martedì 11 dicembre 2018

AL MUSEO “PIAGGIO” DI PONTEDERA (PI) LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO DEL GRANDE PAOLO CIOLLI: “PISA DA GUSTARE”.




La nostra Storia inizia con una citazione dall’Archivio dell’Ordine dei Notai di Genova
Il giorno 5 Settembre 1882, nell’austero Studio Notarile di Antonio Mantero, il Cavaliere Enrico Piaggio del fu Giovanbattista, proprietario e negoziante, nato a Quinto al Mare (Quartiere residenziale di Genova) e domiciliato in Genova, acquista dai Fratelli Fiore e Giambattista Valle di Genova, oltreché dalla loro Madre Nicoletta Battaliard, un terreno ortivo di 4.800 mq. al prezzo di 25.000 lire, situato a Sestri Ponente, in località denominata Della Persa”.

Enrico Piaggio sul terreno che aveva acquistato aprì una Segheria.

Con questo atto è iniziata una lunga Storia d’Impresa, giunta fino ai nostri giorni, che, nel giro di pochi anni ha acquisito una notevole rilevanza nella vita socio economica d’Italia.

Nell’Ottobre del 1884 il figlio di Enrico, Rinaldo Piaggio (18641938), appena ventenne, rilevò l’attività paterna e costituì la “Società Rinaldo Piaggio” dedicandosi alla produzione di arredamenti navali. 
Fu un successo immediato e solo tre anni dopo, grazie all’espansione avuta, Rinaldo trasformò l’Impresa in “Piaggio & C.”. 
Passarono gli anni e l’Azienda crebbe dedicandosi anche alla costruzione di carrozze merci e passeggeri per le Ferrovie Italiane.

Una nuova grande svolta per la Piaggio avvenne con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (19141918). 
Grazie alla grande richiesta del mercato l’Azienda si dedicò alla costruzione di proiettili, a quella dei mitici Mas (Motoscafo Armato Silurante) e anche alle costruzioni aeronautiche.  

Negli anni che seguirono, durante il Periodo Fascista, la Piaggio e le altre Società a lei legate costruirono di tutto di più: 
il Treno Reale, i primi innovativi elettrodomestici, gli aerei da caccia e da bombardamento, autocarri, autobus, rimorchi, teleferiche, funicolari, infissi in alluminio fino ad attivare anche la prima compagnia per il trasporto aereo dei passeggeri, la SANA (Società Anonima Navigazione Area).

Nel 1924 venne acquisito, tra gli altri, anche uno stabilimento a Pontedera in Provincia di Pisa, la CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali) che avrà molta importanza per la nostra Storia negli anni successivi.

Nel 1938, con la morte di Rinaldo Piaggio, i Figli si divisero le responsabilità ad Armando gli stabilimenti Liguri e a Enrico quelli Toscani.

Nel 1944 nello Stabilimento di Biella (dove erano stati trasferiti i macchinari di Pontedera per salvarli dai bombardamenti degli Angloamericani) nacque, sotto la supervisione dell’Ingegnere Renzo Spolti, un veicolo a due ruote denominato “Piaggio Paperino” o “Mp 5 Paperino”. 
Un mezzo rivoluzionario per l’epoca, con scocca autoportante, ampio scudo frontale, pedane poggia piedi con tappetini in gomma, ruote di piccolo diametro e con comandi ridotti all’essenziale, solo freno e acceleratore.

Il “Paperino” non entrò mai in produzione, ma nel 1946, dopo la fine della Guerra, negli Stabilimenti di Pontedera, prontamente ricostruiti, il 23 Aprile venne brevettata dall’Ingegnere Corradino D’Ascanio e il 29 Marzo presentata ufficialmente la “Vespa”.

La “Vespa” diventerà negli anni un vero e proprio “mito” venduto a oggi, in tutto il Mondo nelle moltissime versioni, in più di 16 milioni di unità.

Nel 1994 è nata la Fondazione Piaggio che in quanto “Onlus” (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale) si occupa di esaltare il binomio tra impresa e cultura.
Nell’anno 2000 è stato inaugurato il Museo Piaggio, gestito dalla Fondazione, ubicato in una delle parti più antiche e affascinanti del complesso industriale Piaggio di Pontedera

Il Museo, rinnovato e ampliato nell’Aprile 2018, si estende su una superfice di 5.000 metri quadrati per le esposizioni fisse e 340 mq. per quelle temporanee. 
Si possono ammirare  esposti 250 pezzi, di cui moltissimi unici, non solo di vespe e motociclette, ma anche rari esemplari della produzione ferroviaria e aeronautica: 
è il più grande Museo Motociclistico d’Italia.

Il Museo conserva anche il monumentale Archivio Storico Piaggio a partire dagli inizi tardo-ottocenteschi.

Proprio nell’accogliente e spazioso Auditorium del Museo Piaggio, Sabato 17 Novembre 2018, è stato presentato, freschissimo di stampa, il nuovo Libro di Paolo Ciolli
Pisa da gustare”.

