venerdì 17 maggio 2019

AL NUOVO RISTORANTE “COQUUS” DI QUERCETA (LU) TUTTA LA PASSIONE DEL GRANDE CHEF ALESSANDRO FILOMENA.




Nella magnifica Regione Toscana c’è Querceta una Frazione del Comune di Comune di Seravezza, in Provincia di Lucca, ubicata a ridosso delle Alpi Apuane ma che si protende verso la Costa ed è attraversata da una delle principale vie di scorrimento Italiane: la Strada Statale 1 Aurelia.

Querceta confina con la mitica Località Turistica di Forte dei Marmi e dista circa 2 Km. dallo Storico e fascinoso Borgo di Pietrasanta.

Anche Querceta ha una lunga storia che risale addirittura all’Epoca Romana
Infatti questi territori,  dopo essere stati conquistati, furono compresi in uno degli assi della “CenturiazioneRomana.
La “Centuriazione” era un sistema capillare usato in Italia e successivamente anche in alcune Province dell’Impero, già nel IV Secolo a.C. i Quiriti (gli antichi Cittadini Romani) organizzavano i terreni, principalmente pianeggianti, basandosi sulla conformazione del loro “Castrum” (Accampamento Militare) o in quella della costruzione di nuovi centri abitativi.

I Terreni venivano suddivisi in modo regolare, secondo un reticolo ortogonale, di strade e canali; 
gli appezzamenti agricoli cosi delimitati venivano assegnati a nuovi coloni, in gran parte come “liquidazione” ai Legionari che, dopo aver prestato onorato servizio, andavano in congedo.

Per Querceta la trasformazione da una zona boschiva, da pascolo e agricola con pochi abitanti a piccolo Centro è avvenuta solo nel XVI Secolo.

Oggi la Frazione di Querceta ha circa 8.000 abitanti ed è uno snodo commerciale importante grazie anche alla sua Stazione FerroviariaForte dei Marmi – Seravezza – Querceta” ubicata sulla fondamentale LineaRoma – Genova”.

A Querceta, dal 1956, si svolge in Primavera una Manifestazione molto seguita a carattere storico/folkloristico: “Il Palio dei Micci”. 
L’Evento, organizzato dalla Pro-Loco, coinvolge Otto Contrade e, oltre alla corsa dei “micci(asini), vede sfilare ben 2500 figuranti in costume.

Proprio in Via delle Contrade al Civico 235 il conosciutissimo Chef Alessandro Filomena ha da poco inaugurato, il 7 Marzo 2019, il suo nuovo Ristorante: “Coquus”.

Il nome del Locale non è altro che il termine Latino che definisce “il Cuoco”, un personaggio diventato veramente importante per gli Antichi Romani dopo che vennero a contatto con la Cultura Greca
Prima di allora i Romani nei loro pasti erano molto frugali ma la Civiltà Greca insegnò loro le gioie della buona tavola con tutto quello che ne consegue.

Alessandro Filomena è nato a Como, il 18 Ottobre del 1968, è cresciuto tra i preziosi insegnamenti culinari del babbo Cuoco, che lavorava nelle cucine di un grande complesso Ospedaliero, e quelli delle donne di Famiglia (Mamma e Nonna).

Finite le scuole dell’obbligo il giovane Filomena ha frequentato e si è diplomato, nel 1985, al Corso di Cucina, presso il Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Casargo in Provincia di Lecco.

I primi impegni di Alessandro sono stati quelli sulle imponenti Navi turistiche della Costa Crociere che fanno rotta nel Mediterraneo e nei Caraibi
Dopo un’interruzione, dovuta al servizio militare, al suo curriculum si aggiungono altre importanti esperienze nei Ristoranti di famosi Hotel di Viareggio (Palace, Principe di Piemonte) o di Cortina d’Ampezzo (BL) come lo storico “Hotel de la Poste”. 

Dal 2003 al 2008 è stato nelle Cucine di rinomati Ristoranti a Forte dei Marmi: il “Bistrot” e “Fratellini’s”, della Famiglia Vaiani, e per loro, ha aperto a Mosca anche la versione Russa del RistoranteBistrot”.

