sabato 15 giugno 2019

NELLA FANTASTICA ATMOSFERA DEL “FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE” IL NUOVO ASIAN GASTROBAR “MAGNOLIA” CON IL MITICO CHEF GIAPPONESE HARUO ICHIKAWA.




In Toscana nella “favolosaCittà di Firenze tra l’infinità di magnifici monumenti ed edifici storici c’è, al numero Civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al Mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La Four Seasons Hotels & Resorts è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 100 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in 35 Paesi del Mondo
In Italia, per ora, ci sono due strutture di questa Catena, una a Milano e l’altra è quella di Firenze.

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è  composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Conventino”.
Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) Architetto, Ingegnere e Scultore Fiorentino
Il Secondo risale al XVI secolo ed è stato in epoche passate sede di un Convento dell’Ordine Religioso delle “Serve di Maria Riparatrice”.

I due Edifici sono divisi dal fantastico Parco Botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato il “Giardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “Casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini
Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte
Il tutto arricchito e decorato con una fine, preziosa serie di pitture e di bassorilievi.

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato coperto con un lucernario
tutto il lavoro è stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso, dopo essere stato rilevato dalla “Four Seasons Hotels & Resorts” nel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti
In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute.  
Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del “Palazzo della Gherardesca” è una delle “perle” della Catena Alberghiera della “Four Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 116 straordinarie camere e suite, altre 37 sono al Conventino oggi ribattezzatoLa Villa”
Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali e molto altro). 
Poi c’è la grande piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i lussuosi negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Un Hotel immerso in una fantastica atmosfera per sentirsi “a casa quando si è lontani da casa”.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’Enogastronomia di qualità con una predilezione anche per i prodotti e le ricette del Territorio.

I Ristoranti sono: “Al Fresco”, la Trattoria aperta nella bella stagione a bordo piscina, “La Magnolia” area ristorativa all’interno del Conventino (La Villa), il lussuoso e accogliente spazio denominato ”Atrium Bar”, e fiore all’occhiello della struttura il “Il Palagio”.

Il Palagio” è il Ristorante principale del “Four Seasons Hotel Firenze”, ubicato nelle ex scuderie del Palazzo oggi trasformate in una lussuosa e “suggestiva” sala dalle grandi colonne e il soffitto a volta. Una dozzina di comodi tavoli riccamente imbanditi per circa 55 coperti, nella bella stagione si cena all’aperto in giardino.

Il bravissimo e gentilissimo Vito Mollica (classe 1971) è l’Executive Chef del “Four Seasons Hotel Firenze” che con il RistoranteIl Palagio”, tra i tantissimi successi e riconoscimenti, ha avuto dalla Guida Rossa Michelin 2012 (pubblicata nel Novembre 2011) la prestigiosissimaStella”. 
Da allora è stata sempre riconfermata. 

Ma in questa Estate 2019 gli spazi dell’area ristorativa al piano terra dell’edificio “La Villa” sono stati rivoluzionati per una nuova eccezionale iniziativa: l’apertura del nuovo “Asian Gastrobar Magnolia”.

Infatti Lunedì 3 Giugno è stato inaugurato ufficialmente l’Asia GastrobarMagnolia” con la collaborazione di uno tra i più straordinari Chef Giapponesi Haruo Ichikawa.

Il Maestro Ichikawa è nato il 3 Novembre 1954 nella Città di Saitama a circa 30 Km. dalla Capitale del Giappone, la meravigliosa Città di Tokyo, nella Regione di Kantō sull’Isola di Honshū
Fin da piccolo, incoraggiato dalla Madre, ha iniziato ad apprendere i segreti della Cucina Giapponese
All’età di 17 anni era già al lavoro come Cuoco in un Sushi Bar di Tokyo.  

Sette anni dopo, all’età di 24 anni, è volato negli Stati Uniti d’America a Los Angeles in California dove è venuto a contatto con un mondo e una cultura completamente diversa. 
Dopo questa esperienza è tornato a Tokyo, ma dopo alcuni anni è stato catturato dal fascino dell’Italia e nel 1990 è arrivato a Milano dove è entrato a lavorare nel primo vero Ristorante Giapponese della Città aperto negli anni Ottanta: “Tomoyoshi Endo”.

Oggi a Milano ci sono più di mille Ristoranti Giapponesi, tra questi alcuni sono di altissimo livello.