Paolo Ciolli è nato al numero civico 161, “al primo piano”, di Borgo San Jacopo, una delle strade più tipiche di Livorno, la bella Città di mare Toscana, in una fredda giornata di Febbraio che portava la data del 14, nell’anno 1949
E’ importante sottolineare “al primo piano”, perché sotto casa c’era la “Pasticceria Gnesi”,  aperta da un solo anno, il 29 Febbraio 1948, da Renzo Gnesi, e quegli straordinari aromi, che si propagavano nell’aria, sono subito penetrati, lasciando il segno, nel respiro dell’appena nato Paolo.
Fin da piccolo si è subito appassionato alla cucina seguendo le preparazioni della sua mamma Anna Maria, della nonna Giuseppina e della zia Amelia.  

A 20 anni, molto giovane, ha iniziato a insegnare educazione fisica alle superiori, l’ha fatto per 30 anni in varie scuole, per 12 anni ha insegnato anche alla super prestigiosa “Accademia Navale di Livorno”; è stato attore recitando in un film, “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nei panni di un cardinale.

La passione per la Cucina è cresciuta col passare degli anni fino a portarlo a diventare un vero e proprio “chef” con la partecipazione anche a diversi concorsi gastronomici come il programma televisivo di Rai 1, “La Prova del Cuoco”, condotto da Antonella Clerici, dove ha vinto con i suoi “Tortelloni al tramonto con zabaione al parmigiano”.

Sempre grazie alla sua grande passione culinaria è diventato anche scrittore pubblicando, dal 2006, libri di successo come “Habemus Pappam” (parafrasando il titolo del film di Moretti), “Il Miracolo della Farina di Ceci - Storie, Luoghi, Personaggi”, “I Pesci della Terrazza”, “La Cicciaccia”, “La Pasticceria a Livorno”, “Il Cacciucco” (Libro uscito anche in lingua Inglese), “Teste e lische caro Napoleone…”, “Livorno la ghiotta - La città e le sue ricette”.

Paolo ha anche, dall’Ottobre 2010, il suo Blog gastronomicoPaolo Ciolli Chef”.
Paolo Ciolli ha condotto anche una simpatica e istruttiva serie di trasmissioni di Cucina su “Granducato TV” che si chiamava “Tutti Chef”.

Il LibroPisa da gustare”, pubblicato da Tagete Edizioni di Pontedera (PI) di Michele Quirici e Valentina Filidei, si presenta molto bene in formato 29,5 x 27,5 cm., con le sue 300 pagine e la bella Copertina, in cartoncino con bandelle, magnificamente illustrata, come del resto tutto il Libro, da un grande ArtistaRenzo Galardini.

Dopo le Introduzioni del Sindaco di Pisa Michele Conti, del Curatore del Libro Nicola Micieli e dell’Autore Paolo Ciolli, seguono otre 250 dettagliate Ricette insieme a storia, commenti e molto altro
Alla fine alcune Note sull’Autore e l’Indice.

Ma torniamo alla presentazione del Libro.

Nel contesto di una giornata dedicata alle “Eccellenze Enogastronomiche del Territorio – Degustazioni, Vendite e Incontri sul Tema del Cibo” che ha visto al Museo Piaggio, a partire dalle 10 del mattino di Sabato 17 Novembre, la presenza di numerose Ditte produttrici, si è svolta nel pomeriggio la Presentazione del Libro in questione.

La Presentazione ha avuto luogo con la conduzione del sottoscritto, Giorgio Dracopulos in qualità di Critico Enogastronomico, e ha visto susseguirsi gli interventi dell’Autore Paolo Ciolli, del Presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola, del Presidente della Strada del Vino Colline Pisane Andrea Acciai, del Curatore del Libro Nicola Miceli, dell’Illustratore Renzo Galardini e di Michele Quirici l’Editore.

Alla fine Paolo Ciolli, in un divertente Show Cooking, ha preparato e ha fatto degustare al numeroso pubblico presente “Il Bordatino alla Pisana” anche in una specialissima versione arricchita dal prezioso “Tartufo Bianco di San Miniato”.
Poi, mentre venivano distribuite una serie di dolci delizie preparate sempre da Paolo Ciolli, l’autore si è dedicato alle relazioni con il pubblico e alle numerose dediche, sui libri venduti, che gli sono state richieste.
Per concludere c’è stato un brindisi finale e un buffet offerto dalla Fondazione Piaggio.

Nel ricco contesto del Museo Piaggio di Pontedera (PI), in un ambiente accogliente e pieno di fascino, la Presentazione del nuovo bellissimo LibroPisa da gustare” del grande Paolo Ciolli è stata certamente un successo.



L'Ingresso del Museo Piaggio (Foto Bartolotti)

1944 - Il Piaggio Paperino

1946 - La Prima Vespa

Una Vista della Nuova Ala del Museo Piaggio

Museo e Dintorni del 17 Novembre 2018

Museo e Dintorni - Le Ditte Partecipanti

Il Programma

L'Auditorium

Tagete Edizioni - Michele Quirici e Valentina Filidei

La Presentazione del Libro

Lo Show Cooking (Foto Bartolotti)

Bordatino alla Pisana con Tartufo Bianco

Dolci Delizie

mercoledì 5 dicembre 2018

AL RISTORANTE ENOTECA “DEL DUCA” DI VOLTERRA (PI): SPECIALE ACCOGLIENZA E SUPER GUSTOSA CUCINA.




