sabato 16 maggio 2026

“LUNA ROSSA - AUTENTICA CUCINA NAPOLETANA” IN VIALE ITALIA 36 A PISTOIA: OTTIME PIZZE, GUSTOSA CUCINA E PIACEVOLE ACCOGLIANZA.



 Nella bellissima e straordinaria Regione Toscana, nella Pianura che si estende tra Firenze e la catena Montuosa del Montalbano, in direzione del Passo di Serravalle, sorge l’antica, fascinosa e monumentale Città di Pistoia.

Una lunga storia ha lasciato Pistoia circondata da mura trecentesche e ricca di bellissimi monumenti e Palazzi in stile romanico, rinascimentale e barocco, tra cui si possono annoverare moltissime splendide Chiese come la Basilica della Madonna dell’Umiltà, dedicata alla Vergine Maria, con la sua cupola cinquecentesca, alta ben 59 metri e con un diametro di 20,5 metri, opera dello straordinario Pittore e Architetto Aretino Giorgio Vasari (1511 - 1574).

Una delle strade più importanti per uscire da Pistoia in direzione dell'Appennino Tosco-Romagnolo, quel tratto dell'Appennino Settentrionale che forma il confine montano naturale tra la Regione Toscana e quella dell’Emilia-Romagna, è Viale Italia una strada alberata a due corsie di grande transito.

Uscendo da Pistoia e percorrendo per un brevissimo tratto Viale Italia, sulla destra al Civico 36, si trova un Locale che offre una deliziosa esperienza culinaria grazie alle sue ricette iconiche Napoletane realizzate con un mix di tradizione e innovazione: il Ristorante PizzeriaLuna Rossa”.

Il RistoranteLuna Rossa - Autentica Cucina Napoletana” di Viale Italia nasce nel Mese di Maggio 2024 grazie a un progetto della Famiglia Simeoli, già attiva da tempo a Pistoia con altre due realtà molto frequentate e caratterizzate da un taglio quotidiano e più informale: “Luna Rossa - Vera Pizza Napoletana” e “Luna Rossa - Pizza e Hamburger”.

Con l’apertura del Ristorante Luna Rossa” i Simeoli hanno voluto compiere un salto qualitativo orientandosi verso un format centrato su un servizio più attento e più curato verso la clientela oltre alla già praticata estrema selezione dei prodotti utilizzati.
Il Locale, di proprietà della Famiglia, è stato trasformato in un ambiente molto accogliente che valorizza un’offerta gastronomica autenticamente Napoletana in cui non può certo mancare la pizza gourmet contemporanea.

 Da “Luna Rossa” di Viale Italia dopo lo spazio esterno coperto si entra nella Prima Saletta che gode della vista del bancone di servizio e dell’imponente forno realizzato dal Maestro FornaroPasquale Fazzone”, attraversato poi un breve corridoio, che passa davanti alla porta della Cucina, si accede alla Seconda Sala la più ampia. Il Locale può accogliere una sessantina di ospiti a cui si aggiungono i circa 30 posti del dehors.

Al centro del ProgettoLuna Rossa” oltre al bravissimo Chef Pizzaiolo Rosario Simeoli c’è il Fratello Enzo e il Figli Francesco (classe 2003) e Marco (classe 2005). Enzo è l’anima commerciale del Gruppo, Francesco si dedica alla Sala e Marco da pochissimo ha iniziato a percorrere la via del Pizzaiolo. Poi a sostegno della Famiglia c’è anche una bella e simpatica signora Carmen Velotti dal 1999 la Moglie di Rosario Simeoli. La loro storia d’amore ha avuto il destino segnato se si pensa che sono nati ambedue nella stessa Clinica a Torre del Greco, la Località Campana rientrante nella Città Metropolitana di Napoli, magnificamente adagiata tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli.

Rosario è nato il 13 Maggio del 1977 a Torre del Greco ed è arrivato in Toscana da giovanissimo, seguendo il Fratello maggiore Enzo nelle prime aperture dei Locali di Famiglia, imparando il mestiere direttamente sul “campo di battaglia”. Negli anni è riuscito ad acquisire una grande maestria sia come Pizzaiolo sia come Chef e le sue preparazioni, sia in Pizzeria sia in Cucina, sono golose e sofisticate, prendono ispirazione dalla Tradizione Napoletana ma con una visione contemporanea.

Da “Luna Rossa” di Viale Italia accanto al grande Rosario Simeoli lavora una squadra esperta e molto ben organizzata: in Cucina il bravo Chef Marco Punzo e la brava e giovane Pasticciera Emma Rastelli (classe 2003), in Sala l’esperto Mario Amore (Napoletano, classe 1988, cresciuto in Toscana) che coordina l’accoglienza e la gestione della Cantina supportato dal giovane e bravo Francesco Simeoli.

Marco Punzo è nato il 14 Aprile 1995 nel piccolo e antichissimo Comune di Massa di Somma (Città Metropolitana di Napoli) il cui Territorio, posizionato alle falde del Monte Somma, rientra nel “Parco Nazionale del Vesuvio”. Marco cresciuto in una Casa dove la Nonna e la Mamma erano ottime cuoche ha iniziato ben presto a interessarsi della Cucina. Seguendo questa sua aspirazione, unita anche all’interesse di trovare presto uno sbocco lavorativo, ha frequentato l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera Ugo Tognazzi”, nel Comune di Pollena Trocchia (NA), dove si è Diplomato nel 2014. Dopo alcune esperienze in Locali della sua zona nel 2015 Marco si trasferito in Toscana a Firenze dove ha lavorato al conosciutissimo RistoranteUndici Leoni”, un’esperienza molto utile servita anche a conoscere meglio le ricette del Territorio. Durante il “periodo covidMarco è tornato a Napoli ma nel 2021 è rientrato in Toscana a Montecatini Terme (PT) dove lo chiamavano i legami d’amore. Dopo altre importanti esperienze lavorative Marco Punzo, dal Mese di Maggio 2024 (in concomitanza con l’apertura), è diventato lo Chef di “Luna Rossa” in Viale Italia a Pistoia.

