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venerdì 12 giugno 2026

IL MITICO RISTORANTE “DA VITTORIO” (TRE STELLE MICHELIN) INIZIA I FESTEGGIAMENTI PER I SUOI PRIMI 60 ANNI CON LA GUSTOSA TORTA PACCHERO.



Quella di “Da Vittorio” è la coraggiosa e appassionante storia della Famiglia Cerea e allo stesso tempo è la storia di un talento straordinario capace di tracciare in 60 anni di attività innovativi percorsi della Ristorazione e dell’Accoglienza, inventando uno “stile” unico che oggi viene esportato in tutto il Mondo.

Tutto ha avuto inizio nel Gennaio 1966 quando Vittorio Cerea (1936 - 2005) e sua Moglie Bruna, appassionati di cucina, iniziarono il restauro di un fondo in Centro a Bergamo (in un tratto di Viale Roma diventato in anni recenti Viale Papa Giovanni XXIII) per trasformarlo nel Loro nuovo Ristorante inaugurato Mercoledì 6 Aprile dello stesso anno

Vittorio era nato in una Famiglia di umili origini ma sorretto da una ferrea volontà e assoluta dedizione, da un iniziale lavoro da garzone in un noto Bar della Bergamo bene in pochissimo tempo scalò la carriera fino ad arrivare nel 1960 a rilevare insieme ai Fratelli un noto Locale Cittadino l’Orobica. Proprio alla Caffetteria OrobicaBruna aveva conosciuto Vittorio e innamoratisi si erano sposati.

Il RistoranteDa Vittorio” in Viale Roma agli inizi era semplice e con pochi coperti ma la passione e il desiderio di migliorarsi era, per Vittorio che stava in Cucina e Bruna, una costante che li portava ad aggiornarsi da colleghi più esperti. L’idea innovativa e vincente di Vittorio e Bruna fu quella di introdurre nel loro Ristorante laCucina di Mare”, una scelta molto coraggiosa visto che a Bergamo non la praticava nessuno.

In pochi anni “Da Vittorio la Cucina diventò qualcosa di veramente speciale e oltre al grande successo con la Clientela arrivarono anche moltissimi riconoscimenti tra cui quelli della prestigiosaGuida Rossa Michelinche nel 1978 conferì laPrima Stella Michelin” e nel 1996 la “Seconda Stella”. Nel 2002Da Vittoriovenne inserito anche nello specifico mitico elenco dei migliori Ristoranti del Mondo della Associazione Relais & Châteaux”.

In questi anni di entusiasmante lavoro anche i 5 Figli di Vittorio e Bruna Cerea crescevano e si appassionavano all’attività di Famiglia:

- Enrico Cerea (per tutti Chicco), il primogenito, ha iniziato prestissimo a fare esperienze nelle cucine di Ristoranti super famosi in Italia, negli Stati Uniti, nel Principato di Monaco, in Spagna e in Francia, diventando uno Chef straordinario;

- Francesco Cerea, secondogenito, grazie al suo magnifico ed espansivo carattere da sempre ha avuto un ruolo importantissimo nell’accoglienza, nelle pubbliche relazioni, nel coordinamento del personale e vista la sua grande passione enologica è oggi il Responsabile delle Carte dei Vini;

- Barbara Cerea abile sostenitrice di tutte le iniziative della Famiglia ha sposato Simone Finazzi lo Chef Pasticciere del Ristorante;

- Roberto Cerea (Bobo) appassionatosi alla Cucina sin da bambino ha fatto esperienze importantissime soprattutto in Francia diventando un grandissimo Chef;

- Rossella Cerea donna luminosa e maestra dell’accoglienza è la colonna portante sia nella Sala sia nelle moltissime attività della Famiglia.

Nel 2005 il RistoranteDa Vittorioha compiuto un trasferimento fondamentale per la sua storia, trovando la sua nuova Casa a Brusaporto in Via Cantalupa 17.  

Brusaporto è un Piccolo Comune dell’hinterland Bergamasco, a pochi minuti di macchina dalla Città, adagiato sugli ultimi Colli della Val Cavallina e la sua curata campagna è una piacevole oasi di verde e natura.

La nuova Sede per la “Dimora Da Vittorio” è assolutamente magnifica: una Tenuta di 10 Ettari che oltre alla Struttura principale comprende l’eliporto, il campo da tennis, il campo per il calcetto, due laghetti naturali, un ideale percorso di relax, il grande patio a bordo piscina con barbecue e forno a legna per appetitosi menu "open air", un’elegante sala conferenze per meeting di lavoro, i Vigneti dove viene prodotto il Vino della Casa (Rosso Faber) e a fianco del Ristorante ma del tutto indipendente, cucine comprese, “La Cantalupa” la struttura specializzata per banchetti ed eventi sia privati sia aziendali, con disponibilità di sale con focolare e giardini che possono ospitare fino a trecento persone.

Dopo pochi mesi dal trasferimento nella nuova Sede a Brusaporto Da Vittorio” è entrato ufficialmente anche nel gota dell’accoglienza mondiale con la conferma nel Circuito Relais & Châteaux e l’ingresso a Les Grandes Tables du Monde.

Anno dopo anno il GruppoDa Vittorioè cresciuto offrendo alla Clientela un magico e ampio sistema di Ristorazione che comprende il RistoranteDa Vittorio” (Tre Stelle Michelin - la Terza Stella è arrivata nel 2010) di Brusaporto, il “Da Vittorio St. Moritz” al Carlton Hotel di St. Moritz in Svizzera aperto nel 2012 e dal 2014 premiato con “Una Stella Michelin”, il “Da Vittorio” (Una Stella Michelin) a Shanghai in Cina e dal 2022 il “Da Vittorio a Saigon in Vietnam. Oltre a ciò c’è la “Pasticceria Cavour 1880” di Bergamo, il “New Wave by Da Vittorio Bistrot”, aperto a inizio 2022 all’interno di “UCCA - Center for Contemporary Art” il Museo di Arte Contemporanea della Città Cinese di Shanghai, che combina una speciale esperienza museale a quella gastronomica.

