sabato 16 giugno 2018

RISTORANTE “AL 43” DOVE L’ECCELLENZA GASTRONOMICA DELLO CHEF MAURIZIO BARDOTTI SI FONDE CON LA MAGNIFICENZA DELLA CAMPAGNA TOSCANA.




Vorrei iniziare con alcune significative parole di un famoso scrittore, poeta e pungente giornalista Toscano Curzio Malaparte (18981957): 
La Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo”.

Un Territorio che a partire dal suo nome antichissimo racconta un’avvincente storia.
La definizione di Toscana deriva dall’etnonimo usato dal Popolo dei Latini per denominare la zona ove vivevano gli Etruschi, l’Etruria, termine che con il tempo si è trasformato in “Tuscia” e successivamente in “Toscana”.

La Toscana, Regione ubicata nell’Italia Centrale, si estende dolcemente dall’Appennino al Mar Tirreno e anche oltre fino al suo incomparabile Arcipelago
La natura incontaminata, i paesaggi, la campagna super curata, il patrimonio storico e quello artistico, le innumerevoli straordinarie Città, le infinite Località piccole ma estremamente accoglienti e fascinose, oltre a una particolare atmosfera che fonde delicatamente e armoniosamente tutte queste bellezze con la millenaria presenza dell’uomo, fanno di questa Terra un “Paradiso unico al Mondo”.

In una delle zone collinari più belle della Campagna Senese sorge San Gimignano, incredibile Città,  frutto degli eventi e del susseguirsi del tempo a partire dal III Secolo a.C., e oggi, ancora, quasi interamente racchiusa dalle bellissime mura duecentesche
San Gimignano è famosa nel Mondo anche per le sue numerose (in origine 72) Torri Medievali che svettano sul fascinoso panorama.

Allontanandosi da San Gimignano e percorrendo per pochi chilometri la Strada Provinciale n. 1, verso Certaldo, troviamo sulla sinistra l’indicazione per Lucignano, presa questa direzione e seguendo una stradina in salita, dopo pochissimo, si trova, al Civico 43, la “Locanda dell’Artista”.

La Boutique Country InnLocanda dell’Artista” è una speciale e particolare attività di accoglienza, ubicata in Località Canonica, nata grazie alla grande passione di Bloodworth Baker Lindsay e di Cristian Rovetta.

Bloodworth Baker Lindsay è nato, il 30 Giugno 1962 (è del Segno del Cancro come me), negli Stati Uniti d’America, nella bella Città Portuale di Seattle, ubicata sulla Costa Occidentale e Capoluogo della Contea di King nello Stato di Washington
Fin da giovanissimo desiderava fare l’attore e per tale motivo si è dedicato a questo studiando a livello universitario. 
Ma, successivamente, entrato nel mondo del lavoro e trasferitosi a New York, ha avuto l’occasione di fare il Produttore Cinematografico e si è appassionato a tale impegno, da subito, dimostrando tutto il suo talento.

Successivamente si è recato in California a Los Angeles dove è entrato a lavorare, ed è rimasto per 25 anni, alla Walt Disney Company
In quegli anni ha prodotto Film straordinari come “La Bella e la Bestia”, “Aladdin”, “Il Re Leone”, “Pocahontas” e Cortometraggicult” come “Destino” che sono stati più volte anche candidati ai Premi Oscar.

Cristian Rovetta è nato, il 3 Gennaio 1970, nel piccolo Comune Lombardo di Carobbio degli Angeli, in Provincia di Bergamo
Il suo Babbo, Luigi, grande lavoratore, aveva un’officina meccanica per mezzi industriali (macchine per il movimento terra), Cristian fin da piccolo aiutava nelle piccole cose, purtroppo le difficoltà della vita, dopo anni di duro impegno e sacrifici, hanno costretto Luigi a chiudere l’attività e Cristian ha dovuto lasciare gli studi per entrare come operaio in una fabbrica di traversine ferroviarie.

Successivamente Cristian si è affacciato con successo nel mondo della moda, come venditore di accessori di abbigliamento per l’industria. 
Con molta volontà e passione, dopo pochi anni, ha deciso di mettersi in proprio ed è diventato Titolare della DittaF.a.m.i.tex” fornitrice di accessori per importanti marchi del settore.

