lunedì 13 gennaio 2020

LA “SCUOLA TESSIERI” DI PONSACCO (PI): UN’ORGANIZZAZIONE DI GRANDE LIVELLO CHE DA LUSTRO AL MONDO DELLA GASTRONOMIA.




La parola Latinaschola”, deriva dalla più antica parola Grecaσχολή” che inizialmente aveva preso il significato di “tempo libero” e successivamente aveva trasformato il proprio significato in “tempo libero dedicato alla discussione di vari temi”.

Col passare del tempo al termine “schola” i Latini attribuirono sia il significato di “luogo in cui si legge” sia quello di “luogo in cui si imparano le cose”.

I ritrovamenti archeologici fanno risalire le prime tracce storiche, circa 4000 a. C., di quella che si può definire “Scuola”, alla Popolazione Sumera (abitanti della Mesopotamia, odierno Iraq Sud-orientale). 

Successivamente la “Scuola” si sviluppò con le Grandi Civiltà che hanno segnato lo sviluppo culturale dell’Umanità come gli Egiziani, i Persiani, i Greci e i Romani.

Nel Medioevo (dal V al XV Secolo) gli Istituti delle Varie Religioni e il Clero in genere furono le fonti principali dell’Educazione Scolastica.

In Italia solo nel 1600 iniziarono a sorgere Istituti Laici d’Istruzione, anche superiore, e con l’accesso delle Donne a tali Istituti
la Veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia (1646-1684) fu la prima Donna Laureata al Mondo.  

Successivamente sia il Regno di Sardegna sia il Regno di Napoli come il Regno Lombardo-Veneto insieme ai vari Granducati e Ducati della Penisola Italica promossero la Scolarizzazione Pubblica.

Il 17 Marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e da allora in poi si sono susseguite varie riforme scolastiche: 
Legge Coppino 1877, Legge Orlando 1904, Legge Daneo-Credaro 1911.
Ma la riforma più importante che modernizzò il sistema Scolastico Italiano fu quella del 1923 promossa dal Filosofo Giovanni Gentile allora Ministro della Pubblica Istruzione.

Dal 1930 in poi iniziarono la loro attività delle Scuole riservate aTecnici per l’Industria Alberghiera”; 
agli inizi il Corso era di un solo Anno, poi divenne Biennale e successivamente Triennale
Dal 1943 questo tipo di Scuola venne denominata: Scuola Tecnica Commerciale Alberghiera.

Oggi per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo Ristorativo/Alberghiero esistono su tutto il Territorio Nazionale numerosi Istituti Professionali Statali per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione (I.P.S.S.A.R.).

Ma per poter entrare “in punta di piedi” nel fantastico mondo dell’enogastronomia si deve studiare moltissimo, acculturandosi e aggiornandosi in continuazione.
Ecco che in questi ultimi decenni, con un’ampia richiesta di tantissimi giovani che vogliono apprendere e perfezionarsi, grazie anche alla pubblicità data dalla massiccia presenza mediatica, nel Mondo, di grandi super ChefStellati”, si sono aperte molte “Scuole di Cucinaprivate.

Alcune di queste Scuole Formative garantiscono corsi specifici a Livelli veramente molto alti, alla fine dei quali gli Studenti conseguono dei Diplomi Professionali riconosciuti dalle varie Regioni dove sono ubicate e pertanto validi a carattere Nazionale.

Una delle migliori Scuole Superiori Accreditate e Certificate è laScuola Tessieri”.

La “Scuola Tessieri” ha Sede a Ponsacco, in Provincia di Pisa, nella Zona Artigianale/Industriale, precisamente in Via Milano al Civico 24
La sua ubicazione strategica le permette di essere raggiunta con facilità trovandosi a solo 2,5 Km. dall’uscita “Pontedera-Ponsacco” di una fondamentale arteria come la “Strada di Grande Comunicazione Fi-Pi-Li”.

La Scuola è nata nel 2015 per la brillante iniziativa di un noto imprenditore della Zona Alessio Tessieri (classe 1963). 
Alessio ha fondato e guidato nel tempo Aziende leader a livello Nazionale e Internazionale nel settore dolciario
Casa Tessieri” l’Azienda madre del suo gruppo imprenditoriale, sceglie e distribuisce nel Mondo, da oltre 50 anni, prodotti di selezionatissime pasticcerie, panetterie, e Aziende di trasformazione alimentare.

