giovedì 18 ottobre 2018

INTERESSANTISSIMO IL CONVEGNO SULLE FRODI ALIMENTARI ORGANIZZATO A PISA DALLA “CONFESERCENTI TOSCANA NORD”.




Voglio affrontare un problema che è una vera “piaga” per il “Settore Agroalimentare Italiano”: le falsificazioni.

L’Italia è il Paese Europeo più ricco di biodiversità, sia vegetale sia animale, anche se a causa della densità della popolazione, insieme ad altri fattori, corriamo il rischio di mettere in crisi tale “paradiso”.

La nostra Nazione ha il primato nel Mondo per il numero di prodotti Alimentari ufficialmente classificati con le varie Denominazioni di Qualità (818 tra DOP – Denominazione di Origine Protetta, IGP – Indicazione Geografica Protetta, SGT – Specialità Tradizionale Garantita), senza considerare poi la miriade di produzioni di eccellenza che non hanno ancora raggiunto tali traguardi.

Siamo in possesso del cibo più ricercato al Mondo ma non siamo i primi nelle esportazioni.
Secondo i dati più aggiornati tra il 2007 e il 2017 il nostro Valore di Export è salito da 22 a 41 Miliardi di Euro
Sembra molto, ma in Europa siamo soltanto in quinta posizione
La prima è l’Olanda che con solo 34 Denominazioni ha fatturato nel 2017 circa 87 Miliardi di Euro.

Mi sembra lapalissiano che qualcosa non funzioni nel nostro “Made in Italy” agroalimentare.
Sarebbe troppo lungo affrontare tutte le analisi che sono state fatte su tale problema vista la quantità di fattori e sfaccettature che possono essere causa di tale fatto.
Pertanto voglio prendere in considerazione soltanto il problema dell’Italian Sounding, ovvero tutto ciò che viene recepito a livello Mondiale come una “Tipicità Italiana”.

L’Italianità è sicuramente un richiamo per tutti che unisce oltre alla bontà anche qualità, naturalezza, stile, gusto e cultura.
Per dare una grandezza del valore all’Italian Sounding agroalimentare nel Mondo si potrebbe indicare una cifra più che doppia della nostre esportazioni, ecco che si scopre che la differenza è fatta da falsi prodotti Italiani.

Ogni anno oltre un miliardo di persone acquistano nel Mondo qualcosa di Italiano, ma in due casi su tre comprano inconsciamente dei falsi.

Il panorama è dei più ampi e fantasiosi, si può partire dalle decine di migliaia di Ristoranti, sparsi in ogni dove, che si definiscono Italiani ma che di questa Italianità non se ne trova traccia, ai veri e propri giochini di parole simili (come il super noto formaggio “parmesan” oppure il vino “barollo”) o alle etichette accattivanti illustrate da monumenti tipo il Colosseo o la Torre di Pisa.

Un vero e proprio carnevale dannoso e fraudolento che ruba alla nostra Nazione anche circa 300.000 posti di lavoro.
Un megagalattico danno considerando anche tutte le sofisticazioni che avvengono anche sul suolo Patrio.

In funzione di tale fatto la Confesercenti Toscana Nord ha voluto dedicare una prima giornata al  “Convegno sulle Frodi Alimentari”.

L’Evento si è svolto, Giovedì 11 Ottobre 2018, presso l’accogliente complesso delle Officine Garibaldi di Pisa, ubicate in Via Gioberti 39.

La Prima Sessione, rivolta agli Studenti della Scuole Superiori e dell’Università, si è tenuta la Mattina, dalle ore 10:00 alle ore 12:30, ha visto gli interventi di Stefano Campazzi, Coordinatore di “Pisa Quality Restaurant”, e Valter Ballantini in qualità di Consulente della “Confesercenti Toscana Nord”. 

La Seconda Sessione, nel Pomeriggio, dalle ore 15:00 alle ore 18:30, rivolta non solo agli addetti del Settore Agroalimentare, ha visto intervenire una nutrita rappresentanza di super esperti coordinati e presentati da Simone Romoli  Responsabile Area PisanaConfesercenti Toscana Nord”:

- Il Direttore Generale di “Confesercenti Toscana Nord”, Miria Paolicchi, ha aperto i lavori portando il saluto dell’Associazione;

- Stefano Campazzi, Coordinatore di “Pisa Quality Restaurant”, ha affrontato l’argomento “I tempi cambiano: l’importanza della formazione”;

- Giovanni Goglia, Direttore dell’Ufficio dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) con competenza Territoriale sulle Regioni Toscana e Umbria, Ufficio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, ha ampiamente e dettagliatamente descritto “L’attività di controllo dell’ICQRF sui prodotti a denominazione registrata”;

