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venerdì 3 aprile 2026

IL MITICO RISTORANTE “MIRAZUR” (TRE STELLE MICHELIN) A MENTONE IN FRANCIA, DELLO CHEF MAURO COLAGRECO, COMPIE 20 ANNI.




Mentone è un Comune Francese (circa 30.000 abitanti) situato a ridosso della Frontiera Franco/Italiana. Appartiene al Dipartimento delle Alpi Marittime a alla Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, è anche una celebre Località Turistica della “Costa Azzurra” (in Francese Côte d'Azur”) quella porzione della Costa Mediterranea Settentrionale appartenente alla Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra che è la diretta prosecuzione geografica ad Ovest della “Riviera Ligure” con la quale condivide le caratteristiche climatiche. Infatti la “Costa Azzurra” dispone d'un favorevole “clima mediterraneo” con inverni miti e soleggiati ed estati calde e secche, e ha un microclima che la protegge dai venti freddi delle Alpi.

Mentone, soprannominata la "Perla della Francia", nome datole dal Geografo Francese Jacques Élisée Reclus (1830 - 1905), si affaccia fascinosamente su una Baia del Mar Ligure racchiusa da “Capo Mortola” ad Est e da “Capo Martino” ad Ovest. Il suo Centro Storico si sviluppa su un piccolo promontorio.

Anche se degli scavi testimoniano una presenza umana in loco fin dal Paleolitico Superiore e che questo tratto di costa fosse già attraversato dalla “Via Julia Augusta”, la strada Romana che collegava Ventimiglia (oggi Italia) a Nizza (Città Francese), Mentone fu fondata da un signore Ligure verso il 1200, sul colle denominato in Latino “Podium Pinum” (o Poggio del Pino) ed è infatti proprio sulla collina poi detta del “Pepino”, ad Ovest della Città attuale, che si raggruppava senza dubbio l'agglomerato antico.

La prima menzione storica della Città reca la data del 21 Luglio 1262 ed è contenuta nel trattato di pace tra Carlo I d'Angiò e i Genovesi.

Dalla seconda metà dell'Ottocento, grazie all'arrivo della ferrovia, Mentone si affermò come importante Località Turistica, in particolare per il soggiorno invernale grazie al clima particolarmente temperato. La cittadina iniziò rapidamente a crescere con la costruzione di alberghi, pensioni e ville.

Arrivando a Mentone, dall’Italia, percorrendo la “Strada Statale 1” (la Via Aurelia) superato il Confine con la Francia si arriva subito all’Esplanade Jojo Arnaldi uno spazio aperto, un Piazzale panoramico vista mare dove si trova anche il Complesso che ospita la Dogana Francese. Dal Piazzale si diramano due VieBoulevard de Garavan” che sale sulla destra e “Avenue Aristide Briand” che scende sulla sinistra.

Proprio in angolo, lato mare, tra l’Esplanade Jojo Arnaldi e Avenue Aristide Briand, al civico 30 di quest’ultima, si trova uno dei Ristoranti più famosi al Mondo: il miticoMirazur” (Tre Stelle Michelin) dello Chef Mauro Colagreco.

Mauro Colagreco è nato, Martedì 5 Ottobre 1976, in Argentina nella Città di La Plata, Capoluogo della Provincia di Buenos Aires, in una Famiglia di origini Italiane con radici nel piccolo Comune Abruzzese di Guardiagrele in Provincia di Chieti.  

La Plata sorge nei pressi della costa dell'estuario del “Río de la Plata” una vasta insenatura dell'Oceano Atlantico formata dalle foci dei Fiumi Paraná e Uruguay, ed è situata a circa 60 km. a Sud-est dalla Città di Buenos Aires. La Plata è conosciuta anche come la "Città delle diagonali" per il suo particolare tracciato, ideato nello Studio dell'Architetto Pedro Benoit (1836 - 1897), caratterizzato da numerose "diagonali": strade a intersezione diagonale su un tracciato di strade intersecantesi ad angolo retto.

Nulla sembrava destinare Mauro Colagreco a diventare Chef, infatti inizialmente intraprese studi economici con l’intenzione, un giorno, di prendere in mano lo studio di contabilità di suo Padre, ma poi fu impossibile ignorare una realtà: la sua mente, e forse ancora di più il suo cuore, apparteneva a un altro mondo, a quello della cucina.

Dopo aver conseguito il Diploma di Cuoco e fatto alcune prime esperienze lavorative Mauro nel 2001 decise di trasferirsi in Francia dove ebbe l'occasione di collaborare con mitici Chef super Stellati” come Bernard Loiseau (fino alla sua morte nel 2003), Alain PassardGuy Martin e Alain Ducasse.

Dopo così importanti esperienze Colagreco nel 2006, con poche risorse ma guidato da una volontà ferrea, si stabilì con la sua Famiglia a Mentone e a pochi passi dal Confine Italiano inaugurò il suo RistoranteMirazur”. Solo sei mesi dopo l'apertura, nel 2007, ricevette il Premio "Rivelazione dell'Anno" dalla “Gault & Millau”, una delle Guide gastronomiche più influenti al Mondo, e in meno di un anno ottenne anche la sua “Prima Stella Michelin”.

Negli anni successivi i premi e i riconoscimenti allo Chef Colagreco e al Ristorante Mirazur” si moltiplicarono in un continuo crescendo. Tra tutti sicuramente hanno avuto maggior rilievo nel 2012 la “Seconda Stella Michelin”, nel 2019 il riconoscimento di “Primo Miglior Ristorante al Mondo” (First Best Restaurant in the World) assegnato da “The World’s 50 Best Restaurants” la mitica classifica stilata annualmente dal Mensile BritannicoRestaurant”, l’arrivo sempre nel 2019 della “Terza Stella Michelin” e la nomina a Mauro Colagreco di “Chevalier des Arts et des Lettres”.

Nel 2020 Colagreco ha continuato la sua rapidissima ascesa diventando anche il “Primo Chef” a ottenere la severissima “Certificazione Plastic-Free" per il RistoranteMirazur”, coronando così molti anni di impegno e ricerca e sviluppo per eliminare definitivamente l'uso della plastica monouso nella sua cucina.

