Visualizzazione post con etichetta irlanda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta irlanda. Mostra tutti i post

domenica 15 gennaio 2023

LA SPECIALISSIMA E PREZIOSA LIMITED EDITION “X.O.” DELLA MITICA “MAISON DE COGNAC HENNESSY”.




Si definisce “distillato” (o acquavite) una “bevanda spiritosa” (o “superalcolica”) che deriva dalla distillazione di un liquido zuccherino fermentato, generalmente di origine vegetale come il vino, le radici, la frutta, i cereali, la canna da zucchero. Le “bevanda spiritose” sono quelle bevande alcoliche con caratteristiche organolettiche particolari e un “titolo alcolometrico” (gradazione alcolica) minima di 15% Vol. che vengono prodotte sia direttamente mediante distillazione, macerazione o aggiunta di aromi, sia mediante miscelazione di una bevanda spiritosa con un'altra bevanda. Nella categoria “bevande spiritose” rientrano anche i “liquori” (miscele di alcool), altri distillati (acqua, zucchero e sostanze aromatiche diverse) e gli “amari”.

I Babilonesi e gli antichi Egizi conoscevano già la “tecnica distillatoria” visto che resti archeologici hanno confermato che distillavano vino e sidro. Gli antichi Greci usavano forme di distillazione per ricavare acqua dolce dal mare, ma non per gli alcolici. Per secoli la distillazione fu patrimonio dei Sacerdoti e di pochi adepti, tramite gli Egiziani la conoscenza della distillazione venne trasmessa agli Arabi e attraverso la Spagna questa conoscenza iniziò a diffondersi in Occidente intorno al X Secolo.

Il “Cognac” è un distillato Francese di Vini Bianchi (principalmente “Ugni BlancTrebbiano Toscano coltivato in Francia), tutelato da una “Appellation d'Origine Contrôlée” (AOC) nata nel 1909 con la delimitazione del Territorio di Produzione. Oggi la Zona del Cognac comprende 80.500 Ettari di Vigneti (suddivisi in 6 Cru) ubicati esclusivamente nella Regione Nuova Aquitania nei Dipartimenti (suddivisione territoriale di secondo livello dopo le Regioni) della Charente, della Charente Marittima e in alcuni Comuni della Dordogna e delle Deux-Sèvres. Le Vigne (98% di “Ugni Blanc” il resto di altre uve ammesse “Folle Blanche”, “Colombard”, “Sémillon” e "Montils") qui prosperano grazie al particolare terreno argilloso-calcareo e grazie a un clima oceanico mite.

Il VitignoUgni Blanc” è così diffuso vista la sua capacità di resistenza alle malattie, per avere un basso grado zuccherino e contenere acidi; grazie a ciò il Vino base distillato risulta basso in alcol e con una buona acidità. Il basso contenuto alcolico poi consente agli aromi floreali di essere meglio concentrati con la distillazione, mentre l'acidità fa da conservante per il Vino, evitando che possa rovinarsi prima della distillazione.

IlCognacprende il nome dall’antica Città di Cognac (Dipartimento della Charente) che tradizionalmente è stata la sede principale del suo commercio. Le prime notizie della produzione del “Cognac” risalgono al 1622, quando gli Olandesi, che da Secoli acquistavano Vino e sale in queste contrade, risalendo il Fiume Charente (lungo 360 km.) insegnarono agli abitanti della Zona a distillare il Vino, che mal sopportava i viaggi per mare verso il Nord Europa.

Soltanto i distillati provenienti dall'Area della Denominazione possono essere dei “Cognac”, nel resto di Francia e nel Mondo tale liquore (ricavato dalla distillazione del Vino e un successivo invecchiamento in botti) è chiamato genericamente “Brandy”.

Il procedimento per arrivare alCognac”  è abbastanza tortuoso e merita alcuni chiarimenti. I grappoli d’uva vengono pressati leggermente e il mosto ottenuto deve riposare circa un mese per diventare un Vino Bianco distillabile. Velocità e delicatezza sono due fattori fondamentali: il Vino base non si deve assolutamente rovinare ed è fondamentale seguire alcune regole come la raccolta meccanica delle uve, seguita da pressatura soffice, non aggiungere anidride solforosa, usare lieviti selezionati per agevolare la fermentazione, usare tini di acciaio che escludano contatto con ossigeno. La distillazione deve avvenire entro il 31 Marzo successivo alla vendemmia e il Vino viene distillato a fuoco diretto per due volte con specifici Alambicchi denominaticharentais”. Dalla prima cottura si ottiene il “brouillis” che ha una gradazione alcolica intorno ai 30°, mentre dalla seconda “la bonne chauffe” il distillato raggiunge i 70°.