Successivamente lo Chef Haruo Ichikawa è stato nelle Cucine di Ristoranti Etnici sia in Emilia-Romagna sia in Sicilia
Tornato a Milano ha lavorato per un altro storico Locale Giapponese il “Suntory” e poi per al “Ran”. Nel 2006 tre Fratelli (Claudio, Marco e Giulia), Cinesi di Genealogia ma nati a Reggio Emilia e appartenenti alla Famiglia Liù, hanno aperto, sempre a Milano in Zona Sempione, il RistoranteIyo” (tradotto = Mondo Fluttuante) dove la Cucina Giapponese di qualità e la sua creatività sono stati fin dall’inizio al centro della filosofia del Locale.

Ecco che proprio al RistoranteIyo” è arrivato anche il Maestro Haruo Ichikawa con il suo Bancone Sushi: il vero Re delle portate fredde
Dopo pochi anni con l’uscita della Guida Rossa Michelin 2015, avvenuta alla fine del 2014, al RistoranteIyo” è stata data la “Prima Stella Michelin”: 
uno dei pochi Ristorante Giapponesi in Europa a ottenere questo prestigioso riconoscimento.

Nell’Ottobre del 2018 Haruo Ichikawa ha aperto con un socio, in Viale Col di Lana 3 a Milano, un piccolissimo Locale (50 mq.) con un solo tavolo da 10 posti, si tratta di un “Sushi d’asporto” di grandissima qualità. 
Ma non è finita perché proprio in questi giorni, Ichikawa, sta per aprire, sempre a Milano, in Via Lazzaro Papi 18 un suo nuovo Ristorante che avrà il suo nome, pochi coperti e un bancone per servire delle preparazioni di grandissimo livello.

Ma torniamo alla mia visita del nuovo Asia GastrobarMagnolia” del “Four Seasons Hotel Firenze” a cui si può accedere anche dall’Ingresso di Via Capponi 54.

Il Locale è molto raccolto e accogliente: nella Saletta interna c’è a vista il “banco preparazioni dei freddi” e, in uno spazio subito adiacente alla Saletta stessa, il “bancone bar”. 
Poi c’è la bellissima Veranda, ubicata nel curatissimo Giardino arricchito da un’infinità di Opere d’Arte d’autore, che crea un’atmosfera a dir poco magnifica. 
Ogni particolare è perfetto come del resto in tutto l’Albergo.

Il Menu offre un’ampia scelta alla Carta di appetitosi piatti freddi e caldi di Cucina Fusion Orientale.

La Carta dei Vini è una sapiente selezione di vere delizie, moltissime anche al bicchiere. 
Bella e Internazionale anche la scelta dei Liquori.

Eccoci arrivati alla degustazione che è stata accompagnata da ottime bevande:

- “Barone Pizzini Animante”, Spumante Franciacorta D.O.C.G. Extra Brut, un assemblaggio di Chardonnay (78%), Pinot Nero (18%) e Pinot Bianco (4%), 12% Vol., prodotto dall’Azienda Barone Pizzini;

- “Sake Houraisen Junmai Ginjo Wa”, bevanda di riso (yamadanishiki e ippanmai) realizzata in Giappone partendo del processo di raffinazione del riso stesso, vero e buonissimo Sake di qualità, 15% Vol., prodotto dall’Azienda Houraisen;

- “Washoku” (l’arte di creare armonia nel cibo), un Cocktail fatto con Pisco (Acquavite Sud-americana), Umeshu (Liquore Giapponese ottenuto dalla macerazione di prugne acerbe), Almond Soda e Chocolate Bitter. 

Uno dei tanti Cocktail Fusion a base di ingredienti ispirati all’oriente che prepara il bravissimo Bartender, Karem Pasqualetti, dell’Asian Gastrobar Magnolia.