L’attenzione appassionata per la Terra e gli Oceani di Mauro Colograco è stata notata anche dall'UNESCO che gli ha chiesto di diventare, a partire dal 2022, “Ambasciatore di Buona Volontà per la Biodiversità”. L'anno successivo Colagreco ha assunto la prestigiosa carica di Vicepresidente dell’Associazione Relais & Châteaux ed è stato nominato “Cavaliere della Legion d'Onore”.

Gli anni per Colagreco non sono passati concentrandosi solo sul suo “Mirazur” ma l’infaticabile Chef, a partire dal 2016 con l’aperura del suo primo RistoranteCarne” (il suo marchio di “burger” sostenibili) in Argentina, ha dato vita a più di 30 Ristoranti (tutti premiatissimi) in molte Città del Mondo come Parigi, Londra, Hong Kong, Bangkok, Tokyo, Palm Beach, Buenos Aires.

Ma torniamo al RistoranteMirazur”, in Avenue Aristide Briand al civico 30, che ha sede in un maestoso edificio modernista anni '30 completamente restaurato, con tre piani e un design rotondo e armonioso, arroccato sulla collina di Mentone, che offre una vista straordinaria e spettacolare. L'ambiente interno, elegante e sereno, pensato per esaltare con delicatezza ogni momento, è molto luminoso, con ampie vetrate senza telaio che integrano il paesaggio esterno e che fanno godere a pieno la vista mozzafiato sul Mare. Più precisamente sulla “Baia di Garavan” (situata nel quartiere omonimo di Mentone è un'area rinomata per il suo Porto Turistico, le spiagge assolate e l'atmosfera tranquilla) e sulle facciate colorate del Centro Storico di Mentone, creando un'atmosfera fascinosa sospesa tra cielo e mare.

Negli spazi interni oltre alla grande Cucina a vista (con il prestigioso “tavolo dello chef” per 8 persone) trovano spazio la Sala ristorante, la Saletta ricevimenti (la “Puerta” per 16 persone), il Bar Lounge (con il bancone che si protende verso il mare) e la Veranda per una capacità complessiva di molte decine di ospiti.

Il “Mirazur” non è solo un fantastico Ristorante dove lavorano circa novanta grandi professionisti ma è anche una "Tenuta Mediterranea", un “Ristorante con Orto” che vive in simbiosi con la natura circostante. Infatti la struttura è immersa in giardini lussureggianti e orti terrazzati che degradano verso il mare aperti alle visite della clientela. Nell’ampio e bellissimo giardino-frutteto-orto biodinamico, con allevamento di piccoli animali, si coltivano diverse centinaia di specie di piante, comprese varietà tropicali, un'incomparabile diversità agricola favorita dal microclima che si avvicina a un clima sub tropicale permettendo la crescita anche di piante molto rare. Tutto ciò che si produce nell’orto adiacente al Ristorante, e anche negli altri appezzamenti acquisiti da Mauro Colagreco (complessivamente oltre 20 ettari) dislocati più distanti, è edibile ed è riservato per un utilizzo diretto in cucina alMirazur”.

Gli orti delMirazursono qualcosa di straordinario: utilizzando metodi di coltivazione 100% naturali, basati sui principi della “permacultura” e della “biodinamica” sono il cuore pulsante del Ristorante. Rappresentano un legame vivente tra natura, cucina e consapevolezza ecologica.

La “permacultura” inizialmente era l’"agricoltura permanente" (permanent agriculture) ma con il passare del tempo è diventata un sistema di progettazione integrata che crea ecosistemi umani sostenibili, resilienti e produttivi. Nata negli anni '70, da Bill Mollison e David Holmgren, la “permacultura” unisce agricoltura, architettura e gestione delle risorse basandosi su tre etiche: cura della terra, cura dell'uomo e condivisione equa. Si creano sistemi autosufficienti che necessitano di poca manutenzione con basso input energetico ed eliminando gli sprechi. La “permacultura” non è solo una tecnica agricola, ma una filosofia di vita che mira a ridurre l'impatto ecologico umano e a favorire la rigenerazione ambientale.

Negli orti delMirazur”, grazie a un team di una decina di giardinieri, vengono coltivate oltre 1.500 varietà con la preparazione manuale del terreno, “pacciamatura regolare” (coprire costantemente il suolo intorno alle piante con materiali naturali), “consociazione” (coltivazione contemporanea di più piante sullo stesso terreno) e rotazione delle colture. Gli orti forniscono fino all'80% dei prodotti utilizzati nella cucina del Ristorante.

Il Ristorante “Mirazur” del grande Chef Mauro Colagreco, ha subito negli anni, un profondo rinnovamento strutturale e di concetti, culminati nel 2020 con l'adozione di una “Cucina basata interamente sui cicli lunari e la natura”, praticamente una “Gastronomia Circolare”: Il servizio di cucina è strutturato con i Menù che cambiano quotidianamente, seguendo la maturazione e la disponibilità dei prodotti, basandosi sulleQuattro parti di una pianta”: Radici, Foglie, Fiori e Frutti.

Traendo ispirazione proprio da ciò che si raccoglie negli orti e dai prodotti di stagione lo Chef Mauro Colagreco spinge i confini della creatività in ogni servizio, componendo un percorso in “9 sequenze” ognuna incentrata su un ingrediente vegetale chiave e integrata con carne e pesce. A meno che non venga richiesto espressamente, non viene mai servito lo stesso piatto, garantendo così una piacevole sorpresa ad ogni visita.

I “Quattro Menù” attualmente disponibili al RistoranteMirazur”, di cui ogni giorno ne viene servito uno a sorpresa, nella realtà realizzano una “mappa” (un universo), sono il “libero sfogo della natura” realizzato per risvegliare, connettere e stupire:

- “UNIVERS RACINES” - (Radici) - La Terra sussurra la sua forza in un Menù radicato, essenziale e profondamente sorprendente;

- “UNIVERS FEUILLES” - (Foglie) - L'acqua scorre e nutre, ispirando un Menù tonificante e verdeggiante, vibrante di freschezza;

- “UNIVERS FLEURS” - (Fiori) - L'aria viene accolta con leggerezza, offrendo un Menù floreale, elegante e sapientemente luminoso;

- “UNIVERS FRUITS” - (Frutti) - Il fuoco esalta i sapori, rivelando un Menù solare, sensuale e generoso.