Nel 2008 Cristian durante una vacanza estiva in Spagna, frequentando una spiaggia vicina a Barcellona, conosce Baker
Da subito nasce una simpatica amicizia che nel breve si trasforma in una sincera storia d’amore. Negli anni che seguono Baker pur girando ancora il Mondo, torna sempre più spesso in Italia per stare con Cristian, fintantoché insieme decidono di trovare una ubicazione definitiva per Baker in Italia, e perché, allora, non approfittare per realizzare un sogno comune: fare un accoglienteBed and Breakfast” (B&B).

Dopo molti mesi di ricerche e di visite senza trovare nulla d’interessante, Baker e Cristian, capitano, durante i loro giri, a San Gimignano, Baker era già stato in zona anni prima per un film ed era rimasto colpito da tanta bellezza. 
Proprio in questo Territorio trovano un Casolare, del 1750, non in buone condizioni ma circondato da una campagna a dir poco splendida con viti e ulivi rigogliosi. 
Dopo qualche titubanza iniziale, soprattutto di Cristian per i costi, prendono una decisione che cambierà la loro vita: lo comprano.

Nella super impegnativa ristrutturazione, che è durata poco meno di due anni, Baker e Cristian hanno messo tutta la loro dedizione e la loro passione, riuscendo a integrare il fascino del tempo passato con il gusto per il bello e il moderno.

Il risultato è stato che nel Giugno 2013 hanno inaugurato la “Locanda dell’Artista”, cosi denominata in omaggio alla grande sensibilità di Baker (come già detto è del Segno del Cancro) e al suo non comune buon gusto, affinato anche grazie al suo lavoro e ai suoi moltissimi viaggi intorno al Mondo.

La “Locanda dell’Artista” è un complesso, straordinariamente panoramico (si vede anche San Gimignano), adagiato su una dolce collina, di tre edifici di diverse dimensioni
Al centro la Locanda vera e propria con la Reception, sei accoglientissime ed eleganti camere di diverse grandezze e una suite, ubicate al piano terra e al primo piano. 
A fianco, da una parte, la bella struttura del RistoranteAl 43” (come il Numero Civico) e dall’altra una piccola Dépendance

Il tutto contornato da giardini fioriti e 250 piante di ulivi da cui si ricava un prezioso Olio Extra Vergine
Non manca la piscina: grande e riscaldata ecologicamente grazie ai pannelli solari.

Oggi la “Locanda dell’Artista” per tutte le sue molteplici e positive peculiarità è in testa (o nelle primissime posizioni) alle classifiche, come gradimento, in tutti i siti specializzati B&B Italiani ed Esteri.

Me veniamo al RistoranteAl 43”: una vera e propria bomboniera, il massimo del comfort per soli 20 ospiti
Molto bella anche la terrazza dehors sfruttabile con la buona stagione.

Dal 23 Marzo 2018 lo Chef Executive del RistoranteAl 43” è Maurizio Bardotti.

Maurizio è nato a Empoli, oggi Comune della Città Metropolitana di Firenze, il 20 Marzo 1978.
Quando era piccolo non aveva mai avuto nessuna propensione per la cucina, vista dalla parte dei fornelli. 
Ma era un “gran buongustaio”, grazie anche alle ottime ricette che preparavano la sua mamma Tiziana, le sue nonne e le sue zie, tutte molto brave.

Finite le Scuole dell’obbligo, Maurizio, era indeciso nello scegliere uno dei percorsi scolastici che gli venivano consigliati e, per quegli strani casi della vita in cui nulla accade per caso, nel libricino didattico che sfogliava informandosi l’ultimo Istituto consigliato era proprio l’Alberghiero.
Detto fatto: frequenta, con sempre maggiore passione, l’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera (I.P.S.S.E.O.A.) “Bernardo Buontalenti” di Firenze.

