sabato 8 agosto 2026

TERZA EDIZIONE DI “CHEF PER UN GIORNO A IL NIDO”: UNA MERAVIGLIOSA SERATA TRA CIBO, VINO, MUSICA E STRAORDINARIA PASSIONE PER LA CUCINA.



Una delle Regioni più belle e fascinose d’Italia è certamente la Toscana.

Tra le infinite bellezze che si possono trovare in Toscana c’è la “Costa degli Etruschi” quel lembo di terra, nel territorio continentale della Provincia di Livorno, disteso tra boschi ammantati di salsedine, spiagge dorate, suggestive scogliere e verdi colline punteggiate di antichi Borghi dai vicoli tortuosi e dai panorami mozzafiato. Il mare di questo tratto di Costa ha splendidi fondali ed è popolato da un tesoro di flora e fauna ricchissimo e incredibile. Qui le tartarughe arrivano da lontano per depositare le loro uova sulle spiagge sabbiose e le persone possono praticare ogni tipo di sport acquatico accompagnati da cetacei e delfini.

Il profilo costiero è fascinosamente modellato da dune e tomboli, segnato da scogli, promontori, baie riparate, calette, porti, folte pinete che dal mare vanno a fondersi col verde della macchia mediterranea, in un percorso bellissimo e fascinoso fatto di campi coltivati, filari di viti, ulivi secolari e cipressi in abbondanza. La “Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi” è un fiore all’occhiello con oltre 150 km. di produzioni di altissima qualità apprezzate nel Mondo.

Sulle lussureggianti Colline piccoli e antichi Borghi Medievali con le stradine lastricate in pietra e le romantiche piazze sono racchiuse da mura imponenti dove il tempo è rallentato, scandito solo dal suono dei passi, da quello di una campana, animato da voci e attività umane provenienti anche dalle caratteristiche botteghe artigianali.

Oltre a tutto ciò alla “Costa degli Etruschi” non manca la magia delle calde acque terapeutiche, che sgorgano dalle sue profondità, conosciute fin dall’antichità, prima dagli Etruschi e poi dai Romani: angoli termali, immersi in una natura incontaminata, offrono a corpo e spirito momenti di relax tra vapore, calore e silenti paesaggi.

L’antichissima e colta Civiltà Etrusca ha scelto nel IX secolo a.C. questa terra per fondare “Populonia”, la sua unica Città costiera, le cui tracce sono conservate in un Museo a cielo aperto: dall’acropoli, ai templi, alla città bassa fino al porto, ogni passo tra i suoi resti è un viaggio nella memoria di questo grande popolo. Arte e Cultura, attraverso i Secoli, hanno arricchito ogni lembo di questa Terra, compresa la straordinaria Tradizione Culinaria dal carattere deciso, genuino e creativo.

La “Costa degli Etruschi” comprende 15 fascinosi Borghi, dalle anime diverse ma accumunati dai dolci pendii delle colline affacciate sul mare che salgono verso di loro. Uno di questi Borghi è Rosignano Marittimo.

L’aggettivo “marittimo” nel nome di alcuni Comuni che sorgono non sul mare, bensì nell’entroterra collinare della Costa degli Etruschi, deriva dalla parola LatinaMaritima” che si riferisce a una “regione costiera” o a una "zona di mare". Per molti studiosi, infatti, la denominazione di “Maremma”, la Zona Costiera tra Toscana e Lazio, deriva proprio dal Latino Maritima”.

Rosignano Marittimo (Comune Toscano in Provincia di Livorno con oltre 30.000 Abitanti) è un Borgo Medievale della Maremma Settentrionale storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” e oggi chiamata anche “Maremma Livornese”. Rosignano Marittimo è arroccato su una panoramicissima Collina a 147 m. s.l.m., che domina la Costa degli Etruschi, con il suo Castello, ubicato nel punto più alto, i suoi antichi palazzi, le chiese, gli oratori e le cisterne dal grande valore storico e artistico. Nelle sale del prestigioso Palazzo Bombardieri è ospitato il “Museo Civico Archeologico”, dove è possibile ripercorrere la storia del Comune attraverso testimonianze molto antiche. 

Il Comune di Rosignano Marittimo è composto dal Centro abitato Capoluogo, il Borgo, e sei Frazioni: Castelnuovo della Misericordia, Castiglioncello (notissima e prestigiosa Località Balneare), Gabbro, Nibbiaia, Rosignano Solvay (nota per lo storico Stabilimento chimico “Solvay”) e Vada (altra nota Località Balneare). Il Comune ha tre Stazioni Ferroviarie, sulla Linea Roma-Livorno, e alcuni Porticcioli oltre al moderno e grande “Porto Turistico di Cala de' Medici” con una capacita di circa 650 posti barca.

Uscendo dal Borgo di Rosignano Marittimo, in direzione della Frazione di Castelnuovo della Misericordia, e percorrendo Via Antonio Gramsci, per poco più di un chilometro, si trova sulla sinistra Via di Serragrande, appena imboccata questa strada, che porta al mare, fatti pochi metri a destra c’è una stretta stradina che porta a “Il Nidodi Elena Barsacchi in Località la Tagliola, al Civico 2.

Il Nido” è una accogliente e panoramica struttura, immersa nel verde, dove la Titolare la gentilissima e super affascinante Elena Barsacchi organizza dei piacevoli e imperdibili eventi.

In una bellissima serata di fine Luglio 2026 proprio aIl Nidosi è svolta la Terza Edizione di Chef per un Giorno a Il Nido”.

La passione per la Cucina è un fuoco che arde dentro una moltitudine di persone sia per chi preferisce sedere ai tavoli sia per chi ama stare prevalentemente ai fornelli. “Chef per un Giorno a Il Nido” è una simpatica e “seria” occasione per cimentarsi tra conoscenti e amici che condividono proprio la passione per la Cucina.

La Competizione prevede che ogni Concorrente prepari sul posto una sua ricetta. Oltre a ciò ogni portata deve essere abbinata a un Vino particolare appositamente scelto. Tutto ciò poi passa sotto al giudizio di una qualificata Giuria che deve dare specifiche valutazioni alla “Presentazione”, alla “Tecnica”, al “Gusto” e all’“Abbinamento Vino”. 

Quest’anno la Giuria Presieduta dal mitico Fine Wine Critic Paolo Baracchino era composta dal bravissimo Personal Chef Mino Cosimo Tell, dallo straordinario Maestro macellaio Simone Fracassi, dal notissimo Ristoratore e grande Artista Vincenzo Lipari e dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale.

I Concorrenti di questa Terza Edizione sono stati: Marco Cini, Maurizio Manetti, Camilla Pazzagli, Alessia Pampalon, Massimo Viciani. Arianna Setsu e Walter Rossi.

