venerdì 22 maggio 2026

“MOMENTEERIA” A MILANO: LA PRIMA SALA DA TÈ CONTEMPORANEA DEDICATA A GUSTOSI RITUALI DI FELICITÀ.



 

Il nome del “” deriva dall’espressione Cinese” (si pronunciatei”) del “Dialetto Amoy” (廈門話) originario della Provincia Meridionale del Fujian nella Cina Sudorientale molto simile a quello parlato nell’Isola di Taiwan.

Il “” è una bevanda che consiste in un “Infuso” (immersione in un liquido) o in un “Decotto” (cottura insieme a dell'acqua) ottenuto principalmente dalle foglie della “Camellia Sinensis” (Famiglia Theaceae) una pianta legnosa che oggi viene prevalentemente coltivata in Cina (maggior produttore dial Mondo), Bangladesh, Pakistan, India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone e Kenya. La raccolta delle foglie avviene tre volte l'anno: in Aprile, al principio dell'Estate e verso la metà dell'Autunno. Una volta raccolte le foglie di “” vengono trasportate stipate in grandi gerle in specifiche strutture, generalmente vicine, dove sono sottoposte a una serie di trattamenti che le trasformano nel prodotto finito pronto per essere commercializzato o rilavorato.

Tutti i tipi di “” traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie che poi spesso sono miscelate con spezie, erbe o essenze.

La Storia del ” si perde nella notte dei tempi tra un turbinio di leggende e miti prevalentemente di origini Cinesi. Per trovare alcune tracce più sicure bisogna risalire al III Secolo a. C. proprio in Cina dove il “” veniva utilizzato a scopo medicinale. Molto probabilmente furono i Monaci Buddhisti a favorirne la diffusione dato che lo utilizzavano come bevanda rituale.

Sempre in Cina sotto la “Dinastia Qin” ( - dal 221 al 206 a.C.) il “” iniziò a essere apprezzato anche per le sue prerogative energetiche e dissetanti. Sotto la successiva “Dinastia Han Occidentale” (西漢 - dal 206 a.C. al 9 d.C.) ebbe inizio la consistente coltivazione delle piante legnose del “”, ma la sua diffusione in Cina non si realizzò fino alla “Dinastia Tang” ( - dal 618 al 907). Proprio sotto la “Dinastia Tang” nel 758 il Letterato e Poeta Lu Yu scrisse il Cha Jing” ( - Canone del tè) il più antico, il più importante e il più completo trattato al Mondo (tre Libri con 10 Capitoli) sulla coltivazione, la preparazione e l’uso del “”. Questo testo dette un grande e fondamentale impulso alla “cultura del tè” e ne fissò anche la filosofia chiamando in causa gli elementi fondamentali (acqua, fuoco, legno, metallo, terra) che rispecchiano in unatazza di tè l’ordine che governa l’universo.

Il “” ha profumi inebrianti, colori deliziosi, sapori straordinari, in più nel lontano Oriente viene servito con rituali unici e originali denominati “Cerimonia del Tè”. Con questa espressione si tende a indicare quelle differenti forme ritualizzate per preparare e quindi degustare la bevanda del “” che vengono praticate in diverse Culture Asiatiche, un'attività culturale spesso meditativo-religiosa. Le varie varianti Nazionali di questa Cerimonia sono state influenzate dalle diverse tipicità dei Territori, in tempi diversi, rispetto a quella originaria della Cina, luogo in cui è nata la cultura del “” e la Cerimonia stessa. Parti integranti delle varie Cerimonie sono gli strumenti, i tempi e i gesti rituali. Tutte le Cerimonie sono chiari simboli che contengono raffinatezza, contentezza spirituale, umiltà, compostezza e semplicità. In Giappone, per esempio, la “Cerimonia del Tè” è un rito antichissimo, tutt’oggi ancora molto praticato, che non si limita al piacere di gustare una calda e buona tazza di “” ma che ha più una connotazione legata alle pratiche di meditazione, introspezione e contemplazione. Si tratta di una Cerimonia molto bella e affascinante, volta alla ricerca della propria essenzialità alla purificazione dello spirito, aspetto fondamentale di quella Disciplina denominataZen” (Zen è la pronuncia Nipponica del carattere Cinese ) che deriva dall’insieme delle dottrine e dei linguaggi originati, a partire dal IX Secolo, dalle Scuole Buddhiste Giapponesi.

Impossibile non amare il “” (la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua) grazie alla ricchezza delle sue proprietà positive ai grandi benefici e al magico fascino orientale.

Lunedì 13 Ottobre 2025, in Via Carducci al civico 38 (di fronte alla Pusterla di Sant’Ambrogio e con vista sulla Basilica di Sant'Ambrogio) a Milano è stata inaugurata la prima Sala da Tè contemporanea, un rifugio urbano dove ogni tazza racconta un’emozione: “Momenteeria”.

Via Giosuè Carducci è una storica Via del Centro di Milano che collega Corso Magenta a Piazza Cadorna. Anticamente chiamata Via San Gerolamo, in onore di un antico convento, ha assunto l'attuale denominazione nel 1907 per omaggiare il celebre poeta. Durante il Medioevo la strada si trovava a ridosso del Centro Storico e seguiva parte dell'antico tracciato difensivo e delle vie d'acqua Milanesi. Nel XVI Secolo la zona era densamente popolata da edifici religiosi, tra cui il Noviziato dei Gesuiti (da cui il nome San Gerolamo) e il complesso di San Vittore al Corpo. Fino al 1898 lungo la via scorreva un tratto del Naviglio. La sua copertura ha permesso di allargare la strada trasformandola nell'arteria cittadina che conosciamo attualmente con il suo fascino residenziale grazie anche all’estrema vicinanza (due passi) alla Basilica di Sant'Ambrogio (Basilica Romana Minore Collegiata Abbaziale Prepositurale di Sant'Ambrogio, edificata tra il 379 e il 386 in Epoca Romana Tardoimperiale) e alla presenza di signorili Palazzi d'epoca.