La “Scuola Tessieri” è un grande open space di oltre 800 mq. che può essere suddiviso in ambienti separati mediante pareti trasparenti e insonorizzate. 
Le più moderne attrezzature arredano gli specifici Laboratori di Cucina, Pasticceria e Panetteria, Pizzeria, Bar e Sala, Gelateria, Cioccolateria.
Telecamere e Schermi giganti permettono di proiettare ogni passaggio delle lezioni.

Grazie a importanti ed espertissimi Professori interni a cui si aggiungono, per specifici Corsi, anche noti e super premiati Professionisti esterni, non solo Italiani, gli Allievi della Scuola sono seguiti con grandissima attenzione e accompagnati nel portare all’eccellenza le specifiche attitudini professionali.

Le attività della “Scuola Tessieri” spaziano a partire dai Corsi Amatoriali e Base fino a raggiungere i Corsi di Alta Specializzazione
l’istruzione acquisita offre la possibilità di avere interessanti sbocchi occupazionali.

La “Scuola Tessieri” inoltre, grazie al suo stretto legame con il Territorio e con le eccellenze Enogastronomiche Nazionali, organizza tutte le iniziative possibili per aumentare la diffusione e la conoscenza della “cultura del cibo”.

Alla “Scuola Tessieri” ho avuto il grande piacere di partecipare alla Commissione di Esame del 14° Corso Professionale di Cucina conclusosi Fine Anno 2019.

La Commissione era composta dal Fondatore della Scuola Alessio Tessieri, dal Coordinatore Didattico Cucina lo Chef Stefano Cipollini, dal Docente di Cucina lo Chef Gianluca Grosso, dal Giornalista Gianfranco Borrelli Responsabile Comunicazione della Scuola e dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale.

Dalla mattina alle 10:00 e ininterrottamente fino al pomeriggio alle 17:00 abbiamo assaggiato le 42 portate preparate dai 14 Allievi
Ogni Studente portava alla valutazione della Commissione tre preparazioni
Antipasto, Primo e Secondo.

Veramente di livello tutte le preparazioni presentate e molto apprezzabile è stato anche il grande entusiasmo dei Ragazzi e delle Ragazze esaminati, pur considerando la loro grande emozione dovuta all’esame.

In contemporanea in una Sala vicina si tenevano gli esami finali del Corso Professionale di Pasticceria e Panetteria.

Alla fine degli Esami sia gli Studenti di Cucinasia quelli diPasticceria e Panetteria”, in un clima estremamente caloroso e festoso, sono stati premiati dai Professori con la consegna dei rispettivi Diplomi.

Concludo con le parole che ritengo più adatte a descrivere la mia bella esperienza alla “Scuola Tessieri” di Ponsacco (PI), quelle del Fondatore Alessio Tessieri
L’Atelier delle Arti Culinarie Scuola Tessieri è un Atelier contemporaneo, un luogo dove poter sviluppare solide basi culturali, tecniche e professionali all’avanguardia. 
Un luogo ove si pratica la cura e l’amore per il dettaglio. 
Un Laboratorio dalle mille sfaccettature in costante evoluzione, aperto a tutti coloro che vogliono apprendere e perfezionarsi nell’intento di fare nuove bellissime esperienze e creare nuove valide opportunità”.




"Scuola Tessieri". L'Ingresso (Foto Tessieri)

Il Laboratorio di Cucina

La Cucina: una Vista

Pasticceria e Panetteria: il Laboratorio

Il Bar

Gelateria: il Laboratorio 

Cioccolateria: il Laboratorio

Arrivano le Portate (Foto Fabio Latini)

L'Importanza della Presentazione (Foto Fabio Latini)

Gusto e Fantasia

Si Assaggia con la Massima Attenzione
(Foto Fabio Latini)

La Cura dei Particolari (Foto Fabio Latini)

Si Valutano le Tecniche (Foto Fabio Latini)

Con i Professori e gli Allievi del Corso di Cucina
(Foto Fabio Latini)

Consegna dei Diplomi

G. Dracopulos con Alessio Tessieri e i Professori
(Foto Fabio Latini)


mercoledì 8 gennaio 2020

LA “TABERNA PEDRAZA” DI MADRID: UNO DEI MIGLIORI RISTORANTI DI CUCINA TRADIZIONALE SPAGNOLA.




Uno dei Locali di Cucina Tradizionale dove si mangia meglio a Madrid, splendida Capitale della Spagna, è laTaberna Pedraza”.

