lunedì 8 ottobre 2018

ALL’ “IRENE BISTRÒ”, DELL’HOTEL 5 STELLE “SAVOY” DI FIRENZE, “NON PIOVONO SOLO POLPETTE”.




La magnifica Città di Firenze, oltre ad essere il Capoluogo di quella fantastica Regione denominata Toscana, è anche quello straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira.
Per elencare tutte le meraviglie che si possono trovare a Firenze ci vorrebbe un’enciclopedia composta da innumerevoli tomi, ma posso lo stesso citarne due ubicate, vicine l’una all’altra, in  pieno Centro
Il Duomo e Palazzo Vecchio.

Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale Metropolitana di Santa Maria del Fiore, si trova in Piazza del Duomo, quando fu completato e consacrato nel 1436 era la più grande Chiesa del Mondo
Oggi è la terza in Europa dopo San Pietro, a Roma, e San Paolo, a Londra
Il corpo della Basilica è a tre navate, unito a un’enorme rotonda triconica che sorregge quell’immenso capolavoro ingegneristico che è la Cupola del Brunelleschi
la più grande Cupola in muratura mai costruita
E non basta perché la Cattedrale ha accanto il Campanile di Giotto e di fronte il Battistero di San Giovanni.

Palazzo Vecchio è a pochissima distanza da Piazza del Duomo, in Piazza della Signoria, maestoso e bello è stato edificato nel XIII Secolo, da sempre è la sede del Governo Cittadino.

Praticamente a pochi passi tra queste due stupefacenti realtà c’è una delle Piazze più incantevoli e storiche di Firenze
Piazza della Repubblica.

Proprio in Piazza della Repubblica, al Civico 7, si erge uno degli Alberghi più accoglienti e lussuosi della Città
Hotel Savoy Florence”.

L’Hotel Savoy  appartiene alla prestigiosa catena “Rocco Forte Hotels”, Società fondata nel 1996 da Sir Rocco Forte (Classe 1945) che ne è anche Presidente, e che oggi vede la partecipazione attiva di tutta la Famiglia: la sorella Olga Polizzi, i figli Lydia, Irene e Charles.

La Rocco Forte Hotels ha 12 Alberghi super lussuosi ed esclusivi nelle più importanti Città del Mondo
Tutti gli Hotels Forte fanno parte della prestigiosissima collezione, dei 400 migliori Alberghi del Pianeta, fondata nel 1928 e denominataThe Leanding Hotels of the World”.

L’Hotel Savoy Florence è stato riaperto, ufficialmente il 13 Aprile 2018, dopo un importantissimo intervento di ristrutturazione che è durato ben 6 mesi
L’Edificio che ospita l’Hotel è stato edificato nel 1893 e ha sulle spalle ben 125 anni.

La migliore accoglienza possibile è stata il filo conduttore che ha portato un ampliamento sia delle Camere che delle Suite, riducendo il numero complessiva da 102 a 80

Il lusso e il comfort è stato lo scopo per cui sono state create le nuove “Junior Suite”, le “Grand View Suite” e la magica e grandissima “Duomo Presidential Suite” che occupa un’ala dell’Hotel ed ha una suggestiva vista sulla Cupola del Brunelleschi
Non manca neanche, al 5° Piano una Suite a due livelli da cui si gode un panorama d’eccezione: 
I tetti di Firenze, il Campanile di Giotto e Palazzo Vecchio.

Olga Polizzi, Director of Design della “Rocco Forte Hotels”, ha valorizzato al massimo ogni più piccolo particolare della nuova immagine, prendendo in considerazione sia stili contemporanei ma anche spunti rinascimentali. 
Per ottimizzare tutto il lavoro si è rivolta ai migliori artigiani locali come la storica Maison Fiorentina Emilio Pucci.

L’Hotel Savoy Florence è condotto con esperienza e classe dal General Manager Giancarlo Rizzi.