Nel Mese di Aprile 2025 in Via Montenapoleone 2 a Milano, nell’ex cortile di Palazzo Taverna, è stato inaugurato il Da Vittorio Café Louis Vuitton il primo Ristorante Louis Vuitton in Italia con la cucina della Famiglia Cerea. Altra apertura a Roma il 4 Novembre 2025, con il super accogliente “Da Vittorio Café” in “Piazza della Minerva” presso l’Hotel Orient Express La Minerva” a due passi dal Pantheon.

Ma non è finita perché “Da Vittorio” è molto importante anche la “Ristorazione Esterna” fatta di Banchetti ed Eventi che portano in giro per il Mondo il loro gustosissimoprêt-à-porter gastronomico. A tutto questo si deve aggiungere nell’ambito dell’accoglienza, “La Dimora” a Brusaporto con le sue 10 camere di charme e il piccolo gioiello ristrutturato a Bergamo Alta la “Locanda Cavour 1880”, sei accoglientissime camere su quattro piani.  

Per aprire le celebrazioni per i60 Annidi attività del RistoranteDa Vittorio” la Famiglia Cerea ha deciso di dare nuova vita a uno dei piatti più memorabili della loro storia: i “Paccheri”. Il piatto simbolo si presenta in una veste nuova e dolcissima, restando però fedele ai valori che da sempre hanno contraddistinto la Loro Cucina.

I leggendariPaccheri di Da Vittorio” al sugo di tre pomodori, magnificamente cremosi e profumati grazie alla mantecatura con poco burro e al tocco fresco e immancabile delle foglie di basilico, ancora oggi sono la preparazione più amata, richiesta e consumata nella lunga tradizione culinaria del Ristorante.

I Paccherisi sono trasformati nellaTorta Pacchero”, un dolce straordinario firmato dalla Famiglia Cerea, dal Pastry Chef Simone Finazzi e dal Master Chocolatier Davide Comaschi. Un dolce che rende omaggio alla fantasia creativa.

Grazie all’incontro tra “alta gastronomia” e “alta pasticceria” la “Torta Pacchero” sovverte le regole e offre un’interpretazione originale e sorprendente del celebre formato di pasta, che stupisce al primo sguardo e conquista al primo assaggio. Una veste nuova, ma sempre golosissima, che evoca le stesse emozioni dell’originale: non solo il gusto di assaporare ingredienti di prima qualità trattati con cura, ma anche il piacere unico che solo la condivisione può regalare.

Come spiega il Pastry Chef Simone Finazzi: “All’interno di una pentola edibile in finissimo cioccolato, i paccheri (realizzati con uno stampo apposito) sono di una sottile camicia di cioccolato bianco che ospita un cuore morbido di crema chantilly alla vaniglia, pan di Spagna Margherita (una variante del classico pan di Spagna), composta di fragole e limone e una bagna alla vaniglia. L’elemento di croccantezza, freschezza e vivacità sulla superficie è dato dallo yuzu, che con la sua nota acida stimola la salivazione e permette di assaporare meglio gli elementi all’interno del pacchero. La glassa alle fragole è un richiamo al colore intenso del sugo ai tre pomodori in cui nuotano di solito i paccheri, mentre i pomodorini sono piccoli scrigni di cioccolato bianco con cremoso alla fragola”.

Più che una semplice reinterpretazione la “Torta Pacchero” è un dolce che unisce tecnica, estetica e immediata riconoscibilità e celebra il concetto di convivialità e il piacere dello stare insieme.

Con la Torta Pacchero” la Famiglia Cerea ha dato inizio alle celebrazioni per i sessant’anni reinterpretando a Loro modo un’icona del Ristorante.

Come fu audace papà Vittorio a proporre inizialmente il pesce alla sua clientela, così oggi Loro trasformano un cavallo di battaglia da classico primo a inaspettato dessert.

 La “Torta Pacchero” è una creazione che racconta tutte le fascinose anime del RistoranteDa Vittorio”: identità, memoria e continua evoluzione.

Il GruppoDa Vittorioè sicuramente un esempio della grande capacità Italiana di raggiungere nel Mondo i più alti livelli dell’eccellenza. Una Famiglia i Cerea che con le sue tre Generazioni (oggi partecipano all’attività anche i Nipoti di Vittorio e Bruna) ha saputo unire la grande Tradizione Culinaria Italiana all’evoluzione dei tempi adeguandosi sapientemente alla modernità: che altro dire se non che sono semplicementefantastici”.

https://www.davittorio.com/

https://www.youtube.com/watch?v=TrPEy_IY9As


Ristorante "Da Vittorio" Tre Stelle Michelin (Foto DV)
 
 La Straodinaria Famiglia Cerea (Foto DV)

Ristorante "Da Vittorio": Fascinosa Eleganza (Foto DV)

"Torta Pacchero" un Dolce Magnifico (Foto DV)


mercoledì 25 febbraio 2026

ALLA “SCUOLA TESSIERI” DI PONSACCO (PI) LA CENA DIDATTICA È STATA UN’ESPERIENZA GASTRONOMICA DI ALTISSIMO LIVELLO.




Si definisce “Scuola Alberghiera” una Scuola di formazione secondaria di secondo grado che prevede un percorso formativo della durata quinquennale. Alla fine del triennio si consegue un Diploma Professionale che consente già di affacciarsi sul mondo del lavoro. Inoltre è possibile proseguire il percorso di studi per altri due anni conseguendo così il Diploma di Maturità con la conseguente qualifica di “Tecnico dei Servizi Turistici” o di “Tecnico dei Servizi di Ristorazione”. La Scuola ha tre indirizzi specifici: Enogastronomia, Servizi di Sala e di VenditaAccoglienza Turistica.

Come negli altri Licei e Scuole Superiori, anche negli Istituti Alberghieri si studiano tutte le discipline tradizionali. Ciò che caratterizza però il percorso Alberghiero è la presenza delle materie specialistiche: scienza degli alimenti, nutrizionistica, servizi di accoglienza, laboratori tecnici, gestione delle aziende di ristorazione, economia e tecnica dell’azienda turistica, diritto riguardante la materia del turismo e della ristorazione. Il percorso formativo prevede anche la partecipazione a Stage presso ristoranti, pasticcerie, alberghi, agenzie di viaggio o in altre strutture.