Sono state valutate dai Giudici le seguenti preparazioni e gli abbinamenti in questo ordine di presentazione:

- Marco Cini - “Crostone de Coubertin”, abbinato a “Prelit 2017” Rosso Venezia Giulia I.G.T., 14% Vol., prodotto dall’Azienda Podversic Damijan;

- Arianna Setzu - “Così è, se vi pare”, Cannolo Siciliano salato abbinato a “Gaudensius” Etna D.O.C., Spumante Brut Metodo Classico, 12% Vol., dell’Azienda Firriato;

- Alessia Pampalon - “Sedano alla Pratese”, abbinato a “Vincent Testulat Champagne”, Demi Sec Carte D’Or Blanc De Noirs, 50% Pinot Noir e 50% Meunier, 12% Vol., dell’Azienda Vincent Testulat;

- Maurizio Manetti - “Zuppetta di moscardini dei 4 Mari”, abbinata a “Melag 2024” Pinot Nero Alto Adige D.O.C., 13,5% Vol., della Cantina San Paolo;

- Walter Rossi - “Panzanella del Conte”, abbinata a “l’archetipo 2024” Vino Bianco, 100% Fiano Minutolo, Vino Biologico, Salento I.G.P., 12% Vol., dell’Azienda l’archetipo;

- Camilla Pazzagli - “Tortelli di patate con sugo di stracotto”, abbinati a “Chianti Classico Podere la Cappella 2023”, Vino Rosso, Chianti Classico D.O.C.G., 15% Vol., prodotto dal Podere La Cappella di Natascia Rossini;

- Massimo Viciani - “Uovo al padellino, patate saltate, ketchup e maionese”, abbinate a “Le Père Jules”, Pommeau de Normandie, 17% Vol., un particolare assemblaggio di Calvados e succhi di mela freschi, prodotto dall’Azienda Francese Le Père Jules.

Durante la gara tutti i partecipanti hanno messo grandissimo impegno nelle preparazioni e in alcuni momenti sono stati anche sinceramente emozionati.

Dopo attenta valutazione della Giuria e un serrato scambio di opinioni, sommati i voti, il Presidente Paolo Baracchino ha dichiarato i Vincitori:

- PRIMO CLASSIFICATO - Alessia Pampalon;

- SECONDO CLASSIFICATO - Arianna Setzu;

- TERZO CLASSIFICATO - Maurizio Manetti.

Ai Vincitori sono stati consegnati dei bellissimi Premi gentilmente offerti dall’ Ottica Paolo Fanucchi (Livorno), da Andrea's 1947 Cashmere (Prato) e dal Ristorante Station Gallery di Castiglioncello (LI)

Il sottoscritto Giorgio Dracopulos ha regalato ai Vincitori una Copia della RivistaOinos - Vivere di Vino”, 

La RivistaOinos”, fondata nel Marzo del 2012, è un semestrale dove sia io che Paolo Baracchino scriviamo. La Rivista è un utile strumento di informazione ma anche un’accattivante fonte di curiosità destinata non solo agli appassionati che racconta con articoli, rubriche di attualità e bellissime foto, tutto ciò che ruota Internazionalmente intorno al Vino, al Turismo e alla Gastronomia.

La bellissima serata è stata allietata con musica dal vivo suonata dal bravissimo Maestro Musicista Salvatore Roberto Diliberti.

La Terza Edizione diChef per un Giorno a Il Nido è stata assolutamente una meravigliosa e divertente serata trascorsa tra cibo, vino, musica e grande passione per la cucina.

https://www.facebook.com/elena.barsacchi.3?locale=it_IT


Giorgio Dracopulos ed Elena Barsacchi

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": I Concorrenti

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": La Giuria

Marco Cini: "Crostone de Coubertin"...

Arianna Setzu: "Così è, se vi pare"... 

Alessia Pampalon: "Sedano alla Pratese"...

 Maurizio Manetti: "Zuppetta di Moscardini"... 

Walter Rossi: "Panzanella del Conte"...

Camilla Pazzaglia: "Tortelli di Patate"... 

Massimo Viciani: "Uovo al padellino"... 

"Chef per un Giorno a Il Nido 2026": I Vincitori


 

sabato 1 agosto 2026

RISTORANTE “IL SORPASSO” A FAUGLIA (PI): IN UN MAGNIFICO CONTESTO LA GUSTOSA, RAFFINATA E ORIGINALE CUCINA DELLO CHEF SAVINO TROIA.




La Toscana è una Regione magica famosa per le sue Città, l'arte antica e il buon cibo: una Terra unica dove la meravigliosa bellezza della natura si unisce a una storia antichissima.

Il fascino della verdeggiante campagna Toscana s’identifica con le sue morbide colline che salgono e scendono come onde verdi, i dolci e romantici pendii sono ricchi di cipressi, ulivi, vigne, vecchi casolari di pietra e Borghi antichi.

Nella bellissima campagna della Provincia di Pisa c’è il piccolo Comune di Fauglia (circa 3.650 abitanti) il cui Borgo, dolcemente adagiato in posizione panoramica, sul crinale di una collina, a più di 90 m. di altitudine, è caratterizzato dall’unica strada che lo attraversa e lungo la quale si affacciano edifici, palazzi e piazzette.

Benché Fauglia abbia una storia antichissima il suo toponimo è attestato per la prima volta solo nel 1187 con il nome LatinoFavulia”. Fin dal 1400 la sua storia è legata alle lotte feroci e sanguinose tra Pisa e Firenze terminate con l'affermazione di quest'ultima su tutto il territorio Toscano.

Anticamente a Fauglia la maggior parte degli abitanti era dedita all'agricoltura ma oggi, mentre continua la produzione di Vini D.O.C., gran parte della popolazione è occupata nel settore dell'industria, del commercio e del terziario in generale, molto fiorente inoltre è anche l'attività di agriturismo. Nel Comune di Fauglia vengono organizzati molti eventi durante l'anno, soprattutto nella stagione estiva, dove l'Amministrazione Comunale, in collaborazione con il Teatro Comunale di Fauglia, le Associazioni e i Privati promuove un ricco calendario. Gli eventi estivi vengono raccolti nella rassegna "Fauglia Estate”.

Fauglia ha diversi e interessanti storici edifici come Chiese e Palazzi ma si distingue anche per ospitare numerose e bellissime Ville sparse anche nelle sue tre Frazioni: Acciaiolo, Luciana e Valtriano

La prima grande Villa che si incontra sulla destra salendo nel Borgo di Fauglia dalla Frazione di Acciaiolo, edificata in un sito abitato già nel Medioevo, è “Villa Conti”.

