venerdì 26 giugno 2026

IL “PICNIC BRUNCH” DEL “BISTROT STENDHAL CITYLIFE” DI MILANO RENDE L’ESTATE PIÙ DIVERTENTE E GUSTOSA.



In questa calda estate 2026 a Milano, nei fine settimana, torna di moda ilPicnic”.

Si definisce “Picnic” quel tradizionale “Pasto all'Aperto” compiuto in un contesto turistico, sociale e ludico che non abbia esclusivamente un fine alimentare. Caratteristiche fondamentali di un “Picnic” sono il piacere del contatto con la natura e la compagnia delle persone con cui si condivide con semplicità tutto ciò che si è portato.

Il termine InglesePicnic” che deriva dal composto Francesepiquenique” (piquer = spilluzzicare e “nique” = qualcosa di piccolo o poco importante) ha iniziato a diffondersi dalla metà del XVIII Secolo come documentato dall'Oxford English Dictionary che registrò la sua apparizione nella Lingua Inglese nell'anno 1748 come parola usata da Philip Dormer Stanhope IV Conte di Chesterfield (1694 - 1773). Nel 1802 a Londra si formò una vera e propria “Picnic Society” una sorta di Associazione nata per godere la vita mangiando, bevendo e mettendo in scena piccoli spettacoli teatrali amatoriali all’aperto.

Il “Picnic” era il diretto discendente di quelle occasioni che i ricchi e potenti fin dai tempi più antichi mettevano in atto, grazie a un seguito di servitori che imbandivano tavolate all'aria aperta, in occasioni come viaggi e battute di caccia. Dalla metà del 1800 in poi il “Picnic” diventò quella allegra e rilassate occasione per mangiare all’aria aperta immersi nella natura.

Un’immagine quella del “Picnic” diventata sempre più comune, immortalata a partire dal diciottesimo secolo dall'Arte Pittorica come il famoso dipinto del 1863Colazione sull'erba” (Le déjeuner sur l'herbe) del Pittore Parigino Édouard Manet (1832 - 1883) che scandalizzò i benpensanti per la presenza di una giovane donna nuda accanto a due uomini vestiti. Proprio vicino alla giovane si trova il cesto del picnic con lenzuola, tovaglia, cibo e frutta per la scampagnata. Anche l’Arte Cinematografica rese famoso il pranzo al sacco, vedi per esempio i FilmPicnic” del 1955 e “Picnic ad Hanging Rock” del 1975. Per non parlare poi delle infinite citazioni dei “Picnic” nei Libri di ogni genere.

Una speciale occasione il “Picnic” che celebra in tutto il Mondo il contatto con la natura e l’ambiente che ci circonda. Con il “Picnic” si tende a riappropriarsi degli antichi valori legati a uno stile di vita, più felice, rilassante e sano, realizzato insieme agli altri, grandi e piccini.

Negli Stati Uniti dal 22 Maggio 1909 presso l'Università della California-Davis ogni anno si tiene ad Aprile il “Picnic Day” con la partecipazione di decine di migliaia di persone; in Australia già dalla fine del 1800 si festeggia in Agosto il “Picnic Day”.

In Giappone il “Picnic” è chiamato “Hanami”, una parola composta da due kanji (caratteri) 花見 che significano rispettivamente fiori” e guardare”, si celebra da Secoli, fin dal “Periodo Nara” (710 - 794), durante i suggestivi giorni primaverili della fioritura dei Ciliegi, in special modo di quella dei “Ciliegi Yoshino” i più diffusi. I Giapponesi contemplano il meraviglioso spettacolo di milioni di fiori di Ciliegi che sbocciano tutti insieme: nel momento della massima fioritura (mankai) i petali si lasciano trasportare dal vento creando una romantica pioggia rosa che ricopre i prati e i corsi d’acqua. 

In Italia oggi il “Picnic”, ieri la “Scampagnata”, è una attività molto diffusa supportata da riferimenti molto antichi che partono da ciò che hanno scritto gli autori più importanti di Epoca Romana.

Un Evento così piacevole e diffuso nel Mondo come il “Picnic” ha portato alla nascita della “Giornata Internazionale del Picnic” che solitamente cade il 18 Giugno di ogni anno.

Per qualsiasi occasione sia stato organizzato un “Picnic” (amici, familiari, conoscenti o per galanteria) è di per sé un evento bucolico e spartano, per ottenere una buona riuscita ci sono delle regole da rispettate e degli accessori che non possono mancare.

Per prima cosa bisogna scegliere una giornata con il meteo giusto e un posto tranquillo (prati, parchi, boschi, spiagge o lungo fiumi e laghi) possibilmente con una bella vista. Di fondamentale importanza il grandissimo rispetto per la natura: non si deve rovinare nulla, non si devono accendere fuochi, non si deve disturbare animali o persone e si deve lasciare il posto così come lo si è trovato, un “Picnic deve essere a impatto zero”, per questo è fondamentale portare un contenitore da usare come cestino.

Per quanto riguarda gli accessori oltre all’immancabile telo da stendere come base necessitano piatti, bicchieri, posate, tovaglia e tovaglioli, cavatappi e una borsa termica. Estremamente romantici sono i “Cestini di Vimini”, kit pronti che contengono tutto il necessario, oggetti e materiali pensati per essere resistenti, leggeri e sostenibili. Oltre a tutto ciò sia il cibo sia le bevande (che seguono ovviamente le tradizioni culinarie di chi lo prepara) sono imprescindibili per la perfetta riuscita di un “Picnic”. Si prediligono preparazioni semplici da accompagnare con un buon vino o altro.

Il “Picnic” è un modo perfetto per staccare dalla frenetica vita moderna e per trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta immersi nella “bellezza” del posto scelto.

Per questo motivo il “Bistrot Stendhal CityLife” di Milano ha voluto realizzare, per godere di un momento di spensierato relax sull’erba nel cuore verde della città, un “raffinato e ricco cestino di prelibatezze” per il picnic.

