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sabato 20 giugno 2026

RISTORANTE “SOLE LUNA” A MARINA DI CASTAGNETO CARDUCCI (LI): L’IMPERDIBILE MACELLERIA DI MARE.



Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci (1835 - 1907) è stato un famoso Poeta oltreché Scrittore, Critico Letterario e Senatore, il primo Italiano a vincere ilPremio Nobel per la Letteratura” nel 1906. Nato a Valdicastello, una Frazione del Comune di Pietrasanta (LU), oggi Valdicastello Carducci, è ricordato come il "Poeta Vate" dell'Italia post-unitaria, famoso per l'impegno civile, l'amore per i classici e la polemica contro il Romanticismo.

Suo Padre Michele Carducci (1808 - 1858), studente alla Facoltà di Medicina a Pisa, figlio di Giuseppe, un leopoldino conservatore, e di Lucia Galleni, era uomo dalle forti passioni politiche e di tempra irascibile. Da giovane fu un cospiratore, rivoluzionario e mazziniano, dopo che le autorità intercettarono una sua lettera, fu arrestato e confinato per un anno a Volterra, dove conobbe Ildegonda Celli (1815 - 1870), figlia di un orefice Fiorentino, ridotta come lui in condizioni di povertà. Al termine del confino tornò a Pisa, dove completò gli studi, e andò poi a vivere in Versilia a Valdicastello sua terra natale e dove sposò la Celli il 30 Aprile 1834. Proprio a Valdicastello, la sera del 27 Luglio 1835, nacque il figlio primogenito di Michele e Ildegonda Celli, Giosuè Carducci.

I problemi finanziari del Dr. Michele Carducci si acuirono, costringendolo a lasciare Valdicastello per il vicino Comune di Seravezza LU), dove nacque il secondogenito Dante (1837), successivamente nel 1838 la Famiglia Carducci si trasferì nel fascinoso e antico Borgo di Bolgheri, una Frazione del Comune di Castagneto (LI), in un antico palazzetto in Piazza Alberto. Nella Località maremmana nacque il terzo figlio dei Carducci, chiamato Valfredo (1841), in ossequio alle inclinazioni romantiche del padre. Nei dieci anni a Bolgheri, prima di trasferirsi a Firenze, la Famiglia Carducci visse in povertà e non era possibile per Giosuè frequentare la scuola; il padre incaricò così il sacerdote Giovanni Bertinelli di dargli lezioni di latino durante il giorno, mentre la sera era direttamente Michele a impartirgli l'insegnamento.

Per onorare i dieci anni giovanili trascorsi dal grande Poeta Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci nel Comune di Castagneto nel 1907 fu aggiunta la denominazione Carducci a Castagneto. 

Castagneto Carducci si trova sulla Costa delle Magnifica Regione Toscana, bagnata dal Mar Ligure: siamo nel cuore dell'Alta Maremma (o Maremma Settentrionale) storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” detta oggi anche “Maremma Livornese”.

Castagneto Carducci (circa 8.600 abitanti) è un Comune in Provincia di Livorno, il suo Territorio, pianeggiante verso il mare e collinare nell’entroterra, è la parte centrale della “Costa degli Etruschi” una zona ricca di necropoli Etrusche. La fascia costiera è caratterizzata da vaste pinete, impiantate a seguito delle bonifiche effettuate nel XIX Secolo al fine di proteggere i retrostanti terreni agricoli, che inglobano anche l’importante “Riserva Faunistica di Bolgheri”.

Il nome del Comune deriva dalla parola “castagno”, di conseguenza Castagneto stava a significare “Bosco di Castagni”: nel 1900 fu aggiunto al nome “Castagneto” il termine “Marittimo”.

La storia della parte collinare del Borgo, con il Castello Medievale e la Chiesa di San Lorenzo, è legata a doppio filo con le vicende dei della Gherardesca un’antica Famiglia. Wilfrid, Nobile Longobardo e Capostipite della Famiglia, era il padrone assoluto di molte terre della zona; nel 754 decise di farsi Monaco Benedettino (successivamente, alla sua morte fu santificato e divenne San Walfredo) e fondò il Monastero di San Pietro in Palazzuolo a Monteverdi Marittimo.

Tutte le sue terre furono donate al Monastero stesso, anche per salvarle dai nuovi signori d’Italia, i Franchi. Ma il nome della Gherardesca è più legato a Gherardo, Signore di Pisa e Volterra, che nel X Secolo riconquistò molti dei territori in questione, esercitandovi il ruolo di Vicario della Repubblica Marinara di Pisa. Seguirono secoli di lotte interne alla Famiglia, con conseguenti devastazioni e saccheggi, che proseguirono poi con le terrificanti conseguenze delle varie scorrerie di eserciti che percorrevano la dorsale Tirrenica. Tra la popolazione Castagnetana e la Famiglia della Gherardesca la conflittualità si è protratta, in varie forme, violente o giuridiche, fino ai primi anni del 1900.

Oggi il Comune, oltre al Centro Storico Collinare di Castagneto Carducci, è diviso in tre Frazioni, Bolgheri, Donoratico e Marina di Castagneto Carducci. L’economia del Territorio si basa sul turismo e in particolare su quello enogastronomico in quanto la zona è vocata e famosa per la produzione di ottimi Vini e per un eccellente Olio Extra Vergine di Oliva.