Accanto a portate straordinarie non poteva non esserci una Carta dei Vini altrettanto magnifica, praticamente un’enciclopedia vitivinicola: oltre 40.000 Bottiglie che rappresentano 5.000 Vini diversi. Ogni annata è stata selezionata per la sua unicità, per le sue radici nel terroir, ma anche per l'impegno di coloro che le danno vita, una collezione che intesse un dialogo delicato con la cucina dello Chef e ogni bicchiere diventa un ponte tra culture, un vero e proprio eco di vita.

Ma al “Mirazur” c’è ancora di più. Infatti c’è la possibilità di abbinare alle portateBevande Fresche Analcoliche” ispirate alle tradizioni di tutto il mondo e realizzate con piante da giardino. Le miscelazioni che vengono preparate esaltano il pasto attraverso una moltitudine di infusi, fermentazioni, macerazioni, decotti e altre pressature "tutte fatte in casa".

In questo 2026 il RistoranteMirazurcelebra il suo20° Anniversario” e per segnare questa tappa eccezionale Mauro Colagreco ha ideato “Tre Eventi” emblematici che rendono omaggio alla storia del Locale, ai suoi team e alla filosofia che lo ha guidato sin dall’inizio.

Il “Primo Evento” sarà un incredibile “Menù Anniversario”, servito solo dal 1° Aprile al 17 Maggio 2026, che celebra due decenni di creatività, esplorazione e dialogo con la natura. Questa esperienza culinaria senza precedenti sarà realizzata sotto l’eccezionale direzione del leggendario e super premiato Chef Spagnolo Ferran Adrià Acosta (classe 1962), una figura apicale della gastronomia contemporanea mondiale. Fondatore del Ristorante elBulli”, a Cala Montjoi un’insenatura vicino a Roses sulla Costa Brava in Catalogna, Spagna, Ferran Adrià è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi innovatori, un vero rivoluzionario della gastronomia contemporanea, che ben oltre la pratica culinaria ha contribuito a ridefinire il linguaggio della cucina, sfumando i confini tra arte, scienza ed emozione.

Il “Secondo Evento” si svolgerà in autunno con la pubblicazione di un “Libro Commemorativo” che ripercorre venti anni di immaginazione, dedizione e impegno per la gastronomia sostenibile.

Come “Terzo EventoColagreco riunirà i suoi ex collaboratori per una serie di cene speciali, onorando gli chef, gli artigiani e i collaboratori il cui talento, passione e dedizione hanno plasmato l’identità e la fama internazionale del RistoranteMirazur”.

Da 20 anni il mitico RistoranteMirazursi è affermato come uno straordinario laboratorio a cielo aperto sviluppando una cucina in continuo movimento. Non solo un magnifico Ristorante ma anche un eccezionale campo di esplorazione che ha permesso al bravissimo Chef Mauro Colagreco di coltivare la profonda convinzione che la gastronomia può riparare piuttosto che esaurire: “Scegliendo ciò che mangiamo e come cuciniamo, scegliamo il mondo in cui vogliamo vivere.”

https://www.mirazur.fr/

https://www.youtube.com/watch?v=1dbDV9IffYQ


Ristorante "Mirazur" a Mentone (Foto Jovani Demetrie)

"Mirazur" a Mentone: la Magnifica Vista (Foto M. Carassale)

Lo Chef Mauro Colagreco (Foto Matteo Carassale)

Orto/Giardino e Panorama. (Foto Matteo Carassale)

"Universo Radici": Torta di Rapa e Aragosta (Foto M. Carassale)

"Universo Foglie": Piccione Posidonia e Farro (Foto M. Carassale)

"Universo Fiori": Rosa di Gamberoni (Foto Matteo Carassale)

"Universo Frutti": Foie Gras, Ciliegie e Cacao (Foto M. Carassale)

"Universo Frutti": Ravioli Polpo e Peperone (Foto M. Carassale)
 
Ferran Adrià e Mauro Colagreco. (Foto Matteo Carassale)


domenica 23 novembre 2025

A ROMA, FIRENZE E MILANO “HIROMI CAKE” HA PORTATO L’ELEGANZA, LA FRESCHEZZA E L’ORIGINALITÀ DELLA DELIZIOSA PASTICCERIA GIAPPONESE.

 


Scoprire il Giappone è l’esplorazione, al di là dell’Oceano, di un mondo straordinario fatto di una meravigliosa natura, di antichi segreti, di storie eroiche ma anche di grattacieli e di treni ad altissima velocità: un mondo con un grande e assoluto fascino che risiede nella sua perfetta fusione tra vecchio e nuovo.

Il Giappone (日本国 - Nihon-koku o Nippon-Koku) è uno Stato Insulare ubicato nell'Asia Orientale, specificatamente si trova nell'Oceano Pacifico. Il Giappone è limitato a Ovest dal Mar del Giappone, a Nord dal Mare di Ochotsk, a Est dall'Oceano Pacifico Settentrionale e a Sud dal Mar Cinese Orientale.

Il Giappone è un Arcipelago per lo più collinare composto da 6.852 Isole di tutte le dimensioni, le cinque più grandi sono: Hokkaidō, Honshū, Kyūshū, Shikoku e Okinawa. Queste cinque Isole da sole rappresentano circa il 97% dei 377.975 chilometri quadrati che sono la superficie terrestre del Giappone. Molte Isole sono montagne che sbucano dal Mare e di queste alcune sono di origine vulcanica. La vetta più alta del Giappone è il Monte Fuji, un Vulcano ancora attivo. La popolazione Giapponese è di circa 124 milioni di persone, ciò lo rende il Dodicesimo Stato più popoloso del Mondo.