Villa Conti” si trova citata nei documenti più antichi come “Villa del Poggio”, probabilmente le prime strutture del suo complesso abitativo furono edificate nei primi decenni del 1500 sui resti di un piccolissimo Borgo Medievale a forma di “rombo” comprendente anche un piccolo Oratorio. L’Oratorio dedicato a Sant’Antonio era anche il luogo dove il 17 gennaio di ogni anno, in occasione della Festa del Patrono, si benedicevano i cavalli. Dopo i lavori del 1759 la Villa ha assunto un aspetto più vicino all’attuale.

Nel 1830 la “Villa del Poggiocon i suoi 12 Poderi fu acquistata dal Livornese Enrico Conti, Titolare di una importante fabbrica di sapone. Enrico Conti e sua moglie Ersilia ebbero due figli maschi, Ugo e Arturo: il primo proseguì a Livorno, in Via del Vigna, l’attività del padre, esportando i suoi prodotti soprattutto negli Stati Uniti d’America dove ancora oggi esiste un saponeConti”.
Arturo Conti invece divenne Architetto e prima ampliò e abbellì la Villa di Famiglia, a Fauglia, dandole l’estensione e le definitive forme attuali, poi mostrò a tutti il suo ingegno artistico progettando e costruendo, sempre in Fauglia, l’attuale Chiesa Parrocchiale e l’importante Palazzo Municipale. Arturo Conti per i suoi meriti è ricordato da una lapide e da un busto presente sia nella Chiesa sia nel Palazzo Comunale.
Arturo sposò Dina Gera, dalla quale ebbe due figli, Enrico e Costanza; quest’ultima si unì in matrimonio con Antonio Ferrari e a questo cognome fu poi aggiunto quello dei “Conti”, poiché Enrico non si era coniugato e la nota Casata dei Conti rischiava di estinguersi. Costanza ed Antonio ebbero due figli, Pietro e Mario: quest’ultimo si sposò con Olga Trumpy dalla quale ebbe a sua volta due figli, Enrica e Atonia. Pietro si unì in matrimonio con Dina Pannocchia ed ebbero quattro figli: le prime furono due sorelle gemelle, Paola e Marcella, poi nacque un maschio, Tonino e infine un’altra femmina, Giuliana.

Nei primi anni del 1900 la fattoria di Villa Conti”, come già accennato, aveva 12 Poderi che producevano grano, granturco, barbabietola da zucchero, vino e olio grazie anche a un frantoio privato, ma nel 1979 per motivi ereditari tutto fu diviso tra i quattro figli di Pietro Ferrari Conti e Dina Pannocchia.

Nel 2020Villa Conti è stata completamente ristrutturata ed è diventata l’attuale accoglientissima Residenza d’Epoca con 10 bellissime Camere e il Ristorante.

Proprio dentroVilla Contia Fauglia, in Via Pontita al Civico 8, Martedì 26 Maggio 2026 è stato aperto da Savino Troia e Nicoletta Luca il loro RistoranteIl Sorpasso”.

Savino è nato, il 5 Giugno 1986, nella Storica e bellissima Città di Trani adagiata sulla Costa della Puglia. La sua Famiglia era numerosa e ogni occasione d’incontro tra i Parenti diventava praticamente una “grande festa” con annesse delizie gastronomiche da gustare. Savino oltre a essere una “buona forchetta” è stato anche rapito dal fascino dellaCucina” che si preparava per tali occasioni: si ricorda sempre la velocità con cui la Nonna preparava una Pasta Tradizionale come le “orecchiette”. Per seguire questa sua aspirazione, finite le Scuole dell’Obbligo, Savino si è Diplomato nel 2000 all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità AlberghieraUmberto Di Pascaa Potenza.

Da allora in poi Savino ha sempre lavorato in importanti Ristoranti in Italia e all’Estero: tra gli altri per due anni è stato a Londra al “Villa Bianca”, per circa 5 anni (dal 2008 al 2013) è stato nella  stagioni estive all’esclusivo “Yacht Club Costa Smeralda” (realizzato nel 1967 dall’Aga Khan) a Porto Cervo in Sardegna e nel resto dell’Anno, da quando è stato aperto nel Dicembre 2010, allo “Yacht Club Costa Smeralda” a Virgin Gorda un piccolo angolo di Paradiso nelle Isole Vergini Britanniche nel Mar dei Caraibi. In questi 5 anni ha affiancato ChefSuper Stellati” come Massimo Bottura e Massimiliano Alajmo. Poi ha lavorato anche in Lussuosi Hotel come “La Perla” in Alta Badia a Corvara (BZ) e al “Filario” di Lezzano (CO) sul Lago di Como. Mentre prestava la sua meritevole opera al Ristorante “Alfredo sull’Arnodi Firenze Savino ha conosciuto Nicoletta Luca.

Nicoletta è nata a Firenze il 6 Dicembre del 1992 dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato e si è Diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Firenze. Sempre studiando ha cercato un lavoro ed è entrata nel Servizio di Sala del RistoranteAlfredo sull’Arnodove ha conosciuto Savino, tra loro è nata una romantica storia d’amore. In anni successivi, più precisamente nel 2018, dalla loro unione è nata, a Firenze, la bellissima Figlia Alyssa e per tale motivo hanno deciso di stabilirsi in una Località Toscana sul Mare, ecco che dopo varie ricerche sono giunti a Castiglioncello, in Provincia di Livorno, e hanno aperto il loro Locale: così è nato il Ristorante Il Sorpasso”.

Il Ristorante essendo stato aperto sull’antica Via Aurelia che attraversa Castiglioncello fu battezzatoIl Sorpassocome l’omonimo mitico Film Il Sorpasso” del 1962 un “road-movie” (pellicola di strada) dove la “Via Aurelia” rappresentava l’ideale percorso delle vacanze. Il Film girato in buona parte proprio a Castiglioncello (che negli anni ’6o era frequentata dal “bel Mondo” di allora), venne diretto dal grande Regista Dino Risi con attori come Vittorio Gassman, allora quarantenne, il Francese Jean-Louis Trintignant, allora trentaduenne, e la giovanissima, allora diciasettenne, bellissima Attrice Belga naturalizzata Italiana Catherine Spaak.

Con il RistoranteIl Sorpasso” a Castiglioncello Savino Troia e Nicoletta Luca hanno trascorso alcuni anni di successi sia di critica sia di pubblico. Nel Mese di Giugno 2023 il RistoranteIl Sorpasso” si è trasferito su una panoramica e verdeggiante collina vista mare sempre a Castiglioncello fino al Maggio 2026 quando Savino Troia e Nicoletta Luca viste la bellezza e le grandi potenzialità diVilla Contia Fauglia hanno deciso di trasferirvi il loro Ristorante

Villa Conti” è un imponente e fascinoso edificio, su tre piani con annesso un maestoso torrione, circondato da un verdeggiante parco. Davanti alla Villa il grande parcheggio, al piano terra il Ristorante e i servizi, sul retro il dehors del Ristorante e la Piscina inaugurata nel 2017. Il panorama che si gode sia dalla cima del torrione, raggiungibile esclusivamente per mezzo di un ascensore, sia dal dehors/piscina è assolutamente fantastico: una romantica e incantevole vista che si perde all’orizzonte.

