domenica 15 febbraio 2026

AL “RISTORO DI FATTORIA SARDI” A LUCCA LA SPECIALE ACCOGLIENZA E L’OTTIMO CIBO SONO DI CASA.

 


Lucca è una Città antichissima e splendida, si trova in quella fantastica Regione Italiana denominata Toscana, la sua fondazione è vagamente attribuita a una popolazione Ligure ma molto più probabilmente ha origini Etrusche. Ci sono dubbi anche sull’origine del nome. Le certezze, come al solito, arrivano con i Romani quando, nel 180 a.C., diventò una loro Colonia. Nel 89 a.C. con la Lex Iulia MunicipalisLucca in Latino "Lucensis", fu elevata al rango di Municipium.

Proprio qui, nel 56 a.C., Gaio Giulio Cesare, Marco Licinio Crasso e Gneo Pompeo Magno, ebbero l'incontro per rinnovare l'accordo di governo, stipulato quattro anni prima, conosciuto dalla Storia come "Primo Triumvirato". Con la Caduta dell'Impero Romano, nel 476 d.C., Lucca passò sotto il dominio degli Ostrogoti, seguiti dai Bizantini e poi dai Longobardi. Quest'ultimi, concessero ai Lucchesi, una particolare condizione giuridica con una nuova organizzazione politica, nacque così il Ducato di Lucca, antesignano dell'attuale Toscana, che comprendeva, anche, l'allora piccola Cittadina di Firenze.

Nel 990 i Franchi e il loro Sacro Romano Impero misero fine al dominio Longobardo su Lucca; nacque il Marchesato di Toscana e la Città ne faceva parte. Negli anni tra il 1050 e il 1330, Lucca, diventò un importante centro, non solo perché era attraversata dalla Via Francigena, che ne faceva una tappa fondamentale per i pellegrini del Nord Europa verso Roma, e viceversa, ma anche per il grande sviluppo commerciale che la animava. Abbondavano mercanti e banchieri, era sede anche di una Zecca, fiorivano le Corporazioni dei cambiavalute, dei fornai, dei medici, dei notai, degli speziali, dei setaioli e moltissime altre.

Successivamente Lucca passò sotto Uguccione della Faggiola, a seguire sotto Castruccio Castracani, che sconfiggerà i Fiorentini nella Battaglia di Altopascio (1325). Il 6 Aprile del 1369 l'Imperatore Carlo IV concesse ai Lucchesi l'atto per ricostituire la Repubblica.

Seguirono alcuni Secoli di decadenza dovuti a lotte interne ed esterne. Il 23 Giugno del 1805 venne costituito il Principato di Lucca e Piombino, assegnato alla sorella di Napoleone BonaparteElisa Bonaparte.  Dopo il Congresso di Vienna, il Ducato di Lucca, andò a Maria Luisa di Borbone/Spagna e ai suoi eredi fino alla cessione al Granducato di Toscana. Poi nel 1860 la Città aderì al Regno d'Italia.

Lucca è magnifica, suggestiva, affascinante e la sua lunga Storia si può leggere in ogni sua pietra: dai Monumenti alle 130 Torri Medievali, dalle 99 Chiese agli antichi Palazzi, dalle Piazze alle alte e spesse Mura che la circondano completamente per quattro chilometri e duecento metri (dodici cortine a terrapieno congiungono tra loro undici baluardi), definite dal Sommo Poeta Gabriele D’Annunzio, in una sua Poesia su Lucca, “Arborato Cerchio”. Visitare Lucca è un obbligo.

Uscendo dalle fascinose Mura di Lucca da “Porta Santa Maria” e imboccando, alla rotonda che si trova difronte, per circa 700 metriVia Borgo Giannotti” si arriva, all’altezza di “Via Galileo Galilei”, al “Ponte San Quirico” sul Fiume Serchio. Attraversato il Ponte inizia la “Via per Camaiore” (“Strada Provinciale 1”) che costeggia a sinistra il Torrente Freddana, un immissario del Serchio, dopo meno di 2 Km. a destra c’è Via della Maulina dove, percorso meno di un chilometro, al Civico 747 a sinistra si trovano i due cancelli dell’Azienda al centro del nostro racconto di oggi: la “Fattoria Sardi”.

La Fattoria Sardi, ubicata a circa 4 chilometri dalle Mura di Lucca, è di proprietà da oltre due secoli della Famiglia Sardi Giustiniani; ereditata dai Fratelli Jacopo e Matteo Giustiniani è oggi gestita con molta passione e dedizione da quest’ultimo insieme alla Moglie Mina Samouti, secondo le più moderne pratiche dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica. Ha infatti ottenuto la prestigiosa CertificazioneBio Dynamic Farmers of the World” (BDFarmers).

La Tenuta si estende su 45 ettari complessivi, di cui 18 vitati e il resto a bosco e seminativi, ma si producono artigianalmente anche piccole quantità di olio, miele millefiori e succo di mela. L’Azienda ricade nella D.O.C. Colline Lucchesi e si sviluppa tra i Fiumi Freddana e Serchio. La grande diversità dei terreni Aziendali, grazie alle altitudini e alle favorevoli esposizioni, determinano una grande eterogeneità microclimatica che favorisce, in particolare, la produzione del Vino. Le varietà coltivate sono Vermentino, Trebbiano, Sangiovese, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. La produzione annua è di circa 160.000 bottiglie con una particolare attenzione ai Vini Rosati di grande eleganza. La Cantina è bella, moderna e assolutamente funzionale, comprende tre locali: due adibiti alla fermentazione e il terzo è la bottaia.