Al piano terra dell’Hotel Savoy Florence c’è l’accogliente “Irene Bistrò” con il grande Dehors godibilissimo nelle belle giornate. 
All’interno il grande bancone Bar, fulcro delle Sale dove si può comodamente degustare le delizie di grande qualità preparate dal bravissimo e giovane Head Chef del Ristorante Giovanni Cosmai e godere della professionale ospitalità del Restaurant Manager Endrit Prifti.

Dal 2008 Fulvio Pierangelini, uno dei più grandi Chef del Mondo con le sue “Due Stelle Michelin”,  una pietra miliare nell’Albo d’Oro della Cucina Italiana, è il Director Food di tutti i “Rocco Forte Hotels”.

Poche parole per ricordare la storia di Fulvio Pierangelini che è nato a Roma, l’11 Maggio del 1953. Il suo Babbo era Ingegnere e per motivi di lavoro si trasferì con la Famiglia a San Vincenzo
Tra le passioni giovanili di Fulvio c’era la musica, il mare e la cucina che, tra le altre cose, gli veniva spontanea, dal cuore. 
Nel 1978 Fulvio si è Laureato in Scienze Politiche (con il massimo dei voti), e nel 1977, seguendo la sua passione gastronomica, è entrato a lavorare in un Locale (bar, ristorante, discoteca) vicino a San Vincenzo.

Anni intensi, per Fulvio che, conosciuta una bella ragazza, Emanuela, nata a Parma, ma Milanese di adozione, è convolato anche a nozze. 
Dalla loro unione è nato, a Milano, il 12 Marzo 1978, il loro Figlio Fulvietto.

Il proprietario del Locale, dove lavorava Fulvio, ha anche una Trattoria a San Vincenzo, il “Gambero Rosso”. 
La gestione di due Locali, non vicini tra di loro, costrinse il proprietario (Marino) a prendere la decisione di vendere la Trattoria.

Ecco che Fulvio ed Emanuela lo rilevarono e si buttarono con tutta la loro passione in questa nuova “avventura”. 
Nacque così, l’8 marzo del 1980, il Ristorante “Gambero Rosso”.
Nel giro di poco tempo la loro fama si è diffusa attraverso la Provincia di Livorno, la Toscana e l’Italia tutta e non solo. 
Mi ricordo ancora, quella splendida serata quando, proprio in quei primissimi tempi, andai a cena da loro per la prima volta.

Fulvio Pierangelini e Giovanni Cosmai, in strettissima collaborazione, hanno studiato e preparato, per questo Autunno/Inverno 2018, due importanti e simpatiche novità per coloro che vorranno andare all’Irene Bistrò.

Da Domenica 7 Ottobre 2018, dalle ore 12:30 alle ore 15:00, inizierà a essere servita una nuova versione del Pranzo Domenicale, un Menu denominatoPiovono Polpette”, in cui alla convivialità del giorno di festa si mescolano una vivace regressione golosa sul giocare con le polpette, mantenendo però un filo conduttore fatto di stagionalità, estrema qualità, tradizione unito a una certa libertà e ironia. 
E cosa che non guasta con un rapporto qualità/prezzo molto interessante.

Piovono Polpette” il famosissimo e divertente Libro a fumetti per ragazzi di Judi e Ron Barret, da cui ne è derivato anche l’omonimo Film
Il Collegamento? 
Fulvio Pierangelini in occasione dell’uscita del Film era un fumetto nel Trailer pubblicitario.

Pertanto, andare la Domenica a Pranzo, all’Irene Bistrò sarà: 
Una giostra di polpette di verdure, di pesce, di carne, abbinate a meravigliose salse e misticanza di erbe spontanee
E poi, praline di cioccolato e palline di crema fritta in un tripudio di golosità e ricordi”.

Ma non è finita, perché, in collaborazione con il Bar Team e il Barman Denis Giuliano, Fulvio Pierangelini e Giovanni Cosmai hanno ideato l’aperitivo, prima di cena, “tutto compreso” denominato “Fish & Spritz” che verrà servito tutti i Venerdì.

Fish & Spritz” una nuova e speciale formula dove uno (a scelta) dei quattro esclusivi e buonissimi Spritz del Locale (Classico, Irene, Zen e Stravinskj) viene accompagnato con gustosi assaggini di pesce appositamente studiati nell’abbinamento. 
Anche “Fish & Spritz” ha un rapporto qualità/prezzo davvero lodevole.

