giovedì 16 agosto 2018

AVIGNONESI VIN SANTO OCCHIO DI PERNICE 1988: UN NETTARE DEGLI DEI INVECCHIATO 30 ANNI.




La Storia del Vino è talmente antica che praticamente si fonde con la Storia dell’Umanità.
Tracce di rapporto tra uomo e “Vitis Vinifera” (Vite Comune o Vite Euroasiatica) si sono trovate in Cina (risalenti a circa 7000 a. C.) e in millenni successivi in Georgia, Iran, Grecia e Sicilia.
Proprio in Sicilia, ma anche in Georgia, recentemente, è stato fatto il ritrovamento forse più antico di tracce specifiche di Vino, risalenti a circa 6000 anni a.C., analizzando dei contenitori di coccio.

Ma bisogna arrivare alla metà del Medioevo (periodo Storico intercorso tra il V e il XV Secolo) per avere le prime trattazioni riguardanti il “Vin Santo” (o Vinsanto).
Molte ed elaborate sono le Teorie e le Leggende che sono state tramandate sulla nascita del “Vin Santo” e sul suo nome, ma molto più veritiero è il fatto che il “Vin Santo”, un particolare Vino Dolce, si è sempre chiamato così perché era un Vino usato durante le Sante Messe officiate in zone particolari d’Italia.

La Tradizione ci ha tramandato che per questo Vino particolare venissero scelti i grappoli migliori, e successivamente, questi fossero messi ad appassire (a seccare) adagiandoli su stuoie o appendendoli con vari sistemi. 
Tali sistemazioni dovevano essere ubicate in luoghi particolarmente areati e freschi.
Poi quando le uve raggiungevano il punto giusto di appassimento venivano pigiate e il ricavato (mosto), con o senza vinacce a secondo del metodo seguito, veniva raccolto in Caratelli (piccola botte di rovere o castagno), dai 15 ai 50 litri, da cui era appena stata tolta la produzione precedente.
Durante questa operazione si lasciava la “feccia” (deposito che si forma sul fondo) che vi si trovava ritenendo che fosse responsabile della buona riuscita del “Vin Santo” tanto da denominarla “feccia madre”.

I Caratelli sigillati (privi di ossigeno) venivano sistemati in luoghi, come i sottotetti, che avessero una forte escursione termica per periodi, di minimo tre anni, fino a 10 anni e oltre
Per sottolineare la preziosità di tale selezione, presa in considerazione ieri e oggi, un dato molto indicativo la evidenzia: da un quintale (100 kg.) di uva fresca si ricavano, all’incirca, soli 25 litri di “Vin Santo”.

Ai nostri tempi nella produzione del “Vin Santo” si seguono tutte quelle regole igienico/sanitarie imposte dai regolamenti produttivi, ma molto della tradizione è rimasto.

Il “Vin Santo” è un Vino Dolce caratteristico della Toscana e dell’Umbria e viene prodotto con Uve a Bacca Bianca di Trebbiano e Malvasia
Il “Vin Santo” può essere sia amabile sia secco. 
Dato che il mosto del “Vin Santo”, a seguito dell’appassimento, risulta particolarmente concentrato di zuccheri, il grado alcolico che ne deriva supera anche il 19% nei Vini più secchi.

Il “Vin Santo” si può produrre anche con Uve a Bacca Nera di Sangiovese, in questo caso si definisce “Vin Santo Occhio di Pernice”.

Il “Vin Santo del Chianti Classico Occhio di Pernice” è un Vino a Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) la cui produzione è consentita soltanto nelle Province di Firenze e Siena.

Uno dei “Vin Santi Occhio di Pernice” più straordinari è quello prodotto da “Avignonesi”.

L’Azienda Avignonesi nasce, a Montepulciano (SI) nel 1974, dalla volontà e la passione dell’omonima Famiglia e attraverso i decenni ha fatto Storia con i suoi Vini e non solo. 
Nel 2009 l’Azienda è stata rilevata da Virginie Saverys (una nota Avvocatessa Belga) che da subito ha introdotto metodi di coltivazione biologica e dal 2012 ha anche la nuova Cantina alla Tenuta Lodola.

Nel Territorio di Montepulciano l'AziendaAvignonesi” possiede otto Vigneti in 5 diverse Locazioni (possiede un Vigneto anche nella Zona di Cortona in Provincia di Arezzo).

Il “Cuore di Avignonesi”, a Montepulciano, è la Fattoria Le Capezzine con le sue 4 Parcelle, a 300 metri s.l.m., per un totale di circa 7 ettari e mezzo Vitati: “Stella”, “Stellina”, Vergine” e la famosa e caratteristica “Vigna Tonda”. 
Si coltivano Uve di Sangiovese, Grechetto, Malvasia e Trebbiano.
Qui si produce (in anni più recenti per rientrare nella D.O.C.) con un preciso e accuratissimo Metodo di Vinificazione il “Vin Santo” e il “Vin Santo Occhio di Pernice”.

Il “Vin Santo Occhio di Pernice” di Avignonesi, anzi dal 1999 con l’apposizione della “Nuova Etichetta” è meglio dire l’Occhio di Pernice Vin Santo di Montepulciano D.O.C., si ottiene esclusivamente dalle migliori Uve di Sangiovese dell’Azienda che appena vendemmiate (esclusivamente a mano e adagiandole in piccole cassette foderate con foglie di vite) vengono poi messe per 6 mesi, nell’appassitoio, su stuoie di giunco.