A Marina di Castagneto Carducci la lunga spiaggia, il mare pulito (da molti anni Bandiera Blu), le tranquille pinete, il maestoso “Forte” di origine settecentesca, Villa Margherita (edificata nel 1913 per volontà dei Conti della Gherardesca) con l’annessa Cappella Privata, il Parco Giochi del Cavallino Matto” e le molte strutture ricettive, si animano in estate grazie a una moltitudine di turisti che trovano qui una delle Località più accoglienti della Toscana per trascorrere le vacanze.

Proprio lungo (circa a metà) della nuovissima e bella passeggiata pedonale, denominata Viale Italia, del Lungomare di Marina di Castagneto Carducci, al civico 42, si trova un Ristorante estremamente interessante: “Sole Luna”.

Il RistoranteSole Lunaè stato aperto nel 2011, e completamente rinnovato nel 2019, dai coniugi Cabiria Carducci e Alberto Pernice

Cabiria è nata a Pisa ma la sua Famiglia è di Castagneto Carducci (anche nel Cognome) e da ben tre generazioni è nel mondo della buona Ristorazione proprio a Marina di Castagneto Carducci. Cresciuta in una Famiglia del genere Cabiria ha imparato a conoscere bene sia il lavoro in sala sia il lavoro in cucina, infatti oltre a essere una ottima cuoca è anche Sommelier Diplomata all’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.). Cabiria nel 2008, proprio ai corsi per Sommelier, ha conosciuto Alberto Pernice ed è nata la loro storia d’amore, nel 2011 si sono sposati e dalla loro unione sono nati due bellissimi Figli: Perla e Francesco. Cabiria è una giovane donna solare, simpatica, sorridente e bella, una Cuoca appassionata e decisamente molto brava che dal 2011, da quando ha il Ristorante, ha fatto importanti master con Chef Super Stellati” come il mitico Gaetano Trovato e ha seguito la prestigiosa “Scuola del Gambero Rosso” di Roma. Cabiria porta avanti la Cucina del suo Locale con instancabile dedizione e competenza, realizzando preparazioni decisamente ispirate, creative, belle e assolutamente gustose.

Alberto Pernice è nato nella straordinaria Regione Campania, il 27 Ottobre 1981, a Torre Annunziata, antica e storica Cittadina che si estende nell’insenatura più interna del suggestivo Golfo di Napoli, oggi il Comune rientra nella Città Metropolitana di Napoli.

Torre Annunziata ha fatto della pesca, del commercio, del turismo e della produzione della pasta le principali attività, tanto da essere detta “Capitale dell'arte bianca” per la massiccia produzione di pasta che toccò il picco negli anni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale con oltre sessanta tra mulini e pastifici, oggi ne restano in attività alcuni tra i più noti e premiati al Mondo. Il Porto di Torre Annunziata ai nostri tempi è il terzo più importante della Campania, un punto di riferimento per le attività commerciali e per la marineria locale, ma tra l'Ottocento (nel 1871 furono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo Porto) e gli anni '70 del Novecento ha vissuto il suo periodo di massimo splendore come uno dei più importanti d’Italia. Anche il relativo Mercato del Pesce (e Ortofrutticolo) Cittadino era molto importante: "Abbascio 'a scesa r'Annunziata" è un'espressione dialettale che evoca la memoria storica di Torre Annunziata e fa riferimento alla celebre discesa (l'attuale Via De Simone) che portava allo storico e caotico mercato del pesce un tempo fulcro delle tradizioni cittadine.

Quando era solo un ragazzino il padre lo portava al mercato di Torre Annunziata e mentre sbrigava le sue faccende faceva dare ad Alberto un “cuoppo” (nel Napoletano un particolare cartoccio a forma di cono riempibile di prelibatezze) pieno di cannolicchi freschi. Con tali premesse e poi anche grazie allo Zio (il Fratello della Mamma), un grandissimo esperto di pesce, Alberto è diventato da giovanissimo un vero esperto nella selezione e nella lavorazione del pescato.

Solo con il suo sapere Alberto Pernice a soli 17 anni si è trasferito in Toscana e appena ha potuto ha preso la partita iva per lavorare autonomamente in vari settori. Poi ha frequentato i corsi di Sommelier A.I.S. diplomandosi nel 2007. Successivamente ha aperto anche un accogliente Locale a Livorno ma poi conosciuta e sposata Cabiria è nato il RistoranteSole Luna”. Negli anni Alberto si e appassionato anche alla Cucina, in particolare alla trasformazione del pesce e alla pasticceria, oltre ad aver acquisito un master in tecniche di servizio, un diploma di Bartender presso laFlair Academy” di Milano dove ha anche acquisito competenze avanzate in caffetteria elatte art” (una tecnica decorativa delle bevande di caffetteria con una combinazione di latte montato alla perfezione).

Il Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci è un Locale, luminoso e molto accogliente, dove tutto, dagli arredi all’apparecchiatura, è estremamente curato, circa una settantina di coperti quando si sfruttano anche gli spazi esterni.