Ma la Fattoria Sardi oltre a essere un’ottima Azienda Agricola è anche un super accogliente Agriturismo. Nell’antico abitato dei Contadini della Fattoria, risalente al XVIII Secolo e sapientemente ristrutturato in stile Toscano nel 2022, sono stati ricavati sette Appartamenti e la Piscina, il tutto suggestivamente circondato da vigne, oliveti e bosco: un luogo ideale per piacevolissimi soggiorni sia estivi sia invernali.

Poi c’è la meravigliosa “Villa Renaissance”, di origine ottocentesca caratterizzata dalla classica e signorile eleganza delle ville lucchesi di quell’epoca: 9 Camere e 7 bagni, distribuiti su 3 piani, con la facciata che guarda il bellissimo “Giardino all’Italiana”, le vigne e l’antica Cappella mentre il retro si affaccia sulla Cantina.

 A tutto ciò finora raccontato all’interno della “Fattoria Sardi”, dal 2021, ha preso vita un altro importantissimo progetto, fortemente voluto da Mina, Matteo e Jacopo Giustiniani, basato sulla creazione di un luogo dove si possa coniugare la vita di campagna, e le sue molte attività agricole, con una visione di cucina e di ristorazione che esalti le materie prime, soprattutto di Casa, mantenendo allo stesso tempo il massimo rispetto per le stagionalità e per il duro ma fascinoso lavoro contadino. Così è nato ilRistoro di Fattoria Sardi” la cui Brigata di Cucina è capitanata dal talentuoso Chef Damiano Donati.

Damiano è nato a Lucca nel 1987 e da sempre ha l’arte culinarianel sangue”: ha lavorato nelle cucine professionali fin dall’età di 14 anni e il suo curriculum è molto ricco. Dopo l’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e RistorativiFratelli Pieroni” di Barga (LU), grazie alle sue capacità non comuni ha fatto esperienze in diversi importanti e famosi Locali, alcuni anche superStellati”, come il “Butterfly di Marlia” (LU), l’“Enoteca Henri” di Viareggio (Lu), “Villa Maria Luigia” di Collecchio (PR), “Le Calandre” di Massimiliano e Raffaele Alajmo a Sarmeola di Rubano (PD), il “Serendepico” a Gragnano Capannori LU e il “Punto - Officina del Gusto” in pieno Centro storico di Lucca.

Il “Ristoro di Fattoria Sardi” ha una piccola Sala interna con cucina a vista, che può ospitare circa 20 coperti, ma, nel periodo estivo, con l’utilizzo degli spazi esterni della pergola, del dehors e di un’area appositamente dedicata che si estende fino alla vigna, i coperti arrivano a circa 60. Inoltre, al piano superiore è presente una Sala per eventi privati.

Il 30 Gennaio 2026 il “Ristoro di Fattoria Sardiha riaperto per la nuova stagione con un passaggio importante nella struttura dell’offerta gastronomica: ha debuttato in fatti ilMenù alla Carta” che apre nuovi modi di vivere l’esperienza del “Ristoro” offrendo maggiore libertà di scelta, integrando una proposta che fino a oggi era centrata sui “Percorsi Degustazione”.

Il bravissimo Chef Damiano Donati, con la sua solida esperienza in contesti agricoli e la sua cucina riconoscibile per rigore, stagionalità e attenzione alle materie prime, in particolare vegetale, rende l’esperienza al “Ristoro” ancora più flessibile, pur mantenendo una linea culinaria chiara e riconoscibile. Resta centrale l’ampia presenza di piatti vegetali e vegani, tratto distintivo del progetto, costruiti attorno alle verdure dell’orto, ai legumi, alle erbe spontanee e alle fermentazioni, affiancati da selezionate preparazioni di carne e pesce. I “Percorsi Degustazione” rimangono disponibili come ulteriore opzione per chi desidera affidarsi a un racconto più particolare della cucina della Casa. La stagionalità e l’eccellenza delle materie prime è il punto di forza del “Ristoro”: tutti i prodotti utilizzati provengono dalla Tenuta o da fornitori locali che condividono l’approccio e la filosofia diFattoria Sardi”, molti dei quali fanno parte della rete Lucca BioDinamica.

Alcune materie prime, come le uova e il miele, sono di curatissima produzione interna, la selvaggina utilizzata proviene dalle postazioni di caccia dell'Azienda stessa, di cui una parte è di diritto di proprietà di Fattoria Sardi. In questo periodo si possono degustare gustosissime preparazioni realizzate con esperienza, semplicità ed equilibrio come: “Gnudi di ricotta e cavolo nero”, “Peposo di manzo”, “Zuppe del periodo”, “Pescato del Mediterraneo”, “Carni selezionate”, “Legumi”, “Agrumi” e “Dessert”.

Il preciso e premuroso servizio di Sala è diretto dalla super preparata Restaurant Manager Elena Guidotti, responsabile anche di una selezionatissima Carta dei Vini che parte dalle etichette di Fattoria Sardi e si apre a una scelta mirata di Cantine Artigianali Toscane. Tutti i Vini in Carta provengono da agricoltura biologica o biodinamica.