Sono state servite le seguenti portate:

- Crackers con tris di tartare (tonno, salmone e ricciola al sesamo verde);

- Mini spring rolls fritti con salsa di avocado;

- Baccelli di Soia Edamame (fagioli di soia in baccello non ancora giunti a maturazione e leggermente cotti);

- Calamari fritti con lime e peperoncino verde;

- Gamberi panati al panko (un particolare pangrattato di pane bianco tipico della Cucina Giapponese) con maionese alla yuzu kosho (una pasta cremosa e piccante fatta di peperoncino verde o rosso miscelato con succo e buccia del limone Giapponese denominato “yuzu”);

- Insalata di alghe miste condite con dressing (condimento mescolato a parte prima dell’utilizzo) orientale;

- Selezione di Sashimi (solo pesci, crostacei e molluschi, in alcuni casi anche carni, serviti crudi e tagliati ad arte in fettine sottili);

- Selezione di Nigiri (tipo di Sushi rapido nella preparazione, composto da una base di riso compattato e ovale su cui poggia del pesce crudo) e Huramaki (altro tipo di Sushi che prevede un involtino di alga nori, con la possibilità d’inserimento di vari ingredienti, posizionato all’interno di riso compattato “bianco”, ricoperto di semi di sesamo o di altro pesce).

Tutto straordinariamente buono, molto ben presentato e con materie prime di qualità eccelsa.

L’arte del Maestro Haruo Ichikawa è “mistica”; le sue preparazioni, fatte nella più completa concentrazione, sono vere e proprie magie che si compongono nei piatti: una dedizione totale e un fascino come quello di un “Samurai”, mitico Guerriero Giapponese
Un’Arte Culinaria frutto di magnifiche e precise tradizioni tramandate con passione e amore attraverso i Secoli.

Il grande Chef Vito Mollica, responsabile gastronomico di tutto il “Four Seasons Hotel Firenze” ha messo a capo della Cucina, in supporto a Haruo Ichikawa, uno dei suoi migliori allievi lo Chef Rosario Bernardo
Rosario, classe 1994, è di origini Campane, è nato nell’antichissima Città di Benevento, da 5 anni è con Vito Mollica.

Ad aiutare il Maestro Haruo Ichikawa c’è anche un giovane Chef Giapponese Takeru Ogiso, classe 1986, nato nella Città di Gifu sull’Isola di Honshū.

Nella fantastica atmosfera del “Four Seasons Hotel Firenze” ho potuto vivere la magia del nuovo Asia GastrobarMagnolia” con il mitico Chef Giapponese Haruo Ichikawa




Cortile Coperto e Loggiato

"Atrium Bar"

Trattoria "Al Fresco"

Giardini e Opere d'Arte

"La Villa"

Lo Chef Haruo Ichikawa al Bancone dei Freddi

Il Bancone Bar

La Vista dai Tavoli

Sake Houraisen Junmai Ginjo Wa

Crakers con Tris di Tartare......

Mini Spring Rolls......

Calamari Fritti......

Insalata di Alghe......

Haruo Ichikawa, Rosario Bernardo, Takeru Ogiso

Haruo Ichikawa, Giorgio Dracopulos, Vito Mollica

mercoledì 5 giugno 2019

HOTEL “TORRE DI CALA PICCOLA” E IL SUO RISTORANTE “TORRE D’ARGENTO” ALL’ARGENTARIO: SEMPLICEMENTE MAGICI.




Lungo la magnifica Costa della Regione Toscana, in Provincia di Grosseto, c’è un una Località che per le sue molteplici ed eccezionali caratteristiche (paesaggistiche, morfologiche, geografiche, ambientali) è semplicemente unica e magnifica: 
il Promontorio dell’Argentario.

Il “Promontorio dell’Argentario” è bagnato dalle acque del Mar Tirreno e da quelle della Laguna di Orbetello
In realtà l’Argentario è una Isola che attraverso i secoli si è unita alla Costa grazie a tre istmi (lingue di terra) sabbiosi denominati “tomboli” che allo stesso tempo hanno creato anche la Laguna di Orbetello.

Il Promontorio, che con il Monte Telegrafo raggiunge ben 635 metri s.l.m., è un luogo incantato, un vero microcosmo collinare e impervio dove la Natura da il meglio di se, dalla flora alla fauna fino alla sopraggiunta opera dell’uomo.
Qui sono state trovate tracce di presenza umana risalenti alla Preistoria, ma il periodo storico che ha lasciato i segni più importanti, ancora visibili per la loro imponenza e buona conservazione, è quello denominato “Stato dei Presidi”.

