienda, a partire dalla grande cura e amore con cui segue tutto il processo di filiera: i Terreni, le Vigne, la Vendemmia, la Vinificazione, l’Imbottigliamento. Dal 2000 anche l’Avvocato Flavio Nuti, fratello di Luca, con un Master in Economia Aziendale ed esperto Sommelier, è entrato attivamente in Azienda occupandosi della parte Amministrativa, del Marketing e dei Rapporti Commerciali, sia in Italia che nel Mondo.

Il Podere “La Regola” è ubicato in un Territorio con un microclima particolarmente favorevole grazie alla protezione collinare boschiva di cui gode e alla vicinanza del mare. Il terreno è costituito prevalentemente da sabbie plioceniche ricche di fossili di conchiglie, con una importante percentuale di argilla. Un terreno drenante con una stratificazione di rocce e minerali ricche di ferro e un’esposizione solare dei filari di vite a sud-sud est che favorisce una maturazione ottimale delle uve consentendo di ottenere vini eleganti e di struttura con notevole persistenza. L'Azienda, al momento, possiede 25 Ettari di Vigneti, divisi tra pianura (50 m. s.l.m.) e collina (100 - 200 m. s.l.m.), allevati in parte a “cordone speronato” in parte a “guyot”, con una densità di viti che va da 4.000 a 7.500 ceppi per ettaro. Le coltivazioni sono interamente realizzate con il metodo dell'Agricoltura Biologica grazie a un rigoroso percorso di conversione conclusosi nell'anno 2015.

Nel Mese di Ottobre del 2016, con una grande festa, è stata inaugurata la Nuova grande Cantina.

La bella struttura del “Centro Aziendale La Regola” (non è solo Cantina) è frutto di un grandissimo impegno, non solo economico, dei Fratelli Nuti che hanno fortemente voluto e realizzato in due anni. L’edificio, di colore verde, che s’inserisce perfettamente e delicatamente nel contesto paesaggistico, con una configurazione moderna di sostenibilità ambientale ed energetica, è stato progettato e realizzata dall’Architetto Trentino Sergio Scienza (classe 1968) specializzato proprio nella costruzione di Cantine. Gli interni sono stati invece curati dall’Architetto Pisano Giorgio Balestri che, in maniera sobria, accogliente ed elegante (colori caldi e materiali ecologici), ha allestito gli spazi per i visitatori, per le degustazioni, per la vendita, i salotti e la grande Sala Convegni. Molto ampi anche tutti gli spazi dedicati alla Cantina in senso stretto, alla Barricaia e al Magazzino di Stoccaggio.

Per amore dell’Arte e per celebrare ancor di più la “Terra degli Etruschi”, i Fratelli Nuti hanno voluto che il loro amico, l’Artista Internazionale Stefano Tonelli (nato, nel 1957, nel vicino Comune di Montescudaio, perfetto conoscitore di questa realtà), trasformasse la loro Barricaia in qualcosa di più fascinoso, in un Progetto intelligentemente denominato “A Regola d’Arte”. Dopo cinque mesi di accurato lavoro è nato “Somnium” (il sogno del Vino e della sua gestazione) una grande opera, sulle pareti della Barricaia, di ben 46 metri lineari per 4 di altezza. Sul fondo dell’opera, alla fine dello spazio, si staglia un “Grande Pianeta” (il Pianeta della nostra Umanità).

L’Umanità è valore fondamentale al PodereLa Regola”, un concetto rafforzato anche in una mega scritta a lettere cubitali, “Restiamo Umani”, posta in giardino, che si può leggere affacciandosi dalla grande e panoramica Terrazza.

Da notare che la Cantina de “La Regola” è stata premiata dall’ United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO) e dal Touring Club Italiano per il suo particolare inserimento in armonia con l’ambiente circostante.

Nella nuova struttura non manca una moderna Cucina che è il fulcro di un altro progetto importantissimo: “La Regola degli Chef”. Nel progetto “La Regola degli Chef” sono state sviluppate molte iniziative enogastronomiche tra cui spicca, nel Marzo del 2017, la pubblicazione del bellissimo Libro: “La Regola degli Chef - La Cultura Enogastronomica Diventa Arte”. L’elegante pubblicazione (80 pagine di preziosa carta lucida) è in grande formato cm. 34,5 x 24,5, con copertina rigida e sovracopertina.

Nel Libro dopo una breve introduzione dedicata alla Storia dell’Azienda seguono grandi e bellissime foto della stessa che continuano anche dopo un’altra breve descrizione del Territorio. Si arriva così al cuore del libro “Il Cibo e il Vino per Comunicare”. Una raccolta di preziose ricette, realizzate da 22 famosissimi e super premiati Chef, di volta in volta abbinate ai buoni Vini dell’Azienda, il tutto arricchito sempre da realistiche foto. Per ogni Chef c’è anche una bella introduzione ai rispettivi Ristoranti. Seguono le Schede dei Vini, dei Distillati e degli Oli, tutti i prodotti Biologici del PodereLa Regola”. La parte finale del Libro è dedicata all’Architettura e all’Arte, due “musedi Casa, come già descritto, al Podere La Regola”.

Tra i molti Progetti La Regola” ha promosso anche un Concorso Letterario, “La Regola della Letteratura” con oltre 60 elaborati provenienti da tutta Italia e ha coinvolto gli appassionati di vino e di scienza, con il progetto “Human Pleasure” dove l’ascolto degli strumenti ad Alta Fedeltà è stata coniugata con la degustazione dei loro vini.

La Regolaè piacevole accoglienza a tutto tondo dalle Degustazioni fino all’Agriturismo.