La Scuola è dura, serve molto impegno, dal Secondo anno in poi si deve anche fare esperienze lavorative nella Cucine dei Ristoranti
Maurizio ricorda simpaticamente che del suo Corso, partito con tre classi e 85 studenti quindicenni, solo in 5 sono diventati Chef.

Nel 1997, finito con successo l’Alberghiero, entra a lavorare, per un anno, in un importante Ristorante, aperto solo da sei mesi, “Casa Masi” a Montaione, piccolo Borgo, con origini Etrusche, oggi rientrato nel Territorio della Città Metropolitana di Firenze.
Nel 1998 Maurizio conosce lo Chef Costantino Servedio, un grande Maestro, ed entra a lavorare al suo RistoranteIl Bel Soggiorno” di San Gimignano (SI).

Poi Maurizio affronta un’altra importantissima esperienza, la prima come Responsabile di Cucina, al RistoranteIl Latini” di Firenze
Lo storico Ristorante, di eccellente Cucina Tradizionale Toscana, e il suo Patron Giovanni Latini, saranno fondamentali, negli anni dal 2001 al 2003, per far “crescereMaurizio Bardotti.
Nei due anni successivi, il nostro giovane Chef, si trasferisce all’Isola d’Elba (LI) al Ristorante dell’EcoHotel Montemerlo”, ubicato a 500 metri da una delle più belle spiagge del Mondo, Fetovaia, nel Comune di Marina di Campo.

Nel 2005, Maurizio Bardotti, affianca, nuovamente, come Sous-chef, il grande Costantino Servedio in un’impresa di grande respiro: l’apertura del RistoranteLampolla” all’interno del lussuoso Resort & SpaVillasanpaolo”. 

Maurizio ha poi proseguito le sue straordinarie esperienze: 
nel 2007/2008, ha lavorato in Cucina, sempre come Sous-chef, con un altro grande maestro, Fabio Ugoletti, al RistoranteAl Gallopapa”. 
Il Ristorante, di proprietà di Tiziano Amoroso, ubicato a Castellina in Chianti (SI), nel 2004 era stato premiato con una prestigiosa “Stella Michelin”, poi riconfermata negli anni successivi fino alla chiusura nel 2008.

Nel 2009 e nell’anno successivo, Maurizio Bardotti, è stato Capo Partita ai Secondi con uno dei più grandi maestri di Cucina del Mondo, Gaetano Trovato, al Ristorante (Due Stelle Michelin) “Arnolfo” di Colle di Val d’Elsa (SI). 
Un’esperienza fantastica dove Maurizio ha collaborato, gomito a gomito, come braccio destro di Gaetano.

Nel 2011 Maurizio si è impegnato, per un certo periodo, al RistoranteVilla Dievole”, dell’Azienda Vitivinicola Dievole”, in Località Dievole, nella Frazione di Vagliagli di Castelnuovo Berardenga (SI).

Successivamente, fino alla fine del 2013, Maurizio, è stato al Ristorante Badia a Coltibuono” a Gaiole in Chianti (SI). 
Dal Marzo 2014 al Dicembre 2017 ha lavorato con moltissimo successo (è stata anche sempre confermata la super prestigiosa  “Stella Michelin”) come Chef Executive al RistoranteIl Colombaiodi Casole d’Elsa (SI).

Ma torniamo al RistoranteAl 43”  e parliamo della degustazione fatta,

Dalla Carta dei Vini, che è importante e selezionata, è stata scelta una “bollicina metodo classico”, “Fèlsina Vino Spumante di Qualità Brut” come aperitivo e una bottiglia, a dir poco unica ed eccezionale, per accompagnare le portate: “Tenuta di Trinoro 2007”, Rosso Toscana I.G.T., un vero e proprio nettare.

In tavola l’ottimo pane della Casa fatto con lievito di 72 anni: tre tipi di pane diversi, panini al latte, due tipi di focaccia (miele e rosmarino), grissini di semola e cracker con semi di papavero.