Il RistoranteIl Sorpasso” è molto accogliente con la sua Sala più grande e la Saletta riservata, tutto è estremamente curato, il caminetto, gli arredi, le luci, l’apparecchiatura, lo spazio esterno al coperto vista piscina gode di un panorama assolutamente magnifico.

Il “Menu” suggerisce Quattro Percorsi consigliati (“Le Nostre Firme”, “Il Mare”, “La Terra”, “Vegetariano”) ognuno di quattro portate, ma c’è la possibilità di scegliere anche solo “Due Portate” a piacimento dai vari percorsi.

La “Carta dei Vini” è super selezionata, semplicemente bellissima anche a vedersi, un grande formato a colori, ogni vino ha una breve descrizione: circa 160 Etichette tra Italiane e Francesi, più di quaranta tra Champagne e Bollicine Nazionali, Vini Bianchi e Rossi, da Dessert e da meditazione.

Ma veniamo alla mia recente visita.

La Degustazione su suggerimento di Savino Troia è stata accompagnata da una scaletta di vini assolutamente di livello: “Jean Arnoult” Champagne Brut Carte Blanche, 100% Pinot Noir, 12% Vol.- “Antigària 2025” Toscana Bianco I.G.T., 80% Trebbiano Toscano e 20% Malvasia, 12,5% Vol., prodotto solo in 3.000 bottiglie dall’Azienda Antigària di Andrea Nonnis - “Casotto del Merlo 2005” Recioto della Valpolicella Classico D.O.C. (dal 2010 è D.O.C.G.), 70% di Corvina Veronese e Corvinone Veronese e 30% Rondinella, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Giuseppe Campagnola.    

Con in Tavola l’ottimo, fragrante e caldo “Pane della Casa” insieme a del gustosissimo “Burro della Casa” (alla curcuma con sale nero) sono stati serviti gli Amuse-bouche: - “Parmigiana di melanzane” - “Alice fritta con crème fraîche (panna acida) e caviale”.  

Di seguito anche le seguenti portate: - “Tartare di gamberi rossi con polpettina, Bloody Mary e fior di latte, maio (maionese) al miso” - “Tartare di scottona, sfere di patate croccanti e maio alle nocciole” - “Tagliolini al mirtillo, ragù di anatra, frutti rossi e grue di cacao (granella di fave di cacao tostata)” - “Tortello al gorgonzola, noci e zafferano” - “Crudo di scampi, caviale di aringa, crème fraîche e pan brioche” - “Riso, cannella e mango”.

Tutto molto buono e ben presentato.

La Cucina dello Chef Savino Troia si basa sulla ricerca degli ingredienti tra i più genuini per creare delle preparazioni delicate, eleganti e piacevolmente gustose, partendo da tradizioni gastronomiche anche della sua Terra di origine e rendendole più contemporanee grazie a un’esperta e continua sperimentazione che le trasforma in un viaggio di profumi, colori, sapori ed emozioni.

In Cucina Savino Troia è ben supportato da Jean-Pierre e il Servizio di Sala è stato perfettamente e cortesemente svolto dal bravo Andrea.

Attualmente le super brava e deliziosa Nicoletta Luca si occupa dei grandi eventi del “Il Sorpasso”: matrimoni, feste, compleanni, meeting

Al RistoranteIl Sorpasso”, ubicato nel magnifico e accogliente contesto diVilla Conti a Fauglia (PI), potete trovare la gustosa, raffinata e originale cucina dello Chef Savino Troia.

https://www.ilsorpassoristorante.it/

https://www.youtube.com/watch?v=hi9k_i2vMdc


"Villa Conti" a Fauglia (PI): Una Vista dall'Alto (Foto IS)

 L'Ingresso a "Villa Conti" e al Ristorante "Il Sorpasso"

Ristorante "Il Sorpasso a Fauglia: Una Vista della Sala (Foto IS)

Ristorante "Il Sorpasso" a Fauglia (PI): Il Magnifico Panorama 

 "Pane e Burro della Casa con Amuse-bouche"...

"Tartare di Gamberi Rossi"... 

"Tartare di Scottona"...

"Tagliolini al Mirtillo"...

"Tortello al Gorgonzola"

"Crudo di Scampi"... 

 "Riso, Cannella e Mango"

Lo Chef Savino Troia e Giorgio Dracopulos


martedì 21 luglio 2026

LORENZO DE VIVO MARTINI: IL BRAVO CHEF CHE COSTRUISCE GUSTOSE IDENTITÀ GASTRONOMICHE E VALORIZZA AL MEGLIO LE POTENZIALITÀ DEL TERRITORIO.




Ieri “Cuoco” oggi “Chef” questa antichissima figura professionale nei secoli ha vissuto una profonda metamorfosi, passando da semplice esecutore di mansioni manuali, spesso recluso in ambienti oscuri e soffocanti, a un professionista ad ampio spettro.

Il Cuoco dei tempi lontani, spesso poteva essere anche uno schiavo, svolgeva un lavoro puramente esecutivo e strettamente legato alla nutrizione in cucine che erano calde, buie e sotterranee, ubicate lontano dagli occhi di coloro che usufruivano dei cibi realizzati. L’esperienza si basava esclusivamente sulla trasmissione orale e pratica, con focus sulla conservazione e sulla ripetitività delle ricette create.

Il primo Cuoco e Gastronomo di cui si ha memoria storica è il patrizio romano Marco Gavio Apicio (I Secolo a.C. - I Secolo d.C.) vissuto sotto l’Imperatore Tiberio.

Tiberio è stato il secondo Imperatore Romano, succeduto al patrigno Augusto, che ha regnato per ventitré anni dal 14 al 37 d.C., il suo principato è noto per il consolidamento dei confini, il rigore finanziario e un progressivo e cupo isolamento politico.

Marco Gavio Apicio era un ricco e stravagante “gourmet” amante dello sfarzo e del lusso, noto per aver introdotto nelle sue cucine ingredienti esotici e combinazioni di sapori all'avanguardia per l'epoca. Apicio è diventato celebre per aver scritto il nucleo iniziale del Libro denominato “De Re Coquinaria”, la principale fonte sulla cucina dell'Antica Roma e la prima e più antica raccolta di ricette occidentali giunta fino a noi. Il lavoro di Marco Gavio Apicio ha gettato le basi per la “cucina” che conosciamo influenzando profondamente anche i ricettari rinascimentali.