- Emore Magni, Direttore del Consorzio Prosciutto Toscano, ha illustrato “La tutela delle indicazioni geografiche in Italia e nel Mondo: l’esperienza del Prosciutto Toscano DOP”;

- Massimo Malnerich, Ispettore del Consorzio Salumi DOP, ha spiegato “Il sistema dei controlli, la normativa di riferimento e il ruolo dei Consorzi: l’attività dell’Istituto Salumi Italiani Tutelati”;

- Giusj Polizzi, Dirigente Veterinario dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, ha chiarito le “Strategie Europee sul contrasto delle frodi alimentari”;

- Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa, ha voluto sottolineare “L’importanza dell’enogastronomia e delle certificazioni di qualità per le Terre di Pisa”. 

Alla fine, dopo i ringraziamenti, Simone Romoli ha invitato tutti i presenti a una Degustazione di Prodotti Tipici preparati appositamente da alcune Ditte (Il CrudoPanineria e VineriaPanificio BorelliAzienda Vinicola Marzocchi) che avevano allestito dei tavoli all’uscita della Sala Convegni.   
Che altro dire su questo interessantissimo “Convegno sulle Frodi Alimentari” organizzato dalla Confesercenti Toscana Nord, sennonché sottolineare l’estremo interesse di tutto il pubblico presente che, alla fine, è stato anche certificato dagli “Attestati di Partecipazione Nominali” consegnati a tutti.



Officine Garibaldi l'Ingresso

Il Dr. Giovanni Goglia e Giorgio Dracopulos

La Locandina dell'Evento

I Relatori 

martedì 16 ottobre 2018

A LIVORNO C’È “GIOIA” L’ACCOGLIENTE RISTORANTE DELLA BRAVA CHEF PAOLA CATTABRIGA.




Livorno è una bella Città Portuale adagiata sulla suggestiva Costa Toscana, ha alle spalle una lunga e ricca storia che inizia con i primi insediamenti umani (confermati da ritrovamenti archeologici) addirittura nella Preistoria.
Convenzionalmente quel periodo che precede l’invenzione della Scrittura, avvenuta in Oriente tra 3500 e 3200 anni a.C., si definisce “Preistoria”.

Altri ritrovamenti successivi ci indicano che qui vissero anche Etruschi e Romani.
Già nel I Secolo a.C. Marco Tullio Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.), filosofo, scrittore, politico, avvocato e pregevole oratore Romano, in una lettera indirizzata a suo fratello, Quinto Tullio Cicerone, citava l’antica “Pisis” (Pisa) e una località vicina definita “Labrone”. 
Tutt’oggi “Labronico” e sinonimo di “Livornese”.

Il primo dato certo di un ToponimoLivorna” risale però al 1017 e si riferisce ad un piccolo nucleo abitativo a pochi chilometri a sud della Foce del fiume Arno.

Grazie all’interramento del vicino Porto Pisano, tra il XIII e XIV Secolo, Livorno, con il suo Porto, si sviluppò rapidamente dotandosi di robuste fortificazioni ed edificando il maestoso “Fanale dei Pisani” (o Fanale Maggiore, uno dei fari più antichi d’Italia, ricostruito fedelmente dopo i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale).

Grazie alle “Leggi Livornine”, emanate, tra il 1591 e il 1593, dal Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici, particolarmente “larghe di manica”, e l’istituzione del “Porto Franco”, la Città prese a  crescere sotto tutti gli aspetti, anche sotto il profilo gastronomico.

La Cucina Livornese, pur essendo un intricato groviglio di ricette provenienti da tradizioni distanti tra di loro, sopraggiunte con il notevole afflusso di gruppi etnici perseguitati per motivi legali o religiosi, si è sviluppata con un suo specifico, vario e robusto carattere che si può ritrovare anche in una  ricetta, assolutamente e unicamente “Livornese” come il “Cacciucco”.

Il 6 Novembre 1881 fu inaugurata, sul Lungomare, l’Accademia Navale di Livorno, la Scuola Universitaria che si occupava, e si occupa a tutt’oggi, della formazione tecnico/militare degli Ufficiali della Marina Militare.

Davanti all’Accademia Navale, praticamente all’altezza dell’Ingresso di Rappresentanza, nel 1890 fu edificata “Barriera Margherita” una bellissima e imponente struttura (divisa in due parti, una volta collegate da una lunga cancellata), tutta ricoperta di pietra chiara. 
La Barriera, in origine, serviva a delimitare l’area soggetta a “Dazio Comunale Livornese”. 
Invero nel 1868 erano definitivamente tramontate tutte le agevolazioni  delle “Leggi Livornine” e del “Porto Franco”.