Il nome ufficiale in Castigliano era “Estado de los Reales Presidios de España”, infatti si trattava di un Protettorato Spagnolo in Terra di Toscana, creato nel 1557 dal Re di Spagna Filippo II (Filippo d’Asburgo, 15271598), che se pur di piccole dimensioni permetteva di controllare agli occupanti Terre e Mari della Zona Tirrenica e con essi la geopolitica dell’Italia Centrale.

Il Protettorato fu molto conteso tra Spagnoli e Austriaci fino a quando nel 1801 passò sotto il dominio dei Francesi guidati da Napoleone Bonaparte.

Il sistema difensivo dello “Stato dei PresidiSpagnolo era formato da una serie di Torri Costiere, più o meno grandi, e da Fortificazioni (35 strutture in totale) edificate in punti strategici e panoramici. Tra queste anche opere edificate precedentemente, che furono recuperate e consolidate, originarie soprattutto del Periodo Aldobrandesco (7931451) e di quello della Repubblica di Siena (11251555).

Proprio tra quest’ultime del Periodo Senese c’è la “Torre di Cala Piccola” (già Torre di Cala Piatti) sorta con funzione strategica di difesa e avvistamento dei nemici, molto spesso Pirati Saraceni, e ubicata a picco a 100 metri sul livello del Mare nel panoramicissimo tratto Litoraneo Occidentale del Promontorio dell’Argentario
Questa Torre seguì le sorti dello “Stato dei Presidi”, e, successivamente, divenne proprietà del Gran Ducato di Toscana fino poi a far parte del Regno d’Italia.

Agli inizi del “boom economicoItaliano, un vero “miracolo economico” che trasformò tra le altre cose il nostro Paese da agricolo a decisamente industriale, Carlo Bertuzzi e Nina Benini  innamoratisi del posto acquistarono, nel 1957, la “Torre di Cala Piccola” trasformandola in un Club Hotel tra i più esclusivi, ricercati e chic d’Europa.

Il Club HotelTorre di Cala Piccola” iniziò a essere frequentato da personaggi famosi del Mondo della Politica, dello Spettacolo, dell’Arte e della Finanza
Nel 1963, per esempio, gli attori Elizabeth Taylor e Richard Burton, che stavano girando a Roma negli Studi di Cinecittà una parte del Film ColossalCleopatra”, si rifugiavano proprio a “Torre di Cala Piccola” durante le loro fughe d’amore per vivere un’esperienza fuori dal comune.

Diversi anni dopo per vari motivi l’Hotel chiuse, ma nel 1981 fu rilevato dalla Società FiorentinaCala Piccola Spa” nata appositamente e con grande passione per far rivivere esclusivamente questo Hotel da sogno
Molte sono state le opere di ampliamento per rendere il tutto come è adesso, compreso il Ristorante Gourmet nato praticamente da pochissimi anni. 

Da considerare che l'edificio dell’Hotel si trova al centro di un vero curatissimo Parco Privato, il Complesso ResidenzialeTorre di Cala Piccola”.

Veramente bella e accogliente la struttura dell’Hotel Torre di Cala Piccola (4 Stelle) con le sue 53 Camere e Suite tutte diverse tra loro e che si distinguono per comfort, luminosità, vista, eleganza e riservatezza. 

Per non parlare dell’incantevole Piscina ad “effetto continuo” con il Mare sottostante e dello Stabilimento BalneareLa Caletta” ubicato, a 800 metri dall’Hotel, in un punto roccioso e magnifico della Costa denominato Cala Piatti
Di fronte, a 30 metri di profondità, una delle mete più ambite del Mediterraneo dai sub: 
lo “Scoglio del Corallo” una incredibile opera d’arte della Natura.

All’Hotel Torre di Cala Piccola particolarmente curata è anche l’accoglienza enogastronomica (libera, sia per gli ospiti dell’Albergo e non, senza giorni di chiusura) fin dalle ricchissime Colazioni del mattino che vengono servite davanti ad un panorama splendido.
Poi troviamo il Bar, il “Caffè La Torre”, con due postazioni, una interna e l’altra esterna nel rifulgente Giardino a picco sul mare, e il Ristorante, anch’esso diviso in due Location per un Pranzo estremamente godibile ma con un Menu più semplice e per una Cena deliziosa nella ricca ospitalità del Ristorante Gourmet.

Da due anni lo Chef Executive del Ristorante Gourmet dell’Hotel, denominato “Torre d’Argento”, è il bravissimo Francesco Carrieri.