La “Taberna Pedraza” è proprietà di due grandi appassionati di Gastronomia
Santiago Pedraza, da cui prende il nome laTaberna”, e sua moglie la Chef Carmen Carro.

Dal Mese di Febbraio 2019 la “Taberna Pedraza” è ubicata nella sua Nuova Sede in “Calle de Recoletos” al Civico 4, vicinissima a una delle Piazze Centrali più belle e importanti di Madrid: “Plaza de la Independencia”.  

Al Centro della “Plaza de la Independencia” sorge uno dei Monumenti più significativi e rappresentativi della Capitale Spagnola: la “Puerta de Alcalá”, inaugurata nel 1778 e fatta costruire, al posto di una preesistente Porta più antica, dal Re di Spagna Carlo Sebastiano di Borbone (Carlo III, 1716 - 1788).

La “Taberna Pedraza” tra le tante gustose preparazioni che offre alla sua numerosa Clientela ne ha una che è un vero e proprio “cult”: 
la “Tortilla”.

Se consultate un Dizionario di Lingua Spagnola alla parola “Tortilla” potete trovare le seguenti due definizioni:

- “Alimento preparado a base de huevo batido, a vaces mezclado con otros ingredientes, che se fríe en una sartén dándole forma redonda u ovalada” 
(Cibo preparato con uovo sbattuto, a volte mescolato con altri ingredienti, che viene fritto in padella dandogli una forma rotonda od ovale);

- “Alimento piano y circular elaborado a base de harina de maíz o trigo, que se sola o rellena, tipico de América Central” 
(Cibo piano e circolare a base di farina di mais  o di frumento, singolo o farcito, tipico dell’America Centrale).

Credo proprio di non sbagliare se dico che la prima definizione, sopra citata di “Tortilla”, corrisponde alla perfezione, nel Vocabolario Italiano, alla parola “Frittata”.

La “Frittata” si fa con le “Uova Intere e Fresche” di ogni tipo di Uovo non fecondato, ma è d’uso comune farla con le uova di Gallina
Visto poi che recentemente, grazie alla Biologia più Moderna, la Scienza ha ormai stabilito che nella “Vexata Quaestio” riferita al Paradossoè nato prima l’uovo o la gallina?”, sia nato l’Uovo (le Galline sono state generate da una mutazione di Uova deposte da altri animali) possiamo passare direttamente a esaltare le magnifiche prerogative di una buona Frittata.

La “Frittata” sembra abbia Origine Italiche e il preparato di uova sbattute viene cotto, in una padella a fondo sottile, con olio o burro, da entrambi i lati. 
La cottura al forno prevede invece una Frittata più alta e in questo caso non viene girata.
L’Omelette Francese invece viene cotta solo in padella e da un solo lato, poi ripiegata.
Sbattere poco le Uova serve a ottenere una Frittata più sottile, mentre se si sbattono quasi a montarle, si ottiene una Frittata più soffice.

Moltissimi sono gli ingredienti che si possono aggiungere per arricchire la “Frittata” sia durante sia  al termine della cottura. 
Una delle Ricette che preferisco e che trovo fantastica e super golosa è la “Frittata di Cipolle”. 
Un piatto povero della Tradizione Popolare Italiana che si prepara aggiungendo alle Uova sbattute le Cipolle, preferibilmente bianche, che vengono prima appassite, in padella, in abbondante Olio Extravergine di Oliva, per pochissimi minuti, poi si aggiunge anche del formaggio grattugiato, del sale e del pepe.

Per coloro che temono un aumento del tasso di  Colesterolo, con l’utilizzo di un alimento così ricco come le Uova, la Scienza rassicura sostenendo che un consumo di 2/4 uova alla settimana dovrebbe essere compreso in ogni alimentazione sana ed equilibrata di una persona che non ha particolari problemi di salute.

Le “Frittate” ormai sono diffuse nel Mondo e, in ogni Località, si sono sviluppate specifiche e particolari Ricette.

Ma torniamo alla “Taberna Pedraza” dove, non solo a mio dire, vengono preparate delle “Tortillassemplicemente fantastiche.

La Storia di questo Locale si riassume nella grande passione che ha animato e anima la Proprietà.
Santiago Pedraza e Carmen Carro sono una Coppia da circa tre decenni, ma da sempre avevano desiderato di realizzare un Locale dove la Cucina Tradizionale potesse esprimere il meglio delle sue prerogative in qualità e bontà.