Passati i decenni anche la funzione di Dazio non fu più attuale e la Barriera divenne una piccola Stazione Ferroviaria
Per agevolare le comunicazioni, il 26 Agosto 1935, fu completata la Linea Ferroviaria Pisa-Marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone-Livorno, che, partendo dal centro Pisano, arrivava a Livorno, alla Stazione appunto di “Barriera Margherita”.

Mi ricordo benissimo, per esserci stato, il cosiddetto “Trammino” per i Pisani e il “Trenino” per i Livornesi, comodo e divertente. 
Purtroppo, il servizio fu interrotto il 15 Settembre del 1960.

A pochissimi passi da “Barriera Margherita”, di fronte agli edifici dell’Accademia, c’è una traversa, lato terra, denominata Via Benedetto Brin, al Civico 3 potete trovare il RistoranteGioia” della Chef Paola Cattabriga.

Paola è nata a Milano il 26 Gennaio del 19.. (delle signore non si dice l’età), fin da piccolissima è vissuta con Nonna Angiolina e Nonno Mario Cattabriga
Il Nonno era Falegname e la Nonna faceva la Cuoca di professione ed era molto brava. 
Paola adorava la Nonna e tutto quello che faceva, da questo ad arrivare a 4 anni e ricevere in regalo un piccolo mattarello per tirare la pasta il passo è stato breve.

Era nata per Paola Cattabriga la passione per la Cucina, alimentata anche dal fatto che per anni uscendo da Scuola si recava al RistorantePiazza” sui Navigli a Milano, dove sua Nonna lavorava e trascorreva con Lei molto tempo osservando, aiutando e imparando tutti i segreti di una Cucina sana preparata da una persona appassionata e super esperta.

All’età di 18 anni, Paola, ha iniziato a Studiare all’Università ed è entrata anche a lavorare, il Sabato e la Domenica, in Sala, al Ristorante del “Castello di Cusago”. 
Cusago è un Comune del Milanese.

Tuttavia la passione è quella per la Cucina, e pur di entrarci, a 22 anni ha iniziato a fare esperienze partendo dal basso nel ruolo di lavapiatti in un Ristorante a Milano
Ma è una ragazza precisa, attenta a tutto ciò che le accade intorno, e presto è stata in grado di cucinare anche molto bene.

Dal 1996 ha lavorato nei Ristoranti su grandi Navi da Crociera, prima quelle della “Moby Lines”  e poi su quelle della “Costa Crociere”.  
Successivamente è tornata a Milano a lavorare nel Locale con la Nonna.

Nel 2008, Paola, mentre studiava e si specializzava come Cuoca alla Scuola del “Gambero Rosso” di Roma, ha conosciuto la signora Pia Passalacqua (moglie dello Chef Igles Corelli) che allora lavorava come Dirigente della Scuola stessa.

Negli anni successivi Paola si è data all’insegnamento, all’inizio con i Corsi di Cucina della DittaLagostina” di Omegna (VB), poi dal 2011 a 2013 ha aperto, con grande successo, a Livorno, la sua Scuola:Spazio QB”. 
Dal 2013 al 2015 è stata anche Direttrice dell’Accademia Italiana di Cucina Pandolfini a Firenze.

Grazie alle sue grandi capacità, dal 2013, Paola è entrata, ufficialmente, anche a far parte della “Squadra dei Servizi Esterni” dello ChefStellatoIgles Corelli.

Nel Luglio del 2017 Paola Cattabriga ha coronato il suo sogno aprendo il RistoranteGioia” a Livorno”.

Purtroppo poche settimane dopo aver inaugurato, nella notte tra il 9 e il 10 Settembre 2017, il Ristorante è stato investito dalla tragica alluvione, che sciaguratamente ha provocato anche nove vittime.  
Tanto lavoro e tanto impegno in pochi minuti è andato tutto perduto
Solo la grande volontà di una donna energica, intelligente e appassionata come Paola Cattabriga ha permesso, con ulteriori grandi sacrifici, di riaprire il suo Ristorante.

Il RistoranteGioia” è molto accogliente nella sua sincera semplicità: 
attraversata la Porta d’Ingresso a vetri si entra nell’Atrio dove è ubicato sulla sinistra il Bancone Bar, altri due passi e si accede all’unica Sala con soli sette tavoli tra tondi e quadrati. 
Sulla Sala si affaccia anche la porta della Cucina
Uscendo dalla parte opposta della Sala si accede a un simpatico e verdeggiante Giardino, molto comodo con la bella stagione.

Il Menu è l’espressione più sincera della Cucina di Paola, cinque voci, “Mare”- “Terra”- “Verdura”- “Pasta”- “Desserts”, che comprendono una selezione di preparazioni molto gradevoli già a partire dalla descrizione. 
Sull’altra faccia della pagina/menu c’è anche la versione in Inglese.