Francesco è nato, il 17 Marzo 1980, nella splendida Cittadina Barocca di Martina Franca in Provincia di Taranto
La sua è una passione nata fin da piccolo, ammirando la Nonna e la Mamma che preparavano gustose specialità Pugliesi, che lo ha portato a frequentare e a diplomarsi all’Istituto Alberghiero e Tecnico CommercialeConsoli Pinto” di Castellana Grotte (BA). 

La sua carriera lo ha visto lavorare in prestigiose strutture (non solo in Italia ma anche all’estero in Inghilterra) nei Villaggi Turistici Pugliesi, al Golf Hotel dell’Argentario, al Grand Hotel Hermitage a Cervinia, a La Posta Vecchia a Palo Laziale, sempre con grande Maestri come lo Chef Michelino Gioia (Una Stella Michelin). 
Proprio a “La Posta Vecchia” ha conosciuto, si è innamorato e successivamente sposato con Alina Loffredo con cui ha due bellissimi Figli.

Oggi lo Chef Francesco Carrieri vive all’Argentario, con la Famiglia, a Porto Santo Stefano a soli 15 minuti dall’Hotel Torre di Cala Piccola.

Eccoci giunti alla visita da me fatta al Ristorante GourmetTorre d’Argento”.

Il Ristorante ha una Sala interna e una grandissima Terrazza dalla vistamozzafiato”. 
Tutto è predisposto per accogliere al meglio la clientela, una settantina di persone. 
La Cucina è a vista nella Sala interna.

Il Menu è piacevolmente vario con prevalenza di Piatti di Mare, oltre alla scelta alla Carta c’è un Menu del Giorno e due Menu Degustazione (a discrezione dello Chef) uno di 5 e l’altro di 7 Portate. Molta attenzione viene riservata anche nelle preparazioni vegetariane, vegane, senza glutine e dietetiche.

La Carta dei Vini è ben assortita e selezionata con molta esperienza, circa 130 Etichette in maggioranza Italiane, ma non mancano i Vini da altre parti del Mondo e gli Champagne
La piccola Cantina Climatizzata è a vista nella Sala Interna.

La Degustazione è stata accompagnata proprio da un buon Champagne:

- “De Vilmont Brut Grand Réserve Premier Cru”, Champagne A.O.C., un “assemblage”, 50% Chardonnay, 25% Pinot Nero e 25% Pinot Meunier, 12,5% vol., prodotto da De Vilmont Champagne.

In Tavola il fragrante “Pane della Casa” a lievitazione naturale: 
Pane Casareccio, Pagnotta Bianca, Focaccia Pugliese, Pane Integrale ai Cereali e i Grissini all’Olio. 

Sono state servite le seguenti portate:

- “Amuse-buoche” – Capasanta dorata, su salsa alle pesche e asparagi, con corallo al caffè;

- Crudo di gamberi rossi con burrata Pugliese di Gioia del Colle e olive su salsa di arancio;

- Polpo arrosto su vellutata di patate viola e con olive Taggiasche;

- Riso Carnaroli alla pescatora;

- Pici al farro, fatti in Casa, con gamberi rosa su passatina di zucchine e limone, con pomodoro arrostito;

- Ombrina “boccadoro”, della laguna di Orbetello, cotta al vapore con agretti, radicchio marinato e salsa al lime;

- “Il Caldaro Torre d’Argento” (tipica zuppa di pesce dell’Argentario, prende il nome dal “caldaro” una grossa pentola dove veniva preparata dai pescatori) – Scampi, gamberi, calamari, cozze, vongole, seppie, polpo e vari tipi di pesce;

- “Predessert” – Sfoglia, salsa di cioccolato, crema di noce pecan, ciliegia e polvere di caffè;

- Croccantino di nocciole e cocco rapè, mousse al cocco con all’interno un inserto Tropicale (mango, ananas e frutto della passione), il tutto su una salsa alla mela verde;

- “Piccola Pasticceria della Casa” – Meringa, Cioccolatino fondente con ganache al lampone, Diamantino arancia e limone, Cantuccio cioccolato e nocciole, Cantuccio alle mandorle, Brutto ma buono, Biscotto fragola e rapa rossa.

Tutto molto buono e ben presentato.

