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sabato 26 settembre 2020

“LAND’ HO!” L’ACCOGLIENTE BISTROT DEL PORTO TURISTICO DI “MARINA CALA DE’ MEDICI” DI ROSIGNANO SOLVAY (LI) HA UN NUOVO CHEF: PAOLO GRAZIANI.




Desidero iniziare questo Articolo con due frasi non mie, la prima è dello scrittore, poeta e drammaturgo Irlandese Oscar Fingal O’ Flahertie Wills Wilde (noto come Oscar Wilde, 1854 - 1900) che sosteneva: “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”.

La seconda frase è dell’ingegnere, saggista e docente Statunitense William Edwards Deming (1900 - 1993) il quale sosteneva che: “Il compito dei manager non è la supervisione ma la leadership”.

Ecco tre parole “donne”, “capacità” e “leadership”, caldeggiate dai due personaggi famosi (per pura coincidenza vissuti con una continuità temporale: il 1900 era la fine vita del primo e la nascita del secondo) sono fondamentali per iniziare la storia che vi voglio raccontare e che si adattano perfettamente a una persona di nome Daniela Gamberucci.

Daniela Gamberucci è nata (1/8/1971) a Poggibonsi (SI) dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori,  dove si è Diplomata in Ragioneria, ha fatto alcuni anni di Università alla Facoltà di Legge

Nel 1997, per motivi sentimentali, si è trasferita a Rosignano Solvay (LI) dove si è innamorata  anche delle bellezze naturali del luogo (spiaggia, mare e panorama). Nel 2001 ha rilevato una Gelateria denominata “Banchisa”, ubicata proprio sulla Passeggiata a Mare di Rosignano. Per Daniela una nuova esperienza e con tanta passione unita a una grande voglia di lavorare, ogni ostacolo è stato superato. Con sempre maggiore dedizione nel 2003, la Gelateria è diventata Pizzeria.

Nel 2006 Daniela decise che era arrivato il momento di investire e impegnarsi ancora di più: la Pizzeria si trasformò in Ristorante. Un Ristorante che negli anni ha dato molto alla sua numerosissima Clientela e non solo del buon cibo. Per 18 anni la “Banchisa” è stata un super accogliente punto di riferimento anche premiato con molti riconoscimenti fino al 10 Marzo 2019.

Daniela Gamberucci nel tempo si è specializzata diventando anche una espertissima Capo Barman, ed è Associata all’AIBES dove ha ricoperto anche importanti Cariche a Livello Regionale.

Una Barlady del tutto eccezionale, grande conoscitrice del MondoWine and Spirits” (Vino e Liquori) e con grandi capacità nella preparazione di deliziosi cocktail.

Ma “Chi si ferma è perduto” e dopo così tanti anni non è stato il caso di farsi scappare un’occasione migliorativa. Liberatosi un Locale al Primo Piano del Centro Commerciale del Porto Turistico diMarina Cala de’ Medici”, a Rosignano Solvay (LI), Daniela ha deciso di trasferirsi “armi e bagagli” in questa nuova sede ed è nato cosìLand’ Ho!”.

Proprio con animo “emozionato e ricco di curiosità” ha battezzato il suo nuovo LocaleLand’Ho!” (Terra in Vista! – Come il grido dei marinai), un nome consono vista anche l’ubicazione dello stesso all’interno del Porto Turistico.

Land’Ho!è stato inaugurato l’11 di Aprile del 2019 con l’intenzione di dare a tutti ristoro, calore, musica; una cucina semplicemente buona ma sempre nuova e del buon bere. Un passo importante e drastico fatto con rinnovato amore e passione per il proprio lavoro, un totale stravolgimento affrontato con grande coraggio e determinazione.

Dal Mese di Giugno 2020 il nuovo Chef del Bistrot “Land’Ho!” è Paolo Graziani.

Paolo è nato a Livorno il 12 Aprile 1970, fin da piccolo ha sempre amato mangiare bene grazie alla sua Mamma, Grazia Taddei, che in Casa era bravissima a cucinare. Tale fatto ha poi condizionato la sua vita anche se inizialmente si è Diplomato in Ragioneria all’Istituto Tecnico CommercialePiero Calamandrei” di Livorno. Successivamente a partire dal 1988 sfruttando le sue qualità sportive si è dedicato alla professione di Istruttore di Tennis in un Circolo a Volterra (PI). In quegli anni, nel 2004 si era anche sposato, vista l’assoluta passione, si dedicava molto a Cucinare per familiari, amici e conoscenti.