Sono state servite le seguenti portate scelte dalla Carta (ci sono anche tre Menu consigliati a prezzi differenti):

- “Aperitivo” - Pomodoro di baccalà mantecato, Macaron alla cipolla, Falsa ciliegia di fegatini e vin brulé;

- “Panzanella a sorpresa” - Bavarese al pomodoro con sopra povere di basilico, su biscotto al basilico e cipolla in agrodolce, cetriolo, gelato di gin, basilico e cetriolo;

- Foie gras, indivia affumicata, cubetti di pan brioche, salsa al frutto della passione (passion fuit) e  tare sauce (salsa tara, la salsa per le grigliate della gastronomia Giapponese);

- Lingua di vitello croccante (preparata con una lenta cottura e poi tostata), caviale di aringa, salsa di fricassea, spicchi di ravanelli, salsa verde e mostarda di zucca e arancio;

- Mezzelune ripiene di salsa aioli e bergamotto, béarnaise di funghi, salsa al levistico, funghi shiitake scottati, calamaretti spillo e la loro aria;

- Anatra - petto rosa, salsa BBQ (barbecue), patata ratta, guacamole, scalogno - cosciotto battuto al coltello in “pastilla” (ricetta agrodolce Marocchina);

- Piccione - Petto con salsa “mole” (ricetta Messicana) leggermente piccante, polvere di rosmarino, porro confit, burro chiarificato - nel mezzo cannolo paté di coscette battute al coltello e stufate;

- “Predessert” - Pasta kataifi, spuma di latte di bufala, sorbetto alla mela verde con gel di fiore di sambuco;

- “Dessert” - Meringa al Jasmine The, chantilly al caramello, mirtilli e crema di mirtilli, gelato al cioccolato con fiocchi di sale di Maldon (sale prodotto nell’omonima Località Inglese);

- Piccola pasticceria della Casa.     

Che dire un vero paradiso in terra per occhi e palato, tutto buonissimo (l’alta qualità è di Casa) e ben presentato.

La Cucina dello Chef Executive Maurizio Bardotti è l’espressione sincera della sua arte appassionata, una Cucina fatta di grande qualità, attenzione, conoscenza e concretezza. 
Una Cucina che ha come base i magnifici e gustosi sapori della Tradizione Toscana ma che incontra l’innovazione nel momento in cui si arricchisce di fantasia rappresentativa.

Maurizio in Cucina è coadiuvato da una giovane ma efficientissima Brigata composta, principalmente, da Michele Interrante e da Lorenzo Baldi.

Il servizio di Sala è stato svolto con molta gentilezza, premura e professionalità dal Primo Maître e Sommelier Riccardo Mohamed, dal Secondo Maître Delio Iula oltreché dalla giovane e bella Lara Mitia Castronovo.

Che dire di più sennonché al RistoranteAl 43” della “Locanda dell’Artista” ho potuto degustare le eccellenze gastronomiche del grande Chef Maurizio Bardotti, godendo allo stesso tempo della vista di un panorama magnifico e della piacevolissima compagnia di due persone splendideBloodworth Baker Lindsay e Cristian Rovetta.



Una Vista del Magnifico Panorama

Il Giardino

La Piscina

Giorgio Dracopulos e lo Chef Maurizio Bardotti

"Aperitivo"......

"Panzanella a Sorpresa"......

Foie Gras......

Lingua di Vitello Croccante......

Mezzelune Ripiene......


Petto d'Anatra......

Cosciotto d'Anatra in "Pastilla"

Piccione......

Meringa al Jasmine The......

Lo Chef Maurizio Bardotti con Parte del suo Staff

Bloodworth Baker Lindsay e Cristian Rovetta (Foto Azienda)

sabato 9 giugno 2018

ALL’AZIENDA “JOSELITO”, EL MEJOR JAMÓN DEL MUNDO, ANCHE IL PREMIO SPECIALE 2018 DELLA “REAL ACADEMIA DE GASTRONOMÍA”.




Tra le Aziende più interessanti Spagnole, che producono prodotti di altissima qualità, ce ne è una semplicemente fantastica: “Joselito”.

Joselito” è un nome leggendario che da 150 anni lavora eccezionali “jamón”, ed è stata dichiarata, dai maggiori esperti del settore, la produttrice del “mejor jamón del mundo”.