Città di Vento e di Macigno”, con questa perfetta, breve, straordinaria e coinvolgente definizione, il “Vate”, il Sommo Poeta Gabriele D’Annunzio (18631938), si riferiva alla Toscanissima Volterra nel suo Romanzo intitolato “Forse che si forse che no”.
La Toscana è quella magnifica Regione dell’Italia Centrale, ricca di tutto il possibile e l’immaginabile, che tutto il Mondo ci invidia.

Volterra, più precisamente, è ubicata a 531 m. s.l.m., in Provincia di Pisa, su una panoramica collina.
Sul versante Sud-occidentale della Collina dove si adagia la Cittadina, c’è un particolare aspetto  peculiare di questo territorio: le Balze.

Le “Balze di Volterra” sono un “geotopo” (una parte del paesaggio con struttura e caratteri relativamente uniformi) determinato dalla struttura geomorfologica di quest’area che è interessata, da secoli, da frane e diffusissime forme di erosione. 
Qui il Terreno argilloso con l’effetto della pioggia, e non solo, si trasforma. 
Il risultato visivo, frutto della “mano artistica di Madre Natura”, è decisamente spettacolare e di grande fascino.

Volterra, una delle più antiche Città d’Italia, è straordinariamente avvincente e accogliente.
Il primo nucleo urbano risale addirittura all’VIII Secolo a. C. e attraverso poco meno di 3000 anni è giunta a noi con un’abbondanza di storia e di monumenti: 
Duomo, Conventi, Pievi, Chiese, Oratori, Teatri, Palazzi, Cinta Muraria con le sue Porte e la possente Fortezza Medicea.

Proprio in pieno Centro Storico, a pochi passi da Piazza dei Priori il cuore della Città, al piano terra di uno di questi antichissimi, bellissimi e preziosi Palazzi, risalente in parte al XII Secolo e in parte al XVI Secolo, c’è il Ristorante EnotecaDel Duca” di Genuino Del Duca e della sua Famiglia.

Il Ristorante è frutto di un’impegnativa ristrutturazione, infatti precedentemente il fondo ospitava nel 1500 una stalla per cavalli e in anni più recenti una vecchia officina per le riparazioni auto. 
Oggi il Locale è estremamente accogliente con la sua Sala dalle antiche volte, la Grotta che accoglie la Cantina e sul retro il suggestivo dehor racchiuso dal verde dell’antica cava di pietra.

La Storia di questa bella Famiglia inizia (per noi) nel 1953, con la nascita di Genuino Del Duca a Basciano, un piccolo Comune arroccato della Provincia di Teramo, nella Regione Abruzzo.
Genuino è un ragazzo vivace, molto attivo e intelligente, che, appena possibile, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri
Nel 1971 venne stanziato in Toscana.

Nel Luglio del 1978 ha conosciuto e si è innamorato di una bella ragazza, Ivana Delli Compagni (classe 1961), anche lei nata in un piccolo Centro della Provincia di Teramo: Cermignano. Nell’Aprile del 1979 sono convolati a nozze e anche Ivana si è trasferita in Toscana
Dalla loro unione sono nati i loro due Figli: Riccardo e Claudia.

Riccardo Del Duca (classe 1981) è nato a Volterra nel Vecchio Ospedale oggi non più attivo; 
fin da giovanissimo ha aiutato i suoi genitori nelle attività di Famiglia, nel 2005 si è laureato, all’Università di Pisa, in Ingegneria Aerospaziale, e oggi vive e lavora in Lombardia.

Claudia Del Duca è nata anche lei a Volterra, il 12 Maggio 1986, è sempre stata coinvolta nelle attività di Famiglia
Ha frequentato l’Università di Pisa prendendo una Laurea Triennale alla Facoltà di Lingue, successivamente, a Genova, si è specializzata in Comunicazione Internazionale.

Genuino ha una grande passione per la terra e i prodotti di qualità; 
Ivana da brava casalinga è sempre stata un’ottima cuoca e la loro Casa, in cui adoravano ospitare, è sempre stata aperta per parenti e amici, un vero e proprio “porto di mare”.

Nel 1991, quando Genuino Del Duca raggiunse la pensione e lasciò l’Arma dei  Carabinieri, seguendo proprio questo desiderio di ospitalità, rilevò, con sua moglie, l’Albergo RistoranteIl Vecchio Mulino” a Saline di Volterra (PI). 
Il Locale era ed è ubicato sulla principale strada a scorrimento turistico: la “Via Volterrana”. 
Genuino in Sala e Ivana in Cucina, l’accoglienza e la qualità determinarono da subito un grande successo.