Alla fine nel 2010 decise di prendere il suo primo LocaleFree Beach”, un Ristorante dentro un Campeggio a Marina di Bibbona (LI), e dare libero sfogo a ciò per cui era da sempre stato portato: cucinare.

Finita la prima esperienza, il suo secondo Locale fuMarconi 24”, un Ristorante/Pizzeria in Centro a Cecina (LI), che tenne fino al 2015. Seguirono altre esperienze come quella al Ristorante Disco ClubAstragalo” di Castiglioncello (LI), al Ristorante del Tennis Club” sempre a Castiglioncello, al Ristorante dello Stabilimento BalneareBagni Pancrazio” di Marina di Castagneto Carducci (LI) e per tre anni al Ristorante dell’AgriturismoVilla Graziani” di Vada (LI), fino al Giugno 2020, come già accennato, quando è arrivato da “Land’Ho!”.  

Ma torniamo proprio alLand’Ho!”.

Il Locale, luminosissimo (tutto vetrato), è ubicato al Primo Piano della moderna struttura del Centro Commerciale del Porto Turistico diMarina Cala de’ Medici” che gode di un panorama davvero incantevole.

Il BistrotLand’ Ho!” ha un aspetto confortevole e si comprende subito chiaramente che qui si viene “coccolati”. Già da fuori la Cucina è completamente a vista grazie a due grandissime vetrate ad angolo. Entrando si accede nella Sala rettangolare dove si trova sulla sinistra il grande e fascinoso Bancone Bar, a destra e di fronte le spaziose Terrazze panoramiche con le belle viste sul Porto Turistico, sulla super fascinosa Costa di Castiglioncello e sul meraviglioso Mare. Nella Sala si affaccia anche un’apertura, il passavivande, che permette di vedere l’interno della Cucina.

Il Menu offre un’interessante scelta di Mare e Terra anche con l’aggiunta di “piatti più veloci” come Hamburger, Insalatone, Taglieri di Formaggi/Salumi e Club Sandwich, non mancano le Pizze.

La Carta dei Vini è importante ed è frutto della grande esperienza di Daniela Gamberucci; circa 160 Etichette, si predilige il Territorio ma anche altre Zone più vocate d’Italia e del Mondo. Bella la selezione di Champagne e Spumanti. Alla fine anche la lista delle Birre.

Importantissima poi la Carta dei Cocktail, una vera Mini Enciclopedia soprattutto del “Bere Toscano”, dove ogni proposta è estremamente dettagliata negli ingredienti e nella sua storia.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata  da una interessantissima bollicina Toscana scelta personalmente da Daniela Gamberucci e da due speciali e buonissimi Cocktail Alcolici preparati con grande arte da Daniela stessa:

- “OraRosa” Vino Spumante Brut Rosé, 100% Sangiovese, 12% Vol., prodotto con Metodo Charmat Lungo dall’Azienda Chioccioli Altadonna;

- Primo Cocktail “Alto Grado” - Gin dell’Azienda Italo/Irlandese Upperhand (che ha Sede nella Città Scozzese di Alloa, Capoluogo del Clackmannashire, ma che viene distillato in Irlanda nella Contea di Tipperary), limone, liquore al dittamo (pianta aromatica), sciroppo di miele, bitter dell’Azienda Du.it, scorze di limone, foglie di salvia, sopra una spruzzata di oli essenziali del Podere Santa Bianca;     

- Il Secondo Cocktail “Summer Afternoon” - Shrub (sciroppo acidulato) di Lamponi, foglie di menta, lamponi freschi Vermouth del Mugello Oro (questo è lo speciale “Cocktail d’Autore” o “Signature Cocktail” con cui il “Land’Ho” ha partecipato al Florence Cocktail Week 2020).

Sono state servite le seguenti portate:

- Polpo croccante su patate pastellate, brunoise di verdure in agrodolce, pomodorini confit e polvere di capperi;

- Baccalà fritto in tempura su cacciucco di ceci (ammorbiditi nel latte) e polvere di ceci, il tutto aromatizzato al rosmarino;

- Tagliolini verdi fatti in Casa, tonno fresco, pesto di rucola, granelli di pistacchi e scorze di limone;

- Calamaro al cartoccio  su pappa al pomodoro croccante, salsa di peperoni grigliati e timo;

- Crostatina al limone con frutti di bosco.