Posso solo aggiungere che alRistoro di Fattoria Sardia Lucca la speciale accoglienza e l’ottimo cibo sono di Casa.

https://www.fattoriasardi.com/

https://www.youtube.com/watch?v=TT-h9cuqf7s


Vista Aerea della "Fattoria Sardi"  (Foto FS)

Il "Ristoro di Fattoria Sardi": Vista Interna  (Foto FS)

Il "Pane"...  (Foto FS)

Gli "Gnudi"...  (Foto FS)

La "Pasta"...  (Foto FS)

Il "Pesce"...  (Foto FS)

Il "Ristoro di Fattoria Sardi": Ottima Cucina...  (Foto FS)

Lo Chef Damiano Donati  (Foto FS)


sabato 7 febbraio 2026

“MADRID FUSIÓN 2026 - EL CLIENTE TOMA EL MANDO”: UN GRANDE SUCCESSO LA 24ª EDIZIONE DEL FAMOSO CONGRESSO INTERNAZIONALE DI GASTRONOMIA.



L’Edizione 2026 del Vertice Internazionale EnogastronomicoMadrid Fusiónsi è svolta, nel Padiglione 14 della Fiera di Madrid, nei giorni di Lunedì 26, Martedì 27 e Mercoledì 28 Gennaio 2026. 

La Fiera di Madrid (IFEMA), fondata nel 1980, è ubicata dal 1991 nella nuova e avveniristica zona di “Campo de las Naciones” uno dei fulcri finanziari della Città di Madrid, un quartiere caratterizzato da ottimi collegamenti: l’estrema vicinanza all’Aeroporto Internazionale di Barajas, la fermata della metropolitana e un servizio ininterrotto di mezzi pubblici e taxi. Le Fiera, con i suoi 240.000 mq. suddivisi in padiglioni, è il principale Ente Fieristico e Centro Congressi della Spagna, ogni anno ospita oltre 800 tra Manifestazioni ed Eventi che coinvolgono alcune decine di migliaia di Aziende. Eventi professionali specializzati di rilevanza Nazionale e Internazionale che richiamano più di 4,5 milioni di Visitatori. Un complesso enorme, modernissimo, quello della Fiera, super dotato per ogni possibile esigenza con 100 sale riunioni e 14.000 posti auto.

La Ventiquattresima Edizione del Congresso Internazionale di GastronomiaMadrid Fusión” ha ruotato intorno all’asse tematico prescelto per questa Edizione: “Il cliente prende il controllo” (El cliente toma el mando) per sottolineare i forti cambiamenti che stanno avvenendo nel Mondo Gastronomico. Infatti gli Chef hanno riconosciuto l'influenza crescente delle esigenze della clientela, tale fatto sta creando nuove dinamiche ed equilibri tra gli Chef stessi e le loro aspirazioni creative: “puoi essere anche un grande Chef ma senza clienti non c'è Ristorante”.

Madrid Fusión 2026” ha dimostrato, attraverso numerosi dibattiti, che è in corso questa nuova tipologia di rapporto e che ci sono molti modi di approcciare il contatto tra chef e cliente. Tutti i numerosi relatori hanno convenuto che questa situazione è in continua evoluzione e non è da sottovalutare ma che in primo piano restano le preparazioni culinarie e la qualità del cibo servito.

Tra i Patrocinatori Istituzionali dell’Evento il Comune di Madrid, l’Instituto De Comercio Exterior (ICEX), Turespaña e il Gobierno de Aragon (la Regione Spagnola di Punta invitata in questa Edizione).   

Si definisce “Cucina Fusion” l’armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti da Paesi anche molto lontani tra di loro.

L’intenzione e lo spirito Congressuale di “Madrid Fusión” è stato come sempre quello d’individuare, nel Mondo, i nuovi percorsi della Gastronomia.

Il Vertice Internazionale di Enogastronomia, iniziato con l’intervento di apertura del suo Presidente e Fondatore José Carlos Capel, insieme al Direttore Benjamin Lana, si è svolto su vari fronti coinvolgendo contemporaneamente tutti gli ampi spazi dei Padiglioni interessati.

Nell’Auditorium e sul palco Polivalente si sono susseguiti gli “Show Cooking”, presentazioni culinarie di famosi Chef provenienti da moltissime parti del Mondo, interessanti dibattiti con personaggi illustri della gastronomia Internazionale, concorsi Nazionali e Internazionali, oltre ad affascinanti filmati che presentavano mondi e metodi lontani.

Madrid Fusión 2026” è stata l'Edizione più internazionale con numerosi Chef di altissimo livello provenienti da Spagna, Cina, Hong Kong, Filippine, Francia, Italia, India, Brasile, Messico, Perù, Giappone, Stati Uniti, Paesi Bassi e Portogallo

Hanno portato il loro contributo intervenendo al Congresso Chef famosi e superstellaticome: il mitico Ferran Adrià, Aitor Zabala, Quique Dacosta, Mauro Uliassi, Bas Van Kraanen, Jordi Roca, Vicky Cheng, Bruno Verjus, Pía León, Dabiz Muñoz, Pablo Sánchez, Akrame Benallal, Diego Rossi, Rafa Costa e Silva, Tomohiko Kuchiiwa, Ricard Camarena, Mano Thevar, Chele González, Gil Fernandes, Oriol Castro, Eduard Xatruch, Mateu Casañas, Albert Adrià, Joan Roca, Claude Troisgros, Borja Marrero, Juan Viú, i gemelli Sergio e Javier Torres e Coco Montes.

Molte le premiazioni nei vari Concorsi della Manifestazione tra i quali il “Premio Cocinero del Año en Europa”, vinto dallo Chef Spagnolo Albert Adrià del RistoranteEnigma” (Due Stelle Michelin) di Barcellona, il “Premio Cocinero Revelación”, a Javier Ochoa e Garikoitz Arruabarrena del “Masta Taberna” ubicato a Zarautz un Comune Spagnolo della Provincia di Gipuzkoa nella Comunità Autonoma dei Paesi Baschi, e il “Premio Pastelero Revelación”, vinto dal giovane Miguel Yeste della PasticceriaObrar di Madrid.