Successivamente le Uve vengono delicatamente pressate e il mosto ricavato viene versato, a invecchiare per circa un decennio, in Caratelli di rovere da 50 Litri
La fermentazione è estremamente lenta e tutta naturale con l’esclusiva aggiunta del “lievito indigeno”: la speciale “madre” dall’origine centenaria che l’Azienda custodisce con amorevole cura.
Dopo l’imbottigliamento l’Occhio di Pernice può trascorre anche un altro anno prima di essere messo sul mercato.

Ho avuto la grande soddisfazione (per non dire estrema gioia) di poter stappare, nel “Trentennale” dalla vendemmia, una Bottiglia da 375 ml. di “Avignonesi Occhio di Pernice 1988” ancora con la “vecchia Etichetta” con DenominazioneVino da Tavola di Toscana” e prodotto, al tempo, nella Tenuta della Selva
La preziosissima Bottiglia era la numero “0777” delle sole “1313” realizzate nell’Annata: una vera super rarità.

Che dire di questo “Vin Santo” sennonché è semplicemente meraviglioso ed emozionante, incredibilmente ricco, elegante ed equilibrato, dai sentori infiniti e variegati, si caratterizza per una consistenza clamorosamente densa e una lunghissima, avvolgente persistenza.

Consiglio di degustare questa portentosa e mitica “ambrosia” in ampi calici di fine cristallo tipo Cognac a una temperatura di 16 gradi.

Il “Nettare” per gli Antichi Greci era la bevanda dei loro Dei, gli Olimpi, e si riteneva che “donasse l’immortalità”.

Credo che sia decisamente giusto definire il “Vin Santo Avignonesi Occhio di Pernice 1988” un “Nettare degli Dei”, per giunta invecchiato 30 anni.





"Avignonesi Vin Santo Occhio di Pernice 1988"

Retro Etichetta

Giorgio Dracopulos

sabato 11 agosto 2018

“MOLLICA’S – TOSCANA – DECALOGHI, RICETTE E CHIACCHIERE” IL PRIMO DIVERTENTE LIBRO DI SILVIA DADDI E MATTIA MARACCI.




Un famoso Scrittore Francese conosciuto come Daniel Pennac (pseudonimo di Daniel Pennacchioni, è nato a Casablanca nel 1944 da genitori originari della Corsica) ha detto: 
Un Libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso”.

Oggi Vi voglio parlare proprio di un Libro appena uscito (fine Luglio 2018) che è così divertente da trasformare delle ottime Ricette Toscane in qualcosa di più di semplici preparazioni Culinarie.
Il Libro in questione èMollica’s – Toscana – Decaloghi, Ricette e Chiacchiere” di Silvia Daddi e Mattia Maracci.

Ma prima di parlare del Libro sono obbligato a raccontarvi una Storia in modo tale da conoscere bene gli autori
Una Storia che tratta di “gioventù”, “passione per la cucina” e “sincera giovialità”.

Silvia è nata ad Empoli (FI), Lunedì 18 Febbraio 1985, è del segno zodiacale dell’Acquario, nasce in una Famiglia di Commercianti; i suoi genitori, Sergio e Tamara, hanno uno storico negozio di scarpe a Montelupo Fiorentino (FI), e il fratello Dimitri, più grande di 7 anni, per lei sarà come un secondo babbo tanto sarà protettivo.

In lei è già innata la passione per la Cucina che gli deriva dalla solida tradizione delle sue nonne, Ada e Marisa, e dalla fantasia della sua mamma.
Silvia già a 6/7 anni si diletta a preparare i biscotti, la pasta, gli gnocchi e molti altri “esperimenti” gastronomici.
Frequenta le Elementari e le Medie, a Montelupo, dalle Suore Carmelitane, distinguendosi, oltre che in tutte le materie, anche in cucina e cucito.

Dopo le scuole dell’obbligo frequenta e si diploma, alla Scuola PrivataLeonardo Da Vinci” di Empoli, come Tecnico Qualificato Accompagnatore Turistico.
Nel 2006, durante le vacanze estive a Follonica, Silvia conosce Mattia Maracci, un “colpo di fulmine”, ed è subito amore.

Mattia Maracci è nato a Firenze il 17 Dicembre 1986, da babbo Maurizio e mamma Patrizia, in seguito avrà anche una sorella, Gemma
Nel D.N.A. ha i cromosomi del bisnonno materno che aveva uno storico Ristorante a Tarquinia (Viterbo).

Dopo le Elementari e le Medie avrebbe voluto andare all’Istituto Alberghiero invece frequenta e ottiene la maturità al Liceo Scientifico, poi, per poco meno di tre anni, frequenta l’Università, Corso d’Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio
Improvvisamente nel 2007, l’anno successivo al magico incontro con Silvia, decide di ritirarsi: ”anche se avevo l’occhi buoni vedevo i numeri doppi”. 
In quell’anno apre un’Agenzia di intermediazione per la vendita di prodotti vari sul web, un piccolo centro commerciale in internet.