All’Irene Bistrò dell’Hotel Savoy Florencenon piovono solo polpettema ho trovato anche un’accoglienza calorosa, altamente professionale, estremamente gustosa e divertente.




Rocco Forte Hotels - Il Logo

Hotel Savoy Florence - L'Ingresso

"Irene Bistrò" - L'Ingresso

"Irene Bistrò" - Una Vista della Sala Principale

"Irene Bistrò" - Il Dehors

G. Rizzi, G. Dracopulos, G. Cosmai, E. Prifti

Fulvio Pierangelini: il Fumetto (Foto Savoy)

Alcuni Tipi di Polpette

Il Barman Denis Giuliano (Foto Savoy)

Gli Spritz

 Chef Giovanni Cosmai Pronto per Preparare il Fish

Lo Chef Giovanni Cosmai e il Fish

"Fish & Spritz" - Il Fish (Foto Savoy)

Giorgio Dracopulos e Fulvio Pierangelini (Foto Managlia)

martedì 2 ottobre 2018

AZIENDA VITIVINICOLA “BULICHELLA” A SUVERETO (LI): L’AVVINCENTE E STRAORDINARIA STORIA, TRA MOTORI E VINO, DI HIDEYUKI MIYAKAWA.




Il Giappone non è soltanto un popoloso Stato Insulare dell’Asia Orientale formato da 6.852 Isole bagnate dall’Oceano Pacifico, ma è anche un fantastico Mondo che solo parzialmente si evince dall’altro nome che gli si attribuisce: il “Paese del Sol Levante”.
Il Giappone ha un fascino particolarissimo che gli deriva da una lunghissima Storia che si perde parecchi secoli avanti Cristo e che fino ai nostri giorni ha tramandato una cultura magnifica ed estremamente seducente.

La nostra Storia inizia proprio in Giappone quando, nella Città di Maebashi, ubicata nella Prefettura di Gunma, distante circa 120 Km. da Tokyo, nasce, Domenica 6 Giugno 1937, Hideyuki Miyakawa.

Fin da giovanissimo, dopo aver superato l’atmosfera dei terribili avvenimenti “atomici” che martoriarono il Giappone sul finire della Seconda Guerra Mondiale, nell’Agosto del 1945, e le conseguenze drammatiche della resa, Hideyuki manifestò grande interesse per i motori, in particolare per le motociclette.

Nel 1960, all’età di 22 anni, era già un motociclista esperto e preso dalla smania di girare il Mondo è partito, insieme a un suo carissimo amico, a cavallo di una moto Yamaguchi 125 cc. bicilindrica con motore due tempi.

Il “due tempi”, semplificando, si può dire che è un tipo di motore senza valvole di scarico, inventato nel 1879, ha iniziato a prendere piede nel mondo delle due ruote, grazie anche alla sua apparente semplicità meccanica, agli inizi degli Anni 50.

La “Yamaguchi” era un’Azienda che ha prodotto motociclette, in Giappone, tra il 1955 e il 1963; le sue moto montavano motori prodotti dalla DittaHodaka” dei Fratelli Oishi
La “Yamaguchi” ebbe un certo successo Internazionale nel 1961 quando, accordandosi con la Ditta AmericanaPacific Basin Trading Company” (PABATCO), che aveva Sede in Oregon, riuscì ad aprire 480 Concessionarie negli Stati Uniti.

Hideyuki Miyakawa partì dal Giappone e, non potendo inoltrarsi in Cina a causa delle troppo vicine ferite aperte dalla guerra in quei Territori, sbarcò in India e da li proseguì attraverso il Pakistan fino a giungere in Persia che dal 1935 si chiama anche Iran.

A questo punto del racconto, parlando di Iran, mi ritornano in mente anche a me molti bellissimi ricordi di quei tempi, infatti anch’io, alcuni anni dopo, nel 1973, sono stato per un lungo periodo in Persia.