La cucina dello Chef Francesco Carrieri è una cucina intelligente, bella, leggera ed estremamente gustosa. 
Francesco, oltre ad usare delle materie prime di grande qualità e fare molto in Casa (Pane, Pasta, Dolci, Gelati) ha un forte legame con la tradizione, ma ciò non gli impedisce di proporre ai suoi ospiti anche portate dove c’è una sana ricerca e una giusta innovazione.   

In Cucina lo Chef Francesco Carrieri è coadiuvato da una Brigata giovane e molto efficiente composta dal Secondo Chef Daniele Soave, dalla Pasticcera Elisa Bernini, dalla Commis di Pasticceria Giorgia Pacchiarelli, dai Capipartita Simone Carrozza (Primi) e Giovanni Epure (Secondi), e dallo Stagista Andrea Cipolla.

Anche la Brigata di Sala è estremamente gentile ed esperta grazie anche al bravo Maître Alessio Perillo che ne è il responsabile. 
Alessio è di Porto Santo Stefano, classe 1971, dal 2015 lavora alla “Torre d’Argento”.

Dopo tanto “star bene” ho voluto esagerare e mi sono seduto nel Giardino del Bar, bevendo un buon Rum invecchiato e godendo della stupenda vista del Mare, di Giannutri, del Giglio, di Montecristo, di Pianosa e dell’Elba, bellissime Isole dell’Arcipelago Toscano e sullo sfondo, in contrasto con il cielo, il profilo della Corsica
un panorama assolutamente incantevole

Sono stato servito e cordialmente intrattenuto da Renato Girolamo Costanzo: un grande Bartender.

Non posso non citare in chiusura, anche per ringraziarla dell’accoglienza ricevuta e delle mille attenzioni riservatemi, la gentilissima, straordinaria e solare Stefania Marconi Direttrice dell’Hotel. Stefania è da ben 32 anni a Cala Piccola, dal Marzo del 1988. 
Lei è sicuramente la vera anima e l’energia vitale della Struttura.

Recentemente l’Hotel Torre di Cala Piccola grazie a tutte le sue lussuose peculiarità è stato inserito nel prestigioso Circuito Internazionale Condé Nast Johansens Selected Property.  

Che dire di più sennonché all’Argentario l’HotelTorre di Cala Piccola” e il suo Ristorante GourmetTorre d’Argento” sono semplicemente magici.




Anno 1957

Anno 2019

Suite: Vista Interna (Foto Torre di Cala Piccola)

La Piscina (Foto Torre di Cala Piccola)

Cala Piatti

Lo Chef Francesco Carrieri e Giorgio Dracopulos

La Sala del Ristorante (Foto Torre di Cala Piccola)

La Cucina a Vista

La Terrazza del Ristorante (Foto Torre di Cala Piccola)

"Amuse-bouche" - Capasanta......

Lo Chef Mostra la Freschezza della Capasanta

Crudo di Gamberi Rossi......

Polpo......

Riso......

Pici......

Ombrina......

"Il Caldaro Torre d'Argento"......

"Predessert"......

Croccantino di Nocciole e Cocco Rapè......

Lo Chef e la Brigata di Cucina

Alessio Perillo

Stefania Marconi (Foto Torre di Cala Piccola)

Il Tramonto in Piscina (Foto Torre Cala Piccola)

mercoledì 29 maggio 2019

UNA NUOVA VITA PER LA STORICA E ACCOGLIENTE TRATTORIA LA "PENTOLA DELL’ORO” DI FIRENZE.




Un’antica Leggenda Irlandese narra che ci sia una “pentola piena d’oro” con a guardia uno Gnomo (personaggio fiabesco dall’aspetto di nano vecchio e barbuto) nel punto esatto in cui nascono gli Arcobaleni.

In questa Storia infatti si narra di un giovane Contadino dal nome Barry proprietario di una Fattoria che non andava bene. 
Costui un giorno incontrò uno Gnomo che si lamentava a causa della veneranda età che non gli permetteva di risalire un Monte per raggiungere la sua “pentola piena d’oro” all’inizio dell’Arcobaleno
Barry aiutò lo Gnomo e per tale aiuto fu ricompensato con una parte del Tesoro della Pentola che venne utilizzato per far rifiorire la sua Fattoria.