In Italia la Storia degli IstitutiAlberghieriè iniziata nel 1930 con l’apertura di Scuole riservate denominate “Istituti Tecnici per l’Industria Alberghiera”. Agli inizi i Corsi erano di un solo Anno, poi divennero Biennali e successivamente Triennali. Dal 1943 questo tipo di Scuola venne denominata: “Scuola Tecnica Commerciale Alberghiera”.

Oggi per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo Ristorativo/Alberghiero esistono su tutto il Territorio Nazionale numerosi Istituti Professionali Statali per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione (I.P.S.S.A.R.). Ma per poter entrare “in punta di piedi” nel fantastico mondo dell’enogastronomia si deve studiare moltissimo, acculturandosi e aggiornandosi in continuazione.

Grazie alla grande pubblicità data dalla massiccia presenza mediatica nel Mondo di grandi Chef super “Stellati”, in questi ultimi decenni sono state aperte molte “Scuole di Cucina” private dietro l’ampia richiesta di tantissimi giovani che vogliono apprendere e perfezionarsi. Alcune di queste Scuole Formative garantiscono corsi specifici a Livelli molto alti, alla fine dei quali gli Studenti conseguono dei “Diplomi Professionali” riconosciuti sia dalle varie Regioni dove sono ubicate sia a carattere Nazionale.

Una delle migliori Scuole Superiori Italiane Accreditate e Certificate è laScuola Tessieri”.

La “Scuola Tessieri” ha Sede nella magnifica Regione Toscana a Ponsacco, in Provincia di Pisa, nella Zona Artigianale/Industriale, precisamente in Via Milano al Civico 24. La sua ubicazione strategica le permette di essere raggiunta con facilità trovandosi a solo 2,5 Km. dall’uscita “Pontedera-Ponsacco” di una fondamentale arteria come la “Strada di Grande Comunicazione Fi-Pi-Li”. La Scuola è nata nel 2015 per la brillante iniziativa di un noto imprenditore della zona Alessio Tessieri (classe 1963). Alessio ha fondato e guidato nel tempo Aziende leader a livello Nazionale e Internazionale nel settore dolciario. “Casa Tessieri” l’Azienda madre del suo Gruppo imprenditoriale sceglie e distribuisce nel Mondo, da oltre 50 anni, prodotti di selezionatissime pasticcerie, panetterie e Aziende di trasformazione alimentare.

La “Scuola Tessieri” è un grande open space di oltre 800 mq. che può essere suddiviso in ambienti separati mediante pareti trasparenti e insonorizzate. Le più moderne attrezzature arredano gli specifici Laboratori di Cucina, Pasticceria e Panetteria, Pizzeria, Bar e Sala, Gelateria, Cioccolateria. Telecamere e Schermi giganti permettono di proiettare ogni passaggio delle lezioni.

Grazie a importanti ed espertissimi Professori interni a cui si aggiungono, per specifici Corsi, anche noti e super premiati Professionisti esterni, non solo Italiani, gli Allievi della Scuola sono seguiti con grandissima attenzione e accompagnati nel portare all’eccellenza le specifiche attitudini professionali di ciascuno.

Le attività dellaScuola Tessierispaziano dai Corsi Base fino a raggiungere i Corsi di Alta Specializzazione: l’istruzione acquisita offre la possibilità di avere interessanti sbocchi occupazionali. La “Scuola Tessieri” grazie al suo stretto legame con il Territorio e con le eccellenze Enogastronomiche Nazionali spesso organizza molte iniziative per aumentare la diffusione e la conoscenza della “cultura del cibo”.

Venerdì 20 Febbraio 2026 proprio allaScuola Tessieri” ho avuto il grande piacere di partecipare a un Loro Evento Didattico, una delle Loro speciali Cene. La “Cena Didattica”, per gli 80 Ospiti presenti, è stata progettata e preparata con moltissimo impegno e passione dai giovanissimi Allievi delTrentacinquesimo Corso Professionale di Alta Formazione in Cucina e in Pasticceria” che hanno realizzato con grande dedizione ogni piatto del magnifico Menù sotto l’attenta guida dei Professori della Scuola: il Coordinatore Didattico di Cucina lo Chef Stefano Cipollini e il Coordinatore dei Corsi di Pasticceria lo Chef Fabio Centoni.

Nel grande Salone numerosi tavoli finemente apparecchiati e ben distanziati hanno messo comodi e a proprio agio i molti invitati. La degustazione (Antipasti, Primi e Secondi) è stata accompagnata da un’interessantissima selezione di Vini offerta da una conosciutissima e importante Azienda Agricola Vitivinicola Biologica dell’Isola d’Elba, “Arrighi” con oltre 100 anni di storia: “ILAGIU 2024” (Elba Bianco D.O.C. Bio), “VALERIUS 2024” (Ansonica Anfora I.G.T. Bio) e “VIP 2024” (Viognier I.G.T. Bio).

Prima del servizio e durante la serata Antonio Arrighi, presente alla cena, con grande esperienza e simpatia ha dettagliatamente illustrato ai commensali sia l’Azienda sia i Vini della serata oltre a mostrare un breve Video dove si racconta di un suo particolarissimo esperimento che dopo 2500 anni ripercorre le varie fasi di produzione del miticoVino dell’Isola di Chioil più pregiato dei Vini dell’Antica Grecia.

