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sabato 12 settembre 2026

GRANDI NOVITÀ AL “PODERE BELVEDERE”, UBICATO NEL MAGICO CONTESTO DEL CHIANTI RUFINA, REGNO DEL VALENTE CHEF EDOARDO TILLI.

 


Pontassieve è un Comune Toscano (di circa 20.200 abitanti), oggi rientrante nella Città Metropolitana di Firenze, dista poco più di 18 Km. a est dal Centro di Firenze ed è raggiungibile in circa 20 minuti di treno o in 35 minuti di auto. Pontassieve si trova sulla riva destra del Fiume Arno alla confluenza col Fiume Sieve da cui trae il nome. Viene storicamente considerata la vera "porta d'accesso" alla Valdisieve, oggi il suo Territorio unisce un’importante anima urbana e industriale a un magnifico paesaggio collinare dominato da filari di viti e oliveti.

Pontassieve ha una storia molto antica risalente agli Etruschi e ai Romani ma ha acquistato grande importanza strategica nel Medioevo. Il Comune è situato sul percorso del “Cammino di Dante”, un sentiero di 400 km. che collega Firenze a Ravenna in memoria del Sommo Poeta.

Pontassieve ha un fortissimo e indissolubile legame con il vino del Chianti Rufina” non solo come parte fondamentale del territorio geografico di questa storica Denominazione, ma anche come sua capitale commerciale e industriale fin dalle origini della stessa.

Il “Chianti Rufina” è la più piccola delle sottozone del Chianti, ma è la terza per volumi di produzione. Il suo disciplinare (DOCG) autorizza la produzione di questo vino in soli cinque Comuni della Valdisieve: Rufina, Pontassieve, Pelago, Londa e Dicomano. Ampie porzioni delle colline di Pontassieve sono dedicate ai magnifici vigneti di Sangiovese, il vitigno base del Chianti Rufina.

A pochi minuti di auto (circa 6 chilometri) dal Centro di Pontassieve in direzione est/nord-est, in zona collinare, più precisamente in Via San Piero a Strada al civico 23, si trova l’accogliente struttura rustica del Podere Belvedere.

Il “Podere Belvedere” è nato da una storia di Famiglia: quella dello Chef Edoardo Tilli. Infatti, nel 1987, sua Madre, innamorata della campagna Toscana, decise di acquistare un rudere di un antico casale agricolo del Settecento. I lunghi e importanti lavori di ristrutturazione e sistemazione del terreno circostante finirono nel 1993 e la Famiglia ebbe così la possibilità di trasferirvisi stabilmente.

Edoardo Tilli è nato il 6 Agosto 1984 a Bagno a Ripoli (Firenze) ed è cresciuto tra le colline del Chianti Rufina. Inizialmente ha percorso strade diverse dalla ristorazione: dopo le Scuole dell’Obbligo e il Diploma di Perito Aeronautico, con conseguente abilitazione al controllo del traffico aereo, si è dedicato agli studi di Architettura seguendo la vena artistica della Madre che è Architetto e Pittrice. Ma il forte richiamo dell'amore per la terra e la cucina trasmesso dalle Nonne ha avuto il sopravvento. Edoardo iniziò a studiare e applicarsi moltissimo, “divoravalibri di cucina nazionali e internazionali, approfondendo anche gli studi di chimica e incominciando poi a visitare i ristoranti più famosi per guardare, sentire e imparare. Con questa preparazione totalmente autodidatta, sia agricola sia di cucina, nel 2009 Edoardo inaugurò ilPodere Belvedere”, un AgriturismoB&B” (oggi con 7 camere): le vecchie stalle diventarono spazi per gli ospiti pur preservando dettagli originali come le mangiatoie e gli anelli per i cavalli, ebbe inizio anche il servizio di Cucina Tradizionale. In pochi mesi, grazie al grande impegno, avvenne una ulteriore evoluzione: nacque una piccola Azienda Agricola con animali da cortile, piante da frutto e la produzione dei primi insaccati.

Passarono alcuni anni di assoluta dedizione fino al 2012 quando Edoardo Tilli e la sua bella Moglie Klodiana Karafilaj decisero che era arrivato il momento di dare una svolta con l’Azienda Agricola facendola diventare biologica e con l’apertura del nuovo Ristorante all’interno del Podere.

Klodiana (Claudia) Karafilaj (classe 1988) è nata nella storica, fascinosa e accogliente Città Portuale di Valona in Albania, si è poi trasferita con la sua Famiglia all'età di 7 anni in Italia. Oggi è un’esperta Imprenditrice agricola e una bravissima Maître e Sommelier.

Il Ristorante dell’Azienda segue una filosofia ben delineata: una “Cucina storica e sostenibile” che utilizza tecniche di cottura antiche, basate principalmente sull'uso della brace, della griglia a legna e di una cucina economica dei tempi passati senza moderni fornelli. Le migliori materie prime usate devono essere autoprodotte con una gestione etica in particolare della carne, della selvaggina, le frollature diventano un nuovo punto di riferimento. Visto il successo ottenuto e per adeguarlo alle nuove necessità il Ristorante fine dining di “Podere Belvedere” nel 2017 ha chiuso per un completo rinnovamento e nel 2018 ha riaperto. 

La creatività culinaria dello Chef Edoardo Tilli è decisamente spinta dalla curiosità e dall’amore, la sua visione all’avanguardia molto spesso viaggia fuori dagli schemi: un lavoro certosino per realizzare portate eccellenti rivolte a un numero ristretto di Clienti.

Per Edoardo Tilli il suo lavoro è una forma di “cucinare prima di cucinare”, la tecnica non serve a mascherare, ma a rivelare. La frollatura naturale, per esempio, non corregge la materia ma la porta in superficie. Nasce così una cucina che non cerca l’omologazione del gusto, ma la sua profondità: una cucina fatta di tempo, pazienza, istinto e precisione.

La carne viene scelta per storia, età, qualità della vita, alimentazione e struttura. Animali più maturi, spesso meno facili da lavorare, ma più complessi dal punto di vista gustativo. In questo senso, la sua cucina si oppone all’idea di una carne perfetta, anonima, sempre uguale. Cerca invece una materia viva, irregolare, riconoscibile, capace di raccontare il proprio percorso.