Da “Luna Rossa” di Viale Italia per le Pizze è fondamentale lo studio degli impasti, delle cotture multiple (come la doppia o tripla cottura di padellino e pizza fritta rigenerata) e la selezione di materie prime decisamente di altissimo livello. Il risultato si realizza in un’ampia scelta di Pizze Napoletane identitarie, leggere e riconoscibili, curate nel dettaglio anche per i “topping” (guarnizioni) con tutti gli ingredienti usati frutto di una ricerca accurata e costante. Oltre alle classiche si possono scegliere molte “Pizze Gourmet”, “Pizze in padellino 2 cotture” e una Selezione di “Pizze preparate con stesura a ruota di carro” (una Pizza Napoletana Tradizionale, molto grande, sottile e leggera, così ampia da superare i bordi del piatto, richiamando la forma delle vecchie ruote dei carri).

Ma da “Luna Rossa” in Viale Italia è molto importante anche il Menù che cambia molto spesso e segue le stagioni oltre ad approvvigionarsi di materie prime selezionate come i pomodori del Nolano, i latticini Gargiulo, la pasta di Gragnano Gentile e le carni provenienti dalla vicina Macelleria Lenzi che alleva direttamente gli animali. Un Menù che prevede oltre alla “Scelta alla Carta” anche “Due Percorsi Degustazione” (da quattro e cinque portate).

La Carta dei Vini offre, con un buon rapporto qualità/prezzo, un’interessante e curata selezione, pensata per offrire i migliori abbinamenti con il cibo: alcune decine di Etichette tra Bollicine (Italiane e Francesi) e Vini Bianchi, Rosati e Rossi provenienti dalla Regioni più vocate d’Italia, con la possibilità del “servizio al calice”.  Non mancano le Birre alla Spina e le Birre Artigianali

Veniamo alla degustazione fatta nella mia recente visita.

Con in tavola il buon pane e le fragranti schiacciatine (della Casa) e scelto in abbinamento una fresca Bollicina Italiana dell’AziendaLa Torre” (Franciacorta DOCG Brut Rosé, Pinot Nero e Chardonnay, 12,5% Vol.) sono state servite le seguenti portate: ­

- “DOPPIA ARMONIA” - “Elementi” - Padellino all’orzo tostato, mousse di bufala, filetto di pomodoro San Marzano DOP semidry, Acciuga Armatore (le Acciughe di Armatore Cetara portano in tavola il profumo della Costiera Amalfitana) e cucunci (frutto immaturo della pianta del cappero), origano di montagna e Olio E.V.O. Oro di Caiazzo Presidio Slow Food;

- “APERTURE DI GUSTO” - Tacos di Pizza Romana in doppia cottura, mousse di Provolone del Monaco, zucchine alla scapece, gambero rosso e lime; - “Frittatine alle vongole” - Frittatine di pasta alle vongole con bottarga di tonno;

- “PRIMI DI CASA OGGI” - “Calamarata” - Calamarata su crema di piselli, saltata con ragù di gamberi e ciuffi di burrata;

- “SECONDI DI TRADIZIONE CONTEMPORANEA” - “Polpetta di baccalà” - Polpetta di baccalà, caponata di verdure di stagione, maionese al lime e menta;

- “DOLCE” - “Delizia al limone” - Una base di semifreddo aromatizzata con le bucce di limone, all’interno pan di spagna e una lemon curd (golosa e vellutata crema al limone di origine Inglese, ideale per le farciture) il tutto glassato al cioccolato bianco, in accompagnamento frutta di bosco.

Tutto molto buono e ben presentato.

Quando le persone lavorano con esperienza, passione e cuore non solo sei immerso in un’atmosfera positiva ma anche il cibo acquista valore e piacevolezza

DaLuna Rossa - Autentica Cucina Napoletanadella Famiglia Simeoli, in Viale Italia 36 a Pistoia potete trovare, oltre alla gentile e simpatica accoglienza, ottime pizze e gustose preparazioni di cucina dall’inconfondibile sapore della magnifica Tradizione Partenopea.

https://lunarossapistoia.it/luna-rossa/ristorante/

https://www.youtube.com/shorts/tsjan7BJ8GA


"Luna Rossa": Carmen Velotti con il Marito Rosario Simeoli

Enzo Simeoli con il Fratello Rosario

Ristorante "Luna Rossa": Rosario Simeoli nella Sala Grande

"Elementi".....

Francesco Simeoli con il Padre Rosario

"Tacos di Pizza Romana".....

"Frittatine alle Vongole".....

Lo Chef Marco Punzo

"Calamarata"..... 

"Polpetta di Baccalà"..... 

"Delizia al Limone"..... 

Giorgio Dracopulos e Rosario Simeoli


domenica 10 maggio 2026

ALLA NUOVISSIMA KATSUSANDERIA “SANDO IE KOJI” A ROMA DELLO CHEF KOJI NAKAI I TIPICI E GUSTOSI PANINI GIAPPONESI.

 


"Roma Caput Mundi regit orbis frena rotundi" (Roma Capitale del Mondo regge le redini dell'orbe rotondo) così recita il verso Latino che l’Imperatore dei Romani Federico I Hohenstaufen (1122 - 1190), noto come Federico Barbarossa, volle incidere sul suo sigillo per indicare la supremazia e il ruolo centrale che Roma ha mantenuto nel corso della storia, diventando un fondamentale crocevia politico, economico e culturale.

Non c’è bisogno di dilungarsi sulla Magnifica Città di Roma, tanto è stato già scritto e tanto è stato detto, ma per quello che desidero raccontarvi devo ricordare che il Centro Storico della Città è suddiviso in 22 Rioni che costituiscono il primo livello di suddivisione storico/toponomastico. I Rioni originatisi nel Medioevo sulle basi delle “14 Regiones Augustee” sono aumentati nel tempo e l’ultimo, istituito nel 1921, è il Rione Prati. Ogni Rione, identificato da un numero romano e uno stemma, rappresenta un'area con un'identità unica.

Il “Rione Prati” (XXII), costituito ufficialmente il 20 agosto 1921, nacque come un quartiere che accoglieva le strutture amministrative del Regno d'Italia e una zona residenziale per i funzionari dello Stato. L'impianto urbanistico stradale fu studiato in modo tale che nessuna delle nuove vie avesse come sfondo la Cupola della Basilica di San Pietro, a testimonianza dei rapporti tesi tra il nuovo Stato Italiano e la Santa Sede nell'epoca precedente la firma dei “Patti Lateranensi” dell’11 Febbraio 1929. Per questo motivo i nomi delle Vie del nuovo Rione furono scelti tutti tra personaggi storici della “Roma Repubblicana e Imperiale”, condottieri e letterati della classicità latina e pagana, e tra gli eroi del Risorgimento al quale fu dedicata la Piazza Principale (Piazza Cavour).