CityLife” a Milano è uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana in Europa, realizzato tra il 2015 e il 2021 nell'area dell'ex Fiera. Un Quartiere pedonale all'avanguardia, famoso per il suo skyline contemporaneo, le aree verdi e il design firmato da “archistardi fama mondiale.

I punti focali del Quartiere sono: - Le Tre Torri, iconici grattacieli che ospitano uffici e multinazionali, ribattezzati dai milanesi in base alle loro forme, “Il Dritto” la Torre Allianz, progettata da Arata Isozaki alta 202 metri, “Lo Storto” la Torre Generali progettata da Zaha Hadid alta 170 metri e “Il Curvo” la Torre PwC, progettata da Daniel Libeskind alta 175 metri; - Il Parco CityLife la vasta area verde di oltre 170.000 mq., completamente pedonale e ricca di piste ciclabili e pedonali. Il parco ospita anche ArtLine, un Museo d'arte contemporanea a cielo aperto con installazioni permanenti; - CityLife Shopping District il più grande distretto urbano dedicato agli acquisti in Italia, che include negozi, ristoranti, cinema e servizi, ospitato all'interno di una struttura architettonica futuristica; - Residenze esclusive e complessi abitativi di lusso, caratterizzati da linee sinuose, progettati con massima attenzione alla sostenibilità sempre da Zaha Hadid e Daniel Libeskind.

 Stendhal Group, fondato nel 1988 da Marcello Forti che oggi continua a guidarlo, si occupa di attività di ristorazione diretta e di consulenze per la ristorazione con diversi locali: a Milano Stendhal Brera Restaurant”, a RomaStendhal Trattoria”, in Svizzera a LuganoCasa Stendhal” all’interno del “Collina d’Oro Resort&Spa”. La filosofia del Gruppo si basa sull’equilibrio tra memoria gastronomica e visione futura, nel massimo rispetto della qualità delle materie prime e della condivisione di uno “stare e tavola” di ispirazione Milanese. Il Gruppo è in crescita costante e ha chiuso il 2025 con ricavi pari a diversi milioni di euro.

Il 5 Maggio 2025 in Piazza Tre Torri al civico 25 (al piano primo) è stato inaugurato ufficialmente il Bistrot Stendhal CityLife, un Locale molto accogliente e curato che pur celebrando la Cucina Milanese propone un format che unisce la tradizione all’offerta contemporanea. Al Bistrot si possono degustare piatti simbolo come il “risotto allo zafferano”, “l’ossobuco in gremolada”, “la cotoletta con l’osso” e “mondeghili(tipiche polpette di carne) preparati secondo la tradizione. Gustose ricette storiche preparate con estrema cura e presentate con una moderna eleganza.

Ecco che il “Bistrot Stendhal CityLife” dal Mese di Giugno 2026, ogni Sabato e Domenica dalle 12:00 alle 15:00 diventa il punto focale per acquistare, su prenotazione, il “Pic Nic Brunch di Stendhal” con il quale si può stendere un telo sull’erba lasciandosi alle spalle il rumore della città e condividere del buon cibo all’aria aperta.

Con il “Pic Nic Brunch di Stendhal” non si realizza un semplice pranzo sull’erba a prezzi contenuti, ma si vive un’esperienza curata nei dettagli, che coniuga la spontaneità della vita all’aperto con l’eleganza e la qualità che da sempre contraddistinguono il Marchio Stendhal.

Il “Pic Nic Brunch di Stendhal” si presenta molto bene già dal contenitore, un classico e raffinato cestino in vimini, con all’interno una selezione di proposte gastronomiche pensate per essere condivise e soddisfare ogni gusto grazie a tre differenti percorsi: - “Il Milanese” un omaggio alla tradizione gastronomica della Città. Un cestino che racconta Milano attraverso alcuni dei suoi sapori più iconici: i mondeghili della tradizione, il riso al salto con fonduta e una versione della finger dellam la celebre cotoletta “sbagliata”. Una proposta che guarda alle radici della cucina meneghina con uno spirito contemporaneo e conviviale; - “Il Riviera” porta invece il profumo del mare nel centro della Città. Pensato per chi sogna atmosfere vacanziere, propone un percorso delicato e raffinato con fiore di zucca croccante, gamberi in salsa rosa e mini tartare di salmone. Un invito a concedersi un assaggio d’estate restando immersi nel verde di CityLife; - “Il Vegetariano” celebra la freschezza e la leggerezza della stagione. Una proposta colorata e ricca di sapore che abbina una burratina cremosa con pomodori canditi e basilico a una versione 100% vegetale della Caesar Salad firmata Stendhal.

Tutti i cestini sono completati da pane, biscotti artigianali e acqua, per un’esperienza semplice e completa.

Il “Pic Nic Brunch di Stendhal Bistrot” a CityLife nasce come un invito a ritagliarsi del tempo per sé, per gli amici, per la famiglia, per riscoprire il valore di un pranzo senza fretta e il contatto con la natura, godendosi quei piccoli piaceri che rendono speciale una giornata, trasformando il pranzo del fine settimana in un momento di relax e gusto.

Tutto ciò che è stato fin qui raccontato rispecchia alla perfezione il motto, in dialetto Milanese, che accompagna l’iniziativa delPic Nic Brunch di Stendhal Bistrota CityLife: “Un bôn boccôn in sul praa, e te set a pòst col mond” (Un buon boccone sul prato, e sei a posto col mondo).

https://stendhalrestaurants.it/it/bistrot-stendhal-citylife/


"Picnic Brunch": Piccoli Piaceri per una Giornata Speciale (Foto BS) 

"Bistrot Stendhal CityLife": Picnic Brunch Estate 2026 (Foto BS)

"Picnic Brunch": Gustose Proposte Gastronomiche (Foto BS)

"Picnic Brunch": Il Raffinato Cestino in Vimini


 

sabato 20 giugno 2026

RISTORANTE “SOLE LUNA” A MARINA DI CASTAGNETO CARDUCCI (LI): L’IMPERDIBILE MACELLERIA DI MARE.



Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci (1835 - 1907) è stato un famoso Poeta oltreché Scrittore, Critico Letterario e Senatore, il primo Italiano a vincere ilPremio Nobel per la Letteratura” nel 1906. Nato a Valdicastello, una Frazione del Comune di Pietrasanta (LU), oggi Valdicastello Carducci, è ricordato come il "Poeta Vate" dell'Italia post-unitaria, famoso per l'impegno civile, l'amore per i classici e la polemica contro il Romanticismo.

Suo Padre Michele Carducci (1808 - 1858), studente alla Facoltà di Medicina a Pisa, figlio di Giuseppe, un leopoldino conservatore, e di Lucia Galleni, era uomo dalle forti passioni politiche e di tempra irascibile. Da giovane fu un cospiratore, rivoluzionario e mazziniano, dopo che le autorità intercettarono una sua lettera, fu arrestato e confinato per un anno a Volterra, dove conobbe Ildegonda Celli (1815 - 1870), figlia di un orefice Fiorentino, ridotta come lui in condizioni di povertà. Al termine del confino tornò a Pisa, dove completò gli studi, e andò poi a vivere in Versilia a Valdicastello sua terra natale e dove sposò la Celli il 30 Aprile 1834. Proprio a Valdicastello, la sera del 27 Luglio 1835, nacque il figlio primogenito di Michele e Ildegonda Celli, Giosuè Carducci.

I problemi finanziari del Dr. Michele Carducci si acuirono, costringendolo a lasciare Valdicastello per il vicino Comune di Seravezza LU), dove nacque il secondogenito Dante (1837), successivamente nel 1838 la Famiglia Carducci si trasferì nel fascinoso e antico Borgo di Bolgheri, una Frazione del Comune di Castagneto (LI), in un antico palazzetto in Piazza Alberto. Nella Località maremmana nacque il terzo figlio dei Carducci, chiamato Valfredo (1841), in ossequio alle inclinazioni romantiche del padre. Nei dieci anni a Bolgheri, prima di trasferirsi a Firenze, la Famiglia Carducci visse in povertà e non era possibile per Giosuè frequentare la scuola; il padre incaricò così il sacerdote Giovanni Bertinelli di dargli lezioni di latino durante il giorno, mentre la sera era direttamente Michele a impartirgli l'insegnamento.

Per onorare i dieci anni giovanili trascorsi dal grande Poeta Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci nel Comune di Castagneto nel 1907 fu aggiunta la denominazione Carducci a Castagneto. 

Castagneto Carducci si trova sulla Costa delle Magnifica Regione Toscana, bagnata dal Mar Ligure: siamo nel cuore dell'Alta Maremma (o Maremma Settentrionale) storicamente conosciuta come “Maremma Pisana” detta oggi anche “Maremma Livornese”.

Castagneto Carducci (circa 8.600 abitanti) è un Comune in Provincia di Livorno, il suo Territorio, pianeggiante verso il mare e collinare nell’entroterra, è la parte centrale della “Costa degli Etruschi” una zona ricca di necropoli Etrusche. La fascia costiera è caratterizzata da vaste pinete, impiantate a seguito delle bonifiche effettuate nel XIX Secolo al fine di proteggere i retrostanti terreni agricoli, che inglobano anche l’importante “Riserva Faunistica di Bolgheri”.

Il nome del Comune deriva dalla parola “castagno”, di conseguenza Castagneto stava a significare “Bosco di Castagni”: nel 1900 fu aggiunto al nome “Castagneto” il termine “Marittimo”.

La storia della parte collinare del Borgo, con il Castello Medievale e la Chiesa di San Lorenzo, è legata a doppio filo con le vicende dei della Gherardesca un’antica Famiglia. Wilfrid, Nobile Longobardo e Capostipite della Famiglia, era il padrone assoluto di molte terre della zona; nel 754 decise di farsi Monaco Benedettino (successivamente, alla sua morte fu santificato e divenne San Walfredo) e fondò il Monastero di San Pietro in Palazzuolo a Monteverdi Marittimo.

Tutte le sue terre furono donate al Monastero stesso, anche per salvarle dai nuovi signori d’Italia, i Franchi. Ma il nome della Gherardesca è più legato a Gherardo, Signore di Pisa e Volterra, che nel X Secolo riconquistò molti dei territori in questione, esercitandovi il ruolo di Vicario della Repubblica Marinara di Pisa. Seguirono secoli di lotte interne alla Famiglia, con conseguenti devastazioni e saccheggi, che proseguirono poi con le terrificanti conseguenze delle varie scorrerie di eserciti che percorrevano la dorsale Tirrenica. Tra la popolazione Castagnetana e la Famiglia della Gherardesca la conflittualità si è protratta, in varie forme, violente o giuridiche, fino ai primi anni del 1900.

Oggi il Comune, oltre al Centro Storico Collinare di Castagneto Carducci, è diviso in tre Frazioni, Bolgheri, Donoratico e Marina di Castagneto Carducci. L’economia del Territorio si basa sul turismo e in particolare su quello enogastronomico in quanto la zona è vocata e famosa per la produzione di ottimi Vini e per un eccellente Olio Extra Vergine di Oliva.

A Marina di Castagneto Carducci la lunga spiaggia, il mare pulito (da molti anni Bandiera Blu), le tranquille pinete, il maestoso “Forte” di origine settecentesca, Villa Margherita (edificata nel 1913 per volontà dei Conti della Gherardesca) con l’annessa Cappella Privata, il Parco Giochi del Cavallino Matto” e le molte strutture ricettive, si animano in estate grazie a una moltitudine di turisti che trovano qui una delle Località più accoglienti della Toscana per trascorrere le vacanze.

Proprio lungo (circa a metà) della nuovissima e bella passeggiata pedonale, denominata Viale Italia, del Lungomare di Marina di Castagneto Carducci, al civico 42, si trova un Ristorante estremamente interessante: “Sole Luna”.