Tutto molto buono.

LaCucina cucinatadello Chef Paolo Graziani è assolutamente concreta, esperta, sincera, ben fatta e gustosa. Paolo in Cucina è supportato da due bravi giovani: il Sous-chef Jacopo Fabi (Livornese, classe 1988) e l’aiuto Edoardo Cesarino (per gli Amici “Dudù”).

Il Servizio di Sala è stato svolto con gentilezza e professionalità da altri due giovani: la bella Flavia Fontanelli e il simpatico Mattia Massa.

Al Bancone Bar un grande Capo Barman: il Fiorentino Massimo Calzoli (per gli Amici Max).

Daniela Gamberucci grazie alla sua grande esperienza e conoscenza del mestiere unita alla sua premurosa gentilezza e al suo splendido sorriso è una padrona di Casa mirabile.

Il Bistrot Land’ Ho!” offre un ottimo servizio che copre praticamente tutta la giornata: la mattina con le colazioni, poi il pranzo, nel pomeriggio il bar, le sera si inizia con l’aperitivo, a seguire la cena e l’intrattenimento.

La Clientela ha anche la possibilità di acquistare una serie di simpatici oggetti firmati “Land’ Ho”.

Al Bistrot Land’ Ho!”, ubicato al Primo Piano del Centro Commerciale del Porto Turistico di Marina Cala de’ Medici”, a Rosignano Solvay (LI), ho potuto degustare le ottime preparazioni del nuovo Chef Paolo Graziani abbinate alla straordinaria accoglienza di una padrona di Casa come Daniela Gamberucci.

http://www.landhobistrot.com/

http://www.marinacalademedici.it/


"Land'Ho Bistrot"

La Sala

La Terrazza Coperta

Il Panorama

Dettagli

Daniela Gamberucci: Straordinaria Barlady......

"Alto Grado"...... 

"Summer Afternoon"......

"La Pura Verità"......

Paolo Graziani, Jacopo Fabi, Edoardo Cesarino

Polpo Croccante......

Baccalà......

Tagliolini Verdi......

Calamaro......

Crostatina al Limone......
 
Daniela Gamberucci e Giorgio Dracopulos

lunedì 11 febbraio 2019

DUE CHEF, UN ANTICO FRANTOIO, UNA VECCHIA AMICIZIA, UNA NUOVA AVVENTURA: RISTORANTE “LA MARTINATICA” A PIETRASANTA (LU).




Valdicastello Carducci è una Frazione del Comune di Pietrasanta in Provincia di Lucca.

Nella magnifica Terra di Toscana, ricca di tutto e di più, la Cittadina di Pietrasanta non è soltanto un Borgo antichissimo (con origini Etrusche), fondato nel 1255, dal nobiluomo Milanese Messer Guiscardo Pietrasanta (Podestà della Repubblica di Lucca), che ha avuto una lunghissima e intensa storia, ma è anche una bellissima Città d’Arte famosa nel Mondo.
Infatti Pietrasanta è un centro d’importanza Internazionale per la lavorazione del marmo e del bronzo. 
Ai nostri giorni sono oltre 240 gli artisti che, da varie parti del Globo, sono venuti a vivere e a lavorare qui.

Il Centro Storico, completamente pedonalizzato e sempre ben curato, oltre a essere ricchissimo di splendide strutture storico/architettoniche, ospita regolarmente grandi esibizioni e mostre di famosi artisti. 
Non solo nell’accogliente Piazza del Duomo e nella Chiesa/Convento (con il bellissimo chiostro) di Sant’Agostino (Secolo XIV), ma anche nelle moltissime Gallerie d’Arte che arricchiscono le già belle e vissute vie del centro.  

Anche le Frazioni di Pietrasanta hanno peculiarità estremamente affascinanti essendo per lo più arroccate su verdeggianti colline o adagiate su nobili, accoglienti e turistiche spiagge.
Valdicastello Carducci è proprio una di queste Frazioni verdeggianti e collinari.