Dopo una decina di anni, Genuino, che ha studiato sempre “dal vivo” la Cucina, è stato in grado, grazie anche al  talento naturale, di affrontare, con tutta la Famiglia, una nuova sfida.
Nel 2001, ha lasciato la prima attività, e ha aperto, in pieno Centro di Volterra, il Ristorante EnotecaDel Duca”.

Genuino e Ivana in Cucina e i loro figli, quando erano liberi dagli studi, in Sala
In pochissimo tempo le più importanti Guide del settore indicarono il “Ristorante Enoteca Del Duca” come una colonna portante nell’ambito della Ristorazione Pisana e Toscana.

Intanto, Genuino, che è sempre stato un amante anche del buon Vino, è diventato Sommelier sia A.I.S. sia  F.I.S.A.R., e ha iniziato a maturare un’altra idea, che attuerà nel giro di soli due anni, comprando, nel 2003, proprio in zona “balze”, a poco più di quattro chilometri da Volterra in direzione di Terricciola, in Località San Cipriano, il “Podere Marcampo”.

Oggi l’AgriturismoPodere Marcampo” è segnalato positivamente nelle principali Guide specializzate. 
Oltre a ciò, subito dopo il primo imbottigliamento, avvenuto nel 2009, del loro primo Vino il “Giusto alle Balze 2007”, sono arrivati immediatamente anche i primi importanti riconoscimenti, nazionali e internazionali, come la “Medaglia d’Argento” al ConcorsoMondial du Merlot”, tenutosi a Lugano in Svizzera nel Novembre 2009.

La conduzione del Podere oggi è affidata a Claudia Del Duca, bella e giovane donna, intelligente, volenterosa e molto preparata, nel 2014 è diventata Sommelier A.I.S., la sua esperienza è nata prima di tutto sul campo, nelle attività dei suoi genitori che sono state meta di un Turismo Internazionale, come si evince dalle parole stesse di Claudia
non sono andata in giro per il Mondo…… ma il Mondo è venuto da me”.

Claudia Del Duca è anche Vicepresidente dell’Associazione Vignaioli Volterra e Responsabile della ricca Cantina, con più di 500 etichette, del loro Ristorante.

Ma torniamo a parlare del Ristorante EnotecaDel Duca” dove dal Marzo 2018 è arrivato un giovane ed esperto Chef
Alessandro Calabrese.

Alessandro è nato, il Primo giorno del Mese di Novembre del 1991, nell’antico e fascinoso Comune di Nicosia (adagiato sui declivi di 4 rupi) in Provincia di Enna, nella Mitica Terra di Sicilia
La sua è una Famiglia di Allevatori e Agricoltori, pertanto Alessandro ha trascorso la sua infanzia a contatto con una magnifica natura e ha imparato a riconoscere la grande qualità delle varie produzioni.

La passione per la cucina è arrivata subito. 
Da molto piccolo Alessandro ammirava e seguiva la Nonna Materna, Marietta, che fin dalle prime ore del mattino iniziava con amore a preparare quei cibi che riempivano la Casa di indimenticabili profumi.
Ecco che all’età di 13/14 anni è giunta la decisione: 
voglio fare il Cuoco
Per seguire questa volontà ha frequentato, diplomandosi nel 2010, l’Alberghiero (Istituto Professionale Statale Federico II) di Enna.

Già dal 2008, mentre studiava, Alessandro ha iniziato anche ha fare le prime esperienze con grandi   Chef della Tradizione Culinaria Siciliana come Carmelo Giunta e Nino Statella
ambedue lavoravano al Ristorante del “Federico II Palace Hotel” (4 Stelle) di Enna.

Successivamente Alessandro Calabrese si è impegnato per una stagione in un conosciuto Ristorante dell’Emilia-Romagna, poi ha fatto un’altra importantissima esperienza con lo Chef Sergio Cantatore (purtroppo scomparso recentemente) al “Diamant Spa Resort” (Hotel 4 Stelle) in Val Gardena, sulle Dolomiti in Alto Adige
Sergio Cantatore ha “scolpito” nel cuore di Alessandro la seguente frase: 
Tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto bene”.

Dopo tale esperienza Alessandro è arrivato a lavorare in Toscana, poi fuori d’Italia, nella lussuosa e turistica Località Alpina di Saint Moritz, in Svizzera.
Nel 2015 Alessandro Calabrese è giunto al mitico RistoranteArnolfo” (Due Stelle Michelin) di Colle di Val d’Elsa (SI), rimanendo a fianco del grandissimo Chef Gaetano Trovato fino al Gennaio 2017.

Poi sono seguite altre esperienze fino al Mese di Marzo 2018 quando, come ho già detto, è entrato al Ristorante EnotecaDel Duca”.

Eccoci quindi arrivati alla degustazione che è stata accompagnata da un loro ottimo Vino scelto da Claudia Del Duca, è stata aperta una delle pochissime “Jeroboam” (tre litri) realizzate:

- “Severus 2015”, Toscana Rossa I.G.T., 100% Sangiovese, 13% Vol., una piccola e curatissima produzione fatta, ovviamente, al “Podere Marcampo”.   

