mercoledì 19 agosto 2026

LA “CINTA SENESE”: UNA PREZIOSA RAZZA SUINA, CON UNA LUNGA STORIA E UN FORTE LEGAME CON IL TERRITORIO, OGGI CORRE UN SERIO PERICOLO DI ESTINZIONE.



La “Cinta Senese” è una straordinaria e magnifica razza suina Italiana autoctona della Toscana, originaria dell’area denominata “Montagnola Senese”, una delle principali zone collinari della Provincia di Siena. Una razza rustica, forte che ben si adatta alla vita all’aperto (grazie al suo comportamento naturale curioso e alla ricerca autonoma del cibo) ed è profondamente legata al paesaggio boschivo e collinare Toscano. Le sue origini sono antichissime, esistono delle fonti storiche (documenti agrari e rappresentazioni iconografiche) che attestano la sua esistenza nel Medioevo, ma sicuramente ha origini ancora più antiche. 

Attraverso i Secoli la Cinta Senese è stata parte integrante dell’economia rurale del Territorio Toscano: allevata nei boschi e nei poderi allo stato brado e nutrita naturalmente è sempre stata un fondamentale supporto alimentare per le famiglie contadine. Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) a causa del miracolo industriale che venne applicato anche in agricoltura, nello specifico vennero introdotte razze suine più produttive e veloci nella crescita, si arrivò agli anni ’80 in cui la Cinta Senese, essendo una razza poco prolifica, era quasi scomparsa riducendosi a poche decine di capi.

Negli anni successivi grazie a un lavoro collettivo (allevatori, università, istituzioni e territorio) venne ricostruito il patrimonio genetico e aumentato il numero dei capi. Tale percorso portò anche la tutela della razza, la costruzione della filiera e il riconoscimento nel 2012 della “Denominazione di Origine Protetta” per le sue carni.

Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP è l’organismo che rappresenta, protegge e valorizza la denominazione: è il punto di riferimento per chi produce, trasforma, commercializza e utilizza la “Cinta Senese DOP(riconosciuta dall’Unione Europea) e per chi vuole comprenderne il valore, l’origine e le regole. Il suo ruolo non è solo normativo, ma culturale, economico e territoriale. Solo le carni provenienti da suini di razzaCinta Senesenati, allevati e macellati in Toscana, secondo un disciplinare preciso e sottoposto a controlli ufficiali, possono utilizzare questo nome. Non è un marchio commerciale, non è un brand privato, non è un’etichetta facoltativa, è una certificazione pubblica che tutela un prodotto, un Territorio (gli allevamenti sono prevalentemente nelle Province di Siena, Pistoia, Grosseto, Pisa e Firenze, circa 3.500 capi) e un metodo di produzione. La DOP trasforma una tradizione agricola in una garanzia per chi produce e per chi consuma garantendo quattro elementi fondamentali: “Origine” (il prodotto nasce in un Territorio definito, che ne determina caratteristiche, identità e qualità), “Metodo” (il prodotto è ottenuto secondo regole precise condivise da tutta la filiera), “Controlli” (il rispetto delle regole è verificato da organismi indipendenti), “Tracciabilità” (ogni prodotto può essere ricondotto al suo percorso produttivo).

Il “Suino di Cinta Senese” è una razza di taglia media, con struttura armoniosa e proporzioni equilibrate, il corpo è longilineo e snello, mentre gli arti, lunghi, appaiono robusti rispetto al tronco dell'animale, si riconosce facilmente grazie al suo mantello nero attraversato da una caratteristica fascia bianca, dorso-lombare diritta, che cinge il tronco all’altezza delle spalle e comprende gli arti anteriori: lacintada cui prende il nome. Nel suo ambiente naturale si nutre di erbe, radici, frutti del sottobosco e ghiande, oltre alla possibilità di uso di mangimi controllati. Tale comportamento contribuisce non solo al benessere dell’animale ma anche alla qualità organolettica delle carni e al legame tra prodotto e territorio. L’allevamento allo stato brado favorisce inoltre il mantenimento del paesaggio, la pulizia dei boschi e la conservazione di un equilibrio tra attività umane e ambiente. Le carni dellaCinta Senese” sono di ottima qualità e presentano caratteristiche uniche: è più magra rispetto a quella di altre razze di maiali, contiene una buona quantità di proteine, grassi insaturi più salutari ed è anche ricca di ferro, zinco e vitamine del gruppo B.

Purtroppo dopo le pandemie che hanno precedentemente colpito il mondo animale, e non solo, come il “SARS-CoV-2” negli allevamenti dei visoni e l’“Influenza Aviaria” in quelli avicoli, un altro terribile virus minaccia gli animali degli allevamenti di suini: la “Peste Africana”.

La “Peste Suina Africana” (PSA) è una gravissima malattia virale che colpisce i “Suidi” (la famiglia di mammiferi artiodattili che include i maiali, i cinghiali, i facoceri e i rari babirussa delle Molucche), il virus è di genere “Asfivirus” e appartiene alla “Famiglia Asfaviridae”. L’infezione può avvenire sia per contatto diretto con animali infetti, sia per ingestione di carni o prodotti a base di carne di animali infetti (per esempio gli scarti di cucina) o sia per contatto indiretto. Il virus ha anche un’altra caratteristica estremamente negativa infatti ha un’elevata resistenza nell’ambiente dove rimane infettante per lungo tempo: per 3/6 mesi in prodotti di origine suina non cotta, almeno per 15 settimane in carne refrigerata, per anni in carne congelata e da 3 a 6 mesi nei salumi.

I capi colpiti nella quasi totalità muoiono (dopo una serie di sintomi negativi il decesso avviene entro 10 giorni dall’insorgenza) e non esistono, a oggi, né cure né vaccini. Benché gli esseri umani non siano sensibili a questa malattia essa comunque è causa di gravi conseguenze non solo socio-economiche in tutti i Territori in cui si diffonde: perdite economiche estremamente rilevanti in quanto provoca oltre la mortalità degli animali anche le restrizioni commerciali per l’intera filiera del suino e dei suoi prodotti. Se poi si considerano anche i costi elevati per l’eradicazione della malattia stessa le cifre della rimessa economica salgono vertiginosamente.