La Vallata di Valdicastello è attraversata da un Torrente denominato Baccatoio che più a Valle prende il nome di Fosso di Motrone
Il Torrente ha origine dall’unione di alcune fonti che scendono dal crinale ubicato tra i Monti definiti Gabberi, Lieto e Ornato
Il Torrente ha un corso di circa 10 Km. e sfocia in Mare in Località Motrone tra Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore.

Nel suo percorso il Baccatoio riceve l’apporto di tre Sorgenti che si chiamano Pollone, Tre Fontane e Martinatica
Quest’ultima Sorgente prima di immettersi nel Torrente andava ad alimentare un “Bottaccio”, una particolare vasca di riserva idrica da usare nei momenti di siccità per irrorare i campi e per non perdere la forza motrice dell’acqua.

Il “Baccatoio” pur essendo di modeste dimensioni ha avuto considerevole importanza nello sviluppo dell’economia del Territorio circostante sia nel XVIII sia nel XIX Secolo
Il corso d’acqua ha favorito, attraverso gli anni, il sorgere di numerosi Mulini e Frantoi che sfruttavano la forza delle cascate per mettere in funzione le loro macine.
Oltre a ciò il Torrente era anche un importante luogo di aggregazione, non solo commerciale ma anche umano, visto che lungo le sue rive le donne del posto si ritrovavano ai diversi lavatoi per fare il bucato.

Ovviamente tutta la denominazione urbanistica della zona ha risentito di questa sua piccola ma particolare situazione idrografica.

Percorrendo la Strada Regionale 439Sarzanese Valdera”, tra Pietrasanta e Capezzano Pianore, in Località Baccatoio, c’è una traversa che sale verso la Collina: Via della Martinatica.
Dopo aver percorso circa la metà di Via della Martinatica, al Civico 20, c’è un vecchio Frantoio del 1800 molto suggestivo e affascinante che mantiene all’interno il cuore della fonte e la ruota che serviva a far muovere la macina del frantoio.

Nei primi anni Ottanta, l’Architetto Galli, Dirigente del Comune di Pietrasanta, volle recuperare l’immobile del Frantoio, con un’impegnativa e sapiente ristrutturazione che valorizzava l’atmosfera romantica e rustica (ricca di olivi anche nel parcheggio privato, orci e cascatella con ruota del mulino), destinandolo ad uso Circolo Ricreativo e “Osteria con Cucina”.  

Trascorsi una decina di anni l’Osteria venne rilevata da una notissima Famiglia di Ristoratori della Zona, guidata da Vittoriano Pierucci, che volle elevare il livello a una “Trattoria di grande qualità”: cucina tradizionale e un ottimo servizio. 
La conduzione venne affidata a due Cognate della Famiglia, Lidia e Barbara
Per diversi anni il Locale ebbe un certo successo ma poi per varie motivazioni la gestione cambiò e  per le successive aperture “La Martinatica” non fu più all’altezza della sua fama. 
In questi ultimissimi anni il Locale, poi, era rimasto definitivamente chiuso.

Dal 20 Dicembre del 2017 per il RistoranteLa Martinatica” è iniziata una nuova vita con la rilevante conduzione da parte della Società intestata a due grandi Chef Gioacchino Pontrelli e Francesco D’Agostino.

Tutto è nato per caso; un amico ha portato Francesco D’Agostino a vedere “La Martinatica” e il fascino del posto è stato tanto irresistibile che Francesco si è subito innamorato
Francesco ha portato immediatamente Gioacchino a far visita a questo piccolo paradiso e anche lui, dopo attenta valutazione, ha preso atto che si trattava di una vera e propria occasione da non perdere.

Ma parliamo di chi sono Gioacchino Pontrelli e Francesco D’Agostino.

Il grande Giocchino è da decenni la colonna portante della Cucina del mitico RistoranteLorenzo” (Una Stella Michelin) di Forte dei Marmi in Provincia di Lucca
Gioacchino è nato, il 23 Ottobre 1965, a Scafati in Provincia di Salerno, nella meravigliosa e solare Terra di Campania
Era giovanissimo quando entrò, dopo aver fatto varie esperienze, come Sous-chef da “Lorenzo”, nel 1984, ma da subito si rivelò un vero e proprio eccezionale talento: 
dopo solo un anno era già, ed è, lo Chef titolare. 
In questi anni ha ricevuto un mare di riconoscimenti tutti super meritati.