Tra le tantissime Tradizioni Giapponesi super affascinanti, che spaziano in tutti i campi, quella della loro Cucina è sicuramente molto conosciuta nel Mondo ma scendendo più nel particolare desidero raccontarvi dell’interessantissima loro “Pasticceria”.

La Storia della Pasticceria Giapponese” ha radici antiche e molto sfaccettate, potremmo risalire al “Periodo Yayoi” (circa 300 a.C. - 250 d.C.) un'epoca cruciale nella storia Giapponese, segnata dall'arrivo di popolazioni dalla Penisola Coreana e dalla Cina che introdussero la coltivazione del riso, la lavorazione di bronzo e acciaio, e una società più stratificata. Questo periodo vide la nascita di insediamenti stabili, villaggi fortificati e l'inizio di forme primitive di sciamanesimo e culti legati ai “Kami” (spiriti divini) gettando le basi per lo Stato Giapponese. In questo Periodo i dolci non erano altro che frutta fresca, secca e bacche.

Sviluppi interessanti si ebbero nei successivi Periodi: - “Periodo Nara” (710 - 794) con l'influenza Cinese che portò l'uso di tecniche a base di olio, di farina e di riso fondamentali per i dolci Giapponesi; - “Periodo Muromachi” (1336 - 1573) in cui i Portoghesi introdussero lo zucchero, inizialmente solo come un prodotto di lusso; - “Periodo Edo” (1603 - 1868) quando, grazie a 250 anni di pace e prosperità, i dolci si diffusero tra la popolazione e iniziarono spesso a essere serviti  accompagnandoli con il “” (matcha) in forme diverse ma sempre ispirandosi alle meraviglie della natura e ai cambiamenti delle stagioni.

Certamente l’avvento della “Cerimonia de Tè” (“Chanoyu” = “Acqua calda del Tè”), introdotta dai Monaci Buddisti dalla Cina intorno al IX - X Secolo e sviluppatasi nei Secoli successivi, trovando la sua forma definitiva nel XVI Secolo grazie al Maestro Zen Sen no Rikyū (che ne stabilì i principi fondamentali di armonia, rispetto, purezza e tranquillità) ha avuto una grande importanza anche per lo sviluppo della “Pasticceria Giapponese”. Infatti la “Cerimonia de Tè” detta anche Sadō/Chadō (la Via del Tè) è un fascinoso rituale artistico e spirituale Zen che eleva la preparazione e il consumo di “tè verde in polvere” (matcha) in un'esperienza di ricca di armonia (Wa), estremo rispetto (Kei), assoluta purezza (Sei) e totale tranquillità (Jaku). Ogni gesto della cerimonia è specificatamente codificato per creare un momento di consapevolezza, concentrazione sul presente e connessione tra i partecipanti, culminando nell'offerta di “tè denso e scuro” (koicha) o “leggero e chiaro” (usucha). Una cerimonia completa può durare diverse ore, includendo un pasto leggero (kaiseki) e proprio questo ha favorito lo sviluppo anche della “Pasticceria”.

Possiamo dire che la “Pasticceria Giapponese” nasce dall'unione di antiche tradizioni Locali (a base di frutta e riso) influenzate dalla Cina (con Buddhismo e ) e dai Portoghesi (che portarono lo zucchero nel '500), evolvendosi poi attraverso i Secoli in:

- “Wagashi” (letteralmente “Dolce Giapponese”) - Preparazioni Tradizionali che si contraddistinguono, in generale, per un uso parsimonioso dello zucchero e l’utilizzo di alcuni ingredienti tipici che hanno alla base elementi vegetali come castagne, riso glutinoso, cereali, zucca, patate dolci, sesamo, soia, agar-agar (gelificante naturale derivato dalle alghe rosse) e l’immancabile marmellata di fagioli rossi azuki (anko). A esempio: “Mochi” (palline di riso glutammoso farcite), “Dorayaki” (il pan di spagna Giapponese) “Taiyaki” (dolce a forma di pesce), “Anpan” (brioche dolce farcita), “Nerikiri” (famosi per il loro particolare design e per l’armonia dei loro colori che interpretano il susseguirsi delle stagioni), “Yōkan” (composto da pasta di fagioli rossi, agar agar e zucchero, famoso per la sua elegante consistenza gelatinosa e la sua forma rettangolare che viene tagliato e venduto a tocchetti) un dolce di lunga durata che i Giapponesi usano fare come regalo o portare in viaggio;  

- “Yogashi” (letteralmente “Dolce Occidentale”) sono una tipologia di dolci di ispirazione occidentale, con influenze Francesi, Americane, Spagnole e Portoghesi molto diffusi in Giappone, che combinano tecniche Europee con ingredienti locali. Negli “Yōgashi” un ruolo fondamentale sono le proporzioni degli ingredienti molto diverse rispetto a quelle impiegate nella pasticceria Europea o Americana: latte, uova e zucchero restano anche nella versione Giapponese ma in quantità più basse, creando così dei dolci meno calorici e molto più delicati e soffici. Per esempio: “Kasutera” (la rielaborazione della “Castella”, il pan di Spagna di origine Portoghese), “Shortcake” (due strati di pan di Spagna farciti di panna montata e guarniti con fragole fresche), “Roll Cake” (di pan di Spagna con crema e pezzi di frutta fresca), “Chiffon Cake” (chiamato così per via della sua consistenza che ricorda la morbidezza della seta), “Japanese Cheesecake” (caratterizzata da una consistenza estremamente morbida e leggera della crema), “Japanese Millecrêpe” (una vera opera d’arte dolciaria composta da 12 strati di crêpe inframezzati da delicata crema, con un cuore di marmellata anko).

Lo zucchero Giapponese che viene utilizzato è principalmente di due tipologie: “Shirozaratō” (quello bianco caratterizzato da grandi cristalli che dona ai loro dolci un sapore leggero e raffinato) e “Kurozatō” (quello scuro, non raffinato, dal colore bruno e dal gusto più intenso).

In Italia, nello specifico a Roma, a Firenze e a Milano, vi è una Catena di Pasticcerie Giapponesi che realizza con grande passione e materie prime di altissima qualità il meglio della Pasticceria Nipponica: “Hiromi Cake”.