Oggi un bravo Chef è un regista poliedrico che unisce la solida tecnica culinaria alle competenze manageriali, comunicative e di marketing. Un Manager e un Imprenditore, con carisma e autorità, che non si limita a cucinare, ma deve gestire una vera e propria azienda occupandosi di budget e di food cost, selezionando i fornitori, redigendo i Menu e spesso anche le Carte dei Vini. Deve essere un bravo Leader che sappia ben condurre e motivare le risorse umane, sia della Brigata di Cucina sia della Brigata di Sala, creando un ambiente di lavoro positivo. Il bagaglio di un bravo Chef è ricco di competenze trasversali che vanno dallo studio della chimica degli alimenti, al rispetto severo delle normative igienico-sanitarie (HACCP), all’organizzazione logistica della dispensa, alle tecniche di cottura innovative fino ad arrivare all’estetica di un piatto.

Oggi grazie a social media, televisione e guide, gli Chef sono diventati personaggi pubblici che curano si l'estetica dei piatti ma che raccontano anche storie, terroir ed etica degli ingredienti.

Oggi vi parlo di un personaggio molto bravo e appassionato: Lorenzo De Vivo Martini l’Executive Chef delPrincipino Restaurant” di Viareggio.

La Città di Viareggio, in Provincia di Lucca, è una seducente e storica Località Turistica, adagiata sulla pianura della Costa Toscana, bagnata dalle acque del Mar Ligure, dove, dal lontano 1873, si svolge anche uno dei più famosi Carnevali del Mondo. Oltre a ciò, alle spalle è incorniciata dal suggestivo panorama delle Alpi Apuane e ai lati dalle grandi, verdeggianti e rilassanti pinete.

Un’altra delle sue speciali peculiarità è Viale Giosuè Carducci, conosciuto universalmente come “La Passeggiata di Viareggio”. Questa è la zona più suggestiva, monumentale, artistica e commerciale della Città, ricca di moltissimi edifici di pregio e di rilevante interesse architettonico.

Dopo la “Belle Époque(1873 - 1895) s’iniziò a demolire le fatiscenti strutture in legno e ferro esistenti e tra il 1920 e il 1940, anni di grande fervore edilizio, la Passeggiata fu completamente ricostruita. Grazie a tecnici illustri, come l’Architetto e Ingegnere Viareggino Alfredo Belluomini (1892 - 1964), in quei 20 anni si delineò il viale lungomare come noi oggi lo conosciamo con molti negozi, caffè, cinema, gallerie, ville, stabilimenti balneari e hotel.

Proprio all’inizio della passeggiata nord, in Viale Guglielmo Marconi al civico 130, sorge lo “Stabilimento Balneare Principe di Piemonte” notoriamente conosciuto come “Principino” per non confonderlo con l’omonimo “Grand Hotel Principe di Piemonte” (5 Stelle) che si trova di fronte dall’altra parte della strada.

Il Principino sorto, in poco più di sei mesi di lavoro, nel 1938 su progetto dell'Ingegnere Aldo Castelfranco, in un tratto di spiaggia che precedentemente ospitava il “Bagno Lido”, è stato il primo Stabilimento Balneare in Europa dotato di molti moderni servizi. Lo Stabilimento Balneare fu inaugurato in pompa magna il 23 Luglio del 1938 alla presenza di importanti figure del tempo come Rodolfo Graziani, il Ministro Perrone Compagni, i Duchi di Pistoia e di Bergamo e delle massime autorità della Versilia e della Provincia di Lucca. Lo stabilimento che occupava 10.000 metri quadrati di arenile, comprendeva 150 cabine (su due piani, tutte dotate di acqua potabile e di mare e servizi igienici), la grande piscina con trampolino, la rotonda che si affacciava verso il mare, e oltre 3000 mq. di strutture con saloni da ballo, ristorante, caffè con buffet freddo e un grande cinema-teatro dotato di aria condizionata.

Lorenzo De Vivo Martini (due cognomi quello del Padre e quello della Madre) è nato a Pisa, Mercoledì 19 Ottobre 1983, tra i suoi ricordi più importanti di quando era piccolo c’è quello di suo Babbo che lo andava a prendere all’uscita della Scuola Elementare e poi a Casa con lui preparavano il pranzo con quel poco che avevano. Un’immagine forte che ha segnato la vita di Lorenzo tanto da fargli sbocciare prestissimo la passione per la Cucina. Inizialmente dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato il Liceo Scientifico e successivamente ha lavorato per non molto tempo in uno Studio di Ingegneria da cui però si è licenziato, di nascosto alla Famiglia, per dedicarsi alla sua grande passione: la Cucina.

Lorenzo De Vivo Martini dalla sua Mamma ha imparato anche l’amore per l’arte e da ambedue i suoi genitori ha acquisito importanti valori come l’umiltà, il restare con i piedi per terra, non dimenticare mai il proprio essere e ricordarsi sempre da dove si è partiti.

Lorenzo dopo aver conseguito il Diploma all’Istituto Alberghiero ha iniziato dalla gavetta il duro lavoro in Cucina, ma grazie alla sua bravura ha fatto rapidamente carriera. La prima esperienza di Aiuto Cuoco, tra il 2004 e il 2009, l’ha fatta nei RistorantiLa Riva” di Marina di Pisa e “Il Rigoletto” (al tempo 2 Stelle Michelin) a Reggiolo (RE). Successivamente come Sous Chef e Chef di Cucina ha lavorato, tra il 2009 e il 2017, in importanti Locali come “Il Molino” a Ginevra in Svizzera, al “Damè - Hotel Concordia” (4 Stelle) a San Possidonio (MO), al RistoranteLa Mistica” di Carpi (MO), alla Locanda con Giardino4Cento” di Milano e nuovamente al RistoranteLa Riva” di Marina di Pisa.

Sempre a Marina di Pisa, tra il 2017 e il 2019, Lorenzo ha aperto, con notevole successo, un suo Locale: il “Marta Restaurant Cafè”. Negli anni successivi ha alternato un lavoro di consulenza presso numerosi Locali al lavoro di Chef di Cucina in Ristoranti come il “BluAqua” di Calenzano (FI), il “JBeach Restaurant &Bar” di Cala Razza di Juncu in Costa Smeralda (Olbia), all’HotelBorgo Antico” (5 Stelle) a San Pantaleo (SS), al RistoranteLuca’s” dell'Hotel La Gemma (5 Stelle Luxury) di Firenze, infine dal Mese di Febbraio 2023 è arrivato come Chef di Cucina e Brand Chef a “Il Principino di Viareggio (LU).

Negli anni Lorenzo De Vivo Martini, grazie alla sua grande preparazione, ha ricevuto molti riconoscimenti come quello del 2020 dove è stato premiato come “Miglior Giovane dell’Anno” dalla Federazione Italiana Cuochi.