La Carta dei Vini è frutto di una scelta accurata, 25 Etichette ben assortite, con un rapporto qualità/prezzo molto favorevole.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima bollicina: 
Champagne André Robert Séduction 2008 Brut”, Champagne Grand Cru “Le Mesnil-sur- Oger”, un Assemblage di Pinot Noir e Chardonnay, 12% Vol., prodotto dalla Champagne André Robert.

Sono state servite le seguenti portate:

- Bouillabaisse (Zuppa, Francese, di pesce tradizionale della Provenza) di “conchiglie” con passatelli al lime;

- Gnocchi di ricotta impastati con estratto di Limoni di Sorrento e Parmigiano Reggiano di 30 Mesi,  prodotti artigianalmente da un pastificio di Cecina (LI), con ragù di pescato;

- Battuta al coltello di Carne cruda (abbattuta e pertanto sicura), Femmina giovane (9 Mesi) di Razza Piemontese (Fassone), carne certificata e selezionata dalla Macelleria Bani di Livorno, con crema di Blue Stilton (Formaggio Inglese a pasta dura ed erborinato);

- Bonet (Budino di antichissima Tradizione Piemontese) e caramello.

Tutto molto buono e ben presentato.  

Nulla potrebbe spiegare meglio la Filosofia Culinaria di Paola Cattabriga delle sue stesse parole: “Per me cucinare significa credere nella sfida alla abitudini e credere nel cibo come veicolo di emozioni e di legami
Sfido le abitudini con piatti ricchi di Tradizione, rinnovandola, per rendere i miei piatti più leggeri ed emozionali
E, come la Tradizione impone, seleziono le miglior materie prime instaurando un rapporto diretto con i produttori".

Poi quando ho chiesto a Paola Cattabriga perché ha dato il nome “Gioia” al suo Ristorante, la risposta è stata netta e decisa: 
Gioia è dove Cucino, Gioia è come Cucino, Gioia per me è avere gli ospiti soddisfatti di essere seduti ai miei tavoli”.  

Al RistoranteGioiadi Livorno ho trovato una piacevolissima accoglienza e un’ottima Cucina merito di una brava e appassionata Chef: Paola Cattabriga.



La Chef Paola Cattabriga

Una Vista della Sala

Bouillabaisse con Passatelli

Gnocchi di Ricotta con Ragù di Pescato

Battuta al Coltello di Carne Cruda

Bonet e Caramello

La Chef Paola Cattabriga e Giorgio Dracopulos

lunedì 8 ottobre 2018

ALL’ “IRENE BISTRÒ”, DELL’HOTEL 5 STELLE “SAVOY” DI FIRENZE, “NON PIOVONO SOLO POLPETTE”.




La magnifica Città di Firenze, oltre ad essere il Capoluogo di quella fantastica Regione denominata Toscana, è anche quello straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira.
Per elencare tutte le meraviglie che si possono trovare a Firenze ci vorrebbe un’enciclopedia composta da innumerevoli tomi, ma posso lo stesso citarne due ubicate, vicine l’una all’altra, in  pieno Centro
Il Duomo e Palazzo Vecchio.

Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale Metropolitana di Santa Maria del Fiore, si trova in Piazza del Duomo, quando fu completato e consacrato nel 1436 era la più grande Chiesa del Mondo
Oggi è la terza in Europa dopo San Pietro, a Roma, e San Paolo, a Londra
Il corpo della Basilica è a tre navate, unito a un’enorme rotonda triconica che sorregge quell’immenso capolavoro ingegneristico che è la Cupola del Brunelleschi
la più grande Cupola in muratura mai costruita
E non basta perché la Cattedrale ha accanto il Campanile di Giotto e di fronte il Battistero di San Giovanni.

Palazzo Vecchio è a pochissima distanza da Piazza del Duomo, in Piazza della Signoria, maestoso e bello è stato edificato nel XIII Secolo, da sempre è la sede del Governo Cittadino.

Praticamente a pochi passi tra queste due stupefacenti realtà c’è una delle Piazze più incantevoli e storiche di Firenze
Piazza della Repubblica.

Proprio in Piazza della Repubblica, al Civico 7, si erge uno degli Alberghi più accoglienti e lussuosi della Città
Hotel Savoy Florence”.

L’Hotel Savoy  appartiene alla prestigiosa catena “Rocco Forte Hotels”, Società fondata nel 1996 da Sir Rocco Forte (Classe 1945) che ne è anche Presidente, e che oggi vede la partecipazione attiva di tutta la Famiglia: la sorella Olga Polizzi, i figli Lydia, Irene e Charles.