Il giovane Contadino però invece di mantenere il segreto della sua fortuna lo raccontò a un suo avido vicino che corse subito a cercare lo Gnomo per farsi consegnare dell’oro. 
Tale fatto fece arrabbiare molto lo Gnomo che si sentì tradito e minacciato. 
La conseguenza fu che lo Gnomo fece andare in rovina la Fattoria di Berry e quella del suo vicino.

Pensare che una “pentola piena d’oro” sia la fonte dell’Arcobaleno è un modo metaforico per dire che non vi è certezza dove possa nascere la magia di questo “miracolo di colori” che nessuno mai potrà possedere se non nel proprio cuore.

Anche con questi poetici presupposti solo un conosciuto Pittore e Musicista (diventato successivamente anche un bravissimo Cuoco) come Giuseppe Alessi poteva aprire, nel 1988, una Trattoria con il nome la “Pentola dell’Oro” in Via di Mezzo al Civico 24 e 26r (all’angolo con Via dei Pepi), Quartiere artigiano di Santa Croce, nel Centro della magnifica Città di Firenze.

Giuseppe è nato nell’anno 1937 nel Comune di Sesto Fiorentino, dopo le Scuole dell’obbligo ha frequentato e si è diplomato sia all’Istituto d’Arte di Sesto Fiorentino sia al Conservatorio di MusicaLuigi Cherubini” di Firenze.

Ma Giuseppe è una persona che ha amato e ama moltissimo i piaceri della vita compresa “la Tavola” e ha una grande passione: Cucinare

La sua Carriera di Cuoco è iniziata proprio a Firenze in una piccola Tavola Calda nello Storico Quartiere di Campo di Marte.
Negli anni successivi si è dedicato molto anche allo studio della Storia della Cucina Italiana e delle sue Tradizioni affrontando le difficoltà che si possono trovare nell’attualizzare Ricette di Piatti Antichi

Nel 1985 ha pubblicato anche un bel Libro di 390 pagine con 250 preparazioni Toscane intitolato “Etruschi: il Mito a Tavola”.

Come già detto nel 1988 ha aperto, con il supporto della Moglie Margherita, il suo nuovo Locale
la “Pentola dell’Oro” in Via di Mezzo.

Giuseppe ha sempre amato dire di non sentirsi uno Chef ma un semplice Cuoco, un “operatore del sapore”, un “soggetto cucinante” che propone le sue opere a un “soggetto mangiante”. 
La sua Cucina è sempre stata una difesa totale della “Tradizione” in genere e di quella “Cinquecentesca” in particolare; 
quest’ultima è stata quella che avevano vissuto e mangiato assoluti geni come Galileo Galilei (15641642), Renato Cartesio (in Francese René Descartes, 15961650) e Nicolò Copernico (in Polacco Mikolaj Kopernik, 14731543). 

Per Giuseppe Alessi e la sua Trattoria la “Pentola dell’Oro” furono anni di grande successo. Moltissime persone apprezzavano la sua Cucina fatta di “saporosità corali” e di Piatti preparati con arte e amore, anche giorni prima, per lasciarli riposare. 
Alcuni di essi venivano creati nell’assoluta tranquillità della sua Casa un’antica Torre Medievale circondata da tre ettari e mezzo di terreno dove coltivava anche molte delle sue materie prime.

Un grande successo confermato nel 1994 con l’uscita di un altro suo Libro dedicato proprio a se stesso e al suo Locale
Alla Pentola dell’Oro – Cucina Cucinare Mangiare a Firenze Oggi”.

Ma il modo di “Cucinare Antico” di Alessi non poteva sopravvivere con l’avvento delle stringenti nuove Regole Sanitarie più moderne, cosicché nel 2003 Giuseppe Alessi ha lasciato la suo Trattoria a due imprenditori che hanno cambiato completamente la filosofia ristorativa attualizzandola. Successivamente sono seguite anche altre conduzioni.

Dal Settembre 2018 la SocietàSapori Srl” ha acquisito la gestione della Trattoria la “Pentola dell’Oro” con l’intento di rilanciare il suo splendido passato.

La “Sapori Srl” a Firenze ha anche un altro Locale famoso l’Osteria PizzeriaIl Canovaccio” ubicata in Via Pietro Carnesecchi 2r, accanto al principale impianto calcistico della Città lo Stadio Artemio Franchi
Il bellissimo Stadio, finito nel 1932, è un fulgido esempio di quella corrente Architettonica definita Razionalismo Italiano ed è ricco di elementi innovativi e realmente avveniristici per l’epoca.