Così dopo una lunga preparazione il 10 Aprile 2014 in Calle Ibiza, a Madrid, il loro sogno si è avverato: hanno aperto la prima Sede dellaTaberna Pedraza”.

Una grande professionalità e la cura puntigliosa della qualità hanno fatto da subito, della “Taberna Pedraza”, un Locale cult di Madrid
Un tale successo ha obbligato Santiago Pedraza e sua moglie, Carmen Carro a spostare la loro attività di pochi metri in un fondo più grande e adatto alle nuove necessità. 
Ecco che nell’Ottobre 2016 la “Taberna Pedrazasi è trasferita nella Sede in Calle de Ibiza 38.

Ma il successo ha continuato a crescere costringendo Santiago e Carmen a trovare ancora una Sede più consona
Eccoci arrivati, come già accennato al Mese di Febbraio 2019, quando la “Taberna Pedraza” è stata ubicata in “Calle de Recoletos al Civico 4”.

La Nuova Sede è molto accogliente e molto fascinosa, sia per le pareti di mattoni rossi a vista sia per i vari deliziosi angoli dove ci si può accomodare. 
Arredamento, accessori e apparecchiatura conservano la loro eleganza ma mettono immediatamente a proprio agio.

Il Menu della Taberna Pedraza è molto vario e ricco, prevalentemente di Terra ma c’è una molteplice scelta di piatti di Mare
Non manca una selezione del mitico “Jamón de Bellota” e, in una Carta a parte, una preziosa lista di Formaggi Nazionali e Internazionali
I prezzi sono dettagliati fino alle singole unità e il rapporto qualità prezzo è veramente molto interessante.

La Carta dei Vini comprende una accurata selezione di Vini Spagnoli. Ampia la scelta delle Birre.

Alla “Taberna Pedraza” potete degustare al meglio tutte le ricette Spagnole più Tradizionali, come la frittata di patate, le crocchette, le bistecche di carne Gallega (carne accuratamente frollata), le salsicce piccanti, gli hamburger, la coda di bue e altri piatti di Terra e di Mare.

Ho avuto il grande piacere di poter assaggiare alcune delle loro deliziose preparazioni come “Alcachofas Soaves en Flor”, “Croquetas Cremosas de Jamón de Bellota”, “Jamón de Bellota”, “Anchoas Sanfilippo”, “Arroz Bomba con Gambas Rojas” e una gustosissima “Tortilla de Betanzos con Huevos de Corral de Gallina Joven”.

Su quest’ultima Loro preparazione devo specificare alcune particolarità.

La “Tortilla de Betanzos – Tortilla de Patatas Gallegas” che mi è stata servita aveva un “Numero”; 
sì proprio cosi, queste Tortillas  sono cosi magnifiche e preziose per la loro qualità che vengono numerate tramite unContador de Tortillas”. 
Un sistema adottato fin dall’inizio della loro attività.

La Ricetta Classica e particolare di questa Tortilla ripiena di patate proviene dalla Cittadina di Betanzos, un Comune del Nord-ovest della Spagna situato nella Comunità Autonoma della Galizia. Gli abitanti della Galizia sono denominati Galleghi o Galiziani da cui deriva il riferimento alle “Patatas Gallegas”.

La “Tortilla de Betanzos” della “Taberna Pedraza”  viene fatta con Uova super selezionate e freschissime provenienti da galline allevate libere nei campi di un piccolo Comune Galiziano, hanno una età specifica, la più adatta a fare l’uovo più buono, e le patate sono scelte a seconda della stagione nei terreni migliori. 

Poi, per fare questa speciale “Tortilla”, la bravissima Chef Carmen Carro, ha i suoi segreti che perfezionano passaggi e calibrature, trasformando unaricetta semplice”, fatta con uova, patate e sale, in qualcosa di mitico.

Alla “Taberna Pedraza” di Madrid, uno dei migliori Ristoranti di Cucina Tradizionale Spagnola, come sempre ho trovato un’accoglienza personalizzata e semplicemente straordinaria fatta da due esperti, adorabili  e appassionati professionisti, Santiago Pedraza e Carmen Carro, apprezzando moltissimo la loro puntigliosa ricerca della più alta qualità che si manifesta in tutto ciò che offrono per far felici i Loro Ospiti.  