Il nomeMomenteeria” nasce dall’incontro tra “momento” e “teeria”: una parola nuova per descrivere una casa dove bellezza, cura e comfort si intrecciano naturalmente. Con “MomenteeriaAlessandra Gorlero (Amministratore Delegato e Co-fondatrice) insieme a Erica Della Bianca (Direttrice Marketing e Co-fondatrice) hanno voluto creare un luogo che non fosse soltanto una bella e accogliente “Sala da Tè” ma anche un sicuro rifugio urbano, una “casa dell’anima” dove fermarsi, rilassarsi, respirare e riscoprire l’assoluto piacere del tempo speso per sé stessi.

Il progetto d’interni di “Momenteeria”, realizzato dall’Architetto Paola Podenzani, coniuga calore e raffinatezza. Su una superficie di 150 metri quadrati lo spazio si articola su due livelli: al Piano Terra il Bancone vintage restaurato che dona atmosfera, eleganza e un tocco di classe senza tempo, armonizzandosi con l’ambiente accogliente e raffinato, la Boutique (tè, infusi, tisane e “concept store” con una vasta scelta di confezioni regalo), al Piano Superiore la Sala dei Tè, la Stanza dei Dolci e la Sala Eventi con il tavolo conviviale. Toni caldi come verde lichene e terracotta, luci soffuse, profumi naturali e suoni ambientali creano un’atmosfera rilassante. L’uso di “materiali materici” (tutto ciò che valorizza la materia fisica di un oggetto, privilegiandone la tridimensionalità, la texture e la sensazione tattile), i velluti e i tavoli evocano l’immagine di una casa elegante e accogliente, un luogo dove la piacevolezza tende a rallentare il tempo. Da pochi giorni “Momenteeria” ha anche il nuovo Dehors (con cinque tavoli) affacciato su una delle viste più belle di Milano.

La “Carta dei Tè”, composta da circa 60 referenze tutte acquistabili, spazia dai monorigine pregiati importati direttamente dalla Cina, certificati dall’Associazione Italiana Tè e Infusi, a miscele originali arricchite da botaniche italiane. Della collezione fanno parte i puri, come il “Dian Hong” arrotolato a mano a spirale o il “Bai Mu Dan Top Grade” e alcuni rari come il “Huo Shan Huang Ya” accanto a blend esclusivi, tisane e infusi firmati dal “Tea BlenderItaliano Albino Ferri, la cui Azienda opera nel settore da oltre un secolo.

Riccardo Colosi, “Prime Tea Sommelier” supervisiona la selezione delle foglie e accompagna l’ospite nella scelta e nella degustazione. Cuore dell’esperienza è, infatti, il rito del tè di “Momenteeria”, reinterpretato come percorso di lentezza e cura. Le foglie vengono presentate in piattini di gres bianco artigianali e sono versate nella teiera in vetro, svelando parole che evocano benessere e serenità. L’infusione, scandita dalla clessidra, diventa un momento di attesa e riflessione. Il rito si conclude con l’assaggio del servito in tazze bianche ideali per esaltare il colore del tè. Una card informativa accompagna la degustazione, illustra l’origine del tè, le caratteristiche e il momento ideale di consumo, trasformando la scelta in un gesto consapevole e personale.

La “Tea Tender e Store ManagerMonica Angeli, accoglie le persone e le guida nell’esperienza del, coniugando competenza tecnica e autentica passione per l’ospitalità. Ogni miscela e ogni prodotto racconta un’emozione, tra le sue creazioni più originali, la reinterpretazione del “Rituale n.1 La Felicità nelle Piccole Cose” trasformato in un cocktail esclusivo a base di gin, o il “Rituale n.8 Equinozio di Autunno a Milano”, il “Rituale n.14 Lucciole tra i cespugli”, il “Rituale n.12 Portafortuna segreto”, microracconti che evocano attimi di felicità quotidiana, sensazioni e atmosfere.

Il Menù diMomenteeria” è parte integrante del rituale: naturale, colorato e pensato come un’esperienza da vivere con calma e consapevolezza. Dalla colazione al pranzo, fino altea time”, ogni momento invita a rallentare e a prendersi cura di sé. Il “Menù del Pranzo”, firmato dalla Biologa Nutrizionista Nicole Labaguer e dalla Psicoterapeuta Antonella Calabrese, è dedicato al cibo consapevole e si articola in due percorsi complementari: Light Lunch e Comfort Food. Il “Light Lunch” propone piatti leggeri, stagionali e preparati in vasocottura, pensati per un equilibrio di gusto e benessere: la “vellutata di zucca”, il “riso venere con verdurine al curry e gamberi”, il “filetto di salmone con verdure saltate”, solo per citarne alcuni. Il “Comfort Food” propone reinterpretazioni di piatti tradizionali in chiave “mindful” (consapevole), sempre in vasocottura, come la “cacio e pepe shakerata”, le “lasagne al ragù di manzo al coltello”. Ogni portata può essere accompagnata da selezionati, trasformando il pasto in un autentico rituale di “mindful eating” che unisce gusto, lentezza e consapevolezza.

La “Pasticceria” è curata da Rita Strati, Architetto e Cake designer, vera “scultrice di pasta frolla”. Tra le sue creazioni la “Torta Momenteeria al matcha e cioccolato bianco”, la “Crostata Sant’Ambrogio”, la “Crostata Foglie di Ginkgo a Milano”, piccoli capolavori visivi e gustativi pensati per accompagnare i più pregiati. Non mancano dolci vegani e monoporzione, oltre a biscotti ispirati alla tradizione e alla natura, dalle “Madeleine” ai “Colibrì” colorati, dai “Biscotti di Leonardo Da Vinci” alle creazioni con fiori eduli, per trasformare ogni pausa in un momento di bellezza e gioia quotidiana.

Con l’arrivo della bella stagione e l’apertura del nuovoDehors di Momenteeria” il esce dalla dimensione tradizionale e si trasforma in un aperitivo da vivere. Nasce il nuovo rituale “Aperitivo di Momenteeria” un rito che si esprime attraverso una proposta attenta al bere in modo diverso, più consapevole, leggero e “low alcol”: un tempo lento da assaporare che abbina il mondo del tè alla convivialità del brindisi. Il non è più solo caldo e invernale ma diventa protagonista di una mixology originale capace di offrire alternative eleganti ai cocktail classici. Tutti i Drink sono ideati da Monica Angeli, Store Manager e Tea Tender, che usa il come un vero ingrediente di miscelazione. Tra le novità il signature “Gin Teazz” (tè Wulong, fiore di sambuco delle Dolomiti e agrumi, gin, liquore al mandarino e sambuco), il “Golden Hour” (mela, limone e curcuma, calvados e cointreau), il “Momenteeria Spritz” un classico reinterpretato, il “Botanical Blush” (karkadè, rosa canina, sambuco, tonica al pompelmo rosa), il “Her Majesty” shrub ai frutti rossi e zenzero studiati per esaltare il gusto e la leggerezza.