Successivamente, sempre al Forte, con il ruolo di Chef Executive, ha lavorato nei Ristoranti del prestigiosoHotel Principe”.

Dal 2011 al 31 Dicembre 2018 un’altra importante esperienza da Chef Executive al RistoranteFranco Mare” di Marina di Pietrasanta (LU) della Famiglia Stefanini
Durante alcuni inverni ha diretto anche la Cucina di un altro storico ed elegante Locale della stessa Famiglia ubicato in pieno Centro di Firenze: “Il Barretto”.

Lo splendido lavoro che Alessandro Filomena ha fatto in tutti i Locali dove è stato lo ha portato alla ribalta tra gli Chef Italiani più bravi, esperti e famosi.

Ma torniamo al nuovo RistoranteCoquus” che lo Chef/Patron Alessandro Filomena ha voluto assolutamente accogliente e informale per permettere a tutti di degustare le sue eccellenti preparazioni di Alta Cucina.  

Il Ristorante è ubicato in fondo a un piccolo parco di una Villa, si parcheggia comodamente tra piante di alto fusto.

L’Edificio che ospita il Locale è una bella, luminosa e candida struttura, al piano terra, disposta a elle che spicca all’interno di un curatissimo giardino con alcune fascinose sculture

L’Ingresso è ubicato proprio nell’angolo che forma la elle stessa. 
Da una porta ad arco si entra nello spazio Reception, a destra la Sala principale con grandi vetrate, a sinistra un’altra Sala, finestrata, con in fondo i locali della Cucina, a ciò si aggiunge gli archi di mattoni rossi e il soffitto a travi e travicelli per rendere il tutto particolarmente accogliente.
Con la buona stagione si può anche mangiare fuori in un curatissimo spazio.

L’arredo è semplice come l’apparecchiatura, ma allo stesso tempo tutto è molto curato.

Il Menu, oltre a due diversi “Percorsi dello Chef” (con Vino o senza Vino abbinato), permette la scelta alla Carta di preparazioni di Terra (prevalentemente) e di Mare, c’è anche la possibilità di avere un Menu del giorno che a pranzo diventa estremamente interessante per la sua “semplicità” e convenienza.

La Carta dei Vini è sapientemente selezionata e permette un’ampia scelta tra un centinaio di Etichette
in prevalenza Vini Bianchi e Rossi del Territorio, diverse Bollicine Italiane, dalla Francia solo Champagne.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da una buonissima bottiglia di Vino Rosso:

- “Le Macchiole Bolgheri Rosso 2017”, D.O.C. Bolgheri Rosso, un Assemblaggio fatto con 40% di Merlot, 30% di Cabernet Franc, 15% di Cabernet Sauvignon e 15% di Syrah, 14,5% Vol., prodotto dall’Azienda Le Macchiole.

In tavola il buonissimo “Pane della Casa”: 
Pane ai sei cereali, Pane Apuano cotto nel Forno a legna (in Cucina c’è anche quello), Grissini.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Benvenuto” - Tapioca (farina/amido che si ottiene dal Tubero della Manioca Amara) fritta, insaporita con Garam Masala (una mistura di spezie tipica dell’India e tendente al piccante); 
Panini morbidi al vapore con pomodoro fresco e origano;

- Sedani di grano duro biologico Monograno Felicetti alla Puttanesca con ragù di coniglio, peperone dolce e ricotta salata fresca;

- Maialino di latte, cotto nel Forno a legna, con spinaci saltati e polvere di Berberè (una miscela di spezie Africane tipica della Cucina dell’Eritrea);

- Cheesecake ai frutti esotici e polvere di biscotti;

- "Piccola Pasticceria della Casa": Mini Cheesecake lampone e cioccolato e Cioccolatino al cocco.

Tutto buonissimo e ben presentato.