Tutto ciò avviene anche nel caso in cui la malattia si manifesti solo nei cinghiali: i suini che si trovano nei paraggi vengono abbattuti anche se sono ancora sani.

La “Peste Suina”, originaria dell’Africa sub-sahariana, si è diffusa dal 2007 in quasi tutta Europa, in Asia, in Oceania e nelle Americhe, interessando progressivamente numerosi paesi. In Europa l’epidemia è in continua evoluzione, con alcuni casi di eradicazione seguiti da nuove ricomparse. In Italia, ad esclusione della Sardegna dove era già presente negli anni ‘70 e ad oggi eradicata, la malattia è comparsa nel 2022 e si è diffusa in diverse regioni, compresa la Toscana, coinvolgendo soprattutto i cinghiali. Tra il 2023 e 2024 nel Nord Italia la malattia è stata rilevata in diversi allevamenti suini.

Tanto per dare un’idea della gravità di tale pandemia pensate che nel 2019 la “Peste Suina” in Cina ha portato alla morte, per l’abbattimento o la malattia, di circa 200 milioni di maiali: il 40% di tutti suini del Paese.

Nel Mese di Marzo del 2023, con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato nominato un nuovo Commissario Straordinario per la Gestione dell’Emergenza Peste Suina Africana, il Dott. Vincenzo Caputo il Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, con la speranza che, attraverso azioni serrate, controlli a tappeto e verifiche costanti, si possa in pochi anni mettere sotto controllo la peste.

In Toscana benché venga svolta su tutto il Territorio una stretta sorveglianza verso la malattia, che prevede anche il controllo dei cinghiali morti per cause diverse dalla caccia, come previsto dal “Piano Nazionale di Sorveglianza ed Eradicazione della PSA”, il pericolo è incombente.

Per salvare da una eventuale estinzione la straordinaria e rara Razza diCinta Senese”, un vero simbolo di biodiversità Toscana, gli scienziati hanno deciso, in questo Mese di Agosto 2026, di trasferire un ristretto numero di esemplari atti alla riproduzione (2 maschi o verri e 9 femmine o scrofe) sull’Isola di Pianosa, nell’Arcipelago Toscano.

Pianosa è un'Isola, di medie dimensioni (10,3 km²) rispetto alle altre Isole dell'Arcipelago Toscano, situata nel Mar Tirreno, rientra nel “Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano istituito nel 1996. L’Isola si trova a circa 13 km. a sud-ovest dell'isola d'Elba ed è inclusa nella Provincia di Livorno. Pianosa, come dice il nome stesso, è l'unica isola dell'Arcipelago priva di alture e complessivamente pianeggiante (il punto più alto raggiunge i 29 metri s.l.m.), ha una forma vagamente triangolare e frappone tratti di costa rocciosa a tratti sabbiosi, il suo territorio è in parte a macchia e in parte coltivato a viti e olivi.

Pianosa è un luogo completamente isolato e a movimentazione limitata, ancor di più il posto scelto per la collocazione dei capi dentro alla Struttura Carceraria nell’Isola, ideale per proteggere la razza senza alcun impatto sull’equilibrio naturale del territorio: gli animali resteranno sotto controllo in un’area recintata, senza contatto diretto con la vegetazione e la fauna circostanti. Un’area completamente confinata con doppie recinzioni, protocolli rigidi di ingresso e uscita per persone e mezzi, misure di biosicurezza rafforzata certificate dalla verifica indipendente e sistematica dell’Azienda Sanitaria Locale secondo i “Protocolli Europei ClassyFarm”.

Oltre all’"Arca di Noè" di Pianosa per la salvezza della “Cinta Senese” si punta anche sui “Centri Genetici” (o Centri di Genetica Medica) quelle strutture sanitarie specializzate nella ricerca, nello studio e nella conservazione del “DeoxyriboNucleic Acid” (DNA), la molecola che contiene tutte le informazioni genetiche e le istruzioni di base per costruire, sviluppare e far funzionare ogni essere vivente.

Mettere in salvo la Razza di Cinta Senesenon basta, si devono assolutamente salvare anche gli allevatori che in prima persona subiscono l’incommensurabile danno della distruzione dei loro allevamenti. Purtroppo l’attuale risarcimento viene calcolato sui valori del “suino industriale” e non riconosce assolutamente il maggior valore della “Cinta Senese D.O.P.”, tale fatto oltreché essere ingiusto è un anche un drastico sistema che scoraggia gli allevatori dal proseguire la loro attività.

Al 31 Dicembre 2025 in 8 Province Toscane si contavano 79 Allevatori, 6 Macelli e 18 Imprese di trasformazione: un valore economico indicativo per la “Cinta Senese D.O.P.” di oltre 5 milioni di euro: una filiera piccola ma molto specializzata e fortemente legata al Territorio.

La “Cinta Senese una delle razze suine autoctone più preziose, antiche e rappresentative delPatrimonio Agroalimentare Italiano”, con un legame storico talmente importante tanto da trovare la “Cinta Senese raffigurata persino in un famoso ciclo di affreschi, intitolatoAllegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo”, dipinti dal noto Pittore Ambrogio Lorenzetti, uno dei Maestri della Scuola Senese del Trecento, tra il 1338 e il 1339. Gli affreschi si trovano nella “Sala dei Nove” (o della Pace) all'interno del Palazzo Pubblico di Siena.

La Cinta Senese purtroppo è in serio pericolo di estinzione e non ci possiamo assolutamente permettere che ciò accada.

https://www.cintasenesedop.it/

https://www.youtube.com/watch?v=T6TIKcc2zQk


"Cinta Senese": Allevamenti allo Stato Brado (Foto CCS)

 Una Preziosa Razza da Salvare (Foto CCS) 


venerdì 14 agosto 2026

Il PAESAGGIO, L’ARCHITETTURA, Il GUSTO E L’OSPITALITÀ, QUESTI I SOLIDI CAPISALDI DEL RISTORANTE “NIÒBĒ” DI LECCO.