Sull’uso dei lieviti non c’è obbligo e ne derivano due diversi stili. Usando i lieviti si punta a ottenere un distillato più ricco, complesso e avvolgente che tendenzialmente può agevolare  l'invecchiamento in botte e lo sviluppo di aromi di funghi, sottobosco e frutta secca. Senza i lieviti si ottiene un distillato più leggero. Per esempio due grandi Aziende produttrici diCognachanno fatto questo tipo di scelte e i rispettivi metodi di distillazione si definiscono con il loro nome: “Metodo Rémy” (con i lieviti) Metodo Martell” (senza lieviti).

Un’altra interessante scelta è quella di distillare la “testa” (Têtes) e la “coda” (Secondes) della distillazione precedente o nel Vino o nel “brouillis”. Nel primo caso si ottiene un Cognac più leggero, nel secondo uno più strutturato e caratteristico. “Martell” per esempio unisce al VinoTêtes” e "Secondes", e non è escluso che si possa anche fare una via di mezzo dividendole tra il Vino e il “brouillis” come fa l’AziendaHennessy”.

Il “Cognac” viene sottoposto a un periodo obbligatorio di invecchiamento (almeno due anni), in Barrique di quercia Francese, della Regione Limousin o della Foresta del Tronçais, in cui assume la colorazione ambrata (corretta spesso con l'aggiunta di caramello) e a contatto con il legno delle Botti prende il gusto caratteristico. L'invecchiamento può proseguire fino a oltre 60 anni.

La Zona delCognac” si divide in “Sei Sottozonechiamate “Crus”:  “Grande Champagne”, “Petite Champagne”, “Borderies”, “Fins Bois”, “Bons Bois” e “Bois Ordinaires”. Le Zone sono all'incirca concentriche rispetto al Territorio complessivo e ognuna di esse produce una qualità differente di distillati in ragione della composizione più o meno gessosa dei Terreni e della posizione geografica anche ai fini climatici. Solo le due Zone più centrali, “Grande Champagne” e “Petite Champagne” hanno le prerogative per produrre grandiCognacda invecchiamento.  

La quasi totalità dei “Cognac” si realizza con una miscela (assemblage) di distillati di origini e annate diverse. I “Maître de Chai” (Maestri di Cantina) selezionano e compongono le miscele per ottenere un prodotto specifico che sia costante nel tempo o abbia particolari caratteristiche di gusto. Spesso le miscele sono composte da decine di distillati diversi e anche quelli “Millesimativengono realizzati con miscele ma dello tesso anno. Fanno eccezione a questa consuetudine solo alcuni rarissimi distillati imbottigliati direttamente da specifiche Botti di altissimo pregio che vengono definiti “Brut de Fût” (“Forza della Botte”, in IngleseCask Strength”).

La Legge Francese vieta di indicare in Etichetta l'anno di distillazione con l'eccezione delCognac Millesimatomentre, secondo il grado di invecchiamento che ne determina la classificazione, si trovano alcune sigle di uso tradizionale:

- “VS” - “De Luxe” (Very Special) - “***” (Tre Stelle) - la miscela più giovane con almeno 2 anni di invecchiamento;

- “VSOP” (Very Special Old Pale) - “Réserve” (Very Superior) - almeno 4 anni di invecchiamento;

- “XO” (Extra Old) - fino al 2017 doveva avere almeno 6 anni di invecchiamento, dal 2018 gli anni obbligatori sono diventati almeno 10 e questa è anche la massimagaranzia legaledi invecchiamento data dalla “AOCdel Cognac;

- “XXO” (Extra Extra Old) - un invecchiamento uguale o superiore a 14 anni (dal 2018);

- “Vieille Réserve” - “Hors d'âge” - sono classificazioni usate frequentemente e indicano Cognac di invecchiamento elevato;

- “Napoleon” - “Héritage” - classificazioni con almeno 6 anni di invecchiamento.

Il Mercato Mondiale del Cognac” vive praticamente sotto l'ala di “Quattro grandi Case Produttrici” (Rémy MartinHennessyMartell e Courvoisier) che producono la quasi la totalità delle bottiglie in commercio.

IlMarchio di Cognacpiù venduto a livello Mondiale (circa 50 milioni di Bottiglie l’Anno in oltre 160 Paesi) èHennessy”. 