La Cucina del grande Chef Alessandro Filomena è fondamentalmente basata sulla più solida e buona Tradizione Italiana ma con l’aggiunta di sapiente tecnica e una specifica e indiscutibile eleganza. 
La grande qualità nella scelta delle materie prime e la sua mano sicura, frutto di grande esperienza, fanno di ogni sua portata un concentrato di gustosa “passione”. 

Da sottolineare che su tutto il rapporto qualità/prezzo è estremamente positivo.

Alessandro in Cucina è supportato da una giovane ed efficiente Brigata composta dal Sous-chef Harun Alì, che è stato anche allievo dello ChefStellatoValentino Cassanelli, la Pastry-chef Sonia Cani, una vera rivelazione già allieva della grande Pasticcera Loretta Fanella, e i bravi Capi Partita Manuel Conti (Secondi) e Akter Mazi (Antipasti).

Il Servizio di Sala è assicurato da una Brigata molto gentile e premurosa composta dal Maître Gabriele Carli oltreché da Marta Santini e Luigi Mastrullo.  

Al nuovo RistoranteCoquus” di Querceta (LU) del bravissimo Chef Alessandro Filomena ho piacevolmente degustato, in un’atmosfera romantica, accogliente e familiare, delle portate assolutamente genuine e deliziose.



L'Ingresso al Parcheggio

Il Parcheggio

Il Ristorante

Una Vista della Sala Principale

Sala Con Vista

La Seconda Sala

Tapioca......

Panini......

Sedani......

Maialino di Latte......

Cheesecake......

Piccola Pasticceria della Casa

La Brigata di Cucina

Luigi Mastrullo e Gabriele Carli

 Chef e Pastry-chef con la Brigata di Sala (Foto Coquus)

Giorgio Dracopulos e lo Chef Alessandro Filomena

Ristorante "Coquus"......

domenica 12 maggio 2019

DAL 1946 LA GUSTOSA CUCINA DELLA FAMIGLIA PANICUCCI SI TRAMANDA AL RISTORANTE “LA BARACCHINA” DI CASTIGLIOCELLO (LI).




Mi è sempre piaciuto moltissimo questo aforisma di “Ritagodino”: 
Come si fa a spiegare il Mare a chi lo guarda e vede solo acqua……”.

A distanza di migliaia e migliaia di anni tutti i Mari del Mondo sono la perenne testimonianza di una meraviglia che ad oggi non conosciamo ancora nella sua totale complessità.

Il Mare è sempre magnifico anche nelle giornate più o meno tempestose quando le sue onde s’infrangono e schiumeggiano sugli scogli.
Si definisce “scoglio” una porzione di roccia che emerge dalle acque del Mare.
Gli scogli e il Mare con la loro indiscutibile attrattiva hanno da sempre ispirato e arricchito l’umanità.

A Castiglioncello, nota e accogliente Località Marina, una Frazione del Comune di Rosignano Marittimo, in Provincia di Livorno, situata in una posizione geografica straordinariamente bella e suggestiva, nell’ambito panoramico territoriale della magnifica Costa Toscana, c’è un Ristorante che ha proprio la prerogativa e tutto il fascino di essere costruito su alcuni scogli bagnati dal Mare
La Baracchina”.

Il Paese di Castiglioncello ha un’antica e lunga storia che parte probabilmente da un piccolo insediamento di pescatori Etruschi e poi attraverso l’epoca Romana, dove era già conosciuta come “ricercata Località turistica”, fino ad arrivare al primo Medioevo, quando si chiamava ancora Castiglione Mondiglio.

Successivamente fu anche un presidio militare grazie al completamento, nel 1570, della Torre di Avvistamento, voluta dal Granduca di Toscana Cosimo I dei Medici, a difesa delle incursioni dei pirati. 

Dalla metà dell’Ottocento in poi, Castiglioncello, ha preso la sua specifica caratteristica di famosa, accogliente e apprezzata meta turistico-balneare immersa nel verde della pineta.

Ma torniamo al RistoranteLa Baracchina” ubicato al Civico 9 del Lungomare Alberto Sordi.

