lunedì 11 febbraio 2019

DUE CHEF, UN ANTICO FRANTOIO, UNA VECCHIA AMICIZIA, UNA NUOVA AVVENTURA: RISTORANTE “LA MARTINATICA” A PIETRASANTA (LU).




Valdicastello Carducci è una Frazione del Comune di Pietrasanta in Provincia di Lucca.

Nella magnifica Terra di Toscana, ricca di tutto e di più, la Cittadina di Pietrasanta non è soltanto un Borgo antichissimo (con origini Etrusche), fondato nel 1255, dal nobiluomo Milanese Messer Guiscardo Pietrasanta (Podestà della Repubblica di Lucca), che ha avuto una lunghissima e intensa storia, ma è anche una bellissima Città d’Arte famosa nel Mondo.
Infatti Pietrasanta è un centro d’importanza Internazionale per la lavorazione del marmo e del bronzo. 
Ai nostri giorni sono oltre 240 gli artisti che, da varie parti del Globo, sono venuti a vivere e a lavorare qui.

Il Centro Storico, completamente pedonalizzato e sempre ben curato, oltre a essere ricchissimo di splendide strutture storico/architettoniche, ospita regolarmente grandi esibizioni e mostre di famosi artisti. 
Non solo nell’accogliente Piazza del Duomo e nella Chiesa/Convento (con il bellissimo chiostro) di Sant’Agostino (Secolo XIV), ma anche nelle moltissime Gallerie d’Arte che arricchiscono le già belle e vissute vie del centro.  

Anche le Frazioni di Pietrasanta hanno peculiarità estremamente affascinanti essendo per lo più arroccate su verdeggianti colline o adagiate su nobili, accoglienti e turistiche spiagge.
Valdicastello Carducci è proprio una di queste Frazioni verdeggianti e collinari.

La Vallata di Valdicastello è attraversata da un Torrente denominato Baccatoio che più a Valle prende il nome di Fosso di Motrone
Il Torrente ha origine dall’unione di alcune fonti che scendono dal crinale ubicato tra i Monti definiti Gabberi, Lieto e Ornato
Il Torrente ha un corso di circa 10 Km. e sfocia in Mare in Località Motrone tra Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore.

Nel suo percorso il Baccatoio riceve l’apporto di tre Sorgenti che si chiamano Pollone, Tre Fontane e Martinatica
Quest’ultima Sorgente prima di immettersi nel Torrente andava ad alimentare un “Bottaccio”, una particolare vasca di riserva idrica da usare nei momenti di siccità per irrorare i campi e per non perdere la forza motrice dell’acqua.

Il “Baccatoio” pur essendo di modeste dimensioni ha avuto considerevole importanza nello sviluppo dell’economia del Territorio circostante sia nel XVIII sia nel XIX Secolo
Il corso d’acqua ha favorito, attraverso gli anni, il sorgere di numerosi Mulini e Frantoi che sfruttavano la forza delle cascate per mettere in funzione le loro macine.
Oltre a ciò il Torrente era anche un importante luogo di aggregazione, non solo commerciale ma anche umano, visto che lungo le sue rive le donne del posto si ritrovavano ai diversi lavatoi per fare il bucato.

Ovviamente tutta la denominazione urbanistica della zona ha risentito di questa sua piccola ma particolare situazione idrografica.

Percorrendo la Strada Regionale 439Sarzanese Valdera”, tra Pietrasanta e Capezzano Pianore, in Località Baccatoio, c’è una traversa che sale verso la Collina: Via della Martinatica.
Dopo aver percorso circa la metà di Via della Martinatica, al Civico 20, c’è un vecchio Frantoio del 1800 molto suggestivo e affascinante che mantiene all’interno il cuore della fonte e la ruota che serviva a far muovere la macina del frantoio.

Nei primi anni Ottanta, l’Architetto Galli, Dirigente del Comune di Pietrasanta, volle recuperare l’immobile del Frantoio, con un’impegnativa e sapiente ristrutturazione che valorizzava l’atmosfera romantica e rustica (ricca di olivi anche nel parcheggio privato, orci e cascatella con ruota del mulino), destinandolo ad uso Circolo Ricreativo e “Osteria con Cucina”.  