Garum”, salumi e fermentazioni a "Podere Belvedere" sono strumenti di lavoro, di recupero e di profondità. Il “garum” (la salsa liquida di interiora di pesce che gli antichi Romani aggiungevano come condimento) non è solo una citazione del mondo antico, ma una matrice di sapore che nel tempo Edoardo ha sviluppato creando oltre venticinque versioni (manzo, pollo, maiale, capra, agnello, anguilla e altre ancora), la stessa ricerca attraversa i salumi (anche molto particolari come quelli di daino e di colombaccio) e le stagionature. La sua è una cucina che costruisce complessità senza artificio, ogni processo serve a concentrare, rivelare, dare continuità alla materia.

A conferma della sua grande passione Edoardo Tilli nel Novembre 2024 ha pubblicato un Libro dal Titolo DEEP RAW - La filosofia delle frollature. Il Libro di 224 pagine in Italiano e in Inglese, in formato 16,8 x 24 cm., edito da Maretti Editore è stato curato da Sara Favilla, le fotografie sono di Lido Vannucchi, la prefazione è di Giorgio Melandri e i contributi sono di Giovanni Ballarini, Massimiliano Marziali, Beppe Romeo. Edoardo Tilli in questa bella e interessante pubblicazione approfondisce i principi che guidano ogni giorno il lavoro di “Podere Belvedere”: allevamento, nutrimento, rispetto dell’animale, sacrificio, assenza di scarto, frollature naturali e trasformazione della carne. Il volume raccoglie e organizza una parte centrale del suo pensiero, mettendo in dialogo ricerca gastronomica, cultura contadina, scienza e memoria.

Il Ristorante fine dining di Podere Belvedere” è caratterizzato da ambienti intimi e rustici che fondono la tradizione rurale Toscana con tocchi contemporanei. Le salette interne sono due, piccole e assolutamente accoglienti, entrambe dotate di grandi caminetti, i pavimenti sono in cotto, le pareti hanno le pietre a vista e le caratteristiche travi in legno incorniciano il soffitto. Questo stile sobrio e antico si mescola grazie a un accurato studio a quadri e arredi moderni. 

La terrazza panoramica, fruibile con la bella stagione, vede i tavoli apparecchiati direttamente tra gli ulivi della proprietà. In veranda c’è anche, posizionato proprio davanti alla griglia a vista, lo “chef's table” per un'esperienza più diretta e immersiva.

Il Menu del Ristorante fine dining oltre alla scelta alla Carta prevede due Percorsi Consigliati:

- “Cellula” - Il manifesto. Il tempo, gli enzimi, le frollature, le stagionature. Scienza e Filosofia si incontrano. L’indagine sulla natura profonda dell’animale: maturazione, fermentazione, grasso, collagene, sangue, fibra. Non è potenza: è profondità;

- “Sé carne, questa carne” - L’evoluzione. L’Atto II del Cellula. Quattro nuclei: nascita, crescita, sacrificio, celebrazione. Dall’oscurità verso la luce. Interiora, grassi, ossa, tessuti. Se si sceglie di mangiare carne, che cosa significa farlo con responsabilità? Uccidere il giusto, usare tutto, non sprecare.

Sia alla Carta sia alle Degustazioni c’è la possibilità di aggiungere alcuni particolari e interessantiExtra”.

La Carta dei Vini, curata personalmente da una straordinaria e appassionata Sommelier come Klodiana Karafilaj, è una raffinata selezione di oltre cento etichette che spazia dalle eccellenze del Territorio del Chianti Rufina a chicche enologiche di nicchia Italiane e Internazionali, con un’attenzione molto particolare per i vini Francesi.

Klodiana come bravissima Manager dirige alla perfezione e con molta gentilezza ed empatia oltre all’accoglienza anche tutto il servizio di "Podere Belvedere", dalla Sala del Ristorante a quello delle colazioni e delle camere. Assolutamente innamorata delle piccole dolcezze della vita a Klodiana piace curare i dettagli e ciò si nota anche nel suo stare in Sala tra i clienti del Ristorante dove orchestra, con la sua grande professionalità e la sua bella presenza, un vero e speciale armonico servizio. La sua passione per il Vino la spinge inoltre alla ricerca di quello perfetto da accompagnare alle portate.

Ma alPodere Belvedere c’è anche una grande novità: l’Osteria Belvedere”.

Martedì Primo Settembre 2026 è stata inaugurata, accanto al Ristorante gastronomico, l’Osteria Belvedere” un Locale raccolto, massimo 16 coperti, pensato per offrire una piacevolissima esperienza conviviale, diretta e profondamente legata al gusto del Territorio.

L’Osteria nasce per completare e ampliare l’identità di Podere Belvedere”, una Cucina e due anime apparentemente opposte, ma unite dalla stessa accurata ricerca sulle materie prime e dalla medesima visione dello Chef Edoardo Tilli: da una parte i più particolari percorsi degustazione, dall’altra l’assoluto e immediato piacere di un portata assolutamente tradizionale, riconoscibile e generosa.

Tra le proposte dell’Osteria figurano delizie come la “Tartare di vacca, accompagnata da salse e condimenti serviti a parte” le “Tagliatelle al ragù di capra”, il “Riso alle erbe amare selvatiche e limone, con Parmigiano 60 mesi”, i “Tortellini alla panna con tartufo nero”, il “Piccione in umido con patate al lardo”, “Lingua, testina e bollito”, la “Bistecca di vacca o di cavallo”.

Alcuni piatti costituiscono i punti fermi del Menu, mentre una parte della Carta segue la disponibilità quotidiana delle materie prime e le occasioni offerte dal Territorio. Grande attenzione viene dedicata anche a salumi e formaggi, con stagionature selezionate e prodotti di altissima qualità.

Per l’inizio della stagione estiva 2027 ilPodere Belvedereavrà anche una bella, divertente e accogliente Piscina”.