Lo “jamón iberico de bellota” è uno dei simboli più importanti della Gastronomia Spagnola, uno dei prodotti gastronomici più famosi e di alta qualità. 
Il termine “jamón”, tradotto letteralmente, significa “prosciutto”. 

Per la Spagna dire “Jamón” non è semplicemente indicare quel particolare e curato salume che si ottiene con un antico metodo di lavorazione dalle zampe posteriori del maiale, ma è un vero e proprio “cult gastronomico” che impazza, in senso positivo, praticamente ovunque.

La Spagna è il primo Paese al Mondo come produzione e consumo di Prosciutti

Il frutto della lavorazione delle spalle più piccole del maiale, quelle anteriori, si chiama invece “Paleta o Paletilla”, e gli insaccati si chiamano “Embutidos”.

In Spagna ci sono due razze fondamentali di maiali, il più autoctono e prezioso, il “maiale Iberico” e, l’altro più comune, il “maiale bianco o serrano”, molto simile a quello delle zone Italiane di maggiore produzione.  
Il termine “serrano” indica la zona di allevamento e stagionatura, la Sierra, praticamente le terre più montane e collinari.

Il “Maiale Iberico” (Cerdo Ibérico) è una razza molto antica appartenente alla famiglia dei suini, “sus scrofa domesticus” secondo la denominazione del medico, botanico e naturalista Svedese, Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778), considerato l’ideatore della classificazione scientifica moderna degli organismi viventi.

 Il “Cerdo Ibérico” a sua volta si divide in una decina di sottorazze differenti, la cui principali differenziazioni sono date dalla diversa colorazione dell’animale e dal tipo di allevamento/alimentazione.

Lo  “Jamón” che deriva da i citati maiali a sua volta prende il nome secondo la sopraddetta distinzione:

- “Jamón Ibérico de Bellota”, prodotto con “maiale Iberico” allevato completamente allo stato brado, che si nutre in prevalenza di ghiande = “bellotas” nei mesi da ottobre a marzo, e in quelli restanti viene aiutato con preparati naturali. 
Questa super selezionata razza di animali, viene macellata a una età di 21 mesi e intorno ai 160 kg. di peso. 
La lavorazione viene protratta per molti mesi ed è ricca di esperienza e amorevoli cure: questo è il prosciutto più prezioso;

- “Jamón Ibérico de Recebo”, deriva dal suino che cresce seguendo un percorso metà brado, mangiando ghiande, e metà in modo intensivo, con un’alimentazione di mangimi selezionati;

- “Jamón Ibérico de Cebo”, da maiale allevato intensivamente, con un’alimentazione esclusivamente di mangimi;

- “Jamón Ibérico de Cebo de Campo” se l’allevamento intensivo del maiale, con un’alimentazione esclusivamente di mangimi, si svolge prevalentemente all’aperto.

Per non creare confusione, data la non assoluta veridicità dell’indicazione, il termine “patanegra” (zampa nera in riferimento agli zoccoli di alcuni Maiali Iberici), comunemente usato per il prosciutto di qualità Spagnolo, è stato vietato per legge a partire dal 15 Aprile 2006 con il Decreto Reale 1083 del 5 Ottobre 2001.

Tutta la produzione di “Jamones” è garantita con i marchi Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.), Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) e Specialità Tradizionale Garantita (S.T.G.).  

L’Azienda (Cárnicas) “Joselito”, nata nel 1868, si trova nel piccolo Comune Spagnolo di Guijuelo, nella Provincia di Salamanca, nella grande Comunità Autonoma di Castiglia e León che occupa la parte settentrionale della Mesata (l’altipiano più antico e più grande della Penisola Iberica).

Un’Azienda di Famiglia oggi arrivata alla “quinta generazione” nella persona di José Gomez, Titolare e Direttore Generale di “Joselito”.

Da sempre “Joselito” custodisce l’esperienza e i segreti ereditati da una lunghissima tradizione che ha fatto del proprio lavoro un’ossessione unica: produrre il miglior prosciutto del Mondo
Un prodotto naturale al 100%, senza additivi, conservanti chimici, coloranti o glutine: solo maiale di qualità, selezionato sale marino e una stagionatura lunga, lunghissima.