Proprio nel Rione Prati c’è Via Andrea Doria”, una larga strada alberata a doppio senso che parte da “Largo Trionfale” e arriva in “Piazzale degli Eroi”, che è considerata una sorta di confine storico e strutturale tra il Rione Prati e il Quartiere Trionfale (Q. XIV) uno dei 35 Quartieri Ufficiali di Roma.

Mercoledì 11 Marzo 2026, in Via Andrea Doria al Civico 32, è stato inaugurato il nuovo Locale dello Chef Giapponese Koji Nakai: “SANDO IE KOJI”.

Il Civico 32 si trova proprio di fronte al “Nuovo Mercato Trionfale”, una grande struttura di vetro e cemento, inaugurato l'11 Marzo 2009, il primo e più grande Mercato Rionale Romano (270 banchi, 420 box, 320 posti auto e un Ufficio Postale). Il mercato è diviso per corridoi con box di colori diversi a seconda della categoria merceologica: “verde” per frutta e ortaggi (“verde chiaro” sono i produttori diretti che sono una cinquantina), “blu” per il pesce, “rosso” per la carne.

SANDO IE KOJI” è una “katsusanderia” un Locale specializzato nella preparazione e vendita del sandwichkatsu-sando” (カツサンド o かつサンド) un famosissimostreet foodGiapponese che consiste nel “tonkatsu” (una cotoletta impanata e fritta solitamente, carne,  maiale o pollo) racchiuso in soffice pane bianco, spesso “pane shokupan” un tipo di pane in cassetta Giapponese, al latte e senza crosta, noto per la sua consistenza estremamente soffice, nuvolosa e con il sapore delicatamente dolce. Il “pane shokupan” si distingue per l'uso della “Tecnica Tang Zhong” che consiste nel fare il pane, umido, morbido ed elastico che dura a lungo, senza l'aggiunta di conservanti o additivi, ma usando semplicemente uno starter fatto con la stessa farina e acqua.

Uno dei segreti per preparare un buonissimo “katsu-sando”, che può essere riempito anche con varie salse e altri ingredienti, è quello di lasciarlo riposare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per 10/20 minuti prima del taglio a metà che ne esalta il ripieno, affinché i sapori si possano amalgamare al meglio e la struttura si compatti. Questo tipo di sandwich è un “comfort food” apprezzatissimo per il contrasto tra la morbidezza del pane e la croccantezza della cotoletta, un panino popolarissimo in Giappone facilissimo da acquistare anche nei “Konbini” (minimarket aperti h.24).

Lo Chef Koji Nakai (classe 1984) è originario di Ōsaka, la Capitale dell'omonima Prefettura e la terza Città del Giappone per numero di abitanti (oltre 2,75 milioni), situata nella Regione del Kansai, nell'Isola di Honshū, alla foce dei Fiumi Yodo e Yamato. Ōsaka è storicamente la Capitale Commerciale del Giappone essendo uno dei maggiori distretti industriali e portuali ed è anche tradizionalmente considerata la "Cucina del Paese" (天下の台所 = “Tenka no Daidokoro”) e la "Capitale della buona tavola".

Koji Nakai, è cresciuto in una Famiglia in cui i Genitori facevano gli stilisti e avevano stretti contatti con l’Italia, il suo Papà tornando dai viaggi portava al Figlio le gustose specialità Italiche in particolare dei magnifici cioccolatini. Sua Zia, anch’essa titolare di marchi di moda, decise di aprire il Primo Ristorante Italiano a Kōbe, l’altra Città che si affaccia sulla suggestiva Baia di Ōsaka, e quello fu per Koji Nakai il “paradiso” dove c’erano solo cose buone da vedere e degustare. Passarono alcuni anni, iniziò a studiare legge ma contemporaneamente, seguendo la sua propensione, oltreché per arrotondare, entrò a lavorare in alcuni Ristoranti Italiani. Venuto a contatto con il mondo della “Pizza”, grazie a un bravo Pizzaiolo Napoletano, Koji non ebbe più dubbi: la sua strada sarebbe stata la Cucina. Koji Nakai poco più che ventenne arrivò in Italia e lavorò prima in Toscana, poi in Friuli-Venezia Giulia, in Piemonte e infine giunse a Roma nel 2008.

Dopo alcune esperienze Romane, come l’apertura di una Osteria Romana a Monteverde, e l’esperienza come Chef presso l’Ambasciata Italiana a Varsavia, Koji Nakai si è impegnato costantemente nella divulgazione della cultura culinaria autentica Giapponese a Roma aprendo nel 2022 il Ristorante Fine Dining Nakai dove riesce a fondere la Cucina Giapponese con quella Romana, poi nel Mese di Giugno del 2024, in Via Marcantonio Bragadin al Civico 13, ha inaugurato “IE KOJI” (Da Koji).

 “IE KOJI” è un “izakaya” (居酒屋) è un tipico pub, taverna, trattoria informale Giapponese, spesso economico, dove si consumano bevande alcoliche accompagnate da vari piatti da condividere, simile a un mix tra tapas bar e pub. La parola significa letteralmente "rimanere a bere" o "negozio di sakè dove ci si siede". Sono luoghi sociali molto accoglienti (convivialità nella condivisione),    posti molto popolari in cui si va con la famiglia, con gli amici o coi colleghi, magari dopo la scuola o il lavoro.

Successivamente, alla fine del 2025, una nuova apertura, sempre a Roma, il “Sakaba Ie Koji” la prima “sakaba” (posto dove si beve) Romana: un’Enoteca con Cucina Giapponese.

Koji Nakai affianca all’attività imprenditoriale anche un costante impegno Culturale in collaborazione con l’Istituto di Cultura Giapponese.