In tavola il fragrante Pane (prodotto con lievito madre e farina integrale), la saporita Schiacciata con i semi di finocchietto, il morbido Pan brioche con i fiori di sambuco, i croccanti e saporiti Grissini alle acciughe Spagnole del Mar Cantabrico
tutto fatto in Casa.

Sono state servite le seguenti portate:

- Battuta al coltello di manzo selezionato (carne abbattuta per la totale sicurezza del Cliente) della Macelleria Francini di Sambuca Val di Pesa, Firenze, vegetali croccanti e “quenelle” di gelato al Pecorino delle Balze Volterrane della FattoriaLischeto”;

- Tagliolino fatto in Casa con Tartufo Bianco di Volterra fornito dall’ Associazione Tartufai dell’Alta Val di Cecina - Volterragusto;

- Triglia, fornita dalla PescheriaIl Peschereccio” di Volterra, in carrozza alla Livornese, aglio nero e verza affumicata;

- Scamerita di maiale in crosta di taralli, Vin Santo e zucca;

- Tortino di ricotta, prodotta dalla FattoriaLischeto”, al Tartufo Bianco di Volterra fornito         dall’Associazione Tartufai dell’Alta Val di Cecina - Volterragusto;  

- Cantuccini della Casa, fatti personalmente dalla signora Ivana.

Tutto molto buono e ben presentato. 
Molto curata la scelta delle materie prime.
Le ottime preparazioni del bravo Chef Alessandro Calabrese si possono definire 
Tradizionali in chiave contemporanea”.

Bravo anche il giovanissimo (21 anni) Sous-chef Davide Di Meglio, di origine Campana, anche lui un “Isolano”, è dell’Isola d’Ischia.

Sono rimasto molto soddisfatto della mia visita al Ristorante EnotecaDel Duca” di Volterra (PI) dove ho trovato la speciale accoglienza di Genuino, Ivana e Claudia Del Duca e la super gustosa Cucina di Alessandro Calabrese.




Giorgio Dracopulos e Claudia Del Duca

Battuta al Coltello di Manzo......

Tagliolino al Tartufo Bianco......

Triglia in Carrozza......

Scamerita di Maiale......

Giorgio Dracopulos e lo Chef Alessandro Calabrese

Davide Di Meglio

Ivana Delli Compagni

Genuino Del Duca e Giorgio Dracopulos

mercoledì 28 novembre 2018

“ACQUACOTTA – PER FAME E PER AMORE” IL COINVOLGENTE E DIVERTENTE LIBRO DI DANIELE FANTINI.




La cosiddetta “Cucina Povera” è quell’insieme di “ricette” che, sparse su tutto il Territorio Italiano,  nascono attraverso i Secoli e giungono fino a noi grazie alla fantasia e all’ingegno delle Genti più povere, quelle che dovevano quotidianamente sopravvivere praticamente con “quasi nulla”.

Le “Ricette Povere” erano preparate con quel che c’era in Casa, e di solito non rimaneva molto.

La preparazione più povera di tutte, e oggi non più realizzata, frutto della più assoluta disperazione, era la “minestra coi sassi”, ricetta al centro di novelle e novelline che si perdono nel tempo: 
acqua calda con dentro alcuni sassi (meglio se raccolti in Mare) per cercare di dare un leggero sapore all’acqua stessa.

Un’altra preparazione minimale caratteristica e tipica della Maremma Grossetana è una Zuppa di Verdure denominata “Acquacotta”. 
Una Ricetta senza una precisa definizione dato che si prepara in stagioni diverse e con prodotti dalla più varia reperibilità. 
Ma una base certa c’era e c’è: acqua, sale, sedano, cipolla, olio extravergine di oliva e pane sciocco (Toscano). 
A tutto ciò si può aggiungere molto altro seguendo le varie versioni.  

Ma sulla parola “Povera” vorrei chiarire che nella “Storia della Cucina Mondiale” sono state proprio le Classi più disagiate che, per Secoli, hanno insegnato ai “Ricchi” a mangiare attraverso il loro lavoro in Cucina e fornendo, agli stessi, le loro produzioni agricole e non solo.

Oggi queste preparazioni (non più povere) per la loro semplicità, ma anche in molti casi per la loro bontà, rientrano nel nostro patrimonio Culturale Gastronomico.
Ricette nate sia in Territori opulenti (dove però non sono mai mancati i più bisognosi) sia in Territori molto difficili per le specifiche prerogative morfologiche e climatiche.
Nei Secoli passati una di queste Zone particolarmente ardue per viverci è stata la Maremma.

La Maremma è una vasta Regione Geografica compresa tra la Toscana (in prevalenza) e il Lazio, che si estende per circa 5.000 chilometri quadrati, affacciata sul Mar Tirreno.
Da Nord a Sud la Maremma si divide in tre zone: 
l’Alta Maremma (o Antica Maremma Pisana, oggi divisa tra le Province di Pisa e Livorno), la Maremma Grossetana (quella più famosa, che s’identifica spesso con il termine stesso di “Maremma”) e la Maremma Meridionale (o Laziale).