"Taberna Pedraza": Santiago Pedraza e Carmen Carro
(Foto Pedraza)

L'Ingresso...... (Foto Pedraza)

L'Eleganza della Semplicità...... (Foto Pedraza)

Vista Interna...... (Foto Pedraza)

La Cura del Particolare...... (Foto Pedraza)

L'Accoglienza...... (Foto Pedraza)

Deliziose Attenzioni......

Santiago Pedraza (Foto Pedraza)

"Alcachofas Soaves en Flor" 

"Croquetas Cremosas" (Foto Pedraza)

Delizie...... (Foto Pedraza)

“Jamón de Bellota” (Foto Pedraza)

"Arroz de Gambas Rojas" (Foto Pedraza)

"Tortilla de Betanzos" (Foto Pedraza)

Carmen Carro, Giorgio Dracopulos, Santiago Pedraza

giovedì 2 gennaio 2020

IL “PANBRIACONE” UN DOLCE ARTIGIANALE UNICO DAL SAPORE STRAORDINARIO.




Il “Panettoneè un dolce con origini Milanesi che, attraverso gli anni, si è di diffuso in tutta Italia, e in altri Paesi del Mondo, come “tipicità dolciaria Natalizia”. 
Ultimamente il “Panettone” è stato interpretato in modi molto diversi, anche salati, che ne hanno fatto un “cult alimentare” che si può consumare durante tutto il corso dell’anno.  

Il “Panettoneclassico è un prodotto da forno a pasta morbida, a lievitazione naturale, con una forma di base cilindrica e sopra a cupola. 
Si ottiene da un impasto lievitato di acqua, farina, burro e  tuorlo d’uova, con aggiunta di uvetta, frutta candita, parti uguali di scorzette di arancio e cedro.

Le origini del “Panettone” si perdono tra le leggende. 
La più antica attestazione che fa riferimento a un “Pane di Natale”, a base di burro, spezie e uvetta, è stata ritrovata all’interno di un “registro degli acquisti”, risalente al 1599, dell’Almo Collegio (più antico d’Italia) Borromeo di Pavia, fondato, nel 1561, dal Cardinale Carlo Borromeo (1538-1584). Nel registro si sottolineava che i “Pani” in questione erano stati comprati per essere serviti durante il “Pranzo di Natale” degli studenti.

Attraverso i Secoli il “Panettone” è entrato negli usi e costumi degli Italiani grazie a un’infinità di produttori artigianali, e in anni più recenti anche per mezzo di alcune importanti ditte Industriali che ne producono milioni di pezzi.

Oggi il “Panettone” è un “Dolce Tipico della Tradizione Artigiana Milanese” tutelato, dal 17 Settembre 2003, da un Disciplinare che ne specifica dosi, ingredienti e metodo di realizzazione per poter essere definito tale.

Grazie all’esperta ingegnosità dei nostri Pasticceri Artigianali esistono molte versioni derivanti dal “Panettone” che sono dei preparati a dir poco fantastici. 
Uno di questi è il “Panbriacone” prodotto dalla premiata “Pasticceria Boncidi Montevarchi in Provincia di Arezzo.

La Pasticceria Bonci è nata nel 1953, in quella suggestiva e meravigliosa Valle percorsa del Fiume Arno denominataValdarno”, grazie alla volontà di due fratelli, Giuseppe e Gino Bonci, che vollero mettersi in proprio ed aprirono un “forno” successivamente tramutato in una pasticceria.

La Pasticceria Bonci fortemente legata al Territorio e alle tradizioni ha adottato, come “Marchio Aziendale”, leggermente rielaborandolo, lo Stemma della Cittadina di Montevarchi
Il fascinoso Simbolo Cittadino fu creato dallo Scultore a Ceramista Fiorentino Andrea Della Robbia (1435-1525) ed è custodito nell’antico Edificio della Chiesa principale del centro Cittadino, la Collegiata di San Lorenzo in Montevarchi risalente al XIV Secolo.

Oggi la Famiglia Bonci comprende una decina tra Genitori, Figli e Nipoti insieme ai loro collaboratori sono una Squadra affiatata di eccelsi Maestri Pasticceri e Cioccolatieri
tutti impegnatissimi a preparare dei prodotti di grandissima qualità. 
La genuinità delle materie prime, una selezione accuratissima di prodotti biologici e la sapiente, precisa, accurata lavorazione fanno della Loro Produzione un vanto riconosciuto internazionalmente più volte premiato.  