All’interno della Manifestazione anche il “Madrid International Pastry” (MIP), il Congresso dedicato alla Panetteria, al Cioccolato e alla Pasticceria.

Nei vari spazi si poteva inoltre assistere a conferenze stampa, degustazioni e incontri gastronomici anche con altri Paesi.

In contemporanea si sono svolte importanti e numerose iniziative intraprese da centinaia di Espositori presenti: ovunque erano stati allestiti gli Stand Enogastronomici Spagnoli e Internazionali in rappresentanza di tutto ciò che si può collegare al settore in questione.

Per conoscere il meglio delle Tradizioni Gastronomiche Spagnole anche quest’anno un’ampia area è stata dedicata a “Saborea España” con molte zone di assaggio e un susseguirsi di interessanti eventi.

Grande interesse c’è stato anche per “Dreams #spainfoodtech” lo spazio di “Madrid Fusión Alimentos de España” aperto al dibattito, tra scienza e innovazione, uno sguardo sul futuro del cibo.

In parallelo interessantissimi incontri e straordinarie degustazioni anche alla “MF The Wine Edition” e alla “MF The Wine Edition Tasting Room”: tutto sul Mondo del Vino Internazionale.

Vertice Internazionale EnogastronomicoMadrid Fusiónsi è concluso nella serata di Mercoledì 28 Gennaio 2026.

L’Edizione 2026 di “Madrid Fusión” è stata un grandissimo successo confermato sia dalla partecipazione di 2.635 Espositori Internazionali, di centinaia di Chef (con decine di Stelle Michelin), di oltre 300 Relatori, più di 20.000 Congressisti, di migliaia di Giornalisti accreditati oltreché dall’affluenza di 247.000 Visitatori.

Per tre giorni si è potuto effettuare grazie Madrid Fusión 2026un’affascinante, magico e gustosissimo viaggio attraverso il meglio dellaCultura Gastronomica Spagnolae del resto del Mondo.

https://www.madridfusion.net/ 

https://www.youtube.com/watch?v=Q3BpePdUHZQ         


José Carlos Capel e Benjamin Lana (Foto MF)

"Madrid Fusión 2026": Grande Affluenza di Pubblico (Foto MF)

"Auditorium"... (Foto MF)

"Laboratori di Cucina"... (Foto MF)

Joan Roca (Foto MF)

Il "Mitico" Ferran Adrià (Foto MF)

Sergio e Javier Torres... (Foto MF)

"Dibattiti"... (Foto MF)

"Lavoro, Passione e Metodo"... (Foto MF)

"Esposizioni"... (Foto MF)

"Degustazioni"... (Foto MF)
 
 "Stand"... (Foto MF)

"Settori"... (Foto MF)

 "Sponsor"... (Foto MF)

"Madrid Fusión 2026": Foto di Gruppo (Foto MF)


sabato 31 gennaio 2026

PIZZORISTERIA & WINE BAR “LA VOLPE” A ROSIGNANO MARITTIMO (LI): PIACEVOLISSIMA ACCOGLIENZA E UNA CUCINA GUSTOSA E IMPERDIBILE.

 


Rosignano Marittimo è un Comune Toscano, di oltre 30.000 abitanti, ubicato nella Provincia di Livorno, è il più settentrionale dell'Alta Maremma storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” ma oggi chiamata anche “Maremma Livornese”. Il Comune conta sette Frazioni (Castelnuovo della Misericordia, Gabbro, Nibbiaia, Rosignano SolvayCastiglioncello, Vada, Rosignano Marittimo) e tre Località (Polveroni, La Mazzanta, Le Morelline). Castiglioncello e Vada sono notissime mete Turistico/balneari grazie alle accoglienti spiagge e al magnifico mare incontaminato; la panoramica Frazione di Rosignano Marittimo, adagiata a 147 m. s.l.m., è il Centro storico e la Sede Comunale.

Incerto è l’origine del nome “Rosignano Marittimo” ma quello che è certo è la lotta che c’è stata durante il Medioevo tra Pisani e Fiorentini a causa della strategica posizione predominante di questo antico Centro abitato e della sua importanza commerciale e militare. Nel 1100 iniziò a sorgere il complesso monumentale del Castello, che si staglia arroccato nella parte più alta del Paese, al cui interno grazie alle numerose fortificazioni eseguite nel corso degli anni, è possibile oggi ammirare splendidi edifici come, la Fattoria Arcivescovile, la Chiesa Plebana dei Santi Ilario e Giovanni Battista, il Palazzo Bombardieri, il Palazzo Marini, il Palazzo Vestrini e molto altro.

All’interno di Palazzo Bombardieri c’è il “Museo Civico Archeologico” di Rosignano Marittimo nato per accogliere i corredi di alcune tombe di età ellenistica rinvenute a Castiglioncello, che si è ampliato, in seguito, con reperti provenienti da tutto il territorio comunale.

Il Centro Storico di Rosignano Marittimo è caratterizzato da tipici vicoli lastricati e da suggestive piazzette.

Proprio in una di queste piazzette denominata Piazza Pietro Gori al Civico 25 c’è un Locale molto interessante: la Pizzoristeria & Wine Bar La Volpedella Famiglia Cavallini.