Con in Tavola il delizioso e fragrante Pane della Scuola, ai vari tipi e sapori, appena sfornato (Pagnotta al cacao e granella di Cioccolato Noalya - Pane al profumo di segale - Panini morbidi alla panna - Ciabattine con alga nori - Grissini stirati a mano - Lamelle croccanti - Sfogliato alle erbe) sono state servite le seguenti portate:

- Antipasti - “Non Ramen” (Ceci neri, carpaccio di baccalà, cacciucco liquido, fusilli soffiati, katsuobushi e cipollotto) - “Ricciola, Rapa Rossa, Puntarelle e Aneto” (Ricciola cotta a bassa temperatura, beurre blanc alla rapa rossa, clorofilla di aneto e puntarelle alla romana);  

- Primo Piatto - Spaghettone, cicale, bottarga, lime e zafferano;

- Secondo Piatto - “Assoluto di Piccione” (Petto medium rare, cioccolatino di cosce in dolceforte, crema di pastinaca, millefoglie di patate e cavolo nero - il tutto in abbinamento gustativo con una fiala contenente mini tortellini di piccione in brodo);

- Pre- Dessert - “Miele, Ricotta e Agrumi” (Cremoso ricotta e miele, crumble di polline, biscuit senza glutine al limone, gel limone e miele, sorbetto clementine carota e zenzero);

- Dessert - Cake alle nocciole, ganache di cioccolato bianco Noalya 111 e vaniglia Tahiti, caramello agrumato, gelato al chai tea e vaniglia;

- “Cortesie Finali” - Cookies Noalya con pralina al caramello e sale Maldon - Gelatine al lampone ricoperte con cioccolato fondente Noalya 307 - Fettine croccanti alla cannella - Marshmallow con massa di cacao Noalya banana e rhum.

Il “Pre- Dessert” e il “Dessert” sono stati accompagnati da “Aleatico Passito dell’Elba 2024 D.O.C.G.” gentilmente offerto da un’altra conosciutissima Azienda Agricola dell’Isola d’Elba (LI): “Allori”.

Tutto le portate sono state professionalmente servite, elegantemente presentate e assolutamente eccellenti.

Alessio Tessieri, i Docenti e gli Allievi al momento dei ringraziamenti sono stati accolti da un fortissimo, lungo e sentito applauso.

Posso solo aggiungere che laCena Didattica di Scuola Tessierinon è stata soltanto un’ottima Cena ma anche un’esperienza gastronomica di Altissimo Livello”.

https://www.scuolatessieri.it/

https://www.youtube.com/watch?v=FyXxmcB3V5A


"Scuola Tessieri": Allievi del 35° Corso (Foto Fabio Latini)

Antonio Arrighi e Giorgio Dracopulos (Foto Fabio Latini)

Stefano Cipollini e Giorgio Dracopulos (Foto Fabio Latini)

"No Ramen"... (Foto Fabio Latini)

"Ricciola"... (Foto Fabio Latini)

"Spaghettone"... (Foto Fabio Latini)

"Assoluto di Piccione"... (Foto Fabio Latini)

Giorgio Dracopulos e Fabio Centoni (Foto Fabio Latini)

Il "Pre-Dessert"... (Foto Fabio Latini)

Il "Dessert"... (Foto Fabio Latini)

"Cortesie Finali"... (Foto Fabio Latini)

Giorgio Dracopulos e Alessio Tessieri (Foto Fabio Latini)
 
"Scuola Tessieri": Una Cena di Altissimo Livello (Foto F. Latini)


domenica 23 novembre 2025

A ROMA, FIRENZE E MILANO “HIROMI CAKE” HA PORTATO L’ELEGANZA, LA FRESCHEZZA E L’ORIGINALITÀ DELLA DELIZIOSA PASTICCERIA GIAPPONESE.

 


Scoprire il Giappone è l’esplorazione, al di là dell’Oceano, di un mondo straordinario fatto di una meravigliosa natura, di antichi segreti, di storie eroiche ma anche di grattacieli e di treni ad altissima velocità: un mondo con un grande e assoluto fascino che risiede nella sua perfetta fusione tra vecchio e nuovo.

Il Giappone (日本国 - Nihon-koku o Nippon-Koku) è uno Stato Insulare ubicato nell'Asia Orientale, specificatamente si trova nell'Oceano Pacifico. Il Giappone è limitato a Ovest dal Mar del Giappone, a Nord dal Mare di Ochotsk, a Est dall'Oceano Pacifico Settentrionale e a Sud dal Mar Cinese Orientale.

Il Giappone è un Arcipelago per lo più collinare composto da 6.852 Isole di tutte le dimensioni, le cinque più grandi sono: Hokkaidō, Honshū, Kyūshū, Shikoku e Okinawa. Queste cinque Isole da sole rappresentano circa il 97% dei 377.975 chilometri quadrati che sono la superficie terrestre del Giappone. Molte Isole sono montagne che sbucano dal Mare e di queste alcune sono di origine vulcanica. La vetta più alta del Giappone è il Monte Fuji, un Vulcano ancora attivo. La popolazione Giapponese è di circa 124 milioni di persone, ciò lo rende il Dodicesimo Stato più popoloso del Mondo.

Tra le tantissime Tradizioni Giapponesi super affascinanti, che spaziano in tutti i campi, quella della loro Cucina è sicuramente molto conosciuta nel Mondo ma scendendo più nel particolare desidero raccontarvi dell’interessantissima loro “Pasticceria”.

La Storia della Pasticceria Giapponese” ha radici antiche e molto sfaccettate, potremmo risalire al “Periodo Yayoi” (circa 300 a.C. - 250 d.C.) un'epoca cruciale nella storia Giapponese, segnata dall'arrivo di popolazioni dalla Penisola Coreana e dalla Cina che introdussero la coltivazione del riso, la lavorazione di bronzo e acciaio, e una società più stratificata. Questo periodo vide la nascita di insediamenti stabili, villaggi fortificati e l'inizio di forme primitive di sciamanesimo e culti legati ai “Kami” (spiriti divini) gettando le basi per lo Stato Giapponese. In questo Periodo i dolci non erano altro che frutta fresca, secca e bacche.

Sviluppi interessanti si ebbero nei successivi Periodi: - “Periodo Nara” (710 - 794) con l'influenza Cinese che portò l'uso di tecniche a base di olio, di farina e di riso fondamentali per i dolci Giapponesi; - “Periodo Muromachi” (1336 - 1573) in cui i Portoghesi introdussero lo zucchero, inizialmente solo come un prodotto di lusso; - “Periodo Edo” (1603 - 1868) quando, grazie a 250 anni di pace e prosperità, i dolci si diffusero tra la popolazione e iniziarono spesso a essere serviti  accompagnandoli con il “” (matcha) in forme diverse ma sempre ispirandosi alle meraviglie della natura e ai cambiamenti delle stagioni.