La Rocco Forte Hotels ha 12 Alberghi super lussuosi ed esclusivi nelle più importanti Città del Mondo
Tutti gli Hotels Forte fanno parte della prestigiosissima collezione, dei 400 migliori Alberghi del Pianeta, fondata nel 1928 e denominataThe Leanding Hotels of the World”.

L’Hotel Savoy Florence è stato riaperto, ufficialmente il 13 Aprile 2018, dopo un importantissimo intervento di ristrutturazione che è durato ben 6 mesi
L’Edificio che ospita l’Hotel è stato edificato nel 1893 e ha sulle spalle ben 125 anni.

La migliore accoglienza possibile è stata il filo conduttore che ha portato un ampliamento sia delle Camere che delle Suite, riducendo il numero complessiva da 102 a 80

Il lusso e il comfort è stato lo scopo per cui sono state create le nuove “Junior Suite”, le “Grand View Suite” e la magica e grandissima “Duomo Presidential Suite” che occupa un’ala dell’Hotel ed ha una suggestiva vista sulla Cupola del Brunelleschi
Non manca neanche, al 5° Piano una Suite a due livelli da cui si gode un panorama d’eccezione: 
I tetti di Firenze, il Campanile di Giotto e Palazzo Vecchio.

Olga Polizzi, Director of Design della “Rocco Forte Hotels”, ha valorizzato al massimo ogni più piccolo particolare della nuova immagine, prendendo in considerazione sia stili contemporanei ma anche spunti rinascimentali. 
Per ottimizzare tutto il lavoro si è rivolta ai migliori artigiani locali come la storica Maison Fiorentina Emilio Pucci.

L’Hotel Savoy Florence è condotto con esperienza e classe dal General Manager Giancarlo Rizzi.

Al piano terra dell’Hotel Savoy Florence c’è l’accogliente “Irene Bistrò” con il grande Dehors godibilissimo nelle belle giornate. 
All’interno il grande bancone Bar, fulcro delle Sale dove si può comodamente degustare le delizie di grande qualità preparate dal bravissimo e giovane Head Chef del Ristorante Giovanni Cosmai e godere della professionale ospitalità del Restaurant Manager Endrit Prifti.

Dal 2008 Fulvio Pierangelini, uno dei più grandi Chef del Mondo con le sue “Due Stelle Michelin”,  una pietra miliare nell’Albo d’Oro della Cucina Italiana, è il Director Food di tutti i “Rocco Forte Hotels”.

Poche parole per ricordare la storia di Fulvio Pierangelini che è nato a Roma, l’11 Maggio del 1953. Il suo Babbo era Ingegnere e per motivi di lavoro si trasferì con la Famiglia a San Vincenzo
Tra le passioni giovanili di Fulvio c’era la musica, il mare e la cucina che, tra le altre cose, gli veniva spontanea, dal cuore. 
Nel 1978 Fulvio si è Laureato in Scienze Politiche (con il massimo dei voti), e nel 1977, seguendo la sua passione gastronomica, è entrato a lavorare in un Locale (bar, ristorante, discoteca) vicino a San Vincenzo.

Anni intensi, per Fulvio che, conosciuta una bella ragazza, Emanuela, nata a Parma, ma Milanese di adozione, è convolato anche a nozze. 
Dalla loro unione è nato, a Milano, il 12 Marzo 1978, il loro Figlio Fulvietto.

Il proprietario del Locale, dove lavorava Fulvio, ha anche una Trattoria a San Vincenzo, il “Gambero Rosso”. 
La gestione di due Locali, non vicini tra di loro, costrinse il proprietario (Marino) a prendere la decisione di vendere la Trattoria.

Ecco che Fulvio ed Emanuela lo rilevarono e si buttarono con tutta la loro passione in questa nuova “avventura”. 
Nacque così, l’8 marzo del 1980, il Ristorante “Gambero Rosso”.
Nel giro di poco tempo la loro fama si è diffusa attraverso la Provincia di Livorno, la Toscana e l’Italia tutta e non solo. 
Mi ricordo ancora, quella splendida serata quando, proprio in quei primissimi tempi, andai a cena da loro per la prima volta.

Fulvio Pierangelini e Giovanni Cosmai, in strettissima collaborazione, hanno studiato e preparato, per questo Autunno/Inverno 2018, due importanti e simpatiche novità per coloro che vorranno andare all’Irene Bistrò.

Da Domenica 7 Ottobre 2018, dalle ore 12:30 alle ore 15:00, inizierà a essere servita una nuova versione del Pranzo Domenicale, un Menu denominatoPiovono Polpette”, in cui alla convivialità del giorno di festa si mescolano una vivace regressione golosa sul giocare con le polpette, mantenendo però un filo conduttore fatto di stagionalità, estrema qualità, tradizione unito a una certa libertà e ironia. 
E cosa che non guasta con un rapporto qualità/prezzo molto interessante.