Trascorsi una decina di anni l’Osteria venne rilevata da una notissima Famiglia di Ristoratori della Zona, guidata da Vittoriano Pierucci, che volle elevare il livello a una “Trattoria di grande qualità”: cucina tradizionale e un ottimo servizio. 
La conduzione venne affidata a due Cognate della Famiglia, Lidia e Barbara
Per diversi anni il Locale ebbe un certo successo ma poi per varie motivazioni la gestione cambiò e  per le successive aperture “La Martinatica” non fu più all’altezza della sua fama. 
In questi ultimissimi anni il Locale, poi, era rimasto definitivamente chiuso.

Dal 20 Dicembre del 2017 per il RistoranteLa Martinatica” è iniziata una nuova vita con la rilevante conduzione da parte della Società intestata a due grandi Chef Gioacchino Pontrelli e Francesco D’Agostino.

Tutto è nato per caso; un amico ha portato Francesco D’Agostino a vedere “La Martinatica” e il fascino del posto è stato tanto irresistibile che Francesco si è subito innamorato
Francesco ha portato immediatamente Gioacchino a far visita a questo piccolo paradiso e anche lui, dopo attenta valutazione, ha preso atto che si trattava di una vera e propria occasione da non perdere.

Ma parliamo di chi sono Gioacchino Pontrelli e Francesco D’Agostino.

Il grande Giocchino è da decenni la colonna portante della Cucina del mitico RistoranteLorenzo” (Una Stella Michelin) di Forte dei Marmi in Provincia di Lucca
Gioacchino è nato, il 23 Ottobre 1965, a Scafati in Provincia di Salerno, nella meravigliosa e solare Terra di Campania
Era giovanissimo quando entrò, dopo aver fatto varie esperienze, come Sous-chef da “Lorenzo”, nel 1984, ma da subito si rivelò un vero e proprio eccezionale talento: 
dopo solo un anno era già, ed è, lo Chef titolare. 
In questi anni ha ricevuto un mare di riconoscimenti tutti super meritati.

Francesco è nato, il 20 Luglio 1979, in Puglia a Copertino, antico, affascinante e storico Comune in Provincia di Lecce.  
La sua bella Famiglia, formata da Babbo Maurizio, Mamma Teresa e 5 Figli (4 maschi e la femmina la più piccola), non aveva alcun legame con la ristorazione, infatti Maurizio era operaio e Teresa Casalinga
Ma per Francesco fin da piccolo “era scattato qualcosa” grazie al cibo della Nonna Paterna, Ada, che cucinava benissimo.

Dopo le Scuole dell’Obbligo Francesco, seguendo questa passione coltivata negli anni, decise di frequentare e diplomarsi all’Istituto AlberghieroSandro Pertini” di Brindisi.
Le sue prime e positive esperienze sono state fatte in Ristoranti di Grandi Alberghi in Trentino, Veneto e Puglia. 

Nel 2003 Francesco stava con una Ragazza di Lecce che, avendo una Zia residente a Viareggio (LU), decise di trasferirsi da lei: 
l’amore fece il resto e il nostro giovane Chef decise di seguirla in Toscana
Francesco iniziò cosi a lavorare in alcuni noti Ristoranti della Versilia.

La Versilia corrisponde al bacino idrografico dell’omonimo Fiume, comprendendo i Comuni Litoranei e non, della Provincia di Lucca, quali Forte dei Marmi, Pietrasanta, Stazzema e Seravezza, ma oggi è d’uso comune far rientrare sotto la sua denominazione anche il Comune di Camaiore e quello di Viareggio.

Nel 2006 Francesco D’Agostino dopo il positivo colloquio con lo Chef Gioacchino Pontrelli è entrato in Cucina nel RistoranteLorenzo” a Forte dei Marmi (LU): 
inizialmente come Capo Partita agli Antipasti, ma in poco tempo, viste le sue capacità, è diventato il Sous-Chef di Pontrelli. 

Ma torniamo alla nuova vita del RistoranteLa Martinatica” che prima di riaprire ha visto rinnovarsi completamente la Cucina e un “restyling” generale pur mantenendo il fascino originario. 
Due le accoglienti Sale, la più grande, a destra dell’ingresso, su cui si affaccia anche la cucina parzialmente a vista e una più raccolta, a sinistra dell’ingresso. 
Con la bella stagione si può cenare nel suggestivo dehors.

All’interno del RistoranteLa Martinatica” ogni particolare è curato con gusto, bella l’apparecchiatura.