Podere Belvederedello Chef Edoardo Tilli e di sua Moglie Klodiana Karafilaj, ubicato in un tipico e suggestivo casale del 1700 circondato da ulivi, vigne e animali da cortile, con una vista panoramica mozzafiato sul paesaggio Toscano, da casa di famiglia è diventato un interessantissimo progetto agricolo, gastronomico e di ospitalità super premiato, che riesce a trasmettere agli ospiti il meglio della fascinosa cultura contadina Toscana.

https://poderebelvederetuscany.it/

https://www.youtube.com/watch?v=YoduD4j-_oc


"Podere Belvedere": Il Magnifico Contesto (Foto Vannucchi)

"Podere Belvedere": Il Fascino della Griglia (Foto Vannucchi)

Edoardo Tilli con i suoi Fantastici Salumi (Foto Vannucchi)

Una Cucina Fatta con Pazienza, Istinto e Precisione (Foto Vannucchi)

Eleganza e Gusto (Foto Lido Vannucchi)

Materie Prime Eccellenti (Foto Lido Vannucchi)

Molto Belle le Presentazioni (Foto Lido Vannucchi)

Il Tripudio delle Carni (Foto Lido Vannucchi)

Salumi e Fermentazioni Particolari (Foto Lido Vannucchi)

Edoardo Tilli (Foto Lido Vannucchi)


giovedì 14 novembre 2024

AL RISTORANTE “SAN MARTINO 26”, A SAN GIMIGNANO (SI), UN GRANDE MAESTRO E UN BRAVISSIMO GIOVANE CHEF.



 

La Toscana è una Regione magnifica che da secoli seduce abitanti e visitatori con il suo inconfondibile fascino e le sue ricchezze. Curzio Malaparte (1898 - 1957), famoso giornalista, scrittore e poeta Toscano amava dire: “La Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo”.

In Toscana nella Provincia di Siena c’è un’antichissima Città d’Arte, San Gimignano, che ha mantenuto perfettamente conservato nel suo aspetto architettonico Basso/Tardo Medievale il Centro Storico ed è talmente bella e suggestiva che è stata dichiarata dall’UNESCOPatrimonio dell’Umanità”.

San Gimignano detta anche “San Gimignano dalla belle Torri” (oggi le torri gentilizie, simboli di potenza e ricchezza, intatte sono 14, una volta, si pensa, fossero ben 72), è una straordinaria Località dalle origini che si perdono nel tempo e di un valore culturale del tutto eccezionale.

Anche se ci sono tracce addirittura risalenti alla Preistoria, è dal Periodo Etrusco Arcaico (circa dal 580 al 480 a.C.) che si trovano segni di insediamenti stabili in questa zona. Comunque, il primo documento storico in cui troviamo citata San Gimignano, risale al 30 Agosto 929; in esso, Ugo di Provenza, Re d’Italia dal 926 al 947, dona al Vescovo di Volterra un Monte chiamatoTorre” e lo individua con queste parole in Latino: “prope Sancto Geminiano adiacente”. 

Nel 998 San Gimignano era ancora un Villaggio attraversato dalla Via Francigena con un Castello, ubicato sul Poggio della Torre, in cui risiedeva il Feudatario, il Vescovo di Volterra. Nei trecento anni successivi, per una serie di fattori politico/geografici, economici e strategici, San Gimignano divenne un centro molto importante, con una numerosa popolazione (13.000 abitanti), difeso da alte mura. Con la peste del 1348, che decimò due terzi dei cittadini, e la dominazione Fiorentina, iniziò un lungo periodo di decadimento durato fino a metà del 1800.

Oggi San Gimignano ha circa 7.500 abitanti ed è una straordinaria meta turistico/culturale che attira ogni anno oltre due milioni e mezzo di visitatori da tutto il Mondo.

Da qualsiasi lato si arrivi a San Gimignano il panorama è mozzafiato. Ubicata su una Collina a 334 m. s.l.m., il profilo delle sue antiche costruzioni (mura, case, tetti e torri) si staglia fascinosamente contro l’orizzonte. Le prime Mura di San Gimignano risalgono al 998 ed erano lunghe 1.108 metri; il secondo tracciato iniziato nel XII Secolo è arrivato a 2.176 metri di lunghezza, comprendendo anche 5 robusti Bastioni e 5 Porte Principali: Porta San Giovanni, Porta Quercecchio, Porta San Jacopo, Porta delle Fonti e Porta San Matteo.

Entrando a San Gimignano proprio da Porta San Matteo e percorrendo, per poche decine di metri, la principale Via San Matteo, si trova, a sinistra, una traversa che si chiama Via San Martino.

In Via San Martino, al Civico 26, troviamo il Ristorante (nomen omen) “San Martino 26”.

Il RistoranteSan Martino 26” è stato inaugurato, dopo importanti lavori di adeguamento, il 14 Luglio del 2014 grazie alla Famiglia Pernarella, di San Gimignano (Mamma, Lidia Rugi, il Babbo Fabio e le due bellissime Figlie Elisa, classe 1993 e Emma classe 1996).

I Pernarella sono una nota Famiglia di Ristoratori che, con la passione di sempre, nel 1990 avevano aperto il loro primo Locale, una Pizzeria a San Gimignano, denominato “Perucà”.  Professionisti talmente bravi e la clientela cosi numerosa, che dopo soli 4 anni, nel 1994, si trasferirono nelle vecchie cantine sapientemente ristrutturate di uno dei Palazzi più antichi trasformando “Perucà” in un accoglientissimo e raffinato Ristorante di Cucina Tradizionale. Lidia in Cucina e Fabio in Sala. Anche al Ristorante il loro impegno continuò, negli anni, a crescere, facendo diventare il “Perucà” un “porto sicuro” per gli amanti della buona cucina di grande qualità.

Nel Luglio del 2014 la Famiglia Pernarella decise di affidare la Cucina del loro nuovo RistoranteSan Martino 26” a un giovane e bravissimo Chef che già lavorava per loro da anni al RistorantePerucà”: Ardit Curri.

Ardit Curri è nato nell’antica Città di Tirana (ha origini Antico Romane), Capitale dell’Albania, il 2 Settembre del 1987. Con i suoi genitori, la Mamma Nexhmije, Farmacista, e il Babbo Halit, Insegnante di Storia e Geografia, durante la grave crisi e il caos che ha attraversato quella Nazione tra il 1996 e il 1999, ha avuto anni molto difficili. All’età di 13 anni lavorava come cameriere, ma era già molto interessato e affascinato a ciò che “accadeva” nelle cucine. Per tali motivi, dopo essersi diplomato al Liceo Classico, nel 2004, Ardit decise di venire in Italia dove, dal 1997, viveva e lavorava, nei Ristoranti, suo fratello più grande, Albert (classe 1979).

Ardit Curri intelligente e molto volenteroso frequentò l’Istituto di Istruzione Superiore Statale (Indirizzo Professionale Alberghiero) “Angelo Vegni” di Cortona (AR) dove si diplomò nel 2010.  Durante le vacanze estive Ardit entrò a lavorare nella Cucina del RistorantePerucà” con la brava Cuoca (preferisce essere chiamata cosi) e Titolare Lidia Rugi.