Il bravo Chef Koji Nakai, dopo i suoi precedenti progetti, che negli ultimi anni hanno avuto molto successo e contribuito a far conoscere una nuova idea diCucina Giapponese Contemporaneanella Capitale, ha voluto far nascere il nuovoSANDO IE KOJI” come uno spazio essenziale e dinamico, pensato principalmente per asporto e consumo veloce, con pochi posti interni e un dehors più ampio con vista sul Mercato Trionfale. Il tutto in linea con lo spirito urbano dello “street foodGiapponese. Aperto dalla tarda mattinata fino a sera con orario continuato, “SANDO” propone una cucina immediata ma costruita su un lavoro artigianale preciso, sviluppato a partire da un laboratorio produttivo dedicato.

Il Menù di “SANDO IE KOJI” si basa su alcune varianti di “katsu-sando” che comprendono la versione più tradizionale con “cotoletta di maiale”, quella con “pollo”, quella con “straccetti di manzo” (saltati e conditi con salsa di soia), quella con la pregiata carne Giapponese  wagyu” dalla marezzatura intensa, quella “vegetariana stagionale” preparata con le verdure del Mercato Trionfale. Accanto ai “katsu-sando” non mancano altri classici della gastronomia Giapponese come i “box” da portare via denominati “bento”, le “patatine” reinterpretate con gustosi sapori fusion e le “cotton cheesecake al cioccolato, yuzu (agrume) e matcha (polvere di tè verde)” il raffinato dolce che si distingue per la sua incredibile leggerezza e la consistenza spugnosa, simile a quella di una nuvola. Le materie prime usate sono tutte selezionare, il pane è uno “shokupan” molto soffice e burroso (realizzato in esclusiva dal “Panificio Artigianale Marè Prati”), le cotolette grazie alla partnership con il “Gruppo Galli” sono prodotte internamente in un laboratorio dedicato e i polli provengono da allevamenti a crescita naturale. Il tutto viene accompagnato da birre e bibite originali Giapponesi.

Alla nuova katsusanderiaSANDO IE KOJIin Via Andrea Doria al Civico 32 a Roma, grazie all’iniziativa imprenditoriale del bravo Chef Giapponese Koji Nakai, troverete i tipici e gustosi panini tradizionali Giapponesi.

https://www.instagram.com/sando.2026/


"SANDO IE KOJI" a Roma (Foto SIK)

"Katsu-Sando" Tradizionali (Foto SIK)

Materie Prime Selezionate (Foto SIK)

"Patatine" per Tutti i Gusti (Foto SIK)

Abbinamenti con Birre e Bibite Gipponesi (Foto SIK)

Lo Chef Koji Nakai (Foto SIK)

"SANDO IE KOJI" a Roma dello Chef Koji Nakai (Foto SIK)


sabato 2 maggio 2026

L’ISTITUTO ALBERGHIERO “RAFFAELLO FORESI” DI PORTOFERRAIO (LI) VINCE IL TERZO CONTEST “ARTE E CULTURA DELLA CUCINA” DELLA PROVINCIA DI LIVORNO.




Si definisce “Scuola Alberghiera” una Scuola di formazione secondaria di secondo grado che prevede un percorso formativo di durata quinquennale. Alla fine del triennio si consegue un Diploma Professionale che consente già di affacciarsi sul mondo del lavoro. Proseguendo il percorso di studi per gli altri due anni si consegue il Diploma di Maturità e la qualifica di “Tecnico dei Servizi Turistici” o di “Tecnico dei Servizi di Ristorazione”. La Scuola ha tre indirizzi specifici: Enogastronomia, Servizi di Sala e di Vendita, Accoglienza Turistica.

Come negli altri Licei e Scuole Superiori, anche negli Istituti Alberghieri si studiano tutte le discipline tradizionali. Ciò che caratterizza però il percorso Alberghiero è la presenza delle materie specialistiche: scienza degli alimenti, nutrizionistica, servizi di accoglienza, laboratori tecnici, gestione delle aziende di ristorazione, economia e tecnica dell’azienda turistica, diritto riguardante la materia del turismo e della ristorazione. Il percorso formativo prevede anche la partecipazione a Stage presso ristoranti, pasticcerie, alberghi, agenzie di viaggio o in altre strutture.

In Italia la Storia degli IstitutiAlberghieri” è iniziata nel 1930 con l’apertura di Scuole riservate denominate “Istituti Tecnici per l’Industria Alberghiera”. Agli inizi i Corsi erano di un solo Anno, poi divennero Biennali e successivamente Triennali. Dal 1943 questo tipo di Scuola venne chiamata “Scuola Tecnica Commerciale Alberghiera”.

Oggi per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo Ristorativo/Alberghiero esistono su tutto il Territorio Nazionale numerosi Istituti Professionali Statali per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione (IPSSAR) e Istituti di Istruzione Secondaria (ISIS). Ma per poter entrare “in punta di piedi” nel fantastico mondo dell’enogastronomia si deve studiare moltissimo, acculturandosi e aggiornandosi in continuazione.

Mercoledì 22 Aprile 2026 tre Istituti Toscani di Istruzione Secondaria con indirizzo Professionale Alberghiero della Provincia di Livorno,Enrico Mattei” di Rosignano Solvay, “Val Di Cornia” di Piombino e “Raffaello Foresi” di Portoferraio (Isola d’Elba), hanno gareggiato in campo neutro, presso la “Scuola Tessieri” di Ponsacco (PI), nel Terzo ContestArte e Cultura della Cucina - L’Interpretazione di un Antipasto Caldo Ispirandosi all’Arte Pittorica del Futurismo”. 

Il Contest 2026 era ispirato alFuturismo” un Movimento Letterario, Culturale, Artistico, Cinematografico, Gastronomico e Musicale d'avanguardia Italiano dei primi del ‘900 che ha rivoluzionato arte, letteratura, architettura e costume, celebrando velocità, tecnologia e dinamismo. Caratterizzato da una rottura violenta col passato, ha esaltato la vita moderna urbana, la modernità, la tecnologia, la velocità, le macchine e la forza fisica. Il Movimento rifiutava totalmente le tradizioni artistiche, i musei e le biblioteche glorificando invece il militarismo, il nazionalismo e la guerra definita come "sola igiene del mondo".