Come già accennato il “Principe” tra tutti i prodotti della “Pasticceria Bonci” è sicuramente il “Panbriacone”.

Il “Panbriacone” è nato nel 1995: un prodotto solo in apparenza semplice. 
Per produrlo serve una lavorazione accurata che dura tre giorni e l’uso del loro straordinario “lievito madre” che vive da più di 100 anni.

Il metodo iniziale di realizzazione è simile a quello di un “panettone classico”: 
si usano tre impasti (invece di due), tre rinfreschi del lievito madre (per mantenere il giusto rapporto tra i microorganismi che lo compongono), si usa del burro (in questo caso il burro è Belga), le uova (intere pastorizzate da allevamento a terra), vaniglia e sale. 
Dopo la doppia cottura il raffreddamento è a testa in giù.

Non viene usato nessun tipo di conservanti artificiali o coloranti.

Poi si arriva alla sostanziale differenza dal “panettone”: 
solo preziosa uvetta di Corinto (Città della Grecia Centro-meridionale) e infine l’immersione in una miscela di Vino Passito e soluzione zuccherina. 

Da notare che la forma del “Panbriacone” è si a cupola ma la base è quadrata
un brevetto della Pasticceria Bonci.

Il risultato è un dolce magnifico, che viene prodotto tutto l’anno, fragrante, delicatissimo, gustoso, che si strugge in bocca. 
Dal 2014 e per 4 anni il “Panbriacone” è stato premiato come il migliore dolce a lievitazione d’Italia.

Il  “Panbriacone” viene prodotto anche in altre versioni.  

Che dire di più del magnificoPanbriacone” della Pasticceria Bonci, di Montevarchi in Provincia di Arezzo, sennonché è un dolce artigianale unico, dal sapore straordinario, un equilibrio perfetto tra passato e presente.





Il Marchio

La Scatola (Foto Bonci)

Un Nome una Garanzia

Gli Ingredienti

Nella Busta Sigillata

La Forma a Base Quadrata

"Semplicemente Straordinario" (Foto Bonci)

 "Panbriacone" Fotografato dal Maestro Nedo Baglioni
(Foto Bonci)


sabato 28 dicembre 2019

TRENTATREESIMA EDIZIONE DEL MITICO “PRANZO DELLA GALLINA” ALL’OSTERIA “IL VIGNACCIO” A SANTA LUCIA (LU).




L’Osteria con CucinaIl Vignaccio” è ubicata in un piccolissimo Borgo Medievale, su di un fascinoso e panoramico picco a 253 metri s.l.m., denominato Santa Lucia, una Frazione del Comune di Camaiore.

Santa Lucia  una volta era denominata “Vegghiatoia” per la posizione decisamente dominante da dove si poteva sorvegliare un vastissimo territorio sottostante che comprendeva anche la completa vista del mare. 

Il Borgo nacque nei primi decenni del 1200 intorno a un Castello, edificato per uso difensivo, ma andato completamente distrutto. 
In quegli anni venne edificata  anche la piccola Chiesa diSanta Luciaper accogliere il simulacro della Santa.
Oggi di quell’antica costruzione resta soltanto l’abside parzialmente inglobato nel Campanile della Chiesa restaurata, nella sua quasi totalità, nel 1825.

L’attuale Chiesa Parrocchiale di Santa Lucia in Vegghiatoia ha la facciata, completamente intonacata, che si compone di un frontone triangolare sorretto da due “paraste” (pilastri inseriti in una parete da cui sporgono solo leggermente) laterali con al centro il portale d’ingresso incorniciato da modanature in malta. 
L’edificio, con l’asse maggiore orientato a sud-est, si articola in un’aula unica suddivisa in tre campate da pilastri addossati alle pareti che vengono meglio definiti un apparato architettonico a stucco.

Per anni la Frazione ha fatto parte della Vicaria di Pietrasanta (circoscrizione Territoriale su cui aveva giurisdizione un Vicario, il rappresentante dell’autorità Imperiale), successivamente, dal XVI Secolo, venne inserita nella Vicaria di Camaiore.

Il Borgo di Santa Lucia si raggiunge con facilità grazie a una comoda strada che sale rapidamente.
L’Osteria con CucinaIl Vignaccio” si trova a pochi passi dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Lucia e ha una storia molto interessante.