Dopo il diploma all’Alberghiero, Ardit, per un anno ha lavorato in alcuni Locali per fare nuove esperienze, ma la positivissima collaborazione avuta con Lidia Rugi lo portò a rientrare al “Perucà”. Grazie all’affiatamento con la Titolare e alla sua innata bravura, da quasi subito, diventò il Sous-chef.

Dopo anni di successi e riconoscimenti oggi al RistoranteSan Martino 26” il Maestro Ardit Curri ha la gestione del Locale e ha assunto la posizione di Patron/Direttore e Responsabile di Sala con la totale supervisione su tutto. Per tale motivo da diversi mesi la Cucina delSan Martino 26è stata affidata a un bravo giovane Chef: Elvis Dedi.

Elvis Dedi, classe 1994, è nato in Albania a Shkodër (Scutari) una tra le più grandi Città Albanesi e una tra le più antiche Città Europee, infatti fu fondata nel IV Secolo a.C. dagli Illiri un insieme di popoli di lingua indoeuropea stanziatisi nella penisola balcanica nord-occidentale nell'Età del Ferro.

Elvis Dedi è cresciuto in Italia e dopo la formazione e il diploma in un Istituto Alberghiero, negli anni ha collezionato importanti esperienze, tra cui quella con Andrea Berton al “Pisacco” di Milano, e periodi di formazione con altri nomi illustri del panorama “fine dining”, tra cui Eugenio Boer, Mauro Colagreco, Christian Puglisi, Jean-Yves Schillinger, Claire Smith e Norbert Niederkofler.

In linea con l’identità pensata negli anni per “San Martino 26Elvis oggi porta avanti una filosofia di cucina senza vincoli, in cui l’unica regola che vige è quella di creare piatti originali, giocando con la tradizione gastronomica Toscana.

Il RistoranteSan Martino 26” è accogliente fin dall’ingresso, infatti già la facciata ispira il fascino della “storia di uno dei più antichi Palazzi”. Pareti a pietra e mattoni, soffitti a volte, scale dai corrimano in ferro con i gradini di mattoni, colori pastello, giochi di luci e ombre, il tutto unito a un arredo curato in ogni particolare con gusto, compreso la “mise en place”, creano un’atmosfera veramente deliziosa. Circa 20 coperti e una “saletta privata” che può accogliere fino a un massimo di 6 commensali, pensata per esperienze più intime ed eventi privati.

L’identità del RistoranteSan Martino 26” si è evoluta intorno al pensiero e alla creatività di Ardit Curri che ha posto negli anni le basi per una cucina intima, ricercata e di pregio, attenta al dettaglio, cosmopolita ma che allo stesso tempo attinge ispirazione dal Territorio.

Oltre al “Menu à la Carte” (quattro antipasti, quattro primi e quattro secondi e ogni sezione del Menu comprende sempre un piatto a base vegetale) è possibile scegliere fra due percorsi degustazione:

- “Sofra”- Il nome deriva dal desco attorno al quale le famiglie in Albania si radunano per mangiare, comprende 5 portate. Fra le creazioni di questo Menu, alcuni dei piatti “signature” dello Chef Elvis Dedi come il “Lampredotto di Calamari, garum, panino e salsa verde” e lo “Gnocco con ricotta dell’Azienda Agricola Camporbiano, spinaci e cannella”;

- “Ajka” - Ossia il nome della panna di affioramento del latte, che metaforicamente rappresenta “la creme de la creme”, comprende 7 portate. Tra i piatti più significativi della degustazione, il “Filetto di Vitello al latte, con patata, erbe, limone” e la “Pasta Trottole, con salsa al cibreo, seppia, uova di pesce, tuorlo affumicato e limone”.

Le materie prime sono super selezionate, provengono da fornitori Regionali come le verdure e ortaggi dall’Azienda AgricolaSant’Ulivieri” di Colle di Val d’Elsa (SI), il pescato dalla PescheriaIl Peschereccio” di Volterra (PI) e le carni dalla “Macelleria Soderi” del Mercato Centrale di Firenze,  e seguono la micro stagionalità e la sostenibilità, in modo tale che ogni due settimane alcuni piatti vengono variati o sostituti con altri in una continua ma graduale evoluzione della proposta gastronomica.

La “Carta dei Vini” è molto importante, circa 700 selezionatissime Etichette, una proposta ampia e diversificata che spazia in diverse Regioni Vinicole Europee tra cui dominano l’Italia e la Francia (solo di Champagne circa 180 Etichette) ma anche la Germania e la Slovenia.

In Cucina e in Sala c’è una squadra di giovanissimi professionisti, uno Staff competente e premuroso che dà ulteriore freschezza sia alla proposta gastronomica sia all’accoglienza: il Sous Chef Filippo Restelli (classe 2001), la Pastry Chef Ririka Inomata (classe 2000), il Capo Partita Ito Ryuha (classe 2003), la Sommelier Letizia Mecca (classe 2000).

Anche recentissimamente al RistoranteSan Martino 26”  e al suo giovane Chef sono continuati ad arrivare importantissimi riconoscimenti come quello della Trentacinquesima Edizione dellaGuida Ristoranti d’Italia 2025 del Gambero Rosso” che ha gratificato lo Chef Elvis Dedi con il Premio SpecialeTradizione Futura” di Moët & Chandon e Gambero Rosso, o quello della Decima Edizione dellaGuida alle Cose Buone d’Italia - Il Golosario 2025”, la classifica dei migliori indirizzi sul panorama Nazionale selezionati dal Portale di Enogastronomia Diretto da Paolo Massobrio e da Marco Gatti, che ha premiato il Ristorante con la “Corona Rossa Unica” conferendogli il titolo di “Miglior Tavola dell'Anno” per la Categoria Ristoranti oltre alla “Corona Radiosail più alto riconoscimento della Guida.