Ma veniamo alla mia recente visita.

Il Menù diSole Luna” si apre con un’interessantissima particolarità “La Macelleria di Pesce” che così viene descritta: “La macelleria di pesce di nostra produzione rappresenta un’affascinante evoluzione del mondo della gastronomia. L’attenta e studiata combinazione delle tecniche di stagionatura e di affumicatura, creano piatti unici che uniscono tradizione e innovazione, offrendo agli amanti del pesce nuove esperienze di gusto e versatilità culinaria”. Segue un’ampia scelta di portate che hanno il Mare in comune e i Dessert.

La Carta dei Vini è molto importante e curata, circa trecento etichette con un’ampia scelta di Champagne (una cinquantina di etichette) e Bollicine Italiane, Vini Italiani Bianchi, Rossi e Rosé, una “Piccola Selezione di Vini Bianchi/Rossi Europei” e in Vini da Dessert Italiani e non.

Con in tavola la calda, croccantissima e finissima schiacciata della Casa, stirata a mano, ai semi di finocchio e il buon pane (bianco, integrale e alle noci) di un forno artigianale locale, mi sono preparato alla degustazione.

Su suggerimento di un grande esperto come Alberto Pernice le portate sono state accompagnate da una selezione di ottimi Vini Francesi: “L’Esquisse” Champagne Extra Brut della Famillé Mossé (70% vendemmia 2021 e 30% vendemmia 2020, un blend 70% Meunier e 30% Pinot Noir), “Tradition 2021” Pouilly Fumé Appellation d'Origine Contrôlée (AOC) della Domaine Serge Dagueneau & Filles, “Septembre 2023”, Pinot Noir, Vin de Bourgogne Appellation d'Origine Contrôlée della Azienda Edouard Delaunay e “Chateau Roumieu Sauternes 2020” Gran Vin de Bordeaux, Appellation Sauternes Contrôlée prodotto dallo Château Roumieu.

Sono state servite le seguenti portate: - “Crudo” (Tartare al coltello di ricciola nostrana - Piccola giardiniera - Tartare al coltello di tonno con pomodorini concassé e battuta di olive taggiasche - Maionese, fatta in casa, senza uova, latte di soia e olio ai porri); - “Gambero rosso e Cicala” (Gambero rosso su cipolla fresca marinata ai lamponi insieme alla cicala, marinata, su cavolo viola in agro dolce); - “Mazzancolle + Panino” (Mazzancolle sgusciate con tortino di cecina alla Livornese con Mini hamburger con parti di pesci in frollatura, caponata mista e maionese bianca); - “Tagliolini” (Tagliolini fatti in casa con scampi nostrani, tartare di gamberi rosa e bisque di carapaci); - “Cernia” (Ventresca di cernia maschio cotta a bassa temperatura e successivamente leggermente arrostita su fondo, realizzato con le ossa della cernia, frutti di mare, medaglione di patata novella, olive taggiasche, maionese bianca alla ricotta affumicata ai baccelli e alla menta); - “Salsiccia di Mare” (Salsiccia di mare realizzata riempiendo un budello vegetale con tonno, polpo, seppia a cubettini per ricreare l’effetto del grasso, finocchietto e provola affumicata, su scarola piccante e olive taggiasche); - “Dessert” (Il Dolce preparato con grande classe da Alberto Pernice: Croccante glassa rocher di cioccolato fondente e nocciole con all’interno una mousse al mascarpone con un cuore di savoiardi al caffè e crema al caffè, il tutto adagiato su un crumble di savoiardi al caffè, come finitura una foglia di cioccolato).

Per non farsi mancare nulla”: Ponce alla Livornese e “ThinoVermouth Rosso.

Tutto decisamente molto buono e ben presentato. Le preparazioni della Chef Cabiria Carducci, realizzate con grande amore, assoluta attenzione e materie prime stagionali e di eccellenza, celebrano la tradizione mediterranea e la creatività contemporanea, decisamente delle esperienze uniche che valorizzano il territorio, il pescato del giorno e gli ingredienti selezionati. Il pesce per esempio si sceglie, si taglia e si cucina come in una vera macelleria. Al RistoranteSole Luna” ogni piatto del menù non è solo un ottimo piatto, ma è anche una materia prima da scegliere, da conoscere e da mettere in risalto. In Cucina Cabiria è supportata da una valente Brigata.

Il servizio di Sala è estremamente curato, con l’esperta supervisione di Alberto Pernice, dalla sorridente e gentilissima responsabile Giulia Bueno, Brasiliana con origini Italiane, da diversi anni al Ristorante, per lei l’accoglienza non è un lavoro ma è qualcosa di assolutamente istintivo e dal fascino spontaneo. 

Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci (LI) di Cabiria Carducci e Alberto Pernice è una straordinariamacelleria di mareassolutamente imperdibile.

https://ristorantesoleluna.it/


Ristorante "Sole Luna" a Marina di Castagneto Carducci (LI)

Cabiria Carducci e Alberto Pernice

"Crudo".....

"Cicala e Gambero Rosso".....

"Mazzancolle + Panino".....

"Tagliolini".....

"Cernia".....

"Salsiccia di Mare".....