La Volpe” è un Locale che vive una particolarissima condizione a riguardo delle persone che vi lavorano, infatti tra i due Fratelli, Valerio e Andrea Cavallini, e le due Sorelle, Claudia e Rosa Forlano, è sbocciato l’amore.

Valerio Cavallini è nato a Livorno il 30 Luglio del 1978, cresciuto in una Famiglia di bravissimi Ristoratori, i suoi Genitori Paolo Cavallini (1953 - 2025, Rosignanese) e Antonella Foti (classe 1954 originaria del Comune Laziale di Tolfa) hanno per anni condotto noti Locali del territorio come “Il Cavalluccio Marino” e “La Meridiana”. Valerio fin da giovanissimo ha aiutato nell’attività di Famiglia e dopo essersi diplomato alle superiori ha iniziato a lavorare in Sala nello Storico Relais per vacanze vicino a Riparbella (PI) “La Pieve Vecchia” ubicata in Val di Cecina. Un angolo di paradiso sulle colline dell’Alta Maremma, in una delle zone più suggestive e incantevoli della Regione Toscana.

Successivamente seguendo la sua passione e con la voglia di crescere professionalmente a 19 anni è volato negli Stati Uniti dove ha lavorato per tre anni prima a Los Angeles, in California, al Ristorante “Ago”, situato nell’Universal City/Hollywood Area (un notissimo Locale Italiano di alta cucina famoso per i suoi piatti Toscani e l'atmosfera glamour) di proprietà del mitico Attore Robert De Niro e del grande Regista Ridley Scott, e poi, sempre con lo stesso Gruppo a Miami in Florida.

Tornato in Italia Valerio è rientrato nell’attività di Famiglia iniziando anche a interessarsi della Cucina

Andrea Cavallini, nato a Rosignano Marittimo il 15 agosto del 1983, fin da giovanissimo ha partecipato alle attività di Famiglia e seguendo la sua passione si è orientato alla realizzazione di “prodotti lievitati”.

I “lievitati” sono preparazioni, dolci o salati, che aumentano di volume grazie alla “fermentazione” operata dai “lieviti” (microrganismi unicellulari) o da agenti chimici, producendo gas (anidride carbonica) che rendono gli impasti soffici, morbidi e alveolati, come pane, pizza, brioche, torte, panettoni e focacce. Il processo può essere naturale (con lievito madre o di birra) per risultati più complessi, o chimico (con lievito istantaneo) per preparazioni più rapide.

Andrea Cavallini attraverso anni di studio e lavoro è diventato un bravissimo Pizzaiolo e Panificatore professionista.

Nel 2004 la Famiglia Cavallini al completo ha aperto in Centro a Rosignano Marittimo la Pizzoristeria & Wine Bar La Volpe” e la regina della Cucina era sempre Mamma Antonella affiancata da Andrea Cavallini, mentre Valerio era quasi sempre in Sala. Nel 2006 Valerio Cavallini è entrato definitivamente in Cucina assumendo in prima persona l’onere dei fornelli.

Nel 2011 la Pizzoristeria & Wine BarLa Volpecercava del personale ed ecco che arrivò per prima Claudia Forlano e successivamente anche sua Sorella Rosa, che iniziarono a lavorare ambedue in Sala, ma poi Rosa entrò in Cucina.

Claudia e Rosa Forlano sono originarie di Postiglione (SA) un piccolo e panoramico Comune Campano (poco più di 2.000 abitanti) situato a circa 600 metri d'altezza sui Monti Alburni nel Parco Nazionale del Cilento, è un Borgo storico dominato da un imponente Castello Normanno. Claudia e Rosa si erano trasferite sulla Costa Toscana, avendo dei perenti in zona, per cercare maggiori possibilità lavorative. 

Al RistoranteLa Volpe Claudia e Rosa più che dei datori di lavoro hanno trovato una Famiglia del tutto speciale, i Cavallini, che le ha accolte in un ambiente, affettuoso, disponibile e istruttivo rendendole bravissime ed esperte ognuna nei suoi specifici compiti. Claudia e Rosa due belle e intelligenti ragazze che oltre a trovare un buon lavoro hanno visto nascere, nel tempo, anche l’amore: Claudia con Valerio e Rosa con Andrea.

La Pizzoristeria & Wine BarLa Volpe” è un Locale molto gradevole e accogliente, attraversato lo spazio esterno circondato da vasi di piante verdeggianti che si apre sulla Piazza, e che con la buona stagione accoglie i tavoli e gli ombrelloni del Locale, si entra attraverso la porta a vetro e metallo: di fronte il Bancone Bar, a sinistra la Prima Saletta mentre a diritto si trova la porta della Cucina, subito prima a destra si accede alla Seconda Saletta su cui si affaccia anche la Cantinetta raggiungibile con alcuni scalini. Nel complesso una dozzina di tavolini per circa 40 ospiti. L’arredo del Locale è “minimal”, ma l’essenzialità va di passo con la funzionalità dando al tutto quella piacevole atmosfera di trattoria pulita e vissuta.

Il Menù alla Carta offre una bella e intrigante scelta di preparazioni sia di Terra sia di Mare. La Carta delle Pizze è ampia (Pizze Rosse, Pizze Bianche, Calzoni e Ripiegati) tutte pregevolmente realizzate con “Farina di Tipo 1macinata a pietra e una cottura nelForno a Legna”.