Ragionando con Silvia decidono di fare qualcosa insieme, l’idea cade subito su un Ristorante.
Nel 2009 si attivano per fare dell’esperienza nel settore Enogastronomico
Lavorano per 4 mesi nei Ristoranti/Bar degli ippodromi Fiorentini del “Visarno” (galoppo), e “Le Molina” (trotto). 
Poi vanno per due mesi in Calabria nel Borgo di Riace (RC), dove i genitori di Mattia possiedono una casa, ed entrano a lavorare al RistoranteLa Palma D’Oro”, 
Locale immerso nel verde e con vista mare, che un amico di Famiglia ha appena aperto a Caulonia (RC).

Successivamente Mattia e Silvia cercano a Follonica un Locale da rilevare. 
La Località è stata scelta per due motivi, il primo è il particolare legame come culla del loro amore, il secondo perché la Famiglia di Silvia ha una casa nella vicina Gavorrano (GR).

L’occasione arriva alla fine del 2009 quando viene acquisita la gestione del RistoranteL’oca Bianca”. 
Dopo alcuni lavori di risistemazione, il Primo di Febbraio 2010 inaugurano il loro Ristorante/TrattoriaBadalui”. 
Il nome scelto è prettamente “Toscano”.

Passano circa due anni di duro lavoro e appassionato impegno, Silvia in Cucina e Mattia in Sala
Al loro Ristorante praticano una politica gastronomica controcorrente per un posto di mare: 
un Menu Tradizionale Toscano, in particolare Fiorentino, praticamente di solo Terra.

Dal 2011 la loro comune passione per il Mondo del Vino li ha portati a frequentare dei Corsi della  Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori (F.I.S.A.R.).

Da sottolineare che il 19 Settembre 2011 sono anche convolati felicemente a nozze.

Trascorso questo periodo, dove ottengono i primi positivi riconoscimenti dalla loro clientela, che si manifestano anche con molte recensioni positive in internet sui siti specializzati, decidono di migliorare ancora di più il loro bagaglio di esperienze con uno stage formativo all’estero.

Alla fine del Mese di Settembre 2012, finita la stagione estiva, chiudono provvisoriamente il RistoranteBadalui” e i primi di Ottobre partono per l’Australia
Arrivati a Sidney, la Città più antica e popolosa dell’Australia, si stabiliscono in un Ostello, e solo due giorni dopo entrano a lavorare per una settimana al famoso Ristorante Italiano & Bar  “Oliveto” ubicato nel bellissimo contesto del Parco NaturaleBrays Bay Reserve”.

Successivamente per un mese vanno a lavorare, sempre Silvia in Cucina e Mattia in Sala, in un altro lussuoso Ristorante Italiano di Sidney, il “Mezzaluna”, che gode anche di una magnifica vista dei grattacieli della Città.
Poi Silvia, da sola, entra in Cucina al RistoranteQuattro Paste”, importante punto di riferimento a Sidney della Cucina Italiana anche da asporto.

Mattia invece per tre mesi e mezzo si “avventura” in sala al “Bah Bq Brazilian Grill Sidney” una elegante “churrascaria”  e non solo, molto frequentata. 
Silvia raggiungerà Mattia in questo Locale solo nell’ultimo mese.

Dopo circa 5 Mesi l’esperienza Australiana è conclusa e i ragazzi tornano in Italia a Follonica carichi di nuove idee e voglia di fare; 
a Marzo del 2013 riaprono il loro RistoranteBadalui”. 
La loro fortunata Clientela può tornare a godere, per alcuni anni, di uno “tsunami” di belle presentazioni, azzeccati accostamenti e ottimi sapori.

Nel Febbraio 2016, precisamente il 18, Silvia e Mattia, pressati da numerose offerte di lavoro e sempre interessati ad affrontare nuove esperienze, prendono un’importante decisione: chiudere il RistoranteBadalui”.

Dal Primo di Marzo 2016 al 30 Ottobre dello stesso anno, hanno condotto, Silvia come Chef e Mattia come Sous-chef, con grande successo, il Ristorante Il Sale”, all’interno del Boutique HotelPoggio ai Santi”, a San Vincenzo (LI).

Ma la loro voglia di comunicare, a un numero infinito di persone, la loro grande passione per la “buona cucina”, li ha portati ad affrontare una nuova e super interessante esperienza.
Acquisita una “Licenza Commerciale Itinerante” (valida su tutto il Territorio Nazionale) per la preparazione e vendita di specialità gastronomiche, il 26 Gennaio 2017 ordinano quello che sarà il loro nuovo “Mini Ristorante Mobile”: il Furgoncino attrezzato (Food Truck). 

Scelta anche la loro nuova denominazione, “Mollica’s” (in riferimento alla mollica di pane), il 14 Aprile 2017, nel nuovo Parco Centrale di Follonica, con grande emozione, hanno iniziato l’attività distribuendo “Street Food”, prevalentemente Toscano, di grande qualità.

Lo “Street Food”, o più Italianamente parlando il “Cibo da Strada”, ha praticamente seguito di pari passo l’evoluzione umana a partire dagli albori. 
Prima delle grandi Civiltà e poi successivamente con gli  Egizi, i Greci, i Romani (tutto testimoniato da numerosissimi ritrovamenti Archeologici), il “Cibo da Strada” era una prassi comune per il popolo. 

Questa tendenza non ebbe mai rallentamenti, anzi, nel Medioevo, prolificò e continuò a crescere nei Secoli successivi.
Un cibo “nato povero” che ai nostri giorni invece assume un’importanza fondamentale, se prodotto con eccellenti materie prime, per affermare quanto di più sincero ci sia nelle preparazioni più tradizionali di un Territorio. 