Nell’Azienda VitivinicolaLa Regola” alla coltivazione di vitigni autoctoni, come il “Sangiovese” e il "Vermentino", si affiancato i vitigni Francesi a bacca bianca e rossa tra i quali spicca il “Cabernet Franc” (100%) che costituisce l'uvaggio del loro Vino Rosso più importante: il Cru La Regola”.

La Loro produzione è fatta di Vini Bianchi, Rossi, Rosati e Bollicine oltre a un Passito, la Grappa (sei mesi in barrique) e l’Olio Extravergine di Oliva. A tutto ciò si aggiunge la Linea dei Vini denominataSomnium - I Vini degli Etruschi”: una selezione di vini dalle etichette vivaci e dal taglio moderno che esprimono al meglio le linee della cantina come costruzione che evidenzia una particolare e inconsueta capacità di mimetizzarsi in costante equilibrio con il paesaggio che la circonda.

Recentemente sono stato invitato all’Azienda Vitivinicola La Regola per una particolare degustazione di Annate Vecchie del loro Vino BiancoLauro” (Costa Toscana Bianco IGT) e per la presentazione di una importante novità.

L’interessantissima ed eccezionale verticale del Bianco IGTLauro” era composta dalle annate: 2002 - 2005 - 2007 - 2011 - 2017 - 2019 - 2020. Da sottolineare che il VinoLauro” nell’Annata 2002 fu realizzato con Uve di Chardonnay (50%) e Sauvignon Blanc (50%) in tutte le altre Annate il Blend è stato di Chardonnay e Viognier sempre al 50%. Ognuno dei Vini degustati mi ha colpito per le sue specifiche positive caratteristiche visive, olfattive e sensoriali, soprattutto considerando le annate più vecchie (2002 e 2005) che stupiscono per la favorevole maturazione avvenuta negli anni, una longevità davvero pregevole che dimostra la giusta tecnica di vinificazione scelta dall’Azienda.

Dopo la speciale verticale diLauro”, Luca Nuti con il Figlio Nicolò (classe 1998) e Flavio Nuti con i Figli Valentino (classe 1995, che dal 2018 opera come Enologo Aziendale) e la giovanissima Vittoria (classe 2000), con il supporto dell’Enologo Consulente Luca Rettondinisono stati orgogliosi di presentare un’importante novità, il nuovo Vino dell’Azienda: "La Regola Costa Toscana Bianco IGT 2021".

La RegolaCosta Toscana Bianco IGT 2021, prodotto in circa 3.000 bottiglie, è Blend di Chardonnay e Sauvignon Blanc al 50%, un uvaggio che ha dato dimostrazione essere il più adatto al fine di ottenere un vino di buona complessità aromatica e longevità.

Per questo nuovo grande Vino Bianco dopo una selezionatissima cernita manuale delle uve e una pressatura soffice, il mosto effettua la fermentazione alcolica separatamente per i due vitigni sia in Anfora sia in speciali Barriques di Rovere Francese di primo e di secondo passaggio. L’affinamento continua negli stessi vasi vinari sulle fecce fini con continui “bâtonnage”, senza fermentazione malolattica per preservarne la freschezza. L’affinamento in totale dura circa 8/10 Mesi, al termine dei quali, dopo l’assemblamento in tini di acciaio, il Vino riposa in bottiglia per almeno altri 12 Mesi prima della commercializzazione che in questo caso avverrà a fine Aprile 2024 dopo la presentazione ufficiale al “Vinitaly”, la più importante Fiera Italiana del Vino e dei Distillati.

Il nuovo Vino Bianco La Regola 2021” si presenta con un bel colore giallo dorato brillante, ha intensi profumi decisamente floreali e fruttati, un Vino che in bocca manifesta tutta la sua elegante ricchezza e la sua equilibrata sapida freschezza, piacevolissima la persistenza.

Il Servizio Vini è stato effettuato con grande attenzione e professionalità dai Sommelier Sabino Caroti e Ilenia Bai della Delegazione F.I.S.A.R. Le Due Valli.

Dopo una giornata così intensa che mi ha coinvolto anche con il gustoso pranzo in cui sono state assaggiate molte altre buone bottiglie dell’Azienda, mi sono congedato ricevendo in regalo una prestigiosa “Bottiglia N. 1 del Costa Toscana Bianco IGT 2021 La Regola”.

Non mi resta che concludere con le parole di Luca Flavio Nuti: “Abbiamo investito moltissimo nella nostra Azienda avendo in mente due obbiettivi ben precisi, valorizzare le nostre produzioni e, allo stesso tempo, mantenere un costante e bilanciato equilibrio con il paesaggio. Territorio, natura e umanità sono i principi su cui si sviluppa, da ormai cinque generazioni, la filosofia de La Regola: da questo nascono tutte le nostre Regole”.

https://www.laregola.com/

https://www.youtube.com/watch?v=ntE5WNQ3vr0


Azienda "La Regola" Riparbella (PI): Vista Esterna (Foto LR)

Una Vista della "Cantina"

Una Vista della "Barricaia" (Foto La Regola)

"Lauro": Tutto Pronto per la Verticale delle Vecchie Annate

 I Sommelier Sabino Caroti e Ilenia Bai

"Lauro": Le Vecchie Annate Degustate

Nicolò, Luca, Rolando, Flavio e Valentino Nuti (Foto La Regola)

Vittoria Nuti

 "La Regola Bianco 2021" la Prestigiosa Bottiglia n.1

Giorgio Dracopulos con la Bottiglia n.1 "La Regola Bianco 2021"