La Carta dei Vini contempla una selezione interessante di Vini Rossi, in prevalenza, e Bianchi provenienti dalla Toscana e da altre Regioni vocate d’Italia, Bollicine Italiane e alcune Etichette di Champagne. La scelta delle Birre, oltre a quella alla spina, s’indirizza verso alcune marche Italiane ed Estere. Non mancano i distillati.

Ma veniamo alla degustazione fatta che stata accompagnata (un unicum) da due Vini Rossi davvero eccezionali ed eccellenti scelti per lo stesso anno di vendemmia (2005), per la stessa valutazione di 91 su 100 data dell’Enologo Statunitense Robert McDowell Parker (il Critico del Vino più conosciuto e influente al Mondo) e per il blend similare anche se provenienti da Territori molto lontani e molto diversi:

- “Lupicaia 2005” Vino Rosso Toscana I.G.T. dell’Azienda Agricola Castello del Terriccio, 13,5% Vol., un assemblaggio di Uve Cabernet Sauvignon (85%), Merlot (10%) e Petit Verdot (5%);

- “Château du Tertre 2005” Vino Rosso Margaux Appellation d'Origine Contrôlée (A.O.C.), Grand Cru Classé Margaux dell’Azienda Francese Château du Tertre, 13% Vol.,un assemblaggio di Uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.

Con in tavola l’ottimo e ricco contenitore rettangolare delpane della casa cotto nel forno a legna” (ciabatta bianca, ciabatta integrale, pane ai cereali, schiaccia secca senza lievito al rosmarino) e della polentina fritta, sono state servite le seguenti portate:

- Entrée - Polenta del recupero fritta con mortadella e scamorza; - Polenta bianca fritta con sopra una mousse di fegatini e maggiorana; - Polenta soffiata con mousse di gorgonzola e mirtilli;

- Antipasti - Tartara di filetto Garronese (un taglio di carne bovina estremamente pregiato, noto per la sua eccezionale tenerezza, morbidezza e magrezza, derivante dalla Razza Bovina “Garronese” o “Blonde d'Aquitaine”, allevata in Italia, spesso in Piemonte, e in Francia) sull’osso tostato, condita “alla Francese”, con midollo, pioppini e polvere di tuorlo d’uovo marinato; - Mallegato fritto con pera candita in mostarda, spuma di gorgonzola e pera fresca;

- Primi - Maltagliati alla salvia con ragù di colombaccio; - Tortelli in sfoglia di vinaccia ripieni di osso buco brasato con ragù cinghiale e “gremolata” (trito aromatico fresco, tipico della cucina Milanese, composto da prezzemolo tritato, aglio e scorza di limone grattugiata);

- Secondi - Agnello in due cotture: agnello cotto a bassa temperatura laccato al miele e costolette di agnello fritte con carciofo e aria all’arancia; - Scamerita di maialino con cipolline porrettane, cime di rapa, millefoglie di patate al burro salato e caramello al frutto della passione;

- Dolce - Panettone fatto in Casa accompagnato da crema pasticciera della Casa.

Tutto decisamente molto buono, abbondante e molto ben presentato.

Vini e portate sono stati serviti con assoluta gentilezza e premurosa attenzione da Claudia Forlano.

Alla PizzoristeriaLa Volpetutto il possibile viene fatto in Casa (pane, pasta fresca, sughi, salse, dolci…) e la Cucina del bravo Chef Valerio Cavallini, con il supporto fondamentale di Andrea e Rosa, usa materie prime selezionate, stagionali e di ottima qualità. Una Cucina che è sicuramente tradizionale ma ha quel pizzico di concreta ricerca e fantasia che rende tutto assolutamente speciale.

Alla Pizzoristeria & Wine BarLa Volpenel Centro Storico di Rosignano Marittimo (LI) potete trovare una piacevolissima accoglienza e una cucina gustosa e imperdibile.

https://www.facebook.com/pizzoristeriavolpe/?locale=it_IT


Pizzoristeria & Wine Bar "La Volpe": Vista Esterna Invernale

 Valerio Cavallini e Giorgio Dracopulos con i Vini Scelti

Claudia Forlano al Servizio Vino

"Entrée"...

"Tartara di Filetto Garronese"...

"Mallegato Fritto"...

"Maltagliati alla Salvia con Ragù di Colombaccio"... 

"Tortelli in Sfoglia di Vinaccia"...

"Agnello in Due Cotture"...

"Scamerita di Maialino"...

Valerio, Claudia, Rosa e Andrea (Foto La Volpe)


mercoledì 21 gennaio 2026

IL NUOVO “RESTAURANT & GIN PORTICCIOLI” A BERGAMO ALTA: FASCINOSE ATMOSFERE E DELIZIOSI SAPORI.




Moltissime Città d’Italia hanno delle peculiarità assolutamente uniche che risiedono nel loro fantastico retaggio storico/artistico che va dall'Antichità al Rinascimento, molte, con i rispettivi centri storici, sono uno straordinario patrimonio riconosciuto anche dell’UNESCO. Delle Città che offrono fascinose esperienze ricche di cultura, architettura e gastronomia.

Tra queste meraviglie urbanistiche certamente possiamo annoverare, nella Regione Lombardia, Bergamo.

L’abitato di Bergamo è suddiviso in due parti distinte, la “Città Bassa” e la “Città Alta”; quest'ultima è posta ad altitudine più elevata e ospita la maggioranza dei monumenti più significativi, mentre la “Città Bassa”, benché sia anch'essa di antica origine e conservi i suoi nuclei storici, è stata resa in parte più moderna da alcuni interventi di urbanizzazione. Le due porzioni dell'abitato sono separate dalle “Mura Veneziane” (bastioni eretti nel XVI Secolo durante la dominazione Veneziana) annoverate dal 2017 fra i Patrimoni dell'Umanità tutelati dall'UNESCO.