Il “Futurismo” prese vita in un periodo di notevole fase evolutiva dove tutto il Mondo dell'arte e della cultura era stimolato da numerosi fattori determinanti come le guerre, le trasformazioni sociali, le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione, come il telegrafo senza fili, la radio, gli aeroplani e le prime cineprese. Tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" tra loro i Continenti e creando nuove connessioni e nuove prospettive. Il Futurismo ha avuto una forte influenza Internazionale, in particolare in Russia e Inghilterra, proseguendo fino agli anni '30 e intrecciandosi in buona parte anche con il Fascismo.

Il “Futurismo” è stato fondato nel 1909 dal Poeta, Scrittore, Drammaturgo e Militare Italiano Filippo Tommaso Marinetti (1876 - 1944), che proprio in quell’anno scrisse il “Manifesto del Futurismo”. Nel Mese di Febbraio del 1909 il “Manifeste du Futurisme” venne pubblicato a Parigi, in lingua Francese, sul Quotidiano “Le Figaro”. Nel Febbraio 1910 i Pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini pubblicarono il “Manifesto dei Pittori Futuristi” puntando su forme frammentate, linee di forza e dinamismo per rappresentare il movimento.

La “Scuola Tessieri” è una delle migliori Scuole Superiori Italiane Private Accreditate e Certificate, ha Sede in Toscana a Ponsacco, in Provincia di Pisa, nella Zona Artigianale/Industriale, precisamente in Via Milano al Civico 24. La sua ubicazione strategica le permette di essere raggiunta con facilità trovandosi a solo 2,5 Km. dall’uscitaPontedera-Ponsacco” di una fondamentale arteria come la “Strada di Grande Comunicazione Fi-Pi-Li”. La Scuola è nata nel 2015 per la brillante iniziativa di un noto imprenditore della zona Alessio Tessieri (classe 1963). Alessio ha fondato e guidato nel tempo Aziende leader a livello Nazionale e Internazionale nel settore dolciario. “Casa Tessieri” l’Azienda madre del suo Gruppo imprenditoriale sceglie e distribuisce nel Mondo, da oltre 50 anni, prodotti di selezionatissime pasticcerie, panetterie e Aziende di trasformazione alimentare. La “Scuola Tessieri” è un grande open space di oltre 800 mq. che può essere suddiviso in ambienti separati mediante pareti trasparenti e insonorizzate. Le più moderne attrezzature arredano gli specifici Laboratori di Cucina, Pasticceria e Panetteria, Pizzeria, Bar e Sala, Gelateria, Cioccolateria. Telecamere e Schermi giganti permettono di proiettare ogni passaggio delle lezioni.

Grazie a importanti ed espertissimi Professori interni a cui si aggiungono, per specifici Corsi, anche noti e super premiati Professionisti esterni, non solo Italiani, gli Allievi della Scuola sono seguiti con grandissima attenzione e accompagnati nel portare all’eccellenza le specifiche attitudini professionali di ciascuno. Le attività della “Scuola Tessieri” spaziano dai Corsi Base fino a raggiungere i Corsi di Alta Specializzazione: l’istruzione acquisita offre la possibilità di avere interessanti sbocchi occupazionali. La “Scuola Tessieri” grazie al suo stretto legame con il Territorio e con le eccellenze Enogastronomiche Nazionali spesso organizza molte iniziative ed eventi per aumentare la diffusione e la conoscenza della “cultura del cibo”.

Il Contest Arte e Cultura della Cucinaè stato ideato dallaFondazione Livornoin collaborazione con laScuola Tessieri”.

Il Contest nasce con la volontà di: - Favorire l’occupabilità dei giovani in stretta connessione con le vocazioni economiche del proprio territorio; - Favorire il diritto allo studio con attenzione ai giovani meritevoli e privi di mezzi con conseguente difficoltà all’accesso ai percorsi di alta formazione professionalizzante; - Favorire l’autonomia dei giovani e la valorizzazione dei talenti attraverso azioni di diritto allo studio; - Valorizzare il rapporto tra arte e cultura gastronomica e turismo sostenibile quali motori per lo sviluppo locale; - Favorire la conoscenza tra i giovani e il patrimonio artistico del territorio Livornese; - Favorire lo sviluppo del territorio attraverso azioni volte a incentivare la formazione di qualità rispondente alle esigenze del mercato occupazionale.

Le tre Scuole Alberghiere della Provincia di Livorno per partecipare al ContestArte e Cultura della Cucina 2026” hanno dovuto formare ognuna una Squadra con un Contest interno selezionando dalle Loro Classi Quinte i tre studenti finalisti. Le Tre Squadre si sono presentate, accompagnate da alcuni dei Loro Professori, la mattina presto di Mercoledì 22 Aprile alla “Scuola Tessieri” per svolgere la gara finale del Contest.

Per l’IstitutoEnrico Mattei” partecipavano Alessia Aleo, Laura Assey e Diego Biondi, per l’IstitutoVal Di CorniaLucia Cananzi, Manuela Vannucci e Jonathan Meluzzi, per l’IstitutoRaffaello ForesiCristian Carminelli, Margherita Pieruzzini e Paolo Sirna.   

Ogni Studente aveva a disposizione 50 minuti per la realizzazione dei piatti da portare alla Giuria e 20 minuti per la pulizia e il riassetto della postazione di cucina. Ogni “piatto” realizzato e cucinato dagli studenti doveva ispirarsi a un quadro di uno dei Pittori scelto tra i maggiori esponenti delFuturismo”.

La Giuria giudicante era altamente qualificata essendo composta dal Coordinatore Didattico di Cucina diScuola Tessieri” lo Chef Stefano Cipollini, dalla Giornalista Enogastronomica, Scrittrice ed Esperta d’Arte Ilaria Guidantoni, dalla Chef e Imprenditrice Paola Picchi, oltreché dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale

I nove Studenti partecipanti hanno presentato alla Giuria le loro preparazioni dopo che la brava Giornalista Ilaria Guidantoni, con la sua grande conoscenza di Arte e Cultura, aveva ampiamente descritto il Quadro scelto che ha ispirato la ricetta dell’Allievo.

Fuori Concorso” lo studente Francesco del Prete dell’IstitutoRaffaello Foresi”, assistito dalla Professoressa Sara Palomba, ha presentato alla Commissione di Giuria una preparazione denominata “Dinamicità di una granfia” realizzata ispirandosi al quadro “Elasticità” di Umberto Boccioni.