Ma anche qui il cuore della proposta di “Momenteeria” resta il tè, adattato al periodo stagionale: freddi naturali, senza zuccheri aggiunti, con le infusioni preparate con una tecnica precisa: estrazioni a caldo molto concentrate, versate al momento su ghiaccio. Un gesto che sostituisce il rituale classico invernale della teiera con una nuova liturgia visiva. L’esperienza si completa con la proposta food ideata in collaborazione con la Nutrizionista Nicole Lagabauer: “Alzatina Aperitivo” la selezione di piccole delizie salate ideali da condividere e “Tavolozza di Madre Natura” un concept ispirato alle proposte food del Nord Europa che mette al centro la materia prima. Verdure fresche, olio extra vergine di oliva da frantoio ligure, hummus e baccelli di pisellini da sgranare: un gesto semplice, conviviale e profondamente salutare.

Infine l’ultima novità è l’arrivo in Carta di “Lillibetuna miscela esclusiva diMomenteeria” creata per celebrare il “Centenario della nascita della Regina Elisabetta II del Regno Unito (1926 - 2026)”.  “Lillibet” nasce da una base “Earl Grey” arricchita con petali di fiordaliso e boccioli di butterfly pea. Il suo tratto distintivo è il colore: un blu intenso naturale che si trasforma in oro rosa con l’aggiunta di limone, spruzzato al momento. Un piccolo rito visivo memorabile che unisce eleganza, sorpresa e gusto.

Momenteeriaa Milano la primaSala da Tè Contemporaneadedicata a gustosi rituali di felicità.

https://www.momenteeria.it/

https://www.youtube.com/shorts/ZhoCcRnti2Y


"Momenteeria" a Milano: Il Bancone Vintage (Foto M. Di Tella)

"Momenteeria" a Milano: La Sala (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Fascino e Stile (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Eleganza e Gusto (Foto Mattia Di Tella) 

"Momenteeria": Il Pranzo (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Solo Delizie (Foto MDT)

"Lillibet"... (Foto Mattia Di Tella)

I Nuovi Cocktail (Foto Mattia Di Tella)

"Tavolozza di Madre Natura" e Cocktail (Foto MDT)


sabato 16 maggio 2026

“LUNA ROSSA - AUTENTICA CUCINA NAPOLETANA” IN VIALE ITALIA 36 A PISTOIA: OTTIME PIZZE, GUSTOSA CUCINA E PIACEVOLE ACCOGLIANZA.



 Nella bellissima e straordinaria Regione Toscana, nella Pianura che si estende tra Firenze e la catena Montuosa del Montalbano, in direzione del Passo di Serravalle, sorge l’antica, fascinosa e monumentale Città di Pistoia.

Una lunga storia ha lasciato Pistoia circondata da mura trecentesche e ricca di bellissimi monumenti e Palazzi in stile romanico, rinascimentale e barocco, tra cui si possono annoverare moltissime splendide Chiese come la Basilica della Madonna dell’Umiltà, dedicata alla Vergine Maria, con la sua cupola cinquecentesca, alta ben 59 metri e con un diametro di 20,5 metri, opera dello straordinario Pittore e Architetto Aretino Giorgio Vasari (1511 - 1574).

Una delle strade più importanti per uscire da Pistoia in direzione dell'Appennino Tosco-Romagnolo, quel tratto dell'Appennino Settentrionale che forma il confine montano naturale tra la Regione Toscana e quella dell’Emilia-Romagna, è Viale Italia una strada alberata a due corsie di grande transito.

Uscendo da Pistoia e percorrendo per un brevissimo tratto Viale Italia, sulla destra al Civico 36, si trova un Locale che offre una deliziosa esperienza culinaria grazie alle sue ricette iconiche Napoletane realizzate con un mix di tradizione e innovazione: il Ristorante PizzeriaLuna Rossa”.

Il RistoranteLuna Rossa - Autentica Cucina Napoletana” di Viale Italia nasce nel Mese di Maggio 2024 grazie a un progetto della Famiglia Simeoli, già attiva da tempo a Pistoia con altre due realtà molto frequentate e caratterizzate da un taglio quotidiano e più informale: “Luna Rossa - Vera Pizza Napoletana” e “Luna Rossa - Pizza e Hamburger”.

Con l’apertura del Ristorante Luna Rossa” i Simeoli hanno voluto compiere un salto qualitativo orientandosi verso un format centrato su un servizio più attento e più curato verso la clientela oltre alla già praticata estrema selezione dei prodotti utilizzati.
Il Locale, di proprietà della Famiglia, è stato trasformato in un ambiente molto accogliente che valorizza un’offerta gastronomica autenticamente Napoletana in cui non può certo mancare la pizza gourmet contemporanea.

 Da “Luna Rossa” di Viale Italia dopo lo spazio esterno coperto si entra nella Prima Saletta che gode della vista del bancone di servizio e dell’imponente forno realizzato dal Maestro FornaroPasquale Fazzone”, attraversato poi un breve corridoio, che passa davanti alla porta della Cucina, si accede alla Seconda Sala la più ampia. Il Locale può accogliere una sessantina di ospiti a cui si aggiungono i circa 30 posti del dehors.

Al centro del ProgettoLuna Rossa” oltre al bravissimo Chef Pizzaiolo Rosario Simeoli c’è il Fratello Enzo e il Figli Francesco (classe 2003) e Marco (classe 2005). Enzo è l’anima commerciale del Gruppo, Francesco si dedica alla Sala e Marco da pochissimo ha iniziato a percorrere la via del Pizzaiolo. Poi a sostegno della Famiglia c’è anche una bella e simpatica signora Carmen Velotti dal 1999 la Moglie di Rosario Simeoli. La loro storia d’amore ha avuto il destino segnato se si pensa che sono nati ambedue nella stessa Clinica a Torre del Greco, la Località Campana rientrante nella Città Metropolitana di Napoli, magnificamente adagiata tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli.