Hideyuki arriva, dopo aver attraversato molte altre Nazioni, a Roma proprio per l’inizio delle Olimpiadi
I Giochi della XVII Olimpiade si tennero nella Capitale d’Italia dal 25 Agosto all’11 Settembre del 1960.

Dopo un così lungo viaggio Hideyuki Miyakawa dovette affrontare un problema piuttosto impellente: la fine dei soldi con cui era partito. 
Attraverso un conoscente dell’Ambasciata Giapponese di Roma è entrato in contatto con il Giornale Nipponico, specializzato in motori, “Car Graphic” e ne è diventato reporter/corrispondente estero. Con tale qualifica ha iniziato a girare per le Mostre Internazionali Europee di Auto.

Alla Quarantaduesima Edizione del Salone dell’Automobile di Torino, tenutasi tra il 3 e il 13 Novembre del 1960, sono avvenuti gli eventi che hanno dato una svolta alla vita di Hideyuki

Conobbe e si innamorò di Maria Luisa Bassano, una giovane studentessa che era in procinto di partire, per un anno di studi, proprio per il Giappone
Nel 1962 Maria Luisa e Hideyuki convolarono a nozze. 
Al Salone Hideyuki entrò in contatto anche con Giorgetto Giugiaro divenendone successivamente suo socio nell’Azienda Italdesign.

L’AziendaItaldesign Giugiaro”, un centro servizi per il mondo dell’auto impegnata nella realizzazione di studi stilistici e soluzioni ingegneristiche, fu fondata a Torino, il 13 Febbraio 1968, dal mitico imprenditore Giorgetto Giugiaro (Classe 1938) e da Aldo Mantovani con il nome originario di “Società Italiana Realizzazioni Prototipi S.p.A.” (SIRP).  

Negli anni successivi Hideyuki Miyakawa è diventato un imprenditore di grande successo in campo automobilistico Internazionale e uno dei principali fautori del successo del design Italiano in Giappone
Non solo, ma anche nel mondo sportivo delle corse motociclistiche ha affermato la sua indubbia professionalità in Team come quello della Suzuki e della Yamaha.

Le sue frequentazioni e collaborazioni hanno avuto nomi mitici, tra i tantissimi, quelli di Enzo Ferrari, Giacinto Ghia e Nuccio Bertone.

Nel 1983 la Famiglia Miyakawa, insieme ad altre tre famiglie di varia estrazione e nazionalità, ha fatto nascere, nello Storico Comune di Suvereto in Provincia di Livorno, l’Azienda AgricolaBulichella”. 
Un progetto super innovativo per l’Epoca, in quanto veniva creata un’Oasi di Agricoltura Biologica (non per moda ma per consapevolezza) dove far crescere i figli nel rispetto dell’ambiente e della natura.

Nel 1992 Hideyuki Miyakawa e Maria Luisa Bassano si sono trasferiti, da Torino, in pianta stabile nell’Azienda di Suvereto.

Nel 1999 la Famiglia Miyakawa è diventata l’unica proprietaria rilevando tutte le quote di “Bulichella”, una scelta fatta per incentivare la crescita anche con una visione imprenditoriale più decisa. 

Oggi questa straordinaria Famiglia è composta da sette tra figli e figlie, tra cui tre adottati da Paesi come l’Italia, Corea e India, oltre a quattordici nipoti.

Nel 2003, purtroppo, la signora Maria Luisa Bassano, è deceduta, ma Hideyuki Miyakawa non si è arreso e ha continuato a lottare per la sua numerosa Famiglia anche con un nuovo matrimonio.

Hideyuki ha messo, come sempre, tutte le sue straordinarie capacità anche nel Mondo del Vino, non solo dando alla sua Azienda uno sviluppo decisamente importante ma diventando anche Presidente del “Consorzio dei Vini D.O.C. della Val di Cornia”. 
Durante questo periodo si è battuto fortemente perché i Vini del Territorio ottenessero la D.O.C.G, un obbiettivo, raggiunto nel 2012, che ha accresciuto l’immagine non solo dei Vini ma anche di Suvereto e della Val di Cornia.