Il Menu offre inizialmente una “Degustazione” a un prezzo particolarmente interessante e a seguire la scelta alla “Carta” sia di Terra sia di Mare.

Nella Carta dei Vini si può scegliere tra un centinaio di selezionatissime etichette, circa 1500 bottiglie
Bollicine Italiane e Champagne Francesi, Vini Bianchi e Rossi soprattutto dall’Italia e dalla Francia. Molto interessante anche la lista dei distillati.

La Carta dei Vini e il Servizio Vini sono curati da un grande professionista: Nicola Girardi.
Nicola è nato a Viareggio (LU), il 10 ottobre 1967, fin da giovanissimo ha sempre lavorato in abito ristorativo, da 1999 è Sommelier Professionista A.I.S..

Eccoci giunti alla degustazione fatta che è stata accompagnata da ottime bottiglie suggerite proprio da Nicola Girardi:

- “I Filari” una Bollicina selezionata ed EtichettataLa Martinatica” di Franciacorta D.O.C.G., 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero, 12,5% Vol., prodotta dall’Azienda Agricola Lombarda “MF – Viticoltori in Adro” in Provincia di Brescia;

- “Mimuèt 2016”, Pinot Noir Riserva, Sudtirolo – Alto Adige D.O.C., 100% Pinot Nero, 12,5% Vol., un Vino Rosso Biodinamico dell’Azienda “Alois Lageder” di Magrè in Provincia di Bolzano;

- “Auchentoshan – The Triple Distilled – 12 Years Old”, 40% Vol., un “Single Malt Scotch Whisky” fuori dal comune, prodotto da una delle 9 Distillerie della Zona delle Lowlands (zone centro –meridionali) Scozzesi; l’Azienda fondata nel 1823 è l’unica di tutta la Scozia che utilizza, per tutta la sua produzione, il metodo della tripla distillazione (grazie a ciò si ottiene un migliore distillato, estremamente piacevole, più leggero e pulito).

In Tavola l’ottimo pane e i grissini della Casa ai vari sapori.
Sono state servite le seguenti portate:

- Mezzo pacchero fritto ripieno di ricotta e panzerotto alla crema di cavolfiore;

- Parmigiana di baccalà;

- Turbante di sogliola su crema di pane e "dressing" (condimento mescolato a parte prima dell’utilizzo) alle alici e timo;

- Rivisitazione del fegato alla veneziana;

- Lingotti di ricciola scottata su soffice di barbabietola, maionese, cappero e rapa;

- Piccola pasticceria della Casa;

- Sorbetto al cachi e polvere di zenzero.

Tutto molto buono e ben presentato.

Lo Chef Francesco D’Agostino ha avuto un grande maestro nello straordinario Gioacchino Pontrelli e gli undici anni trascorsi con lui, come braccio destro, lo hanno portato a essere uno “Chef Patron” davvero bravo, molto attento e premuroso anche nelle relazioni umane con i suoi clienti. 
La sua è una cucina pulita, esperta, fatta di qualità, ricca di deliziosi e sinceri sapori.

Molto gentile e professionale anche la giovane Brigata di Sala.

Cosa dire se non confermare proprio quello che c’è scritto sulla prima pagina del loro Menu
Due Chef, un antico Frantoio, una vecchia amicizia, una nuova avventura”……. aggiungendo solo che si tratta di “un’avventuradi grande successo.



L'Insegna

Il Parcheggio tra gli Olivi

L'Ingresso


La Sorgente e la Ruota

Giorgio Dracopulos e lo Chef Gioacchino Pontrelli

Una Vista della Sala

Una Vista della Seconda Sala

Il Sommelier Nicola Girardi  

Mezzo Pacchero e Panzerotto

Parmigiana di Baccalà

Turbante di Sogliola

Rivisitazione di Fegato alla Veneziana

Lingotti di Ricciola

Piccola Pasticceria

Sorbetto al Cachi

Lo Chef Francesco D'Agostino e Giorgio Dracopulos

martedì 5 febbraio 2019

MADRID FUSIÓN 2019: IL CONGRESSO INTERNAZIONALE CON IL MEGLIO DELLA CULTURA GASTRONOMICA MONDIALE.