"Dessert"......

Giulia Bueno

Alberto Pernice e Giorgio Dracopulos


 

giovedì 9 ottobre 2025

“PERLINO”: DA 120 ANNI UN’AZIENDA CHE CON GRANDE IMPEGNO VALORIZZA I VINI PREGIATI DEL PIEMONTE.




Nella bellissima e produttiva Regione Piemonte c’è Asti una stupenda e storica Città che è stata nel Medioevo un importantissimo “Libero Comune”, con diritto di "battere moneta”, ed è stata anche uno dei più importanti centri commerciali di tutta Europa

Asti è ubicata a circa 55 km. a sud-est di Torino, nella Valle del Fiume Tanaro il quale la delimita a sud. La Città si adagia in mezzo alle celebri e dolci Colline che si trovano tra le Langhe e il Monferrato in una posizione climatica favorevole, quasi nel cuore del Piemonte. Una zona famosa in tutto il Mondo per le straordinarie produzioni che a partire dai Vini, come l’Asti Spumante e la Barbera d’Asti, arrivano fino ai magnifici prodotti tipici, una Terra ricca di storia e gusto.

La Città di Asti è famosa anche per il suoPalio Storico che nel 2025 compie ben 750 anni.

Il termine “Palio” derivante dal Latino “pallium” il telo di stoffa rettangolare indossato come soprabito sopra la “tunica romana”, indicava in origine solamente la pezza di stoffa preziosa che era posta al punto d'arrivo e che era assegnata al vincitore di una gara, successivamente il termine abbracciò l'insieme dei riti e delle consuetudini strettamente collegate a un particolare evento.

Dal XVIII Secolo il “Palio della Corsa di Asti” si chiama "Sendallo" ed è un labaro di tela rettangolare istoriata, generalmente azzurra, confezionata in un tessuto misto seta/cotone detto di “zendale” o "sangallo".

Il “Palio di Asti” (o Palio Astese) è una “festa tradizionale”, con radici medievali, nata nell'ambito delle celebrazioni patronali di “San Secondo” che culminano con il fascinoso Corteo Storico (oltre 1200 Figuranti) e la suggestiva Corsa di Cavalli montati a pelo (senza sella). La Corsa è strutturata in tre batterie da sette partecipanti ciascuna: i primi tre classificati di ogni batteria accedono alla corsa finale che decide l'assegnazione del Palio. Infatti sono 21 i partecipanti ammessi, ripartiti fra Rioni, Borghi Cittadini e Comuni della Provincia di Asti. I “Cavalli” che partecipano alla Corsa delPalio di Asti” si chiamano “Corsieri”.

Ad Asti la “Festa per il Patrono” si svolge ininterrottamente dal XII Secolo, più precisamente si hanno notizie certe della corsa correlata in una citazione del 1275 in cui il cronista locale Guglielmo Ventura riporta che gli Astigianisicut fieri solet Ast, in festo Beati Secundi” (“come risulta essere solito ad Asti, durante la festa del Beato Secondo”) corsero il Palio per dileggio sotto le mura della nemica Città di Alba. Se già nel 1275 la "Corsa del Palio" era definita una consuetudine, è probabile che la sua origine debba collocarsi ancor prima, si pensa dopo l'anno 1000, ma si considerano gli anniversari a partire da questa data del 1275 e quindi quest’anno si festeggiano i 750 anni.

Dal 2018, come ufficializzato nelConsiglio del Paliodel 23 Ottobre 2017, il “Paliosi disputa la prima Domenica di Settembre e come stabilito nel 1988 la corsa avviene nella centrale Piazza Alfieri di Asti dove si devono effettuare tre giri.

La Storia che desidero raccontarvi oggi nasce proprio in un piccolo Comune (poco più di 1.800 Abitanti) della Provincia di Asti: “Castello di Annone”.

Il nome di questo antico Comune deriva dal Latinoad nonum” perché distante 9 “miglia Romane” (miglio Romano = 1.478,5 m.) da Asti, meno di 10 minuti di auto. Nel Medioevo “Castello di Annone” divenne un notevole punto strategico di passaggio, tanto da rendere il Paese fiorente centro di mercati e mercanti con importanti scambi finanziari; conservò la sua importanza fino al 1644 anno in cui fu distrutto dalle Truppe Spagnole.

Nel 1905 Giuseppe Perlino ebbe l’idea di intraprendere il commercio di Vini d’eccellenza del Territorio e scelse come Sede proprio “Castello d’Annone”: creò un’impresa semplice, denominata con il suo cognome “Perlino”, ma allo stesso tempo già moderna per il tempo, il cui vero capitale era tanto lavoro e lo spirito di sacrificio della sua Famiglia e dei suoi Collaboratori.

Dopo pochi anni di grande impegno e assoluta passione “Perlino” emerse tra le principali Aziende del settore e ciò permise un notevole ampliamento e il trasferimento della Sede nei pressi della Città di Asti. Negli anni '30, grazie a importanti investimenti strategici, l'Azienda ampliò ancor di più la sua produzione di ottima qualità affiancando ai “Vini Piemontesi” anche gli “Spumanti” e i “Vermouth” che rapidamente, grazie alle specifiche e positive prerogative, diventarono i suoi prodotti di punta iniziando a diffondersi anche all’estero.