 

Tra le infinite e straordinarie bellezze dell’Italia c’è il Lago di Como (o di Lario) un bacino idrico naturale prealpino di origine fluvio-glaciale con una forma a "Y capovolta” con tre rami sottili che convergono in corrispondenza dell’epicentro di Bellagio con la sua punta dettaspartivento”. Il Lago, ubicato a un'altitudine di 197,39 m. s.l.m., rientra nei territori appartenenti alle Province Lombarde di Como e di Lecco. Il Lago di Como, che si trova a circa 50 km a nord di Milano, è il lago più profondo d'Italia (418 metri di depressione massima), quello con la maggiore estensione perimetrale, il terzo per superficie (145 km² di bacino) e volume.

Nel 2014 il Lago di Como è stato definito come il Lago più bello del Mondo dal quotidiano StatunitenseThe Huffington Post” altresì per il suo particolare e positivo microclima e per il suo ambiente costellato da ville e centri abitati di prestigio. Ma il Lago era già diventato molto famoso nel mondo grazie ai maggiori Poeti e Musicisti del Romanticismo e anche grazie allo scrittore, poeta e drammaturgo Italiano Alessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni (1785 - 1873) che proprio sulla sponda lecchese ambientò il suo mitico romanzo storico “I Promessi Sposi” dove all’inizio si trovano queste indimenticabili e straordinarie  parole: “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

Lecco è un accogliente Comune (di circa 47.300 abitanti) Capoluogo dell’omonima Provincia Lombarda; il suo territorio si trova (con una distribuzione altimetrica molto variabile che varia dai 198 metri s.l.m. della zona lacustre sino alla quota massima di 1875 metri s.l.m. del Monte Resegone) sulla riva orientale del Lago di Como.

Il Lungolago di Lecco è una suggestiva, panoramica e romantica passeggiata che si sviluppa per circa 1,5 km. lungo la fascia costiera della Città. Il percorso inizia dal “Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale” (a sud con il Lago a sinistra) e prosegue verso nord fino alla Località delle Caviate. Questo tratto Cittadino del Lungolago di Lecco prende diversi nomi (sempre partendo da sud): Lungolario Isonzo, Lungolario Cesare Battisti, Piazza Antonio Stoppani, Lungolario Luigi Cadorna, Lungolario 4 Novembre e Lungolario Piave.

Proprio a Lecco in Via Lungolario 4 Novembre al civico 3B c’è un Locale estremamente interessante: il Ristorante BistrotNIÒBĒ”.

Il Ristorante NIÒBĒ a Lecco, inaugurato nell'Autunno del 2025, nasce dalla passione condivisa di Domenico Todeschini e dei figli Davide e Matteo, che hanno voluto dare forma a un luogo in cui cucina d'autore, cultura del vino, architettura e paesaggio dialogano tra loro. È il frutto di esperienze realizzate negli anni trascorsi a scoprire e vivere ristoranti raffinati e locali d’eccellenza in ogni angolo del mondo, esperienze che li hanno ispirati e guidati nella creazione del loro progetto a Lecco.

Sul panoramicissimo lungolago di Lecco, una moderna villa è stata trasformata, grazie al concept architettonico del riconosciuto e prestigioso, a livello internazionale, Studio Flaviano Capriotti Architetti di Milano, da casa privata in una nuova e splendida destinazione enogastronomica. Il progetto di 430 mq. interpreta gli elementi distintivi del luogo (acqua, montagne, verde e tradizione agricola) traducendoli in uno spazio capace di stabilire una relazione continua tra ambiente costruito e contesto naturale, un luogo pensato per offrire piacere e bellezza a chi lo vive e dove architettura, gusto e ospitalità si fondono in un’unica esperienza.

L'intervento si sviluppa su tre livelli (piano terra, primo piano e piano interrato) all'interno di un bellissimo giardino privato di 700 mq. con accesso diretto al lago. Il volume esistente è stato reinterpretato attraverso un’operazione di ridisegno degli spazi e delle connessioni visive, con l'obiettivo di amplificare il rapporto tra gli ambienti interni e il paesaggio circostante, omogeneizzando gli spazi interni tra fluidità e continuità visiva.

L’ingresso accoglie gli ospiti nel già citato splendido giardino (ricco anche di piante edibili) illuminato con scenografie serali estremamente suggestive, proseguendo si arriva al dehors, elegante e raffinato, ispirato alle dimore classiche che si affacciano sul lago. Al piano terra prende vita ilNIÒBĒ Garden” una ricercata sala bistrot (per una trentina di ospiti) con un ampio angolo bar dalle forme sinuose: qui è possibile concedersi un gustoso pranzo di lavoro, un conviviale aperitivo al tramonto e una serata informale con tapas, cocktail e vini selezionati. Il piano superiore ospita invece il cuore del ristorante. Tre sale, caratterizzate da tonalità calde e naturali, creano un’atmosfera raffinata e accogliente. La sala principale è dedicata al Fine Dining NIÒBĒ al Lago”, dove ogni sera vengono proposti Menu alla Carta o Degustazione con abbinamento vini. Accanto si trova la “Sala Privé”, progettata per accogliere fino a 10 ospiti in totale riservatezza, ideale per eventi aziendali o momenti personali da vivere in intimità. Sempre su questo livello si trova anche la “Wine Room”, un ambiente esclusivo con soli sei posti, circondati dal fascino assoluto delle bottiglie più rare e preziose (circa 600 etichette tra prestigiose maison e piccole produzioni artigianali, una collezione privata messa a disposizione degli ospiti), dove si può vivere esperienze con note degustative assolutamente uniche: da NIÒBĒla Cantina a vista è il vero cuore pulsante del progetto.