Il grande impegno che Hideyuki Miyakawa ha messo in tutto ciò che ha fatto gli ha anche portato l’Onorificenza di “Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana” conferitagli nel 2007 dal Presidente della Repubblica di allora Giorgio Napolitano.

Tutta la sua vita fuori del comune Hideyuki l’ha anche raccontata in un interessantissimo e recente Libro (finito di stampare il 18 Agosto 2017) in lingua Giapponese, corredato dalle sue foto ricordo più care, dal titolo “50 Anni di Italdesign con Giorgetto Giugiaro”. 

Ma veniamo all’AziendaBulichella” splendidamente ubicata, a 2 km. da Suvereto, in collina con vista Mare e con davanti il “Montepeloso”, importantissimo per gli effetti climatici positivi sulle loro vigne.

L’Azienda con la Certificazione Biologica ICEA di tutti i suoi prodotti garantisce l’attenzione e il rispetto messo nelle loro qualificate lavorazioni. 
In totale 42 Ettari di cui 17 di Vigneti e 10 di Oliveti con circa 1600 piante da cui si estrae il loro Olio Extravergine di Oliva, un laghetto, l’orto con frutteto, i verdeggianti boschi e l’accogliente Agriturismo.

Nei Vigneti troviamo vitigni di Vermentino, Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Aleatico e Viognier.

La Cantina attuale, dotata di ogni attrezzatura necessaria, è stata edificata nel 1997 e aggiornata nel 2001
Da notare, per non smentire la passione di Hideyuki Miyakawa per le auto, che all’ingresso della “Barricaia” c’è una rarissima e bellissima Jaguar Mk IV del 1942.

Bulichellaproduce i seguenti Vini: “Hide Toscana Syrah IGT” il Vino dedicato al Titolare Hideyuki, “Coldipietrerosse DOCG Suvereto”, “Sol Sera IGT Toscana Rosato – precedentemente denominato Afrodite”, “Tuscanio Bianco”, “Tuscanio Rosso”, “Rubino Costa Toscana Rosso IGT” e “Merlot Maria Shizuko” il Vino che prende nome dall’attivissima e affascinante figlia di Hideyuki, Shizuko, che è anche l’Amministratrice dell’Azienda.

In occasione del Vinitaly 2018 l’Azienda ha presentato le “Nuove Etichette” dei Vini, frutto della fattiva collaborazione tra le grandi professionalità presenti nella Famiglia Miyakawa, all’interno delle quali si ritrovano alcuni spunti della loro Storia.

Recentemente è avvenuta anche l’importante presentazione del loro nuovo VinoBulichella Suvereto DOCG Montecristo 2015”, una particolare e preziosa Riserva (solo 6.000 bottiglie), un “assemblage” di Cabernet (50%), Merlot (40%) e Petit Verdot (10%); tali percentuali però posso variare a secondo delle annate. 
Un Vino Rosso passato in Barrique Francesi di legno medio fine dalla “tostatura quasi bionda”. Appena uscito ha già guadagnato la ribalta con ottime valutazioni sia Nazionali sia Internazionali.

Nell’Etichetta del nuovo Vino, un Vino decisamente di livello superiore sotto tutti i punti di vista, c’è molto della loro Vita: l’immagine dell’Azienda con il pozzo, i Vigneti con in mezzo Napoleone a Cavallo (l’Isola di Montecristo, visibile nelle giornate terse, è parte dell’Arcipelago Toscano dove all’Isola d’Elba rimase in esilio l’Imperatore Francese), la moto con cui Hideyuki è arrivato in Italia, una vista della Jaguar Mk IV all’ingresso della Barricaia.  

Anche questo nuovo Vino è stato curato dal conosciutissimo e bravo Enologo Luca D’Attoma e da Andrea Lupi, oltreché dal Responsabile della Cantina Stefano Bonaguidi, da più di 20 anni in Azienda.

All’Azienda AgricolaBulichelladi Suvereto (LI) oltre a degustare ottimi Vini, accompagnati da un ricco buffet della Casa, ho potuto ascoltare, raccontata direttamente da Hideyuki Miyakawa con tutto il fascino di un grande Giapponese, l’avvincente e straordinaria storia della sua Vita tra mitici Motori e eccellenti Vini.