L’Osteria con Cucina è nata nel Maggio del 1987 grazie a Riccardo Santini, uno degli attori più importanti del nostro racconto. 
Il nome “Il Vignaccio” fu ideato da Fernando Becagli carissimo Amico di Riccardo
Santini in Sala e la Moglie Emiliana in Cucina
in pochissimo tempo esplose la vignacciomania”.

Riccardo Santini è nato a Capezzano Pianore, Frazione del Comune di Camaiore in Provincia di Lucca, il Giorno 1 del Mese di Settembre del 1957
Parafrasando un nota Locuzione Latina che dice “nomina sunt omina” (i nomi sono un presagio) potrei dire “in numeri sunt omina” (i numeri sono un presagio) infatti nella data di nascita c’era già una particolarità: 
sta tutta nelmillesimo1957 = 1-9-57.

Fin da piccolo Riccardo amava la cucina, anche quella un po’ diversa della Mamma che era originaria di Aulla in Provincia di Massa Carrara
Il Babbo Marcello, molto bravo e conosciuto,  disegnava abiti alla moda e aveva delle sarte che realizzavano i suoi bozzetti. 
Negli anni 60 e 70 aveva fatto gli abiti anche per personaggi molto famosi del mondo dello spettacolo e tra i tanti potrei citare il mitico Adriano Celentano.

Una delle sartine del Babbo abitava proprio a Santa Lucia e Marcello per molti anni era andato per lavoro spessissimo nell’antico Borgo portando quasi sempre con sé il Figlio Riccardo
Il bimbo, poi ragazzo, c’era praticamente cresciuto a Santa Lucia.

Dopo le scuole dell’obbligo Riccardo Santini ha frequentato il Liceo Scientifico, e, nei mesi delle vacanza estive, andava a lavorare in un noto Locale del tempo il Ristorante e Discoteca, ubicato a Ponte di Sasso, del grande Fernando Becagli, suo primo Maestro e poi Mentore per tutto il resto della vita.

Passarono gli anni e Riccardo continuò sempre a lavorare nella Ristorazione
Il 6 Marzo del 1982 Riccardo sposò Emiliana Antonelli e dalla loro unione sono nati i due Figli: Nancy e Stefano.

Nel 1985 Riccardo Santini a soli 28 anni era già il bravissimo Direttore di Sala di uno dei Ristoranti più premiati e famosi d’Italia
Ponte di Sasso” della Famiglia Becagli Garfagnini.

Poi nel 1987, come già accennato, ebbe inizio l’avventura delIl Vignaccio”.

La prima Sede dell’Osteria con CucinaIl Vignaccioera ubicata proprio accanto alla Chiesa di Santa Lucia e vi rimase fino al 1994 quando Riccardo rilevò e ristrutturò una Casa abbandonata a pochi passi dalla Chiesa stessa aprendoIl Vignaccionuovo.

Il Locale era ed è composto dalla grande Sala con bancone, completamente vetrata e super panoramica, su cui si affaccia anche la Cucina, poi ci sono altre tre accoglienti salette, una al piano rialzato e due al primo piano, una di queste ha anche un fascinoso caminetto.

L’idea vincente fu quella di fare un Locale atipico dove si servivano i piatti della tradizione ma anche le più preziose eccellenze gastronomiche: si poteva scegliere la “trippa” ma anche il delizioso “foie gras”. 
Inoltre c’era una straordinaria, magnifica ed eccezionale scelta di Vini
si stappava la migliore produzione Mondiale.

Riccardo Santini ha sempre detto: 
Ho fatto l’Università del Vino con gli insegnamenti di grandi personaggi e di grandissimi esperti come Beppe Pighini, in Arte Nebraska, e Giovanni Bonuccelli (della mitica Enoteca Nebraska ubicata nella Località di Nocchi, Comune di Camaiore) e Alberto Montalbano (detto il Mancini)”. 

Dopo una ventina d’anni di successi dal 2006/ 2009 Il Vignaccio” venne  trasferito al Cinquale nel Comune di Montignoso e prese il nuovo nome: “Il Vignaccio al Mare”.

Successivamente Riccardo Santini, chiusa quella lunga esperienza, si è dedicato ad aprire alcuni Locali come “L’Antonioa Pietrasanta (LU) e il RistoranteVilla Garzoni” nel bellissimo e magico Giardino Garzoni il “Parco di Pinocchio” a Collodi (PT). 
Tra il 2011 e il 2017 Riccardo ed Emiliana hanno lavorato al RistoranteL’Arcano del Mare” a Lido di Camaiore (LU).