Infatti una delle peculiarità più straordinarie e interessanti di “Joselito” è anche quella di produrre “jamón vintage”, prosciutti che riposano da 24 mesi a otto anni, prima di essere commercializzati “datati”, con l’anno di produzione. 
Ogni annata è diversa, con sue peculiarità specifiche, sia organolettiche sia aromatiche, che rendono ogni prosciutto un pezzo unico, una vera opera d’arte con delle bellissime confezioni.

Oggi “Joselito” ha una proiezione Internazionale molto importante esportando in 56 Paesi del Mondo, propagandando anche con una serie di lodevoli iniziative pedagogiche il loro lavoro e la loro filosofia: corsi di taglio, corsi di conservazione e molto altro.

Recentemente, oltre alla sua solita produzione, l’Azienda ha iniziato a commercializzare anche carne fresca. 

Altro progetto estremamente interessante è stato quello di creare il “JoselitoLab”, un laboratorio di ricerca ad altissimo livello, dove i migliori Chef del Mondo sviluppano tutto l’immaginabile attraverso incredibili ricette che vedono tagli di maiale Joselito unirsi con i prodotti dei vari Territori: “Quando il miglior Prosciutto al Mondo finisce nelle mani di uno Chef leggendario, è probabile che accada qualcosa di straordinario”.   

In funzione di tutto ciò gli Accademici della “Real Academia de GastronomíaSpagnola hanno deciso di conferire alla “Cárnicas Joselito” il loro “Premio Speciale 2018” con questa motivazione: “Per la straordinaria opera che Joselito mette nella diffusione in tutto il Mondo della Cultura Spagnola, e in particolare al Jamón Ibérico de Bellota”.

Già nel 2006 l’Accademia aveva premiato l’Azienda ma questo nuovo riconoscimento assume un grande valore in quanto cade in occasione del 150° anniversario della fondazione dellaCárnicas Joselito”.   

Che dire di più se non confermare che l’Azienda (Cárnicas) “Joselito” produce veramente il “mejor jamón del mundo”.





Jamón Joselito pronto per il Taglio (Foto Joselito)

Qualità, Gusto e Fantasia (Foto Joselito) 

Special Vintage 8 Anni (Foto Joselito)

Confezionamenti Lussuosi (Foto Joselito)

José Gómez Titolare e Direttore Generale (Foto Joselito)

lunedì 4 giugno 2018

“IL GIARDINO DEGLI ANTICHI SAPORI” A PISA, UN BELLISSIMO EVENTO STORICO ENOGASTRONOMICO RICCO DI GUSTO E FASCINO.




Nei giorni di Venerdì 25, Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018 si è svolta, nel magnifico contesto del Giardino Scotto di Pisa, la Prima Edizione di una Manifestazione estremamente interessante

Il Giardino Scotto è ubicato in Lungarno Fibonacci, sulla riva meridionale del Fiume Arno, tra il Ponte della Vittoria e il Ponte della Fortezza.

Il Giardino Scotto in realtà era denominato “La Cittadella Nuova” (per distinguerla dalla “vecchia” rivolta verso il lato mare della Città) ed è un’antica Fortezza, edificata dai Fiorentini tra il 1440 e il 1475
Il complesso serviva principalmente a ospitare la guarnigione che controllava i Pisani sconfitti alcuni anni prima, nel 1406

Alla progettazione e alle prime realizzazioni delle imponenti strutture partecipò anche Filippo di ser Brunellesco Lapi (conosciuto come Filippo Brunelleschi 13771446) architetto, scultore, matematico, orafo e scenografo Fiorentino del Rinascimento, considerato anche il primo Ingegnere e Progettista dell’Era Moderna.

Nel 1495 i Pisani si ribellarono e insorsero attaccando ed espugnando la Fortezza che, negli scontri, venne anche distrutta parzialmente.
Ma i Fiorentini riconquistarono Pisa e tra 1509 e il 1512 ricostruirono la Fortezza con l’apporto dei più famosi Architetti e Ingegneri Militari Fiorentini del Tempo, Giuliano Giamberti da Sangallo (14451516) e Antonio Giamberti da Sangallo detto il “Vecchio” (14551534).
Le nuove strutture tenevano già conto, uno dei primi esempi in Italia, dell’avvento delle nuove armi utilizzanti polvere da sparo.