Rosario è nato il 13 Maggio del 1977 a Torre del Greco ed è arrivato in Toscana da giovanissimo, seguendo il Fratello maggiore Enzo nelle prime aperture dei Locali di Famiglia, imparando il mestiere direttamente sul “campo di battaglia”. Negli anni è riuscito ad acquisire una grande maestria sia come Pizzaiolo sia come Chef e le sue preparazioni, sia in Pizzeria sia in Cucina, sono golose e sofisticate, prendono ispirazione dalla Tradizione Napoletana ma con una visione contemporanea.

Da “Luna Rossa” di Viale Italia accanto al grande Rosario Simeoli lavora una squadra esperta e molto ben organizzata: in Cucina il bravo Chef Marco Punzo e la brava e giovane Pasticciera Emma Rastelli (classe 2003), in Sala l’esperto Mario Amore (Napoletano, classe 1988, cresciuto in Toscana) che coordina l’accoglienza e la gestione della Cantina supportato dal giovane e bravo Francesco Simeoli.

Marco Punzo è nato il 14 Aprile 1995 nel piccolo e antichissimo Comune di Massa di Somma (Città Metropolitana di Napoli) il cui Territorio, posizionato alle falde del Monte Somma, rientra nel “Parco Nazionale del Vesuvio”. Marco cresciuto in una Casa dove la Nonna e la Mamma erano ottime cuoche ha iniziato ben presto a interessarsi della Cucina. Seguendo questa sua aspirazione, unita anche all’interesse di trovare presto uno sbocco lavorativo, ha frequentato l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera Ugo Tognazzi”, nel Comune di Pollena Trocchia (NA), dove si è Diplomato nel 2014. Dopo alcune esperienze in Locali della sua zona nel 2015 Marco si trasferito in Toscana a Firenze dove ha lavorato al conosciutissimo RistoranteUndici Leoni”, un’esperienza molto utile servita anche a conoscere meglio le ricette del Territorio. Durante il “periodo covidMarco è tornato a Napoli ma nel 2021 è rientrato in Toscana a Montecatini Terme (PT) dove lo chiamavano i legami d’amore. Dopo altre importanti esperienze lavorative Marco Punzo, dal Mese di Maggio 2024 (in concomitanza con l’apertura), è diventato lo Chef di “Luna Rossa” in Viale Italia a Pistoia.

Da “Luna Rossa” di Viale Italia per le Pizze è fondamentale lo studio degli impasti, delle cotture multiple (come la doppia o tripla cottura di padellino e pizza fritta rigenerata) e la selezione di materie prime decisamente di altissimo livello. Il risultato si realizza in un’ampia scelta di Pizze Napoletane identitarie, leggere e riconoscibili, curate nel dettaglio anche per i “topping” (guarnizioni) con tutti gli ingredienti usati frutto di una ricerca accurata e costante. Oltre alle classiche si possono scegliere molte “Pizze Gourmet”, “Pizze in padellino 2 cotture” e una Selezione di “Pizze preparate con stesura a ruota di carro” (una Pizza Napoletana Tradizionale, molto grande, sottile e leggera, così ampia da superare i bordi del piatto, richiamando la forma delle vecchie ruote dei carri).

Ma da “Luna Rossa” in Viale Italia è molto importante anche il Menù che cambia molto spesso e segue le stagioni oltre ad approvvigionarsi di materie prime selezionate come i pomodori del Nolano, i latticini Gargiulo, la pasta di Gragnano Gentile e le carni provenienti dalla vicina Macelleria Lenzi che alleva direttamente gli animali. Un Menù che prevede oltre alla “Scelta alla Carta” anche “Due Percorsi Degustazione” (da quattro e cinque portate).

La Carta dei Vini offre, con un buon rapporto qualità/prezzo, un’interessante e curata selezione, pensata per offrire i migliori abbinamenti con il cibo: alcune decine di Etichette tra Bollicine (Italiane e Francesi) e Vini Bianchi, Rosati e Rossi provenienti dalla Regioni più vocate d’Italia, con la possibilità del “servizio al calice”.  Non mancano le Birre alla Spina e le Birre Artigianali

Veniamo alla degustazione fatta nella mia recente visita.

Con in tavola il buon pane e le fragranti schiacciatine (della Casa) e scelto in abbinamento una fresca Bollicina Italiana dell’AziendaLa Torre” (Franciacorta DOCG Brut Rosé, Pinot Nero e Chardonnay, 12,5% Vol.) sono state servite le seguenti portate: ­

- “DOPPIA ARMONIA” - “Elementi” - Padellino all’orzo tostato, mousse di bufala, filetto di pomodoro San Marzano DOP semidry, Acciuga Armatore (le Acciughe di Armatore Cetara portano in tavola il profumo della Costiera Amalfitana) e cucunci (frutto immaturo della pianta del cappero), origano di montagna e Olio E.V.O. Oro di Caiazzo Presidio Slow Food;

- “APERTURE DI GUSTO” - Tacos di Pizza Romana in doppia cottura, mousse di Provolone del Monaco, zucchine alla scapece, gambero rosso e lime; - “Frittatine alle vongole” - Frittatine di pasta alle vongole con bottarga di tonno;

- “PRIMI DI CASA OGGI” - “Calamarata” - Calamarata su crema di piselli, saltata con ragù di gamberi e ciuffi di burrata;

- “SECONDI DI TRADIZIONE CONTEMPORANEA” - “Polpetta di baccalà” - Polpetta di baccalà, caponata di verdure di stagione, maionese al lime e menta;

- “DOLCE” - “Delizia al limone” - Una base di semifreddo aromatizzata con le bucce di limone, all’interno pan di spagna e una lemon curd (golosa e vellutata crema al limone di origine Inglese, ideale per le farciture) il tutto glassato al cioccolato bianco, in accompagnamento frutta di bosco.

Tutto molto buono e ben presentato.