Il RistoranteSole Lunaè stato aperto nel 2011, e completamente rinnovato nel 2019, dai coniugi Cabiria Carducci e Alberto Pernice

Cabiria è nata a Pisa ma la sua Famiglia è di Castagneto Carducci (anche nel Cognome) e da ben tre generazioni è nel mondo della buona Ristorazione proprio a Marina di Castagneto Carducci. Cresciuta in una Famiglia del genere Cabiria ha imparato a conoscere bene sia il lavoro in sala sia il lavoro in cucina, infatti oltre a essere una ottima cuoca è anche Sommelier Diplomata all’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.). Cabiria nel 2008, proprio ai corsi per Sommelier, ha conosciuto Alberto Pernice ed è nata la loro storia d’amore, nel 2011 si sono sposati e dalla loro unione sono nati due bellissimi Figli: Perla e Francesco. Cabiria è una giovane donna solare, simpatica, sorridente e bella, una Cuoca appassionata e decisamente molto brava che dal 2011, da quando ha il Ristorante, ha fatto importanti master con Chef Super Stellati” come il mitico Gaetano Trovato e ha seguito la prestigiosa “Scuola del Gambero Rosso” di Roma. Cabiria porta avanti la Cucina del suo Locale con instancabile dedizione e competenza, realizzando preparazioni decisamente ispirate, creative, belle e assolutamente gustose.

Alberto Pernice è nato nella straordinaria Regione Campania, il 27 Ottobre 1981, a Torre Annunziata, antica e storica Cittadina che si estende nell’insenatura più interna del suggestivo Golfo di Napoli, oggi il Comune rientra nella Città Metropolitana di Napoli.

Torre Annunziata ha fatto della pesca, del commercio, del turismo e della produzione della pasta le principali attività, tanto da essere detta “Capitale dell'arte bianca” per la massiccia produzione di pasta che toccò il picco negli anni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale con oltre sessanta tra mulini e pastifici, oggi ne restano in attività alcuni tra i più noti e premiati al Mondo. Il Porto di Torre Annunziata ai nostri tempi è il terzo più importante della Campania, un punto di riferimento per le attività commerciali e per la marineria locale, ma tra l'Ottocento (nel 1871 furono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo Porto) e gli anni '70 del Novecento ha vissuto il suo periodo di massimo splendore come uno dei più importanti d’Italia. Anche il relativo Mercato del Pesce (e Ortofrutticolo) Cittadino era molto importante: "Abbascio 'a scesa r'Annunziata" è un'espressione dialettale che evoca la memoria storica di Torre Annunziata e fa riferimento alla celebre discesa (l'attuale Via De Simone) che portava allo storico e caotico mercato del pesce un tempo fulcro delle tradizioni cittadine.

Quando era solo un ragazzino il padre lo portava al mercato di Torre Annunziata e mentre sbrigava le sue faccende faceva dare ad Alberto un “cuoppo” (nel Napoletano un particolare cartoccio a forma di cono riempibile di prelibatezze) pieno di cannolicchi freschi. Con tali premesse e poi anche grazie allo Zio (il Fratello della Mamma), un grandissimo esperto di pesce, Alberto è diventato da giovanissimo un vero esperto nella selezione e nella lavorazione del pescato.

Solo con il suo sapere Alberto Pernice a soli 17 anni si è trasferito in Toscana e appena ha potuto ha preso la partita iva per lavorare autonomamente in vari settori. Poi ha frequentato i corsi di Sommelier A.I.S. diplomandosi nel 2007. Successivamente ha aperto anche un accogliente Locale a Livorno ma poi conosciuta e sposata Cabiria è nato il RistoranteSole Luna”. Negli anni Alberto si e appassionato anche alla Cucina, in particolare alla trasformazione del pesce e alla pasticceria, oltre ad aver acquisito un master in tecniche di servizio, un diploma di Bartender presso laFlair Academy” di Milano dove ha anche acquisito competenze avanzate in caffetteria elatte art” (una tecnica decorativa delle bevande di caffetteria con una combinazione di latte montato alla perfezione).

Il Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci è un Locale, luminoso e molto accogliente, dove tutto, dagli arredi all’apparecchiatura, è estremamente curato, circa una settantina di coperti quando si sfruttano anche gli spazi esterni.

Ma veniamo alla mia recente visita.

Il Menù diSole Luna” si apre con un’interessantissima particolarità “La Macelleria di Pesce” che così viene descritta: “La macelleria di pesce di nostra produzione rappresenta un’affascinante evoluzione del mondo della gastronomia. L’attenta e studiata combinazione delle tecniche di stagionatura e di affumicatura, creano piatti unici che uniscono tradizione e innovazione, offrendo agli amanti del pesce nuove esperienze di gusto e versatilità culinaria”. Segue un’ampia scelta di portate che hanno il Mare in comune e i Dessert.

La Carta dei Vini è molto importante e curata, circa trecento etichette con un’ampia scelta di Champagne (una cinquantina di etichette) e Bollicine Italiane, Vini Italiani Bianchi, Rossi e Rosé, una “Piccola Selezione di Vini Bianchi/Rossi Europei” e in Vini da Dessert Italiani e non.

Con in tavola la calda, croccantissima e finissima schiacciata della Casa, stirata a mano, ai semi di finocchio e il buon pane (bianco, integrale e alle noci) di un forno artigianale locale, mi sono preparato alla degustazione.

Su suggerimento di un grande esperto come Alberto Pernice le portate sono state accompagnate da una selezione di ottimi Vini Francesi: “L’Esquisse” Champagne Extra Brut della Famillé Mossé (70% vendemmia 2021 e 30% vendemmia 2020, un blend 70% Meunier e 30% Pinot Noir), “Tradition 2021” Pouilly Fumé Appellation d'Origine Contrôlée (AOC) della Domaine Serge Dagueneau & Filles, “Septembre 2023”, Pinot Noir, Vin de Bourgogne Appellation d'Origine Contrôlée della Azienda Edouard Delaunay e “Chateau Roumieu Sauternes 2020” Gran Vin de Bordeaux, Appellation Sauternes Contrôlée prodotto dallo Château Roumieu.