Attraversate molteplice vicissitudini, durante i Secoli, la Fortezza, ormai in disuso, fu messa in vendita dal Granduca Leopoldo I di Toscana (17471792) e acquistata dalla Famiglia Chiesa che ivi costruì degli edifici, i cosiddetti “Tre Palazzi”.
Nel 1798 Domenico Scotto, rilevò la proprietà Chiesa  con il desiderio di edificare, a sua volta, un palazzo di rappresentanza.

Domenico Scotto, ricco commerciante originario di Procida (Comune del Napoletano), era arrivato a Livorno intorno al 1775 esercitando con molto successo l’attività di armatore
Da subito aveva anche iniziato poderosi investimenti in campo fondiario e immobiliare sia a Livorno sia in zone limitrofe.
Il risultato fu che “La Cittadella Nuova” vide sorgere un Palazzo di stile neoclassico e un magnifico grande giardino, entrambi frutto dell’Architetto Giovanni Caluri
Da quel momento la fortezza fu ribattezzata “Giardino Scotto”.

Nel 1936, quando il Palazzo divenne sede della Regia Questura, gli eredi di Domenico Scotto regalarono alla Cittadinanza Pisana tutto il complesso rivalutandolo come Giardino Pubblico Comunale, sede di rappresentazioni teatrali, concerti e cinema all’aperto, ruolo che ha mantenuto fino ai nostri giorni.

Nel 2008 l’Amministrazione Comunale Pisana ha rinnovato in gran parte tutto l’arredo del “Giardino Scotto” trasformandolo ancor di più in un’oasi Cittadina.

Al “Giardino Scotto” ho trascorso molto tempo libero sia da piccolo sia da ragazzo e mi è rimasto nel cuore il fascino di questo posto.

Erano alcuni anni che sognavo di mettere in atto proprio al “Giardino Scotto” una grande manifestazione storico/enogastronomica
Ho avuto la fortuna di tramettere questa mia idea a una persona decisamente straordinaria Sabrina Perondi, della C.N.A. di Pisa, che con la sua grande volontà e capacità, appoggiata dall’Associazione stessa, in particolare dal Presidente Matteo Giusti e dal Direttore Generale Rolando Pampaloni, è riuscita in pochissimi mesi a realizzarla.

La Prima Edizione del “Il Giardino degli Antichi Sapori” si è svolta (come già detto) nei giorni di Venerdì 25, Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018, con un programma ricchissimo.
Un viaggio avvincente nella cultura Pisana, attraverso la storia, l’arte, le tradizioni culinarie e moltissimo altro, patrocinato dal Comune di Pisa, da “Vetrina Toscana” e dal brand “Terre di Pisa” lanciato dalla Camera di Commercio di Pisa.

Dopo l’Inaugurazione, avvenuta Venerdì pomeriggio alle ore 16:00, con il taglio del nastro da parte dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Andrea Ferrante, alla presenza di Valter Tamburini Presidente della Camera di Commercio di Pisa e di altri rappresentati del Comune e di varie Associazioni, è partita la kermesse.

Molte Aziende agroalimentari del Territorio, facenti parte del “Consorzio Toscana Sapori”, hanno dato vita alla mostra mercato con tutto il meglio della loro produzione.
Moltissime le iniziative ludiche e i laboratori per i bambini gestite dall’Associazione CulturaleCoolToualMente”: Viaggio Attraverso le SpezieI Piccoli ArcieriCostruiamo il CastelloPisa e i suoi Simboli.

Particolarissimo il settore dove i Fabbri, Maestri dell’Arte della Forgiatura, mostravano le loro capacità nel modellare spade, oggetti di varia utilità, anche da arredo e vere opere d’arte.