Bergamo si trova adagiata in territorio pedemontano, laddove l'alta pianura lascia spazio agli ultimi colli delle Alpi e Prealpi Bergamasche, a metà strada tra i Fiumi Brembo e Serio. Il centro antico e panoramico della “Città Alta” è stato fondato proprio su un sistema di sette colli: Colle Aperto, Colle San Giovanni, Colle San Salvatore, Colle di Rosate, Colle di Gromo, Colle Santa Eufemia e Colle San Michele del Pozzo.

All’interno di Bergamo Alta si trovano magnifiche realizzazioni, raggiungibili attraverso suggestivi vicoli acciottolati, che mantengono una magica atmosfera medievale perfettamente conservata come la “Piazza Vecchia” (con la bellissima “Fontana Contarini” in marmo di Zandobbio), il “Palazzo della Ragione”, la "Torre Civica" (detta il “Campanone” che tutti i giorni alle ore 22 scocca più di 100 colpi: questi nel passato annunciavano la chiusura notturna dei portoni delle mura, il 18 Luglio di ogni anno, durante i rintocchi, le porte vengono chiuse e poi riaperte per assicurare il funzionamento dei meccanismi), il “Palazzo Nuovo” (che ospita la Biblioteca Civica Angelo Mai), la “Basilica di Sant'Alessandro”, la “Cappella Colleoni”, il “Battistero”, la “Basilica di Santa Maria Maggiore”, “Piazza della Cittadella”, la “Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco”.

La “Città Alta” si può raggiungere a piedi attraverso gli “scorlazzini” (le scalinate in pietra che da più punti la collegano alla parte bassa della Città), in automobile (anche se è vietato durante i fine settimana estivi e tutto l'anno la domenica pomeriggio), con la funicolare o con gli autobus.

Bergamo è una delle poche Città Capoluogo Italiane, insieme a Ferrara, Lucca, Verona, Padova, Treviso e Grosseto, il cui Centro Storico è rimasto completamente circondato da mura che hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli.

Un’altra storica, bellissima e verdeggiante Piazza di Bergamo Alta è “Piazza Lorenzo Mascheroni” (già Piazza Nuova) nella parte alta (è in pendenza) è anche panoramica. La Piazza, realizzata nel Cinquecento, era per i Veneziani il luogo dove si teneva il mercato e le contrattazioni, secondo lo schema che loro solevano attuare in tutte le loro Piazze delle Erbe. Sulla Piazza si affacciano strutture di grande rilievo come “Palazzo Roncalli”, la “Porta del Pantano” e la possente “Torre della Campanella” fatta erigere da Rodolfo Visconti, al tempo Signore di Milano, intorno al 1385 a presidio e difesa; la Torre è detta anche “Hospitium Magnum” (Grande Residenza).

Proprio in Piazza Lorenzo Mascheroni al Civico 9/A, nel Mese di Novembre 2025, è stata aperta dalGruppo Porticcioliuna loro Nuova Sede: “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo”.

Il “Gruppo Porticcioli” nasce da un’idea di Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache, già fondatori di “Restaurant & Gin Porticcioli Garda” (“Al Porticcioli” adagiato sul super fascinoso Lago di Garda, nel tratto Lombardo, con la vista su una delle insenature più belle del Lago, il Golfo di Salò, a San Felice del Benaco in Provincia di Brescia) e di “Restaurant & Gin Porticcioli Milano”.

Riccardo (classe 1978) è Siciliano d’origine ma Milanese di adozione, essendosi trasferito nel 1997 per frequentare la Facoltà di Economia Aziendale presso l’Università CommercialeLuigi Bocconi”. Ha iniziato la sua attività professionale in aziende che ruotano intorno al mondo del lusso, per poi, nel 2012, cambiare radicalmente ambito entrando nel comparto alberghiero e ristorativo. Lorenzo (classe 1997) è nato a Tecuci un Municipio della Romania ubicato nel Distretto di Galați, nella Regione storica della Moldavia, è un imprenditore che ha frequentato la Facoltà di Economia all’Università degli Studi di Brescia.

Riccardo Condorelli e Lorenzo Postolache nelle nuove aperture, daPorticcioli Milano”, hanno coinvolto anche Chiara Caresano, Manager della nota Società Farmaceutica Multinazionale StatunitenseJohnson & Johnson” e Luca Micheli, Head of Sound di Chora Media” la nuova “Podcast CompanyItaliana.

Il nuovo “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” ha una sede decisamente straordinaria trattandosi del piano sotterraneo dove durante i lavori di ristrutturazione e di adattamento per l’apertura dell’allora “Relais San Lorenzo” (5 stelle) e del suo Ristorante (successivamente chiusi nel 2020), durati tra il 2009 e il 2013, furono rinvenuti e salvaguardati numerosi e importanti reperti archeologici. Dalle diverse stratificazioni del terreno, infatti, emersero rovine di abitazioni e di infrastrutture risalenti a diverse epoche, dalla “Domus Romana” con pianta rettangolare alle “strutture absidate” (spazi architettonici a pianta semicircolare o poligonale, solitamente conclusi da una volta a semisfera detta catino absidale) di Epoca Romana Imperiale, fino ai “Cortili e Porticati Basso-medievali”. Come segno tangibile, e fruibile per tutti, dei tempi passati i ritrovamenti vennero conservati rispettando i vincoli imposti dalle norme per l’adattamento a un Locale Pubblico.