La XVII Edizione del Congresso Internazionale di GastronomiaMadrid Fusión” si è svolta a Madrid,  in Spagna, nei giorni Lunedì 28, Martedì 29 e Mercoledì 30 Gennaio 2019.

Si definisce “Cucina Fusion” l’armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti anche da Paesi molto lontani tra di loro.

Anche quest’anno, il principale apporto Patrocinatore alla Manifestazione è stato quello di “Reale Seguros”, una tra le più importanti Compagnia Assicurative Spagnole.

Madrid Fusión 2019” s’intitolava: “Reformulando la Cocina: Cambian las Reglas” (Riformulando la Cucina: Cambiano le Regole).
L’intenzione e lo spirito Congressuale, come sempre, sono stati quelli d’individuare, nel Mondo, i nuovi percorsi della Gastronomia.

Il Vertice si è tenuto nell’accogliente sede del “Palazzo Municipale dei Congressi” della Capitale Spagnola.

Il “Palacio Municipal de Congresos” (progettato dall’Architetto Urbanista Spagnolo Ricardo Bofill Levi, e inaugurato nel 1993), in Avenida de la Capital De España 21, è ubicato nella nuova e avveniristica zona fieristica di Madrid, “Campo de las  Naciones”, vicinissima all’Aeroporto Internazionale Madrileno di “Adolfo Suárez Madrid-Barajas”. 

Il Comitato d’Onore di “Madrid Fusión” è presieduto da Sua Maestà il Re Felipe VI e da molti rappresentanti delle Istituzioni Nazionali e Locali come il Presidente della Comunità Autonoma di Madrid, il Signor Ángel Garrido García, il Sindaco di Madrid, la Signora Manuela Carmena, il Presidente del Gruppo EditorialeVocento”, il Signor Ignacio Ybarra, il Presidente del Comitato Esecutivo di “IFEMA”, Signor Clemente Gonzáles Soler, il Presidente della Reale Accademia Spagnola di Gastronomia, il Signor Rafael Ansón Oliarte.
Ne fanno parte anche alcuni straordinari Chef Spagnoli, famosi in tutto il Mondo
Ferran Adrià, Juan Mari Arzak, Martín Berasategui, Joan Roca, Pedro Subijana, Paco Torreblanca.

Da ricordare che, dopo 15 anni, il 26 Luglio 2017, il Gruppo EditorialeVocento”, ha acquisito, per 6,5 milioni di euro, il 100% dalla Società Foro Debate” e il Congresso Internazionale di GastronomiaMadrid Fusion”, ideato e condotto dal 2003 dalla Debate stessa.

Tra i Patrocinatori Istituzionali dell’Evento anche l’Instituto De Comercio Exterior (ICEX) e  Turespaña.

Ospiti speciali di questa Edizione le Città di Copenaghen, Budapest e San Francisco con le loro storie Gastronomiche oltre a un invitato del tutto particolare: un simpatico Androide IBM in grado di confrontarsi con l’intelligenza umana.

Il Vertice Internazionale di Enogastronomia si è svolto, coinvolgendo contemporaneamente tutti gli ampi spazi ai vari piani del grande edificio, su diversi fronti.

Nel grandissimo Auditorium si susseguivano gli “Show Cooking”, presentazioni culinarie di famosi  Chef provenienti da moltissime parti del Mondo e interessanti dibattiti con personaggi illustri della gastronomia internazionale, oltre ad affascinanti filmati che presentavano mondi e metodi lontani.

Poi si alternavano le premiazioni e i concorsi tra i quali quello del “Premio Cocinero del Año en Europa”, vinto dallo Chef Eneko Atxa del RistoranteAzurmendi” (Tre Stelle Michelin) di Larrabetzu (Bizkaia), il “Premio Cocinero Revelación” vinto dallo Chef Fernando Alcalá del RistoranteKava” di Marbella (Málaga) e il “Premio Speciale Negrini” vinto dallo Chef Italiano Enrico Croatti (Romagnolo, Classe 1982) che ha preso recentemente “Una Stella Michelin in Spagna” al RistoranteOrobianco” (di Calpe - Alicante).

Nelle varie sale, ai diversi piani, del Palazzo Municipale dei Congressi, si poteva assistere a conferenze stampa e a incontri gastronomici con altri Paesi.