La prima Pasticceria Hiromi Cake è nata a Roma, alla fine del 2018 in Via Fabio Massimi 32 (Rione Prati), quando una brava imprenditrice come la signora Machiko Okazaki, che aveva già aperto negli anni precedenti due importanti Ristoranti Tradizionali Giapponesi a Roma, Okāsan e Otõsan (in ItalianoMamma” e “Papà”), decise di realizzare il sogno di far conoscere l’essenza della Pasticceria Giapponese. Una pasticceria che grazie alla tradizione è sorprendentemente curata, ricca di profumi esotici e di consistenze particolari, ma anche molto salutare perché caratterizzata, come già accennato, dall’uso limitato di zuccheri e grassi.  

Il nome adottato “Hiromi Cake” (Hiromi Dolci) nasce dai ricordi di bambina di Machiko Okazaki quando era in Giappone, infatti “Hiromi” era un’anziana signora che le regalava sempre dei buonissimi dolci.

In pochi anni il progetto “Hiromi Cake”, grazie al rapido successo ottenuto, si è sviluppato fino a diventare un “Marchioriconosciuto a livello Nazionale, con Sedi anche a Milano (Centro Commerciale Merlata Bloom, dal 2023) e a Firenze (Largo Fratelli Alinari 10, dall’Agosto 2025), oltre ad avere una rete di oltre 200 Ristoranti in tutta Italia riforniti dai laboratori del brand.

Nel Mese di Settembre 2023 è stata inaugurata, in Via Reggio Emilia 22 a Roma, la “Hiromi Maison” la Casa Madre del Gruppo, uno spazio di 200 metri quadri. Non solo Ristorante e punto vendita di Pasticceria ma anche laboratorio di ricerca e spazio culturale. La Maison ospita corsi di lingua e calligrafia Giapponese, di pasticceria, oltre a degustazioni di “sake” e incontri dedicati alla Cultura Giapponese. Un luogo dove nascono le idee e si sperimentano nuove creazioni, dove tradizione e contemporaneità si incontrano: qui si possono assaggiare piatti e dolci indossando come simbolo di accoglienza lo “Yukata” (una versione informale e più semplice del “Kimono” realizzato in cotone e privo di fodera).

Hiromi Maison” accoglie al suo interno “Hiromi Cake”, “Hiromi Spiritz” e “Hiromi Sake”, un progetto che vuole andare ben oltre la pasticceria. Qui si possono bere dei “Cocktail Giapponesi” realizzati da Bartender professionisti e ci si può immergere nel suggestivo mondo del “Sake”, a pranzo e a cena poi ci si può deliziare con le “Ricette del Kansai” e tante altre varietà di Sushi preparate dal bravissimo Chef Aiuchi Takehiko.

Le "Ricette del Kansai" sono i piatti tipici della Regione Centrale del Giappone denominata Kansai (Osaka, Kyoto, Kobe), storica culla culturale, nota per Osaka, definita "la Cucina del Giappone". Si tratta di uno stile culinario distinto, come l'Okonomiyaki Stile Kansai (ingredienti mischiati nella pastella prima della cottura su piastra) e l'Ozoni (zuppa di Capodanno con mochi rotondo e morbido, spesso cotto direttamente nella zuppa), che riflettono la cultura locale, nota per la cucina casalinga e meno formale rispetto a Tokyo, con sapori che bilanciano dolcezza e umami, utilizzando spesso “dashi leggero” (brodo di pesce) e “miso bianco”; i sapori sono delicati e si usano ingredienti freschi.

Il Cuore di Hiromi Cake” è il moderno e artigianale Laboratorio a vista, dove la Brigata di Pasticceria, tutta al Femminile e tutta Giapponese, lavora per lo più con le mani senza affidarsi a troppe attività alle macchine. La Brigata è guidata dalla bravissima Maestra Pasticciera Mitzuko Takei. La sua storia è esemplare: da giovanissima padroneggiava già tutta la Cucina Tradizionale e riuscì a farsi assumere nel più famoso Ristorante Francese di Tokio, il “Taillevent Robuchon” (Tre Stelle Michelin) noto come “Château Restaurant Joël Robuchon”, parte del Gruppo di Ristoranti del mitico Chef Joël Robuchon, “l'Imperatore della Cucina Francese”. Proprio qui è nato il suo interesse per la “gastronomia occidentale” che l’ha portata a Parigi, a Montecarlo e infine a Roma dove, prima di entrare da “Hiromi Cake”, ha tenuto corsi di cucina e pasticceria Giapponese in due importanti Scuole e ha preparato i dessert per i pranzi ufficiali dell’Ambasciata Giapponese, molto apprezzati in più occasioni dalla Famiglia dell’Imperatore.

Hiromi Cake” offre alla sua clientela, in tutti i suoi punti vendita, una vasta scelta di buonissimi prodotti Giapponesi di grande qualità come i dolci, siaWagashisia Yougashi”, ma ancheSalati Gourmet” come gli “Onigiri” (deliziosi e coreografici triangoli modellati a mano di riso bianco, non condito, ripieni), speciali confetture (tutte fatte in casa) e altri ottimi prodotti come biscotti e mandorle. Nel 2024 è stato introdotto nei Negozi il formatMatcha Love” che esplora questo particolare “” in tutte le sue declinazioni compresi i più vari abbinamenti. Da sottolineare che il “Packaging” (il confezionamento) dei prodotti da asporto è molto bello ed estremamente curato.

Grazie all’interesse crescente del pubblico, “Hiromi Cake” guarda al futuro con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la propria rete di punti vendita diretti e in franchising in modo da attrarre nuovi investitori, mantenendo al centro la qualità artigianale e l’identità Giapponese che ne hanno decretato il successo. Da sottolineare, negli ultimi mesi, le numerose collaborazioni con l’Istituto Giapponese di Cultura, che confermano la credibilità del Brand e la sua autentica identità Nipponica.