Sono state servite le seguenti portate: - “Crudo” (Tartare al coltello di ricciola nostrana - Piccola giardiniera - Tartare al coltello di tonno con pomodorini concassé e battuta di olive taggiasche - Maionese, fatta in casa, senza uova, latte di soia e olio ai porri); - “Gambero rosso e Cicala” (Gambero rosso su cipolla fresca marinata ai lamponi insieme alla cicala, marinata, su cavolo viola in agro dolce); - “Mazzancolle + Panino” (Mazzancolle sgusciate con tortino di cecina alla Livornese con Mini hamburger con parti di pesci in frollatura, caponata mista e maionese bianca); - “Tagliolini” (Tagliolini fatti in casa con scampi nostrani, tartare di gamberi rosa e bisque di carapaci); - “Cernia” (Ventresca di cernia maschio cotta a bassa temperatura e successivamente leggermente arrostita su fondo, realizzato con le ossa della cernia, frutti di mare, medaglione di patata novella, olive taggiasche, maionese bianca alla ricotta affumicata ai baccelli e alla menta); - “Salsiccia di Mare” (Salsiccia di mare realizzata riempiendo un budello vegetale con tonno, polpo, seppia a cubettini per ricreare l’effetto del grasso, finocchietto e provola affumicata, su scarola piccante e olive taggiasche); - “Dessert” (Il Dolce preparato con grande classe da Alberto Pernice: Croccante glassa rocher di cioccolato fondente e nocciole con all’interno una mousse al mascarpone con un cuore di savoiardi al caffè e crema al caffè, il tutto adagiato su un crumble di savoiardi al caffè, come finitura una foglia di cioccolato).

Per non farsi mancare nulla”: Ponce alla Livornese e “ThinoVermouth Rosso.

Tutto decisamente molto buono e ben presentato. Le preparazioni della Chef Cabiria Carducci, realizzate con grande amore, assoluta attenzione e materie prime stagionali e di eccellenza, celebrano la tradizione mediterranea e la creatività contemporanea, decisamente delle esperienze uniche che valorizzano il territorio, il pescato del giorno e gli ingredienti selezionati. Il pesce per esempio si sceglie, si taglia e si cucina come in una vera macelleria. Al RistoranteSole Luna” ogni piatto del menù non è solo un ottimo piatto, ma è anche una materia prima da scegliere, da conoscere e da mettere in risalto. In Cucina Cabiria è supportata da una valente Brigata.

Il servizio di Sala è estremamente curato, con l’esperta supervisione di Alberto Pernice, dalla sorridente e gentilissima responsabile Giulia Bueno, Brasiliana con origini Italiane, da diversi anni al Ristorante, per lei l’accoglienza non è un lavoro ma è qualcosa di assolutamente istintivo e dal fascino spontaneo. 

Ristorante Sole Lunaa Marina di Castagneto Carducci (LI) di Cabiria Carducci e Alberto Pernice è una straordinariamacelleria di mareassolutamente imperdibile.

https://ristorantesoleluna.it/


Ristorante "Sole Luna" a Marina di Castagneto Carducci (LI)

Cabiria Carducci e Alberto Pernice

"Crudo".....

"Cicala e Gambero Rosso".....

"Mazzancolle + Panino".....

"Tagliolini".....

"Cernia".....

"Salsiccia di Mare".....

"Dessert"......

Giulia Bueno

Alberto Pernice e Giorgio Dracopulos


 

venerdì 12 giugno 2026

IL MITICO RISTORANTE “DA VITTORIO” (TRE STELLE MICHELIN) INIZIA I FESTEGGIAMENTI PER I SUOI PRIMI 60 ANNI CON LA GUSTOSA TORTA PACCHERO.



Quella di “Da Vittorio” è la coraggiosa e appassionante storia della Famiglia Cerea e allo stesso tempo è la storia di un talento straordinario capace di tracciare in 60 anni di attività innovativi percorsi della Ristorazione e dell’Accoglienza, inventando uno “stile” unico che oggi viene esportato in tutto il Mondo.

Tutto ha avuto inizio nel Gennaio 1966 quando Vittorio Cerea (1936 - 2005) e sua Moglie Bruna, appassionati di cucina, iniziarono il restauro di un fondo in Centro a Bergamo (in un tratto di Viale Roma diventato in anni recenti Viale Papa Giovanni XXIII) per trasformarlo nel Loro nuovo Ristorante inaugurato Mercoledì 6 Aprile dello stesso anno

Vittorio era nato in una Famiglia di umili origini ma sorretto da una ferrea volontà e assoluta dedizione, da un iniziale lavoro da garzone in un noto Bar della Bergamo bene in pochissimo tempo scalò la carriera fino ad arrivare nel 1960 a rilevare insieme ai Fratelli un noto Locale Cittadino l’Orobica. Proprio alla Caffetteria OrobicaBruna aveva conosciuto Vittorio e innamoratisi si erano sposati.

Il RistoranteDa Vittorio” in Viale Roma agli inizi era semplice e con pochi coperti ma la passione e il desiderio di migliorarsi era, per Vittorio che stava in Cucina e Bruna, una costante che li portava ad aggiornarsi da colleghi più esperti. L’idea innovativa e vincente di Vittorio e Bruna fu quella di introdurre nel loro Ristorante laCucina di Mare”, una scelta molto coraggiosa visto che a Bergamo non la praticava nessuno.

In pochi anni “Da Vittorio la Cucina diventò qualcosa di veramente speciale e oltre al grande successo con la Clientela arrivarono anche moltissimi riconoscimenti tra cui quelli della prestigiosaGuida Rossa Michelinche nel 1978 conferì laPrima Stella Michelin” e nel 1996 la “Seconda Stella”. Nel 2002Da Vittoriovenne inserito anche nello specifico mitico elenco dei migliori Ristoranti del Mondo della Associazione Relais & Châteaux”.