Maison de Cognac Hennessy” è stata fondata nel 1765 quando Richard Hennessy, figlio di un Nobile Irlandese, dopo aver militato come Ufficiale nell'Esercito di Luigi XV, si innamorò dei vigneti della Regione di Charente. Richard ebbe la sensibilità di presagire lo straordinario potenziale commerciale delle Acquaviti di Cognac sul piano Internazionale a tal punto da aprire una propria Distilleria studiando un nuovo metodo di lavorazione. Iniziò quasi subito la vendita in alcuni Paesi Europei e negli Stati Uniti, il suo prodotto venne molto apprezzato da alcuni importanti Nobili, tra cui Re Giorgio IV d'Inghilterra e dall'Imperatrice di Russia Marija Fëdorovna.

Negli anni successivi le esportazioni non fecero altro che crescere grazie a una continua ricerca dell’eccellenza per la creazione di Cognac d’eccezione, abbinata a un’ambiziosa strategia di conquista dei mercati.

Dalla fine del XVIII Secolo la "Maison Hennessy" si è insediata ai quattro angoli del Mondo. All’inizio del XIX Secolo, ha iniziato a esportare in Australia, nel Sud-est Asiatico, nell’America del Sud, in Giappone e in Cina. Nel 1860 un quarto delle esportazioni di Cognac portava il nome “Hennessy”.

Nel 1870, Maurice Hennessy, quarta generazione della Famiglia Hennessy, chiese al Maître de Chai Emile Fillioux di creare uno specialissimo Cognac per la sua Famiglia e i suoi amici utilizzando “eaux de vieextra invecchiate per perfezionare il blend: il nuovo nato fu ribattezzato X.O.” (Extra Old). Nel 1947, Gérald de Geoffre, Pronipote di Maurice Hennessy, creò l’iconica bottiglia diX.O.con una forma ispirata a un grappolo d'uva capovolto.

Nel corso del XX Secolo, l’opera di espansione iniziata dal Fondatore è continuata: nel 1967 le spedizioni ammontavano a un milione di casse, nel 1987 erano due milioni e nel 2019 le casse spedite era diventate otto milioni.

Intanto nel 1971 Kilian Hennessy, ultimo Erede della Famiglia, creò il marchio “Moët Hennessy”, fondendo l'Azienda con la lussuosa Casa di Moda FranceseLouis Vuitton” e dando vita, nel 1987, alGruppo Internazionale LVMH”.

Per garantire l’eccellenza e la varietà dei suoi aromi “Hennessy” seleziona esclusivamente le migliori uve delle regioni AOC ed è stata la Prima Azienda Vinicola e di Liquori a essere certificata con il prestigioso “Standard ISO 14001” il “Sistema di Gestione Ambientale”.

Se il Cognac è un “blend” (miscela) di “eaux de vie” (spiriti), la “Maison de Cognac Hennessy” si può sicuramente definire una “miscela di due Famiglie assolutamente straordinarie che di generazione in generazione si sono tramandate i preziosi segreti dell’arte della distillazione: quella del Fondatore, gli Hennessy, e quella dei Master Blender, i Filioux.

Alla fine dell’Anno 2022 laMaison de Cognac Hennessyha presentato una fascinosissimaEdizione Limitata” (Limited Edition) del suo CognacX.O.confezionato in una magnificacoffret” (scatola) insieme a un preziosoice molder” (modellatore di ghiaccio).

Sulla scatola spiccano le diverse tonalità dell’oro e il Logo stilizzato del Bras Arméil simbolo militare che il fondatore della Maison Richard Hennessy scelse come Stemma di Famiglia ricordando la propria esperienza da Ufficiale al servizio di Luigi XV. All’interno della Scatola la bellissima bottiglia dorata dell’iconicoHennessy X.O insieme al particolare modellatore di ghiaccio (un sigilloX.O.”) che consente di personalizzare il ghiaccio.

Degustando questo magnifico CognacHennessy X.O.” si apprezzano i forti sentori di frutta candita, cioccolato fondente, vaniglia e note speziate, accompagnati da un’ondata di calore rotonda, robusta e voluttuosa, il finale è lungo e onnipresente.

IlCognac X.O.della miticaMaison de Cognac Hennessy anche in questa specialissima e preziosaLimited Edition 2022rappresenta molto bene l’Art de Vivre Francese.

https://www.hennessy.com/en-int

https://www.youtube.com/watch?v=-aESEunOrLw

https://www.youtube.com/watch?v=Y1ruuTs134k


"Cognac Hennessy X.O.": l’Iconica Bottiglia

"Hennessy Limited Edition X.O. 2022": La Scatola

"Hennessy Limited Edition X.O. 2022"

 "Hennessy Limited Edition X.O. 2022": Ice Molder

"Hennessy Limited Edition X.O. 2022": Art de Vivre 

sabato 26 settembre 2020

“LAND’ HO!” L’ACCOGLIENTE BISTROT DEL PORTO TURISTICO DI “MARINA CALA DE’ MEDICI” DI ROSIGNANO SOLVAY (LI) HA UN NUOVO CHEF: PAOLO GRAZIANI.