1960 Hideyuki in Moto (Foto Bulichella)

Il Libro

Hideyuki Miyakawa

Una Vista dell'Azienda

Vitigni e Panorama

La Jaguar Mk IV 1942 all'Ingresso della Barricaia

La Barricaia

Shizuko Miyakawa

Montecristo 2015 Riserva - Suvereto DOCG

Montecristo 2015: Retro Etichette

Foto di Gruppo: la Famiglia Miyakawa con gli Enologi

Giorgio Dracopulos e Hideyuki Miyakawa

lunedì 24 settembre 2018

A BORDO DELLA MAGNIFICA NAVE “AMERIGO VESPUCCI” UNA SPLENDIDA SERATA DEDICATA ALLA BENEFICENZA E NON SOLO.




La nascita della “Vela” come mezzo di forza propulsiva nella navigazione è l’evento più importante di tutti i circa 6000 anni della “Storia Marinaresca nel Mondo”. 
Il primo passo avvenne quando i nostri antenati si accorsero dell’effetto che la forza del vento faceva sulla vegetazione. 
Infatti le prime Vele, come si evince da ritrovamenti di antichissimi dipinti, recuperati dagli archeologi, furono proprio dei grossi rami frondosi utilizzati per catturare il vento. 
Successivamente, attraverso i millenni, si passò a Vele di foglie intrecciate a stuoia e dopo a quelle di tessuto di cotone.

Ma veniamo a tempi più recenti e più Italici.

La Regia Marina Italiana nasce nel mese di Marzo 1861 in conseguenza della proclamazione del Regno d’Italia Unitario avvenuta con la Legge n. 4761 del 17 Marzo dello stesso anno.

Il 6 Novembre 1881 fu inaugurata l’Accademia Navale di Livorno, la Scuola Universitaria che si occupava, e si occupa a tutt’oggi, della formazione tecnico/militare degli Ufficiali della Marina Militare.

Nel 1882 venne varato, dall’Arsenale di Venezia, dove era stato costruito, l’Incrociatore Amerigo Vespucci, Classe “Flavio Gioia”, prima Nave militare a essere intitolata al celebre cartografo, esploratore e navigatore Italiano, nato a Firenze il 9 Marzo 1454 e morto in Spagna, a Siviglia, il 22 Febbraio 1512
La Nave era un “Brigantino a Palo” (un albero in più rispetto al classico Brigantino a due alberi), con scafo in acciaio e un motore a vapore con otto caldaie.

La Nave venne utilizzata come “Ammiraglia” e rimase in servizio come tale fino al 1893 quando venne trasformata in “Nave Scuola” per gli allievi della Regia Accademia Navale
Ricoprì tale ruolo fino al 1927 quando fu posta in disarmo e, l’anno successivo, radiata dalla Regia Marina
Non venne demolita, ma ormeggiata nel Porto di Venezia, diventando un’accogliente “Asilo Infantile” per gli orfani dei Marinai.

L’ultimo Comandante dell’Incrociatore/Nave Scuola fu il Capitano di Fregata Augusto Radicati di Mormorito
Proprio lui nel 1931 prese, per primo, il Comando della nuova Nave ScuolaAmerigo Vespucci” appena costruita.

La Nave ScuolaAmerico Vespucci”, che tutt’oggi solca i mari del Mondo per “l’Onore d’Italia”, nasce, nel 1925, da un’ idea (poi trasformatasi in progetto) del Contrammiraglio Giuseppe Sirianni (1874 - 1955). 
Sirianni era il Sottosegretario del Ministero della Regia Marina, nel Governo Mussolini, nel 1929, poi, ne divenne il Ministro.  
Alla base dell’idea la fondamentale constatazione che, per conoscere veramente il Mare, si deve navigare su di una “nave a vela”, in quanto maggiormente condizionata dalla forza delle onde, dalle correnti e dai venti dell’ambiente marino.