Ma torniamo alla Trattoria la “Pentola dell’Oro”.

Il Locale ha il fascino del posto vissuto entrando dall’Ingresso troviamo la Cucina a vista, a sinistra uno spazio denominato la “Salumeria” dove si può fare pranzi più veloci o degustare un aperitivo accompagnato da deliziosi taglieri di affettati, crostini e formaggi. 
Da questa saletta una scaletta ripida porta al piano interrato dove si trova la fascinosa Cantina a pietre e mattoni.

Se invece dall’Ingresso principale si gira sulla destra si trova un’altra scala che scende al piano interrato passando davanti a un antichissimo e romantico “pozzo” (incorporato nelle parete) alla fine della quale si accede ad altre due Salette.

Tutto nel Locale è a misura e stile dell’ambiente stesso dagli arredi all’apparecchiatura
una “fotografia” di Trattoria vissuta.

Ma veniamo alla mia visita e alle degustazione fatta.

I piatti sono stati accompagnati da un’interessante selezione di Vini:

- “Campogiovanni 2016”, Rosso di Montalcino D.O.C., 100% Sangiovese, 13,5% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola San Felice;

- “Poggio ai Ginepri 2017”, Bolgheri Rosso D.O.C., un assemblaggio fatto con il 40% di Cabernet Sauvignon, 30% di Merlot, 20% di Cabernet Franc e 10% di Petit Verdot, 14% Vol., prodotto dalla Tenuta Argentiera;

- “Castello di Poppiano Tricorno 2014”, è stata aperta una bella Magnum scatolata (1,5 Litri), Rosso Toscana I.G.T., un assemblaggio fatto con il 40% di Sangiovese, 40% di Cabernet Sauvignon e 20% di Merlot, prodotto dall’antica Azienda Conte Guicciardini;

- “Castello di Poppiano Vin Santo della Torre Grande 2004”, Vin Santo Colli Fiorentini D.O.C., 100% Malvasia Bianca, 17% Vol., le uve selezionate vengono fatte appassire su graticci, e successivamente fermentano e invecchiano in “caratelli” nella spettacolare “Vinsantaia” della Torre Grande nel Castello di Poppiano dell’Azienda Conte Guicciardini.

Sono state servite le seguenti portate:

- Strudel di caponata di verdure e pecorino di fossa – insieme a – Flan di patate rosse con fonduta di parmigiano;

- Carabaccia (zuppa di cipolle Fiorentina) fatta con cipolle bianche e pinoli gratinati al sapore di tartufo;

- Risotto con radicchio rosso e salsiccia;

- Sauté di trippa e lampredotto alla Fiorentina;

- Cantuccini.

Il rilancio della Trattoria la “Pentola dell’Oro” è affidato alle preparazioni di due bravi Chef Meridionali ma Fiorentini di adozione, e a un esperto personale di Sala.

In Cucina ci sono Danilo Lombardo e Damiano Bagnato che si prodigano nel preparare piatti Tradizionali Fiorentini e Toscani affiancati ad altri anche più contemporanei, tutti fatti con materie prime di qualità.

In Sala il super attivo Direttore Salvatore Mazza, Siciliano Classe 1969 ma da oltre 20 anni a Firenze, è supportato da una gioviale e premurosa Diana Sandu (originaria della Romania).   

Come è stato decisamente sostenuto dal Referente della SocietàSapori Srl”, Antonio Rettura, l’impegno profuso nel rilancio della Trattoria la “Pentola dell’Oro” è molto forte.

Grazie a tutto ciò è sicuramente iniziata una nuova vita per la storica e accogliente Trattoria la “Pentola dell’Oro” di Firenze.

PS. Un particolare ringraziamento al carissimo amico Luca Managlia per la concessione di alcune sue bellissime foto.




Il Libro di Giuseppe Alessi

L'Ingresso

La Cantina

La Scala con il Pozzo

Le Due Salette al Piano Inferiore

Strudel...... e Flan......

Carabaccia......

Risotto......

Sauté di Trippa e Lampredotto...... (Foto Managlia)

Mazza, Sandu, Rettura, Lombardo (Foto Managlia)

Rettura, Mazza, Dracopulos, Lombardo (Foto Managlia)