Piovono Polpette” il famosissimo e divertente Libro a fumetti per ragazzi di Judi e Ron Barret, da cui ne è derivato anche l’omonimo Film
Il Collegamento? 
Fulvio Pierangelini in occasione dell’uscita del Film era un fumetto nel Trailer pubblicitario.

Pertanto, andare la Domenica a Pranzo, all’Irene Bistrò sarà: 
Una giostra di polpette di verdure, di pesce, di carne, abbinate a meravigliose salse e misticanza di erbe spontanee
E poi, praline di cioccolato e palline di crema fritta in un tripudio di golosità e ricordi”.

Ma non è finita, perché, in collaborazione con il Bar Team e il Barman Denis Giuliano, Fulvio Pierangelini e Giovanni Cosmai hanno ideato l’aperitivo, prima di cena, “tutto compreso” denominato “Fish & Spritz” che verrà servito tutti i Venerdì.

Fish & Spritz” una nuova e speciale formula dove uno (a scelta) dei quattro esclusivi e buonissimi Spritz del Locale (Classico, Irene, Zen e Stravinskj) viene accompagnato con gustosi assaggini di pesce appositamente studiati nell’abbinamento. 
Anche “Fish & Spritz” ha un rapporto qualità/prezzo davvero lodevole.

All’Irene Bistrò dell’Hotel Savoy Florencenon piovono solo polpettema ho trovato anche un’accoglienza calorosa, altamente professionale, estremamente gustosa e divertente.




Rocco Forte Hotels - Il Logo

Hotel Savoy Florence - L'Ingresso

"Irene Bistrò" - L'Ingresso

"Irene Bistrò" - Una Vista della Sala Principale

"Irene Bistrò" - Il Dehors

G. Rizzi, G. Dracopulos, G. Cosmai, E. Prifti

Fulvio Pierangelini: il Fumetto (Foto Savoy)

Alcuni Tipi di Polpette

Il Barman Denis Giuliano (Foto Savoy)

Gli Spritz

 Chef Giovanni Cosmai Pronto per Preparare il Fish

Lo Chef Giovanni Cosmai e il Fish

"Fish & Spritz" - Il Fish (Foto Savoy)

Giorgio Dracopulos e Fulvio Pierangelini (Foto Managlia)

martedì 2 ottobre 2018

AZIENDA VITIVINICOLA “BULICHELLA” A SUVERETO (LI): L’AVVINCENTE E STRAORDINARIA STORIA, TRA MOTORI E VINO, DI HIDEYUKI MIYAKAWA.




Il Giappone non è soltanto un popoloso Stato Insulare dell’Asia Orientale formato da 6.852 Isole bagnate dall’Oceano Pacifico, ma è anche un fantastico Mondo che solo parzialmente si evince dall’altro nome che gli si attribuisce: il “Paese del Sol Levante”.
Il Giappone ha un fascino particolarissimo che gli deriva da una lunghissima Storia che si perde parecchi secoli avanti Cristo e che fino ai nostri giorni ha tramandato una cultura magnifica ed estremamente seducente.

La nostra Storia inizia proprio in Giappone quando, nella Città di Maebashi, ubicata nella Prefettura di Gunma, distante circa 120 Km. da Tokyo, nasce, Domenica 6 Giugno 1937, Hideyuki Miyakawa.

Fin da giovanissimo, dopo aver superato l’atmosfera dei terribili avvenimenti “atomici” che martoriarono il Giappone sul finire della Seconda Guerra Mondiale, nell’Agosto del 1945, e le conseguenze drammatiche della resa, Hideyuki manifestò grande interesse per i motori, in particolare per le motociclette.

Nel 1960, all’età di 22 anni, era già un motociclista esperto e preso dalla smania di girare il Mondo è partito, insieme a un suo carissimo amico, a cavallo di una moto Yamaguchi 125 cc. bicilindrica con motore due tempi.

Il “due tempi”, semplificando, si può dire che è un tipo di motore senza valvole di scarico, inventato nel 1879, ha iniziato a prendere piede nel mondo delle due ruote, grazie anche alla sua apparente semplicità meccanica, agli inizi degli Anni 50.

La “Yamaguchi” era un’Azienda che ha prodotto motociclette, in Giappone, tra il 1955 e il 1963; le sue moto montavano motori prodotti dalla DittaHodaka” dei Fratelli Oishi
La “Yamaguchi” ebbe un certo successo Internazionale nel 1961 quando, accordandosi con la Ditta AmericanaPacific Basin Trading Company” (PABATCO), che aveva Sede in Oregon, riuscì ad aprire 480 Concessionarie negli Stati Uniti.