Pensate solo alla magnificenza del Fiorentinopanino con il lampredotto”, o la delizia del Livornese5 & 5” (panino con la torta di ceci). 
Uscendo dalla Toscana come non ricordare i “cicchetti” (stuzzichini) Veneti, e poi le Emilianetigelle”, gli “arrosticiniAbruzzesi,  le Marchigianeolive all’ascolana”, la “torta al testoUmbra, dalla Campania il mitico “cuoppo” (cono di carta gialla con diversi tipi di fritto), gli “sciurilli” (fiori di zucchine fritti), la stessa “pizza” e i “babà”, i Sicilianissimipanino con la milza”, “arancini”, “panelle” e “cannoli”, un elenco interminabile solo per l’Italia
Figuratevi nel Mondo.

I “Mollica’s” hanno mantenuto, anche nelle loro preparazioni da “Street Food”, la massima cura nella selezione delle materie prime, solo quelle ottime, le stagionali e preferibilmente, dove è possibile, quelle a “Km. 0”.
La loro filosofia del “tutto ciò che è possibile lo facciamo noi”, non è venuta meno, ed è stata abbinata a una maggiore esperienza e alla gioia di liberare la fantasia.

Ma “Mollica’s” è anche molto altro: un simpatico Catering, un comodo Take Away, un valido punto di riferimento per organizzare interessanti Corsi di Cucina.

Per la Chef Silvia Daddi, che si autodefinisce “una folle controllata”, la Cucina è tutta la sua vita e le ruota intorno a 360 gradi.
Silvia ha una grande carica, una grande energia positiva, una pressante creatività a cui deve dare sfogo, una passione smodata, un grande amore che tutti i giorni la sfida a fare meglio ……. e tutto ciò si vede e si sente.

Anche a Mattia Maracci il “Food Truck” gli calza a pennello, e come dice lui: 
Ho trovato quello che mi piace fare”.

Ecco, da questi Ragazzi straordinari, e frutto della loro grande esperienza abbinata anche all’uso dei nuovi mezzi di comunicazione che si manifestano principalmente attraverso i “social”, è nata l’idea del LibroMollica’s – Toscana – Decaloghi, Ricette e Chiacchiere”.  

Il Libro pubblicato dalla Ouverture Edizioni di Scarlino (GR) e in formato 21 x 14 cm. e consta di 158 pagine comprese molte foto a colori
la copertina è cartonata con bandelle (risvolti di copertina).

Proprio a cominciare dalla bella e simpatica immagine di copertina, un disegno della brava illustratrice Irene Lorenzi, che rappresenta un coloratissimo Dante Alighieri che sta per mangiare un “panino con il lampredotto”, s’intuisce lo spirito “goliardico” con cui è stato fatto questo testo.

All’inizio, in una “PremessaSilvia Daddi racconta qualcosa di se e anche a riguardo del Libro. Segue una concisa “Biografia” degli Autori che parte dal 2009.
Ecco poi i 34 Decaloghi scritti in un pungente e divertentissimo “dialetto Toscano” (l’insieme dei Vernacoli o parlate romanze locali evoluzioni dirette non dalla lingua Latina Classica ma da quella Volgare/Popolare). 
Ogni Decalogo, preceduto dalla foto del piatto, si riferisce a una magnifica preparazione estratta dal cuore della “Classica Cucina Toscana” ed è seguito dalla rispettiva Ricetta, dalla descrizione meticolosa delle fasi di preparazione, da eventuali “Consigli, Curiosità e Varianti”, oltreché dallo spazio per gli appunti del lettore.
In fondo al Libro le “Fonti Consultate” e l’Indice.

Il sottoscritto, Giorgio Dracopulos, in qualità di Critico Enogastronomico che ha seguito fin dall’inizio l’avventura ristorativa di Silvia Daddi e Mattia Maracci, ha avuto il grande piacere e l’onore di presentare, Venerdì 3 Agosto 2018 a Follonica (GR), la prima uscita del Libro in questione, insieme alle rappresentanti della Ouverture Edizioni, Giulia Norcini Direttrice Editoriale e Federica Casini Responsabile Commerciale

Il LibroMollica’s – Toscana – Decaloghi, Ricette e Chiacchiere” ha avuto da subito un notevole successo di vendite.

Le “Ricette Tradizionali Toscane” sono un’affascinante espressione della nostra civiltà gastronomica e cosa c’è di meglio se non leggerle raccontate con moltissima, sincera, simpaticissima giovialità e pungente ironia dai “Mollica’s”, due bravissimi Street-Chef, i miei amici Silvia Daddi e Mattia Maracci, in “un Libro tutto da assaporare”.




Il Libro

La Locandina della Presentazione

Giulia Norcini e Federica Casini

La Presentazione

Silvia Daddi e Mattia Maracci

mercoledì 8 agosto 2018

“VADA PIZZA FESTIVAL 2018” UNA PRIMA EDIZIONE DI GRANDE SUCCESSO.




La Storia conosciuta di Vada in Provincia di Livorno, oggi accogliente meta turistico/balneare, parte in Epoca Tardo Etrusco-Romana come Porto della Citta di Volterra (oggi in Provincia di Pisa), situata nell’interno su un panoramico colle. 
Infatti il nome “Vada” deriva dal termine Latinovadum = approdo”.