Desidero iniziare questo Articolo con due frasi non mie, la prima è dello scrittore, poeta e drammaturgo Irlandese Oscar Fingal O’ Flahertie Wills Wilde (noto come Oscar Wilde, 1854 - 1900) che sosteneva: “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”.

La seconda frase è dell’ingegnere, saggista e docente Statunitense William Edwards Deming (1900 - 1993) il quale sosteneva che: “Il compito dei manager non è la supervisione ma la leadership”.

Ecco tre parole “donne”, “capacità” e “leadership”, caldeggiate dai due personaggi famosi (per pura coincidenza vissuti con una continuità temporale: il 1900 era la fine vita del primo e la nascita del secondo) sono fondamentali per iniziare la storia che vi voglio raccontare e che si adattano perfettamente a una persona di nome Daniela Gamberucci.

Daniela Gamberucci è nata (1/8/1971) a Poggibonsi (SI) dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori,  dove si è Diplomata in Ragioneria, ha fatto alcuni anni di Università alla Facoltà di Legge

Nel 1997, per motivi sentimentali, si è trasferita a Rosignano Solvay (LI) dove si è innamorata  anche delle bellezze naturali del luogo (spiaggia, mare e panorama). Nel 2001 ha rilevato una Gelateria denominata “Banchisa”, ubicata proprio sulla Passeggiata a Mare di Rosignano. Per Daniela una nuova esperienza e con tanta passione unita a una grande voglia di lavorare, ogni ostacolo è stato superato. Con sempre maggiore dedizione nel 2003, la Gelateria è diventata Pizzeria.

Nel 2006 Daniela decise che era arrivato il momento di investire e impegnarsi ancora di più: la Pizzeria si trasformò in Ristorante. Un Ristorante che negli anni ha dato molto alla sua numerosissima Clientela e non solo del buon cibo. Per 18 anni la “Banchisa” è stata un super accogliente punto di riferimento anche premiato con molti riconoscimenti fino al 10 Marzo 2019.

Daniela Gamberucci nel tempo si è specializzata diventando anche una espertissima Capo Barman, ed è Associata all’AIBES dove ha ricoperto anche importanti Cariche a Livello Regionale.

Una Barlady del tutto eccezionale, grande conoscitrice del MondoWine and Spirits” (Vino e Liquori) e con grandi capacità nella preparazione di deliziosi cocktail.

Ma “Chi si ferma è perduto” e dopo così tanti anni non è stato il caso di farsi scappare un’occasione migliorativa. Liberatosi un Locale al Primo Piano del Centro Commerciale del Porto Turistico diMarina Cala de’ Medici”, a Rosignano Solvay (LI), Daniela ha deciso di trasferirsi “armi e bagagli” in questa nuova sede ed è nato cosìLand’ Ho!”.

Proprio con animo “emozionato e ricco di curiosità” ha battezzato il suo nuovo LocaleLand’Ho!” (Terra in Vista! – Come il grido dei marinai), un nome consono vista anche l’ubicazione dello stesso all’interno del Porto Turistico.

Land’Ho!è stato inaugurato l’11 di Aprile del 2019 con l’intenzione di dare a tutti ristoro, calore, musica; una cucina semplicemente buona ma sempre nuova e del buon bere. Un passo importante e drastico fatto con rinnovato amore e passione per il proprio lavoro, un totale stravolgimento affrontato con grande coraggio e determinazione.

Dal Mese di Giugno 2020 il nuovo Chef del Bistrot “Land’Ho!” è Paolo Graziani.

Paolo è nato a Livorno il 12 Aprile 1970, fin da piccolo ha sempre amato mangiare bene grazie alla sua Mamma, Grazia Taddei, che in Casa era bravissima a cucinare. Tale fatto ha poi condizionato la sua vita anche se inizialmente si è Diplomato in Ragioneria all’Istituto Tecnico CommercialePiero Calamandrei” di Livorno. Successivamente a partire dal 1988 sfruttando le sue qualità sportive si è dedicato alla professione di Istruttore di Tennis in un Circolo a Volterra (PI). In quegli anni, nel 2004 si era anche sposato, vista l’assoluta passione, si dedicava molto a Cucinare per familiari, amici e conoscenti.

Alla fine nel 2010 decise di prendere il suo primo LocaleFree Beach”, un Ristorante dentro un Campeggio a Marina di Bibbona (LI), e dare libero sfogo a ciò per cui era da sempre stato portato: cucinare.