Quando le persone lavorano con esperienza, passione e cuore non solo sei immerso in un’atmosfera positiva ma anche il cibo acquista valore e piacevolezza

DaLuna Rossa - Autentica Cucina Napoletanadella Famiglia Simeoli, in Viale Italia 36 a Pistoia potete trovare, oltre alla gentile e simpatica accoglienza, ottime pizze e gustose preparazioni di cucina dall’inconfondibile sapore della magnifica Tradizione Partenopea.

https://lunarossapistoia.it/luna-rossa/ristorante/

https://www.youtube.com/shorts/tsjan7BJ8GA


"Luna Rossa": Carmen Velotti con il Marito Rosario Simeoli

Enzo Simeoli con il Fratello Rosario

Ristorante "Luna Rossa": Rosario Simeoli nella Sala Grande

"Elementi".....

Francesco Simeoli con il Padre Rosario

"Tacos di Pizza Romana".....

"Frittatine alle Vongole".....

Lo Chef Marco Punzo

"Calamarata"..... 

"Polpetta di Baccalà"..... 

"Delizia al Limone"..... 

Giorgio Dracopulos e Rosario Simeoli


domenica 10 maggio 2026

ALLA NUOVISSIMA KATSUSANDERIA “SANDO IE KOJI” A ROMA DELLO CHEF KOJI NAKAI I TIPICI E GUSTOSI PANINI GIAPPONESI.

 


"Roma Caput Mundi regit orbis frena rotundi" (Roma Capitale del Mondo regge le redini dell'orbe rotondo) così recita il verso Latino che l’Imperatore dei Romani Federico I Hohenstaufen (1122 - 1190), noto come Federico Barbarossa, volle incidere sul suo sigillo per indicare la supremazia e il ruolo centrale che Roma ha mantenuto nel corso della storia, diventando un fondamentale crocevia politico, economico e culturale.

Non c’è bisogno di dilungarsi sulla Magnifica Città di Roma, tanto è stato già scritto e tanto è stato detto, ma per quello che desidero raccontarvi devo ricordare che il Centro Storico della Città è suddiviso in 22 Rioni che costituiscono il primo livello di suddivisione storico/toponomastico. I Rioni originatisi nel Medioevo sulle basi delle “14 Regiones Augustee” sono aumentati nel tempo e l’ultimo, istituito nel 1921, è il Rione Prati. Ogni Rione, identificato da un numero romano e uno stemma, rappresenta un'area con un'identità unica.

Il “Rione Prati” (XXII), costituito ufficialmente il 20 agosto 1921, nacque come un quartiere che accoglieva le strutture amministrative del Regno d'Italia e una zona residenziale per i funzionari dello Stato. L'impianto urbanistico stradale fu studiato in modo tale che nessuna delle nuove vie avesse come sfondo la Cupola della Basilica di San Pietro, a testimonianza dei rapporti tesi tra il nuovo Stato Italiano e la Santa Sede nell'epoca precedente la firma dei “Patti Lateranensi” dell’11 Febbraio 1929. Per questo motivo i nomi delle Vie del nuovo Rione furono scelti tutti tra personaggi storici della “Roma Repubblicana e Imperiale”, condottieri e letterati della classicità latina e pagana, e tra gli eroi del Risorgimento al quale fu dedicata la Piazza Principale (Piazza Cavour).

Proprio nel Rione Prati c’è Via Andrea Doria”, una larga strada alberata a doppio senso che parte da “Largo Trionfale” e arriva in “Piazzale degli Eroi”, che è considerata una sorta di confine storico e strutturale tra il Rione Prati e il Quartiere Trionfale (Q. XIV) uno dei 35 Quartieri Ufficiali di Roma.

Mercoledì 11 Marzo 2026, in Via Andrea Doria al Civico 32, è stato inaugurato il nuovo Locale dello Chef Giapponese Koji Nakai: “SANDO IE KOJI”.

Il Civico 32 si trova proprio di fronte al “Nuovo Mercato Trionfale”, una grande struttura di vetro e cemento, inaugurato l'11 Marzo 2009, il primo e più grande Mercato Rionale Romano (270 banchi, 420 box, 320 posti auto e un Ufficio Postale). Il mercato è diviso per corridoi con box di colori diversi a seconda della categoria merceologica: “verde” per frutta e ortaggi (“verde chiaro” sono i produttori diretti che sono una cinquantina), “blu” per il pesce, “rosso” per la carne.

SANDO IE KOJI” è una “katsusanderia” un Locale specializzato nella preparazione e vendita del sandwichkatsu-sando” (カツサンド o かつサンド) un famosissimostreet foodGiapponese che consiste nel “tonkatsu” (una cotoletta impanata e fritta solitamente, carne,  maiale o pollo) racchiuso in soffice pane bianco, spesso “pane shokupan” un tipo di pane in cassetta Giapponese, al latte e senza crosta, noto per la sua consistenza estremamente soffice, nuvolosa e con il sapore delicatamente dolce. Il “pane shokupan” si distingue per l'uso della “Tecnica Tang Zhong” che consiste nel fare il pane, umido, morbido ed elastico che dura a lungo, senza l'aggiunta di conservanti o additivi, ma usando semplicemente uno starter fatto con la stessa farina e acqua.

Uno dei segreti per preparare un buonissimo “katsu-sando”, che può essere riempito anche con varie salse e altri ingredienti, è quello di lasciarlo riposare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per 10/20 minuti prima del taglio a metà che ne esalta il ripieno, affinché i sapori si possano amalgamare al meglio e la struttura si compatti. Questo tipo di sandwich è un “comfort food” apprezzatissimo per il contrasto tra la morbidezza del pane e la croccantezza della cotoletta, un panino popolarissimo in Giappone facilissimo da acquistare anche nei “Konbini” (minimarket aperti h.24).

Lo Chef Koji Nakai (classe 1984) è originario di Ōsaka, la Capitale dell'omonima Prefettura e la terza Città del Giappone per numero di abitanti (oltre 2,75 milioni), situata nella Regione del Kansai, nell'Isola di Honshū, alla foce dei Fiumi Yodo e Yamato. Ōsaka è storicamente la Capitale Commerciale del Giappone essendo uno dei maggiori distretti industriali e portuali ed è anche tradizionalmente considerata la "Cucina del Paese" (天下の台所 = “Tenka no Daidokoro”) e la "Capitale della buona tavola".