Si definisce “Vino Spumante” un Vino caratterizzato da rilevante effervescenza, dovuta ad anidride carbonica disciolta, definita “spuma”. Il primo “Spumante Italiano” nacque nel 1865 grazie al lavoro sinergico tra i Fratelli Gancia e il Conte Augusto di Vistarino.

Nei vini “Spumanti Naturali” l'anidride carbonica (CO2) si forma per rifermentazione del vino. Si possono utilizzare due differenti metodi: il “Metodo Classico” (o “Metodo Champenoise” o “Metodo Tradizionale” o “Metodo della Rifermentazione in Bottiglia) e il “Metodo Martinotti” (o “Metodo Charmat”) conosciuto anche con il nome del processo produttivo "Metodo della Rifermentazione in Autoclave" detto anche “Metodo Italiano”. Oltre allo “Spumante Naturale" esiste anche lo “Spumante Gassificato" (detto anche "Artificiale") dove l'anidride carbonica viene addizionata artificialmente a basse temperature. Questo prodotto per la scarsa finezza dei profumi e il perlage grossolano è di qualità inferiore, si può considerare “Spumante” solo nel nome e ovviamente ha prezzi notevolmente inferiori allo “Spumante Naturale”.

Il “Vermouth” prende il nome dal termine Tedesco "Wermut" (artemisia o assenzio), la pianta chiave che, insieme ad altre spezie, aromatizza questo Vino detto appunto “Vino Aromatizzato”. Un Vino nato a Torino nel 1786 grazie all’intuizione di Antonio Benedetto Carpano (1751 - 1821) capace inventore, erborista e distillatore diventato celebre proprio per aver inventato il “Vermouth”. Carpano realizzò questo nuovo Vino aggiungendo a del Vino Bianco Moscato dell’alcol, dello zucchero e un infuso composto di oltre 30 varietà di piante, erbe e spezie (come genziana, china, timo, vaniglia, camomilla, zafferano, sambuco, alloro e altre). Il “Vermouth” divenne prestissimo così popolare che la bottega del distillatore Piemontese di Piazza Castello a Torino dovette star aperta 24 ore su 24. Il Vermouthdiventò anche la bevanda ufficiale della Corte dei Savoia e del Re Vittorio Amedeo III.

Il “Vermouth” grazie alla sua versatilità si è diffuso in tutto il mondo ed è un ingrediente fondamentale di Cocktail mitici come “Manhattan”, “Negroni”, “Americano” e “Martini”.

La gradazione e la composizione del “Vermouth” è regolamentata dalla Legge Italiana, in particolare la Legge n. 108 del 16 Marzo 1958, per la quale il “Vermotuh” è un “Vino Aromatizzato” di gradazione alcolica compresa tra il 15,5% e il 22% in Volume, che deve contenere estratti di erbe della famiglia delle artemisie, che ne costituiscono l’elemento caratterizzante. Il “Vermouth” deve essere composto per almeno il 75% di Vino rigorosamente di qualità eccellente, opportunamente dolcificato, aromatizzato e lasciato invecchiare. Il Vino può essere sia “Bianco”, “Rosso” e “Rosato” con gusto dolce, secco, extra secco e chinato. La percentuale di zucchero, così come la gradazione alcolica (mai inferiore al 15.5%) varia a seconda dello stile di “Vermouth”.

Il “Vermouth” può essere gustato anche da solo, sia liscio che con ghiaccio (on the rocks), dopo l’apertura di una bottiglia si consiglia di conservarla in frigo e consumarla in tempi rapidi.

Nel Marzo del 2017 è uscito il “Disciplinare del Vermouth” e un Decreto che ha riconosciuto il Piemonte come Zona Geografica di produzione del Vermouth” (Indicazione Geografica): “Vermouth di Torino IG”. Nel mese di Aprile 2017 è stato creato anche l’Istituto del Vermouth di Torino.

Alla fine degli anni '90 l’AziendaPerlino”, nel pieno della sua attività di consolidamento sui mercati Nazionali e Internazionali, ha realizzato un nuovo sito produttivo nel piccolo Comune di Montiglio Monferrato, sempre in Provincia di Asti, in cui è stata creata una particolarissima “bottaiaper l’affinamento in barrique dei Vini.

Oggi l’AziendaPerlino” con la sua antica tradizione lunga ben 120 anni, oltre a essere Leader nel settore ha anche un legame indissolubile con il Territorio Piemontese. Durante i decenni “Perlino” si è consolidata ampliando fortemente il “portafoglio” con acquisizione di Marchi Storici Piemontesi comeFilipetti”, “Scanavino” e “Casa Martelletti”.

L’impegno di “Perlino” in materia di qualità è assoluto e si è concretizzato, già da molti anni, con l’ottenimento di prestigiose attestazioni da parte di organismi accreditati quali “IFS”, “BRC” e più recentemente anche con la “Certificazione Biologica”. Dal 2016Perlino” fa parte del Gruppo Franco/Italiano “La Martiniquaise Bardinet”.