Finita la prima esperienza, il suo secondo Locale fuMarconi 24”, un Ristorante/Pizzeria in Centro a Cecina (LI), che tenne fino al 2015. Seguirono altre esperienze come quella al Ristorante Disco ClubAstragalo” di Castiglioncello (LI), al Ristorante del Tennis Club” sempre a Castiglioncello, al Ristorante dello Stabilimento BalneareBagni Pancrazio” di Marina di Castagneto Carducci (LI) e per tre anni al Ristorante dell’AgriturismoVilla Graziani” di Vada (LI), fino al Giugno 2020, come già accennato, quando è arrivato da “Land’Ho!”.  

Ma torniamo proprio alLand’Ho!”.

Il Locale, luminosissimo (tutto vetrato), è ubicato al Primo Piano della moderna struttura del Centro Commerciale del Porto Turistico diMarina Cala de’ Medici” che gode di un panorama davvero incantevole.

Il BistrotLand’ Ho!” ha un aspetto confortevole e si comprende subito chiaramente che qui si viene “coccolati”. Già da fuori la Cucina è completamente a vista grazie a due grandissime vetrate ad angolo. Entrando si accede nella Sala rettangolare dove si trova sulla sinistra il grande e fascinoso Bancone Bar, a destra e di fronte le spaziose Terrazze panoramiche con le belle viste sul Porto Turistico, sulla super fascinosa Costa di Castiglioncello e sul meraviglioso Mare. Nella Sala si affaccia anche un’apertura, il passavivande, che permette di vedere l’interno della Cucina.

Il Menu offre un’interessante scelta di Mare e Terra anche con l’aggiunta di “piatti più veloci” come Hamburger, Insalatone, Taglieri di Formaggi/Salumi e Club Sandwich, non mancano le Pizze.

La Carta dei Vini è importante ed è frutto della grande esperienza di Daniela Gamberucci; circa 160 Etichette, si predilige il Territorio ma anche altre Zone più vocate d’Italia e del Mondo. Bella la selezione di Champagne e Spumanti. Alla fine anche la lista delle Birre.

Importantissima poi la Carta dei Cocktail, una vera Mini Enciclopedia soprattutto del “Bere Toscano”, dove ogni proposta è estremamente dettagliata negli ingredienti e nella sua storia.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata  da una interessantissima bollicina Toscana scelta personalmente da Daniela Gamberucci e da due speciali e buonissimi Cocktail Alcolici preparati con grande arte da Daniela stessa:

- “OraRosa” Vino Spumante Brut Rosé, 100% Sangiovese, 12% Vol., prodotto con Metodo Charmat Lungo dall’Azienda Chioccioli Altadonna;

- Primo Cocktail “Alto Grado” - Gin dell’Azienda Italo/Irlandese Upperhand (che ha Sede nella Città Scozzese di Alloa, Capoluogo del Clackmannashire, ma che viene distillato in Irlanda nella Contea di Tipperary), limone, liquore al dittamo (pianta aromatica), sciroppo di miele, bitter dell’Azienda Du.it, scorze di limone, foglie di salvia, sopra una spruzzata di oli essenziali del Podere Santa Bianca;     

- Il Secondo Cocktail “Summer Afternoon” - Shrub (sciroppo acidulato) di Lamponi, foglie di menta, lamponi freschi Vermouth del Mugello Oro (questo è lo speciale “Cocktail d’Autore” o “Signature Cocktail” con cui il “Land’Ho” ha partecipato al Florence Cocktail Week 2020).

Sono state servite le seguenti portate:

- Polpo croccante su patate pastellate, brunoise di verdure in agrodolce, pomodorini confit e polvere di capperi;

- Baccalà fritto in tempura su cacciucco di ceci (ammorbiditi nel latte) e polvere di ceci, il tutto aromatizzato al rosmarino;

- Tagliolini verdi fatti in Casa, tonno fresco, pesto di rucola, granelli di pistacchi e scorze di limone;

- Calamaro al cartoccio  su pappa al pomodoro croccante, salsa di peperoni grigliati e timo;

- Crostatina al limone con frutti di bosco.

Tutto molto buono.

LaCucina cucinatadello Chef Paolo Graziani è assolutamente concreta, esperta, sincera, ben fatta e gustosa. Paolo in Cucina è supportato da due bravi giovani: il Sous-chef Jacopo Fabi (Livornese, classe 1988) e l’aiuto Edoardo Cesarino (per gli Amici “Dudù”).

Il Servizio di Sala è stato svolto con gentilezza e professionalità da altri due giovani: la bella Flavia Fontanelli e il simpatico Mattia Massa.