Pertanto si decise di costruire due Velieri/Scuola formando la “Divisione Navale Navi Scuola”: 
Il “Cristoforo Colombo” e la “Amerigo Vespucci”.
Per la costruzione delle due Navi fu preso come progetto base quello del Vascello che era stato la Nave Ammiraglia del Regno delle Due Sicilie (Marina Borbonica) il  “Monarca”, ribattezzato poi nella Regia MarinaRe Galantuomo”.

Le Navi vennero costruite nei Regi Cantieri Navali di Castellamare di Stabia (Napoli) sotto la guida e il controllo dell’Ingegnere Francesco Rotundi (1885 - 1945), Tenente Colonello del Genio Navale e Vice-Comandante del Cantiere.   

Il “Cristoforo Colombo” fu varato nel 1928; nel 1949 fu ceduto alla Russia e nel 1963, purtroppo, andò distrutto in un incendio.

La Nave Scuola Amerigo Vespucci” venne messa in Cantiere il 12 Maggio 1930 e varata, in tempo record, il 22 Febbraio del 1931
Il giorno 22 si commemorava la scomparsa di Amerigo Vespucci

Il 2 Luglio partì completamente allestita per il Porto di Genova dove, il 15 Ottobre 1931, ricevette la “Bandiera di Combattimento” amorevolmente offerta dalla Sezione locale dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI). 
Il Drappo originale, nel suo cofanetto, è ancora conservato premurosamente a bordo nell’anticamera della cabina del Comandante.

Il Veliero è un bellissimo “tre alberi”, rispettivamente, m. 48,12, l’Albero di Maestra, m. 42,5, l’Albero di Trinchetto e m. 33,8, l’Albero di Mezzana, poi c’è il “bompresso” (estremo albero prodiero sporgente dalla prua). 
La Nave è lunga 101 m. (compreso il bompresso) e larga 15,56 m., a pieno carico il suo dislocamento è di 4.146 tonnellate con un pescaggio di 7,3 metri.

Le 24 Vele (tra quadre e latine) dell’Amerigo Vespucci hanno una superficie di circa 2.635 mq. e sono fatte di “tela olona” (un tessuto di canapa grezzo, pesante e molto resistente, spesso tra i 2 e i 4 millimetri), per manovrarle ci sono 30 Km. di cime e cavi vegetali
Tale velatura permette alla nave di raggiungere più di 10 nodi.

Nel 1965, il mitico Agostino Straulino (1914 - 2004), Ammiraglio e anche leggendario Velista Olimpionico super premiato, riuscì a far raggiungere all’Amerigo Vespucci, con le sole vele, la velocità record di 14,6 nodi
Straulino è stato Comandante della Nave Scuola dal 21 Novembre 1964 al 28 Ottobre 1965

I 10 nodi di velocità si raggiungono anche con il nuovo apparato motore (4 motori Diesel, due da 12 cilindri e due da 8 cilindri) installato recentemente durante i lavori di PVO (Prolungamento Vita Operativa), effettuati nel Bacino n. 6 dell’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia, tra il 24 Ottobre 2013 e il 23 Aprile 2016.

L’Amerigo Vespucci, normalmente ha un Equipaggio di 14 Ufficiali, 72 Sottufficiali e 190 tra Sottocapi (graduati) e Marinai Comuni, ma quando, nei Mesi estivi, a bordo salgono circa 140 Allievi dell’Accademia Navale di Livorno si superano le 400 persone

Nel 1931, al momento del varo, il motto che fu dato alla Nave era “Per la Patria e Per il Re”, nel 1946 fu modificato in “Saldi nella Furia dei Venti e degli Eventi”, nel 1978, in fine, fu sostituito con l’attuale “Non chi Comincia ma Quel che Persevera”.

Dal 4 Ottobre 2017 il Comandante dell’Amerigo Vespucci è il bravo Capitano di Vascello Roberto Recchia (classe 1969).

Proprio a bordo di questo fantastico Veliero, mentre era all’ancora al Molo della Capitaneria di Porto di Livorno, si è svolta, Sabato 22 Settembre 2018, dalle ore 18:00 in poi, una Serata di Beneficenza per l’AssociazioneInsieme per la VitaOnlus di Livorno
Incontro, a cadenza annuale, entrato nella tradizione, che si svolge da molti anni.