In origine questo era un vasto Territorio, spesso basso ed estremamente paludoso, invivibile anche per la facilità con cui si prendeva la malaria. 
Tale è rimasto fino alle Bonifiche iniziate nel 1780 e terminate, in grandissima parte, nel 1940.

Oggi invece la Maremma è un bellissimo, curato e accogliente Territorio, ricco di cultura e fascino, dove, grazie anche alle grandi zone protette, come il “Parco Naturale della Maremma” e la “Zona Archeologica dei Vulci”, si sono mantenute pressoché intatte tutte le positività dell’ambiente, della flora e della fauna. 

Anche se è uscito da poco più di un anno, solo oggi mi è capitato di leggere un Libro, intitolato  “Acquacotta – per fame e per amore – Gusto e Tradizione di Maremma” e scritto da Daniele Fantini, che riunisce proprio i due elementi da me descritti fino a ora.

Daniele Fantini, detto “il Fanta”, è nato, il 4 Luglio 1952, nella Borgata di San Guglielmo, un piccolo Rione della Frazione di Bagno di Gavorrano, nel Territorio del Comune di Gavorrano in Provincia di Grosseto.

La Borgata di San Guglielmo  era sorta insieme ad altre, nel Sud della Frazione di Bagno di Gavorrano, agli inizi del XIX Secolo, dopo che nel 1898 fu scoperto in zona un importante giacimento di “pirite” (detta anche “l’oro degli stolti” per la sua somiglianza con l’oro) con il conseguente fortissimo incremento lavorativo nella miniera stessa.

I Genitori di Daniele Fantini, Aldo e Francesca, erano originari della Romagna, e si trasferirono in Maremma proprio per lavorare alla miniera. 
Dopo l’infanzia trascorsa a contatto con una splendida natura, da ragazzo Daniele, ha fatto varie esperienze lavorative fino agli anni Novanta quando prese la decisione di dedicarsi completamente alla Cucina, da sempre la sua grande passione.  

Ecco che Daniele Fantini aprì, in un’altra piccolissima Frazione di Gavorrano denominata Ravi, insieme alla Moglie Stefania e ai Figli Marco e Nicola, l’Osteria il “Passo Carraio” che in breve tempo diventò un punto di riferimento della buona Cucina Tradizionale Maremmana

Successivamente la loro attività fu trasferita nel Paese di Gavorrano dove prese il nuovo nome di RistoranteIl Fanta”.

Dopo alcuni anni il RistoranteIl Fanta” si è nuovamente trasferito nella Sede, quella attuale, non lontano da Bagno di Gavorrano, dove, dall’alto di una dolce collina gode del magnifico panorama sul Golfo di Follonica (GR) e sulla campagna circostante.

Ma torniamo al LibroAcquacotta – per fame e per amore – Gusto e Tradizione di Maremma” edito dalla “C&P Adver Edizioni Effegi” di Arcidosso (GR) nella CollanaTavole Imbandite”.
Hanno collaborato alla realizzazione Riccardo Conforti (Art Director), Martina Purificato (Grafica) e Cinzia Bardelli per l’Immagine di Copertina.

Il Libro è uscito nell’Estate 2017 in formato 21x15 cm. con 102 pagine
Dopo il Sommario troviamo la Prefazione di Mario Papalini, Archeologo, Storico dell’Arte e Responsabile della Produzione della Casa Editrice Effegi, segue l’Introduzione del Giornalista Silvano Polvani.

Poi una breve Presentazione di Daniele Fantini stesso dove spiccano le seguenti parole: 
Non si tratta di un Libro di ricette, tantomeno di un tratto di storia, ma troverete ugualmente ricette, storia, metodi con in più pezzi di filosofia di un Popolo, racconti, storie di vita vissuta e tanto sentimento……………….”.

Di seguito i 21 avvincenti Capitoli corredati da simpatici disegni.

Che dire di più di questo LibroAcquacotta – per fame e per amore – Gusto e Tradizione di Maremma”, scritto con grandissima passione da Daniele Fantini, sennoché “Il Fanta” è riuscito a coinvolgermi totalmente con il suo scritto che l’ho letto “tutto d’un fiato”.



Daniele Fantini e Giorgio Dracopulos

Il Libro

venerdì 23 novembre 2018

OSTERIA “PASTA & VINO” A CASCINA (PI): CALDA ACCOGLIENZA E OTTIMA CUCINA.




Cascina in Provincia di Pisa, oggi è un Comune di circa 45.000 abitanti
Con le sue numerose Frazioni si estende seguendo la riva sinistra del Fiume Arno e lungo quella fondamentale arteria denominata Strada Statale 67 (Tosco-Romagnola) che unisce, attraverso i suoi 232 Km., Pisa a Marina di Ravenna.

La Storia di Cascina nasce in Epoca Romana, fa fede anche l’antica Strada Romana che la univa a Pisa
ma il primo documento in cui viene chiaramente menzionata (che tratta di una cessione di un edificio alla “Chiesa di Santa Maria di Cassina”) risale al 750.   