Nel cuore del Centro Storico della mitica e bellissima Cittadina Toscana di San Gimignano (SI) il Ristorante San Martino 26propone, grazie al grande Maestro Ardit Curri e al giovane e bravissimo Chef Elvis Dedi, una speciale accoglienza e una Cucina ottima, contemporanea, libera e aperta alle più svariate influenze multiculturali, espressione si delle migliori tradizioni del Territorio declinate però con uno sguardo cosmopolita, una Cucina fatta di piacevolissimi sapori anche inconsueti.

https://www.ristorantesanmartino26.it/

https://www.youtube.com/watch?v=V5w-yFXKjmo


"San Martino 26" a San Gimignano (SI)  (Foto SM 26)

Vista Interna  (Foto SM 26)

 Lo Chef Ardit Curri  (Foto SM 26)

"San Martino 26": Ottima Cucina Contemporanea  (Foto SM 26)

Bottoni.....  (Foto SM 26)

Pasta Trottole.....  (Foto SM 26)

 Ali di Razza.....  (Foto SM 26)

Astice.....  (Foto SM 26)

Dolcezze..... (Foto SM 26)

Lo Chef Elvis Dedi  (Foto SM 26)


sabato 5 novembre 2022

“OSTERIA GRANDE” AD AREZZO: UNA NUOVA APERTURA, UNA NUOVA E PIACEVOLE ESPERIENZA POLISENSORIALE.



La magnifica Città di Arezzo è situata nella parte settentrionale della Valdichiana; i due Torrenti che l’attraversano, il Castro e il Vingone, si gettano nel Canale Maestro della Chiana, che ripercorre l’alveo dell’antico Fiume Clanis. Direttamente a nord della Città ha inizio il Casentino, la Valle percorsa dal primo tratto del Fiume Arno; a nord-ovest si trova la Valdarno Superiore, sempre percorsa dall'Arno nel tratto che scorre fra ArezzoFirenze.

Arezzo oggi è il Capoluogo (circa 100.000 Abitanti) dell’omonima Provincia Toscana ma le sue origini sono antichissime. Sorse in epoca pre-etrusca in una zona abitata fin dalla preistoria, come dimostra il ritrovamento di strumenti di pietra e del cosiddetto "Uomo dell'Olmo", risalente al Paleolitico, avvenuto nei pressi della Frazione dell'Olmo durante i lavori di scavo di una breve galleria della Linea Ferroviaria Roma-Firenze nel 1863. L'abitato Etrusco si adagiava invece sulla sommità del Colle di San Donato, lo stesso occupato dall'attuale Città. Si sa che la “Arezzo Etrusca”, chiamata “Aritim” (in Latino Arretium), esisteva già a.C. nel IX Secolo.

In Secoli più recenti Arezzo è stata Sede della più antica Università della Toscana, una delle prime in Europa. Conosciuta come Città dell'oro e dell'alta moda, è stata patria di mitici Artisti e Poeti. Famosissimi, per esempio, gli affreschi di Piero della Francesca all'interno della Cappella della Basilica di San Francesco e il crocifisso di Cimabue all'interno della Chiesa di San Domenico.

Nel quadro delle rievocazioni storiche, di cui il Centro Italia è ricco, ad Arezzo si svolge la mitica “Giostra del Saracinoripristinata dopo Secoli nel 1931. Nella Giostra si sfidano i Cavalieri dei 4 Quartieri della CittàQuartiere di Porta del Foro (conosciuto anche come "Quartiere di Porta San Lorentino"), Quartiere di Porta Crucifera (conosciuto anche come "Colcitrone"), Quartiere di Porta Sant'Andrea e il Quartiere di Porta Santo Spirito (noto anche come "Quartiere della Colombina" e corrispondente all'antico Quartiere di Porta del Borgo). Ogni Cavaliere corre la lizza in base all'ordine stabilito dall'estrazione delle carriere, un rito che si svolge nella Piazza del Comune una settimana prima della Giostra. Il Cavaliere porta una lancia con la quale deve colpire il tabellone sostenuto dalburatto”, una statua lignea rappresentate un “Saraceno” (da cui il nome). Il punteggio è compreso tra uno e cinque punti; ogni Quartiere corre due volte finché, ricorrendo talvolta allo spareggio, un Quartiere non predomina sugli altri.

LaGiostra del Saracinosi svolge in pieno Centro Storico di Arezzo, nellaPiazza Grande”, il terzo Sabato di Giugno in notturna e la prima Domenica di Settembre in edizione diurna.

Piazza Grande” è la Piazza Centrale di Arezzo sorta attorno al 1200, ha una particolare forma trapezoidale inclinata in modo da facilitare il deflusso dell'acqua piovana. La Piazza è contornata da magnifici e antichi Edifici come il Palazzo delle Logge, il Palazzo della Fraternita dei Laici, il Palazzo Lappoli, il Palazzo Tofani e dall’Abside dell’imponente e bellissima Chiesa di Santa Maria della Pieve (Secolo XII). Nella Piazza si trovano anche la “Fonte Pubblica” (una fontana di marmo in stile neoclassico), l’antico “Pozzo con Tettoia” e la “Colonna Infame” (o Petrone) il luogo dove i Nunzi del Comune affiggevano le cedole con le citazioni giudiziarie, contenenti gli inviti a comparire a giudizio per gli imputati non residenti in Città o che non si erano presentati alle udienze (contumaci).

Ecco che proprio nel suggestivo contesto di Piazza Grandeal Civico 26, il 14 Giugno 2022, è stato inaugurato un nuovo e super interessante Locale: l’Osteria Grande dello Chef Fatjon Goga.

Fatjon Goga, per tutti “Johnny”, è nato in Albania nel 1991, la sua Famiglia nel 1996 si è trasferita ad Arezzo dove “Johnny” è cresciuto. Dopo aver frequentato l’Istituto ComprensivoPiero della Francesca” di Arezzo, a soli 15 anni è entrato a lavorare come “Plongeur” (addetto al lavaggio) nella Cucine dell’ AC Hotel Arezzo (4 Stelle). La sua passione per la Cucina è rapidamente sbocciata e nel 2007, l’anno dopo il suo arrivo, era già intorno ai fornelli ad aiutare.

Nel 2011 la sua voglia di apprendere e di migliorarsi lo ha portato per un breve periodo nella Cucina di un grandissimo Maestro: Alfonso Iaccarino (classe 1947) Titolare del leggendario Ristorante & RelaisDon Alfonso 1890” ubicato su “Punta Campanella” (una fascinosa roccia protesa verso il mare proprio di fronte alla magica Isola di Capri) a Sant’Agata sui Due Golfi, Frazione di Massa Lubrense (NA).