Qui, in secoli lontani, la particolare conformazione del Terreno, piuttosto basso rispetto al livello del Mare, favorì la creazione di canalizzazioni che portavano l’acqua di Mare verso l’interno, dove poi la forza del sole provvedeva al prosciugamento: erano nate le “saline di Vada”. 
Ancora intorno al 754 d.C., sotto la dominazione Longobarda, documenti attestano la produzione di sale in zona.

Circa a cavallo dell’Anno Mille risulta che Vada avesse un piccolo Castello, una Chiesa dedicata a S.S. Giovanni e Paolo e la Badia Benedettina di S. Felice che in epoche successive passò alla Monache Domenicane

Dal 1079 in poi Vada subì ripetuti attacchi da parte della Flotta Genovese, ma riuscì a resistere fino al 1126 quando fu conquistata. 
Quarant’anni dopo Vada passò sotto il dominio di Pisa che fortificò le opere difensive; sono infatti di questo periodo le fondamenta e la parte più antica della Torre Medicea di avvistamento che ancora si erge maestosa nel centro di Vada.

All’epoca le Terrepaludosedel Vadese erano infestate dalla malaria e pertanto poco popolate, si arrivò a un punto che per incentivare il ripopolamento veniva esonerato chi ci veniva ad abitare dal pagamento delle tasse.

Successivamente ai Pisani, Vada passò sotto il dominio dei Fiorentini, a parte un breve periodo (1432-1433) di occupazione effettuata dalle truppe del Duca di Milano
Nel 1452 Vada fu praticamente distrutta dalle truppe sbarcate dalla Flotta del Re di Napoli
Poi tornarono anche i Genovesi, fino al 1495 quando vennero scacciati dai Fiorentini.

Bisogna arrivare alla dominazione dei Lorena (1737-1801 e poi dal 1814 al 1860) perché Vada nasca a nuova vita con il suo inserimento nel complesso delle opere per la Bonifica della Maremma. Sorsero le pinete e la linea ferroviaria per Collesalvetti, la Stazione, la fonderia e piccole industrie per la lavorazione dei prodotti della campagna insieme ad altre attività soprattutto lungo la Via Aurelia verso Cecina.

Attraverso l’unificazione dell’Italia e i decenni successivi Vada è giunta fino ai nostri giorni.
I Fiorentini ci sono sempre ma ora vengono a Vada per passere principalmente la vacanze estive, l’accoglienza e il bel Mare prospiciente fa dimenticare loro le calure della loro terra natia.  

Tra le caratteristiche più particolari e positive del Luogo c’è la grande Tradizione Gastronomica di qualità sia di Mare che di Terra.

Per esempio di fronte a Vada, in Mare, c’è il Faro delle Secche di Vada, le “Secche” sono famose per essere state, attraverso i Secoli, la causa di arenamento e affondamento di moltissime navi, ma in compenso sono un vero e proprio paradiso per la pesca: i più famosi Ristoranti Toscani, e non solo, fanno a gara per riuscire ad avere i Lupicanti (Astici) e le Aragoste qui pescate.

Proprio nella Piazza Centrale di Vada, nei giorni di Venerdì 27, Sabato 28 e Domenica 29 Luglio 2018 si è svolta la Prima Edizione del “Vada Pizza Festival”. 
L’Evento organizzato dalla Pro Loco ha avuto il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Livorno, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura della Maremma del Tirreno, di Vetrina Toscana e della Confesercenti.

L’Evento è stato l’ultima tappa della nota rassegna enogastronomicaMangia in Giro 2018” promossa dal Comune di Rosignano Marittimo.

La “Pizza” oggi è un successo planetario che nasce però, lontano nel tempo, da una preparazione in origine “molto povera”.

L’impasto con cui si produce il pane o altre forme di lievitati è uno dei cibi più antichi dell’umanità. Attraverso i millenni al pane, e agli altri derivati, sono stati aggiunti diversi ingredienti per conferirgli diversi e particolari sapori. 
Alcuni Archeologi Italiani e Francesi hanno trovato in Sardegna tracce di un tipo di pane risalente a circa 3000 anni fa
Da tale ritrovamento si evince che le popolazioni locali avevano già la conoscenza dell’uso del “lievito”. 

Ovviamente anche in tutte le altri parti del Mondo, dove si sono sviluppate Civiltà Antiche, sono stati ritrovati resti che indicano le loro capacità di specifiche preparazioni.

Ma la “Pizza” come la conosciamo noi, è assolutamente una invenzione Italiana, anzi, più specificatamente, è frutto di quella straordinaria e particolare capacità inventiva che può nascere solo nella magnifica Città di Napoli.

Circa nella prima metà del 1700 il “Re degli ortaggi”, il Pomodoro (Solanum Lycopersicum), importato dalle Americhe in Europa nel 1540, dal navigatore e condottiero Spagnolo Hernan Cortés Monroy Pizarro Altamirano (1485-1547), che fino a poco tempo prima era considerato velenoso e pertanto usato solo come pianta ornamentale, venne usato per arricchire la “Pizza” fino allora bianca.