Da “NIÒBĒ” anche la scelta dei materiali (rivestimento esterno in limestone/roccia calcarea, l'utilizzo dell'olmo per boiserie, arredi su misura e rivestimenti, l'intonaco a base di lolla di riso (la soluzione innovativa che unisce la calce agli scarti della lavorazione del riso) è stata curata nei minimi dettagli. Grandi lampade decorative scandiscono gli ambienti principali, introducendo un gioco di trasparenze e riflessi che richiama la luce sull'acqua e accompagna lo sguardo lungo gli spazi del ristorante. Ad aggiungere qualità i tessuti (sete effetto moirè a parete, seta grezza per i tendaggi, ciniglie con lurex oro e bouclè per gli imbottiti) prodotti da “Dedar Milano” una prestigiosa realtà italiana specializzata in tessuti e rivestimenti murali. A valorizzare ancor di più gli ambienti, le magnifiche e particolari opere d’arte di Tullio Pericoli famoso pittore, disegnatore e illustratore Italiano.

La cucina di NIÒBĒè portata avanti, con grande esperienza e maestria dal super premiato Chef Franco Caffara che basa la sua filosofia sull’unione del rigore tecnico con la sensibilità creativa, trasformando ogni piatto in un racconto di gusto e bellezza. Usa solo ingredienti selezionati con la massima cura che in cucina incontrano tecniche raffinate e presentazioni d’autore, in un equilibrio costante tra radici e innovazione. La Brigata di Cucina è giovane e molto preparata e quella di Sala abbina l’estrema gentilezza all’ottima qualità del servizio. 

Il Ristorante fine diningNIÒBĒ al Lago” è aperto a cena e anche a pranzo nel fine settimana, propone un “Menu à la carte” e due differenti Percorsi di Degustazione: “L’Identità” e “L’Inatteso, Nelle Mani dello Chef”. Le proposte guardano al territorio lariano con uno sguardo contemporaneo, valorizzando prodotti, tradizioni e suggestioni locali attraverso una cucina estremamente gustosa ed essenziale.

Al Ristorante “NIÒBĒ” si possono degustare speciali e deliziose preparazioni come:

- “Fiore di zucca croccante: ricotta vaccina e lime, verde di zucchine, perle di aceto balsamico” - “Scaloppa di foie gras con pan brioches e albicocche” - “Cevice di Lucioperca (pesce osseo d'acqua dolce) con cipolla rossa e peperoncino aji” - “Insalata d’amare di molluschi e crostacei” - “Uovo di selva a 63° con spuma di patate, tartufo nero e fiori dell'orto” - “Crudo di capasanta con caviale e stracchino” - “Bottoni con peperone crusco, caciotta affumicata e fondo di pollo” - “Garganelli fatti a mano mantecati in vellutata di piselli, sgombro marinato, capperi di aglio orsino e gel di aglio nero” - “Risotto all’acqua di pomodoro, cocco, curcuma, passion fruit” - “Spaghetto tiepido con estrazione di gamberi, bergamotto e salicornia”- "Pappardella ripiena di vicciola (pregiato tipo di carne bovina derivato dalla razza piemontese Fassona) con zucca, miso di pomodoro e fonduta di provola” -  “Ravioli in assoluto di gamberi serviti con consommé di gambero rosso di Mazara” - “Spigola, asparago e spuma di alga kombu” - “Filetto di vitello, ciliegie, fungo corallo e bacche di goji” - “Tataki di pesce spada, limone bruciato, mandorle e vongole” - “Piccione arrosto, radice di prezzemolo e ragù di cosce” - “Astice con la sua maionese, ragù e shiso (pianta aromatica dell'Asia orientale nota come basilico cinese” - “Animella di Vitello, ricci di mare e lievito alimentare”

Alla fine non ci si può esimere dall’assaggiare ilDolce Rito di NIÒBĒ”.

Sul magnifico lungolago di Lecco, il Ristorante/Bistrot NIÒBĒaccoglie i suoi ospiti in un’esperienza gastronomica e sensoriale unica essendo un luogo di assoluta convivialità e di alta gastronomia dove gli ingredienti legati al territorio si intrecciano con scenari esclusivi: paesaggio, architettura, gusto e ospitalità sono i suoi solidi capisaldi.

https://niobe-restaurant.it/

https://www.youtube.com/watch?v=dRTjljMnYMg


Ristorante Fine Dining "NIÒBĒ" a Lecco (Foto Leo Torri)

Ristorante "NIÒBĒ": La Sala Vista Lago (Foto Leo Torri)

Ristorante "NIÒBĒ": Gusto ed Eleganza (Foto Niobe)

"NIÒBĒ": Un’Esperienza Gastronomica Unica (Foto Niobe)

Una Cucina Gustosa ed Essenziale (Foto Niobe)

"NIÒBĒ": Rigore Tecnico e Sensibilità Creativa


sabato 8 agosto 2026

TERZA EDIZIONE DI “CHEF PER UN GIORNO A IL NIDO”: UNA MERAVIGLIOSA SERATA TRA CIBO, VINO, MUSICA E STRAORDINARIA PASSIONE PER LA CUCINA.



Una delle Regioni più belle e fascinose d’Italia è certamente la Toscana.

Tra le infinite bellezze che si possono trovare in Toscana c’è la “Costa degli Etruschi” quel lembo di terra, nel territorio continentale della Provincia di Livorno, disteso tra boschi ammantati di salsedine, spiagge dorate, suggestive scogliere e verdi colline punteggiate di antichi Borghi dai vicoli tortuosi e dai panorami mozzafiato. Il mare di questo tratto di Costa ha splendidi fondali ed è popolato da un tesoro di flora e fauna ricchissimo e incredibile. Qui le tartarughe arrivano da lontano per depositare le loro uova sulle spiagge sabbiose e le persone possono praticare ogni tipo di sport acquatico accompagnati da cetacei e delfini.