Francesco è nato, il 20 Luglio 1979, in Puglia a Copertino, antico, affascinante e storico Comune in Provincia di Lecce.  
La sua bella Famiglia, formata da Babbo Maurizio, Mamma Teresa e 5 Figli (4 maschi e la femmina la più piccola), non aveva alcun legame con la ristorazione, infatti Maurizio era operaio e Teresa Casalinga
Ma per Francesco fin da piccolo “era scattato qualcosa” grazie al cibo della Nonna Paterna, Ada, che cucinava benissimo.

Dopo le Scuole dell’Obbligo Francesco, seguendo questa passione coltivata negli anni, decise di frequentare e diplomarsi all’Istituto AlberghieroSandro Pertini” di Brindisi.
Le sue prime e positive esperienze sono state fatte in Ristoranti di Grandi Alberghi in Trentino, Veneto e Puglia. 

Nel 2003 Francesco stava con una Ragazza di Lecce che, avendo una Zia residente a Viareggio (LU), decise di trasferirsi da lei: 
l’amore fece il resto e il nostro giovane Chef decise di seguirla in Toscana
Francesco iniziò cosi a lavorare in alcuni noti Ristoranti della Versilia.

La Versilia corrisponde al bacino idrografico dell’omonimo Fiume, comprendendo i Comuni Litoranei e non, della Provincia di Lucca, quali Forte dei Marmi, Pietrasanta, Stazzema e Seravezza, ma oggi è d’uso comune far rientrare sotto la sua denominazione anche il Comune di Camaiore e quello di Viareggio.

Nel 2006 Francesco D’Agostino dopo il positivo colloquio con lo Chef Gioacchino Pontrelli è entrato in Cucina nel RistoranteLorenzo” a Forte dei Marmi (LU): 
inizialmente come Capo Partita agli Antipasti, ma in poco tempo, viste le sue capacità, è diventato il Sous-Chef di Pontrelli. 

Ma torniamo alla nuova vita del RistoranteLa Martinatica” che prima di riaprire ha visto rinnovarsi completamente la Cucina e un “restyling” generale pur mantenendo il fascino originario. 
Due le accoglienti Sale, la più grande, a destra dell’ingresso, su cui si affaccia anche la cucina parzialmente a vista e una più raccolta, a sinistra dell’ingresso. 
Con la bella stagione si può cenare nel suggestivo dehors.

All’interno del RistoranteLa Martinatica” ogni particolare è curato con gusto, bella l’apparecchiatura.

Il Menu offre inizialmente una “Degustazione” a un prezzo particolarmente interessante e a seguire la scelta alla “Carta” sia di Terra sia di Mare.

Nella Carta dei Vini si può scegliere tra un centinaio di selezionatissime etichette, circa 1500 bottiglie
Bollicine Italiane e Champagne Francesi, Vini Bianchi e Rossi soprattutto dall’Italia e dalla Francia. Molto interessante anche la lista dei distillati.

La Carta dei Vini e il Servizio Vini sono curati da un grande professionista: Nicola Girardi.
Nicola è nato a Viareggio (LU), il 10 ottobre 1967, fin da giovanissimo ha sempre lavorato in abito ristorativo, da 1999 è Sommelier Professionista A.I.S..

Eccoci giunti alla degustazione fatta che è stata accompagnata da ottime bottiglie suggerite proprio da Nicola Girardi:

- “I Filari” una Bollicina selezionata ed EtichettataLa Martinatica” di Franciacorta D.O.C.G., 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero, 12,5% Vol., prodotta dall’Azienda Agricola Lombarda “MF – Viticoltori in Adro” in Provincia di Brescia;

- “Mimuèt 2016”, Pinot Noir Riserva, Sudtirolo – Alto Adige D.O.C., 100% Pinot Nero, 12,5% Vol., un Vino Rosso Biodinamico dell’Azienda “Alois Lageder” di Magrè in Provincia di Bolzano;

- “Auchentoshan – The Triple Distilled – 12 Years Old”, 40% Vol., un “Single Malt Scotch Whisky” fuori dal comune, prodotto da una delle 9 Distillerie della Zona delle Lowlands (zone centro –meridionali) Scozzesi; l’Azienda fondata nel 1823 è l’unica di tutta la Scozia che utilizza, per tutta la sua produzione, il metodo della tripla distillazione (grazie a ciò si ottiene un migliore distillato, estremamente piacevole, più leggero e pulito).