Ma lo Chef Lorenzo De Vivo Martini ha svolto e svolge anche molto altro: nel 2022 è stato docente del MasterNuovi Linguaggi della Comunicazione del Cibo” promosso dall'Unione Regionale Cuochi Toscani (URCT) in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi (FIC) e l'Università San Raffaele di Roma, dove ha contribuito al percorso formativo attraverso un intervento dedicato al tema “Food Happiness - Cucina della felicità e sensi”, approfondendo il valore della gastronomia come linguaggio capace di generare emozioni, cultura e relazione. Dal 2023 ha collaborato con l’AziendaApicoltura Signorini”, sviluppando ricette e piatti firmati utilizzando i loro prodotti a base di miele e contribuendo alla valorizzazione della materia prima attraverso progetti di comunicazione e sviluppo. Lo Chef ha partecipato e continua a partecipare a molte trasmissioni televisive.

Lorenzo è stato anche attivamente impegnato nella crescita delle nuove generazioni di validi cuochi ricoprendo il ruolo di “Responsabile Nazionale della Formazione per il Compartimento Giovani della Federazione Italiana Cuochi” ed essere stato “Presidente Regionale dell’Unione Regionale Cuochi Toscana” dal 2020 al 2023.

Al “Il Principino” di Viareggio Lorenzo De Vivo Martini è il responsabile della gestione della cucina, con focus sullo sviluppo e sull’identità dei menu, controllando “food cost”, la formazione e il coordinamento della Brigata ed è anche fortemente coinvolto nella valorizzazione del “brand” della struttura attraverso la proposta gastronomica e l’organizzazione operativa.

La cucina del bravo Chef Lorenzo De Vivo Martini nasce dall’assoluto rispetto delle materie prime, dalle stagionalità e dalle espressioni più sincere del Territorio, seguendo un percorso di crescita continuo, fatto di studio, ricerca e approfondimento su ogni ingrediente: l’obiettivo è quello di evolvere costantemente, sia dal punto di vista professionale sia da quello personale, con una continua indagine tra tradizione e contemporaneità.

A “Il Principino” lo Chef Lorenzo De Vivo Martini offre un’esperienza unica sul territorio, un viaggio culinario dove tutto il possibile è preparato interamente in casa, e ciò fa la differenza nei profumi, nei sapori di ogni assaggio. Per Lorenzo sono essenziali pulizia, umiltà, umanità, serietà e soprattutto fame di conoscenza: cucinare non significa solo unire gli ingredienti, ma convertire il cibo in un’esperienza da vivere con tutti i cinque sensi in un viaggio in grado di far rivivere anche ricordi perduti.

Ma non c’è soltanto tutto questo fin qui raccontato, l’amore per la cucina e l’arte ha fatto sì che Lorenzo De Vivo Martini collabori stabilmente dal 2021 con l’importante progetto editoriale di Cairo Editore - Editoriale Giorgio MondadoriL’Arte in Cucina - Gli Artisti incontrano gli Chef”, da un'idea dell'Artista e Curatore di Domenico Monteforte, giunto nel 2026 alla “Nona Edizione”, la Prima è del 2017. Il bellissimo volume di 176 pagine celebra l'incontro tra oltre trenta Pittori e altrettanti Chef di noti Ristoranti (in schede doppie: nella pagina sinistra l'opera dell'artista con una recensione e in quella destra la ricetta e il piatto dello chef) con un focus speciale sugli ingredienti dei territori.

Lorenzo De Vivo Martini, come già accennato, in ogni Edizione dal 2021 in poi ha contribuito al LibroL’Arte in Cucina” con un suo piatto, nel 2022 e nel 2025 è stato selezionato anche comeChef di Copertina” confermando un grande percorso di crescita e un meritato riconoscimento a livello nazionale.

Lorenzo De Vivo Martini è il bravo Chef, innamorato della Cucina e dell’Arte, che costruisce gustose identità gastronomiche e che valorizza al meglio le potenzialità del Territorio.

https://www.principinoeventi.com/ristorante-gourmet-eventi-viareggio/

https://www.youtube.com/watch?v=tmimyHIRF9I


Lo Chef Lorenzo De Vivo Martini

"Cintale a Primavera" Ricetta 2026 (Foto L'Arte in Cucina)

Copertina 2025: "Note Mediterranee" (Foto L'Arte in Cucina)

Lorenzo De Vivo Martini: "Earth" Ricetta 2025

Copertina 2022  (Foto L'Arte in Cucina)

 De Vivo Martini: Gustose Identità Gastronomiche


domenica 12 luglio 2026

“ROYAL FOOD CAVIAR” DIVENTA ANCHE “VIVARI”: PER IL SUPER GUSTOSO CAVIALE NON UN CAMBIO DI NOME MA UN CAMBIO DI PROSPETTIVA.




Esiste un alimento straordinario che si chiama “Caviale”, è l'espressione massima del lusso gastronomico, per raccontarlo serve un linguaggio evocativo che ne esalti l’incredibile consistenza setosa, la magnifica eleganza, la forte sapidità e il fascinoso sapore.

Il Mondo dell’Enogastronomia è immenso e ha un’incredibile infinità di sfaccettature ma anche dei “Pilastri” internazionalmente famosi e apprezzati praticamente ovunque, dei “Prodotti Cult”, spesso molto cari, che godono di una vita di interminabili successi come lo “Champagne”, il “Tartufo Bianco Pregiato” e il “Caviale”.

Il “Caviale” si ottiene attraverso l’attenta lavorazione e salatura delle uova di diverse tipologie di pesci denominati “Storioni”.

Lo “Storione” (Acipenser Sturio) è praticamente un “fossile vivente” (anche per il suo aspetto) visto che ha fatto la sua apparizione nel Mesozoico, oltre 200 milioni di anni fa. Nell’antichità il Fiume Tevere ne era ricco e veniva denominato dai Romaniil Lupo del Tevere”. Lo “Storione” è un pesce possente che si presenta con un aspetto “squaliforme”, ha la bocca piccola e protrattile posta ventralmente con 4 barbigli tattili (praticamente dei sensori che servono a individuare il cibo), ha grandi dimensioni (diversi metri, è il più grande pesce d’acqua dolce esistente) e vive per alcuni decenni prevalentemente in acqua dolce pulita e fredda, ma esistono anche Storioni che vivono esclusivamente in acqua salmastra. Lo Storione appartiene alla Famiglia delleAcipenseridae” che comprende 26 Specie di pescianadromi” (che per qualche ragione migrano); infatti gli Storioni risalgono i Fiumi per andare a riprodursi. Il nome “Acipenser” in Latino era il termine che indicava proprio lo “Storione”.

La Carne dello Storione è molto pregiata ma la vera delizia sono le sue uova che dopo attenta e particolare lavorazione diventano “Caviale”. Ci vogliono dai 7 ai 25 anni, a seconda delle tipologie, affinché uno Storione riesca a produrre le uova che in natura non hanno un sapore ben definito e pertanto devono essere trattate con il sale per diventare una vera prelibatezza.