Nel 1946 Piero Panicucci insieme alla sorella Olga e alla consorte Rela decisero di riempire, con le loro mani, lo spazio tra alcuni scogli, a pochissimi metri da “Punta Righini” (uno dei luoghi più panoramici e belli di Castiglioncello), por poter creare una piazzola su cui edificare una “baracchina” per il ristoro dei villeggianti. 
Si iniziò solo con alcuni ombrelloni ma, poi, anche con qualche genere di conforto “agroalimentare” che arricchisse il “solarium”.

In quell’epoca non esisteva ancora la bella passeggiata che attualmente costeggia il Lungomare e che prende il nome proprio da Alberto Sordi, uno dei moltissimi personaggi famosi del mondo internazionale dello spettacolo e della cultura che, negli anni 50, 60 e 70, fecero di Castiglioncello la loro meta più ambita.

Nomi indimenticabili come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Bice Valori, Paolo Panelli, Luchino Visconti, Vasco Pratolini, Mario Monicelli, Renzo Montagnani, Franco Zeffirelli, solo per citarne alcuni ma la lista sarebbe infinita, che con tutto il loro entourage al seguito vivevano a Castiglioncello i loro momenti di relax e non solo.

Infatti proprio Castiglioncello, e dintorni, fu anche il set di film super famosi che hanno fatto storia nel mondo del Cinema come “Il Sorpasso”. 

Una clientela così straordinaria non poteva che essere “coccolata” e accontentata. 
A tale scopo Olga Panicucci, da sempre una grande cuoca, ha iniziato a preparare, a “La Baracchina”, i piatti della tradizione con materie prime freschissime e di qualità, assistita da tutta la Famiglia
Da subito è stato un grande successo e “La Baracchina” è diventata un punto di riferimento per tutti coloro che volevano mangiare bene.

Trascorsero i decenni e “La Baracchina” si trasformò adattandosi ai tempi, fino ad arrivare a una data importante per la nostra storia, il 28 Novembre 1977, quando a Livorno nacque Alessio Panicucci, l’attuale “patron”.

Alessio è il nipote dei fondatori del Locale, anche se da sempre aveva aiutato nell’attività di Famiglia mai, fino all’età di 18 anni, aveva preso in considerazione la conduzione del Locale stesso. 
Il suo Babbo era Geometra e aveva una impresa di costruzioni, per lui “La Baracchina” più che un lavoro fondamentale era una grande passione che serviva anche a mantenere le pubbliche relazioni con una clientela affezionatissima.

Purtroppo il Padre di Alessio morì quando lui aveva 12 anni, e per qualche anno “La Baracchina” ha avuto varie vicissitudini fino al 1995, anno in cui Alessio Panicucci, compiuti i 18 anni, pur iniziando l’Università alla Facoltà di Giurisprudenza, decise di farsi avanti e prendere in prima persona la conduzione del Locale.

Seguirono anni di grande impegno, superati con dedizione, passione e voglia di migliorare. 
Frutto di tutto ciò è stato il rinnovamento completo della struttura del Locale e non solo. 
Infatti grazie anche agli interventi fatti durante i periodi invernali negli anni 2015, 16 e 17, “La Baracchina” ha raggiunto l’accogliente e piacevole aspetto definitivo che ha oggi.

Il Ristorante, Bar, SolariumLa Baracchina”, come già accennato, è adagiato sugli scogli ed è cullato dalle onde del mare. 
Bella, luminosa e accogliente la Sala, completamente vetrata su tre lati da cui si può godere, con ogni tempo, della magnifica vista della Costa e del Mare.
Sul tetto del Locale la Terrazza, da cui con la bella stagione, si viene accarezzati dalla brezza marina stando comodamente sdraiati sui lettini. 
Una grande piattaforma creata su altri scogli, vicino al Ristorante, collegata da una romantica passerella, chiude un quadro logistico/ubicativo certamente di grande pregio.

Dal 2005 lo Chef del RistoranteLa Baracchina” è Andrea Di Liberto, soprannominato dagli amici “Mastro” grazie alla sua capacità di fare praticamente ogni cosa.