Nel 2024Perlinoha prodotto circa 14 milioni e mezzo di Vini Spumanti insieme ad altre specialità e 8 milioni di bottiglie diVermouth”, esportando i suoi prodotti in oltre 70 Paesi del Mondo.

A ulteriore conferma dello strettissimo legame tra l’Azienda Perlino” con il Territorio e in particolare con il “Palio di Asti”, in cui è anche “Sponsor Tecnico Ufficiale”, dal 2022 vengono prodotti due speciali e specificiVermouth di Torino” (Bianco e Rosso, intensi, eleganti e inconfondibili, grazie a un sapiente equilibrio di erbe e spezie lavorate separatamente e poi miscelate con maestria) dedicati ai “Cavalli della Corsa” e denominati appunto “Corsieri del Palio”. In concomitanza con il “Palio di Asti 2025”, svoltosi Domenica 7 Settembre che ha visto vincere il “Rione Don Bosco” con il “Cavallo Anacleto” montato dal Fantino Giovanni Atzeni (detto Tittia), “Perlinoha voluto festeggiare i750 Anni del Palio” e i suoi “120 Anni di Attività” con una particolarissima “Quarta Edizione del Perlino Corporate Event 2025”: un Evento esclusivo, partito dal 4 Settembre e dedicato agli anniversari, che ha coinvolto i top clienti e collaboratori Internazionali con un'immersione totale nella Cultura Italiana attraverso tour guidati alla scoperta del Territorio e delle eccellenze enogastronomiche locali oltre a visite alle vigne e allo Stabilimento Produttivo.

Un particolare ringraziamento a Elena Branda, bella e brava Responsabile Marketing di Perlino, per la gentilezza e disponibilità dimostrata nei miei confronti.

https://www.perlino.com/

https://www.youtube.com/watch?v=y7aRLfrjwcY


Il "Palio di Asti" (Foto Perlino)

"Fantini" e "Corsieri" alla Partenza del "Palio di Asti" (Foto Perlino) 

Corteo Storico del "Palio di Asti" (Foto Perlino)

"Perlino": Magnifici Vigneti (Foto Perlino)

"Perlino": Spumanti Italiani di Alta Qualità. (Foto Perlino) 

"Perlino": Per Tutte le Occasioni (Foto Perlino)  

"Vermouth di Torino Rosso Corsieri del Palio" (Foto Perlino)

"Corsieri del Palio": Equilibrio di Erbe e Spezie (Foto Perlino)
 
"Vermouth Corsieri del Palio": Elegante e Intenso (Foto Perlino)


domenica 13 ottobre 2024

NELLA FANTASTICA ATMOSFERA DEL MITICO “FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE” IL NUOVO RISTORANTE “ONDE” HA IL GUSTO DEL MARE.




In Toscana nella “favolosaCittà di Firenze tra l’infinità di magnifici monumenti ed edifici storici c’è, al numero Civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al Mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La “Four Seasons Hotels & Resorts” è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 130 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in più di 40 Paesi del Mondo. In Italia, per ora, ci sono tre strutture di questa Catena: quella di Firenze, a Milano e l’altra a Taormina (Messina).

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Palazzo del Nero” (negli anni definito anche “Conventino” e “Villa”). Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) Architetto, Ingegnere e Scultore Fiorentino. Il Secondo risale al XVI Secolo. I due Edifici Rinascimentali sono divisi dal fantastico Parco Botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato il “Giardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “Casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. Il tutto arricchito e decorato con una fine, preziosa serie di pitture e di bassorilievi.

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato coperto con un lucernario; tutto il lavoro è stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso (due Palazzi e il Parco) dopo essere stato rilevato dalla Four Seasons Hotels & Resorts” nel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti. In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute. Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del Palazzo della Gherardescaè una delleperledella Catena Alberghiera dellaFour Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 115 straordinarie camere e suite, altre 36, appena ristrutturate sono al “Palazzo del Nero”. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali e molto altro). Poi c’è la grande piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i lussuosi negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Un tale complesso quello del “Four Seasons Hotel Firenze” che per la sua attività richiede alcune centinaia di dipendenti e di un grande ed espertissimo Responsabile: dal Mese di Luglio 2019 il Direttore Generale è Massimiliano Musto.

Massimiliano (per gli Amici Max) è nato a Napoli il 23 Maggio del 1969. La sua Carriera nel magico Mondo dell’ospitalità è iniziata più di 30 anni fa quando da giovanissimo si è trasferito in Scozia per imparare l’inglese e la professione. Successivamente si è Laureato alla University of West London in “International Hotel Management”. Operando e viaggiando in molti Paesi del Mondo ha accumulato moltissima esperienza che si abbina perfettamente a gentilezza e simpatia.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’Enogastronomia di qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.

I Ristoranti sono: “Al Fresco”, la Trattoria aperta nella bella stagione a bordo piscina, il lussuoso e accogliente spazio denominato “Atrium Bar”, il fiore all’occhiello della struttura “Il Palagio” e i due nuovissimi Locali, il RistoranteOnde” e il “Bar Berni”.