In Tavola l’ottimo pane e i grissini della Casa ai vari sapori.
Sono state servite le seguenti portate:

- Mezzo pacchero fritto ripieno di ricotta e panzerotto alla crema di cavolfiore;

- Parmigiana di baccalà;

- Turbante di sogliola su crema di pane e "dressing" (condimento mescolato a parte prima dell’utilizzo) alle alici e timo;

- Rivisitazione del fegato alla veneziana;

- Lingotti di ricciola scottata su soffice di barbabietola, maionese, cappero e rapa;

- Piccola pasticceria della Casa;

- Sorbetto al cachi e polvere di zenzero.

Tutto molto buono e ben presentato.

Lo Chef Francesco D’Agostino ha avuto un grande maestro nello straordinario Gioacchino Pontrelli e gli undici anni trascorsi con lui, come braccio destro, lo hanno portato a essere uno “Chef Patron” davvero bravo, molto attento e premuroso anche nelle relazioni umane con i suoi clienti. 
La sua è una cucina pulita, esperta, fatta di qualità, ricca di deliziosi e sinceri sapori.

Molto gentile e professionale anche la giovane Brigata di Sala.

Cosa dire se non confermare proprio quello che c’è scritto sulla prima pagina del loro Menu
Due Chef, un antico Frantoio, una vecchia amicizia, una nuova avventura”……. aggiungendo solo che si tratta di “un’avventuradi grande successo.



L'Insegna

Il Parcheggio tra gli Olivi

L'Ingresso


La Sorgente e la Ruota

Giorgio Dracopulos e lo Chef Gioacchino Pontrelli

Una Vista della Sala

Una Vista della Seconda Sala

Il Sommelier Nicola Girardi  

Mezzo Pacchero e Panzerotto

Parmigiana di Baccalà

Turbante di Sogliola

Rivisitazione di Fegato alla Veneziana

Lingotti di Ricciola

Piccola Pasticceria

Sorbetto al Cachi

Lo Chef Francesco D'Agostino e Giorgio Dracopulos

lunedì 21 agosto 2017

“GLEN GRANT SCOTCH WHISKY PURE MALT 1985”: UNA BOTTIGLIA CHE HA UNA LUNGA STORIA.




La Scozia è un territorio, di 78.764 Chilometri Quadrati, che comprende tutto il Nord di quella grande Isola denominata “Gran Bretagna”. 
La Scozia a Sud confina con l’Inghilterra, a Nord e a Ovest è bagnata dall’Oceano Atlantico e a Est dal Mare del Nord
La si può percorrere in lunghezza per 360 Km. e per 225 in larghezza.

Il suo Territorio, dal punto di vista fisico, si può dividere in tre parti:

- Le “Highlands”, una zona montuosa coperta da brughiere, con le coste molto frastagliate e ricche di fiordi che penetrano in profondità nel Territorio
A largo di queste coste troviamo, a Settentrione, le Isole Orcadi e le Shetland, e a Occidente le Ebridi;

-  Le “Lowlands", il Territorio che comprende la Valli dove scorrono i Fiumi Tay, Forth, Clyde
Oggi questa è la Regione dove vive il 75%  degli oltre 5 milioni di Scozzesi;

- Le “Uplands”, una Regione Montuosa, non eccessivamente brulla, con vette che superano anche gli 800 metri di altezza.   

La Storia Scozzese è stata, da sempre, travagliata da scontri interni e guerre. 
I primi a viverci furono le popolazioni di origine celtica, ma poi vennero i Romani (che non riuscirono a conquistare la Scozia fermandosi al Vallo di Adriano nel II Secolo d.C.), i Pitti, gli Scoti, e dall’VIII Secolo arrivarono le invasioni Vichinghe
Per non parlare della successiva guerra “perenne” con i Sassoni che avevano unificato l’Inghilterra.

Una Terra martoriata, che per sopravvivere, già in epoca pre-cristiana, ha costretto le popolazioni ha costituirsi in particolari gruppi denominati “Clan”.