Dopo le valutazioni della Giuria, che comprendevano punteggi riferiti alla “Mise en Place e Pulizia”, alla “Preparazione Professionale”, alla “Coerenza con il Tema”, all’“Aspetto Estetico”, al “Gusto” e alla “Comunicazione”, sono stati selezionati i tre finalisti, uno per ogni Scuola.

Dopo un veloce e gustoso pranzo di lavoro ben preparato per tutti i presenti dagli Studenti diScuola Tessieri” diretti dal bravo Docente della Scuola stessa lo Chef Fabio Centoni, sono state presentate alla Giuria dai tre studenti finalisti le preparazioni per l’ultima valutazione.

Il Verdetto Finale dei Giudici, dopo accurata disanima, è stato il seguente: - PRIMO PREMIOPaolo Sirna dell’Istituto AlberghieroRaffaello Foresi” con il piatto “Elevazione Monumentale” ispirato all’opera “Progetto per un Edificio Monumentale” dell’Architetto Futurista Antonio Sant’Elia; - SECONDO PREMIO - Lucia Cananzi dell’Istituto AlberghieroVal Di Cornia”, con il Piatto “Irreale” ispirato al dipinto olio su tela “Lampada ad Arco” del Pittore Giacomo Balla; - TERZO PREMIO - Laura Assey dell’Istituto AlberghieroEnrico Mattei” con il piatto “I Sambusa dall’Est Africa all’Italia” ispirato al quadro “Velocità d’Automobile” del Pittore Giacomo Balla.

I Premi consistevano in importantissimi contributi per poter partecipare ai Corsi di Alta Specializzazione di Scuola Tessieri.

Il Contest ha visto la presenza di molti Professori degli Istituti interessati che hanno sostenuto con grande partecipazione i rispettivi Studenti in Gara. La “Fondazione Livorno” era rappresentata dal Presidente Avvocato Luciano Barsotti e da Rossana Meacci Membro dello Staff.

Grande l’emozione e l’entusiasmo al momento della designazione e premiazione dei Vincitori che ha visto impegnati nella consegna degli attestati tutta la Giuria del Contest e Marianna Tessieri in rappresentanza della Scuola ospitante.

Dopo una Premiazione applauditissima, in cui non solo i Vincitori ma anche tutti gli Allievi partecipanti alla Gara hanno avuto un Premio, si sono fatte le foto di rito.  

Il Terzo ContestArte e Cultura della Cucina 2026 - L’Interpretazione di un Antipasto Caldo Ispirandosi all’Arte Pittorica del Futurismo ha visto una meritatissima Vittoria dell’Istituto Alberghiero Raffaello Foresidi Portoferraio (LI) ma grande è stata la bravura di tutti i concorrenti.

https://fondazionelivorno.it/

https://www.scuolatessieri.it/


"Scuola Tessieri Contest 2026": La Giuria (Foto Fabio Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Raffaello Foresi" (Foto Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Val di Cornia" (Foto Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Enrico Mattei" (Foto Latini)

Presentazione Fuori Concorso di Francesco Del Prete (Foto Latini)

 La Preparazione di Paolo Sirna (Foto F. Latini)

La Preparazione di Lucia Cananzi (Foto F. Latini)

 La Preparazione di Laura Assey (Foto F. Latini)
 
I Vincitori con Giorgio Dracopulos (Foto Fabio Latini)


martedì 28 aprile 2026

“TETSU” A MADRID: CON STILE GIAPPONESE “TEPPANYAKI” DUE GIOVANISSIMI E STRAORDINARI CHEF CREANO GUSTO E PIACEVOLI SENSAZIONI.



 Condivido assolutamente le parole che ci ha lasciato la notissima Scrittrice Madrilena Almudena Grandes Hernández (1960 - 2021): “Quel che più colpisce di Madrid è la sua costante forza misteriosa e inesplicabile grazie alla quale è riuscita mano a mano a imporre la propria individualità e a diventare ciò che è oggi”.

Sono sempre stato innamorato di Madrid, la bellissima Capitale Spagnola, fin da quel lontano Capodanno del 1985 quando per la prima volta, a partire da “Puerta del Sol” (la Piazza più importante e famosa della Città, il “km 0” della rete stradale della Spagna e il centro delle celebrazioni nazionali della Mezzanotte di San Silvestro con il famoso Orologio che batte i 12 rintocchi) iniziai a percorrere le sue fascinose e indimenticabili strade. Madrid è una Città estremamente viva e vivace sempre ricca di novità in tutti i campi e per Accoglienza ed Enogastronomia, argomenti a me cari, è un veroParadiso Terrestre”.

Tra le novità gastronomiche che hanno arricchito ulteriormente la Città di Madrid c’è sicuramente l’apertura, il 28 Gennaio 2025, in stileteppanyakidel Ristorante TETSUdei due giovanissimi Chef Miguel de Aguilar e João Kather.

Il RistoranteTETSU” (in Giapponese = ferro) si trova in pieno Centro della Città in Calle del Marqués de Villamagna al Civico 1, nel Quartiere super elegante e vivace di Madrid denominato “Salamanca”.

Calle del Marqués de Villamagna” è facilmente raggiungibile (a piedi poco più di 10 minuti) partendo da un’altra della più belle e storiche Piazze di Madrid, “Plaza de la Independencia” (dove si trova la famosa “Puerta de Alcalá”, monumento risalente al 1778) e percorrendo per circa un chilometro “Calle Serrano” fino all’ottava traversa sulla sinistra. “Calle Serrano” è una strada famosa per le sue boutique di lusso e i negozi di alta moda, una delle vie più eleganti e costose della Città, ideale per lo shopping di alta gamma. “Calle del Marqués de Villamagna” è un breve tratto a senso unico che unisce il “Paseo de la Castellana”, una delle arterie principali Cittadine, a “Calle Serrano”, fu inaugurata nel 1867 quando José Nieulant y Sánchez Pleités Marchese di Villamagna era Sindaco di Madrid e così ne prese il nome.     

Il RistoranteTETSU” si trova praticamente subito a sinistra, entrando dal “Paseo de la Castellana”, in Calle del Marqués de Villamagna al Civico 1, indirizzo che in realtà corrisponde a uno stretto vicolo. Una stradina che passa quasi inosservata ma ospita un concentrato di importanti Ristoranti e il “Rosewood Villa Magna Hotel” (5 Stelle), oltre a essere vicina al modernissimo Centro CommercialeTorre Serrano”.