Andrea è nato in Sicilia, il 17 Dicembre 1976, nell’antichissimo Comune di Niscemi, in Provincia di Caltanissetta
La sua Mamma Gaetana è molto brava in Cucina, e fin da piccolo si è abituato ai buoni e sinceri sapori di una terra Siciliana a dir poco straordinaria.

Nel 1987 la sua Famiglia si è trasferita in Toscana, una Regione con maggiori possibilità lavorative, il suo Babbo ha una Ditta Edile
Per un breve periodo hanno abitato in varie zone mai poi scelsero come meta definitiva Rosignano Solvay, un’altra Frazione nel Comune di Rosignano Marittimo confinante con Castiglioncello.

Qui Andrea ha frequentato le Scuole dell’Obbligo, dove ha conosciuto ed è diventato amico di Alessio Panicucci
poi, fin da ragazzo, ha iniziato a lavorare in estate come bagnino e in inverno con l’Azienda di Famiglia insieme ai fratelli.

Nel 1999, con un amico, ha deciso di andare in Inghilterra e l’unico lavoro che in loco era abbastanza facile trovare era quello nelle Cucine dei Ristoranti Italiani, cosi un po’ per curiosità e un po’ per necessità si è adattato, iniziando la sua carriera di Cuoco
Negli anni successivi è tornato in Italia e poi nuovamente all’Estero, dal 2001 ha lavorato nelle Cucine di un noto Ristorante a Saragozza in Spagna
Nel 2003 è di nuovo in Italia, due anni dopo ha accettato l’invito del suo amico d’infanzia, Alessio, di diventare lo Chef del RistoranteLa Baracchina”.

Ma torniamo alla mia visita al Locale dove sono andato a pranzo in una super suggestiva giornata anche se nuvolosa.

Il Menu è ovviamente di Mare con un’ampia scelta.

La Carta dei Vini, curata personalmente da Alessio Panicucci, è molto interessante e ben assortita, circa 80 Etichette di valore ma con un buon rapporto qualità/prezzo.

Eccoci giunti alla degustazione che è stata accompagnata da una selezione di Vini molto buoni:

- “Monsupello Cuvée Ca’ Del Tava”, Spumante Brut Metodo Classico, Oltrepò Pavese D.O.C., Vino Spumante di Qualità (VSQ), un Blend di varie annate, 60% Pinot Nero, 20% Chardonnay affinato in acciaio e 20% Chardonnay affinato in legno, 13% Vol., prodotto dall’ Azienda Agricola Monsupello;

- “Champagne Guy Thibaut Nature”, Campagne Brut Nature Grand Cru, una Cuvée fatta da 80% Pinot Noir e 20% Chardonnay, 12% Vol., prodotto dalla Champagne Thibaut Guy;

- “Château Du Coing De St. Fiacre – Comte De Saint hubert - Muscadet Sèvre Et Maine Sur Lie 2015”, Appellation Muscadet Sèvre-et-Maine Protégée, 100% Melon de Bourgogne, 12% Vol., imbottigliato all’origine per Véronique Günter-Chéreau;

- “Gewürztraminer Vallagarina 2018”, Vallagarina Vino Bianco I.G.T., 100% Gewürztramine, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Vitivinicola La Candalora.

In tavola del buon Pane, assortito e di qualità, insieme a una croccante schiacciatina.

Sono state servite le seguenti portate:

- Gamberi rossi marinati con frutto della passione e bottarga di muggine Cabras, insieme a catalana di astice racchiusa in medaglioni croccanti;

- Tartara di tonno e avocado con crema fredda di finocchio e salsa di soia;

- Ravioli fatti a mano ripieni di razza nostrale con il suo brodetto di pomodoro e peperoncino;

- Spaghetti del Pastificio Mancini ai ricci di mare;

- Capasanta con scaloppa di foie gras sulla plancia con passatina di mela e gambero rosso;

- Frittura mista di Mare della Baracchina;

- Crema catalana ai lamponi e arancia;

- Piccola Pasticceria della Casa.