Certamente l’avvento della “Cerimonia de Tè” (“Chanoyu” = “Acqua calda del Tè”), introdotta dai Monaci Buddisti dalla Cina intorno al IX - X Secolo e sviluppatasi nei Secoli successivi, trovando la sua forma definitiva nel XVI Secolo grazie al Maestro Zen Sen no Rikyū (che ne stabilì i principi fondamentali di armonia, rispetto, purezza e tranquillità) ha avuto una grande importanza anche per lo sviluppo della “Pasticceria Giapponese”. Infatti la “Cerimonia de Tè” detta anche Sadō/Chadō (la Via del Tè) è un fascinoso rituale artistico e spirituale Zen che eleva la preparazione e il consumo di “tè verde in polvere” (matcha) in un'esperienza di ricca di armonia (Wa), estremo rispetto (Kei), assoluta purezza (Sei) e totale tranquillità (Jaku). Ogni gesto della cerimonia è specificatamente codificato per creare un momento di consapevolezza, concentrazione sul presente e connessione tra i partecipanti, culminando nell'offerta di “tè denso e scuro” (koicha) o “leggero e chiaro” (usucha). Una cerimonia completa può durare diverse ore, includendo un pasto leggero (kaiseki) e proprio questo ha favorito lo sviluppo anche della “Pasticceria”.

Possiamo dire che la “Pasticceria Giapponese” nasce dall'unione di antiche tradizioni Locali (a base di frutta e riso) influenzate dalla Cina (con Buddhismo e ) e dai Portoghesi (che portarono lo zucchero nel '500), evolvendosi poi attraverso i Secoli in:

- “Wagashi” (letteralmente “Dolce Giapponese”) - Preparazioni Tradizionali che si contraddistinguono, in generale, per un uso parsimonioso dello zucchero e l’utilizzo di alcuni ingredienti tipici che hanno alla base elementi vegetali come castagne, riso glutinoso, cereali, zucca, patate dolci, sesamo, soia, agar-agar (gelificante naturale derivato dalle alghe rosse) e l’immancabile marmellata di fagioli rossi azuki (anko). A esempio: “Mochi” (palline di riso glutammoso farcite), “Dorayaki” (il pan di spagna Giapponese) “Taiyaki” (dolce a forma di pesce), “Anpan” (brioche dolce farcita), “Nerikiri” (famosi per il loro particolare design e per l’armonia dei loro colori che interpretano il susseguirsi delle stagioni), “Yōkan” (composto da pasta di fagioli rossi, agar agar e zucchero, famoso per la sua elegante consistenza gelatinosa e la sua forma rettangolare che viene tagliato e venduto a tocchetti) un dolce di lunga durata che i Giapponesi usano fare come regalo o portare in viaggio;  

- “Yogashi” (letteralmente “Dolce Occidentale”) sono una tipologia di dolci di ispirazione occidentale, con influenze Francesi, Americane, Spagnole e Portoghesi molto diffusi in Giappone, che combinano tecniche Europee con ingredienti locali. Negli “Yōgashi” un ruolo fondamentale sono le proporzioni degli ingredienti molto diverse rispetto a quelle impiegate nella pasticceria Europea o Americana: latte, uova e zucchero restano anche nella versione Giapponese ma in quantità più basse, creando così dei dolci meno calorici e molto più delicati e soffici. Per esempio: “Kasutera” (la rielaborazione della “Castella”, il pan di Spagna di origine Portoghese), “Shortcake” (due strati di pan di Spagna farciti di panna montata e guarniti con fragole fresche), “Roll Cake” (di pan di Spagna con crema e pezzi di frutta fresca), “Chiffon Cake” (chiamato così per via della sua consistenza che ricorda la morbidezza della seta), “Japanese Cheesecake” (caratterizzata da una consistenza estremamente morbida e leggera della crema), “Japanese Millecrêpe” (una vera opera d’arte dolciaria composta da 12 strati di crêpe inframezzati da delicata crema, con un cuore di marmellata anko).

Lo zucchero Giapponese che viene utilizzato è principalmente di due tipologie: “Shirozaratō” (quello bianco caratterizzato da grandi cristalli che dona ai loro dolci un sapore leggero e raffinato) e “Kurozatō” (quello scuro, non raffinato, dal colore bruno e dal gusto più intenso).

In Italia, nello specifico a Roma, a Firenze e a Milano, vi è una Catena di Pasticcerie Giapponesi che realizza con grande passione e materie prime di altissima qualità il meglio della Pasticceria Nipponica: “Hiromi Cake”.

La prima Pasticceria Hiromi Cake è nata a Roma, alla fine del 2018 in Via Fabio Massimi 32 (Rione Prati), quando una brava imprenditrice come la signora Machiko Okazaki, che aveva già aperto negli anni precedenti due importanti Ristoranti Tradizionali Giapponesi a Roma, Okāsan e Otõsan (in ItalianoMamma” e “Papà”), decise di realizzare il sogno di far conoscere l’essenza della Pasticceria Giapponese. Una pasticceria che grazie alla tradizione è sorprendentemente curata, ricca di profumi esotici e di consistenze particolari, ma anche molto salutare perché caratterizzata, come già accennato, dall’uso limitato di zuccheri e grassi.  

Il nome adottato “Hiromi Cake” (Hiromi Dolci) nasce dai ricordi di bambina di Machiko Okazaki quando era in Giappone, infatti “Hiromi” era un’anziana signora che le regalava sempre dei buonissimi dolci.

In pochi anni il progetto “Hiromi Cake”, grazie al rapido successo ottenuto, si è sviluppato fino a diventare un “Marchioriconosciuto a livello Nazionale, con Sedi anche a Milano (Centro Commerciale Merlata Bloom, dal 2023) e a Firenze (Largo Fratelli Alinari 10, dall’Agosto 2025), oltre ad avere una rete di oltre 200 Ristoranti in tutta Italia riforniti dai laboratori del brand.