Al Bancone Bar un grande Capo Barman: il Fiorentino Massimo Calzoli (per gli Amici Max).

Daniela Gamberucci grazie alla sua grande esperienza e conoscenza del mestiere unita alla sua premurosa gentilezza e al suo splendido sorriso è una padrona di Casa mirabile.

Il Bistrot Land’ Ho!” offre un ottimo servizio che copre praticamente tutta la giornata: la mattina con le colazioni, poi il pranzo, nel pomeriggio il bar, le sera si inizia con l’aperitivo, a seguire la cena e l’intrattenimento.

La Clientela ha anche la possibilità di acquistare una serie di simpatici oggetti firmati “Land’ Ho”.

Al Bistrot Land’ Ho!”, ubicato al Primo Piano del Centro Commerciale del Porto Turistico di Marina Cala de’ Medici”, a Rosignano Solvay (LI), ho potuto degustare le ottime preparazioni del nuovo Chef Paolo Graziani abbinate alla straordinaria accoglienza di una padrona di Casa come Daniela Gamberucci.

http://www.landhobistrot.com/

http://www.marinacalademedici.it/


"Land'Ho Bistrot"

La Sala

La Terrazza Coperta

Il Panorama

Dettagli

Daniela Gamberucci: Straordinaria Barlady......

"Alto Grado"...... 

"Summer Afternoon"......

"La Pura Verità"......

Paolo Graziani, Jacopo Fabi, Edoardo Cesarino

Polpo Croccante......

Baccalà......

Tagliolini Verdi......

Calamaro......

Crostatina al Limone......
 
Daniela Gamberucci e Giorgio Dracopulos

lunedì 17 febbraio 2020

NEL NUOVO RISTORANTE “DA MIRKO” A CECINA (LI) LA GUSTOSA E BELLA CUCINA DELLO CHEF MIRKO PEDRONI.




Antonino Cannavacciuolo (classe 1975 – Due Stelle Michelin) uno dei più famosi Chef Italiani nel Mondo ha sempre sostenuto: 
Cucinare non significa leggere una ricetta: è una questione di sensibilità, di rispetto degli ingredienti e dei tempi di preparazione”.

Ecco Vi racconto proprio una storia legata alla sensibilità, alla rispettosa conoscenza delle materie prime e alla grande professionalità di un bravo Chef.

Cecina, in Provincia di Livorno, oggi è un vivace Comune, di circa 28.000 abitanti, ma ha, alle spalle, un’antica storia che risale addirittura agli Etruschi.

Le prime notizie sugli abitanti della zona, ubicata allora nell’Etruria Settentrionale, risalgono però alla dominazione Romana, quando il Prefetto Cecina Decio Aginazio Albino, circa nei primi anni del 400 d.C., nell’attuale Località di San Vincenzino, ristrutturò un edificio molto antico, forse risalente al I secolo a.C., trasformandolo in una Villa Urbana (una grande costruzione con spazi aperti a giardino, molti ampi locali e porticati, oltre ad un’imponente cisterna sotterranea), i cui resti sono ancora visibili.

Nel 1590 il Granduca di Toscana, Ferdinando I de’ Medici, dette qui l’avvio all’urbanizzazione  costruendo un Palazzo, sede dell’amministrazione delle terre circostanti, un ponte di legno sul Fiume Cecina, un mulino e le prime case del Borgo che successivamente, nella seconda metà del 1700, verrà denominato “Fitto di Cecina”.

Solo dopo la nomina, nel 1746, del Marchese Carlo Andrea Ignazio Ginori a Governatore della Città di Livorno e del suo Porto, Cecina iniziò ad ampliarsi verso il mare.

Il Marchese Ginori è famoso anche per aver fondato, nel 1735, in una sua Villa in Località Doccia (oggi Sesto Fiorentino), una delle più prestigiose manifatture di tutta Europa, la “Porcellana Ginori” (diventata poi, nel 1896, la Richard-Ginori). 

Proprio in quegli anni, nella seconda metà del 1700, la Costa Cecinese fu bonificata dagli stagni paludosi, portatori di malaria, e completamente trasformata con la creazione di 15 km. di rigogliose pinete (400 ettari) ubicate a nord e a sud del Fiume Cecina
Le Pinete servivano anche come barriera alla salsedine a difesa delle campagne coltivate. 
Oggi tali Pinete formano la “Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina”.

Cecina è collegata, senza interruzione di sorta, con il suo quartiere litoraneo di Cecina Mare (o Marina di Cecina) principalmente con il bel Viale alberato (Viale della Repubblica). 
Marina di Cecina, dagli anni sessanta, è una meta turistica estiva accogliente e molto apprezzata e le sue spiagge, vista la particolare validità dei servizi offerti e la qualità del mare, ricevono dal 2006 la prestigiosa “Bandiera Blu”.  