Il “teppanyaki” è uno stile di Cucina Giapponese, nato nel 1945 nel RistoranteMisono” di Tokyo (oggi è una Catena con diversi Locali), che utilizza una grande piastra di ferro o di acciaio rovente detta “teppan” che viene posizionata a diretto contatto con la fiamma senza alcun tipo di interferenza, per cuocere carne, pesce, frutti di mare, verdure e altro. Questo stile fonde tecniche culinarie tradizionali con una certa influenza occidentale. Il nome deriva dai termini “teppan” (piastra di ferro) e “yaki” (cotto alla piastra). Una tecnica famosa oltreché per la gustosa e sana cucina (la cottura avviene per contatto diretto ad alte temperature su una superficie piana, ciò permette di cucinare rapidamente mantenendo inalterati i sapori) anche per la spettacolarità dell’arte acrobatica degli Chef che cucinano davanti ai commensali. Il “teppanyaki” non si deve confondere con l’“hibachi”, sono due stili di cottura distinti, come già detto il primo prevede la cottura su una piastra di ferro mentre il secondo contempla l’uso di una griglia a carbone aperta.

L’idea di aprire un Locale di Cucina "teppanyaki”, creativo e gastronomico, è nata nel 2024 grazie alla Fondazione CHA (County Hall Arts) un'organizzazione benefica (charity), con Sede nello storico edificio County Hall sulla South Bank di Londra, che ha come scopo principale il supportare l'educazione e l'accesso alle arti con particolare attenzione alle arti visive, cinema, musica classica, letteratura e arti culinarie. La Fondazione è promotrice dell’importante Scuola di Cucina MOM - Culinary Institute, un centro di formazione completo nel settore dell'ospitalità e della ristorazione, strettamente legato alla sostenibilità, situata in un bellissimo edificio nel cuore di Madrid, nel Quartiere Salamanca. Essendo la Fondazione proprietaria di un fondo in via Marqués de Villamagna il progetto ebbe un rapido sviluppo e invece di cercare degli Chef a cui affidare il nuovo Ristorante la scelta ricadde su due giovanissimi e bravissimi allievi della ScuolaMOM”: João Kather e Miguel de Aguilar.

João Kather Dias, classe 2004, è nato nella bella Città di São Paulo, la più popolosa del Brasile, trasferitosi in Spagna da ragazzino non aveva ancora avuto l’idea di appassionarsi alla Cucina ma durante la “pandemia” ha scoperto per caso i “fornelli”. Ha iniziato così a guardare video, a leggere libri e a studiare, tantoché poi è entrato alla Scuola di CucinaMOM” e da subito ha sentito che il suo futuro era in cucina. Durante la Scuola João ha fatto anche una straordinaria esperienza nella Cucina del mitico RistoranteEl Celler de Can Roca” (Tre Stelle Michelin) dei Fratelli Roca (Joan, Josep e Jordi) a Girona.

Miguel De Aguilar Cañellas, classe 2005, è Spagnolo di Madrid, la sua è una passione innata e la Scuola di CucinaMOM Culinary Institute” era sicuramente una meta ambita. Anche lui durante la Scuola ha fatto un’esperienza eccezionale nella Cucina del RistoranteEnigma” (Due Stelle Michelin) del bravissimo Chef Albert Adrià Acosta a Barcellona.

La grande disponibilità, la grande passione e la grande bravura sono stati i motivi che hanno portato João e Miguel a essere scelti dalla “Fondazione” come Executive Chef del nuovo RistoranteTETSU”. Prima di iniziare il lavoro nel nuovo Locale sono stati mandati a Londra in un Ristorante, sempre della Fondazione, per imparare dai migliori Chef a immergersi totalmente nelle Tecniche di Cucina Giapponesi.

Il RistoranteTETSU” è un ampio Salone molto luminoso, sul lato strada è completamente vetrato, dove spicca un grande e basso bancone Giapponese a forma di Udi tipoteppanyaki” (non è esattamente “teppanyaki”, come anche i Titolari affermano, essendo un “teppanyakicreativo e gastronomico) con diverse piastre di cromo duro su cui João e Miguel preparano i piatti davanti ai clienti. Sopra le piastre ci sono grandi e potenti cappe di aspirazione con intorno i faretti che illuminano le postazioni. Intorno al bancone 22 sgabelli per la clientela anche se però si preferisce non superare i 18 coperti per offrire una maggiore comodità. All’interno del bancone c’è un piano lavoro rettangolare. Ovviamente il Locale dispone, per supportare al meglio il servizio, anche di una Cucina non a vista. “TETSU” è un Ristorante dove ogni dettaglio è pensato per generare un'esperienza intima, diretta e sensoriale, in cui cucina e sala lavorano all'unisono per raccontare una storia che va oltre il piatto. La stoviglieria proviene tutta dal Giappone, è stata scelta a “Kappabashi Street” una via commerciale di Tokyo dedicata alle forniture per la ristorazione. A ogni cliente, inizialmente, viene data la possibilità di scegliere tra una selezione di bacchette originali GiapponesiHashi” () realizzate con materiali di alta qualità.

La Cucina dei giovani Chef del RistoranteTETSU” è personale, libera, itinerante, fresca, ambiziosa e stagionale, ricca di sfumature grazie alle armonie che riescono a creare in preparazioni che generalmente non contengono più di tre ingredienti e sono apparentemente semplici. Le influenze Giapponesi sono fortemente percepibili anche nei diversi tipi di brodi e zuppe che completano l’offerta gastronomica. Il Menù oltre scegliere alla Carta (12/15 portate a seconda delle disponibilità giornaliere) propone duePercorsi” (uno Corto di 10 passaggi e l’altro Lungo di 12), ambedue sono “Omakase” e hanno la possibilità di abbinamento Vini. Il Menù “Omakase” (おまかせ) è un'esperienza culinaria tipica Giapponese che significa letteralmente "mi fido di te" o "lascio fare a te": il Cliente si affida totalmente per la scelta delle portate allo Chef.