In questi anni di entusiasmante lavoro anche i 5 Figli di Vittorio e Bruna Cerea crescevano e si appassionavano all’attività di Famiglia:

- Enrico Cerea (per tutti Chicco), il primogenito, ha iniziato prestissimo a fare esperienze nelle cucine di Ristoranti super famosi in Italia, negli Stati Uniti, nel Principato di Monaco, in Spagna e in Francia, diventando uno Chef straordinario;

- Francesco Cerea, secondogenito, grazie al suo magnifico ed espansivo carattere da sempre ha avuto un ruolo importantissimo nell’accoglienza, nelle pubbliche relazioni, nel coordinamento del personale e vista la sua grande passione enologica è oggi il Responsabile delle Carte dei Vini;

- Barbara Cerea abile sostenitrice di tutte le iniziative della Famiglia ha sposato Simone Finazzi lo Chef Pasticciere del Ristorante;

- Roberto Cerea (Bobo) appassionatosi alla Cucina sin da bambino ha fatto esperienze importantissime soprattutto in Francia diventando un grandissimo Chef;

- Rossella Cerea donna luminosa e maestra dell’accoglienza è la colonna portante sia nella Sala sia nelle moltissime attività della Famiglia.

Nel 2005 il RistoranteDa Vittorioha compiuto un trasferimento fondamentale per la sua storia, trovando la sua nuova Casa a Brusaporto in Via Cantalupa 17.  

Brusaporto è un Piccolo Comune dell’hinterland Bergamasco, a pochi minuti di macchina dalla Città, adagiato sugli ultimi Colli della Val Cavallina e la sua curata campagna è una piacevole oasi di verde e natura.

La nuova Sede per la “Dimora Da Vittorio” è assolutamente magnifica: una Tenuta di 10 Ettari che oltre alla Struttura principale comprende l’eliporto, il campo da tennis, il campo per il calcetto, due laghetti naturali, un ideale percorso di relax, il grande patio a bordo piscina con barbecue e forno a legna per appetitosi menu "open air", un’elegante sala conferenze per meeting di lavoro, i Vigneti dove viene prodotto il Vino della Casa (Rosso Faber) e a fianco del Ristorante ma del tutto indipendente, cucine comprese, “La Cantalupa” la struttura specializzata per banchetti ed eventi sia privati sia aziendali, con disponibilità di sale con focolare e giardini che possono ospitare fino a trecento persone.

Dopo pochi mesi dal trasferimento nella nuova Sede a Brusaporto Da Vittorio” è entrato ufficialmente anche nel gota dell’accoglienza mondiale con la conferma nel Circuito Relais & Châteaux e l’ingresso a Les Grandes Tables du Monde.

Anno dopo anno il GruppoDa Vittorioè cresciuto offrendo alla Clientela un magico e ampio sistema di Ristorazione che comprende il RistoranteDa Vittorio” (Tre Stelle Michelin - la Terza Stella è arrivata nel 2010) di Brusaporto, il “Da Vittorio St. Moritz” al Carlton Hotel di St. Moritz in Svizzera aperto nel 2012 e dal 2014 premiato con “Una Stella Michelin”, il “Da Vittorio” (Una Stella Michelin) a Shanghai in Cina e dal 2022 il “Da Vittorio a Saigon in Vietnam. Oltre a ciò c’è la “Pasticceria Cavour 1880” di Bergamo, il “New Wave by Da Vittorio Bistrot”, aperto a inizio 2022 all’interno di “UCCA - Center for Contemporary Art” il Museo di Arte Contemporanea della Città Cinese di Shanghai, che combina una speciale esperienza museale a quella gastronomica.

Nel Mese di Aprile 2025 in Via Montenapoleone 2 a Milano, nell’ex cortile di Palazzo Taverna, è stato inaugurato il Da Vittorio Café Louis Vuitton il primo Ristorante Louis Vuitton in Italia con la cucina della Famiglia Cerea. Altra apertura a Roma il 4 Novembre 2025, con il super accogliente “Da Vittorio Café” in “Piazza della Minerva” presso l’Hotel Orient Express La Minerva” a due passi dal Pantheon.

Ma non è finita perché “Da Vittorio” è molto importante anche la “Ristorazione Esterna” fatta di Banchetti ed Eventi che portano in giro per il Mondo il loro gustosissimoprêt-à-porter gastronomico. A tutto questo si deve aggiungere nell’ambito dell’accoglienza, “La Dimora” a Brusaporto con le sue 10 camere di charme e il piccolo gioiello ristrutturato a Bergamo Alta la “Locanda Cavour 1880”, sei accoglientissime camere su quattro piani.  

Per aprire le celebrazioni per i60 Annidi attività del RistoranteDa Vittorio” la Famiglia Cerea ha deciso di dare nuova vita a uno dei piatti più memorabili della loro storia: i “Paccheri”. Il piatto simbolo si presenta in una veste nuova e dolcissima, restando però fedele ai valori che da sempre hanno contraddistinto la Loro Cucina.

I leggendariPaccheri di Da Vittorio” al sugo di tre pomodori, magnificamente cremosi e profumati grazie alla mantecatura con poco burro e al tocco fresco e immancabile delle foglie di basilico, ancora oggi sono la preparazione più amata, richiesta e consumata nella lunga tradizione culinaria del Ristorante.

I Paccherisi sono trasformati nellaTorta Pacchero”, un dolce straordinario firmato dalla Famiglia Cerea, dal Pastry Chef Simone Finazzi e dal Master Chocolatier Davide Comaschi. Un dolce che rende omaggio alla fantasia creativa.

Grazie all’incontro tra “alta gastronomia” e “alta pasticceria” la “Torta Pacchero” sovverte le regole e offre un’interpretazione originale e sorprendente del celebre formato di pasta, che stupisce al primo sguardo e conquista al primo assaggio. Una veste nuova, ma sempre golosissima, che evoca le stesse emozioni dell’originale: non solo il gusto di assaporare ingredienti di prima qualità trattati con cura, ma anche il piacere unico che solo la condivisione può regalare.