Nel Mese di Settembre 2023 è stata inaugurata, in Via Reggio Emilia 22 a Roma, la “Hiromi Maison” la Casa Madre del Gruppo, uno spazio di 200 metri quadri. Non solo Ristorante e punto vendita di Pasticceria ma anche laboratorio di ricerca e spazio culturale. La Maison ospita corsi di lingua e calligrafia Giapponese, di pasticceria, oltre a degustazioni di “sake” e incontri dedicati alla Cultura Giapponese. Un luogo dove nascono le idee e si sperimentano nuove creazioni, dove tradizione e contemporaneità si incontrano: qui si possono assaggiare piatti e dolci indossando come simbolo di accoglienza lo “Yukata” (una versione informale e più semplice del “Kimono” realizzato in cotone e privo di fodera).

Hiromi Maison” accoglie al suo interno “Hiromi Cake”, “Hiromi Spiritz” e “Hiromi Sake”, un progetto che vuole andare ben oltre la pasticceria. Qui si possono bere dei “Cocktail Giapponesi” realizzati da Bartender professionisti e ci si può immergere nel suggestivo mondo del “Sake”, a pranzo e a cena poi ci si può deliziare con le “Ricette del Kansai” e tante altre varietà di Sushi preparate dal bravissimo Chef Aiuchi Takehiko.

Le "Ricette del Kansai" sono i piatti tipici della Regione Centrale del Giappone denominata Kansai (Osaka, Kyoto, Kobe), storica culla culturale, nota per Osaka, definita "la Cucina del Giappone". Si tratta di uno stile culinario distinto, come l'Okonomiyaki Stile Kansai (ingredienti mischiati nella pastella prima della cottura su piastra) e l'Ozoni (zuppa di Capodanno con mochi rotondo e morbido, spesso cotto direttamente nella zuppa), che riflettono la cultura locale, nota per la cucina casalinga e meno formale rispetto a Tokyo, con sapori che bilanciano dolcezza e umami, utilizzando spesso “dashi leggero” (brodo di pesce) e “miso bianco”; i sapori sono delicati e si usano ingredienti freschi.

Il Cuore di Hiromi Cake” è il moderno e artigianale Laboratorio a vista, dove la Brigata di Pasticceria, tutta al Femminile e tutta Giapponese, lavora per lo più con le mani senza affidarsi a troppe attività alle macchine. La Brigata è guidata dalla bravissima Maestra Pasticciera Mitzuko Takei. La sua storia è esemplare: da giovanissima padroneggiava già tutta la Cucina Tradizionale e riuscì a farsi assumere nel più famoso Ristorante Francese di Tokio, il “Taillevent Robuchon” (Tre Stelle Michelin) noto come “Château Restaurant Joël Robuchon”, parte del Gruppo di Ristoranti del mitico Chef Joël Robuchon, “l'Imperatore della Cucina Francese”. Proprio qui è nato il suo interesse per la “gastronomia occidentale” che l’ha portata a Parigi, a Montecarlo e infine a Roma dove, prima di entrare da “Hiromi Cake”, ha tenuto corsi di cucina e pasticceria Giapponese in due importanti Scuole e ha preparato i dessert per i pranzi ufficiali dell’Ambasciata Giapponese, molto apprezzati in più occasioni dalla Famiglia dell’Imperatore.

Hiromi Cake” offre alla sua clientela, in tutti i suoi punti vendita, una vasta scelta di buonissimi prodotti Giapponesi di grande qualità come i dolci, siaWagashisia Yougashi”, ma ancheSalati Gourmet” come gli “Onigiri” (deliziosi e coreografici triangoli modellati a mano di riso bianco, non condito, ripieni), speciali confetture (tutte fatte in casa) e altri ottimi prodotti come biscotti e mandorle. Nel 2024 è stato introdotto nei Negozi il formatMatcha Love” che esplora questo particolare “” in tutte le sue declinazioni compresi i più vari abbinamenti. Da sottolineare che il “Packaging” (il confezionamento) dei prodotti da asporto è molto bello ed estremamente curato.

Grazie all’interesse crescente del pubblico, “Hiromi Cake” guarda al futuro con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la propria rete di punti vendita diretti e in franchising in modo da attrarre nuovi investitori, mantenendo al centro la qualità artigianale e l’identità Giapponese che ne hanno decretato il successo. Da sottolineare, negli ultimi mesi, le numerose collaborazioni con l’Istituto Giapponese di Cultura, che confermano la credibilità del Brand e la sua autentica identità Nipponica.

A Roma, Firenze e MilanoHiromi Cake” ha portato l’eleganza, la freschezza e l’originalità della contemporanea e deliziosa “Pasticceria Giapponesedi alta gamma rispettando la Filosofia Wa”. Un concetto filosofico fondamentale Giapponese di armonia, pace e unità, che permea la cultura e la vita quotidiana, incoraggiando la moderazione, la cura degli altri e l'equilibrio tra uomo, natura e divino e che si manifesta in pratiche come l'attenzione al dettaglio, il rispetto degli spazi e la cooperazione collettiva.

Hiromi Cakenon sono solo accoglienti Pasticcerie ma offrono anche un’esperienza culturale che unisce estetica e gusto raccontando con i loro prodotti un fascinoso e autentico Giappone non lontano dalla sensibilità Italiana.

https://www.hiromicake.it/

https://www.youtube.com/watch?v=N2coneN5W4Q


"Hiromi Cake": Fascinosa Accoglienza (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Estetica e Gusto (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Grande Qualità (Foto Hiromi Cake)

Salati Gourmet (Foto Hiromi Cake)

Ottimi Cocktail e Deliziosi Abbinamenti (Foto Hiromi Cake) 

Non Solo Dolci (Foto Hiromi Cake)

"Hiromi Cake": Packaging Bello e Curato (Foto Hiromi Cake)

Pasticceria Giapponese di Alta Gamma (Foto Hiromi Cake)


sabato 1 novembre 2025

IL NUOVO E GUSTOSO “CAFFÈ VELATO” E LA MIGLIORE TRADIZIONE PASTICCERA NAPOLETANA SOLO DA “MIGNON” A MILANO.




Milano, il Capoluogo della Regione Lombardia e Città Metropolitana, è una delle aree più popolose d’Europa rientrando infatti tra le 20 Città Europee più grandi. Milano è il principale centro economico, industriale, finanziario Italiano oltre a essere ai vertici dell’editoria e anche del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del mitico “Teatro alla Scala” con la sua lunga tradizione operistica. Milano è tra i principali Poli Fieristici Europei ed è considerata una delle Capitali Mondiali della Moda.