Il TermineClan” in Gaelico Scozzese si può tradurre in “bambino, discendente o progenie”. 
Infatti un Clan era praticamente una Famiglia estesa, formata dai discendenti legati da vincoli di parentela e da altre Famiglie che si sottomettevano al Capo per essere protette.

Una delle peculiarità degli Scozzesi appartenenti ai Clan era il “Kilt” (un indumento maschile consistente in un pezzo di stoffa arrotolato intorno alla vita, simile a una gonna) ogni Clan si differenziava per il diverso disegno (Tartan, in Italiano "Scozzese") della stoffa di lana con cui era prodotto.

Sembra che questo sistema del “Clan” sia stato “ufficializzato” dal Re di Scozia Malcom III (1031 - 1093) nel momento in cui volle adottare un sistema fondiario feudale basato sulla concessione, ai singoli Capi, e ai loro eredi, della terra dove poter vivere, tale condizione dette il via alla suddivisione Territoriale dei “Clan”. 

Tale sistema, con 182 Clan, è stato alla base  della società Scozzese fino alla tragica battaglia di “Culloden”, combattuta il 16 Aprile 1746 presso la Città Scozzese di Inverness, dove 5400 Scozzesi comandati dal Pretendente al Trono d’Inghilterra Carlo Edoardo Stuart, furono battuti da 8000 Inglesi guidati da Guglielmo Augusto di Hannover (Duca di Cumberland e Figlio di Giorgio II Re di Gran Bretagna e Irlanda). 

Dopo la sconfitta i Capi Clan” che non giurarono fedeltà al Re vennero considerati “ribelli” e  scattarono contro di loro e i rispettivi “Clan” delle persecuzioni; una vera pulizia etnica denominata “Highland Clearances”, i superstiti dovettero emigrare in Paesi come le Americhe o l’Australia.

Ma gli scontri tra i “Clan” superstiti per questioni territoriali o altro continuarono negli anni successivi, fino all’ultimo, avvenuto nel 1820, quando James Grant guidò il “Raid on Elgin”. 
Il “Clan” degli “Innes”, confinante con i “Grant”, aveva imprigionato il Capo e la Famiglia del “Clan Grant”, James Grant, con 700 dei suoi, marciò, nella Pianura di Elgin, per andare a liberarli.

Eccoci giunti ai membri del “Clan Grant” che c’interessano per la nostra storia: i Fratelli John e James Grant.

Nel 1840 la distillazione del whisky in Scozia era da poco uscita da quella clandestinità alla quale motivi politico/patriottici e anche fiscali l’avevano ampiamente relegata. 
Gli Scozzesi, per anni, si erano rifiutati di pagare le esose “tasse sul malto” che il Governo Centrale Inglese aveva imposto.

I Fratelli John e James Grant ebbero una lucida “visione”: la vicinanza delle loro Terre al Mare e a un Porto come Garmouth, il Fiume Spey a Sud, vaste piantagioni di magnifico orzo tutte intorno……… cosa poteva servire di più per fare dell’ottimo “Whisky di Malto”? 

Ecco che nel 1840 fecero richiesta di una Licenza per la Distillazione.
Nacque così la “Rothes House Glen Grant Distillery” in Campagna (oggi poco fuori della piccola Cittadina Scozzese di Rothes). 

Nel 1851, grazie al forte coinvolgimento dei Grant nella costruzione della fondamentale nuova arteria ferroviaria del Nord, che avrebbe dato maggiori impulsi commerciali alla Scozia, anche una Locomotiva, che faceva la tratta  Lossimouth-Elgin-Rothes, venne battezzata con il nome “Glen Grant”.

Scomparsi i Fratelli Grant, nel 1872, la guida dell’Azienda passò a un loro nipote, il “MaggioreJames Grant (classe 1847), che oltre alla Distilleria ereditò, a soli 25 anni, anche il Titolo di “Glen” e si dimostrò da subito un degno successore. 

Un innovatore leggendario che amava viaggiare e conoscere, appassionato della modernità (fu il primo nelle “Highlands” ad avere un’automobile e volle dotare la sua distilleria di luce elettrica) introdusse, tra l’altro, l’uso di distillatori e purificatori lunghi e sottili che permettevano di produrre quel whisky, dal colore chiaro, con un fresco sapore di malto, tecnologia che contraddistingue anche oggi la loro produzione.