La Cucina dello Chef Andrea Di Liberto è “pulita” e gustosa, classica ma anche moderatamente creativa, con molta attenzione e cura nelle cotture e nelle presentazioni. 
Ogni giorno la spesa viene fatta selezionando materie prime di qualità, facendo attenzione alle eccellenze del Territorio ma procurando anche il meglio che si trova sul mercato Nazionale e Internazionale
Andrea è supportato in Cucina da bravi collaboratori come Iliac Escalona Gonzalez e Thierno Niang

In Sala il servizio è premuroso e attento, grazie anche alla gentilissima Responsabile Simona Viviani.

Alessio Panicucci è sempre presente nel soddisfare le esigenze della clientela, riuscendo a metterla a proprio agio in un’atmosfera premurosa e familiare.

Al Ristorante, Bar, SolariumLa Baracchina” di Castiglioncello (LI) tutto l’anno si può apprezzare dell’ottima cucina, nata da una lunga tradizione di Famiglia, godendo dell’incomparabile e fascinoso spumeggiare delle onde del Mare sugli scogli anche in una giornata con il cielo plumbeo.

PS. Un particolare ringraziamento al carissimo amico Luca Managlia per alcune sue bellissime foto.



"La Baracchina" - Anni Quaranta (Foto Panicucci)

La Grande Cuoca Olga Panicucci (Foto Panicucci)

"La Baracchina" - Oggi (Foto M. Provinciali)

La Sala

Una Vista......

Gamberi Rossi.......

Tartara di Tonno......

Ravioli......

Spaghetti ai Ricci di Mare

Capasanta......

Frittura Mista di Mare

Crema Catalana......

Piccola Pasticceria

Brigata di Cucina e Alessio Panicucci (Foto Managlia)

Simona Viviani (Foto Luca Managlia)

Il Cielo Plumbeo

Alessio Panicucci, G. Dracopulos, Andrea Di Liberto

martedì 7 maggio 2019

AL “SAVINI TARTUFI TRUFFLE RESTAURANT” DI FIRENZE UNA LUSSUOSA E GUSTOSISSIMA ESPERIENZA.




I Tartufi erano già conosciuti e usati nell’alimentazione umana più di 4000 anni fa.

Sebbene sia i Sumeri che i Babilonesi, gli Egiziani e i Greci conoscessero questa delizia alimentare bisogna arrivare alla metà del I Secolo d. C., per trovare una sua prima traccia scritta nell’opera monumentale in 37 volumiNaturalis Historia” (Osservazione della Natura), di  Gaio Plinio Secondo (conosciuto come Plinio il Vecchio). 
Qui  il “tartufo”, allora denominato “tuber terrae”, veniva descritto come un prodotto prodigioso della natura in quanto nasceva e cresceva senza radici.

L’Italia è uno dei maggiori produttori al Mondo di “tartufi”. 
Praticamente tutte le Regioni Italiane hanno una vocazione Tartufigena (di produzione o coltivazione), tranne rare eccezioni.

In Italia si possono trovare: il Tartufo Bianco Pregiato, il Tartufo Nero Pregiato, il Bianchetto (Tartufo Marzuolo), lo Scorzone (Tartufo Estivo), il Brumale (Tartufo Nero d’Inverno) l’Uncinato Fresco (Tartufo Scorzone Invernale), il Tartufo Nero Liscio, e il Mesenterico (Tartufo Nero di Bagnoli Irpino, nome che gli deriva dalla zona di riferimento).

Ogni specifica tipologia di Tartufo ha un proprio periodo di maturazione e un proprio Territorio, dove si sviluppa al meglio; 
a carattere Nazionale la raccolta è sempre severamente regolata ma ogni Regione ha le sue specifiche normative.

I “Tartufai”, con la zappetta in mano, cercano il prezioso “frutto” interrato con il fondamentale aiuto dei cani che setacciano minuziosamente il terreno.
Non esiste una vera e propria razza di cani da tartufo, ma ogni animale deve avere delle spiccate attitudini naturali, come il forte fiuto, per essere selezionato e addestrato.