Certa invece è la data di nascita, a Napoli, di quella che è considerata la prima e più antica Pizzeria del Mondo
Infatti nel 1738 aprì i battenti, nel centro della Città, un Forno denominato “Port’Alba”. 
Il Forno produceva pizze e altro, in forni (rivestiti con pietra lavica del Vesuvio) a legna, solo per la vendita ambulante, anche con un particolarissimo metodo a credito denominato “Pizza a Otto” che permetteva agli acquirenti, i più poveri, di ritardare il pagamento fino a otto giorni dal consumo.
Solo nel 1830, dopo decenni in cui la sua produzione aveva raggiunto la fama non solo a Napoli, “Port’Alba” si trasformò in una vera e propria Pizzeria con i tavoli e il servizio diretto al pubblico.

Nei decenni successivi la “Pizza” si è diffusa in Italia e nel Mondo diventando una forma di cibo comunitario simbolo della condivisione con un linguaggio potente, universale e senza età.  

Ma non tutte le “Pizze” sono uguali e non tutte sono prodotte nel modo giusto con prodotti di qualità. A conferma del “vero metodo di produzione” di questo straordinario manufatto alimentare, il 7 Dicembre 2017, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha riconosciuto “l’Arte del Pizzaiolo Napoletano” come “Bene Immateriale dell’Unesco e Patrimonio Culturale dell’Umanità”.

Ma torniamo alla Prima Edizione del “Vada Pizza Festival 2018”.
La Centrale e accogliente Piazza Garibaldi è stata specificatamente ben attrezzata per l’Evento
Oltre ai molti stand con specialità alimentari e non, c’erano tre grandi ForniNeapolis” da Pizza prodotti e forniti dalla Ditta Moretti Forni.

L’Associazione Pizzaiuoli Napoletani era presente, in forze, con il suo Vicepresidente Gianluca Pirro e tre squadre, ognuna composta da tre Pizzaioli, per la gestione dei Forni sopracitati.

Un particolare ringraziamento all’amico Giornalista Vincenzo Pagano, Direttore ed Editore di “Scatti di Gusto”, uno dei principali “Web MagazineItaliani sul cibo e molto altro, che ha perorato e organizzato la presenza dei Maestri Pizzaioli Napoletani, con le attrezzatura, e la partecipazione di Aziende prestigiose (fornitrici delle materie prime) come la “Latteria Sorrentina” e “Mulino Caputo”.

Nella tre giorni dedicata alla “Pizza” molti sono stati gli incontri didattici e gli “Show Cooking”.
Il Sottoscritto, Giorgio Dracopulos, in qualità di Critico Enogastronomico ha avuto l’onore e il grande piacere di presentare gli Eventi Gastronomici del Festival.

Giurie composte da giovanissimi, da illustri Personaggi e Giornalisti specializzati del Settore hanno valutato la bontà delle “Pizze” preparate appositamente dai professionali Pizzaioli Napoletani, dai bravissimi e famosi Pizzaioli del Territorio come Antonio Polzella (Ristorante/Pizzeria La Ventola) e Giovanbattista Norfini (Pizzosteria La Cambusa). 
Infine, la Domenica, il Maestro Giovanni Santarpia ha chiuso l’Evento preparando la sua idea di “Pizza per l’Estate di Vada 2018” (Crema di piselli, gamberoni marinati all’arancia, lardo, pecorino romano e scorza di limone).

Alle Giurie Giovani hanno partecipato ragazze e ragazzi del “Vada Calcio”, della “Ginnastica Artistica” e della “Ginnastica Ritmica” di Rosignano Solvay e del “Circolo Velico Pietrabianca”. 

Sono intervenuti come Giurati/Ospiti il Cuoco Scrittore Paolo Ciolli, il Naturista Dott. Federico Calzolari i Giornalisti Divina Vitale, Elisa Poli, Marco Gemelli, Vincenzo Pagano e Luca Managlia che ha fatto anche moltissime belle foto della Manifestazione.    

L’Agenzia specializzata “Superior ADV”, di Marco Provinciali e Andrea Leonardi, di Livorno, è stata di supporto per l’organizzazione e la comunicazione del  “Vada Pizza Festival 2018”.

Un folto pubblico ha “invasoPiazza Garibaldi nei tre giorni dell’Evento e sono state sfornate per loro più di tremila Pizze
Ovviamente le Pizze sono state accompagnate da molta birra tra cui i vari tipi di buona Birra Artigianale Gilac distribuiti dalla Pizzeria Il Cavaluccio Marino, di Fabio Malenotti e suo Figlio Davide, in qualità di partner del Festival.

La Domenica, in tarda serata, sul grande palco, c’è stata la Premiazione e i Ringraziamenti.
Roberto Creatini, Presidente della Pro Loco di Vada, ha ringraziato oltre a tutti gli Ospiti, gli Sponsor, tutti i partecipanti e anche i molti volontari Vadesi che si sono prestati per l’organizzazione del Festival.

Per il Comune di Rosignano Marittimo, l’Assessore al Turismo Licia Montagnani, anche a nome del Sindaco Alessandro Franchi, oltre ai ringraziamenti ha espresso anche tutta la sua soddisfazione per il grande successo di questa Prima Edizione del “Vada Pizza Festival 2018”.