Come spiega il Pastry Chef Simone Finazzi: “All’interno di una pentola edibile in finissimo cioccolato, i paccheri (realizzati con uno stampo apposito) sono di una sottile camicia di cioccolato bianco che ospita un cuore morbido di crema chantilly alla vaniglia, pan di Spagna Margherita (una variante del classico pan di Spagna), composta di fragole e limone e una bagna alla vaniglia. L’elemento di croccantezza, freschezza e vivacità sulla superficie è dato dallo yuzu, che con la sua nota acida stimola la salivazione e permette di assaporare meglio gli elementi all’interno del pacchero. La glassa alle fragole è un richiamo al colore intenso del sugo ai tre pomodori in cui nuotano di solito i paccheri, mentre i pomodorini sono piccoli scrigni di cioccolato bianco con cremoso alla fragola”.

Più che una semplice reinterpretazione la “Torta Pacchero” è un dolce che unisce tecnica, estetica e immediata riconoscibilità e celebra il concetto di convivialità e il piacere dello stare insieme.

Con la Torta Pacchero” la Famiglia Cerea ha dato inizio alle celebrazioni per i sessant’anni reinterpretando a Loro modo un’icona del Ristorante.

Come fu audace papà Vittorio a proporre inizialmente il pesce alla sua clientela, così oggi Loro trasformano un cavallo di battaglia da classico primo a inaspettato dessert.

 La “Torta Pacchero” è una creazione che racconta tutte le fascinose anime del RistoranteDa Vittorio”: identità, memoria e continua evoluzione.

Il GruppoDa Vittorioè sicuramente un esempio della grande capacità Italiana di raggiungere nel Mondo i più alti livelli dell’eccellenza. Una Famiglia i Cerea che con le sue tre Generazioni (oggi partecipano all’attività anche i Nipoti di Vittorio e Bruna) ha saputo unire la grande Tradizione Culinaria Italiana all’evoluzione dei tempi adeguandosi sapientemente alla modernità: che altro dire se non che sono semplicementefantastici”.

https://www.davittorio.com/

https://www.youtube.com/watch?v=TrPEy_IY9As


Ristorante "Da Vittorio" Tre Stelle Michelin (Foto DV)
 
 La Straodinaria Famiglia Cerea (Foto DV)

Ristorante "Da Vittorio": Fascinosa Eleganza (Foto DV)

"Torta Pacchero" un Dolce Magnifico (Foto DV)


sabato 6 giugno 2026

“A TAVOLA CON L’ARTE - TOSCANA” IL LIBRO CHE RACCONTA UN VIAGGIO GUSTOSO ED ENTUSIASMANTE NELLA REGIONE PIÙ FASCINOSA DEL MONDO.




Arte” e “Cucina” sono due parole che racchiudono in sé stesse due mondi semplicemente straordinari e magici, condividendo gli atti creativi, la ricerca di equilibri estetici e la capacità di trasmettere grandi e sincere emozioni. Due universi che partono da elementi grezzi per trasformarli in qualcosa di nuovo, unendo tecnica, passione, esperienza, bravura e cultura.

Possiamo definire che l’affinità tra questi due mondi si articola in cinque punti chiave.

Espressione ed Emozione”: entrambe nascono dall'esigenza di comunicare. Come un Pittore usa i colori, lo Chef usa gli ingredienti per stimolare i sensi e creare un'esperienza memorabile.

Armonia e Composizione”: la teoria del colore e la disposizione degli elementi su una tela trovano corrispondenza nell'impiattamento. Entrambe le discipline ricercano proporzioni, contrasti e simmetrie per risultare piacevoli alla vista e al gusto.

Il Valore della Tecnica”: l'estro creativo non basta se non è supportato da una conoscenza approfondita delle basi e degli strumenti.

Le Radici Culturali”: l'evoluzione di entrambe si basa sul dialogo tra tradizione e innovazione. I grandi piatti, così come le grandi opere, nascono conoscendo approfonditamente la storia per poterla reinterpretare.

L’Esperienza Effimera”: un piatto è destinato a essere consumato e dissolversi, ma lascia un ricordo duraturo. Questo aspetto le avvicina molto ad arti performanti come la musica o il teatro.

Tutto ciò appena detto vale ancor di più in una Regione Italiana come la Toscana, la culla del Rinascimento, nota in tutto il Mondo per il suo immenso patrimonio artistico e culturale.

Ecco che proprio da pochissimi giorni, è nelle librerie da Giovedì 28 Maggio 2026, sia diventato disponibile un bel Libro dell’Editore Cinquesensi” che unisce Arte, Cucina e Toscana: “A Tavola con l’Arte - Toscanadi Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini

Il Libro è uno speciale, un’anticipazione interamente dedicata alla Toscana del LibroA Tavola con l’Arte” sempre di Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini e sempre pubblicato daCinquesensila cui uscita è prevista a fine Settembre 2026.

Ilaria Guidantoni è nata a Firenze, ha vissuto oltreché nella sua Città a Roma, a Milano e a Tunisi, notissima Giornalista, cresciuta con intensi studi classici a Milano, è Blogger e Scrittrice laureata in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Cura importanti mostre d’arte ed eventi culturali. Tra le sue molte pubblicazioni di successo spiccano “Jean Sénac: Ritratto incompiuto del padre” (2017), “Per una terra possibile” (2017), “I giorni della peste 2.0 - Riflessioni emozionali dal confinamento” (2020), la traduzione dell’ultima opera di Jean-Jacques Rousseau con il titolo italiano “Le fantasticherie di un vagabondo solitario” (2022), “Carmi del poeta Odilon-Jean Périer” (2023), la traduzione inedita in Italia del “Pasolini d’Algeria”. Con “Il bacio da sfogliare” de 2024 Ilaria Guidantoni ha ottenuto il Riconoscimento di Merito della XIII Edizione del Premio Letterario InternazionalePoesia Narrativa Saggistica Sarzanae” (già “Città di Sarzana”) e la “Segnalazione d’Onore alla XLII Edizione del Premio Firenze”. Ilaria Guidantoni è anche una grande esperta e appassionata di cibo e vino, è Diplomata Sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) di Roma ed è Socia dell'“Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana” (ASET) che unisce i Giornalisti Toscani che si occupano abitualmente di vino, cibo, agroalimentare e agricoltura. Ilaria Guidantoni è un’esperta e apprezzata Divulgatrice Culturale che spazia in molti campi.