Proprio da Marina di Cecina a Cecina Centro si è spostato, alla fine del 2019, il RistoranteDa Mirko” del bravissimo Chef Mirko Pedroni.

Mirko è nato a Cecina, il 10 Maggio 1979, dopo le scuole dell’obbligo decise che il suo lavoro sarebbe stato fare il Cuoco
A tale scopo ha frequentato l’Istituto Statale Professionale Settore ServiziEnrico Mattei” di Rosignano Solvay (LI), con l’Indirizzo Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera, dove si è diplomato nel 1996.

Mirko, mentre frequentava la Scuola, nei periodi di vacanza estivi, ha fatto le sue prime esperienze nella cucina del più vecchio Ristorante di Marina di Cecina, “Il Faro”, il Locale dal 1957 è della Famiglia Poggetti.

Appena diplomato è entrato a lavorare al Ristorante del Villaggio Turistico Francese Club Cecina, ubicato sul mare in Località Gorette, a San Pietro in Palazzi (LI). 
Qui, dal 1996 al 1998, ha appreso i dettami della Cucina internazionale con l’esperto Chef Hugo.

Dal 1999 fino al 2002, Mirko ha vissuto l’esperienza più importante per la sua carriera, lavorando fianco a fianco con il grande Chef Mauro Bazzichi al RistoranteBagatelle” di Marina di Cecina.

Dopo questa positivissima esperienza, dal 2003 al 2004, Pedroni ha assunto, come Chef, la responsabilità della Cucina del Ristorante dello Stabilimento Balneare/Discoteca Il Delfino” in LocalitàLe Gorette” a San Pietro in Palazzi, Cecina.

Nel 2005 lo Chef ha svolto la sua opera in alcuni conosciuti Ristoranti all’Abetone (PT), nota Località sciistica Toscana, e a Casale Marittimo (PI).

Raggiunta poi l’esperienza e la possibilità per “camminare con le proprie gambedecise di prendere in prima persona la gestione del Ristorante dello Stabilimento BalneareIl Delfino”.
Dal 2006 al 2010 il lavoro nel suo Locale gli ha dato molte soddisfazioni e lo ha fatto conoscere come giovane Chef emergente.

Nel Gennaio 2011, un nuovo salto in avanti con il trasferimento sul Lungomare di Marina di Cecina dove ha aperto il suo RistoranteDa Mirko”.
Sono trascorsi anni molto positivi dove la sua Cucina ha riscosso un grande successo fidelizzando una numerosissima Clientela.

Purtroppo nel 2019 per causa indipendenti dalla sua volontà, la proprietà del fondo è andata all’asta e non è stato possibile per vari motivi rinnovare il contratto di affitto. 
Per tale motivo Mirko Pedroni si è messo alla ricerca di una nuova valida ubicazione per la sua attività.

Sono state prese in considerazione alcune opzioni, alla fine la scelta è stata quella di rilevare, inizio estate 2019, la licenza di un Ristorante/Pizzeria che da molti anni svolgeva la sua attività in Via Guglielmo Marconi 24, in Centro a Cecina.

Durante la Stagione Estiva 2019, mentre lavorava ancora nel suo Ristorante sul Mare, Mirko ha dato il via alle impegnative opere murarie per il completo rinnovo del nuovo Fondo.
Il 21 Settembre 2019 il Ristorante Da Mirkosul Lungomare di Marina di Cecina è stato chiuso.

Eccoci arrivati al Nuovo RistoranteDa Mirko inaugurato il 20 Dicembre 2019.

Il Nuovo Ristorante in Via Guglielmo Marconi 24 è molto luminoso grazie alla grande vetrata all’ingresso, ai colori chiari delle pareti e alla vivacità della pavimentazione. 
Si tratta di un’unica e bella Sala rettangolare, molto accogliente, con in fondo la Cucina a vista.

Data la recentissima apertura alcuni particolari dell’arredo sono in fase di definizione.

L’apparecchiatura è curata, le sedute sono comode, otto tavoli per poco più di una trentina di coperti. L’intento è quello di servire al meglio la clientela.

Il Menu prevede due percorsi consigliati atavolo completo”, denominati “Nella Storia” e “In Evoluzione”, vi si trovano piatti sia di Mare che di Terra, ma si possono scegliere anche portate singole che su richiesta sono realizzabili anche senza glutine
Ad integrazione esiste anche una Carta più piccola delFuori Menu” con una decina di preparazioni, tra Antipasti, Primi e Secondi, che si possono definire più legati alla spesa giornaliera.