A Roma, Firenze e MilanoHiromi Cake” ha portato l’eleganza, la freschezza e l’originalità della contemporanea e deliziosa “Pasticceria Giapponesedi alta gamma rispettando la Filosofia Wa”. Un concetto filosofico fondamentale Giapponese di armonia, pace e unità, che permea la cultura e la vita quotidiana, incoraggiando la moderazione, la cura degli altri e l'equilibrio tra uomo, natura e divino e che si manifesta in pratiche come l'attenzione al dettaglio, il rispetto degli spazi e la cooperazione collettiva.

Hiromi Cakenon sono solo accoglienti Pasticcerie ma offrono anche un’esperienza culturale che unisce estetica e gusto raccontando con i loro prodotti un fascinoso e autentico Giappone non lontano dalla sensibilità Italiana.

https://www.hiromicake.it/

https://www.youtube.com/watch?v=N2coneN5W4Q


"Hiromi Cake": Fascinosa Accoglienza (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Estetica e Gusto (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Grande Qualità (Foto Hiromi Cake)

Salati Gourmet (Foto Hiromi Cake)

Ottimi Cocktail e Deliziosi Abbinamenti (Foto Hiromi Cake) 

Non Solo Dolci (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Packaging Bello e Curato (Foto Hiromi Cake)

Pasticceria Giapponese di Alta Gamma (Foto Hiromi Cake)


sabato 19 luglio 2025

NUOVO RISTORANTE “RƎBIS” A DESENZANO DEL GARDA (BS): IL CIBO E LE SUE TRASMUTAZIONI OLTRE LA MATERIA.



L’Italia è certamente uno dei Paesi più belli del Mondo e tra le sue innumerevoli meraviglie naturali, per il fantastico panorama e il suo grande fascino, c’è il Lago di Garda.

Il Lago di Garda (o “Benaco”, dalla parola LatinaBenacus” con cui lo chiamavano gli antichi Romani) è il Lago più grande d’Italia (circa 370 km²), a settentrione si presenta stretto a imbuto inserendosi nelle Prealpi, mentre a meridione si allarga nell’Alta Pianura Padana fiancheggiato dalle Colline Moreniche (costituite da detriti accumulati e trasportati dai ghiacciai) che rendono ancor più fascinoso il paesaggio. Le sue sponde si dividono tra tre Regioni: Lombardia (Provincia di Brescia), Veneto (Provincia di Verona) e Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento).

Il Lago di Garda al suo interno racchiude altri “5 gioielli”, le Cinque piccole Isole: l’Isola del Garda (qui nel 1220 San Francesco d'Assisi fondò un Monastero), l'Isola di San Biagio (anche detta “dei Conigli” in quanto nel XVI Secolo vi erano numerosissimi conigli) ubicata all'estremità sud-orientale del Golfo di Manerba del Garda che nei periodi di secca è raggiungibile a piedi, l'Isola degli Olivi, l'Isola del Sogno (anch'essa raggiungibile a piedi nei periodi di secca) e l'Isola del Trimelone.

Vista la magnificenza del Territorio del Lago, la ricchezza della flora e della fauna locale sono state create sia Aree Protette sia Parchi e Giardini di grande rilevanza.

Già in Epoca Romana, in particolare a partire dal Primo Secolo dopo Cristo, erano presenti sulle sponde del Lago lussuose Ville concepite come luoghi dedicati all'otium, attività riservata alle classi dominanti, e allo svago, in ragione della felice naturalezza del contesto. Oggi il Lago di Garda è un'importantissima meta turistica visitata ogni anno da milioni di persone.

Tra i 26 Comuni (divisi tra le tre Province già citate), in gran parte piccoli o piccolissimi, che si affacciano sul Lago di Garda c’è “Desenzano del Garda”, ubicato nella Regione Lombardia, è il Comune più popoloso (con più di 29.000 Abitanti) ed è situato sulla sponda meridionale del Lago nella parte orientale della Provincia di Brescia.

La parte settentrionale del Comune, in cui sono collocati i centri abitati di Desenzano e Rivoltella, si affaccia sul basso Lago, mentre il resto del territorio si estende a sud dell'Autostrada A4 tra le Colline Moreniche. Il Comune si è chiamato “Desenzano” fino al 1862, quando con il Regio Decreto n. 830 del 7 Settembre 1862 fu rinominato “Desenzano sul Lago”. L'attuale denominazione “Desenzano del Garda” risale al Regio Decreto n. 1460 del 29 luglio 1926 quando nel quadro del riordino delle amministrazioni locali gli fu aggregato il territorio del soppresso Comune di “Rivoltella” portando il Confine di Desenzano a ridosso di Sirmione.

In questa zona gli insediamenti umani hanno origini antichissime visto che scavi archeologici, condotti nel 1873, hanno rinvenuto una stazione palafitticola risalente all'Età del Bronzo. Una Storia Secolare quella di Desenzano del Garda che ha visto accadimenti di ogni genere e, per la sua posizione strategica, anche moltissime Guerre con ovvie conseguenze di distruzioni e sofferenze.

Per tale motivo nel IX Secolo fu edificato il Castello di Desenzano”, con le sue quattro possenti torri angolari, una costruzione fortificata che anche oggi sovrasta il Centro abitato.

Oltre al Castello altre interessantissime tracce Storiche si ritrovano nel “Porto Vecchio” che fu costruito durante la Repubblica di Venezia, utilizzato storicamente per lo sbarco delle derrate alimentari e delle merci che è stato successivamente chiuso prima da un ponte levatoio e nel dopoguerra da un ponte in stile veneziano, è anche uno dei monumenti maggiormente fotografati della Cittadina. Oppure nel “Duomo di Santa Maria Maddalena” consacrato nel 1611 che ospita al suo interno preziosi affreschi di Andrea Celesti e una magnifica tela raffigurante l'Ultima Cena di Gian Domenico Tiepolo. In “Piazza Malvezzi” la principale Piazza della Città che risale al Cinquecento, opera dell'Architetto Giulio Todeschini, e in “Piazza Garibaldi” la Piazza attorno alla quale si sviluppato il “Quartiere di Capolaterra” ubicato nella parte occidentale del Centro Storico.