Hideyuki Miyakawa partì dal Giappone e, non potendo inoltrarsi in Cina a causa delle troppo vicine ferite aperte dalla guerra in quei Territori, sbarcò in India e da li proseguì attraverso il Pakistan fino a giungere in Persia che dal 1935 si chiama anche Iran.

A questo punto del racconto, parlando di Iran, mi ritornano in mente anche a me molti bellissimi ricordi di quei tempi, infatti anch’io, alcuni anni dopo, nel 1973, sono stato per un lungo periodo in Persia.

Hideyuki arriva, dopo aver attraversato molte altre Nazioni, a Roma proprio per l’inizio delle Olimpiadi
I Giochi della XVII Olimpiade si tennero nella Capitale d’Italia dal 25 Agosto all’11 Settembre del 1960.

Dopo un così lungo viaggio Hideyuki Miyakawa dovette affrontare un problema piuttosto impellente: la fine dei soldi con cui era partito. 
Attraverso un conoscente dell’Ambasciata Giapponese di Roma è entrato in contatto con il Giornale Nipponico, specializzato in motori, “Car Graphic” e ne è diventato reporter/corrispondente estero. Con tale qualifica ha iniziato a girare per le Mostre Internazionali Europee di Auto.

Alla Quarantaduesima Edizione del Salone dell’Automobile di Torino, tenutasi tra il 3 e il 13 Novembre del 1960, sono avvenuti gli eventi che hanno dato una svolta alla vita di Hideyuki

Conobbe e si innamorò di Maria Luisa Bassano, una giovane studentessa che era in procinto di partire, per un anno di studi, proprio per il Giappone
Nel 1962 Maria Luisa e Hideyuki convolarono a nozze. 
Al Salone Hideyuki entrò in contatto anche con Giorgetto Giugiaro divenendone successivamente suo socio nell’Azienda Italdesign.

L’AziendaItaldesign Giugiaro”, un centro servizi per il mondo dell’auto impegnata nella realizzazione di studi stilistici e soluzioni ingegneristiche, fu fondata a Torino, il 13 Febbraio 1968, dal mitico imprenditore Giorgetto Giugiaro (Classe 1938) e da Aldo Mantovani con il nome originario di “Società Italiana Realizzazioni Prototipi S.p.A.” (SIRP).  

Negli anni successivi Hideyuki Miyakawa è diventato un imprenditore di grande successo in campo automobilistico Internazionale e uno dei principali fautori del successo del design Italiano in Giappone
Non solo, ma anche nel mondo sportivo delle corse motociclistiche ha affermato la sua indubbia professionalità in Team come quello della Suzuki e della Yamaha.

Le sue frequentazioni e collaborazioni hanno avuto nomi mitici, tra i tantissimi, quelli di Enzo Ferrari, Giacinto Ghia e Nuccio Bertone.

Nel 1983 la Famiglia Miyakawa, insieme ad altre tre famiglie di varia estrazione e nazionalità, ha fatto nascere, nello Storico Comune di Suvereto in Provincia di Livorno, l’Azienda AgricolaBulichella”. 
Un progetto super innovativo per l’Epoca, in quanto veniva creata un’Oasi di Agricoltura Biologica (non per moda ma per consapevolezza) dove far crescere i figli nel rispetto dell’ambiente e della natura.

Nel 1992 Hideyuki Miyakawa e Maria Luisa Bassano si sono trasferiti, da Torino, in pianta stabile nell’Azienda di Suvereto.

Nel 1999 la Famiglia Miyakawa è diventata l’unica proprietaria rilevando tutte le quote di “Bulichella”, una scelta fatta per incentivare la crescita anche con una visione imprenditoriale più decisa. 

Oggi questa straordinaria Famiglia è composta da sette tra figli e figlie, tra cui tre adottati da Paesi come l’Italia, Corea e India, oltre a quattordici nipoti.

Nel 2003, purtroppo, la signora Maria Luisa Bassano, è deceduta, ma Hideyuki Miyakawa non si è arreso e ha continuato a lottare per la sua numerosa Famiglia anche con un nuovo matrimonio.

Hideyuki ha messo, come sempre, tutte le sue straordinarie capacità anche nel Mondo del Vino, non solo dando alla sua Azienda uno sviluppo decisamente importante ma diventando anche Presidente del “Consorzio dei Vini D.O.C. della Val di Cornia”. 
Durante questo periodo si è battuto fortemente perché i Vini del Territorio ottenessero la D.O.C.G, un obbiettivo, raggiunto nel 2012, che ha accresciuto l’immagine non solo dei Vini ma anche di Suvereto e della Val di Cornia.