Il Programma

Le Postazioni dei Forni

 Dracopulos Accanto a un "Neapolis" (Foto Managlia) 

I "Pizzaiuoli"

La Pizza è Pronta (Foto di Luca Managlia)

V. Pagano, G. Pirro, G. Dracopulos (Foto Managlia)

G. Dracopulos con Alcuni Pizzaioli Napoletani

G. Norfini, F. Calzolari, A. Polzella, G. Dracopulos

Giovanni Santarpia e la sua Pizza per l'Estate 2018

Vitale, Pagano, Gemelli con Pizzaiolo (Foto Managlia)

La Giuria dei Giornalisti (Foto di Luca Managlia)

Pizze per Tutti (Foto di Luca Managlia)

Premiazione e Ringraziamenti

La Vera Pizza Napoletana (Foto Luca Managlia)

G. Dracopulos e Licia Montagnani (Foto Luca Managlia)

mercoledì 1 agosto 2018

ALLO STABILIMENTO BALNEARE “FORTUNATO”, DI TORRE DEL LAGO PUCCINI, LA DELIZIOSA ACCOGLIENZA DEL RISTORANTE “BASILICO FRESCO MARE”.




Torre del Lago è l’unica Frazione del Comune di Viareggio in Provincia di Lucca.
Il suo Toponimo deriva dal fatto che tra il Secolo XV - XVI sorgeva, nei pressi del bellissimo Lago di Massaciuccoli, una Torre (di cui si vedono ancora i resti); la struttura si chiamava inizialmente “Torre Guinigi”, allo stesso modo della famosa Torre del Centro Storico di Lucca, poi venne denominata “Torre del Turco”.

Il Lago di Massaciuccoli, grande circa sette chilometri quadrati, è uno specchio d’acqua antichissimo, non molto profondo, infatti è il residuo di una grande laguna di 5.500 anni fa.

La Località di Torre del Lago, già conosciuta per le bellezze naturali, è diventata famosa nel Mondo grazie a Giacomo Puccini (1858 - 1924), il grande, immenso compositore e operista Lucchese, che è vissuto, e ha lavorato, nella sua Villa, proprio sul Belvedere del Lago di Massaciuccoli.
Oggi, Villa Puccini, che ospita anche la tomba del Maestro, è visitabile e attrae, ogni anno, sempre più turisti da tutto il Mondo.

Il 21 Dicembre 1938 il Governo Nazionalista di allora, volle onorare, un Italiano così grande e illustre,  aggiungendo al nome di “Torre del Lago” quello di “Puccini”.

Torre del Lago Puccini oggi è una serena Località Turistico/balneare
Oltre al Lago, ha anche le verdi e rinfrescanti pinete, il bel lungomare con i tanti stabilimenti balneari, le spiagge libere, i molti locali per l’intrattenimento.

Le spiagge di Marina di Torre del Lago, ampie e di sabbia dorata, sono ricche anche di preziose e affascinanti dune naturali, il mare poi è cristallino e particolarmente adatto ai bagnanti con i fondali marini che dolcemente digradano. 
Famosa è la “Spiaggia della Lecciona” completamente libera e inserita nel magnifico Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.

La strada che, dal centro abitato di Torre del Lago, si allunga verso il mare si chiama “Viale Guglielmo Marconi” fino al punto in cui incontra al semaforo, sulla destra, il bellissimo e lunghissimo Viale alberato denominato “Viale dei Tigli” il collegamento con Viareggio.
Il proseguimento della strada, verso il mare e fino al mare, è Viale John Fitzgerald Kennedy, e proprio qui alla fine della strada si trova la grande rotonda del Lungomare (Viale Europa); girando a sinistra dopo poche decine di metri, esattamente dove finisce, da quella parte, il Lungomare, c’è lo “Stabilimento Balneare Fortunato”.

Il "Bagno Fortunato" nasce fine anni sessanta come sbocco al Mare dell’appena costruito Complesso Turistico/abitativo denominato “Lagomare”. 
Il Residence, progettato ed edificato dall’Ingegnere Barbetta Valdemaro (famoso per le sue importanti realizzazioni come la “Città Giardino” a Viareggio) necessitava, dato il livello della sua clientela, di un servizio basilare come una Spiaggia attrezzata.
Per tale motivo la signora Annarosa Taddei (Moglie dell’Ingegnere Barbetta) rilevò, in quegli anni, due concessioni balneari (denominate “Fortunato”, la più grande e “Gabbiano” la più piccola), vicinissime alla “Lagomare”.  

Il nuovo Stabilimento Balneare prese il nome della concessione più grande: “Fortunato”.

Il BagnoFortunato” è il più spazioso e importante di tutta la Marina di Torre del Lago: un fronte spiaggia di 56 metri, molto ampio lo spazio sabbioso attrezzato con 100 ombrelloni e 32 Tende (stile Forte dei Marmi con il servizio teli), molte le cabine di cui 100 super corredate.
Poi c’è la grande e bella Piscina (25 m. x 12,5 m.), costruita nel 2001, servita con acqua di mare riscaldata, dove si possono effettuare anche i Corsi di Nuoto.
Il Bagno Fortunato offre anche molti altri servizi come l’Area Wi-Fi, il Servizio Lavanderia, la Piccola Biblioteca, la Nursery, Massaggi estetici e Terapeutici, il Parcheggio Riservato e molto altro ancora.

Il BagnoFortunato” è l’unico Stabilimento Balneare5 Stelle - Extralusso” di tutta la Marina di Torre del Lago Puccini.

Il Bar/RistoranteLa Rotondina” dello Stabilimento, dalla Stagione Estiva 2014, è diventato il “Basilico Fresco Mare”.