Koji Nakai, è cresciuto in una Famiglia in cui i Genitori facevano gli stilisti e avevano stretti contatti con l’Italia, il suo Papà tornando dai viaggi portava al Figlio le gustose specialità Italiche in particolare dei magnifici cioccolatini. Sua Zia, anch’essa titolare di marchi di moda, decise di aprire il Primo Ristorante Italiano a Kōbe, l’altra Città che si affaccia sulla suggestiva Baia di Ōsaka, e quello fu per Koji Nakai il “paradiso” dove c’erano solo cose buone da vedere e degustare. Passarono alcuni anni, iniziò a studiare legge ma contemporaneamente, seguendo la sua propensione, oltreché per arrotondare, entrò a lavorare in alcuni Ristoranti Italiani. Venuto a contatto con il mondo della “Pizza”, grazie a un bravo Pizzaiolo Napoletano, Koji non ebbe più dubbi: la sua strada sarebbe stata la Cucina. Koji Nakai poco più che ventenne arrivò in Italia e lavorò prima in Toscana, poi in Friuli-Venezia Giulia, in Piemonte e infine giunse a Roma nel 2008.

Dopo alcune esperienze Romane, come l’apertura di una Osteria Romana a Monteverde, e l’esperienza come Chef presso l’Ambasciata Italiana a Varsavia, Koji Nakai si è impegnato costantemente nella divulgazione della cultura culinaria autentica Giapponese a Roma aprendo nel 2022 il Ristorante Fine Dining Nakai dove riesce a fondere la Cucina Giapponese con quella Romana, poi nel Mese di Giugno del 2024, in Via Marcantonio Bragadin al Civico 13, ha inaugurato “IE KOJI” (Da Koji).

 “IE KOJI” è un “izakaya” (居酒屋) è un tipico pub, taverna, trattoria informale Giapponese, spesso economico, dove si consumano bevande alcoliche accompagnate da vari piatti da condividere, simile a un mix tra tapas bar e pub. La parola significa letteralmente "rimanere a bere" o "negozio di sakè dove ci si siede". Sono luoghi sociali molto accoglienti (convivialità nella condivisione),    posti molto popolari in cui si va con la famiglia, con gli amici o coi colleghi, magari dopo la scuola o il lavoro.

Successivamente, alla fine del 2025, una nuova apertura, sempre a Roma, il “Sakaba Ie Koji” la prima “sakaba” (posto dove si beve) Romana: un’Enoteca con Cucina Giapponese.

Koji Nakai affianca all’attività imprenditoriale anche un costante impegno Culturale in collaborazione con l’Istituto di Cultura Giapponese.

Il bravo Chef Koji Nakai, dopo i suoi precedenti progetti, che negli ultimi anni hanno avuto molto successo e contribuito a far conoscere una nuova idea diCucina Giapponese Contemporaneanella Capitale, ha voluto far nascere il nuovoSANDO IE KOJI” come uno spazio essenziale e dinamico, pensato principalmente per asporto e consumo veloce, con pochi posti interni e un dehors più ampio con vista sul Mercato Trionfale. Il tutto in linea con lo spirito urbano dello “street foodGiapponese. Aperto dalla tarda mattinata fino a sera con orario continuato, “SANDO” propone una cucina immediata ma costruita su un lavoro artigianale preciso, sviluppato a partire da un laboratorio produttivo dedicato.

Il Menù di “SANDO IE KOJI” si basa su alcune varianti di “katsu-sando” che comprendono la versione più tradizionale con “cotoletta di maiale”, quella con “pollo”, quella con “straccetti di manzo” (saltati e conditi con salsa di soia), quella con la pregiata carne Giapponese  wagyu” dalla marezzatura intensa, quella “vegetariana stagionale” preparata con le verdure del Mercato Trionfale. Accanto ai “katsu-sando” non mancano altri classici della gastronomia Giapponese come i “box” da portare via denominati “bento”, le “patatine” reinterpretate con gustosi sapori fusion e le “cotton cheesecake al cioccolato, yuzu (agrume) e matcha (polvere di tè verde)” il raffinato dolce che si distingue per la sua incredibile leggerezza e la consistenza spugnosa, simile a quella di una nuvola. Le materie prime usate sono tutte selezionare, il pane è uno “shokupan” molto soffice e burroso (realizzato in esclusiva dal “Panificio Artigianale Marè Prati”), le cotolette grazie alla partnership con il “Gruppo Galli” sono prodotte internamente in un laboratorio dedicato e i polli provengono da allevamenti a crescita naturale. Il tutto viene accompagnato da birre e bibite originali Giapponesi.

Alla nuova katsusanderiaSANDO IE KOJIin Via Andrea Doria al Civico 32 a Roma, grazie all’iniziativa imprenditoriale del bravo Chef Giapponese Koji Nakai, troverete i tipici e gustosi panini tradizionali Giapponesi.

https://www.instagram.com/sando.2026/


"SANDO IE KOJI" a Roma (Foto SIK)

"Katsu-Sando" Tradizionali (Foto SIK)

Materie Prime Selezionate (Foto SIK)

"Patatine" per Tutti i Gusti (Foto SIK)

Abbinamenti con Birre e Bibite Gipponesi (Foto SIK)

Lo Chef Koji Nakai (Foto SIK)

"SANDO IE KOJI" a Roma dello Chef Koji Nakai (Foto SIK)


sabato 2 maggio 2026

L’ISTITUTO ALBERGHIERO “RAFFAELLO FORESI” DI PORTOFERRAIO (LI) VINCE IL TERZO CONTEST “ARTE E CULTURA DELLA CUCINA” DELLA PROVINCIA DI LIVORNO.




Si definisce “Scuola Alberghiera” una Scuola di formazione secondaria di secondo grado che prevede un percorso formativo di durata quinquennale. Alla fine del triennio si consegue un Diploma Professionale che consente già di affacciarsi sul mondo del lavoro. Proseguendo il percorso di studi per gli altri due anni si consegue il Diploma di Maturità e la qualifica di “Tecnico dei Servizi Turistici” o di “Tecnico dei Servizi di Ristorazione”. La Scuola ha tre indirizzi specifici: Enogastronomia, Servizi di Sala e di Vendita, Accoglienza Turistica.