Nel 2012Johnny” ha lavorato a Montepulciano (SI) all’HotelEtruria Resort” (4 Stelle Superiore), nel 2013  è tornato ad Arezzo rientrando all’ AC Hotel Arezzo e in contemporanea ha gestito il Ristorante di “Palazzo Mannaioni” a Firenze e quello di “Una Hotel” a Fabbro (TR), tutte strutture dello stesso Gruppo.

La facilità di apprendere e la capacità di mettersi in gioco lo hanno portato nel 2015 ad assumere la guida del comparto ristorativo del “Marriott Hotel di Arezzo”, dove ha aperto il suo Ristorante fine dining”:  Lo Zafferano.

Nel suo primo Ristorante lo Chef ha avuto la possibilità di maturare il proprio pensiero di cucina, la sua filosofia, complice il modello di grandi e indiscussi Maestri ispiratori. Insieme al sodale Lorenzo Milazzo, Maître e Sommelier, “Lo Zafferano” si è fatto conoscere e apprezzare dalla clientela Aretina e non solo.

Un giovane Chef talmente bravo che nello stesso periodo è riuscito a conquistare varie collaborazioni anche in altre Aziende e strutture di pregio come la “Galateo Ricevimenti”, un Catering di Firenze, nel 2016 con la “Locanda dell’Amorosa”, Località Amorosa, a Sinalunga (SI) e  nel 2021 con l’apertura “Koob Experience” il nuovo concetto di “Urban Cocktail Bar e Art Gallery” aperto a Firenze, a due passi dalla Stazione di Santa Maria Novella, da un’idea di Emma Mailova e di suo marito Dmitry Kulish, entrambi Architetti.

Eccoci giunti al nuovo Locale l’Osteria Grande, inaugurato, come già accennato in questa calda Estate 2022, dallo Chef Fatjon Goga. Uno spazio antico in cui è stata mantenuta tutta l’essenza della storia che traspira ovunque a partire dal soffitto a botte in mattoni a faccia vista. Tutto l’arredo è stato improntato alla ricerca di materiali naturali come legno, ferro e pietra con i loro colori neutri e caldi. La vetrata all’Ingresso ha l’insegna luminosa sulla soglia, per non deturpare l’armonia artistica della fascinosa Piazza, ed esprime perfettamente l’idea che si vuole trasmettere di un varco verso un luogo semplice: un’Osteria. All’interno l’accogliente spazio si fa contemporaneo grazie anche al bel Bancone Bar con la bottigliera che appare sullo sfondo e con gli sgabelli su cui accomodarsi per un aperitivo o un “after dinner” più informali. Tutto il Locale, che può accogliere una ventina di Ospiti (con la buona Stagione i Coperti aumentano grazie allo spazio esterno) è caratterizzato da un’eleganza sobria e piacevole.

Il nuovo progetto dello Chef Goga è quello di portare il proprio stile di Cucina in un contesto dinamico e giovanile, con sapori che richiamano la Storia e la Tradizione di questa magnifica Terra, in chiave più attuale. L’Osteria Grande, aperta solo la sera, vuol essere un nuovo e super accogliente punto di riferimento per chi arriva in Città e desidera godere di una cena o di un momento di benessere immerso in un’atmosfera intima, in armoniosa continuità con la bellezza Storica della Piazza.

Lorenzo Milazzo, fedele amico e alter ego dello Chef, in Sala coordina ogni giorno un Team di ragazzi nell’accogliere la Clientela con una cura personalizzata e una passione innata. Grande amante dei Vini Lorenzo ha creato una Carta super selezionata di Etichette espressive del Territorio Chiantigiano (anche Aretino) ma che allargano lo sguardo alle Regioni più vocate d’Italia e del Mondo, con una buona scansione geografica delle migliori zone vitivinicole e un focus speciale su Bollicine e Champagne.

Tre iMenu Degustazione” che dichiarano il proprio amore per la Toscana e la sua straordinarietà: “Le nostre colline” (5 portate), “I nostri mari” (5 portate), “I nostri orti” (5 portate), oltre a un “Menu a mano libera” e la possibilità di scegliere ogni portata alla Carta.

Un’idea, quella di “Johnny”, di Cucina Artigianale che parte dalla selezione accurata delle materie prime come le carni preziose di Simone Fracassi o i tartufi di Savini, le paste fresche fatte in casa, fino ai vegetali da elaborare coniugando i canoni di eleganza e Toscanità, in modo da proporre una Cucina aderente al Territorio ma letta con un filtro personale e creativo dove “tradizionediventa anchemodernità”.

Ogni Menu e ogni Cena iniziano con deliziosi “amuse bouche” da piluccare con le mani come  l’Airbag con composta di cipolle, lo Sgombro marinato e laccato con aceto di lamponi, il Cono coi fegatini di pollo, Passion fruit e granella di nocciole. Successivamente si possono degustare gustose e belle preparazioni come: “Uovo, tartufo, formaggio stagionato e mais”, “Polpo del Mediterraneo, soia e arancia”, “Tartare di vitello, senape e salsa verde”, “Fusilloni della Val d’Orcia, pomodoro, peperoni e carpaccio di vitello”, “Riso Carnaroli 12 mesi, basilico, caviale, grué e cipolla bianca”, “Pici tirati a mano, crema di aglione di Valdichiana e oro”, “Melanzana cotta, salsa guacamole, nocciola, cipolle e curry”, “Nana aretina: petto, filetto, albicocca, cipolla borrettana brûlée”, “Spuma al cioccolato, con un biscotto imbevuto in tè di fava tonka e una cialda brioschi”, “Tiramisu scomposto, con cremoso al mascarpone, spugna e crema di caffè”.

L’ Osteria Grande è un Locale che offre un’accoglienza diversificata dove infatti si può andare anche per un semplice aperitivo o un “after dinner”, Lorenzo e Fatjon si sono affidati a un giovane e bravo Barman per approntare un’ampia “drink list” che include sia i grandi classici della Mixology Internazionale, sia un’interpretazione più personale del bere miscelato, contemporanea e originale.