Si possono degustare preparazioni come: “CAPESANTE - MAIS - AGLIO NERO” (Capesante di Hokkaido, zona nord del Giappone, passate sulla teppan con burro tostato e accompagnate da una crema di mais e un'altra di aglio nero, con la pannocchia fiammeggiata e scorza di lime); - “VONGOLE - BEURRE BLANC” (Vongole fini Galiziane, aperte al vapore e accompagnata da un beurre blanc di “dashi” il classico brodo Giapponese a base di infusione di tre ingredienti: alga kombu, fungo shiitake e katsuobushi il tonno affumicato, stagionato e disidratato, con un gel di “yuzu” il citrico Giapponese simile al limone ma più amaro, salicornia e un olio di finocchio); - “LOTO - SEMI DI ZUCCA” (Radice cinese acquatica marinata in salsa di soia e cucinata bassa temperatura nel burro, sigillata alla piastra riempiendo i buchi con un soffritto dello stesso vegetale e un praliné fatto a partire dai semi di zucca e “koji d’orzo” l’orzo inoculato con il fungo aspergillus oryzae, con una salsa di burro, grano saraceno e semi di zucca e caviale Oscietra); - “FUNGHI - KARASHI - MOSCATEL” (Lingua di vacca Madrilena, saltata con una riduzione di salsa di soia e moscatel, rifinita con una crema di pinoli tostati con “miso” la pasta fermentata fatta a partire dai fagioli di soia e una salsa di tuorlo e “karashi” una senape tradizionale Giapponese); - “PISELLI - TENDINI” (Piselli baby del Maresme la Comarca della Catalogna, saltati con grasso stagionato di vitello e accompagnati da un'emulsione fatta a partire dal collagene del tendine di vitello e noci di “ginkgo” il seme dell'albero Giapponese omonimo); - “RICCIOLA - KOSHO DI KIWI” (Ricciola delle Isole Azzorre marinata in Aceto di Jerez poi scottata e accompagnata da un “kosho” il fermento tradizionale Giapponese basato sulla latticizzazione della buccia di yuzu con peperoncino verde, con aggiunta di frutta di stagione, attualmente kiwi di Navarra); - “ALITA - QUIRERA - MENTAIKO” (Alette disossate di pollo ruspante ripiene con lo stesso pollo, gamberi e “mentaiko” le uova di pesce volante piccante, fritte e glassate, su una base di purea di topinambur e “quirera” una specie di polenta tradizionale Brasiliana di semola di mais); - “BOGAVANTE - PIQUILLO” (Peperone Piquillo fritto alla romana in padella ripieno di astice, sedano e finocchio, con un bisque di astice cotto nel sake e manzanilla, “shichimi togarashi” la miscela di spezie piccanti Giapponese e “masago arare” le palline di riso soffiato); - “MERO - PILPIL - SAKE” (Cernia nera di Coruña frollata per 4/5 giorni, piastrata solo dal lato della pelle su una base di salsa pil pil del suo stesso collagene emulsionato con sake e una salsa di lattuga di mare); - “WAGYU –TOPPINGS” (Lombata di carne speciale Giapponese Wagyu di Miyazaki la Città più a sud del Giappone, cotto sulla piastra e accompagnato da due “toppings”: “yuzu kosho” agrumi e peperoncino fermentati e “pepe di sansho” una bacca Giapponese dal sapore leggermente agrumato); - “TOFU - POMODORO - SUSINA” (Gelato di tofu, accompagnato da pomodoro alla piastra, susina imbevuta in “umeshu” un liquore Giapponese di susine, tofu, un'emulsione di soia e sesamo bianco, basilico e limone); - “DANGO - SESAMO NERO” (Impasto molto simile ai “mochi” cotto e successivamente rosolato con un burro alla vaniglia e completato con un caramello di sesamo nero, lime e sale).

Come abbinamenti non mancano i Sake e la Carta dei Vini offre una selezione di circa 100 etichette tra Vini Rossi, Bianchi, Rosati, Bollicine e Dolci Spagnoli e di altre Nazionalità (Francia, Italia, Nuova Zelanda, Ungheria, Germania, Argentina). Il tutto curato con molta passione dal giovane e bravo Sommelier Victor Salcedo (25 anni).

La particolare esperienza che si vive al RistoranteTETSU” ruota attorno al fulcro del Locale il “bancone con le piastre teppanyaki” dove a ogni servizio va in scena l’arte culinaria dei giovanissimi Chef tra deliziosi profumi e romantici “sfrigolii” del cibo che si cuoce. La cucina che si degusta al “TETSU” si basa sui migliori prodotti stagionali e fonde con intelligenza i sapori Spagnoli con quelli Asiatici, usando Tecniche Culinarie Giapponesi, in una proposta dinamica che cambia frequentemente. “TETSUnon è un classico Locale di cucina teppanyaki” ma offre una proposta creativa di “Teppanyaki Gastronomico”: uno sguardo moderno e aggiornato di alta cucina Giapponese.

Miguel de Aguilar e João Kather hanno avuto da subito un grande successo ricevendo non solo riconoscimenti alle loro “incredibili capacità” come il PremioChef Rivelazioni dell’Anno” al prestigioso Congresso Internazionale di Gastronomia Madrid Fusión 2026” e l’inserimento nella mitica “Guida Michelin”, ma hanno anche una lunga fila di clienti in attesa di poter gustare le loro speciali preparazioni.  

Al Ristorante TETSUdi Madrid gli Chef João Kather Dias e Miguel De Aguilar Cañellas hanno creato unpalcoscenicodove tradizione e creatività si intrecciano trasformando sulle piastre gli ingredienti in esperienze uniche: non solo cucinano ma raccontano fascinose storie, provocano piacevoli sensazioni e celebrano con grande suggestione la connessione tra la materia e l'immaginazione.

https://restaurantetetsu.es/

https://www.youtube.com/shorts/H03xU6gY16I


"TETSU" a Madrid: Una Sala Luminosa (Foto Tetsu)

"TETSU a Madrid: Miguel de Aguilar alla Piastra (Foto Tetsu) 

Ristorante "TETSU" a Madrid: Il Grande Bancone (Foto Tetsu) 

Preparazioni Apparentemente Semplici (Foto Tetsu)

Ristorante "TETSU" a Madrid: Alta Cucina (Foto Tetsu)

"TETSU" a Madrid: Teppanyaki Gastronomico (Foto Tetsu)