Hanno portato il loro contributo al Congresso, e hanno dato il meglio della loro arte culinaria, moltissimi super prestigiosi Chef insieme a famosi e acclamati Chefstellati”, provenienti da buona parte del Mondo, come Joan Roca, Elena Arzak, Rodrigo de la Calle, Mario Sandoval, Quique Dacosta, Eneko Atxa, Ricard Camarena, Najat Kaanache, Riccardo Camanini, Kristian Bauman, Elena Lucas, Juanlu Fernández, Ángel León, Nicolai Norregaard, Anthony Myint, Enrique Olvera, Andoni Luis Aduriz, Albert Adrià, Dabiz Muñoz, Miguel Ángel dela Cruz, Andreu Genestra, Richie Lin, Ana Ros, Dominique Crenn, Kiko Moya, Victor Bossecker, Alberto Ferruz, Víctor Martín, Jose Castrodeza, Árpád Gyórffy, solo per citarne una minima parte.

In questa Edizione è tornato sul palco, dopo 8 anni di assenza, il mitico Chef Ferran Adrià che ha illustrato il suo progetto di “elBulli 1846” che si dovrebbe realizzare entro quest’anno.

Oltre a tutto ciò, in contemporanea, si svolgevano anche altre importanti e numerose iniziative intraprese dai moltissimi (circa 200) espositori presenti. 
In ampie zone del Palazzo, erano stati allestiti, infatti, numerosi Stand Enogastronomici Internazionali, in rappresentanza di tutto ciò che si può collegare al settore in questione.

Un particolare e ampio spazio, al piano terra, era dedicato, con molte zone assaggio ed eventi, a “Saborea España”, per conoscere il meglio delle tradizioni gastronomiche Spagnole
Il responsabile di questa particolare sezione era lo Chef, “Due Stelle Michelin”, Mario Sandoval e la “Federacion de Cocineros y Reposteros de España” (FACYRE) di cui Mario è Presidente.

In parallelo, e a integrazione di “Madrid Fusión 2019”, anche molti altri incontri e straordinarie degustazioni anche per “Enofusión 2019”, tutto sul Mondo del Vino Spagnolo.

Il Congresso si è concluso, con una grande festa, nella serata di Mercoledì 30 Gennaio 2019.

L’Evento Gastronomico di Madrid non coinvolgeva soltanto il “Palacio Municipal de Congresos” ma era diffuso, grazie all’attenta organizzazione del Comune, anche in tutta l’accogliente Capitale Spagnola con il “Gastro Festival Madrid – Para Comérselo”. 
Infatti, dal 23 Gennaio al 10 Febbraio 2019, in più di 450 tra locali di ristorazione, musei, galleria d’arte, scuole di cucina, teatri, cinema si potevano approfondire tutti i vari e straordinari aspetti della “Gastronomia Spagnola”.

Una Manifestazione così imponente, vasta e ricca è stata, anche quest’anno, perfettamente gestita dall’Organizzazione di “Madrid Fusión” con il suo Presidente José Carlos Capel, la Direttrice Lourdes Plana, la Coordinatrice Ana Capel, la Responsabile della Stampa Internazionale Esmeralda Capel, con tutto il loro preparato, efficiente e gentile Staff.  

Anche l’Edizione 2019 di “Madrid Fusión” è stata un grandissimo successo, confermato sia dalla partecipazione centinaia di Chef (con decine di Stelle Michelin), di oltre 2.000 congressisti e dall’affluenza di più di 13.000 visitatori, sia dal coinvolgimento di centinaia di giornalisti provenienti da gran parte del Mondo
Tutti, per tre giorni, hanno potuto effettuare uno straordinario, magico e gustosissimo viaggio attraverso il meglio della “Cultura Gastronomica Spagnola e Internazionale”.



   

José Carlos Capel Apre il Congresso (Foto M. Balanya)

Panoramica su Espositori e Ingresso (Foto di M.F.)

L'Auditorium (Foto di Matias Nieto)

L'Androide IBM (Foto di Maya Balanya)

 Chef dell'Anno Eneko Atxa (Foto Isabel Permuy)

 Chef Rivelazione Fernando Alcalá (Foto Isabel Permuy)

La Chef Elena Arzak (Foto Isabel Permuy)

 La Preparazione di Elena Arzak (Foto M.F.)

Lo Chef Mario Sandoval (Foto M.F.)

La Preparazione di Mario Sandoval (Foto M.F.)