All’Osteria Grande dello Chef Fatjon Goga, ubicata nella stupefacente Piazza Grande di Arezzo, non troverete soltanto una nuova apertura ma anche una nuova e piacevole esperienza polisensoriale.

https://www.osteriagrande.it/


"Osteria Grande" ad Arezzo. L'Ingresso (Foto Lido Vannucchi)

 Lo Chef Fatjon Goga (Foto Lido Vannucchi)

La Sala (Foto Lido Vannucchi)

 Il Bancone Bar (Foto Lido Vannucchi)

La Tradizione Diventa Modernità (Foto Lido Vannucchi)

La Pasta Fatta in Casa (Foto Lido Vannucchi)

Materie Prime di Eccellenza (Foto Lido Vannucchi)

Gustose Delizie (Foto Lido Vannucchi)

Fatjon Goga, Lorenzo Milazzo e lo Staff (Foto Vannucchi)

venerdì 2 luglio 2021

RISTORANTE “LUX LUCIS” DELL’HOTEL PRINCIPE A FORTE DEI MARMI (LU): LO CHEF VALENTINO CASSANELLI E IL SUO STRAORDINARIO MENU 2021.



La Toscana è indubbiamente uno dei Territori più belli e ricchi del Mondo.

La sua ricchezza è data dal meraviglioso clima, dalla rigogliosa natura, dall’infinità di bellezze storico/architettoniche, dall’eccezionale bontà di tutto ciò che di straordinario qui si possa produrre.   

La Costa Toscana si estende per ben 397 Km. ed è bagnata dal Mar Ligure, nella parte centro settentrionale (da Marina di Massa a Piombino), e dal Mar Tirreno in quella Meridionale (dal promontorio di Piombino fino al Golfo di Gioia, alla fine della Maremma Grossetana).

Una Costa bellissima che offre un’infinita possibilità di divertimenti, sia per la diversificata morfologia, sia per le sue famose e accoglienti località turistico-balneari.

Tra le Località turistico balneari Toscane più famose, belle ed eleganti, ubicata nella Costa Settentrionale della Provincia di Lucca, c’è Forte dei Marmi.

Qui il mare e la storia s’intrecciano con l’eleganza e la raffinatezza. L’ampio arenile di sabbia finissima è contornato dalla lunga fila degli attrezzati Stabilimenti Balneari, dalle verdi e riposanti aiuole ricche di palme, su cui si affacciano ristoranti e discoteche, non manca il panoramico pontile che si allunga per 300 metri in mare a cui si accede attraversando la luminosa e verdeggiante Piazza Angelo Navari, ubicata nel centro del  Lungomare di Forte dei Marmi.

Eleganza, stile e sfarzo contraddistinguono Forte dei Marmi anche nell’accoglienza. Qui si possono trovare Alberghi bellissimi e super lussuosi.

Tra i più moderni emerge il super accogliente, elegante e suggestivo Hotel Principe Forte dei Marmi.

L’Hotel è strategicamente ubicato in Viale Ammiraglio Morin 67, la parallela del Lungomare, a poca distanza dal Centro di Forte dei Marmi.

Il “Principe”, costruito su progetto dell’Architetto Tedesco Klaus Müller, è stato inaugurato nel 2010. Una magnifica “Sky Lounge”, che domina il bellissimo panorama di questo tratto della Versilia, 13 Camere e 15 Suites magnificamente arredate, in stile moderno, con preziosi elementi di design. La SPA (Salus per Aquam) 400 metri quadri con due saune e un Hammam (Complesso Termale di Origine Araba), le Piscine, il Giardino, il Dehors al piano terra, i Ristoranti, i Bar, la Cantina, il Garage sotterraneo, il Beach ClubBagno Dalmazia” e tantissimo altro fanno di questo Albergo un luogo semplicemente magico premiato anche come “Best Dining Experience” da Condé Nast Johanses.

A dirigere, con mano ferma e autorevole, tutto il complesso c’è la brava, bella e affascinante Amministratrice e Direttrice Cristina Vascellari.

Dal Febbraio 2012, con la presentazione del super famoso Chef Carlo Cracco, al “Principe” di Forte dei Marmi è arrivato, come Executive Chef e Food & Bevarage Manager, il bravissimo Valentino Cassanelli.

Valentino è nato a Modena, Martedì 11 Dicembre 1984, la sua infanzia è trascorsa in Provincia, nel Paese dei suoi genitori, Spilamberto, ubicato in Pianura Padana, al limite delle ultime propaggini collinari dell’Appennino Tosco-Emiliano. Una Terra ricca di straordinarie eccellenze non solo gastronomiche.

Fin da piccolo, aveva circa sei anni, ha iniziato a manifestare i primi “sintomi” della sua innata passione per la cucina, fino ad arrivare, quando frequentava le medie, addirittura a preparare il pranzo di casa al posto della mamma che tornava tardi dal lavoro.

Valentino è cresciuto in mezzo ai migliori sapori della sua Terra, con la sua nonna materna che gli insegnava a tirare con il mattarello la pasta all’uovo per poi preparare deliziosi tortellini, delicate tagliatelle e gustosi tortelloni.

Finite le Scuole dell’Obbligo, a 14 anni, Valentino Cassanelli ha le idee chiarissime sul suo futuro: si iscrive, frequenta e si diploma alla Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni.

All’età di 17 anni è partito per fare le sue prime importanti esperienze con la prima tappa a Londra in Inghilterra. Ha lavorato in uno dei migliori e più premiati e lussuosi Ristoranti Italiani della Capitale la “Locanda Locatelli” con lo Chef Giorgio Locatelli, e poi in uno dei Ristoranti del mitico Chef Giapponese Nobuyuki (Nobu) Matsuhisa.

Tornato in Italia, Valentino, dal 2007, ha iniziato la sua collaborazione, a Milano, con il grande Chef Carlo Cracco.

Proprio Cracco, insieme a un altro grande Chef, Andrea Berton, che allora era al RistoranteTrussardi alla Scala”, sempre a Milano, portarono Valentino a conoscere e collaborare con alcuni dei più grandi Chef del Mondo.

Come già accennato, dal 2012, lo Chef Valentino Cassanelli, è arrivato all’ Hotel Principe Forte dei Marmi.

Il Ristorante di punta dell’Hotel è il “Lux Lucis”, all’inizio era ubicato al piano terra della struttura,  oggi è al “top floor” della costruzione: una spazio elegante e di pregio, con una vista panoramica a dir poco magnifica (mare, monti, pinete), che divide con il “67 Sky Lounge Bar”.

La Cucina è completamente a vista

Solo una venticinquina di coperti, disposti su vari tavoli dalla mise en place sobriamente lussuosa.