Nel Medioevo Cascina si scontrò in cruente Battaglie con i Lucchesi e i Fiorentini
Proprio a Cascina nella Frazione di San Savino, fu combattuta, il 29 Luglio del 1364, la Battaglia che vide fronteggiarsi  Pisani e Fiorentini
I Fiorentini, guidati dal Condottiero Galeotto I Malatesta (13001385), forti di 11.000 Fanti e 4.000 Cavalieri, sconfissero i Pisani, comandati da Giovanni Acuto (che in realtà era Inglese e si chiamava John Hawkwood, 13201394) uccidendone più di 1.000 e catturandone 2.000.

Cascina punto fondamentale di passaggio e strategico tra Firenze e il Porto di Pisa fu dotata di una Cinta Muraria, edificata in pietra e laterizio, tra il XII e il XIII Secolo, rinforzata da Torri Angolari a Pianta Pentagonale
Delle antiche Mura purtroppo, oggi, restano solo alcuni tratti.

Proprio all’interno di una porzione di questi storici tratti, in Via Elio Vagelli al Civico 22, è ubicata l’Osteria Pasta & Vino.
I Titolari dell’Osteria Pasta & Vino sono Virgilio Casentini e sua Moglie Lucia Landi.

Virgilio è nato a Viareggio (LU) il 23 Settembre 1958, il suo Babbo, Italo, faceva il “Pesciaio” e la sua Mamma, Duilia, la Cuoca di professione.
Finite le Scuole dell’Obbligo, Virgilio è entrato a lavorare in un Bar dove ha iniziato a fare anche il Pizzaiolo
Per alcuni anni ha lavorato sempre come pizzaiolo in vari e conosciuti Locali di Marina di Pietrasanta (LU) imparando anche a cucinare grazie all’insegnamento di esperti Chef
Virgilio però aveva e ha un animo artistico e nei momenti liberi si è sempre dilettato a disegnare.
A soli 20 anni si è sposato con la prima Moglie e dal suo matrimonio sono nate due Figlie
Erika e Sonia.

Nel 1990 è entrato come dipendente in un Pastificio, qui ha iniziato a imparare i segreti per fare una “buona pasta”, dopo soli 4 anni Virgilio si è sentito pronto per affrontare un’esperienza tutta sua: 
ha aperto, a Pontasserchio in Provincia di Pisa, il “Pastificio Jolly”.

L’assoluto impegno di Virgilio nel suo lavoro, dove ha perorato innanzi tutto la qualità, ha dato presto i suoi frutti e i migliori Locali delle Costa Toscana, tra Livorno e Massa, hanno iniziato a usare la sua ottima pasta fresca
Un successo il suo che si è consolidato negli anni.

Nel 2001 Virgilio ha conosciuto, la sera del 25 Dicembre, in un Locale da ballo, Lucia Landi
così è nata la loro storia d’amore.

Lucia è nata nel Piccolo Comune di Bagnaria Arsa in Provincia di Udine, e ha proprio le pregevoli caratteristiche delle Genti Friulane: pratica, attiva, instancabile e fiera.

La Mamma di Lucia aveva un’attività di famiglia, un Bar - Ristorante - Merceria a Udine, il suo Babbo era Rappresentante di occhiali, ma fece presto carriera diventando Direttore alla Luxottica Italia
Nel 1969 Lucia e Famiglia si trasferirono a Capezzano Pianore (LU) e Lucia frequentò Ragioneria (oggi Istituto Professionale a Indirizzo Economico Aziendale) prima a Viareggio e poi a Lucca.

Il suo Papà, in seguito, è diventato Direttore e Socio della Luxottica Francia e, nel 1974, Lucia è andata alla Scuola di Ottica a Roma
Una curiosità i suoi, in quel periodo, comprarono una Casa al Mare, a Ostia, che era di Gina Lollobrigida
Lucia successivamente è entrata a lavoro in un’Azienda di Bergamo come Responsabile della formazione dei venditori.

Dopo aver conosciuto Virgilio Casentini, Lucia Landi è stata coinvolta nel Pastificio, inizialmente  seguendo i venditori, poi a tempo pieno nella gestione dell’Azienda.

Passarono gli anni e la conduzione del Pastificio Artigianale di Pontasserchio venne lasciato al Figlio di Lucia, Yoko (in GiapponeseFiglio del Sole”), che allora aveva 33 anni
Nel 2009 Yoko ha trasferito il Pastificio a Pappiana in Locali più spaziosi.

Nello stesso anno, proprio l’8 Giugno 2009 il Maestro Pastaio Virgilio Casentini e Lucia Landi aprirono, a San Giuliano Terme (PI), l’OsteriaPasta & Vino”. 
Era la realizzazione di un loro sogno.

Dopo anni di successi, in cui hanno ospitato personaggi famosi e reso felici moltissimi clienti, nel 2015 l’OsteriaPasta & Vino” si è trasferita “armi e bagagli” a Cascina (PI) nei locali storici e super suggestivi attuali. 
L’inaugurazione, l’8 Giugno 2015, è stata un vero e proprio Evento, una “Grande Festa”.