Ricca la “Carta dei Dessert”  che comprende anche l’abbinamento al Calice di alcuni specifici Vini, seguono le Bevande e la Caffetteria.

La Carta dei Vini è molto curata, grande attenzione per le piccole Aziende di valore
Vi troviamo un’ampia selezione di Vini Bianchi, poi ci sono le Bollicine Italiane e gli Champagne, per finire una buona selezione di Vini Rossi
Una Carta che comprende Vini Italiani, Francesi e da altri Paesi del Mondo
da evidenziare l’attenta cura messa nel proporre un positivo rapporto qualità/prezzo.

Eccoci giunti alla degustazione effettuata che è stata accompagnata dai seguenti ottimi Vini:

- “Continuo”, Toscana I.G.T., Spumante Brut Rosato Biologico, 12,5% Vol., Pas Dosé (Dosaggio Zero), prodotto da uve di Merlot e Petit Verdot con Metodo Charmat Lungo (Metodo Martinotti) dalla Tenuta La Macchia;

- “Re Mentino 2018”, Bolgheri Vermentino D.O.C., 100% Vermentino, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Le Novelire;

- “Serra de’ Cocci 2018”, Bianco Toscana I.G.T., 100% Chardonnay, 14% Vol., dell’Azienda Pakravan-Papi;

- “Ben Ryé 2016”, Bianco Naturale Dolce, Passito di Pantelleria D.O.P., 100% Zibibbo (Moscato di Alessandria) da Viti coltivate ad “alberello pantesco”, antica e tradizionale forma di pratica agricola riconosciuta dall’Unesco come “Patrimonio  Culturale Immateriale dell’Umanità”, 14,5% Vol., dell’Azienda Donnafugata.

In tavola un bel supporto in vetro con il fragrante e buon pane della Casa
Panino curcuma e semi di lino, Panino con farina di castagne e semi di girasole, Schiacciatine con farina di tipo 1, Pane casalingo e Grissini.

Sono state servite le seguenti portate:

- Sfera di riso bianco con panatura di pane, burro e acciughe;

- Pappa al pomodoro con seppia scottata al vapore, olio al basilico e gelato al basilico;

- “Fu Mare” - Insalata di mare affumicata al Whiskey Irlandese su vellutata di fagioli cannellini e polvere di cavolo nero;

- Lingua di vitello, salsa verde e katsuobushi (fiocchi di filetto di tonnetto striato essiccato, fermentato e affumicato);

- Gelato al foie gras con cialda di parmigiano e aceto balsamico, gamberi rossi cotti a metà (la parte sotto è stata fritta per dare croccantezza);

- “Aglio Nero e Gamberi Rosa” - Linguine, olio, aglio nero, peperoncino e tartare di gamberi rosa, con carote e zucchine a crudo;

- “Catalana Sgusciata” -  Scampi, mazzancolle, gamberi e calamari al vapore su insalatina mista e frutta fresca;

- Cremoso al pistacchio con meringhe e gelato ai fichi.

Tutto estremamente buono e ben presentato.

La Cucina dello Chef Mirko Pedroni è misurata, equilibrata, tranquilla, giusta negli abbinamenti e nei sapori, in tutte le preparazioni la presentazione è molto curata grazie anche a un’attenta e ricercata selezione delle forme dei piatti. 
Si sente la mano di uno Chef saggio ed esperto che predilige la migliore qualità e la tradizione, rispettando al massimo le materie prime.  

Mirko in Cucina è validamente aiutato da una giovane e brava Sous-chef, Viola Geppi, oltreché dalla giovane Emilia Casula.  

Il Servizio di Sala è stato svolto con molta gentilezza, educazione e attenzione da una giovanissima Alemtsehay Grandi.

Che cosa posso aggiungere sennonché ho trovato la gustosa e bella cucina dello Chef Mirko Pedroni anche nel Nuovo RistoranteDa Mirkoin Centro a Cecina (LI).



Ristorante "Da Mirko" a Cecina (LI)

La Sala

Lo Chef Mirko Pedroni in Cucina

Sfera di Riso con Panatura......

Pappa al Pomodoro......

"Fu Mare"......

Lingua di Vitello......

Gelato al Foie Gras e Gamberi......

Linguine Aglio Nero e Gamberi......

"Catalana Sgusciata"......

Cremoso al Pistacchio......

Viola Geppi, Emilia Casula, Mirko Pedroni e 
Alemtsehay Grandi

Giorgio Dracopulos e lo Chef Mirko Pedroni

"Gustosa e Bella Cucina"