Sul lato Nord di Piazza Garibaldi scorre Via Giuseppe Garibaldi, sia in direzione Lago sia verso la Rotonda fiorita da cui parte Via Guglielmo Marconi e lateralmente altre Strade. Proprio nel tratto di Via Giuseppe Garibaldi in direzione della sopracitata rotonda ai Civici 31 e 33, dentro l’antico Palazzo Garibaldi, recentemente ha aperto un Ristorante molto interessante: “RƎBIS”.

In “Alchimia” (il complesso di conoscenze pratiche, filosofiche ed esoteriche che, sviluppatosi nel mondo Arabo e in Europa nel Medioevo, propugnò, tra l'altro, la trasmutabilità dei metalli vili in oro) il termine “Rebis” (o Re-bis), che deriva dal Latino "res bis" o "res bina" e significa "cosa doppia", indica il risultato di un matrimonio chimico, l'unione degli opposti, spesso rappresentato come un androgino a due teste, con caratteristiche sia maschili che femminili. “Rebis” è un simbolo potente nell'Alchimia, rappresentando il processo di trasformazione interiore e la ricerca dell'unità e dell'equilibrio. 

Il RistoranteRƎBIS” rispecchia perfettamente il suo nome, infatti nasce da un progetto gastronomico e di accoglienza molto particolare ideato e realizzato da due personalità con esperienze solo apparentemente contrapposte: lo Chef Giovanni di Giorgio e Alice Nicoletti, Ingegnere e Project Manager.

La scintilla è stata un incontro casuale che grazie alla passione comune per la cucina, la numerologia e l’arte, si è trasformato in amore e idea di vita. Alice e Giovanni hanno così deciso di realizzare il loro sogno: creare un luogo dove le loro passioni potessero prendere forma in una trasmutazione basata sulla comprensione degli elementi, lo studio delle loro proprietà, la possibilità di bilanciarne le proporzioni e, infine, la ricomposizione della complessità in una sintesi prima non immaginabile.

Così è nato il RistoranteRƎBIS” un insieme armonico di alta gastronomia, architettura e design. Un laboratorio in cui la contaminazione si percepisce non solo nella teoria dei piatti, ma anche nell’incontro tra antico e moderno, dove linee minimali e ben definite dialogano con ambienti e affreschi cinque-seicenteschi, nel Palazzo che nel 1862 ospitò Giuseppe Garibaldi. Una raffinata lettura degli spazi è frutto dello sguardo attento di Alice Nicoletti che offre la sua personale interpretazione alla filosofia del progetto globale.

Alice dopo un iter di Studi in Tecniche dell’Architettura e dell’Ingegneria ha iniziato il suo percorso lavorativo presso studi tecnici e società di spicco, dimostrando subito una marcata propensione organizzativa e di gestione. Dopo la Laurea si specializza nel “construction management” con un’attenzione particolare agli edifici storici vincolati. Nel 2023 ha fondato una sua Società di Consulting con la quale supporta gruppi di investimento nello sviluppo di asset immobiliari, gestendo tutto il processo di analisi, allocazione, controllo progettuale, attuazione e gestione dell’appalto. Al RistoranteRƎBIS” oltre allo sviluppo dell’asset immobiliare e alla guida del comparto progettuale, ha provveduto a sostenere anche l’iniziativa imprenditoriale, creando così con Giovanni un progetto in comunione.

Palazzo Garibaldi” è un luogo fascinoso, antico e magico, dove passato, presente e futuro dialogano in armonia. Varcata la soglia, protetta da un portone monumentale ad arco, in legno e ferro lavorati, che richiama il gusto ottocentesco, gli ospiti vengono accolti da spazi dove la sontuosa ricchezza degli affreschi sulle volte si combina con un arredamento minimal/elegante e di design del Ristorante.

Materiali ricercati e di altissima qualità sono stati selezionati da Alice Nicoletti per creare il giusto dualismo tra le parti di ogni cosa. Accanto ai perfetti restauri conservativi dei soffitti, le moderne linee della Cucina a vista realizzata su misura dalla Ditta Marrone e i sofisticati punti luce firmati Henge. Gli allestimenti floreali sono progettati e realizzati da “FLOR|AL”, brand specializzato in architetture floreali fondato da Letizia Grillo, un’interpretazione tecnica e di design dell’elemento naturale, declinato secondo la stagionalità. Per completare la particolare accoglienza e l’esperienza di “RƎBIS”, sono attualmente in fase di conclusione i lavori per la realizzazione di una suite, attigua al Ristorante, che permetterà anche a coppie di ospiti di soggiornare piacevolissimamente a Palazzo Garibaldi.

L’identità gastronomica del RistoranteRƎBIS” è intimamente connessa al percorso professionale del bravissimo Chef Giovanni Di Giorgio.

Giovanni, classe 1984, è nato nel suggestivo Territorio Laziale del Comune di San Felice Circeo in Provincia di Latina, ha iniziato da adolescente il suo apprendistato gastronomico nella PasticceriaLa Casa del Dolce” di suo Zio a San Felice Circeo, sviluppando da subito una passione per i lievitati e la panificazione. A 17 anni il primo incontro che segnerà il suo destino professionale, quello con Salvatore Tassa, a “Le Colline Ciociare”, un maestro che, nei successivi tre anni, gli ha svelato tutti i segreti fondamentali del mestiere di Chef. Successivamente Giovanni si è trasferito a Roma, per un biennio, con lo Chef Francesco Apreda che stava iniziando l’avventura del nuovo e panoramicissimo RistoranteImàgo” al sesto piano dell’Hotel Hassler (5 Stelle Lusso) e qui apprese altri capisaldi della sua sensibilità culinaria. Successivamente Di Giorgio ha fatto un’esperienza straordinaria trasferendosi in Danimarca, a Copenaghen, nella cucina del mitico Ristorante Noma” (Tre Stelle Michelin) dello Chef René Redzepi (classe 1977). Qui, il lavoro sulle fermentazioni, l’uso di ingredienti prima inusuali come licheni o le cortecce ha acceso la fantasia di Giovanni. Una particolare sera, in occasione di una cena quattro mani tra René Redzepi e un altro mitico Chef, Eneko Atxa (anche lui classe 1977), Giovanni decise di seguire quest’ultimo in Spagna, nei Paesi Baschi a Larrabetzu, in un altro straordinario RistoranteAzurmendi” (Tre Stelle Michelin), approfondendo l’arte di ogni tipo di preparazione. Prima di iniziare la propria personale avventura con il suo nuovo RistoranteRƎBIS”, Giovanni Di Giorgio è tornato in Italia lavorando sia al RistoranteLa Bottega del Buon Caffè” a Firenze e poi al “Meo Modo” di “Borgo Santo Pietro” (Hotel 5 Stelle) a Chiusdino (SI).