La scienza che studia i tartufi si chiama “idnologìa”, il termine deriva da “hydnon” nome con cui gli antichi Greci chiamavano il “tartufo”.

La superficie esterna del tartufo si chiama “peridio”, può essere più bitorzoluta se il terreno di ritrovamento è più compatto e duro, piuttosto liscia e tondeggiante se il terreno è più morbido.
La parte interna è denominata “gleba”. 
Il tartufo è fatto in gran parte di acqua, circa l’80%
ha pochissimi grassi e non molte proteine, ma contiene fosforo, magnesio e calcio.

La raccolta e la commercializzazione del Tartufo è regolata, come già accennato, da un severo disciplinare a carattere Nazionale e Territoriale, nella Regione Toscana dalla Legge Regionale n. 50, del’11 Aprile 1995.

Le Zone d’Italia più famose, per questo miracolo della natura che allieta magnificamente da secoli i nostri palati, sono: 
Alba, in Provincia di Cuneo in Piemonte, Acqualagna, nella Provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche, in molte zone del Lazio e a San Miniato in Toscana.

L’antico Comune di San Miniato, dal 1925, appartiene al territorio della Provincia Pisana
Si trova a metà strada sul percorso che unisce le Città di Firenze e Pisa.
Il suo Centro Storico sorge arroccato su tre colli limitrofi alla piana dove scorre il Fiume Arno.
Le sue origini risalgono all’ VIII Secolo quando dei Longobardi (tribù germanica orientale) vi si stabilirono costruendo prima una Chiesa e successivamente una Rocca
Per questo motivo per molti secoli San Miniato fu chiamata “San Miniato al Tedesco”.

Dal 1969, ogni anno (con due sole soste nel ‘70 e nel ‘71), il secondo, terzo e quarto fine settimana del Mese di Novembre, la Cittadina si anima per la Mostra Mercato Nazionale del preziosissimo Tartufo Bianco (“Tuber Magnatum” secondo la denominazione del medico Torinese Vittorio Pico del 1788) delle Colline Sanminiatesi.

Il Tartufo, un fungo dal corpo fruttifero ipogeo (sotterraneo) è una dell’eccellenze di questo particolare Territorio della magnifica campagna Toscana, che ha un habitat, ideale e unico, fatto di boschi di pioppi, tigli, querce e salici. 

Il Tartufo dall’aroma intenso e avvolgente, che madre natura, ogni anno, ci dona da secoli, in vari  periodi dell’anno, ha reso famosa anche San Miniato nel Mondo.

Proprio a poca distanza da San Miniato, in Località Montanelli, nella Frazione di Forcoli del Comune di Palaia (PI) c’è un’Azienda a carattere Familiare, la “Savini Tartufi”, che da 4 generazioni (il 1920 è la data d’inizio), lavorando con dedizione, amore e passione, nel rispetto della Natura e delle Persone, ha fatto del suo Marchio un riferimento importante di qualità nel Mercato Mondiale del Tartufo

La loro lunga Storia e la straordinaria competenza acquisita ha permesso la realizzazione di una serie molto articolata di Prodotti del tutto eccezionali che vanno ad affiancarsi ai Tartufi freschi.
Oltre a ciò la “Savini Tartufi”, impegnata da sempre a diffondere in moltissimi Paesi del Mondo la straordinaria “Cultura del Tartufo”, ha aperto diverse Botteghe e punti di Ristorazione in Italia e all’Estero.

Fiore all’occhiello della “Savini Tartufi” è la Sede Fiorentina: il “Savini Tartufi Truffle Restaurant” ubicato al piano terra dell’Hotel NH Collection Firenze Porta Rossa.