Il profilo costiero è fascinosamente modellato da dune e tomboli, segnato da scogli, promontori, baie riparate, calette, porti, folte pinete che dal mare vanno a fondersi col verde della macchia mediterranea, in un percorso bellissimo e fascinoso fatto di campi coltivati, filari di viti, ulivi secolari e cipressi in abbondanza. La “Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi” è un fiore all’occhiello con oltre 150 km. di produzioni di altissima qualità apprezzate nel Mondo.

Sulle lussureggianti Colline piccoli e antichi Borghi Medievali con le stradine lastricate in pietra e le romantiche piazze sono racchiuse da mura imponenti dove il tempo è rallentato, scandito solo dal suono dei passi, da quello di una campana, animato da voci e attività umane provenienti anche dalle caratteristiche botteghe artigianali.

Oltre a tutto ciò alla “Costa degli Etruschi” non manca la magia delle calde acque terapeutiche, che sgorgano dalle sue profondità, conosciute fin dall’antichità, prima dagli Etruschi e poi dai Romani: angoli termali, immersi in una natura incontaminata, offrono a corpo e spirito momenti di relax tra vapore, calore e silenti paesaggi.

L’antichissima e colta Civiltà Etrusca ha scelto nel IX secolo a.C. questa terra per fondare “Populonia”, la sua unica Città costiera, le cui tracce sono conservate in un Museo a cielo aperto: dall’acropoli, ai templi, alla città bassa fino al porto, ogni passo tra i suoi resti è un viaggio nella memoria di questo grande popolo. Arte e Cultura, attraverso i Secoli, hanno arricchito ogni lembo di questa Terra, compresa la straordinaria Tradizione Culinaria dal carattere deciso, genuino e creativo.

La “Costa degli Etruschi” comprende 15 fascinosi Borghi, dalle anime diverse ma accumunati dai dolci pendii delle colline affacciate sul mare che salgono verso di loro. Uno di questi Borghi è Rosignano Marittimo.

L’aggettivo “marittimo” nel nome di alcuni Comuni che sorgono non sul mare, bensì nell’entroterra collinare della Costa degli Etruschi, deriva dalla parola LatinaMaritima” che si riferisce a una “regione costiera” o a una "zona di mare". Per molti studiosi, infatti, la denominazione di “Maremma”, la Zona Costiera tra Toscana e Lazio, deriva proprio dal Latino Maritima”.

Rosignano Marittimo (Comune Toscano in Provincia di Livorno con oltre 30.000 Abitanti) è un Borgo Medievale della Maremma Settentrionale storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” e oggi chiamata anche “Maremma Livornese”. Rosignano Marittimo è arroccato su una panoramicissima Collina a 147 m. s.l.m., che domina la Costa degli Etruschi, con il suo Castello, ubicato nel punto più alto, i suoi antichi palazzi, le chiese, gli oratori e le cisterne dal grande valore storico e artistico. Nelle sale del prestigioso Palazzo Bombardieri è ospitato il “Museo Civico Archeologico”, dove è possibile ripercorrere la storia del Comune attraverso testimonianze molto antiche. 

Il Comune di Rosignano Marittimo è composto dal Centro abitato Capoluogo, il Borgo, e sei Frazioni: Castelnuovo della Misericordia, Castiglioncello (notissima e prestigiosa Località Balneare), Gabbro, Nibbiaia, Rosignano Solvay (nota per lo storico Stabilimento chimico “Solvay”) e Vada (altra nota Località Balneare). Il Comune ha tre Stazioni Ferroviarie, sulla Linea Roma-Livorno, e alcuni Porticcioli oltre al moderno e grande “Porto Turistico di Cala de' Medici” con una capacita di circa 650 posti barca.

Uscendo dal Borgo di Rosignano Marittimo, in direzione della Frazione di Castelnuovo della Misericordia, e percorrendo Via Antonio Gramsci, per poco più di un chilometro, si trova sulla sinistra Via di Serragrande, appena imboccata questa strada, che porta al mare, fatti pochi metri a destra c’è una stretta stradina che porta a “Il Nidodi Elena Barsacchi in Località la Tagliola, al Civico 2.

Il Nido” è una accogliente e panoramica struttura, immersa nel verde, dove la Titolare la gentilissima e super affascinante Elena Barsacchi organizza dei piacevoli e imperdibili eventi.

In una bellissima serata di fine Luglio 2026 proprio aIl Nidosi è svolta la Terza Edizione di Chef per un Giorno a Il Nido”.

La passione per la Cucina è un fuoco che arde dentro una moltitudine di persone sia per chi preferisce sedere ai tavoli sia per chi ama stare prevalentemente ai fornelli. “Chef per un Giorno a Il Nido” è una simpatica e “seria” occasione per cimentarsi tra conoscenti e amici che condividono proprio la passione per la Cucina.

La Competizione prevede che ogni Concorrente prepari sul posto una sua ricetta. Oltre a ciò ogni portata deve essere abbinata a un Vino particolare appositamente scelto. Tutto ciò poi passa sotto al giudizio di una qualificata Giuria che deve dare specifiche valutazioni alla “Presentazione”, alla “Tecnica”, al “Gusto” e all’“Abbinamento Vino”. 

Quest’anno la Giuria Presieduta dal mitico Fine Wine Critic Paolo Baracchino era composta dal bravissimo Personal Chef Mino Cosimo Tell, dallo straordinario Maestro macellaio Simone Fracassi, dal notissimo Ristoratore e grande Artista Vincenzo Lipari e dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale.

I Concorrenti di questa Terza Edizione sono stati: Marco Cini, Maurizio Manetti, Camilla Pazzagli, Alessia Pampalon, Massimo Viciani. Arianna Setsu e Walter Rossi.