Tutte le sue esperienze professionali, decisamente fuori del comune, hanno influenzato la visione di Giovanni Di Giorgio che oggi è sintetizzata in una cucina profonda e ragionata, dove coesistono in maniera armonica radici ciociare e suggestioni nordico-basche: sapori mediterranei con pescato dry-aged, frollatura e macinatura per volatili e selvaggina, cotture a bassa temperatura e rosolature, texture derivanti dalla scomposizione delle singole materie prime. Lo Chef Di Giorgio non si si limita al trattamento esperto degli ingredienti, ma si esprime al meglio la sua arte culinaria nella ricerca delle risorse più preziose che Cielo, Terra, Acqua e Fuoco possono offrire. La selezione di prodotti del territorio, come la trota e le ostriche, premia i piccoli produttori locali, ma Giovanni spazia con lo sguardo e per esempio il plancton, elemento principe di una delle portate simbolo del locale, sceglie la Spagna.

Il risultato degli esperimenti di “trasmutazione” al Ristorante RƎBIS” sono rappresentati dal Menu alla Carta e da Tre Percorsi consigliati: 7 - 10 - 17 Portate, quello con più portate viene servito solo su prenotazione.

Dopo gli “Amuse bouche di Benvenuto” (un tartufino con acqua di pomodoro e polvere di pesto, una cialda di polpo con battuta di cavallo, tonno e mayo di wasabi, un waffle con cipolla bruciata, yogurt affumicato e caviale di acciuga e una sfoglia fossile di gambero rosso) gli ospiti possono degustare portate come: il “Risotto Acquerello invecchiato, lievito, verza affumicata, polvere di liquirizia e porcini, dal persistente umami” -  gli “Agnolotti alla lepre, con spuma di patate e champignon” - il “Tonno rosso con polline” - la “Lattuga alla brace” – il “Gambero rosso, succo di rapa rossa fermentata, umeboshi e caviale” - il “Piccione plancton e lampone” servito con parti nobili di cuore e fegato in una spettacolare sfera a due ripiani - il “Cervo, pino e mirtillo rosso”  portato con palchi di cervi giovani, caduti naturalmente dopo la muta e la stagione degli accoppiamenti - la “Cheesecake”.

Osservando la composizione dei Menu, balza subito all’occhio che a ogni percorso degustazione corrisponde un nome specifico e una serie di numeri per le portate. Il Menu da 7 portate si chiamaDe Moth”. “Moth” in Inglese è la “falena”, un insetto che in Alchimia rappresenta la trasformazione e il “De” è un omaggio alla radice del nome Desenzano e offre anche una connotazione “aristocratica” al percorso gustativo. Quello da 10 portate si chiamaTransmuta” il principio alla base dei processi alchemici. Poi la scelta di mettere dei numeri accanto ai piatti richiama vissuti personali, significati profondi e ricorrenti nel cammino di Giovanni e Alice: per esempio se per il “Calice di Benvenuto” si usa il numero 1, associato al tarocco del Mago, a richiamare l’inizio di una magia, il numero 8 accanto alla “Metamorfosi di calamaro” (Alda Merini) indica non solo il simbolo dell’infinito ma anche la carta della Forza, simbolo di equilibrio nel percorso di trasformazione. All’ “Ostrica e animella” è dedicato il numero 10, la Ruota della Fortuna, che ricompone con il suo giro l’unità dal dualismo e alla “Pluma Iberica e anguilla fermentata” il numero 11.

L’Alchimia rende tutto possibile: è ciò che accade al RistoranteRƎBIS” dove lo Chef Giovanni Di Giorgio può contare su una squadra di professionisti giovani (un’età media di 30 anni) ma capacissimi. Ai fornelli, con lo Chef, ci sono Francesco Gabriele, Nicolò Violi e Stefano Marchiori, in sala, l’esperto Restaurant Manager Valentino Ventruti (una scelta di continuità avendo lavorato anche lui a Borgo San Pietro) dirige con mano sicura le brave e belle Anastasiia Naumenko e Alessandra Giani.

Ad accompagnare le degustazioni, il “wine pairing” firmato da Manjit Kaur, super esperta e super affascinante Sommelier che vanta tra le sue esperienze anche quella a “Villa Crespi” di Antonino Cannavacciuolo. Manjit ha pensato anche alla curatissima (per regione, vitigno, tipologia) e ampia Carta dei Vini del Locale che offre emozionanti suggestioni enologiche mai banali e scontate.

Al nuovo Ristorante RƎBIS”, a Desenzano del Garda (BS), il cibo e le sue trasmutazioni oltre la materia, abbinate all’indiscusso fascino del luogo e alle coreografie ricche di sensazioni autentiche e identitarie, rendono l’esperienza decisamente emozionante.    

https://www.rebisrestaurant.com/


Ristorante "RƎBIS": Una Vista Interna  (Foto RƎBIS)

La Cucina a Vista  (Foto RƎBIS)

Lo Chef e la Brigata di Cucina  (Foto RƎBIS)

"Amuse Bouche" - Fossile di Gambero Rosso  (Foto RƎBIS)

N.5 Gambero Rosso... (Foto RƎBIS)

N.10 Ostrica e Animella di Agnello...  (Foto RƎBIS)

N.11 Pluma Iberica...  (Foto RƎBIS)

N.13 Piccione, Plancton e Lampone...  (Foto RƎBIS)

N.16 Cheesecake...  (Foto RƎBIS)

Lo Chef Giovanni Di Giorgio  (Foto RƎBIS)