Il grande impegno che Hideyuki Miyakawa ha messo in tutto ciò che ha fatto gli ha anche portato l’Onorificenza di “Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana” conferitagli nel 2007 dal Presidente della Repubblica di allora Giorgio Napolitano.

Tutta la sua vita fuori del comune Hideyuki l’ha anche raccontata in un interessantissimo e recente Libro (finito di stampare il 18 Agosto 2017) in lingua Giapponese, corredato dalle sue foto ricordo più care, dal titolo “50 Anni di Italdesign con Giorgetto Giugiaro”. 

Ma veniamo all’AziendaBulichella” splendidamente ubicata, a 2 km. da Suvereto, in collina con vista Mare e con davanti il “Montepeloso”, importantissimo per gli effetti climatici positivi sulle loro vigne.

L’Azienda con la Certificazione Biologica ICEA di tutti i suoi prodotti garantisce l’attenzione e il rispetto messo nelle loro qualificate lavorazioni. 
In totale 42 Ettari di cui 17 di Vigneti e 10 di Oliveti con circa 1600 piante da cui si estrae il loro Olio Extravergine di Oliva, un laghetto, l’orto con frutteto, i verdeggianti boschi e l’accogliente Agriturismo.

Nei Vigneti troviamo vitigni di Vermentino, Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Aleatico e Viognier.

La Cantina attuale, dotata di ogni attrezzatura necessaria, è stata edificata nel 1997 e aggiornata nel 2001
Da notare, per non smentire la passione di Hideyuki Miyakawa per le auto, che all’ingresso della “Barricaia” c’è una rarissima e bellissima Jaguar Mk IV del 1942.

Bulichellaproduce i seguenti Vini: “Hide Toscana Syrah IGT” il Vino dedicato al Titolare Hideyuki, “Coldipietrerosse DOCG Suvereto”, “Sol Sera IGT Toscana Rosato – precedentemente denominato Afrodite”, “Tuscanio Bianco”, “Tuscanio Rosso”, “Rubino Costa Toscana Rosso IGT” e “Merlot Maria Shizuko” il Vino che prende nome dall’attivissima e affascinante figlia di Hideyuki, Shizuko, che è anche l’Amministratrice dell’Azienda.

In occasione del Vinitaly 2018 l’Azienda ha presentato le “Nuove Etichette” dei Vini, frutto della fattiva collaborazione tra le grandi professionalità presenti nella Famiglia Miyakawa, all’interno delle quali si ritrovano alcuni spunti della loro Storia.

Recentemente è avvenuta anche l’importante presentazione del loro nuovo VinoBulichella Suvereto DOCG Montecristo 2015”, una particolare e preziosa Riserva (solo 6.000 bottiglie), un “assemblage” di Cabernet (50%), Merlot (40%) e Petit Verdot (10%); tali percentuali però posso variare a secondo delle annate. 
Un Vino Rosso passato in Barrique Francesi di legno medio fine dalla “tostatura quasi bionda”. Appena uscito ha già guadagnato la ribalta con ottime valutazioni sia Nazionali sia Internazionali.

Nell’Etichetta del nuovo Vino, un Vino decisamente di livello superiore sotto tutti i punti di vista, c’è molto della loro Vita: l’immagine dell’Azienda con il pozzo, i Vigneti con in mezzo Napoleone a Cavallo (l’Isola di Montecristo, visibile nelle giornate terse, è parte dell’Arcipelago Toscano dove all’Isola d’Elba rimase in esilio l’Imperatore Francese), la moto con cui Hideyuki è arrivato in Italia, una vista della Jaguar Mk IV all’ingresso della Barricaia.  

Anche questo nuovo Vino è stato curato dal conosciutissimo e bravo Enologo Luca D’Attoma e da Andrea Lupi, oltreché dal Responsabile della Cantina Stefano Bonaguidi, da più di 20 anni in Azienda.

All’Azienda AgricolaBulichelladi Suvereto (LI) oltre a degustare ottimi Vini, accompagnati da un ricco buffet della Casa, ho potuto ascoltare, raccontata direttamente da Hideyuki Miyakawa con tutto il fascino di un grande Giapponese, l’avvincente e straordinaria storia della sua Vita tra mitici Motori e eccellenti Vini.



1960 Hideyuki in Moto (Foto Bulichella)

Il Libro

Hideyuki Miyakawa

Una Vista dell'Azienda

Vitigni e Panorama

La Jaguar Mk IV 1942 all'Ingresso della Barricaia

La Barricaia

Shizuko Miyakawa

Montecristo 2015 Riserva - Suvereto DOCG

Montecristo 2015: Retro Etichette

Foto di Gruppo: la Famiglia Miyakawa con gli Enologi

Giorgio Dracopulos e Hideyuki Miyakawa