Come negli altri Licei e Scuole Superiori, anche negli Istituti Alberghieri si studiano tutte le discipline tradizionali. Ciò che caratterizza però il percorso Alberghiero è la presenza delle materie specialistiche: scienza degli alimenti, nutrizionistica, servizi di accoglienza, laboratori tecnici, gestione delle aziende di ristorazione, economia e tecnica dell’azienda turistica, diritto riguardante la materia del turismo e della ristorazione. Il percorso formativo prevede anche la partecipazione a Stage presso ristoranti, pasticcerie, alberghi, agenzie di viaggio o in altre strutture.

In Italia la Storia degli IstitutiAlberghieri” è iniziata nel 1930 con l’apertura di Scuole riservate denominate “Istituti Tecnici per l’Industria Alberghiera”. Agli inizi i Corsi erano di un solo Anno, poi divennero Biennali e successivamente Triennali. Dal 1943 questo tipo di Scuola venne chiamata “Scuola Tecnica Commerciale Alberghiera”.

Oggi per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo Ristorativo/Alberghiero esistono su tutto il Territorio Nazionale numerosi Istituti Professionali Statali per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione (IPSSAR) e Istituti di Istruzione Secondaria (ISIS). Ma per poter entrare “in punta di piedi” nel fantastico mondo dell’enogastronomia si deve studiare moltissimo, acculturandosi e aggiornandosi in continuazione.

Mercoledì 22 Aprile 2026 tre Istituti Toscani di Istruzione Secondaria con indirizzo Professionale Alberghiero della Provincia di Livorno,Enrico Mattei” di Rosignano Solvay, “Val Di Cornia” di Piombino e “Raffaello Foresi” di Portoferraio (Isola d’Elba), hanno gareggiato in campo neutro, presso la “Scuola Tessieri” di Ponsacco (PI), nel Terzo ContestArte e Cultura della Cucina - L’Interpretazione di un Antipasto Caldo Ispirandosi all’Arte Pittorica del Futurismo”. 

Il Contest 2026 era ispirato alFuturismo” un Movimento Letterario, Culturale, Artistico, Cinematografico, Gastronomico e Musicale d'avanguardia Italiano dei primi del ‘900 che ha rivoluzionato arte, letteratura, architettura e costume, celebrando velocità, tecnologia e dinamismo. Caratterizzato da una rottura violenta col passato, ha esaltato la vita moderna urbana, la modernità, la tecnologia, la velocità, le macchine e la forza fisica. Il Movimento rifiutava totalmente le tradizioni artistiche, i musei e le biblioteche glorificando invece il militarismo, il nazionalismo e la guerra definita come "sola igiene del mondo".

Il “Futurismo” prese vita in un periodo di notevole fase evolutiva dove tutto il Mondo dell'arte e della cultura era stimolato da numerosi fattori determinanti come le guerre, le trasformazioni sociali, le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione, come il telegrafo senza fili, la radio, gli aeroplani e le prime cineprese. Tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" tra loro i Continenti e creando nuove connessioni e nuove prospettive. Il Futurismo ha avuto una forte influenza Internazionale, in particolare in Russia e Inghilterra, proseguendo fino agli anni '30 e intrecciandosi in buona parte anche con il Fascismo.

Il “Futurismo” è stato fondato nel 1909 dal Poeta, Scrittore, Drammaturgo e Militare Italiano Filippo Tommaso Marinetti (1876 - 1944), che proprio in quell’anno scrisse il “Manifesto del Futurismo”. Nel Mese di Febbraio del 1909 il “Manifeste du Futurisme” venne pubblicato a Parigi, in lingua Francese, sul Quotidiano “Le Figaro”. Nel Febbraio 1910 i Pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini pubblicarono il “Manifesto dei Pittori Futuristi” puntando su forme frammentate, linee di forza e dinamismo per rappresentare il movimento.

La “Scuola Tessieri” è una delle migliori Scuole Superiori Italiane Private Accreditate e Certificate, ha Sede in Toscana a Ponsacco, in Provincia di Pisa, nella Zona Artigianale/Industriale, precisamente in Via Milano al Civico 24. La sua ubicazione strategica le permette di essere raggiunta con facilità trovandosi a solo 2,5 Km. dall’uscitaPontedera-Ponsacco” di una fondamentale arteria come la “Strada di Grande Comunicazione Fi-Pi-Li”. La Scuola è nata nel 2015 per la brillante iniziativa di un noto imprenditore della zona Alessio Tessieri (classe 1963). Alessio ha fondato e guidato nel tempo Aziende leader a livello Nazionale e Internazionale nel settore dolciario. “Casa Tessieri” l’Azienda madre del suo Gruppo imprenditoriale sceglie e distribuisce nel Mondo, da oltre 50 anni, prodotti di selezionatissime pasticcerie, panetterie e Aziende di trasformazione alimentare. La “Scuola Tessieri” è un grande open space di oltre 800 mq. che può essere suddiviso in ambienti separati mediante pareti trasparenti e insonorizzate. Le più moderne attrezzature arredano gli specifici Laboratori di Cucina, Pasticceria e Panetteria, Pizzeria, Bar e Sala, Gelateria, Cioccolateria. Telecamere e Schermi giganti permettono di proiettare ogni passaggio delle lezioni.

Grazie a importanti ed espertissimi Professori interni a cui si aggiungono, per specifici Corsi, anche noti e super premiati Professionisti esterni, non solo Italiani, gli Allievi della Scuola sono seguiti con grandissima attenzione e accompagnati nel portare all’eccellenza le specifiche attitudini professionali di ciascuno. Le attività della “Scuola Tessieri” spaziano dai Corsi Base fino a raggiungere i Corsi di Alta Specializzazione: l’istruzione acquisita offre la possibilità di avere interessanti sbocchi occupazionali. La “Scuola Tessieri” grazie al suo stretto legame con il Territorio e con le eccellenze Enogastronomiche Nazionali spesso organizza molte iniziative ed eventi per aumentare la diffusione e la conoscenza della “cultura del cibo”.

Il Contest Arte e Cultura della Cucinaè stato ideato dallaFondazione Livornoin collaborazione con laScuola Tessieri”.