Nel 2018 Umberto Olivieri (classe 1975) e sua Moglie, Elisa Meconi, bravi e appassionati ristoratori originari di Viareggio, già gestori del noto Ristorante LocandaBernardone” a Nocchi di Camaiore, hanno contattato Riccardo per chiedergli, se nel caso, sarebbe tornato a “Il Vignaccio” a Santa Lucia. Riccardo ha risposto positivamente e loro hanno rilevato “Il Vignaccio” che dal 2007 al 2018 è stato di Michele Bartoli (proprietario anche di un Bar a Pietrasanta).   

La grande riapertura, un vero evento perIl Vignaccio”, è avvenuta il 24 maggio 2018
Riccardo Santini, che lo fondò più di 30 anni fa, ne è diventato il Direttore e sua Moglie, la brava Emiliana Antonelli, è rientrata in Cucina.

Dal Gennaio 2019 aIl Vignaccioè giunto un giovane ed esperto Chef Marco Merciadri.

Marco è nato a Pietrasanta (LU) il 16 Giugno 1994, fin da piccolo ha avuto una passione per la Cucina tantoché, da più grande, ha frequentato l’Istituto AlberghieroGuglielmo Marconidi Viareggio (LU).
Molto interessanti e di altissimo livello sono state le esperienze che Marco Merciadri ha fatto come Capo Partita, prima di arrivare a “Il Vignaccio”,  presso straordinari Ristoranti Toscani e non come il “Decò”, “Il Merlo” e “Da Vittorio”.

Una delle più particolari e consolidate Tradizioni Versiliesi (la Versilia è la parte della Toscana nord-occidentale, adagiata sul mare, della Provincia di Lucca), che dal 1987 non è stata mai interrotta, porta il Marchio indelebile dell’Osteria con CucinaIl Vignaccio”: 
Il Pranzo della Gallina”.

Il “Pranzo della Gallina”, è nato da un’idea del leggendario Lorenzo Viani, del RistoranteLorenzo” di Forte dei Marmi (LU), ed Emiliana Lucchesi, notissima e bravissima Giornalista. Proprio Loro a fine anno del 1987 andarono per fare gli Auguri e a mangiare a “Il Vignaccio”. 
Da ciò presero spunto per suggerire a Riccardo
Perché non facciamo ogni anno il Pranzo della Gallina per scambiarci gli Auguri”.

Da allora in poi il “Pranzo” è diventato una ricorrenza annuale, per gli Auguri di Natale e di fine Anno, tra gli addetti del settore ristorativo, e non, della Versilia
Da 15 anni fa a oggi noti Artisti hanno dedicato una loro specifica opera alPranzo della Gallina”.

Per questa Edizione 2019 il bravo Pittore Piergiorgio Pistelli ha realizzato un delizioso Olio su Tavola dove ovviamente è rappresentata unagallina”.

Per gli Auguri di questo fine 2019 ho partecipato anche quest’anno alPranzo della Gallinagiunto alla33esima Edizione”.

In un Locale affollatissimo di notissimi Ristoratori, Amici e Giornalisti sono state servite ai tavoli, le portate ormai definibili con un solo termine “classiche”: 
“Crostini di fegatini”, “Cotechino e patate mascè”, “ Tortellini ai tre brodi (vegetale, carne, gallina)”, “Polpettone”, “Gallina lessa e altre carni bollite con salse, giardiniera e mostarde”.

Tutti i piatti sono stati accompagnati da un vero e proprio “fiume” di buon “Lambrusco dell’Emilia”. 

Come sempre il vulcanico Riccardo Santini ha allietato tutti con la sua straordinaria esuberante simpatia.

Posso sicuramente dire che il “Pranzo della Gallina” dell’Osteria con CucinaIl Vignacciodi Santa Lucia (LU) per la sua lunghissima e particolare storia è un vero e proprio 
Evento mito della Ristorazione Versiliese”.



Una Vista del Magnifico Panorama

La Chiesa di Santa Lucia

L'Ingresso

Una Vista della Sala

Lo Chef Marco Merciadri

Il Pittore Piergiorgio Pistelli e Riccardo Santini

La Sala

I Tortellini in Brodo

Pronti per il Bollito

La "Tradizione" nel Piatto

Riccardo Santini e Giorgio Dracopulos