Nel 2015 anche il Pastificio di Famiglia ha aperto la Sede a Cascina.

L’OsteriaPasta & Vino” ha quest’atmosfera estremamente intrigante, le stanze realizzate in mattoni e pietra erano, in realtà, una vecchia caserma all’interno delle Mura, e dove ora c’è la Sala principale c’era la Scuderia, al di sopra della quale si trovava il dormitorio dei soldati.

Tutta la costruzione risale al 1150, successivamente, nel 1759, è stata completamente ristrutturata trasformando i locali in una Cantina
Oggi troviamo, dopo l’Ingresso, due Sale che accolgono piacevolmente circa 45 ospiti
con la bella stagione si sfrutta anche un piccolo e romantico dehor.
L’arredamento e la mise en place sono curati (si nota il tocco di gusto della Titolare) e seguono lo stile del Locale.

Molte anche le opere d’arte esposte grazie a una stretta collaborazione con la Casa Nannipieri Arte, di Luca Nannipieri e Patrizia Ennas, che ogni mese espone da loro opere di noti artisti.

Il Menu è “raccontato” e ricco con interessanti scelte di Mare e Terra
varia spesso essendo legato alla stagionalità. 
Ovviamente un vero e proprio “fiore all’occhiello” è tutta la “pasta fresca” che proviene dal Pastificio Artigianale di Famiglia.

La Carta dei Vini è molto selezionata, oltre 200 Etichette: dalle Bollicine fino ai Vini Bianchi e Rossi. Lucia Landi, nata in Terra di Vini eccezionali, non poteva che avere, per loro, una grande passione: 
le sue attente scelte risultano azzeccate anche quando suggerisce gli abbinamenti.

Ma veniamo alla degustazione che è stata accompagnata da ottimi Vini consigliati proprio da Lucia Landi:

- “Continuum”, Vino Spumante Rosé Brut, un Assemblaggio tra Merlot e Petit Verdot, 12,5% Vol., un Vino Biologico, prodotto in piccola quantità (4.000 bottiglie) dall’Azienda Agricola Tenuta La Macchia;

- “Isola 2017”, Toscana Bianco I.G.T., 100% Viognier, 12,5% Vol., prodotto in sole 1.327 Bottiglie dalla Fattoria Uccelliera;

- “Maurleo 2015”, Toscana Rosso I.G.T., un Assemblaggio tra 50% di Sangiovese e 50% di Malvasia Nera, 13,5% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola Pietro Beconcini.

In tavola il pane fresco e fragrante della Casa, ai vari sapori, insieme alla deliziosa schiacciata, il tutto appoggiato in un grazioso contenitore in vetro.

Sono state servite le seguenti portate:

- Entrée - Pasta Fresca fritta con falso ketchup;

- Polpo marinato (con indolciti di loro produzione e cavolo affumicato) con frutta secca e noci Pecan (frutta secca simile alle noci), insieme a torretta di patate aromatizzate alla senape e cipolla;

- Tagliolini, di Pasta Fresca della Casa, con tartare di gamberi rosa di Viareggio e gel di Campari;

- Filetto di maiale Italiano porchettato con patate arrosto, cavolfiore e cicoria;

- Pera Williams cotta nella barbabietola rossa fresca;

- Cannolo scomposto con ricotta del Caseificio Busti, frutta candita e cioccolato fondente in gocce;

- Caffè Illy accompagnato da amaretti e panna.

Le Cucina dello Chef Virgilio Casentini è legata non solo alle stagioni ma anche a tutto ciò che di meglio può offrire il Territorio
Molti sono i prodotti Presidi Slow Food, Toscani e non, utilizzati a garanzia della qualità. 
La sua è una Cucina Tradizionale, esperta ed estremamente gustosa, presentata con delicata fantasia.

Virgilio Casentini pone molta attenzione anche alle problematiche alimentari con particolare attenzione al glutine
dal Luglio 2015 è presente sulla Guida dell’Associazione Italiana Celiachia.

Grande l’impegno di Virgilio Casentini nella difesa della “biodiversità alimentare” dimostrata, tra l’altro, dall’essere associato all’Alleanza Slow Food dei Cuochi in Italia.

In tutto questo super impegnativo lavoro, Virgilio Casentini e Lucia Landi, hanno anche trovato il tempo, nel Luglio di quest’anno, per sposarsi.

All’OsteriaPasta & Vino” di Cascina, in Provincia a di Pisa, in un affascinante e storico ambiente, ho trovato la calda e premurosa accoglienza di Lucia Landi e ho potuto degustare l’ottima Cucina del bravo Chef Virgilio Casentini.



L'Ingresso

Una Vista Interna

Una Vista della Sala Principale

Opere d'Arte Esposte

Virgilio Casentini e Lucia Landi

Polpo Marinato......

Tagliolini di Pasta Fresca......

Filetto di Maiale Italiano......

Pera Williams......

Cannolo Scomposto......

Caffè, Amaretti e Panna

Virgilio Casentini e Giorgio Dracopulos