Sono state valutate dai Giudici le seguenti preparazioni e gli abbinamenti in questo ordine di presentazione:

- Marco Cini - “Crostone de Coubertin”, abbinato a “Prelit 2017” Rosso Venezia Giulia I.G.T., 14% Vol., prodotto dall’Azienda Podversic Damijan;

- Arianna Setzu - “Così è, se vi pare”, Cannolo Siciliano salato abbinato a “Gaudensius” Etna D.O.C., Spumante Brut Metodo Classico, 12% Vol., dell’Azienda Firriato;

- Alessia Pampalon - “Sedano alla Pratese”, abbinato a “Vincent Testulat Champagne”, Demi Sec Carte D’Or Blanc De Noirs, 50% Pinot Noir e 50% Meunier, 12% Vol., dell’Azienda Vincent Testulat;

- Maurizio Manetti - “Zuppetta di moscardini dei 4 Mari”, abbinata a “Melag 2024” Pinot Nero Alto Adige D.O.C., 13,5% Vol., della Cantina San Paolo;

- Walter Rossi - “Panzanella del Conte”, abbinata a “l’archetipo 2024” Vino Bianco, 100% Fiano Minutolo, Vino Biologico, Salento I.G.P., 12% Vol., dell’Azienda l’archetipo;

- Camilla Pazzagli - “Tortelli di patate con sugo di stracotto”, abbinati a “Chianti Classico Podere la Cappella 2023”, Vino Rosso, Chianti Classico D.O.C.G., 15% Vol., prodotto dal Podere La Cappella di Natascia Rossini;

- Massimo Viciani - “Uovo al padellino, patate saltate, ketchup e maionese”, abbinate a “Le Père Jules”, Pommeau de Normandie, 17% Vol., un particolare assemblaggio di Calvados e succhi di mela freschi, prodotto dall’Azienda Francese Le Père Jules.

Durante la gara tutti i partecipanti hanno messo grandissimo impegno nelle preparazioni e in alcuni momenti sono stati anche sinceramente emozionati.

Dopo attenta valutazione della Giuria e un serrato scambio di opinioni, sommati i voti, il Presidente Paolo Baracchino ha dichiarato i Vincitori:

- PRIMO CLASSIFICATO - Alessia Pampalon;

- SECONDO CLASSIFICATO - Arianna Setzu;

- TERZO CLASSIFICATO - Maurizio Manetti.

Ai Vincitori sono stati consegnati dei bellissimi Premi gentilmente offerti dall’ Ottica Paolo Fanucchi (Livorno), da Andrea's 1947 Cashmere (Prato) e dal Ristorante Station Gallery di Castiglioncello (LI)

Il sottoscritto Giorgio Dracopulos ha regalato ai Vincitori una Copia della RivistaOinos - Vivere di Vino”, 

La RivistaOinos”, fondata nel Marzo del 2012, è un semestrale dove sia io che Paolo Baracchino scriviamo. La Rivista è un utile strumento di informazione ma anche un’accattivante fonte di curiosità destinata non solo agli appassionati che racconta con articoli, rubriche di attualità e bellissime foto, tutto ciò che ruota Internazionalmente intorno al Vino, al Turismo e alla Gastronomia.

La bellissima serata è stata allietata con musica dal vivo suonata dal bravissimo Maestro Musicista Salvatore Roberto Diliberti.

La Terza Edizione diChef per un Giorno a Il Nido è stata assolutamente una meravigliosa e divertente serata trascorsa tra cibo, vino, musica e grande passione per la cucina.

https://www.facebook.com/elena.barsacchi.3?locale=it_IT


Giorgio Dracopulos ed Elena Barsacchi

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": I Concorrenti

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": La Giuria

Marco Cini: "Crostone de Coubertin"...

Arianna Setzu: "Così è, se vi pare"... 

Alessia Pampalon: "Sedano alla Pratese"...

 Maurizio Manetti: "Zuppetta di Moscardini"... 

Walter Rossi: "Panzanella del Conte"...

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sabato 1 agosto 2026

RISTORANTE “IL SORPASSO” A FAUGLIA (PI): IN UN MAGNIFICO CONTESTO LA GUSTOSA, RAFFINATA E ORIGINALE CUCINA DELLO CHEF SAVINO TROIA.




La Toscana è una Regione magica famosa per le sue Città, l'arte antica e il buon cibo: una Terra unica dove la meravigliosa bellezza della natura si unisce a una storia antichissima.

Il fascino della verdeggiante campagna Toscana s’identifica con le sue morbide colline che salgono e scendono come onde verdi, i dolci e romantici pendii sono ricchi di cipressi, ulivi, vigne, vecchi casolari di pietra e Borghi antichi.

Nella bellissima campagna della Provincia di Pisa c’è il piccolo Comune di Fauglia (circa 3.650 abitanti) il cui Borgo, dolcemente adagiato in posizione panoramica, sul crinale di una collina, a più di 90 m. di altitudine, è caratterizzato dall’unica strada che lo attraversa e lungo la quale si affacciano edifici, palazzi e piazzette.

Benché Fauglia abbia una storia antichissima il suo toponimo è attestato per la prima volta solo nel 1187 con il nome LatinoFavulia”. Fin dal 1400 la sua storia è legata alle lotte feroci e sanguinose tra Pisa e Firenze terminate con l'affermazione di quest'ultima su tutto il territorio Toscano.

Anticamente a Fauglia la maggior parte degli abitanti era dedita all'agricoltura ma oggi, mentre continua la produzione di Vini D.O.C., gran parte della popolazione è occupata nel settore dell'industria, del commercio e del terziario in generale, molto fiorente inoltre è anche l'attività di agriturismo. Nel Comune di Fauglia vengono organizzati molti eventi durante l'anno, soprattutto nella stagione estiva, dove l'Amministrazione Comunale, in collaborazione con il Teatro Comunale di Fauglia, le Associazioni e i Privati promuove un ricco calendario. Gli eventi estivi vengono raccolti nella rassegna "Fauglia Estate”.