Anche se abbiamo tracce antichissime provenienti da fonti Persiane, Egiziane, Greche e Romane sul consumo di uova di Storione, bisogna arrivare nel XII Secolo per avere documentazioni, provenienti da popolazioni Mongole, su questo tipo di consumo.

Il “Malossol” il Caviale leggermente salato come lo conosciamo oggi non è stato possibile realizzarlo fino a che non furono trovati sistemi particolari di stoccaggio e trasporti refrigerati. Soltanto alla fine del XVIII Secolo il Caviale, introdotto inizialmente in Europa dalla Russia grazie al Marinaio e Commerciante Greco Ioannis Varvarkis, divenne un “fenomenoMondiale.

L’eccessivo consumo di Storioni portò presto al calo della produzione Europea mentre in Nord America nella seconda metà del XIX Secolo s’iniziò a produrre Caviale in grande quantità. Se ne produceva talmente tanto che, oltre a essere esportato praticamente ovunque, nei Bar Americani veniva servito del Caviale per promuovere le bevande come oggi facciamo con lenoccioline”. Fino al 1875 il Caviale veniva confezionato in barili di legno da 55 Kg., da allora in poi vennero adottate delle latte metalliche da pochi chili; tali contenitori permettevano attraverso la pastorizzazione di allungare notevolmente la vita del prodotto. Successivamente nei primi anni del 1900 vennero adottati sistemi di confezionamento sotto vuoto, non solo in vetro, dal peso di 30 o 60 grammi.

Nel 1915 anche in America la produzione entrò in crisi per il troppo consumo e la pesca degli Storioni, sia da diporto che commerciale, fu vietata fino agli anni 50. Dopo l’America il Mar Caspio Russo divenne l’area di produzione principale del Caviale. Superata la metà del 1900 nell’area iniziarono anche i primi esperimenti di riproduzione artificiale degli Storioni ma anche qui la produzione esagerata mise in crisi il sistema.

A causa della penuria di Storioni selvatici a livello Mondiale nel 1998 la Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora Minacciate di Estinzione (C.I.T.E.S.) decise d’inserire tutte le specie di Storione all’interno dell’Appendice Seconda della Convenzione. Tale fatto ha portato al divieto di commercializzazione su tutti i Mercati Internazionali dello Storione Selvatico e dei prodotti da esso derivati. Oltre a ciò, la Convenzione, ha anche imposto l’obbligo di marcare la produzione proveniente dagli allevamenti con una “Speciale Etichetta Cites” dove in un codice (di lettere e numeri) vengono riassunti: la Specie dello storione, il Codice sull’origine del prodotto, il Codice “Iso” del Paese di origine, l’Anno di produzione nel caso di confezionamento diretto, il Codice dell’eventuale Azienda confezionatrice, il Codice identificativo del lotto di produzione o del permesso “Cites” di esportazione.

Oggi il Mercato Mondiale degli Storioni e del Caviale è sostenuto quasi esclusivamente dagli allevamenti. Il più grande produttore in assoluto è la Cina ma la produzione si è sviluppata molto anche in Russia, in Francia, in Iran e in Italia. La nostra bella Italia oggi è la principale produttrice Europea di Caviale con circa 60 Tonnellate annue ed è anche la seconda nel Mondo. Le Zone di maggiore concentrazione dei nostri allevamenti di Storioni si trovano in particolari Territori delle Province di Brescia, Pavia, Cremona e Venezia.

Due delle Aziende Italiane che da anni producono e commercializzano un caviale considerato nel Mondo di assoluta eccellenza, di estremo lusso e straordinario pregio sono la Acipenser (che produce) e laRoyal Food Caviar” (che commercializza) di proprietà di Carlo Dalla Rosa e sua moglie Nancy D’Aiuto. Recentissimamente laRoyal Food Caviarè diventata anche Vivari.

Due anime complementari quella di Carlo Dalla Rosa e Nancy D’Aiuto, che nel tempo, unendo la passione e la voglia di mettersi in gioco, hanno dato vita alle loro Aziende. Carlo, Dottore di ricerca in Scienze della Produzione Animale e specializzato in Itticoltura, ha iniziato a lavorare come dirigente di un allevamento di trote e grazie a questa esperienza, con una visione proiettata al futuro, ha maturato l’idea di dedicarsi a un ambizioso progetto, ovvero allevare gli storioni.

Dai primi anni ’90 e nel giro di pochi anni, il sogno di Carlo si è realizzato, consolidato e ha iniziato a dare i primi frutti attraverso la realizzazione (trasformando una ex troticoltura risalente agli anni Sessanta) su una superficie di oltre 10 ettari in Provincia di Brescia a Calvisano, di un impianto lungo 1 Km con 80 vasche esterne e 75 coperte. Carlo Dalla Rosa è diventato uno dei massimi esperti di storionicoltura, non solo in Italia, e segue con rigore e grande passione tutto il processo produttivo ponendo sempre grande attenzione all’ambiente in cui vivono gli storioni.

La Ditta Acipenserda oltre trent’anni alleva gli storioni a ciclo completo, rispettando altissimi standard qualitativi, con la massima attenzione al ricambio idrico dell’acqua e ai mangimi, costituiti da materie prime selezionate. Il rispetto del benessere degli storioni e la sostenibilità ambientale sono due valori fondanti dell’Azienda e si rispecchiano in determinate scelte tecniche, che operano nel rispetto di precise norme e certificazioni tra cui l’importante Marchio InternazionaleFriend of The Sea”.

All’interno dell’allevamento gli storioni nuotano in vasconi alimentati da abbondante acqua sorgiva e ossigenata (2.000 litri/secondo a ciclo aperto) che entra in impianto senza utilizzo di fonti energetiche (interna ed esterna), perennemente monitorata e ricambiata più volte al giorno, per garantire una totale assenza di spiacevoli retrogusti nel prelibato caviale. Il benessere dello storione determina la qualità del caviale. Le ridotte densità di allevamento, la verifica dell’esatto stadio di maturazione delle uova, l’uso di mangimi “OGM free”, di altissima qualità e ricchi di farine di pesce, e infine i rigorosi controlli igienico sanitari, rendono l’allevamento un vero fiore all’occhiello nel Territorio Nazionale. Tutto il sistema è inoltre a ciclo completo: ciò consente la tracciabilità e una facile identificazione del lotto di produzione, oltre alla garanzia che le quantità estratte siano omogenee e appartengano a una specifica femmina.