Il Contest nasce con la volontà di: - Favorire l’occupabilità dei giovani in stretta connessione con le vocazioni economiche del proprio territorio; - Favorire il diritto allo studio con attenzione ai giovani meritevoli e privi di mezzi con conseguente difficoltà all’accesso ai percorsi di alta formazione professionalizzante; - Favorire l’autonomia dei giovani e la valorizzazione dei talenti attraverso azioni di diritto allo studio; - Valorizzare il rapporto tra arte e cultura gastronomica e turismo sostenibile quali motori per lo sviluppo locale; - Favorire la conoscenza tra i giovani e il patrimonio artistico del territorio Livornese; - Favorire lo sviluppo del territorio attraverso azioni volte a incentivare la formazione di qualità rispondente alle esigenze del mercato occupazionale.

Le tre Scuole Alberghiere della Provincia di Livorno per partecipare al ContestArte e Cultura della Cucina 2026” hanno dovuto formare ognuna una Squadra con un Contest interno selezionando dalle Loro Classi Quinte i tre studenti finalisti. Le Tre Squadre si sono presentate, accompagnate da alcuni dei Loro Professori, la mattina presto di Mercoledì 22 Aprile alla “Scuola Tessieri” per svolgere la gara finale del Contest.

Per l’IstitutoEnrico Mattei” partecipavano Alessia Aleo, Laura Assey e Diego Biondi, per l’IstitutoVal Di CorniaLucia Cananzi, Manuela Vannucci e Jonathan Meluzzi, per l’IstitutoRaffaello ForesiCristian Carminelli, Margherita Pieruzzini e Paolo Sirna.   

Ogni Studente aveva a disposizione 50 minuti per la realizzazione dei piatti da portare alla Giuria e 20 minuti per la pulizia e il riassetto della postazione di cucina. Ogni “piatto” realizzato e cucinato dagli studenti doveva ispirarsi a un quadro di uno dei Pittori scelto tra i maggiori esponenti delFuturismo”.

La Giuria giudicante era altamente qualificata essendo composta dal Coordinatore Didattico di Cucina diScuola Tessieri” lo Chef Stefano Cipollini, dalla Giornalista Enogastronomica, Scrittrice ed Esperta d’Arte Ilaria Guidantoni, dalla Chef e Imprenditrice Paola Picchi, oltreché dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale

I nove Studenti partecipanti hanno presentato alla Giuria le loro preparazioni dopo che la brava Giornalista Ilaria Guidantoni, con la sua grande conoscenza di Arte e Cultura, aveva ampiamente descritto il Quadro scelto che ha ispirato la ricetta dell’Allievo.

Fuori Concorso” lo studente Francesco del Prete dell’IstitutoRaffaello Foresi”, assistito dalla Professoressa Sara Palomba, ha presentato alla Commissione di Giuria una preparazione denominata “Dinamicità di una granfia” realizzata ispirandosi al quadro “Elasticità” di Umberto Boccioni.

Dopo le valutazioni della Giuria, che comprendevano punteggi riferiti alla “Mise en Place e Pulizia”, alla “Preparazione Professionale”, alla “Coerenza con il Tema”, all’“Aspetto Estetico”, al “Gusto” e alla “Comunicazione”, sono stati selezionati i tre finalisti, uno per ogni Scuola.

Dopo un veloce e gustoso pranzo di lavoro ben preparato per tutti i presenti dagli Studenti diScuola Tessieri” diretti dal bravo Docente della Scuola stessa lo Chef Fabio Centoni, sono state presentate alla Giuria dai tre studenti finalisti le preparazioni per l’ultima valutazione.

Il Verdetto Finale dei Giudici, dopo accurata disanima, è stato il seguente: - PRIMO PREMIOPaolo Sirna dell’Istituto AlberghieroRaffaello Foresi” con il piatto “Elevazione Monumentale” ispirato all’opera “Progetto per un Edificio Monumentale” dell’Architetto Futurista Antonio Sant’Elia; - SECONDO PREMIO - Lucia Cananzi dell’Istituto AlberghieroVal Di Cornia”, con il Piatto “Irreale” ispirato al dipinto olio su tela “Lampada ad Arco” del Pittore Giacomo Balla; - TERZO PREMIO - Laura Assey dell’Istituto AlberghieroEnrico Mattei” con il piatto “I Sambusa dall’Est Africa all’Italia” ispirato al quadro “Velocità d’Automobile” del Pittore Giacomo Balla.

I Premi consistevano in importantissimi contributi per poter partecipare ai Corsi di Alta Specializzazione di Scuola Tessieri.

Il Contest ha visto la presenza di molti Professori degli Istituti interessati che hanno sostenuto con grande partecipazione i rispettivi Studenti in Gara. La “Fondazione Livorno” era rappresentata dal Presidente Avvocato Luciano Barsotti e da Rossana Meacci Membro dello Staff.

Grande l’emozione e l’entusiasmo al momento della designazione e premiazione dei Vincitori che ha visto impegnati nella consegna degli attestati tutta la Giuria del Contest e Marianna Tessieri in rappresentanza della Scuola ospitante.

Dopo una Premiazione applauditissima, in cui non solo i Vincitori ma anche tutti gli Allievi partecipanti alla Gara hanno avuto un Premio, si sono fatte le foto di rito.  

Il Terzo ContestArte e Cultura della Cucina 2026 - L’Interpretazione di un Antipasto Caldo Ispirandosi all’Arte Pittorica del Futurismo ha visto una meritatissima Vittoria dell’Istituto Alberghiero Raffaello Foresidi Portoferraio (LI) ma grande è stata la bravura di tutti i concorrenti.

https://fondazionelivorno.it/

https://www.scuolatessieri.it/


"Scuola Tessieri Contest 2026": La Giuria (Foto Fabio Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Raffaello Foresi" (Foto Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Val di Cornia" (Foto Latini)

Studenti e Professori dell'Istituto "Enrico Mattei" (Foto Latini)

Presentazione Fuori Concorso di Francesco Del Prete (Foto Latini)

 La Preparazione di Paolo Sirna (Foto F. Latini)

La Preparazione di Lucia Cananzi (Foto F. Latini)

 La Preparazione di Laura Assey (Foto F. Latini)
 
I Vincitori con Giorgio Dracopulos (Foto Fabio Latini)