Nel 1886 il “MaggioreJames Grant realizzò, nei 27 ettari di proprietà della Distilleria, dei magnifici Giardini che, ancora oggi, sono uno straordinario esempio dello stile con cui si realizzava il “Giardinaggio Vittoriano” alla fine del XIX Secolo

Circa 25 anni dopo aver assunto la guida dell’Azienda, James Grant, visto l’aumento della richieste, volle edificare una seconda Distilleria sul lato opposto della strada, di fronte alla prima. 
Questa seconda unità produttiva prese inizialmente il nome di “Glen Grant 2”, ma in seguito venne denominata “Caperdonich” (il nome del luogo da cui si prelevava l’acqua purissima per la produzione). 
Le due costruzioni erano collegate da tubature sottostrada che permettevano l’interscambio dei fluidi. Dopo 5 anni però questa seconda distilleria fu chiusa a causa del periodo di recessione che colpì il Mondo alla fine del 1900, ma poi fu riaperta nel 1965 e chiusa definitivamente nel 2002.

In Scozia la musica e il whisky hanno sempre avuto un forte legame tantoché, 24 Aprile 1909, il famoso Violinista Scozzese Scott Skinner (1843 - 1927) affascinato da una visita alla Distilleria, volle comporre una “Strathspey” (veloce ballata Scozzese) dal nome “Glen Grant”.

Nel 1931 il “MaggioreJames Grant morì, lasciando il “peso” di una delle Distillerie più famose al Mondo alle sue tre figlie. 
Per motivi di Famiglia il testimone passo nelle mani del Nipote, Douglas Mac Kessack
Seguirono poi, nel 1941, James Smith, e, nel 1969, Ernest Sherret

Nel 1972 la “Glen Grant Distilleries Ltd” si è fusa con altre Società formando la “Glenlivet Distillery Ltd”. 
In questa nuova Società gli eredi della Famiglia Grant mantenevano i loro interessi unitamente a due Soci molto importanti: la “Courage Ltd” e la Giapponese Suntory Ltd”.

Nel 1977 la “Glen Grant Distilleries Ltd” è stata acquisita dalla “Chivas Brothers” e nel 2001 passò nelle mani del Gruppo FrancesePernod Ricard”.

Nel 2006 la “Glen Grant” fu acquisita, per 115 milioni di euro, dal Gruppo Italiano Campari” che ne è ancora proprietario.

La “semplicità” e la “naturalezza” sono alla base del Whisky prodotto, ieri e oggi, dalla “Glen Grant”.  

Un Whisky che nasce da una perfetta combinazione di pura “Acqua delle Highlands” con solo orzo maltato di qualità e lievito
Poi c’è il “fuoco” che fa la magia grazie all’esperienza secolare, alla dedizione e cura della produzione. 

Un processo meticoloso, ormai collaudato attraverso i secoli, che rende il Whisky chiaro, fresco e unico nel gusto, grazie anche al periodo d’invecchiamento in Botti, con spesse doghe di Quercia, “Sherry Butt” (500 litri), “Bourbon” di secondo passaggio (Refill). 
Un’altra positiva peculiarità, e sicuramente una garanzia, è che tutto il Whisky prodotto per il Mondo esce dalla Distilleria di Rothes,

La “Glen Grant” produce normalmente Whisky invecchiato 5, 10, 12 e 18 Anni, nelle “Edizioni Limitate” arriva anche a un prodotto invecchiato per 50 anni.

Il “Glen Grant 5 Anni”, il più leggero di tutta la loro gamma, viene venduto soltanto in Italia e in pochissimi altri Paesi tra cui il Sudafrica
Un Whisky dal leggero colore dorato che esprime ricchi sentori fruttati, prevalentemente mela, in bocca è buono e delicatamente cremoso, con un retrogusto di frutta secca.

La Bottiglia di “Glen Grant Scotch Whisky Pure Malt 5 Years Old” (da 70 Cl., 40% Vol.), in mio possesso, conservata integra per ben 27 anni, è stata Distillata nel 1985, e messa in commercio nel 1990, per l’Anniversario dei  “150 Anni della Fondazione della Glen Grant”: Una Bottiglia che, decisamente, ha una lunga Storia.




La Bottiglia

L'Etichetta

"Glen Grant Scotch Whisky Pure Malt 1985"

Per i 150 Anni dalla Fondazione