 Preparazione di V. Martín e J. Castrodeza (Foto M.F.)

Lo Chef Miguel Angel de la Cruz (Foto M.F.)

 Preparazione di Miguel Angel de la Cruz (Foto M.F.)

Lo Chef Nikolai Norregaard (Foto Isabel Permuy)

La Preparazione di Nikolai Norregaard (Foto M.F.)

Lo Chef Árpád Gyórffy (Foto di Maya Balanya)

Il Foie Gras di Árpád Gyórffy (Foto M.F.)

Lo Chef Ferran Adrià (Foto M.F.)

Una Vista della Zona Espositori (Foto M.F.)

martedì 29 gennaio 2019

LE NUOVE STELLE DELLA “GUÌA MICHELIN ESPAÑA – PORTUGAL 2019”.



Mercoledì 21 Novembre 2018 a Lisbona, bella e affascinante Capitale del Portogallo, è stata presentata la “Guía Michelin España – Portugal 2019”.

Prima però desidero raccontarvi un’interessante Storia che nasce in Francia.

La Francia Metropolitana, quella Europea, (la Nazione Francese possiede anche vari Territori disseminati su più Oceani e altri Continenti) è un grande Paese che si estende su 543.965 Km. quadrati.
Una così vasta distesa, ricca di una grandissima varietà di paesaggi, ha creato sempre, attraverso i Secoli, ovvi problemi di mobilità.
Uno dei primi progetti di un mezzo a quattro ruote che si muoveva autonomamente (solo per alcuni minuti), con un motore a vapore, senza l’apporto della forza animale, è nato proprio in Francia nel 1769: il Carro di Cugnot.

Dopo circa cento anni di studi e di tentativi, sempre più funzionali, in diverse parti del Mondo si arrivò a progettare quelle che si possono definire “automobili”.
Nel 1883 furono fondate le prime fabbriche di auto: in Francia, la “De Dion-Bouton” (1883 - 1932), nella Regione dell’ Île de France, nel Comune di Puteaux e in Germania, nella città di Mannheim, la “Benz & Cie” (1883 - 1926).

Questo primo inizio della circolazione della auto fece nascere una serie di necessità nuove per quei tempi, come, per esempio, l’approvvigionamento delle gomme per le ruote.
Alcuni dati: nel 1890 le auto Francesi in circolazione (ufficialmente) erano poche centinaia, nel Gennaio del 1900 erano già 1.672, salite a 53.000 nel 1910 e 330.000 nel 1920
Oggi sono circa 40 milioni.

Nella Francia Centro-Meridionale, più precisamente nella Regione dell’Alvernia, Dipartimento Puy-de-Dome, si trova la Città di Clermont-Ferrand.
La Metropoli nasce dall’unione di due preesistenti centri abitati, “Clermont” antica Città Episcopale e “MontferrandCapoluogo di Contea.
A Clermont-Ferrand sono nati i due fratelli Michelin, André (1853-1931) ed Edouard (1859-1940).

Questi signori Michelin, ingegneri e inventori, il 28 Maggio 1889, fondarono “ufficialmente” la  “Michelin et Cie”, trasformatasi poi in “Manufacture Francaise des Pneumatiques Michelin”.
La Fabbrica sorse su un terreno di 12 ettari, sempre nei pressi di Clermont-Ferrand, ex proprietà dell’Ordine Religioso dei Carmelitani, e vennero assunte 52 persone
Oggi l’Azienda è un colosso industriale, numero uno a livello mondiale, con 70 stabilimenti, in 17  Nazioni, che danno lavoro a 114.000 persone.

Le loro prime rivoluzionarie invenzioni furono il pneumatico smontabile per le biciclette (1891) e quello, anch’esso smontabile, per le automobili (1894).
Tra i fatti più curiosi si narra che Edouard Michelin, guardando una pila di pneumatici che formavano, ricoperti di neve, un buffo pupazzo, ebbe l’idea di creare un marchio per la loro Azienda e la loro pubblicità. 
L’incarico del disegno venne dato a “O’Galop”, pseudonimo del pittore e disegnatore umorista Francese Marius Rossillon (1867-1946).
Nacque così, nel 1898, il simpatico marchio dell’ “Omino Michelinfatto di camere d’aria, che venne battezzato con il nome di “Bibendum”.
E’ uno dei più antichi marchi registrati, ed è stato premiato, in anni recenti, come “Miglior Logo della Storia”.