Tutto il suggestivo progetto fu ideato e seguito dall’Architetto Pistoiese Adolfo Natalini (1941 - 2020) uno dei fondatori nel 1966 del “Superstudio” un Gruppo di Architettura concettuale e avanguardista pioniere dell'"Architettura Radicale", che ha esplorato temi di critica al progetto tradizionale attraverso opere visionarie e concettuali, una delle avanguardie più significative degli Anni ’60 e ’70.

Nel nuovo “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” l’accoglienza s’intreccia con la storia antica e ci si siede a tavola in un contesto ipogeo raro e di incredibile bellezza, tra pietre e volte cinquecentesche dove convivono le tracce della Bergamo Romana, Medievale e Rinascimentale. “Porticcioli” ha scelto di conservare l’anima originaria dello straordinario recupero intervenendo con un restyling leggero e rispettoso. Le Sale del Ristorante, arricchite dalle opere dell’Artista Paolo Poli, accolgono circa 70 coperti, e si aprono su una Cantina dedicata al Vino e soprattutto al Gin, elemento distintivo dell’offerta firmata Porticcioli.

La Direzione Gastronomica delGruppo Porticcioli” è affidata al bravo Chef Alessandro Bianchini, professionista di grande esperienza Nazionale e Internazionale, che guida la consulenza culinaria di tutte le sedi “Porticcioli”. A Bergamo, la cucina è affidata al Resident Chef Catello Frangiosa (Campano di Torre del Greco) forte anche Lui di anni di esperienze Internazionali in famosi “Ristoranti Stellati”, che interpreta e fa sue le linee guida dello Chef Bianchini.

Il “Restaurant & Gin Porticcioli Bergamo” propone una Carta dei Vini, oltre duecento etichette, costruita con cura e attenta ricerca, prediligendo nella selezione Vini Italiani e Internazionali di Produttori che riescono a lavorare rispettando i propri Territori. Ma una delle prerogative più interessanti di “Porticcioli” è il suo particolare e distintivo Food Pairing” che si realizza con una imponente selezione di Gin, la Carta offre oltre 80 Etichette da tutto il Mondo. Un ricercato modo di abbinare alle preparazioni di cucina assaggi di distillati diversi, in quantità modica e serviti assieme a una tonica zero, che garantiscono un esperimento gustativo inedito e accattivante.

Un percorso che parte dal bicchiere e arriva anche nel piatto: il gin entra infatti anche in alcune preparazioni della cucina, come la “Spuma che accompagna il Polpo” o la “Bavarese al lemon grass con gelée di Lento gin, lingue di gatto e pane agli agrumi”, diventando un ingrediente essenziale a tutti gli effetti.

Il Menù fondamentalmente è quello condiviso con i Ristoranti del Gruppo ma ha anche piattidedicatia ogni singola Città e a Bergamo, per esempio, ci sono i “Casoncelli Bergamaschi, proposti nella versione tradizionale con burro, salvia e Grana Padano”. Le preparazioni riflettono un approccio fondato su lavorazioni quotidiane, cotture espresse e ingredienti riconoscibili seguendo il ritmo delle stagioni e dei mercati. Pane, focacce e grissini sono fatti in casa ogni giorno, tutti con lievito madre.

La Scelta alla Carta offre un’ampia selezione di “Crudi di mare” e deliziose portate come: le “Capesante” - la “Melanzana” - la “Tartare” -  il “Polpo” (con guazzetto di pomodorini alle erbe, maché di barbabietola e spuma di Lento gin) - lo “Spaghetto” (ai ricci di mare con tartare di scampi e caviale) - i “Cappelletti” - i “Ravioli di piccione” - il “Rombo” - la “Rana Pescatrice” - il “Black Angus” (alla brace con salsa di pane tostato, lardo di patanegra e ristretto di gin accompagnato da pak-choi) - la “Porchetta della Tradizione”.

Lo Chef Alessandro Bianchini con queste parole sintetizza la sua filosofia di Cucina: “L’obiettivo è arrivare a una cucina leggibile, pulita, precisa. Poche tecniche, ingredienti riconoscibili e un equilibrio tra sensazioni. Vogliamo che chi si siede da Porticcioli capisca cosa sta mangiando, senza mediazioni: è il prodotto a parlare, non il cuoco”.

L’esperienza del dopo cena, da “Porticcioli”, può piacevolmente chiudersi degustando una proposta di “gin tasting” o una selezione di “cocktail d’autore”.

Da sottolineare che il “Gruppo Porticcioli” è in procinto di attuare ancora nuove aperture.

Al nuovoRestaurant & Gin Porticcioli Bergamopotrete trovare magiche e fascinose atmosfere accompagnate da deliziosi sapori.

https://porticcioli.com/

https://porticcioli.com/bergamo/ 



"Porticcioli Bergamo": Magica Atmosfera (Foto Porticcioli) 

"Porticcioli Bergamo": Il Bancone Bar (Foto Porticcioli) 

"Casoncelli Bergamaschi"... (Foto Porticcioli) 

"Capesante"... (Foto Porticcioli)

"Melanzana"... (Foto Porticcioli)

"Polpo"... (Foto Porticcioli)

"Spaghetto"... (Foto Porticcioli)

"Cappelletti"... (Foto Porticcioli)

"Black Angus"... (Foto Porticcioli)

"Porchetta"... (Foto Porticcioli)

"Porticcioli Bergamo": Fascino e Deliziosi Sapori (Foto Porticcioli)