Per la parte storica, le super coreografiche e belle esibizioni in costume che hanno visto i Guerrieri dell’Ordo Civitas Pisarum combattere la battaglia con le spade, i bambini della Scuola Sbandieratori e Musici delle Manifestazioni Pisane dare il massimo del loro impegno e la Compagnia Balestrieri di Pisa mostrare tutta la loro bravura.

Il sottoscritto Giorgio Dracopulos, ha avuto il grande onore e il piacere di presentare e condurre alcuni “Cooking Show”, a degustazione gratuita, di grande successo, con alcuni bravissimi, e cari amici, Cuochi/Chef:

- Venerdì pomeriggio, Luciano Zazzeri Chef Stellato” e Titolare del famosissimo RistoranteLa Pineta” di Marina di Bibbona (LI), ha preparato il “Baccalà”, cotto a bassa temperatura, appoggiato su una crema di ceci con sopra del cavolo marinato nell’aceto bianco;

- Paolo Ciolli, famoso Cuoco/Personal Chef e Scrittore Livornese Sabato pomeriggio ha preparato  i suoi “Tortelli Verdi al Tramonto”, con cui ha vinto, su Rai 1, La Prova del Cuoco, mentre la Domenica mattina ha preparato i suoi vari tipi di “Crostini Neri” di fegatini; durante questi “Cooking Show” abbiamo presentato anche il suo ultimo bellissimo Libro (non solo di ricette) non a caso intitolato “Pisa da Gustare”;

- Sempre il Sabato pomeriggio, una grande e appassionata, Cristina Pistolesi, Titolare della seguitissima Scuola di Cucina Art in Cooking, ha insegnato, a un pubblico attento e partecipe, come preparare gli “Gnocchi di Ricotta di Pecora e Zafferano”;

- Domenica, nel pomeriggio, la giovanissima e brava Chef Elisa Masoni, del RistoranteLa Quercia di Castelletti”, aiutata da due altrettanto giovani membri della sua Brigata di Cucina, la Sous-chef Valentina Baroni e l’Aiuto-cuoco Alessandro Bertini, ha preparato “Canederli Toscani" (a base di pappa al pomodoro) su fonduta di grana padano D.O.P., olive taggiasche e basilico.

Alla fine delle giornate di Sabato e Domenica l’apericena con la partecipazione del bravo Chef Pietro Isidoro Vattiata e del Gruppo VocaleEnsemble Pisa Early Music”.

La Prima Edizione della ManifestazioneIl Giardino degli Antichi Sapori” svoltasi l’ultimo fine settima del Mese di Maggio ha voluto essere un’anticipazione del “Giugno Pisano”, l’intenso programma che per tutto il Mese, ogni anno, fa rivivere grandi eventi storici, iniziative culturali, spettacoli, concerti e moltissimo altro.

Un particolare ringraziamento a un grande Giornalista, carissimo amico, come Luca Managlia per la sua attiva partecipazione, al Fotografo Ufficiale Riccardo Bartolotti, ad Antonio Schena per l’assistenza generale e a un grande Maître come l’amico Mario Zanaboni che ha subito trasformato la sua visita in un aiuto.

Il Giardino degli Antichi Sapori 2018” è stata un bellissimo Evento enogastronomico ricco di gusto e fascino, sicuramente un appuntamento da ripetere.  



Uno degli Ingressi alla Fortezza

G. Dracopulos e Sabrina Perondi (Foto L. Managlia)

L'Inaugurazione

Una Vista della Mostra Mercato

Giorgio Dracopulos con i Fabbri

La Battaglia con le Spade (Foto R. Bartolotti)

Sbandieratori e Musici (Foto R. Bartolotti)

La Compagnia Balestrieri di Pisa

Giorgio Dracopulos e Luciano Zazzeri

S. Perondi, Dracopulos, Cristina Pistolesi, M. Giusti

 Dracopulos, Paolo Ciolli e il Libro (Foto L. Managlia)

G. Dracopulos, E. Masoni, A. Bertini, V. Baroni

Una Vista del Pubblico

G. Dracopulos, Luca Managlia ed Elisa Masoni

G. Dracopulos e Mario Zanaboni (Foto L. Managlia)