Antonio Paolini, che ha origini Abruzzesi infatti è nato a L’Aquila il 17 Agosto del 1952, è un notissimo Giornalista Economico e Critico Enogastronomico, per quasi trent’anni ha lavorato al quotidiano “Il Messaggero”, ha curato alcune delle più importanti Guide Nazionali di settore enogastronomico. Dal 2018 e per un quinquennio è stato alla “Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso” e in precedenza alla “Guida Vini de L’Espresso,” nel cui team “Guide” per oltre dieci anni ha fatto parte del “Comitato di Direzione” firmando anche la “Rubrica Vino” sul settimanale “L’Espresso”. Per il Magazine EnogastronomicoVinodabere” firma con Maurizio Valeriani le Guide online ad alta specializzazione e da alcuni anni è Consulente Editoriale, in qualità di Esperto Food & Wine, dell’importante “Gruppo SAE(Sapere Aude Editori), fondato nel 2020 e guidato dall'Imprenditore abruzzese Alberto Leonardis, proprietario ed editore di sei quotidiani cartacei. Con “Gambero Rosso”, con il “Gruppo Espresso”, con “De Agostini”, “Veronelli”, “Feltrinelli”, “Gribaudo” e “Touring EditorePaolini ha firmato o co-firmato in oltre 20 anni alcune decine tra libri e guide a tema enogastronomico. Già “Wine Judge” in Concorsi Internazionali in Europa e negli Stati Uniti d’America ha contribuito a fondare a Roma il team multidisciplinare d’assaggio “Accademia degli Insensati”.

Il LibroA Tavola con l’Arte - Toscana”, di Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini, 112 pagine illustrate sia per la parte artistica sia per la parte di offerta/ristorazione, ha un sottotitolo che descrive alla perfezione l’argomento trattato: “Il cibo d’autore nei luoghi dell’arte e l’arte nei luoghi del cibo d’autore”.

Il Libro intende offrire spunti e idee per un viaggio o una tappa con referenze precise, indicando cosa c’è da vedere e cosa da gustare, con indirizzi e informazioni essenziali di servizio senza dimenticare il respiro culturale che rende il testo piacevole da leggere non solo come strumento di consultazione. Il volume si configura come un viaggio in Toscana, da nord a sud, da est a ovest, dalle grandi città fino ai borghi, si muove su piani molteplici e segnala piccole realtà espositive e museali come i luoghi iconici della cultura italiana, così come tutti quei locali dove l’arte è coprotagonista, da caffetterie a trattorie fino ai ristoranti “stellati” o premiati dalle ‘forchette’.

Se arte e cucina costituiscono due ingredienti, se non gli ingredienti più rilevanti dello “Stile Italiano”, la loro declinazione è sicuramente duplice: la ristorazione nei luoghi dell’arte, quali musei e fondazioni o case-museo e ville e alberghi storici, e la presenza di arte nella ristorazione spesso coniugata in modo tematico. Si intreccia con questi due punti di vista anche il tema del vino, “Arte nel bicchiere”, tra cantine storiche e d’autore dove i produttori sempre più spesso sono mecenati d’arte e aprono al pubblico gli spazi produttivi, i vigneti e le tenute per visite guidate e degustazioni, talora offrendo una vera e propria ristorazione accompagnata anche dall’ospitalità.

Nel Libro non ci sono, per scelta, classifiche, ma l’attenzione all’unicità delle proposte e alla loro validità. L’intento, insomma, è di offrire uno strumento di consultazione pratico e illustrato assolutamente utile, ma anche una lettura cui approcciarsi per diletto e curiosità. Il Libro serve per conoscere più approfonditamente quel singolare connubio di bellezza e gusto attraverso itinerari che uniscono natura, arte e piaceri della tavola o della cantina, un patrimonio diffuso e imperdibile che ci avvolge in tutta la Penisola.

Questa tendenza in un modo ancor più evidente si sviluppa in Toscana dove in fondo è nato il progetto ispirato al “Mecenatismo Rinascimentale”, nutrito anche dalla capacità dinamica e poliedrica che ha fatto nascere qui le “prime vere Banche”, il “primo assegno mai redatto e usato”. Il meglio dell’arte e della gastronomia insieme alle vigne e alle meravigliose cantine, che accortamente assecondate da amministrazioni lungimiranti, fanno della Toscana la Regione Italiana capofila sul fronte dell’agriturismo e dell’enoturismo. Assolutamente pregevole la “cultura e i luoghi dove si mangia”, tantoché aziende private e istituzioni, come le Camere di Commercio e Amministrazioni pubbliche, sono sempre più coinvolte in progetti trasversali sul territorio, mentre sempre più aziende alimentari, imprese di ristorazione e produttori di vino sponsorizzano mostre ed eventi culturali solo apparentemente lontani dalla propria attività.

Il nuovissimo LibroA Tavola con l’Arte - Toscana”, di Ilaria Guidantoni e Antonio Paolini, due persone assolutamente positive e solari (sono nate ambedue nel Mese di Agosto), è un'opera originale e suggestiva che pone al centro il "fascinoso e perfetto dialogo" tra Cultura, Gastronomia e Vino, descrivendo con estrema piacevolezza quest’esperienza come una vera e propria elegante danza tra i piaceri della tavola e quelli della vista.

https://www.cinquesensi.it/prodotto/tavola-arte-toscana/


Ristorante "Atto di Vito Mollica" a Palazzo Portinari Salviati a Firenze

Ristorante "Fulin" a Firenze (Foto ATA)

Il Cibo Naturale del "Paradis Agricole" di Pietrasanta (LU)

Ristorante "Lorenzo" a Forte dei Marmi (LU) (Foto ATA) 

"Teatro del Sale" e Ristorante "Cibrèo" a Firenze (Foto ATA)

La Gustosa Cucina del Ristorante "Cibreo" di Firenze (Foto ATA)
 
Ristorante "Il Palagio" del Four Seasons Hotel Firenze (Foto ATA)

Ristorante "Locale" a Firenze (Foto ATA)

"A Tavola con l’Arte - Toscana": La Copertina