Il nome “Bibendum” deriva dal motto in Latino, usato in un primo (1898) manifesto pubblicitario della Michelin, in cui alla frase tratta dalle Odi di Orazio, “nunc est bibendum = ora si deve bere” (un’esortazione a brindare tra amici) seguiva la traduzione in Franceseà votre santé = alla vostra salute”, per poi finire con il messaggio vero e proprio “le Pneu Michelin Boit L’Obstacle = il Pneumatico Michelin Beve l’Ostacolo”.

Molti anni dopo, è stata fatta anche una versione del famoso “Bibendum” con il “Toque Blanche”, il cappello bianco alto da Chef.
Il particolare copricapo bianco da cuoco, alto e con le pieghe in cima, fu adottato nel 1821 da Marie Antoine (Antonin) Carême, un precursore dell’Alta Cucina Francese, Chef e Scrittore Parigino, vissuto tra il 1784 e il 1833, il primo a fregiarsi con il titolo di “Chef” e definito “il Re dei Cuochi- il Cuoco dei Re”.

Attraverso gli anni sono stati moltissimi i Manifesti pubblicitari della “Michelin”, tutti molto belli e di grande effetto.

I Fratelli Michelin non erano soltanto ingegneri e inventori, ma anche degli imprenditori innovativi e di successo. 
Pensarono che le persone se hanno una meta, per giunta invitante, viaggiano di più con le loro auto e pertanto consumano di più i pneumatici. 
Da tale geniale e indovinato pensiero filosofico/commerciale nacque l’idea di fare una “Guidaannuale dei Ristoranti e degli Alberghi più interessanti di Francia
La Guida doveva contenere anche tante indicazioni pratiche come l’ubicazione dei rari distributori di carburanti e le cartine stradali.

Nel 1900, in occasione della “Exposition Universelle” di Parigi, venne pubblicata la prima “Guida Rossa Michelin”, l’iniziativa aveva un intento anche promozionale, infatti la Guida veniva regalata con l’acquisto dei pneumatici.
Per diversi anni la “Guida Rossa Michelin” ha continuato a essere un promozionale, poi, nel 1920, si trasformò in una pubblicazione in vendita.
Il passaggio non fu indolore e moltissime copie rimasero invendute.

Ma i Michelin con lo spirito imprenditoriale che avevano non si persero certo d’animo. 
Decisero di regalare tutte le copie rimaste alle Scuole di Francia che le dettero in premio agli studenti meritevoli. 
Dall’anno successivo la “Guida Rossa Michelin” iniziò a essere venduta con sempre più successo.

Nell’Edizione del 1926 apparvero le ”étoiles de bonne table” (stelle della buona tavola). 
In verità il simbolo sembra più un “fiore a sei petali”, ma stella era stata definita e stella è rimasta.
Nello stesso anno, il 1926, sempre con lo scopo di far viaggiare di più le persone con le automobili, venne pubblicata anche la Prima Edizione della “Guide Régional Michelin”, antenata della attuale “Guida Verde Michelin”, una vera e propria guida turistica dei luoghi più interessanti da visitare.

Nel 1929 un’altra importante innovazione: alla “Guida Rossa Michelin” venne aggiunto un questionario su cui i clienti potevano esprimere il loro grado di soddisfazione sui Locali visitati.
Dal 1931 entrò in uso il sistema di premiazione della qualità dei Ristoranti con “una, due o tre stelle”.

La “Prima” indica un Locale con “Un’ottima Cucina nella sua Categoria”, la “Seconda” una “Cucina Eccellente, questa tavola merita una deviazione”, la “Terza” si riferisce a “Una delle migliori Cucine, questa tavola vale il viaggio - vi si mangia sempre molto bene, a volte meravigliosamente”.

Nel 1997 nella “Guida Rossa Michelin” è stato introdotto un altro importante simbolo per valutare quei Ristoranti che offrono un Menu di ottima qualità a prezzi ragionevoli, il “Bib Gourmand” (il viso del “Bibendum” che si lecca le labbra soddisfatto).
Per i “Bib Hotel” il volto del “Bibendum” dorme comodamente appoggiato su di un cuscino.
Nella Guida Michelin ci sono anche moltissimi altri simboli (attraverso gli anni sono diventati più numerosi e sempre più dettagliati) che indicano nel particolare le varie categorie, le installazioni e i servizi offerti da ogni specifico Ristorante o Albergo.