Il Palagio”, dal 2012Una Stella Michelin” (sempre riconfermata) è il Ristorante principale del “Four Seasons Hotel Firenze”, ubicato nelle ex scuderie del Palazzo oggi trasformate in una lussuosa e “suggestiva” sala dalle grandi colonne e il soffitto a volta. Una dozzina di comodi tavoli riccamente imbanditi per circa 55 coperti, nella bella stagione si cena all’aperto in giardino.

L’Executive Chef delFour Seasons Hotel Firenzeè il bravissimo Paolo Lavezzini.

Paolo Lavezzini è nato, il 22 Dicembre del 1978, in Emilia Romagna nella storica e accogliente Città di Fidenza in Provincia di Parma. Crescere in una Regione dove la gastronomia è un’eccellenza mondiale e dove le “nonne” cucinano divinamente non poteva certo non segnarli la vita: ecco che per Paolo le grandi passioni all’apice delle sue aspirazioni erano la “cucina” e anche il “calcio”. La passione per il calcio era “cromosomica” in quanto suo Padre era “Allenatore di Calcio Professionista” (Rino Lavezzini, classe 1952, è stato anche il tecnico della Squadra del Fidenza) ma Paolo ha resistito alla spinte paterne verso la carriera calcistica e alla fine ha convinto anche suo Padre e, visto il trasferimento in quel periodo della sua Famiglia a Marina di Carrara (MS) (il Padre allenava al tempo la Carrarese), si è iscritto a una prestigiosa Scuola come l’Istituto Professionale Alberghiero di StatoG. Minuto”, dove nel 1997 si è diplomato.

Le sue prime esperienze sono del tutto straordinarie: all’HotelByron” (5 Stelle Lusso) a Forte dei Marmi (LU) e alla mitica “Locanda dell’Angelo” di Ameglia (SP), aperta nel 1974 da Angelo Paracucchi uno dei più grandi innovatori della Cucina Italiana, un vero mito. Proprio Paracucchi riconoscendo in Paolo Lavezzini grandi capacità lo volle inviare in Francia, a Parigi, in un altro suo magnifico RistoranteIl Carpaccio”, aperto nel 1984 e tutt’ora in attività con diversa gestione, all’interno dell’HotelLe Royal Monceau - Raffles Paris” (5 Stelle).

Paolo, rientrato in Italia nel 1998, ha iniziato a lavorare alla leggendaria “Enoteca Pinchiorri” (Tre Stelle Michelin) di Firenze, fianco a fianco con lo Chef Riccardo Monco, nel Gennaio 2003 è tornato a Parigi per un’altra magica esperienza con Alain Ducasse all’ “Hôtel Plaza Athénée” e nel 2005 al RistoranteAkelarre” (Tre Stelle Michelin) del grande Pedro Subijana Reza a Igeldo (Donostia-San Sebastián) nella Comunità Autonoma dei Paesi Baschi in Spagna. Sempre nel 2005 è volato negli Stati Uniti a New York e nel 2006 è rientrato a Firenze all’“Enoteca Pinchiorri”.

Nel 2009 ha aperto un suo LocaleLe Terrazze del Conte” a Marina di Carrara e poi dal 2010 al 2012 è stato alla guida del RistoranteLa Terrazza” all’Hotel Plaza e de Russie” (5 Stelle) di Viareggio (LU). Alla fine dell’Estate 2012 Paolo Lavezzini ha deciso che era venuto il momento di allargare ancor di più le sue conoscenze gastronomiche Internazionali ed è volato in Sud America, più precisamente in Brasile, dove si è letteralmente innamorato di quel mondo e di quella cultura estremamente vivace e piena di gioia di vivere. Per sei anni è stato Executive Chef all’HotelFasano Rio de Janeiro” (5 Stelle). Il 15 Ottobre 2018 venne inaugurato, nella Città più popolosa del Brasile San Paolo, il “Four Seasons Hotel São Paulo a Nações Unidas” (non più gestito direttamente dalla “Four Seasons” dal Dicembre 2020) e Paolo Lavezzini divenne l’Executive Chef del RistoranteNeto” (“Nipote” in Portoghese) all’interno dell’Hotel riscuotendo da subito moltissimo successo.

Nel 2021 prima di arrivare al “Four Seasons Hotel Firenze Paolo ha trascorso alcuni mesi al RistoranteBistrot” (Una Stella Michelin) di Forte dei Marmi (LU) con l’amico Chef Andrea Mattei con cui ha condiviso le esperienze da “Pinchiorri” e da “Ducasse”.

Come Executive Chef del “Four Seasons Hotel Firenze Paolo Lavezzini ha seguito e inaugurato Giovedì 3 Ottobre 2024 anche i due nuovi Locali ubicati all’interno di Palazzo Del Nero”: il RistoranteOndee ilBar Berni”.    

Palazzo Del Nero”, come già accennato è un Edificio risalente al XVI Secolo, è stato per oltre 200 anni dimora della Famiglia Del Nero, una Famiglia di origine Genovese trasferitasi a Firenze nel XIV Secolo. Successivamente è diventato patrimonio del Casato dei Ruspoli, altra Famiglia Fiorentina molto antica e Nobile che ha dato i natali a Principi, Duchi, Marchesi, Conti e anche a un Cardinale. Nel XX SecoloPalazzo Del Nero” e stato trasformato nella Sede di un Convento dell’Ordine Religioso delle “Serve di Maria Riparatrice”.