L’AssociazioneInsieme per la Vita”, nata nel 1985, è stata Fondata dal Prof. Luciano Vizzoni (storico Pediatra dei Livornesi, scomparso nel 2014) e da un gruppo di genitori che purtroppo avevano perduto i propri bambini a causa di una terribile malattia: la leucemia.
Gli scopi dell’Associazione si compendiano in una importante attività assistenziale e in una più strettamente scientifica.

Ma veniamo alla Serata.

Dopo essere saliti a bordo, accolti dal gentilissimo Comandante il Capitano di Vascello Roberto Recchia in persona, è iniziato l’Evento con il benvenuto del Comandante e con la relazione annuale del Presidente dell’AssociazioneInsieme per la VitaDr. Ettore Simoncini
Sono seguiti i ringraziamenti fatti dal Segretario della Onlus, Sig. Gianfranco Grossi, e, tra gli applausi delle numerosissime persone presenti, lo scambio delle “targhe ricordo” e dei “crest”.

Poi tutti sull’attenti per l’emozionanteCerimonia dell’Ammaina Bandiera”, che si svolge ogni sera all’ora del tramonto.

Successivamente, nella parte centrale del ponte dell’Amerigo Vespucci, è stato servito un ricchissimo Buffet
Tutta la parte enogastronomica è stata organizzata da un ottimo CateringMomenti Conviviali”, della super appassionata, bravissima Chef e Sommelier F.I.S.A.R. Paola Picchi.

Hanno preso parte al gustoso intrattenimento enogastronomico con le loro rispettive delizie:

- La Chef Paola Picchi, in persona, che ha preparato “Le Chicche del Pastificio Valerio Chiesa con un ragù Cacciuccato”;

- Lo Chef Mirko Rossi patron del RistoranteIl Doretto” di Cecina (LI) che ha servito gli “Straccetti di Manzo con vellutata di patate”;

- Jonny Di Marco, aiutato da Simon Moreno, della “Macelleria DM” di Cecina ha portato la Porchetta (preparata da loro secondo un’antica ricetta), di maiale Grigio dell’Amiata brado, cotta a bassa temperatura;

- Il Caseificio e Azienda Agricola Giuseppe e Mario Tanda di Monterotondo Marittimo (GR) con i suoi Pecorini Tipici;

- L’Azienda Crismi, di Reggio Emilia, distributrice di prodotti conservati del “Pescato Portoghese”: 
i crostini assortiti con filetti di tonno, sgombro e sardine;

- “La Chef Paola Picchi con le sue frivolezze”: 
Crostate ai Frutti di bosco e Crema e ciliege, Dolce della Nonna.

Il cibo è stato accompagnato da moltissime interessanti bottiglie di Vino fornite dalla seguenti Aziende: 

I Vini sono stati professionalmente servita dai bravi Sommelier F.I.S.A.R. della Delegazione di Livorno
Giovanni Raimondi, Silvia Taccola, Daniela Dinice, Silvia Frangioni.

Visto il Porto in cui si è svolta la serata, per chiudere, non poteva mancare il mitico “Ponce alla Livornese” preparato dall’AziendaVittori”.

Una serata semplicemente e assolutamente splendida e di successo, a bordo della Nave più bella del Mondo, l’Amerigo Vespucci, che ha visto tutto l’Equipaggio, insieme a tanti grandi professionisti e a un nutrito pubblico, impegnarsi nella lodevole serata di beneficenza dell’AssociazioneInsieme per la VitaOnlus di Livorno e non solo.




Ettore Simoncini, Roberto Recchia, Gianfranco Grossi

La Targa Ricordo al Comandante Roberto Recchia

Il Pubblico

"Atmosfera Accogliente"

Il Buffet a Destra

Il Buffet a Sinistra

Valerio Chiesa

Lo Chef Mirko Rossi

Jonny Di Marco e Simon Moreno

Mario Tanda

I Sommelier F.I.S.A.R.

Giorgio Dracopulos e la Chef Paola Picchi

La Nave Illuminata con i Colori Nazionali