Negli ultimi anni notevoli energie e risorse sono state dedicate alla delicata fase di crescita degli storioni infatti è nell’avannotteria che tutto ha inizio. Qui in un primo settore, dove tutte le variabili ambientali, e non, sono mantenute strettamente sotto controllo 24 ore al giorno, avviene la fecondazione delle uova a cui segue la schiusa di piccole larve con un sacco vitellino che le alimenta nei primi giorni. Successivamente si passa alla somministrazione di un minuscolo crostaceo vivo (Artemia Salina) per poi alimentare gli avannotti (i piccoli storioni) con una finissima farina contenente tutti i nutrienti necessari.

Dopo aver sostato in questo settore per circa 2 mesi, i piccoli storioni vengono trasferiti manualmente al secondo settore dove alloggeranno per circa 4 mesi in 75 vasche da 7 mq. di superficie, alimentate con acqua di pozzo ed equipaggiate di mangiatoie automatiche. In questa fase viene posta particolare attenzione al benessere del pesce, alla densità, all’alimentazione che non deve creare forzature ma deve donare vigore ai piccoli storioni che saranno “compagni di viaggio per 10/25 anni. Raggiunta la taglia di circa 80/100 gr., dopo circa 6 mesi dalla nascita, gli storioncini vengono trasferiti manualmente nelle grandi vasche esterne di allevamento.

Da novembre ad aprile gli storioni all’ultimo stadio di maturazione delle uova vengono trasferiti al laboratorio specializzato dove viene eseguita una lavorazione rigorosamente artigianale mediante l’estrazione, la salagione (che in assenza di contaminazioni consente di utilizzare una quantità di sale intorno al 3% sul peso del prodotto con la tecnicaMalossolche in Russo significapoco sale”) e il primo confezionamento. La garanzia di un buon caviale dipende dall’uovo estratto, che deve essere non ancora maturo e in grado di resistere alla pressione osmotica del sale. Dopo una stabulazione in cella frigorifera per circa due mesi, nelle latte originali, il caviale raggiunge la sua ottimale maturazione concentra il suo sapore ed esalta le caratteristiche intrinseche dei diversi tipi di storione: è pronto per essere degustato al meglio.

Il controllo maniacale dell’intera filiera e il metodo di lavoro basato sull’esperienza e sulla saggezza degli esperti Aziendali consentono all’Acipenser di garantire sempre una freschezza naturale al 100%, preservando inoltre le caratteristiche e il sapore del caviale selvatico. L’Azienda Acipenser è un’autentica eccellenza Italiana che brilla tra i maggiori Produttori di Caviale del Mondo.

Carlo Dalla Rosa è membro sostenitore della "World Sturgeon Conservation Society" (W.S.C.S.)   l’Associazione Internazionale che ha come primo obiettivo quello di promuovere la conservazione, la salvaguardia e la reintroduzione in natura degli Storioni. Grazie alla continua ricerca, lo studio, il confronto con le Aziende, il coordinamento e l’organizzazione di simposi mondiali, la “W.S.C.S.” rappresenta un importante e fondamentale anello di congiunzione con chi lavora gli Storioni.

Conquistata dalla passione del marito Carlo Dalla Rosa, nel 2011, Nancy D’Aiuto fondata la Royal Foodha iniziato a commercializzare in Italia il loro pregiato caviale sia nel settore della ristorazione sia ai privati. Un’attività inizialmente nata per un numero ristretto di clienti ma che negli anni ha allargato il suo raggio d’azione, facendosi conoscere e apprezzare sempre di più a livello non solo nazionale. La “Royal Food oggi diventata anche Vivari  che con i suoi prodotti di altissima qualità 100%Made in Italy” è la ragione e la forza per cui Nancy D’Aiuto si impegna quotidianamente, con passione, determinazione e fascino, a spiegare e far capire la straordinaria qualità del caviale proposto, nonché dimostrare l’impegno improntato su oltre 30 anni di esperienza, serietà, correttezza e precisione nel servizio.

Vivari Caviar” non è per “Royal Food Caviar” un cambio di nome ma un qualcosa di nuovo che cambia le prospettive, nasce infatti una nuova identità destinata a rappresentare il brand sui mercati mondiali. “Vivari segna un’evoluzione profonda nel modo di raccontare il prodotto: non più soltanto eccellenza gastronomica, ma espressione di un immaginario più ampio, capace di dialogare con i codici del design, della moda e del lusso contemporaneo.

Il nome “Vivari deriva dalla parola Latinavivarium” (“vivus = vivo" più il suffisso “arium = il luogo destinato a") letteralmente "luogo per i vivi". Nell'antica Roma indicava recinti, parchi o riserve in cui venivano tenuti in vita animali selvatici, volatili o pesci, i cosiddetti vivai i luoghi in cui la vita viene custodita e fatta crescere nel tempo. Un riferimento diretto all’approccio produttivo dell’azienda, basato su un ciclo di allevamento lungo, controllato e rispettoso degli equilibri naturali.

In questo contesto “Vivarinon si presenta come un nuovo soggetto, ma come un’evoluzione narrativa diRoyal Food Caviarche resta l’Azienda, mentre “Vivari Caviar” diventa il linguaggio attraverso cui raccontarne visione, metodo e posizionamento. La trasformazione riguarda anche l’identità visiva e il modo di stare sul mercato. “Vivari” sceglie di allontanarsi dai codici tradizionali del settore food, per avvicinarsi a quelli del mondo luxury, dove il prodotto non è solo consumo, ma oggetto culturale e simbolico.

Packaging, estetica e comunicazione vengono ripensati in questa direzione: non più semplici contenitori, ma elementi progettati per dialogare con l’universo della gioielleria e della moda, contribuendo a costruire un’esperienza coerente e riconoscibile. Il caviale diventa così un oggetto di desiderio, oltre che un prodotto gastronomico, capace di entrare in contesti diversi: dall’alta ristorazione all’hotellerie di fascia alta, fino a boutique e ambienti in cui l’estetica è parte integrante dell’esperienza.

Chiudo con le parole nette e chiare di una grande donna come la titolare Nancy D’Aiuto: “Vivari nasce da un’idea semplice: rispettare il tempo e la vita”.

https://vivaricaviar.it/

https://www.acipensersrl.it/



Carlo Dalla Rosa e Nancy D'Aiuto (Foto RFC)

Vasche di Allevamento (Foto RFC)

Un Piccolo Storione (Foto RFC)

I Titolari con il Loro Team (Foto RFC)

"Vivari": Caviale Beluga (Foto RFC)

"Vivari": Caviale Sevruga (Foto RFC)

"Vivari": Caviale Imperiale (Foto RFC)

"Vivari": Caviale Asetra (Foto RFC)

"Vivari Caviar": Fascino, Bellezza e Gusto (Foto RFC)

"Vivari Caviar": Rispetto del Tempo e della Vita (Foto RFC)

"Vivari Caviar": Una Seducente Evoluzione (Foto RFC)