Con così tanti pregi Milano è una delle mete del Turismo Internazionale e figura tra le 40 Città più visitate al Mondo attestandosi seconda in Italia dopo Roma e quinta nell'Unione Europea. Una tale Città non poteva non avere un’accoglienza dalle mille sfaccettature al fine di coprire qualsivoglia richiesta e ciò ha favorito l’apertura di Locali e Alberghi di ogni tipo e livello.

Nel cuore del Capoluogo Meneghino (“Meneghino” maschera popolare Milanese diventata un simbolo della Città) è stata inaugurata da pochi mesi, in Corso di Porta Romana 48, praticamente di fronte alla Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore comunemente detta “Basilica di San Nazaro in Brolouna delle più antiche Chiese della Città, un nuovo e prestigioso punto vendita della Catena di PasticcerieMignon”.

Corso di Porta Romana a Milano è una tra le più importanti e storiche Vie centrali della Città, inizia in Piazza Missori, nei pressi di Piazza del Duomo, e termina in Piazza Medaglie d'Oro presso l'antica “Porta Romana” (una delle sei antiche Porte di Milano ricavata lungo i Bastioni Spagnoli del XVI Secolo), detta anche “Porta Imperiale”, in quanto da qui partiva la strada per Roma.

Siamo proprio nel sofisticato Quartiere di Porta Romana” oggi rinomato per gli esclusivi negozi di moda e alimentari, nonché per l'animata vita notturna, uno dei migliorifood districtdella Città, con wine bar trendy, raffinati ristoranti regionali ed etnici e un vivace mercato settimanale (il venerdì). Un Quartiere molto fascinoso e accogliente più volte scelto anche come ambientazione cinematografica.

Mignon” è un Marchio nato nel 2016, per volontà di Maria Acquaviva, che poggia sulle solide fondamenta dell’Azienda Dolciaria fondata negli anni Novanta dal Papà di Maria, Salvatore, e che oggi è guidata dal Marito di Lei, Carlo Antonio: una realtà che si è sempre distinta nel panorama nazionale per la produzione di dolci di altissima qualità, unendo la fedeltà alla tradizione con la capacità di innovare e adeguare i propri prodotti al gusto moderno, operando con la cura di un laboratorio artigianale, sia nell’attenta selezione degli ingredienti sia nella scelta di una linea di responsabilità sociale e ambientale.

Mignon” nasce dall’esperienza di questa antica Famiglia di Pasticcieri Napoletani, tra i più certificati per qualità e responsabilità, noti per la cura artigianale delle proprie ricette e per la scelta attenta delle materie prime. Le ricette di “Mignon” sono fedeli alla tradizione ma, all’interno dei laboratori, maestri e tecnici lavorano quotidianamente per adeguarli al gusto contemporaneo.

Una Domenica, il 29 Maggio 2016, “Mignonha aperto il suo primo punto vendita all’interno della Stazione Centrale di Milano, più precisamente al Binario 4. Successivamente sono arrivate altre aperture: di fronte al Binario 20 della Stazione Porta Nuova di Torino, nell’atrio biglietteria della Stazione Termini a Roma, con un punto vendita ancora più grande, bello e innovativo, e al Terminal 3 dell’Aeroporto di Roma-Fiumicino.

Con l’inaugurazione Milanese, nel Mese di Marzo 2025, in Corso di Porta Romana 48, “Mignon -Eccellenze Napoletane” è uscita dalle Stazioni approdando nel “salotto buono” di una grande e fascinosa Città.

Il Locale di Porta Romana è nato con l’intento di offrire un'esperienza assolutamente coinvolgente in tutti i sensi, dove gusto, memoria ed emozione si intrecciano in un connubio perfetto. Il concept architettonico riflette questa filosofia, trasformando lo spazio in un ambiente che rievoca il calore e l’eleganza delle pasticcerie di un tempo. Il progetto realizzato da esperti professionisti come l’Architetto Walter Brunetto dello studio AMW Architettura e l’Architetto Valentina Pelizzetti, esprime un equilibrio tra tradizione e modernità.

Il cuore pulsante del Locale è il grande Banco Pasticceria all'ingresso, caratterizzato dal “Blu Mignon”, una tonalità che richiama le Ceramiche di Vietri e il Mare del Golfo di Napoli: un elemento fascinoso e scenografico che accoglie i clienti con una ricchissima esposizione di dolci e specialità partenopee. Vicino al primo anche il Banco Caffetteria lungo la parete prospiciente la strada, visibile dall’esterno, che invita a un momento di pausa tra caffè e dolci prelibatezze. Entrambi i banchi sono incorniciati da boiserie con specchi anticati e mensole in metallo, che amplificano lo spazio e donano profondità all'ambiente.

L’attenzione ai dettagli si traduce nell’utilizzo di materiali raffinati, come il prezioso “Marmo Calacatta Oro” per i piani dei banchi e dei tavolini, la boiserie in legno chiaro con inserti in velluto, e un’accurata selezione di arredi che include sedie in legno di faggio con morbide imbottiture in velluto e panche molto accoglienti. La carta da parati aggiunge un tocco di calda intimità e prestigiosa sofisticatezza. Particolare attenzione è stata riservata alla luce, con lampade in vetro soffiato firmate (Cangini e Tucci) che valorizzano con i giusti toni ogni angolo del locale e donano un’atmosfera festosa e accogliente. Elemento distintivo è la presenza di opere d’arte in Porcellana di Capodimonte, realizzate appositamente per “Mignon” dai Maestri della Real Fabbrica (come la figura di Partenope) che impreziosiscono lo spazio con un tocco di esclusività e valorizzano l’identità culturale di “Mignon”. Il richiamo alla tradizione si ritrova anche nei bellissimi e artistici vasi in vetro ricolmi di confetti colorati e caramelle, mentre la possibilità di personalizzare i pacchetti dei pasticcini con nastri colorati rende ogni acquisto un piccolo rito di bellezza e cura.