Dopo circa 12 Mesi di importanti LavoriPalazzo Del Neroci appare perfettamente ristrutturato e rimodernato sotto la guida dell’Architetto Pierre-Yves Rochon (Classe 1946) famoso Designer d'Interni Francese. Ha 36 bellissime Camere e Suite (una in meno di prima per fare spazio al nuovo Bar) che preservano il fascino senza tempo e l'eredità storica dell'Edificio, introducendo suggestivi elementi innovativi: le tonalità principali danzano tra l’oro, il verde e il rosso, celebrando l’Epoca Rinascimentale, insieme alla carta da parati con vedute dell’Arno e della Campagna Toscana. A ciò si aggiunge la reception, concierge e salone per eventi (la “Sala Conventino”) ricavato all’interno di una Chiesa sconsacrata di inizio Novecento, il tutto con “ingresso principale” da Via Capponi anziché da Borgo Pinti.

Il nuovo RistoranteOnde” ha un’atmosfera molto accogliente in cui gli ospiti si possono rilassare all’interno delle belle sale gustando i sapori più sinceri e più freschi del Mar Mediterraneo. La sera poi non manca l’animazione da “Dj Set”.

Anche al RistoranteOnde” (nomen omen = il nome è un presagio) la straordinaria Cucina di Mare dello Chef Paolo Lavezzini è sincera espressione della sua grande preparazione, della straordinaria e ricercata qualità delle materie prime e dal grande amore che ha per il mare: infatti a conferma di ciò ha voluto vivere con la sua Famiglia, la Moglie Eleonora Nicodemi e la bellissima Figlia Laura, proprio vicino al mare nella splendida Versilia.

Il nuovo RistoranteOnde” del “Four Seasons Hotel Firenze”, un progetto che vuole essere una gustosissima e accoglientissima “Osteria Contemporanea”, è nato grazie anche al supporto dell’’Executive Pastry Chef Mariano Dileo, del Sous Chef Giacomo Cavicchi, del Restaurant Manager Roberto Pennacchiotti, del Food & Beverage Director Alessio Anedda e quello "fondamentale" del Direttore Generale Massimiliano Musto

Sincere e chiare le parole dell’Executive Chef Paolo Lavezzini: “Onde è un sogno iniziato nel modo più semplice, con una chiacchiera tra colleghi ormai tre anni fa. C’è una parte di Firenze che inesorabilmente tende al mare. Non è qui, eppure lo sentiamo, il richiamo è costante, fa quasi parte dell’identità fiorentina. È da questa sensazione che prende forma il ristorante. Un’osteria contemporanea con i più veri sapori del mare, quello nostro ma anche di altrove. Qui vogliamo che gli ospiti si sentano come a casa, liberi di parlare con la brigata dalla cucina a vista. Vorremmo dare alla città qualcosa di inaspettato, e che possa essere il regalo più bello”…

Il Menu del nuovo RistoranteOnde” è pensato per essere per lo più condiviso, con piatti che spaziano dal pesce crudo alla paranza fritta, dalle immancabili ostriche e champagne al tradizionale spaghetto alle arselle, oltre ad altri classici intramontabili rubati alla “Cultura Culinaria Anni‘80”. Ogni piatto si abbina ai migliori champagne e vini bianchi, ma la Carta dei Vini si espande con selezioni inaspettate e anche contaminazioni dal vicino Bar Berni.

Anche il “Bar Berni”, che prende in nome dal diminutivo di “Bernardo Del Nero” il fondatore dell’antico lignaggio dei “padroni di casa”, è molto accogliente essendo il nuovo “All Day Dining e Vermouth Bar” (decine le Etichette di Vermouth tra cui scegliere) del “Four Seasons Hotel Firenze”. Qui gli ospiti possono rilassarsi tra le natura verdeggiante interna ed esterna, godendo anche della splendida vista sul Giardino della Gherardesca. Il Bar Manager Antonello Palermo e il suo team hanno creato una selezione di cocktail interamente a base di vermouth, dedicati alle sette isole dell’Arcipelago Toscano e alle loro erbe spontanee, perfetti da scoprire anche in un eventuale abbinamento al Menu di Onde.

Nella fantastica atmosfera del miticoFour Seasons Hotel Firenzepotrete godervi ilgusto del mareal nuovo RistoranteOndee anche deliziarvi con molto altro.

https://www.fourseasons.com/it/florence/

https://www.youtube.com/watch?v=XJIjBtfXHXg


Ristorante "Onde": La Sala Blu (Foto  Hospitality Builders)

Ristorante Onde: La Sala Rossa (Foto Hospitality Builders)

 Paolo Lavezzini e Giorgio Dracopulos

"Crudo di Mare" (Foto Alberto Blasetti)

 "Aragosta con Caviale" (Foto Alberto Blasetti)

 "Branzino" (Foto Alberto Blasetti)

 "Aragosta alla Catalana" (Foto Alberto Blasetti)

Ristorante "Onde": Solo Delizie (Foto Hospitality Builders)

Nuovo Ristorante "Onde": Il Team (Foto FSHF)