Bella la posateria prodotta dalla prestigiosa AziendaSambonet” e firmata dal super famoso Architetto milanese Giovanni Ponti (detto Giò, 1891 - 1979). Particolari e belli anche i preziosi coltelli da carne fabbricati dalle antiche “Coltellerie Fratelli Consigli” (Lame nobili di Scarperia) e marcati “Lux Lucis”.

Il RistoranteLux Lucisper questa stagione 2021 presenta un Menu tutto rinnovato composto da una interessantissima selezione di preparazioni da scegliere alla Carta, da uno specifico Menu denominatoBimbe e Bimbi” per i minori di anni 12, dal Menu VegetarianoSolo Verdura… o quasi…”, e da due percorsi consigliati: “Tuffo nel Territorio” (il nome dice tutto) e “On the Road - Via Vandelli”  che ripercorre in 10 tappe l’antica Via Vandelli, da Modena alla Toscana. Una strada storicamente importante per le Regioni coinvolte, ma che rappresenta anche il viaggio personale e di formazione intrapreso dallo Chef Valentino Cassanelli.

La “Via Vandelli”, antica strada commerciale e militare, fu realizzata a metà del XVIII Secolo per collegare Modena (Capitale allora dell'omonimo Ducato) e Massa. La strada necessaria alla continuità politica e territoriale, alla logistica militare e ai commerci fu fortemente voluta da Francesco III d'Este (1698-1780) Duca di Modena e Reggio. Nel 1741 il Duca concluse il matrimonio del Figlio Ercole con Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del Ducato di Massa, acquisendo allo stesso tempo per Modena l'ambito sbocco al mare. La “Strada Ducale Modenese” prende il nome dell’abate ingegnere, cartografo e matematico di Corte Domenico Vandelli (1691-1754) che fu incaricato di concepire, disegnare e realizzare il nuovo tracciato stradale, che fosse all'avanguardia dei tempi, unitamente al Magistrato della Guerra del Ducato.

Nel MenuOn the Road - Via Vandelli” si possono degustare 10 portate ognuna delle quali sprigiona gusti e profumi da geo-localizzare lungo questo itinerario: un’espressione unica, in un intreccio di ricordi e sensazioni. 

Andare al RistoranteLux Lucis” vuol dire avere la possibilità di degustare delizie come: Risottotom yum” dal sapore asiatico con ricci e tartufo nero pregiato - Dentice in crosta di farro, fagiolini pomodoro e estratto di paella Toscana - Ricciola nocciole sedano rapa e finocchio di mare -  Piccione al mirto masala e radici d'alta Versilia - Rom Waffle di castagnaccio, gelato alla creme fraiche e viola betto - Rombetto melanzana glassata e gamberi alla brace - Cremoso al mascarpone e banana, zabaione al vermut e tartufo nero pregiato - Selezione di cioccolati Toscani e moltissimo altro ancora.

Ma le novità 2021 non finiscono qui, infatti quest’anno è possibile deliziarsi con uno speciale servizio degustazione dicioccolata e tè”, quest’ultimo, con infusione direttamente in Sala, viene realizzato in collaborazione con “La Via del Tè” di Firenze.

La Carta dei Vini 2021 è a dir poco spettacolare, curata con amore e attenzione dal bravissimo Restaurant Manager e Sommelier Sokol Ndreko. In più di settanta pagine offre il meglio che si possa trovare in Italia e all’Estero seguendo una divisione improntata sul “vitigno” per individuare il Territorio di provenienza. Non manca la possibilità di poter fare diversi abbinamenti di Vini al Calice.

Sokol Ndreko è nato, il 22 Maggio 1978, a Fier, uno dei più grandi centri urbani dell’Albania, nel 2001 è arrivato in Italia con tanta voglia di lavorare e di apprendere. Dopo varie esperienze è entrato in servizio nella Sala del rinomato RistoranteOsteria del Mare” di Forte dei Marmi  e qui ha iniziato ad appassionarsi al mondo del vino. Tanto studio e tanta dedizione hanno fatto si che nel 2006 si diplomasse Sommelier A.I.S., e, a partire dal 2012, ha assunto l’incarico, sopra citato, all’HotelPrincipe”. Sokol in questi anni, grazie alla sua bravura, ha ricevuto anche diversi importanti premi/riconoscimenti.

La cucina del capacissimo Chef Valentino Cassanelli è di grande qualità, leggera e divertente. La perfetta conoscenza delle materie prime gli permette di trasformarle piegandole alla sua irrefrenabile voglia di emozionare prima con gli occhi poi con il palato.

Queste sue speciali prerogative gli hanno permesso di ricevere moltissimi riconoscimenti e moltissime positive recensioni su tutte le migliori Guide specializzate del settore tra gli altri, nel 2017, la “Guida Rossa Michelin” lo ha premiato con la prima “Stella” e le “Guide dell’Espresso” gli hanno conferito “4 Cappelli”.

Lo Chef è supportato da una giovanissima e valida Brigata di Cucina.

Anche Sokol Ndreko dirige una Brigata di Sala molto giovane e professionale.

Al RistoranteLux Lucis”, del lussuoso Hotel Principe Forte dei Marmi, oltre alla straordinaria accoglienza di Sokol Ndreko, troverete l’ottima e gustosa cucina creativa del grande Chef Valentino Cassanelli.

https://principefortedeimarmi.com/

https://principefortedeimarmi.com/ristoranti-e-bar/lux-lucis/

https://www.youtube.com/watch?v=Dbpmr5tJsZI


Hotel Principe a Forte dei Marmi (LU) (Foto Fiorenzo Calosso)

Il Top Floor: Assolutamente Magnifico (Foto Fiorenzo Calosso)

Cristina Vascellari (Foto Cristina Vascellari)

La Grande Cucina a Vista...... (Foto Fiorenzo Calosso)

La "Magia" della Sala...... (Foto Fiorenzo Calosso)

Risotto Tom Yum...... (Foto Lido Vannucchi)

Dentice in Crosta di Farro....... (Foto Lido Vannucchi)

Ricciola...... (Foto Lido Vannucchi)

Piccione al Mirto Masala...... (Foto Lido Vannucchi)

Rom Waffle...... (Foto  Lido Vannucchi)

Rombetto...... (Foto Lido Vannucchi)

Cremoso al Mascarpone...... (Foto Lido Vannucchi)

Cioccolati Toscani (Foto Lido Vannucchi)

Selezione di Tè (Foto Lido Vannucchi)
 
Valentino Cassanelli, Giorgio Dracopulos, Sokol Ndreko