Mignon” nel cuore di Milano è diventato parte integrante della vita di uno dei quartieri più vivaci della Città, regalando momenti di dolcezza a colazione, a pranzo, a merenda e all’ora dell’aperitivo o in qualsiasi altro momento della giornata.

Mignon” a Porta Romana ha un’offerta davvero prestigiosa, gustosa e ricca, un viaggio di sapori che unisce la magnifica tradizione partenopea ad altri straordinari classici della pasticceria Italiana e a golose specialità salate. Infine da “Mignon” c’è anche un “mare” di caramelle, gelatine, confetture, biscotti, cioccolato e confetti. Attenta a soddisfare ogni esigenza, “Mignon” serve anche prodotti senza glutine e per vegani, in modo che tutti possano trovare il proprio momento di golosa felicità.

A partire dal Mese di Novembre 2025 e soltanto allaPasticceria Mignondi Corso di Porta Romana 48, Milano, viene servita una novità assoluta: ilCaffè Velato”.

L’esclusivo “Caffè Velatonasce dalla collaborazione traMignon” e il famoso Maestro del Caffè Gianni Cocco un grande innovatore e formatore di livello Internazionale.

Gianni Cocco (di Nuoro, classe 1980) espertissimo consulente e docente ha costruito la sua carriera unendo competenza tecnica, ricerca sensoriale e sperimentazione, detentore di due Guinness World Records” ha vinto anche il “Quarto Gran Premio della Caffetteria Italiana”, è un noto autore di libri di successo come “Caffetteria Gourmet”.

Il “Caffè Velato” è un super gustosoCaffè Espresso Strutturato” unito a una buonissima crema di pistacchio, a una soffice spuma di ricotta dei Monti Lattari (la catena montuosa dell'Antiappennino Campano che costituisce l'ossatura della Penisola Sorrentina e della Costa d'Amalfi) e con sopra una leggera spolverata di polvere d’oro alimentare.

La straordinaria esperienza gustativa delCaffè Velato” è completata dall’uso di bellissime tazzine e zuccheriere artigianali in Porcellana di Capodimonte”, nate dalla collaborazione tra “Mignon” e il “Polo delle Arti Caselli-Palizzidi Napoli grazie al contributo che “Mignon” ha destinato a sostenere i giovani studenti in formazione.

Ogni porcellana è frutto di un accurato lavoro artigianale che unisce antica maestria e creatività contemporanea: la superficie bianca e lucida è parzialmente avvolta da un drappeggio materico modellato a mano, come un velo di tessuto che si fonde con la ceramica stessa, evocando le sculture barocche Napoletane. A contrasto il manico rifinito in oro lucido aggiunge una nota di luce e raffinatezza, trasformando il semplice atto di bere un caffè in un piccolo rituale dove sensazioni visive e gustative si conciliano perfettamente.

Le origini dello sviluppo della porcellana in Europa risalgono ai primi oggetti conosciuti nel Duecento grazie a viaggiatori come Marco Polo, che di ritorno dal suo lungo soggiorno a Pechino, durante la Dinastia Yuan, importarono dalla Cina una sorta di “proto-porcellana”, ovvero una ceramica a pasta dura verniciata di bianco o marrone. L'Europa guardava attonita a questi oggetti nella totale incapacità di imitarli. Soltanto agli inizi del '700 lo Studioso Sassone Johann Friedrich Böttger ne scoprì la composizione: una fusione di roccia di caolino (granuli che cuociono ad alte temperature) e feldspato (minerali) che serve da legante. Grazie a tale scoperta nacquero in Europa le prime fabbriche di porcellane ognuna con delle caratteristiche peculiari dovute alla provenienza delle materie prime.

 La “Porcellana di Capodimonte” prende il nome dall'omonima bellissima e panoramica area collinare di Napoli dove nella prima metà del Settecento il Re Carlo Sebastiano di Borbone (Carlo III di Borbone, 1716 - 1788) e sua moglie Maria Amalia di Sassonia (1724 - 1760) fondarono nel 1743, all'interno della famosa “Reggia di Capodimonte” la “Real Fabbrica di Capodimonte” dando inizio a una straordinaria tradizione che non è mai finita. Le Reggia con annesso Parco era una ex Casa di Caccia Borbonica, un edificio di tre piani, complessivamente 14 mila metri quadri, con 124 gallerie.

Oggi oltreché al Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Palazzo ospita ilPolo delle Arti Caselli Palizzi” che comprende anche l’Istituto a Indirizzo Raro Giovanni Caselli” la Scuola Superiore delle Porcellane di Capodimonte che continua quella tradizione di eccellenza caratteristica del Territorio Partenopeo e conduce i giovani alunni ad amare la storia locale,  l’artigianato e l’artistica lavorazione della ceramica. 

Maria Acquaviva, Fondatrice e CEO diMignon”, si è espressa con queste parole: “Affidare al Polo delle Arti Caselli-Palizzi la realizzazione delle porcellane del Caffè Velato significa non solo valorizzare un patrimonio unico al mondo ma anche creare un ponte tra tradizione e futuro. La collezione è il risultato di un percorso condiviso di formazione e produzione in cui l’esperienza artigiana è diventata occasione concreta di crescita per i giovani talenti”.

Il gustoso Caffè Velato”, il nuovo magico rito dell’espresso, tra storia, cultura e alta manifattura lo trovate solo allaPasticceria Mignondi Corso di Porta Romana 48 a Milano, insieme alla migliore tradizione pasticcera Napoletana.

https://mignonitaly.com/ 


"Mignon Porta Romana" a Milano (Foto Mignon)

"Mignon" Milano: Il Bancone Bar (Foto Mignon)

"Mignon" Milano: Il Bancone Pasticceria (Foto Mignon) 

"Mignon" Milano: Solo Delizie (Foto Mignon)

 Le Magnifiche "Porcellane di Capodimonte" (Foto Mignon) 

Studentesse del "Polo delle Arti Caselli Palizzi" (Foto Mignon)

"Caffè Velato": Nuovo Magico Rito dell’Espresso (Foto Mignon) 

Il "Caffè Velato" con la Zuccheriera (Foto Mignon)