L’HotelNH Collection Firenze Porta Rossa”, aperto dal 2009, è ubicato, in pieno centro nel magnifico Capoluogo Toscano, al Civico 19 di Via Porta Rossa, in un bellissimo edificio storico del XVI Secolo, Palazzo Bartolini - Torrigiani
Il Palazzo ingloba anche una mitica e affascinante Torre (Torre dei Monaldi) che risale al XII Secolo. Uno splendido boutique Hotel, considerato il più antico Albergo d’Italia (è stato da sempre un luogo d’accoglienza), che recentemente ha avuto il meritato riconoscimento della “Quinta Stella”.

Il “Savini Tartufi Truffle Restaurant” di Firenze, il primo dei Ristoranti dell’Azienda (inaugurato a metà Novembre 2015), è molto accogliente, raffinato e raccolto: 
una Sala rettangolare con un bel Bancone Bar e una Saletta adiacente più piccola, non più di 30 coperti.

Il Ristorante aperto a Pranzo e Cena garantisce tutto l’anno per tutti (ospiti o non ospiti dell’Albergo) una vera e propria eccelsa esperienza gastronomica con un Menu, che dall’antipasto al dolce affianca i piatti più ricercati ai classici, sia con il Tartufo sia senza se si preferisce.

Sono andato al “Savini Tartufi Truffle Restaurant” di Firenze accompagnato dall’Amministratore Delegato della “Savini Tartufi” il carissimo amico Cristiano Savini.

La degustazione è stata accompagnata da una buona Bollicina Italiana:

- “Leonia Pomino Brut 2015”, Pomino Spumante Bianco D.O.C., Metodo Classico Brut Millesimato, un Blend di Chardonnay e Pinot Nero, 12,5% Vol., prodotto dall’Azienda Frescobaldi.

A Buffet ho potuto assaggiare: 
- Pappa al pomodoro al tartufo fresco Savini - Pommes Duchesse con crema di panino al Tartufo Savini - Pecorino, fichi e miele al Tartufo Savini - Le Peschiole di Savini.

Successivamente ho assaporato un “Tagliolino al Tartufo fresco di Savini” talmente buono che non ho potuto resistere……… e ne ho mangiate altre due porzioni. 
Ovviamente poi mi sono fermato.

Praticamente fin dall’apertura del Ristorante lo Chef Executive è il bravo Matteo Caironi.

Matteo è nato a Bagno a Ripoli il 26 Settembre del 1989, fin da piccolo ha avuto una passione innata per il buon mangiare e per i fornelli. 
Finite le Scuole dell’Obbligo, nel 2006 si è Diplomato con successo all’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraBernardo Buontalenti” di Firenze
Dopo varie importanti esperienze in Toscana ha iniziato a collaborare con la “Savini Tartufi” e visto le sua bravura ha ricevuto l’incarico di Chef al “Savini Tartufi Truffle Restaurant”. 

Il servizio è molto accurato, educato, attento e professionale con la supervisione di Francesca Primangeli, di Rieti ma laureatasi a Firenze, che è la Responsabile sia del Ristorante di Firenze sia di quello di Milano

Responsabile di Sala il bravo Maître Austriaco Jonas Libansky.

Al “Savini Tartufi Truffle Restaurant” di Firenze gli ospiti possono godere degli ottimi cibi abbinati al fantastico sapore dei Tartufi e avere anche la possibilità di organizzare una vera e propria “Truffle Experience” sul Territorio.

Con un forte abbraccio mi sono congedato congratulandomi e ringraziando l’amico Cristiano Savini per la lussuosa e gustosissima esperienza fatta al “Savini Tartufi Truffle Restaurant” di Firenze.






Hotel NH Collection Firenze Porta Rossa

Hotel NH Collection Porta Rossa: 5 Stelle

Hotel NH Collection Porta Rossa: La Reception

Ristorante: Una Vista della Sala 

Ristorante: Una Vista della Saletta

"Pappa al Pomodoro al Tartufo Fresco di Savini"

"Peschiole di Savini"

Peschiole

"Tagliolino al Tartufo Fresco di Savini"

Lo Chef Matteo Caironi

Delizie

Jonas Libansky

Francesca Primangeli e Matteo Caironi

Prodotti Unici

Cristiano Savini e Giorgio Dracopulos