Fauglia ha diversi e interessanti storici edifici come Chiese e Palazzi ma si distingue anche per ospitare numerose e bellissime Ville sparse anche nelle sue tre Frazioni: Acciaiolo, Luciana e Valtriano

La prima grande Villa che si incontra sulla destra salendo nel Borgo di Fauglia dalla Frazione di Acciaiolo, edificata in un sito abitato già nel Medioevo, è “Villa Conti”.

Villa Conti” si trova citata nei documenti più antichi come “Villa del Poggio”, probabilmente le prime strutture del suo complesso abitativo furono edificate nei primi decenni del 1500 sui resti di un piccolissimo Borgo Medievale a forma di “rombo” comprendente anche un piccolo Oratorio. L’Oratorio dedicato a Sant’Antonio era anche il luogo dove il 17 gennaio di ogni anno, in occasione della Festa del Patrono, si benedicevano i cavalli. Dopo i lavori del 1759 la Villa ha assunto un aspetto più vicino all’attuale.

Nel 1830 la “Villa del Poggiocon i suoi 12 Poderi fu acquistata dal Livornese Enrico Conti, Titolare di una importante fabbrica di sapone. Enrico Conti e sua moglie Ersilia ebbero due figli maschi, Ugo e Arturo: il primo proseguì a Livorno, in Via del Vigna, l’attività del padre, esportando i suoi prodotti soprattutto negli Stati Uniti d’America dove ancora oggi esiste un saponeConti”.
Arturo Conti invece divenne Architetto e prima ampliò e abbellì la Villa di Famiglia, a Fauglia, dandole l’estensione e le definitive forme attuali, poi mostrò a tutti il suo ingegno artistico progettando e costruendo, sempre in Fauglia, l’attuale Chiesa Parrocchiale e l’importante Palazzo Municipale. Arturo Conti per i suoi meriti è ricordato da una lapide e da un busto presente sia nella Chiesa sia nel Palazzo Comunale.
Arturo sposò Dina Gera, dalla quale ebbe due figli, Enrico e Costanza; quest’ultima si unì in matrimonio con Antonio Ferrari e a questo cognome fu poi aggiunto quello dei “Conti”, poiché Enrico non si era coniugato e la nota Casata dei Conti rischiava di estinguersi. Costanza ed Antonio ebbero due figli, Pietro e Mario: quest’ultimo si sposò con Olga Trumpy dalla quale ebbe a sua volta due figli, Enrica e Atonia. Pietro si unì in matrimonio con Dina Pannocchia ed ebbero quattro figli: le prime furono due sorelle gemelle, Paola e Marcella, poi nacque un maschio, Tonino e infine un’altra femmina, Giuliana.

Nei primi anni del 1900 la fattoria di Villa Conti”, come già accennato, aveva 12 Poderi che producevano grano, granturco, barbabietola da zucchero, vino e olio grazie anche a un frantoio privato, ma nel 1979 per motivi ereditari tutto fu diviso tra i quattro figli di Pietro Ferrari Conti e Dina Pannocchia.

Nel 2020Villa Conti è stata completamente ristrutturata ed è diventata l’attuale accoglientissima Residenza d’Epoca con 10 bellissime Camere e il Ristorante.

Proprio dentroVilla Contia Fauglia, in Via Pontita al Civico 8, Martedì 26 Maggio 2026 è stato aperto da Savino Troia e Nicoletta Luca il loro RistoranteIl Sorpasso”.

Savino è nato, il 5 Giugno 1986, nella Storica e bellissima Città di Trani adagiata sulla Costa della Puglia. La sua Famiglia era numerosa e ogni occasione d’incontro tra i Parenti diventava praticamente una “grande festa” con annesse delizie gastronomiche da gustare. Savino oltre a essere una “buona forchetta” è stato anche rapito dal fascino dellaCucina” che si preparava per tali occasioni: si ricorda sempre la velocità con cui la Nonna preparava una Pasta Tradizionale come le “orecchiette”. Per seguire questa sua aspirazione, finite le Scuole dell’Obbligo, Savino si è Diplomato nel 2000 all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità AlberghieraUmberto Di Pascaa Potenza.

Da allora in poi Savino ha sempre lavorato in importanti Ristoranti in Italia e all’Estero: tra gli altri per due anni è stato a Londra al “Villa Bianca”, per circa 5 anni (dal 2008 al 2013) è stato nella  stagioni estive all’esclusivo “Yacht Club Costa Smeralda” (realizzato nel 1967 dall’Aga Khan) a Porto Cervo in Sardegna e nel resto dell’Anno, da quando è stato aperto nel Dicembre 2010, allo “Yacht Club Costa Smeralda” a Virgin Gorda un piccolo angolo di Paradiso nelle Isole Vergini Britanniche nel Mar dei Caraibi. In questi 5 anni ha affiancato ChefSuper Stellati” come Massimo Bottura e Massimiliano Alajmo. Poi ha lavorato anche in Lussuosi Hotel come “La Perla” in Alta Badia a Corvara (BZ) e al “Filario” di Lezzano (CO) sul Lago di Como. Mentre prestava la sua meritevole opera al Ristorante “Alfredo sull’Arnodi Firenze Savino ha conosciuto Nicoletta Luca.

Nicoletta è nata a Firenze il 6 Dicembre del 1992 dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato e si è Diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Firenze. Sempre studiando ha cercato un lavoro ed è entrata nel Servizio di Sala del RistoranteAlfredo sull’Arnodove ha conosciuto Savino, tra loro è nata una romantica storia d’amore. In anni successivi, più precisamente nel 2018, dalla loro unione è nata, a Firenze, la bellissima Figlia Alyssa e per tale motivo hanno deciso di stabilirsi in una Località Toscana sul Mare, ecco che dopo varie ricerche sono giunti a Castiglioncello, in Provincia di Livorno, e hanno aperto il loro Locale: così è nato il Ristorante Il Sorpasso”.