Negli anni la “Guida Rossa Michelin” ha ampliato la sua copertura e ha raggiunto il numero di 8 diverse Edizioni che coprono 11 principali Paesi Europei, poi ci sono le Edizioni specifiche relative alle grandi Capitali o Città, Europee e non.

La “Guía Michelin España – Portugal” è uscita per la prima volta nel 1910
Era un’Edizione dove si citavano 61 Hotel e 159 Località tra Spagna e Portogallo (c’erano inserite anche alcune Località Francesi), il tutto era rilegato con una Copertina di colore giallastro
La Guida fu pubblicata sempre fino al 1938, periodo in cui la Spagna era nel pieno della tragica Guerra Civile (1936 – 1939). 
Poi, dopo una lunga interruzione, solo nel 1952 la Guida riprese a essere pubblicata
Nel 1958 assunse anche l’aspetto definitivo con la sua Copertina di colore rosso.

Ma torniamo alla presentazione della “Guía Michelin España – Portugal 2019” che, come già accennato è avvenuta Mercoledì 21 Novembre 2018 a Lisbona
L’Evento si è svolto in un contesto estremamente affascinante, un Edificio, ubicato al Centro della Città, costruito nel 1921 poi demolito e ricostruito tra il 1929 e il 1931, spostandolo dalla posizione originaria: il “Pavilhão Carlos Lopes”.

La “Guía Michelin España – Portugal 2019”, per quanto riguarda la Spagna, ha 11 Ristoranti conTre Stelle”, 25 con “Due Stelle” e ben 170 con “Una Stella”.

LeNuove Stelle 2019inserite in questa Edizione sono le seguenti:

- TRE STELLE: “Dani García” (Marbella);

- DUE STELLE: “Cocina Hermanos Torres” (Barcelona), “El Molino de Urdániz” (Navarra), “Ricard Camarena” (Valencia);

- UNA STELLA: “La Barra de Carles Abellán” (Barcelona), “Oria” (Barcelona), “Eneko Bilbao” (Bilbao), “Atelier Etxanobe” (Bilbao), “Beat” (Calpe - Alicante), “Orobianco” (Calpe - Alicante), “Trivio” (Cuenca), “eMe Be Garrote” (Donostia Gipuzkoa), “Bagá” (Jaén), “LÚ Cocina y Alma” (Jerez de la Frontera), “Pablo” (León), “Ikaro” (Logroño), “Clos Madrid” (Madrid), “Corral de la Morería Gastronómico” (Madrid) “El Invernadero” (Madrid), “La Tasquería” (Madrid), “Yugo ” (Madrid), “El Xato” (La Nucía), “A Tafona do Peregrino” (Santiago de Compostela), “El Molino de Alcuneza” (Sigüenza - Guadalajara), “Terra” (S’Agaró), “Cancook” (Zaragoza).

Molti sono gli amici Spagnoli che hanno confermato o preso nuove “Stelle”, in particolare sono molto felice per le “Due Stelle” assegnate al nuovo e super accogliente RestauranteCocina Hermanos Torres” dei Gemelli Torres, Javier e Sergio.

Il Portogallo invece anche in questa Edizione non ha nessun Ristorante conTRE STELLE”, nella categoria “DUE STELLE” il RistoranteAlma” di Lisbona è la novità che si aggiunge ai 5 Locali già esistenti
Mentre i Ristoranti con “UNA STELLA” salgono a 20 con le tre nuove assegnazioni: “G Pousada” (Bragança), “Midori” (Sintra), “A Cozinha” (Guimarães).

La “Guida Rossa Michelin” non è soltanto una Guida con una lunga, straordinaria, affascinante e curiosa storia alle spalle, ma è uno strumento fondamentale per chi voglia orientarsi tra Alberghi e Ristoranti di pregio in moltissime parti del Mondo, comprese Spagna e Portogallo





"Nunc Est Bibendum" il Manifesto

Edizione España/Portugal 1910 (Foto I-Neumaticos)

Le "Stelle" della Guida Rossa Michelin

I Gemelli Torres, Javier e Sergio, con Giorgio Dracopulos

La Guía Michelin España – Portugal 2019