Il “Basilico Fresco Mare” è un’emanazione del vicino RistoranteBasilico Fresco” che si trova appena prima della grande rotonda, già citata, di arrivo sul Lungomare.
Il Ristorante Basilico Fresco nasce nel 2012 grazie all’appassionato impegno e alla dedizione dello Chef Giacomo Pezzini.

Giacomo ha voluto rinverdire i successi di Famiglia, ottenuti con il RistoranteIl Pescatore” che, ubicato sul Lungomare, dal 1964 al 2002, ha “imposto” a Torre del Lago Puccini il marchio della qualità nella ristorazione.

Nell’apertura di Basilico Fresco sono stati coinvolti, per gestirlo, oltre la moglie di Giacomo, Mariella Pezzini anche una delle loro bellissime figlie, Valentina (l’altra, Sara, studia e vive a Parigi, in Francia), e l’amico Bruno Catalano.

Il Ristorante Pizzeria Basilico Fresco è un Locale molto piacevole, accogliente dove si mangia molto bene, a pranzo e cena, tutto l’anno; per tali motivi da subito ha riscosso un notevole successo.
Il “Basilico Fresco”, oltre al “Basilico Fresco Mare”, ha anche un’altra emanazione, sempre vicino sulla Spiaggia della Marina di Torre del Lago, nel RistorantePangrattato”.

Ma torniamo al Ristorante/BarBasilico Fresco Mare” ubicato in cima a una delle file doppie di cabine del BagnoFortunato”: la Cucina, il Bancone Bar e la “rotondina” (una veranda arrotondata) come Sala con una bella vista spiaggia/mare.

La “regina” del Locale è la splendida Valentina Pezzini, che oltre a gestire con grande esperienza il “Basilico Fresco Mare”, dirige anche il RistorantePangrattato”.

Il “Basilico Fresco Mare”, rimane aperto solo nei mesi estivi: Colazioni, Pranzi, Merende e Aperitivi, il servizio “Cena” viene effettuato solo per occasioni ed eventi particolari. 
Il Locale è estremamente semplice e accogliente, si mangia coccolati dalla fresca brezza marina.

Lo Chef, che viene anche premurosamente ai tavoli per consigliare piatti e vini, è Pedro da Silva.
Pedro è nato a Oporto, in Portogallo, il Primo di Giugno del 1984, a 12 anni è arrivato con la Famiglia in Italia, a Torre del Lago, a 19 anni, quasi per gioco è entrato a lavorare nella Ristorazione appassionandosi alla magica arte del “pizzaiolo”.

A forza di stare a contatto con cucine e cuochi ha anche iniziato a imparare l’altra fascinosa arte: quella del Cuoco
Nel 2013, Pedro, è arrivato al RistoranteBasilico Fresco” come Pizzaiolo, e, con un grande Chef come Giacomo Pezzini, ha affinato anche il suo modo di Cucinare, tantoché, dal 2016, è lo Chef del  “Pangrattato” e del “Basilico Fresco Mare”.  

Il Menu del “Basilico Fresco Mare” è ovviamente (“nomen omen” = il nome è un presagio) di mare, con anche alcuni piatti del giorno.
La Carta dei Vini è selezionata e vi troverete sicuramente qualcosa di vostro gradimento.

Eccoci alla degustazione fatta che è stata accompagnata da due buone bottiglie di Vino Bianco:

- “Zorzettig Pinot Bianco 2017”, Pinot Bianco D.O.C. Friuli Colli Orientali, 100% Pinot Bianco, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Zorzettig;

- “Pianacce 2017”, Vermentino D.O.C. Colli di Luni, 100% Vermentino, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola Giacomelli.

Sono state servite le seguenti portate:

- Insalate di mare;

- Bocconcini di tonno, marinati all’aceto balsamico e soia;

- Carpaccio di baccalà, con cipolla bionda aromatizzata agli agrumi; 

- Spaghetti con alici e pomodorini freschi con gocce di aceto balsamico;

- Alici fresche fritte;

- Gelato artigianale alla pesca. 

Tutto molto buono, il vantaggio di far parte di una “Famiglia” che predilige la qualità si sente in ogni preparazione. 
La cucina dello Chef Pedro da Silva è estremamente leggera e naturale.

Valentina Pezzini è brava, premurosa, gentile e di una bellezza dolcissima che incanta. 
Nel servizio di Sala è supportata da altre due efficienti, attente e belle ragazze, Angelica Lorenzi e Romelia Stoican.  

Al Ristorante  "Basilico Fresco Mare", all’interno del super confortevole Stabilimento Balneare Fortunato”, di Marina di Torre del Lago Puccini, ho trovato una fresca e deliziosa accoglienza abbinata a delle ottime preparazioni.

Un particolare ringraziamento oltre a tutta la Famiglia Pezzini e a Bruno Catalano anche a Gabriele Rosetti dello Staff del BagnoFortunato” per la disponibilità e le informazioni relative allo Stabilimento.





L'Ingresso

La Piscina

La Spiaggia

 Una Vista della Sala

Lo Chef Pedro da Silva e Giorgio Dracopulos

Insalata di Mare

Bocconcini di Tonno

Carpaccio di Baccalà

Angelica Lorenzi, G. Dracopulos e Romelia Stoican

Spaghetti con Alici e Pomodorini Freschi

Alici Fresche Fritte

Valentina Pezzini (Foto Ettore Marzolo)