Il Ristorante essendo stato aperto sull’antica Via Aurelia che attraversa Castiglioncello fu battezzatoIl Sorpassocome l’omonimo mitico Film Il Sorpasso” del 1962 un “road-movie” (pellicola di strada) dove la “Via Aurelia” rappresentava l’ideale percorso delle vacanze. Il Film girato in buona parte proprio a Castiglioncello (che negli anni ’6o era frequentata dal “bel Mondo” di allora), venne diretto dal grande Regista Dino Risi con attori come Vittorio Gassman, allora quarantenne, il Francese Jean-Louis Trintignant, allora trentaduenne, e la giovanissima, allora diciasettenne, bellissima Attrice Belga naturalizzata Italiana Catherine Spaak.

Con il RistoranteIl Sorpasso” a Castiglioncello Savino Troia e Nicoletta Luca hanno trascorso alcuni anni di successi sia di critica sia di pubblico. Nel Mese di Giugno 2023 il RistoranteIl Sorpasso” si è trasferito su una panoramica e verdeggiante collina vista mare sempre a Castiglioncello fino al Maggio 2026 quando Savino Troia e Nicoletta Luca viste la bellezza e le grandi potenzialità diVilla Contia Fauglia hanno deciso di trasferirvi il loro Ristorante

Villa Conti” è un imponente e fascinoso edificio, su tre piani con annesso un maestoso torrione, circondato da un verdeggiante parco. Davanti alla Villa il grande parcheggio, al piano terra il Ristorante e i servizi, sul retro il dehors del Ristorante e la Piscina inaugurata nel 2017. Il panorama che si gode sia dalla cima del torrione, raggiungibile esclusivamente per mezzo di un ascensore, sia dal dehors/piscina è assolutamente fantastico: una romantica e incantevole vista che si perde all’orizzonte.

Il RistoranteIl Sorpasso” è molto accogliente con la sua Sala più grande e la Saletta riservata, tutto è estremamente curato, il caminetto, gli arredi, le luci, l’apparecchiatura, lo spazio esterno al coperto vista piscina gode di un panorama assolutamente magnifico.

Il “Menu” suggerisce Quattro Percorsi consigliati (“Le Nostre Firme”, “Il Mare”, “La Terra”, “Vegetariano”) ognuno di quattro portate, ma c’è la possibilità di scegliere anche solo “Due Portate” a piacimento dai vari percorsi.

La “Carta dei Vini” è super selezionata, semplicemente bellissima anche a vedersi, un grande formato a colori, ogni vino ha una breve descrizione: circa 160 Etichette tra Italiane e Francesi, più di quaranta tra Champagne e Bollicine Nazionali, Vini Bianchi e Rossi, da Dessert e da meditazione.

Ma veniamo alla mia recente visita.

La Degustazione su suggerimento di Savino Troia è stata accompagnata da una scaletta di vini assolutamente di livello: “Jean Arnoult” Champagne Brut Carte Blanche, 100% Pinot Noir, 12% Vol.- “Antigària 2025” Toscana Bianco I.G.T., 80% Trebbiano Toscano e 20% Malvasia, 12,5% Vol., prodotto solo in 3.000 bottiglie dall’Azienda Antigària di Andrea Nonnis - “Casotto del Merlo 2005” Recioto della Valpolicella Classico D.O.C. (dal 2010 è D.O.C.G.), 70% di Corvina Veronese e Corvinone Veronese e 30% Rondinella, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Giuseppe Campagnola.    

Con in Tavola l’ottimo, fragrante e caldo “Pane della Casa” insieme a del gustosissimo “Burro della Casa” (alla curcuma con sale nero) sono stati serviti gli Amuse-bouche: - “Parmigiana di melanzane” - “Alice fritta con crème fraîche (panna acida) e caviale”.  

Di seguito anche le seguenti portate: - “Tartare di gamberi rossi con polpettina, Bloody Mary e fior di latte, maio (maionese) al miso” - “Tartare di scottona, sfere di patate croccanti e maio alle nocciole” - “Tagliolini al mirtillo, ragù di anatra, frutti rossi e grue di cacao (granella di fave di cacao tostata)” - “Tortello al gorgonzola, noci e zafferano” - “Crudo di scampi, caviale di aringa, crème fraîche e pan brioche” - “Riso, cannella e mango”.

Tutto molto buono e ben presentato.

La Cucina dello Chef Savino Troia si basa sulla ricerca degli ingredienti tra i più genuini per creare delle preparazioni delicate, eleganti e piacevolmente gustose, partendo da tradizioni gastronomiche anche della sua Terra di origine e rendendole più contemporanee grazie a un’esperta e continua sperimentazione che le trasforma in un viaggio di profumi, colori, sapori ed emozioni.

In Cucina Savino Troia è ben supportato da Jean-Pierre e il Servizio di Sala è stato perfettamente e cortesemente svolto dal bravo Andrea.

Attualmente le super brava e deliziosa Nicoletta Luca si occupa dei grandi eventi del “Il Sorpasso”: matrimoni, feste, compleanni, meeting

Al RistoranteIl Sorpasso”, ubicato nel magnifico e accogliente contesto diVilla Conti a Fauglia (PI), potete trovare la gustosa, raffinata e originale cucina dello Chef Savino Troia.

https://www.ilsorpassoristorante.it/

https://www.youtube.com/watch?v=hi9k_i2vMdc


"Villa Conti" a Fauglia (PI): Una Vista dall'Alto (Foto IS)

 L'Ingresso a "Villa Conti" e al Ristorante "Il Sorpasso"

Ristorante "Il Sorpasso a Fauglia: Una Vista della Sala (Foto IS)

Ristorante "Il Sorpasso" a Fauglia (PI): Il Magnifico Panorama 

 "Pane e Burro della Casa con Amuse-bouche"...

"Tartare di Gamberi Rossi"... 

"Tartare di Scottona"...

"Tagliolini al Mirtillo"...

"Tortello al Gorgonzola"

"Crudo di Scampi"... 

 "Riso, Cannella e Mango"

Lo Chef Savino Troia e Giorgio Dracopulos